Quadro strumenti digitale: ecco come funziona ed i modelli auto

Virtual cockpit: ecco come funziona ed i modelli auto

Ciò che fino a pochi anni fa era un accessorio presente solo dietro al volante delle vetture più nuove, particolarmente su auto Volkswagen o Peugeot, è oggi un elemento presente nell’equipaggiamento base di moltissime vetture. Derivato dai tablet e dagli smarphone, il quadro strumenti digitale è andato via via sostituendo la strumentazione analogica, rendendo possibile consultare le informazioni di guida in maniera più dinamica e funzionale.

INDICE
 Quadro strumenti digitale: cos’è e come funziona
Virtual cockpit o quadro strumenti digitale?
I precursori del quadro strumenti digitale
 Peugeot iCockpit
Audi Virtual cockpit
Quadro strumenti digitale Seat
Quadro strumenti digitale Mercedes
Volkswagen Virtual cockpit
Quadro strumenti digitale Skoda
BMW Live cockpit

Grazie al cosiddetto cruscotto digitale, sostanzialmente uno schermo orientato e dedicato al conducente, apposto dietro al volante, è possibile visualizzare tutte le informazioni utili alla guida con creazioni di immagini in tempo reale. I fotogrammi al secondo possono infatti essere anche 60, come sull’Audi Virtual Cockpit. Inoltre, grazie all’uso di display digitali, si risolvono tutti i problemi legati alle condizioni di luce.

Il quadro strumenti digitale rende possibile accedere a svariati menu e schermate tramite pochi e semplici comandi. Di solito questi ultimi sono apposti sui raggi del volante multifunzione e permettono di cambiare le modalità di visualizzazione e di gestire nel complesso la navigazione.

Uno dei vantaggi fondamentali dell’utilizzo del quadro strumenti digitale è sicuramente rappresentato dalle grandi possibilità di personalizzazione. Di solito le differenti modalità di visualizzazione si riassumono in quella classica e quella infotainment. A seconda dell’opzione scelta il primo piano sarà occupato dai quadranti circolari di contagiri e tachimetro oppure da funzioni secondarie come il sistema di navigazione, i comandi telefonici e il lettore multimediale.

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Solitamente, poi, i piccoli settori che riportano informazioni essenziali come  la temperatura esterna, l’orario, il chilometraggio e i simboli informativi o di avviso restano consultabili nella zona inferiore del display. Di conseguenza, se per esempio stiamo facendo una guida sportiva preferiremo consultare il contagiri nelle sue dimensioni massime, mentre quando è importante controllare le direzioni si può restringere lo spazio del contagiri ed estendere la visibilità del navigatore sullo schermo.

Scopo comune di tutte le strumentazioni digitali è sicuramente quello di fornire informazioni puntuali ed accurate, riducendo al minimo la distrazione del guidatore. Vediamo quali sono le case automobilistiche che hanno adottato il quadro strumenti digitale e quali sono i modelli presenti nei vari listini disponibili con questo rivoluzionario dispositivo digitale.

Numerose fonti online non fanno differenza fra virtual cockpit e quadro strumenti digitali, ma in realtà i due termini non sono propriamente dei sinonimi. Il primo è un marchio registrato da Volkswagen e indica una precisa serie di strumentazioni digitali sviluppate prima da Audi e poi dalla Casa tedesca che ne ha poi trasmesso la tecnologia agli altri Costruttori del gruppo. Lo schermo dedicato al conducente che sostituisce il cruscotto con la strumentazione tradizionale è invece generalmente definito quadro strumenti digitale. Il virtual cockpit, nello specifico, è la prima tipologia commercializzata di quadro strumenti digitale.

Non c’è dubbio, è stata Audi fra le prime Case automobilistiche a dotare una propria vettura del quadro strumenti interamente digitale, rivoluzionando una sezione del cruscotto che fino a quel momento aveva visto al massimo variazioni nella grafica e nel design, mantenendo sempre le stesse funzioni. Nel 2014, infatti, Audi ha dotato la terza generazione della sua TT del primo virtual cockpit della storia dell’automotive.

Insieme ai Quattro Anelli, altri Costruttori che hanno contribuito da subito alla diffusione di questo equipaggiamento sono stati certamente Volkswagen e Peugeot. La Casa francese lo ha anche studiato in una posizione leggermente diversa, cioè rialzata.

La casa francese ha da alcuni anni stravolto il design degli interni delle proprie vetture studiando una configurazione unica della postazione di guida. Il cosiddetto i Cockpit rivoluziona il concetto classico di plancia e si trova in una posizione particolare, rialzata rispetto al volante. Quest’ultimo, di dimensioni più compatte, è infatti stato pensato per non frapporsi fra il conducente e lo schermo della strumentazione, mirando a una sensazione di guida migliorata. Senza chiedere di spostare gli occhi dalla strada, i Cockpit di Peugeot permette di rimanere concentrati sulla guida più facilmente e ridurre la stanchezza. Questa posizione ergonomica, resa possibile dalle proporzioni compatte del volante, aumenta il comfort del conducente, riducendone la stanchezza.

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Nello specifico, sui SUV 3008 e 5008 troviamo il quadro strumenti rialzato digitale configurabile e personalizzabile Peugeot i-Cockpit. Lo schermo da cui è possibile accedere alle informazioni di guida ha un diametro di 12,3 pollici e racchiude tutti i dati principali all’altezza dello sguardo del conducente. Il Peugeot iCockpit stupisce per la facilità nell’adattare alle esigenze del guidatore un lungo elenco di parametri come, tra gli altri, l’opportunità di trasferire sul quadro strumenti principale la navigazione TomTom 3D dotata di riconoscimento vocale.

L’Audi, come detto, è stata la prima casa costruttrice ad introdurre il virtual cockpit su una vettura di serie.Era il 2014, e si trattava della terza generazione della celebre TT, che per l’occasione è stata dotata precisamente di un quadro strumenti interamente digitale. L’obiettivo di Audi Virtual cockpit è principalmente quello di rendere disponibili informazioni chiare e semplici, facilmente monitorabili con un veloce colpo d’occhio. Tutte su un solo display TFT (“Thin Film Transistor) da 12,3 pollici totalmente orientato verso il conducente. A seconda del modello, la risoluzione dello schermo può essere di 1.440 x 540 pixel oppure Full HD di 1.920 x 720 pixel. Per quanto riguarda i fotogrammi al secondo i 60 di Audi Virtual cockpit garantiscono una certa fluidità.

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Fra le informazioni accessibili dalla strumentazione digitale troviamo sicuramente i dati su velocità e numero di giri, ma anche informazioni sul sistema multimediale, sulla navigazione, e sui sistemi di assistenza alla guida. Gli indicatori fissi che sostituiscono le classiche spie appaiono invece nella zona inferiore e includono tutti i dati essenziali: la temperatura esterna, l’ora, le letture del contachilometri e i simboli di avvertenza e informazione. Le modalità di visualizzazione sono due e sono selezionabili tramite il pulsante View sul volante multifunzione. La “driving mode” mette in primo piano tachimetro e contagiri, mentre l’”infotainment mode” rende accessibili le info di navigazione o quelle provenienti dal telefono, dalla radio e dal sistema audio, riducendo lo spazio dedicato alle indicazioni su giri e velocità. Sui modelli S, in più, troviamo una modalità dedicata denominata Sport con una grafica e un design particolarmente dinamici. Il virtual cockpit di casa Audi, infine, può includere anche la tecnologia Break warning. Grazie a dei sensori collegati ai pedali e allo sterzo vengono inviati al computer di bordo informazioni che consentono di di rilevare i segni di stanchezza di chi guida, attivando una serie di allarmi visivi e sonori che dovrebbero riattivare la concentrazione del conducente ed evitare così uscite di strada o incidenti con altre vetture

Tutte le Case all’interno del gruppo Volkswagen hanno beneficiato della condivisione di componenti, e Seat non fa eccezione. Il marchio spagnolo ha così potuto dotare i suoi veicoli del virtual cockpit introdotto in precedenza sulle Audi. Il display del quadro strumenti digitale della Seat è di 10,25 pollici con risoluzione 1.280×480.

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Disponibile per numerosi modelli tra cui Ateca, Leon, Ibiza e Arona, il digital cockpit di Seat è impostabile sutre differenti modalità: Classic, Digital e Dynamic. La prima ha una grafica classica, che riprende quella degli strumenti analogici e mostra al centro i dati dell’infotainment. La modalità Digital, invece, ingrandisce la visualizzazione della mappa con la possibilità di regolare lo zoom. Con la modalità Dynamic, infine, oltre a vedere la mappa di navigazione, si possono consultare informazioni relative al funzionamento degli aiuti alla guida. Chicca di personalizzazione aggiuntiva: le modalità Classic e Dynamic sono impostabili su tre varianti ciascuna che è possibile salvare nel sistema.

Le auto Mercedes possono di norma vantare un quadro strumenti digitale dotato di due monitor piatti con dimensioni fino a 10,25’’. Il cruscotto digitale a destra mostra tutte le informazioni di un classico quadro strumenti, mentre quello di sinistra è touch e permette di accedere sistema MBUX. Il quadro strumenti digitaledi Mercedes risponde a comandi vocali, pulsanti touch control sulle razze del volante e touchpad con feedback nel mobiletto centrale.

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La risoluzione della strumentazione digitale Mercedes è di 1920×720 pixel ed il sistema è presente su quasi tutti i modelli della gamma, partendo dalla nuova Classe A sino ad arrivare al SUV elettrico EQC. Recentemente, però, Mercedes ha annunciato di voler alzare l’asticella in fatto di tecnologia di bordo. La nuova Mercedes EQS, ovvero l’ammiraglia elettrica della Casa della Stella, sarà dotata di uno schermo da 56 pollici che percorre e sostituisce da lato a lato tutta la plancia e il cruscotto. Si tratta dell’ultimissima evoluzione tecnologica dell’interfaccia grafica dei sistemi di infotainment.

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Anche le auto di casa Volkswagen vantano la presenza del virtual cockpit grazie alla condivisione di componenti con le vetture del gruppo Audi. L’active info display, questo il nome del virtual cockpit Volkswagen, offre un monitor da 12,3’’ posizionato nell’alloggiamento del cruscotto configurabile in sei modalità. In quella “Classica” si vedono tachimetro, contachilometri e mappa di navigazione, mentre in quella “Velocità & Marcia” all’interno del contagiri compare l’indicazione della marcia consigliata.

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Una terza modalità permette di consultare consumi e autonomia, ma nasconde le informazioni di navigazione. In modalità “Efficienza”, invece, vengono fornite informazioni per ottimizzare i consumi, mentre in quella “Navigazione” vengono visualizzate una bussola e un altimetro. Nell’ultima modalità, “Assistenti alla guida”, si può tenere sotto controllo il Cruise Control Adattivo. Nello specifico, su Golf 8 e modelli recenti troviamo l’Innovision Cockpit, una strumentazione digitale a sviluppo orizzontale da 10,25 pollici che punta su animazioni e grafica accattivanti.

Il quadro strumenti digitale è stato esteso anche alle vetture della casa ceca grazie alla condivisione di componenti con gli altri marchi della galassia Volkswagen ed anche in questo caso le funzioni consentono di configurare a piacimento il cruscotto digitale per impostare la visualizzazione preferita. Karoq, Octavia, Superb e Kodiaq sono i modelli Skoda sui quali sarà possibile installare la strumentazione digitale.Virtual cockpit: ecco come funziona ed i modelli auto 9

Nello specifico, la Skoda Enyaq iV offre il moderno Modular Infotainment Matrix che accanto al touchscreen autoportante da 13 pollici presenta il digital cockpit da 5,3 pollici. I quattro diversi layout offrono qualche possibilità di personalizzazione, gestibili attraverso i comandi del volante multifunzione.

Ill quadro strumenti digitale BMW, denominato BMW Live Cockpit ha fatto ha fatto il suo esordio sulla BMW M8 e ha fatto parlare di sé per via della rivoluzione tecnologica che coinvolgerà le vetture della casa di Monaco. Attualmente, per quanto concerne la strumentazione digitale, BMW offre tre diversi allestimenti, che variano principalmente per dimensioni. Il Live Cockpit ha uno schermo principale touch da 8,8 pollici.

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Il Live Cockpit Plus, pur essendo delle stesse dimensioni, integra anche un navigatore di tipo satellitare con aggiornamenti automatici. La più tecnologica fra le strumentazioni digitali di BMW è offerta invece su uno schermo di ben 12,3 pollici posizionato di fronte al conducente, dietro al volante. Il BMW Live Cockpit Professional, questo è il suo nome, è di serie sui modelli M mentre resta un optional sulle altre BMW.

 

DS3 Crossback: prezzo, dimensioni e caratteristiche

DS3 Crossback: prezzo, dimensioni e caratteristiche 16

Il SUV francese di piccola taglia di DS Automobilies ha debuttato in occasione della settimana della moda di Parigi, esprimendo anche in questa scelta il suo obiettivo di garantire classe ed eleganza anche nei segmenti bassi del mercato. Aggiornata tecnicamente ed esteticamente rispetto alla DS 3 Crossback, vanta una gamma motori a partire da 100 CV che include propulsori elettrici, a benzina e a diesel. La DS 3 E-Tense a batteria, in particolare, promette un’autonomia ottima su ciclo urbano, di ben 500 km.

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 350/1.050 litri
 Alimentazioni benzina/Elettrica/Diesel
 Classe 6.3
 CV/kW (da) 100/74
 Prezzo (da) 28.050 €

 

INDICE
 Dimensioni
 Esterni
 Interni
 Motorizzazioni
 Consumi
 Configuratore
 Perché comprarla
 Prezzo

 

Anche se stiamo parlando di un SUV, le dimensioni della DS 3 sono da vera compatta. La nuova generazione ha subito solo variazioni leggere. Infatti, il modello resta lungo appena 4 metri e 11 cm, largo 1 metro e 79 cm e alto 1 metro e 53 cm. Il passo di 2 metri e 56 cm garantisce comunque una buona abitabilità interna soprattutto per 4 occupanti. Il bagagliaio, invece, con la sua forma irregolare risulta il più piccolo della categoria con dimensioni che vanno dai 350 ai 1.050 litri con i sedili posteriori abbattuti.

Dimensioni
Lunghezza 4.118 mm
Larghezza 1.791  mm
Altezza 1.534 mm
Passo 2.558 mm

 

Nata per portare il concetto di premium anche nei segmenti bassi del mercato, la DS 3 riprende alcuni dettagli dalla sorella maggiore DS 7, anche in questa nuova generazione. Il concetto alla base di questa vettura, ben espresso nella sua estetica, è quello di prioritizzare lo stile e la qualità in un segmento di mercato che non ospita macchine di gamma premium. Il frontale rinfrescato adotta gruppi ottici della stessa forma di DS 7 con tecnologia Full Led o Matrix Led. La mascherina è ora priva di cornice cromata, ma diventa il punto di congiunzione fra i fari grazie a un piccolo elemento lucido. Le luci diurne a Led a sviluppo verticale, invece, hanno un design rinnovato con due parti una a fianco all’altra all’interno di un unico posto. Inoltre, anche le parti aerodinamiche e le prese d’aria nella fascia inferiore sono state ridisegnate, mentre sul retro troviamo un elemento nero lucido a raccordo dei fari e dei badge rinfrescati composti da acciaio inossidabile lucidato.

Nemmeno i cerchi di lega sono stati trascurati dai grafici DS nel loro lavoro di restyling. Disponibili sia nella versione da 17 che da 18 pollici, presentano un nuovo schema e nuovi colori. Nell’inedita gamma di tinte, poi, ne figurano ben sette: perlate, metallizzate e opache. Fra queste spicca l’inedito rosso Diva tristrato e il grigio Premiere, che si accostano ai già visti grigio Cristallo, grigio Platino, grigio Artense, Nero Perla e Bianco Assoluto, abbinabili a tetto e montanti Perla Nera o al nuovo grigio Carat.

Rispetto al modello uscente, l’abitacolo della vettura è ancora più ricercato, in pieno solco della tradizione DS. Con il restyling vediamo apparire a bordo nuove combinazioni di pelle, pelle Nappa mista Alcantara con cuciture point-perle e inserti Clous de Paris. Rinnovato anche il volante multifunzione e lo schermo centrale da 10,3 pollici, da cui si può accedere al recente sistema multimediale DS Iris System dotato di mirroring wireless per smartphone e connettività tramite app My DS. Il quadro comandi digitale ha una dimensione di 7 pollici, ma la strumentazione è gestita anche da un head-up display.

Come optional, invece, troviamo anche i sedili regolabili elettricamente per l’anteriore, dotati di riscaldamento e funzione massaggio della zona lombare. Per gli amanti della musica, poi, DS ha elaborato insieme a Focal il sistema Electra, composto di dodici diffusori e 515 Watt per un suono avvolgente e coinvolgente. Lato Adas, infine, DS 3 offre nell’equipaggiamento base una suite completa e all’avanguardia di livello 2 che comprende la retrocamera, l’assistente al mantenimento della corsia, il riconoscimento dei segnali stradali e l’Active Safety Brake. Fra i pacchetti degni di nota in fatto di sicurezza troviamo invece il DS Vision 360 con sensori e telecamere che circondano interamente l’auto e il DS Drive Assist che aggiunge il Cruise Control attivo con la funzione Stop&Go e una versione estesa del Traffic Sign Recognition che rileva anche i limiti di velocità.

La DS3 viene offerta con tre alimentazioni differenti. Si parte da due modelli benzina dotati del motore turbo a 3 cilindri PureTech da 1,2 litri declinato in potenze da 100 e 130 CV. Il primo è abbinato ad un cambio manuale a 6 rapporti mentre l’altro è equipaggiato con una trasmissione automatica a 8 rapporti. Per quanto riguarda il Diesel, troviamo il propulsore da 1,5 litri BlueHdi con cambio automatico a 8 rapporti (130 cavalli).

La versione E-Tense è stata completamente aggiornata rispetto alla generazione uscente. È dotata di un powertrain elettrico da 155 CV e 270 Nm abbinato ad una trasmissione a rapporto singolo. Il tutto viene alimentato da un una batteria agli ioni di litioda 54 kWh che garantisce un’autonomia, secondo il ciclo WLTP, di 402 chilometri.

I consumi della DS3 variano in base al tipo di alimentazione scelta. Secondo i dati basati sul protocollo WLTP, i motori a benzina hanno valori che vanno dai 5,4 ai 6,7 l/100 km. Le emissioni di CO2 dei Puretech da 100 o 130 CV oscillano invece fra i 123 e i 152 g/km. Passando al Diesel, i valori scendono leggermente e si attestano dai 4,5 ai 5,4 l/100 km. Il Blue HDi da 130 CV emette dai 133 ai 143,3 g/km di CO2.

La motorizzazione elettrica, invece, presenta un consumo energetico che varia in base alle diverse condizioni di utilizzo dai 15,4 ai 15,6 kWh/100 km, vantando 402 km di autonomia su percorso misto e oltre 500 km in quello urbano. Questa efficienza è stata in particolare raggiunta attraverso fari LED e propulsore a basso consumo, frontale più aerodinamico, ruote meno spesse e minore altezza da terra.

Per quanto riguarda la ricarica, è possibile passare dallo 0% all’80% di carica in 25 minuti utilizzando le colonnine in corrente continua a 100 kW. Avvalendosi invece del caricatore di bordo da 11 kW si fa il “pieno” in cinque ore.

La DS3 viene offerta a listino in 5 allestimenti:

  • Bastille Business: rappresenta l’allestimento di partenza, con già una buona dotazione di serie.
  • Performance Line: dedicato ai clienti più sportivi.
  • Rivoli: punta tutto sull’eleganza.
  • Performance Line +: il top di gamma in termini di sportività
  • Opera: il massimo in termini di comfort e tecnologia a bordo.

Bastille Business: l’allestimento di accesso alla gamma include 6 Airbags, ABS, Emergency Brake, ESP e REF, Hill Assist, Lane warning assist (avvisa quando il conducente oltrepassa le linee di carreggiata), Rilevatore bassa pressione pneumatici, Freno di stazionamento elettronico, Kit di riparazione pneumatici, Alzacristalli elettrici anteriori e posteriori, Parabrezza oscurato e acustico, Cruise Control & Limitatore, Sensori di parcheggio posteriori, Active safety brake fino a 85 km/h, Cruise control con riconoscimento segnali stradali e limitazione automatica della velocità, Climatizzatore automatico, Cerchi 17’’ Glasgow, Sedili posteriori frazionabili 2/3 – 1/3, Attacchi ISOFIX (sedile passeggero+ 2 sedili posteriori), Sistema multimediale touchscreen 10” : Touchscreen 10”, 8 altoparlanti, 1 presa USB anteriore, Bluetooth, Wireless Apple CarPlayTM e AndroidAuto® Radio DAB, Computer di bordo, Digital Cockpit 5,6″, per E-TENSE anche On-board charger 11 KW e Cavo trifase 22 KW, Sensore luci, Fari anteriori LED, DS Wings cromate, Maniglie esterne a scomparsa, Retrovisori richiudibili elettricamente, Calandra nero lucido.

Performance Line: aggiunge rispetto a Bastille Business Cerchi in lega 17 ‘’ OSLO (ICE), Cerchi in lega 17 ’’ DUBLINO (E-TENSE), Badge Performance Line, Volante con cuciture Performance Line Sedili Performance Line.

Rivoli: aggiunge rispetto a Bastille Business Retrovisore interno elettrocromatico, Advanced Traction Control (solo settaggio elettronico), Cerchi in lega 18 ‘’ NICE (Sia ICE sia E-TENSE), Interni Bastille Pelle Bracciolo centrale anteriore, Sistema di navigazione IRIS 10,3’’ Touchscreen, Schermo touchscreen 10,3’’ HD Navigazione 3D connessa, 2 prese USB, Voice Recognition, Fari posteriori LED, Vetri posteriori oscurati Keyless Access.

Opera: aggiunge rispetto a Bastille Business Retrovisore interno elettrocromatico, Pack Drive 2, Advanced Traction Control (solo settaggio elettronico) Allarme volumetrico, Cerchi in lega 18 ‘’ NICE (Sia ICE sia E-TENSE), Interni in pelle Nappa Opera, Sedile guidatore elettrico con funzione massaggio e riscaldamento (riscaldamento anche per passeggero), Bracciolo centrale anteriore, Parabrezza riscaldato, Pedaliera in alluminio, Sistema di navigazione 10,3’’ Touchscreen con Head Up Display Schermo touchscreen 10,3’’ HD, Navigazione 3D connessa, 2 prese USB, Voice Recognition e speedcam, Wireless Charging, Fari posteriori LED, Vetri posteriori oscurati Keyless Access.

Performance Line +: aggiunge rispetto a Bastille Business Retrovisore interno elettrocromatico, Advanced Traction Control (solo settaggio elettronico), Cerchi in lega 18‘’ NICE (ICE), Cerchi in lega 18‘’ TOULOUSE (E-TENSE), Sistema di navigazione 10,3’’ Touchscreen IRIS System Schermo touchscreen 10,3’’ HD, Navigazione 3D connessa, 2 prese Bluetooth, Voice Recognition, Badge Performance Line Fari posteriori a LED Vetri oscurati, Keyless Access, Volante con cuciture Performance Line Sedili Performance Line, Pedaliera in alluminio.

  • Spaziosità: relativamente alle dimensioni esterne, lo spazio per i passeggeri è sufficientemente generoso per viaggi comodi, soprattutto in 4.
  • Performance: soprattutto le versioni dotate di equipaggiamenti dedicati vantano una guida divertente e una certa vivacità.
  • Immagine: il look di DS 3 è ricercato e originale: non ti farà passare inosservato.

Di seguito i prezzi di listino della DS3 Crossback aggiornati ad ottobre 2022:

DS 3 Crossback BENZINA Prezzo
DS 3 PureTech 100  28.050 €
DS 3 PureTech 130 Auto 31.550 €

DS3 usate
DS3 usate

DS 3 Crossback DIESEL Prezzo
DS 3 BlueHDi 130 Auto 33.500 €
DS 3 Crossback ELETTRICA Prezzo
DS 3 E-TENSE 136 CV Auto 41.550 €

 

Xpeng G9: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Xpeng G9: prezzi, dimensioni e caratteristiche 1

Il segmento dei Suv elettrici è in sempre più forte fermento. Tra le vetture che si prefiggono di rivoluzionare questa fetta di mercato c’è la nuova Xpeng G9. Questo Suv elettrico di fattura cinese arriverà ad ottobre 2022 anche in Europa, con una gamma motori con potenze da 312 a 550 CV e un’autonomia fino a 700km. Per ora sono disponibili soltanto dati e prezzi relativi al mercato cinese, ma già sappiamo che la nuova G9 punta tutto sul potente sistema di ricarica, che funziona anche con colonnine da 480 kW.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Xpeng G9:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 660/1.576 litri
 Alimentazioni Elettrica
 Classe
 Cv/kW (da) 312/230
 Prezzo (da) 44.540 € (mercato cinese)

 

INDICE
 Dimensioni
 Interni
 Esterni
 Motori
 Consumi
 Allestimenti
Perché comprarla
 Prezzi

 

Le dimensioni della Xpeng G9 la iscrivono nella categoria dei Suv di grandi dimensioni. Il modello ha infatti una lunghezza che sfiora i 4,9 metri, che unita a buone misure in larghezza e altezza, rispettivamente di 194 e 168 centimetri, offre una generosa abitabilità interna, come testimoniato da un vano bagagli da 660 litri. La capacità di carico massima, ottenuta abbattendo il divanetto posteriore, può arrivare fino a 1.576 litri.

Dimensioni
Lunghezza 4.891 mm
Larghezza 1.937 mm
Altezza 1.680 mm
Passo 2.988 mm

Gli interni della nuova Xpeng G9 ci fanno immergere in un tripudio di tecnologia e sistemi di assistenza alla guida all’avanguardia. Per quanto riguarda questi ultimi, Xpeng afferma che la sua G9 sarà dotata di una suite di Adas di seconda generazione “full-scenario”. Ciò significa che tutti i programmi di sicurezza si possono avvalere di 31 sensori e di una telecamera frontale atta a rilevare ostacoli e permettere così la guida autonoma di Livello 2. Nell’equipaggiamento base, inoltre, figura l’assistente vocale capace di rispondere a 600 comandi accessibili a tutti i passeggeri.

Aprendo le portiere della G9 troviamo poi diversi elementi di lusso ed alta tecnologia. La plancia ospita due schermi ad alta definizione, con quello centrale da 15 pollici. Questo è dotato di una nuova interfaccia utente interattiva 3D, sviluppata sul motore Unity3D. Le mappe 3D sono in grado di scannerizzare in maniera accurata lo scenario completo intorno all’auto in tempo reale, riproducendolo così sullo schermo. Per quanto riguarda i sistemi multimediali, infine, acquistando G9 si potrà utilizzare Xopera, il sistema originario di XPeng che promette le sensazioni tipiche di una sala da concerto impiegando ben 18 altoparlanti Dynaudio Confidence. Grazie a Dolby Atmos, poi, l’esperienza di viaggio sarà a 5D, ovvero compresa di vibrazioni del sedile, illuminazione ambientale e aria condizionata regolabile, nonché profumi personalizzati a seconda della fruizione di musiche o film particolari.

La carrozzeria di Xpeng G9 è muscolosa ed imponente. Con una lunghezza che sfiora i 4,9 metri, sfoggia stilemi fluidi e proporzionati, con un frontale che ospita un’aggressiva mascherina “chiusa”, incorniciata dai caratteristici gruppi ottici sviluppati su due livelli. Il profilo è dominato dallo spoiler posizionato sopra al lunotto, mentre non si notano le maniglie a filo delle portiere.

In coda, invece, i gruppi ottici si estendono in orizzontale creando un unico segmento luminoso che sfrutta la moderna tecnologia Led. A livello dinamico troviamo poi sospensioni pneumatiche a doppia camera con schema a doppio braccio oscillante sull’avantreno e a cinque bracci sul retrotreno.

Xpeng G9 può vantare una vasta gamma propulsori che include sei configurazioni diverse con la possibilità di optare per la trazione posteriore o integrale. Le varianti a trazione posteriore denominate 570G e 570E possono sviluppare una potenza massima di 312 CV e una coppia di 430 Nm, vantando una velocità massima di 200 km/h e un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 6,4 secondi. Sempre a trazione posteriore è anche la 702E, dotata però della batteria Long Range e con una potenza sempre di 312 CV. Infine, i modelli a trazione integrale 650E, 650X e 650X Launch Edition ospitano un doppio motore – anteriore da 237 CV  e posteriore da 312 CV –  potendo così bruciare lo “0-100” in soli 3,9 secondi.

Come la maggior parte dei Suv elettrici, progettati sia per un uso urbano che per viaggi più lunghi, la Xpeng G9 punta a garantire la massima autonomia possibile e i minori tempi di ricarica sul mercato.  Stando alle dichiarazioni di Xpeng, le varianti 570G e 570E possono percorrere 570 km con una carica completa. La 702E, dotata di batteria Long Range, vanta invece un’autonomia di 702 km. Le più potenti varianti a trazione integrale 650E, 650X e 650X Launch Edition possono invece percorrere fino a 650 km.

Molto interessante è il sistema di ricarica, che permette di ricaricare ad una potenza massima di 480 kW. In questo modo, in appena 5 minuti si recuperano 200 km di autonomia, mentre in 15 minuti si passa dal 10 all’80% di capacità dell’accumulatore. Questo è possibile grazie alla inedita batteria in carburo di silicio (SiC) da 800 Volt.

  • Tecnologia: tanti i dispositivi per migliorare l’esperienza a bordo, in grado di trasformare gli interni in un’ambiente simile a un salotto.
  • Sicurezza: il sistema di sensori e telecamere Lidar garantisce un funzionamento reattivo e puntuale dei sistemi di assistenza alla guida.
  • Ricarica: Xpeng G9 promette tempi di ricarica record, i più bassi mai ottenuti da un’automobile fino ad ora.

Non sono ancora disponibili i listini prezzi per il mercato europeo, ma in Cina Xpeng G9 viene venduta a partire da 309,900 RMB (ovvero 44.540 euro). Di seguito ecco un prospetto che mostra i prezzi convertiti in euro della Xpeng G9:

Xpeng G9 Prezzo
Xpeng G9 a trazione anteriore
44.540 €
Xpeng G9 Launch Edition con trazione integrale 67.500 €

 

Ford Transit Custom: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Ford Transit Custom: prezzo, dimensioni e caratteristiche 11

Ford Transit Custom è la versione passeggeri del Transit, recentemente presentato ad Hannover anche in variante full-electric. Di fatto si tratta di un monovolume derivato da un commerciale, che segue il filone di elettrificazione Ford debuttando da subito non solo in varianti diesel e ibride plug-in, ma anche completamente elettriche. Il nuovo multispazio medio all’americana diventa ancora più versatile da allestire, grazie al nuovo Digital Upfit per gli allestimenti. Il primo Transit Custom a batteria arriverà a fine 2023 e vanterà un’autonomia di 380 km e due varianti di potenza.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Ford Transit Custom:

 Scheda Tecnica
 Numero posti
 Bagagliaio
 Alimentazioni Diesel/ Ibrida plug-in/ Elettrica
 Classe
 Cv/kW (da) 110/81
 Prezzo (da)
INDICE
 Dimensioni
 Esterni
 Interni
 Motori
 Consumi
Perché comprarla
 Prezzo

Il Ford Transit Custom ha le caratteristiche tipiche di un monovolume di derivazione commerciale. In arrivo a metà 2023, sarà offerta in due lunghezze e due altezze, cinque allestimenti e tre configurazioni. Per quanto riguarda il vano di carico, Ford parla di dimensioni massime comprese fra 5,8 e 9 metri cubi e una lunghezza di 3,45 metri.

 

ford ecosport usate
ford ecosport usate

Il design della Ford Transit Custom parla il più recente linguaggio stilistico della Casa dell’ovale blu. L’aspetto è meno squadrato che in passato, puntando ora su linee più morbide ma al contempo moderne. Il frontale si caratterizza per la presenza dell’imponente e innovativa griglia dinamica dove spicca al centro il classico logo Ford. E-Transit Custom presenta poi una striscia a LED che correndo da un lato all’altro del veicolo, collega i due gruppi ottici, passando subito sopra la calandra.

La zona laterale si contraddistingue per i cerchi in lega di grandi dimensioni, mentre le porte scorrevoli (stando a quanto dichiarato da Ford), godono dell’apertura più grande della categoria. La presa per la ricarica delle batterie, infine, si trova sul frontale, appena sotto il fanale destro. Infine, Ford dichiara una capacità di carico di 1.100 kg e una capacità di traino di 2.000 kg, mentre tra gli elementi meccanici più degni di nota troviamo l’adozione delle sospensioni posteriori indipendenti, una soglia di carico più bassa e un coefficiente aerodinamico ulteriormente migliorato.

Negli interni del Ford Transit Custom il livello di qualità percepita è molto alto. La nuova architettura di questa monovolume ha consentito di contenere l’altezza del pavimento e mantenere quella massima sotto i due metri, con guadagni tangibili in fatto di stabilità e spaziosità. La soluzione più originale, che salta subito all’occhio, è poi quella rappresentata dal volante pieghevole, capace di diventare un piano d’appoggio.

Lato Adas, la suite che si occupa della sicurezza del nuovo Transit Custom comprende il Pre-Collision Assist, Lane Keeping System, Driver Alert, Cruise Control con Adjustable Speed Limiter, Traffic Sign Recognition, Intelligent Speed Assist e Wrong Way Alert. Per quanto riguarda l’infotainment, invece, l’abitacolo ospiterà di serie un Modem 5G e uno schermo touchscreen SYNC4 da 13 Pollici. Infine, una grande novità che debutterà su Transit Custom sarà il cosiddetto upfit digitale, un dispositivo che permette di connettere le attrezzature comprese negli allestimenti speciali direttamente ai cablaggi del sistema SYNC4 e potendo quindi controllare tramite comandi virtuali le pedane e i vari attrezzi da lavoro, evitando l’installazione di interruttori o comandi aggiuntivi sulla plancia.

La gamma motori di Ford Transit Custom comprenderà motori diesel, ibridi plug-in e 100% elettrici. In particolare, fra i propulsori a gasolio troviamo i Ford EcoBlue nelle varianti di potenza da 110 CV, 136 CV, 150 CV o 170 CV e trasmissione manuale a sei velocità con l’optional di un differenziale meccanico a slittamento limitato oppure con cambio automatico a otto marce in grado di gestire un traino fino a 2.500 kg. Scegliendo quest’ultima opzione si potrà anche per la prima volta dotare il Transit della trazione integrale.

In alternativa ai motori diesel, si può scegliere l’ibrido plug-in. Si tratta del medesimo sistema in uso sulla Ford Kuga, composto da un motore a benzina a ciclo Atkinson da 2,5 litri e batteria da 11,8 kWh effettivi. Con questo propulsore è possibile beneficiare anche del sistema ProPower Onboard, che mette a disposizione 2,3 kW di potenza per ricaricare altri attrezzi o apparecchiature.

Infine, e-Transit Custom rappresenta l’opzione 100% elettrica, per la prima volta disponibile per Transit. Questa variante utilizza una batteria da 74 kWh con celle pouch, un’innovazione che consente aumentare del 12% la densità energetica delle batterie rispetto alle altre varianti con le stesse dimensioni. Le varianti di potenza offerte per il full-electric saranno due, una da 136 CV e una da 217 CV, entrambe con coppia di 415 Nm. Inoltre, anche qui sarà disponibile il sistema ProPower OnBoard.

I dati sui consumi del nuovo Ford Transit non sono ancora stati comunicati. Si conoscono però i valori di autonomia delle varianti ibride ed elettriche. Con il motore plug-in l’autonomia a trazione elettrica arriva a 57 km.

Con e-Transit Custom, invece, l’autonomia arriva fino a 380 km, e la ricarica rapida può essere effettuata fino a 125 kW. Per quanto riguarda i tempi necessari per passare dal 15 all’80% Ford dichiara 41 minuti. Rifornendosi invece presso una colonnina in corrente alternata a 11 kW, invece, una ricarica completa dallo 0 al 100 % si può completare in circa 8 ore.

 

ford ecosport usate
ford ecosport usate

  • Versatilità: grazie alla soluzione uplift digital sarà ancora più facile dotare il proprio Transit Custom di tutte le attrezzature necessarie al proprio lavoro.
  • Motore: la gamma di propulsori è vasta e assortita e per la prima volta comprende anche una variante 100% elettrica.
  • Spazio: tanto lo spazio a bordo non soltanto nella zona di carico, ma anche e soprattutto per i passeggeri

Le 10 cose che devi assolutamente includere nel tuo kit invernale auto

Le 10 cose che devi assolutamente includere nel tuo kit invernale auto 3

Con l’arrivo dell’inverno è fondamentale per ogni automobilista preparare il proprio veicolo alle intemperie della stagione. È quindi utile avere sempre a bordo tutti gli strumenti che permettono di porre rimedio ai problemi o agli inconvenienti che si possono incontrare viaggiando con condizioni meteo ostili, come neve o ghiaccio. Per questo, abbiamo raccolto in questa piccola guida gli accessori che devi assolutamente includere nel tuo kit auto per l’inverno: scoprili nella nostra checklist.

INDICE
Telo antighiaccio
Raschietto
Antigelo universale
Detergente antighiaccio
Catene da neve
Pala pieghevole
Guanti e berretto
Torcia
Bandiera SOS
Kit pronto soccorso
Kit riparazione gomme

Ogni kit invernale per auto che si rispetti deve avere assolutamente un telo antighiaccio. Questo elemento si rivela fondamentale quando, non avendo un box auto, si è costretti a posteggiare la tua vettura all’aperto nei rigidi mesi invernali. Il telo non ti farà perdere tempo a raschiare via il ghiaccio dal parabrezza e ti consentirà di metterti subito in viaggio, anche in caso di neve o temperature particolarmente basse.

Un altro elemento essenziale da includere nel vostro kit invernale per auto è il raschietto per rimuovere il ghiaccio dai cristalli dell’auto. Il raschietto è infatti utile anche per chi possiede un telo antighiaccio, che spesso copre solo il parabrezza. Questo strumento vi permetterà, invece, di essere sempre in grado di rimuovere il ghiaccio accumulato sui vetri dell’auto, anche finestrini laterali e lunotto posteriore.

Il freddo clima invernale è il nemico di ogni auto. Per proteggere la tua vettura è quindi fondamentale includere nel kit auto per l’inverno un flacone di liquido antigelo così da tutelare l’efficienza del motore. Infatti, se i fluidi dell’auto si raffreddano troppo possono creare svariati problemi alle componenti meccaniche del veicolo, che risulteranno meno lubrificate (quindi più soggette all’usura) o potrebbero essere danneggiate dall’espansione del liquido congelato. Di norma, il liquido antigelo deve essere essere miscelato all’acqua del radiatore mediamente ogni 2-4 anni, ma si consiglia comunque di metterlo anche più spesso in caso di viaggi lunghi.

Quando le temperature invernali diventano decisamente rigide, è importante avere nel proprio kit invernale per auto un detergente antigelo per parabrezza in grado di pulire e rimuovere lo sporco efficacemente dal parabrezza della tua vettura senza il rischio che congeli. In alternativa, a un normale detergente per parabrezza si possono miscelare degli antigelo specifici, che impediscono il congelamento del liquido.

Specialmente nelle regioni più fredde è sempre bene portare con sé delle catene da neve, da applicare alle ruote motrici della propria vettura per migliorare la tenuta anche su strade ghiacciate o innevate. Se si ricorre alle catene da neve, è bene ricordarsi che quando queste sono montate si può viaggiare ad un massimo di 50 km/h.

Qualora la neve ti sorprendesse e ti facesse impantanare, toglierla a mani nude per liberare il veicolo potrebbe non essere praticabile. Per questo, nel tuo kit auto non può mancare una pala pieghevole, più comoda da trasportare e non occupa troppo spazio sul veicolo. Questo pratico accessorio ti consentirà di spalare la neve che blocca le ruote per permetterti di tornare rapidamente alla guida.

Sembra scontato, ma non sempre un kit invernale per auto contiene un paio di guanti ed un berretto. Questa accoppiata potrebbe rivelarsi salvifica in diverse situazioni: un malfunzionamento del riscaldamento, l’auto ferma a causa di un guasto, in attesa di soccorsi o per una riparazione fai da te. Tutte eventualità in cui ti aiuterà a non patire le rigide temperature invernali.

Altro elemento importante, ma spesso sottovalutato, è la presenza di una torcia nel tuo kit auto. Se, infatti, fosse necessario aprire il cofano della tua vettura nel cuore della notte per verificare la presenza di un eventuale guasto, la torcia si rivelerà un alleato prezioso per controllare minuziosamente tutte le componenti. A maggior ragione, dunque, questa diventa utile nelle brevi giornate invernali, quando la maggior parte delle persone si trova a dover viaggiare con il buio praticamente tutti i giorni.

Potrebbe non sembrare molto importante, ma la bandiera di SOS può preservare l’incolumità tua e degli altri utenti della strada, rivelandosi imprescindibile in ogni kit invernale per auto. Grazie a questo dispositivo potrai infatti segnalare la tua posizione agli altri automobilisti di passaggio, soprattutto in strade particolarmente isolate o con visibilità ridotta, comunicando così immediatamente la tua richiesta di aiuto e rendendo nota la tua posizione.

Un automobilista previdente deve prendersi cura non solo della propria auto, ma anche della sua incolumità. Ecco perché è importantissimo avere sempre con sé un kit di pronto soccorso per auto, specialmente in inverno, quando le strade ghiacciate e il meteo avverso rendono più pericolosa la guida. Sul web si trovano numerose opzioni adatte ad ogni tasca ed esigenza. Un kit di pronto soccorso per auto completo deve contenere cerotti per il trattamento di piccole ferite, bende, garze per il trattamento di ferite più estese o esposte, 1 coperta isotermica, fazzolettini umidi per la pulizia della pelle priva di ferite e, infine, guanti usa e getta.

Oltre ai 10 accessori specifici per l’inverno, un altro elemento che è sempre bene ricordare di portare con sè è il kit per la riparazione delle gomme. Infatti, le auto odierne sono spesso prive del ruotino di scorta e quando si fora una ruota è fondamentale ripristinare immediatamente il danno. I kit di riparazione gomme per auto attualmente in commercio contengono nella confezione sia il sigillante per coprire il buco, sia un compressore da collegare alla presa dell’accendisigari, per gonfiare nuovamente la gomma.