Manutenzione auto 2023: aumenta il conto dal meccanico

Auto elettriche e riparazioni: come lavorano i meccanici 2

Portare l’auto dal meccanico e dal carrozziere costerà di più quest’anno. A illustrare la situazione è Federcarrozzieri, l’associazione delle autocarrozzerie italiane, che lancia un duplice allarme sia per l’aumento dei costi delle riparazioni di autovetture e motocicli, sia per l’aumento dei tempi di attesa per i cittadini.

Già lo scorso anno si erano registrati rincari per le riparazioni dovuti all’aumento dei costi dei materiali di consumo delle carrozzerie per colpa del caro-energia e del rincaro dei pezzi di ricambio, che incide più o meno per il 70% del costo medio delle riparazioni. Per il 2023 sono previsti ulteriori aumenti, con i costi degli interventi che saliranno in media del 15% rispetto ai primi mesi del 2022.

Il dettaglio dei costi

Il Centro Studi Federcarrozzieri fornisce uno studio sui rincari relativi alle riparazioni più comuni, dovuti al caro-energia e ai maggiori costi dei pezzi di ricambio. Per esempio aggiustare il paraurti posteriore di una piccola utilitaria danneggiato dopo un tamponamento costerà in media 1.950 euro contro i circa 1.700 euro di inizio 2022, con un aumento del 14,7%. Sostituire un parabrezza di una citycar passerà da una media di 1.120 euro a 1.300 euro circa (+16%); mentre nel caso di danneggiamento delle porte laterali di un Suv di alta gamma il costo passerà dai 9.700 euro dei primi mesi del 2022 agli 11.200 euro del 2023 (+15,4%).

Ai rincari, per gli automobilisti, si aggiunge anche l’aumento dei tempi di attesa che può arrivare fino al 20% in più rispetto all’anno scorso. La crisi delle materie prime e della componentistica ha aumentato le difficoltà di approvvigionamento di ricambi e materiali, dilatando i tempi di riconsegna del veicolo. Tempi che aumentano ulteriormente per le auto con più tecnologia, che hanno bisogno di più tempo per il loro ripristino.

Auto elettriche e riparazioni: come lavorano i meccanici 1

Parola di presidente

“A fronte di tale situazione, un numero crescente di consumatori si rivolge a carrozzieri improvvisati privi di qualsiasi autorizzazione, che per marginalizzare i costi ricorrono a ricambi di costo e qualità inferiore, spesso eseguendo lavori in modo approssimativo per ridurre i tempi, con conseguenze sia sulla qualità del servizio, sia sulla sicurezza stradale” è l’allarme lanciato dal presidente di Federcarrozzieri Davide Galli, che invita gli automobilisti a seguire le linee guida che l’associazione ha contribuito a compilare. Le disposizioni contengono varie tutele per l’automobilista: fin dal preventivo delle riparazioni le officine devono fornire informazioni sui ricambi identificati ciascuno con il proprio codice, permettendo in questo modo al consumatore di sapere esattamente che pezzo verrà montato, il prezzo e la specifica tipologia. In più il preventivo deve contenere il numero di ore di manodopera, la tariffa della manodopera, il costo dei materiali per la verniciatura, dei materiali di consumo e, per la tutela dell’ambiente, i costi di smaltimento dei rifiuti.

Riparazioni più care del 30% per le auto elettriche

La spesa aumenta ancora di più quando si tratta di auto elettriche. Al momento le vetture a batteria in Italia rappresentano solo il 2,6% delle immatricolazioni, dato che ci colloca all’ultimo posto in Europa: gli elevati costi di acquisto e gestione scoraggiano gli automobilisti italiani. Per riparare guasti e danni che riguardano anche la trasmissione e l’alimentazione, e quindi non solo la carrozzeria, in un’elettrica i costi aumentano del 18% o addirittura del 30% rispetto alle vetture a benzina o diesel.

“Le auto elettriche, appena entrano in una carrozzeria, devono essere messe in sicurezza, e per fare questo occorre almeno un addetto abilitato con patentino Pes-Pav – dice Davide Galli, presidente di Federcarrozzieri – Procedura che inevitabilmente comporta spese maggiori per gli operatori e di conseguenza per gli automobilisti. In più c’è l’elettronica particolare che caratterizza queste vetture e che determina attività più lunghe e costose per smontaggio, rimontaggio, sostituzione, programmazione, ricalibrazione, ecc. Le carrozzerie dovranno aggiornarsi per far fronte al cambiamento del mercato, ricorrendo a personale sempre più specializzato e a strumentazione sempre più complessa, con un incremento notevole dei costi a loro carico che determinerà, di conseguenza, un aumento esponenziale dei costi di riparazione delle autovetture”.

Assicurazione auto 2023: con il nuovo anno i prezzi si alzano

Assicurazione auto a rate

Il 2023 è iniziato con un rialzo record dei prezzi Rc auto (Responsabilità Civile Autoveicoli). Stando ai dati dell’Osservatorio Auto di febbraio 2023, elaborato da Segugio.it, a gennaio il premio medio dell’assicurazione auto è stato di 381,4 euro, facendo registrare un aumento del 3,2% rispetto al mese precedente. Confrontandolo con gennaio 2022, quando il prezzo medio ammontava a 327,9 euro, possiamo notare un rialzo del 16,3%, il più consistente registrato dall’Osservatorio negli ultimi cinque anni.

I rialzi a livello regionale e provinciale

Gli aumenti sono stati superiori al 12% ovunque, ma ci sono notevoli differenze tra regione e regione. Al primo posto della poco piacevole classifica c’è la Lombardia (+19,9%), dove il premio medio è passato dai 270 euro di gennaio 2022 ai 323,7 euro di gennaio 2023; a seguire Puglia e Umbria con un rialzo del 19,6%. Le regioni meno colpite dai rincari sono Campania, Calabria e Trentino-Alto Adige, dove l’incremento si è fermato, rispettivamente, al 12,1%, 12,2% e 12,5%.

Osservando le dieci province più popolose, possiamo notare che al Sud i rincari sono stati più contenuti, specialmente a Salerno (+10,9%), Napoli (+12,2%) e Palermo (+14,9%). Ai primi posti della classifica degli aumenti troviamo le province della Lombardia, insieme alla capitale: Brescia (+23,2%), Roma (+19,6%), Bergamo (+19,1%) e Milano (+19%).

assicurazione-auto-temporanea

Assoutenti non ci sta

L’associazione per la tutela dei consumatori vuole vederci chiaro. “L’aumento dei prezzi dell’Rc auto – le parole di Furio Truzzi, presidente di Assoutenti – appaiono ingiustificati. Presenteremo una segnalazione ad Antitrust e mister prezzi affinché acquisiscano i dati sul territorio e verifichino se gli aumenti dell’ultimo mese possano realizzare fenomeni speculativi a danno degli assicurati. Le nostre previsioni sugli aumenti delle tariffe Rc auto si sono purtroppo avverate, con le compagnie di assicurazione che hanno mantenuto la parola e applicato rincari ai propri clienti. Questi aumenti non rispondono alle dinamiche di mercato, anche in relazione alle forti differenze territoriali, con la Lombardia che sfiora il +20% di aumento annuo”.

Perché in Italia l’assicurazione costa tanto

Le cause dei prezzi elevati sono molteplici. Circa il 6% degli italiani (quasi 3 milioni secondo l’Ivass, l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) guida attualmente un’auto non assicurata a cui va aggiunta anche la graduale ripresa dell’uso quotidiano della vettura da parte di tanti automobilisti, dopo gli anni di restrizioni per la pandemia, e l’aumento degli incidenti sulle strade, soprattutto tra i più giovani. L’evasione assicurativa, stando ai numeri di Ania, l’Associazione nazionale delle imprese assicuratrici, si traduce ogni anno in un mancato incasso di premi per circa un miliardo di euro, che le compagnie recuperano suddividendolo sui premi dei conducenti assicurati. Altre cause che portano ai prezzi elevati delle polizze auto in Italia sono le frodi assicurative, i costi degli incidenti (per ogni sinistro causato con colpa i premi aumentano del +27% secondo Ivass) e un funzionamento non ottimale del sistema bonus-malus, che le compagnie assicurative vorrebbero rivedere.

Consigli per risparmiare sulla polizza auto

Gli aumenti elevati dell’Rc auto, insieme agli altri rincari, rischia di pesare eccessivamente sulle tasche degli automobilisti. In una situazione come quella attuale, la caccia al risparmio diventa fondamentale. Vediamo allora alcuni accorgimenti per provare a contenere le spese.

  • Può essere utile valutare le offerte di altre compagnie al momento del rinnovo: secondo uno studio elaborato da Ivass (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) le compagnie applicano uno sconto fra il 12 e il 19% ai nuovi assicurati rispetto a chi rinnova a parità di altre condizioni.
  • Un altro strumento a disposizione dell’automobilista a caccia del risparmio è la comparazione delle assicurazioni auto, su siti come Segugio.it e Facile.it, che permette di valutare varie offerte e trovare quella più adatta al proprio budget. Secondo i numeri dell’Osservatorio, è possibile risparmiare oltre il 50% nel 27,5% dei casi e tra il 25 e il 50% nel 65,2% dei casi. Una ricerca elaborata da Segugio.it dice che il periodo migliore per effettuare una comparazione sul portale è circa 25 giorni prima della scadenza della polizza, quando il premio tendenzialmente è più contenuto.

Mercato auto febbraio 2023: la crescita continua

ad Aprile immatricolazioni auto +6,47% su anno

Ancora un mese positivo per il mercato dell’auto in Italia. Febbraio fa seguito a gennaio e, con 130.365 nuove immatricolazioni, registra un 17,5% in più rispetto allo stesso periodo del 2022. I primi due mesi del 2023 vanno in archivio con 258.689 vetture nuove vendute: +18,2% rispetto alle 218.768 immatricolazioni di gennaio e febbraio dell’anno scorso. Sui numeri in rialzo ha influito certamente il parziale ripristino delle forniture da parte delle case produttrici, con le linee di produzione che, nella maggior parte dei casi, sono tornate a regime.

Auto ibride ancora regine del mercato

Le auto a benzina si confermano le preferite dagli italiani, con una quota di mercato del 26,1%, seguite da quelle diesel con il 19,2%. Numeri che ricalcano quelli dello scorso gennaio. Poche novità rispetto al mese precedente anche per le auto a Gpl, con il 10,1% delle nuove immatricolazioni, e quelle a metano, praticamente sparite dal mercato con lo 0,2% per colpa dell’aumento del costo del carburante. Le auto ibride continuano a prendersi la quota più grande con il 36,5%, ripartita in questo modo: 9,8% per le full hybrid e 26,7% per le mild hybrid. Numeri ancora contenuti per le auto plug-in con il 4,2% del venduto e le elettriche con il 3,7%: segno che il bonus auto 2023 non è sufficiente per far aumentare le vendite di questo tipo di vetture.

Volkswagen T-Roc: prezzo, dimensioni e caratteristiche 17

Le auto a benzina più vendute a febbraio 2023

  • Volkswagen T-Roc (2.472)
  • Citroen C3 (2.153)
  • Volkswagen T-Cross (1.821)
  • Volkswagen Polo (1.573)
  • Opel Corsa (1.376)
  • Dacia Sandero (1.123)
  • Toyota Aygo X (1.114)
  • Jeep Renegade (999)
  • Fiat 500X (968)
  • Kia Picanto (945)

Peugeot 3008: prezzo, dimensioni e caratteristiche 16

Le auto diesel più vendute a febbraio 2023

  • Peugeot 3008(1.814)
  • Jeep Renegade (1.659)
  • Volkswagen T-Roc (1.225)
  • Fiat 500X (1.196)
  • Volkswagen Tiguan (1.176)
  • Dacia Duster (1.028)
  • Citroen C3 (955)
  • Jeep Compass (892)
  • Audi Q3 (866)
  • Opel Corsa (865)

Dacia Sandero: prezzo, dimensioni e prova su strada 2

Le auto Gpl più vendute a febbraio 2023

  • Dacia Sandero (3.450)
  • DR 5.0 (1.722)
  • Dacia Duster (1.576)
  • Renault Captur (1.464)
  • Renault Clio (944)
  • DR 4.0 (523)
  • Dacia Jogger (500)
  • Evo 3 (385)
  • Fiat 500 (367)
  • Kia Stonic (319)

Seat Ibiza: prezzi, dimensioni e caratteristiche 11

Le auto a metano più vendute a febbraio 2023

  • Seat Ibiza (58)
  • Seat Leon (53)
  • Seat Arona (37)
  • Volkswagen Polo (27)
  • Skoda Octavia (25)
  • Volkswagen Golf (22)
  • Lancia Ypsilon (9)
  • Skoda Kamiq (8)
  • Audi A3 (6)
  • Fiat Panda (5)

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Fiat Panda Hybrid: prezzo, dimensioni e caratteristiche 5
Fiat Panda

Le auto ibride più vendute a febbraio 2023

  • Fiat Panda (7.603)
  • Toyota Yaris Cross (3.469)
  • Fiat 500 (3.295)
  • Ford Puma (2.522)
  • Lancia Ypsilon (2.169)
  • Nissan Qashqai (2.158)
  • Ford Focus (2.016)
  • Hyundai Tucson (1.458)
  • Toyota C-HR (1.283)
  • Kia Sportage (1.135)

Jeep Compass ibrida: prezzo, dimensioni e prova su strada

Le auto plug-in più vendute a febbraio 2023

  • Jeep Compass (617)
  • Ford Kuga (537)
  • Jeep Renegade (463)
  • Lynk&Co 01 (422)
  • Volvo XC40 (301)
  • Mazda CX-60 (186)
  • Alfa Romeo Tonale (167)
  • Cupra Formentor (160)
  • Peugeot 3008 (144)
  • Range Rover Evoque (141)

Tesla Model Y: esterni

Le auto elettriche più vendute a febbraio 2023

  • Tesla Model Y (1.116)
  • Fiat 500 (538)
  • smart fortwo (409)
  • Renault Megane (403)
  • Renault Twingo (203)
  • Tesla Model 3 (192)
  • Peugeot 208 (158)
  • Audi Q4 (147)
  • MG4 (134)
  • Polestar 2 (111)

Incentivi wallbox e colonnine: arriva la proroga fino al 2024

Toyota Lexus elettrica: ricarica

Gli incentivi per wallbox e colonnine di ricarica dei veicoli elettrici presto saranno nuovamente disponibili. La misura era stata approvata lo scorso agosto dal governo Draghi, ma era rimasta bloccata in attesa del decreto attuativo. Anche se nel testo c’era scritto che l’incentivo poteva essere richiesto soltanto fino al 31 dicembre 2022, l’attuale governo e il parlamento hanno risolto il problema della scadenza con il decreto Milleproroghe. Il bonus prevede un contributo dell’80% su acquisto e installazione di un’infrastruttura, con i limiti di prezzo di 1.500 euro a persona e 8.000 euro se si tratta di un condominio.

Proroga per 2023 e 2024

L’incentivo è stato approvato in via definitiva da Senato e Camera con il ddl di conversione, che ne stabilisce la proroga al 2023 e 2024, con un fondo di 40 milioni all’anno, per un totale di 120 milioni tenendo in considerazione anche il 2022. Mancano gli ultimi due passi per la piena operatività: l’approvazione del decreto attuativo e l’istituzione della piattaforma per poter richiedere il bonus, ma gli automobilisti interessati possono tirare un sospiro di sollievo.

Le moto elettriche

Stando alle prime bozze, il governo avrebbe dovuto pensare anche al bonus per l’acquisto di moto elettriche. Si era parlato di destinare 5 milioni di euro all’anno a moto e scooter a batteria, togliendoli al fondo 2023-2024 per i veicoli termici. Nel testo finale non c’è traccia di questo provvedimento, che per ora non è stato preso in considerazione.

Lexus elettrica 2020: profilo

Come funzionano i fondi del Pnrr

Restando in tema di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici, vediamo anche come ottenere gli incentivi previsti dal Pnrr per le imprese che installano colonnine, quali aziende hanno diritto e a quanto ammonta il fondo previsto. L’obiettivo del Pnrr è la creazione di 21.255 nuove colonnine per la ricarica di auto elettriche entro il 2025, ripartite in questo modo: 13.755 punti di ricarica in città e 7.500 fast e ultrafast in superstrada, vale a dire le strade extraurbane principali e secondarie, escluse le autostrade. I luoghi dove installare le infrastrutture (Idr) sono stabiliti da due decreti del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase): uno per le superstrade e l’altro per i centri urbani. La somma totale destinata alle colonnine è 741 milioni di euro, erogati sotto forma di incentivi a fondo perduto. Il governo ha sbloccato i primi 713 milioni: quasi 360 per le infrastrutture in superstrada e circa 353 milioni per i punti di ricarica in città.

Chi può beneficiarne e a quali condizioni

Imprese o Rti (Raggruppamenti temporanei di imprese) potranno avere accesso al fondo, dopo aver presentato una “istanza di ammissione” e dimostrato “di aver gestito infrastrutture di ricarica operative sul territorio dell’Unione europea, in misura pari ad almeno il 5% del numero di infrastrutture di ricarica per cui hanno presentato istanza e che sono stati selezionati”. Il bonus sarà elargito sotto forma di “contributo in conto capitale”, per un massimo del 40% delle spese ammissibili.

“I soggetti beneficiari – si legge ancora il decreto – non hanno individualmente accesso a un finanziamento di importo maggiore del 30% dello stanziamento complessivo di ciascun bando previsto per ciascuna delle annualità (…) anche nel caso di partecipazione in Rti”. Le spese ammissibili riguardano i costi sostenuti per “acquisto e messa in opera” di infrastrutture da almeno 175 kW in superstrada e 90 kW in città, comprese “installazione, impianti e opere edili strettamente necessarie”. I tetti massimi sono 81.000 euro a Idr in superstrada e 50.000 euro a Idr in città.

Spese di progettazione, direzione lavori, sicurezza e collaudi e costi affrontati per il rilascio delle autorizzazioni sono finanziati “nel limite massimo del 10% del costo totale ammissibile per la fornitura e la messa in opera della infrastruttura di ricarica”. Il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase) chiarisce che gli incentivi non sono cumulabili con altri bonus pubblici o “regimi di sostegno comunque denominati, qualificabili come aiuti di Stato, destinati alla realizzazione delle medesime infrastrutture di ricarica”.

incentivi-auto-2019

Come inoltrare la domanda

Otterranno il bonus tutti i progetti “avviati successivamente alla data di presentazione dell’istanza di ammissione al beneficio” e che rispetteranno i requisiti tecnici richiesti. La selezione avverrà “in forma telematica” tra il 2023 e il 2024, seguendo un sistema di punti che prevede un massimo di 100.

Per accedere alle risorse, le imprese e le Rti dovranno presentare domanda di ammissione nei tempi previsti da un decreto attuativo, con due indicazioni da riportare: “la riduzione percentuale del costo specifico massimo ammissibile (…)” che si chiede, compresa tra l’1,25% e il 50% e il numero di punti di ricarica che si ha intenzione di installare, comunque non inferiore al minimo richiesto dal ministero.

Dopo aver ottenuto i finanziamenti, le imprese e le Rti dovranno attivare le colonnine entro 12 mesi. Questa scadenza può essere prorogata di tre mesi, ma soltanto per installare il 5% dei punti di ricarica e solo dietro istanza motivata presentata al Mase fino a tre mesi prima della scadenza. Il ministero ha 30 giorni di tempo per decidere. In ogni caso, le colonnine dovranno essere operative entro il 31 dicembre 2025.

Revoca degli incentivi

Ovviamente sono previsti anche casi di revoca, anche se per ora ne sono indicati pochi. Il primo si verifica se nell’istanza di ammissione o durante il procedimento spuntano “dichiarazioni mendaci”, o nel caso in cui le imprese e le Rti esibiscano “atti contenenti dati non rispondenti a verità”. Un altro caso si concretizza quando il soggetto beneficiario non rispetta i termini previsti.

In tutte queste situazioni, la restituzione delle somme ricevute dovrà avvenire entro 60 giorni. Le verifiche sono a carico del Mase, “anche delegando il soggetto gestore”: lo stesso che dovrò coadiuvare il ministero nel corso delle procedure. Sarà individuato in un momento successivo e sarà operativo dopo la firma di una convenzione. Gli altri dettagli saranno stabiliti con un provvedimento attuativo, da emanare entro 30 giorni dall’entrata in vigore dei due decreti.

Ford Ecosport: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Ford Ecosport, ora è anche Active

Nata nel 2013 come modello globale in grado di competere nell’affollato segmento dei crossover, la Ford EcoSport è stata sottoposta ad un profondo intervento di restyling nel 2018 che le ha donato uno stile più incline ai gusti europei, pur mantenendo un’impostazione da veicolo adatto ad ogni terreno. A migliorare è stata soprattutto la qualità, vero neo della prima serie. Il Suv compatto è oggi disponibile esclusivamente con propulsore benzina da 125 CV.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Ford Ecosport:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 334/1.238 litri
 Alimentazioni Benzina
 Classe Euro 6.2
 Cv/kW (da) 125/92
 Prezzo (da) 24.750 €
INDICE
 Dimensioni
 Esterni
 Interni
 Motori
 Allestimenti
 Consumi
Perché comprarla
 Prezzo

La Ford Ecosport si inserisce nel segmento dei SUV compatti grazie alle sue dimensioni contenute che la rendono ideale anche per la guida cittadina. La lunghezza è quella tipica di un’utilitaria, 4 metri e 10 centimetri, e l’abitabilità è buona per quattro persone. La larghezza (senza considerare gli specchietti) e l’altezza, invece, misurano rispettivamente 177 cm e 165 cm. In media con le altre vetture del settore la capienza del bagagliaio, che può ospitare da un minimo 334 a un massimo di 1.238 litri.

Dimensioni
Lunghezza 4.096 mm
Larghezza 1.765 mm
Altezza 1.650 mm
Passo 2.519 mm

 

ford ecosport usate
ford ecosport usate

Il design della Ford Ecosport subisce notevolmente l’impronta globale del progetto della Casa dell’ovale blu. L’aspetto è squadrato e pratico, ideale per quei Paesi emergenti che badano più alla sostanza che all’apparenza, ma le linee sono state pulite rispetto alla prima versione del 2013. La parte anteriore si caratterizza per la presenza dell’imponente griglia esagonale dove spicca al centro il classico logo Ford. La fanaleria è divisa in due sezioni. Quella superiore presenta un taglio aggressivo e filante, mentre quella inferiore ha un look quadrangolare.

La zona laterale ha una linea di cintura bassa, a tutto vantaggio della luminosità dell’abitacolo, ed i passaruota sono decisamente generosi e meritano cerchi di dimensioni importanti che le regalano un aspetto importante. Nella nuova versione Active, inoltre, i passaruota sono in plastica nera, per enfatizzare la vocazione fuoristradistica del modello.

Gli interni della Ford Ecosport tradiscono il carattere globale della vettura. Le plastiche della plancia sono dure e robuste, ed il disegno della stessa è estremamente semplice e lineare. Spicca al centro il display da 8″ dedicato all’infotainment, con sistema SYNC 2.5 (in opzione sistema SYNC 3), uno dei migliori oggi sulla piazza, che ha consentito ai designer Ford di eliminare buona parte dei tasti presenti sul precedente modello.

Buona quindi la qualità percepita e non mancano comfort e sistemi di sicurezza di ultima generazione. A bordo infatti troviamo, tra gli altri, il Cruise Control, il sistema di riconoscimento segnali stradali e quello di monitoraggio della pressione degli pneumatici, l’assistenza alla frenata d’emergenza, il controllo elettronico della stabilità e il controllo elettronico della trazione.

Come già accennato, ad oggi l’unica unità disponibile per la Ford Ecosport è l’1.0 benzina Ecoboost da 125 CV e 170 Nm. Questo viene abbinato di serie al cambio manuale a 6 rapporti e al sistema Start & Stop.

Il consumo medio dichiarato da Ford per la rinnovata Ecosport con motore 1.0 da 125 CV si attesta sui 6,2-6,9 litri ogni 100 km, calcolati su ciclo combinato WLTP.

Sono quattro gli allestimenti disponibili per la rinnovata Ford Ecosport:

  • Titanium: allestimento già molto ricco per essere quello di accesso alla gamma.
  • ST-Line Design: aggiunge qualche comfort, come il clima automatico.
  • ST-Line: dedicato ai clienti più sportivi, differisce soprattutto per lo stile.
  • Active: top di gamma per chi ama il look offroad

Titanium: include di serie cerchi in lega da 17″, SYNC 2.5 con radio Touchscreen 8″ e 6 speakers + DAB , 2 prese USB, computer di bordo con schermo da 4,2″ a colori, Cruise Control, ABS, EBD, riconoscimento segnali stradali, monitoraggio della pressione degli pneumatici, assistenza alla frenata d’emergenza, controllo elettronico della stabilità, controllo elettronico della trazione, fari Led diurni, retrovisori elettrici e riscaldabili, attacchi ISOFIX, Start&Stop, servosterzo elettrico, indicatore cambio di marcia, volante ergonomico in pelle regolabile in altezza e profondità, pomello del cambio in pelle, fari automatici on/off, tergicristalli con sensore pioggia, interni in Sensico Premium Touch parziale, fari fendinebbia anteriori con dettagli cromati.

ST-Line Design: aggiunge di serie cerchi in lega da 17” bruniti ST-Line, sospensioni sportive, climatizzatore automatico, privacy glass.

ST-Line: aggiunge sensori di parcheggio posteriori, sedili in pelle parziale con impunture rosse, Volante in pelle con impunture rosse, Pomello del cambio in pelle con impunture rosse, Tappetini anteriori e posteriori con impunture rosse, Tetto a contrasto.

Active: aggiunge cerchi in lega da 17” bruniti Active, interni in Sensico Premium Touch totale, tetto a contrasto, fari fendinebbia anteriori con dettagli neri.

ford ecosport usate
ford ecosport usate

  • Design: lo stile della Ecosport è curato e accattivante, soprattutto nelle versioni ST-Line ed Active.
  • Motore: il 1.0 da 125 CV è ricco di carattere anche se non proprio parco nei consumi.
  • Spazio: Nonostante le dimensioni contenute, a bordo si viaggia comodi.

Di seguito ecco il listino prezzi della Ford Ecosport aggiornato ad marzo 2023:

Ford Ecosport benzina Prezzo
1.0 EcoBoost 125 CV Titanium 24.750 €
1.0 EcoBoost 125 CV ST-Line Design 25.000 €
1.0 EcoBoost 125 CV ST-Line/Active 25.750 €

ford ecosport usate
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