Il 2023 di BMW si annuncia ricco di appuntamenti, ma prima di concentrarsi sul nuovo anno, è tempo di ripercorrere le tappe fondamentali di quello che sta per concludersi. Nel discorso di fine anno il presidente e amministratore delegato di BMW Italia, Massimiliano Di Silvestre, ha commentato i risultati del 2022, passando in rassegna le vendite e i progetti sociali. Il tutto senza tralasciare uno sguardo al futuro.
Da concessionarie ad agenzie
La nuova strategia del marchio tedesco si baserà su un radicale cambiamento del modello di vendita, che è in fase di definizione. Di Silvestre, nel proprio discorso, ha riservato ampio spazio alla trasformazione, quanto mai prossima, della rete di vendita europea. Il gruppo BMW passerà a un modello di agenzia. “Vogliamo creare il modello distributivo del futuro che soddisfi tutte le parti coinvolte: clienti, BMW Group e rete di vendita – le parole del dirigente -. Lo stiamo facendo in quello che definirei ‘BMW Way’. Non ci sono regole predefinite, le stiamo discutendo insieme alla rete dei concessionari. L’implementazione sarà scaglionata per marchio: puntiamo a lanciare il nuovo modello nella rete Mini nel 2024 e per il marchio BMW nel 2026”.
La House of BMW non si ferma
Di Silvestre si è soffermato anche su House of BMW, il progetto inaugurato il 7 dicembre 2021, grazie al quale il brand tedesco ha potuto organizzare oltre 160 attività e incontrare 11.000 clienti nello spazio di Milano. Da pochi giorni House of BMW è diventata un museo e ospita “The Italians’ Touch”, la mostra che racconta le eccellenze italiane in vari campi, dal design fino alla responsabilità sociale. Lo spazio espositivo chiuderà il 2 gennaio, ma BMW assicura che nel prossimo futuro sarà presentato un nuovo concept sempre a Milano. In attesa della nuova iniziativa, fino ad aprile è possibile visitare lo Spazio BMW di Courmayeur che ospiterà una nuova gamma di modelli, a partire dal Suv ibrido plug-in XM. L’Urban Store di via Barberini a Roma, il primo showroom al mondo ad adottare il nuovo logo, è stato rinnovato anche nella parte che riguarda Mini.
Massima attenzione per il sociale
Il dirigente ha passato in rassegna anche i vari progetti sociali che vedono in prima linea il marchio tedesco. Si va da SpecialMente, portato avanti anche grazie ad Alex Zanardi, che comprende vari progetti, come quello dedicato agli atleti paralimpici realizzato con la Federazione Italiana Bocce (Fib). Bmw Roma, insieme all’associazione Romanes, è partner di una squadra di rugby in sedia a rotelle; mentre grazie alla collaborazione con Rugby Milano, c’è un progetto per facilitare il processo di rieducazione delle persone e dei giovani che si trovano nelle carceri milanesi.
Spazio anche alla cultura: ricorre il 20esimo anniversario del rapporto tra Bmw e il Teatro alla Scala di Milano (di cui dal 2016 è Fondatrice e Sostenitrice); mentre la collaborazione con il Teatro dell’Opera a Roma festeggia i sette anni. Le novità, infine, riguardano anche Mini. Recentemente a Modena è nata un’altra iniziativa, insieme a Il Tortellante: le nonne modenesi aiutano i ragazzi autistici a preparare i tortellini.
Il processo di elettrificazione che ha investito il mondo dell’auto ha portato ad un aumento esponenziale dei modelli ibridi oggi disponibili in commercio. Ce n’è di tutti i tipi e con vari livelli di elettrificazione, ma l’ibrido da cui tutto è partito (per così dire) è il full-hybrid. Si tratta del sistema più conosciuto e anche uno di quelli in grado di garantire il migliore rapporto tra costo di acquisto e livello di efficienza. Abbiamo quindi messo insieme cinque tra i modelli con i consumi di carburante più bassi oggi disponibili sul mercato.
La nostra Top 5
Ma come funziona un sistema ibrido full-hybrid? Le vetture full-hybrid sono dotate di un motore endotermico, solitamente a benzina, abbinato ad un motore elettrico effettivamente in grado di muovere l’auto a zero emissioni anche se per una manciata di chilometri. Ad alimentare la parte elettrica, infatti, provvede una batterie di piccole dimensioni (solitamente con una capacità che arriva al massimo a 2 kWh). Questa non ha bisogno di essere ricaricata alla spina, ma prende l’energia necessaria dal moto della vettura, recuperando cioè energia in fase di rilascio e frenata.
Toyota Yaris
Al primo posto della nostra classifica si posiziona la Toyota Yaris, che forte del suo powertrain ibrido assicura percorrenze molto contenute. È spinta da un motore di 1,5 litri con una potenza di 116 CV, abbinato di serie ad un cambio CVT che si dimostra perfetto per la guida in città. Disponibile unicamente con carrozzeria a cinque porte, ha una buona abitabilità e un bagagliaio sfruttabile.
Motore: 1.5 da 116 CV
Consumo: 3,8 l/100 km
<
div>
Renault Clio
Renault Clio E-Tech
Con l’ultima generazione la Renault Clio ha compiuto un passo avanti notevole, entrando nell’era dell’elettrificazione con la versione E-Tech. Il suo powertrain è molto particolare ed è costituito da un motore benzina e da due motori elettrici: il primo da trazione alla vettura, mentre il secondo serve da frizione e sincronizzatore per il cambio automatico. Uno schema quindi particolare, ma molto efficiente.
Motore: 1.6 da 143 CV
Consumo: 4,3 l/100 km
<
div>
Honda Jazz
Honda Jazz
Terzo gradino del podio per la Honda Jazz. Anche lei sfrutta un sistema ibrido particolare, costituito da un motore a benzina da 1,5 litri abbinato a due motori elettrici. La vera particolarità del sistema è data dal fatto che il powertrain è in grado di comportarsi come un ibrido in serie alle basse velocità: ciò significa che a dare trazione alla vettura è sempre e solo il motore elettrico mentre il benzina fa da generatore.
Motore: 1.5 da 109 CV
Consumo: 4,5 l/100 km
<
div>
Hyundai Kona
Hyundai Kona
Per chi ha bisogno di più spazio c’è la Hyundai Kona. La variante full-hybrid del Suv coreano si fa apprezzare soprattutto per la sua dinamica di guida. Il sistema ibrido le assicura una buona prontezza anche nella guida tra le curve, mentre il cambio a doppia frizione è garanzia di un buon piacere di guida. Nonostante le ottime prestazioni in gioco, la Kona è comunque in grado di assicurare consumi molto contenuti.
Motore: 1.6 da 141 CV
Consumo: 5 l/100 km
Lexus UX
Chiude la nostra classifica la Lexus UX. Scelta premium tra le vetture full-hybrid, rappresenta una valida alternativa per chi cerca una vettura ibrida, ma dai contenuti ricercati, senza per questo scegliere necessariamente la “solita tedesca”. Sotto il cofano poi, scalpitano 184 CV che la rendono la più prestazionale tra le vetture della nostra top 5, anche se a costo di un consumo leggermente più alto.
Per rendere sempre più agevole una manovra talvolta difficile o rischiosa nei sempre più stretti parcheggi delle nostre città, tra i varioptionalche si sono fatti largo negli ultimi anni troviamo isensori di parcheggio. Inoltre, la sempre maggiore diffusione deiSuv, di cui ècomplicato calcolare gli ingombri in fase di posteggio,ha reso via via più necessarioevitare di colpire accidentalmente ostacoli o altre automobili parcheggiate danneggiando o graffiando anche la propria. I sensori di parcheggio sono stati creati proprio perpreservare la carrozzeria in sinergia con altri dispositivi come le telecamere a 360° o la frenata automatica d’emergenza, in grado di funzionare anche in retromarcia.
Quando parliamo disensori di parcheggio, in senso stretto, indichiamo i dispositiviapposti sui paraurtianteriore e posteriorein grado di emettere onde ultrasoniche quando intercettano l’ostacolo più vicino e inviare efficacemente le informazioni ad una scheda elettronica. La loro posizione cerca di nonintaccare il design della vettura, mentreil segnale acustico che produconosi fa più intenso man mano che ci si avvicina all’ostacolo. I sensori di parcheggio si sono evoluti nel tempo fino a diventareuno dei più avanzati sistemi di assistenza alla guida, soprattutto lavorando congiuntamente a telecamere e Adas differenti.
Come funzionano i sensori di parcheggio
I sensori funzionano tramiteonde ultrasonicheche inviano alla centralina. Questa, definita controller, elabora le informazioni ed è collegata ad un altoparlante che emette a sua volta toni intermittenti con intensità e frequenza variabile per avvisare il conducente della variabilità della distanza e dell’approssimarsi del contatto. Talvolta, tramite l’utilizzo di Led, si attivano anche segnali luminosi.
È possibile installare i sensori di parcheggio sia sul paraurti anteriore che su quello posteriore. Il funzionamento dei due sistemi non differisce di molto, se non per il fatto che il sensore posteriore si attiva quando si innesta la retromarcia, avvisa solitamente il conducente a partire da 1,5 metri di distanza dall’ostacolo. Avvicinandosi, il segnale diventa via via più continuo ed intenso, fino ad un massimo di 40 centimetri circa dall’ostacolo.
Certo, i sensori di parcheggio possono sembrare ancora superflui al giorno d’oggi. Seppure inseriti nelle liste degli optional di vari costruttori da anni, nonché negli equipaggiamenti di serie delle vetture di fascia superiore o negli allestimenti più dotati, può capitare di non possederli al momento dell’acquisto e di pentirsene in seguito. In questo caso, è possibile porre rimedio con variesoluzioni aftermarket decisamente funzionali. Si possono mettere i sensori di parcheggioanche dopo l’acquisto dell’auto se questa ne è sprovvista? La risposta è sì e le offerte presenti online sono numerose ed adatte a tutte le tasche.
Montaggio dei sensori di parcheggio
Una volta acquistato l’impianto desiderato, non sarà complesso passare almontaggio dei sensori di parcheggio anteriori e posteriori. Innanzitutto, è consigliabile verniciare i sensori in tinta col paraurti, per evitare effetti antiestetici. Poi, utilizzando un metro lineare occorre misurare 50-70 cm da terra per disegnare la linea dei sensori, come riferimento per posizionarli correttamente. In seguito, è necessario forare il paraurti, due volte nella parte centrale e due volte per ogni lato, individuare il cavo collegato alla luce della retromarcia e inserire un cavo nell’occhiello collegato al fanale. Nel cofano posteriore è inoltre importante riservare uno spazio per allocare la centralina, collegando successivamente i cavi dei singoli sensori. Completate le operazioni all’esterno, bisogna installare lo schermo interfaccia dei sensori di parcheggio sul cruscotto. Il cavo del display deve passare sotto la pedaliera e sarà quindi necessario smontare il cruscotto. È infine raccomandabile fare una prova dei sensori per assicurarsi che il sistema funzioni correttamente.
Quanto costano i sensori di parcheggio?
Ilcosto dei sensori di parcheggiovaria a seconda che questo dispositivo venga scelto nella lista degli optional al momento dell’acquisto della vettura oppure successivamente. Nel primo caso i prezzi variano dai 350 euro per laFiat 500 elettrica, con sensori di parcheggio esclusivamente posteriori, ai 670 euro per quelli dellaBMW Serie 2 GranCoupé. Possono aumentare, però se si aumenta la qualità dei sensori: per esempio, sempre per 500 elettrica i sensori parcheggio 360° DRONE VIEWS costano 800 euro. Se, invece, volete spendere decisamente meno, sul mercato dell’aftermarket sono disponibilisensori autougualmente efficaci che partono da 80 euro per i solisensori di parcheggioposteriori, fino ad arrivare ai 110 euro per un dispositivo completo anche dei sensori anteriori.
Sensori di parcheggio: quali scegliere
Sul mercato sono presenti numerosetipologie di sensori di parcheggio, dotati di tecnologia wireless o elettromagnetici. Andiamo ad analizzarle.
Sensori di parcheggio wireless
Isensori di parcheggio wireless, come dice la stessa sigla, funzionano senza fili e non richiedono quindila foratura dei paraurti della vettura. Basterà posizionare i sensori di parcheggio wireless su un porta targa dedicato in grado di assicurarne l’alimentazione. All’interno, invece, Il display si collegaall’accendisigari della vettura e riceve informazionidai sensori di parcheggio proprio tramite la tecnologia Wi-Fi. Purtroppo, le opinioni su questi sensori di parcheggio wireless non sono del tutto favorevoli. Sono meno precisi dei sensori standard ed in alcuni casi le interferenzesul segnale possono renderli inutili.
Sensori di parcheggio elettromagnetici
Sempre evitando di praticare fori, al posto dei sensori ad ultrasuoni, si può apporre all’interno del paraurti una striscia adesiva con la medesima funzione, ovvero isensori di parcheggio elettromagnetici. La striscia adesiva, all’inserimento della retromarcia, viene attivata dalla centralina elettronica e genera un campo elettromagnetico. In presenza di ostacoli il campo elettromagnetico avvisa la centralina cheattiva il display e il segnale acustico per informare il conducente. Il prezzo, d’altra parte, è superiore rispetto alla soluzione standard.
I moderni sistemi di assistenza al parcheggio
Lavorando con telecamere posteriori o a 360°, decine di sensori e sistemi come la frenata assistita, l’assistente al parcheggio è in grado di fare molto più che semplicemente avvisare il conducente di un ostacolo che si avvicina. Sulla Mercedes Classe C All Terrain, per esempio, l’Active Parking Assist include sensori di parcheggio e telecamera per la retromarcia assistita. Su un modello come BMW Serie 2 Gran Coupé troviamo poi fra gli optional il Park Distance Control sia anteriore che posteriore, in grado di collaborare con il Parking Assist per gestire le manovre in ingresso ed in uscita al posto del conducente. Il sistema frena automaticamente se si avvicina ad un ostacolo ed è attivabile mediante tasto dedicato nella consolle centrale, da tenere premuto durante tutte le fasi del parcheggio.
Come esempio di versione ancora più avanzata della stessa tecnologia, si può infine citare il Pacchetto Remote Park Assist plus offerto per esempio su Audi A7. Questa versione permette un controllo da remoto, tramite app myAudi, dell’ingresso e dall’uscita da uno spazio di parcheggio. Anche qui, il conducente sarà costretto a monitorare l’operazione mantenendo premuto il pulsante sullo smartphone per tutta la sua durata. Di fatto, con quest’ultimo sistema, potrete scendere dall’automobile prima di parcheggiare o risalirci dopo che la vettura è uscita autonomamente dal parcheggio.
Giunta alla quarta generazione nel 2017, la Rio è un’utilitaria sobria e sportiveggiante al tempo stesso. Non sorprende che ancora dopo il restyling del 2021 resti modello di Kia più diffuso al mondo. La berlina del segmento B offre un buon rapporto qualità/prezzo e una migliore dotazione sia estetica che tecnologica. Debutta infatti il nuovo schermo touch da 8 pollici e la gamma motori comprende inedite varianti mild-hybrid da 48V, oltre alle solite benzina e GPL.
Grazie alle sue dimensioni compatte, la Kia Rio si inserisce di diritto tra le berline presenti nel segmento B. Rispetto alla terza generazione, la Rio è più lunga di 15 mm e arriva a toccare 4 metri e 6 centimetri mentre l’altezza è scesa a 1 metro e 45 centimetri (5 mm in meno della precedente). Il passo allungato di 10 mm e gli sbalzi anteriore e posteriore ridotti incrementano la sensazione di compattezza e allo stesso tempo aumentano lo spazio all’interno della vettura.
Dimensioni
Lunghezza
4.065 mm
Larghezza
1.725 mm
Altezza
1.450 mm
Passo
2.580 mm
Kia Rio: interni
Il design degli interni riprende lo stile semplice delle forme esterne. La plancia leggermente orientata verso il lato guidatore si sviluppa orizzontalmente e ospita nella parte centrale il nuovo schermo touchscreen da 8” abbinato alla radio DAB compatibile con Apple CarPlay e Android Auto affiancato da due bocchette dell’aria. Anche il quadro strumenti è digitale, accessibile tramite Supervision cluster da 3,5’’. I rivestimenti dei sedili, poi, sono in tessuto sulla versione base, mentre integrano la pelle artificiale su GT-Line.
Il buon livello di comfort è garantito da plastiche apprezzabili al tatto, da rifiniture curate e dal tanto spazio a bordo che permette di viaggiare in 5 persone senza particolari problemi. Il bagagliaio, inoltre, offre una discreta capacità che va dai 325 ai 980 litri se si reclinano i sedili. Sono diversi e aggiornati, infine, i sistemi Adas come la retrocamera con linee guida dinamiche, accessibili a partire dalla versione Style. Fra questi, troviamo il Lane Keeping Assist (LKA), il Forward Collision Avoidance assist (FCA) vetture, pedoni e ciclisti, l’High Beam Assist (HBA) e il Driver Attention Warning (DAW).
Kia Rio: esterni
La Kia Rio punta su un design semplice e moderno caratterizzato da un’unica carrozzeria a 5 porte. Nella parte frontale la due volumi riprende il corso stilistico della Casa coreana con la presenza della griglia Tiger Nose nera con cornice silver che si allarga fino ai gruppi ottici anteriori, a metà tra cofano e fiancata, con luci diurne a Led e di una grande presa d’aria affiancata da due rientranze che ospitano i fendinebbia anteriori.
Ulteriori chicche estetiche sono rappresentate dalla modanatura laterale nera di serie e dalla linea di cintura cromata disponibile per l’allestimento top di gamma. Anche la parte posteriore risulta molto equilibrata con il lunotto in posizione quasi verticale, i gruppi ottici orizzontali a Led e il paraurti in plastica nera. Per quanto riguarda l’offerta di cerchi in lega, ogni allestimento ha una versione dedicata, dai 15 ai 17 pollici.
Kia Rio: motori
La gamma della Kia Rio prevede quattro motorizzazioni a listino: una a benzina, una benzina-GPL (guidabile dai neopatentati) e due benzina mild-hybrid. Le prime due si basano entrambe su un 4 cilindri 1.2 ad iniezione Multi-Point, omologato Euro 6d-Temp, rispettivamente da 84 e 82CV. La versione GPL dispone di un serbatoio aggiuntivo da 47 litri. Tutti e due i powertrain sono abbinati esclusivamente alla trazione anteriore e al cambio manuale a 5 rapporti.
D’altra parte, per quanto riguarda le due versioni mild-hybrid, queste si basano sullo stesso 1.0 MHEV da in due livelli di potenza da 100 CV e 120 CV abbinati rispettivamente alla trazione manuale e a quella integrale.
Kia Rio: consumi
I consumi della Kia Rio variano in base al tipo di alimentazione scelta. Con il motore benzina 1.2 MPI il consumo nel ciclo combinato, secondo il protocollo WLTP, va dai 5,8 ai 6,4 l/100 km, mentre le emissioni di CO2 possono arrivare fino a 136 g/km. Questi valori salgono a 7,8 l/100km e 116 g/km con il 1.2 GPL.
Lato benzina mild-hybrid, l’1.0 MHEV MT da 100 CV consuma mediamente 5,0-5,5 l/100km, emettendo CO2 per 135,7 g/km. I dati lievitano leggermente per la versione da 120 CV con cambio DCT, attestandosi sui 5,1-5,5 l/100km e 126 g/km.
Kia Rio: allestimenti
La Kia Rio viene offerta a listino in un tre diversi allestimenti:
Urban: l’equipaggiamento di accesso alla gamma è già abbastanza completo.
Style: riconoscibile per un estetica più curata e più comfort interni
GT Line: la più equipaggiata e sportiva fra le versioni in gamma.
Urban: include Cerchi in acciaio da 15’’ e copricerchi integrati, Radio DAB con schermo, touchscreen da 8’’ con Apple CarPlay/Android Auto, Climatizzatore manuale, Supervision cluster da 3,5’’, Bluetooth con riconoscimento vocale, Servosterzo elettrico + volante regolabile in altezza e profondità, Modanatura laterale nera, Paraurti in tinta carrozzeria, Maniglie interne in vernice silver, Freni a disco anteriori.
Style: comprende Cerchi in lega da 15’’, Climatizzatore automatico, Lane Following Assist (LFA), Retrocamera con linee guida, dinamiche, Sensori di parcheggio anteriori e posteriori, Lane Keeping Assist (LKA), Luci di posizione anteriori a LED, Forward Collision Avoidance assist (FCA) vetture, pedoni e ciclisti, High Beam Assist (HBA), Driver Attention Warning (DAW), Retrocamera con linee guida dinamiche, Supervision cluster da 4,2’’, Finiture interne in high glossy black, Volante rivestito in pelle, Maniglie interne satinate, Pomello del cambio rivestito in pelle, Luci diurne anteriori a LED, Smart Cruise Control (SCC) (Solo con DCT), Drive mode select (Solo con 1.0 TGDI), Cruise control con speed limiter (Non con DCT).
GT Line: offre di serie Cerchi in lega da 17’’, Fari fendinebbia a LED, Pedaliera in alluminio, Retrovisori esterni con indicatori di direzione integrati a LED, Smart key con start button, Volante sportivo con forma a D e rivestito in pelle traforata, Vernice solida o metallizzata, Fari posteriori a LED, Porta USB posteriore (solo funzione di ricarica), Griglia anteriore in high glossy black con cornice cromata.
Kia Rio: perché comprarla
Maneggevolezza: le dimensioni compatte e l’ottima taratura dello sterzo la rendono perfetta per l’utilizzo urbano.
Prestazioni: l’accelerazione dell’1.0 turbo è buona, considerando che si tratta di una piccola utilitaria.
Spazio: l’organizzazione dello spazio fra i sedili e nel vano di carico rende Rio un’auto versatile e comoda al tempo stesso.
Kia Rio: prezzo
Di seguito il listino prezzi della Kia Rio aggiornato a dicembre 2022 :
Kia Rio GPL
Prezzo
Rio 1.2 LPG 82 CV Urban
17.450 €
Kia Rio Benzina
Prezzo
Rio 1.2 DPI 62 CV Style
17.450 €
Kia Rio Benzina Mild-Hybrid
Prezzo
Rio 1.0 MHEV 100 CV MT Style
19.450 €
Rio 1.0 MHEV 120 CV DCT Style
21.200 €
Su automobile.it è presente una ampia gamma di Kia Rio disponibili in vari allestimenti e motorizzazioni. Se siete interessati alla compatta coreana potrete certamente trovare il modello più adatto alle vostre esigenze.
Fra un semplice ausilio alla guida e un complesso sistema di guida autonoma, in vari livelli, c’è una grossa differenza. Si parla, ad ogni modo, dei sistemi di sicurezza Adas, ossia l’insieme dei dispositivi presenti sull’auto che permettono di aumentare sia il comfort che la sicurezza a bordo. Il progresso tecnologico su questo fronte è inarrestabile e così gli investimenti dei colossi dell’automotive nel settore sono in continua crescita.
Quando si parla di “sistema ADAS” si intendono letteralmente i sistemi avanzati di assistenza alla guida, sempre più presenti e numerosi sulle vetture di nuova omologazione. Fra gli esempi attualmente più diffusi sul mercato troviamo i sensori pioggia, il sensore crepuscolare, il cruise control adattivo, la frenata automatica d’emergenza, i sensori di parcheggio, l’avviso di cambio corsia o il riconoscimento automatico della segnaletica stradale. Ogni nuovo sistema elettronico di aiuto alla guida che verrà sviluppato per ridurre al minimo i rischi di incidente ed agevolare la vita a bordo dell’automobile andrà ad allargare l’offerta di Adas sul mercato.
Cruise Control: ACC
Ilcruise control adattivo (ACC)consente il controllo automatico della velocità. Basterà aver impostato la velocità di crociera desiderata e la distanza di sicurezza preferita. Grazie a questo dispositivo sarà quindi l’auto ad accelerare e frenare in base alle condizioni di traffico presenti ed il conducente avrà la possibilità di rilassarsi al posto di guida mantenendo sempre sotto controllo la situazione.
Avviso di collisione
Tra i sistemi di sicurezza per l’auto presenti ormai anche sulleutilitariepiù recenti, l’avviso di collisione frontale e posteriorefunziona grazie presenza di una videocamera o di un radar auto posto nella zona anteriore. Questo sistema di sicurezza ADASriconosce le situazioni di pericolo ed avvisa con un segnale acustico il guidatore. Il sistema di avviso di collisione posteriore ha il medesimo funzionamento in caso di tamponamento, e prima dell’impatto attiva i sistemi di sicurezza per preparare gli occupanti della vettura alla collisione. In alcune versioni, è anche in grado di attivare la frenata automatica d’emergenza.
Mantenimento di carreggiata
Altrisistemi di sicurezza autoche si stanno diffondendo sempre più rapidamente sulle moderne vetture sono quelli relativi al mantenimento di carreggiata. Anche in questo caso il cervello del veicolo interagisce con le telecamere ed i radar piazzati sulla vettura e riconosce la linea di demarcazione della carreggiata avvisando il guidatore quando la oltrepassa. Un esempio concreto viene dall’utilizzo in autostrada, dove il sistema ADAS interviene quando il conducente oltrepassa la linea di carreggiata senza aver prima utilizzato l’indicazione di direzione. Ilsistema ADAS di mantenimento della carreggiatapiù avanzato è il Lane Keeping System che, oltre ad avvisare il conducente del superamento della linea di corsia, riporta automaticamente il veicolo nella carreggiata.
Sistema riconoscimento segnaletica stradale
Il sistema di riconoscimento della segnaletica stradale, altresì detto Traffic sign recognition è fra i più recentiADAS introdotti sui veicoli di ultima generazione. Può individuare divieti di accesso, limiti di velocità, divieti di sorpasso e altri simili, comunicando poi con il sistema di infotainment i dati provenienti dalla telecamera spesso apposta nella zona superiore interna del parabrezza. In caso di infrazione avvisa il conducente tramite un allarme visivo e sonoro.
Sistema riconoscimento pedoni
I sistemi AEB sono ormai diffusissimi e avvisano il conducente in caso di rischio di urtare un pedone e, quando necessario, attivano la frenata d’emergenza. Queste funzionalità, tuttavia, lavorano peggio al buio: il rischio che si azionino in ritardo aumenta in assenza di una buona luminosità. Ad ogni modo, la combinazione di una telecamera e di un radar per captare le informazioni esterne alla vettura possono aumentare l’efficacia dell’AEB.
Sistemi ADAS obbligatori dal 2022
Dal 2022 gli ADAS, ossia i sistemi di sicurezza e assistenza alla guida, sono diventatiobbligatori in tutta Europa. Uno studio OCSE rivela infatti come le cause degli incidenti siano al 93% imputabili a un fattore umano. Per ridurre il numero di sinistri e aumentare la sicurezza stradale, a partire dal 7 luglio 2022 l’UE ha stabilito una lista obbligatoria di ADAS auto da inserire negli equipaggiamenti di serie.
La lista si compone di 7 sistemi. Si va dall’Intelligent Speed Assistance con possibilità di sblocco manuale al blocco motore con etilometro, anche se qui l’obbligatorietà riguarda solo la predisposizione della vettura all’installazione del sistema. Si prosegue poi con l’avviso di stanchezza del conducente, il mantenimento della carreggiata, la Frenata automatica di emergenza, concludendo infine con il sistema EDR (Event Data Recorder), cioè una scatola nera.
Prevenzione e sicurezza
La decisione di introdurre gli ADAS obbligatori è legata alle stime fatte dalla Commissione Europea, secondo cui questi sistemi di assistenza alla guida potranno prevenire circa 25.000 morti e 140.000 feriti sulle strade europee tra il 2022 ed il 2038.
A quanti si staranno chiedendo se con gli ADAS il costo delle auto aumenterà, l’UE risponde mettendo a disposizione un plafond di 450 milioni di euro da erogare agli Stati membri affinché collaborino all’applicazione del regolamento, evitando così l’aumento dei prezzi in listino.
I 5 livelli di guida autonoma
Quando si parla di guida autonoma ci si riferisce al risultato del lavoro congiunto svolto da buona parte di questi Adas. La loro combinazione può essere classificata in una scala di 5 livelli che definiscono una crescente automazione, come stabilito dalla SAE (Society of Automotive Engineers) nel 2014. A differenza del quinto livello, i primi quattro sono già stati raggiunti da vetture esistenti. Ad ogni modo, è bene ricordarlo, nessun sistema in commercio esclude ancora del tutto il guidatore dal controllo del mezzo.
Al livello 0 di guida autonoma il guidatore è in controllo completo e costante dei movimenti della vettura e delle modalità di guida. A partire dal livello 1, i sistemi adas possono eventualmente controllare sterzo e velocità reagendo alle informazioni esterne, mentre il guidatore controlla il resto. Ci si riferisce qui a sistemi come il mantenimento di corsia “base” e il cruise control adattivo. Il livello 2 definisce una parziale automazione della guida in cui il sistema può gestire autonomamente sterzo e velocità. Nel livello 3 di guida autonoma, invece, il conducente deve reagire tempestivamente quando il sistema lo richiede, mentre il resto del tempo si guida con automazione condizionata su tutti gli aspetti dinamici di guida. In autostrade o superstrade, per quanto non sia ancora permesso dalla legge in strade pubbliche, i sistemi di livello 3 possono far procedere un auto senza interventi da parte del conducente. Dal livello 4 si entra nell’alta automazione, dove il sistema è in grado di rispondere a situazioni dinamiche anche senza intervento richiesto dal conducente. Se per questo livello esistono solo prototipi, per l’ultimo, il quinto, non esistono ancora esemplari, nemmeno in prova. Il livello 5 rappresenta sostanzialmente la guida totalmente autonoma. Il conducente diventerebbe su queste vetture assolutamente superfluo.
A chi non capita di ricevere chiamate o messaggi quando si è alla guida? Ecco, uno dei peggiori vizi degli automobilisti è quello di utilizzare il cellulare e rispondere, distraendosi e mettendo in pericolo se stessi e gli altri. Spostare l’attenzione sugli apparecchi elettronici allunga decisamente i tempi di reazione, ma soprattutto comporta l’allontanamento delle mani dal volante ed in questo caso è vietato dal Codice della Strada, con multe che arrivano oltre i 600 euro.
Uso del cellulare alla guida: cosa dice il Codice della Strada
Per contrastare la piaga del cellulare alla guida, ill nostro Codice della Strada è intervenuto disciplinando la materia all’articolo 173, che recita testualmente al secondo comma: “È vietato al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore, fatta eccezione per i conducenti dei veicoli delle Forze armate e dei Corpi di cui all’articolo 138, comma 11, e di polizia. È consentito l’uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare purché il conducente abbia adeguate capacità uditive ad entrambe le orecchie”. Più in generale, è vietato durante la marcia l’utilizzo di smartphone, computer portatili, notebook, tablet e dispositivi simili che di fatto impongono anche solo temporaneamente di staccare le mani dal volante.
Per non ricevere una multa è necessario non staccare neanche una mano dal volante e utilizzare la modalità in viva voce o avvalersi di cuffiette auricolari ad un volume ragionevole, cioè senza ridurre la sensibilità uditiva del conducente. Inoltre, è bene ricordare che la sentenza n. 23331/2020 della Corte di Cassazione ha specificato che anche quando ci si arresta per esigenze della circolazione, come per esempio davanti a un semaforo rosso, il divieto di utilizzare apparecchi elettronici resta valido.
Multa cellulare alla guida senza essere fermato
Il nostro Codice della Strada prevede per la guida con il cellulare sanzioni importanti, oltre alla perdita di 5 punti patente.
Sempre l’articolo 173, al comma 3 bis, dispone : “Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 2 è soggetto alla sanzione amministrativa da pagamento di una somma da euro 165 a euro 661. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi, qualora lo stesso soggetto compia un’ulteriore violazione nel corso di un biennio”.
È bene sottolineare come la sanzione per l’uso del cellulare alla guida possa essere comminata anche in assenza di contestazione immediata, ma purché il verbale sia valido è necessario che siano riportati con precisione gli estremi della violazione e l’indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata. Altrimenti, si potrà proporre ricorso presso il Giudice di Pace competente per territorio. Nel caso di contestazione non immediata, la multa sarà notificata all’indirizzo del trasgressore entro 90 giorni (che diventano 360 con residenza all’estero) dall’accertamento dell’infrazione.
Guida con cellulare: sanzioni con contestazione immediata
Qualora, invece, si venga fermati dagli agenti accertatori e si proceda alla multa telefonino contestazione immediata è bene sapere che gli importi della sanzione saranno quelli previsti dall’articolo 173 comma 3 bis del Codice della Strada.
Si andrà quindi da un minimo di 165 ad un massimo di 660 euro, ed in caso di nuova violazione entro due anni dalla prima si potrà essere soggetti alla sanzione della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi.
In caso di contestazione immediata, qualora vogliate proporre ricorso presso il Giudice di Pace contro il verbale è sempre utile far redigere all’agente accertatore le vostre ragioni così da avere un documento ufficiale da poter utilizzare in giudizio.
Contrastare l’utilizzo del cellulare alla guida
Da quasi tre anni circola in parlamento una proposta di legge approvata in Commissione Trasporti, ma ancora non votata, che porterebbe a un aumento deciso delle sanzioni per l’uso del telefono alla guida. Se dovesse approdare in Aula potrebbe innalzare la multa per prima infrazione e recidiva portandole rispettivamente a “forbici” di che vanno da 422 a 1.967 euro nel primo caso e da 644 a 2.588 euro nel secondo caso.
Se a seguito della prima infrazione si rischia la sospensione della patente da 7 giorni a 2 mesi e la decurtazione di 5 punti, per la recidiva si rischia di rimanere fino a 3 mesi senza patente e di perdere di 5 punti. Se poi venisse incluso l’uso del cellulare fra le aggravanti dell’omicidio stradale, fra cui figurano anche lo stato di ebbrezza o l’utilizzo di stupefacenti, l’infrazione dell’obbligo sarebbe ancora più punita nei relativi contesti. L’obiettivo di una legge simile è evidente, rispondere con maggiori sanzioni per scoraggiare l’uso del cellulare al volante, una delle principali cause di sinistri stradali.
Ritiro patente per cellulare alla guida
Gli incidenti provocati per l’utilizzo del cellulare alla guida sono sempre troppo numerosi e l’opinione pubblica ha spesso sollecitato il legislatore ad intervenire con il ritiro patente in caso di utilizzo del cellulare.
Purtroppo nessuna novità è arrivata in merito ed attualmente l’unica sanzione è quella indicata in precedenza della sospensione della patenteda uno a tre mesi in caso di recidiva nel biennio successivo (art. 173 comma 3-bis CdS). Come anticipato, però, la proposta di legge approvata in Commissione Trasporti pianifica di applicare sospensione della patente già dalla prima infrazione, con durata stabilita da 7 giorni a 2 mesi.
GUARDA I NOSTRI VIDEO CON FJONA
Cose da sapere
A quanto ammonta la multa per guida con cellulare?
La multa per guida con cellulare va da un minimo di 165 ad un massimo di 660 euro, ed in caso di nuova violazione entro due anni dalla prima si potrà essere soggetti alla sanzione della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi.
È possibile ricevere una multa per guida con cellulare senza constatazione immediata?
La sanzione per l’uso del cellulare alla guida può avvenire anche in assenza di contestazione immediata, ma purché il verbale sia valido è necessario che siano riportati con precisione gli estremi della violazione e l’indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata.
In caso di guida con cellulare si rischia il ritiro della patente?
Il Codice della Strada non prevede il ritiro della patente in caso di guida con cellulare, ma in caso di recidiva entro due anni dalla prima violazione è prevista la sospensione della patente da uno a tre mesi.
Due tendenze strutturano fortemente l’evoluzione attuale del mercato automobilistico: sempre più SUV, sempre più grossi. Proprio per questo motivo, per la prima volta Ford ha scelto di importare anche in Italia l’ultima generazione del suo Ford Explorer: il modello a sette posti più grande del costruttore a Stelle e Strisce, che nel nostro paese viene proposto unicamente in abbinamento ad un propulsore ibrido plug-in. Disponibile in due allestimenti, Ford Explorer vanta una potenza notevole che arriva fino a 457 CV e un equipaggiamento completo sotto tutti i fronti, in particolare in fatto di comfort, versatilità tecnologia.
Ecco di seguito la Scheda tecnica di Ford Explorer:
Le dimensioni dellaFord Explorer sono certamente più adatte alle grandi strade americane piuttosto che a quelle del nostro Paese. Il SUV della Casa dell’Ovale Blu, infatti, fa registrare una lunghezza che supera di poco i 5 metri, mentre la larghezza tocca i 2 metri esatti e l’altezza sfiora il metro e ottanta centimetri. Il passo di 252 cm consente di ospitare comodamente fino a 7 passeggeri. Il vano di carico, invece, assicura una capacità minima di 330 litri, che superano di slancio i 2.000 litri abbattendo le due file di sedili posteriori.
Dimensioni
Lunghezza
5.050 mm
Larghezza
2.000 mm
Altezza
1.780 mm
Passo
2.520 mm
Ford Explorer: esterni
Lo stile della Ford Explorer è immediatamente riconoscibile. Il SUV della Casa americana è imponente e le linee decise volute dai designer dell’Ovale Blu non fanno altro che sottolineare il suo aspetto mastodontico. Il frontale presenta un’ampia calandra esagonale cinta da fari ben integrati nel look complessivo, mentre la fiancata colpisce subito per la lunghezza importante del mezzo, specie al retrotreno.
Ford Explorer: prezzo, dimensioni e caratteristiche 15
Ford Explorer: prezzo, dimensioni e caratteristiche 16
Ford Explorer: prezzo, dimensioni e caratteristiche 14
Ford Explorer: prezzo, dimensioni e caratteristiche 13
Ford Explorer: prezzo, dimensioni e caratteristiche 12
Ford Explorer: prezzo, dimensioni e caratteristiche 11
Ford Explorer: prezzo, dimensioni e caratteristiche 10
Ford Explorer: prezzo, dimensioni e caratteristiche 9
Ford Explorer: prezzo, dimensioni e caratteristiche 6
Ford Explorer: prezzo, dimensioni e caratteristiche 4
I passaruota presentano le immancabili protezioni in plastica utili ad evitare i piccoli graffi della carrozzeria, incorniciando i cerchi in lega cromati da 20 pollici. Il posteriore, invece, è massiccio e dotato di fari dalle dimensioni ridotte che amplificano l’aspetto generale del SUV. Particolare poi, nella parte bassa del paraurti (nonostante l’alimentazione ibrida) la presenza di quattro terminali di scarico.
Ford Explorer: interni
L’abitacolo dellaFord Explorer richiama nelle linee il il più recente linguaggio stilistico del brand americano, che nello stile e nei contenuti rimanda a modelli come Focus e Kuga e in parte anche all’elettrica Mach-E. Tutti i materiali scelti per i rivestimenti di sedili, plancia e pannelli porta sono di buona fattura. Tante le tasche portaoggetti sparse un po’ per tutto l’abitacolo, mentre si apprezza, nel vano di carico, la presenza di due comodi pulsanti che alzano e abbassano automaticamente la terza fila di sedili. A proposito di sedili, si viaggia comodissimi anche dietro: la fila centrale, grazie alle poltrone singole, assicura centimetri in abbondanza per gambe e testa e anche chi siede nell’ultima fila non risulta eccessivamente sacrificato, nonostante l’accesso non sia dei più semplici.
Ford Explorer: prezzo, dimensioni e caratteristiche 3
Ford Explorer: prezzo, dimensioni e caratteristiche 2
Ford Explorer: prezzo, dimensioni e caratteristiche 1
Ford Explorer: prezzo, dimensioni e caratteristiche
Ford Explorer: prezzo, dimensioni e caratteristiche 17
Inoltre, di serie su ST-Line troviamo i confortevoli ed estetici rivestimenti in pelle Salerno in Ebony con microperforazione avanzata e cuciture in rosso. Tanti poi i contenuti tecnologici presenti a bordo, che si esprimono nel virtual cockpit da 12,3’’ pollici dotato di grafica personalizzabile, che lavora in simbiosi con il sistema di infotainment Sync3 con schermo da 10,1’’ a sviluppo verticale che nella logica di funzionamento ricorda molto da vicino quella di un cellulare. Moltissimi, infine, gli Adas compresi nell’equipaggiamento di serie. Fra i più importanti: Active Park Assist 2.0, Curve Control, Intelligent Adaptive Cruise Control e Collision Mitigation seconda generazione FCW.
Ford Explorer: motori
Nel listino della Ford Explorer è disponibile un’unica motorizzazione per quel che riguarda il nostro Paese. Si tratta del 3.0 litri V6 turbo benzina PHEV da 350 CV abbinato ad una unità elettrica da 100 CV ed in grado di erogare una potenza complessiva di ben 457 CV e ben 825 Nm di coppia. La capacità delle batterie agli ioni di litio è di 13,6 kWh e per la ricarica sono necessarie poco più di cinque ore sfruttando una tradizionale presa domestica.
Per sfruttare al meglio tutta la potenza è presente un cambio automatico a 10 marce e la trazione è naturalmente integrale. Si tratta dell’Intelligent All-Wheel Drive abbinata al sistema Terrain Management che offre di serie diverse modalità di guida tra le quali scegliere. Per quanto riguarda le prestazioni, Explorer può passare da 0 a 100 km/h in soli 6,0 secondi e raggiungere una velocità di picco pari a 230 km/h.
Ford Explorer: consumi
I 2.466 Kg di peso del Ford Explorer hanno una influenza certamente negativa sui consumi, ma l’unità ibrida posta sotto il cofano consente di ritardare le soste per il rifornimento. La Casa americana dichiara un consumo pari a 8,4 l/100 Km, che corrisponde a un emissione di CO2 pari a 192 g/km, senza il supporto del motore elettrico. Misure che si riducono a 2,9 l/100km e 66 g/km quando il motore elettrico entra in funzione. Infine, in modalità completamente elettrica si percorrono circa 42 km. Il tempo di ricarica completa della batteria da 13,6 kWh, utilizzando un caricabatterie di livello 2 (240 V), è di 4 ore e 23 minuti.
Ford Explorer: configuratore
La Ford Explorer è disponibile in due versioni per il mercato italiano:
ST Line: l’allestimento di accesso alla gamma è già molto completo.
Platinum: una variante meno sportiva ma più raffinata e confortevole, riconoscibile per i numerosi rivestimenti in pelle.
ST-Line: include di serie Badge ST-Line paraurti anteriore e laterali, Tetto panoramico a doppio pannello, Cerchi in lega “Machined Aluminium” da 20″, Pneumatici, Pneumatici All Season P255/55R20 BSW, Ruotino di scorta 165/70R18, Battitacco portellone, Serbatoio da 70.41 litri, Active Grille Shutters, Easy Fuel, Terminali di scarico cromati, Hands Free liftgate (apertura automatica portellone), Finestrini con lamina fonoassorbente Prima fila laterale, Fendinebbia a LED con copertura argentata, Fari anteriori livellabili dinamicamente, Fari LED, Fari posteriori a LED con trattamento oscurante, indicatori di direzione “Incandescent Amber” e Side Reflex, Privacy Glass, Fendinebbia posteriori, Antenna AM/FM integrata, montata sul tetto a forma “pinna di squalo” (modanata nero, eccetto per Star White), Barre longitudinali al tetto satinate con estremità nere, Pre equipaggiamento per gancio di traino, Tergicristalli, Tergicristalli con sensore pioggia, Lunotto posteriore Singola velocità Intermittenti/Continui, Luci diurne, Protezione completa dalla corrosione sottoscocca, Luce del freno di emergenza lampeggiante, Ruotino di scorta in acciaio da 18″, Vetri E-marked, Gestione vano bagagli, Rete vano bagagli, Tappetino in gomma vano bagagli, Tappetino reversibile vano bagagli, Tappetini anteriori e posteriori neri con impunture argento ST-Line e logo ST-Line, Display con indicazione termperature esterna, quadro strumenti da 12,3” Digital Productivity Screen, Volante sportivo riscaldato con cuciture rosse St-Line, logo ST-Line e leve cambio, Sedili, Sedili in pelle con microperforazione, cuciture ST-Line rosse e argento e logo ST-Line, Battitacco in alluminio ST-Line, Luci Ambient interne, Console centrale anteriore, Bracciolo, Vano portaoggetti, Climatizzatore, Climatizzatore automatico tri-zona, Filtro antiparticolato, Controlli supplementari sul retro, Sensore Purificatore Aria, Cruise Control Adattivo con Stop&Go e Traffic Jam, Portabicchieri – 10, Soglie battitacco anteriori e posteriori con inserti chiari, Tasche posteriori sedili conducente e passeggero anteriore, Poggiapiedi lato guidatore, Maniglie passeggero anteriore e seconda fila (2), Specchi illuminati, conducente e passeggero anteriore, Appliqués “Stretch Diamond” quadro strumenti, Luci di cortesia sulla console al tetto, Illuminated Entry System, Luce nel vano di carico, Luci di cortesia nella seconda e terza fila, Vano sopraelevato con spazio per occhiali, 5 prese di corrente da 12V, Prima fila; 1 nel Media Hub, 1 nella console centrale, Seconda fila; 2 nella parte posteriore della console centrale, Vano bagagli, 1, Cambio con selettore rotativo, Premium Technology Package, Sedili elettrici solo anteriori, a 8 vie per il guidatore e a 6 vie Sedili elettrici solo anteriori, a 8 vie per il guidatore e a 6 vie per il passeggero, Sedili anteriori riscaldati e ventilati, Sedili seconda fila 35/30/35 con ingresso E-Z e bracciolo, Sedili seconda fila riscaldati, Sedili terza fila Power Fold 50/50, Alette parasole seconda fila, schermo touch centrale da 10,1”, B&O Premium Sound System con 14 altoparlanti, Sospensioni sportive, Piantone dello sterzo Power Tilt/Telescoping, Alzacristalli elettrici anteriori “one-touch” e posteriori, Tachimetro metrico (KPH), Pedaliere Fisse, 1 USB, Attacchi ISOFIX per seggiolino bambini, Manuale di uso e manutenzione, Active Park Assist 2.0 (assistenza automatica al parcheggio), Assistenza alla frenata in retromarcia, Trasmissione automatica a 10 marce con funzione SelectShift, AdvanceTrac® con RSC® (controllo stabilità in curva), Airbags (prima, seconda, terza fila) – ARS (Advanced Restraints System): due per il conducente e il passeggero anteriore con rilevazione del peso sui sedili e sensori di posizione, pretensionatori delle cinture di sicurezza e limitatori. Airbag laterali (thorax bag); copertura di sicurezza sulle cortine laterali con sensore di ribaltamento; pretensionatori dele cinture di sicurezza e airbag altezza ginocchio per il passeggero anteriore, Specchietto interno elettrocromico con oscuramento automatico, Luce di arresto centrale montata in alto, Curve Control, Telecamera 360 gradi con splitview e pulitura automatica, Serrature elettriche portiere, Blocco e sblocco automatico, Apertura porte posteriori a prova di bambino, Poggiatesta, Poggiatesta conducente e passeggero anteriore con regolazione manuale a 4 vie (2 vie se viene richiesto il Dual- Headrest Rear Seat Entertainment System), Poggiatesta seconda e terza fila con regolazione manuale a 2 vie (destro e sinistro; il poggiatesta centrale nella seconda fila è fisso), Sistema monitoraggio pressione pneumatici, LATCH (ancoraggi inferiori e attacchi per bambini) sui sedili laterali seconda e terza fila, Freno di stazionamento elettrico, Motore 3.0 PHEV GTDI, Ganci di traino anteriori, Freni Premium Turbo, Attacchi per traino posteriori, Retrovisori laterali ripiegabili e riscaldabili elettricamente con indicatori di direzione a LED integrati, BLIS, luci Security Approach, poggiatesta Gloss Black, MyKey (chiave personalizzabile), Personal Safety System, Sbrinatore e pulitore del lunotto posteriore, Cinture di sicurezza, Prima fila Belt-Minder® (Reminder cinture di sicurezza frontali), Prima fila Altezza regolabile, Terza fila laterali, Chiamata di emergenza, Auto Hold, FORD CO-PILOT, Fari automatici con abbaglianti automatici, BLIS con Cross Traffic Alert, Intelligent Adaptive Cruise Control, Start & Stop, Lane Centering, Traffic Jam Assist, Speed Sign Recognition, Intelligent Speed Assist – My Fleet Speed Management – Volume audio massimo e velocità massima del veicolo configurabili dal conducente, Lane-Keeping System, Lane Keeping Aid, Lane Departure Warning, Driver Alert, Evasive Steering Assist, Collision Mitigation seconda generazione FCW (Forward Collision Warning), DBS (Dynamic Brake Support), AEB (Automated Emergency Braking), DA/DI (Distance Alert/Distance Indication) – DA/DI incluso solo nei quadri strumenti a colori; non può funzionare con quadri strumenti monocromatici, Sistema di riconoscimento pedoni, Forward Collision Warning (Avviso pericolo di urto frontale), Dynamic Brake Support, Sistema di monitoraggio stanchezza del conducente, Navigation System touchscreen con funzione Pinch-to- Zoom, Forward Sensing System, Fari automatici on/off, Hill Descent Control, Hill Start Assist (assistenza alla partenza in salita), Frenata Post-Collisione, Reverse Sensing System, Side-Wind Stabilization, Stabilizzatore ondeggiamento traino, Presa di corrente 230V, Active Noise Cancellation con Electronic Sound Enhancement, AM/FM Stereo, B&O Premium Sound System con 12 amplificatori (include subwoofer), Digital Audio Broadcast, Supporto MP3, Volume Speed-Compensated, Risparmio batteria, Display Compass, 2 USB nella seconda fila, EcoCoach (assistente alla guida efficiente), Cavo di ricarica Mode 2 (ricarica domestica), Electric Power-Assisted Steering (EPAS), FordPass Connect, Hotspot 4G LTE Wi-Fi, supporta fino a 10 dispositivi, Avvia, chiudi e apri il veicolo da remoto, Programma l’accensione del veicolo da remoto ad orari specifici, Localizza il veicolo parcheggiato, Monitora lo stato del veicolo, Radiatore olio motore, Barra stabilizzatrice anteriore e posteriore, Sospensioni frontali e posteriori indipendenti. Intelligent Access con pulsante Start, Intelligent Oil-Life Monitor, Allerta pedone, SYNC® 3, Communications e Entertainment System, Touchscreen capacitivo 8″ LCD nel vano centrale con Swipe Capability, Porte USB Smart-Charging 1 nel Media Hub e 1 nel vano principale, Sbrinatore tergicristalli parabrezza, Ricarica Wireless, Intelligent 4WD, Terrain Management System con Terrain Response e Hill Descent, Frequenza radio FoE, Climatizzatore, Sensore depuratore aria, Avviamento elettrico di serie, Batteria H6.
Platinum: rispetto a ST-Line è priva sospensioni sportive, né battitacco in alluminio ST-Line o altre dotazioni estetiche della stessa serie, in più integra Inserti portiere con impuntatura unica, Quadro strumenti Appliqués multiple con vero legno e dettaglio Gray Ash, Braccioli portiere e console anteriore rivestiti in pelle, Cruscotto e Rollovers delle portiere rivestiti in pelle, Volante Riscaldato, rivestito in pelle con leva del cambio, Ricamo Platinum Branded nella prima fila, Cerchi in alluminio “Hand Polished” da 20″
Ford Explorer: prova su strada
Bastano pochissimi chilometri al volante della Ford Explorer per percepire tutta la sua anima Yankee. La parola d’ordine qui è comfort. I sedili riscaldati e raffreddati oltre che dotati della funzione massaggio, uniti alla taratura morbida dell’assetto e all’ottima insonorizzazione, rendono ogni trasferta a bordo di questo gigante americano, un’esperienza da vivere in assoluta souplesse. Certo, un piccolo scotto da pagare per viaggiare così comodi c’è. La mole della vettura che sfiora le due tonnellate e mezza si fa sentire parecchio quando si alza un po’ il ritmo, approcciando una curva con eccessiva verve. Meglio quindi adottare uno stile di guida più rilassato e lasciare che l’auto faccia tutto il resto.
Il propulsore, o per meglio dire, il sistema ibrido dal canto suo svolge egregiamente il proprio compito. La potenza a disposizione è tanta e basta a spingere la Explorer in avanti con una forza e una velocità che non ci si aspetterebbe da un veicolo di queste dimensioni. Pensate che per raggiungere i 100 km/h con partenza da fermo bastano 6 secondi netti. Ma meglio non esagerare con il gas se non si vuole fare troppo spesso visita al distributore. Nel corso del nostro test, impegnando la Explorer su percorsi misti, siamo riusciti a registrare una media di circa 12 km/l, che scende inesorabilmente intorno ai 9 km/l se non si carica la batteria. A proposito di questa, con una carica completa, siamo riusciti a percorrere circa 40 km a zero emissioni. Ottimo il lavoro del cambio a dieci marce, che passa da un rapporto all’altro velocemente e in maniera quasi impercettibile, mentre le tante modalità di guida permettono di affrontare senza problemi anche i terreni più impervi, aiutati anche da una generose luce libera dal suolo che raggiunge i 20 centimetri.
Ford Explorer: perché comprarla
Spazio: le dimensioni imponenti della Explorer la rendono ideale per chi ha bisogno di tanto spazio.
Motore: il propulsore plug-in ha cavalli da vendere e spinge la Explorer in avanti con tanta grinta.
Comfort: che si sia da soli o in sette, a bordo dell’Explorer si viaggia sempre in assoluto comfort e silenziosità.
Ford Explorer: prezzo
Di seguito ecco il listino prezzi del Ford Explorer aggiornato a dicembre2022:
La nuova Kia Stonic ha un look vivace e giovanile, dalle linee quasi sportive. Dopo il restyling di qualche anno fa, che ha comportato soprattutto cambiamenti di sostanza introducendo la motorizzazione mild hybrid, l’auto è ancora più tecnologica e connessa. Ma Kia non ha rinunciato nemmeno a puntare sull’alto grado di personalizzazione: la verniciatura della carrozzeria prevede ben 20 combinazioni bi-color e 9 a tina unita.
La Kia Stonic ha misure in linea con le rivali dello stesso segmento. Lo sport utility coreano è meno alto delle concorrenti dirette: infatti, tenendo conto delle barre sul tetto, raggiunge i 152 centimetri di altezza, mentre la lunghezza della Kia Stonic tocca quota 4 metri e 14 centimetri, mentre la larghezza è di 1 metro e 76 centimetri, misure che sono rimaste invariate con l’ultimo restyling. Buone le dimensioni del bagagliaio, che ha una capacità minima di 352 litri (332 per le versioni con ruotino di scorta).
Dimensioni
Lunghezza
4.140 mm
Larghezza
1.760 mm
Altezza
1.520 mm
Passo
2.580 mm
Kia Stonic: esterni
Il design della Kia Stonic è frutto della collaborazione fra il centro Stile europeo e quello coreano: si contraddistingue per la griglia ‘tiger nose’, i paraurti massicci, le fiancate alte e le modanature laterali, mentre la larghezza è esaltata dall’andamento avvolgente dei fari e dal design delle luci LED. Tre le taglie disponibili per i cerchi in lega di serie, da 15″, 16″ o 17″.
Nella parte anteriore, le linee parallele che corrono dal cofano verso il posteriore conferiscono sportività, esaltata dal vistoso spoiler sopra il lunotto. Originale è il montante posteriore che ha un colore diverso da quello sul anteriore e sale fino al tetto, attraversandolo da una parte all’altra. E per chi viaggia spesso carico, su Stonic le barre al tetto sono di serie fin dall’allestimento di accesso alla gamma.
Kia Stonic: interni
Gli interni della Kia Stonic sono spaziosi e si distinguono per le linee semplici. I sedili sono in tessuto grigio scuro o nero a seconda dell’allestimento, la seduta è comoda e non eccessivamente alta. La pedaliera in alluminio (allestimento GT Line), così come il nuovo pomello del cambio e il volante in pelle conferiscono un tocco di sportività all’interno dell’auto, dove le plastiche rigide predominano.
Nel cruscotto, l’unico elemento digitale è rappresentato dal piccolo display da 3,5″ con il computer di bordo, utile per tenere sott’occhio i consumi, mentre spicca al centro della plancia il nuovo touchscreen da 8” per l’infotainment UVO Connect, compatibile con Android Auto e Apple CarPlay. Inoltre, a bordo sono di serie moltissimi sistemi di sicurezza e assistenza, come la retrocamera e i freni a disco di serie già con il modello di partenza.
Kia Stonic: motori
La gamma motori ha subito una recente ampliazione: ora Kia Stonic + disponibile con propulsore a benzina, GPL o mild-hybrid. Una sola la motorizzazione benzina tradizionale: si tratta di un 1.2 DPI da 84 CV, abbinato al cambio manuale. Due invece i modelli GPL disponibili: si parte con un 1.2 LPG da 82 CV, basato sull’unità benzina, ma per chi cerca più potenza è disponibile un 1.0 T-GDI da 95 CV, abbinato alla trazione automatica DCT.
L’ultimo restyling ha inoltre introdotto nuovi propulsori mild hybrid, chiamati Ecodynamics+. L’ibrido integra il motore 1.0 T-GDI di ultima generazione con una batteria agli ioni di litio da 48V, che alimenta un motogeneratore elettrico. Due le versioni disponibili: una da 100 CV con cambio manuale a 6 rapporti e una più potente da 120 CV con cambio automatico DCT a 7 rapporti.
Kia Stonic: consumi
Buoni i consumi dichiarati per Kia Stonic. Partendo dal benzina, quest’unità necessiterebbe di circa 5,5-6,1 l/100 km, mentre le più potenti versioni GPL registrano un dato pari a 7,1-7,7 l/100 km. Un po’ di risparmio lo si ha con le versioni MHEV, che grazie al supporto del motore elettrico vedono scendere il dato dei consumi a 5,1-5,7 l/100 km. I dati comunicati dalla casa sono stati calcolati su ciclo combinato WLTC.
Kia Stonic: allestimenti
Sono due gli allestimenti disponibili per la rinnovata Kia Stonic.
Urban: rappresenta l’allestimento di accesso alla gamma, con un buon equipaggiamento di serie.
Style: offre un ricco pacchetto che include diversi ADAS avanzati e dotazioni come i fendinebbia Led.
GT Line: pensato per chi cerca un allestimento più ricco e dal piglio più sportivo.
Urban: include di serie Cerchi in lega da 15’’, Fari anteriori alogeni bi-funzione, Fari fendinebbia, Climatizzatore manuale, Supervision cluster da 3,5’’ o Supervision cluster da 4,2’’ (Su Urban solo MHEV), Bluetooth con riconoscimento vocale, Comandi audio al volante, Porta USB anteriore, Radio DAB con schermo touchscreen da 8’’ con Apple CarPlay/Android Auto, Retrocamera con linee guida dinamiche, , Tweeters, Sensori di parcheggio anteriori e posteriori, Sensore crepuscolare, Stop & Go (ISG), Drive mode select (Solo con 1.0 TGDI), ABS, ESC, HAC, Freni a disco anteriori e posteriori, Sistema di monitoraggio pressione pneumatici (TPMS), Airbag laterali anteriori e a tendina anteriori e posteriori, lato guida e passeggero, Kit di riparazione pneumatici, Predisposizione ISOFIX, Griglia anteriore nera con cornice silver, Modanatura laterale nera, Barre longitudinali al tetto, Maniglie esterne in tinta carrozzeria, Paraurti in tinta carrozzeria, Passaruota in vernice high glossy black, Protezioni sottoscocca anteriori e posteriori in vernice silver, Retrovisori esterni riscaldabili e regolabili elettricamente, Retrovisori in tinta carrozzeria, Alzacristalli elettrici anteriori e posteriori – funzione auto up/down & safety lato guida, Chiusura centralizzata con chiave ripiegabile, Poggiatesta anteriori regolabili in 4 direzioni e in altezza, Sedile guida regolabile in altezza, Servosterzo elettrico + volante regolabile in altezza e profondità, Sedili in tessuto, Volante rivestito in pelle, 7 anni di garanzia / 150.000 km (secondo disposizioni della Casa).
Style: aggiunge Cerchi in lega da 16’’ (solo con 1.2), Cerchi in lega da 17’’ (solo con 1.0 TGDI), Fari anteriori Full LED (tecnologia a riflessione), Luci di posizione anteriori a LED, Luci diurne anteriori a LED, Vetri posteriori oscurati, Climatizzatore automatico, Cruise control con speed limiter, Smart Cruise Control (solo con MHEV DCT), Driver Attention Warning, Forward Collision Avoidance assist vetture, pedoni e ciclisti, High Beam Assist, Lane Following Assist, Lane Keeping Assist, Porta USB posteriore (solo funzione di ricarica), Finiture interne in high glossy black, Alette parasole con illuminazione, Maniglie interne satinate, Griglia anteriore in high glossy black con cornice satinata, Bracciolo anteriore con vano portaoggetti.
GT Line: aggiunge Cerchi in lega da 17’’ con design GT Line, Fari fendinebbia a LED, Fari posteriori a LED, Retrovisori esterni con indicatori di direzione integrati a LED, Retrovisori esterni ripiegabili elettricamente, Pedaliera in alluminio, Sedili in tessuto e pelle artificiale, Volante sportivo con forma a D e rivestito in pelle traforata, Vernice metallizzata o perlata, Sedile passeggero regolabile in altezza, Smart key con start button.
Kia Stonic: perché comprarla
Design: se si cerca qualcosa fuori dagli schemi dal punto di vista estetico la Kia Stonic potrebbe essere l’auto ideale.
Connettività: l’interazione con gli smartphone è molto elevata fin dall’allestimento base.
Motori: l’ampia scelta di motorizzazioni permette ad ogni persona di scegliere il modello più adatto ai propri bisogni.
Kia Stonic: prezzi
Di seguito ecco il listino prezzi Kia Stonic aggiornato a dicembre 2022:
Con il lancio della 500e, Abarth è ufficialmente entrata in una nuova era. Il primo modello completamente elettrico dello Scorpione, il costruttore compie un importante passo verso il futuro, senza però tagliare completamente i ponti con il passato: la 500 Abarth alimentata dai tradizionali propulsori a benzina, infatti, continuerà ad essere prodotta ancora per diverso tempo.
Abarth 500e
Abarth 500e
La prima elettrica di Abarth è sviluppata sulla base della Fiat 500e. Ad alimentarla, infatti, è la medesima batteria da 42 kWh, che manda energia ad un motore posizionato tra le ruote anteriori, capace di sviluppare una potenza di 155 CV per 235 Nm di coppia. Numeri che le assicurano uno scatto da 0 a 100 km/h in 7 secondi netti e prestazioni simili a quelle della variante meno potente della 500 Abarth a benzina, quella da 165 CV. Nella prima fase di commercializzazione l’unico allestimento disponibile sarà la serie speciale Scorpionissima, ordinabile a partire da febbraio 2023, caratterizzata da una dotazione particolarmente ricca, proposta ad un prezzo di 43.000 euro.
Così come il 2022, anche il 2023 sarà un anno di transizione per Jaguar, che da qui ad un paio d’anni si appresterò ad affrontare una vera e propria rivoluzione che la porterà a cambiare il proprio posizionamento sul mercato. L’unica vera novità attesa per il prossimo anno, infatti, è rappresentata dal debutto di una serie speciale basata sulla sportiva F-Type.
F-Type 75 Special Edition
In attesa dei SUV
Il vero cambio di rotta è atteso per il 2024, quando arriverà il primo di una nuova famiglia di Suv elettrici che avranno sulle spalle un arduo compito: quello di traghettare il marchio verso nuovi segmenti di mercato legati al lusso. L’obiettivo di Jaguar, infatti, è quello di trasformarsi da brand premium a branddi lusso, partendo proprio da tre nuovi Suv elettrici, per fare concorrenza a marchi quali Bentley e Rolls Royce.
F-Type 75 Special Edition
Per omaggiare la lunga storia dei modelli XK, iniziata nel 1948 con il lancio della XK120, Jaguar nel 2023 presenterà la F-Type 75 Special Edition. Questa, di fatto, rappresenterà il canto del cigno per il modello, che, ben presto, si vedrà costretto a fare l’addio ai motori endotermici. La nuova versione speciale sarà disponibile in abbinamento a tutti e tre i propulsori a listino: il 2.0 a 4 cilindri da 300 CV, il 5.0 V8 da 450 CV e il V8 sovralimentato della F-Type R da 575 CV e 700 Nm di coppia.