Le 5 citycar che consumano meno 

Suzuki Ignis: prezzo, dimensioni e caratteristiche 8

Piccole e leggere, le citycar sono vetture pensate e sviluppate appositamente per rispondere alle necessità di chi l’auto la usa prevalentemente in città. Per questo motivo, puntano tutto su dimensioni contenute e su un’intelligente gestione degli spazi in terni. Ma per essere davvero efficaci come auto da città, le citycar devono saper garantire anche consumi molto contenuti. Per questo motivo, tutti i modelli di ultima generazione, al peso contenuto affiancano anche motori dalla cubatura molto bazza, in molti casi anche al di sotto di un litro, per garantire così percorrenze medie da record.

La nostra top 5

Abbiamo quindi raccolto i cinque modello sotto i 4 metri di lunghezza, capaci di assicurare i migliori consumi di carburante. Tutti e cinque i modelli sono spinti da propulsori a benzina, ma qualcuno di essi sfrutta anche la moderna tecnologia mild-hybrid per risparmiare ancora più carburante.

Fiat 500: prezzo, dimensioni e caratteristiche 6

Fiat 500

Al primo posto della nostra classifica si posiziona la Fiat 500. La piccola di Torino deve il suo successo non soltanto al peso contenuto: l’ago della bilancia si ferma addirittura sotto la tonnellata, ma anche e soprattutto al propulsore di 1 litro con tecnologia mild-hybrid. Pur non muovendo mai la macchina in elettrico, il sistema è comunque in grado di assicurare medie di 4,6 l/100 km.

  • Motore: 1.0 70 CV
  • Consumo: 4,6 l/100 km

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Nuova Hyundai i10
Hyundai i10

Hyundai i10

Seconda piazza per la piccola Hyundai i10. La coreana è spunta da un piccolo tre cilindri da appena 67 CV che, però, sono chiamati a spingere una vettura dal peso al di sotto dei 1.000 kg. Questo, nonostante la presenza delle cinque porte e di un vano di carico piuttosto sfruttabile. La media si attesta così sui 4,8 l/100 km.

  • Motore: 1.0 MPI 67 CV
  • Consumo: 4,8 l/100 km

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Toyota Aygo X

Toyota Aygo X

Terza piazza con un risultato identico a quello della Hyundai per la Toyota Aygo X. Tra le citycar è quella con le dimensioni maggiori, arrivando ad una lunghezza di 3,70 metri. Ma nonostante questo i consumi restano molto contenuti. Apprezzabile, poi, il fatto che con l’ultima generazione sia migliorata molto anche la suite di dispositivi tecnologici a bordo.

  • Motore: 1.0 72 CV
  • Consumo: 4,8 l/100 km

Suzuki Ignis: prezzo, dimensioni e caratteristiche 30

Suzuki Ignis

Quarta piazza per un “unicum” nel panorama delle citycar. Stiamo parlando della Suzuki Ignis, che rappresenta l’unica alternativa a ruote alte attualmente a listino in questa categoria. Tra le varianti disponibili, infatti, spicca quella a trazione integrale. Ma la campionessa di consumi è la due ruote motrici, che grazie al motore ibrido assicura medie di 5 l/100 km.

  • Motore: 1.2 83 CV
  • Consumo: 5 l/100 km

Kia Picanto: prezzi, dimensioni e caratteristiche 6

Kia Picanto

Chiude la nostra top 5, con la medesima media di consumo della Ignis, la Kia Picanto. Cugina della Hyundai i10, la Picanto offre tanto spazio a bordo nonostante una lunghezza di soli 3,60 metri, unita a tutta la praticità delle cinque porte. Il tre cilindri da 67 CV non è un fulmine, ma è poco assetato.

  • Motore: 1.0 67 CV
  • Consumo: 5 l/100 km

Le 5 compatte più economiche sul mercato

Skoda Scala G-Tec: eco friendly ed efficiente 1

Per molti anni il segmento delle due volumi compatte ha rappresentato una delle fette di mercato più solide e in forte crescita. Ma oggi, le vendite di questa tipologia di vetture sono in netto calo. Il motivo è da ricercare in diversi fattori: da una parte lo strapotere dei Suv, sempre più oggetto del desiderio da parte degli automobilisti, dall’altra un potere di acquisto della clientela che è progressivamente sceso. Se si considera che il prezzo medio di una due volumi compatta negli ultimi anni si è pericolosamente avvicinato ai 30.000 euro, si fa in fretta a capire il motivo di questo declino.

Per fortuna, però, è ancora possibile acquistare qualche vettura compatta ad un prezzo “umano”. Per questo motivo abbiamo messo insieme i cinque modelli più economici sul mercato. Si tratta di auto perfette per essere utilizzate in città e nel classico tragitto casa-lavoro, ma che grazie alle loro dimensioni nell’ordine dei 4,40 metri circa, si prestano facilmente anche ad essere utilizzate come auto da famiglia. Vediamo allora quali sono le cinque compatte più economiche sul mercato.

Skoda Scala

Skoda Scala

Al primo posto si posiziona la Skoda Scala, un modello forse non molto capito dalle nostre parti, ma che rappresenta davvero una delle vetture più pratiche oggi disponibili sul mercato. E con un prezzo di partenza di 22.650 euro, rappresenta la compatta più economica sul mercato. A questa cifra ci si porta a casa un’auto lunga 4,36 metri, con un’intelligente gestione degli spazi interni, spinta da un propulsore benzina di un litro da 95 CV.

  • Dimensioni: 4,36 metri
  • Potenza: 95 CV
  • Prezzo: 22.650 €

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Nuova Seat Leon, tutte le informazioni sulla compatta spagnola 16

Seat Leon

In seconda posizione si piazza un’altra vettura del Gruppo Volkswagen: la Seat Leon. La media spagnola strizza l’occhio ad una clientela giovane e dinamica grazie al look moderno e ai tanti contenuti digitali. Il listino si apre poco oltre i 24.000 euro per la variante alimentata dal 1.0 TSI da 95 CV di potenza. Buona inoltre la dinamica di guida: vista la connotazione sportiveggiante del modello, si guida con piacere soprattutto nei tratti di strada ricchi di curve.

  • Dimensioni: 4,37 metri
  • Potenza: 90 CV
  • Prezzo: 24.200 €

Citroen C4: prezzi, caratteristiche e scheda tecnica 4

Citroen C4

Piazza d’onore per la Citroen C4, un modello che, di fatto, rappresenta una via di mezzo tra una compatta, una berlina e un Suv. Pensata per muoversi anche lontano dall’asfalto (anche se con tutti i limiti rappresentati dalla sola trazione anteriore), ha un design fuori dagli schemi e assicura un comfort che solo i sedili XXL made in Citroen sanno garantire. Il prezzo di partenza è di poco inferiore ai 25.000 euro.

  • Dimensioni: 4.36 metri
  • Potenza: 131 CV
  • Prezzo: 24.850 €

Opel Astra: prezzi, dimensioni e caratteristiche 14

Opel Astra

Recentemente arrivata sul mercato, l’ultima generazione della Opel Astra, proietta il marchio tedesco verso il futuro. Non soltanto per il suo design avveniristico, ma anche e soprattutto per i tanti contenuti tecnici e tecnologici che fanno il loro esordio proprio sulla compatta del brand del Fulmine. Con poco meno di 25.000 euro ci si porta a casa l’allestimento di accesso alla gamma, con il motore 1.2 da 110 CV.

  • Dimensioni: 4,37 metri
  • Potenza: 110 CV
  • Prezzo: 24.900 €

Peugeot 308: prezzo, dimensioni e caratteristiche 9

Peugeot 308

Chiude la nostra top 5 quella che potremmo definire come cugina della Opel Astra. Stiamo parlando della nuova Peugeot 308, che con la tedesca condivide piattaforma e motori. Con 25.000 euro tondi ci si mette in garage la variante spinta dal 1.2 turbo a benzina da 110 CV. Curatas nello stile, punta tutto sui contenuti tecnologici che negli interni si esprimono nell’ultima evoluzione dell’i-cockpit e in un sistema di infotainment veloce e semplice da utilizzare.

  • Dimensioni: 4,37 metri
  • Potenza: 110 CV
  • Prezzo: 25.000 €

 

BMW Serie M: ecco tutti i modelli più sportivi dell’Elica

BMW Serie M: ecco tutti i modelli per il motorsport 3

La divisione M di BMW affonda le sue radici nel 1972 e rappresenta l’anima più sportiva della casa automobilistica tedesca BMW. Da allora, si è sempre dedicata allo sviluppo di modelli ad alte prestazioni su base BMW. Con il passare degli anni e col cambiamento dei gusti della clientela, alla gamma delle sportive di BMW si sono aggiunti modelli sempre diversi arrivando oggi ad includere anche station wagon e SUV. Ma non solo, con BMW XM, infatti la divisione sportiva M offrirà anche modelli ibridi seguendo questo concetto di elettrificazione che ormai coinvolge anche chi è sempre stato dedito a modelli ad alte prestazioni.

INDICE
M2
M3
M4
M5
M8
XM
Serie M su base BMW

L’attuale BMW M2 è pronta a lasciare spazio alla nuova generazione del modello. Questa sarà alimentata dal medesimo motore di M3 e di M4. Si tratterà cioè di un sei cilindri, e la sua potenza sarà inevitabilmente minore rispetto a quella delle sorelle maggiori. Si potrà scegliere se abbinarvi il cambio manuale a sei marce oppure quello automatico a otto marce ZF. La trazione, neanche a dirlo, è esclusivamente posteriore. La potenza si aggirerà intorno ai 450 CV.

BMW Serie M: ecco tutti i modelli per il motorsport 5

BMW M3 è offerta con un unico propulsore benzina da 3.0 litri a 6 cilindri declinato in due varianti di potenza: 480 CV e 550 Nm di coppia (M3) e 510 CV e 650 Nm (M3 Competition), disponibile anche con trazione integrale M xDrive. Quest’ultimo motore è l’unico disponibile per la versione station wagon M3 Touring, che può spingersi fino a 280 km/h grazie al M Driver’s Package. M3 scatta da 0 a 100 km/h in 4,2 secondi, dato che si riduce a 3,9 secondi per la versione da 510 CV e a 3,5 secondi per il modello xDrive.BMW Serie M: ecco tutti i modelli per il motorsport 4

L’M4 è anch’essa dotata del classico 3.0 litri sei cilindri in linea, un vero e proprio marchio di fabbrica dell’Elica riservato alle vetture più prestazionali. Il motore vanta 480 CV e 550 Nm di coppia nella versione base e 510 CV e 650 Nm nella variante Competition, la quale rende disponibile anche la trazione integrale xDrive, di serie per la variante cabrio. Le prestazioni parlano chiaro, la più prestante Competition M xDrive brucia lo “0-100” in soli 3,5 secondi, mentre la versione da 480 CV ferma il cronometro a 4,2 secondi.

BMW Serie M: ecco tutti i modelli per il motorsport 3

La versione più potente, infine, che spinge ancora più in là le prestazioni del 3.0 sei cilindri turbo è la M4 CSL. Sotto il cofano ospita un motore da 550 CV di potenza e 650 Nm di coppia, capace di completare l’accelerazione 0-100 km/h in soli 3,7 secondi e di toccare la velocità massima di 307 km/h.

BMW M5 punta sia alla sportività che all’eleganza. I 635 CV e l’accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 3,0 secondi rendono la BMW M5 CS il modello più performante della gamma. La M5 Competition con M xDrive vanta invece una potenza massima di 625 CV e un assetto tarato per massimizzare le performance.

BMW Serie M: ecco tutti i modelli per il motorsport 2

Il modello M8 è disponibile in tre carrozzerie: coupé, cabrio e gran coupé. Le performance sono notevoli grazie al potente V8 con tecnologia M TwinPower Turbo, che può sviluppare fino a 625 CV e 750 Nm. A questo propulsore è abbinabile il cambio M Steptronic a 8 rapporti con Drivelogic e il sistema di trazione integrale M xDrive. La loro combinazione consente un’accelerazione da fermo a 100 km/h in soli 3,2 secondi per BMW M8 Competition Coupé e BMW M8 Competition Gran Coupé. La M8 Cabrio Competition può raggiungere i 305 km/h di velocità massima se dotata di M Driver’s Package.

XM è il primo modello sviluppato interamente dal reparto M, ed è anche il primo modello dotato di sistema ibrido plug-in M, con un propulsore che vanta ben 653 CV e proporzioni da SUV. Si tratta di un sistema composto da un 4.4 TwinPower Turbo da 489 CV e 650 Nm e da un motore elettrico da 197 CV e 280 Nm abbinati al cambio automatico otto marce M Steptronic. Scatta da 0 a 100 km/h in 4,3 secondi, nonostante la stazza, e può arrivare fino a 250 km/h di velocità massima. Quest’ultimo dato può essere aumentato di 20 km/h grazie al pacchetto M Driver’s.

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Quelle che vi abbiamo mostrato qui sopra sono le M “vere”. Ma la divisione Motorsport di BMW mette mano anche a modelli più “tranquilli” delle auto a listino producendo versioni come l’M135i o l’i4 M50. La prima è dotata di trazione integrale e può sviluppare fino a 306 CV: può raggiungere i 250 km/h e completare lo “0-100” in soli 4,8 secondi. La seconda è la prima M di derivazione BMW puramente elettrica: con due motori elettrici eroga 544 CV grazie alla modalità Sport Boost e scatta da 0 a 100 km/h in meno di 4 secondi.

 

Peugeot e-208: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Peugeot e-208: prezzi, dimensioni e caratteristiche 8

Compatta, divertente da guidare e 100% elettrica. Queste le tre caratteristiche principali della nuova Peugeot e-208, variante “alla spina” della piccola francese, che come la sorella ad alimentazione tradizionale punta tutto sul design personale e dall’aspetto grintoso. Ma non solo. Il suo powertrain elettrico permette di muoversi senza eccessiva “ansia da ricarica” e grazie alla buona messa a punto del telaio, permette di togliersi non poche soddisfazioni quando si esce dalla città per affrontare qualche strada tutta curve.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Peugeot e-208:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 309 litri
 Alimentazioni Elettrica
 Classe
 Cv/kW (da) 135/100
 Prezzo (da) 33.850 €

auto elettriche
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INDICE
Novità 2022
 Dimensioni
 Esterni
 Interni
 Motorizzazioni
 Allestimenti
 Consumi
Perché comprarla
 Prezzo

È stato presentato il Model Year 2023 della versione elettrica di Peugeot 208. Le migliorie riguardano principalmente la meccanica, e a beneficiarne sono in primis potenza e autonomia. Lo stesso motore installato sulla recente e-308 lo ritroviamo sotto il cofano di e-208, con 115 kW, cioè 20 CV in più rispetto al propulsore attuale da 136 CV. Il powertrain, inoltre, vanta un’efficienza ancora maggiore, promettendo un’autonomia di oltre il 10% superiore a quella attuale, arrivando alla notevole percorrenza di 400 km con la batteria completamente carica. Sebbene si sappia che la coppia motrice rimane a 260 Nm, non sono ancora state pubblicate informazioni precise sulle prestazioni. In ogni caso, la Casa ha annunciato che e-208 vedrà consumi ancora più contenuti grazie all’assetto rivisto, presentando un dato medio di 12 kWh per 100 km. Ad incidere fortemente qui è l’inedita batteria da 51 kWh di capacità nominale che lavora a 400 Volt di tensione. Per guidarla bisognerà aspettare qualche mese: la nuova versione di e-208 sarà infatti commercializzata l’anno prossimo.

Nonostante la motorizzazione elettrica, la Peugeot e-208 si presenta con misure identiche a quelle delle “sorelle” dotate di motori termici. La lunghezza del corpo vettura, infatti, è pari a 4 metri e 6 centimetri, in linea con le dirette rivali del segmento B, mentre il passo di 254 cm consente di ospitare senza particolari sacrifici anche 5 passeggeri.

Dimensioni
Lunghezza 4.060 mm
Larghezza 1.750  mm
Altezza 1.430 mm
Passo 2.540 mm

Una filosofia estetica che la versione di Peugeot 208 elettrica riprende pienamente, senza allontanarsi dalla sorella gemella dotata di motore termico.  La versione elettrica di 208 si farà, ma con un occhio rivolto anche al mondo reale, leggi benzina e gasolio. Di fatto è molto difficile distinguere le versioni con motore termico da questa nuova e-208, questo il nome ufficiale della 208 elettrica 2020. In ogni caso le “matite” della casa transalpina hanno lasciato qua e là più di un indizio sulla carrozzeria per riconoscere a colpo d’occhio, o quasi, la versione con una spina al posto di un serbatoio.

Si parte quindi dall’originale lavorazione della mascherina e il logo del brand del Leone che assume quella colorazione “bluastra” che agli occhi di chi guarda dovrebbe immediatamente comunicare l’idea di auto ecologica e ad impatto zero. E poi abbiamo una “E” che sa di “elettrico” piazzata sul montante posteriore, dicitura che viene naturalmente ripresa anche sul portellone posteriore. Poi gli occhi più attenti non si faranno sfuggire di aver a che fare con la versione elettrica di Peugeot 208 da due dettagli che non lasciano dubbi. All’anteriore l’assenza di una presa d’aria tradizionale, non c’è alcun motore da “arieggiare”; al posteriore la mancanza di uno scarico, non c’è alcun gas da “scaricare”.

Differente il discorso per quanto riguarda gli interni della nuova Peugeot 208 elettrica che al contrario di quanto accade per il look della carrozzeria non mostrano alcuna differenza rispetto ai modelli dotati di motore alimentato da carburanti tradizionali. Tutto quello che serve in termini di informazioni lo abbiamo a disposizione dando un occhio al modernissimo i-cockpit 3d, posizionato dove siamo abituati a trovare il tradizionale quadro strumenti. A questo si aggiunge per integrare ulteriori funzioni un secondo schermo, quello del sistema di infotainment in questo caso touchscreen ed installato in posizione centrale.

Chiaramente, rispetto ai modelli PureTech o BlueHDi, qui potremo fruire di una serie di aggiornamenti e informazioni riguardanti il funzionamento di un’auto elettrica come lo scorrimento dei flussi di energia, la cronologia dei consumi e – ovviamente – la percentuale rimanente di carica della nostra batteria. Insomma, le linee degli interni restano quelle delle altre 208 a listino, rendendo così il passaggio all’elettrico più naturale possibile. Sensazione però destinata ad esaurirsi fin dal primo metro percorso, quando quel silenzio quasi irreale delle auto elettriche ci restituirà la concreta consapevolezza di non avere a che fare con cilindri e benzina. 

La Peugeot e-208si presenta in listino con un un’unica motorizzazione elettrica. Il propulsore sincrono a magneti permanenti è alimentato da una batteria di 50 kW e riesce ad esprimere una potenza di 136 CV decisamente adeguata alla massa della vettura pari a 1.530 Kg.

Sono tre gli allestimenti presenti nel listino della Peugeot e-208:

  • Allure: è l’allestimento di accesso alla gamma, con già una discreta dotazione tecnologica di serie.
  • Allure: l’allestimento intermedio può contare su cerchi in lega più grandi e infotainment più evoluto.
  • GT: è l’allestimento pensato per i clienti più sportivi. Ha un look dedicato e materiali più ricercati.

Active: la versione di partenza offre di serie 1 presa USB anteriore aggiuntiva di ricarica e 2 prese USB posteriori di ricarica, Climatizzatore automatico monozona, Accensione automatica fari, Cerchi in lamiera 16″ Plaka, Griglia calandra con dettagli in tinta carrozzeria, Modanature del passaruota nero lucido, Spoiler posteriore nero lucido, Caricatore OBC (On Board Charger) 7,4 kW monofase, Cavo di ricarica domestica Tipo 2/EF presa Schuko, Quadro strumenti con display centrale a colori 3,5″, Volante in pelle con comandi integrati, ESP e Hill Assist, Touchscreen 7″ con Mirror Screen e 6 altoparlanti.

Allure: salendo di livello sono inclusi nel prezzo di partenza Sensori di parcheggio posteriori, Cerchi in lega 16″ Elborn, Estrattore centrale nero lucido, Fascione nero lucido sul portellone posteriore, Computer di bordo, Doppio porta lattine dietro il freno a mano e sotto la console centrale, Interni in tessuto Cozy Grigio Antracite / Tep Nero Mistral, ABS, REF e AFU, Peugeot i-Cockpit 3D con Head-up Digital Display 10″ 3D, Retrovisori ripiegabili elettricamente con retrovisore interno elettrocromatico, Touchscreen 7″ con Mirror Screen e 6 altoparlanti.

GT: la versione top di gamma include 3D Connected Navigation 10″ HD, Cerchi in lega 17″ Shaw, Proiettori Peugeot Full Led Technology con High Beam Assist, Retrovisori ripiegabili elettricamente, Bocchette di ventilazione con profili cromati, Interni in Alcantara Diamantato Grigio / Tep Nero Mistral, Retrovisore interno fotocromatico “frameless, Sedili anteriori riscaldabili, Adaptive Cruise Control “Stop&Go”, Autonomous Emergency Braking System 3 (AEBS 3), Lane Position Assist.

Considerando la particolare motorizzazione della Peugeot e-208, più che di consumi è il caso di parlare di autonomia. La berlina elettrica della Casa francese si dimostra una vettura ideale per gli spostamenti anche fuori porta grazie ad una autonomia di 340 Km omologata secondo il ciclo WLTP.

  • Handling: ottima la messa a punto dell’assetto che regala un buon piacere di guida.
  • Ecologia: il motore elettrico da 136 CV ha un impatto ambientale bassissimo.
  • Design: lo stile della e-208 è molto personale che la rende immediatamente riconoscibile nel traffico.

Di seguito ecco il listino prezzi della Peugeot e-208 aggiornato ad ottobre 2022:

Peugeot e-208 Prezzo
208 motore elettrico 136 CV 5p. Active 33.850 €
208 motore elettrico 136 CV 5p. Allure 35.050 €
208 motore elettrico 136 CV 5p. GT 37.050 €

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Mercato auto settembre: le vendite continuano a salire

Acquisto auto usate: come controllare la storia di un veicolo

Il mercato dell’automobile conferma la ripresa fatta registrare ad agosto, dopo 13 mesi consecutivi di calo. A settembre sono state immatricolate 110.976 vetture nuove, il 5,4% in più rispetto alle 105.318 dello stesso periodo dell’anno scorso.

Il secondo mese consecutivo di crescita, però, non è sufficiente a risollevare il bilancio annuale che resta negativo. Nei primi nove mesi dell’anno il totale delle automobili nuove immatricolate si attesta a 976.055 unità, ma rispetto allo stesso periodo del 2021 si registra una perdita di circa 190.000 vetture, pari a un calo del 16,3%.

Le vendite divise per alimentazione

Settembre ha fatto registrare un aumento di vendite di auto a benzina, che sono salite del 2,2%, portandosi al 27,2% di quota mercato (27,8% nel cumulato). Le vetture diesel confermano, più o meno, i dati del 2021 con il 19,3% (20,3% nei primi nove mesi dello scorso anno). Le auto a GPL costituiscono l’8,7% di quota mercato; mentre quelle a metano rischiano praticamente di scomparire con lo 0,6% (0,9% nei nove mesi).

Numeri negativi anche per le plug-in che confermano la seconda quota più bassa dal febbraio del 2021 (4% a settembre; 5% nel periodo gennaio-settembre); mentre le BEV si fermano al 4,5% (3,6% nel cumulato). Le ibride rappresentano il 35,7% del totale (33,8% a gennaio-settembre), con il 9,1% per le full hybrid e il 26,6% per le mild hybrid.

Il nodo incentivi

Dopo due mesi dall’approvazione, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DPCM dello scorso 4 agosto, un passo necessario per sbloccare i fondi destinati agli incentivi per le auto a zero o bassissime emissioni anche da parte delle aziende di noleggio a lungo termine. Una misura che non è ritenuta sufficiente dal settore automotive.

Questo il commento di Michele Crisci, presidente Unrae, alle immatricolazioni di settembre. “La forte flessione della quota di auto plug-in scese al 4% (la seconda più bassa dell’anno) e l’appiattimento di quella delle elettriche pure al 4,5% (dimezzando quasi l’8% di settembre 2021), è un chiaro indice del definitivo esaurimento dell’effetto incentivi 2021 e del fatto che gli incentivi 2022 non siano ancora a pieno regime dopo 3-4 mesi dall’attivazione della piattaforma”.

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Toyota Aygo X

Le auto a benzina più vendute a settembre 2022

  • Toyota Aygo X: 2.282
  • Citroen C3: 2.091
  • Volkswagen T-Cross: 1.679
  • Volkswagen T-Roc: 1.216
  • Peugeot 208: 1.159
  • Hyundai i10: 1.098
  • Volkswagen Polo: 1.027
  • Opel Corsa: 973
  • Kia Picanto: 957
  • Cupra Formentor: 721

Fiat 500X: prezzi, dimensioni e caratteristiche 27

Le auto diesel più vendute a settembre 2022

  • Fiat 500X: 1.524
  • Mercedes GLA: 1.052
  • Volkswagen Tiguan: 842
  • Jeep Renegade: 813
  • Audi A3: 805
  • Dacia Duster: 754
  • Audi Q3: 745
  • Alfa Romeo Stelvio: 702
  • Peugeot 3008: 637
  • Skoda Octavia: 613

Dacia Sandero: prezzo, dimensioni e prova su strada 2

Le auto a GPL più vendute a settembre 2022

  • Dacia Sandero: 1.837
  • DR 4.0: 1.480
  • Renault Captur: 1.157
  • Dacia Duster: 777
  • Fiat Panda: 717
  • Dacia Jogger: 539
  • DR 6.0: 528
  • Lancia Ypsilon: 480
  • Renault Clio: 404
  • DR F35: 310

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Volkswagen Golf, nuovi motori in arrivo

Le auto a metano più vendute a settembre 2022

  • Volkswagen Golf: 95
  • Volkswagen Up!: 82
  • Skoda Kamiq: 77
  • Skoda Octavia: 75
  • Seat Arona: 66
  • Fiat Panda: 61
  • Seat Ibiza: 57
  • Seat Leon: 41
  • Volkswagen Polo: 28
  • Audi A3: 27

Fiat Panda Hybrid: prezzo, dimensioni e caratteristiche 12

Le auto ibride più vendute a settembre 2022

  • Fiat Panda: 6.888
  • Lancia Ypsilon: 3.218
  • Fiat 500: 2.783
  • Ford Puma: 2.368
  • Toyota Yaris Cross: 2.194
  • Toyota Yaris: 1.771
  • Nissan Qashqai: 1.523
  • Kia Sportage: 1.033
  • Hyundai Tucson: 963
  • Renault Clio: 894

Jeep Compass ibrida: prezzo, dimensioni e caratteristiche 1

Le auto ibride plug-in più vendute a settembre 2022

  • Jeep Compass: 430
  • Volvo XC40: 366
  • Lynk & Co 01: 312
  • Mercedes GLA: 191
  • Jeep Renegade: 185
  • Audi Q3: 181
  • BMW X2: 168
  • Mercedes GLE: 166
  • Mercedes GLE Coupè: 119
  • Peugeot 3008: 118

Tesla Model Y: la piccola Tesla che dovrebbe costare meno di 40 mila dollari 5

Le auto elettriche più vendute a settembre 2022

  • Tesla Model Y: 968
  • Fiat 500: 470
  • Smart Fortwo: 308
  • Tesla Model 3: 238
  • Renault Twingo: 233
  • Opel Mokka: 209
  • Volkswagen ID.4: 201
  • Opel Corsa: 183
  • Volvo XC40: 183
  • Peugeot 208: 159

Le top 50 più vendute a settembre 2022

  • Fiat Panda: 8.102
  • Lancia Ypsilon: 3.703
  • Fiat 500: 3.378
  • Citroen C3: 2.655
  • Dacia Sandero: 2.476
  • Ford Puma: 2.448
  • Toyota Yaris: 2.413
  • Toyota Aygo X: 2.282
  • Renault Clio: 2.251
  • Renault Captur: 2.236
  • Toyota Yaris Cross: 2.194
  • Jeep Renegade: 1.822
  • Volkswagen T-Roc: 1.694
  • Fiat 500X: 1.685
  • Volkswagen T-Cross: 1.679
  • Peugeot 208: 1.654
  • Dacia Duster: 1.608
  • Nissan Qashqai: 1.523
  • DR 4.0: 1.509
  • Opel Corsa: 1.502
  • Mercedes GLA: 1.451
  • Audi A3: 1.387
  • Volkswagen Tiguan: 1.290
  • Hyundai i10: 1.192
  • Kia Sportage: 1.184
  • Cupra Formentor: 1.146
  • Fiat Tipo: 1.141
  • Hyundai Tucson: 1.107
  • Kia Picanto: 1.086
  • Jeep Compass: 1.083
  • Opel Mokka: 1.079
  • Audi Q3: 1.056
  • Volkswagen Polo: 1.055
  • Volkswagen Golf: 1.039
  • Peugeot 2008: 1.006
  • Tesla Model Y: 968
  • Citroen C3 Aircross: 935
  • Volvo XC40: 911
  • Ford Focus: 888
  • Ford Fiesta: 839
  • Mercedes Classe A: 801
  • Peugeot 3008: 795
  • Skoda Octavia: 793
  • Alfa Romeo Tonale: 767
  • Alfa Romeo Stelvio: 737
  • Audi Q5: 708
  • MINI: 707
  • Kia Stonic: 697
  • Skoda Kamiq: 694
  • Ford Kuga: 690

Constatazione amichevole: ecco come funziona

Constatazione amichevole: ecco come funziona

Anche se si guida con prudenza, non si è mai certi di non essere coinvolti in un incidente. A volte basta una piccola distrazione, ma la cosa più importante è mantenere la calma ed accertarsi delle condizioni delle altre persone e dei mezzi coinvolti nel sinistro. Dopodiché, ove possibile, si può procedere a compilare il modulo della constatazione amichevole. Scopriamo come.

INDICE
 Modulo constatazione amichevole
Entro quanto tempo occorre farla?
Occorrono testimoni?
 Compilazione constatazione amichevole
Le 17 opzioni del modulo di constatazione amichevole

Al fine di accelerare le pratiche per il risarcimento del danno, se i soggetti coinvolti nell’incidente sono d’accordo nell’attribuire la responsabilità dell’incidente, allora si può usare il modulo della constatazione amichevole. Il documento viene rilasciato dalle assicurazioni nel momento della stipula della RCA, ma è possibile anche scaricarlo da internet cercando “modulo CAI”.

Il modulo blu, detto anche CAI (constatazione amichevole di incidente) o CID  (convenzione indennizzo diretto) è un documento in cui i conducenti coinvolti nell’incidente descrivono la situazione e la dinamica del sinistro, ammettendo eventuali rispettive responsabilità.

Compilando il modulo CID si può semplificare ed accelerare la pratica per il risarcimento dei danni subiti inoltrando la richiesta alla propria compagnia di assicurazione invece che all’assicurazione del veicolo responsabile. È possibile però riempire il modulo solo se nell’incidente sono coinvolti due o più veicoli, ma uno stesso documento può essere usato al massimo per due vetture. Ciò significa che se i veicoli incidentati sono tre occorrono due moduli, se sono quattro occorrono tre moduli.

In ultimo, le compagnie assicurative consigliano di compilare il CAI anche qualora ci sia disaccordo fra i conducenti coinvolti nel sinistro. In questo caso, il documento può comunque valere ai fini della denuncia, fornendo un punto di vista importante perché descrive tempestivamente la dinamica dei fatti.

Esistono delle scadenze per compilare la constatazione amichevole, sia ai fini della denuncia del sinistro che della richiesta di risarcimento. In linea generale, il modulo andrebbe compilato subito dopo il sinistro. Se invece trascorre del tempo, è importante che non passino più di tre giorni lavorativi prima di denunciare il sinistro alla propria compagnia assicurativa. Se il documento riporta le firme di tutti i conducenti coinvolti nell’incidente, i tempi di attesa per ricevere il risarcimento dei danni si riducono notevolmente.

Sebbene il termine dei tre giorni sia da rispettare per poter denunciare il sinistro stradale, per la richiesta di indennizzo la scadenza si protrae fino a due anni dall’incidente. Se si consegna il CAI due anni dopo il sinistro non si ha diritto ad alcun risarcimento, a meno che il fatto non sia considerabile un reato a causa di lesioni colpose. In questo caso la prescrizione si attiva dopo i cinque anni.

Di conseguenza, anche se non si denuncia entro i tre giorni, è possibile ottenere l’indennizzo totale. La compagnia assicurativa può diminuirlo solo se riesce a dimostrare di aver subito perdite a causa della mancata o tardiva denuncia. È bene ricordarlo, sì, ma è in ogni caso più sicuro, anche per abbreviare i tempi dell’istruttoria, avvisare la propria assicurazione nel modo più tempestivo possibile.

Nell’eventualità in cui la descrizione della dinamica sia chiara e condivisa da tutti i conducenti coinvolti nel sinistro, e i danni siano minimi, è ragionevole fare uso della constatazione amichevole. Se però c’è disaccordo, i testimoni dell’incidente potrebbero giocare un ruolo determinante, se non essenziale. Possono infatti aiutare ad attribuire una maggiore o minore responsabilità a uno dei conducenti.

Per potersi avvalere del loro punto di vista, tuttavia, bisogna che i testimoni siano identificati immediatamente a seguito dell’incidente. Se questo non accade, in caso il danneggiato non sia soddisfatto dell’entità dell’indennizzo offerto dall’assicurazione, non si potrà ammettere alcuna prova testimoniale in favore di un eventuale causa.

Le voci da compilare nel modulo blu sono innumerevoli, ed è facile incappare in piccoli errori che possono però fare la differenza. Per comprendere come compilare la constatazione amichevole sarà sufficiente seguire con attenzione i passaggi che indicheremo di seguito.

Il modulo constatazione amichevole si presenta diviso in tre colonne, una blu a sinstra, una bianca al centro, ed un gialla sulla destra.

Modulo Constatazione amichevole

In alto, al punto 1, dovrà essere riportata la data e l’ora del sinistro, mentre al punto 2 dovrà essere indicato il luogo. In questo caso è fondamentale essere precisi e riportare il Comune, la Provincia, la via ed il numero civico più vicino possibile al luogo dell’incidente.

Il punto 3 è relativo alla presenza o meno di feriti a seguito del sinistro, mentre nel punto 4 dovranno essere indicati i danni materiali riportati da terze vetture se presenti. Infine al punto 5 dovranno essere riportati vanno riportati cognome, nome, indirizzo e numero di telefono delle persone che hanno assistito al sinistro, se ci sono state, evidenziando se si tratta o meno di passeggeri a bordo del veicolo A o B.

Come compilare constatazione amichevole di incidente

Successivamente si dovranno compilare le colonne presenti nel modulo.

  • Nel punto 6 andranno riportati i dati dell’assicurato, che dovranno essere recuperati dal certificato di assicurazione: cognome, nome, codice fiscale o partita IVA, indirizzo di residenza, Comune, provincia, via e numero civico, l CAP, Stato di residenza e un recapito telefonico o e-mail.
  • Al punto 7 si dovrà indicare la tipologia del veicolo coinvolto indicando marca, tipo, numero di targa o telaio e stato di immatricolazione,
  • mentre al punto 8 dovranno essere riportati i dati della compagnia di assicurazione: denominazione, numero di polizza, agenzia con denominazione e recapiti.
  • Al punto 9 dovranno essere indicati i dati del conducente del veicolo al momento del sinistro, inclusi il numero e il tipo di patente ed il periodo di validità,
  • mentre al punto 10 si dovrà indicare con una freccia il punto d’urto iniziale del veicolo.
  • Al punto 11 ogni conducente dovrà indicare i danni più evidenti che ha subito il proprio veicolo,
  • mentre al punto 12 si dovranno evidenziare le circostanze dell’incidente. In questo caso sono previste 17 opzioni a risposta chiusa che ciascun conducente può smarcare per descrivere l’attività svolta al momento dell’incidente, cancellando quelle non corrette.

Gli ultimi passaggi da compiere per compilare correttamente la constatazione amichevole di incidente sono quelli previsti ai punti 13, 14 e 15:

  • Al punto 13 è riportato uno spazio bianco dedicato al grafico dell’incidente al momento dell’urto. Sarà quindi richiesto un disegno con vetture stilizzate e frecce che consentirà di ricostruire il tracciato delle strade, la direzione di marcia di A e B, la posizione al momento dell’urto, i segnali stradali e i nomi delle strade.
  • Al punto 14 si potranno indicare le osservazioni, cioè delle note aggiuntive che ciascun conducente potrà inserire per corredare il modulo di ulteriori informazioni utili alla ricostruzione dell’accaduto,
  • mentre al punto 15 si dovranno riportare le firme dei soggetti coinvolti nel sinistro.

Grazie al CID, quindi, è possibile velocizzare le operazioni di risarcimento del danno. Nell’ipotesi in cui non ci fosse accordo tra le parti e vi fosse solo la firma di uno dei conducenti, il modulo di constatazione amichevole andrà comunque compilato e consegnato alla propria assicurazione per valere come denuncia di sinistro.

Come detto, al punto 12 del CAI è possibile indicare apponendo un segno su una o più delle 17 caselle presenti la causa o le cause dell’incidente. Fra queste 17 opzioni, che si riferiscono alle motivazioni più frequenti dei sinistri stradali, troviamo:

– incidente in fermata o in sosta;

– ripartiva dopo una sosta o apriva una portiera;

– stava parcheggiando;

– usciva da un parcheggio, da un luogo privato, da una strada vicinale;

– entrava in un parcheggio, in un luogo privato, in una strada vicinale;

– si immetteva in una piazza a senso rotatorio;

– circolava su una piazza a senso rotatorio;

– tamponava procedendo nello stesso senso e nella stessa fila;

– procedeva nello stesso senso ma in una fila diversa;

– cambiava fila;

– sorpassava;

– girava a destra;

– girava a sinistra;

– retrocedeva;

– invadeva la sede stradale riservata alla circolazione in senso inverso;

– proveniva da destra;

– non aveva osservato il segnale di precedenza o di semaforo rosso

Maserati GranTurismo Folgore: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Maserati GranTurismo Folgore: prezzi, dimensioni e caratteristiche 8

Maserati GranTurismo Folgore è il modello chiave nella strategia di elettrificazione del Tridente.  La nuova GT di Modena, infatti, debutta prima in variante elettrica che a benzina e questo la dice lunga su quelle che sono le intenzioni di Maserati e, soprattutto, il suo approccio al mercato per il prossimo futuro. La coupé sportiva sarà ordinabile nel 2023 e punta su una potenza massima erogabile di ben 760 CV.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Maserati GranTurismo Folgore:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 4
 Bagagliaio 270 litri
 Alimentazioni Elettrica
 Classe
 CV/kW (da) 760/559
 Prezzo (da)
INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Consumi
Allestimenti
Perché comprarla

Le misure della nuova Maserati GranTurismo Folgore rispecchiano il suo animo da GT. Con una lunghezza che sfiora i 5 metri, l’altezza si ferma a 135 cm, mentre la larghezza si ferma a poco meno di 2 metri (211 cm con specchietti). Il passo da 292 cm, comunque, consente di avere un buono spazio a bordo per 4 passeggeri, anche se si tratta di una coupé. Risulta meno capiente, invece, il bagagliaio, la cui capacità si ferma a 270 litri.

Dimensioni
Lunghezza 4.959 mm
Larghezza 1.957 mm
Altezza 1.353 mm
Passo 2.929 mm

Lo stile della nuova Maserati GranTurismo Folgore ricalca il linguaggio stilistico inaugurato dalla supersportiva MC20 e recentemente già ripreso dal Suv Grecale. Da queste riprende innanzitutto i fari anteriori a sviluppo verticale, posizionati leggermente più in alto rispetto alla grande calandra a listelli verticali che incornicia il logo Maserati. nonostante si tratti di un modello completamente elettrico, conserva comunque diverse aperture nella parte anteriore, preposte al raffreddamento dei motori e del pacco batterie.

Le luci posteriori sono più sottili rispetto alla GT precedente, mentre gli specchietti retrovisori non si trovano più sui montanti anteriori, bensì sulle portiere. Ovviamente, essendo elettrica, GranTurismo Folgore è priva di scarichi. Restano però i classici tripli sfoghi d’aria laterali, posizionati subito sotto la scritta Folgore. Curato anche il disegno dei cerchi, atto a strizzare l’occhio allo stile, pur tenendo sempre a mente l’aspetto aerodinamico, fondamentale per un’auto elettrica.

Anche se le foto degli interni vengono ancora custodite avidamente dal marchio modenese, abbiamo già qualche dettaglio su come sarà l’abitacolo della GranTurismo Folgore. Maserati ha seguito per questo modello la stessa filosofia avanguardista adottata per Grecale, unendo a rivestimenti di prima classe (Econyl abbinato a dettagli in Ice/Denim con inserti rame) le più moderne tecnologie.

La plancia è dominata dal touchscreen dell’infotainment Mia da 12,3″ (con assistente virtuale Hey Maserati e Alexa), a cui si accoda un secondo schermo da 8,8″per il climatizzatore. Dietro il volante, poi, si trova un terzo display da 12,2″ dedicato alla strumentazione digitale, con quattro temi grafici (Classic, Evolved, Relaxed e Corsa) ed head-up display a colori.

Anche l’impianto audio di bordo è di ottima fattura: il sistema Sonus Faber da 860 Watt e 14 diffusori garantisce un ascolto impeccabile (si può anche optare per l’impianto da 19 diffusori e 1.195 Watt). Inoltre, Maserati ha pensato anche ai clienti affezionati al rombo dei motori endotermici più potenti della casa. La Folgore è dotata di un sistema di diffusori interni ed esterni che al suono del propulsore elettrico unisce le frequenze tipiche dei motori V8 a benzina, creando l’atmosfera perfetta a bordo.

La Maserati GranTurismo Folgore sarà dotata di un sistema a tre motori (ognuno capace di erogare fino a 408 CV), uno sull’asse anteriore e due su quello posteriore, in grado si sviluppare nel complesso fino a 760 CV  di potenza in continuo e 1.350 Nm di coppia, che salgono a 830 CV in modalità Max Boost.

L’elettrica di Modena ha un’architettura a 800 Volt e viene alimentata da una batteria da 83 kWh netti (92,5 kWh nominali), studiata per diminuire il più possibile l’altezza della vettura e ridurre al minimo le differenze con sportive tradizionali. E l’animo da corsa lo si nota anche dalle prestazioni: la Casa dichiara una velocità massima di 320 km/h con scatto 0-100 km/h da fermo in appena 2,7 secondi (0-200 km/h in 8,8 secondi).

I dati sull’autonomia della nuova Maserati GranTurismo Folgore non sono ancora stati pubblicati dato che l’omologazione è ancora in corso. Tuttavia da Modena fanno sapere che la batteria può essere ricaricata con colonnine rapide fino a 270 kW, che in soli 5 minuti regalano alla vettura 100 km di autonomia. Inoltre, per sfruttare al massimo ricarica e autonomia la Folgore è dotata di un sistema di precondizionamento delle batterie, dell’EV Routing 2.0 per la pianificazione delle soste e del Dynamic Range Mapping 2.0, che calcola il raggio d’azione della vettura secondo al livello di carica e allo stile di guida.

La Maserati GranTurismo Folgore arriverà sul mercato con un solo allestimento, ovviamente personalizzabile grazie alle moltissime opzioni messe a disposizione dalla casa.

La dotazione di serie, i cui dettagli non si conoscono ancora per intero, dovrebbe comunque comprendere: rivestimenti Econyl e Ice/Denim con inserti rame, touchscreen con infotainment Mia da 12,3″, assistente virtuale Hey Maserati e Alexa, schermo da 8,8″per il climatizzatore automatico, display da 12,2″ per la strumentazione digitale, head-up display a colori, impianto audio Sonus Faber da 860 Watt e 14 diffusori, sistema di precondizionamento delle batterie, EV Routing 2.0 per la pianificazione delle soste e Dynamic Range Mapping 2.0, Active Driving Assist con sistemi di guida autonoma di livello 2 per il mantenimento della velocità, della distanza e della traiettoria, Dynamic Road View, Rear Emergency Braking e le telecamere a 360°.

  • Immagine: la vettura si presenta con un design moderno ed elegante, capace di conservare il carattere tipico delle Maserati.
  • Motori: il trimotore della prima elettrica del Tridente svilupperà oltre 760 CV.
  • Piacere di guida: GT Folgore è una Maserati ad emissioni zero, ma promette un handling da vera sportiva.

App parcheggio: come trovare il posto auto e pagare dal telefono

app-parcheggio

Chi ha un’automobile sa che il viaggio non finisce quando si arriva a destinazione, ma quando si trova parcheggio. Soprattutto nelle città più abitate, spesso si devono compiere giri infiniti degli isolati per trovare un posto che possa ospitare la propria vettura. Fortunatamente, l’avvento degli smartphone ha consentito di sviluppare delle soluzioni anche a questo problema: ad oggi esistono numerose applicazioni che permettono di trovare parcheggio (e pagarlo quando necessario), consultabili con estrema semplicità dal proprio telefono. Ecco una breve guida con le migliori app sul mercato.

INDICE
App per trovare parcheggio
App per pagare il parcheggio: EasyPark
App per pagare il parcheggio: myCicero
App per pagare il parcheggio: Phonzie
App per pagare il parcheggio: Telepass Pay
Altre app per pagare il parcheggio

Ci sono diverse applicazioni che permettono di cercare parcheggio per la propria auto ovunque ci si trovi, disponibili sia per dispositivi Android sia per quelli con sistema operativo iOS.

Tra le migliori segnaliamo Parkopedia, app tramite la quale è possibile trovare i parcheggi disponibili nelle vicinanze inserendo l’indirizzo o indicando la propria posizione. Tramite la selezione dei filtri è possibile scegliere tra posteggi in garage, all’aperto, custoditi e non. Inoltre, una volta scelto un parcheggio si possono ottenere le indicazioni stradali per raggiungerlo, informazioni sugli orari di apertura e, nel caso in cui si acquisti l’abbonamento premium, sulla disponibilità di posti liberi.

Altra app parcheggio auto da considerare è Park TAG. Anche questa consente di selezionare il parcheggio nella zona che si desidera e ottenere le indicazioni stradali. Ma tramite Park Tag è anche possibile condividere con gli altri utenti la situazione del posteggio in tempo reale, così da fornire un aggiornamento costante.

La maggior parte delle città sono ormai invase dalle strisce blu ed è quindi diventata un’impresa riuscire a posteggiare senza pagare la sosta. Ma servirsi delle apposite colonnine per il ticket può spesso rivelarsi più facile a dirsi che a farsi. Per fortuna, però, ci sono diverse app che rendono più facile il pagamento della sosta, sia per iOS che per Android.

Tra le migliori si segnala Easy Park. Questa applicazione, scaricabile gratuitamente, sarà sufficiente registrare un account al quale collegare il numero di targa della propria auto e selezionare un metodo di pagamento a scelta tra Visa, Mastercard e Paypal. Compiuta questa operazione sarà sufficiente selezionare il parcheggio in cui ci si trova e quanto si desidera sostare, pagando il ticket direttamente dal proprio telefono con una piccola commissione (che varia a seconda della città e del tempo di permanenza).

Inoltre, se la sosta dura meno di quanto inizialmente selezionato, verrà addebitato solamente l’importo corrispondente al tempo effettivo di permanenza del parcheggio e quel che resta potrà essere usato per pagare in un’altra occasione. Per farlo, una volta tornati al parcheggio in anticipo, bisogna ricordarsi di interrompere il timer. Allo stesso modo, in caso di necessità è possibile prolungare la sosta direttamente dall’applicazione, senza dover far ritorno alla propria auto.

Easy Park è attiva in 9 paesi europei e in migliaia di città italiane, rendendo facile gestire tutti i pagamenti dalla stessa applicazione in moltissime località diverse. L’app dispone anche di abbonamenti per privati e aziende, che permettono di non pagare le commissioni pagando un canone fisso: tutte le informazioni dettagliate a riguardo sono disponibili sul sito.

Un’altra famosa applicazione per il pagamento della sosta è My Cicero. Come EasyPark, l’app permette di pagare il parcheggio direttamente dal proprio telefono semplicemente creando un account con i dati dell’automobilista e del veicolo. La principale differenza con la precedente applicazione è che per pagare la sosta con myCicero bisogna prima ricaricare il proprio conto sull’app, da cui poi vengono scalati i pagamenti. Se si opta per l’addebito diretto sulla carta di credito, invece, salgono le commissioni.

In più, una volta creato il profilo myCicero, è possibile attivare o disattivare la sosta in diversi modi, oltre che dall’applicazione: con una chiamata gratuita, un sms o tramite il risponditore vocale. Infine l’applicazione, che funziona in centinaia di città italiane, permette in alcuni casi di acquistare biglietti dei trasporti pubblici, abbonamenti e permessi ZTL.

Un’altra applicazione consigliabile per pagare il parcheggio direttamente dal proprio smartphone è Phonzie. Anche in questo caso è possibile acquistare, oltre al ticket per la sosta, i biglietti dei trasporti pubblici delle località convenzionate.

Similmente a myCicero, per usare Phonzie è necessario creare un profilo legato al proprio veicolo e ricaricare il conto dell’applicazione, chiamato “borsellino”, da cui scalare l’importo dovuto per la sosta. Ma esiste anche una funzionalità piuttosto peculiare e interessante: tramite l’app è possibile condividere il proprio “borsellino” con chi si desidera, per esempio figli o partner, e attingere così in più persone allo stesso conto sull’applicazione.

Chi fosse cliente Telepass forse può essere interessato anche a un’altra app. Telepass Pay è un’applicazione che permette di pagare la sosta sulla strisce blu addebitando il costo direttamente sul proprio conto Telepass, senza bisogno di ricariche aggiuntive. Inoltre, se l’esercente è convenzionato, l’app permette anche di pagare il carburante, i taxi e il bollo auto.

Oltre alle applicazioni presentate fin qui ne esistono molte altre che, per quanto funzionali, non sono convenzionate con moltissime città e spesso possono essere usate solo nei centri abitati più grandi. Tra le tante ricordiamo:

  • ParkAppy: questa app permette di pagare i minuti effettivi della sosta in modo semplice e veloce con pagamento tramite carta di credito.
  • ParkMan: consente di cercare parcheggio e di pagare la sosta in pochi istanti, anche in questo caso pagando solo i minuti effettivi di stazionamento; è dotata anche di una funzione che permette di trovare il percorso per tornare al veicolo.
  • Tap&Park: anche questa applicazione permette sia di pagare la sosta effettiva (ottenendo un rimborso del tempo inutilizzato), sia di cercare un parcheggi; inoltre permette anche di confrontare le zone di sosta per cercare quelle più economiche.

 

Toyota: dopo l’ibrido è l’ora dell’elettrico

Batterie allo stato solido: Toyota pronta in tre anni 1

Toyota punta con decisione sulla mobilità elettrica. Il colosso giapponese ha deciso di investire 730 miliardi di yen, più di 5,5 miliardi di euro, per dare il via alla produzione di batterie in Giappone e negli Stati Uniti con l’obiettivo di essere in grado di rifornire le fabbriche che produrranno le auto elettriche nei due paesi. Secondo i progetti del marchio, la realizzazione di batterie dovrebbe iniziare tra il 2024 e il 2026, con il raggiungimento di 40 GWh all’anno.

Metodo vincente non si cambia

Toyota ha reso noto che le batterie saranno prodotte con lo stesso metodo attualmente utilizzato per la realizzazione delle automobili, che viene considerato fra i migliori al mondo. Una parte dell’investimento sarà dedicata alla formazione del personale specializzato. Entrando nei dettagli, più della metà dei 5,5 miliardi di euro sarà destinata al potenziamento del complesso produttivo nella città giapponese di Himeji, di proprietà della Planet Energy & Solution e in altre fabbriche Toyota che saranno attualizzate per far fronte alla nuova produzione. La Toyota Battery Manufactoring, con sede nella Carolina del Nord, beneficerà di 2,5 miliardi di euro. La società, di recente costituzione, è detenuta al 90% da Toyota Motor North America e al 10% dalla Toyota Tsusho Corporation, società che si occupa degli aspetti commerciali.

Toyota bZ4X: prezzo, dimensioni e caratteristiche 5

Un’accelerata verso l’elettrificazione

Con questa mossa, il colosso giapponese ha fatto passi da gigante nella direzione dell’elettrificazione, anche se i vertici restano convinti che la neutralità carbonica si possa raggiungere percorrendo varie strade. Nei programmi di Toyota c’è la produzione di una vasta gamma di veicoli elettrici, anche con il marchio Lexus: per questo motivo il gruppo ha bisogno di produrre batterie, ma senza rinunciare ad approvvigionamenti esterni per poter rifornire tutte le vetture che ha intenzione di sfornare nei prossimi anni.

Candelette auto: cosa sono e a cosa servono

Candelette auto: cosa sono e a cosa servono 1

Anche se ogni automobilista ha il suo meccanico di fiducia, è sempre bene sapere come funziona il proprio veicolo per poterlo mantenere nella migliore delle condizioni possibili. Una delle componenti spesso più sconosciute sono le candelette presenti sulle vetture diesel. In questa breve guida, rispondiamo a tutte le domande su questi elementi fondamentali per il corretto funzionamento dei propulsori a gasolio.

 INDICE
Cosa sono le candelette?
A cosa servono le candelette?
Candelette: emissioni e rumore
Spia candelette 
Quando controllare e come cambiare le candelette 

In breve, le candelette presenti sui veicoli diesel sono degli elementi incandescenti posti vicino agli iniettori dei motori a gasolio, che favoriscono l’accensione del carburante a motore freddo. Queste vengono alimentate direttamente dall’impianto elettrico dell’auto, entrando in funzione e riscaldandosi velocemente nel momento in cui si mette in moto. Le candelette diesel non vanno quindi confuse con le candele d’accensione dei propulsori a ciclo Otto, che producono una scintilla per incendiare il combustibile.

Così su due piedi, le candelette potrebbero sembrare inutili: infatti, i motori a gasolio funzionano grazie alla combustione spontanea del diesel quando viene compresso. Tuttavia, quando le temperature sono molto rigide, l’autocombustione del gasolio può non essere così immediata.

Proprio questo è il compito delle candelette: riscaldandosi molto in un breve lasso di tempo (tra i 3 e i 5 secondi) facilitano la combustione del diesel, garantendo una veloce accensione del motore in ogni condizione, anche quando la temperatura esterna è molto bassa.

In realtà, nei motori diesel di ultima generazione le candelette potrebbero anche non essere impiegate, dal momento che i propulsori moderni possono avviarsi autonomamente anche in caso di temperature esterne particolarmente basse. Tuttavia, i costruttori hanno optato per mantenerle perché queste svolgono altre due importanti funzioni. Per primo, riescono ad aumentare l’efficienza del motore, che grazie ad esse si accende con più facilità contribuendo a ridurre le emissioni. Secondo, la maggior facilità di accensione implica una minore rumorosità, aumentando il comfort di bordo.

Se possiedi una vettura con motore diesel avrai certamente notato che nel cruscotto è presente una spia gialla che sembra una molla (in foto): quella è la spia delle candelette. Se queste funzionano correttamente, la spia si accenderà esclusivamente al momento dell’avvio del motore, restando accesa solo per qualche secondo.

Infatti, la spia si accende per segnalare che le candelette sono entrate in funzione, riscaldandosi e aiutando nella fase di accensione del motore a freddo. Si spegne, invece, quando il propulsore ormai caldo non ha più bisogno del supporto di altri elementi incandescenti, innescando solo con la pressione la combustione del diesel.

Qualora il simbolo delle candelette dovesse accendersi nel corso della marcia, fai attenzione: significa che queste non stanno funzionando correttamente e pertanto si deve procedere a farle controllare.

Normalmente, questi elementi hanno una durata molto prolungata, circa 100.000 km, e in caso di problemi puoi scegliere due soluzioni per la sostituzione: rivolgerti ad un meccanico o il fai da te. Nel secondo caso, ecco tutti i passi da seguire per controllare le candelette diesel. Se hai un tester a disposizione, posiziona il puntale rosso sul segnale positivo della batteria e quello nero sulla singola candeletta. Se, quando avrai compiuto questa operazione, non sentirai alcun suono provenire dal tester, dovrai sostituire le candelette. Sarà sufficiente usare uno spray lubrificante per agevolare lo smontaggio e una chiave a bussola lunga per poterle raggiungere.

È importante smontare tutte le candelette nello stesso momento, anche se il tester ha rilevato il malfunzionamento di una sola, in modo da evitare il ripresentarsi del problema dopo pochi chilometri e fare in modo che la vettura disponga della stessa resistenza interna per tutte le candelette. Il costo candele auto non è eccessivo ed in genere si aggira sui 15 euro ciascuna. Ovviamente, qualora l’operazione di sostituzione candelette dovesse essere compiuta da un meccanico è necessario aggiungere a questo importo anche quello della mano d’opera.