Distanza di sicurezza: ecco tutto quello che c’è da sapere

Distanza di sicurezza: ecco tutto quello che c’è da sapere

Non solo serve a passare il quiz di scuola guida, ma soprattutto a ridurre decisamente il rischio di tamponamenti. Rispettare la distanza di sicurezza è importante, ma molti automobilisti ignorano del tutto questa regola (di buon senso in primis) del codice della strada. Qualora l’auto che ci precede dovesse frenare bruscamente, una certa ridondanza nel calcolo dello spazio di frenata può fare una grande differenza, permettendo di evitare l’impatto. La giusta distanza di sicurezza dipende non solo dal tipo e dalle condizioni del veicolo o della strada, ma anche da altri fattori. Vediamo quali.

La distanza di sicurezza nel Codice della Strada

Innanzitutto, analizziamo l’art. 149 del CdS, che tratta precisamente della distanza di sicurezza tra veicoli. La prima prescrizione è la seguente: “durante la marcia i veicoli devono tenere, rispetto al veicolo che precede, una distanza di sicurezza tale che sia garantito in ogni caso l’arresto tempestivo e siano evitate collisioni con i veicoli che precedono“. Il punto, insomma, è che non c’è formula magica né tabella di distanze di sicurezza standard. La quantità di fattori che possono influenzare la giusta misura è notevole. Il CdS si occupa infatti qui di regolare poche condizioni specifiche (all’esterno dei centri abitati in presenza di divieto di sorpasso per certe categorie di veicoli, quando preceduti da macchine sgombraneve) e di indicare le sanzioni.

La multa per mancato rispetta della distanza di sicurezza va dai 42 ai 173 euro, con la possibilità di aumentare notevolmente in caso di incidenti gravi che coinvolgono cose e/o persone.

Nello specifico, quando non si guida in centri abitati la distanza di sicurezza dev’essere di almeno 100 metri se la strada non possiede due o più corsi per senso di marcia. Infine, quando sono troviamo macchine sgombraneve o spargitrici è fatto divieto di avvicinarsi in ogni caso a meno di 20 metri.

Distanza di sicurezza: ecco tutto quello che c’è da sapere 1

Calcolo distanza di sicurezza

Spesso, quando ci si trova alla guida, non ci si rende conto della effettiva distanza di sicurezza dal veicolo che ci precede. Nella valutazione di questa misura bisogna tenere in considerazione alcuni fattori quali:

  • la prontezza dei riflessi del conducente;
  • il tipo e lo stato di efficienza del veicolo;
  • la velocità;
  • la visibilità;
  • le condizioni atmosferiche;
  • le condizioni del traffico; 
  • le condizioni del manto stradale;

 

Nello specifico, per quanto concerne i fattori legati alle caratteristiche del veicolo, occorre considerare lo lo stato di efficienza dell’impianto frenantel’usura degli pneumatici e la massa del veicolo.

Nell’ipotesi in cui i freni non siano in condizioni perfette, o si circoli con pneumatici particolarmente logori, o ancora si viaggi con un carico notevole a bordo, sono le leggi della fisica a imporre spazi di arresto maggiori.

Altro fattore da considerare nel valutare la corretta distanza di sicurezza tra veicoli riguarda i riflessi del conducente. Da soggetto a soggetto, infatti, i tempi di reazione sono differenti e questo può derivare anche dall’età del guidatore.

Per questo motivo è sempre bene rispettare la distanza di sicurezza indicata nel precedente paragrafo e magari aumentarla qualora si sia un po’ avanti con gli anni. Questo accorgimento vi consentirà di guidare in condizioni di tutela maggiori.

Il consiglio, in generale, data l’alta probabilità di fare errori nel calcolo della distanza di sicurezza, è di mantenere una distanza superiore a quella stimata come necessaria. Una certa ridondanza può fare la differenza in caso di imprevisti.

Tenendo a mente le premesse fatte, analizziamo ora un trucco per dare una stima. Al raddoppio della velocità, a grandi linee, corrisponde uno spazio di frenata quadruplo. Si può infatti semplicemente dividere la propria velocità espressa in km/h per 10 ed elevare il risultato al quadrato. Il risultato fornisce in metri una buona stima della giusta distanza di sicurezza. Per esempio, ad una velocità di 50 Km/h la distanza di sicurezza ideale è di 25 metri, mentre a 100 Km/h la distanza da mantenere è di 100 metri.

Distanza di sicurezza nel traffico

Può essere complicato mantenere una distanza di sicurezza adatta alla velocità di marcia quando siamo in presenza di traffico congestionato. Eppure, si può evitare di stare troppo vicini al posteriore di chi ci precede. Anzi, anche le condizioni del traffico determinano contestualmente la giusta distanza di sicurezza. È altamente sconsigliabile poi avvicinarsi alla vettura che sta davanti in assenza di spazio sulla corsia di destra, utile a tentare di evitare la collisione.

Distanza di sicurezza e tempo di reazione

Per stimare la giusta distanza di sicurezza bisogna anche considerare il cosiddetto tempo di reazione. Anche quando guidiamo vetture con eccellenti impianti frenanti e dotate di ABS, siamo tentati di sentirci troppo sicuri. Invece, il tempo di reazione può essere talvolta determinante. Il tempo di reazione, espresso solitamente in secondi, indica quanto intercorre tra il momento in cui ci rendiamo conto del pericolo e l’inizio della frenata. Normalmente, può andare, a seconda dell’attenzione e di altri fattori personali e contestuali, tra 0,5 e 1,5 secondi. Se per esempio consideriamo un tempo di reazione pari a 7 decimi di secondo, a 100 km/h avremo percorso quasi 20 metri prima ancora di iniziare a frenare in caso di emergenza. Considerando anche lo spazio di frenata di chi ci precede, nel caso in cui sia identico al nostro, è teoricamente sufficiente che lo spazio di sicurezza sia maggiore dello spazio percorso nel tempo di reazione. Come abbiamo visto, però, la teoria può essere pericolosa. Meglio esagerare le stime, e adesso vediamo perché.

Adas obbligatori

Se la nostra auto frena più lentamente delle altre

Il problema nel considerare solo i tempi di reazione è rappresentato dall’eventualità che la vettura che ci precede abbia un impianto frenante e ruote molto più efficaci e che per questo possa fermarsi anche 20 o 30 metri prima di quanto faremmo noi nelle stesse condizioni ma con un’auto dalla frenata meno performante. Anche per questo è bene controllare periodicamente pressione e usura dei propri pneumatici. Infine, occorre tenere a mente che la decelerazione di solito non è costante – sia perché è difficile premere il pedale del freno efficacemente, sia perché le gomme possono bloccarsi in frenata.

Distanza di sicurezza in caso di pioggia

Altro fattore da tenere in conto quando si parla della distanza di sicurezza riguarda le condizioni atmosferiche. Un asfalto reso viscido dalla pioggia, infatti, comporta degli spazi di arresto decisamente superiori rispetto a quelli di un manto stradale perfettamente asciutto.

Il nostro Codice della Strada non impone una distanza di sicurezza in caso di pioggia. L’articolo 149, infatti dispone come durante la marcia i veicoli debbano tenere una distanza di sicurezza tale da garantire in ogni caso l’arresto tempestivo così da evitare collisioni con i veicoli che precedono.

In caso di pioggia la velocità massima deve essere ridotta a 90 Km/h sulle strade extraurbane ed a 110 Km/h sulle autostrade, mentre per quel che riguarda la distanza di sicurezza è bene aumentare la stessa dal 20 all’80% a seconda dell’intensità dei rovesci e delle condizioni del manto stradale. Per esempio, quindi, se con il sole, viaggiando a 50 km/h, è necessaria una distanza di 25 metri, in caso di pioggia questa misura deve incrementare da 30 fino a 45 metri. Neve, nebbia o grandine, è inutile dirlo, impongono di tenere in conto una distanza di sicurezza ancora maggiore.

Il rischio è quello di incorrere in aquaplaning, ovvero nel caso in cui il veicolo perde aderenza a causa di uno strato d’acqua accumulatosi sul manto stradale. In questo caso, la distanza di sicurezza dovrà essere decisamente maggiore, per scongiurare rischi non così improbabili, soprattutto in caso di alta velocità, usura del battistrada e un notevole spessore dello strado d’acqua.

Adas per la distanza di sicurezza

Il cruise control adattivo, ovvero, per intenderci, il controllo della velocità di crociera adattivo, conosciuto anche con l’acronimo ACC (“Adaptive Cruise Control”), è un Adas che gestisce la velocità del veicolo su cui è montato mantenendo in automatico una distanza di sicurezza sufficiente dalle auto che lo precedono. Un altro nome con cui si indica lo stesso sistema è cruise control dinamico.

Sempre più, quindi, la tecnologia ci viene in aiuto per facilitare l’esperienza di guida, in questo caso mantenendo costante, al posto nostro, la distanza che ci separa dall’auto davanti a noi. Connesso ai dati dei sensori di bordo, il dispositivo permette una decelerazione automatica nel momento in cui ci avviciniamo al veicolo che ci precede, per poi accelerare di nuovo in condizioni di sicurezza. Attenzione però, Il cruise control adattivo garantisce un’autonomia solo di livello 1: si tratta solo di un ausilio al guidatore, che deve in ogni caso mantenere alta l’attenzione.

Trazione auto: le differenze fra anteriore, posteriore e integrale

BMW M3: prezzo, dimensioni e caratteristiche 6

Fra le scelte tecniche e di meccanica più importanti da fare quando si acquista una vettura c’è di certo quella riguardante il tipo di trazione. Con questo termine si indica infatti il tipo di trasmissione della forza motrice di un veicolo che dal motore viene inviata alle ruote. In base agli utilizzi e al tipo di tracciato che si immagina di percorrere più spesso, si può optare per diversi tipi di trazione.

La soluzione più comune, adottata sulla maggioranza delle vetture in commercio, è la trazione anteriore, mentre la trazione posteriore è tipica delle vetture sportive. La trazione integrale, infine, è invece dedicata a quei veicoli utilizzati prevalentemente su terreni accidentati. I powetrain elettrici, infine, offrono ai clienti del mercato attuale soluzioni innovative e aggiornate per una trazione integrale senza l’impiego di un albero di trasmissione.

Cos’è il controllo di trazione e perché è utile sulla neve 1

Trazione anteriore

Quando si parla di trazione anteriore si intende tutta quella tipologia di automobili che trasmettono la forza motrice direttamente alle ruote anteriori. Pioniera in questa tecnologia è stata la Citroen con la Traction Avant degli anni trenta.

Tra i vantaggi offerti dalla trazione anteriore si riscontra in primo piano un minor peso rispetto ad una vettura dotata di trazione posteriore o trazione integrale. La minor incidenza sulla bilancia è dovuta all’assenza dell’albero di trasmissione fondamentale per trasmettere il moto dal propulsore alle ruote posteriori.

Altro vantaggio, poi, è dato dalla maggiore facilità di ripresa del controllo del veicolo in situazioni non estreme. Le auto a trazione anteriore, infatti, sono maggiormente sottosterzanti e consentono anche ai guidatori meno esperti di riuscire a controllare con più facilità la vettura.

Tra gli svantaggi propri della auto a trazione anteriore, invece, si segnala un diametro di sterzata maggiore rispetto a quelle dotate di trazione posteriore. Questo è dovuto alla presenza dei bracci di trasmissione sulle ruote motrici che limitano la direzionalità delle stesse in senso trasversale.

Infine, altro svantaggio della trazione anteriore è il maggior consumo degli pneumatici anteriori e, in presenza di vetture particolarmente potenti, la perdita di trazione in fase di accelerazione. In questo caso, a seguito del trasferimento di carico sull’asse posteriore, diminuisce l’aderenza su quello anteriore.

Trazione posteriore

Quando si parla di trazione posteriore ci si riferisce a tutte quelle vetture dove – a prescindere dalla posizione del motore – la ripartizione della potenza viene inviata esclusivamente all’asse del retrotreno.

La trazione posteriore è una soluzione tecnica adottata soprattutto sulle vetture sportive perché garantisce più aderenza, specialmente in salita o in accelerazione, aumentando il carico sulle ruote posteriori. I guidatori maggiormente esperti apprezzano la trazione posteriore perché consente loro un migliore controllo della vettura.

Tra gli svantaggi della trazione posteriore si segnala la maggiore deriva del retrotreno, o al limite una perdita di aderenza, che porta al sovrasterzo in presenza di asfalto con poco grip o in caso di forti accelerazioni laterali. I guidatori più smaliziati potranno reagire a questi imprevisti utilizzando l’arte del controsterzo per far controllare la deriva della vettura. Altro svantaggio di un’auto dotato di trazione posteriore – speculare al vantaggio considerato per quella anteriore – è dato dal maggior peso dovuto alla presenza dell’albero di trasmissione.

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Trazione integrale

I veicoli dotati di trazione integrale sono tutte quelle vetture nelle quali la ripartizione della coppia motrice viene inviata a tutte e quattro le ruote. Solitamente questa scelta tecnica è riservata ai fuoristrada o ai SUV, vetture che puntano infatti  sulla maggiore adattabilità a tracciati con terreni sconnessi o con scarsa aderenza. La trazione integrale permette di guidare con maggiore facilità anche in presenza di ghiaccio, fango e sabbia, quando cioè le auto normali non avrebbero presa.

Le auto a trazione integrale si dividono poi in diverse categorie: ci sono quelle a trazione integrale permanente, quelle a trazione integrale inseribile manualmente e quelle a trazione integrale ad innesto automatico nelle quali è la centralina a decidere quando e quanta coppia mandare al secondo assale.

Le marce ridotte

 Particolarmente utilizzate sui fuoristrada a trazione integrale “classica”, le marce più corte servono ad aumentare la coppia che arriva alle ruote, soprattutto in situazioni estreme. Questa tipologia di marcia è assente su SUV e crossover contemporanei perché è difficile che tornino utili in condizioni di utilizzo abituale e quotidiano.

Fa tutto l’elettronica

Lo sviluppo della tecnologia nelle centraline elettroniche e dei differenziali a controllo elettronico ha permesso alle auto a trazione integrale di funzionare come delle normali trazioni anteriori (o posteriori) nella stragrande maggioranza dei casi, trasferendo, attraverso l’intervento di una frizione, la coppia alle ruote dell’asse normalmente non utilizzato. Questo permette di consumare meno in tutte quelle condizioni nelle quali la trazione sulle quattro ruote non è necessaria, e di massimizzarne i vantaggi quando invece questa è richiesta.

I vantaggi e gli svantaggi della trazione integrale

 

Fra i pro troviamo sicuramente una maggiore sicurezza, data da una più marcata tenuta di strada. Secondariamente, l’utilizzo della trazione integrale permette una maggiore versatilità anche in condizioni meteo difficili. Inoltre, potendo trasferire la coppia motrice all’asse che in ripartenza sostiene la maggior parte della massa dell’auto, si massimizzano le prestazioni in accelerazione.

D’altro canto, ci sono dei contro. Innanzitutto, la trazione integrale comporta un maggior peso dell’auto e quindi maggiori consumi. Il lavoro meccanico necessario ha poi un costo, che si riflette sul listino. Ma anche la manutenzione può pesare, visto che il tagliando per questo tipo di vetture è più costoso e che il numero di parti esposte ad usura col tempo aumenta.

In generale, conviene evitare un’auto a trazione integrale se si utilizza l’auto quotidianamente e principalmente in autostrada. Se invece si predilige una guida sportiva, con performance quasi da pista, o se si vuole essere pronti a partire con qualunque condizione meteo, allora la trazione integrale sarà una scelta azzeccata. Se si pratica il fuoristrada o si lavora costantemente lontano dalle strade asfaltate, infine, l’auto 4×4 sarà una scelta praticamente obbligata.

Trazione integrale elettrica

Gestire la trazione con due o più propulsori, anche elettrici, permette una versatilità e una varietà di impiego notevole. Perciò diverse vetture puntano su diversi powertrain e sistemi di controllo della trazione integrale elettrica, decidendo come far “dialogare” i due motori in base a diverse esigenze e obiettivi. Illustriamo quindi di seguito brevemente il funzionamento di questi sistemi su una Jeep, su una Tesla e su una Nissan.

Per quanto riguarda il cosiddetto 4xe, ovvero il sistema di elettrificazione di Jeep, Compass e Renegade sono equipaggiate con un sistema ibrido composto da un 1.3 litri turbo benzina che funziona in coppia con un secondo motore elettrico posto sul retrotreno con differenziale integrato. I due motori si coordinano grazie all’elettronica di gestione. A seconda delle condizioni di guida, il motore distribuisce coppia ai due assi, automaticamente, risultando in una trazione integrale cosiddetta elettrica. Nel caso in cui la batteria si scarichi, sarà possibile continuare ad utilizzare la trazione integrale a patto di consumare più carburante, il quale servirà a far funzionare il motore termico come motogeneratore per quello elettrico.

Trazione anteriore, posteriore, doppia e integrale: scopriamo le differenze 3

Passando alla trazione integrale elettrica secondo Tesla, gli ingegneri del marchio USA hanno recentemente progettato un software di controllo del motore per scegliere in maniera dinamica quale motore impiegare in ogni dato momento. Per questo la trazione integrale di Tesla non è sempre attiva, si avvia o si disinnesca al variare delle condizioni, per esempio di pendenza. Quando la situazione ritorna alla normalità, la trazione torna ad essere anteriore, per risparmiare energia utile ad aumentare l’autonomia.

Trazione anteriore, posteriore, doppia e integrale: scopriamo le differenze 2

Ancora più innovativa è la trazione integrale di cui sarà dotata la prossima Nissan Ariya, la cosiddetta e-4ORCE, che punta non solo ad aumentare la sicurezza, ma anche la comodità di tutti i passeggeri. Uno dei problemi che si incontrano nel gestire le fasi di accelerazione e di decelerazione è sicuramente rappresentato dal beccheggio, l’oscillazione dell’auto verso l’anteriore o il posteriore. Il disagio provocato è ancora più accentuato quando ci si trova su veicoli a ruote alte con assetti morbidi e sbalzi accentuati. Per ovviare a questo problema, per il suo SUV 100% elettrico, Nissan ha elaborato un sistema di trazione integrale elettrica che gestisce automaticamente la ripartizione di coppia e frenata rigenerativa. In base a diversi parametri, l’invio di cavalli e coppia ad ogni motore viene regolato per rendere il più equilibrato possibile l’assetto e bilanciare i trasferimenti di carico.

Trazione anteriore, posteriore, doppia e integrale: scopriamo le differenze 1

MG 4 Electric: prezzi, dimensioni e caratteristiche

MG 4 Electric: prezzi, dimensioni e caratteristiche 1

La versione europea della cinese Mulan si chiama MG4 Electric. Rappresenta un grande passo avanti per MG, che evolve grazie a questo modello sia il proprio linguaggio stilistico che lo schema tecnico fino ad oggi utilizzato sui suoi modelli. Basata sull’innovativa piattaforma Msp, MG4 utilizza batterie ultrasottili One Pack e dichiara fino a 450 km di autonomia. Punta alla massima fruibilità e sfoggia un design eccezionale.

Ecco la scheda tecnica della MG 4:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio (min/max)
363/1.177 litri
 Alimentazioni Elettrica
 Classe
 CV/kW (da) 170/125
 Prezzo (da) 29.990 €

 

 

INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motorizzazioni
Allestimenti
Consumi
Perché comprarla
Prezzi

Le dimensioni della MG4 Electric per ora note ci raccontano di un modello compatto, paragonabile per esempio alla Volkswagen ID.3. La lunghezza raggiunge i 4,3 metri circa, mentre l’altezza si attesta sugli 1,5 metri e la larghezza oltrepassa gli 1,8 metri. Il passo, infine, è di 2,7 metri, il tanto che basta per garantire un certo comfort ai passeggeri. Per quanto riguarda la capacità di carico, invece, si va dai 350 litri ai 1.165 litri abbassando il divano posteriore,

Dimensioni 
Lunghezza 4.287 mm
Larghezza 1.836 mm
Altezza 1.504 mm
Passo 2.705 mm

La nuova MG4 Electric si distingue innanzitutto per l’assetto rialzato, da vera crossover. L’estetica di questa hatchback a 5 porte brilla per personalità. A differenza di quanto avevamo visto sui modelli precedenti, il design è più sportivo e dinamico, con un frontale teso verso il terreno, mentre le grandi prese d’aria donano all’insieme un tocco più sportivo. La firma ottica sul muso è composta da 28 LED disposte su sei fasce verticali in fibra ottica. Sul posteriore troviamo 172 LED e una striscia luminosa che avvolge l’intera larghezza dell’auto. Il tetto bicolore e lo spoiler posteriore a doppia ala contribuiscono poi a rendere la silhouette ancora più affusolata.

Il profilo si distingue anch’esso per le linee nette e scolpite, in grado di donare una certa aggressività al modello. Nel posteriore, invece, la protagonista è la lunga striscia luminosa  Led che collega i due fari. Tutto punta a una migliore aerodinamica, aumentando così l’efficienza della MG4 Electric. Anche la distribuzione 50:50 dei pesi sugli assi ha lo stesso obbiettivo: offrire ai clienti MG una guida più dinamica possibile. A seconda della versione scelta, il coefficiente aerodinamico va da un Cx di 0,27 a 0,287. Anche il design Tomahawk dei cerchi in lega da 17 pollici contribuisce all’ottimizzazione aerodinamica.

Se dall’esterno la nuova MG4 Electric non può confondersi con gli altri modelli del marchio, all’interno le differenze si fanno ancora più marcate. L’abitacolo di MG4 Electric dà un taglio alla tradizione e vede da un lato il display touch dell’infotainment da 10,25 pollici con connettività MG iSMART apposto al vertice della plancia, dall’altro lo schermo del quadro strumenti da 7 pollici che pare sospeso sopra al piantone dello sterzo. Una manopola console centrale, invece, gestisce la selezione delle modalità di guida. Grazie ad un cavo adattatore si potrà utilizzare il veicolo come una powerbank mobile per e-bike, smartphone e computer.

I comandi fisici, come si addice alle elettriche più moderne, sono praticamente assenti, mentre abbondano pannelli strumenti leggeri e materiali pregiati. L’impostazione fortemente minimalista della MG4 Electric dona all’abitacolo un aspetto più tecnologico e “futuristico”, massimizzando lo spazio. Ne risulta comunque un ambiente confortevole e spazioso per tutti i passeggeri. Il volante a doppia razza è regolabile e dotato di finitura in pelle già nella versione Comfort. Per i sedili riscaldati, invece, bisogna optare per l’allestimento Luxury. Lato Adas, infine, troviamo il pacchetto MG Pilot di serie con Front Collision Warning (FCW) e l’Automatic Emergency Braking (AEB), Adaptive Cruise Control (ACC), Traffic Jam Assistance (TJA), Lane Departure Warning (LDW) e Lane Keeping Assistance (LKA), per citarne alcuni.

Due i motori messi a punto per la MG4. La versione base eroga 170 CV e monta un motore elettrico singolo sull’asse posteriore. La variante più prestazionale sviluppa invece fino a 204 CV, tutti trasmessi all’asse anteriore. Quest’ultima versione è in grado di scattare da 0 a 100 km/h in meno di 8 secondi, mentre la velocità di picco è la stessa per entrambe: 160 km/h. Per la trazione integrale dovremo invece attendere.

MG4 Electric impiega batterie ultrasottili di ultima generazione denominate One Pack, alte non più di 110 millimetri. I pacchi batteria offerti a listino sono due: scegliendo quello da 51 kWh si avranno 350 km di autonomia; optando per quello da 64 kWh l’autonomia salirà a 450 km. Con l’allestimento Luxury, più equipaggiato, il dato si ridurrà invece a 435 km. La ricarica della versione da 52 kWh, utilizzando corrente alternata da una colonnina pubblica funziona fino a 6,6 kW, mentre utilizzando la corrente continua fino a 117 kW si può ricaricare dal 10% all’80% in 40 minuti. Optando per le versioni con batteria da 64 kWh, invece, la ricarica a corrente continua (CC) impiega solo 35 minuti, con una potenza fino a 135 kW, per passare dal 10% all’80%, il che si traduce in circa 300 km di percorrenza.

 

MG4: allestimenti

Nel listino di MG4 sono disponibili tre allestimenti, il primo monta la batteria da 51 kWh, mentre il secondo e il terzo quella da 64 kWh:

  • Standard: rappresenta l’allestimento di accesso alla gamma, già molto accessoriato.
  • Comfort: punta sul motore più potente e su una maggiore attenzione ai rivestimenti interni.
  • Luxury: il massimo offerto da MG in fatto di lusso e qualità.

Standard: Recupero di energia a 3 livelli, Trazione posteriore, Sospensione posteriore indipendente a 5 bracci, Servosterzo elettrico DP, MG Pilot con ACC/ TJA/LKA/ LDW, Strumentazione digitale da 7”, Schermo mobile da 10.1”, Fari e luci posteriori a LED automatici, Keyless Entry & Easy Start.

Comfort: Griglia elettrica del radiatore (AGS), Vehicle to Load, Volante in pelle, Finestrini posteriori oscurati, Cerchi in lega da 17”.

Luxury: Doppio Spoiler aeredinamico, Pompa di calore, Sedili anteriori riscaldabili, Volante in pelle riscaldato, Camera 360°, Navigazione in tempo reale, MG Pilot con BSD / RCTA/ DOW, Ricarica Wireless, Sedile conducente elettrico con regolazione a 6 vie, Ricarica della batteria con preriscaldamento.

  • Versatilità: vanta dimensioni compatte, un generoso spazio interno per una famiglia di 5 persone e una facilità d’uso notevole.
  • Design: accattivante e all’avanguardia, l’estetica è convincente e  contribuisce all’efficienza aerodinamica dell’auto.
  • Maneggevolezza: l’ottimo comparto sospensivo costituito da un McPherson all’anteriore e da un multilink al posteriore assicura un’ottima guidabilità..

Di seguito il listino della MG4, aggiornato a settembre 2022:

MG4 Elettrica Prezzo
Standard 170 CV 29.990 €
Comfort 204 CV 33.990 €
Luxury 204 CV 35.990 €

 

Ferrari Purosangue: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Ferrari Purosangue: prezzo, dimensioni e caratteristiche 7

Il primo Suv del Cavallino è finalmente realtà, ma lo slogan scelto da Maranello fa subito capire che ci troviamo davanti a un veicolo che esula dal tradizionale concetto di Suv: “Unlike Any Others” (ovvero “Come nessun’altra”), così viene presentata la nuova Ferrari Purosangue. Una lunghezza di quasi 5 metri, 725 CV di potenza e una velocità massima di 310 km/h, sono solo alcune delle caratteristiche che rendono questa supercar unica, portando il concetto di Sport Utility Vehicle ad un altro livello.

Ecco la scheda tecnica di Ferrari Purosangue:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 4
 Bagagliaio 473 litri
 Alimentazioni Benzina
 Classe
 CV/kW (da) 725/533
 Prezzo (da) 390.000 €
INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Consumi
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzi

La nuova Ferrari Purosangue ha delle misure molto generose, che le donano un aspetto imponente: la lunghezza sfiora i 5 metri, mentre larghezza e altezza raggiungono rispettivamente i 2 metri e i 159 cm. Il passo di oltre 3 metri, poi, consente di avere tutto lo spazio necessario a bordo per viaggiare nel massimo comfort in 4 persone, con un bagagliaio da 473 litri di capacità, che possono aumentare se si abbatte la seconda fila di sedili. Rispetto al resto della gamma del Cavallino, inoltre, la Purosangue può contare su uno stacco da terra significativo, per quanto comunque inferiore alla maggior parte dei Suv: 185 mm di luce libera, che con un semplice comando può crescere di 30 mm se si viaggia entro gli 80 km/h.

Dimensioni
Lunghezza 4.973 mm
Larghezza 2.028 mm
Altezza 1.589 mm
Passo 3.018 mm

A colpo d’occhio, le linee della Purosangue ricordano gli stilemi della Ferrari Roma, permeati di una filosofia minimalista. Tuttavia, l’assetto rialzato, l’alta linea di cintura e i possenti cerchi in lega donano alla supercar un aspetto imponente.  Il frontale si fa notare per gli affilatissimi proiettori Led e per una mascherina che sfuma nel disegno delle grandi prese d’aria. La fiancata si distingue per le porte posteriori con apertura in controvento (a 79°) e viene movimentata da una nervatura che fa scivolare la vista verso il retro. Questo è caratterizzato dai sottili gruppi ottici a sviluppo orizzontale e dai doppi tubi di scarico gemellati che aggiungono un tocco di aggressività.

Sempre guardando al posteriore, spicca l’assenza di elementi tipici di ogni auto sportiva, come spoiler e splitter. Ma questo non deve far pensare che l’aerodinamica non sia stata presa in considerazione dagli ingegneri Ferrari, anzi: questa è parte integrante dello stesso design della Purosangue. Ne sono testimoni il peculiare profilo dei passaruota, pensato per ridurre le turbolenze isolando le ruote anteriori, e l’assenza dei tergicristalli posteriori, resi superflui dai flussi d’aria generati dal profilo della supercar che puliscono automaticamente il lunotto.

Entrando nell’abitacolo della nuova Ferrari Purosangue si nota subito quanta differenza fa il passo di 3 metri: lo spazio è abbondante per tutti e quattro i passeggeri, ognuno dei quali può contare su una poltrona singola con regolazione elettrica, riscaldamento e ventilazione. La prima fila, inoltre, dispone anche di diverse funzioni massaggianti. La vista e il tatto vengono inoltre appagati dai rivestimenti di altissimo livello e da materiali di prima scelta.

L’abitacolo della Purosangue si distingue poi per l’assenza di un display centrale: i due schermi da 10,2″ vengono posti dietro al volante multifunzione (per la strumentazione digitale) e di fronte al sedile del passeggero. Altra particolarità sono il sistema di infotainment (con integrazione Apple CarPlay e Android Auto) e il computer di bordo. Tutte le informazioni principali sono riportate sullo schermo del quadro strumenti e su quello posto sul lato del passeggero, entrambi da 10,2”. Parlando del telaio, Ferrari l’ha progettato da zero impiegando materiali leggeri alto-resistenziali per contenere il peso, che resta comunque superiore alle 2 tonnellate, e migliorare la rigidità torsionale del modello.

Per il momento la Purosangue sarà disponibile in un’unica motorizzazione a benzina: sotto il cofano si trova un 6.5 litri V12 aspirato che eroga fino a 725 CV a 7.750 giri e 716 Nm a 6.250 giri. Quest’unità viene abbinata di serie al cambio automatico a doppia frizione ad 8 rapporti, con l’ottava marcia destinata ai viaggi in autostrada grazie ad un rapporto più lungo. Le prestazioni, poi, non possono essere che da fuoriclasse. Infatti, la Purosangue scatta da 0 a 100 km/h in appena 3,3 secondi, mentre 10,6 secondi sono necessari per raggiungere i 200 km/h; il picco di velocità si attesta poi sui 310 km/h.

Per far fronte a questi numeri vertiginosi, Ferrari ha dotato il suo primo crossover di diverse tecnologie che portano al massimo il comfort  e la precisione di guida. Sono di serie le sospensioni attive TASV (regolate in base alla modalità di guida scelta), che riducono il beccheggio e il rollio che ci si potrebbe aspettare da un Suv, così come il Torque Vectoring anteriore per la distribuzione dinamica della coppia e il sistema a quattro ruote sterzanti.

I dati sui consumi non sono ancora stati comunicati poiché la supercar è ancora in fase di omologazione, ma possiamo presumere che vista la potenza del motore non si andrà certo al risparmio.

Il listino della nuova Ferrari Purosangue non prevede allestimenti specifici, ma le possibilità di personalizzazione sono innumerevoli. Le opzioni includono il tetto in fibra di carbonio o panoramico, i rivestimenti in carbonio per gli elementi plastici esterni, i cerchi in lega standard o forgiati, le pinze dei freni in 5 colorazioni, tre scelte per i tubi di scarico e decine di possibilità per i rivestimenti interni.

Ferrari Purosangue, inoltre, potrà essere ordinata in ben 22 tinte diverse: si va da quelle più minimal, come il Grigio Titanio o il Nero Daytona, alle più raffinate Nero Purosangue e Bianco Cervino, passando per 4 iconiche vernici rosse (Dino, Scuderia, Corsa, Mugello).

  • Stile: poche vetture sono speciali quanto una Ferrari, soprattutto se fuori dagli schemi.
  • Prestazioni: nonostante una stazza importante, il potente propulsore da 725 CV regala alla Purosangue delle prestazioni da vera supercar.
  • Piacere di guida: la dinamica di guida, secondo Ferrari, resta quella tipica dei modelli del Cavallino, anche se “a ruote alte”.

Il prezzo di listino della nuova Ferrari Purosangue è di 390.000 €, ma questo può subire grosse variazioni a seconda degli optional scelti.

Mercedes-Benz EQS Suv: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Mercedes-Benz EQS Suv: prezzo, dimensioni e caratteristiche 3

Mercedes EQS Suv è la variante “a ruote alte” della nuova ammiraglia elettrica di Stoccarda. Un tassello importante nella gamma Merceds, che sottolinea l’attenzione del marchio nei confronti di uno dei segmenti più importanti del mercato, quello dei Suv, appunto. Un vero salto nel futuro ma sempre all’insegna del lusso, stavolta per sette persone e con la tranquillità di potersi muovere anche lontano dall’asfalto. La gamma motori arriva fino a 543 CV, garantendo fino a 660 km di autonomia.

Questa la scheda tecnica di Mercedes EQS Suv:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 7
 Bagagliaio 645 – 2.100 litri
 Alimentazioni Elettrica
 Classe
 CV/kW (da) 360/265
 Prezzo (da) 138.669 €

 

INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Consumi
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzi

Come anticipato, Mercedes EQS Suv è una vera ammiraglia dalle “taglie forti”. La lunghezza supera i 5,1 metri, la larghezza sfiora i 2 metri, mentre l’altezza oltrepassa gli 1,7 metri. L’abitabilità è quasi da limousine, soprattutto grazie a un passo di oltre 3,2 metri. Il sesto e il settimo posto sono confortevoli anche per due adulti e l’accesso alla terza fila è facilitato dalla possibilità di far scorrere in avanti di 13 centimetri la fila centrale. In configurazione a cinque posti la capacità del bagagliaio è di 645 litri, che salgono a 2.100 litri abbattendo tutti i sedili. Quando si viaggia in sette, invece, restano comunque 195 litri di capienza.

Dimensioni
Lunghezza 5.125 mm
Larghezza 1.959 mm
Altezza 1.718 mm
Passo 3.210 mm

L’estetica della nuova Mercedes EQS Suv richiama il moderno corso stilistico dei modelli elettrici della Stella. Ripropone infatti il Black Panel sul frontale, la calandra nera e priva di prese d’aria. La carrozzeria è al contempo dinamica e imponente, pur mantenendo un tocco elegante. Le linee sono morbide, così da migliorare l’aerodinamica.  Nell’equipaggiamento base troviamo le maniglie a scomparsa e le pedane laterali, che migliorano lo scorrimento dei flussi d’aria sulle fiancate ottimizzando l’aerodinamica.

La carrozzeria bianca contrasta con il nero del tetto, sottolineando maggiormente il suo carattere affusolato e la piacevolezza della sua silhouette. I suoi tratti da crossover si notano innanzitutto a partire dall’altezza da terra, aumentabile di ben 25 mm semplicemente selezionando il programma Offroad, disponibile nelle varianti 4Matic. Le altre modalità di guida selezionabili dal Dynamic Select sono Eco, Comfort, Sport e Individual. Nella dotazione di serie, infine, troviamo le sospensioni pneumatiche e l’asse posteriore sterzante.

Gli interni della Mercedes EQS Suv sono eleganti e all’avanguardia. La scena è dominata dall’Hyperscreen inaugurato sulla sorella berlina. Questo sistema multimediale occupa tutta la plancia e avvolge l’abitacolo grazie a un triplo schermo contenuto in un unico pannello vetrato, lungo addirittura 141 centimetri. Il touchscreen centrale ha una dimensione di ben 17,7 pollici, mentre quello del passeggero anteriore si estende per 12,3 pollici. Entrambi sono dotati di tecnologia Oled con feedback aptico e permettono di accedere ad internet e a contenuti di intrattenimento. A ridurre il rischio di distrazioni ci pensa una telecamera di controllo dedicata, capace di oscurare il video sullo schermo del passeggero nel caso in cui il conducente lo guardi per più di due secondi. Il sistema Mbux si estende poi alla fila posteriore grazie a due schermi opzionali gestibili tramite comandi vocali o tablet sul bracciolo.

Nell’abitacolo della EQS Suv tutto ruota intorno al concetto di lusso, enfatizzato dai rivestimenti di pregio, alle modanature di legno, alle finiture e alle molte funzionalità dedicate a comfort e sicurezza. Fra i più degni di nota troviamo l’Energizing Air Control Plus con filtro dell’aria Hepa, le Digital Light che si sommano ai tanti Adas disponibili. Tra questi troviamo l’Active Distance Assist Distronic, il Blind Spot Assist e l’Active Lane Keeping. Fra gli optional troviamo invece l’Active Steering, l’Evasive Steering, il Blind Spot Assist attivo e l’Active Brake Assist con controllo del rischio di incidenti anche negli incroci.

Mercedes-Benz EQS Suv condivide l’architettura e il powetrain con la sorella berlina e il software di controllo sarà aggiornabile over-the-air. Sono tre le varianti inizialmente offerte a listino. La 450+ a trazione posteriore può sviluppare fino a 360 CV di potenza e 568 Nm di coppia motrice. La 450 4Matic a trazione integrale ha la stessa potenza di 360 CV, ma una coppia massima di 800 Nm. Al vertice della gamma si trova invece la 580 4Matic che, grazie ai due motori elettrici può contare sulla trazione integrale, e sviluppa 543 CV e 858 Nm.

La Mercedes EQS Suv impiega un pacco di batterie agli ioni di litio composto da dodici moduli, per un totale di 107,8 kWh di capacità. Si avvale inoltre del caricatore di bordo da 11 kW, in alternativa a quello opzionale da 22 kW, e di un sistema che supporta la ricarica a corrente alternata fino a 200 kW. Per quanto concerne i consumi, la 450+ da 360 CV dichiara una percorrenza di 23-18,6 kWh/100 km e un’autonomia di 536-660 km a seconda degli allestimenti. La 450 4Matic presenta invece consumi di 24-20 kWh/100 km e un’autonomia compresa fra 507 e i 613 km. La più potente 580 4Matic da 543 CV dichiara, infine, consumi di 24-20 kWh/100 km e una medesima autonomia di 507-613 km.

 

Nel listino di Mercedes EQS Suv sono disponibili quattro allestimenti:

  • Electric Art Premium (ITD): l’allestimento di accesso alla gamma, con un ampia dotazione compresa nel prezzo base
  • AMG Line Premium (ITE): riconoscibile per i cerchi in lega da 21 pollici.
  • AMG Line Premium Plus (ITF): con sedili e telematica più accessoriati.
  • AMG Line Business Class (ITG): il massimo offerto da Mercedes per la sua ammiraglia in versione SUV.

Dotazione di serie: inclusi nel prezzo per tutti i modelli Pacchetto USB Plus, Urban Guard Plus, DIGITAL LIGHT, Tetto Panorama, Sistema di assistenza per gli interni MBUX, Entertainment MBUX, Funzioni avanzate MBUX, CONNECT 20 Premium, Head-up display, Navigazione Premium MBUX, Realtà aumentata per la navigazione MBUX, Sound System Surround di Burmester, Integrazione per smartphone Android Auto e Apple CarPlay, Cielo in tessuto nero, Climatizzatore automatico COMFORTMATIC con quattro zone climatiche, Modulo di comunicazione (LTE Advanced) per l’utilizzo dei servizi Mercedes me connect, DYNAMIC SELECT, Active Parking Assist, Pacchetto Parcheggio con telecamera a 360°, Rear belt status indication in the instrument display, Nero ossidiana, Front passenger seat with seat occupancy sensor.

Electric Art Premium (ITD): Cerchi in lega da 20″ a 5 razze in nero, Pacchetto Premium, Interni Electric Art, Electric Art exterior, Tappetini in velluto, Pacchetto display, Consolle centrale in nero lucidato a specchio, Elementi decorativi dall’aspetto di struttura fine nera, Rivestimenti in pelle Nero/grigio,

AMG Line Premium (ITE): Pacchetto AMG Line Premium, Mascherina del radiatore con motivo Mercedes-Benz, Esterni AMG Line, Cerchi in lega leggera AMG da 53,3 cm (21”) a 5 doppie razze con finitura a specchio, con pneumatici, Interni AMG Line , Pacchetto display, Consolle centrale in nero lucidato a specchio, Rivestimenti in pelle Nero / Space grey.

AMG Line Premium Plus (ITF): Pacchetto AMG Line Premium Plus, Mascherina del radiatore con motivo Mercedes-Benz, Esterni AMG Line, Cerchi in lega leggera AMG da 53,3 cm (21”) a 5 doppie razze con finitura a specchio, con pneumatici, Pacchetto AIR-BALANCE, Interni AMG Line, Telematica, Pacchetto ENERGIZING , Pacchetto display , Sedili, Riscaldamento sedili posteriori , Volante, Riscaldamento del volante , Inserti di finitura interna, Consolle centrale in nero lucidato a specchio, Rivestimenti in pelle Nero / Space grey, Proiezione logo animata del motivo Mercedes.

AMG Line Business Class (ITG): AMG Line Business Class, Pacchetto Comfort acustico, Mascherina del radiatore con motivo Mercedes-Benz, Esterni AMG Line, Cerchi in lega leggera AMG da 53,3 cm (21”) a 5 doppie razze con finitura a specchio, con pneumatici, Aletta parasole estraibile, Pacchetto Comfort vanoposteriore, Pacchetto AIR-BALANCE, Interni AMG Line, Sistema di intrattenimento posteriore MBUX, Ricevitore TV, Pacchetto ENERGIZING Plus, Display head-up con Realtà Aumentata MBUX, Hyperscreen MBUX, Telefonia multifunzione, Sedili anteriori Multicontour con cuscini attivi, Riscaldamento sedili posteriori, Riscaldamento del volante, Rivestimenti in pelle nappa Nero / Space grey, Proiezione logo animata del motivo Mercedes.

  • Qualità percepita: dai rivestimenti alle finiture alle modanature, tutto all’interno di EQS Suv comunica lusso e qualità.
  • Tecnologia: l’infotainment e i dispositivi di ausilio alla guida di ultima generazione sono un vero valore per il modello.
  • Prestazioni: nonostante la mole del veicolo, la versione più potente promette ben 543 CV e un’ottima autonomia con una sola ricarica.

Di seguito il listino della Mercedes EQS Suv aggiornato a settembre 2022:

Mercedes EQS Suv Prezzo
EQS 450+ Electric Art Premium 360 CV 138.669 €
EQS 580 4MATIC Electric Art Premium 544 CV 165.991 €

Ford Mustang: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Ford Mustang Mach 1, la muscle car tutta da guidare 1

La Ford Mustang, è una delle muscle car per antonomasia. Nonché una delle pochissime sportive americane ad essere vendute ufficialmente nel nostro Paese. Nel corso di questi ultimi anni si è progressivamente aggiornata e oggi oltre al mitico V8 è disponibile anche in abbinamento ad un più sfruttabile quattro cilindri turbo di 2,3 litri.

Di seguito la scheda tecnica della Ford Mustang:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 2+2
 Bagagliaio 408 litri
 Alimentazioni Benzina
 Classe Euro 6
 CV/kW (da) 450/330
 Prezzo (da) 54.250 €
INDICE
Novità 2022
Dimensioni
Motori
Esterni
Interni
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzo

La nuova generazione della Ford Mustang sarà disponibile dal 2023. Da una parte si ispira all’elettrica Mach-e, per quanto riguarda la dotazione all’avanguardia in fatto di Adas e infotainment, dall’altra se ne discosta invece, scegliendo una meccanica che – in controtendenza rispetto al mercato odierno – non dà spazio all’elettrificazione. Ciò significa che troveremo sotto il cofano della nuova Mustang il ben noto V8 aspirato con trazione posteriore e cambio manuale a sei rapporti o automatico a 10 marce. La sola alternativa, per il momento, è rappresentata dal rinserimento in gamma dell’EcoBoost quattro cilindri di 2.3 litri rivisto e rinnovato. La nuova generazione di Ford Mustang presenta novità su tutti i fronti. Il design esterno è ancora più muscoloso e aggressivo, grazie alle linee più definite, mentre la nuova firma ottica a Led rinfresca sia il frontale che la coda, con giochi di luce personalizzati. Le proporzioni dell’auto restano nel solco della tradizione Mustang, ma trasmettono una sportività ancora più accentuata, sensazione ottenuta tramite l’allargamento dell’area intorno ai passaruota e all’assottigliamento del posteriore. Passando agli interni, aggiornati in maniera decisamente più radicale, non si può non partire dalla nuova plancia, che domina l’abitacolo con un unico grande elemento che unisce il display della strumentazione digitale (12,4 pollici) – rivolto verso il guidatore – a quello dell’infotainment (13,6 pollici).  Lato Adas, infine, troviamo una suite completa e al passo coi tempi – la Ford Co-Pilot 360 – con frenata automatica d’emergenza anche in retromarcia, l’Evasive Steer Assist e il sensore degli angoli bui, solo per citarne alcuni. Inoltre, se si opta per le sospensioni MagneRide i sensori di bordo mettono in funzione l’Active Pothole Mitigation che gestisce la configurazione dell’assetto in base alle asperità del percorso.

Niente rivoluzioni, come dicevamo, per quanto concerne la gamma di motori. Come accennato, la nuova Mustang sarà alimentata dalla quarta generazione del V8 aspirato di 5.0 litri. Le opzioni in fatto di trasmissione sono due: il manuale a sei marce con sistema rev-matching, oppure l’automatico a 10 rapporti. La trazione, invece, è esclusivamente posteriore, ma dotata di differenziale a slittamento limitato. Per i più sportivi c’è il Performance Pack che aggiunge barra duomi anteriore, differenziale Torsen, sospensioni MagneRide e freni Brembo. Tra le novità più succulente spicca poi la versione Dark Horse. Disponibile solo con il V8, potrà contare su una potenza massima di 500 CV grazie ai nuovi pistoni mutuati dalla Shelby GT500 della generazione precedente e al sistema di aspirazione modificato.

La nuova Mustang, giunta alla sesta generazione, conferma le sue dimensioni generose, da vera muscle car americana. Lunga poco meno di 4,8 metri, ha una larghezza che con gli specchietti supera i due metri, per un’altezza di poco superiore a 1,3 metri. Buona la capacità di carico che si attesta sui 408 litri.

Dimensioni
Lunghezza 4.789 mm
Larghezza 1.916 mm
Altezza 1.382 mm
Passo 2.720 mm

La Ford Mustang parla un linguaggio tipicamente americano non soltanto per il grande V8 che nasconde sotto il cofano, ma anche per il design delle sue linee. Il cofano si inarca verso il terreno aprendosi in una grande presa d’aria sul muso dove spicca l’immancabile pony, simbolo da anni del modello. Ai suoi lati trovano posto i gruppi ottici con tecnologia Led. Slanciata la fiancata, con l’immancabile sigla 5.0 subito dietro le ruote anteriori.

Il posteriore rende omaggio alle Mustang degli anni Sessanta, con i gruppi ottici costituiti da tre elementi verticali, anch’essi naturalmente a Led. Nella parte bassa del paraurti i protagonisti sono gli scarichi: due sulla versione GT e quattro sulla Mach 1. La Mustang è disponibile anche in versione cabrio con tetto in tela ad apertura elettroattuata.

Anche lo stile degli interni si ispira alle linee della prima generazione della Mustang. La forma della plancia, infatti, richiama quella del modello della prima metà degli anni Sessanta, anche se con molti elementi “tech”. Su tutti spicca il quadro strumenti digitale dalla grafica personalizzabile, mentre al centro della plancia trova posto lo schermo touch del sistema di infotainment Sync 3.

Nonostante si tratti di una coupé, la Mustang offre un’ottima abitabilità interna soprattutto per chi siede davanti. L’accesso ai due posti posteriori è più complicato e in generale se si è troppo alti difficilmente si viaggerà comodi. Detto questo, la qualità generale dei materiali e degli assemblaggi e il livello di qualità percepito è abbastanza alto. La tecnologia di assistenza alla guida disponibile a bordo delle nuove Mustang prevede il sistema di frenata automatica di emergenza, il riconoscimento dei pedoni e il mantenimento della corsia.

Come dicevamo, dopo l’uscita di scena del piccolo quattro cilindri turbo, l’unico motore disponibile per la Ford Mustang è il mitico 5 litri V8 in due livelli di potenza: 450 CV sulla GT e 460 CV sulla Mach 1. Il motore V8 5.0 con 450 CV e 529 Nm di coppia, è stato ulteriormente aggiornato per offrire più potenza e una gamma di giri più alta rispetto al passato. Il nuovo sistema multi-iniezione diretta, ad alta pressione, aumenta il rendimento ad ogni regime motore e, in abbinamento alla nuova trasmissione automatica a 10 rapporti ha consumi di 12 l/100 km ed emissioni di CO2 pari a 270 g/km. In alternativa è disponibile un più tradizionale manuale a sei rapporti.

Ford Mustang: prezzi, dimensioni e caratteristiche 1

Sono due gli allestimenti disponibili per la Ford Mustang:

  • GT: rappresenta l’allestimento di accesso alla gamma.
  • Mach 1: è l’allestimento dedicato ai clienti in cerca del massimo delle prestazioni.

GT: sedili in pelle premium, cerchi in lega da 19 pollici, pinze freni nere, telecamera posteriore, sistema di infotainment Sync 3, climatizzatore automatico bizona, retrovisori elettrici, riscaldabili e ripiegabili

Mach 1: sedili in pelle luxury, cerchi in lega da 19 pollici, stripes sul cofano, pinze freni nere, cruscotto con design Mach 1, telecamera posteriore, cruise control, sistema di infotainment Sync 3, impianto audio B&O, climatizzatore automatico bizona, retrovisori elettrici, riscaldabili e ripiegabili

  • Prestazioni: grazie al motore V8 la Mustang ha prestazioni da sportiva vera.
  • Prezzo: con una base al di sotto dei 55.000 euro la Mustang è una sportiva abbordabile.
  • Immagine: con il suo look “yankee” non passa mai di moda

Ecco il listino della Ford Mustang aggiornato a settembre 2022:

Nuova Ford Mustang Coupé PREZZO
5.0 V8 GT 54.250 €
5.0 V8 Mach 1 70.000 €

 

Nuova Ford Mustang Cabrio PREZZO
5.0 V8 GT 58.750 €

 

Pressione pneumatici: ecco come controllare la pressione delle gomme

Pressione pneumatici: ecco come controllare la pressione delle gomme

Per assicurare lunga vita alla propria vettura e alle gomme, ogni automobilista accorto procede al controllo della pressione pneumatici. In tal modo ci si assicura anche di viaggiare sempre in sicurezza. Scopriamo in questa guida come monitorare correttamente la pressione gomme e le soluzioni innovative che risolvono i problemi di manutenzione.

Pressione gomme auto

Gli pneumatici sono l’unico punto di contatto tra la propria vettura e l’asfalto e per questo motivo il loro controllo periodico è di fondamentale importanza per garantire una guida in totale sicurezza. Quando la pressione delle gomme si trova ad un livello ottimale, si evitano spazi di frenata più lunghi, una minore aderenza in curva e il surriscaldamento delle gomme. Al contrario, una corretta pressione rende efficienti i consumi di carburante e le emissioni, riducendo la velocità di usura degli pneumatici.

Anticipiamo fin d’ora, però, che se osserviamo la pressione pneumatici scendere rapidamente è opportuno effettuare un controllo delle valvole. Queste dovrebbero essere sostituite ad ogni cambio gomme ed è necessario che la chiusura del tappo sia in buono stato per evitare che siano rovinate causa dallo sporco raccolto per strada.

Pressione pneumatici: ecco come controllare la pressione delle gomme 3

Pressione insufficiente o eccessiva: i rischi

Viaggiare con la pressione pneumatici inferiore a quella corretta aumenta infatti sia gli spazi di frenata in caso di guida su fondo bagnato che le probabilità di incorrere in acquaplaning. In ogni caso, anche in condizioni metereologiche più favorevoli, la pressione insufficiente rende più pesante la manovrabilità dello sterzo in manovra.

Se ci si dimentica di controllare la pressione pneumatici, e si viaggia con un valore inferiore a quello consigliato, si rischia inoltre il maggior surriscaldamento delle gomme. A lungo andare, questo fenomeno causa la deformazione delle stese ed aumenta, di conseguenza, il rischio di esplosione. La maggior resistenza al rotolamento degli pneumatici che risulta da una pressione insufficiente nelle gomme contribuisce poi a far lievitare il consumo di carburante.

Non è solo una pressione pneumatici bassa ad aumentare i rischi, ma anche un valore troppo alto può avere conseguenze negative per la propria vettura. In questo case si diminuisce l’aderenza delle gomme con l’asfalto agevolando così l’usura anticipata delle componenti dell’auto ed accelerando il consumo del battistrada.

La giusta pressione per gli pneumatici

Per capire quale sia la pressione pneumatici corretta è fondamentale consultare la documentazione del veicolo fornita dal costruttore.

La pressione pneumatici è indicata tramite l’unità di misura dei bar e, solitamente, per le gomme estive il valore oscilla tra i 2.0 ed i 3.0 bar. Per verificare la pressione gomme auto si utilizza uno strumento, denominato manometro, che viene collegato alla valvola degli pneumatici e consente di aumentare o ridurre la pressione in base al valore indicato.

Il controllo della pressione gomme auto deve essere effettuato ogni quattro settimane ed a gomme fredde. Misurare il valore della pressione pneumatici a gomme ancora calde dopo aver utilizzato a lungo il proprio veicolo non è consigliato perché l’aumento della temperature degli pneumatici può falsare il reale valore della pressione.

Cos'è il sensore pressione pneumatici e come funziona?

 

Sistemi automatici di controllo della pressione gomme

Le vetture di nuova concezione sono adesso dotate obbligatoriamente di un sistema di controllo della pressione pneumatici, denominato TPMS (“Tyre Pressure Monitoring System”), che avvisa immediatamente qualora la pressione gomme auto non sia quella standard.

Questi sensori sono obbligatori dal 1 novembre 2014, in seguito all’applicazione del regolamento europeo 661/2009. Vengono montati sugli pneumatici estivi e invernali, nonché sui 4 Stagioni. Rilevano quindi in maniera costante e accurata il livello di gonfiaggio di ogni pneumatico. Bisogna ricordare, però, che le batterie integrate in questo tipo di sensori elettrici hanno, in media, una durata di circa 6-7 anni.

Pneumatici ad azoto

Altra particolarità relativa alla pressione pneumatici riguarda il gas tramite il quale gonfiare le gomme della propria auto. Se, infatti, la maggior parte degli automobilisti è solito compiere questa operazione immettendo aria all’interno della gomma, è tuttavia possibile riempire gli pneumatici con l’azoto.

L’azoto, essendo privo di umidità, evapora molto più lentamente dell’aria e comporta, quindi, una minor frequenza nel controllo della pressione gomme auto, una maggiore sicurezza in strada ed una riduzione dei consumi.

Anche nel caso di utilizzo di azoto è comunque opportuno procedere al controllo della pressione pneumatici ogni quattro settimane giusto per verificare che le gomme non abbiano riportato danneggiamenti nell’utilizzo quotidiano.

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Riparare uno pneumatico danneggiato

Quali possibilità abbiamo nel caso di foratura di uno o più dei nostri pneumatici? Esistono sul mercato spray sigillanti per gomme, in grado di arrestare la fuoriuscita di aria con facilità. In questo caso, però, la soluzione può funzionare solo con danni minimi. Se invece la situazione è più grave si dovrà sostituire la gomma forata con una ruota (o ruotino) di scorta.

In generale, è possibile pensare di riparare una gomma danneggiata se il conducente non ha continuato a viaggiare con la gomma a terra, se il buco non supera i 6 millimetri di diametro e infine se il danno riguarda esclusivamente zona del battistrada; mentre perforazioni e rotture sui fianchi sono irreversibili.

Se si vuole procedere alla riparazione, quando possibile, sempre sotto la guida di uno specialista, la cosa più importante e smontare la gomma, per poter controllare l’integrità e la possibilità di riuso. Se è riutilizzabile, si può applicare un pezzo di riparazione in gomma, ma meglio dall’interno, perché la soluzione sia più duratura.

Ad ogni modo, il futuro degli pneumatici vede le case produttrici sempre più impegnate ad elaborare soluzioni aggiornate e innovative come le gomme a tecnologia di sigillatura integrata, già disponibili sul mercato, oppure gli pneumatici run-flat o senza camera d’aria.

Pneumatici run-flat

Con il termine pneumatici runflat o “run flat”, ovvero autoportanti, ci riferiamo a una serie di gomme che hanno preso diversi nomi e sigle nel tempo: pneumatici ZP (Zero Pressure), EMT (Extended Mobility Tyre), SST (Self-Supporting), ROF (Run On Flat), BSR, etc. Si tratta di una tecnologia già rodata per l’utilizzo sui veicoli sportivi e di fascia premium per evitare incidenti causati da una foratura improvvisa.

Le gomme runflat traggono i loro vantaggi d’uso dai fianchi rinforzati che contribuiscono a sostenere la massadella vettura e consentono la marcia anche in seguito ad una perdita di pressione. La stabilità offerta è di solito sufficiente per raggiungere l’autofficina più vicina senza il tempo e i costi che comporta un carro attrezzi. Sostanzialmente, l’impiego di run-flat ci permette di dire addio ai cambi ruota sul ciglio della strada. La ruota di scorta non sarà più necessaria, e anche la massa della vettura ne beneficerà.

In caso di foratura di uno pneumatico run-flat, la marcia può continuare per circa 80 km a una velocità massima di 80 km/h. I valori, però, possono cambiare al variare del tipo di vettura e di gomme, della temperatura esterna e della strada.

Pneumatici senza camera d’aria

Oltre agli pneumatici run-flat, il futuro delle gomme vedrà presto entrare in gioco anche una nuova tecnologia, progettata per sbarazzarsi della camera d’aria e dei problemi connessi alla possibile foratura. Secondo alcune indiscrezioni, in meno di un decennio troveremo pneumatici senz’aria di serie su alcuni veicoli, uno fra tutti in Europa la MINI Cooper SE.

I vantaggi apportati da questa soluzione non consistono soltanto nell’impossibilità di una foratura, ma anche nella diminuzione degli incidenti correlati e dello spreco di circa 200 milioni di pneumatici che diventano rifiuti ogni anno a causa di usura precoce.

La prima gomma resistente ad ogni foratura sarà la Michelin Uptis, presentata nel 2019 e pronta a ad essere montata sull’americana Chevrolet Bolt. Per progettare questo pneumatico, Michelin ha portato circa 50 brevetti in più di un decennio di prove tra laboratorio e strade di tutto il mondo.

La gomma in questione è priva di camera d’aria e utilizza invece una lamelle in fibra di vetro flessibile irrobustite in grado di reggere l’intera massa della ruota. Lo svantaggio è invece rappresentato dalla irremovibilità del cerchio in lega e dalla maggiore deformabilità rispetto ai modelli attualmente sul mercato. Quest’ultimo contro è infatti l’altro lato della medaglia della maggiore resistenza agli urti e ai percorsi accidentati.

Presto, però. Michelin sarà raggiunta dai concorrenti nella produzione di pneumatici senz’aria. Al lavoro ci sono infatti anche Goodyear, che lo sta testando sui robot di consegna della Starship, e Hankook.

Divieto di sosta e fermata: ecco cosa fare in caso di multa

Divieto di sosta e fermata: ecco cosa fare in caso di multa

Fra i cartelli più capaci di confondere gli automobilisti, e quindi di procurare numerose sanzioni, troviamo di certo il divieto di sosta e fermata. In sintesi, la fermata definisce una sospensione della marcia per un breve periodo, mentre la sosta si prolunga nel tempo. In questa guida illustriamo le disposizioni del Codice della Strada in materia e le indicazioni su come comportarsi qualora venga notificata una multa.

Divieto di sosta e di fermata: quali differenze?

Innanzitutto entrambi i divieti sono rappresentati da segnali verticali (art. 38 del Codice della Strada) definiti dall’art.38 del CdS di “prescrizione”, nel senso che obbligano o pongono limiti al conducente e sono piazzatidove inizia e dove termina la validità di tale regola.

Il segnale di divieto di sosta ha una forma circolare ed è incorniciato di rosso, presenta uno sfondo blu e un’unica fascia diagonale in rosso che. Nelle strade extraurbane, indica un divieto di sosta continuo, anche di notte. Nelle strade urbane, vieta la sosta dalle 8 alle 20, eccezion fatta per pannelli aggiuntivi e specifici.

Il segnale che vieta la fermata vede invece una coppia di bande rosse diagonali incrociate. Quando lo si osserva, significa che è vietata sia la sosta che la fermata sono vietate e, generalmente, è fatto divieto di qualsiasi arresto volontario dell’auto.

Divieto di sosta e fermata: ecco cosa fare in caso di multa 1

La differenza fra sosta e fermata è principalmente temporale, la prima è prolungata, mentre la seconda è di breve durata. Il punto è che durante una fermata, che in ogni caso non può ostacolare la circolazione, il conducente deve essere sempre pronto a ripartire; è allontanandosi dall’auto che si configura la situazione di sosta. Per questo ci si può fermare anche di fronte a un divieto di sosta, mentre davanti a un divieto di fermata di certo non si potrà neanche sostare.

Se, infine, bisogna sostare a causa di un’emergenza rappresentata per esempio da avaria o malessere fisico, si configura una fattispecie a sé.

La sosta di emergenza rappresenta, invece, un caso a parte: questo tipo di sosta prevede l’interruzione della marcia quando il veicolo è inutilizzabile a causa di un’avaria, oppure l’arresto è necessario per malessere fisico del conducente o di un passeggero.

Come posizionare il veicolo in caso di sosta o fermata?

In mancanza di cartelli che specificano i divieti in vigore, ci si potrà fermare parcheggiando l’auto parallelamente alla strada e lasciando – in assenza di un marciapiede, uno spazio maggiore o uguale ad un metro per i pedoni; comunque avendo cura di essere quanto più vicini possibili al lato destro della carreggiata. Si potrà parcheggiare anche sul lato sinistro solo in caso di sensi unici di marcia, e ad ogni modo consentendo un passaggio agevole agli altri veicoli.

Se invece siamo in presenza di spazi dedicati ai parcheggi, la vettura deve essere posizionata entro le linee di demarcazione. Nell’eventualità di una sosta a tempo limitato, bisognerà anche esporre il disco orario con l’ora di arrivo indicata. In ogni caso, infine, bisogna ricordare di spegnere il motore del veicolo prima di abbandonarlo.

Multa divieto di sosta e fermata

Il nostro Codice della Strada disciplina in maniera chiara il divieto di sosta e fermata. Con la prima si indica l’interruzione della marcia del mezzo protratta per un apprezzabile lasso di tempo, mentre con la seconda ci si riferisca ad una sosta temporanea che normalmente non implica l’allontanamento del conducente dal veicolo.Sono più diffusi i cartelli di divieto di sosta rispetto a quelli che vietano la fermata, proprio a causa della differenza temporale fra le due situazioni.

L’art. 158 cds dispone il divieto di sosta e fermata, anche in assenza di cartelli, nei seguenti casi:

  • la sosta è vietata in corrispondenza dei passaggi a livello ma non in loro prossimità;
  • nelle gallerie;
  • nei sottovia;
  • sotto i sovrapassaggi,
  • sotto i fornici e i portici, salvo diversa segnalazione;
  • sui dossi e nelle curve e, fuori dei centri abitati e sulle strade urbane di scorrimento, anche in loro prossimità;
  • in prossimità di segnali stradali verticali e semaforici, in modo da impedirne la vista, nonché in corrispondenza dei segnali orizzontali di preselezione e lungo le corsie di canalizzazione;
  • fuori dei centri abitati;
  • in corrispondenza e in prossimità degli incroci stradali;
  • nei centri abitati la fermata è vietata in prossimità delle aree di intersezione, a più di 5 metri, salvo diversa segnalazione;
  • sui passaggi e attraversamenti pedonali e sui passaggi per ciclisti, nonché sulle piste ciclabili e agli sbocchi delle medesime; sui marciapiedi, salvo diversa segnalazione.

Inoltre, sempre l’articolo 158 Codice della Strada, disciplina i casi in cui è vietata la sosta mentre è consentita la fermata e sono i seguenti:

  • allo sbocco dei passi carrabili;
  • dovunque venga impedito l’accesso ad un altro veicolo regolarmente in sosta, oppure lo la sosta è vietata dovunque venga impedito lo spostamento di veicoli in sosta;
  • in seconda fila, salvo che si tratti di due veicoli a due ruote;
  • negli spazi riservati alla fermata degli autobus, dei filobus e dei veicoli circolanti su rotaia e, ove questi non siano delimitati, a una distanza dal segnale di fermata inferiore a 15 m, nonché negli spazi riservati allo stazionamento dei veicoli in servizio di piazza;
  • sulle aree destinate al mercato e ai veicoli per il carico e lo scarico di cose, nelle ore stabilite; sulle banchine, salvo diversa segnalazione; negli spazi riservati alla fermata o alla sosta dei veicoli per persone invalide e in corrispondenza degli scivoli o dei raccordi tra i marciapiedi, rampe o corridoi di transito e la carreggiata utilizzati dagli stessi veicoli;
  • nelle corsie o carreggiate riservate ai mezzi pubblici;
  • nelle aree pedonali urbane; nelle zone a traffico limitato per i veicoli non autorizzati;
  • negli spazi asserviti ad impianti o attrezzature destinate a servizi di emergenza o di igiene pubblica indicati dalla apposita segnaletica;
  • davanti ai cassonetti dei rifiuti urbani o contenitori analoghi; limitatamente alle ore di esercizio, in corrispondenza dei distributori di carburante ubicati sulla sede stradale ed in loro prossimità sino a 5 m prima e dopo le installazioni destinate all’erogazione;
  • Nei parcheggi destinati alla ricarica delle auto elettriche.

Le sanzioni pecuniarie per divieto di sosta e fermata

Sempre l’articolo 158 dispone gli importi delle multe in caso di divieto di sosta e fermata. Violare uno qualunque dei divieti di sosta e fermata, nonché violare il divieto di sosta relativo a spazi e carreggiate riservate ai mezzi pubblici e ai mezzi di persone invalide, comporta una multa da un minimo di 41 euro ad un massimo di 168 euro, per ciclomotori e motoveicoli a due ruote, e una multa da un minimo di 87 euro ad un massimo di 344 euro per tutti gli altri mezzi, mentre in tutti gli altri casi previsti dall’art. 158 cds la multa può essere pari nel minimo a 25 euro e nel massimo a 100 per ciclomotori e motoveicoli a due ruote, mentre può andare da un minimo di 42 ad un massimo di 173 euro per tutti gli altri mezzi.

Le sanzioni si applicano per ogni giorno nel quale continua la violazione. L’infrazione del divieto di sosta non comporta la decurtazione dei punti dalla patente, fatta eccezione per le violazioni più gravi, per cui si possono perdere fino a 2 punti.

Cosa fare in caso di multa per divieto di sosta e fermata

Sarà possibile pagare la sanzione entro cinque giorni dall’avvenuta notifica, beneficiando così di uno sconto pari al 30% dell’importo. Se l’infrazione è stata contestata sul posto, tramite verbale, i cinque giorni decorrono da quel momento.
Infine, per i veicoli che infrangono il divieto di fermata, si procederà alla rimozione forzata.

Qualora vi sia stata notificata una multa per divieto di sosta e fermata potrete valutare l’ipotesi del ricorso presso il Giudice di Pace territorialmente competente, affrontando un costo della pratica di 43 euro. Le ragioni che possono spingere a proporre opposizione alla sanzione possono essere varie, come la errata indicazione dei dati del veicolo o del luogo dove è stata rilevata l’infrazione sino alla assenza della apposita segnaletica orizzontale o verticale.

Se invece si decide di presentare ricorso al Prefetto, altra opzione comunque percorribile, il tempo per farlo è di 60 giorni e la pratica è gratuita. È bene considerare le reali possibilità di vincere il ricorso, portando prove concrete dell’ingiustizia della sanzione e possibilmente anche testimoni.

 

 

Peugeot e-308: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Peugeot e-308: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Con la nuova generazione, la Peugeot 308 ha compiuto un passo avanti notevole sotto svariati punti di vista e ora, per la prima volta nella storia del modello, verrà declinata anche in un’inedita variante 100% elettrica. SI chiama Peugeot e-308 e approderà nelle concessionarie verso la metà del 2023, sia in versione hatchback che station wagon. La 308 elettrica sarà spinta da un propulsore da 156 CV alimentato da una batteria di nuova generazione da 54 kWh e potrà contare su una dotazione specifica piuttosto all’avanguardia.

Ecco la scheda tecnica di Peugeot e-308:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio
 Alimentazioni Elettrica
 Classe
 CV/kW (da) 156/115
 Prezzo (da)
INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Consumi
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzi

Anche se il marchio francese non ha ancora dettagliato tutte le specifiche delle nuove 308 elettriche, possiamo presumere che le dimensioni saranno simili a quelle degli attuali modelli con motore endotermico dato che come questi sarà assemblata sulla piattaforma Emp2. La versione hatchback dovrebbe raggiungere i 4 metri e i 37 centimetri di lunghezza, con altezza e larghezza rispettivamente di 144 e 185 cm. Come accennato, però, anche la variante elettrica della 308 avrà una versione station wagon, che aggiunge 30 cm in lunghezza: la Peugeot e-308 SW potrà quindi vantarsi di essere la seconda vettura familiare elettrica ad entrare sul mercato, dopo l’avvento della MG5.

Dimensioni Hatchback Station Wagon
Lunghezza 4.367 mm 4.636 mm
Larghezza 1.852 mm
Altezza 1.444 mm
Passo 2.675 mm 2.732 mm

L’estetica della nuova Peugeot e-308 mostra alcune differenze rispetto ai modelli con motore “tradizionale”: sono stati rivisitati sia il design della calandra che quello del sottoscocca e anche i cerchi da 18″ sono stati ottimizzati da un punto di vista aerodinamico per migliorare l’efficienza della vettura.

Nella vista laterale, la bassa linea di cintura movimenta una fiancata molto pulita, slanciando la figura della vettura. Sul retro, infine, troviamo nuovamente dei gruppi ottici Led, disposti in sottili elementi orizzontali, che sottolineano il grosso lunotto posteriore. Inoltre, elementi estetici specifici si accompagneranno ad ogni allestimento, anche se Peugeot a riguardo non ha ancora rivelato molti dettagli.

Anche l’abitacolo riprende il design delle più nuove 308, includendo diversi elementi tecnologici che regalano all’elettrica un look piuttosto all’avanguardia. Dietro il volante multifunzione troviamo il display del Peugeot i-Cockpit dedicato alla strumentazione digitale, mentre al centro della plancia trova posto il sistema di infotainment con touchscreen da 10″.

Peugeot e-308: prezzo, dimensioni e caratteristiche 4

A bordo, inoltre, saranno presenti anche diversi sistemi di assistenza alla guida e di sicurezza. Oltre al selettore delle modalità di guida (ECO, NORMAL, BRAKE e SPORT), la nuova Peugeot e-308 sarà dotata di Cruise Control adattivo con Stop&Go, del sistema attivo di monitoraggio dell’angolo cieco a lunga portata (75 metri) e del Rear Traffic Alert. 

Per il momento è stata annunciata una sola motorizzazione elettrica per la nuova Peugeot e-308.  Il propulsore, alimentato da una batteria da 54 kWh, avrà una potenza di 156 CV e una coppia di 260 Nm, per una reattività immediata.

La Peugeot e-308 è dotata di una batteria di nuova generazione, un accumulatore ad alta tensione da 54 kWh (51 kWh utili) composto all’80% di Nichel, per il 10% di Manganese e per il 10% di Cobalto, che dovrebbe consentire, in base all’allestimento scelto, un’autonomia di oltre 400 km (ancora in fase di omologazione). Inoltre, la casa dichiara anche degli ottimi tempi di ricarica: collegandosi a una colonnina da 100 kW, è possibile passare dal 20% all’80% in meno di 25 minuti.

Non si conoscono ancora i dettagli sugli allestimenti della Peugeot e-308, ma quelli disponibili dovrebbero essere quattro: Allure, Excellence, Emotion e GT.

  • Batteria innovativa: il pacco batterie di nuova generazione regala alla e-308 un’ottima autonomia e dei tempi di ricarica piuttosto brevi.
  • Station Wagon: le familiari elettriche sono al momento più uniche che rare.
  • Tecnologia: la nuova elettrica Peugeot potrà contare sulle migliori dotazioni, come l’i-Cockpit e le funzioni i-Connect Advanced.

I prezzi di Peugeot e-308 non sono ancora stati comunicati.

Le 5 auto elettriche più veloci al mondo

Le 5 auto elettriche più veloci al mondo

Per molto tempo siamo stati abituati ad associare le auto elettriche a modelli generalmente molto lenti, pensati tendenzialmente per un utilizzo urbano. Ma i powertrain elettrici, pur senza emettere alcun suono, sono in grado in realtà di assicurare prestazioni degne (se non superiori) delle più blasonate supercar. Grazie alla coppia istantanea e alla gestione elettronica della potenza, le moderne auto elettriche sono capaci di scattare da 0 a 100 km/h in un battito di ciglia.

La nostra Top 5

Abbiamo quindi raccolto i cinque modelli a batteria più veloci nel raggiungere i 100 km/h con partenza da fermo, che è oggi possibile acquistare. Il mondo delle elettriche esula dai tradizionali “segmenti di mercato” e così, non stupisce che nelle primissime posizioni, accanto a modelli dichiaratamente sportivi, trovino posto anche berline concettualmente pensate anche per fare il classico e tranquillo tragitto casa-lavoro. Ma andiamo con ordine.

Le 5 auto elettriche più veloci al mondo 1

Rimac Nevera

Al primo posto la creatura del giovane brand croato: la Rimac Nevera. Si tratta si un vero e proprio mostro su quattro ruote con due soli posti e un’incredibile potenza di ben 1.914 CV. Un numero esorbitante generato da una batteria da 120 kWh e distribuita su tutte e quattro le ruote attraverso ben quattro motori elettrici che permettono al modello di raggiungere i 100 km/h con partenza da fermo in appena 1,97 secondi. Anche la velocità massima non è da meno: 412 km/h. Praticamente un record per le elettriche.

  • Potenza: 1.914 CV
  • 0-100 km/h: 1,97 secondi
  • V-max: 412 km/h

Tesla Model S: prezzo, dimensioni, caratteristiche 4

Tesla Model S

Al secondo posto della nostra classifica troviamo una “tranquilla” berlina. Si tratta della Tesla Model S, che nella variante Plaid si trasforma in una vera e propria supercar in formato famiglia e a zero emissioni. A sua disposizione ci sono 1.020 Cv, che bastano a lanciare la tre volumi di palo alto da 0 a 100 km/h in soli 2,1 secondi. Di tutto rispetto anche la velocità massima, che si attesta sui 322 km/h.

  • Potenza: 1.020 CV
  • 0-100 km/h: 2,1 secondi
  • V-max: 322 km/h

Tesla Model X: prezzi, dimensioni e caratteristiche 12

Tesla Model X

E dopo una berlina, in questa top 5 c’è spazio anche per un Suv. Si tratta della Tesla Model X. La variante più estrema del Suv di Elon Musk è spinta da ben tre motori molto particolari, con rivestimento in fibra di carbonio, in grado di sviluppare insieme una potenza massima di ben 1.020 CV, sufficienti a spingere la Model X da 0 a 100 km/h in appena 2,6 secondi. Un record assoluto per la categoria.

  • Potenza: 1.020 CV
  • 0-100 km/h: 2,6 secondi
  • V-max: 262 km/h

Maserati GranTurismo Folgore: prezzi, dimensioni e caratteristiche 5

Masertati GranTurismo Folgore

Spazio ad un po’ di orgoglio tutto italiano. La Maserati GranTurismo Folgore sarà in vendita a partire dal prossimo anno e appena arriverà nelle concessionarie, sarà tra le elettriche più veloci sul mercato. Batteria da circa 90 kWh, tre motori elettrici e ben 1.200 CV di potenza massima, per uno scatto da 0 a 100 km/h in soli 2,7 secondi. Il tutto, mentre si corre guida immersi nel lusso e nell’eleganza che solo Maserati sa regalare.

  • Potenza: 1.200 CV
  • 0-100 km/h: 2,7 secondi
  • V-max: 230 km/h

Porsche Taycan: esterni

Porsche Taycan

Chiude la nostra speciale classifica un’altra berlina con tanta voglia di essere una supercar. Si tratta della Porsche Taycan in versione Turbo S. Si tratta della più potente della gamma e grazie alla trazione integrale e al cambio a due rapporti (una vera rarità tra le elettriche) è capace di raggiugere i 100 km/h in soli 2,8 secondi. Il tutto con famiglia e bagagli al seguito.

  • Potenza: 761 CV
  • 0-100 km/h: 2,8 secondi
  • V-max: 260 km/h