Danneggiamento auto in sosta: ecco come ottenere il risarcimento

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Alzi la mano chi non ha mai trovato la propria auto danneggiata in sosta. Capita spesso, infatti, di posteggiare la propria vettura ed al ritorno trovare graffi ed ammaccature senza conoscere cosa abbia provocato il danno. Vediamo come si può provare ad ottenere un risarcimento in questi casi.

INDICE
Auto in sosta danneggiata da ignoti
Auto danneggiata in parcheggio privato
Denuncia atti vandalici: quando e come farla
Il danneggiamento auto in sosta è reato?
Auto danneggiata in sosta: indennizzo diretto

Il caso di auto danneggiata in sosta più frequente è quello commesso da ignoti. Nella maggior parte dei casi le compagnie assicurative non risarciscono il danno, a meno che non si decida di aggiungere alla polizza RCA anche la tutela contro atti vandalici.

Per poter ottenere il risarcimento si dovrà sporgere denuncia entro 90 giorni dalla scoperta del danno e successivamente inviarne una copia alla propria assicurazione che, nei giorni seguenti, invierà un perito per valutare l’entità del danno e stilerà un preventivo. Si noti, però, come l’assicurazione andrà a risarcire solo i costi oltre una determinata somma indicata espressamente nel contratto.

Situazione differente si verifica se l’auto è danneggiata in un parcheggio privato. Qualora il danneggiamento da parte di ignoti avvenga in un parcheggio a pagamento e custodito, la responsabilità ricade sull’azienda proprietaria del parcheggio che sarà obbligata a  rimborsare il proprietario dell’auto per i danni avvenuti durante la custodia. Se, invece, il parcheggio non è a pagamento e non è custodito è ben più complicato ottenere un risarcimento dalla propria assicurazione, perché dal danneggiamento dovranno derivare anche gravi danni alla persona, con una percentuale di invalidità permanente di almeno il 9%  ed un danno alla vettura di importo superiore a 500 euro.

 

Come anticipato in precedenza, in caso di atti vandalici si dovrà sporgere denuncia presso Carabinieri o Polizia entro il termine perentorio di 90 giorni dall’evento. Nella denuncia dovranno essere indicate:

  • una descrizione dettagliata dei danni subiti;
  • le immagini fotografiche dei danni;
  • le generalità di eventuali testimoni presenti al momento del danneggiamento;
  • l’indicazione della possibile presenza di telecamere esterne sul luogo del danneggiamento.

Se si è coperti da polizza contro gli atti vandalici ci si potrà successivamente rivolgere alla propria compagnia per la richiesta di risarcimento, allegando la denuncia e tutto il materiale che dimostri il danno subito, mentre se non si è coperti da tale polizza si potrà ottenere il risarcimento solo nel caso in cui le forze dell’ordine individuino il responsabile del danneggiamento.

Il danneggiamento auto in sosta è reato?/sta_anchor]

È bene sottolineare come l’atto vandalico compiuto ai danni di un’automobile parcheggiata a bordo strada, ad esempio rigando con una chiave la carrozzeria della vettura, costituisce reato penale perché l’illecito che si configura è quello di danneggiamento aggravato, ancora punito dal Codice Penale a differenza del danneggiamento semplice attualmente depenalizzato.

Auto danneggiata in sosta: indennizzo diretto/sta_anchor]

Tutte le ipotesi che abbiamo analizzato in precedenza prendono in considerazione il caso in cui chi ha commesso il danneggiamento all’auto in sosta sia poi fuggito senza lasciare alcun riferimento. Nel caso in cui, invece, l’autore del danno abbia lasciato un bigliettino con i propri recapiti si potrà ottenere l’indennizzo diretto del danno dall’assicurazione del danneggiante subito dopo aver sottoscritto la constatazione amichevole.

Cose da sapere

Cosa fare in caso di auto in sosta danneggiata da ignoti?

Nella maggior parte dei casi le compagnie assicurative non risarciscono il danno, a meno che non si decida di aggiungere alla polizza RCA anche la tutela contro atti vandalici. Per poter ottenere il risarcimento si dovrà sporgere denuncia entro 90 giorni dalla scoperta del danno e inviarne una copia alla propria assicurazione che invierà un perito per valutare l’entità del danno e stilerà un preventivo.

Se l’auto viene danneggiata in un parcheggio privato si ottiene un risarcimento?

Qualora il danneggiamento da parte di ignoti avvenga in un parcheggio a pagamento e custodito, la responsabilità ricade sull’azienda proprietaria del parcheggio che sarà obbligata a  rimborsare il proprietario dell’auto per i danni avvenuti durante la custodia.

Come e quando fare la denuncia atti vandalici?

In caso di atti vandalici si dovrà sporgere denuncia presso Carabinieri o Polizia entro il termine perentorio di 90 giorni dall’evento. Se si è coperti da polizza contro gli atti vandalici ci si potrà successivamente rivolgere alla propria compagnia per la richiesta di risarcimento, allegando la denuncia e tutto il materiale che dimostri il danno subito.

Danneggiare un’auto in sosta è un reato?

L’atto vandalico compiuto ai danni di un’automobile parcheggiata a bordo strada, ad esempio rigando con una chiave la carrozzeria della vettura, costituisce reato penale perché l’illecito che si configura è quello di danneggiamento aggravato, ancora punito dal Codice Penale a differenza del danneggiamento semplice attualmente depenalizzato.

Auto piccole sportive: ecco le migliori sul mercato

Auto compatte, ma sportive

Chi l’ha detto che per godere di sensazioni forti alla guida ci si debba per forza mettere al volante di una supercar da centinaia di migliaia di euro? I costruttori da decenni propongono sul mercato auto piccole sportive in grado di regalare scariche di adrenalina a costi contenuti che nulla hanno da invidiare ai modelli dei marchi più blasonati. Scopriamo i modelli migliori.

INDICE
Auto piccole sportive: le novità 2021
Auto compatte e sportive: i migliori modelli 2020
Utilitarie sportive

offerte auto coupé
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Nonostante il mercato dell’auto sia stato colpito duramente dalla crisi dovuta alla pandemia, i costruttori hanno deciso di presentare alcune auto piccole sportive di grande fascino e dalle prestazioni notevoli.

  • Toyota GR Yaris
  • Volkswagen Golf R
  • Hyundai i20 N

Toyota GR Yaris: il piccolo genio ha messo su i muscoli e si è trasformato nell’auto sportiva di riferimento tra le piccole. I tecnici giapponesi hanno creato un modello già divenuto iconico che può vantare sotto il cofano un potente 1.6 turbo da ben 261 cavalli per prestazioni da urlo. I prezzi partono da 39.900 euro.

Volkswagen Golf R: il simbolo delle compatte sportive è tornato. L’ottava generazione della Golf è stata declinata anche nella versione sportiva R che presenta un motore benzina 2.0 litri da 320 CV scaricati a terra tramite trazione integrale e cambio DSG. Si parte da 52.900 euro.

Hyundai i20 N: l’ultima generazione della compatta coreana si presenta con un look estremamente affilato che fa subito capire le intenzioni bellicose. Il frontale è ricco di prese d’aria, mentre al retrotreno si apprezza un paraurti specifico con estrattore integrato. Il propulsore è un 1.6 benzina da 204 CV abbinato ad un cambio manuale a 6 marce. I prezzi sono in attesa di ufficializzazione.

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Anche nel 2020 il mercato delle compatte sportive ha proposto molti modelli interessanti. Scopriamo quelli che hanno stuzzicato maggiormente la fantasia degli appassionati.

Auto compatte sportive 2020 Prezzo 
Mini John Cooper Works JCW da38.100 €
BMW M135i xDrive da 49.100 €
Abarth 595 da21.700 €

Mini John Cooper Works JCW: l’ultima generazione dell’iconica vettura della Casa inglese è stata recentemente rinnovata nel frontale, ma non ha perso assolutamente tutta la verve delle sue antenate grazie al motore benzina sovralimentato da 2.0 litri in grado di erogare 231 CV da sfruttare appieno grazie all’immancabile go-kart feeling dell’ottimo telaio.

BMW M135i xDrive: la sigla M su una vettura della Casa di Monaco è da sempre indice di sportività ed a questa regola non sfugge la Serie 1. La compatta tedesca, giunta alla terza generazione, cela sotto il cofano un poderoso motore benzina 2.0 litri da ben 306 CV.

Abarth 595: piccola, divertente e dallo stile inconfondibile. La Abarth 595 è la scelta ideale per chi vuole provare le emozioni di una vettura da pista senza spendere un patrimonio. Il 1.4 turbo offre vari livelli di potenza da 145 fino a 180 CV.

abarth 595 usate

abarth 595 usate

Anche le classiche utilitarie possono rivelare un’anima sportiva. Lo sanno bene i costruttori che nel corso degli anni si sono sfidati in un terreno, quello delle hot hatch, sempre più affollato.

  • Ford Fiesta ST
  • Renault Clio R.S. Line
  • Seat Ibiza FR

Ford Fiesta ST: l’ultima generazione dell’utilitaria della Casa dell’Ovale blu è diventata adulta nello stile e nelle rifiniture degli interni, ma nella versione ST non ha perso un briciolo di quella vocazione sportiva che ha contraddistinto le antenate. Il motore 1.5 Ecoboost da 200 CV è perfettamente adeguato ad un telaio superbo. I prezzi partono da 30.650 euro.

ford fiesta usate
ford fiesta usate

Renault Clio R.S. Line: la vettura della Casa francese mantiene inalterato il fascino e l’eleganza del design che ha conquistato il mercato, ma si presenta con accenni sportivi perfettamente equilibrati che non intaccano la purezza delle linee. Sotto il cofano batte un 4 cilindri da 1.6 litri full hybrid in grado di erogare 140 CV. I prezzi partono da 25.100 euro.

Seat Ibiza FR: il nome dell’utilitaria spagnola è ormai divenuto iconico nel panorama automobilistico, e la versione più pepata dell’Ibiza, denominata FR, non tradisce le aspettative di chi è alla ricerca di una vettura dalle ambizioni sportive. Grazie alla condivisione di componenti con le altre auto del Gruppo VW si può apprezzare un robusto motore 1.5 benzina da 150 CV abbinato al cambio automatico DSG. I prezzi partono da 23.600 euro.

Cose da sapere

Quali sono le novità di auto compatte sportive nel 2021?

I costruttori hanno deciso di presentare alcune auto piccole sportive di grande fascino e dalle prestazioni notevoli. Tra queste la Toyota GR Yaris, la Volkswagen Golf R e la Hyundai i20 N.

Quali sono state le migliori auto piccole sportive del 2020?

Nel 2020 il mercato delle compatte sportive ha proposto molti modelli interessanti, come Mini John Cooper Works JCW (da 38.100 euro), BMW M135i xDrive (da 49.100 euro) e Abarth 595: da 21.700 euro.

Esistono utilitarie sportive sul mercato?

Anche le classiche utilitarie possono rivelare un’anima sportiva. Lo sanno bene i costruttori che nel corso degli anni si sono sfidati in un terreno, quello delle hot hatch, sempre più affollato. Ecco alcuni modelli: Ford Fiesta ST, Renault Clio R.S. Line e Seat Ibiza FR.

Autovelox mobili e fissi: cosa sono e come funzionano

Prima o poi è capitato a tutti di ricevere a casa una multa per eccesso di velocità rilevata tramite autovelox. Le strade che percorriamo quotidianamente sono controllate da questi sistemi che possono essere mobili o fissi. Scopriamo come funzionano.

INDICE
Autovelox: cosa sono e a cosa servono
Tipi di autovelox e dove si trovano
Autovelox fisso: come funziona?
Autovelox mobile: come funziona?
Autovelox: come funziona di notte?
Sistema Vergilius: come funziona l’autovelox tutor
Multe autovelox: le sanzioni previste
Tolleranza autovelox

Con la definizione autovelox si intende un sistema che consente di determinare la velocità di un’automobile basato sull’emissione e ricezione di una coppia di raggi laser paralleli e invisibili che attraversano la strada perpendicolarmente.

L’autovelox è dotato anche di una macchina fotografica completa di dispositivo per la sovraimpressione automatica dei dati dell’infrazione posizionata all’altezza del rilevatore di velocità la cui funzione è quella di rilevare la targa del veicolo che viola il limite di velocità. La funzione dell’autovelox è quella di deterrente, così da obbligare i guidatori a rispettare i limiti imposti su ogni determinato tratto stradale.

Le forze dell’ordine possono  utilizzare due tipologie di autovelox: fisso e mobile. Il primo è solitamente  posizionato sia su strade  urbane o extraurbane, che su autostrade, mentre il secondo si trova montato sulle auto-civette delle forze dell’ordine e funziona anche in movimento così da consentire agli agenti di fermare il trasgressore per contestare immediatamente l’infrazione.

L’autovelox fisso, come si deduce dalla definizione, è un sistema di rilevamento della velocità posizionato in modo stabile su determinate sedi stradali ed è collocato all’interno di un box posizionato al lato della carreggiata la cui presenza deve essere segnalata con specifici cartelli. Al superamento del limite di velocità consentito l’autovelox scatta una foto alla targa della vettura. Il funzionamento avviene anche di notte grazie all’ausilio del flash.

L’autovelox mobile, a differenza di quello fisso, funziona grazie alla presenza di una pattuglia di forze dell’ordine. Esistono due tipologie di autovelox mobile: il Videovelox ed il Telelase. Il primo è installato sulle vetture di pattuglia e funziona in maniera praticamente identica all’autovelox fisso, rilevando la velocità istantanea del veicolo e registrando la targa su un supporto video. Il secondo, invece, viene utilizzato nei posti di blocco e funziona tramite una pistola laser che emette un fascio ad alta frequenza nella direzione delle auto di passaggio. Qualora venga rilevata una velocità superiore a quella consentita, la sanzione viene consegnata immediatamente al conducente.

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Come abbiamo anticipato in precedenza, l’autovelox è in grado di funzionare anche di notte con scarsa illuminazione. Le forze dell’ordine sono dotate sia di sistemi con flash che di sistemi ad infrarossi. Nel primo caso, al superamento del limite di velocità, si noterà immediatamente un bagliore, indice che l’autovelox ha scattato la foto, mentre nel secondo l flash non scatta, ma la foto viene comunque realizzata anche se l’automobilista non può notare immediatamente l’infrazione commessa.

Oltre all’autovelox fisso e mobile sulla maggior parte delle nostre autostrade è presente una terza tipologia denominata Vergilius. In questo caso il funzionamento del tutor è differente rispetto ai primi due modelli perché non viene rilevato l’immediato superamento del limite di velocità, ma viene registrata targa e orario di passaggio del veicolo in due punti di rilevamento e calcolata la velocità media nel tratto compreso tra questi due punti. Il sistema Vergilius, inoltre, è in grado di rilevare anche la velocità istantanea di tutti i mezzi. Con questo autovelox si impone all’automobilista il mantenimento costante del limite di velocità previsto sul tratto autostradale.

Il nostro Codice della Strada prevede sanzioni salate per il superamento dei limiti di velocità il cui importo cresce in proporzione alla gravità della violazione. Se si superano i limiti massimi di velocità di non oltre 10 km/h la multa avrà un importo da 42 a 173 euro, mentre se si superano i limiti di velocità oltre 10 km/h e non oltre 40 km/h, la multa varierà da 173 a 695 euro oltre alla decurtazione di 3 punti dalla patente. Se si superano i limiti di oltre 40 km/h e non oltre 60 km/h, la multa sarà compresa tra 544 e 2.174 euro, oltre alla detrazione di 6 punti dalla patente e la sospensione della patente stessa da uno a tre mesi. Infine chi supera i limiti massimi di velocità di oltre 60 km/h si vedrà recapitata una multa da 847 a 3.389 euro, oltre alla sottrazione di 10 punti dalla patente ed alla sospensione della stessa da sei a dodici mesi.

Considerando che il rilevamento delle velocità viene effettuato con autovelox, il nostro legislatore ha previsto un margine di tolleranza trattandosi di dispositivi soggetti ad una certa percentuale di errore. Per velocità fino a 100 Km/h è prevista una riduzione pari a 5 Km/h, mentre al di sopra di tale velocità la tolleranza è del 5% del valore eccedente. Oltre a ciò, esiste anche un arrotondamento realizzato per difetto, quindi in presenza di decimali si opta per il numero intero più basso.

Cose da sapere

Cos’è l’autovelox?

L’autovelox è un sistema che consente di determinare la velocità di un’automobile, basato sull’emissione e ricezione di una coppia di raggi laser paralleli e invisibili che attraversano la strada perpendicolarmente. L’autovelox è dotato anche di una macchina fotografica e di un dispositivo per la sovraimpressione automatica dei dati dell’infrazione.

Come funzionano gli autovelox fissi?

L’autovelox fisso è un sistema di rilevamento della velocità posizionato in modo stabile su determinate sedi stradali ed è collocato all’interno di un box posizionato al lato della carreggiata. Al superamento del limite di velocità consentito l’autovelox scatta una foto alla targa della vettura. Il funzionamento avviene anche di notte grazie all’ausilio del flash.

Come funzionano gli autovelox mobili?

L’autovelox mobile funziona grazie alla presenza di una pattuglia di forze dell’ordine. Il Videovelox  è installato sulle vetture di pattuglia e funziona in maniera praticamente identica all’autovelox fisso, rilevando la velocità istantanea del veicolo e registrando la targa su un supporto video. Il Telelase, invece, viene utilizzato nei posti di blocco e funziona tramite una pistola laser che emette un fascio ad alta frequenza nella direzione delle auto di passaggio.

Gli autovelox funzionano di notte?

L’autovelox è in grado di funzionare anche di notte con scarsa illuminazione. Le forze dell’ordine sono dotate sia di sistemi con flash che di sistemi ad infrarossi.

Cos’è il sistema Vergilius?

Il sistema Vergilius registra targa e orario di passaggio del veicolo in due punti di rilevamento e calcola la velocità media nel tratto compreso tra questi due punti. Il sistema Vergilius è poi in grado di rilevare anche la velocità istantanea di tutti i mezzi. Con questo autovelox si impone all’automobilista il mantenimento costante del limite di velocità previsto sul tratto autostradale.

Piano industriale Nissan: il futuro è a zero emissioni

Piano industriale Nissan: il futuro è a zero emissioni

Nissan rilancia prepotentemente sulla mobilità elettrica. La casa giapponese ha annunciato il Nissan EV36Zero, un Electric Vehicle Hub che darà vita al primo ecosistema di produzione di veicoli elettrici al mondo, nel proprio impianto di Sunderland, nel Regno Unito.

Il piano, lanciato dal brand giapponese e dal partner Envision AESC, produttore di batterie leader a livello mondiale e Sunderland City Council, prevede un investimento complessivo da un miliardo di sterline e raggruppa tre elementi connessi fra loro: la produzione di veicoli elettrici, le energie rinnovabili e la produzione di batterie, con l’obiettivo di creare un nuovo modello a 360 gradi per la produzione automobilistica a zero emissioni, traghettando il marchio verso l’obiettivo di una produzione carbon neutral entro il 2050, senza tralasciare lo step intermedio previsto per il 2035 quando ogni modello a listino sarà proposto anche in variante 100% elettrica.

Nuovo centro d’eccellenza a Sunderland

Questi progetti creeranno 6.200 posti di lavoro “green” in Nissan e nella sua rete di fornitori nel Regno Unito. Il marchio giapponese ha iniziato a produrre veicoli a Sunderland nel luglio del 1986: da allora lo stabilimento è diventato il più grande impianto nella storia dell’industria automobilistica britannica, con 46.000 posti di lavoro. Attualmente a Sunderland vengono prodotti i modelli Nissan Qashqai, Juke e Leaf: il 70% delle vetture vengono esportate nell’Europa continentale, il 20% nel Regno Unito e il restante 10% in altri mercati mondiali, dal Sud America all’Australia e dai Paesi Nordici al Sud Africa.

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Una Gigafactory dedicata

Il punto di partenza di EV36Zero ruota intorno a Envision AESC, fornitore delle batterie per la Leaf e la NV200 dal 2012, che realizzerà una Gigafatory accanto allo stabilimento Nissan di Sunderland con una capacità iniziale di 9 GWh, con un potenziale investimento futuro di 1,8 miliardi di sterline da parte della stessa Envision AESC, generando fino a 25 GWh e creando 4.500 nuovi posti di lavoro “green” qualificati entro il 2030, con un potenziale fino a 35 GWh. Nell’immediato il nuovo impianto creerà 750 nuovi posti di lavoro e consoliderà i 300 attuali, consentendo a Nissan di contenere i costi delle batterie e riducendo di conseguenza i prezzi delle vetture elettriche, grazie alla nuova batteria Gen5, caratterizzata da una densità del 30% maggiore rispetto agli attuali accumulatori.

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Completamente autosufficiente

Il secondo punto su cui si basa EV36Zero è la realizzazione di una “microgrid” (una specie di rete elettrica locale come quella che stanno creando Apple e Tesla) di elettricità 100% rinnovabile, che permetterà di risparmiare 55.000 tonnellate di carbonio all’anno. Il progetto iniziale prevede la possibilità di creare fino a dieci parchi solari e incorporare i parchi Nissan già esistenti, con una produzione totale stimata di 132 MW. È prevista anche la connessione diretta alla rete di energia, per alimentare a zero emissioni sia l’impianto Nissan, sia le aziende automobilistiche situate nell’adiacente International Advanced Manufacturing Park. Questo piano prevede un investimento di 80 milioni di sterline e comprende un sistema di stoccaggio da 1 MW, realizzato con batterie Nissan EV/ Envision AESC di seconda vita in modo da immagazzinare l’energia in eccesso generata durante le ore diurne e utilizzarla in un secondo momento per equilibrare i picchi di richiesta energetica.

L’erede della Leaf

Il piano annunciato da Nissan prevede anche il lancio dell’erede della Leaf, un crossover di nuova generazione completamente elettrico. La casa giapponese investirà fino a 423 milioni di sterline per produrre nel Regno Unito un’autovettura che segnerà un ulteriore consolidamento dell’alleanza con Renault. Il nuovo veicolo avrà le proporzioni di un crossover e sarà sviluppato sulla piattaforma CMF-EV con una capacità produttiva che potrà raggiungere le 100.000 unità. Progettato per il mercato globale, il nuovo crossover sarà distribuito nei paesi europei tradizionalmente serviti dallo stabilimento Nissan di Sunderland.

Aria condizionata auto: come funziona l’impianto

Il funzionamento dell'aria condizionata dell'auto

Con l’arrivo dell’estate e delle temperature torride, salire in auto e mettersi alla guida diventa sempre faticoso. Fortunatamente per alleviare le sofferenze si può utilizzare l’aria condizionata auto. Scopriamo come funziona.

INDICE
Come funziona l’aria condizionata auto
Impianto aria condizionata: componenti
Compressore aria condizionata: cos’è e perché è importante
Filtro aria condizionata: come funziona e quando sostituirlo
Funzionamento climatizzatore automatico auto
Climatizzatore auto: come eliminare gli odori sgradevoli

Comprendere come funziona l’impianto di aria condizionata auto non è per nulla complesso. L’aria calda presente all’interno dell’abitacolo viene raffreddata nel momento in cui fa ingresso nell’evaporatore, all’interno del quale circola un liquido freddo. Sarà il compressore a mettere in circolazione questo fluido all’interno dell’impianto. Successivamente il liquido refrigerante passa al condensatore dove si liquefà prima di essere inviato in un serbatoio, all’interno del quale vengono trattenute impurità e umidità. Successivamente il liquido viene vaporizzato ed immesso nell’abitacolo per rinfrescare l’ambiente.

Conoscere le componenti dell’impianto di aria condizionata auto si rivela utile qualora si debba procedere alla loro sostituzione. Gli elementi presenti nel sistema sono: condensatore, valvola di espansione, evaporatore, compressore, filtro e centralina elettronica di gestione. La centralina elettronica e l’evaporatore sono posizionati all’interno dell’abitacolo mentre le altri componenti si trovano nel vano motore.

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Per il corretto funzionamento dell’aria condizionata auto è fondamentale che il compressore funzioni perfettamente. Questa componente, infatti, ha lo scopo di comprimere il gas refrigerante che viene diffuso nell’abitacolo dell’auto e non deve mai entrare in contatto con liquidi che, essendo incomprimibili, andrebbero a danneggiarlo irrimediabilmente.

Altro elemento fondamentale nell’impianto di aria condizionata auto è il filtro. Questo dispositivo ha il compito di filtrare l’aria prima di raffreddarla e la sua funzione è quella di prevenire la proliferazione di batteri, germi e acari che emanano cattivi odori. Quando si avvertono odori sgradevoli è il segno che il filtro va sostituito, ma prima di procedere a questa operazione si possono anche dei prodotti specifici che hanno il compito sia di eliminare i cattivi odori che di pulire i vari elementi del circuito dell’impianto aria condizionata auto.

Sulle moderne vetture, oltre all’impianti di climatizzatore manuale, è possibile trovare anche il sistema automatico. Il funzionamento è semplice perché il conducente dovrà esclusivamente impostare la temperatura, mentre sarà il climatizzatore automatico auto a raggiungere in autonomia i parametri richiesti mediante sensori che individuano la temperatura nell’abitacolo ed un elaboratore compara quest’ultima con la temperatura che è stata richiesta.

Per prevenire che odori sgradevoli fuoriescano dall’impianto del condizionatore auto al momento del suo utilizzo sarà sufficiente seguire alcune precauzioni. Per evitare il ristagno di germi e batteri è buona norma mettere il riscaldamento al massimo prima di spegnere il motore. Così facendo si impedirà anche la formazione di muffe nell’evaporatore, perché l’aria calda provvederà ad asciugare le parti eventualmente inumidite all’interno dell’impianto. Qualora, invece, si avvertono cattivi odori al momento dell’avvio del condizionatore auto, prima di spegnere il motore si dovrà disattivare l’aria condizionata e far partire la ventola al massimo della sua potenza così da impedire alla condensa di ristagnare.

Cose da sapere

Come funziona l’impianto aria condizionata auto?

L’aria calda presente all’interno dell’abitacolo viene raffreddata nel momento in cui fa ingresso nell’evaporatore, all’interno del quale circola un liquido freddo. Sarà il compressore a mettere in circolazione questo fluido all’interno dell’impianto. Successivamente il liquido refrigerante passa al condensatore dove si liquefà prima di essere inviato in un serbatoio, all’interno del quale vengono trattenute impurità e umidità. Successivamente il liquido viene vaporizzato ed immesso nell’abitacolo per rinfrescare l’ambiente.

Quali sono i componenti dell’impianto aria condizionata auto?

Gli elementi presenti nel sistema sono: condensatore, valvola di espansione, evaporatore, compressore, filtro e centralina elettronica di gestione. La centralina elettronica e l’evaporatore sono posizionati all’interno dell’abitacolo mentre le altri componenti si trovano nel vano motore.

Come funziona il climatizzatore automatico auto?

Il funzionamento è semplice perché il conducente dovrà esclusivamente impostare la temperatura, mentre sarà il climatizzatore automatico auto a raggiungere in autonomia i parametri richiesti mediante sensori che individuano la temperatura nell’abitacolo ed un elaboratore compara quest’ultima con la temperatura che è stata richiesta.

 

Adblue: cos’è e come funziona l’additivo per i diesel

AdBlue

Nel corso degli ultimi anni i motori diesel sono entrati nel mirino dei legislatori, complice anche lo scandalo dieselgate, per via di emissioni elevate che mal si sposano con le politiche di sostenibilità. I costruttori hanno così dovuto correre ai ripari e realizzare propulsori diesel sempre più green. Per riuscire in questa missione un valido alleato è l’AdBlue.

INDICE
Adblue: cos’è
A cosa serve l’adblue?
Additivo adblue, come funziona?
Dove si compra l’Adblue?
Prezzo AdBlue
Consumo Adblue
Serbatoio Adblue: come si usa l’additivo diesel

Con la definizione AdBlue si intende un additivo sviluppato per i settori chimico e automobilistico composto da una soluzione acquosa di urea al 32,5% ad elevata purezza che tramite riduzione chimica trasforma gli ossidi di azoto in azoto (N2) e acqua (H2O) informa elementare gassosa. L’AdBlue è un prodotto sintetico, incolore, ed inodore e non è una sostanza pericolosa poiché non è né infiammabile né tossica.

L’AdBlue è utilizzato esclusivamente sulle auto dotate di motore diesel e serve a ridurre le emissioni degli ossidi di azoto dai gas di scarico così da ridurle del 90%. Grazie all’AdBlue vengono azzerati gli Nox tramite un dispositivo di post-trattamento dei gas di scarico, trasportato all’interno di serbatoi dedicati che si trovano solitamente vicino al serbatoio del carburante.

Come abbiamo anticipato, l’AdBlue è una soluzione composta per il 32,5% da urea a elevata purezza e per il 67,5% da acqua demineralizzata che viene iniettata nei gas di scarico di un motore diesel. L’additivo viene nebulizzato attraverso l’iniettore posizionato nell’impianto di scarico e ad elevate temperature si trasforma in anidride carbonica e ammoniaca.

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Data l’obbligatorietà del suo utilizzo sulle auto dotate di motori diesel, l’AdBlue è venduto praticamente ovunque. Si potrà trovare non solo presso le stazioni di rifornimento, ma anche presso concessionari, negozi di ferramenta, garage e sul web con prezzi spesso concorrenziali.

Il costo dell’AdBlue non è eccessivo, e varia a seconda che l’acquisto avvenga presso una stazione di rifornimento piuttosto che online. Nel primo caso il prezzo varia da 0,60 a 2 euro al litro, mentre nel secondo caso l’acquisto di una tanica da 10 litri, dotata del kit per versare il prodotto nel serbatoio dedicato, si aggira tra i 10 ed i 16 euro.

Con riferimento al consumo di AdBlue, questo è influenzato sicuramente dallo stile di guida del proprietario del mezzo, ma in generale si ritiene che il consumo di AdBlue equivalga a 500Km/l e che il serbatoio dedicato possa contenere una quantità che varia da 11 a 19 litri.

L’utilizzo dell’AdBlue è decisamente semplice. Sarà fondamentale mescolare l’additivo con acqua demineralizzata, e mai con acqua di rubinetto, e successivamente versare l’additivo nel serbatoio dedicato e mai in quello riservato al gasolio. Una volta compiuta questa operazione sarà importantissimo conservare sia l’AdBlue che il kit per il rifornimento al riparo da polvere e sporcizia e ad una temperature inferiore ai 30 gradi.

Cose da sapere

Cos’è l’AdBlue?

L’AdBlue è un additivo composto da una soluzione acquosa di urea al 32,5% ad elevata purezza che tramite riduzione chimica trasforma gli ossidi di azoto in azoto (N2) e acqua (H2O) informa elementare gassosa. L’AdBlue è un prodotto sintetico, incolore, ed inodore e non è una sostanza pericolosa poiché non è né infiammabile né tossica.

A cosa serve l’AdBlue?

L’AdBlue è utilizzato esclusivamente sulle auto dotate di motore diesel e serve a ridurre le emissioni degli ossidi di azoto dai gas di scarico così da ridurle del 90%. Grazie all’AdBlue vengono azzerati gli Nox tramite un dispositivo di post-trattamento dei gas di scarico, trasportato all’interno di serbatoi dedicati che si trovano solitamente vicino al serbatoio del carburante.

Quanto costa l’Adlue?

Il costo dell’AdBlue non è eccessivo, e varia a seconda che l’acquisto avvenga presso una stazione di rifornimento piuttosto che online. Nel primo caso il prezzo varia da 0,60 a 2 euro al litro, mentre nel secondo caso l’acquisto di una tanica da 10 litri, dotata del kit per versare il prodotto nel serbatoio dedicato, si aggira tra i 10 ed i 16 euro.

Come si usa l’AdBlue?

È fondamentale mescolare l’addito con acqua demineralizzata, e mai con acqua di rubinetto, e successivamente versare l’additivo nel serbatoio dedicato e mai in quello riservato al gasolio. Una volta compiuta questa operazione sarà importantissimo conservare sia l’AdBlue che il kit per il rifornimento al riparo da polvere e sporcizia e ad una temperature inferiore ai 30 gradi.

Ricarica aria condizionata auto: come fare e i costi

Come ricaricare il gas dell'aria condizionata dell'auto

Con l’arrivo dell’estate, ed il conseguente innalzamento delle temperature, viaggiare in auto diventa una sofferenza che può essere notevolmente alleviata dall’aria condizionata. L’impianto, però, deve essere tenuto in perfetta efficienza e per fare ciò può essere necessaria la ricarica dell’aria condizionata auto. Scopriamo come procedere.

INDICE
Ricarica aria condizionata auto: ogni quanto tempo?
Come fare la ricarica condizionatore auto
Ricarica aria condizionato auto fai da te
Costo ricarica aria condizionata auto
Impianto aria condizionata auto prezzi

Con la ricarica dell’aria condizionata si ripristina la quantità di gas refrigerante presente nel circuito del condizionatore, ma non esistono intervalli di tempo prestabiliti per compiere questa operazione. Se, infatti, non si nota un calo della potenza refrigerante quando il dispositivo è in funzione si potrà evitare di procedere alla ricarica, ma in linea generale si ritiene che un rabbocco del gas debba essere effettuato una volta superati i 60.000 Km. In questa occasione è buona norma sostituire anche il filtro, il cui compito è quello di eliminare umidità ed impurità.

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Qualora sia necessario procedere alla ricarica dell’aria condizionata è sempre buona norma recarsi presso una officina specializzata e lasciare fare tutto agli addetti. L’operazione di ricarica è piuttosto semplice, ma solo le officine dispongono degli strumenti utili ad effettuare un check-up che può evidenziare eventuali perdite di gas. Oltre alla ricarica, poi, in officina sarà anche possibile effettuare l’igienizzazione dell’impianto così da eliminare eventuali muffe che possono provocare allergie.

Qualora si voglia procedere alla ricarica aria condizionata col fai da te si dovrà acquistare un kit specifico. Qui sarà presente una lattina contenente il gas refrigerante ed una valvola. Si dovrà aprire completamente la valvola e avvitare la lattina a quest’ultima. La successiva apertura della valvola permette al refrigerante di passare all’interno del condotto dell’auto. Successivamente si dovrà avviare il motore dell’auto e l’impianto di aria condizionata per poi aprire la valvola e consentire al refrigerante di entrare nel condotto.

A meno che non siano necessari interventi di sostituzione delle componenti, il costo della ricarica dell’aria condizionata auto è decisamente contenuto e si aggira sugli 80 euro comprensivi di mano d’opera. Se sarà necessario sostituire il filtro antipolline, operazione consigliata e comunque da effettuare ad intervalli regolari, il costo aumenterà di circa 40 euro.

Decisamente più importante è la spesa qualora si debbano sostituire le componenti dell’impianto di aria condizionata auto. Qualora si possa riparare il compressore la spesa da affrontare sarà nell’ordine dei 200 euro, mentre se sarà necessario sostituire l’intero pezzo allora l’importo salirà sino a circa 600 euro.

 Cose da sapere

Ogni quanto si ricarica l’aria condizionata dell’auto?

Con la ricarica dell’aria condizionata si ripristina la quantità di gas refrigerante presente nel circuito del condizionatore, ma non esistono intervalli di tempo prestabiliti per compiere questa operazione. Se non si nota un calo della potenza refrigerante quando il dispositivo è in funzione si potrà evitare di procedere alla ricarica, ma in linea generale si ritiene che un rabbocco del gas debba essere effettuato una volta superati i 60.000 Km.

Come si ricarica l’aria condizionata dell’auto?

È buona norma recarsi presso una officina specializzata, che dispone degli strumenti utili ad effettuare un check-up che può evidenziare eventuali perdite di gas. Oltre alla ricarica, poi, in officina sarà anche possibile effettuare l’igienizzazione dell’impianto così da eliminare eventuali muffe che possono provocare allergie.

Si può ricaricare l’aria condizionata dell’auto fai da te?

Qualora si voglia procedere alla ricarica aria condizionata col fai da te si dovrà acquistare un kit specifico. Qui sarà presente una lattina contenente il gas refrigerante ed una valvola. Si dovrà aprire completamente la valvola e avvitare la lattina a quest’ultima. La successiva apertura della valvola permette al refrigerante di passare all’interno del condotto dell’auto. Successivamente si dovrà avviare il motore dell’auto e l’impianto di aria condizionata per poi aprire la valvola e consentire al refrigerante di entrare nel condotto.

Quanto costa ricaricare l’aria condizionata dell’auto?

Il costo della ricarica dell’aria condizionata auto è decisamente contenuto e si aggira sugli 80 euro comprensivi di mano d’opera.

Batteria auto scarica improvvisamente: sintomi e cosa fare senza cavi

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Prima o poi è capitato a tutti di salire in auto, girare la chiave e trovarsi con la batteria auto improvvisamente scarica. Prima di farsi prendere dal panico è bene leggere i suggerimenti riportati in questa guida, così da capire cosa fare per mettere in moto la propria auto.

INDICE
Batteria auto scarica improvvisamente: le cause
Batteria auto scarica sintomi
Batteria auto scarica: cosa fare
Ricaricare la batteria auto con i cavi
Batteria auto scarica: cosa fare senza cavi
Come non far scaricare la batteria della macchina

Soprattutto nell’ultimo anno, a causa del lockdown determinato dalla pandemia da Coronavirus, molti automobilisti si sono trovati alle prese con la batteria auto scarica improvvisamente. Il mancato utilizzo della vettura per un periodo di tempo prolungato è sicuramente una delle cause che può portare a questo inconveniente, ma non l’unica.

Anche un utilizzo errato dell’auto, però, può contribuire alla perdita di carica della batteria. Dimenticare la radio accesa, così come i fari, ha un effetto nocivo sulla batteria e pertanto è sempre bene controllare che questi siano spenti prima di scendere dalla macchina.

Si può capire quando la batteria dell’auto sta per scaricarsi attraverso alcuni segnali che manda la stessa vettura. Se, ad esempio, la messa in moto non avviene più rapidamente come in passato ma sono richiesti dei secondi in più del dovuto questo è il segnale che si dovrà procedere alla sostituzione della batteria per evitare di restare bloccati al prossimo tentativo di accensione.

Prima di farsi prendere dal panico è bene sapere che anche con la batteria auto scarica improvvisamente è possibile mettere in moto la vettura. Si possono seguire due strade: la ricarica con i cavi o la partenza a spinta. Vediamole nel dettaglio.

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Qualora si abbiano a disposizione i cavi di ricarica sarà possibile ricaricare la batteria dell’auto ed avere così modo di recarsi presso un elettrauto di fiducia per sostituire il componente esausto.

Sarà sufficiente aprire il cofano motore dell’auto con batteria scarica e quello di un’altra auto, e collegare, rigorosamente a motore spento, i cavi nella corretta posizione, ed una volta completato questo passaggio mettere in moto la propria auto per rigenerare la batteria.

Completata l’operazione non spegnente il motore ma procedete solo alla disconnessione dei cavetti.

Se non si hanno a disposizione i cavi di ricarica si potrà provare a far partire l’auto a spinta. In questo caso si dovrà trovare un volontario che si metta a spingere il veicolo fermo, mentre chi si troverà alla guida dovrà iniziare l’operazione in folle per poi, una volta raggiunta una velocità adeguata, inserire la seconda e lasciare di colpo la frizione così da consentire al motore di mettersi in moto.

Per evitare che la batteria dell’auto si scarichi improvvisamente il consiglio migliore è quello di utilizzare il più possibile la vettura, ma se non si ha questa opportunità si dovrà mettere in moto almeno una volta al giorno il mezzo e far girare il motore per una decina di minuti.

Se si sa già che non si utilizzerà l’auto per un periodo di tempo prolungato, si potrà scollegare la batteria così da prolungarne la durata quando ci si potrà rimettere alla guida.

Cose da sapere

Quali sono le cause per cui la batteria dell’auto si scarica improvvisamente?

Il mancato utilizzo della vettura per un periodo di tempo prolungato è sicuramente una delle cause che può portare a questo inconveniente, ma non l’unica. Anche un utilizzo errato dell’auto può contribuire alla perdita di carica della batteria. Dimenticare la radio accesa, così come i fari, ha un effetto nocivo sulla batteria.

Quali sono i sintomi della batteria auto che si sta scaricando?

Si può capire quando la batteria dell’auto sta per scaricarsi attraverso alcuni segnali che manda la stessa vettura. Se, ad esempio, la messa in moto non avviene più rapidamente ma sono richiesti dei secondi in più del dovuto questo è il segnale che si dovrà procedere alla sostituzione della batteria per evitare di restare bloccati al prossimo tentativo di accensione.

Come ricaricare la batteria dell’auto con i cavi?

Sarà sufficiente aprire il cofano motore dell’auto con batteria scarica e quello di un’altra auto, e collegare, rigorosamente a motore spento, i cavi nella corretta posizione, ed una volta completato questo passaggio mettere in moto la propria auto per rigenerare la batteria.Completata l’operazione non spegnente il motore ma procedete solo alla disconnessione dei cavetti.

Come ricaricare la batteria dell’auto senza i cavi?

Se non si hanno a disposizione i cavi di ricarica si potrà provare a far partire l’auto a spinta. In questo caso si dovrà trovare un volontario che si metta a spingere il veicolo fermo, mentre chi si troverà alla guida dovrà iniziare l’operazione in folle per poi, una volta raggiunta una velocità adeguata, inserire la seconda e lasciare di colpo la frizione così da consentire al motore di mettersi in moto.

Cosa fare per non far scaricare la batteria dell’auto?

Per evitare che la batteria dell’auto di scarichi improvvisamente il consiglio migliore è quello di utilizzare il più possibile la vettura. Se si sa già che non si utilizzerà l’auto per un periodo di tempo prolungato, si potrà scollegare la batteria così da prolungarne la durata quando ci si potrà rimettere alla guida.

SsangYong Korando: prezzi, dimensioni e caratteristiche

SsangYong Korando: prezzi, dimensioni e caratteristiche 1

Nata come fuoristrada, la SsangYong Korando si presenta adesso come un crossover compatto di tutto rispetto. L’ultima generazione, lanciata nel 2019, ha decisamente alzato il livello di un SUV conosciuto soprattutto per il suo buon rapporto qualità-prezzo.

Ecco la scheda tecnica della SsangYong Korando:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio (da) 551/1.248 litri
 Alimentazioni benzina/diesel
 Classe Euro 6d
 CV/kW (da) 136/100
 Prezzo (da) 25.500 €

 

INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motorizzazioni
Consumi
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzo

La SsangYong Korando ha le classiche misure da SUV compatto. Lunghezza e altezza si fermano rispettivamente a 445 cm e 187 cm, mentre l’altezza raggiunge 1 metro e 62 cm. Pur senza dimensioni eccessive, lo spazio a bordo non manca di certo. Per esempio il bagagliaio ha una capacità minima di 551 litri (1.248 litri con seconda fila di sedili abbattuta).

Dimensioni 
Lunghezza 4.452 mm
Larghezza 1.870 mm
Altezza 1.620 mm
Passo 2.675 mm

Rispetto alla terza generazione, il look della nuova SsangYong Korando è stato decisamente migliorato, con linee più nette e alla moda. Sul frontale spicca il listello cromato orizzontale che, partendo dal logo centrale, arriva a integrarsi nell’inserto dei nuovi gruppi ottici, aggiungendo un tocco di aggressività al veicolo.

La fiancata fa emergere i “muscoli” del crossover, con dei volumi ben delineati dalla bassa linea di cintura e dalle nervature sotto ai cristalli. Il retro riprende il disegno del frontale, con i fari, disposti in un originale disegno geometrico, uniti da una cromatura orizzontale che attraversa il portellone. Infine, lo spoiler sopra il lunotto posteriore risalta il lato sportivo del veicolo.

Anche gli interni della SsangYong Korando sono stati profondamente rinnovati e ora possono contare su nuovi dispositivi tecnologici e una maggiore cura dell’estetica. Per esempio, sono di serie il touchscreen da 8″ al centro della plancia e, nelle versioni più accessoriate, il display da 10,25″ con strumentazione digitale personalizzabile. I rivestimenti sono di qualità e nel complesso l’auto include anche qualche comfort, come la ventilazione dei sedili anteriori, ma di certo non si raggiunge il livello del segmento premium.

Buona anche la dotazione di sistemi di sicurezza e di assistenza alla guida. Tra gli altri, sono inclusi nel prezzo la frenata autonoma d’emergenza, il controllo automatico degli abbaglianti, l’allerta soglia di attenzione del conducente, l’avviso distanza di sicurezza, l’allerta cambio corsia involontario e il sistema di assistenza al mantenimento di corsia, l’Hill Start Assist, il riconoscimento della segnaletica stradale, il Forward collision warning e la retrocamera.

Il listino 2021 della SsangYong Korando prevede motorizzazioni diesel e benzina. Il propulsore a gasolio, 1.6 litri, genera fino a 136 CV, mentre l’1.5 turbobenzina raggiunge i 163 CV. Entrambi i motori possono essere accoppiati, a richiesta, al cambio automatico e alla trazione integrale.

Se si considera la stazza della vettura, i consumi non sono eccessivi. I propulsori benzina registrano un consumo che oscilla tra i 6,9 litri ogni 100 km, registrati per la versione con cambio manuale a due ruote motrici, e gli 8,4 litri ogni 100 km, per i modelli con cambio automatico AWD. Più efficienti le motorizzazioni diesel, ma anche in questo caso i modelli con quattro ruote motrici e frizione automatica consumano di più: 6,4 litri ogni 100 km. Il dato più basso lo registra il propulsore diesel accoppiato a cambio manuale e due ruote motrici, che si ferma a 5 litri ogni 100 km.

: allestimenti

A listino sono disponibili quattro allestimenti:

  • Road: allestimento di accesso alla gamma, con un’ottima dotazione di serie.
  • Dream: si distingue per i cerchi in lega diamantati da 18” e i fari full-LED con funzione auto-adattiva.
  • Icon: aggiunge diversi equipaggiamenti, come il touchscreen da 9″ e il navigatore.
  • Premium: allestimento top di gamma, con una dotazione di qualità come i cerchi in lega diamantati da 19” e il cambio automatico a 6 rapporti.

Road: la dotazione di serie include Cerchi in lega da 17” con pneumatici 225/60, Sospensioni anteriori McPHERSON, Sospensioni posteriori Multilink, Trazione anteriore, Capacità serbatoio: 47l diesel, 50l benzina, Freni a disco ventilati anteriori e freni a disco posteriori,  Sistema Start & Stop (Non disponibile con trazione AWD), Freno di stazionamento elettrico con Auto-hold (solo con trazione AWD), Servosterzo elettrico, Drive mode system, selezione modalità di guida (Normal / Sport / Winter), Volante regolabile in altezza e profondità, Sistema di monitoraggio pressione pneumatici (TPMS), Kit riparazione pneumatici, Fari alogeni, Retronebbia, Luci diurne e gruppi ottici posteriori a LED, Spoiler con luce di stop a LED, Targa illuminata a LED, Retrovisori esterni regolabili, ripiegabili e riscaldabili elettricamente, Maniglie portiere in tinta carrozzeria, Tergilavalunotto intermittente, Barre sul tetto silver, Parabrezza atermico con funzione antirumore e sbrinatore tergicristalli, Vetri Privacy, Slitta posteriore, Volante rivestito in pelle, Alette parasole con luci di cortesia ed estensione a scorrimento, Maniglie porte interne silver, Copertura bagagliaio e rete fermabagagli, Luci di cortesia su porte anteriori, Tappetini, Rivestimento sedili in tessuto nero, Sedile guida regolabile in altezza, Poggiatesta regolabile in altezza, Seconda fila ribaltabile e frazionabile 60:40 con bracciolo centrale a scomparsa, Airbag lato guidatore e passeggero anteriore, Airbag laterali toracici anteriori ed airbag laterali a tendina, Cinture di sicurezza anteriori con limitatori di carico e pretensionatori, Cinture di sicurezza posteriori (seconda fila) con limitatori di carico e pretensionatori (da entrambi i lati) / Cintura di sicurezza posteriore centrale a tre punti, Ancoraggi per seggiolini ISOFIX e blocco di sicurezza per i bambini, Indicatori cinture di sicurezza anteriore e posteriore allacciate, Programma di stabilità elettronico (ESP) con sistema di controllo della trazione (TCS), controllo di velocità in discesa (HDC), protezione antiribaltamento attiva (ARP) e attivazione automatica delle luci d’emergenza (ESS), Sistema autonomo di frenata d’emergenza (AEBS), Controllo automatico degli abbaglianti (HBA), Allerta soglia di attenzione del conducente (DAA), Avviso partenza veicolo che precede (FVSA), Avviso distanza di sicurezza (SDA), Allerta cambio corsia involontario (LDWS), Sistema di assistenza al mantenimento di corsia (LKAS), Hill Start Assist (HSA), Riconoscimento segnaletica stradale (TSR), Sistema Forward collision warning (FCW), Quadro strumenti digitale da 3,5″, Climatizzatore manuale, Alzacristalli elettrici (anteriori one-touch down), Illuminazione interna a LED, Chiusura centralizzata con telecomando, Nottolino accensione illuminato, Sensore pioggia e crepuscolare, Presa di corrente anteriore e posteriore 12V, Smart Audio DAB con display HD da 8” Touch screen, Retrocamera per visione posteriore, Connettività Bluetooth con comandi audio al volante, Connettività Apple Carplay e Google Android Auto, Presa USB anteriore, 6 altoparlanti, Immobilizer system.

Dream: in aggiunta a Road Cerchi in lega diamantati da 18” con pneumatici 235/55, Freno di stazionamento elettrico con funzione Auto-hold, Fari Full-LED con funzione auto-adattativa, Fendinebbia anteriori a LED, Retrovisori esterni regolabili, ripiegabili e riscaldabili elettricamente con indicatori di direzione a LED, Quadro strumenti digitale HD totalmente personalizzabile da 10,25″, Climatizzatore automatico bizona con ionizzatore.

Icon: oltre a quanto previsto da Dream aggiunge Volante rivestito in pelle riscaldabile, Maniglie porte interne cromate, Specchio retrovisore fotocromatico, Battitacco porte anteriore in alluminio, Bracciolo posteriore con portabicchieri, Luce ambiente “Infinity mood” sul cruscotto e sulle panelli porte, Rivestimento sedili in pelle, Sedili anteriori ventilati e riscaldabili, Sistema di rilevamento angolo cieco (BSD), Cambio di corsia assistito (LCA), Assistenza in uscita (EAF), Sistema intelligente di rilevamento posteriore degli ostacoli (RCTA, RCTA-i solo cambio automatico), Alzacristalli elettrici (anteriori one-touch up & down), Navigatore, radio DAB con display HD da 9” Touch screen, Retrocamera HD per visione posteriore, Sistema di assistenza al parcheggio (anteriore e posteriore).

Premium: l’allestimento top di gamma aggiunge Cerchi in lega diamantati da 19” con pneumatici 235/50, Cambio automatico AISIN a 6 marce con Paddle-shift, Rivestimento sedili in pelle premium bi-colore marrone nero, Sedili anteriori a regolazione elettrica 8 vie, Sedile guida con supporto lombare a a regolazione elettrica 4-vie, Doppia Smart key con il sistema di chiusura automatica, Intelligent Adaptive Cruise Control, Portellone elettrico Smart, Inverter 115V / 220V, Trazione integrale Active AWD (All Wheel Drive) + modalità lock (esclude Sistema Start & Stop).

  • Equipaggiamento: pur non essendo certo una vettura lussuosa, il SUV coreano ha una dotazione di serie completa.
  • Prezzo: sicuramente uno dei SUV più convenienti sul mercato, con un buon rapporto qualità prezzo.
  • Abitabilità: ottima gestione dello spazio a bordo, soprattutto considerando le dimensioni contenute.

Di seguito il listino della SsangYong Korando, aggiornato a luglio 2021:

SsangYong Korando benzina Prezzo
Korando GDI Turbo 1.5 2WD Manuale Road 25.500 €
Korando GDI Turbo 1.5 2WD Automatico Dream 30.500 €
Korando GDI Turbo 1.5 AWD Manuale Road 28.000 €
Korando GDI Turbo 1.5 AWD Automatico Dream 33.000 €
SsangYong Korando diesel Prezzo
Korando 1.6 e-Xdi 2WD Manuale Road 28.000 €
Korando 1.6 e-Xdi 2WD Automatico Dream 33.000 €
Korando 1.6 e-Xdi AWD Manuale Road 30.500 €
Korando 1.6 e-Xdi AWD Automatico Dream 35.500 €

Sanificazione auto: tutti i consigli per igienizzare il proprio veicolo

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L’auto privata resta il mezzo di trasporto più sicuro in tempi di emergenza sanitaria, anche se non bisogna mai dimenticare che il Covid-19 è in grado di resistere fra le tre ore e i tre giorni a seconda della superficie. Per questo motivo è necessario disinfettare e sanificare la propria autovettura, a maggior ragione se i passeggeri che trasportiamo non fanno parte del nostro nucleo familiare. Inoltre nell’abitacolo si depositano pollini e allergeni che creano problemi a un numero sempre maggiore di persone.

La prima cosa da fare è rivolgersi a un professionista, come il nostro partner Wash Out, per una prima decontaminazione della vettura: dopo questa operazione risulterà più facile procedere con periodiche purificazioni dell’abitacolo attraverso il fai da te. Sarebbe opportuno effettuare la sanificazione completa – con ozono, vapore o spray – almeno ogni tre mesi, compresa la sterilizzazione integrale dell’impianto di climatizzazione.

I consigli delle autorità

La sanificazione dell’abitacolo è un’operazione molto delicata che richiede l’utilizzo di prodotti specifici a seconda della superficie per non danneggiare i rivestimenti dell’auto e andrebbe eseguita tenendo presenti le indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità. La soluzione ottimale sarebbe quella di rivolgersi ai centri specializzati, soprattutto in presenza di superfici in pelle e di inserti in materiali pregiati.

Le autorità raccomandano l’utilizzo di prodotti a base di alcol, efficaci contro virus e batteri, ma non invasivi come candeggina e amuchina, che potrebbero rovinare i rivestimenti della macchina. Viene anche consigliato di avere sempre in auto un panno in microfibra e l’alcol, in modo da poter disinfettare le superfici principali ogni volta che si sale a bordo, pulendo volante, maniglia della portiera, pomello del cambio e comandi della plancia.

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Fai da te con i prodotti di uso comune

Se scegliamo questa opzione ci serviranno una bacinella, acqua calda, bicarbonato di sodio, sapone per i piatti, spugna in microfibra e un panno sterilizzato o un rotolo di carta assorbente usa e getta oltre a guanti e mascherina, da indossare sempre quando ci dedichiamo alla pulizia dell’abitacolo. Nell’acqua calda mettiamo due cucchiai di bicarbonato e altrettanti di detersivo per piatti, immergiamo la spugna e la passiamo su tutte le superfici stando attenti ad evitare lo sgocciolamento. Iniziamo con le zone che vengono toccate più frequentemente come volante, leva del cambio, freno a mano e cinture di sicurezza per poi dedicarci ai comandi del sistema multimediale, alle aste dei tergicristalli, agli indicatori del parabrezza, ai pannelli delle portiere, alle maniglie interne e tutti i rivestimenti, compresi quelli più difficili da raggiungere. È consigliabile pulire anche l’esterno dell’auto, sia le maniglie delle porte sia la maniglia del portellone posteriore. Alla fine di questa procedura, dobbiamo soltanto asciugare i rivestimenti, la tappezzeria e le varie superfici lavate, con il panno o con la carta assorbente, avendo cura di mantenere i finestrini abbassati per alcuni minuti.

I negozi e i siti internet specializzati offrono prodotti specifici per la sanificazione dell’auto: se optiamo per questa soluzione, prima di procedere, è necessario leggere con attenzione le indicazioni per l’uso, assicurandoci che il prodotto sia adatto per i materiali presenti all’interno dell’auto.

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Fai da te usando gli spray

Possiamo igienizzare la nostra vettura anche con spray sanificanti che contengono sostanze antibatteriche e antimicrobiche. Per eliminare possibili tracce di covid-19 bisogna verificare la presenza di cloro, alcol etilico o isopropilico e usare prodotti raccomandati dal Ministero della Salute.

Prima di tutto bisogna chiudere i finestrini del veicolo e spruzzare il prodotto nei tubi dell’impianto di climatizzazione e nel resto dell’abitacolo. Lo spray deve essere sparso ovunque senza esagerare, va applicato sulle superfici interne, sui sedili e negli scompartimenti, utilizzando una mascherina per evitare l’inalazione del composto. Dopo averlo spruzzato dobbiamo accendere il motore tenendo i finestrini sempre chiusi, attivare l’aria condizionata alla massima potenza con il ricircolo per circa 15 o 20 minuti e aprire tutte le bocchette.

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Per ogni superficie il prodotto corretto

Da non usare, inoltre, prodotti a base di ammoniaca come quelli di colore blu per pulire i vetri che tendono a rompere il materiale vinilico del cruscotto, rendendolo appiccicoso quando sottoposto a calore e luce. Meglio, nel caso non si sia in possesso dei prodotti più adatti, preferire una semplice soluzione di acqua e sapone, che consente comunque di effettuare una buona igienizzazione dell’interno della vettura.

Lo stesso vale se avete rivestimenti in pelle: usate prodotti specifici per non causare aloni o invecchiamento della superficie trattata e assicuratevi sempre di spruzzare il prodotto sul panno e non direttamente sui rivestimenti da trattare.

Panni usa e getta

Un ultimo consiglio va al tipo di panno con cui applicare il prodotto per sanificare l’ambiente. Infatti, per evitare rischi, conviene utilizzare un normalissimo rotolo di carta assorbente da casa usa e getta. Così, finite le operazioni, ci si libera di ogni oggetto. Alla fine, tolti guanti e mascherina, ricordatevi di lavare a fondo le mani e il gioco è fatto.

Come suggerisce Wash Out inoltre: “Per concludere la procedura di purificazione della vettura suggeriamo l’acquisto e l’utilizzo di un igienizzante spray con azione biocida per l’impianto di condizionamento della vettura”. A pensarci bene, anche quando la pandemia sarà finita, non sarebbe male ogni tanto pulire a fondo la propria auto.

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