Fabbrica BMW: dove nascono i modelli della casa dell’Elica

Fabbrica BMW: dove nascono i modelli della casa dell'Elica 4

Lo stabilimento di Regensburg, Ratisbona in italiano, è uno dei più importanti per BMW. Qui è stata incrementata la logistica a basse emissioni e dato il via alla produzione del Suv X1 su una piattaforma multienergia. Sono i primi passi della strategia iFactory voluta dalla casa tedesca che prevede, in poco tempo, l’uniformità dei parametri di efficienza, tecnologia e sostenibilità di tutti gli stabilimenti produttivi del marchio. Al momento gli impianti tedeschi di Dingolfing e Monaco e quello di Shenyang, in Cina, sono i primi ad aver completato l’ambizioso percorso energetico.

Lo stabilimento bavarese di Regensburg è stato costruito negli anni ’80 per dare una mano all’impianto di Monaco nella produzione della Serie 3: l’aumento della domanda rese necessario un secondo sito per la costruzione della vettura cult di quel periodo. I lavori iniziarono nel 1984 e l’impianto fu inaugurato due anni dopo con l’avvio delle linee di assemblaggio; mentre è datata 1990 l’inaugurazione del reparto per la costruzione in loco delle carrozzerie.

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Numeri da record

Regensburg festeggia nel 1995 il primo milione di auto prodotte in meno di dieci anni. Due anni dopo, insieme alla celebrazione delle 50.000 M3, viene aggiunto un nuovo reparto per lo stampaggio di componenti metallici. Nel 2001 la produzione totale raggiunge quota due milioni e Bmw decide che anche la nuova Serie 1 sarebbe stata prodotta in questo stabilimento a partire dal 2004. Alla compatta seguono auto sportive come la Z4 seconda generazione, assemblata dal 2009 al 2018, e la Serie 4 cabriolet. I primi modelli nati sulla piattaforma a trazione anteriore, la Serie 2 Active Tourer e la seconda generazione del Suv X1, rappresentano la vera svolta per la fabbrica. Al giorno d’oggi X1 è il principale modello assemblato a Regensburg insieme a X2 e alla terza generazione di Serie 1, anch’essa spostata sulla nuova base. Quella della Serie 3, invece, si è fermata dopo la F30, dato che la successiva G20 viene prodotta a Monaco. Oggi la fabbrica di Regensburg ospita 9.000 dipendenti per una capacità produttiva di 200.000 vetture l’anno.

Fabbrica BMW: dove nascono i modelli della casa dell'Elica

Elettrico e multienergia a braccetto

Tre anni fa lo stabilimento di Regensburg ha iniziato il cammino verso l’era elettrica, con l’assemblaggio delle versioni ibride plug-in di X1 e X2. Nel 2021, Bmw ha stanziato 750 milioni di euro per la produzione di componenti per veicoli elettrici in questa fabbrica e a Dingolfing e Lipsia, in vista dell’arrivo dei nuovi modelli elettrificati. Gli alloggiamenti per celle hanno rappresentato il primo passo verso i nuovi veicoli e, nel 2022, sono arrivati anche l’assemblaggio dei pack batteria completi ad alto voltaggio e l’installazione delle linee della nuova generazione di X1, compresa la variante a zero emissioni iX1, inaugurate nel luglio del 2022. Questa vettura è il vero anello di congiunzione tra la produzione classica e quella futura ed è stata sviluppata su una piattaforma multienergetica che ospita motori tradizionali, elettrificati, ibridi ed elettrici. Questa flessibilità consente di assemblare tutte le varianti della gamma sulla medesima linea.

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Guida autonoma e carburanti alternativi

Nella fabbrica di Regensburg va avanti anche il percorso di decarbonizzazione: all’energia sostenibile si aggiungono le tecnologie digitali che consentono di migliorare l’efficienza della produzione, come l’utilizzo di robot a guida autonoma per il trasporto dei materiali gestiti con il sistema IoT sviluppato insieme a Microsoft.

BMW ha testato i carburanti alternativi per la movimentazione esterna: nel 2018 ha lanciato un progetto pilota per verificare l’efficacia del trasporto con mezzi a metano liquido. Il marchio tedesco, per portare a Regensburg motori provenienti dalla fabbrica austriaca di Steyr, si è affidato a motrici Iveco S-Way LNG, che assicurano autonomie analoghe al gasolio con emissioni molto più contenute.

Fabbrica Peugeot: dove nascono i modelli del Leone

Fabbrica Peugeot: dove nascono i modelli del Leone 3

Efficienza e risparmio delle risorse, in alcuni casi, possono essere sinonimo di maggiore produttività e risultati migliori. È il caso dello storico stabilimento Peugeot di Sochaux, nel nord est della Francia, che nel 2019 ha visto l’inizio di un radicale rinnovamento terminato lo scorso anno. L’impianto è stato potenziato, aggiornato e preparato a produrre e sviluppare i futuri modelli elettrici, a fronte di una riduzione della superficie occupata. Il complesso si estende su una superficie complessiva di due milioni di metri quadrati, nella quale lavorano circa 15.000 dipendenti.

La casa del Leone

Da oltre un secolo Sochaux è la casa del marchio automobilistico del Leone. La cittadina francese, che si trova nella regione della Franca Contea, poco distante dal confine con la Svizzera, ospita la fabbrica, il quartier generale del brand e il Musée de l’Aventure Peugeot. L’impianto di Sochaux viene inaugurato nel 1912 e già a metà degli anni ’20 è il sito principale della casa automobilistica. Nel 1937 i lavoratori impiegati sono 12.000, per una produzione di 40.000 vetture l’anno, un record nazionale per quel periodo. Due anni dopo, lo stabilimento riesce a coprire il 25% dell’intera produzione francese di autoveicoli.

Fabbrica Peugeot: dove nascono i modelli del Leone

Dopo la fine della seconda guerra mondiale, Sochaux ospita anche gli impianti per la costruzione di vari componenti come sedili e ammortizzatori; reparti chiusi successivamente, insieme alla fonderia, a seguito del passaggio alle forniture esterne. Questo impianto ha visto la nascita di vetture storiche come la 203, che ha dato il via all’era postbellica, e le successive 403, 404, 504, 405, 406, 605, 607, ecc. ecc. Più recentemente, insieme alla fabbrica di Mulhouse, a Sochaux sono state prodotte le prime generazioni di 308, 3008 e 5008, tra i modelli Peugeot più venduti di oggi e in generale.

Più efficienza con un piano da 200 milioni

L’impianto è sempre stato fra i primi per volumi prodotti, ma alla fine dello scorso decennio registrava un gap di efficienza rispetto ad altri stabilimenti del gruppo, a causa di alcune procedure produttive di vecchio stampo. Soprattutto per quanto riguarda la logistica, con 24 km di nastri trasportatori e un intenso traffico di camion per movimentare i materiali, e nella lastroferratura. Per migliorare questi processi, nel 2019 è stato varato il Piano Sochaux 2022; il programma triennale di adeguamento con un investimento di 200 milioni di euro, per l’aggiornamento di processi e la crescita della capacità produttiva da 320.000 a 400.000 vetture l’anno.

Dopo gli ammodernamenti, Sochaux ha rafforzato il ruolo di riferimento non soltanto per Peugeot, ma per tutto il Gruppo, trasformandosi anche in uno dei centri tecnologici di sviluppo delle piattaforme elettriche sulle quali Stellantis ha varato il piano strategico “Dare Forward 2030”.

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Megapresse e altri macchinari per migliorare e sveltire la produzione

Le linee di produzione, in pratica, sono state ripensate completamente. Le linee di assemblaggio dei veicoli, prima distribuite in cinque edifici, sono state concentrate al centro della fabbrica e i collegamenti con le altre aree sono stati ripensati secondo criteri più moderni. Le piattaforme mobili, più pratiche ed ergonomiche per i lavoratori, hanno sostituito una parte dei sistemi di trasporto a nastro; mentre a un trasloelevatore alto 25 metri è stata affidata la movimentazione dei componenti da e per il magazzino. I profondi cambiamenti hanno consentito anche la razionalizzazione degli spazi e degli edifici e, di conseguenza, il consumo energetico. Oggi, con l’aumento previsto dei volumi, la produzione a Sochaux impegna più o meno la metà della superficie occupata sei anni anni fa, e ha liberato 44 ettari di terreno, circa il 22% dell’area coperta dal complesso, riconsegnati al comune di Pays de Montbéliard.

Il reparto carrozzerie è stato il primo a beneficiare della ristrutturazione, nel 2019. Sono state installate nuove megapresse, costate 33 dei 200 milioni di euro investiti complessivamente a Sochaux. I nuovi macchinari sono in grado di stampare componenti sia in acciaio sia in alluminio e di gestire la produzione di sei diverse carrozzerie in un solo ciclo di stampaggio, abbassando i tempi di lavorazione. L’ultima parte dei lavori, tra settembre e la fine dello scorso anno, è stata riservata alla riconversione di un’ex-area di assemblaggio carrozzerie in laboratorio per i futuri modelli elettrici. In questo spazio verrà sviluppata la piattaforma STLA Medium, che vedrà la nascita di diversi modelli a zero emissioni della nuova generazione.

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Meno emissioni con energie pulite e più rifiuti riciclabili

La riduzione dell’impatto sull’ambiente è iniziata alla fine del secolo scorso, ma si è concretizzata lo scorso decennio. Nel 2010 su più di 9.300 metri quadrati di parcheggi coperti sono stati montati pannelli solari che producono in media 1.400 kW di energia elettrica l’anno, permettendo di risparmiare 450 tonnellate di CO2. Il piano di riduzione progressiva dei rifiuti è iniziato nel 1999, quando lo stabilimento ha ottenuto la certificazione ISO 14001, con l’obiettivo di abbassare del 75% i rifiuti non riciclabili e le emissioni di CO2 nel giro di otto anni e tagliare il consumo di acqua dell’80% entro dieci anni.

Fabbrica Mercedes: dove nascono i modelli della Stella

Fabbrica Mercedes: dove nascono i modelli della Stella

L’impianto di Brema è uno dei più importanti in assoluto per Mercedes. Nello stabilimento tedesco è iniziata l’era elettrica grazie a EQC, il primo modello della nuova famiglia a zero emissioni del marchio. Questa fabbrica, in realtà, non è stata fondata da Mercedes: fu edificata nel 1938 dalla Borgward, che fino agli anni ’60 ha prodotto qui berline e vetture sportive. Poi con il fallimento del marchio, è passata sotto il controllo della Hanomag, a sua volta rilevata da Daimler-Benz.

Le prime Mercedes sfornate a Brema, e contemporaneamente negli stabilimenti di Stoccarda e Sindelfingen, sono state le berline medio-superiori W114/115, seguite dalle W123 e W124 e dalla successiva Classe E W210, fino al 2003. La svolta si è registrata nel 1982, con l’inizio della realizzazione della 190, prima Mercedes di classe media, e della successiva Classe C W202. La produzione europea di questi modelli si è insediata in maniera definitiva a Brema, al fianco alla SL, prodotta in questa fabbrica con la serie R129 del 1989.

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La casa di 12 modelli

L’impianto tedesco ha visto nascere anche i Suv di classe media, derivati dalla Classe C, partendo nel 2008 con GLK, per continuare con GLC, anche coupé, da cui nel 2018 è arrivato EQC, il primo modello elettrico capostipite della gamma EQ, che oggi si è allargata anche nei segmenti inferiori e superiori. Grazie ai nuovi arrivi, e prima dello stop di SLK/SLC nel 2020, l’impianto di Brema ha ottenuto un nuovo record arrivando alla produzione contemporanea di 12 modelli diversi. Per raggiungere questa flessibilità, nel 2016 il marchio ha realizzato un importante piano di ammodernamento. I 750 milioni di euro investiti sono stati destinati anche all’implementazione dell’efficienza energetica e delle tecnologie per la riduzione dell’impatto ambientale e della produzione di rifiuti.

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Dimensioni e produttività al top

Brema è uno degli impianti Mercedes più grandi d’Europa e uno dei primi nel mondo. Si estende su oltre 1,5 milioni di metri quadrati e dà lavoro a 12.500 addetti. Per estensione e numero di dipendenti è dietro solo ai siti di Sindelfingen e di Stoccarda, vicino al quartier generale del marchio, che però produce scocche, motori e componenti. La pandemia, nel 2020, non ha fermato l’impianto di Brema che è stato il primo in assoluto per unità prodotte, con 324.000, superando Sindelfingen, che si è fermato a 319.000.

Oggi lo stabilimento di Brema è un riferimento per la Classe C, che con la serie W206 torna ad essere prodotta in questa fabbrica in entrambe le versioni principali e per la GLC, per cui svolge anche il ruolo di coordinamento delle fabbriche di Stati Uniti e Sudafrica. Oltre a questi modelli e alla EQC, l’impianto tedesco è teatro dell’assemblaggio della nuova AMG SL e delle varianti coupé e cabriolet della Classe E, che continuano a utilizzare una piattaforma di derivazione Classe C.

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Le ultime auto tradizionali e le nuove elettriche

Le sportive derivate da Classe C ed E saranno tra gli ultimi modelli a motore endotermico lanciati da Mercedes prima della totale conversione all’elettrico annunciata dal marchio a partire dal 2025. Accanto a questi, a Brema verranno prodotte la GLC e la seconda generazione di EQC. Sempre fra due anni nell’impianto tedesco partirà la produzione di nuovi modelli con acciaio ottenuto con nuovi processi a basse emissioni di CO2, che aiuteranno a ridurre indirettamente l’impronta di carbonio della produzione di queste vetture e a raggiungere l’obiettivo della neutralità fissato per il 2039.

Fabbrica Skoda: dove nascono i modelli della Fraccia Alata

Fabbrica Skoda: dove nascono i modelli della Fraccia Alata 3

Mlada Boleslav è da più di un secolo sinonimo di motori e mezzi di trasporto. La cittadina della Repubblica Ceca, oltre all’impianto della Laurin&Klement, che poi è diventato Skoda, dove si producono auto dal 1905, ha ospitato anche la realizzazione del primo aereo prodotto nell’attuale Repubblica Ceca.

Il quartier generale di Skoda, oltre a essere la prima realtà industriale a livello nazionale, è anche una delle fabbriche maggiormente coinvolte nel piano strategico del gruppo Volkswagen, che ha acquisito Skoda negli anni ’90 del secolo scorso, facendone un marchio globale, nel passaggio all’era elettrica.

L’inizio con le biciclette

L’impianto risale al 1895, quando fu creato da Laurin&Klement per la produzione di biciclette e motociclette. La prima automobile arriva 10 anni dopo, con la struttura che già impiegava più di 350 addetti in poco meno di 10.000 metri quadrati. Una prima svolta si ha nel 1925, quando l’azienda viene acquisita dalla metallurgica Skoda che, alcuni anni prima, aveva avviato la costruzione di auto di lusso insieme a Hispano-Suiza, ma con poco successo.

Per la fabbrica di Mlada Boleslav è la prima conversione di una certa importanza: la produzione si espande ad auto medie e superiori con motori da 4 a 6 e anche 8 cilindri e viene impiegata una catena di montaggio di concezione moderna. A fine anni ’20 l’azienda decide di iniziare a sfornare anche vetture di fascia più bassa, la serie Popular, date le difficoltà incontrate nel mercato nazionale delle auto di prestigio.

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Il secondo dopoguerra e l’arrivo di Volkswagen

Durante la seconda guerra mondiale, la fabbrica è stata convertita alla produzione di armi e successivamente danneggiata dai bombardamenti. Dopo la fine del conflitto, anche per merito degli operai, l’area è stata rimessa in funzione e, in poco tempo, è riuscita a riprendere la produzione di vetture. Da fine anni ’50 fino agli anni ’80, Mlada Boleslav ha sfornato tutti i modelli più importanti del marchio, come la prima Octavia, la 1100 MB a motore posteriore e la Favorit seguita dalla Felicia, primo modello uscito dopo l’entrata di Skoda nel gruppo Volkswagen, nel 1991.

Il gigante tedesco ha investito tanto nel complesso in Repubblica Ceca, costruendo un impianto completamente nuovo in cui nel 1996 è iniziata la produzione della nuova Octavia, primo modello interamente progettato dopo l’acquisizione; seguito da Fabia, Rapid e le loro eredi, fino alla compatta Scala e ai Suv compatti Karoq e Kamiq. Nello stabilimento oggi lavorano oltre 20.600 dipendenti.

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Meno emissioni, grazie anche alla verniciatura

Due anni fa il complesso ha tagliato il traguardo delle 15 milioni di vetture prodotte dalla nascita del marchio. Ma non c’è solo la produzione: a Mlada Boleslav ci sono anche sede, quartier generale di Skoda, la più importante fabbrica di motori, il reparto per la produzione di carrozzerie e la fonderia. Tre anni fa è stato aggiunto un nuovo reparto verniciatura da 168.000 unità l’anno, che fa salire il volume di questo comparto a 812.000 carrozzerie l’anno. È costato quasi 215 milioni di euro e ha un sistema di trasporto e identificazione delle scocche che permette una lavorazione più precisa. Inoltre l’inserimento di robot più efficienti ha ridotto la quantità di vernice, rigorosamente ad acqua ad eccezione dello smalto, e i tempi di asciugatura abbassando del 20% il consumo energetico.

È un tassello del piano di riduzione delle emissioni di anidride carbonica che Skoda ha inserito nel programma Green Future, con l’obiettivo di “ripulire” produzione, prodotti e attività commerciali. Dai primi mesi del 2020, a Mlada Boleslav e nelle altre fabbriche, tutti gli imballaggi e i componenti usa e getta sono completamente riciclati o inceneriti. È l’inizio di un lento processo di transizione verso energie sostenibili, tra cui impianti fotovoltaici e biogas, che si completerà entro questo decennio. Anche la logistica è regolata dalle tecnologie 4.0: per esempio, l’app AI Optikon aiuta a disporre in modo ideale i pallet nei container, riducendone il numero e ottimizzando gli spostamenti con un risparmio di varie tonnellate di CO2 all’anno.

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Elettrico e tradizionale vanno a braccetto

Il complesso di Mlada Boleslav è uno dei primi e il primo in assoluto del marchio Skoda ad avviare la conversione alla produzione di batterie ad alto voltaggio, al ritmo iniziale di 4.000 l’anno, e di vetture elettriche. Lo stanziamento di 32 milioni di euro e il processo di formazione per circa 20.000 addetti sono stati i primi passi della transizione, che ha preso il via nel settembre di tre anni fa con la Skoda Enyaq iV. La cugina delle Volkswagen ID.3 e ID.4 è l’unica auto della nuova generazione elettrica che il gruppo Volkswagen produce fuori dalla Germania, regalando a Mlada Boleslav il titolo di unico impianto in cui vengono assemblati modelli sia sulla piattaforma elettrica Meb sia su quella generalista Mqb.

Fabbrica Audi: dove nascono i modelli dei Quattro Anelli

Fabbrica Audi: dove nascono i modelli dei Quattro Anelli 2

Tra i tanti siti produttivi di Audi sparsi un po’ per tutto il mondo, il complesso di Gyor, in Ungheria, rappresenta uno dei più importanti. Questo, infatti, è attivo da poco meno di 30 anni e ricopre un ruolo fondamentale nel processo di decarbonizzazione e nella produzione europea di Audi.

L’impianto ungherese è tra i più prolifici al mondo: è la prima fabbrica di motori del marchio tedesco e ha prodotto e produce tutte e tre le generazioni della sportiva Audi TT, la maggior parte dei Suv Q3 e alcune varianti della A3. In più, dal 2020, ha ottenuto, come gli altri stabilimenti europei, la certificazione “carbon neutral” grazie all’impiego di energia interamente derivante da fonti rinnovabili.

Una storia lunga 30 anni

Il complesso è conosciuto come Audi Hungaria ed è stato fondato con l’omonima società controllata da Audi AG. L’inaugurazione risale al 1993 e rappresenta ancora oggi uno dei più ingenti investimenti stranieri in Ungheria. L’attività a Gyor è partita con la produzione di motori, raggiungendo in fretta il titolo di prima fabbrica mondiale di propulsori per volumi annui: nel 2021 toccarono quota 1.620.000, insieme al traguardo dei 40 milioni complessivi. In seguito, nell’impianto ungherese sono stati prodotti anche parti di carrozzeria e intere vetture.

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Oltre a motori e componenti forniti a tutti i marchi del gruppo, nel 1998 è stata installata la linea di assemblaggio finale della Audi TT, la prima sportiva Audi realizzata sulla piattaforma compatta del gruppo Volkswagen, dove poco prima era nata la Audi A3. Da questo momento in poi tutte e tre le generazioni della coupé e della Roadster, sono state ultimate a Gyor, unendo la meccanica prodotta in loco alle scocche provenienti da Ingolstadt. Alla TT si sono affiancante alcune varianti della A3, come la sportiva S3 di prima generazione e versioni della seconda e terza generazione. La vera e propria seconda linea è arrivata nel 2018 con il Suv Q3: a partire dalla seconda generazione la produzione si è spostata dallo stabilimento spagnolo Seat di Martorell a Gyor.

Come una piccola città

L’impianto ungherese occupa un’area di 5,2 milioni di metri quadrati e dà lavoro a circa 12.000 addetti, dei quali 5.000 impiegati nella produzione dei motori. Il complesso rappresenta anche un importante centro di ricerca e sviluppo che sta già convertendo le proprie competenze alla realizzazione di motori e assali per vetture ibride ed elettriche. Sono stati prodotti qua i primi motori per i modelli della famiglia e-tron e arriveranno sempre da qua i propulsori per i modelli alto di gamma del futuro sviluppati insieme a Porsche sulla nuova piattaforma Ppe.

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Metano, vapori e biogas per l’energia pulita

Gyor è tra le fabbriche più recenti e moderne del gruppo Volkswagen ed è anche una delle più sostenibili. Nel 2020 ha ottenuto la certificazione di “carbon neutral”, dopo l’impianto Audi di Bruxelles, e compiuto un altro importante passo verso la neutralità dell’intera rete produttiva del marchio entro il 2025 e successivamente dell’intera filiera, fornitori compresi, secondo il piano Mission:Zero.

Il complesso ungherese brilla per la diversificazione delle risorse e l’ottimizzazione anche della logistica. A partire dal 2012, il fabbisogno di energia termica è coperto per il 70% da impianti geotermici, che utilizzano i vapori del sottosuolo generando 82.000 MWh l’anno, e per il restante 30% da metano e da biogas, riducendo le emissioni di CO2 di 50.000 tonnellate. Sempre nel 2020 si è aggiunta l’attivazione dell’impianto fotovoltaico a tetto più grande d’Europa. È stato realizzato insieme a E.ON e installato sopra i due edifici logistici: è formato da 36.400 celle, occupa una superficie complessiva di 160.000 metri quadri e genera una potenza massima di 12 MW.

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Un ulteriore taglio alle emissioni di CO2

La neutralità nelle emissioni di CO2 è stata ottenuta anche grazie a una minuziosa ottimizzazione, che nel 2019 ha portato a una riduzione dei consumi energetici pari a 18.000 MWh e oltre 5.700 tonnellate di CO2 l’anno. La riorganizzazione della logistica, grazie a trasporti effettuati quasi esclusivamente su ferrovia, ha consentito un ulteriore risparmio di 13.000 tonnellate di CO2 l’anno. Infine le emissioni non eliminabili di alcuni processi, come i test al banco dei motori e le fasi di produzione, sono state bilanciate da programmi di riforestazione che hanno assicurato l’assorbimento della CO2 equivalente.

Stop benzina e diesel 2035: ora è ufficiale

Dal 2035 stop alla vendita di auto con motore endotermico in Italia

Ora c’è l’ufficialità: l’Europa decreta lo stop alla vendita di nuove auto a benzina e diesel dal 2035. Resta uno spiraglio per le vetture termiche grazie al via libera anche ai motori a combustione alimentati da e-fuel, come proposto dalla Germania. Bocciati, per il momento, i biocarburanti promossi dall’Italia, che continuerà ancora a riproporli.

Con questa decisione, dal 2035 in Europa le uniche auto nuove messe in vendita saranno quelle a zero emissioni, ovvero le 100% elettriche, quelle a idrogeno o quelle alimentate con carburanti sintetici, esclusi quelli di origine fossile. Il bando dell’Unione europea non riguarda le vetture già circolanti, che potranno continuare a essere vendute in tutti gli stati membri.

Italia, Bulgaria e Romania si sono astenute dal voto dopo il mancato accoglimento delle richieste sulla proroga dei tempi per la decisione definitiva sui biocarburanti. La Polonia ha votato no allo stop alle auto con motori endotermici: le spese per l’elettrificazione non possono ricadere sugli automobilisti e sui cittadini e chiede alla Commissione lo stanziamento di incentivi per abbassare il prezzo finale delle vetture.

biodiesel

L’auto in Europa nei prossimi anni

Il bando alle vetture endotermiche rientra nel pacchetto di riforme climatiche Fit for 55, che prevede la riduzione delle emissioni di CO2 in Europa del 55%, rispetto ai livelli del 1990, entro il 2030. Sono previsti due grandi passaggi per il 2030 e il 2035, a cui si aggiunge quello del 2025. Nello specifico abbiamo il taglio del 15% delle emissioni nel 2025, rispetto ai livelli del 2021; il taglio del 55% delle emissioni nel 2030, il 50% per i furgoni, sempre rispetto ai livelli del 2021 e il taglio del 100% delle emissioni nel 2035.

Via libera agli e-fuel

La decisione comunitaria tiene in vita i motori termici, a patto che siano alimentati da carburanti climaticamente neutri. Al momento la Commissione europea ha aperto solo agli e-fuel, dopo aver accolto le richieste della Germania, che si è adoperata per salvare l’investimento da 100 milioni di dollari di Porsche nei carburanti sintetici. Il prossimo passo dell’esecutivo Ue è la preparazione di una proposta di regolamento sugli e-fuel, da completare entro il prossimo autunno. Se non dovesse essere approvato, sarà ripresentato successivamente in modo da beneficiare della clausola di revisione al 2026, quando Bruxelles dovrà analizzare i progressi registrati dai carburanti alternativi in termini di sostenibilità ambientale.

Hyundai Kona elettrica: prezzi, caratteristiche e scheda tecnica 8

Spiragli per i biocarburanti

L’Italia, come detto, non ci sta e, dopo essersi astenuta dal voto al Consiglio Ue, insiste sui biofuel. “Ci adopereremo, nell’ambito delle procedure di approvazione degli atti legislativi indicati dalla Commissione europea, per far considerare anche i biocarburanti tra i combustibili neutri in termini di CO2. Riteniamo la previsione nella dichiarazione della Commissione dei soli carburanti sintetici un’interpretazione troppo restrittiva”, le parole del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. La clausola di revisione al 2026 offre una speranza concreta ai biocarburanti, anche se è difficile che fra tre anni l’industria automobilistica faccia retromarcia rispetto all’elettrificazione. Deluso anche Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti: “L’approccio ideologico della Commissione si è limitato ad aprire agli e-fuel – dice il ministro – ma confidiamo che gli esperti sappiano dimostrare anche la piena sostenibilità dei biocarburanti. L’anno prossimo ci saranno nuovo Parlamento e nuova Commissione: la partita non è finita”.

Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, è più ottimista. “Il motore endotermico sopravvivrà accanto a quello elettrico anche dopo il 2035. Il fatto stesso che sia un combustibile, in questo caso sintetico, che mantiene la produzione del motore endotermico, è per noi un elemento importante, perché ci garantisce un’intera filiera produttiva” conclude Urso.

Lynk & Co 08: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Lynk & Co 08: prezzi, dimensioni e caratteristiche 8

La Lynk & Co 08 è già una vettura di successo sul mercato cinese e presto potrebbe arrivare anche da noi. In Italia, l’offerta di veicoli Lynk & Co è ancora limitata, perciò la nuova crossover punta ad ampliare la gamma e rafforzare l’offensiva di mercato del marchio. Basata su una piattaforma di derivazione Volvo, la Lynk & Co 08 è un Suv di dimensioni generose spinto da un powertrain plug-in.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Lynk & Co 08:

 Scheda Tecnica
 Numero posti
 Bagagliaio
 Alimentazioni ibrida/plug-in
 Classe
 Cv/kW (da)
 Prezzo (da)
INDICE
Dimensioni
Interni
Esterni
Motori
Perché comprarla

Lynk & Co 08 dovrebbe presentarsi come un Suv dalle dimensioni generose, con una lunghezza stimata di circa 4,7 metri e basato sull’architettura CMA di Geely, già impiegata sulla Lynk & Co 01 e sulla Volvo XC40. Ciò potrebbe significare che la vettura offrirà una buona abitabilità interna e un vano bagagli capiente, adatto ad affrontare viaggi di lunga durata o per trasportare bagagli e oggetti ingombranti.

La Lynk & Co 08 presenta un design interno minimalista ed elegante, dove spicca il grande schermo touchscreen posizionato in modo prominente sulla plancia. Questo schermo, dotato del software Flyme Auto di Meizu, offre sofisticate funzioni di connettività e numerose opzioni di personalizzazione, tra cui la funzione split-screen.

Lynk & Co 08: prezzi, dimensioni e caratteristiche 9

La plancia, nel complesso, riprende il design minimalista reso celebre da Tesla, con una disposizione dei comandi essenziale e senza quadro strumenti dietro il volante.

Il design della Lynk & Co 08 mostra una ricerca estetica accurata. Il frontale della vettura è caratterizzato da un ridotto sbalzo e da un paraurti muscoloso, mentre le fiancate presentano maniglie a filo carrozzeria, con protezioni a contrasto nella parte inferiore e sugli archi passaruota.

Il posteriore presenta un design elaborato e particolare. La linea del tetto spiovente strizza l’occhio al mondo delle coupé e dona decisamente un tocco sportivo alla vettura. Il risultato è un design moderno e ricercato, che si sposa bene con le ultime tendenze del mercato.

La meccanica della Lynk & Co 08 è ancora avvolta dal mistero. Si sa però che il powertrain sarà plug-in, anche se non è esclusa la possibilità di versioni completamente elettriche. Non si hanno ancora informazioni ufficiali sulle motorizzazioni che saranno disponibili per il modello, ma ci si aspetta un’offerta al passo con i tempi e rispettosa dell’ambiente.

 

  • Immagine: il look della 08 è personale e originale, difficile passare inosservati.
  • Motori: la scelta dell’ibrido rappresenta un vantaggio in termini di efficienza e ecosostenibilità.
  • Interni: l’abitacolo, con il suo stile minimal, strizza l’occhio a competitor come Tesla.

Hyundai Staria: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Hyundai Staria: prezzi, dimensioni e caratteristiche 7

Dopo essere arrivata in Europa nel 2021, ora la Hyundai Staria sarà commercializzata anche in Italia. Rappresenta un segnale di rottura rispetto all’attuale tendenza del mercato in cui i SUV hanno letteralmente fagocitato l’intero segmento delle monovolume. La Staria, infatti, rispolvera questo tipo di carrozzeria. Disponibile in due configurazioni – da sette o da nove posti – è dotata di un motore turbodiesel da 177 CV e si fa riconoscere per un design fuori dagli schemi.

Ecco la scheda tecnica della Hyundai Staria:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 7/9
 Bagagliaio 831/1.303 litri
 Alimentazioni Diesel
 Classe Euro 6
 CV/kW (da) 177/130
 Prezzo (da) 43.000 €

hyundai ioniq usate
hyundai ioniq usate

 

INDICE
 Dimensioni
 Interni
 Esterni
 Motori
 Consumi
 Allestimenti
Perché comprarla
 Prezzi

La Mpv coreana è stata progettata per offrire il massimo spazio possibile a bordo, con il risultato di un comfort notevole soprattutto sulla versione a 7 posti. La lunghezza di Staria arriva a circa 5,3 metri, mentre larghezza e altezza si attestano entrambe sui 2 metri circa. Il passo, invece, misura quasi 3,3 metri. La capacità del bagagliaio, infine, va dagli 831 ai 1.303 litri sulla versione a sette posti. Comode anche le due porte laterali a scorrimento.

Dimensioni
Lunghezza 5.253 mm
Larghezza 1.997  mm
Altezza 1.990 mm
Passo 3.273 mm

Aprendo le portiere di Hyundai Staria si notano immediatamente i due schermi da 10,25 pollici: uno sopra la linea del volante da cui si accede alle informazioni di guida, uno al centro della plancia dedicato al sistema multimediale di infotainment (da 8 pollici nell’allestimento “base” Wagon). La connettività è assicurata dai sistemi Apple CarPlay e Android Auto senza fili. Il pannello centrale, poi, ospita i controlli del climatizzatore automatico di serie. Nel complesso, la sensazione è quella di una grande ariosità pensata per rendere i viaggi il più possibile confortevoli anche per i passeggeri posteriori.

Così, la configurazione dei sedili (7 o 9) è chiaramente pensata per offrire il massimo spazio possibile: grazie alla modalità Relax disponibile per Luxury da 7 posti i sedili si trasformano in chaise longue e quando sono totalmente reclinati offrono praticamente un letto. Staria è quasi un camper. Per quanto riguarda la dotazione di serie degli interni, su entrambe le versioni troviamo i sedili anteriori e il volante riscaldabili elettricamente. Al capitolo Adas, invece, troviamo una pletora di aiuti alla guida aggiornati. Fra questi sono inclusi il sistema di assistenza anticollisione frontale con riconoscimento veicoli, pedoni e cicli, il sistema di riconoscimento attivo dei limiti di velocità, e i sensori di parcheggio anteriori e posteriori con telecamera.

L’estetica di Hyundai Staria è inconfondibilmente aerodinamica e si basa su una sola linea che congiunge il paraurti anteriore alla sommità del lunotto. In generale presenta linee minimaliste e avanguardiste, soprattutto per quanto riguarda la peculiare firma ottica orizzontale delle luci diurne che si estende per tutta la larghezza del mezzo, in pieno rispetto del recente linguaggio stilistico inaugurato con le Bev ioniq. Il muso è ristretto, la mascherina ha una dimensione notevole ed è delimitata dai fari anteriori composti da sedici LED. Staria comunica così originalità e personalità.

Anche sul posteriore verticale troviamo le luci a LED Parametric Pixel, mentre il profilo è dominato dai cerchi in lega da 18 pollici e da una linea di cintura davvero bassa. Sfoggia di conseguenza vetrate enormi in controtendenza rispetto al mercato attuale e garantisce una notevole luminosità interna. Per quanto riguarda le personalizzazioni, Staria è venduta con 8 diverse colorazioni, mentre nella versione Luxury presenta anche alcuni elementi in color rame satinato.

hyundai ioniq usate
hyundai ioniq usate

Nel mercato del Bel Paese, Hyundai Staria è offerta con una sola opzione di motorizzazione: si tratta dal 2.2 VGT da 177 CV e 430 Nm. Interessante perché continua a puntare sull’alimentazione diesel, quest’unità è abbinabile alla trazione anteriore con cambio manuale a sei rapporti o automatico a otto marce, oppure alla trazione integrale AWD Htrac abbinata di serie alla trasmissione automatica. Le prestazioni si riassumono nella velocità di picco pari a 185 km/h e nello scatto da 0 a 100 km/h in 12,6 secondi.

A seconda dell’allestimento scelto, Luxury o Wagon, i consumi dichiarati dalla Casa coreana oscillano fra i 7,8 e gli 8,8 l/100km, con emissioni di CO2 che vanno dai 205 ai 232 g/km. La versione che consuma di più è sicuramente la AWD con trasmissione automatica.

 

Sono due gli allestimenti disponibili per Hyundai Staria:

  • Wagon: la variante a 9 posti vanta un buon equipaggiamento di serie, ricco e aggiornato.
  • Luxury: disponibile solo con cambio automatico, la versione a 7 posti è pensata per massimizzare il comfort a bordo.

Wagon: compresi nella dotazione di serie H.A.C., A.B.S., T.P.M.S., E.S.P, eCall, Thorax Airbag frontali, Hyundai SmartSense, Sistema di assistenza anti-collisione frontale con riconoscimento veicoli, pedoni e cicli (F.C.A 1.5), Sistema di assistenza anti-collisione di svolta (F.C.A. Junction Turning), Sistema di riconoscimento attivo dei limiti di velocità (I.S.L..A.),  Cruise Control Adattivo con funzione Stop & Go (S.C.C.) – (disponibile solo con cambio automatico), Sistema di mantenimento al centro della carreggiata (L.F.A.), Cerchi in lega leggera da 18” con pneumatici 235/55 R18 • Ruota di scorta full size, Fari anteriori LED MFR, Luci diurne a LED, Fari posteriori LED, Maniglie in tinta carrozzeria, Specchietti retrovisori regolabili elettricamente e riscaldabili, Griglia anteriore bodycolor, Paddle al volante e e-Shifter (solo per versione automatica), Climatizzatore automatico anteriore e posteriore, Freno di stazionamento elettrico con funzione autohold – (disponibile solo con cambio automatico), Alzacristalli elettrici anteriori, Sedili in tessuto, Sedile guidatore con regolazione elettrica, Sedile guidatore con supporto lombare e regolabile in altezza, Sedili anteriori riscaldabili, Volante in pelle riscaldabile, Sensori di parcheggio anteriori e posteriori, Poggiatesta regolabili in altezza, Trailer package, Connessione Bluetooth® con sistema di riconoscimento vocale, Comandi audio al volante, Cluster SuperVision – Quadro strumenti LCD a colori ad alta definizione da 10.25”, Multimedia system – touchscreen da 8” con connettività wireless Apple CarPlayTM e Android AutoTM, Telecamera posteriore, Radio con ricezione DAB, Prese USB anteriori e posteriori.

Luxury: aggiunge all’equipaggiamento base Hyundai SmartSense, Highway Driving Assist (H.D.A.) ◦ ROA con sensore, Cerchi in lega leggera da 18” con pneumatici 235/55 R18 e disegno dedicato, Dettagli con trattamento satinato con effetto rame (logo, griglia anteriore, specchietti e cerchi), Portellone elettrico con funzioni easy-open e easy-close, Porte elettriche scorrevoli su entrambi i lati con funzioni di autostop, Sedili in pelle (nappa), Sedili anteriori regolabili elettricamente, ricaldati e ventilati, Poggiabraccia passeggero, Ambiet light (fino a 64 combinazioni), Seconda fila sedili (2 posti) regolabili elettricamente e con funzione relaxation, Tetto apribile elettricamente, Tendine laterali sui finestrini delle porte scorrevoli (2a fila di sedili), Tendine laterali sui finestrini posteriori (3a fila di sedili), Pedali con finitura in alluminio, Illuminazione interna a LED,Blind Spot Assist con display (BVM), Surround vew monitor (SVM), ECM (Electronic Chromic Mirror), Vista passeggero e modalità conversazione (PASSENGER TALK/VIEW), Pulsante d’avviamento “Start Button” con Smart Key, Sistema audio BOSE, Display, touch screen a colori da 10,25 pollici, Sistema di navigazione,Servizi telematici Bluelink, Aggiornamenti del sistema multimediale e mappe, Caricatore wireless per smartphone.

  • Spazio: soprattutto nella versione a 7 posti, Staria vanta una spaziosità interna paragonabile a quella di un camper.
  • Versatilità: grazie all’ampia capacità di carico e alle diverse configurazioni dei sedili, Staria è una vera familiare pensata per macinare chilometri.
  • Tecnologia: sia dal punto di vista dell’infotainment che per quanto riguarda i sistemi di guida assistita, a bordo trovano posto i più recenti ritrovati tecnologici.

Di seguito ecco indicato il listino prezzi della Hyundai Staria aggiornato a marzo 2023:

Hyundai Staria Diesel Prezzo
2.2 MT 2WD 177 CV Wagon 43.000 €
2.2 AT 2WD 177 CV Wagon 45.600 €
2.2 AT AWD 177 CV Wagon 47.600 €
2.2 AT 2WD 177 CV Luxury 58.500 €
2.2 AT AWD 177 CV Luxury 60.500 €

 

hyundai ioniq usate
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Nio ET5: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Nio ET5: prezzi, dimensioni e caratteristiche 1

Ad insidiare lo strapotere di Tesla nel mondo delle elettriche ci prova Nio ET5, la nuova tre volumi del costruttore cinese che punta a rappresentare una valida alternativa alla Tesla Model 3, grazie ai suoi 580 km di autonomia. Ha debuttato sul mercato europeo nel 2022, venendo commercializzata in Germania, Olanda, Svezia e Danimarca. Condivide la stessa piattaforma dell’ammiraglia ET7, dalla quale riprende anche l’impostazione estetica e vari elementi di design. E nel corso di quest’anno arriverà anche la versione Station Wagon, che rivaleggerà con le rare familiari elettriche presenti sul mercato.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Nio ET5:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio
 Alimentazioni Elettrica
 Classe
 Cv/kW (da) 482/335
 Prezzo (da)

 

INDICE
Novità 2023
 Dimensioni
 Esterni
 Interni
 Motori
 Consumi
 Allestimenti
 Perché comprarla
 Prezzo

Dopo il lancio della berlina lo scorso anno, il marchio cinese Nio ha annunciato l’arrivo in Europa (ma per il momento non in Italia) della ET5 Station Wagon, che apre a un segmento per ora ben poco affollato, quello delle familiari elettriche. L’auto dev’essere ancora presentata ufficialmente, ma si hanno già le prime foto ed informazioni: le misure dovrebbero essere le stesse della berlina, rispetto alla quale cambia quasi solamente l’estetica. Il powertrain, infatti, sarà sempre costituito dal doppio motore da 489 CV, che a seconda del pacco batterie scelto dovrebbe permettere di viaggiare per 500 o 700 km con una sola ricarica. I prezzi dovrebbero partire da 55.000 €.

La Nio ET5 è una berlina a quattro porte di dimensioni medie. La spaziosità all’interno è garantita da una lunghezza di 4,8 metri circa e da un passo che sfiora i 3 metri. La larghezza e l’altezza, invece, misurano rispettivamente 2 metri e 1,5 metri circa. Di seguito le dimensioni nel dettaglio:

Dimensioni
Lunghezza 4.790  mm
Larghezza 1.960 mm
Altezza 1.499 mm
Passo 2.990 mm

Il design della Nio ET5 si ispira fortemente a quello della sorella ET7 dalla silhouette slanciata e filante. Fa sue, infatti, le luci a LED sottili e slanciate che dominano il frontale, capaci di donare un’impressione fluida e armonica alla vettura.  Le prese d’aria che spiccano ai lati del paraurti anteriore aiutano invece a migliorare l’aerodinamica, deviando il flusso d’aria verso le fiancate e permettendo così di raggiungere un Cx di tutto rispetto: 0,24.

La vista laterale di Nio ET5 permette invece di apprezzare le maniglie delle portiere a filo carrozzeria, che danno un tocco di eleganza alla silhouette complessiva. Particolare anche il tetto rastremato e decisamente arcuato, che avvicinandosi alla coda rimanda al mondo delle coupé.

Gli interni della Nio ET5 sono stati progettati secondo una filosofia minimalista, con finiture ricercate, per le quali sono stati scelti materiali ecosostenibili. Le bocchette di areazione invisibili che rendono il cruscotto più pulito, la tecnologia soft-close delle portiere e l’utilizzo dello smartphone al posto della chiave sono ulteriori chicche di stile e tecnologia per la Nio ET5. Nel complesso, l’ambiente è luminoso e chiaro grazie soprattutto al grande tetto in cristallo. I sedili anteriori con funzione massaggio, il clima bizona e la ricarica wireless sono solo alcune delle comodità presenti a bordo.

Al servizio del guidatore troviamo poi il quadro strumenti digitale da 12,2 pollici e la realtà aumentata, ma non solo. Si potrà infatti accedere anche al nuovo infotainment PanoCinema da 12,8 pollici, sviluppato con i partner Nreal e Nolo, basato su una realtà virtuale a cui si accede tramite occhiali 4K: il risultato è la visione di uno schermo da 201 pollici distante sei metri dal punto di osservazione. Nio ET5 è infine dotata di sensori LIDAR a lungo raggio ad alta risoluzione, sette telecamere ad alta risoluzione da 8 megapixel, 4 telecamere surround da 4 megapixel fotosensibili, 5 radar a onde millimetriche e 12 sensori a ultrasuoni. Incrociando queste informazioni con quelle provenienti dal GPS e la comunicazione con l’esterno secondo protocolli V2X, Nio ET5 dà accesso alla guida autonoma di Livello 4.

Per il momento, la Nio ET5 viene offerta in un’unica versione a trazione integrale. La potenza complessiva è di 490 CV, raggiunta grazie ai 204 CV del motore elettrico anteriore e ai 286 CV di quello montato sull’asse posteriore. La coppia massima sfiora i 700 Nm e lo scatto “0-100” viene effettuato in soli 4,0 secondi. La velocità massima giunge fino a 200 km/h. L’impianto frenante, invece, permette di passare da 100 a 0 km/h in soli 33,9 metri.

ET5 sarà ordinabile con due diversi tagli di batteria. Scegliendo quella da 75 kWh, l’autonomia complessiva si aggirerà sui 405-445 km. Scegliendo la batteria da 100 kWh si supereranno i 525-580 km. La NIO ET5 Standard dichiara un consumo di 19,3-21,2 kWh/100 km, mentre la versione Long, con batteria più capace, riduce di poco il dato a 19,0-21,0 kWh/ 100 km.

Come tutte le altre auto della Casa, anche la ET5 potrà avvalersi del Battery Swap. Semplicemente andando in una stazione dedicata e sostituendo in pochissimo tempo la propria batteria con un’altra carica. In Europa esistono contano 5 stazioni di Battery Swap: 4 in Norvegia e 1 in Germania.

Per quanto concerne i tempi di ricarica, con potenze da colonnina pubblica fino a 130 kW, Nio ET5 Standard può passare da 10% a 80% in 30 minuti, mentre ET5 Long con batteria da 100 kW impiega 40 minuti.

Sono due gli allestimenti disponibili per Nio ET5:

  • Standard: la versione con batteria da 75 kWh e autonomia WLTP 405-445 km
  • Long: la variante con batteria da 100 kWh e autonomia WLTP 525-580 km

Compreso nell’equipaggiamento base troviamo il quadro strumenti digitale da 12”2, il touchscreen centrale a sviluppo verticale da 12”8 per l’infotainment, ricarica wireless, 3 prese USB (due di tipo C una di tipo A), clima bizona con pompa di calore, sedili anteriori regolabili elettricamente e dotati di funzione massaggio e di sistema di ventilazione e riscaldamento. funzioni di sicurezza attiva gestite da un software con aggiornamenti over-the-air, tetto in cristallo, rivestimenti chiari, sospensioni multilink a 5 bracci anteriori e posteriori, freni a disco anteriori con pinze a 4 pistoncini e posteriori.

Standard: in più rispetto alla dotazione di serie cerchi da 19” e pneumatici 245/45 R19

Long: in più rispetto alla dotazione di serie cerchi da 20″ con gommatura 245/40 R20.

  • Efficienza: grazie alla batteria da 100 kWh l’autonomia di ET5 Long arriva fino a 580 km.
  • Sicurezza: il sistema di sensori, telecamere e radar Aquila garantisce un monitoraggio preciso e costante del contesto di guida.
  • Prestazioni: con 490 CV accelera da 0 a 100 km/h in soli 4 secondi.

In attesa dell’arrivo sul mercato italiano, possiamo comunicare per il momento i prezzi per il mercato cinese, convertiti in euro. Nio ET5 è venduta in Cina a partire da circa 35.900 euro, con una soluzione di noleggio per le batterie. Come dato ulteriormente indicativo riportiamo i prezzi mensili relativi al leasing a 36 mesi per Nio ET5 Standard in Germania (999 euro), Olanda (1.089 euro), Svezia (997,02 euro), Danimarca (1.142,56 euro).

 

 

Hyundai Tucson: prezzi, dimensioni e prova su strada

Hyundai Tucson: prezzi, dimensioni e caratteristiche 23

Fin dal suo esordio nel 2004, la Hyundai Tucson ha saputo conquistare moltissimi automobilisti. E con l’ultima generazione lanciata due anni fa, la casa coreana punta a perpetuare quel successo. La Tucson ora può contare su un look esclusivo, dotazioni ricche e all’avanguardia e un’ampia gamma di motorizzazioni, che include varianti diesel, benzina e ibride, anche plug-in.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Hyundai Tucson:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 577/1.756 litri (benzina)
 Alimentazioni benzina e diesel MHEV/ ibrida / plug-in
 Classe 6.2
 Cv/kW (da) 115/85
 Prezzo (da) 30.900 €
INDICE
 Dimensioni
 Interni
 Esterni
 Motori
 Consumi
 Allestimenti
Prova su strada
Perché comprarla
 Prezzi

La nuova Hyundai Tucson aumenta leggermente le misure rispetto al passato: è lunga 4,5 metri, con un passo di 2,68 metri, mentre altezza e larghezza raggiungono rispettivamente 1,65 e 1,86 metri. Queste dimensioni si traducono in un capiente vano bagagli, la cui capacità minima oscilla tra i 546 litri della versione diesel MHEV e i 616 litri della variante full hybrid .

Dimensioni
Lunghezza 4.500 mm
Larghezza 1.865 mm
Altezza 1.650 mm
Passo 2.680 mm

hyundai tucson usate
hyundai tucson usate

 

L’aspetto esterno dell’ultima generazione di Hyundai Tucson si è evoluto molto rispetto ai modelli precedenti: nuove forme geometriche con angoli taglienti disegnano i volumi del Suv coreano. Sul frontale spicca l’inedita calandra con al centro il logo Hyundai, che assottigliandosi verso i lati include nella sua griglia le luci diurne a Led. Il cofano è ulteriormente movimentato da alcune nervature, che slanciano la figura e portano l’attenzione verso il retro.

Le linee del frontale continuano infatti sui fianchi, donando all’insieme un design fluido e sinuoso. Oltre ai volumi ben scolpiti, nella sezione laterale del veicolo spiccano i cerchi in lega di grandi dimensioni, che donano alla Tucson un look curato e sportivo. Il tutto si chiude con il posteriore, in cui spiccano i nuovi fari LED, disposti in un disegno orizzontale che abbraccia tutto il retro da parte a parte, e il piccolo spoiler posto sopra al lunotto.

Gli interi della nuova Hyundai Tucson hanno subito una piccola rivoluzione con l’introduzione della nuova generazione. In generale aumentano le dotazioni tecnologiche, che ne valorizzano l’aspetto high-tech e all’avanguardia: dietro al volante multifunzione troviamo il nuovo touchscreen da 10,25” per la strumentazione digitale affiancato da un display touch posto al centro della plancia per l’infotainment. Inoltre, per evidenziare ancora di più il look futuristico, tutti i comandi di navigazione e del climatizzatore ora sono soft touch.

Il disegno dell’abitacolo viene poi completato da rivestimenti e design alla moda, che regalano un aspetto di classe a tutto il veicolo. Diverse anche le comodità a bordo, come i numerosi portaoggetti che aumentano lo spazio a disposizione o il doppio portabicchiere posto nel bracciolo tra i due sedili anteriori.

Piuttosto ampia la scelta di propulsori. Il listino si compone di un diesel 1.6 CRDi da 115 CV, disponibile anche in variante mild-hybrid con impianto a 48 V da 136 CV. L’offerta benzina MHEV si compone del solo 1.6 litri T-GDI da 150 CV, con cambio manuale o automatico. Sullo stesso propulsore 1.6 litri si basa la motorizzazione full hybrid, con cambio automatico e a richiesta con trazione integrale, che eroga 230 CV. A completare l’offerta ci pensa poi la variante plug-in da 265 CV e batteria da 38,3 kWh, con trazione 4×4 di serie.

Stando ai dati calcolati sul ciclo WLTP, la versione diesel ha un consumo di 5,1-5,5 l/100 km, dato che scende leggermente per il modello mild-hybrid, fermandosi a 4,8-5,3 l/100 km. Il benzina con impianto 48 V dichiara 6,3-6,8 l/100 km, mentre è più efficiente il propulsore full hybrid, che consuma 5,5-5,9 l/100km (6,1-6,5 l/100 km versione con trazione integrale). La plug-in, invece, dovrebbe percorrere oltre 70 km con un “pieno di energia”, e registra consumi molto contenuti, nell’ordine di 1,4 l/100 km.

Sono tre gli allestimenti tra cui scegliere per la Hyundai Tucson:

  • XTECH: l’allestimento di accesso alla gamma, con un buon equipaggiamento di serie.
  • XLINE: alla versione base aggiunge i fari Full Led.
  • EXCELLENCE: allestimento top di gamma, con una dotazione molto ricca.
  • NLINE: dedicato ai clienti più sportivi.

XTECH: l’equipaggiamento di serie include Cerchi in lega da 17″, clima automatico bi-zona, Cluster Supervision con display da 10,25”, infotainment Multimedia System con touchscreen da 8” e connettività wirless Apple CarPlay/Android Auto, Radio DAB con 6 speakers, sensori di parcheggio posteriori, sistema di mantenimento al centro della corsia, Cruise Control, riconoscimento dei limiti, assistenza anti-collisione frontale con riconoscimento veicoli, pedoni e cicli, rilevamento stanchezza conducente, gestione automatica abbaglianti, controllo della velocità in discesa, controllo della stabilità, ABS, assistenza alla partenza in salita, Barre portatutto longitudinali, Luci diurne e di posizione a LED, Maniglie e specchietti retrovisori in tinta con la carrozzeria, Specchietti retrovisori regolabili, ripiegabili e riscaldabili elettricamente.

XLINE: rispetto all’allestimento XTECH aggiunge Cerchi in lega leggera da 18” con pneumatici 235/55 R18 (solo per versioni Hybrid 48V e Diesel),  Cerchi in lega leggera da 19″ con pneumatici 235/50 R19 (solo PHEV), fari anteriori Full LED e le luci posteriori LED, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, avviamento senza chiavi “Start Button” con Smart Key, sistema di navigazione con servizi telematici Bluelink con schermo touch da 10,25”, clima automatico a 3 zone, vetri posteriori oscurati.

EXCELLENCE: aggiunge Cerchi in lega leggera da 19″ con pneumatici 235/50 R19, Blind Spot Collision Avoidance (solo HEV e PHEV), Blind Spot Collision Warning, Rear Occupant Alert, Sistema anti-collisione di svolta, Smart Cruise Control, portellone posteriore elettrico, sedili anteriori riscaldabili, Krell Premium Sound System, sistema audio a 8 canali con subwoofer e amplificatore esterno, Remote Seat Folding, volante riscaldabile.

NLINE: ad XLINE aggiunge Cerchi in lega leggera con design dedicato N Line da 19″, design specifico dei paraurti e passaruota in tinta con la carrozzeria, pedaliera rivestita in metallo, sedili anteriori riscaldabili, sedili sportivi N Line rivestiti in misto pelle/tessuto scamosciato.

hyundai tucson usate
hyundai tucson usate

Abbiamo messo alla priva l’ultima generazione della Hyundai Tucson in abbinamento al powertrain full-hybrid da 230 CV. Ma prima ancora di mettersi al volante, la Tucson merita di essere osservata. I designer del brand coreano hanno inaugurato proprio con la Tucson un inedito linguaggio stilistico che in futuro influenzerà anche altri modelli del marchio. Le linee sono molto personali e a tratti futuristiche soprattutto nel frontale, in cui parte della calandra si illumina quando si accendono le luci diurne creando un effetto molto particolare in grado di catturare gli sguardi di tutti. Anche gli interni spiccano non solo per la qualità percepita, ma anche per la tanta tecnologia che questa Tucson porta su strada. Tra gli elementi che ci hanno colpito di più, ci sono le telecamere laterali che, quando si attiva un indicatore di direzione per svoltare a destra o sinistra, ripropongono le immagini di ciò che è presente nell’angolo cieco posteriore, rendendo più sicure le svolte.

Hyundai Tucson: prezzi, dimensioni e caratteristiche 14

Al volante, invece, la nuova Tucson stacca fortemente con il passato. Rispetto alla precedente generazione l’asticella del comfort si è alzata notevolmente. L’insonorizzazione è ottima e la voce del 1.6 sotto il cofano risulta appena percettibile in tutte le situazioni. A proposito del motore, il quattro cilindri spinge con decisione e mette in luce un bell’allungo fin dalla parte bassa del contagiri, coadiuvato nella spinta dal piccolo motore elettrico che permette anche di muoversi completamente in elettrico per qualche chilometro, a patto certo di non esagerare con la pressione sul pedale del gas. Non male anche la precisione dello sterzo, considerando la stazza della vettura. L’assetto, come dicevamo, assicura un’ottimo comfort a scapito naturalmente della dinamica di guida, caratteristica comunque secondaria su un modello di tale categoria. Se si forza un po’ l’andatura la Tucson cede leggermente al rollio, invitando ad adottare uno stile di guida più tranquillo e rilassato, che del resto, è quello che le si addice di più. A tutto vantaggio dei consumi oltre tutto. Nel corso del nostro test, infatti, siamo riusciti a registrare medie di 15 km/l. Non male per un modello di questa categoria.

  • Equipaggiamento: dotazione ricca anche per l’allestimento di accesso alla gamma, con nuovi sistemi di sicurezza e dispositivi di assistenza alla guida.
  • Motori: la gamma include motorizzazioni per tutti i gusti, con soluzioni diverse per potenza e alimentazione.
  • Ibrido: le motorizzazioni ibride permettono di scegliere un veicolo attento all’ambiente anche a chi non può fare a meno dei carburanti tradizionali.

Di seguito ecco il listino prezzi della Hyundai Tucson aggiornato ad aprile 2023:

Hyundai Tucson diesel Prezzo
1.6 CRDi 2WD MT 115 CV XTECH 32.450 €
Hyundai Tucson diesel MHEV Prezzo
1.6 CRDi 2WD iMT 136 CV XTECH 34.200 €
1.6 CRDi 2WD DCT 136 CV XLINE 38.300 €
Hyundai Tucson benzina MHEV Prezzo
1.6 T-GDI 2WD iMT 150 CV XTECH 30.900 €
1.6 T-GDI 2WD DCT 150 CV XLINE 35.000 €
Hyundai Tucson ibrida Prezzo
1.6 HEV 2WD AT 230 CV XTECH 35.250 €
1.6 HEV 4WD AT 230 CV XLINE 39.850 €
Hyundai Tucson plug-in Prezzo
1.6 PHEV 4WD AT 265 CV XLINE 47.000 €

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