RC Auto: cos’è e cosa copre l’assicurazione sulla responsabilità civile auto

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Tra i vari documenti da avere sempre all’interno della propria vettura per poter circolare in totale legalità, la polizza RC Auto è forse il più importante, poiché tutela l’assicurato in caso di sinistri. Scopriamo cosa copre l’assicurazione sulla responsabilità civile auto.

INDICE
RC Auto: cos’è
Coperture RC Auto
RC Auto: massimali minimi
Preventivo RC Auto
Decreto Bersani
RC Auto a rate
Furto incendio senza RCA
Verifica RCA
RCA temporanea
RCA auto d’epoca

Con la sigla RC Auto (o RCA) si intende la Responsabilità Civile Auto, ovvero il contratto sottoscritto tra l’automobilista e la compagnia assicurativa che tutela il conducente in caso di sinistri.

Questo contratto si rivela necessario per poter liberamente circolare su strada e fondamentale in caso di incidente perché sarà proprio la compagnia assicurativa a coprire i danni materiali o fisici causati involontariamente dall’assicurato mentre si trova alla guida della propria vettura.

Come abbiamo indicato in precedenza l’RC Auto copre i danni involontariamente causati agli altri quando si usa la vettura. La compagnia d’assicurazione interverrà nel liquidare il compenso relativo sia ai danni materiali che ai danni fisici previa valutazione del danno tramite perito, per quel che riguarda i mezzi, o medico legale, per quel che riguarda i soggetti coinvolti nel sinistro.

I danni derivanti dal sinistro verranno risarciti dalla compagnia nei limiti del massimale, ossia una cifra massima concordata al momento della sottoscrizione del contratto di polizza che l’assicurazione risarcisce in caso di incidente. Dal 2022, il massimale minimo garantito è pari a 6.450.000 euro, per i danni alle persone, a 1.300.000 euro, per quelli alle cose.

Superato il massimale sarà l’assicurato a rispondere direttamente, ma le compagnie possono offrire anche massimali superiori dietro pagamento di un premio assicurativo più elevato.

La compagnia assicuratrice si impegna quindi a risarcire i danni legati alla circolazione del veicolo arrecati dall’assicurato a terzi, purché questi rientrino nel massimale pattuito ed il sinistro sia stato accidentale.

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Uno dei dubbi maggiori che attanaglia gli automobilisti è quello relativo al costo della RC Auto, una delle maggiori voci di spesa nella gestione di una vettura.

Non esiste un costo fisso perché l’importo del premio assicurativo varia a seconda di vari fattori come la provincia di residenza, il tipo di auto e l’età dell’assicurato. Inoltre, bisogna considerare che chi si assicura per la prima volta di solito incorre in una tariffa più alta poiché parte da una classe di merito più bassa, a meno che non rientri nelle fattispecie del Decreto Bersani.

Prima di sottoscrivere un contratto di assicurazione è sempre bene confrontare i vari preventivi sia presso le agenzie fisiche che tramite i vari portali online. Questi ultimi, grazie alle offerte di un numero ampio di compagnie, garantiscono spesso prezzi davvero competitivi.

Dal 2007 è in vigore nel nostro Paese il Decreto Bersani. Grazie a questo provvedimento il proprietario di un veicolo, nuovo o usato, ha la possibilità di ottenere la stessa classe di merito di un mezzo circolante e assicurato già in suo possesso o in possesso di un componente del nucleo familiare convivente.

Chi rientra nelle fattispecie del Decreto Bersani, quindi, potrà risparmiare sul costo della polizza  accedendo a una classe di merito superiore a quella da cui partirebbe assicurandosi per la prima volta. Ma per poterne usufruire il proprietario del veicolo da assicurare e quello del veicolo già assicurato in classe favorevole devono vivere all’interno dello stesso nucleo familiare, la polizza da ereditare deve essere attiva ed in corso di validità.

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Le compagnie assicuratrici hanno studiato nel corso degli ultimi anni numerose soluzioni per agevolare gli automobilisti in difficoltà economiche. L’assicurazione auto a rate mensili consente la rateizzazione del pagamento del premio annuale sui dodici mesi così da evitare un ingente esborso di liquidità in una soluzione unica o in due rate.

La polizza a rate prevede in genere che il cliente paghi gli importi prestabiliti, compresi di eventuali costi e interessi, direttamente al finanziatore, che poi provvede a sua volta a remunerare l’assicurazione. In genere queste società finanziarie hanno sottoscritto delle convenzioni con le compagnie assicurative, o sono di proprietà delle stesse.

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Tra le varie garanzie accessorie che possono essere scelte dall’automobilista, quella furto e incendio è senza dubbio la più gettonata. Questa, infatti, consente di ottenere il risarcimento del danno nelle ipotesi in cui la vettura venga rubata o gravemente danneggiata dalle fiamme.

L’assicurazione furto e incendio senza RCA non è però possibile perché questa è una garanzia accessoria che può essere aggiunta al contratto principale, ma non può essere sganciata dalla polizza “standard”.

Solitamente, prima della scadenza della validità della polizza, le compagnie assicuratrici inviano un promemoria all’automobilista per ricordare il rinnovo dell’RC Auto.

Qualora non si dovesse ricevere la lettera da parte della propria compagnia, si può controllare la scadenza RC Auto tramite il Portale dell’Automobilista. Una volta digitato l’indirizzo web, si dovrà cliccare sulla sezione “Verifica copertura RCA”, per poi successivamente selezionare la tipologia del veicolo e indicare il numero di targa. Compiute queste operazioni si potrà verificare in tutta comodità il termine della copertura assicurativa.

In alcuni casi può essere utile attivare una polizza RC Auto temporanea della durata di pochi giorni giusto per venire incontro alle esigenze impellenti. In questo caso è possibile sottoscrivere una RC Auto temporanea la cui durata sarà stabilità dall’assicurato. Sono poche, però, le compagnie che prevedono questa possibilità ed i costi per il contratto di assicurazione solitamente sono piuttosto elevati se paragonati ad una polizza “standard”.

Inoltre, diverse compagnie assicurative prevedono delle polizze mensili, trimestrali o semestrali, che possono essere delle ottime soluzioni per chi volesse usare il proprio veicolo, come una moto o una cabrio, solo durante le stagioni con condizioni meteo migliori.

Alcune agevolazioni sono previste per quel che riguarda l’assicurazione RC auto d’epoca e storiche. I veicoli con più di 20 anni di età, tenuti in perfette condizioni e considerati interessanti da un punto di vista culturale e storico potranno infatti godere di polizze assicurative dedicate con prezzi decisamente più convenienti rispetto a quelli applicati per i veicoli non storici. Il richiedente dovrà avere una età non inferiore ai 23 ed il veicolo dovrà essere iscritto all’ASI, l’Automotoclub Storico Italiano.

Cose da  sapere

Cos’è l’assicurazione RCA?

Con la sigla RCA si intende la Responsabilità Civile Auto, ovvero il contratto sottoscritto tra l’automobilista e la compagnia assicurativa. Il contratto RC Auto copre i danni involontariamente causati agli altri quando si usa la vettura.

Quanto costa l’assicurazione auto?

Non esiste un costo fisso perché l’importo del premio assicurativo varia a seconda di vari fattori come la provincia di residenza, il tipo di auto e l’età dell’assicurato. Prima di sottoscrivere un contratto di assicurazione è sempre bene confrontare i vari preventivi sia presso le agenzie fisiche che tramite i vari portali online.

Come funziona la legge Bersani?

Grazie a questo provvedimento il proprietario di un veicolo, nuovo o usato, ha la possibilità di ottenere la stessa classe di merito di un mezzo circolante e assicurato già in suo possesso o in possesso di un componente del nucleo familiare convivente.

Si può pagare l’assicurazione auto a rate?

L’assicurazione auto a rate mensili consente la rateizzazione del pagamento del premio annuale sui dodici mesi così da evitare un ingente esborso di liquidità in una soluzione unica o in due rate.

La polizza a rate prevede in genere che il cliente paghi gli importi prestabiliti, compresi di eventuali costi e interessi, direttamente al finanziatore, che poi provvede a sua volta a remunerare l’assicurazione.

Come controllare la scadenza dell’assicurazione RCA?

Solitamente, prima della scadenza della validità della polizza, le compagnie assicuratrici inviano un promemoria all’automobilista per ricordare il rinnovo dell’assicurazione RC Auto.

Qualora non si dovesse ricevere la lettera da parte della propria compagnia, si può controllare la scadenza RC Auto tramite il portale dell’automobilista. Una volta digitato l’indirizzo web, si dovrà cliccare sulla sezione “Verifica copertura RCA”, per poi successivamente selezionare la tipologia del veicolo e indicare il numero di targa. Compiute queste operazioni si potrà verificare in tutta comodità la copertura assicurativa RCA.

Franchigia RC Auto: come funziona e quando conviene

Franchigia assicurazione auto

Per poter circolare liberamente su strada, ma anche per poter lasciare posteggiata su una strada aperta al pubblico la propria vettura, è obbligatorio sottoscrivere una polizza RC Auto. Al momento della sottoscrizione, però, si devono valutare numerose voci tra le quali una delle meno conosciute è la franchigia. Scopriamo come funziona e quando conviene.

INDICE
Cos’è la franchigia assicurazione auto
Franchigia relativa e assoluta
RC Auto con franchigia
RC Auto con franchigia: preventivo
Scoperto RC Auto

Quando si parla di franchigia si intende quella parte di danno che in caso di sinistro stradale rimane a carico dell’assicurato. Se, ad esempio, la franchigia è pari a 150 euro e l’ammontare del risarcimento danni è di 6.000 euro, in questo caso l’assicurato dovrà corrispondere di tasca propria l’importo di 150 euro, mentre i restanti 5.850 saranno coperti dalla società assicuratrice del soggetto che ha provocato il sinistro.

L’esempio di cui sopra è generico poiché l’importo della franchigia assicurazione auto viene concordato al momento della stipula del contratto e tale somma rimane fissa per tutta la durata del periodo di copertura della polizza.

Esistono due differenti tipologie di franchigia assicurazione auto: relativa e assoluta. La prima indica il limite massimo di spesa entro il quale l’assicurato sarà costretto a risarcire di tasca propria l’importo del sinistro, mentre la seconda indica l’importo che l’assicurato deve in ogni caso corrispondere al di là dell’entità del danno, oltre il quale sarà l’assicurazione a coprire i danni.

Ad esempio, se la franchigia relativa è pari a 1.000 euro e l’ammontare del danno da risarcire sarà di 900 euro in questo caso non sarà l’assicurazione a procedere con il pagamento ma spetterà all’assicurato. Se però l’ammontare del danno supera la soglia della franchigia relativa, in questo esempio poniamo 1.200 euro, sarà la compagnia assicurativa a coprire interamente le spese.

Con la franchigia assoluta, invece, il premio assicurativo è più basso perché, entro e fino all’importo stabilito, è l’assicurato a risarcire il danno, mentre se il danno è superiore a tale importo la compagnia assicurativa paga la differenza restante. Per esempio, se la franchigia è di 300 euro ed il danno pari a 1.000, l’assicurato dovrà pagare 300 euro e l’assicurazione coprirà i restanti 700. Al contrario, se l’entità del danno non supera la franchigia assoluta, questo sarà interamente a carico dell’assicurato.

Sottoscrivere un contratto assicurativo con franchigia si rivela spesso conveniente perché, come anticipato in precedenza, il premio assicurativo sarà più basso. Solitamente il risparmio medio rispetto ad una assicurazione auto senza franchigia è di circa il 15%, ma prima di poter sottoscrivere questo contratto si dovrà dimostrare alla compagnia di essere in grado di poter coprire autonomamente le spese del rimborso concordato.

Così come per le polizze comuni, anche per l’assicurazione auto con franchigia sarà fondamentale ottenere diversi preventivi così da confrontare le numerose offerte presenti sul mercato.

Anche in questo caso, poi, vale la stessa regola già vista per la normale copertura RC Auto: valutare le assicurazione auto online con franchigia. In questo caso, infatti, sarà possibile trovare offerte davvero vantaggiose in grado di far risparmiare decisamente rispetto agli operatori del mercato tradizionale.

Al termine di questa analisi sulla franchigia assicurazione auto è bene poi precisare la differenza tra questa e lo scoperto. Sia la franchigia assicurazione auto che lo scoperto, infatti, definiscono la quota di danno a carico dell’assicurato, ma la prima ha un importo prestabilito mentre lo scoperto è espresso in percentuale e l’entità dell’importo da addebitare a carico dell’assicurato potrà essere valutata solo dopo la quantificazione del danno.

Se, ad esempio, in caso di sinistro lo scoperto è pari al 10% e l’entità del danno è di 5.000 euro il contraente sarà costretto a sborsare di tasca propria 500 euro, mentre i restanti 4.500 euro saranno versati dalla compagnia assicuratrice.

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Cose da sapere

Cos’è la franchigia assicurazione auto?

Si intende quella parte di danno che in caso di sinistro stradale rimane a carico dell’assicurato. L’importo viene concordato al momento della stipula del contratto e rimane fisso per tutta la durata della polizza.

L’assicurazione auto con franchigia conviene?

Sottoscrivere un contratto assicurativo con franchigia si rivela spesso conveniente perché il premio assicurativo sarà più basso. Solitamente il risparmio medio è di circa il 15%.

Che differenza c’è tra franchigia e scoperto assicurazione auto?

Entrambe definiscono la quota di danno a carico dell’assicurato, ma la prima ha un importo prestabilito, mentre lo scoperto è espresso in percentuale e l’entità dell’importo da addebitare a carico dell’assicurato potrà essere valutata solo dopo la quantificazione del danno.

 

Assicurazione auto temporanea: tutte le soluzioni possibili

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Chi utilizza di rado un’auto per i motivi più disparati si trova comunque obbligato a sottoscrivere una polizza RCA per poter circolare su strada. Le compagnie, però, hanno pensato anche a chi non si mette alla guida tutti i giorni creando un contratto di assicurazione auto temporanea. Scopriamo cos’è e come funziona.

INDICE
Assicurazione auto temporanea: come funziona
Assicurazione auto provvisoria: vantaggi e svantaggi
Tipologie di polizza auto temporanea
Assicurazione auto semestrale
Assicurazione auto trimestrale
Assicurazione giornaliera
Assicurazione auto temporanea: quali compagnie la offrono?
Assicurazione auto temporanea online

Quando si parla di assicurazione auto temporanea si intende un copertura assicurativa identica alla classica RCA ma della durata inferiore alle canoniche dodici mensilità. Il periodo temporale di validità potrà essere sia giornaliero che mensile, trimestrale o semestrale e deve essere concordato con la compagnia preventivamente.

Il principale vantaggio offerto dall’assicurazione auto temporanea è dato dalla possibilità di non dover sottoscrivere un contratto annuale qualora si utilizzi il proprio veicolo per periodi decisamente brevi. Per esempio, chi possiede un motoveicolo potrebbe decidere di utilizzarlo solo nella stagione estiva, quando le condizioni meteo sono più favorevoli. In questo caso, quindi, i costi richiesti saranno inferiori rispetto a quelli previsti per le polizze di 12 mesi.

Ci sono tuttavia alcuni svantaggi. I costi di una polizza temporanea non sono a buon mercato, anche se non paragonabili a quelli di una copertura annuale, ma questa soluzione si rivela fondamentale nell’ipotesi in cui ci si debba mettere alla guida del veicolo in caso di vendita oppure lo si debba portare in un deposito in attesa di rottamazione.

Le compagnie assicurative hanno compreso come una fetta di mercato richieda questa tipologia di assicurazione auto temporanea ed hanno proposto differenti offerte con durate prestabilite in grado di accontentare ogni singola esigenza. Come accennato, quindi, il periodo di validità potrà essere giornalieromensile, trimestrale o semestrale e deve essere concordato con la compagnia preventivamente secondo le esigenze del conducente.

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Chi opta per un’assicurazione auto semestrale normalmente paga di più, mensilmente, rispetto ad una polizza annuale, ma è la scelta ideale per chi vuole godersi la propria cabrio o moto soltanto nei mesi estivi per poi tenerla in garage nella stagione invernale. Infatti, anche se il costo mensile è superiore a quello di una polizza di 12 mesi, il prezzo totale di un’assicurazione temporanea è comunque superiore a quello di una annuale.

Questo tipo di polizza assicura la copertura per tre mesi, ma bisogna fare attenzione alle regole di utilizzo e copertura, perché spesso il premio non subisce una riduzione proporzionale al periodo di tempo richiesto e subisce solo una lieve diminuzione rispetto alla somma della polizza annuale.

Economicamente, inoltre, non sembra essere vantaggiosa perché ha un costo fisso iniziale per percentuale ed una parte residua differenziata in base ai chilometri percorsi.

Questa tipologia di polizza è da preferire se si deve trasferire il proprio mezzo da un luogo all’altro ad esempio in caso di rottamazione senza dover richiedere l’intervento di un carro attrezzi. Purtroppo i prezzi di una assicurazione giornaliera non sono convenienti. Il costo si calcola partendo da una quota fissa, che solitamente si aggira intorno al 15% del premio annuale, più un supplemento per ciascun giorno di utilizzo. In pratica si rischia di pagare un importo mensile o bimestrale, per una copertura assicurativa di pochi giorni.

Se in passato era raro trovare compagnie in grado di offrire una assicurazione temporanea, oggi sono molte le società che propongono questo servizio. Aziende come Unipol, Allianz o Genialloyd affiancano alle offerte tradizionali anche quelle a termine così da coprire ogni differente richiesta del mercato.

Grazie al web è possibile sottoscrivere una assicurazione auto temporanea anche online. Le società virtuali che offrono questa tipologia di copertura assicurativa riescono ad offrire prezzi decisamente concorrenziali rispetto a quelle tradizionali, ma bisogna sempre affidarsi a compagnie conosciute e non lasciarsi trarre in inganno da prezzi eccessivamente bassi per evitare di subire truffe. Per fugare ogni dubbio è sempre opportuno consultare l’IVASS, l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni, che tramite il proprio sito web fornisce i dati di tutti gli operatori autorizzati a vendere polizze RCA in Italia.

Cose da sapere

Come funziona l’assicurazione auto temporanea?

Quando si parla di assicurazione auto temporanea si intende un copertura assicurativa identica alla classica RCA ma della durata inferiore alle canoniche dodici mensilità. Il periodo temporale di validità potrà essere si giornaliero che mensile, trimestrale o semestrale e sarà concordato con la compagnia preventivamente.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di una polizza auto temporanea?

Il principale vantaggio offerto dall’assicurazione auto temporanea è dato dalla possibilità di non dover sottoscrivere un contratto annuale qualora si utilizzi la propria vettura per periodi decisamente brevi. Tuttavia i costi di una polizza temporanea non sono a buon mercato.

Quali sono le tipologie di assicurazione auto temporanea più diffuse?

Le compagnie assicurative hanno compreso come una fetta di mercato richieda questa tipologia di assicurazione auto temporanea ed hanno proposto differenti offerte con durate prestabilite in grado di accontentare ogni singola esigenza: le più diffuse sono le semestrali, trimestrali e giornaliere.

Quali sono le compagnie che offrono assicurazioni auto temporanee?

Se in passato era raro trovare compagnie in grado di offrire una assicurazione temporanea, oggi sono molte le società che propongono questo servizio. Aziende come Unipol, Allianz o Genialloyd affiancano alle offerte tradizionali anche quelle a termine così da coprire ogni differente richiesta del mercato.

Si può sottoscrivere un’assicurazione auto temporanea online?

Le società virtuali che offrono questa tipologia di copertura assicurativa riescono ad offrire prezzi decisamente concorrenziali rispetto a quelle tradizionali, ma bisogna sempre affidarsi a compagnie conosciute e non lasciarsi trarre in inganno da prezzi eccessivamente bassi per evitare di subire truffe.

Verifica RC Auto: la tua macchina è coperta?

Controllo assicurazione: la tua macchina è coperta?

Tra le varie scadenze che un automobilista deve ricordare, il rinnovo della Responsabilità Civile Auto è quello che spesso sfugge per mera disattenzione. Da quando, infatti, nel 2015 è stato abolito l’obbligo di esporre il contrassegno assicurativo sul parabrezza del proprio veicolo, capita sempre con maggiore frequenza di dimenticarsi di effettuare il controllo della scadenza dell’RC Auto e di viaggiare inconsapevolmente senza copertura assicurativa, con il rischio di subire una multa che può variare da un minimo di 866 ad un massimo di 3.464 euro, oltre al sequestro del veicolo e la decurtazione di 5 punti dalla patente.

INDICE
Controllo assicurazione auto online
App controllo assicurazione
Controllo assicurazione auto straniere

Per evitare di violare quanto disposto dal Codice della Strada è possibile effettuare un controllo assicurazione auto in modo semplice e veloce consultando la sezione dedicata del sito del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, il Portale dell’Automobilista.

Con l’introduzione dell’assicurazione auto telematica, il Ministero ha realizzato una banca dati connessa all’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni costantemente aggiornata dalle informazioni fornite obbligatoriamente dalle singole compagnie assicurative, tenute a comunicare i dati dei rispettivi clienti che hanno sottoscritto una polizza di responsabilità civile.

Grazie a questo sito è infatti possibile effettuare il controllo assicurazione auto online in maniera totalmente autonoma. Una volta raggiunto l’indirizzo web, si dovrà cliccare sulla sezione “Verifica copertura RCA”, per poi successivamente selezionare la tipologia del veicolo e indicare il numero di targa. Svolti a questi passaggi, sarete in grado di effettuare il controllo assicurazione auto senza dover cercare i vari documenti cartacei in vostro possesso per verificare la scadenza della polizza assicurativa.

Verifica bollo auto: il check anche online

Oltre a poter verificare la validità della propria assicurazione auto sul Portale dell’Automobilista, è possibile effettuare questa ricerca anche tramite app. Se desiderate un modo semplice per una rapida consultazione, potete scaricare sul vostro smartphone delle app totalmente gratuite, come ad esempio Infotarga, e sviluppate per i diversi sistemi operativi che vi consentiranno di tenere l’assicurazione auto sotto controllo e di conoscere anche la presenza di copertura assicurativa di veicoli terzi.

È utile sapere che online, oltre al controllo dell’assicurazione, è possibile svolgere anche quello del bollo auto. Se, però, per verificare la scadenza della copertura assicurativa si può effettuare una ricerca nei modi indicati sopra, per controllare la regolarità del pagamento del bollo auto si può scegliere tra il sito dell’ACI o il sito dell’Agenzia delle Entrate, nonché esistono varie regioni che dispongono di piattaforme ad hoc.

Se per effettuare il controllo assicurazione auto per una vettura italiana esistono vari canali, come il Portale dell’Automobilista e alcune applicazioni, che consentono agevolmente di venire a conoscenza della scadenza della polizza, ben altra questione è invece quella relativa al controllo assicurazione per auto straniere.

Per questa tipologia di veicoli vige una “presunzione normativa di copertura assicurativa”. Tradotto in parole povere, le autorità italiane non possono effettuare un regolare controllo della presenza di un’assicurazione auto da targa straniera e, in caso di mancanza della stessa, non è possibile procedere a elevare sanzioni. Numerosi sono gli stati per i quali vale questa presunzione di copertura assicurativa, e questa previsione normativa può essere utilizzata per interpretazioni al limite della legalità.

Se, infatti, le auto dotate di targa straniera devono essere munite obbligatoriamente di targa e documenti italiani dopo un anno di permanenza, spesso questo adeguamento non accade. In questo modo è possibile sfuggire all’obbligo di copertura assicurativa circolando liberamente sul territorio nazionale, rischiando, però, di penalizzare gli automobilisti coinvolti in un eventuale sinistro stradale.

Assicurazione auto scaduta: tutto quello che c’è da sapere

assicurazione-auto-scaduta

Tra le varie scadenze che può capitare di dimenticare, quella dell’assicurazione auto è una delle più frequenti. Circolare con la copertura assicurativa è un obbligo previsto dal nostro Codice della Strada, ma è previsto un periodo di tolleranza di 15 giorni dalla scadenza entro la quale l’assicurazione continua ad avere validità.

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INDICE
Assicurazione auto scaduta: addio tacito rinnovo
Assicurazione scaduta: multa e conseguenze
Assicurazione auto scaduta: periodo di tolleranza

Ormai dal 2013 in caso di mancato rinnovo della copertura assicurativa, la polizza si estingue automaticamente non essendo più previsto il tacito rinnovo. Il contraente, quindi, avrà la possibilità di poter cambiare compagnia senza fornire motivazioni.

Se, invece, si vuole proseguire con la propria agenzia non si dovrà temere di dimenticare di effettuare il rinnovo perché in prossimità della scadenza sarà il vostro agente a contattarvi per procedere alla sottoscrizione del nuovo contratto.

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Chi si mette alla guida di una auto senza assicurazione e viene fermato è soggetto ad una sanzione amministrativa che parte da un minimo di 866 €, sino ad un massimo di 3.464 €, nonché la decurtazione di 5 punti dalla patente del conducente. É inoltre previsto il sequestro del mezzo sino a quando non verrà sottoscritto un nuovo contratto di assicurazione e, in ultima ipotesi, la confisca dell’auto qualora si decidesse di non pagare la multa e i relativi oneri di trasporto e custodia.

In caso di recidiva, ovvero se un veicolo viene fermato per almeno due volte senza assicurazione nell’arco di un biennio, la sanzione pecuniaria raddoppia: in questo caso la multa va da un minimo di 1.732 € a un massimo di 6.928 €. Inoltre, il conducente incorre nella sospensione della patente da uno a due mesi e, dopo il pagamento della sanzione, il veicolo viene sottoposto a fermo amministrativo per un periodo di 45 giorni.

Esiste un periodo di tolleranza, pari a 15 giorni successivi alla scadenza del contratto, entro i quali si può ugualmente circolare con un’auto non assicurata senza incorrere in sanzioni. Se si incorre in un controllo tra il 16° e il 30° giorno dalla scadenza dell’assicurazione, invece, l’importo della multa viene ridotto del 50%, sempre che il conducente provveda a stipulare un RCA entro il 30° giorno dalla scadenza del precedente contratto.

La stessa riduzione della sanzione si applica quando l’interessato, entro 30 giorni dalla contestazione, esprima la volontà e provveda alla demolizione e successiva radiazione del veicolo. Il soggetto sottoposto alla sanzione avrà quindi la disponibilità del veicolo e dei documenti unicamente per le operazioni di demolizione e di radiazione del veicolo, previo versamento presso l’organo accertatore di una cauzione, pari all’importo della sanzione minima pari a 866 €. Avvenuta la demolizione l’organo accertatore restituisce la cauzione decurtata dell’importo previsto a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria.

Cose da sapere

Cosa succede alla scadenza dell’assicurazione auto?

In caso di mancato rinnovo della copertura assicurativa, la polizza si estingue automaticamente non essendo più previsto il tacito rinnovo. Il contraente può quindi cambiare compagnia senza fornire motivazioni. Se, invece, si vuole proseguire con la propria agenzia, sarà l’agente a contattare il contraente per procedere alla sottoscrizione del nuovo contratto.

Quanti giorni di copertura sono previsti alla scadenza dell’assicurazione auto?

Qualora ci si dimentichi di rinnovare l’assicurazione auto sarà possibile contare su una validità della copertura prorogata per i 15 giorni successivi alla scadenza. Questo termine è valido solo in Italia ed applicabile esclusivamente alle polizze annuali.

Cosa succede se si circola con l’assicurazione auto scaduta?

Il nostro Codice della Strada prevede multe decisamente salate da 866 a 3.464 €. Circolare con l’assicurazione auto scaduta comporta anche il sequestro del veicolo. Il trasgressore, quindi, si troverà a pagare oltre alla multa anche le spese di prelievo, trasporto e custodia del mezzo.

Automotive Dealer Day 2023: Salvini affronta il tema dell’Euro 7

Automotive Dealer Day 2023: Salvini affronta il tema dell'Euro 7

All’Automotive Dealer Day 2023, la rassegna veronese che riunisce tutti i protagonisti del settore, si è parlato del presente e del futuro dell’auto. Alla cerimonia di apertura è intervenuto anche Matteo Salvini: nel corso dell’incontro sono stati affrontati vari temi di attualità. Euro 7, auto elettrica, incentivi e riforma del codice della strada sono stati i principali argomenti della discussione.

“In questi primi mesi di lavoro – ha detto il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti – abbiamo costruito alleanze europee e internazionali che possono dare una mano al settore automotive, uno dei più importanti di tutto il Paese”. Secondo il vicepremier, l’industria automobilistica va sostenuta in questo momento delicato di transizione verso l’elettrico e bisogna stare attenti che i cambiamenti non ricadano sull’occupazione e che non vengano penalizzate le eccellenze italiane, da anni riconosciute anche a livello mondiale.

L’Euro 7 va fermato

Salvini si è soffermato sullo standard Euro 7, da sempre nel mirino del suo ministero. “Per noi rappresenta una priorità – aggiunge – È una normativa comunitaria sbagliata nei modi e nei tempi e, insieme ad altre otto nazioni (Francia, Polonia, Bulgaria, Ungheria, Romania, Repubblica Ceca, Slovacchia e Portogallo) ci stiamo muovendo per evitare il salto nel buio dell’Euro 7 o rimandarlo almeno al 2026, quando ci sarà una revisione della normativa sulla CO2”.

Le elezioni europee del 2024 potrebbero dare una mano al piano di Salvini. “Mi auguro che ci sia una commissione più aperta al dialogo, altrimenti l’Italia e l’Europa dell’auto potrebbero restare schiacciate tra Cina e Stati Uniti”.

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Auto elettrica sì, ma a certe condizioni

Non solo auto a batteria per la transizione ecologica: le energie rinnovabili giocano un ruolo fondamentale, a partire dall‘idrogeno. “Ci sono 60 miliardi di euro per la mobilità – spiega Salvini – , in particolare per le colonnine di ricarica, da implementare il prima possibile, e per sviluppare la rete a idrogeno. Siamo a favore della neutralità tecnologica, perché la transizione energetica ha bisogno di tempo e di alternative all’elettrico”.

Nuovo codice della strada e via il superbollo

La riforma del codice della strada è un altro punto caldo nell’agenda del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti: è datato 1992 e va aggiornato. “Entro l’estate presenteremo una serie di riforme con l’obiettivo di approvarle prima della fine del 2023 – anticipa Salvini – Inoltre in base alla sicurezza e al tasso di incidentalità di alcuni tratti autostradali, vogliamo aumentare il limite massimo di velocità a 150 km/h”. Siamo al lavoro anche sulle motorizzazioni civili e sulle lungaggini della burocrazia, che spesso è troppo lenta”.

Salvini vuole abolire il superbollo, che giudica iniquo e punitivo nei confronti degli automobilisti e delle case produttrici. “Questa tassa ha penalizzato un mercato molto importante per il nostro Paese” dice il titolare del Mit, che conclude parlando della deducibilità fiscale al 100% per le auto aziendali: ci stiamo lavorando, ma non è facile trovare le coperture finanziarie”.

ANFIA chiede aiuto alla politica

Oltre al ministro Salvini, è intervenuto anche Marco Stella, vicepresidente ANFIA, Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica. “Politica, industria e sindacati devono supportarci nell’affrontare una trasformazione epocale. Occorre creare strumenti per incentivare le aggregazioni tra imprese e supportare la ricerca e le nuove catene del valore. Il nostro sistema ha grande forza ed è al centro delle catene di fornitura a livello europeo. È per questo che deve essere supportato nella transizione energetica” le parole di Stella, che si accoda a Salvini nel bocciare Euro 7. “È una misura che non stimola il mercato, è stata partorita in maniera sbagliata nei tempi e nei contenuti tecnici e pone nuove problematiche”.

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Incentivi da cambiare per UNRAE

Michele Crisci, presidente dell’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri, si sofferma sugli incentivi e sulle auto aziendali. “I bonus non stanno funzionando: buona parte dei fondi 2022 per elettriche e ibride plug-in sono rimasti inutilizzati. Il tetto dei prezzi è da rivedere, va alzato o eliminato: ha svantaggiato molte persone che potevano essere interessate all’acquisto di un’elettrica. In Italia ci sono poche auto aziendali, solo il 41,7% del mercato rispetto al 64,1% della Germania e per questo dobbiamo offrire la possibilità di detrarre l’Iva in misure diverse in base alle emissioni delle auto aziendali. Le vetture aziendali vendute mediamente dopo tre anni tornerebbero sul mercato per i privati con prezzi più accessibili” le osservazioni di Crisci.

Puntare su Gigafactory e riciclo batterie

Massimo Nordio, presidente dell’associazione che si occupa di mobilità elettrica, invita a cogliere le opportunità legate alla transizione energetica. “Il riciclo delle batterie può essere un’occasione commerciale, come dimostra la Spagna, che da tempo investe in questo ambito così come nella produzione di auto elettriche e delle relative batterie. L’Italia deve assumere un ruolo di avanguardia sull’elettrico avviando progetti importanti sulle Gigafactory: bisogna farci trovare pronti, anche sul riciclo, per renderci indipendenti da altri Paesi. La rete di ricarica va ulteriormente allargata grazie agli incentivi. I fondi ci sono, devono essere utilizzati nel modo giusto” dice Nordio.

Bonus da rivedere anche per Federauto

“Gli incentivi vanno rivisti completamente. Il tetto al prezzo delle auto elettriche non va bene: è necessario comprendere tutti i modelli sul mercato perché la priorità deve essere ammodernare il parco auto. L’obiettivo deve essere quello di avvicinarci alla quota di mercato BEV in Europa e per farlo bisogna lavorare sul credito d’imposta per le aziende sull’acquisto di auto a basse emissioni” le parole di Plinio Vanini, vicepresidente dell’ente che rappresenta gli interessi generali dei Concessionari italiani nei confronti del Governo italiano, del Parlamento e della Commissione Europea.

Abarth 500: acquisto o finanziamento?

Abarth 595: prezzi, dimensioni e caratteristiche 28

La 500 Abarth, la versione sportiva e “cattiva” della Fiat 500, festeggia i 15 anni di carriera continuando nel solco della tradizione che coniuga passato e futuro. I segni distintivi della compatta dello Scorpione sono sempre gli stessi: più bassa, più larga e più aggressiva della 500, si caratterizza per l’estetica e le colorazioni in grado di catturare l’attenzione fin dal primo sguardo. Abarth si distingue dal modello “normale” sia per la meccanica che per la carrozzeria, dove spiccano paraurti, minigonne e alettone posteriore dedicati. Il frontale presenta prese d’aria aggressive: quella del radiatore è più grande ed è circondata da due di dimensioni più ridotte. Questo, inoltre, ha una bombatura maggiore che gli permette di ospitare la turbina della sovralimentazione. Nel paraurti posteriore c’è un estrattore d’aria che incornicia lo scarico a due uscite separate. Anche l’abitacolo ha un’impostazione sportiveggiante, grazie ai sedili a guscio, la pedaliera in alluminio e il manometro della pressione del turbo. Due gli allestimenti disponibili: Turismo e Competizione.

Abarth 595: prezzi, dimensioni e caratteristiche 9

Due versioni: 595 da 165 CV e 695 da 180 CV

La 500 Abarth viene proposta in due varianti di carrozzeria: hatchback e cabrio. La 595 è dotata di un motore a quattro cilindri 1.4 turbo benzina da 165 CV e può contare su una grande tenuta di strada grazie all’assetto ribassato e alle sospensioni irrigidite. La piccola sportiva tocca la velocità massima di 218 km/h con uno scatto da 0 a 100 km/h in 7,3 secondi nella versione con cambio meccanico e 7,4 con cambio automatico sequenziale.

Per chi vuole qualcosa di più, c’è la 695 con motore 1.4 T-Jet da 180 CV e 250 Nm di coppia a 3.000 giri, che aggiunge lo scarico Record Monza e l’impianto frenante Brembo. Questa è la Abarth endotermica più estrema e raggiunge i 225 km/h di velocità massima con uno 0-100 in 6,7 secondi.

Abarth 500e: prezzo, dimensioni e caratteristiche 2

La prima elettrica di Abarth è realtà

Lo Scorpione si è tuffato nel futuro con la 500e, la prima vettura elettrica del marchio, disponibile da quest’anno. La Abarth, sia in versione hatchback che cabrio, monta la stessa batteria da 42 kWh della 500 elettrica, ma il motore elettrico e la gestione della potenza sono potenziati in chiave sportiva. La 500e sviluppa 155 CV e 235 Nm, per uno scatto da 0 a 100 km/h di 7 secondi. Inoltre ha una ripresa da 40 a 60 km/h di 1,5 secondi, un secondo in meno rispetto alla 695 a benzina da 180 CV. Vengono proposte tre modalità di guida: Turismo, Scorpion Street e Scorpion Track. La prima si caratterizza per l’accelerazione fluida e l’efficienza, con il motore “limitato” a 136 CV e 220 Nm. Scorpion Street ha la frenata rigenerativa più potente, mentre Scorpion Track, permette di accedere al massimo delle prestazioni disponibili.

La 500e si ricarica fino a 85 kW in corrente continua (11 kW in AC), con la possibilità di arrivare all’80% di “pieno” in 35 minuti e ottenere 40 km in circa 5 minuti. L’autonomia dichiarata, calcolata secondo il ciclo WLTP, è di 250 km. Abitacolo chiaramente sportivo con sedili di ispirazione racing con poggiatesta integrato e volante a tre razze. Sull’Abarth elettrica esordisce il sound generator, che riproduce il suono del motore a benzina nelle varie fasi di guida.

Abarth 595 in promozione da 25.500 euro

Continuano le promozioni sui modelli della gamma Abarth. La 595 da 165 CV, la versione più economica, ha un prezzo di listino ufficiale di 26.800 euro. Senza permuta o rottamazione, il costruttore offre 1.300 euro di sconto, facendo abbassare il costo a 25.500 euro. Versando un anticipo di 5.099 euro, le rate mensili da 246,85 euro (TAN 5,95% TAEG 7,06%) sono 59 a cui va aggiunta la maxirata finale di 11.270,00 euro. L’offerta è valida fino al 31 maggio 2023. Oltre tale data gli importi potrebbero cambiare leggermente.

Con Abarth Più Promo si ha inoltre la possibilità di scegliere la durata delle rate e l’anticipo che si preferisce, per avere un costo mensile compatibile con il proprio budget. In più a fine contratto c’è la possibilità di scegliere se restituire l’auto, saldare il valore residuo o sostituire la vettura e ripartire con una nuova di zecca.

Auto sostenibili: Mazda e l’approccio ai biocarburanti

Mazda2: prezzo, dimensioni e caratteristiche 15

L’obiettivo comune di tutte le case automobilistiche è diventare carbon neutral entro il 2050, le strade per arrivare all’azzeramento delle emissioni di anidride carbonica sono molteplici. Mazda, al pari di altri costruttori, ha deciso di puntare sull’elettrificazione, senza però tralasciare i motori tradizionali. Il marchio giapponese è impegnato nello sviluppo di nuovi propulsori a combustione interna alimentati da biocarburanti ottenuti dalla crescita di microalghe: non si parla solo di tre o quattro cilindri, ma anche del sei cilindri in linea a trazione posteriore della Mazda 6.

Impegno su più fronti

Come detto, Mazda lavora su più fronti per ridurre le emissioni di CO2 e raggiungere la neutralità climatica. Il pluripremiato motore e-Skyactiv X continuerà ad avere un ruolo centrale, così come i nuovi motori sei cilindri in linea. Elettrificazione e sviluppo di nuove tecnologie avanzate per i motori a combustione interna procederanno di pari passo. La casa giapponese ha investito in numerosi progetti e partnership in varie zone del mondo al fine di portare avanti non solo l’elettrificazione, ma anche lo sviluppo e l’uso di combustibili rinnovabili. Mazda, nel febbraio di due anni fa, è stato il primo costruttore automobilistico a entrare a far parte della eFuel Alliance: in Giappone, la ricerca sui biocarburanti ottenuti dalla crescita di microalghe è sviluppata insieme a università e governo.

Mazda 3 Sedan: prezzo, dimensioni e scheda tecnica 3

Contemporaneamente, il marchio giapponese continua a lavorare all’elettrificazione completa. Sulla SkyActiv Multi-Solution Scalable Architecture nasceranno tredici nuovi modelli prodotti fino al 2025, principalmente per Giappone, Europa, Stati Uniti, Cina e ASEAN: cinque vetture ibride (mild e full), cinque plug-in hybrid e tre completamente elettriche. Inoltre Mazda è al lavoro su una piattaforma dedicata esclusivamente ai veicoli totalmente elettrici: la SkyActiv EV Scalable Architecture, che sarà usata per modelli di varie dimensioni e tipologia di carrozzeria, in arrivo sul mercato tra il 2025 e il 2030.

Ricarica auto elettriche: quanto costa con A2A

Ricarica auto elettriche: quanto costa con A2A 1

L’amore tra gli automobilisti italiani e l’auto elettrica, al momento, non è ancora sbocciato. Ma il futuro, già deciso a tavolino dalla politica a livello europeo, spinge nella direzione delle vetture alla spina e, prima o poi, la loro quota mercato è destinata a salire e abbandonare il 3,1% attuale. Le infrastrutture si stanno potenziando al fine di poter garantire la ricarica delle auto elettriche. La presenza delle colonnine di ricarica sul territorio italiano sta aumentando sempre di più, guardando al 2035, anno in cui non sarà più possibile acquistare vetture nuove a combustione.

I costi di ricarica rappresentano una voce di spesa fondamentale per i possessori di una vettura a batteria: sapere quanto costa il “pieno” di energia del proprio mezzo e quali opzioni si hanno a disposizione diventano un passaggio imprescindibile prima della decisione di acquistare un’auto alla spina. Di solito le tariffe al consumo sono più alte rispetto all’abbonamento, soluzione preferita dalla maggior parte degli automobilisti. Vediamo di seguito le varie offerte, sia per quanto riguarda il pay-per-use che gli abbonamenti, della società italiana A2A.

Abbonamenti da 16 a 90 euro al mese

L’abbonamento è l’opzione che garantisce i maggiori risparmi e per questo è adottata da tantissimi possessori di auto elettriche. Il canone mensile di A2A va da 30 a 280 kWh pagando una cifra fissa che varia da 16 a 90 euro al mese, a seconda del pacchetto scelto, facendo scendere i costi della ricarica fino a 0,32 euro/kWh. Il gestore italiano offre quattro diverse formule: il pacchetto E-Moving Small costa 16 euro al mese e garantisce 30 kWh a un costo di 0,53 euro/kW; E-Moving Medium per 29 euro al mese assicura 80 kWh a 0,36 euro/kW; E-Moving Large con 60 euro al mese fornisce 180 kWh a 0,33 euro/kW; infine E-Moving Extra assicura 280 kWh al mese per 90 euro, con il prezzo che scende a 0,32 euro/kW. Chi non vuole sottoscrivere un abbonamento, ma preferisce pagare al consumo, deve fare i conti con la tariffa che cambia in base alla potenza delle colonnine e, in qualche caso, anche al tipo di presa. Il costo minimo è di 0,56 euro/kWh, mentre il più elevato raggiunge 0,95 euro/kWh.

Ricarica auto elettriche: quanto costa con A2A

Chi è A2A e quali piani ha per il futuro elettrico

A2A spa è una società multiservizi italiana quotata in Borsa a Milano. È nata il primo gennaio 2008 a seguito della fusione per incorporazione in AEM spa Milano, di ASM Brescia spa e AMSA. Si occupa di vari settori: ambiente, energia, calore, reti e tecnologie per le città intelligenti.

L’azienda lombarda vuole raggiungere il completo azzeramento delle emissioni dirette e indirette entro il 2040, dieci anni prima rispetto all’obiettivo mondiale, fissato per il 2050. Per ottenere questo risultato A2A ha stanziato 18 miliardi di euro di investimenti in 10 anni: 7 per l’economia circolare e 11 per la transizione energetica. L’auto elettrica ha un ruolo fondamentale per raggiungere l’obiettivo: l’azienda vuole installare 24.000 punti di ricarica entro la fine di questo decennio, tra colonnine a bassa potenza in corrente alternata, fino a 7 kW, e quelle fast in DC, da oltre 50 kW. A2A vuole proporre sia la modalità di erogazione lenta, per esempio la notte, sia quella rapida, che si rifà a quella delle stazioni di rifornimento tradizionali.

Le auto che non vedremo più: Ford Fiesta

Le auto che non vedremo più: Ford Fiesta 1

Dopo 47 anni Ford Fiesta va in pensione. La piccola della casa dell’ovale blu uscirà di scena questa estate dopo 7 generazioni e più di 16 milioni di unità vendute. I motivi della drastica decisione sono molteplici: le vendite del segmento B in Europa sono in continuo calo; numeri al ribasso anche in Inghilterra, dove la piccola Ford per decenni è stata la vettura più venduta. A questo va aggiunto l’elettrico: destinare alle auto a batteria le vecchie linee di produzione delle fabbriche costa meno che crearne delle nuove.

Come se non bastasse, sul mercato c’è sempre più richiesta di Suv, che abbondano nel listino Ford. La Puma, che condivide meccanica e varie motorizzazioni con la Fiesta, ha contribuito ad abbassare la vendita della piccola di casa Ford e ora ne prenderà il posto.

Le auto che non vedremo più: Ford Fiesta

Calo record e largo all’elettrico

La Fiesta è penalizzata dalla crisi del segmento delle piccole. Nel primo semestre dello scorso anno il calo delle vendite rispetto allo stesso periodo del 2020 è stato del 19%, con quasi tutte le auto in top 10 in discesa e con la piccola Ford che ha perso il 49%, facendo registrare il dato peggiore della categoria. In più l’elettrificazione della Fiesta è limitata solo alle mild hybrid; mentre le concorrenti come Opel Corsa e Peugeot 208, auto europea più venduta del segmento, sono anche elettriche. Toyota Yaris e Renault Clio hanno anche la versione ibrida e sono riuscite a contenere il calo delle vendite rispetto a tre anni fa. La strategia del futuro di Ford è basata sull’aumento della produzione di vetture a batteria, in virtù dell’accordo con Volkswagen. Il gruppo di Wolfsburg fornirà la piattaforma MEB, che ospiterà i nuovi modelli della fabbrica di Colonia, dove veniva prodotta la Fiesta. La casa dell’ovale blu ha deciso di investire sulle vetture ad assetto rialzato, più richieste sul mercato rispetto alle piccole.

Le auto che non vedremo più: Ford Fiesta 4

Un lungo viaggio iniziato nel 1976

La Ford Fiesta, come detto, nasce 47 anni fa per contrastare lo strapotere della Volkswagen Polo, capostipite della generazione di grande successo delle utilitarie europee. La trazione anteriore, il prezzo d’acquisto e i costi di gestione contenuti, la robustezza e lo spazio in relazione all’ingombro esterno sono tra i segreti del successo della piccola vettura. La prima Fiesta è lunga 3,57 metri, larga 1,56 e alta 1,36. Il peso oscilla fra i 730 e 775 kg a seconda dei motori, anteriori e trasversali, che vanno da un 1.0 da 45 CV a un 1.1 da 53 CV proposti in allestimenti base, Ghia e S. Nel 1977 arriva anche il 1.3 da 66 CV.

A firmare il design della Fiesta è il centro stile Ghia di Torino, che dà anche il nome all’allestimento più “ricco”. La produzione, invece, avviene in Spagna: la fabbrica principale è a Valencia, a cui si aggiungono quelle in Gran Bretagna e Germania. La seconda generazione arriva nel 1983, anche se è più un restyling profondo: la carrozzeria resta invariata, il cambio passa da 4 a 5 marce e arriva il primo motore diesel, il 1.6 da 54 CV. La terza serie della Fiesta è datata 1989 e presenta sostanziali novità nell’aspetto, con l’introduzione delle 5 porte e l’abitacolo più moderno ed ergonomico; mentre dal 1994 arrivano airbag anteriori e piantone dello sterzo collassabile.

Le auto che non vedremo più: Ford Fiesta 3

Storia moderna

Per la quarta generazione bisogna aspettare il 1996. La nuova Fiesta è una rivisitazione della versione precedente e resta sul mercato fino al 2002. I motori ad aste e bilancieri, tranne il 1.300 che rientra nella gamma nel 1997, lasciano spazio ai più moderni Zetec in alluminio e con doppio albero a camme in testa. Con la quinta serie abbiamo un netto cambio stilistico, passando dalle forme tonde agli spigoli. La piccola Ford cresce anche in lunghezza con i suoi 3,92 metri e propone i motori turbodiesel common rail da 1,4 e 1,6 litri. Nuova rivoluzione con la sesta generazione, nel 2009. La Fiesta è la prima vettura a incarnare la filosofia “One Ford” con cui il marchio unisce i propri prodotti e crea vetture universali per tutto il mondo. La piccola diventa più sportiva nell’aspetto e nella guida. La settima generazione vede la Fiesta crescere ancora: è lunga da 4,04 a 4,07 a seconda delle versioni e continua a proporre carrozzerie a 3 o 5 porte, al contrario delle concorrenti. Inoltre è leggera, con consumi contenuti e offre anche l’allestimento Active, che richiama i crossover.