Assicurazione auto scaduta: tutto quello che c’è da sapere

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Tra le varie scadenze che può capitare di dimenticare, quella dell’assicurazione auto è una delle più frequenti. Circolare con la copertura assicurativa è un obbligo previsto dal nostro Codice della Strada, ma è previsto un periodo di tolleranza di 15 giorni dalla scadenza entro la quale l’assicurazione continua ad avere validità.

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INDICE
Assicurazione auto scaduta: addio tacito rinnovo
Assicurazione scaduta: multa e conseguenze
Assicurazione auto scaduta: periodo di tolleranza

Ormai dal 2013 in caso di mancato rinnovo della copertura assicurativa, la polizza si estingue automaticamente non essendo più previsto il tacito rinnovo. Il contraente, quindi, avrà la possibilità di poter cambiare compagnia senza fornire motivazioni.

Se, invece, si vuole proseguire con la propria agenzia non si dovrà temere di dimenticare di effettuare il rinnovo perché in prossimità della scadenza sarà il vostro agente a contattarvi per procedere alla sottoscrizione del nuovo contratto.

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Chi si mette alla guida di una auto senza assicurazione e viene fermato è soggetto ad una sanzione amministrativa che parte da un minimo di 866 €, sino ad un massimo di 3.464 €, nonché la decurtazione di 5 punti dalla patente del conducente. É inoltre previsto il sequestro del mezzo sino a quando non verrà sottoscritto un nuovo contratto di assicurazione e, in ultima ipotesi, la confisca dell’auto qualora si decidesse di non pagare la multa e i relativi oneri di trasporto e custodia.

In caso di recidiva, ovvero se un veicolo viene fermato per almeno due volte senza assicurazione nell’arco di un biennio, la sanzione pecuniaria raddoppia: in questo caso la multa va da un minimo di 1.732 € a un massimo di 6.928 €. Inoltre, il conducente incorre nella sospensione della patente da uno a due mesi e, dopo il pagamento della sanzione, il veicolo viene sottoposto a fermo amministrativo per un periodo di 45 giorni.

Esiste un periodo di tolleranza, pari a 15 giorni successivi alla scadenza del contratto, entro i quali si può ugualmente circolare con un’auto non assicurata senza incorrere in sanzioni. Se si incorre in un controllo tra il 16° e il 30° giorno dalla scadenza dell’assicurazione, invece, l’importo della multa viene ridotto del 50%, sempre che il conducente provveda a stipulare un RCA entro il 30° giorno dalla scadenza del precedente contratto.

La stessa riduzione della sanzione si applica quando l’interessato, entro 30 giorni dalla contestazione, esprima la volontà e provveda alla demolizione e successiva radiazione del veicolo. Il soggetto sottoposto alla sanzione avrà quindi la disponibilità del veicolo e dei documenti unicamente per le operazioni di demolizione e di radiazione del veicolo, previo versamento presso l’organo accertatore di una cauzione, pari all’importo della sanzione minima pari a 866 €. Avvenuta la demolizione l’organo accertatore restituisce la cauzione decurtata dell’importo previsto a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria.

Cose da sapere

Cosa succede alla scadenza dell’assicurazione auto?

In caso di mancato rinnovo della copertura assicurativa, la polizza si estingue automaticamente non essendo più previsto il tacito rinnovo. Il contraente può quindi cambiare compagnia senza fornire motivazioni. Se, invece, si vuole proseguire con la propria agenzia, sarà l’agente a contattare il contraente per procedere alla sottoscrizione del nuovo contratto.

Quanti giorni di copertura sono previsti alla scadenza dell’assicurazione auto?

Qualora ci si dimentichi di rinnovare l’assicurazione auto sarà possibile contare su una validità della copertura prorogata per i 15 giorni successivi alla scadenza. Questo termine è valido solo in Italia ed applicabile esclusivamente alle polizze annuali.

Cosa succede se si circola con l’assicurazione auto scaduta?

Il nostro Codice della Strada prevede multe decisamente salate da 866 a 3.464 €. Circolare con l’assicurazione auto scaduta comporta anche il sequestro del veicolo. Il trasgressore, quindi, si troverà a pagare oltre alla multa anche le spese di prelievo, trasporto e custodia del mezzo.

Automotive Dealer Day 2023: Salvini affronta il tema dell’Euro 7

Automotive Dealer Day 2023: Salvini affronta il tema dell'Euro 7

All’Automotive Dealer Day 2023, la rassegna veronese che riunisce tutti i protagonisti del settore, si è parlato del presente e del futuro dell’auto. Alla cerimonia di apertura è intervenuto anche Matteo Salvini: nel corso dell’incontro sono stati affrontati vari temi di attualità. Euro 7, auto elettrica, incentivi e riforma del codice della strada sono stati i principali argomenti della discussione.

“In questi primi mesi di lavoro – ha detto il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti – abbiamo costruito alleanze europee e internazionali che possono dare una mano al settore automotive, uno dei più importanti di tutto il Paese”. Secondo il vicepremier, l’industria automobilistica va sostenuta in questo momento delicato di transizione verso l’elettrico e bisogna stare attenti che i cambiamenti non ricadano sull’occupazione e che non vengano penalizzate le eccellenze italiane, da anni riconosciute anche a livello mondiale.

L’Euro 7 va fermato

Salvini si è soffermato sullo standard Euro 7, da sempre nel mirino del suo ministero. “Per noi rappresenta una priorità – aggiunge – È una normativa comunitaria sbagliata nei modi e nei tempi e, insieme ad altre otto nazioni (Francia, Polonia, Bulgaria, Ungheria, Romania, Repubblica Ceca, Slovacchia e Portogallo) ci stiamo muovendo per evitare il salto nel buio dell’Euro 7 o rimandarlo almeno al 2026, quando ci sarà una revisione della normativa sulla CO2”.

Le elezioni europee del 2024 potrebbero dare una mano al piano di Salvini. “Mi auguro che ci sia una commissione più aperta al dialogo, altrimenti l’Italia e l’Europa dell’auto potrebbero restare schiacciate tra Cina e Stati Uniti”.

Test Green NCAP: quanto sono davvero "pulite" le nostre auto? 1

Auto elettrica sì, ma a certe condizioni

Non solo auto a batteria per la transizione ecologica: le energie rinnovabili giocano un ruolo fondamentale, a partire dall‘idrogeno. “Ci sono 60 miliardi di euro per la mobilità – spiega Salvini – , in particolare per le colonnine di ricarica, da implementare il prima possibile, e per sviluppare la rete a idrogeno. Siamo a favore della neutralità tecnologica, perché la transizione energetica ha bisogno di tempo e di alternative all’elettrico”.

Nuovo codice della strada e via il superbollo

La riforma del codice della strada è un altro punto caldo nell’agenda del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti: è datato 1992 e va aggiornato. “Entro l’estate presenteremo una serie di riforme con l’obiettivo di approvarle prima della fine del 2023 – anticipa Salvini – Inoltre in base alla sicurezza e al tasso di incidentalità di alcuni tratti autostradali, vogliamo aumentare il limite massimo di velocità a 150 km/h”. Siamo al lavoro anche sulle motorizzazioni civili e sulle lungaggini della burocrazia, che spesso è troppo lenta”.

Salvini vuole abolire il superbollo, che giudica iniquo e punitivo nei confronti degli automobilisti e delle case produttrici. “Questa tassa ha penalizzato un mercato molto importante per il nostro Paese” dice il titolare del Mit, che conclude parlando della deducibilità fiscale al 100% per le auto aziendali: ci stiamo lavorando, ma non è facile trovare le coperture finanziarie”.

ANFIA chiede aiuto alla politica

Oltre al ministro Salvini, è intervenuto anche Marco Stella, vicepresidente ANFIA, Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica. “Politica, industria e sindacati devono supportarci nell’affrontare una trasformazione epocale. Occorre creare strumenti per incentivare le aggregazioni tra imprese e supportare la ricerca e le nuove catene del valore. Il nostro sistema ha grande forza ed è al centro delle catene di fornitura a livello europeo. È per questo che deve essere supportato nella transizione energetica” le parole di Stella, che si accoda a Salvini nel bocciare Euro 7. “È una misura che non stimola il mercato, è stata partorita in maniera sbagliata nei tempi e nei contenuti tecnici e pone nuove problematiche”.

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Incentivi da cambiare per UNRAE

Michele Crisci, presidente dell’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri, si sofferma sugli incentivi e sulle auto aziendali. “I bonus non stanno funzionando: buona parte dei fondi 2022 per elettriche e ibride plug-in sono rimasti inutilizzati. Il tetto dei prezzi è da rivedere, va alzato o eliminato: ha svantaggiato molte persone che potevano essere interessate all’acquisto di un’elettrica. In Italia ci sono poche auto aziendali, solo il 41,7% del mercato rispetto al 64,1% della Germania e per questo dobbiamo offrire la possibilità di detrarre l’Iva in misure diverse in base alle emissioni delle auto aziendali. Le vetture aziendali vendute mediamente dopo tre anni tornerebbero sul mercato per i privati con prezzi più accessibili” le osservazioni di Crisci.

Puntare su Gigafactory e riciclo batterie

Massimo Nordio, presidente dell’associazione che si occupa di mobilità elettrica, invita a cogliere le opportunità legate alla transizione energetica. “Il riciclo delle batterie può essere un’occasione commerciale, come dimostra la Spagna, che da tempo investe in questo ambito così come nella produzione di auto elettriche e delle relative batterie. L’Italia deve assumere un ruolo di avanguardia sull’elettrico avviando progetti importanti sulle Gigafactory: bisogna farci trovare pronti, anche sul riciclo, per renderci indipendenti da altri Paesi. La rete di ricarica va ulteriormente allargata grazie agli incentivi. I fondi ci sono, devono essere utilizzati nel modo giusto” dice Nordio.

Bonus da rivedere anche per Federauto

“Gli incentivi vanno rivisti completamente. Il tetto al prezzo delle auto elettriche non va bene: è necessario comprendere tutti i modelli sul mercato perché la priorità deve essere ammodernare il parco auto. L’obiettivo deve essere quello di avvicinarci alla quota di mercato BEV in Europa e per farlo bisogna lavorare sul credito d’imposta per le aziende sull’acquisto di auto a basse emissioni” le parole di Plinio Vanini, vicepresidente dell’ente che rappresenta gli interessi generali dei Concessionari italiani nei confronti del Governo italiano, del Parlamento e della Commissione Europea.

Abarth 500: acquisto o finanziamento?

Abarth 595: prezzi, dimensioni e caratteristiche 28

La 500 Abarth, la versione sportiva e “cattiva” della Fiat 500, festeggia i 15 anni di carriera continuando nel solco della tradizione che coniuga passato e futuro. I segni distintivi della compatta dello Scorpione sono sempre gli stessi: più bassa, più larga e più aggressiva della 500, si caratterizza per l’estetica e le colorazioni in grado di catturare l’attenzione fin dal primo sguardo. Abarth si distingue dal modello “normale” sia per la meccanica che per la carrozzeria, dove spiccano paraurti, minigonne e alettone posteriore dedicati. Il frontale presenta prese d’aria aggressive: quella del radiatore è più grande ed è circondata da due di dimensioni più ridotte. Questo, inoltre, ha una bombatura maggiore che gli permette di ospitare la turbina della sovralimentazione. Nel paraurti posteriore c’è un estrattore d’aria che incornicia lo scarico a due uscite separate. Anche l’abitacolo ha un’impostazione sportiveggiante, grazie ai sedili a guscio, la pedaliera in alluminio e il manometro della pressione del turbo. Due gli allestimenti disponibili: Turismo e Competizione.

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Due versioni: 595 da 165 CV e 695 da 180 CV

La 500 Abarth viene proposta in due varianti di carrozzeria: hatchback e cabrio. La 595 è dotata di un motore a quattro cilindri 1.4 turbo benzina da 165 CV e può contare su una grande tenuta di strada grazie all’assetto ribassato e alle sospensioni irrigidite. La piccola sportiva tocca la velocità massima di 218 km/h con uno scatto da 0 a 100 km/h in 7,3 secondi nella versione con cambio meccanico e 7,4 con cambio automatico sequenziale.

Per chi vuole qualcosa di più, c’è la 695 con motore 1.4 T-Jet da 180 CV e 250 Nm di coppia a 3.000 giri, che aggiunge lo scarico Record Monza e l’impianto frenante Brembo. Questa è la Abarth endotermica più estrema e raggiunge i 225 km/h di velocità massima con uno 0-100 in 6,7 secondi.

Abarth 500e: prezzo, dimensioni e caratteristiche 2

La prima elettrica di Abarth è realtà

Lo Scorpione si è tuffato nel futuro con la 500e, la prima vettura elettrica del marchio, disponibile da quest’anno. La Abarth, sia in versione hatchback che cabrio, monta la stessa batteria da 42 kWh della 500 elettrica, ma il motore elettrico e la gestione della potenza sono potenziati in chiave sportiva. La 500e sviluppa 155 CV e 235 Nm, per uno scatto da 0 a 100 km/h di 7 secondi. Inoltre ha una ripresa da 40 a 60 km/h di 1,5 secondi, un secondo in meno rispetto alla 695 a benzina da 180 CV. Vengono proposte tre modalità di guida: Turismo, Scorpion Street e Scorpion Track. La prima si caratterizza per l’accelerazione fluida e l’efficienza, con il motore “limitato” a 136 CV e 220 Nm. Scorpion Street ha la frenata rigenerativa più potente, mentre Scorpion Track, permette di accedere al massimo delle prestazioni disponibili.

La 500e si ricarica fino a 85 kW in corrente continua (11 kW in AC), con la possibilità di arrivare all’80% di “pieno” in 35 minuti e ottenere 40 km in circa 5 minuti. L’autonomia dichiarata, calcolata secondo il ciclo WLTP, è di 250 km. Abitacolo chiaramente sportivo con sedili di ispirazione racing con poggiatesta integrato e volante a tre razze. Sull’Abarth elettrica esordisce il sound generator, che riproduce il suono del motore a benzina nelle varie fasi di guida.

Abarth 595 in promozione da 25.500 euro

Continuano le promozioni sui modelli della gamma Abarth. La 595 da 165 CV, la versione più economica, ha un prezzo di listino ufficiale di 26.800 euro. Senza permuta o rottamazione, il costruttore offre 1.300 euro di sconto, facendo abbassare il costo a 25.500 euro. Versando un anticipo di 5.099 euro, le rate mensili da 246,85 euro (TAN 5,95% TAEG 7,06%) sono 59 a cui va aggiunta la maxirata finale di 11.270,00 euro. L’offerta è valida fino al 31 maggio 2023. Oltre tale data gli importi potrebbero cambiare leggermente.

Con Abarth Più Promo si ha inoltre la possibilità di scegliere la durata delle rate e l’anticipo che si preferisce, per avere un costo mensile compatibile con il proprio budget. In più a fine contratto c’è la possibilità di scegliere se restituire l’auto, saldare il valore residuo o sostituire la vettura e ripartire con una nuova di zecca.

Auto sostenibili: Mazda e l’approccio ai biocarburanti

Mazda2: prezzo, dimensioni e caratteristiche 15

L’obiettivo comune di tutte le case automobilistiche è diventare carbon neutral entro il 2050, le strade per arrivare all’azzeramento delle emissioni di anidride carbonica sono molteplici. Mazda, al pari di altri costruttori, ha deciso di puntare sull’elettrificazione, senza però tralasciare i motori tradizionali. Il marchio giapponese è impegnato nello sviluppo di nuovi propulsori a combustione interna alimentati da biocarburanti ottenuti dalla crescita di microalghe: non si parla solo di tre o quattro cilindri, ma anche del sei cilindri in linea a trazione posteriore della Mazda 6.

Impegno su più fronti

Come detto, Mazda lavora su più fronti per ridurre le emissioni di CO2 e raggiungere la neutralità climatica. Il pluripremiato motore e-Skyactiv X continuerà ad avere un ruolo centrale, così come i nuovi motori sei cilindri in linea. Elettrificazione e sviluppo di nuove tecnologie avanzate per i motori a combustione interna procederanno di pari passo. La casa giapponese ha investito in numerosi progetti e partnership in varie zone del mondo al fine di portare avanti non solo l’elettrificazione, ma anche lo sviluppo e l’uso di combustibili rinnovabili. Mazda, nel febbraio di due anni fa, è stato il primo costruttore automobilistico a entrare a far parte della eFuel Alliance: in Giappone, la ricerca sui biocarburanti ottenuti dalla crescita di microalghe è sviluppata insieme a università e governo.

Mazda 3 Sedan: prezzo, dimensioni e scheda tecnica 3

Contemporaneamente, il marchio giapponese continua a lavorare all’elettrificazione completa. Sulla SkyActiv Multi-Solution Scalable Architecture nasceranno tredici nuovi modelli prodotti fino al 2025, principalmente per Giappone, Europa, Stati Uniti, Cina e ASEAN: cinque vetture ibride (mild e full), cinque plug-in hybrid e tre completamente elettriche. Inoltre Mazda è al lavoro su una piattaforma dedicata esclusivamente ai veicoli totalmente elettrici: la SkyActiv EV Scalable Architecture, che sarà usata per modelli di varie dimensioni e tipologia di carrozzeria, in arrivo sul mercato tra il 2025 e il 2030.

Ricarica auto elettriche: quanto costa con A2A

Ricarica auto elettriche: quanto costa con A2A 1

L’amore tra gli automobilisti italiani e l’auto elettrica, al momento, non è ancora sbocciato. Ma il futuro, già deciso a tavolino dalla politica a livello europeo, spinge nella direzione delle vetture alla spina e, prima o poi, la loro quota mercato è destinata a salire e abbandonare il 3,1% attuale. Le infrastrutture si stanno potenziando al fine di poter garantire la ricarica delle auto elettriche. La presenza delle colonnine di ricarica sul territorio italiano sta aumentando sempre di più, guardando al 2035, anno in cui non sarà più possibile acquistare vetture nuove a combustione.

I costi di ricarica rappresentano una voce di spesa fondamentale per i possessori di una vettura a batteria: sapere quanto costa il “pieno” di energia del proprio mezzo e quali opzioni si hanno a disposizione diventano un passaggio imprescindibile prima della decisione di acquistare un’auto alla spina. Di solito le tariffe al consumo sono più alte rispetto all’abbonamento, soluzione preferita dalla maggior parte degli automobilisti. Vediamo di seguito le varie offerte, sia per quanto riguarda il pay-per-use che gli abbonamenti, della società italiana A2A.

Abbonamenti da 16 a 90 euro al mese

L’abbonamento è l’opzione che garantisce i maggiori risparmi e per questo è adottata da tantissimi possessori di auto elettriche. Il canone mensile di A2A va da 30 a 280 kWh pagando una cifra fissa che varia da 16 a 90 euro al mese, a seconda del pacchetto scelto, facendo scendere i costi della ricarica fino a 0,32 euro/kWh. Il gestore italiano offre quattro diverse formule: il pacchetto E-Moving Small costa 16 euro al mese e garantisce 30 kWh a un costo di 0,53 euro/kW; E-Moving Medium per 29 euro al mese assicura 80 kWh a 0,36 euro/kW; E-Moving Large con 60 euro al mese fornisce 180 kWh a 0,33 euro/kW; infine E-Moving Extra assicura 280 kWh al mese per 90 euro, con il prezzo che scende a 0,32 euro/kW. Chi non vuole sottoscrivere un abbonamento, ma preferisce pagare al consumo, deve fare i conti con la tariffa che cambia in base alla potenza delle colonnine e, in qualche caso, anche al tipo di presa. Il costo minimo è di 0,56 euro/kWh, mentre il più elevato raggiunge 0,95 euro/kWh.

Ricarica auto elettriche: quanto costa con A2A

Chi è A2A e quali piani ha per il futuro elettrico

A2A spa è una società multiservizi italiana quotata in Borsa a Milano. È nata il primo gennaio 2008 a seguito della fusione per incorporazione in AEM spa Milano, di ASM Brescia spa e AMSA. Si occupa di vari settori: ambiente, energia, calore, reti e tecnologie per le città intelligenti.

L’azienda lombarda vuole raggiungere il completo azzeramento delle emissioni dirette e indirette entro il 2040, dieci anni prima rispetto all’obiettivo mondiale, fissato per il 2050. Per ottenere questo risultato A2A ha stanziato 18 miliardi di euro di investimenti in 10 anni: 7 per l’economia circolare e 11 per la transizione energetica. L’auto elettrica ha un ruolo fondamentale per raggiungere l’obiettivo: l’azienda vuole installare 24.000 punti di ricarica entro la fine di questo decennio, tra colonnine a bassa potenza in corrente alternata, fino a 7 kW, e quelle fast in DC, da oltre 50 kW. A2A vuole proporre sia la modalità di erogazione lenta, per esempio la notte, sia quella rapida, che si rifà a quella delle stazioni di rifornimento tradizionali.

Le auto che non vedremo più: Ford Fiesta

Le auto che non vedremo più: Ford Fiesta 1

Dopo 47 anni Ford Fiesta va in pensione. La piccola della casa dell’ovale blu uscirà di scena questa estate dopo 7 generazioni e più di 16 milioni di unità vendute. I motivi della drastica decisione sono molteplici: le vendite del segmento B in Europa sono in continuo calo; numeri al ribasso anche in Inghilterra, dove la piccola Ford per decenni è stata la vettura più venduta. A questo va aggiunto l’elettrico: destinare alle auto a batteria le vecchie linee di produzione delle fabbriche costa meno che crearne delle nuove.

Come se non bastasse, sul mercato c’è sempre più richiesta di Suv, che abbondano nel listino Ford. La Puma, che condivide meccanica e varie motorizzazioni con la Fiesta, ha contribuito ad abbassare la vendita della piccola di casa Ford e ora ne prenderà il posto.

Le auto che non vedremo più: Ford Fiesta

Calo record e largo all’elettrico

La Fiesta è penalizzata dalla crisi del segmento delle piccole. Nel primo semestre dello scorso anno il calo delle vendite rispetto allo stesso periodo del 2020 è stato del 19%, con quasi tutte le auto in top 10 in discesa e con la piccola Ford che ha perso il 49%, facendo registrare il dato peggiore della categoria. In più l’elettrificazione della Fiesta è limitata solo alle mild hybrid; mentre le concorrenti come Opel Corsa e Peugeot 208, auto europea più venduta del segmento, sono anche elettriche. Toyota Yaris e Renault Clio hanno anche la versione ibrida e sono riuscite a contenere il calo delle vendite rispetto a tre anni fa. La strategia del futuro di Ford è basata sull’aumento della produzione di vetture a batteria, in virtù dell’accordo con Volkswagen. Il gruppo di Wolfsburg fornirà la piattaforma MEB, che ospiterà i nuovi modelli della fabbrica di Colonia, dove veniva prodotta la Fiesta. La casa dell’ovale blu ha deciso di investire sulle vetture ad assetto rialzato, più richieste sul mercato rispetto alle piccole.

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Un lungo viaggio iniziato nel 1976

La Ford Fiesta, come detto, nasce 47 anni fa per contrastare lo strapotere della Volkswagen Polo, capostipite della generazione di grande successo delle utilitarie europee. La trazione anteriore, il prezzo d’acquisto e i costi di gestione contenuti, la robustezza e lo spazio in relazione all’ingombro esterno sono tra i segreti del successo della piccola vettura. La prima Fiesta è lunga 3,57 metri, larga 1,56 e alta 1,36. Il peso oscilla fra i 730 e 775 kg a seconda dei motori, anteriori e trasversali, che vanno da un 1.0 da 45 CV a un 1.1 da 53 CV proposti in allestimenti base, Ghia e S. Nel 1977 arriva anche il 1.3 da 66 CV.

A firmare il design della Fiesta è il centro stile Ghia di Torino, che dà anche il nome all’allestimento più “ricco”. La produzione, invece, avviene in Spagna: la fabbrica principale è a Valencia, a cui si aggiungono quelle in Gran Bretagna e Germania. La seconda generazione arriva nel 1983, anche se è più un restyling profondo: la carrozzeria resta invariata, il cambio passa da 4 a 5 marce e arriva il primo motore diesel, il 1.6 da 54 CV. La terza serie della Fiesta è datata 1989 e presenta sostanziali novità nell’aspetto, con l’introduzione delle 5 porte e l’abitacolo più moderno ed ergonomico; mentre dal 1994 arrivano airbag anteriori e piantone dello sterzo collassabile.

Le auto che non vedremo più: Ford Fiesta 3

Storia moderna

Per la quarta generazione bisogna aspettare il 1996. La nuova Fiesta è una rivisitazione della versione precedente e resta sul mercato fino al 2002. I motori ad aste e bilancieri, tranne il 1.300 che rientra nella gamma nel 1997, lasciano spazio ai più moderni Zetec in alluminio e con doppio albero a camme in testa. Con la quinta serie abbiamo un netto cambio stilistico, passando dalle forme tonde agli spigoli. La piccola Ford cresce anche in lunghezza con i suoi 3,92 metri e propone i motori turbodiesel common rail da 1,4 e 1,6 litri. Nuova rivoluzione con la sesta generazione, nel 2009. La Fiesta è la prima vettura a incarnare la filosofia “One Ford” con cui il marchio unisce i propri prodotti e crea vetture universali per tutto il mondo. La piccola diventa più sportiva nell’aspetto e nella guida. La settima generazione vede la Fiesta crescere ancora: è lunga da 4,04 a 4,07 a seconda delle versioni e continua a proporre carrozzerie a 3 o 5 porte, al contrario delle concorrenti. Inoltre è leggera, con consumi contenuti e offre anche l’allestimento Active, che richiama i crossover.

Finanziamenti auto: salgono i prezzi

Finanziamento auto tasso zero: ecco cosa sapere

Il rialzo dei tassi di interesse deciso dalla Bce, per combattere l’inflazione e riportarla ai livelli pre-pandemia, rischia di mettere in ginocchio gli automobilisti italiani. La settimana scorsa la Banca Centrale Europea ha stabilito un ulteriore aumento di un quarto di punto, facendo arrivare il tasso base al 3,75%. Questa mossa comporterà nuovi rialzi degli interessi sui vari finanziamenti, compresi quelli per l’acquisto dell’automobile, della casa e di altri beni durevoli come gli elettrodomestici. Un altro duro colpo per il settore automotive, già messo in ginocchio dalla crisi dei chip e dalla pandemia.

Lotta all’inflazione

Il covid ha avuto un impatto notevole sugli approvvigionamenti, favorendo l’aumento dell’inflazione principalmente per alcuni beni fondamentali per la vita quotidiana delle famiglie e delle aziende. Come se non bastasse, il conflitto fra Russia e Ucraina ha azzerato la lenta normalizzazione e ha favorito il rialzo dei prezzi. L’aumento record del gas ha avuto un effetto domino in Europa: oltre alle tariffe dell’energia, ha causato il rincaro di tutti i beni prodotti e venduti, con l’inflazione nell’Eurozona che lo scorso ottobre ha toccato il massimo storico del 10,6%. La Bce ha l’obiettivo prioritario di mantenere il tasso di inflazione intorno al 2% e contro l’aumento dei prezzi al consumo ha deciso di alzare i tassi di interesse fino all’attuale 3,75%. Per ora questa strategia non ha dato frutti, con l’indice dei prezzi al consumo italiano che ad aprile è salito all’8,3%.

Bollo auto: cosa devi sapere su scadenza e pagamento 1

Automobili più care con la strategia della Bce

In attesa che la linea intrapresa dalla Bce porti ai risultati sperati, sono i cittadini a pagare gli effetti del tasso di interesse al 3,75%. Uno studio di Fabi, la Federazione Autonoma Bancari Italiani, quantifica l’entità degli aumenti che graveranno sui bilanci degli italiani. A fine 2021 il tasso d’interesse medio era dell’8,1%; mentre dopo l’ultimo rialzo stabilito dalla Bce potrebbe raggiungere il 12,8%. Per acquistare un’automobile da 25.000 euro interamente a rate, con un finanziamento da 10 anni, il costo totale passa da 37.426 euro a 45.704 euro, con una differenza complessiva di 8.279 euro (+22,1%) rispetto ai tassi di fine 2021.

Una stangata anche per l’acquisto della casa. Le rate dei nuovi mutui a tasso fisso sono destinate a raddoppiare, mentre per quelli a tasso variabile il “rimborso” mensile dovrebbe salire del 50-60%. Nel caso di mutuo a tasso fisso da 200.000 euro di 25 anni (il tasso medio applicato dalle banche potrebbe essere nettamente superiore al 5%), la rata mensile sarà di 1.218 euro. Per un prestito da 100.000 euro, sempre di 25 anni, col tasso al 5,1%, la rata mensile sarà di 597 euro. Nessuna differenza per i vecchi mutui a tasso fisso; mentre le rate di quelli a tasso variabile hanno registrato aumenti fino al 65%.

Test Green NCAP: quanto sono davvero “pulite” le nostre auto?

Test Green NCAP: quanto sono davvero "pulite" le nostre auto? 1

Nuovo appuntamento con i test Green NCAP, l’associazione indipendente che effettua le prove sulle emissioni delle nuove auto, per verificare i dati reali in relazione a quelli forniti dai costruttori. I test avvengono sia in laboratorio, sia in strada e per il loro svolgimento vengono montati sulle vetture sofisticati apparati di analisi. Per la seconda tornata di test del 2023 sono stati esaminati i seguenti modelli: Renault Austral, Volkswagen T-Roc, Volvo XC40, Ford Fiesta, Nissan Ariya e la nuova Hyundai Staria.

Volkswagen T-Roc si è distinta come auto endotermica più “pulita” mai testata, come sottolineato da Green NCAP. L’unica ad aver ottenuto cinque stelle, su cinque, è Nissan Ariya, che ha brillato per quanto riguarda l’efficienza della ricarica. Vediamo i risultati delle sei vetture prese in esame.

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Ford Fiesta: 2,5 stelle/5

La Fiesta ST-Line Vignale, analizzata nella versione 1.0 mild hybrid a benzina da 125 CV con cambio automatico a 7 rapporti, risulta penalizzata soprattutto per le emissioni di particolato e ammoniaca, troppo alte in autostrada e con temperature fredde. La Fiesta è in grado di gestire meglio le emissioni di NOx, con consumi medi si attestano sui 6,2 l/100 km (7,6 l/100 km nello scenario più sfavorevole).

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Hyundai Staria: 1/5

Numeri poco convincenti per il 2.2 turbodiesel da 177 CV della Hyundai Staria. Le forme della vettura e le 2,4 tonnellate di peso incidono sia sui consumi (9,4l/100 km di media e 11 l/100 km in autostrada) che sulle emissioni. Il trattamento dei gas di scarico della Staria non basta per contenere le emissioni di NOx; ammoniaca e monossido di carbonio, invece, fanno registrare numeri migliori.

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Nissan Ariya: 5/5

Il crossover elettrico di Nissan Ariya, testato nella versione da 87 kWh e trazione anteriore, è l’unica auto delle sei prese in esame a ottenere 5 stelle. La vettura giapponese brilla sia per autonomia che per la ricarica. Nei test di percorrenza, Ariya ha ottenuto una media di 462 km (21,9 kWh/100 km) e, nello scenario peggiore con -7°C, è passato a un consumo di 31,2 kWh/100 km con un’autonomia stimata di 313 km. Green NCAP ha notato che il crossover Nissan immagazzina il 91,6% dell’energia quando è collegato a una colonnina da 11 kW: è il dato più alto registrato da un’auto elettrica.

Test Green NCAP: quanto sono davvero "pulite" le nostre auto?

Renault Austral: 3/5

Il nuovo suv full hybrid di Renault Austral, con motore 1.2 da 200 CV, ottiene tre stelle per merito dell’efficienza delle componenti elettriche. Le emissioni di particolato risultano elevate, specialmente con i climi freddi, ma non impediscono ad Austral di mettersi in mostra per i consumi contenuti, con una media di 5,6 l/100 km e un’autonomia che supera i 1.000 km con un pieno. In autostrada e con temperature basse, i consumi di benzina aumentano fino a 7,5 l/100 km, ma restano più contenuti rispetto alla media dei modelli di questo segmento.

Test Green NCAP: quanto sono davvero "pulite" le nostre auto? 2

Volkswagen T-Roc: 2,5/5

La Volkswagen T-Roc, testata nella versione 1.5 a benzina da 150 CV, ottiene il miglior valore di sempre per una vettura endotermica nell’indice Clean Air. Il brillante risultato è dovuto al filtro antiparticolato che contiene il più possibile le emissioni dei gas nocivi per la salute. Invece la mancanza di una componente elettrica non consente di contenere i consumi che si attestano su una media di 6,8 l/100 km e 7,7 l/100 km nello scenario peggiore.

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Volvo XC40: 2,5/5

Due stelle e mezzo per la Volvo XC40 2.0 mild hybrid a benzina da 177 CV. Volvo è penalizzata dalle alte emissioni di CO2 e di particolato; mentre quelle di N2O e CH4 hanno fatto registrare valori relativamente contenuti. La parte elettrificata aiuta a contenere i consumi, relativamente alla potenza e alle proporzioni della vettura, con una media di 7,1 l/100 km e un massimo di 8,6 l/100 km.

Mercato auto aprile 2023: la crescita continua

Fiat 500 elettrica: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Va in archivio un altro mese con il segno più per il mercato automobilistico italiano. Ad aprile le auto nuove immatricolate sono state 125.805, numeri che sanciscono una crescita del 29,2% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Bisogna, però, sottolineare che i dati vanno confrontati con i numeri disastrosi di aprile 2022, che fece registrare un crollo del 33% delle vendite, con sole 97.339 vetture immatricolate. A determinare questa cifra ridotta furono vari fattori: la crisi degli approvvigionamenti, l’attesa per i bonus statali e l’incertezza legata al conflitto in Ucraina.

Tutti i primi quattro mesi del 2023 hanno fatto registrare una netta crescita: il totale di auto nuove immatricolate da inizio anno ammonta a 552.850 unità, con un aumento del 26,9% rispetto all’anno precedente. Se confrontiamo i dati con il primo quadrimestre del 2019, ultimo anno prima di pandemia, crisi di materiali e guerra, il segno è negativo (-22,6%): quattro anni fa le vetture immatricolate furono 714.510.

Le auto a benzina guadagnano posizioni; frenano le elettriche

Non si registrano grosse variazioni per quanto riguarda le percentuali. Le vetture alimentate a benzina continuano a salire e raggiungono il 29,2% di quota di mercato (+2,2 punti percentuali). Le auto diesel confermano la frenata e scendono fino al 19,7% di quota (-1,4 p.p.); leggera risalita per le vetture a Gpl con l’8,3% (+0,7% p.p); mentre le auto a metano confermano il momento di crisi: sono solo lo 0,1% di quota. Continuano ad avanzare le ibride, che guadagnano il 34,8% delle preferenze degli automobilisti italiani (+0,3 p.p.): le full hybrid si portano all’8,3% e le mild hybrid al 26,5%. Infine, le auto elettriche scendono al 3,1% di quota ad aprile 2023 e le plug-in hybrid al 4,8%.

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Volkswagen T-Cross prezzo, dimensioni e caratteristiche 3
Volkswagen T-Cross

Le auto benzina più vendute ad aprile 2023

  • Volkswagen T-Cross (2.034)
  • Peugeot 2008 (1.856)
  • Volkswagen Polo (1.814)
  • MG ZS (1.760)
  • Volkswagen T-Roc (1.758)
  • Jeep Avenger (1.752)
  • Fiat 500 X (1.380)
  • Opel Corsa (1.247)
  • Hyundai i10 (1.204)
  • Audi A1 (1.010)

Peugeot 3008: prezzo, dimensioni e caratteristiche 16

Le auto diesel più vendute ad aprile 2023

  • Peugeot 3008 (2.399)
  • Audi Q3 (1.277)
  • Fiat 500X (1.250)
  • Volkswagen Tiguan (1.117)
  • Jeep Renegade (1.061)
  • Jeep Compass (888)
  • Peugeot 308 (822)
  • Volkswagen T-Roc (723)
  • Ford Kuga (703)
  • Dacia Duster (671)

Dacia Sandero: prezzo, dimensioni e prova su strada 13

Le auto Gpl più vendute ad aprile 2023

  • Dacia Sandero (2.520)
  • Dacia Duster (1.428)
  • DR 4.0 (1.046)
  • Renault Captur (947)
  • Renault Clio (832)
  • Dacia Jogger (579)
  • Fiat Panda (460)
  • Kia Sportage (282)
  • DR 5.0 (278)
  • Kia Stonic (261)

Volkswagen Polo: prezzo, dimensioni e caratteristiche 33

Le auto a metano più vendute ad aprile 2023

  • Volkswagen Polo (23)
  • Seat Arona (13)
  • Skoda Octavia (11)
  • Volkswagen Golf (10)
  • Lancia Ypsilon (9)
  • Volkswagen Up! (7)
  • Audi A3 (6)
  • Seat Leon (4)
  • Seat Ibiza (2)
  • Skoda Kamiq (2)

Fiat Panda: prezzi, dimensioni e caratteristiche 10

Le auto ibride più vendute ad aprile 2023

  • Fiat Panda (6.859)
  • Fiat 500 (3.587)
  • Lancia Ypsilon (3.475)
  • Ford Puma (2.624)
  • Toyota Yaris Cross (2.216)
  • Toyota Yaris (1.461)
  • Suzuki Ignis (1.173)
  • Kia Sportage (1.103)
  • Alfa Romeo Tonale (975)
  • Renault Austral (818)

Jeep Compass ibrida: prezzo, dimensioni e prova su strada 3

Le auto plug-in più vendute ad aprile 2023

  • Jeep Compass (878)
  • Lynk & Co 01 (795)
  • Ford Kuga (472)
  • Jeep Renegade (357)
  • Volvo XC40 (334)
  • BMW X1 (211)
  • Alfa Romeo Tonale (185)
  • Opel Grandland (172)
  • Volvo XC60 (169)
  • Cupra Formentor (142)

Tesla Model Y: la piccola Tesla che dovrebbe costare meno di 40 mila dollari 5

Le auto elettriche più vendute ad aprile 2023

  • Tesla Model Y (480)
  • Fiat 500 (372)
  • smart fortwo (365)
  • MG4 (228)
  • Tesla Model 3 (224)
  • Dacia Spring (148)
  • Renault Twingo (144)
  • Renault Megane (143)
  • Peugeot 208 (129)
  • Audi Q4 (129)

Bollo auto Molise 2023: tutto quello che c’è da sapere

Anche in Molise, come in tutte le altre regioni italiane, il pagamento del bollo auto è previsto per tutti i proprietari dei veicoli iscritti al Pubblico Registro amministrativo (PRA), per gli usufruttuari o per gli utilizzatori a titolo di locazione finanziari, e la tassa automobilistica è dovuta ogni 12 mesi. Il Molise è però una delle poche regioni italiane non convenzionate con ACI e quindi le disposizioni variano leggermente rispetto ad altri territori.

Sono comunque previste agevolazioni o esenzioni per particolari categorie di veicoli o di utilizzatori. Abbiamo quindi raccolto tutte le principali informazioni riguardo il bollo auto 2023 nella regione in questa pratica guida. Ecco tutto ciò che c’è da sapere.

INDICE
Calcolo bollo auto
Pagamento bollo auto 
Esenzione bollo auto
Scadenza bollo auto 

Per il calcolo del bollo auto è possibile sfruttare il servizio offerto sul sito dell’Automobile Club Italia, inserendo il tipo di veicolo, la Regione di residenza dell’intestatario e la targa del veicolo. Oltre a questo, nell’apposita sezione del sito della Regione Molise, si può trovare il tariffario della tassa automobilistica che riporta i costi in vigore dal 2016. Inoltre, ricordiamo che  le vetture con potenza superiore a 100 kW (136 CV) sono soggette al superbollo.

Classe di emissioni Costo entro 100 kW Costo oltre 100 kW
Euro 0 2,60 €/kW 3,89 € per ogni kW extra
Euro 1 2,49 €/kW 3,73 € per ogni kW extra
Euro 2 2,38 €/kW 3,57 € per ogni kW extra
Euro 3 2,28 €/kW 3,41 € per ogni kW extra
Euro 4-5-6 2,03 €/kW 3,05 € per ogni kW extra

Ci sono molti modi per pagare il bollo auto per chi risiede in Molise. Prima di tutto, nonostante la regione non sia convenzionata con l’Automobile Club, si può procedere per via telematica tramite il servizio Bollonet di ACI, che sfrutta come tutti gli altri metodi di pagamento il sistema pagoPA. Come accade nelle altre regioni, inoltre, si può procedere al pagamento del bollo anche passando attraverso canali autorizzati come banche, tabaccherie e ricevitorie abilitate. Qui di seguito la lista dei metodi pagamento nel dettaglio:

  • pagoBollo on line (servizio online di ACI denominato Bollonet)
  • le Delegazioni ACI
  • le Agenzie Sermetra
  • i Punti vendita Mooney
  • Poste Italiane, mediante pagamento on-line allo sportello e attraverso gli altri canali messi a disposizione
  • i punti vendita Lottomatica
  • le altre Agenzie di pratiche auto autorizzate presenti sul territorio (Isaco, PTAvant, Stanet, Agenzia Italia Net Service)
  • Banche e altri Operatori aderenti all’iniziativa PSP tramite i canali da questi messi a disposizione (Home Banking, Sportelli Bancari, Punti vendita Mooney, APP per smartphone e tablet, esercizi commerciali, ecc.).

Domiciliazione bollo

La regione Molise non prevede attualmente la domiciliazione bancaria come metodo di pagamento della tassa automobilistica.

Bollo auto: cosa devi sapere su scadenza e pagamento 1

La Regione Molise prevede delle esenzioni dal pagamento della tassa automobilistica in alcuni casi specifici:

  • Veicoli di persone disabili, con con limitazione di cilindrata: fino a 2000 cc per i veicoli a benzina, benzina/GPL, benzina/metano, benzina/idrogeno e ibridi benzina/elettrico; fino a 2800 cc per i veicoli diesel, diesel/GPL, diesel/idrogeno e ibridi gasolio/elettrico; senza limiti di potenza per i veicoli elettrici puri. Tutte le informazioni per presentare l’istanza di esenzione sono disponibili nella sezione apposita del portale regionale.
  • Veicoli ultratrentennali non circolanti. Nel caso di veicoli ultratrenntennali circolanti (ma non adibiti ad uso professionale) è dovuta la sola tassa di circolazione annuale, pari a 28,00 euro per gli autoveicoli e a 11,00 euro per i motoveicoli.
  • I veicoli ultraventennali dotati di Certificato di Rilevanza Storica godono della riduzione del 50% sull’importo del bollo.
  • I veicoli elettrici godono dell’esenzione dal pagamento del bollo auto per 5 anni, a decorrere dalla data di prima immatricolazione. Dopodiché per gli autoveicoli elettrici occorre corrispondere una tassa pari a 1/4 dell’importo previsto per i corrispondenti veicoli a benzina, così come per quelli ad alimentazione monovalente a GPL o metano.
  • I veicoli ibridi a metano e GPL beneficiano di una riduzione sul pagamento del bollo, e sono tenuti a pagare 2,74 € per ogni kW indipendentemente da categoria Euro e kW totali.

Il pagamento del primo bollo va effettuato entro la fine del mese della prima immatricolazione, o entro il mese successivo se questa avviene gli ultimi 10 giorni del mese. La tassa è poi dovuta ogni anno entro la fine del mese successivo a quello della scadenza.

Per ulteriori informazioni riguardo al pagamento del bollo si può procedere in diversi modi:

  • Si possono chiedere chiarimenti agli intermediari autorizzati alla riscossione del bollo;
  • Si può chiamare il Call Center di Municipia (l’ente che gestisce il bollo in Molise) telefonando al numero 0874 1919559 (dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 18.00 e il sabato dalle 9.00 alle 13.00) o mandare una e-mail a: municipia.regionemolise@eng.it (PEC: municipia.regionemolise@legalmail.it).
  • Si può chiedere un appuntamento tramite il telefono sopra indicato per rivolgersi di persona allo sportello Municipia dedicato,

Cose da sapere

Come pagare il bollo auto Molise?

Ci sono diverse modalità disponibili per il pagamento del bollo auto in Molise. Tra le principali troviamo il Bollonet di ACI e le tabaccherie, le banche e le ricevitorie abilitate.

Come calcolare il bollo auto Molise?

Si può accedere all’apposito servizio messo a disposizione sul portale di ACI. A questo si aggiunge il tariffario regionale che riporta gli importi dovuti in base alla classe del veicolo e al numero di kW della vettura presa in considerazione.

A chi rivolgersi per domanda sul bollo auto Molise?

Per qualsiasi informazione e domanda relativa alla tassa automobilistica, i cittadini della Regione Molise possono chiamare il Call Center di Municipia (l’ente che gestisce il bollo in Molise) telefonando al numero 0874 1919559 (dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 18.00 e il sabato dalle 9.00 alle 13.00) o mandare una e-mail a: municipia.regionemolise@eng.it (PEC: municipia.regionemolise@legalmail.it). In alternativa, si può chiedere un appuntamento tramite il telefono sopra indicato per rivolgersi di persona allo sportello Municipia dedicato.