Auto elettriche: la seconda vita delle batterie

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Si fa sempre un gran parlare di cosa succede quando una batteria non è più in grado di garantire energia sufficiente per muovere un’auto elettrica. Il tema dello smaltimento degli accumulatori è sicuramente di primaria importanza soprattutto in questa “fase iniziale” di questa transizione ecologica. Tuttavia, prima di arrivare al riciclaggio della batteria, esistono una moltitudine di secondi utilizzi in grado di regalare alla batteria una seconda vita.

Quando una batteria non è più utile all’auto

Ma andiamo con ordine e capiamo insieme quando una batteria va riciclata. Quando l’efficienza dell’accumulatore e quindi la sua capacità di immagazzinare e cedere energia scende sotto l’80%, allora questo non è più utilizzabile su un’automobile. La vita di una batteria, infatti, viene scandita da una serie di cicli di carica e scarica e sono proprio questi a determinarne il deterioramento. Tuttavia, una batteria all’80% dell’efficienza non è necessariamente da riciclare. Esistono tutta una serie di secondi impieghi in cui può trovare applicazione, soprattutto in ambito industriale. Vediamo quelli principali.

Auto elettriche: la seconda vita delle batterie

Accumulatori industriali

Esistono già degli esempi anche sul territorio europeo in cui le batterie sono state utilizzate come accumulatori industriali. Di fatto, vengono utilizzate per immagazzinare l’energia prodotta da un impianto fotovoltaico o eolico (ad esempio) per poi essere utilizzata nei momenti in cui la produzione raggiunge picchi importanti nella richiesta di energia. Con questo tipo di applicazione le batterie possono contare su un ciclo di vita molto lungo dal momento che qui i tempi di carica e scarica sono molto lunghi rispetto a quelli dell’auto, abbattendo drasticamente il decadimento delle prestazioni della batteria.

Gruppi di continuità

Un altro interessante indirizzo d’impiego delle batterie è quello in gruppi di continuità. Questi possono essere utilizzati in aziende o ospedali per garantire continuità nell’erogazione della corrente anche in caso di black out, con il vantaggio di non aver bisogno di fonti esterne di alimentazione per funzionare come gas o carburanti liquidi con i quali lavorano i tradizionali generatori.

Ripristino

In ultimo, prima di pensare allo smaltimento, si può ipotizzare il ripristino della batteria. Si tratta di un processo delicato, ma che permette di sostituire solo alcune delle componenti che costituiscono l’accumulatore per riportarlo al suo stato di efficienza originale. Una delle primissime aziende ad offrire questo tipo di servizio è stata la 4R Energy Corporation, una joint-venture tra Nissan e Sumitomo Corporation.

Tasso alcolemico: test, limiti e sanzioni

tasso-alcolemico

Guidare in stato di ebbrezza non solo comporta un grave pericolo per sé stessi e per gli altri, ma è severamente punito dal nostro Codice della Strada con sanzione salatissime sia a livello pecuniario, sia a livello penale. Scopriamo cosa si intende e come si misura il tasso alcolemico.

INDICE
Tasso alcolemico: cos’è
Limiti test alcolemico
Calcolo tasso alcolemico
Alcol test: come funziona
Guida in stato di ebbrezza: quali sono le sanzioni?

Il tasso alcolemico, definito anche alcolemia, indica la concentrazione di alcol (etanolo) nel sangue. L’unità di misura che viene utilizzata più spesso per esprimere questo valore è g/l, che indica quanti grammi di alcol sono presenti in ogni litro di sangue, ma in alcune occasioni viene anche espresso in mg/dl.

La legge stabilisce qual è il limite del tasso alcolemico entro il quale ci si può mettere alla guida, pari a 0,5 g/litro (per i neopatentati, ovvero per i 3 anni successivi al conseguimento della patente, questo limite scende a 0 g/km). Se si supera questa soglia e si decide di guidare lo stesso il proprio veicolo, in caso di fermo e di controllo il conducente sarà considerato in stato di ebbrezza, ricevendo una sospensione temporanea della patente di guida, una decurtazione minima di 10 punti e ulteriori sanzioni pecuniarie, come previsto 16dagli articoli 185 e 186 del Codice della Strada.

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Ci si può chiedere come calcolare il proprio tasso alcolemico per evitare di incorrere in sanzioni. Tuttavia non è possibile stabilire a priori un criterio che valga per tutti, dato che il tasso alcolemico dipende anche da molti fattori individuali, come la corporatura e il metabolismo. Inoltre, molto dipende anche dal tipo di alcolico che si sta assumendo e dalla sua gradazione alcolica.

Tasso alcolemico: tutto quello che c’è da sapere su test, limiti e sanzioni

Tutti i locali pubblici, però, devono esporre delle tabelle fornite dal governo e puramente indicative, che possono far capire quale sia la quantità limite di alcol ingeribile per non superare il tasso alcolemico consentito. Tuttavia, per conoscere con esattezza il proprio tasso alcolemico è sempre bene utilizzare un etilometro, anche chiamato alcol test, acquistabile per pochi euro in tutte le farmacie.

Qualora si venga fermati alla guida per un controllo delle forze dell’ordine, si può essere sottoposti all’alcol test, ovvero un etilometro in grado di calcolare la concentrazione di alcol contenuta nell’aria espirata, dalla quale è possibile ricavare il tasso alcolemico. Di regola l’alcol test viene ripetuto due volte, effettuando due misurazioni successive a distanza di 5 minuti l’una dall’altra. Il rifiuto di sottoporsi all’etilometro è un reato punito con la perdita di 10 punti della patente di guida e con le stesse pene previste per chi guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l.

Oltre alla decurtazione di 10 punti dalla patente, vediamo adesso nel dettaglio quali sono le sanzioni previste per la guida in stato di ebbrezza:

  • Guida con tasso alcolemico compreso tra 0,5 e 0,8 g/l: ammenda da 543 a 2.170 euro, sospensione patente da 3 a 6 mesi.
  • Guida con tasso alcolemico tra 0,8 e 1,5 g/l: ammenda da 800 a 3.200 euro, arresto fino a 6 mesi, sospensione patente da 6 mesi ad 1 anno.
  • Guida con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l: ammenda da 1500 a 6000 euro, arresto da 6 mesi ad un anno, sospensione patente da 1 a 2 anni, sequestro preventivo e confisca del veicolo (salvo che appartenga a persona estranea al reato). Se il veicolo appartiene a persona estranea al reato, la durata della sospensione della patente di guida è raddoppiata.

Queste pene, previste dall’articolo 186 del Codice della Strada, sono raddoppiate se il conducente in stato di ebbrezza provoca un incidente stradale, ed in questo caso è disposto il fermo amministrativo del veicolo per 180 giorni, salvo che appartenga a persona estranea all’illecito.

Cose da sapere

Cos’è il tasso alcolemico?

Il tasso alcolemico, definito anche alcolemia, indica la concentrazione di alcol, o etanolo, presente nel sangue. L’unità di misura che viene utilizzata più spesso per esprimere questo valore è g/l, ossia grammi di alcol su litro di sangue, ma in alcune occasioni viene anche espresso in mg/dl.

Quali sono i limiti relativi all’alcol alla guida?

La legge permette un limite del tasso alcolemico pari a 0,5 g/litro. Oltre questa soglia, qualora si venga fermati per un controllo, la guida sarà considerata in stato di ebbrezza.

Come funziona l’alcol test?

Tramite questo dispositivo viene  misurata la quantità di alcol contenuta nell’aria espirata. L’alcol test viene ripetuto due volte effettuando due misurazioni successive a distanza di 5 minuti l’una dall’altra.

Quali sono le sanzioni in caso di guida in stato ebbrezza?

Decurtazione di 10 punti dalla patente e:

  • Guida con tasso alcolemico compreso tra 0,5 e 0,8 g/l: ammenda da 543 a 2.170 euro, sospensione patente da 3 a 6 mesi.
  • Guida con tasso alcolemico tra 0,8 e 1,5 g/l: ammenda da 800 a 3200 euro, arresto fino a 6 mesi, sospensione patente da 6 mesi ad 1 anno.
  • Guida con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l: ammenda da 1500 a 6000 euro, arresto da 6 mesi ad un anno, sospensione patente da 1 a 2 anni, sequestro preventivo e confisca del veicolo (salvo che appartenga a persona estranea al reato).

Immatricolazione auto: cos’è, tempi e costi

Cos’è e come funziona l’immatricolazione auto

Quando si acquista un’auto nuova è bene verificare, prima di mettersi al volante, che siano state sbrigate tutte le pratiche burocratiche relative all’immatricolazione del mezzo. Portare a termine questa procedura è infatti essenziale per ottenere l’autorizzazione a circolare liberamente su strada. Scopriamo come funziona.

INDICE
Immatricolazione auto: che cos’è?
Come immatricolare l’auto
Prima immatricolazione auto: come funziona?
Costo immatricolazione auto
Tempi immatricolazione auto
Immatricolazione auto estera: quanto costa?

Nel momento in cui si acquista un’auto è necessario procedere all’immatricolazione. Con questa procedura il veicolo viene registrato presso l’Archivio Nazionale Veicoli  (ANV) della Motorizzazione Civile e la vettura in questione viene abbinata ad una targa specifica.

Successivamente, bisogna provvedere alla registrazione del mezzo presso il Pubblico Registro Automobilistico e soltanto al termine di questa duplice procedura si entrarà in possesso della targa e del libretto di circolazione, potendo finalmente guidare la propria auto su strada.

Ma non bisogna farsi prendere la panico: dell’immatricolazione se ne occupa sempre il venditore, tramite un’agenzia di pratiche auto abilitata. L’agenzia presenta all’ufficio provinciale della Motorizzazione una richiesta di immatricolazione allegando i documenti della vettura e del soggetto a cui sarà intestata l’auto. Se la documentazione è completa e corretta la Motorizzazione rilascia la carta di circolazione e una coppia di targhe.

A partire dal 1° giugno 2020 tutte le pratiche di immatricolazione devono essere effettuate obbligatoriamente per via telematica. L’agenzia di pratiche auto dovrà quindi ricorrere ai servizi dello Sportello Telematico dell’automobilista grazie al quale, oltre a effettuare l’immatricolazione, è possibile ottenere la targa, la carta di circolazione e il certificato di proprietà digitale senza bisogno di recarsi fisicamente nei diversi uffici sparsi sul territorio.

Con il termine prima immatricolazione ci si riferisce alle pratiche necessarie, al momento dell’acquisto di un veicolo nuovo, per ottenere la targa e il libretto di circolazione del mezzo, ovvero per ottenere il permesso di condurre il veicolo per strada.

Come spiegato sopra, tramite la prima immatricolazione si associa una targa specifica al mezzo, che viene registrato nell’Archivio Nazionale Veicoli della Motorizzazione Civile e presso il Pubblico registro automobilistico. In ogni caso, le procedure di immatricolazione vengono sempre svolte dal venditore.

In linea di massima, al momento dell’acquisto di una vettura nuova il costo dell’immatricolazione viene incluso nel prezzo di vendita.

Ma, per i più curiosi, scendiamo comunque nel dettaglio dei costi delle varie pratiche da portare a termine. I costi amministrativi totali ammontano a 101,20 euro, che includono quattro imposte di bollo da 16 euro, l’emolumento del PRA di 27 euro e 10,20 euro di diritti per la Motorizzazione. A questi si aggiungono i costi di acquisto delle targhe, pari a 41,78 euro.

Inoltre, ai costi di immatricolazione si sommano la tariffa richiesta dall’agenzia di pratiche auto di cui si serve il venditore e l’imposta provinciale di trascrizione (IPT), che l’ACI incassa per conto delle province. Ogni amministrazione provinciale può aumentare fino al 30% l’importo base dell’IPT, fissato per legge in 150,81 euro per le auto di potenza fino a 53 kW e in 3,519 euro/kW per quelle di potenza superiore.

Nel momento in cui si ha a disposizione tutta la documentazione richiesta e si presenta la stessa presso lo Sportello Telematico dell’Automobilista i tempi di attesa per l’immatricolazione auto sono decisamente ridotti: si parla di circa 3 giorni lavorativi.

Una volta ricevute le targhe ed il libretto di circolazione si dovrà provvedere alla iscrizione dell’auto al PRA entro i 60 giorni successivi per poter entrare in possesso del certificato di proprietà.

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Per circolare in Italia, l’immatricolazione è necessaria anche nel caso si acquisti una vettura all’estero. Sarà quindi fondamentale immatricolare il veicolo all’ufficio provinciale della Motorizzazione Civile e poi iscriverlo al Pubblico Registro Automobilistico.

Questa procedura deve essere seguita sia se l’acquisto riguarda un’auto nuova che usata. Viene considerata nuova una vettura con meno di 6.000 Km e meno di sei mesi di età.

Per procedere all’immatricolazione, sarà necessario recarsi in un ufficio provinciale della Motorizzazione e presentare la documentazione tecnica e quella fiscale relativa all’auto. Una volta ottenuto l’ok è possibile procedere con la richiesta di immatricolazione e successivamente con l’iscrizione al PRA.

Chi cerca una soluzione più semplice può rivolgersi ad una agenzia di pratiche auto producendo una copia del documento di identità dell’acquirente, la dichiarazione sostitutiva di certificazione di residenza dell’acquirente, i modelli NP2C e NPSD disponibili online o presso gli STA, l’atto di vendita in bollo redatto da un notaio, il certificato di conformità del veicolo rilasciato dal costruttore ed il modello TT2119.

Se l’immatricolazione riguarda una vettura usata, oltre ai documenti già indicati, si deve anche produrre copia della carta di circolazione estera.

Cose da sapere

In cosa consiste l’immatricolazione auto?

Con l’immatricolazione il veicolo viene registrato presso la Motorizzazione Civile e successivamente registrato presso il Pubblico Registro Automobilistico.  Soltanto al termine di questa duplice procedura si entra in possesso della targa e del libretto di circolazione e si può finalmente guidare la propria auto.

Come si immatricola un’auto?

In Italia è il venditore ad occuparsi dell’immatricolazione dell’auto, tramite un’agenzia di pratiche auto abilitata presso lo Sportello telematico dell’automobilista. L’agenzia presenta all’ufficio provinciale della Motorizzazione una richiesta di immatricolazione a allegando i documenti del soggetto a cui sarà intestata l’auto e della vettura.

Quanto costa immatricolare un’auto?

Solitamente il costo di immatricolazione è incluso nel prezzo di acquisto dell’auto e comprende: i costi amministrativi, pari a 101,20 euro, e quelli di acquisto delle targhe, pari a 41,78 euro. A questi vanno aggiunte la tariffa richiesta dall’agenzia di pratiche auto di cui si serve la concessionaria oltre all’imposta provinciale di trascrizione (Ipt) che l’ACI incassa per conto delle province.

Quanto ci vuole ad immatricolare un’auto?

I tempi per l’immatricolazione presso lo Sportello Telematico dell’Automobilista  sono di circa 3 giorni lavorativi. Una volta ricevute le targhe ed il libretto di circolazione si dovrà provvedere alla iscrizione dell’auto al PRA entro i 60 giorni successivi.

Come funziona l’immatricolazione per le auto estere?

Se si acquista un’auto all’estero è obbligatorio immatricolarla per poter circolare sul nostro territorio. L’obbligo vale sia in caso di acquisto di un’auto nuova che di un’auto usata.  Sarà necessario recarsi in un ufficio provinciale della Motorizzazione e presentare la documentazione tecnica e quella fiscale relativa all’auto. Una volta ottenuto l’ok è possibile procedere con la richiesta di immatricolazione alla Motorizzazione e successivamente con l’iscrizione al PRA

Hyundai i30: prezzi, dimensioni e prova su strada

Hyundai i30: prezzi, dimensioni e caratteristiche 15

L’enorme salto avanti in termini qualitativi compiuto da Hyundai negli ultimi anni, trova la sua massima espressione nella Hyundai i30, la due volumi di Segmento C che oggi rappresenta davvero una concreta alternativa alle tante compatte oggi disponibili, competendo ad armi pari anche con la regina di questa fetta di mercato: la Volkswagen Golf. Recentemente aggiornata nello stile e nei contenuti, con l’ultimo restyling diventa ibrida grazie al sistema Mild-Hybrid MHEV a 48V e adotta il nuovo motore 1.5 litri T-GDI da 160 CV ibrido. Un  definitivo salto di qualità per la compatta coreana che aggiorna anche gli allestimenti N Line disponibili su tutte le versioni.  La i30, infatti, presenta un design dallo stile personale, unito ad interni ben realizzati sia nell’assemblaggio che nella scelta dei materiali.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Hyundai i30:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 395/1.301 litri
 Alimentazioni Ibrida/ Benzina
 Classe 6D – Temp
 Cv/kW (da) 120/88
 Prezzo (da) 26.950 €
INDICE
 Novità 2022
 Dimensioni
 Interni
 Esterni
 Motori
 Consumi
Prova su strada
 Allestimenti
Perché comprarla
 Prezzi

Per i clienti più sportivi Hyundai presenta la i30 N Drive-N Limited Edition, la nuova serie limitata prodotta in appena 800 esemplari caratterizzata da un look inedito.Il nuovo allestimento si riconosce a colpo d’occhio per le nuove tinte per la carrozzeria Phantom Black Pearl e Serenity White Pearl, entrambe perlate. Impreziosiscono poi ulteriormente il profilo della vettura i cerchi in lega dedicati, da 19 pollici, forgiati e in tinta bronzo scuro opaco.

I badge neri e i dettagli rossi delle pinze del freno e delle cuciture dei sedili creano poi un contrasto che sottolinea l’aggressività dell’allestimento. Infine, troviamo targhette dedicate applicate sui parafanghi anteriori, riportanti in inciso le coordinate GPS del Centro Test Hyundai Motor Europe al Nurburgring. Aprendo le portiere, invece, oltre agli elementi rossi già menzionati, troviamo loghi N illuminati sui sedili in alcantara. Nessuna modifica, invece, è stata apportata al motore.

La Hyundai i30 è una berlina due volumi che rispecchia in pieno le misure proprie del segmento C. La lunghezza, infatti, misura 4 metri e 34 centimetri, mentre il passo di due metri e sessantacinque garantisce un buon comfort anche ai passeggeri del divanetto posteriore. Buona la capacità del bagagliaio pari a 395 litri.

Dimensioni
Lunghezza 4.340 mm
Larghezza 1.800 mm
Altezza 1.460 mm
Passo 2.650 mm

auto familiari usate
auto familiari usate

L’abitacolo della Hyundai i30 ha uno stile moderno e curato: i materiali che rivestono la plancia sono di buona qualità e tutti i comandi sono facilmente raggiungibili anche quando si è alla guida. Tutto nuovo poi è il quadro strumenti digitale con schermo da 7 pollici, mentre al centro della plancia il vero protagonista è lo schermo da 10,25 pollici del sistema di infotainment, che permette di accedere a diverse funzioni, da quelle multimediali al navigatore, passando per una serie di servizi connessi gestibili anche da remoto attraverso l’apposita App.

Buono poi lo spazio a bordo, con centimetri in abbondanza anche per chi viaggia dietro. Anche la luminosità è buona, merito delle ampie superfici vetrate che, inoltre, permettono di limitare al minimo gli angoli ciechi. Per i clienti più sportivi c’è la variante N, che si differenzia dal resto della gamma per i sedili a guscio disponibili a richiesta, che permettono di risparmiare oltre 2 kg l’uno, mentre il volante sfoggia i pulsanti azzurri per la selezione delle diverse modalità di guida.

Con l’ultimo aggiornamento, lo stile della Hyundai i30 è stato rivisto senza grandi stravolgimenti, intervenendo di fino per rendere l’estetica del modello più moderna e attuale. Ecco quindi che nella parte anteriore a dominare è ora una calandra di più grandi dimensioni con una trama inedita. Accanto a questa spiccano i nuovi fari dotati di tecnologia Full-Led, caratterizzati da una firma luminosa che punta verso il centro della vettura.

La medesima finitura è stata utilizzata per i gruppi ottici posteriori, che sono ulteriormente impreziositi da una serie di punti luminosi che creano una sorta di “effetto cristallo” quando accesi. Rimanendo nella parte posteriore, cambia la parte bassa del paraurti sulla quale è ora presente un diffusore più pronunciato, che ha però una funzione puramente estetica. Con l’allestimento N Line, lo stile della i30 si fa più cattivo, ispirandosi alla più sportiva versione N: le prese d’aria anteriori crescono nelle dimensioni, mentre dietro, accanto all’estrattore, spicca la presenza di un doppio terminale di scarico.

La gamma motori della rinnovata Hyundai i30 si compone oggi di sole unità a benzina, tutte dotate di tecnologia ibrida a 48 Volt. Si parte con il 1.0 T-GDI da 120 CV, disponibile sia con cambio manuale con frizione elettroattuata, sia con l’automatico. Con le stesse due trasmissioni è disponibile anche il più potente 1.5 T-GDI da 160 CV. Venendo alla parte ibrida a 48 V, la stessa per tutti i motori, è costituita da una batteria a polimeri di litio da 0,44 kWh (collocata sotto il baule) e da un motogeneratore da 15 CV che, collegato al motore a benzina tramite una cinghia, fa da motorino di avviamento e dà una spinta in più in accelerazione, ricaricando la batteria in fase di rilascio e frenata.

Al vertice dell’offerta si posizione la Hyundai i30 N. La variante più sportiva del modello è alimentata da un potente propulsore di 2 litri sovralimentato tramite un turbocompressore, capace di sviluppare una potenza massima di 280 CV per una coppia di 392 Nm, abbinabile ad un tradizionale cambio manuale a sei rapporti o al nuovo cambio automatico a doppia frizione DCT.

hyundai i30 usate
hyundai i30 usate

Interessanti i consumi dichiarati dalla casa coreana per la Hyundai i30. La versione benzina da 120 CV promette una percorrenza media di 22,2 Km/l, mentre per quella da 160 CV il valore scende a 21,3 Km/l. Con un focus tutto rivolto alle prestazioni, la i30 N deve invece accontentarsi di una media di circa 12 km/l.

Con il mondo che viaggia spedito verso un futuro elettrico, Hyundai continua comunque a pensare agli appassionati più puri, continuando a proporre modelli ad alte prestazioni delle sue vetture. La Hyundai i30 N, infatti, è la capostipite di una nuova famiglia di modelli vitaminizzati dalla divisione sportiva del costruttore coreano. Dietro la carrozzeria azzurra, i vistosi cerchi da 19 pollici e i grandi terminali di scarico, si nasconde una vettura con un potenziale prestazionale che lascia estasiati. Rigida, rumorosa, veloce: la Hyundai i30 N rappresenta l’esperienza di guida più pura che si possa trovare a bordo di una sportiva a trazione anteriore di Segmento C.

Ma andiamo con ordine. L’estetica della i30 N è molto simile a quella delle più tranquille versioni N Line a listino. A cambiare sono i dettagli, come il grande spoiler posteriore e il doppio terminale di scarico nella parte posteriore, mentre i cerchi in lega sono forgiati e permettono di ridurre il peso delle masse non sospese di circa 14 kg. L’ambiente interno poi, ha un sapore più racing enfatizzato dalla presenza di avvolgenti sedili a guscio e di un volante con pulsanti dedicati alla selezione delle diverse modalità di guida: Eco, Normal, Sport, N e Custom.

Ma ciò che impressiona è la meccanica della i30 N. Sotto il cofano scalpita un 2 litri turbo a quattro cilindri con una potenza di 280 CV per 392 Nm di coppia, tutti scaricati sulle ruote anteriori attraverso il nuovissimo cambio a doppia frizione DCT. Non manca poi un differenziale autobloccante a gestione elettronica e un assetto sempre a controllo elettronico.

Finché non ci si mette al volante della nuova Hyundai i30 N, però, non si può capire quanto “track oriented” sia stato il lavoro dei tecnici del reparto N. La spinta del 2 litri è corposa fin dai bassi regimi, ma è oltre i 4.000 giri che diventa davvero rabbiosa, mentre il cambio passa da una marcia all’altra in un battito di ciglia con sobbalzo secco dal sapore molto racing. Ma il vero protagonista sulla i30 è l’assetto. Regolabile su tre diverse posizioni, trasforma la macchina in una vera mangia curve: nella modalità più rigida azzera ogni fenomeno di rollio e beccheggio, anche grazie ad una barra duomi posteriore di dimensioni notevoli. Il tutto si traduce in un avantreno dalla precisione chirurgica in inserimento, con un volante dal giusto carico che permette di capire sempre perfettamente ciò che accade sotto le ruote anteriori, mentre il posteriore segue la traiettoria con una pulizia che lascia stipiti. Mentre in uscita a dominare è il lavoro del differenziale autobloccante, che potendo spostare la coppia sulla ruota che in quel momento ha più trazione permette di tornare sul gas molto presto in uscita di curva.

Certo, qualche piccolo difetto c’è: il peso di oltre 1.500 kg in certe circostanze si sente e in generale il 2 litri è un motore molto assetato. Se non ci si fa prendere la mano si riescono a percorrere circa 9 km/l, ma bisogna farci molta attenzione. Ma tutto questo poco conta rispetto alle emozioni che questa vettura è in grado di regalare: l’assetto così preciso e uno scarico dalla voce profonda e costantemente scoppiettante mettono una gran voglia di guidare senza mai fermarsi, cercando un tratto di strada tutto curve per raggiungere qualsiasi destinazione. Insomma, la Hyundai i30 N è davvero un’auto per amanti della guida e, sicuramente, una delle migliori hothatch che possiate comprare.

Sono tre gli allestimenti disponibili per la Hyudai  i30:

  • Prime: rappresenta la base dell’offerta, ma è già dotato di molti accessori.
  • N Line: è quello pensato per i clienti più sportivi.
  • N Performance: riservato alla più potente versione N

Prime: prevede di serie 6 airbag, Sistema di controllo della stabilità (E.S.P.), A.B.S, Hyundai Smart Sense, Cerchi in lega  da 16”, fari anteriori full led, Luci diurne e di posizione Led,  Vetri posteriori oscurati, alzacristalli elettrici anteriori e posteriori, Cluster Supervision 7”, Cruise control, volante rivestito in pelle, Ski-trough, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, Bluetooth con riconoscimento vocale, comandi audio al volante, Touchscreen da 8” con connettività Apple car play/Android e retrocamera.

N Line: aggiunge cerchi in lega da 17” o 18”, Design sportivo N Line, Paraurti anteriore e posteriore con disegno N, specchietti retrovisori neri, sedile passeggero regolabile in altezza e volante sportivo a tre razze e pomello del cambio con N design.

N Performance: allestiemnto riservato alla sportivissima versione N, si caratterizza per l’estetica dedicata, i cerchi in lega da 19 pollici, il quadro strumenti dedicato e di un menu specifico per il sistema multimediale. Dedicati sono anche i sedili e le cuciture azzurre all’interno dell’abitacolo.

  • Qualità: negli ultimi anni è cresciuto molto il livello qualitativo dei modelli Hyundai.
  • Prezzo: ottimo il rapporto tra prezzi e dotazioni.
  • Prestazioni: per chi cerca il massimo delle prestazioni, la I30 N ha ben poche rivali in questa categoria.

Di seguito ecco il listino prezzi della Hyundai i30 aggiornato a maggio 2022:

Hyundai i30 Ibrida Prezzo
1.0 T- GDI iMT Prime 26.950 €
1.5 T- GDI iMT NLine 29.600 €

 

Hyundai i30 N Prezzo
2.0 T-GDI MT N 41.600 €

 

hyundai i30 usate
hyundai i30 usate

 

Tabella euro auto: come verificare la classe ambientale

tabella euro auto

Negli scorsi anni, la lotta contro il cambiamento climatico ha costretto il settore dell’automotive a progettare vetture sempre più ecologiche ed efficienti. E, allo stesso tempo, anche i consumatori sono stati incentivati all’acquisto di auto sostenibili: una delle strategie trovate a questo scopo è stata l’introduzione delle classi ambientali Euro, che permettono di regolare il traffico dei veicoli e i contributi per l’acquisto in base alla categoria emissiva. Infatti, scegliere un’auto Euro 6 significa poter usufruire non solo degli incentivi all’acquisto, ma anche essere certi di poter circolare nei centri cittadini nei giorni di blocco del traffico. Ma come si può verificare a quale classe ambientale Euro appartiene il proprio veicolo? Scopriamolo in questa guida.

INDICE
 Tabella auto 1 2 3 4 5 6: cos’è la classe ambientale auto?
 Auto Euro 6
 Auto Euro 6 benzina
 Auto Euro 6 diesel
 Auto Euro 5
 Auto Euro 4
 Auto Euro 3
 Auto Euro 2
 Auto Euro 1
 Auto Euro 0
 Verifica classe ambientale auto: come si fa?

Con la classe ambientale auto si indica la categoria emissiva a cui appartiene un determinato veicolo. Si è iniziato a parlare di classi ambientali poiché, per rendere il parco auto europeo più sostenibile, negli scorsi anni l’Unione Europea ha iniziato a implementare dei regolamenti sempre più stringenti per quanto riguarda le emissioni delle autovetture. In particolare, l’UE ha introdotto una serie di standard, identificati con la sigla Euro- seguita da un numero, che i produttori di auto devono rispettare per commerciare i loro veicoli e che con il passare degli anni richiedono livelli di sostenibilità sempre più alti.  

Per esempio, tutti i veicoli prodotti dopo il 2009 devono rispettare gli standard imposti dalla normativa Euro 5, quelli arrivati dopo il 2014 devono rientrare nei livelli di sostenibilità previsti dalla normativa Euro 6. Le classi Euro vanno dalla Euro 0 alla Euro 6:  ed ovviamente più il numero è basso e più l’auto è inquinante, mentre più il numero è alto minore sarà l’emissione di CO2 nell’aria.

Normativa Entrata in vigore
EURO 0
EURO 1 1993
EURO 2 1997
EURO 3 2001
EURO 4 2006
EURO 5 2009
EURO 6 2015

Conoscere la classe Euro della propria auto è fondamentale per sapere quando si può o non si può circolare, e negli ultimi anni il divieto di circolazione durante alcuni blocchi del traffico è stato esteso a tutte le vetture con rientranti nella categoria da Euro 0 sino ad Euro 4.

Le auto Euro 6 sono tutte quelle immatricolate a partire dal 1° settembre 2015. All’interno di questa categoria si sono poi aggiunte le sottocategorie Euro 6A, 6B, 6C e 6D-Temp che si differenziano tra di loro per il quantitativo di emissioni accertato in fase di omologazione. E’ bene sottolineare che in caso di acquisto di auto Euro 6, sia elettriche (con emissioni comprese tra 0 e 60 g/km di CO2) che endogene (con emissioni comprese tra 61 e 135 g/km di CO2), si potrà godere di un incentivo governativo di un importo che oscilla tra i 2.000 e i 5.000 euro, dipendendo dalla categoria emissiva del veicolo e dall’eventuale rottamazione di una vettura vecchia inquinquinante.

Allo stato attuale le auto benzina dotate di motore tradizionale rientrano negli standard della normativa Euro 6 e possono ancora circolare senza problemi in caso di blocchi del traffico. Infatti, grazie al progresso tecnologico, queste vetture continuano a dimostrarsi poco inquinanti e mantengono un buon valore dell’usato a differenza delle omologhe auto diesel.

La lotta al diesel, al contrario, prosegue senza interruzioni di colpi. Questi motori sembrano essere considerati dai legislatori gli unici responsabili dell’inquinamento cittadino e spesso vengono colpiti da provvedimenti molto stringenti anche a fronte di emissioni davvero contenute. Non è raro, infatti, trovarsi di fronte a blocchi del traffico che penalizzano anche i proprietari di auto diesel Euro 6 ingiustamente equiparate a modelli a gasolio ben più inquinanti.

In questa categoria rientrano tutte le vetture omologate dopo il 1° settembre 2009, ma con un eccezione per quelle che erano già a listino all’entrata in vigore della norma, che hanno potuto essere immatricolate fino al primo gennaio 2011 nonostante non rispettassero gli standard Euro 5. Chi è proprietario di queste auto può godere di una certa tranquillità, in quanto, in generale, può circolare senza restrizioni. Solo le auto diesel Euro 5 fanno eccezione, visto che anche questa categoria viene spesso colpita dai blocchi del traffico per ridurre l’inquinamento cittadino. La produzione di vetture Euro 5 è stata interrotta nel 2014 per il passaggio allo standard Euro 6.

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Rientrano nella classe ambientale Euro 4 tutte le vetture immatricolate a partire dal 1° gennaio del 2006 e fino al 2009. Queste sono state realizzate seguendo la stessa direttiva adottata per le Euro 3, la 98/69B, ma con l’aggiunta di un’ulteriore riduzione delle emissioni di CO2, per contrastare l’inquinamento atmosferico all’interno delle città. Ad oggi, nella maggior parte dei casi, le auto Euro 4 possono circolare anche in caso di blocchi del traffico, ma a breve sono destinate a finire nell’occhio del ciclone.

Tutte le auto immatricolate dopo il primo gennaio 2001 sono omologate Euro 3. Questa classe ambientale è stata introdotta con la direttiva 98/69, adottata nel 199, e con questa omologazione il limite massimo di monossido di carbonio (CO) è stato portato a 2,30 g/km per le auto a benzina e a 0,64 g/km per i veicoli diesel, mentre le emissioni di particolato sono state limitate a 0,05 g/km.

La classe ambientale Euro 2 designa le auto immatricolate dopo il 1° gennaio 1997, quando l’entrata in vigore della direttiva 94/12 impose un ulteriore riduzione delle emissioni di CO2 ai veicoli prodotti. I limiti previsti per le emissioni di monossido di carbonio sono passati da 2,72 a 2,20 g/km, mentre per il particolato sono scesi da 0,14 a 0,08 g/km.

Le vetture classificate come Euro 1 sono tutte quelle immatricolate a partire dal primo gennaio 1993 e realizzate secondo la direttiva europea 91/441, che ha costretto le aziende a montare sulle macchine le marmitte catalitiche, oppure per i modelli diesel l’alimentazione a iniezione. Per queste vetture il limite di emissioni di monossido di carbonio è di 2,72 g/km e di 0,14 g/km per quelle di particolato.

Le auto Euro 0 sono tutte quelle immatricolate prima del 31 dicembre 1992 che utilizzano benzine al piombo e nessun tipo di sistema di filtraggio dei gas di scarico. Per queste vetture è inibita la circolazione in modo permanente in molte città italiane.

Per conoscere la classe ambientale della propria vettura è possibile consultare in tutta semplicità il Portale dell’Automobilista, messo a disposizione dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile. Basterà cliccare sul link dedicato ai servizi online, selezionare successivamente il titolo “verifica classe ambientale veicolo”, ed inserire il tipo di veicolo ed il numero di targa: in questo modo potete conoscere la classe di omologazione della vostra vettura. Per chi non fosse a proprio agio con internet sarà possibile conoscere la classe ambientale auto semplicemente controllando il libretto di circolazione al punto V.9 per le vetture più recenti e nel riquadro 2 per quelle con parecchi anni sulle spalle.

Cose da sapere

Quali sono le auto Euro 6?

Quando si parla di auto Euro 6 ci si riferisce a tutte quelle vetture immatricolate a partire dal mese di settembre 2015. All’interno di questa categoria esistono però diverse omologazioni, in base al livello di emissioni.

Quali sono gli incentivi per l’acquisto di auto Euro 6?

Sono previsti incentivi fino a € 3.500 se si rottama un veicolo con più di 10 anni di vita. Scopri di più sugli incentivi auto 2020.

Come si controlla la classe ambientale dell’auto?

Basta collegarsi al sito internet ilportaldellautomobilista.it  ed inserire il tipo di veicolo ed il numero di targa nella sezione dedicata, oppure controllare la classe ambientale dell’auto sul libretto di circolazione.

 

Auto elettrica: come si ricicla una batteria

Auto elettriche: oltre lo stato solido ecco le batterie LFP e agli ioni di sodio 3

Dopo il tema dell’autonomia, quello del riciclaggio e lo smaltimento delle batterie esauste è uno dei temi principali quando si parla di auto elettriche. In tanti, infatti, oggi si chiedono come verranno trattati i tanti materiali inquinanti presenti all’interno delle batterie a un volta che queste raggiungeranno la fine del loro ciclo di vita, sollevando anche non poche polemiche e preoccupazioni ambientali.

La verità, però, è che già oggi esistono molte aziende specializzate nello smaltimento dei vecchi accumulatori agli ioni di litio. Ma c’è di più. Nel 2020 la domanda globale di batterie è stata di 282 GWh. Ci si aspetta che entro il 2030 questa cifra salga a 3.500 GWh. Per questo motivo, è logico pensare che convenga a tutti recuperare tutto il litio, il cobalto e il nichel possibile dalle attuali batterie in circolazione per poter rispondere alla sempre maggiore richiesta di nuove batterie.

Un lavoro in tre fasi

Ma andiamo con ordine e vediamo insieme quali sono i processi che permettono di riciclare le batterie agli ioni di litio delle moderne auto elettriche. Di base, sono tre le fasi in cui si divide questo lavoro.

  • Smontaggio della batteria
  • Recupero dei materiali riutilizzabili
  • Purificazione dei materiali

Auto elettriche: oltre lo stato solido ecco le batterie LFP e agli ioni di sodio

Fase 1

Nella prima fase del lavoro le batterie raccolte vengono attentamente aperte e smontate suddividendo tutti i singoli componenti quali moduli e celle. A questo punto i componenti vengono messi in sicurezza per ridurre al minimo i rischi di reazioni durante il processo di riciclaggio. Fatto questo si passa alla “frantumazione meccanica” e vengono così recuperati materiali quali ferro, rame e alluminio.

Fase 2

A questo punto, attraverso due particolari processi vengono estratti i materiali preziosi che costituiscono la batteria. Attraverso la tecnica della pirometallurgia si recuperano elementi come nichel, cobalto e rame, liquefacendo i componenti della batteria ad alta temperatura. Attraverso l’idrometallurgia, invece, si recuperano metalli puri liquefacendo i componenti della batteria ad alta temperatura.

Face 3

Completato questo processo, l’ultima fase è quella della purificazione dei materiali. Al termine delle due fasi precedenti, infatti, i materiali risultanti non sono ancora perfettamente riutilizzabili e necessitano quindi di essere purificati. In questa fase i materiali vengono trattati da fonderie specializzate, in grado di riportare gli elementi alla loro forma più pura.

La Hyundai ioniq 5 fa tripletta al World Car Awards 2022

La Hyundai ioniq 5 fa tripletta al World Car Awards 2022

La Hyundai Ioniq 5 cala il tris al World Car Awards 2022. Il crossover elettrico coreano si aggiudica tre premi alla 18ª edizione del prestigioso concorso internazionale: World Car of the Year, World Car Design of the Year e World Electric Vehicle of the Year. La tripletta della casa coreana non ha precedenti: fino a ora nessuna automobile era riuscita a ottenere questi tre riconoscimenti insieme. Ricordiamo che questi premi indipendenti vengono assegnati da una giuria composta da 102 giornalisti provenienti da tutto il mondo (33 nazioni). Vediamo, nel dettaglio, i premi assegnati nella rassegna che ha aperto il Salone di New York di quest’anno.

Ioniq 5, la prima della specie 6

World Car of the Year

La Hyundai Ioniq 5 è stata votata come auto dell’anno 2022, superando la “cugina” Kia EV6 (basata sulla stessa piattaforma) e la Ford Mustang Mach-E. Entusiasta Jaehoon Chang, presidente e Ceo di Hyundai: “Siamo veramente onorati di ricevere tutti questi premi che riconoscono il talento e il duro lavoro dei nostri dipendenti e dei partner di Hyundai Motor Company. La nostra ambizione è quella di favorire il progresso dell’umanità e questo riconoscimento al nostro approccio servirà a rafforzare il nostro impegno per trasformare questa nostra visione in realtà”.

  • World Car Design of the Year

La Hyundai Ioniq 5 ha ottenuto anche il riconoscimento come World Car Design of the Year, battendo Audi e-tron GT e Kia EV6.

  • World Electric Vehicle of the Year

La Hyundai Ioniq 5 ha primeggiato anche nella classifica di auto elettrica dell’anno, piegando ancora una volta Audi e-tron GT e Mercedes EQS.

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Toyota Yaris Cross

  • World Urban Car

Toyota Yaris Cross, il Suv compatto full hybrid del costruttore giapponese ha portato a casa il premio come auto “cittadina” del 2022, precedendo Opel Mokka e Volkswagen Taigun.

Mercedes EQS: prezzo, dimensioni e caratteristiche 5

  • World Luxury Car

L’auto di lusso del 2022 parla tedesco. L’ammiraglia elettrica Mercedes EQS si è aggiudicata il premio battendo Genesis GV70 e Bmw iX.

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Audi e-tron GT: prezzo, dimensioni e caratteristiche 4

  • World Performance Car of the Year

Un riconoscimento anche per l’elettrica Audi e-tron GT. La vettura tedesca è stata premiata come auto sportiva dell’anno, precedendo le termiche BMW M3/M4 e Toyota GR86/Subaru BRZ.

DR 6.0: prezzi, dimensioni e caratteristiche

DR 6.0: prezzi, dimensioni e scheda tecnica 5

Come tutte le sorelle del marchio molisano, è sviluppata sulla piattaforma della cinese  Chery. A differenza loro, però, sfoggia una carrozzeria dalle proporzioni inedite: DR 6.0 è infatti il più grande SUV prodotto dalla Casa italiana. Può vantare un equipaggiamento full optional e una capacità di carico fino a 1.700 litri, non male per quella che è in effetti l’ammiraglia della famiglia DR, tanto confortevole da meritarsi la nomea di “voyager SUV”. DR 6.0, infine, è offerto non solo con motore aspirato da 154 CV, ma anche in versione bi-fuel GPL da 149 CV, per chi intende risparmiare maggiormente sui consumi.

Di seguito ecco la scheda tecnica di DR 6.0:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 380/1.700 litri
 Alimentazioni Benzina/Benzina-GPL
 Classe Euro 6D
 Cv/kW (da) 149/110
 Prezzo (da) 28.900

 

INDICE
 Dimensioni
 Interni
 Esterni
 Motorizzazioni
 Consumi
 Configuratore
 Perché comprarla
 Prezzo

Gli ingombri di DR 6.0, come detto, lo rendono il SUV più imponente della Casa di Macchia d’Isernia. La sua lunghezza si attesta infatti i 4,5 metri, mentre la larghezza oltrepassa gli 1,8 metri e l’altezza ammonta a più di 1,7 metri. Il passo, poi, garantisce una buona abitabilità interna, grazie alla misura che sfiora i 2,7 metri. Infine, quanto alla capacità di carico, i dati riguardanti il bagagliaio variano da un minimo di 380 litri a un massimo di 1.700 litri, raggiungibili semplicemente abbassando il divano posteriore.

Dimensioni
Lunghezza 4.500 mm
Larghezza 1.840 mm
Altezza 1.740 mm
Passo 2.670 mm

 

Sebbene la piattaforma sia di importazione cinese, lo stile dell’abitacolo di DR 6.0 riflette la cura dei dettagli estetici tipica della casa di Isernia. L’organizzazione degli spazi è funzionale, così da offrire nei giusti punti, sempre in comodità, tutto l’equipaggiamento tecnologico che occorre, a partire dal display touch per l’infotainment da 12,5 pollici, con connettività Android Auto e Apple CarPlay.

In più, la dotazione di serie, molto ricca, include il quadro strumenti digitale da 7 pollici, il tetto panoramico, il “clima” automatico bi-zona, il sistema Soft Touch Keyless e il vano per la ricarica senza fili dello smartphone. Confortevoli i sedili anteriori, rivestiti in ecopelle e regolabili elettricamente in 6 posizioni, così come quelli posteriori, ribaltabili secondo schema 4/6. Fra gli aiuti alla guida troviamo infine le telecamere panoramiche a 360° e il cruise control.

Le linee della DR 6.0 si ispirano al fluire dell’acqua, puntando su linee dolci capaci di ridurre la resistenza dell’auto ai flussi d’aria, e migliorando quindi le performance di consumo e insonorizzazione, anche nei tratti a più veloce percorrenza. Nel complesso, il look è moderno ed elegante, ma sa rivolgersi al contempo a chi dà priorità alla concretezza e alla praticità. Richiama, nel design, l’estetica di F35, pur presentando una calandra ancora più imponente, incorniciata da inserti più raffinati.

La dotazione di serie, poi, comprende la firma ottica completamente a LED, oltre ai cerchi in lega da 19 pollici. Infine, sempre incluse nel prezzo unico, troviamo le sospensioni Mac Pherson sull’avantreno e Multilink con barra stabilizzatrice sul posteriore.

La gamma motori di DR 6.0 si compone solamente di due opzioni, una alimentata esclusivamente a benzina e una bi-fuel GPL con serbatoio dedicato da 68 litri effettivi. Entrambe sono basate sullo stesso 1.5 a 4 cilindri turbo, che nel primo caso arriva a 154 CV e 210 Nm, mentre nel secondo caso si ferma a 149 CV di potenza e ai 195 Nm di coppia. In entrambi i casi la velocità massima arriva a 186 km/h. Qualunque sia l’opzione preferita, la trazione è anteriore e la trasmissione abbinata è quella automatica CVT a 9 rapporti.

Sul fronte consumi, DR Automobiles dichiara una percorrenza di  7,8 l/100 km ed emissioni di 175 g/km di CO2 nel ciclo WLTP per quanto riguarda il modello a benzina da 154 CV. Sul GPL da 149 CV, i dati dei consumi sono invece di 9,8 l/100 Km, mentre le emissioni di CO2 si attestano sui 160 g/km.

La dotazione di serie di DR 6.0 è praticamente full optional. Si può scegliere però fra cinque diverse tinte della carrozzeria: rosso, nero, grigio, argento e bianco. Di conseguenza l’allestimento di DR 6.0 è unico:

  • DR 6.0: rappresenta l’unica versione in vendita del suv più grande di DR, con tutto quello che la Casa molisana ha da offrire.

DR 6.0: Cerchi in lega da 19”, Tetto panoramico elettrico, Schermo infotainment da 12,3”, Quadro strumenti digitale, Android Auto e Apple CarPlay, Ricarica wireless degli smartphone, Telecamera a 360°, Climatizzatore automatico bizona, Fari a LED, Abbaglianti automatici, Volante multifunzione in pelle, Sedile guidatore a regolazione elettrica, Rivestimenti dei sedili in ecopelle, Specchietti retrovisori elettrici e richiudibili, Portellone elettrico, Freno di stazionamento elettronico, Cruise control.

  • Dotazione: l’equipaggiamento di questo SUV è full optional di serie, nonostante i prezzi relativamente contenuti.
  • Motori: l’offerta della motorizzazione bi-fuel GPL consente di contenere i consumi e le emissioni, pur mantenendo una buona potenza.
  • Immagine: curato lo stile della DR 6.0 che maschera bene le origini cinesi del modello.

Di seguito ecco il listino prezzi di DR 6.0 aggiornato a maggio 2022:

DR 6.0 Benzina Prezzo
1.5 Turbo Cambio automatico CVT 154 CV 28.900 €
DR 6.0 Benzina Bi-Fuel Prezzo
1.5 Turbo Cambio automatico CVT 149 CV 29.900 €

 

 

La ricarica in autostrada: per l’Italia sogno o realtà?

Auto elettrica: ecco come funziona la ricarica wireless 1

L’abbiamo detto tante volte, uno dei nodi cardine intorno al quale si sviluppa l’attuale diffusione dell’auto elettrica è quello della ricarica. Le moderne auto elettriche non sono ancora in grado di assicurare autonomie in grado di soddisfare le esigenze di mobilità di chi ha bisogno di percorrere tanti chilometri. Per questo motivo, poter contare su un’infrastruttura di ricarica diffusa e performante è fondamentale per poter affrontare davvero questa transizione verso l’elettrico. Infatti, da qualche anno a questa parte in Italia si sta lavorando alla definizione di un importante piano di sviluppo della rete di ricarica che prevede, tra le altre cose, l’istallazione di molti punti di ricarica sulle nostre autostrade.

Shell torna in Italia: non solo carburanti, spazio anche alle auto elettriche

La situazione attuale

Allo stato attuale, secondo un’analisi condotta da Motus-E, sono 118 i punti di ricarica presenti sulle strade ad alta viabilità italiane. Di questi il 22% è a corrente alternata e con potenza inferiore o uguale a 43 kW. Il 78%, invece, è a corrente continua e con potenza superiore ai 43 kW. Di questi, circa la metà (il 48%) ha una potenza pari o superiore a 150 kW. Numeri quindi ancora molto bassi per permettere a chi ha un’auto elettrica di poter affrontare un viaggio lungo in tempi ragionevolmente simili a quelli richiesti per il medesimo spostamento con un’auto ad alimentazione tradizionale.

Auto elettrica: ecco come funziona la ricarica wireless 2

Il progetto madre

Ad oggi sono molte le aziende e i progetti attivi sul fronte della ricarica in autostrada. Uno dei più importanti è quello messo a punto da Free To X, una startup del gruppo Autostrade per l’Italia (Aspi) attualmente i cantieri aperti sono diciassette con l’obiettivo di portare “una copertura uniforme da Nord a Sud della rete di ricarica elettrica nelle aree di servizio”. Il progetto prevede l’istallazione di 100 stazioni di ricarica entro l’estate del 2023, a fronte di un investimento di 75 milioni di euro, installando sei o sette punti di ricarica al mese da qui al prossimo anno. Tutte distanti al massimo 50 km l’una dall’altra.

Parola dell’Antitrust

Intanto l’Antitrust è intervenuta sul tema dettando alcune linee guida da seguire per la realizzazione di questa nuova infrastruttura di ricarica autostradale. Secondo l’Agcom, ogni struttura di ricarica deve essere costituita da almeno due operatori, in modo da permettere agli automobilisti di confrontare le tariffe e scegliere quella più conveniente. Inoltre, ogni punto di ricarica deve avere una potenza di almeno 100 kW. In questo modo i tempi di ricarica potranno essere più simili a quelli di un normale rifornimento con un’auto benzina o Diesel.

Le stazioni di ricarica oggi disponibili

  • Secchia Ovest: A1 Milano-Napoli Km 156.5 direzione Bologna tra Allacciamento A1/A22 e Modena Nord
  • Flaminia Est: A1 Milano-Napoli Km 509.1 direzione Firenze tra Ponzano Romano – Soratte e Magliano Sabina
  • S.Zenone Ovest: A1 Milano-Napoli Km 15.1 direzione Bologna tra Melegnano e Lodi
  • Conero Ovest: A14 Bologna-Taranto Km 239 direzione Pescara tra Ancona Sud e Porto Recanati
  • Secchia Est: A1 Milano-Napoli Km 156.5 direzione Milano tra Modena Nord e Allacciamento A1/A22
  • Giove Ovest: A1 Milano-Napoli Km 481.1 direzione Roma tra Attigliano e Orte
  • Teano Ovest: A1 Milano-Napoli Km 708,4 direzione Napoli tra Caianello e Capua

Auto elettrica: con il V2G e V2L restituisce energia

Auto elettrica: con il V2G e V2L restituisce energia

Ora che il numero delle auto elettriche sta progressivamente aumentando e potrebbe ulteriormente salire nei prossimi mesi grazie al varo di una nuova tornata di ecoincentivi, in molti si chiedono come farà l’attuale infrastruttura elettrica a sostenere questa sempre maggiore richiesta di energia. La ricarica dell’auto elettrica, in effetti, apporta un’impennata di richiesta di energia alla rete che, in molti, sostengono che allo stato attuale questa non è in grado di sostenere e che, in futuro, le cose potrebbero ancora peggiorare. Ma l’auto elettrica potrebbe avere un asso nella manica: il sistema V2G

Una svolta per il futuro

Acronimo di Vehicle to Grid, il sistema V2G è in grado di “alleggerire” il carico ai danni della rete elettrica quando questa è messa maggiormente sotto sforzo. Basti pensare alle prime ore della sera, quando tutti i pendolari sono rientrati a casa e hanno attaccato la propria auto elettrica alla presa di corrente di casa o ad una colonnina. In questo momento viene richiesta un’enorme quantità di energia alla rete. Per evitare sovraccarichi viene in aiuto il sistema V2G, che racchiude in sé il concetto di ricarica bidirezionale.

Auto elettrica: con il V2G e V2L restituisce energia 1

Come funziona

Un’automobile elettrica dotata di sistema V2G è in grado non soltanto di ricevere e immagazzinare energia, ma anche di muovere questa energia in direzione opposta in modo che all’occorrenza le auto stesse possano trasformarsi in riserve a cui attingere in momenti particolarmente critici per stabilizzare la rete. Di fatto, in momento di particolare sovraccarico, la rete può assorbire parte dell’energia stipata nelle batterie delle auto in carica per compensare la richiesta di energia, per poi restituirla al veicolo in un secondo momento.

I primi test

Il sistema è ancora in fase di sperimentazione. Molti costruttori tra i quali spiccano Nissan, Hyundai e Stellantis, sono particolarmente attivi su questo fronte, con fasi di sperimentazione avanzata un po’ in tutta Europa. Tuttavia, sono molte le problematiche ad oggi ancora legate a questo sistema. In primis, il fatto che un utente potrebbe trovarsi con l’auto non sufficientemente carica in un momento di bisogno, poiché in quel momento la vettura potrebbe aver ceduto energia alla rete. E poi c’è il problema della vita utile della batteria. I moderni accumulatori hanno una vita media calcolata sulla base di un certo numero di cicli di carica e scarica. Aumentare questo numero a vettura ferma potrebbe portare ad un più veloce deterioramento della batteria ai danni dell’automobilista.

Auto elettrica: con il V2G e V2L restituisce energia 3

Il V2L

Un altro interessante strumento che invece è già disponibile su molti modelli in commercio come la Kia EV6 o la Hyundai Ioniq 5, è il sistema V2L ovvero Vehicle to Load. Anche in questo caso si tratta di un dispositivo capace di cedere parte dell’energia presente nella batteria dell’auto, ma questa volta non alla rete, bensì, in maniera molto più contenuta, ad attrezzature esterne, per venire incontro alle esigenze dell’automobilista. Attraverso un apposito adattatore, infatti, è possibile collegare all’auto praticamente ogni tipo di dispositivo elettronico, come un computer o un trapano. Si tratta di un sistema pratico che offre la stessa potenza di una presa domestica, utile soprattutto quando ci si trova lontani da altre fonti di energia. C’è poi chi si è spinto ben oltre, come Nissan che qualche anno fa con un sistema simile a questo ha alimentato un’intera abitazione per una notte.