Acquisto auto usata: come fare un vero affare

Come concludere un affare quando si compra un’auto usata

La scelta dell’acquisto di un’auto usata deve sempre essere particolarmente ponderata e nella maggior parte dei casi è influenzata da notevoli fattori. Riuscire a trovare il giusto equilibrio tra il budget a disposizione e le caratteristiche del mezzo è spesso una operazione complicata, ma sapere come affrontare correttamente una contrattazione con il venditore può giocare a proprio vantaggio per concludere acquistare un’auto usata e fare un vero affare.

INDICE
Comprare un’auto usata da un concessionario 
Comprare un’auto usata da un privato
Dove trovare auto usate convenienti ed economiche

Un primo luogo dove poter acquistare un’auto usata e concludere un affare è senza dubbio la concessionaria. I piazzali dei rivenditori sono solitamente popolati da numerose vetture usate in attesa di trovare un acquirente, ma è bene sapere che in questo caso nel corso delle trattative ci si troverà di fronte ad un soggetto esperto nell’arte della vendita.

Per tale ragione è sempre opportuno effettuare preventivamente delle ricerche online per conoscere a grandi linee il prezzo di mercato dell’auto usata che si intende acquistare e, una volta recatisi presso il concessionario, instaurare una trattativa per cercare di far scendere il prezzo.

Se il concessionario dovesse risultare inflessibile sul costo dell’auto si può cercare di inserire nel prezzo finale degli accessori nuovi come le gomme così da avere a disposizione un set di pneumatici ancora intatto ed ammortizzare la spesa per la sostituzione nel corso del tempo.

Ricordatevi poi che comprare un’auto usata da un concessionario obbliga il venditore a garantire la vettura per un anno a meno che questa non goda ancora della garanzia biennale valida per le auto nuove.

Infine, se non doveste riuscire a concludere un affare per l’acquisto dell’auto usata non demordete e recatevi presso un’altra concessionaria dove sicuramente troverete la vettura dei vostri sogni al prezzo desiderato.

Non sono soltanto le concessionarie i luoghi dove poter comprare un’auto usata e fare un vero affare, ma è possibile acquistare la vettura dei propri sogni anche da un privato.

Sul web e sulle riviste cartacee sono migliaia gli annunci di vetture di privati in vendita, spesso con prezzi davvero interessanti, ma prima di concludere la trattativa è buona regola ispezionare accuratamente il veicolo.

Oltre al controllo dello stato della carrozzeria e degli interni, che non devono presentare imperfezioni, è fondamentale verificare anche il corretto funzionamento della meccanica. Se non siete degli esperti in materia è però consigliabile farsi accompagnare da un meccanico che possa controllare lo stato della vettura ed effettuare anche una prova su strada così da accertare eventuali malfunzionamenti che potrebbero incidere sul prezzo finale.

Se, ad esempio, sarà necessario effettuare interventi meccanici si potranno percorre due vie: far abbassare al venditore il prezzo richiesto in origine o obbligare lo stesso a procedere a proprie spese alla riparazione prima della vendita.

A differenza che per le vetture in vendita dal concessionario, comprare un’auto usata da privato non obbliga il venditore alla garanzia annuale. Anche in questo caso, però, a seconda dell’età della vettura è possibile trovare offerte di vetture che ancora godono della garanzia originale della Casa.

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Come abbiamo visto in precedenza, sia sul web che sulle riviste cartacee è possibile trovare migliaia di annunci di auto usate ad un prezzo affare.

Il nostro suggerimento è quello di consultare siti affidabili come automobile.it, che offrono un’ampia scelta grazie ai numerosi filtri che consentono di trovare velocemente la vettura ideale; inoltre i numerosi annunci presenti sono corredati da numerose foto che descrivono nel dettaglio tutte le condizioni dell’auto usata.

Tra le migliaia di annunci presenti troverete sicuramente l’auto dei vostri sogni e sarà poi sufficiente seguire i consigli che abbiamo fornito in precedenza per acquistare un’auto usata e fare un vero affare.

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Ford Focus: arrivano le varianti mild-hybrid

Ford Focus: arrivano le varianti mild-hybrid 1

Seguendo l’asempio di altri modelli firmati Ford come Puma e Kuga, anche la gamma della compatta Ford Focus si aggiorna nel segno dell’elettrificazione e amplia la sua offerta di motorizzazioni con l’arrivo di due inedite varianti del 1.0 a tre cilindri mild-hybrid.

Due potenze

Il nuovo powertrain è costituito dall’ormai noto propulsore turbo a benzina di un litro di cilindrata a tre cilindri, che nella sua configurazione ibrida è disponibile in due step di potenza: 125 o 155 CV. L’unità, sfrutta il lavoro congiunto della rete di bordo a 48 Volt, limando così qualcosa alla voce consumi ed emissioni e, soprattutto, accedendo a tutti i vantaggi fiscali riservati alle ibride.

Ford Focus: arrivano le varianti mild-hybrid 2

Con entrambi i livelli di potenza il motore della Ford Focus viene abbinato a una cambio manuale a sei rapporti e assicura medie di 5,1 l/100 km ed emissioni pari a 115 g/km nel ciclo Wltp. La piccola unità elettrica supporta il lavoro del motore endotermico nelle fasi di accelerazione e permette al sistema start/stop di spegnere l’auto quando viaggia sotto i 25 km/h.

Nell’era digitale

A livello estetico non si segnalano novità di rilievo. Negli esterni lo stile è rimasto immutato, mentre qualche piccola novità è presente all’interno dell’abitacolo. Qui spicca per la prima volta il quadro strumenti digitale, con uno schermo da 12,3 pollici con grafica personalizzabile.

Ford Focus: arrivano le varianti mild-hybrid

L’aggiornamento porta anche al debutto il sistema FordPass Connect, che attraverso la rete fornisce informazioni relative ad eventuali pericoli presenti lungo la strada. Arrivano poi il nuovo allestimento Connected e un inedito pacchetto aerodinamico per le versioni ST-Line X e Active X.

Porsche 911 Turbo S, la più potente di sempre

Porsche 911 Turbo S: prezzo, dimensioni e caratteristiche 4

La nuova Porsche 911 Turbo S incarna in sé tutto lo spirito sportivo della Casa di Stoccarda senza tralasciare quel look tanto elegante, quanto sportivo, che da sempre caratterizza il modello. La versione top di gamma in termini di prestazioni e prezzo della gamma 911 (tralasciando le pistaiole RS non ancora presentate) sviluppa una potenza massima di 650 CV ed è dotata di un sistema di aerodinamica attivo studiato ad hoc. La Turbo S 2020 viene offerta in due varianti di carrozzeria: coupé e cabriolet.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Porsche 911 Turbo S:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 4
 Bagagliaio 128 litri
 Alimentazioni Benzina
 Classe Euro 6-D Temp
 CV/kW (da) 650/478
 Prezzo (da) 224.559 €

 

INDICE
 Dimensioni
 Esterni
 Interni
 Motorizzazioni
 Consumi
 Configuratore
 Prezzo

Come le precedenti generazioni della  Porsche 911 Turbo S, anche il modello del 2020 si differenzia per la carrozzeria di dimensioni più grandi rispetto a quello delle sorelle Carrera e Carrera S. In particolare aumentano la larghezza della parte anteriore e di quella posteriore, rispettivamente di 45 e 20 millimetri per un valore totale di 1.900 millimetri.

Un’altra modifica effettuata dagli ingegneri Porsche per migliorare le performance dinamiche della vettura e garantire una maggiore agilità è l’aumento della carreggiata anteriore e di quella posteriore di 42 e 10 millimetri. Inoltre, con il sistema PASM (Porsche Active Suspension Mangement) è possibile ridurre l’altezza da terra di ulteriori 10 millimetri.

Dimensioni
Lunghezza 4.535 mm
Larghezza 1.900 mm
Altezza 1.303 mm
Passo 2.450 mm

La nuova Porsche 911 Turbo S riesce a coniugare perfettamente il suo design elegante, tipico della serie 911, con un look da vera sportiva grazie ad elementi dedicati che ne sottolineano il carattere aggressivo. La sezione frontale della vettura è stata completamente rinnovata nelle forme grazie all’introduzione di un nuovo paraurti anteriore che include lo spoiler anteriore attivo, i sensori e le telecamere dei sistemi di sicurezza e le prese d’aria maggiorate che ospitano le alette aerodinamiche attive del PAA (Porsche Active Aerodynamics). I fari sono a Led con tecnologia Matrix a 4 punti.

Il look sportivo, inoltre, è sottolineato dai cerchi in lega da 20” all’anteriore con pneumatici 255/35 e da 21” al posteriore con pneumatici 315/30. Come da tradizione poi, la vista laterale è dominata dalla presenza delle prese d’aria che, oltre a incanalare l’aria per il sistema di raffreddamento, aumenta l’apporto d’aria al sistema di aspirazione. Nella parte posteriore, infine, spicca la striscia a Led che corre lungo la larghezza della vettura e l’alettone attivo.

La versione cabriolet è caratterizzata dalla presenza della classica capote in tela, con 3 elementi in magnesio, retraibile nel vano posto dietro all’abitacolo fino ad una velocità di 50 km/h.

Gli interni della Porsche 911 Turbo S seguono lo stile proposto dalle sorelle Carrera con la plancia che si sviluppa orizzontalmente. La qualità dei materiali e delle finiture è impreziosita dalla presenza di inserti in carbonio opaco e da dettagli di colore argento. Dietro il volante multifunzione che ospita il selettore della modalità di guida, trova posto il quadro strumenti con il classico contagiri centrale che viene affiancato da due schermi TFT da 7 pollici.

Nella parte centrale della plancia, invece, spicca  lo schermo touch da 10,9 pollici del Porsche Communication Management. Il tunnel centrale ospita il selettore del cambio PDK a 8 rapporti, appositamente studiato per questo modello.

Il modello top di gamma della generazione 992 di Porsche è equipaggiato in tutte e due le carrozzerie con un rinnovato motore boxer a 6 cilindri da 3,8 litri, dotato di nuovi iniettori piezoelettrici e di un rivoluzionario sistema di aspirazione. Grazie anche alla doppia sovralimentazione fornita da due turbocompressori VGT con turbine e compressori maggiorati ed un sofisticato sistema di regolazione delle palette, il powertrain della Turbo S è in grado di erogare una potenza massima di 650 CV a 6.750 giri e 800 Nm di coppia massima in un range che va da 2.500 a 4.000 giri.

Per scaricare a terra tutta questa potenza, la 911 Turbo S è equipaggiata con un sistema di trazione integrale impreziosito dal controllo elettronico della trazione PTM (Porsche Traction Management). Per scattare da 0 a 100 km/h bastano 2,7 secondi grazie al launch control, mentre la velocità massima è di 330 km/h.

Nonostante la sua indole puramente sportiva, la 911 Turbo S promette consumi tutto sommato ragionevoli. I dati dichiarati da Porsche, secondo il ciclo di omologazione WLTP, parlano di un valore che si aggira intorno ai 12,3 l/100km per la versione coupé e ai 12,5 l/100km per la cabriolet nel ciclo combinato.

La Porsche 911 Turbo S viene offerta in un unico allestimento molto ricco nelle dotazioni, indipendentemente dal tipo di carrozzeria scelta. Qui di seguito, una lista dei principali optional proposti.

  • 911 Turbo S

L’allestimento standard della Turbo S propone di serie i freni carboceramici con pinze di colore giallo, il pacchetto Sport Chrono con l’applicazione Porsche Track Precision, i terminali di scarico doppo di colore nero lucido, i gruppi ottici anteriori a LED con tecnologia Matrix, il climatizzatore automatico bizona, i sedili sportivi adattivi con regolazione completamente elettrica su 18 vie differenti. A questi si aggiungono il ParkAssist anteriore e posteriore con telecamera, il cruise control, l’impianto audio BOSE con 12 altoparlanti e il sistema multimediale con due schermi TFT da 7 pollici compatibile con Apple CarPlay e Android Auto e radio DAB.

Di seguito i prezzi di listino della Porsche 911 Turbo S:

Prezzo
Porsche 911 Turbo S 224.559
Porsche 911 Turbo S Cabriolet 238.467

Su automobile.it sono presenti centinaia di annunci tra i quali trovare la Porsche 911 Turbo S più adatta alle proprie esigenze a prezzi competitivi.

Seat Ateca: si aggiorna nel look e nei contenuti

Seat Ateca: si aggiorna nel look e nei contenuti

Dopo quattro anni di onorata carriera arriva il momento del restyling per la Seat Ateca. Il Suv medio del costruttore spagnolo si aggiorna tanto nelle forme quanto nei contenuti, allineandosi a livello estetico alla recente Leon e introducendo importanti aggiornamenti sul fronte connettività e propulsori.

Connessione senza fili

Le prime differenze con la precedente serie della Seat Ateca sono stilistiche. Il rimando alla nuova Leon è evidente soprattutto nel “lettering” del modello sul portellone posteriore che proprio come sulla compatta è ora in corsivo. Davanti, invece, spiccano i nuovi fari a Led e la mascherina dalla forma inedita. Il nuovo disegno dei paraurti, inoltre, ha portato ad un aumento della lunghezza della vettura nell’ordine di 18 mm, portando il totale a 4,38 metri.

Seat Ateca: si aggiorna nel look e nei contenuti 1

Negli interni, invece, la nuova Seat Ateca conferma le linee della serie uscente. A cambiare sono i contenuti, con il debutto del nuovo sistema di infotainment con schermo da 8,25 o 9,2 pollici, che assicura la compatibilità wireless con i protocolli Apple CarPlay e Android Auto. Debutta anche l’assistente vocale, attivabile attraverso il comando “Hola Hola”.

Più efficiente e sicura

Come dicevamo, le novità si nascondono anche sotto pelle. I propulsori a listino resteranno gli stessi attualmente disponibili, ma tutti aggiornati alle più recenti normative antinquinamento.  Per chi cerca un benzina ci saranno il 1.0 TSI da 110 CV, il 1.5 TSI da 150 CV, il 2.0 TSI da 190 CV con trazione integrale 4Drive, mentre per chi predilige il diesel sarà disponibile il 2.0 TDI da 115 o 150 CV, quest’ultimo sia in versione a trazione anteriore che integrale.

Seat Ateca: si aggiorna nel look e nei contenuti 2

Gli aggiornamenti del restyling della Seat Ateca hanno interessato anche i sistemi di assistenza alla guida presenti a bordo. Ora, infatti, il Suv spagnolo può fare affidamento anche sulla presenza dell’Adaptive Cruise Control , del Pre-Crash Assist, del Travel Assist, e ancora del Side Assist e del Trailer Assist.

 

Citroën C4: la nuova generazione segna il cambio di passo

Citroën C4: la nuova generazione segna il cambio di passo 2

Tempo di rivoluzione per la Citroën C4, che con la nuova generazione, la terza nella storia del modello, stacca con il passato proponendo linee inedite che la pongono a metà strada tra una berlina e un crossover. Ma le novità non sono soltanto estetiche. Per la prima volta, infatti, la C4 viene proposta fin dal lancio in un’inedita variante completamente elettrica, che verrà naturalmente affiancata da versioni ad alimentazione tradizionale.

Scolpita dal vento

Sono ancora poche le informazioni rilasciate dalla casa madre riguardo la nuova Citroën  C4. Attraverso i primi scatti rilasciati, tuttavia, è possibile notare il profondo lavoro compiuto dai tecnici francesi sul fronte aerodinamico. Le forme del frontale infatti, oltre ad anticipare il prossimo corso stilistico di casa Citroën , agevola notevolmente lo scorrere dei flussi d’aria che investono la carrozzeria, a tutto vantaggio dell’autonomia.

Citroën C4: la nuova generazione segna il cambio di passo

La rivoluzione stilistica interessa anche gli interni dove ora a dominare sono i contenuti digitali. Tutte le informazioni ufficiali sul modello verranno rilasciate il 30 giugno, ma dalle fotografie è possibile notare come all’interno dell’abitacolo i protagonisti sono due schermi. Uno con funzione di quadro strumenti dietro il volante e uno al centro della plancia per l’infotainment. Restano fisici, invece, i comandi del clima.

Elettrica da oltre 300 km

Poche le informazioni anche riguardo il powertrain della nuova Citroën C4. Si sa però per certo che arriverà anche in un’inedita versione elettrica, che molto probabilmente sarà affiancata anche da motorizzazioni ibride e, sicuramente, dai soliti benzina e Diesel di PSA.

Citroën C4: la nuova generazione segna il cambio di passo 1

Per quanto riguarda la versione elettrica della Citroën C4, questa potrebbe sfruttare il medesimo powertrain della sorella Peugeot 2008, giusto per fare un esempio, che è mossa da un motore elettrico da 136 CV e grazie alla batteria da 50 kWh può contare su un’autonomia di oltre 300 km.

 

Auto elettriche: come guidarle?

MINI Cooper SE: prezzo, dimensioni e caratteristiche 3

Superati i timori su autonomia ridotta e tempi di ricarica lunghissimi (due luoghi comuni che vengono sfatati giorno dopo giorno) ci si accinge finalmente all’acquisto di un’auto elettrica. E poi, una volta al volante, si scopre che è parecchio diversa da una vettura a benzina o a gasolio. Perché non ha il cambio (a meno che non abbiate acquistato una Porsche Taycan o qualche esotica supercar), scarica a terra tutta la coppia in modo fulmineo a partire da zero giri, ha baricentro molto basso e… non fa rumore.

Non lascia disorientati, ma costringe a qualche accortezza. Ecco allora tutti i consigli per guidare un’auto a zero emissioni.

INDICE
 Come si accende un’auto elettrica
 Come si accelera con un’auto elettrica
 Attenti ai limiti di velocità
 Come si frena con un’auto elettrica
 Come si affrontano viaggi lunghi con un’auto elettrica

Una volta raggiunto il posto guida, si deve premere il pulsante di start per accendere l’auto. Sulle Tesla no, perché si accendono in automatico quando rilevano la presenza di una persona a bordo, ma non è questo il punto. Il punto è che un’auto elettrica, una volta accesa, è esattamente come un’auto elettrica spenta: perfettamente silenziosa.

Alcune per far capire che sono pronte a partire illuminano tutto il quadro strumenti, altre accendono una spia con scritto “Ready”, altre emettono una musichetta. Insomma, provano a catturare in qualche modo l’attenzione del conducente, che se inesperto di fronte a questo tipo di auto, non è raro possa premere di nuovo il tasto di accensione spegnendo la macchina.

Start and stop: scopriamo vantaggi e funzionamento

Superato il primo scoglio, non resta che inserire la marcia e partire. Anche se, ricordate, le auto elettriche non hanno un cambio vero e proprio. Eppure, per gestire le varie modalità di guida (Parking, Drive, Retro), hanno spesso una leva che ricorda molto da vicino quella di una trasmissione automatica tradizionale.

Inserita la marcia, si preme sul pedale dell’acceleratore. E qui, di nuovo, l’auto elettrica mette in mostra la propria natura. Per quanto si pensi che le vetture a batteria siano pensate per risparmiare e per non inquinare, basta guidarne una per accorgersi subito che sono generalmente molto scattanti. Il motore, infatti, non ha ritardi nel trasferire coppia e potenza alle ruote: lo fa in modo istantaneo ed eroga il massimo della trazione fin dal minimo.

Quindi, il consiglio, è quello di accelerare con cautela, in modo da non essere sbalzati in avanti con inutili sprechi di energia e una bella sforbiciata al comfort. Sarà proprio imparando ad accelerare in modo progressivo che si potrà godere dell’enorme fluidità con cui un’auto a zero emissioni si lascia condurre.

Tesla Model X esterni

Un’auto elettrica, si è detto, non fa rumore. Tanto che una legge Europea ha obbligato le Case a dotare i nuovi modelli di un suono artificiale che devono emettere fino a 20 km/h. Poi, fruscii e rumori di rotolamento, iniziano a rendere udibile l’auto anche ai più distratti. Provate ad avventurarvi nel parcheggio di un centro commerciale affollato alla ricerca di un posto per capire quanto vorreste che anche la vostra auto fosse più rumorosa.

C’è un secondo problema, oltre a quello dei pedoni che sbucano all’improvviso senza guardare, ed è quello inerente i limiti di velocità. L’auto elettrica è scattante, silenziosa e senza cambio. Facile trovarsi ad andare oltre il consentito se non si presta attenzione al tachimetro.

C’è un aspetto della guida di un’auto elettrica che è davvero differente da una vettura con motore a combustione interna. È la frenata. Su una vettura a batteria, quando si frena, si sfrutta l’energia cinetica dell’auto per ricaricare la batteria. Avviene anche quando si lascia l’acceleratore. Si avverte un attrito maggiore delle componenti meccaniche e si rallenta molto più in fretta. Sfruttare al massimo queste fasi permette di gestire in modo molto più efficiente la batteria e, in sintesi, di percorrere più strada.

La frenata rigenerativa, questo il nome del fenomeno, può essere generalmente impostata su vari livelli e, se messa al massimo, rallenta l’auto in modo talmente vistoso da poter rendere inutile la pressione sul pedale del freno (si chiama one pedal drive). Per guidare correttamente un’auto elettrica, conviene sempre prevedere dove ci si vorrà fermare e alzare il piede dall’acceleratore con anticipo, in modo da sfruttare una fase di rilascio più duratura. Viceversa, inutile se non dannoso, arrivare al semaforo o allo stop a velocità sostenuta e poi premere bruscamente il freno per arrestarsi in tempo utile.

Nuova Renault Zoe: la mobilità elettrica cambia

La guida “one pedal” dà i frutti più consistenti in città. È nella guida urbana, infatti, che l’auto elettrica consuma meno energia. Dove invece il consumo energetico è maggiore è in autostrada. Eppure, grazie a batterie sempre più capienti e powertrain efficienti, le auto elettriche possono ormai essere usate anche per viaggi lunghi, magari con qualche accortezza.

La prima, fondamentale, è quella di programmare il tragitto. Lo si può fare prima di partire, controllando lo stato di carica dell’auto al via, le condizioni di traffico, la presenza di colonnine sulla strada. Nel caso, si può anche prenotare una ricarica in modo da raggiungere la stazione di rifornimento evitando brutte sorprese.

Lexus elettrica 2020: app

Tutte queste operazioni possono essere svolte attraverso le app dedicate alla guida a zero emissioni che le Case hanno sviluppato per gestire al meglio i propri modelli a batteria anche in remoto. Sono comode, facili da utilizzare, e dialogano perfettamente con i sistemi di infotainment presenti a bordo, in modo che una volta in moto sia il navigatore dell’auto a gestire la marcia.

Citroën Ami: mobilità urbana in salsa francese

Citroën Ami: mobilità urbana in salsa francese 2

Citroën ripensa alla mobilità urbana proponendo una soluzione pratica per muoversi tra le vie delle nostre città senza emettere inquinanti. Si chiama Ami ed è un quadriciclo a due posti dalle dimensioni estremamente compatte che grazie al peso contenuto e alla potenza di soli 8 CV può essere guidato già a partire da 16 anni.

Compatta ed elettrica

La Citroën Ami è lunga 2,41 metri, assicura un raggio di sterzata di 7,2 metri ed è stata concepita per contenere al massimo i costi (anche se il listino per il nostro mercato non è ancora stato ufficializzato). Le portiere, ad esempio, nascono dallo stesso stampo e si aprono in maniera asimmetrica, mentre i finestrini si aprono solo parzialmente verso l’alto, come avveniva sulla 2 CV.

Citroën Ami: mobilità urbana in salsa francese

A spingere la Citroën Ami provvede un motore elettrico accreditato di una potenza di 8 CV, che viene alimentato da una batteria di 5,5 kWh, che grazie al peso totale della vettura contenuto in meno di 500 kg, assicura un’autonomia di 70 km e una velocità massima di 45 km/h.

Spazio alla fantasia

All’interno della Citroën Ami dominano i colori eccentrici, anche se in generale i contenuti sono decisamente minimal. L’unica concessione al “lusso” nell’abitacolo è rappresentata dalla presenza del climatizzatore. Per il resto, tutte le funzioni multimediali solitamente legate al sistema di infotainment sulla Ami sono relegate allo smartphone del conducente.

Citroën Ami: mobilità urbana in salsa francese 1

Ma il vero punto forte della Citroën Ami è rappresentato dall’ampia possibilità di personalizzazioni. Prima dell’acquisto, infatti, sarà possibile scegliere da una lunga serie di accessori per rendere la Ami quanto più possibile in linea con i propri gusti. Tra questi spiccano gli inserti per la carrozzeria per dare un tocco di colore in più alla vettura.

In Italia e in auto: ecco le vacanze estive 2020 secondo gli italiani

In Italia e in auto: ecco le vacanze estive 2020 secondo gli italiani

Come sarà l’estate degli italiani dopo i mesi passati in casa a causa dell’emergenza Coronavirus? Il Covid-19 ha modificato le scelte e le preferenze degli italiani in fatto di viaggi estivi?

Sono alcune delle domande alle quali noi di automobile.it abbiamo cercato di rispondere attraverso il sondaggio “Le abitudini degli automobilisti in viaggio”, nel quale abbiamo chiesto ad un campione di quasi 600 persone quali fossero i loro programmi per l’estate 2020.

Rispetto a quanto emerso lo scorso anno, non ci sono dubbi: questa estate sarà alla scoperta delle meraviglie del nostro Paese. Ben l’88% degli intervistati, infatti, ha dichiarato che trascorrerà le vacanze estive in Italia: se lo scorso anno tra le mete più ambite c’era la Route 66 americana, quest’anno la meta più ambita per il coast to coast è la splendida Sardegna.

Se il viaggio on the road ha sempre fatto breccia nel cuore degli italiani, l’estate 2020 sarà ufficialmente l’estate dei viaggi in auto: ben il 77,2% degli intervistati ha dichiarato che sceglierà l’auto come mezzo di trasporto, contro il 57,3% dello scorso anno. Tra le ragioni di questa scelta, però, non ci sarebbe il timore del Covid-19: il 62,8% del campione ha infatti dichiarato di non essere stato influenzato da ragioni legate all’emergenza sanitaria.

Uno degli effetti più importanti causati dal Covid-19 potrebbe invece essere un certo ritardo nella programmazione delle vacanze: il 68,3% dichiara di essere ancora indeciso, contro il 53,6% dello scorso anno.

Ma come viaggeranno gli automobilisti quest’anno? Dove andranno? E con chi passeranno le loro vacanze? Scopriamolo subito!

Al mare, in auto e con la famiglia: ecco l’identikit degli italiani in vacanza

Se molti degli intervistati non hanno ancora programmato le vacanze estive, tra i più previdenti non ci sono dubbi: il 59,2% sceglie le vacanze al mare, mentre solo il 22,8% preferisce la montagna.
Il 51,6% andrà in vacanza con la propria famiglia, mentre il 17,4% preferirà una vacanza di coppia e l’11,4% invece viaggerà in solitaria.
Come anticipato, il mezzo preferito per spostarsi è senza dubbio l’automobile e il 52,4% degli intervistati ha dichiarato che la utilizzerà anche per più giorni consecutivi.
La maggior parte, poi, si regalerà una vacanza di più di due settimane (38,6%).

Abitudini e preferenze in auto

Gli italiani in viaggio amano guidare: la maggior parte (34,1%) partirà con un compagno di viaggio, ma preferirà non cedere mai il posto al volante (ben il 78%). Indispensabili quindi le soste, che per il 29,1% saranno orientativamente ogni due ore di viaggio, anche se il 23,8% degli automobilisti sta pensando di non fermarsi mai fino a destinazione.
Rispetto allo scorso anno, gli automobilisti in partenza saranno meno mattinieri: il 49,9% sta programmando di partire in mattinata, ma non prima dell’alba, contro il 58,9% dell’anno precedente.
Infine, la musica è una compagna di viaggio irrinunciabile per tutti: il 90,2% degli intervistati ascolta musica al volante, con una netta preferenza per il rap (43,5%).

Organizzazione della vacanza e budget

Solo il 24,5% degli automobilisti intervistati si è affidato ad un portale online per organizzare il viaggio: di questi, il 15,9% lo ha fatto per affittare un’auto, mentre ben il 70,5% per trovare un alloggio.
A tal proposito, il 23,4% ha scelto di alloggiare in hotel o B&b, mentre il 33,7% alloggerà in case di proprietà.
Il 25% degli intervistati ipotizza di spendere tra i 500 e i 1000 euro totali, mentre il 21,7% avrà un budget tra i 1.000 e 1.5000 euro. Di questo budget, il 44,5% prevede di spendere tra i 50 e i 150 per il rifornimento di benzina, diesel o gas.

Viaggi on the road sempre più amati

Quello tra i viaggi on the road e gli italiani è un amore destinato a crescere: il 65,5% degli intervistati ha detto di essere attratto di questo tipo di viaggio caratterizzato da estrema libertà. E in particolare, sono sempre più amati i viaggi lunghi, da oltre 2000 km: il 34,6% degli intervistati ha dichiarato di averli percorsi nel viaggio on the road più lungo mai fatto.
Anche in questo caso il mezzo di trasporto preferito è l’auto: il 38,7% del campione ha infatti dichiarato di non essere interessato a viaggi in camper o roulotte.

Itinerari on the road: la top 5 del 2020

Accantonati per il momento i viaggi oltreoceano, quest’anno gli itinerari italiani dominano la classifica dei viaggi on the road più amati.
In testa alla classifica ci sono le nostre isole maggiori: Sardegna e Sicilia Coast to Coast sono tra le mete più sognate per l’estate 2020. Seguono poi le Dolomiti, le Cinque Terre e le Colline Senesi.

1. Sardegna Coast to Coast

1.897 chilometri di costa e centinaia di spiagge: il tour coast to coast della Sardegna è indimenticabile. Gli itinerari sono diversi, ognuno con le sue bellezze e particolarità: ad esempio puoi partire da Cagliari per raggiungere Oristano, toccando località come Pula, la baia di Chia e Porto Pino. Partendo invece da Oristano, puoi arrivare ad Olbia passando per Alghero, Stintino e Santa Teresa di Gallura. O ancora, puoi partire da Olbia e arrivare a Villasimius, passando per San Teodoro, Arbatax e Cala Gonone.

2. Sicilia Coast to Coast

La Sicilia è una terra incredibile che offre spiagge meravigliose, città piene di arte e una cultura enogastronomica invidiabile. Un possibile itinerario coast to coast dell’isola permette di percorrerla da est ad ovest attraverso la strada statale 120, chiamata anche “dell’Etna e delle Madonie”: 215 km punteggiati da boschi, borghi e paesaggi mozzafiato.

3. Dolomiti

Per chi ama la montagna e i paesaggi naturali, gli itinerari on the road nelle Dolomiti sono imperdibili. Partendo da Belluno, la capitale delle Dolomiti, si arriva a San Martino di Castrozza, Predazzo e lo stupendo lago di Carezza, Bolzano, i paesaggi da fiaba della Val di Funes, l’elegante Cortina e molto altro. Ad ogni tappa ti aspettano incredibili percorsi di trekking tra paesaggi mozzafiato.

4 – Cinque Terre

Le Cinque Terre, patrimonio mondiale dell’umanità Unesco, sono tre borghi medievali e due frazioni a ridosso del mare caratterizzati da architetture bellissime: Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola, Riomaggiore. Spostarsi in auto tra un paesino e l’altro è il modo migliore per ammirare le bellezze naturalistiche di questo territorio.

5 – Colline Senesi

Quella delle Colline Senesi è senza dubbio la Route 66 italiana, caratterizzata da borghi e paesaggi magnifici. Lungo la strada da Creta ad Asciano si possono infatti ammirare paesaggi che spesso vengono definiti “lunari”, per via dei piccoli rilievi grigiastri di creta che caratterizzano questo territorio.

Fiat 500 elettrica: aperti gli ordini della versione berlina

Fiat 500 elettrica: aperti gli ordini della versione berlina

La versione cabrio della nuova 500 elettrica ha rappresentato un immediato successo per Fiat. Disponibile nel solo allestimento “la Prima”, l’intera produzione è andata sold out. Ora la versione cabrio viene affiancata dalla variante berlina, che ricalcando quanto fatto dalla sorella senza tetto verrà proposta inizialmente nel solo allestimento “la Prima” a un prezzo di 34.900 euro, che comprende anche la easyWallbox.

Fino a 400 km di autonomia

A livello tecnico la nuova Fiat 500 elettrica è del tutto simile alla versione cabrio che l’ha anticipata. La piattaforma è la medesima e su di essa trova posto un motore elettrico capace di sviluppare una potenza di 118 CV, alimentato da una batteria agli ioni di litio da 42 kWh, sufficienti a permettere alla 500 elettrica di percorrere 320 km con una sola carica. Chilometraggio che sale fino a 400 km nel caso in cui si viaggi in città.

Fiat 500 elettrica: aperti gli ordini della versione berlina 2

Buone le prestazioni della nuova 500 elettrica, che è in grado di scattare da 0 a 50 km/h in 3,1 secondi e in 9 secondi da 0 a 100 km/h, mentre la velocità massima è di 150 km/h. Tre le modalità di guida: Normal, Range e Sherpa. La prima è quella impostata di default, Range è quella che ottimizza l’autonomia, mentre Sherpa permette di calcolare l’autonomia residua in funzione della colonnina più vicina.

50 km in 5 minuti

Al capitolo ricarica la nuova Fiat 500 elettrica risponde con un sistema di ricarica capace di lavorare fino a 85 kW, che permette di ricaricare l’80% della batteria in 35 minuti, mentre in 5 minuti si recuperano 50 km. Resta comunque possibile ricaricare la vettura anche alla tradizionale presa domestica o alle wallbox come quella fornita in dotazione nel caso dell’allestimento “la Prima” con potenza di 11 kW.

Fiat 500 elettrica: aperti gli ordini della versione berlina 1

A livello estetico la nuova 500 elettrica berlina si differenzia dalla sorella cabrio per la presenza del tetto in cristallo e per il differente sistema di apertura del bagagliaio. Sul portellone, inoltre, è presente uno spoiler più pronunciato che sulla cabrio che permette di ottimizzare i flussi aerodinamici a tutto vantaggio dell’autonomia.

Ford Explorer: la variante ibrida sbarca in Europa

Ford Explorer: la variante ibrida sbarca in Europa 2

Se siete amanti delle grandi auto americane, allora sarete felici di sapere che oggi, la sesta generazione del mitico Ford Explorer è disponibile anche in Europa. A permettere al Suv più grande di Ford di ottenere la cittadinanza europea è il suo nuovo sistema ibrido plug-in che, seppur a fronte di una potenza molto elevata, permette alla macchina di muoversi (volendo) sfruttando solo il motore elettrico.

Un vero gigante

Il nuovo Ford Explorer è mastodontico. Centimetro alla mano misura 5,06 metri di lunghezza e 2,28 metri di larghezza compresi gli specchietti. Ma a proporzioni esterne tanto generose corrisponde naturalmente un grande sazio interno. Nell’abitacolo, infatti, trovano comodamente posto fino a sette persone, mentre per i bagagli è riservato uno spazio di  240 in configurazione a sette posti e di 635 a cinque posti. Volumetria che raggiunge addirittura i 2.274 litri abbattendo sia la seconda, sia la terza fila di sedili.

Ford Explorer: la variante ibrida sbarca in Europa

Tanta poi la tecnologia a bordo. Per l’intrattenimento dei passeggeri c’è il sistema di infotainment Sync 3, comune anche ad altri modelli firmati Ford, che sull’Explorer è a sviluppo verticale. Buona anche la dotazione di assistenti alla guida, tra i quali spiccano ad esempio il monitoraggio dell’angolo cieco, la frenata automatica e il cruise adattativo, ai quali si sommano anche il sistema di riconoscimento della segnaletica stradale e quello per il mantenimento della corsia.

Potenza green

Per quanto riguarda il powertrain del nuovo Ford Explorer, questo è costituito da un propulsore benzina di tre litri abbinato a un motore elettrico che insieme sono in grado di erogare una potenza di sistema di 457 CV e ben 825 Nm. Numeri sufficienti a lanciare le quasi 2,5 tonnellate dell’Explorer da 0 a 100 km/h in 6 secondi e di fargli raggiungere una velocità massima di 230 km/h.

Ford Explorer: la variante ibrida sbarca in Europa 1

Il motore elettrico è alimentato da una batteria agli ioni di litio con una capacità di 13, kWh, che assicura al nuovo Ford Explorer un’autonomia in modalità completamente elettrica di 48 km. Per quanto concerne la ricarica, in Ford assicurano che sono sufficienti 6 ore per una ricarica completa da una normale presa di corrente. Tempo che scende a 4 ore se si utilizza una wallbox o una colonnina rapida.