Autonomia auto elettriche: la classifica delle auto con maggiore autonomia

Peugeot e-208: esterni

Nel corso degli ultimi anni quasi tutti i costruttori hanno deciso di investire nell’elettrico ed ampliare l’offerta sul mercato rendendo disponibili vetture a zero emissioni con autonomie sempre maggiori.

Anche se il mondo automotive è stato colpito da una profonda crisi a seguito della pandemia da Coronavirus, il settore delle auto elettriche è in netta controtendenza e nel corso degli ultimi mesi ha fatto registrare costantemente segnali positivi grazie anche agli ecoincentivi presenti ormai dal 2019.

Vediamo i migliori modelli sul mercato e, soprattutto, quelli che garantiscono l’autonomia maggiore.

INDICE
Quanti chilometri con una ricarica?
Le 10 auto elettriche con più autonomia
Auto elettriche con autonomia fino a 1000 km

L’autonomia auto elettriche è stata in passato il punto dolente di questo genere di vetture che spesso ha allontanato gli interessati da un probabile acquisto.

Fortunatamente la tecnologia è venuta in soccorso dell’industria dell’auto ed adesso sono presenti sul mercato auto elettriche con maggiore autonomia in grado di far passare l’ansia da ricarica.

La domanda che tutti si pongono quando ci si appresta ad acquistare un’auto elettrica è sempre quella relativa al numero totale di chilometri che è possibile percorrere con una ricarica.

In questo caso non esiste una risposta univoca perché le differenze sono notevoli da modello a modello e dalla capacità della batteria adottata.

Se, ad esempio, si prende in considerazione la Renault Zoe si può vedere come l’autonomia dichiarata dal costruttore francese per la sua auto elettrica è pari a 320 Km, grazie ad una batteria da 52 kWh, mentre se si fa riferimento ad una vettura simbolo del mercato come la Tesla Model 3 si rimane senza parole nel notare che la versione Long Range promette una autonomia di addirittura 560 Km con una sola ricarica.

Il mercato offre attualmente una nutrita presenza di auto elettriche con grande autonomia in grado di stuzzicare l’interesse di una fetta di consumatori sempre più ampia. Ricordiamo, inoltre, che in caso di rottamazione è possibile acquistare una vettura elettrica usufruendo di uno sconto sul prezzo fino a 6.000 euro.

Modello auto elettrica Autonomia Prezzo
Audi e-Tron 436 km 73.100 €
DS3 Crossback E-Tense 430 km 39.650 €
Nissan Leaf 385 km 36.700 €
Honda e 220 km 35.500 €
Hyundai Ioniq 294 km 41.200 €
Hyundai Kona 482 km 38.400 €
Mini Cooper SE 270 km 33.900 €
Opel Corsa-e 337 km 38.800 €
Peugeot e-208 340 km 33.750 €
Renault Zoe 395 km 25.900 €

Audi e-Tron

L’Audi e-Tron ha consentito alla Casa dei quattro anelli di debuttare nel settore dei SUV a zero emissioni. Lo stile è tipicamente Audi grazie alla irrinunciabile calandra single frame anteriore ed a linee tese che percorrono l’intera carrozzeria. Grazie ad una batteria da ben 95 kWh  l’Audi e-Tron è una delle auto elettriche con maggiore autonomia e promette di percorrere fino a 436 Km.

DS 3 Crossback e-Tense

Lo stile unico ed inimitabile è il tratto distintivo della DS3 Crossback e-Tense. Il crossover francese offre una linea fuori dagli schemi che soltanto ad un primo sguardo disattento può richiamare le vetture marchiate Citroen, mentre gli interni si caratterizzano per un utilizzo di materiali di primissima qualità in grado di coccolare gli abitanti. La versione dotata di motore elettrico offre una potenza di 136 CV e grazie alla batteria da 50 kWh l’autonomia promessa è pari a 320 Km.

Nissan Leaf

La Nissan Leaf è ormai giunta alla sua seconda generazione ed il successo della vettura elettrica del marchio giapponese è stato assicurato non solo dal nuovo design che richiama il recente linguaggio stilistico della Casa già apprezzato su modelli come la Micra o il Juke, ma anche da una rinnovata gamma motori in grado di erogare fino a 217 CV di potenza. Due i tagli di batterie disponibili, rispettivamente da 40 e 62 kWh, con una autonomia promessa fino a 385 Km.

Honda e

La Honda e rappresenta una scommessa notevole da parte della Casa giapponese. Lo stile retrò è indubbiamente affascinante e richiama alla memoria alcune delle vetture più iconiche degli anni 80, mentre gli interni offrono un sapiente mix tra tecnologia moderna e stile vintage. Il motore è disponibile in due varianti di potenza, da 100 a 113 kW,  mentre l’autonomia di 200 Km rende la Honda e ideale per l’utilizzo cittadino.

Hyundai Ioniq

La Hyundai Ioniq rappresenta il cavallo di battaglia della Casa coreana per via delle sue motorizzazioni alternative come quella ibrida, plug-in o elettrica, ma proprio in quest’ultima versione la Ioniq risulta particolarmente interessante. Nonostante uno stile piuttosto serioso, la berlina a zero emissioni offre un propulsore in grado di regalare 120 CV e grazie alla batteria da 28 kWh l’autonomia promessa è pari a 294 Km.

Hyundai Kona elettrica

L’offerta Hyundai nel mercato delle auto elettriche con maggiore autonomia si allarga con la Kona. Il crossover presenta uno stile molto personale, specie nel frontale molto elaborato, mentre gli interni sono più tradizionali ed ideali per ospitare comodamente fino a 5 passeggeri. Due le varianti di motore disponibili: quella da 39 kWh offre 136 CV ed una autonomia di 312 km, mentre quella da 64 kWh regala 204 CV e 482 Km di autonomia.

Mini Cooper SE

La Mini Cooper si è rivoluzionata rimanendo fedele a sé stessa. L’iconica vettura inglese, giunta alla terza generazione, è adesso disponibile anche con un inedito motore elettrico ma non ha assolutamente stravolto le sue forme immediatamente riconoscibili. Soltanto alcuni dettagli come la griglia chiusa ed i cerchi specifici denotano la presenza di un propulsore elettrico in grado di offrire 184 CV ed una autonomia fino a 270 Km grazie alla batteria da 32 kWh.

Opel Corsa e

Dopo l’acquisizione della Casa tedesca da parte del Gruppo PSA, la Opel ha dato alla luce l’ultima generazione della nuova Corsa. Grazie all’utilizzo della medesima piattaforma utilizzata per la Peugeot 208, l’Opel Corsa è adesso disponibile, per la prima volta nella sua storia con un inedito motore elettrico in grado di offrire 136 CV. Il pacco batterie da 50 kWh consente all’utilitaria tedesca di offrire una autonomia fino a 330 Km.

Peugeot e-208

Parente stretta della Opel Corsa e, la Peugeot e-208 può vantarsi del titolo di Auto dell’anno conquistato ad inizio 2020 grazie ad una serie di contenuti tecnologici di primo livello e ad uno stile unico che esprime al meglio il recente linguaggio adottato dalla Casa francese. La condivisione di componenti con la Opel Corsa elettrica è tale che anche la Peugeot e-208 utilizza il medesimo propulsore in grado di offrire 136 CV e la identica batteria da 50 kWh con la quale è possibile godere fino a 340 Km di autonomia.

Renault Zoe

La Renault Zoe è senza dubbio il modello di punta della Casa francese nel mondo dell’elettrico e la seconda generazione della citycar a zero emissioni è stata particolarmente apprezzata dal mercato che l’ha premiata facendola diventare anche a maggio l’auto elettrica più venduta. La Renault Zoe 2020 ha portato in dote un nuovo propulsore, denominato R135, che non solo ha regalato una maggior potenza alla vettura, ma anche una maggiore autonomia adesso stimata in 395 Km.

Come abbiamo visto in precedenza, le Case stanno investendo parecchie risorse per mettere sul mercato auto elettriche con più autonomia e già oggi è possibile acquistare molti modelli in grado di offrire percorrenze nell’ordine dei 450 Km con una ricarica.

La domanda che spesso ci si pone è se le auto elettriche con autonomia di 1000 Km diventeranno realtà prima o poi. La risposta è sì.

Molte aziende stanno infatti studiando e mettendo a punto batterie litio-zolfo in grado di garantire questa percorrenza grazie alla capacità di immagazzinare una maggior quantità di energia rispetto alle batterie al litio.

Lo sviluppo è ormai partito e siamo certi che nei prossimi anni i listini dei vari costruttori offriranno auto elettriche con autonomia decisamente elevata.

Grandine auto: protezione, tutela e costi di riparazione

grandine-auto

Le intemperie mettono a dura prova la resistenza della carrozzeria della propria vettura. In particolare la grandine auto è l’elemento maggiormente dannoso per la purezza delle linee dato che, in occasione di grandinate particolarmente violente, si rischia di ritrovare una macchina sfigurata da numerose ammaccature.

La grandine auto è uno degli incubi maggiori di ogni automobilista. Chi, infatti, non ha la possibilità di posteggiare la propria vettura in un luogo coperto, o non ha preso le dovute precauzioni proteggendola con un telo specifico, rischia di trovare la carrozzeria seriamente danneggiata o con parecchi graffi all’auto.

Come tutelarsi? Ecco i nostri consigli:

  • assicurazione eventi naturali e atmosferici
  • acquistare un telo copriauto antigrandine

Assicurazione grandine auto

Per evitare di dover pagare un conto salato dal carrozziere si può inserire nella propria RC Auto la garanzia accessoria degli eventi naturali. A seguito del pagamento di un prezzo superiore del premio assicurativo annuale, la compagnia provvederà a risarcire l’assicurato per i danni materiali e diretti, causati al veicolo dagli eventi naturali presenti tra le condizioni di polizza.

L’assicurazione contro eventi naturali, per esempio, copre i danni materiali e diretti causati da grandine e ghiaccio, inondazioni, esondazioni, alluvioni, trombe d’aria, mareggiate, frane e altro

Controllate scrupolosamente le clausole contrattuali, alcune ipotesi di danneggiamento dovute ad imperizia dell’assicurato comportano l’esclusione dal risarcimento. Riscontrati i danni grandine auto si dovrà denunciare l’evento alla propria assicurazione. Questa incaricherà un perito per visionare il mezzo e redigere una stima dei danni e dei costi di riparazione. Per velocizzare la pratica potete includere nella denuncia un preventivo di parte, redatto dal vostro carrozziere di fiducia ed allegare anche le foto dell’auto danneggiata, oltre alle prove dell’avvenuto evento.

Come proteggere l’auto dalla grandine

Se non volete sborsare una somma ulteriore per la copertura assicurativa per le auto gradinate potete proteggere la vostra vettura con dei teli specifici. Sono numerose le alternative presenti in commercio, adatte a tutte le tasche. La più dispendiosa è denominata hail protector ed è un telo antigrandine per auto elettrico che si gonfia proteggendo la carrozzeria. Grazie ad una specifica app che segnala in tempo reale il rischio di grandine, si può preventivamente gonfiare il telo e tutelare la vettura. I prezzi di partenza sono di circa 100 €.

Se si vuole risparmiare ed utilizzare la fantasia si può proteggere la carrozzeria con un telo pluriball. Posizionando più strati di questo materiale, sia sulla parte superiore che sulla fiancata della vettura, si riuscirà a minimizzare gli effetti dannosi della grandine di medie dimensioni. Una volta impacchettata l’auto con il pluriball si dovrà posizionare un classico telo protettivo per tenere il tutto unito.

Auto gradinata: costo riparazione

La grandine auto, oltre a deturpare la carrozzeria della propria vettura, comporta costi elevati per le riparazioni. Se non avete stipulato una polizza assicurativa specifica sappiate che il prezzo di riparazione per piccoli danni in zone facilmente accessibili varia da 30 a 45 euro, mentre la riparazione di ammaccature più importanti possono costare anche 75 o 80 euro.

Se ai danni alla carrozzeria si aggiungono anche quelli al parabrezza o al lunotto, preparatevi ad un esborso consistente: tra i 150 e i 300 euro per l’acquisto del nuovo componente.

 

Skoda Enyaq: elettrica da famiglia

Skoda Enyaq: elettrica da famiglia

Dopo Volkswagen ID.3 e della più recente Volkswagen ID.4, la piattaforma MEB del Gruppo Volkswagen approda anche in casa Skoda, fungendo da base per la nuova elettrica del produttore boemo, la Enyaq. Si tratta di un modello molto importante per il brand. Non è la prima elettrica firmata Skoda. Prima di lei è arrivata la Citygo elettrica, ma la Enyaq è la prima a proporre un’alternativa a zero emissioni anche per chi ha bisogno di più spazio ed autonomia. Il tutto, naturalmente, senza rinunciare al concetto di “simply clever” tanto caro a Skoda.

Spazio in abbondanza

Le immagini della vettura senza le camuffature tipiche dell’ultima fase di sviluppo non sono ancora state rilasciate, tuttavia è comunque possibile farsi un’idea di quello che potrebbe essere l’aspetto definitivo della vettura finita. Le proporzioni, per incominciare, restano quelle della sorella ID.3. La Skoda Enyaq, infatti, è lunga 4.64 metri e offre spazio in abbondanza a cinque passeggeri e relativi bagagli, ai quali è riservato uno spazio di 585 litri.

Skoda Enyaq: elettrica da famiglia 1

Restano ad ora avvolti nel mistero gli interni. Dalle informazioni trapelate fino a questo momento, si sa che a dominare la plancia sarà il grande schermo del sistema di infotainment con una diagonale di ben 13 pollici, che include i comandi del climatizzatore, mentre dietro il volante troverà posto un quadro strumenti digitale.

Fino a 500 km di autonomia

Il powertrain della Skoda Enyaq ricalcherà quello della ID.3. Saranno infatti disponibili vari tagli di batteria, da 52, 62 oppure 82 kWh, per un’autonomia massima di 500 km e diversi motori elettrici con potenze comprese fra 140 e 306 CV. La trazione sarà sulle ruote posteriori, ad eccezione delle versioni più potenti che potranno contare sulle quattro ruote motrici.

Skoda Enyaq: elettrica da famiglia 2

Per quanto riguarda la ricarica, la Enyaq potrà essere caricata alla normale presa domestica o, in alternativa, alle colonnine veloci con potenza fino a 125 kW. In questo modo sarà possibile passare dal 10% all’80% della carica in circa 40 minuti. Ancora poche informazioni riguardo i prezzi che, comunque, dovrebbero andare da 35.000 a 50.000 euro circa.

DR F35, top di gamma accessibile

DR F35, top di gamma accessibile 1

Continua ad allargarsi la famiglia di modelli DR. L’ultima ad entrare a listino è la nuova F35, che si posiziona al vertice della gamma, superando per dimensioni anche la recente DR5. La filosofia del modello è quella che caratterizza l’intera offerta DR, ovvero il rapporto molto vantaggioso tra prezzi e contenuti.

Aerodinamica curata

La DR F35 è il modello più grande del costruttore molisano. Lunga 4,47 metri offre spazio a sufficienza per cinque persone e relativi bagagli. Ma l’elemento davvero caratteristico della vettura è rappresentato dalla cura con la quale è stata messa a punto l’aerodinamica. Grazie a soluzioni come la griglia frontale inclinata e ad altri piccoli accorgimenti, la F35 garantisce un Cx di 0,33.

DR F35, top di gamma accessibile 2

Sotto il cofano della nuova DR F35 trova posto un solo propulsore. Si tratta di un quattro cilindri da 1,5 litri sovralimentato tramite turbocompressore capace di sviluppare una potenza di 156 CV e 230 Nm di coppia. Come tutti gli altri modelli DR a listino, anche la F35 è disponibile anche a GPL.  L’unità è abbinata di serie al cambio manuale, ma in opzione è presente anche un automatico a doppia frizione a sei rapporti. La trazione, invece, è solo anteriore.

Tutto di serie

La nuova DR F35 viene proposta in un unico allestimento già particolarmente ricco. Di serie ci sono i cerchi in lega da 19 pollici, ma a richiesta è possibile avere quelli da 20 pollici. Dentro poi non mancano i sedili in ecopelle, il tetto apribile e il sistema di infotainment con schermo da 9 pollici compatibile con Apple CarPlay e Android Auto.

DR F35, top di gamma accessibile

Nonostante la ricca dotazione di serie, però, mancano all’appello molti dei sistemi di ausilio alla guida che oggigiorno vengono proposti (spesso anche di serie) su modelli di segmento inferiore. La F35 viene proposta in quattro colori: rosso, nero, bianco o blu a un prezzo di accesso di 23.900 euro.

Jeep Compass 2020: più connessa ed efficiente

Jeep Compass 2020: più connessa ed efficiente

Non si tratta di un vero e proprio restyling. L’estetica, infatti, fatta eccezione per il nuovo disegno dei cerchi in lega e le cinque nuove tinte per la carrozzeria, non è stata modificata. Il Model Year 2020 di Jeep Compass porta in dote solo novità sul fronte tecnico. Debutta il nuovo propulsore 1.3 a benzina e una versione aggiornata del sistema di infotainment.

Turbo con due step di potenza

La novità principale legata alla rinnovata Jeep Compass è rappresentata dall’arrivo del propulsore 1.3 T4. Si tratta di un’unità a benzina declinata in due livelli di potenza. Si parte da 130 CV in abbinamento al cambio manuale e si arriva a 150 CV in accoppiata alla trasmissione automatica alla quale si aggiunge anche un’inedita modalità di guida “Sport” per sfruttare al massimo le potenzialità del propulsore. Entrambi i motori sono abbinati alla sola trazione anteriore.

Jeep Compass 2020: più connessa ed efficiente 1

Sia nella variante da 130 CV, sia in quella da 150 CV, il nuovo 1.3 della Jeep Compass è capace di sviluppare 270 Nm di coppia, che si traducono in uno scatto da 0 a 100 km/h in 10″3 nel caso della 130 CV e in 9″1 se si tratta della variante più potente. La nuova unità, conforme alle normative antinquinamento Euro 6 d-Final, assicura consumi ridotti del 30%, con percorrenze medie dichiarate da Jeep rispettivamente di 5,7 e 5,5 l/100 km.

Sempre connessa

Fa il suo debutto sulla Jeep Compass 2020 anche il sistema di infotainment UConnect, disponibile con schermo touch da 7 oppure 8,4 pollici. Il sistema permette di essere sempre connessi, ottenendo così informazioni in tempo reale su traffico e meteo, giusto per fare due esempi.

Jeep Compass 2020: più connessa ed efficiente 2

Jeep, inoltre, ha messo a punto l’applicazione App My Uconnect, attraverso la quale è possibile controllare alcune funzioni della vettura da remoto, come ad esempio l’apertura o la chiusura delle portiere o l’accensione dei fari.

 

Auto aziendali: IVA detraibile e deducibilità dei costi

car2go arriva a Chicago e cresce in tutto il mondo

Recentemente il trattamento fiscale sulle auto aziendali è stato oggetto di accese discussioni. Da una parte il governo, che pensava di ridurre le agevolazioni sulle vetture di proprietà di imprese e professionisti, dall’altro i diretti interessati, che al contrario chiedevano ulteriori vantaggi fiscali visto che in Europa, generalmente, le auto aziendali sono oggetto di una fiscalità più favorevole.

In attesa di capire cosa succederà, però, ecco tutto quello che c’è da sapere riguardo alle auto aziendali, il cui panorama, in Italia, è complesso e variegato perché cambia in base al tipo di attività che aziende e professionisti svolgono.

INDICE
 Detrazione dell’IVA
 Deducibilità dei costi auto
 IVA esposta

La prima questione interessante riguarda la detraibilità dell’IVA. In Italia l’aliquota dell’Imposta sul Valore Aggiunto è pari al 22%. I professionisti e le imprese possono portare in detrazione una percentuale variabile di questa somma. Generalmente si riesce a detrarre il 40%, perché si è calcolato che un’auto aziendale sia in realtà un mezzo di trasporto per uso promiscuo, che viene utilizzato sia durante l’attività lavorativa, sia nel tempo libero e con la famiglia.

Ci sono veicoli definiti “esclusivamente aziendali” o “ad uso esclusivo” in cui la detraibilità dell’Iva sale al 100%. Tra questi si devono citare i taxi, le vetture delle scuole guida o, ancora, i veicoli appartenenti alle società di noleggio e leasing.

Qui potete trovate tutte gli annunci di auto con IVA deducibile presenti su automobile.it.

servizio car2go "atterra" a Ciampino

Una voce ancor più consistente, quando si parla di auto aziendali, è quella rappresentata dai costi veri e propri:

  • costo d’acquisto,
  • costi legati alla manutenzione e alle spese per il carburante.

È qui che si gioca la vera partita. Anche in questo caso, la deducibilità è legata all’attività svolta:

  • 20% per professionisti ed artigiani
  • 80% per agenti di commercio

In genere la percentuale non supera il 20% (fino ad un massimo di 18.076 euro) per professionisti e artigiani, ma per altri, come i rappresentanti o gli agenti di commercio, arriva all’80%. Anche in questo caso, i già citati veicoli aziendali ad uso esclusivo possono portare in detrazione l’intero ammontare delle spese sostenute (100%).

Consigli utili per la manutezione degli pneumatici

Ma cosa significa portare costi in detrazione? Semplicemente che quelle spese abbassano l’utile durante la stesura della dichiarazione dei redditi e che contribuiscono ad abbassare l’importo delle tasse da pagare.

Spesso, quando si guarda il prezzo delle auto, nuove o usate che siano, si legge una cifra e, a fianco, la dicitura “IVA esposta”. Un’espressione non così di immediata comprensione per alcuni. Diciamo che con questa terminologia si intende il fatto che il prezzo segnalato dal venditore per quel veicolo è comprensivo di IVA.

Perché non scrivere IVA inclusa, quindi? Più che altro per una convenzione. Cioè: quando si parla di Iva inclusa, ci si riferisce di solito a categorie di acquirenti che non possono scaricare l’Iva.

Soggetti privati che sono costretti a pagare il prezzo comprensivo della fatidica Imposta sul Valore Aggiunto. Usando il termine IVA esposta, invece, di solito il venditore vuole sottolineare il fatto che il prezzo segnalato, nel caso si sia un’azienda o un soggetto con partita Iva, è in realtà minore del 22%.

Seat "Official Car Sponsor" del festival Collisioni

Facciamo un esempio, tanto per capirci. Se una concessionaria espone una vettura di seconda mano e, a fianco, riporta un prezzo di vendita di 30.000 euro Iva esposta, significa che un privato dovrà sborsare effettivamente 30.000 euro, mentre una partita Iva (aziendale o singola) dovrà sborsare sì 30.000 euro, ma poi potrà vantare un credito di Iva di 6.600 euro nei confronti dello stato e, a livello di costo d’acquisto, potrà portare in detrazione del 20%, dell’80% o del 100% del valore al netto dell’Iva, pari a 23.400 euro.

L’ammortamento pluriennale

C’è un’ultima questione da affrontare quando si parla di auto aziendali. Partendo dalla considerazione che un’auto viene utilizzata per più di un anno, lo stato Italiano ha stabilito che i costi e i relativi benefici fiscali sull’acquisto di un’auto aziendale vengano spalmati su più esercizi. Più precisamente, in 4 anni.

Questo, sempre per fare un esempio concreto, significa che se nell’acquisto di un’auto aziendale si possono portare in detrazione, diciamo per comodità, 10.000 euro, allora questi saranno spalmati su 4 anni, portando in ciascun esercizio in detrazione una cifra pari a 2.500 euro.

Skoda Kamiq- Le migliori auto a metano

Skoda Kamiq

La Skoda Kamiq è il Suv più piccolo della gamma del costruttore boemo, ma non per questo rinuncia a tutte quelle piccole attenzioni legate al concetto di “Simply clever” che caratterizza la produzione Skoda. Scelta con il piccolo 1.0 turbo a metano, poi, è perfetta per macinare chilometri, senza spendere troppi soldi nei rifornimenti

Come è fatta

Lunga 4,24 metri ha le dimensioni giuste per muoversi anche nel traffico cittadino. Ma a discapito di queste, dentro assicura spazio in abbondanza per cinque passeggeri. Unica pecca, la capacità del bagagliaio, che per via della presenza delle bombole di metano scende notevolmente, fermandosi a 278 litri. Un po’ pochi in effetti, anche se il piano di carico resta sempre ben sfruttabile. 

Buona la dotazione, che fin dall’allestimento di accesso alla gamma, Ambition, è abbastanza ricco. Elemento da non trascurare, la variante a metano della Kamiq è guidabile anche dai neopatentati.

LEGGI ORA: Skoda Kamiq: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Quanto costa

I prezzi della Skoda Kamiq a metano nuova partono da 23.140 euro. Il motore è un 1.0 turbo a tre cilindri con una potenza di 90 CV. Trattandosi di un modello monovalente il serbatoio della benzina ha una capacità di soli 9 litri, mentre quello del metano di 13,8 kg. Il consumo di metano è di circa 3,4 kg/100 km. Per chi vuole risparmiare, il mercato dell’usato è ricco di offerte.

auto metano usate
auto metano usate

Mini Countryman 2020: è il momento del restyling

Mini Countryman 2020: è il momento del restyling 2

E’ arrivato il momento del restyling di metà carriera per la Mini Countryman, il modello più grande di casa Mini. Negli ultimi anni le vendite, in tutte le sue varianti, sono cresciute in modo esponenziale e oggi la Countryman incide sui volumi del marchio per il 30%. Di conseguenza, per il restyling è stato scelto il filone della continuità, per non perdere quelle caratteristiche che fino ad oggi hanno contribuito al successo del modello.

Piccoli interventi estetici

I ritocchi hanno interessato un po’ tutta la vettura, senza però stravolgere le proporzioni originali. Davanti cambia il disegno dei gruppi ottici a Led e le prese d’aria si fanno più pronunciate, dando all’insieme un carattere più deciso.  Dietro, invece, si aggiorna il design dei fari, che ora sfoggiano la trama della bandiera inglese. Nuovo anche il paraurti, con elementi verticali che riprendono le forme delle prese d’aria anteriori.

Mini Countryman 2020: è il momento del restyling

Piccoli interventi hanno interessato anche gli interni. Qui la novità più importante è rappresentata dal debutto del quadro strumenti digitale, offerto come optional. Si tratta dello stesso modello utilizzato sulla Cooper elettrica e sulla potente John Cooper Works GP, ma qui ha una grafica dedicata.

Benzina, Diesel o plug-in

Piccoli aggiornamenti arrivano anche dal fronte propulsori. Ora tutti i motori sono stati aggiornati per rispettare la vigente omologazione Euro 6 d-Temp. Per questo motivo, tutte le unità a benzina sfruttano ora il filtro antiparticolato, mentre i Diesel adottano l’Scr con AdBlue. La gamma dei benzina è attualmente composta dalla One da 102 CV, la Cooper da 136 CV e la Cooper S da 178 CV. Per chi preferisce i motori a gasolio troviamo invece la One D da 116 CV, la Cooper D da 150 CV e la Cooper SD da 190 CV.

Mini Countryman 2020: è il momento del restyling 1

Al top dell’offerta si posiziona la Mini Cooper SE Countryman ALL4, ovvero la variante plug-in da 220 CV, che grazie alla batteria da 9,6 kWh è in grado di percorrere fino a 61 km in modalità completamente elettrica.

App autovelox: ecco le migliori per Apple e Android

App autovelox: ecco le migliori per Apple e Android

Guidare rispettando il dettato del Codice della Strada deve essere sempre il primo principio cui ispirarsi quando si ci trova al volante della propria vettura. Tuttavia ci sono occasioni nelle quali si esagera, anche inconsapevolmente, con la velocità e si rischia di ricevere una multa anche salata. Per cercare di prevenire queste situazioni è possibile installare le app autovelox in grado di indicare in anticipo la presenza dei dispositivi fissi o mobili.

INDICE
App autovelox gratis
Migliore app autovelox
App autovelox fissi e mobili gratis
App autovelox autostrada

Lo smartphone è diventato ormai un compagno di viaggio inseparabile per ciascuno di noi, e tra le varie app, presenti sia nello store Apple che in quello Android, sono disponibili anche molte app autovelox totalmente gratuite.

Molte di queste sono incluse nelle app dedicate alla navigazione satellitare ed offrono una comodità ulteriore perché consentono non solo di seguire le indicazioni stradali, ma anche di venire a conoscenza con avvisi sonori e visivi della presenza di autovelox.

Riuscire ad indicare quale sia la migliore app autovelox non è semplice data la corposa offerta presente sul mercato, ma è comunque possibile indicarne alcune tra le più valide presenti sugli store dei vari dispositivi.

Waze è senza dubbio una delle app autovelox più apprezzate dagli utenti sia per la sua precisione nel calcolare il percorso meno trafficato, sia per la grande condivisione di informazioni proprio da parte degli utilizzatori che consente di essere sempre aggiornati sulla eventuale presenza di autovelox.

Altra app autovelox molto utilizzata, e presente praticamente di default su tutti gli smartphone android, è Google Maps. Il navigatore del colosso statunitense è utilizzabile anche per muoversi a piedi o con i mezzi pubblici, ma chi lo sfrutta come navigatore per l’auto ha potuto apprezzare non solo i continui aggiornamenti ma anche le indicazioni sulla presenza di autovelox e T-Red.

L’offerta di app autovelox non si esaurisce qui. Negli store Apple e Android sono infatti presenti altre app autovelox gratis valide.

Tra queste si segnala TomTom Navigatore GPS – Traffico e Autovelox. Questa app, oltre ad essere una delle più apprezzate come navigatore satellitare, è anche utilissima per individuare la presenza di autovelox. L’app segnala inoltre l’eventuale superamento limite di velocità su un determinato tratto di strada e funziona anche in background.

Ultima, ma non per importanza, è Autovelox fissi e mobili. Il nome dice già tutto e la app è dotata di una interfaccia semplice ed una grafica in grado di fornire informazioni chiare e precise. Anche questa app autovelox è in grado di avvisare l’utente anche se sta lavorando in background, così come già visto con Waze, le segnalazioni della presenza dei dispositivi è costantemente aggiornata tramite la community degli utenti.

Tutte le app di cui abbiamo parlato sino ad ora, ed elencato in base alla popolarità, sono anche delle ottime app autovelox autostrada.

Non sono soltanto le quattro elencate sopra le più interessanti app autovelox presenti online. Negli store dei vari dispositivi si possono infatti scovare altri programmi molto scaricati come Radarbot.

Questa app autovelox avvisa immediatamente il guidatore della presenza di autovelox fissi, mobili, rilevatori di galleria, postazioni tutor e semafori controllati da fotocamere oltre a fornire indicazioni sempre aggiornate sul traffico.

Il tachimetro registra e visualizza i diversi limiti di velocità a cui attenersi e permette di stabilire un proprio limite e di impostare manualmente un avviso acustico che si attiva ogni volta che il limite di velocità impostato viene superato.

Le app autovelox di cui abbiamo parlato sino ad ora sono utili non solo per essere avvisati della presenza di questi dispositivi sulle strade cittadine, ma anche sulle autostrade.

Inoltre, proprio chi percorre con una certa frequenza i tratti autostradali può beneficiare dell’installazione delle app autovelox e tutor così da evitare di rischiare di pagare multe anche salate e perdere punti patente.

Ricordiamo, infine, che le app indicate in precedenza sono compatibili con la maggior parte dei dispositivi in commercio in quanto gli sviluppatori hanno creato sia app autovelox per android auto che app autovelox iphone.

AutomotiveLab, un convegno per rilanciare l’auto

Ecobonus

L’Italia dell’auto e dei motori si sta faticosamente buttando alle spalle i difficili mesi di lockdown. Marzo e aprile, a causa della chiusura di stabilimenti produttivi e concessionarie, hanno fatto registrare numeri da profondo rosso con le immatricolazioni che sono scese rispettivamente dell’85 e del 98%.

Ma come ripartire? Noi di automobile.it ce lo chiediamo in un convegno virtuale aperto al pubblico, chiamato AutomotiveLab, che vedrà la partecipazione di Davide Archetti, General Manager di automobile.it. L’iniziativa, che si terrà il 18 giugno, è stata organizzata dalla rivista Auto in collaborazione con Corriere dello Sport – Stadio, Tuttosport e automobile.it e si pone l’obiettivo di esplorare criticità ed opportunità del rilancio del settore.

Iscriviti gratuitamente e partecipa all’evento, troverai numerose stanze per approfondire le tematiche, ascoltare dibattiti, partecipare a workshop.

Alla giornata interverranno numerosi addetti ai lavori. Oltre al già citato Davide Archetti, anche responsabili di associazioni di categoria, manager dell’automotive, rappresentanti delle istituzioni, docenti universitari e illustri esponenti del mondo della finanza e dell’economia.

Temi concreti e interazione con il pubblico

Tra conferenze e workshop tematici si affronteranno questioni concrete, dal futuro dei concessionari alla necessità di apportare modifiche alla viabilità urbana, dalla diffusione delle infrastrutture a sostegno della mobilità elettrica ai vantaggi offerti dalle nuove tecnologie. Al convegno, i cui dettagli su date e modalità di accesso saranno resi noti a breve, il pubblico potrà avere anche un ruolo attivo. Una serie di moderatori, infatti, selezionerà le domande poste dall’audience e le sottoporrà agli esperti.

Le proposte dell’Unrae

Quello dell’automotive è un comparto trainante per l’economia italiana. Tra produttori, filiera e indotto, si calcola che valga tra il 9 e il 10% del Pil: per questo motivo sostenere il settore significa dare vero slancio alla ripresa post-Coronavirus. Le proposte non mancano. L’Unrae (Unione Nazionale Rappresentanti Veicoli esteri) chiede che si intervenga su tre fronti, aumentando il fondo previsto per l’Ecobonus e allargando le agevolazioni anche ad una terza fascia di veicoli con emissioni di CO2 comprese tra i 61 e il 95 g/km, allineando il peso fiscale sulle auto aziendali a quello di altri paesi europei e eliminando per tutto il 2020 l’ecomalus.

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L’ACI chiede incentivi alla rottamazione

All’Unrae fa eco l’Automobile Club d’Italia, che in linea con quanto sostenuto all’associazione dei costruttori stranieri ritiene che un incentivo alla rottamazione di vetture e veicoli commerciali con immatricolazione Euro 0, 1, 2 e 3 permetta di accelerare il rinnovamento del parco circolante con un duplice beneficio, economico e ambientale. Senza dimenticare che le auto nuove sono anche più sicure e che una misura di questo tipo porterebbe benefici anche a livello sociale, con meno sinistri e conseguenze meno gravi in caso di incidente.

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Le Case concordano

A sostegno di Aci e Unrae arrivano anche i manager delle Case, che vedono nella serie di misure richieste l’unica via di uscita da una crisi che bisogna mettersi alle spalle al più presto. Numerose sono le voci che sperano che con il Decreto Rilancio e iniziative successive il governo ponga maggiore interesse al comparto nel suo complesso. Non resta che partecipare ad AutomotiveLab per scoprire tutti i dettagli.