Tesla Motors: tutti i modelli che hanno fatto la storia

Tesla Model S: prezzo, dimensioni, caratteristiche 4

Oggigiorno, quando si pensa alle vetture ad alimentazione completamente elettrica il primo marchio a venire in mente è Tesla. Questo non solo perché fin dalla fondazione il brand è sempre stato legato a doppio filo al mondo dell’auto elettrica, ma anche perché, di fatto, è riuscito a trasformare delle “semplici” automobili in veri e propri oggetti di tendenza.

Tesla nasce dalle menti visionarie di Martin Eberhard e Marc Tarpenning, due ingegneri statunitensi che nel 2003 battezzarono la neonata casa automobilistica con il cognome del celebre fisico Nikola Tesla. La vera svolta arrivò un anno dopo, quando il magnate americano Elon Musk − già noto per aver fondato Paypal − rilevò l’azienda, assumendo il ruolo di CEO e supervisore dell’area design.

E proprio da un’idea di Musk, nel 2005, nacque la prima auto Tesla: la Roadster. Sviluppata in collaborazione con la Lotus, la Roadster era in realtà una Elise “svestita” del suo motore a combustione ed equipaggiata con propulsore elettrico da 248 CV interamente prodotto dalla Tesla. La vettura, dopo ben due anni di collaudo e sviluppo, entrò in produzione soltanto nel corso del 2008. Nel frattempo la casa californiana aveva già in cantiere quella che sarebbe diventata l’auto ammiraglia della straordinaria gamma di auto elettriche Tesla.

INDICE
 Tesla Model S
 Tesla Model 3
 Tesla Model X
 Tesla Model Y
 Tesla guida autonoma

Il sogno di Elon Musk era quello di creare una casa automobilistica di lusso specializzata in super sportive elettriche, che fosse capace di far concorrenza ai marchi storici del segmento (come Ferrari, Porsche o Maserati). Con questo intento, nel 2008 la Tesla inizia a lavorare al progetto di un’inedita sportiva 100% elettrica, in grado di coniugare il comfort di una berlina di lusso con la grinta di una coupé. Nasce così la Tesla Model S − una vettura che a dispetto della giovane età è già universalmente considerata come una pietra miliare nella storia delle auto elettriche Tesla. 

L’ammiraglia Tesla

Con questo progetto Tesla Motors dimostra di voler ambire allo scettro di pioniera dell’elettrico. La S, tuttavia, debutta sotto una veste non esattamente originale, apparendo come una coupé atipica a 5 porte dalle dimensioni generose (497 x 196 x 145 cm). Con queste premesse, il modello S entra in produzione nel 2012, in due versioni Standard equipaggiate con un propulsore da 387 CV e con una batteria da 60 kWh o 75 kWh. Quest’ultima, in particolare, consente alla sportiva americana di raggiungere un’autonomia massima di oltre 400 Km.

Le altre novità riguardano invece il design dell’abitacolo e la cura degli interni − realizzati con materiali ecocompatibili e riciclabili al 100%, come il PET o la pelle senza piombo. A bordo spicca inoltre l’enorme plancia digitale con display touchscreen da 17″ che integra i comandi, un sistema di infotainment all’avanguardia e una vasta gamma di aiuti per il guidatore. A partire dal 2014, poi, vengono introdotte nuove batterie ancora più efficienti e un’inedita versione a due motori (anteriore e posteriore) da ben 422 CV, che ben presto diventerà il marchio di fabbrica della Tesla. Questa novità anticipa anche una nuova serie di modelli a trazione integrale identificati dalle sigle 60D, 75D e 90D, che vanno a comporre la linea Dual Power.

Il restyling

Il restyling del 2021 porta al debutto i nuovi allestimenti Plaid e Plaid +. La Plaid è spinta da tre motori per una potenza di 1.020 CV e un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 2,1 secondi. Al vertice dell’offerta di posiziona la Plaid + da 1.100 CV che raggiunge i 100 km/h in meno di 2 secondi. In quest’ultimo caso, l’autonomia è di 840 km. Con il restyling viene aggiornato anche il design soprattutto negli interni dove debutta un nuovo quadro strumenti e un inetito volante rettangolare. A completare la gamma 2021 della Model S c’è la Versione Long Range con due motori per 663 km di autonomia.

I prezzi

I prezzi partono da 89.990 euro per la Long Range e passano ai 119.990 della Plaid per arrivare ai 150.990 della Plaid +.

 

Nel corso del 2015 le Tesla debutta anche nel mercato dei SUV con la nuova Model X, un modello dalle forme sinuose e dallo stile marcatamente europeo. La vettura vanta dimensioni piuttosto anacronistiche per un SUV: 504 cm di lunghezza, 200 di larghezza e 168 cm di altezza. Misure che portano a un livello ancora più alto il connubio fra comodità e sportività tipico dei veicoli di questo marchio. La Tesla modello X, tuttavia, è famosa soprattutto per un’altra caratteristica: le porte posteriori ad ala di gabbiano − una soluzione inedita che consente di accedere ai sedili posteriori anche in spazi piuttosto ristretti.

Primo SUV targato Tesla

Il primo SUV Tesla rappresenta l’apoteosi del lusso e della tecnologia applicata alle automobili. L’abitacolo è un vero e proprio salotto, caratterizzato dall’ormai iconico design minimalista e dall’immancabile consolle digitale con schermo tattile. Il tetto panoramico, di serie su tutte le versioni, rappresenta un altro dei punti di forza del modello X ed esalta la spaziosità del suo abitacolo. Quest’ultimo, a seconda degli allestimenti, può infatti ospitare 5 o 7 passeggeri con altrettanti bagagli al seguito. Tutto ciò grazie al bagagliaio anteriore da 187 litri, che aumenta la capacità di carico standard della vettura da 357 a ben 544 litri nella configurazione a 5 posti.

Guida piacevole

Sul fronte delle motorizzazioni, la Tesla Model X propone due unità 100% elettriche con potenze che arrivano fino a 1.020 CV che regalano un comfort di guida forse mai visto su un’automobile di queste dimensioni, grazie alla coppia motrice del motore elettrico che le consente di scattare da 0 a 100 Km/h in appena 2,6 secondi sulla variante più potente. L’autonomia, d’altro canto, è garantita da un pacco batterie da 75 o 105 kWh, che permette alla X di superare i 500 Km con un pieno di energia, anche nella configurazione più spinta. L’intera vettura, inoltre, è gestita da un complesso sistema informatizzato che riceve aggiornamenti software gratuiti e in tempo reale direttamente dalla casa, attraverso le connessioni senza fili presenti a bordo. Da segnalare, infine, la disponibilità del nuovo pacchetto Pilota Automatico, che con una spesa di 5.600 euro permette di equipaggiare la Tesla modello X con un sistema di guida autonoma di ultima generazione.

I prezzi

I prezzi della Tesla Model X, nella versione Long Range, partono da 99.990 euro, per poi arrivare a quota 119.990 per la versione top di gamma Plaid.

Il biennio 2016−2017 rappresenta un momento di svolta per le auto elettriche Tesla grazie al debutto di una nuova macchina, per certi versi in antitesi con il DNA del marchio, ma potenzialmente più competitiva in una prospettiva futura. Si tratta della Tesla Model 3 che si caratterizza per la linea decisamente più moderna e accattivante. La vettura è un concentrato di soluzioni estetiche coraggiose, sublimate nel maestoso tettuccio panoramico che si estende fin quasi all’estremità del bagagliaio. Quest’ultimo, tuttavia, non figura nell’allestimento di serie, ma può essere installato su richiesta a fronte di una spesa di 5.000 euro. Il muso, viceversa, strizza l’occhio alla sorella maggiore S, presentando una forma massiccia e imponente nonostante le dimensioni più compatte (470 x 193 x 144 cm). Anche in questo caso, tuttavia, le novità più importanti sono custodite dentro la carrozzeria.

Il design

Gli interni della Tesla modello 3 rispecchiano la filosofia aziendale e presentano uno stile ancora più minimalista rispetto ai modelli precedenti. L’intera postazione di pilotaggio, infatti, è assolutamente priva di pulsanti o comandi vari, poiché tutte le funzionalità di quest’auto vengono gestite attraverso il display touch da 15″ situato al centro della plancia. Da sottolineare anche la capienza del porta-bagagli (ben 425 litri) e l’insonorizzazione dell’abitacolo che, ancor più delle sorelle maggiori, beneficia della pressoché totale silenziosità del motore elettrico.

Il comfort a bordo è garantito anche da una serie di accessori Hi-Tech − che spaziano dalle connessioni Wi-fi ed LTE ai comandi vocali e al sistema di apertura senza chiavi tramite smartphone. La piccola berlina sportiva di casa Tesla è disponibile in tre modelli distinti, equipaggiati con un propulsore 100% elettrico alimentato da batterie da 50 o 74 kWh di capacità. Queste le permettono di raggiungere prestazioni di tutto rispetto che variano dai 225 Km/h di velocità massima della Standard Range Plus, fino ai 261 Km/h della versione Performance. L’autonomia migliore si ha con la Long Range, con 580 km, che scendono a 567 km sulla Performance e a 448 sulla Standard.

L’auto che, secondo le parole del suo CEO, dovrebbe rappresentare il futuro della Tesla è dunque caratterizzata da una doppia anima, che cerca di coniugare le ambizioni del marchio con la necessità di commercializzare un prodotto dai costi più accessibili. Così, nel luglio del 2017, il modello 3 debutta sul mercato americano ad un prezzo di listino di “soli” (si fa per dire) 35.000 dollari − anticipando inoltre quella che sarà la prossima sfida del marchio Tesla: l’auto a guida autonoma. Curiosamente, è la più economica delle sue vetture la prima ad adottare (in via ufficiale) un sistema di assistenza alla guida basato su un lungo elenco di aiuti elettronici. Tra questi figurano: ben sette telecamere esterne, dodici sensori di prossimità a ultrasuoni e addirittura un radar frontale.

I prezzi

La versione Standard Range Plus parte da 48.490 euro, rientrando così nell’ecobonus, mentre per la versione Long Range occorrono 54.490 euro. La Performance si posiziona al vertice con prezzi da 60.990 euro.

L’ultima delle auto elettriche Tesla presentata di recente dalla casa americana è la Tesla Model Y. Derivata dalla Model 3, la Tesla Model Y è un SUV disponibile anche in configurazione 7 posti con un ampio vano di carico e la particolarità di avere i singoli sedili della seconda fila ribaltabili così da configurare a piacimento lo spazio interno.

Proprio l’abitacolo richiama subito alla mente quello della Model 3, complice la plancia estremamente pulita ed essenziale al cui centro spicca il grande monitor da 15’’ tramite il quale accedere a tutte le funzioni principali della vettura.

Il design

Il design degli esterni richiama il family feeling della casa americana. Il frontale, infatti, presenta il caratteristico muso privo di griglia ai cui lati spiccano i fari a LED dal disegno aggressivo, mentre la fiancata si fa notare non solo per l’altezza accentuata del tetto ad arco, ma anche per la sinuosità dei passaruota anteriori e posteriori. Il lato B della Tesla Model Y è filante e snello, e ad una prima occhiata ricorda vagamente quanto già visto sulla BMW X6 con un accenno di coda che crea un mix tra SUV e coupé.

Le performance

Stando ai dati dichiarati alla presentazione, la versione Performance a trazione integrale potrà raggiungere una velocità massima di 240 km/h ed avrà un’autonomia dichiarata di 450 km, mentre la Tesla Model Y Dual Motor AWD avrà la medesima autonomia ma potrà vantare una velocità di punta di 217 km/h.

Per la versione Long Range, invece, l’autonomia promessa sale sino a 483 km, ma in questo caso la velocità massima indicata scene al valore di 209 km/h. Infine per la Model Y Standard Range, versione di ingresso della gamma Tesla Model Y, è dichiarata una autonomia di 370 Km ed una velocità di punta di 193 km/h.

I prezzi

Il listino prezzi della Model Y si apre con la Long Range proposta ad un prezzo di partenza di 63.000 euro e arriva ai 71.000 euro della Performance.

toyota tesla usate
toyota tesla usate

Dopo essere riuscita a realizzare una gamma di auto elettriche, Tesla intende portare a compimento anche un’altra sua storica missione: quella della guida autonoma. Tutte le vetture Tesla attualmente in produzione sono già predisposte per la guida autonoma e capaci di offrire una prima anticipazione di quello che sarà, con ogni probabilità, il futuro dell’automobile. La scommessa è in parte già vinta, poiché l’ormai celebre Tesla Pilota Automatico gode di un sistema di elaborazione dati che viene arricchito quotidianamente di nuove funzionalità. L’ultima evoluzione prevede infatti un pacchetto di 12 sensori e 8 telecamere che, coadiuvate da un radar/sonar ancora più sensibile, praticamente trasformano il guidatore in un passeggero. Il radar fornisce, infatti, una serie di dati sull’ambiente circostante che, incrociati con le rilevazioni dei sensori ultrasonici e le immagini delle telecamere, permettono alla macchina di muoversi in totale autonomia.

L’auto Tesla a guida autonoma è in grado di percepire la strada a 360° e di seguire il percorso migliore per evitare gli ostacoli. Questo significa che ogni vettura può frenare da sola e schivare qualunque ostacolo, visualizzandolo con largo anticipo rispetto all’occhio umano. Inoltre, grazie al sonar e ai sensori di prossimità, riesce a impostare la distanza di sicurezza più adatta alla velocità di marcia, in modo da ridurre quasi a zero le possibilità di tamponamento anche in condizioni di traffico intenso. Ciò è evidente soprattutto nella più recente versione del Pilota Automatico Tesla che, attraverso i suoi sensori, è in grado di scegliere la corsia migliore e di cambiarla al momento più opportuno − ad esempio, in prossimità di uno svincolo o in fase di sorpasso. Tutte le vetture equipaggiate con tale sistema possono rilevare la presenza di uno spazio libero a bordo strada e parcheggiarvi senza l’intervento umano.

Le funzioni di guida autonoma vengono regolarmente ottimizzate dai tecnici Tesla e abilitate via software soltanto dopo il superamento dei più rigorosi test di sicurezza.

 

 

Volkswagen T-Cross prezzo, dimensioni e caratteristiche

Volkswagen T-Cross prezzo, dimensioni e caratteristiche 3

Volkswagen T-Cross, è il Suv più piccolo del costruttore tedesco. Realizzato sul pianale modulare MQB A0, lo stesso da cui deriva la Polo, punta ha ritagliarsi una fetta importante del segmento B a “ruote alte” facendo affidamento su un look giovane e molto personalizzabile. Disponibile unicamente a trazione anteriore, trova nella città il suo habitat ideale, ma grazie alla comunque generosa altezza da terra si muove con facilità anche lontano dall’asfalto.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Volkswagen T-Cross:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 385/1281 litri
 Alimentazioni Benzina/Diesel
 Classe Euro 6D-Temp
 Cv/kW (da) 95/70
 Prezzo (da) 20.750 €

 

INDICE
Novità 2021
 Dimensioni
 Interni 
 Esterni 
 Motorizzazioni 
 Allestimenti
Perché comprarla
 Prezzo

Con il passaggio al Model Year 2021 la gamma della piccola T-Cross si amplia con l’ingresso a listino dell’allestimento Sport. Questo è riconoscibile a livello estetico per l’adozione del pacchetto R Line, che rende lo stile del Suv più piccolo di Volkswagen molto aggressivo. Dentro, invece, debutta il sistema di infotainment Ready2Discover con schermo touch da 8 pollici. Secondo alcune voci di corridoio, inoltre, nel corso dell’anno potrebbe arrivare una variante ad alte prestazioni del modello che rientrerebbe nella gamma R di Volkswagen, pensata per fare concorrenza alla Ford Puma ST. Ancora nessuna conferma a riguardo, staremo a vedere

Di fatto in poco più di 4 metri sono contemplati tutti quei diktat tipici dell’auto da famiglia. La T-Cross è un City SUV che, con i suoi 4,11 metri di lunghezza e 1,56 metri di altezza, supera la Polo rispettivamente di 54 mm e 112 mm. Dodici centimetri più corta della T-Roc, ma di grande carattere. Ha un bagagliaio da grande: fino a 1.281 litri di spazio grazie al divano posteriore scorrevole e allo schienale posteriore ribaltabile. Lo spazio c’è, si vede e si tocca, ma è comunque dimensionato secondo le specifiche di una vettura che si piazza all’interno del segmento B.

 T-Cross Dimensioni
Lunghezza: 4107 mm
Larghezza: 1760 mm
Altezza: 1588 mm
Passo: 2560 mm
Bagagliaio: 455 litri

 

Lo stile della T-Cross richiama da vicino quello di altri modelli a “ruote alte” di Volkswagen, con il frontale caratterizzato dalla mascherina cromata che integra quasi completamente i fari. Completamente nuova invece è la presenza di una sottile striscia di led sul portellone che unisce visivamente i fanali posteriori.

Ma ciò che più di tutto caratterizza la piccola T-Cross è l’ampia possibilità di personalizzazione offerta in primis dai tanti pacchetti messi a disposizione dal costruttore tedesco. Si va da quelli dall’aspetto più simpatico e colorato, fino a quelli più sportivi.

Interessanti le diverse soluzioni per la ‘gestione’ dei sedili, che consentono di modificare la volumetria interna secondo le proprie esigenze. Sarà disponibile come optional il sedile anteriore completamente reclinabile (in avanti). Ciò garantisce la possibilità di caricare oggetti relativamente lunghi, come ad esempio una tavola da surf. La seduta posteriore può scorrere a livello longitudinale, così che lo spazio del bagagliaio in configurazione 5 posti possa variare da 385 a 455 litri.

A vantaggio dei passeggeri nelle retrovie ci sono poi due prese Usb (ce ne sono due pure davanti). Una rarità in questo segmento di mercato. La scenografia della plancia è molto simile a quella di Polo. Nuova la forma del volante, che si differenzia da quello di Polo e delle altre Volkswagen. Gli allestimenti più ricchi possono contare sul quadro strumenti digitale (Active Info Display) e sul sistema di infotainment con touchscreen da 8″. La posizione di guida rialzata non muta la percezione della strada, ossia non si vive la T-Cross come una vettura con il baricentro altro.

La gamma motori della Volkswagen T-Cross è ora costituita da sole unità alimentate a benzina, tutte dotate di filtro anti-particolato. Si parte dal 1.’ TSI declinato in due livelli di potenza: 95 CV (solo cambio manuale) e 110 CV (manuale e automatico). Al vertice dell’offerta si posiziona il 1.5 TSI da 150 CV, abbinato di serie al cambio automatico DSG a sette rapporti.

Di fatto la prime impressioni di guida circa la nuova T-Cross non sono molto diverse da quelle che si potrebbero avere a bordo di Polo. Il comfort prima di tutto e la garanzia che pur essendo piccola in realtà è grande. Non si tratta tanto di una considerazione di volumetria, quanto di tecnologia che la correda. Il crossover Volkswagen porta in dote il Lane Assist (non disponibile su Polo) e può essere corredato di tutta una suite di dispositivi di sicurezza al pari della migliore concorrenza. Comunque nella guida di tutti i giorni non ci sono particolari appunti negativi che balzano all’occhio di chi si trova al volante.

Sono quattro gli allestimenti disponibili per la Volkswagen T-Cross:

  • Urban: rappresenta quello di accesso alla gamma
  • Style: ha uno stile più ricercato sottolineato dai cerchi in lega da 16 pollici e le luci a Led
  • Sport: il nuovo allestimento è dedicato ai clienti più sportivi
  • Advanced: è il top dell’offerta, con una ricca serie di contenuti tecnologici

Urban: la versione di partenza offre di serie Bluetooth, Climatizzatore manuale, Controllo automatico velocità, Ricezione Radio Digitale DAB+, Cerchi in acciaio da 16″, Volante regolabile, Front Assist – Sistema di assistenza alla frenata di emergenza City e rilevamento pedoni, Radio “Composition Media” con display da 8 pollici, USB e Bluetooth.

Style: la versione intermedia offre nel prezzo di partenza Display multifunzione “Plus”, VW Connect, Cerchi in lega da 16″, Fari posteriori a LED, Luci diurne e illuminazione della targa a LED, Bracciolo anteriore con 2 porte USB di ricarica nella parte posteriore, Volante multifunzionale.

Sport: oltre alla dotazione della Style, la Sport aggiunge il pacchetto estetico R-Line, cerchi di lega da 16” con finitura bicolore, vetri posteriori oscurati e sistema di infotainment Ready2Discover con schermo touch da 8 pollici.

Advanced: la top di gamma include di serie Cerchi in lega da 17″, Fari fendinebbia con funzione cornering, Mancorrenti cromati,Active Info Display / Cruscotto digitale personalizzabile,Volante, freno a mano e pomello del cambio in pelle.

  • Dimensioni: con una lunghezza di poco superiore au 4 metri ci si muove con disinvoltura anche in città.
  • Spazio: dentro si viaggia comodi anche sui sedili posteriori.
  • Motori: non male la possibilità di poter ancora scegliere un’unità a gasolio in questa fascia di mercato

Qui di seguito i prezzi della Volkswagen T-Cross aggiornati ad aprile 2021:

Volkswagen T-Cross Benzina
Prezzo
T-Cross 1.0 TSI 95 CV Urban  20.750 €
T-Cross 1.0 TSI 110 CV Style  23.500 €
T-Cross 1.5 TSI 150 CV DSG Style  27.050€

 

Noleggio a lungo termine privati: ecco tutto quello che devi sapere

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Tra le alternative all’acquisto auto, quella più gettonata negli ultimi tempi sembra essere il noleggio a lungo termine, un mercato in crescita e un servizio proposto dalle stesse case automobilistiche.

Ma cosa si intende per noleggio e perché è differente dal leasing? In questo articolo proviamo a rispondere a molte delle vostre domande, come per esempio perché sceglierlo e se è davvero una soluzione conveniente. Vi sveleremo inoltre, quali sono le auto più noleggiate d’Italia, offrendovi anche qualche utile consiglio su cosa fare prima!

INDICE
Cos’è il noleggio a lungo termine?
Noleggio a lungo termine: i trend di mercato
Noleggio a lungo termine: le auto più scelte

noleggio a lungo termine
noleggio a lungo termine

In precedenza riservato ai professionisti e alle partite IVA, nel corso degli anni ha subito una trasformazione, sino ad essere offerto anche come noleggio a lungo termine per privati, rappresentando una valida alternativa all’acquisto. Con questa formula contrattuale si può noleggiare una vettura, per un periodo di tempo che varia dai 24 ai 48 mesi, pagando una rata mensile fissa che include tutti gli oneri accessori quali il bollo, l’assicurazione o la manutenzione del veicolo.

La differenza principale tra noleggio a lungo termine ed il leasing riguarda la fine del contratto poiché, nel secondo caso, alla scadenza dello stesso l’automobilista potrà decidere di riscattare la vettura corrispondendo una maxi rata finale alla società di leasing, mentre nel caso di noleggio a lungo termine questa ipotesi non è contemplata.

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Come attestano i dati divulgati da ANIASA, l’Associazione per i servizi legati alla mobilità all’interno di Confindustria, nel 2020 i noleggi a lungo termine da parte degli automobilisti italiani sono aumentati del 2,7% rispetto all’anno precedente.complice anche la pandemia, mentre per l’intero 2021 si ipotizza una crescita rispetto al 2020 del 19,3%.

C’è una grande differenziazione tra le tipologie di auto scelte per il noleggio a lungo termine. Grazie ai dati disponibili relativi allo scorso anno si è potuto appurare come tra le citycar, la Fiat sia riuscita ad imporsi in questo mercato grazie all’intramontabile Panda, mentre nel segmento delle vetture premium è stata l’Alfa Romeo Stelvio a fare dei notevoli passi avanti spazzando via la concorrenza dei brand tedeschi rappresentati da BMW, Audi e Mercedes. Il gruppo FCA è riuscito inoltre a piazzare molti altri modelli nella top 10 delle auto più scelte nel 2020. Oltre alla Panda, prima in classifica, ed alla Stelvio, nona, troviamo la Fiat Tipo all’ottavo posto alle spalle della Lancia Ypsilon e la Fiat 500X al quarto subito dietro la Jeep Renegade.

Noleggio a lungo termine privati: ecco tutto quello che devi sapere

noleggio a lungo termine
noleggio a lungo termine

Cose da sapere

Cos’è il noleggio a lungo termine?

Con il noleggio a lungo termine si può noleggiare una vettura, per un periodo di tempo che varia dai 24 ai 48 mesi, pagando una rata mensile fissa che include tutti gli oneri accessori quali il bollo, l’assicurazione o la manutenzione del veicolo.

Quali sono le auto più noleggiate con il noleggio a lungo termine?

Nel 2020 l’auto più noleggiata con la formula del noleggio a lungo termine è stata la Fiat Panda. Nella classifica troviamo anche altre auto del gruppo FCA, come la Fiat Tipo, la Fiat 500 X e la Jeep Renegade.

Quali sono le prospettive 2021 sul noleggio a lungo termine?

Nel 2021 si ipotizza una crescita rispetto al 2020 del 19,3% per il noleggio a lungo termine.

Come funziona il noleggio auto a lungo termine?

Come funziona il noleggio auto a lungo termine? 2

Nel corso degli ultimi anni le Case costruttrici hanno proposto formule alternative all’acquisto dell’auto che hanno stuzzicato la curiosità dei consumatori. Tra queste, la più recente, è quella del noleggio a lungo termine, soluzione ideale per chi vuole cambiare la vettura con una certa frequenza ed includere nel canone mensile molte spese accessorie. Vediamo nel dettaglio come funziona il noleggio a lungo termine per privati.

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INDICE
Noleggio a lungo termine privati: cos’è
Come funziona il noleggio a lungo termine
Prezzi noleggio auto a lungo termine per privati
Noleggio auto a lungo termine senza anticipo 
Noleggio a lungo termine: quando conviene davvero
Noleggio lungo termine auto usate

Con la definizione noleggio a lungo termine si intende una formula contrattuale alternativa all’acquisto con la quale la Casa costruttrice concede in locazione la vettura all’automobilista che si impegna, per un periodo minimo di due anni, a pagare un canone di locazione che include anche le spese accessorie come quelle relative al soccorso stradale, alla manutenzione ordinaria e straordinaria ed alla assicurazione RC auto.

noleggio a lungo termine
noleggio a lungo termine

Il contratto di noleggio a lungo termine è semplice da spiegare. Il cliente firmerà un accordo tramite il quale avrà la disponibilità della vettura dietro il pagamento di una rata mensile che includerà anche servizi accessori come la manutenzione ordinaria e straordinaria, l’assistenza stradale o la possibilità di avere una vettura sostitutiva in caso di guasto sull’auto.

Grazie a questa soluzione non ci si dovrà ricordare di rispettare tutte le scadenze amministrative dato che saranno incluse nel canone mensile. Una volta giunto al termine del contratto di noleggio a lungo termine il cliente dovrà riconsegnare la vettura senza avere alcuna possibilità di riscattarla.

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Sono numerose le offerte proposte sia dalle Case che da società private in merito al noleggio a lungo termine. Non esiste un tariffario prestabilito, dato che questo varia non solo da modello a modello, ma anche dai servizi aggiuntivi inclusi, ma in linea generale si può affermare come i prezzi partano da 150 euro mensili.

Qualora si sia scoraggiati dal noleggio a lungo termine per via dell’anticipo richiesto da versare al momento della sottoscrizione del contratto è possibile optare per la soluzione del noleggio auto a lungo termine senza anticipo. Questa possibilità è offerta ormai da numerose Case e si differenzia dal contratto “classico” per la presenza di una rata mensile di importo leggermente maggiore con la quale coprire l’assenza dell’importo versato con l’anticipo.

noleggio a lungo termine
noleggio a lungo termine

Prima di sottoscrivere un contratto di noleggio a lungo termine è bene sapere che tipo di utilizzo si fa della propria vettura. Se, infatti, si percorrono in media più di 15.000 Km l’anno e si cambia l’auto con una certa frequenza, allora questa opzione sarà preferibile. Valutate con attenzione la percorrenza chilometrica annuale prima di firmare il contratto e, qualora sia possibile, inserite la clausola dei chilometri illimitati per non trovarvi con spiacevoli sorprese alla scadenza del contratto.

Molte società stanno proponendo nei rispettivi cataloghi auto usate per i contratti di noleggio a lungo termine. Queste, però, devono rispettare alcuni requisiti come l’assenza di danni ed una manutenzione impeccabile.

Il vantaggio di sottoscrivere un contratto di noleggio a lungo termine auto usate è prettamente economico poiché, in genere, questo prevede dei prezzi inferiori rispetto al nuovo di circa il 20%.

noleggio a lungo termine

noleggio a lungo termine

Cose da sapere

Cos’è il noleggio a lungo termine auto?

Si tratta di una particolare tipologia contrattuale con la quale la Casa costruttrice concede in locazione la vettura all’automobilista che si impegna, per un periodo minimo di due anni, a pagare un canone di locazione che include anche spese accessorie.

Quanto costa il noleggio a lungo termine?

In linea generale si può affermare che i prezzi noleggio auto a lungo termine per privati partono da circa 150 euro mensili, ma regolarmente i costruttori offrono promozioni davvero interessanti ed è opportuno controllare con una certa frequenza i siti della Case per conoscere le ultime novità.

Quali sono i vantaggi del noleggio a lungo termine?

Tra i vantaggi del noleggio auto a lungo termine sicuramente c’è il fatto di non diventare proprietari della vettura e, quindi, di non dover subire la svalutazione del veicolo al momento della vendita, la possibilità di cambiare auto con una certa frequenza allo scadere del contratto e la garanzia di includere nel canone mensile tutta una serie di servizi accessori.

 

 

Visura auto, anche online: come richiederla e quanto costa

visura-auto

La visura auto è il documento che si può ottenere e che racconta la storia della vettura poiché riporta non solo i dati tecnici del mezzo, ma anche quelli di tutti i proprietari e le eventuali annotazioni giuridiche. Scopriamo come si richiede.

INDICE
Visura auto: a cosa serve?
Visura al PRA: come richiederla
Visura PRA online
Visura PRA gratis
Visura storica PRA
Visura ACI: come si richiede
Visura ACI online
Visura ACI gratis

Grazie alla visura auto è possibile conoscere tutte le informazioni giuridico patrimoniali relative al veicolo risultanti al momento della richiesta. Si potrà quindi verificare che sul veicolo oggetto della richiesta non risultino iscritte ipoteche, controllare che sul veicolo non vi siano sequestri, pignoramenti, fallimenti, fermi amministrativi, ed inoltre verificare che l’auto non sia stata cancellata dal PRA.

Per richiedere la visura auto si dovrà proporre istanza al PRA, il Pubblico Registro Automobilistico, e si potrà procedere sia presentando la richiesta presso l’ufficio provinciale ACI che tramite il servizio di visura auto online.

Per ottenere una visura online sarà necessario collegarsi al sito www.aci.it, cliccare sul link “Visure Pra” e successivamente compilare sia i campi relativi ai dati anagrafici del richiedente la visura auto  (nome, cognome, codice fiscale, data di nascita, indirizzo mail e recapito telefonico, nonché i dati utili alla fatturazione del pagamento per la richiesta) che i dati del veicolo per il quale si chiede la visura, quindi tipologia e targa.
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Spesso si è portati a cercare strade alternative per non essere costretti a pagare le spese per ottenere la visura. Numerosi siti web promettono di effettuare una visura auto totalmente gratuita, ma i servizi offerti sono decisamente limitati e permettono di verificare pochi dati quali la regione di appartenenza, la cilindrata o il tipo di alimentazione.

L’importo complessivo sarà pari a 8,83 euro di cui 6,00 quale costo della visura e 2,23 + IVA al 22% quale costo del servizio telematico.

Se, invece, si opta per richiedere la visura auto presso le Unità Territoriali ACI PRA si dovrà versare l’importo di legge che varia da 15 a 20 euro.

Esistono due tipologie di visure, quella nominativa attuale e quella storica. Con quest’ultima la ricerca è riferita a tutti i veicoli che sono stati intestati nel tempo al soggetto (persona fisica o persona giuridica) ma che alla data della consultazione non sono più in possesso dello stesso a seguito di vendita o perdita di possesso.

Identica procedura è richiesta per la visura ACI. Ci si dovrà recare all’Ufficio provinciale dell’ACI, compilare l’apposito modulo per richiedere la visura e pagare l’importo di 8 euro. E’ possibile, come alternativa, richiedere all’ACI la visura anche online.

In questo caso, dopo aver digitato l’indirizzo del sito ACI, si dovrà compilare il form dedicato con i dati personali, il numero di targa e la descrizione del veicolo sulla scorta delle indicazioni presenti. Successivamente si dovrà digitare il codice di sicurezza ed effettuare il pagamento richiesto pari ad 8,83 euro.

Come già affermato in precedenza, sono presenti numerosi siti che offrono la possibilità di effettuare una visura targa gratis, ma nella realtà i costi sono mascherati sotto forma di spese di gestione. Il nostro consiglio è quello di affrontare sempre i costi irrisori chiesti dal sito dell’ACI pre procedere alla visura.

Cose da sapere

A cosa serve la visura auto?

Grazie alla visura auto è possibile conoscere tutte le informazioni giuridico patrimoniali relative al veicolo risultanti al momento della richiesta. Si potrà quindi verificare che sul veicolo oggetto della richiesta non risultino iscritte ipoteche, controllare che sul veicolo non vi siano sequestri, pignoramenti, fallimenti, fermi amministrativi, ed inoltre verificare che l’auto non sia stata cancellata dal PRA.

Come si richiede la visura auto?

Per richiedere la visura auto si dovrà proporre istanza al PRA, il Pubblico Registro Automobilistico, e si potrà procedere sia presentando la richiesta presso l’ufficio provinciale ACI che tramite il servizio di visura auto online.

Come si chiede la visura auto online?

Per ottenere una visura online sarà necessario collegarsi al sito www.aci.it, cliccare sul link “Visure Pra” e successivamente compilare sia i campi relativi ai dati anagrafici del richiedente la visura auto  (nome, cognome, codice fiscale, data di nascita, indirizzo mail e recapito telefonico, nonché i dati utili alla fatturazione del pagamento per la richiesta) che i dati del veicolo per il quale si chiede la visura, quindi tipologia e targa.

Quanto costa richiedere una visura auto?

Il costo complessivo della visura sarà pari a 8,83 euro di cui 6,00 quale costo della visura e 2,23 + IVA al 22% quale costo del servizio.

Qual è la differenza tra noleggio a lungo termine e leasing? Ecco come scegliere la formula più vantaggiosa per te

Qual è la differenza tra leasing e noleggio a lungo termine?

Nel corso degli ultimi anni si sono fatte strada formule alternative all’acquisto dell’auto che hanno convinto sempre più automobilisti come il noleggio a lungo termine ed il leasing. Scopriamo le differente ed i vantaggi delle rispettive offerte.

INDICE
Differenza tra noleggio e leasing
Differenza tra leasing e finanziamento
Leasing o noleggio a lungo termine? Ecco come scegliere
Noleggio e leasing: le differenze dal punto di vista fiscale

Con la definizione di noleggio si intende un contratto di abbonamento che consente di utilizzare il veicolo senza diventarne proprietario. Verrà richiesto il pagamento di una rata mensile comprensiva di tutti i costi connessi all’uso della macchina, quali le spese inerenti l’assicurazione, quelli relativi alla manutenzione ordinaria e straordinaria, il bollo e l’assistenza stradale.  Allo scadere del contratto si potrà scegliere se restituire il mezzo o optare per una nuova vettura sottoscrivendo un nuovo contratto di noleggio.

Con il leasing, invece, si intende un’operazione di finanziamento con la quale la società di leasing, proprietaria dell’auto, cede l’auto al privato dietro il pagamento di una rata fissa mensile. Allo scadere del contratto si potrà scegliere se diventare proprietari della vettura, corrispondendo alla società di leasing il pagamento di una maxi rata finale, procedere alla restituzione del mezzo, sottoscrivere un nuovo contratto di leasing o prorogare il contratto esistente.

noleggio a lungo termine
noleggio a lungo termine

È utile non cadere in errore quando si paragonano leasing e finanziamento. Con il leasing  si potrà diventare proprietari dell’auto solo al termine del contratto, mentre con il finanziamento lo si diventa subito a fronte dell’impegno a ripagare il debito. Il leasing, inoltre, non obbliga all’acquisto finale del bene.

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Per capire quale delle due formule contrattuali convenga sottoscrivere, se leasing o noleggio a lungo termine, bisogna valutare alcuni fattori. Il leasing è certamente più adatto alle partite IVA perché le spese sono deducibili ma, di contro, nel pagamento della rata mensile non sono comprese le spese accessorie che, invece, sono previste nel noleggio a lungo termine. Quest’ultimo, quindi, conviene a chi vuole cambiare vettura ogni 4/5 anni e a chi non vuole preoccuparsi di scadenze e manutenzioni varie.

Analizziamo le differenze tra noleggio e leasing dal punto di vista fiscale. Con il noleggio i canoni sono totalmente deducibili ai fini IRES e IRAP a prescindere dalla durata d’ammortamento, ma non sono previste agevolazioni fiscali collegate al bene. Con il leasing, invece, è consentita la deducibilità della rata ai fini IRES ed inoltre è prevista una deduzione fiscale in un periodo pari a 2/3 del periodo d’ammortamento.

noleggio a lungo termine
noleggio a lungo termine

Cose da sapere

Qual è la differenza tra leasing e noleggio a lungo termine?

Con la definizione di noleggio si intende un contratto di abbonamento che consente di utilizzare il veicolo senza diventarne proprietario. Verrà richiesto il pagamento di una rata mensile comprensiva di tutti i costi connessi all’uso della macchina. Con il leasing, invece, si intende un’operazione di finanziamento con la quale la società di leasing, proprietaria dell’auto, cede l’auto al privato dietro il pagamento di una rata fissa mensile. Allo scadere del contratto si potrà scegliere se diventare proprietari della vettura, corrispondendo alla società di leasing il pagamento di una maxi rata finale, procedere alla restituzione del mezzo, sottoscrivere un nuovo contratto di leasing o prorogare il contratto esistente.

Qual è la differenza tra leasing e finanziamento?

Con il leasing  si potrà diventare proprietari dell’auto solo al termine del contratto, mentre con il finanziamento lo si diventa subito a fronte dell’impegno a ripagare il debito. Il leasing, inoltre, non obbliga all’acquisto finale del bene.

Quali sono le differenze fiscali tra leasing e noleggio a lungo termine?

Con il noleggio i canoni sono totalmente deducibili ai fini IRES e IRAP a prescindere dalla durata d’ammortamento, ma non sono previste agevolazioni fiscali collegate al bene. Con il leasing, invece, è consentita la deducibilità della rata ai fini IRES ed inoltre è prevista una deduzione fiscale in un periodo pari a 2/3 del periodo d’ammortamento.

Acquisto auto usate 2021: i modelli migliori sul mercato

Acquistare un’auto usata rappresenta una soluzione ottimale per trovare un giusto compromesso tra le esigenze di budget e il desiderio di mettere in garage la vettura dei propri sogni. In commercio si possono trovare vetture di ogni prezzo. Vediamo i modelli più interessanti.

INDICE
Auto usate da 500 a 1000 euro
Acquisto auto ibride usate
Auto usate GPL
Auto sportive economiche usate
Auto suv usate
Auto utilitarie usate da acquistare
Auto per neopatentati usate
Auto usate km 0

È possibile acquistare un’auto usata spendendo davvero poco, purché ci si accontenti di modelli con parecchi anni e chilometri sulle spalle.

Auto usate tra i 500 e i 1000 euro Prezzo (da)
Renault Megane (2002) 700 €
Ford Focus (2001) 500 €
Ford Ka (2002) 500 €
Ford Ka (2002) 500 €

Renault Megane: la berlina francese ha fatto discutere all’epoca per via di uno stile di rottura che l’ha resa immediatamente riconoscibile. Esemplari del 2002 con motore 1.6 benzina hanno prezzi di partenza di 700 euro.

Ford Focus: è stata uno dei maggiori successi della Casa dell’Ovale Blu grazie ad un design senza tempo che la rende ancora oggi attuale. Per un modello del 2001 con motore benzina 1.6 i prezzi si aggirano sui 500 euro.

Ford Ka: la Casa americana ha riscosso un enorme successo ad inizio anni 2000 con la citycar dal look tondeggiante e paraurti in plastica grezza utili per ridurre il panico da piccoli graffi. Per un esemplare del 2002 con 84.000 Km i prezzi partono da 500 euro.

Alfa Romeo 159: dopo il successo della 156 la 159 ha ricevuto una accoglienza tiepida per via di un telaio non all’altezza del motore. Il motore 1.9 JTD si rivela indistruttibile e parsimonioso. I prezzi partono da 500 euro.

Nonostante la tecnologia ibrida si sia diffusa di recente, è possibile trovare nel mercato dell’usato molte offerte interessanti.

  • Honda Insight (2009)
  • Toyota Prius (2004)
  • Toyota Yaris (2012)
  • Toyota CH-R (2017)

Honda Insight: passata sottotraccia nel mercato italiano, la Honda Insight si rivela una berlina comoda per affrontare lunghi viaggi e parsimoniosa nei consumi grazie all’unità ibrida da 1.3 litri. I prezzi partono da 4.500 euro.

Toyota Prius: il modello simbolo tra le auto ibride è giunta alla terza generazione, ma nel mercato dell’usato sono presenti numerose offerte a prezzi vantaggiosi. Per un esemplare del 2004 con 114.000 Km sulle spalle i prezzi partono da 4.500 euro.

Toyota Yaris: il piccolo genio è una delle utilitarie più apprezzate del mercato e grazie al motore ibrido da 1.5 litri è in grado di bere davvero poco. I prezzi per un esemplare del 2012 con 125.000 Km partono da 7.500 euro.

Toyota CH-R: è uno dei SUV più ammirati e desiderati grazie ad una linea davvero ben riuscita, ma sotto il cofano il motore da 1.8 litri assicura prestazioni briose e consumi contenuti. I prezzi per un esemplare del 2017 partono da 17.200 euro.

Sono davvero molte le offerte di vetture dotate di alimentazione GPL presenti sul mercato dell’usato.

Auto usate GPL Prezzo (da)
Fiat Punto (2009) 2.200 €
Lancia Delta (2013) 5.200 €
Renault Clio (2012) 3.500 €
Opel Meriva (2012) 5.800 €

Fiat Punto: la seconda generazione della Fiat Punto è stata un vero e proprio successo commerciale per la Casa italiana e la versione dotata di alimentazione GPL si rivela l’ideale per contenere i costi di gestione. I prezzi partono da 2.200 euro per un esemplare con 132.000 Km.

Lancia Delta: il nome storico è stato rispolverato per realizzare una berlina di segmento C elegante e raffinata. Il motore 1.4 T-Jet da 120 CV è adeguato alla massa complessiva, mentre il prezzo di 5.200 euro per un esemplare con 175.000 Km la rende appetibile per un acquisto.

auto gpl usate
auto gpl usate

Renault Clio: altra utilitaria di grande successo, la Renault Clio ha colpito il pubblico per un design ben realizzato che strizza l’occhio alla sportività. Il motore da 1.2 litri alimentato a GPL si rivela affidabile e parco. I prezzi partono da 3.500 euro.

Opel Meriva: nel segmento dei monovolume la Opel Meriva è stata una delle vetture più acquistate prima di cedere il passo all’avanzata di SUV e crossover. Il propulsore 1.4 turbo da 120 CV si sposa alla perfezione con l’alimentazione GPL. I prezzi partono da 5.800 euro.

Chi cerca una vettura sportiva, ma non vuole dilapidare i propri risparmi, può guardare con interesse al mercato dell’usato.

  • BMW Serie 6 (2015)
  • BMW M4 (2016)
  • Audi TT coupé (2000)
  • Peugeot RCZ (2011)

BMW Serie 6: una gran turismo che nasconde un’anima sportiva. La BMW Serie 6 si caratterizza per uno stile controcorrente e prestazioni esaltanti grazie al motore benzina da 319 CV. I prezzi per un esemplare con appena 49.000 Km partono da 32.500 euro.

BMW M4: altra esponente della Casa dell’elica è la M4. La sigla M indica sportività allo stato puro, così come il design assolutamente aggressivo. Il motore eroga la bellezza di 430 CV, mentre i prezzi partono da 40.900 euro.

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Audi TT coupé: quando è uscita sul mercato ha lasciato tutti di stucco per via di un design senza tempo che la rende ancora oggi assolutamente desiderabile. Il motore da 1.8 litri eroga 180 CV, mentre i prezzi per un esemplare con 155.000 Km partono da meno di 4.000 euro.

Peugeot RCZ: la Casa francese è entrata nel segmento delle auto sportive con una coupé dal look personale e felino che ancora oggi riesce a far voltare le teste. Sotto il cofano batte un motore benzina da 1.8 litri e 156 CV. I prezzi partono da 10.300 euro per esemplari con poco più di 100.000 Km.

I SUV hanno ormai invaso il mercato diventando la scelta principale di ogni automobilista e questo ha fatto sì che sul mercato dell’usato si trovino molte proposte interessanti.

Auto SUV usate Prezzo (da)
Hyundai Kona (2017) 12.300 €
Alfa Romeo Stelvio (2017) 26.400 €
Nissan Qashqai (2019) 14.450 €
Audi Q3 (2016) 22.480 €

Hyundai Kona: la Casa coreana ha colto nel segno con il suo SUV caratterizzato da uno stile decisamente personale e controcorrente. Per un esemplare dotato del motore 1.0 T-GDI e 60.000 Km i prezzi partono da 12.300 euro.

Alfa Romeo Stelvio: il primo SUV del Biscione ha stupito tutti per l’anima sportiva tipica del DNA Alfa rimasta immutata. Il 2.0 litri benzina da 280 CV, unito alla trazione integrale, offre prestazioni di alto livello. I prezzi partono da 26.400 euro.

Nissan Qashqai: la seconda generazione del SUV giapponese è stato ancora una volta apprezzato dal mercato grazie ad un ottimo rapporto qualità/prezzo. Proprio i prezzi si rivelano vantaggiosi nel mondo dell’usato. Per esemplari dotati di motori benzina e 24.000 Km si parte da 14.450 euro.

Audi Q3: un SUV importante che racchiude in sé tutta la tecnologia della Casa dei quattro anelli. Il motore 1.4 benzina è decisamente adeguato alla massa della vettura, mentre i prezzi per modelli con meno di 30.000 Km partono da 22.480 euro.

Anche il settore delle utilitarie si mostra ricco di offerte adatte a tutte le tasche. Vediamo le proposte più interessanti.

  • Fiat 500 (2019)
  • Citroen C1 (2018)
  • Audi A1 (2016)
  • Toyota Aygo (2015)

Fiat 500: utilitaria chic dal look vintage, la Fiat 500 continua ancora oggi ad essere una delle vetture più desiderate. Per un esemplare dotato dell’inossidabile 1.2 benzina con 29.000 Km si parte da 9.900 euro.

fiat 500 usata
fiat 500 usata

Citroen C1: utilitaria dal look stravagante nata dall’unione delle forze con Peugeot e Toyota, la C1 è la scelta ideale per chi cerca una vettura compatta ma non per questo povera. Il motore da 68 CV è parco nei consumi senza essere piantato. Si parte da 7.000 euro per esemplari con soli 3.300 Km.

Audi A1: la vettura entry level della Casa tedesca rappresenta un giusto compromesso per chi cerca un’utilitaria di lusso. Il motore benzina da 1.0 litri le calza a pennello. I prezzi partono da 12.500 euro.

Toyota Aygo: la base è la stessa della C1, ma il look è decisamente personale grazie alla grande X che domina il frontale. Il motore benzina da 1.0 litri e 69 CV regala brio e consumi contenuti. I prezzi partono da 6.500 euro.

 

I neopatentati possono guidare per il primo anno vetture con una potenza non superiore a 95 CV. I modelli usati presenti sul mercato sono numerosi.

Auto usate per neopatentati Prezzo (da)
Seat Mii (2015) 3.900 €
Fiat Panda (2019) 8.000 €
Smart Fortwo (2018) 9.800 €
Opel Karl (2016) 7.400 €

Seat Mii: nata dalla condivisione delle componenti con VW e Skoda, la Mii è una vettura adatta ai neopatentati grazie alle dimensioni contenute così come la potenza. Per un esemplare con 130.000 Km si parte da 3.900 euro.

Fiat Panda: la terza generazione della citycar torinese continua a registrare record di vendita e nel mercato dell’usato si trovano molte offerte a prezzi interessanti. Modelli con appena 16.000 Km, e motore benzina da 69 CV, partono da 8.000 euro.

Smart Fortwo: la citycar per eccellenza, con due soli posti, è ormai venduta solo con motore elettrico, ma nel mercato dell’usato sono parecchie le offerte di modelli a benzina con motore da 71 CV adatto ai neopatentati. Si parte da 9.800 euro.

Opel Karl: ormai fuori produzione, la Opel Karl è una vettura solida che basa tutto sulla sostanza e non sull’apparenza. I 75 CV del motore benzina da 1.0 litro la rendono ideale per i neopatentati. Si parte da 7.400 euro.

L’acquisto di una vettura usata Km 0 è un giusto compromesso per mettersi al volante di un’auto praticamente nuova ma ad un prezzo invitante perché ordinata dalla concessionaria per essere esposta nello showroom.

  • Jaguar XF
  • Volvo S60
  • BMW Serie 1
  • Volkswagen Tiguan

Jaguar XF: riuscire a mettere le mani su una vettura dell’iconica Casa inglese non è alla portata di tutti, ma tra le offerte delle vetture Km 0 si trovano proposte interessanti come la Sportbrake da 240 CV. I prezzi partono da 39.900 euro.

Volvo S60: il fascino dello stile svedese rende la Volvo S60 la scelta perfetta per chi vuole una vettura di classe senza dover scegliere la “classica” tedesca. Il motore ibrido regala 300 CV di potenza. I prezzi partono da 43.800 euro.

BMW Serie 1: la entry level della Casa tedesca è giunta alla terza generazione ed ha fatto storcere il naso per l’abbandono alla trazione posteriore. Il motore benzina da 108 CV è un giusto compromesso tra brio e consumi contenuti. I prezzi partono da 21.250 euro.

Volkswagen Tiguan: SUV di notevole successo per il costruttore tedesco, la Tiguan è dotata di una linea che invecchia splendidamente. 27.600 euro è il prezzo richiesto per esemplari dotati del motore benzina da 1.5 litri e 150 CV.

Cose da sapere

Quali sono le migliori auto ibride usate sul mercato?

Nonostante la tecnologia ibrida si sia diffusa di recente, è possibile trovare nel mercato dell’usato molte offerte interessanti, come Honda Insight (2009, da 4.500 euro), Toyota Prius (2004, da 4.500 euro), Toyota Yaris (2012, da 7.500 euroda 7.500 euro) eToyota CH-R (2017, da 17.200 euro).

Quali sono le migliori auto GPL usate da comprare?

Sono davvero molte le offerte di vetture dotate di alimentazione GPL presenti sul mercato dell’usato. Le più interessanti sono: Fiat Punto (2009, da 2.200 euro ), Lancia Delta (2013, da 5.200), Renault Clio (2012, da 3.500 euro), Opel Meriva (2012, da 5.800).

Quali sono i migliori SUV usati da acquistare?

I SUV hanno ormai invaso il mercato diventando la scelta principale di ogni automobilista e questo ha fatto sì che sul mercato dell’usato si trovino molte proposte interessanti, come la Hyundai Kona (2017, da 12.300 euro), laAlfa Romeo Stelvio (2017, da 26.400 euro), la  Nissan Qashqai (2019, da 14.450 euro) e l’Audi Q3 (2016, da 22.480 euro).

Quali sono le migliori utilitarie usate sul mercato?

Anche il settore delle utilitarie si mostra ricco di offerte adatte a tutte le tasche. Vediamo le proposte più interessanti: Fiat 500 (2019, da 9.900 euro), Citroen C1 (2018, da 7.000 euro ) Audi A1 (2016, da 12.500 euro), Toyota Aygo (2015, da 6.500 euro).

Quale auto usata scegliere per un neopatentato?

I neopatentati possono guidare per il primo anno vetture con una potenza non superiore a 95 CV. I modelli usati presenti sul mercato sono numerosi. Ecco alcuni dei migliori: Seat Mii (2015, da 3.900 euro), Fiat Panda (2019, da 8.000 euro), Smart Fortwo (2018, da 9.800 euro) Opel Karl (2016, da 9.800 euro).

 

Quanto costa avere un’auto in Italia?

Quanto costa avere un'auto in Italia? 6

Fin dal momento del boom della motorizzazione di massa, avvenuta ormai più di mezzo secolo fa, quella dell’automobile ha sempre rappresentato una delle principali voci di spesa nel bilancio annuale delle famiglie italiane. Oggi le cose sono leggermente cambiate. Soprattutto nell’ultimo anno, a causa della pandemia da Coronavirus, le finanze degli italiani si sono spostate su beni diversi. In primis per una questione puramente economica e, in secondo luogo, per via dei lunghi periodi di chiusura che hanno inevitabilmente portato a periodi relativamente lunghi di inutilizzo delle automobili.

Ad ogni modo, le spese inerenti l’assicurazione RCA, il bollo, il tagliando e soprattutto il carburante comportano ogni anno un investimento importante per gli automobilisti italiani. Ma questi costi non sono identici in tutta la Penisola, ma variano da regione a regione, soprattutto quando si parla di premi assicurativi.

 

INDICE
Media nazionale e confronti regionali
RC Auto
Carburante
Tagliando e bollo
Calcolo costo annuale: come fare

 

Come dicevamo, la pandemia da Coronavirus ha modificato leggermente i costi di manutenzione di un’auto in Italia. Nel 2019, il costo medio annuo per il mantenimento di un’auto si attestava sui 1.600 euro, mentre nel 2020, questa cifra è scesa fino a 1.492 euro, ovvero il 7,4% in meno. Su questa cifra una delle componenti con il peso maggiore è rappresentata dal carburante, che incide mediamente per circa 775 euro, mentre per l’assicurazione occorrono in media 532 euro.

Tuttavia, queste cifre possono variare anche in maniera considerevole in base alla regione nella quale ci si trova a vivere. La regione migliore sotto questo punto di vista è la Valle d’Aosta, che nel 2020 ha registrato un costo medio di 1.240 euro. Quella più cara per il mantenimento di un’auto è stata invece la Campania, con un prezzo medio annuale che è arrivato fino a 2.032 euro.

 Regione Costi manutenzione
Friuli Venezia Giulia 1.563 euro
Lombardia 1.535 euro
Emilia Romagna 1.388 euro
Sardegna 1.431 euro
Marche 1.419 euro
Valle d’Aosta 1.240 euro
Basilicata 1.357 euro
Lazio 1.606 euro
Piemonte 1.432 euro
Sicilia 1.444 euro
Liguria 1.341 euro
Abruzzo 1.452 euro
Puglia 1.443 euro
Toscana 1.466 euro
Trentino 1.579 euro
Calabria 1.593 euro
Veneto 1.550 euro
Molise 1.475 euro
Umbria 1.508 euro
Campania 2.032 euro

Come dicevamo, la Polizza RC Auto, che oltre tutto è obbligatoria per poter circolare con la propria vettura, rappresenta una delle principali voci di spesa ogni anno per gli automobilisti italiani. Questa nel 2020 ha inciso per un importo medio di 532 euro, dato in calo rispetto al 2019 quando il costo medio era di 573 euro, pur rappresentando ancora comunque il 35% del costo totale del mantenimento annuale di un’auto.

Anche in questo caso, il costo della RC Auto cambia notevolmente da regione a regione. Anche in questo caso, la Campania detiene la maglia nera dei costi assicurativi, con una media di 1.505 euro, ovvero il 50% della spesa complessiva di mantenimento dell’auto. La regione più virtuosa per quanto concerne l’RC Auto è invece la Valle d’Aosta, con un costo medio di 340 euro.

Assicurazione auto a rate

 

Altra importante voce di spesa nel bilancio annuale di mantenimento di un’auto in Italia è il carburante. Come dicevamo, il prezzo medio per il rifornimento nel nostro Paese si attesta intorno ai 775 euro. Una cifra comunque al ribasso rispetto al 2019 quando questa voce di spesa pesava per 891 euro.

La regione in cui il costo medio del carburante è più basso è il Molise, dove all’anno si spendono in media 678 euro. All’opposto, le regioni in cui questa voce di spesa ha il prezzo più alto sono il Trentino-Alto Adige e il Friuli-Venezia Giulia. In entrambe queste regioni la spesa media per il carburante si posiziona a 985 euro.

revisione-bombole-metano

 

 

Ultima voce da considerare quando si devono calcolare i costi di manutenzione auto è quella inerente le spese per la revisione e il bollo auto.

L’influenza di questi costi è marginale rispetto alle altre voci di spesa annuali. In Media, nel 2020 per bollo e revisione si sono spesi circa 242 euro sull’intero territorio nazionale. In questo caso la regione in cui si spende meno è la Liguria, con un prezzo medio di 189 euro, mentre quella più cara è il Lazio, con un prezzo medio di ben 443 euro, ovvero quasi il doppio della media nazionale.

Come si controlla la scadenza della revisione dell'auto

 

Quanto costa mantenere una macchina all’anno? Per effettuare un calcolo dei costi manutenzione auto annuali si possono scegliere due alternative. Se sei già proprietario di un’auto e sei deciso a tenere sotto controllo le spese che ne riguardano la gestione, la soluzione più semplice consiste nel tenere traccia di tutti i costi sostenuti mensilmente ed effettuare la somma al termine di ogni anno.

La seconda, utile se sei intenzionato ad acquistare un’auto nuova o usata,  consiste nell’utilizzare i calcolatori presenti online, in cui è possibile indicare valori come il costo di acquisto dell’auto, il tasso di interesse per il finanziamento, i chilometri percorsi all’anno, il costo dell’assicurazione, del bollo e del carburante, l’età della vettura, le spese di manutenzione straordinaria ed ordinaria, per conoscere con dovizia di particolari i costi di manutenzione auto da sostenere ogni anno.

 

Emissioni CO2 auto: come si calcolano e come ridurle

Emissioni Co2 auto: cosa sono e come vengono calcolate

Le normative europee in materia di emissioni di Co2 sono diventate sempre più severe nel corso degli ultimi anni, costringendo i costruttori ad investimenti sempre più ingenti per realizzare motori termici poco inquinanti, se non a puntare direttamente sull’elettrico. Scopriamo cosa sono queste emissioni di Co2.

INDICE
Emissioni Co2 auto: cosa sono
Emissioni auto: gli effetti sull’ambiente
Calcolo emissioni Co2 auto: come funziona
Tabella emissioni Co2 auto: cos’è e perché è importante
Auto ed emissioni Co2: la classifica delle auto più ecologiche
Come ridurre le emissioni Co2 auto

Con il termine Co2 si intendono tutte le emissioni di anidride carbonica nell’aria provenienti dai veicoli dotati di motore termico.  La Co2 è un gas che si forma nei processi di combustione dall’unione del carbonio contenuto nei combustibili con 2 atomi di ossigeno presenti nell’aria.

A soffrire maggiormente dalle emissione di Co2 è l’ambiente poiché la produzione in grande quantità di anidride carbonica è nociva per l’ozono, cioè lo strato gassoso presente nell’atmosfera che protegge la terra dall’azione dei raggi ultravioletti provenienti dal sole, e contribuisce al surriscaldamento climatico oltre a rendere pessima la qualità dell’aria soprattutto delle grandi centri cittadini.

Per capire come calcolare le emissioni co2 della propria vettura si dovrà moltiplicare il numero di chilometri percorsi annualmente per il valore di emissioni g/Km Co2 riportato sul libretto di circolazione.

Facendo un esempio, se in un anno si percorrono appena 10.000 Km ed il valore di emissioni co2 è di 100g, la quantità di Co2 sarà pari a 1.000 Kg di anidride carbonica immessa nell’aria annualmente.

Il valore di Co2 immesso nell’aria da una vettura è importante per un duplice motivo. Da un lato la Comunità Europea ha imposto ai costruttori l’obiettivo della riduzione delle emissioni di gas a effetto serra dell’UE ad almeno il 55% entro il 2030, dall’altro la tabella di emissioni è fondamentale per sapere se si può acquistare una vettura nuova usufruendo degli incentivi governativi. Chi decide di rottamare la propria auto di categoria Euro 0, 1, 2 e 3 potrà godere di uno sconto fino a 6.000 euro per l’acquisto di un modello con emissioni di Co2 da 0 a 20 g/km, mentre per l’acquisto con rottamazione di una vettura con emissioneìda 21 a 70 g/km l’ecobonus avrà un valore pari a 2.500 euro.

La Legge di Bilancio 2021, inoltre, ha previsto per gli acquisti dal 1° gennaio 2021 un ulteriore bonus subordinato allo sconto del venditore di 2.000 euro se l’acquisto è con rottamazione e di 1.000 euro se l’acquisto è senza rottamazione.

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Ormai tutti i costruttori propongono nei rispettivi listini auto con emissioni di Co2 decisamente ridotte. Scopriamo le più interessanti.

Auto con emissioni co2 da 0 a 20 g km Emissioni Co2
Fiat 500e 0 g/Km
Ford Mustang Mach-E 0 g/Km
Honda E 0 g/Km
Peugeot e-208 0 g/Km
Tesla Model 3 0 g/Km

Fiat 500e: la Fiat 500 elettrica mantiene inalterato il fascino vintage della storica antenata ma si proietta nel futuro grazie ad una piattaforma dedicata ed un motore a zero emissioni. L’autonomia dichiarata è pari a 321 Km. I prezzi partono da 26.150 euro.

Ford Mustang Mach-E: una via di mezzo tra SUV e coupé ed un nome storico sono i tratti distintivi della prima elettrica della Casa americana. Decisamente soddisfacente l’autonomia promessa pari a 610 Km. I prezzi partono da 49.900 euro.

Honda E: look vintage e tanta tecnologia negli interni sono i punti forti della citycar elettrica della Casa giapponese. Non brilla per l’autonomia, pari a 222 Km, buona soltanto per i tragitti cittadini. I prezzi partono da 35.900 euro.

Peugeot e-208: l’utilitaria del Leone ha attirato consensi grazie ad un look molto aggressivo, ma oltre allo stile la Casa francese ha puntato molto sull’elettrificazione offrendo una versione a zero emissioni con 300 Km di autonomia. I prezzi partono da 33.850 euro.

Tesla Model 3: la vettura di riferimento nel panorama delle elettriche non accusa assolutamente il peso dell’età. Lo stile è sobrio, soprattutto all’interno, mentre l’autonomia è da record con 580 Km percorribili. Si parte da 47.970 euro.

Auto con emissioni inferiori a 70 g/km Emissioni Co2
Jeep Compass 4xe 49 g/Km
Renault Captur E-Tech 34 g/Km
Volkswagen Golf GTE: 40 g/Km
Ford Kuga plug-in hybrid 26 g/Km
Tesla Model 3 0 g/Km

Jeep Compass 4xe: il SUV del brand americano è stato recentemente aggiornato sia nello stile che nelle motorizzazioni ed oggi è disponibile anche con un propulsore ibrido plug-in che consente di contenere consumi ed emissioni. I prezzi partono da 41.950 euro.

Renault Captur E-Tech: basata sulla medesima piattaforma della Clio, la Renault Captur ha riscosso un ottimo successo commerciale per via non solo dello stile da crossover urbano, ma anche dei contenuti tecnici. La motorizzazione ibrida da 160 CV regala del bel brio. Si parte da 33.350 euro.

Volkswagen Golf GTE: la sigla storica è stata modificata con l’aggiunta della lettera E che indica la motorizzazione ibrida, una vera e propria novità per la Golf. Tre i motori disponibili da 1.0, 1.3 e 1.5 litri con potenze da 110 a 245CV. I prezzi partono da 28.000 euro.

Ford Kuga plug-in hybrid: uno stile fluido ed elegante contraddistingue l’ultima generazione della Ford Kuga che nella variante ibrida plug-in offre 225 CV di potenza e fino a 50 Km di autonomia in modalità elettrica. Si parte da 37.550 euro.

Auto con emissioni di co2 inferiori 120 g/km Emissioni Co2
Opel Corsa diesel 85 g/Km
Seat Leon diesel 89 g/Km
Lancia Ypsilon mild hybrid 90 g/Km
Ford Fiesta 94 g/Km

Opel Corsa: l’ultima generazione dell’utilitaria tedesca è basata sullo stesso pianale della Peugeot 208, ma si differenzia per uno stile decisamente più severo. Ampia la gamma motori disponibile. I prezzi partono da 17.600 per le versioni diesel.

Seat Leon: la condivisione di piattaforma e componenti con l’ultima generazione della Golf non ha fatto perdere la propria anima alla berlina spagnola dallo stile audace e sensuale. Le versioni con motori diesel offrono potenze da 115 a 150 CV. Si parte da 28.850 euro.

Lancia Ypsilon: ormai presente sul mercato da diversi anni, la Lancia Ypsilon continua ad essere una delle vetture più amate dal mercato e di recente è stata sottoposta ad un leggero restyling che ha ritoccato esterni ed interni. I prezzi partono da 15.100 per le mild hybrid.

Ford Fiesta: la settima generazione della Fiesta si presenta con uno stile maturo ed aggressivo ed un abitacolo di categoria superiore dotato dell’ottimo sistema di infotainment Sync. Sotto il cofano c’è una ampia scelta di motori. Si parte da 20.900 euro per le versioni benzina da 95 CV.

Ridurre le emissioni di Co2 è una sfida che sta mettendo a dura prova le Case. I costi per la transizione elettrica, infatti, sono difficilmente sostenibili nel lungo periodo e molti costruttori hanno lamentato l’inutilità delle vetture a zero emissioni per ridurre la Co2.

La soluzione migliore per dare un contributo immediato sarebbe quella di potenziare servizi di mobilità sostenibile come, ad esempio, i mezzi pubblici. O ancora spingere per il car sharing o l’utilizzo di mezzi a due ruote come le biciclette elettriche. Le possibilità ci sono, adesso serve il contributo di tutti.

Cose da sapere

Cosa sono le emissioni di Co2 e quali effetti hanno sull’ambiente?

Con il termine Co2 si intendono tutte le emissioni di anidride carbonica nell’aria provenienti dai veicoli dotati di motore termico.  La Co2 è un gas che si forma nei processi di combustione dall’unione del carbonio contenuto nei combustibili con 2 atomi di ossigeno presenti nell’aria.  A soffrire maggiormente dalle emissione di Co2 è l’ambiente poiché la produzione in grande quantità di anidride carbonica è nociva per l’ozono, cioè lo strato gassoso presente nell’atmosfera che protegge la terra dall’azione dei raggi ultravioletti provenienti dal sole, e contribuisce al surriscaldamento climatico oltre a rendere pessima la qualità dell’aria soprattutto delle grandi centri cittadini.

Come si calcolo le emissioni Co2 auto?

Per capire come calcolare le emissioni co2 della propria vettura si dovrà moltiplicare il numero di chilometri percorsi annualmente per il valore di emissioni g/Km Co2 riportato sul libretto di circolazione.

Perché la tabella emissioni Co2 auto è importante?

Il valore di Co2 immesso nell’aria da una vettura è importante per un duplice motivo. Da un lato la Comunità Europea ha imposto ai costruttori l’obiettivo della riduzione delle emissioni di gas a effetto serra dell’UE ad almeno il 55% entro il 2030, dall’altro la tabella di emissioni è fondamentale per sapere se si può acquistare una vettura nuova usufruendo degli incentivi governativi.

Quali sono le migliori auto a zero emissioni sul mercato?

Le migliori auto a zero emissioni sul mercato sono la Fiat 500e (da 26.150 euro), la Ford Mustang Mach E (da 49.900 euro), la Honda e (da 35.900 euro), la Peugeot 208 e (da 33.850 euro) e la Tesla Model 3 (da 47.970 euro).

Revoca patente: quando si rischia e cosa fare per riaverla

Quando si rischia la revoca della patente e come fare per riaverla?

Violare le disposizioni previste dal Codice della Strada può comportare non soltanto il pagamento di una sanzione amministrativa, ma anche sanzioni accessorie come la sospensione o la revoca della patente di guida. Scopriamo come comportarsi in quest’ultimo caso.

INDICE
Revoca patente: cosa comporta
Quando avviene la revoca della patente di guida
Revoca patente dopo la sospensione
Chi può disporre la revoca della patente di guida?
Patente revocata: cosa fare per riaverla
Impugnare la revoca patente: come fare ricorso

Quando si parla di revoca della patente si intende il provvedimento amministrativo tramite il quale si procede alla cancellazione del documento  qualora il titolare perda definitivamente i requisiti psicofisici prescritti, oppure si trovi alla guida e provochi incidenti in stato di forte  o sotto stupefacenti ed infine nel caso di recidiva di una precedente violazione.

Sono previste ipotesi specifiche per la revoca della patente. Un primo caso si verifica qualora il titolare della licenza perda i requisiti psicofisici in maniera permanente, oppure per motivi di pericolosità sociale e, infine, quando il titolare abbia ottenuto la sostituzione della propria patente con altra rilasciata da uno Stato estero.

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Un altro caso che può comportare la revoca della patente si verifica quando il titolare circoli durante il periodo di sospensione della patente, oppure percorra contromano autostrade o strade extraurbane.

Particolare severità è prevista in caso di recidiva qualora si superino di oltre 60 km/h i limiti di velocità, o qualora si guidi in stato di ebbrezza con tasso alcolemico di 1,5 g/l o superiore o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

La revoca della patente di guida è disposta dal Prefetto. Quest’ultimo riceve comunicazione dall’agente delle forze di polizia entro cinque giorni dall’accertamento della violazione alle norme del Codice della Strada.

Qualora la revoca sia dipesa dalla perdita dei requisiti psicofisici il provvedimento sarà definitivo ed accertato dall’unità sanitaria locale territorialmente competente e disposto dal Dipartimento per i trasporti terrestri.

Bisogna distinguere due ipotesi per poter ottenere nuovamente la patente di guida. In caso di perdita dei requisiti psicofisici temporanea il soggetto interessato potrà sottoporsi a una nuova visita psicofisica per ottenere di nuovo il documento di guida nel momento in cui l’impedimento che ha determinato la revoca della patente è cessato.

In caso di revoca a seguito di violazione al Codice della Strada si dovrà attendere la scadenza del provvedimento prefettizio che varia dai due ai tre anni.

È possibile impugnare il provvedimento di revoca proponendo ricorso al Ministero dei Trasporti. Il soggetto interessato dovrà proporre ricorso entro 20 giorni dalla comunicazione dell’ordinanza di revoca, ed il Ministero si pronuncerà nei 60 giorni successivi.

Se il ricorso sarà accolto, il provvedimento verrà revocato e la patente restituita all’interessato. La restituzione sarà anche comunicata al competente ufficio della Direzione generale della M.C.T.C.

Cose da sapere

Cosa comporta la revoca della patente di guida?

Quando si parla di revoca della patente si intende il provvedimento amministrativo tramite il quale si procede alla cancellazione del documento qualora il titolare perda definitivamente i requisiti psicofisici prescritti, oppure si trovi alla guida e provochi incidenti in stato di forte  o sotto stupefacenti ed infine nel caso di recidiva di una precedente violazione.

Quando può essere revocata la patente?

Sono previste ipotesi specifiche per la revoca della patente. Un primo caso si verifica qualora il titolare della licenza perda i requisiti psicofisici in maniera permanente, oppure per motivi di pericolosità sociale oppure quando il titolare abbia ottenuto la sostituzione della propria patente con altra rilasciata da uno Stato estero.  Un altro caso che può comportare la revoca della patente si verifica quando il titolare circoli durante il periodo di sospensione della patente, oppure percorra contromano autostrade o strade extraurbane. Particolare severità è prevista in caso di recidiva qualora si superino di oltre 60 km/h i limiti di velocità, o qualora si guidi in stato di ebbrezza con tasso alcolemico di 1,5 g/l o superiore o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

Chi dispone la revoca della patente?

La revoca della patente di guida è disposta dal Prefetto. Quest’ultimo riceve comunicazione dall’agente delle forze di polizia entro cinque giorni dall’accertamento della violazione alle norme del Codice della Strada. Qualora la revoca sia dipesa dalla perdita dei requisiti psicofisici il provvedimento sarà definitivo ed accertato dall’unità sanitaria locale territorialmente competente e disposto dal Dipartimento per i trasporti terrestri.

Cosa fare per riavere una patente revocata?

In caso di perdita dei requisiti psicofisici temporanea il soggetto interessato potrà sottoporsi a una nuova visita psicofisica per ottenere di nuovo il documento di guida nel momento in cui l’impedimento che ha determinato la revoca della patente è cessato. In caso di revoca a seguito di violazione al Codice della Strada si dovrà attendere la scadenza del provvedimento prefettizio che varia dai due ai tre anni.

Come si impugna la revoca della patente?

È possibile impugnare il provvedimento di revoca proponendo ricorso al Ministero dei Trasporti. Il soggetto interessato dovrà proporre ricorso entro 20 giorni dalla comunicazione dell’ordinanza di revoca, ed il Ministero si pronuncerà nei 60 giorni successivi.