FIAT 500L Metano: prezzo, dimensioni e caratteristiche

FIAT 500L Metano

La Fiat 500 L twinair si propone come una vettura adatta a chi non vuole cedere alla moda dei SUV e dei crossover ma necessita ugualmente di un’auto spaziosa e sfiziosa. Lo stile richiama la “sorellina” 500, mentre la gamma motori prevede una economica versione a metano ideale per tenere sotto controllo i costi di gestione.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Fiat 500 L:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 412/1480
 Alimentazioni Benzina/Diesel
 Classe Euro 6D Temp
 Cv/kW (da) da 95/70
 Prezzo (da) da 6.900 Euro (USATO)

auto metano usate

auto metano usate

INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motorizzazione
Configuratore
Consumi
Prezzo
Opinioni

Grazie ai suoi 4 metri e 24 centimetri di lunghezza la Fiat 500L a metano si dimostra una vettura ideale sia nella guida cittadina che nei tragitti autostradali. Il passo di 2612 mm regala una buona abitabilità interna anche ai passeggeri posteriori.

Dimensioni
Lunghezza 4.240 mm
Larghezza 1.780 mm
Altezza 1.660 mm
Passo 2.612 mm

auto metano usate

auto metano usate

La Fiat 500 L a metano presenta un look tipicamente 500 ma elaborato nelle dimensioni. Il frontale, infatti, richiama quanto già visto sulla citycar grazie alla presenza della doppia fanaleria tondeggiante che regala un aspetto simpatico alla vettura, mentre la fiancata si discosta dalla sorella minore grazie alla presenza delle portiere posteriori e di passaruota squadrati e ben evidenziati. L’ampio portellone posteriore, infine, è abbracciato da fari dal design quadrangolare che “invadono” anche la fiancata.

Gli interni della Fiat 500 L metano si caratterizzano per la fascia in plastica della plancia in tinta con la carrozzeria. Il cruscotto è diviso in tre elementi circolari, con quello centrale riservato al computer di bordo, mentre al centro della plancia è presente il monitor riservato al sistema di infotainment UConnet compatibile con Apple CarPlay ed Android Auto.

La Fiat 500L Mirror 0.9 TwinAir Turbo 80cv Natural Power, spinta dal bicilindrico Twinair da 0,9 litri (875 cc.) turbo, propone la doppia alimentazione Metano-Benzina che consente di viaggiare comodi in cinque senza inquinare troppo e anche risparmiando sul pieno.

La guida è piacevole e il cambio a 6 rapporti consente una guida briosa sia nel concitato traffico cittadino che negli spostamenti in autostrada dove si apprezzano molto le marce lunghe. La ripresa è buona anche con il rapporto alto.

La Fiat 500 L Twinair non è più disponibile nel listino del nuovo, mentre numerose offerte possono essere trovate sul mercato dell’usato.

La versione da noi utilizzata aveva anche una ricca dotazione opzionale come il Pack City che comprende gli specchi retrovisori richiudibili elettricamente, i sensori di parcheggio e la sempre utilissima telecamera posteriore. Il Pack sedili Anteriori, poi, ci ha permesso la regolazione lombare sia per il guidatore che per il passeggero, e la regolazione in altezza anche per il passeggero. Fari automatici e sensore pioggia; alzacristalli elettrici posteriori con funzione antipizzicamento; Organizer vano di carico (Cargo Magic Space); specchietto di sorveglianza bambini e il climatizzatore automatico.

sta_anchor id=”fiat-500l-metano-consumi” unsan=”fiat-500l-metano-consumi”]Fiat 500 L metano: Consumi[/sta_anchor]

La potenza di 80 cavalli sprigionata dal TwinAir turbo permette alla versione Mirror a sei marce da noi testata di raggiungere una velocità massima di 163 chilometri orari con un consumo medio di 5,9 litri per 100 chilometri e con emissioni di CO2 che dai 137 Gr/Km nell’utilizzo della benzina scendono a 105 se è il Metano a farlo funzionare.

sta_anchor id=”fiat-500l-metano-prezzi” unsan=”fiat-500l-metano-prezzo”]Fiat 500 L metano: Prezzo[/sta_anchor]

Come anticipato, la Fiat 500 L a metano non è più presente nei listini della Casa. Chi fosse ugualmente interessato all’acquisto della vettura può comunque consultare le numerose offerte presenti su automobile.it. I prezzi per la Fiat 500 L metano usata partono da 6.900 euro, mentre cercando tra le Km 0 i prezzi partono da 17.400 euro.

fiat 500L usate
fiat 500L usate

sta_anchor id=”fiat-500l-metano-opinioni” unsan=”fiat-500l-metano-opinioni”]Fiat 500 L metano: Opinioni[/sta_anchor]

Le Fiat 500 L a metano prodotte nel mese di luglio 2013 sono state oggetto di una campagna di richiamo per verificare il corretto serraggio della tubazione di raccordo del riduttore di pressione ed evitare il pericolo di fughe di metano. I proprietari hanno comunque apprezzato i consumi contenuti ed il motore adeguato alla massa della vettura, anche se l’autonomia a metano di poco superiore ai 300 Km non ha pienamente soddisfatto chi è costretto a percorrere parecchia strada.

Comprare un’auto a metano può rivelarsi una scelta davvero ecosotenibile e, conveniente, sopratutto se si guarda all’usato. Per guidarti al meglio nell’acquisto,  abbiamo realizzato una classifica delle 10 auto a metano usate più cercate dagli Italiani.

Meglio GPL o metano? Differenze e vantaggi delle due alimentazioni 3

 

Opel insignia: con il restyling arrivano anche i fari IntelliLux Led Pixel

Opel insignia: con il restyling arrivano anche i fari IntelliLux Led Pixel 6

La seconda generazione della Opel Insignia ha debuttato nel 2017. Oggi, a distanza di circa tre anni, l’ammiraglia della Casa della Folgore si concede il classico aggiornamento di metà carriera. La prima uscita ufficiale del restyling è avvenuta questo gennaio al Salone di Bruxelles.

Opel insignia: con il restyling arrivano anche i fari IntelliLux Led Pixel 1

Esternamente l’auto cambia principalmente davanti. Berlina e station wagon accolgono infatti una mascherina dal design diverso. È più larga, con cornice cromata più spessa, e trama a dot argentati che mettono in risalto il baffo orizzontale che incastona lo stemma.

Opel insignia: con il restyling arrivano anche i fari IntelliLux Led Pixel 4

Illuminazione ideale con i fari a matrice di Led

L’operazione restyling sulla Opel Insignia è stata sfruttata dai tecnici di Russelsheim per aggiornare il modello anche sotto il profilo della tecnologia. Come dimostra l’adozione dei nuovi fari IntelliLux Led Pixel, che adottano 84 Led ciascuno.

Opel insignia: con il restyling arrivano anche i fari IntelliLux Led Pixel 12

Attraverso la telecamera frontale e due telecamere più piccole presenti all’interno dei due proiettori (il tutto comandato da una centralina elettronica) gestiscono l’accensione delle singole lampadine. Queste, disposte su tre file, garantiscono la massima illuminazione nella guida in condizioni di luce scarsa senza abbagliare i veicoli presenti nei dintorni. I nuovi fari permettono di modificare l’ampiezza e l’intensità del raggio luminoso anche in base alla velocità e al tipo di percorso che si sta affrontando, lavorando in relazione all’angolo di sterzo.

Più sicurezza con il Rear Cross Traffic Alert

Con il restyling 2020 la Opel Insignia introduce anche il Rear Cross Traffic Alert. Si tratta di un dispositivo di sicurezza attiva che attraverso i radar posteriori può monitorare l’area dietro al veicolo con un angolo di 180° e può frenare l’auto in modo completamente automatico se scorge l’arrivo di un’auto mentre si arretra, magari in uscita da un parcheggio o in manovra.

Opel insignia: con il restyling arrivano anche i fari IntelliLux Led Pixel 8

Il Rear Cross Traffic Alert si aggiunge alla già ricca dotazione di sicurezza presente sul modello. Comprende monitoraggio dell’angolo cieco, avviso di superamento involontario della carreggiata, riconoscimento della segnaletica verticale, il rilevamento dei pedoni, assistenza al parcheggio, head-up display e cruise control adattivo.

Come riutilizzare vecchi pneumatici?

Come riutilizzare vecchi pneumatici?

Dalla strada alla discarica: la vita degli pneumatici sembra risolversi così per la maggior parte dei consumatori, dopo che hanno capito che è neccessario sostituire le gomme delle loro auto, e questo sembra esser ancor più vero se si pensa che sono oltre 2 milioni gli pneumatici che ogni anno vengono gettati via come comuni rifiuti. Il danno all’ambiente è evidente, ma è possibile rimediare.

Tra i trend del 2020, data la dirompenza del messaggio di Greta Thunberg e il successo dei FridayForFuture, c’è sicuramente l’attenzione per l’ambiente. In tutti i settori l’eco sostenibilità è diventata un aspetto con cui fare i conti: fra questi vi sono anche il settore dei pneumatici. Vediamo quindi come riutilizzare vecchi pneumatici ispirandoci ad alcune idee creative. Se non avete ancora comprato gli pneumatici nuovi, potete trovarli su ebay.it/pneumatici-per-auto.

Come fare fioriere con pneumatici o vasi pensili

Uno dei modi più semplici per riutilizzare gli vecchi pneumatici usurati è quello di trasformarli in fioriere. Il primo consiglio utile per raggiungere il vostro scopo è quello di lavarli accuratamente. Ovviamente, a seconda dei colori che contraddistinguono il vostro spazio all’aperto, potrete decidere anche di verniciarli. Se avete intenzione di costruire un vaso pensile, allora non dovrete far altro che fissare un chiodo al muro per appendervi la gomma.

A questo punto create dei buchi sulla parte bassa dello pneumatico, indispensabili a drenare l’acqua, e riempite l’incavo in basso con il terriccio più idoneo alla tipologia di piante che volete piantare. Nel caso in cui vi state chiedendo come fare fioriere con pneumatici usati da posare in giardino, allora dopo aver lavato e verniciato la gomma, inchiodate su un lato un foglio di compensato. La fioriera è pronta non resta che riempirla di terra.

Fioriere con pneumatici

Come riciclare pneumatici usati: trasformateli in pouf o tavoli d’appoggio

Gli pneumatici usati possono trasformarsi in bellissimi pouf. Per la costruzione di un pouf avrete bisogno di due gomme. Posizionate i due pneumatici uno sull’altro e con un trapano fate dei buchi utili a fissare delle lunghe viti: bloccateli con dei dadi per rendere la struttura più solida. Verniciate poi la gomma: questo farà sì che il pouf sia in linea con lo stile del resto della casa.

Completate la struttura fissando un cuscino in gommapiuma ad un cerchio di compensato, e foderate il tutto con la stoffa che preferite. Il cuscino realizzato andrà incollato ad un cerchio di compensato più grande: questo passaggio lo renderà più stabile. Infine fissate con della colla bioadesiva la struttura del cuscino alle gomme.

Se desiderate invece dar vita ad un tavolino, realizzate con gli pneumatici la medesima struttura prodotta per il pouf: sostituite però il cuscino con una lastra di vetro, una lamina di legno o anche uno specchio. Incollate, infine, il pianale alla struttura delle gomme.

Come riutilizzare i vecchi pneumatici: trasformateli in una cuccia

Se avete un cane o un gatto, potete trasformare i pneumatici in un comodo giaciglio. La struttura è semplice: basta avere una gomma, lavata e verniciata a vostro piacimento. Per costruire la cuccia ideale, chiudete un lato della gomma con un foglio di compensato. Ora avete un contenitore che basterà riempire con calde coperte per coccolare il vostro cucciolo.

Fare esercizi con gli pneumatici

Col il progressivo diffondersi degli allenamenti funzionali, capita sempre più spesso di vedere utilizzati vecchi pneumatici durante nelle sale fitness o all’aria aperta. Allenarsi con gli pneumatici – pratica che prende il nome di “Tire Training” – serve in particolare per incrementare la forza resistente e la potenza. Dal semplice ribaltamento della ruota al salto dentro e fuori dal buco della gomma, gli esercizi con gli pneumatici possono anche essere divertenti!

Esercizi con pneumatici

BMW ibrida: ecco tutti i modelli

BMW ibrida

L’elettrificazione del mondo automotive prosegue ormai senza sosta, ma in attesa che tutti i marchi abbiano in listino almeno un modello a zero emissioni è possibile scovare numerose auto ibride. Tra i costruttori che propongono modelli dotati di motore termico unito a quello elettrico c’è anche la BMW. Scopriamo qual è la migliore BMW ibrida presente in commercio.

INDICE
BMW ibride
BMW X1 ibrida
BMW X2 ibrida
BMW X3 ibrida
BMW ibrida: prezzo

La Casa tedesca aveva anticipato i tempi e già nel 2015 aveva messo in commercio la prima BMW ibrida, la i8.

Con quest’auto il costruttore di Monaco ha voluto dimostrare tutte le sue capacità ingegneristiche nel campo delle supercar dotando la vettura di scocca in fibra di carbonio per diminuire il peso complessivo ed aumentare la rigidità strutturale, e di un inedito motore tre cilindri turbo accoppiato ad una unità elettrica.

La vettura, infatti, è una vera e propria BMW ibrida grazie alla presenza di un motore elettrico sincrono dalla potenza di 131 CV con 250 Nm di coppia abbinato ad un propulsore tre cilindri da 1.5 litri ad iniezione diretta dalla potenza di 231 CV e 320 Nm di coppia.

La BMW i8 esprime così un totale di 362 CV e 570 Nm ed è in grado di raggiungere i 250 Km/h autolimitati e di bruciare lo 0-100 Km/h in appena 4,4 secondi.

Grazie alla presenza di una  batteria al litio da 7,2 kWh, la BMW ibrida può percorrere una distanza di 37 km in modalità puramente elettrica, mentre con il motore termico attivo l’autonomia dichiarata è di ben 500 km.

E’ uno dei modelli più apprezzati della Casa tedesca ed in occasione del restyling del 2019 è stata annunciata la nuova motorizzazione che l’ha resa anche una vera e propria BMW ibrida. Stiamo parlando della BMW X1, il SUV compatto che nel corso del 2020 sarà in vendita anche con motorizzazione plug-in.

La BMW X1 ibrida non subisce mutazioni nel design. Il frontale rimane muscoloso grazie ad un ampio doppio rene cinto da fai a led dal design decisamente aggressivo e ad un paraurti particolarmente elaborato, mentre altrettanto aggressivo è anche il design del posteriore che sottolinea la vocazione sportiva della vettura.

La vera novità della BMW X1 è data dalla motorizzazione ibrida plug-in. Il motore termico utilizzato è il 1.5 litri 3 cilindri turbo da 125 CV, mentre l’unità elettrica, posizionata sull’asse posteriore, sviluppa una potenza complessiva di 95 cavalli.

La presenza del motore elettrico sull’asse posteriore consente alla BMW ibrida di poter utilizzare la trazione integrale senza la necessità di sfruttare un albero di trasmissione ma affidando tutte le decisioni all’elettronica della vettura.

La potenza complessiva della BMW X1 ibrida è di ben 220 CV ed i consumi dichiarati sono davvero contenuti, 2,1 litri per 100 Km. In modalità elettrica la BMW ibrida percorre circa 57 Km.

La BMW X2 condivide la meccanica con la X1, ma rispetto alla sorella maggiore presenta delle dimensioni leggermente ridotte che le conferiscono un’immagine più sportiva. L’altezza, infatti, si riduce di 7 centimetri, mentre la lunghezza diminuisce di 8.

Così come per la BMW X1, anche per la BMW X2 il 2020 sarà l’anno dell’elettrificazione. Il crossover tedesco, infatti, potrà fregiarsi della denominazione di BMW ibrida grazie al suo propulsore termico da 1.5 litri abbinato ad una unità elettrica da 95 CV.

La potenza della BMW X2 ibrida è la stessa prevista per la X1, 220 CV, così come identica è l’autonomia dichiarata dalla Casa tedesca in modalità 100% elettrica, 57 Km.

Per quel che riguarda i tempi di ricarica, questi variano da 3 ore, utilizzando il Wallbox BMW i, a quasi 5 ore collegando l’auto alla presa domestica da 230 Volt.

Anche un cavallo di battaglia della Casa tedesca come la BMW X3 vedrà la propria gamma elettrificata. Il SUV tedesco, infatti, sarà proposto anche in versione ibrida.

Prodotta negli stabilimenti statunitensi, la BMW X3 ibrida non si differenzia nelle linee rispetto alla versione dotata di motore tradizionale. E’ invece sotto il cofano che cambia tutto. Il motore benzina 4 cilindri da 2.0 litri viene infatti supportato da una unità elettrica da 109 CV per una potenza complessiva di 292 cavalli.

La velocità complessiva dellaBMW ibrida è di 210 Km/h, mentre lo 0-100 viene coperto in appena 6,1 secondi. Se si sceglie di viaggiare in modalità 100 % elettrica l’autonomia dichiarata dalla Casa è di 46 Km, mentre i consumi medi previsti sono di 2,4 litri di carburante per 100 Km.

La BMW X3 ibrida è l’unica al momento presente nel listino del costruttore tedesco ed il prezzo di partenza della BMW ibrida xDrive30e è di 58.900 euro per l’allestimento base per poi arrivare a 67.400 euro per la versione nell’allestimento MSport.

Nessuna comunicazione, invece, in merito a prezzi della BMW X1 ibridae della BMW X2 ibrida che saranno inserite nel listino nel corso del 2020.

 

Hummer, la seconda vita è a zero emissioni

Hummer, la seconda vita è a zero emissioni

Negli anni Novanta e ancor più nei primi anni del nuovo millennio, l’Hummer è stato uno dei veicoli simbolo del “Made in USA”. Il fuoristrada per eccellenza a Stelle e Strisce che, sull’onda del fallimento di General Motors, nel 2009 è sparito dal mercato. Ma certi miti sono destinati a non morire mai e così, il brand americano ha annunciato che, proprio nel corso del 2020, l’Hummer tornerà in scena, ma rompendo con la tradizione. La nuova generazione del “gigante” americano, infatti, sarà alimentato unicamente da un powertrain elettrico.

Potenza a 1.000 CV

Via i vecchi e grandi propulsori V8, dentro un motore elettrico. Così l’Hummer 2.0 si appresta a tornare su strada. Al momento, però, le informazioni tecniche sul modello sono ancora molto poche. Ciò che si sa per certo è che il fuoristrada americano sarà proposto con carrozzeria pick-up e che a spingerlo provvederà un powertrain elettrico accreditato di una potenza massima di ben 1.000 CV, sufficienti a spingere il modello da 0 a 60 miglia orarie, ovvero poco meno di 100 km/h, in soli 3 secondi.

Hummer, la seconda vita è a zero emissioni 1

Ma il dato più impressionante è quello sulla coppia. Il produttore dichiara ben 15.590 Nm. Prima di rimanere a bocca aperta, però, bisogna tenere in considerazione che non è stato specificato se questo dato si riferisce alla misura alla ruota oppure no. Detto questo, le potenze in gioco e la scelta di puntare su una carrozzeria pick-up, fanno del nuovo Hummer un potenziale rivale del Tesla Cybertruck. Insomma, una sfida tutta americana.

Stile massiccio

Anche sul design del nuovo Hummer restano molti dubbi. Dal fugace teaser rilasciato fino a questo momento è possibile fare alcune ipotesi unicamente sulla sezione frontale del modello. Stando a questo, pare che i designer americani abbiano lavorato sulla “continuità”, cercando di reinterpretare in chiave moderna gli elementi stilistici tipici del modello. Tra questi la mascherina anteriore nella quale una firma luminosa tra i due fari crea la scritta Hummer.

Produzione a Detroit

Il debutto del nuovo Hummer dovrebbe avvenire nel mese di maggio, mentre la commercializzazione comincerà, molto probabilmente, nel corso del 2022. La produzione avverrà all’interno del rinnovato stabilimento di Hamtramck di Detroit, dando così una seconda vita al sito produttivo americano.

Peugeot 508 Hybrid, ammiraglia “alla spina”

Peugeot 508,Hybrid, ammiraglia “alla spina” 3

Continua il percorso di elettrificazione della gamma Peugeot. Dopo aver presentato le varianti completamente elettriche delle nuove 208 e 2008, ora il marchio del Leone punta sul plug-in proponendo una variante “alla spina” della sua ammiraglia. Stiamo parlando della 508 Hybrid, disponibile sia con carrozzeria berlina, sia station wagon, che sfruttando un motore elettrico montato sull’asse anteriore, accanto all’unità endotermica, è in grado di percorrere fino a 54 km in modalità completamente elettrica, usufruendo, inoltre, di tutti i vantaggi in termini fiscali e di mobilità assicurati ai modelli ibridi.

Due motori, una batteria

Ma vediamo come è fatta la nuova Peugeot 508 Hybrid. Ad alimentare l’ammiraglia francese provvede un propulsore a benzina 1.6 PureTech (il ben noto quattro cilindri turbo del Gruppo PSA), accreditato di una potenza massima di 180 CV. L’Unità è abbinata a un motore elettrico, montato anch’esso tra le ruote anteriori, capace di sviluppare una potenza massima di 110 CV. Questo è alimentato da una batteria agli ioni di litio con una capacità di 11,8 kWh che, una volta completamente carica, permette alla 508 plug-in di percorrere fino a 54 km a zero emissioni.

 

L’unione dei due propulsori assicura una potenza di sistema di 225 CV, che permettono all’ibrida francese di raggiungere i 100 km/h con partenza da fermo in 7”9 (che diventano 8” se si sceglie la variante station wagon) e di raggiungere una velocità massima di 240 km/h. A proposito di velocità massima, se si viaggia in modalità 100% elettrica la velocità di punta scende a 135 km/h. In ultimo parliamo del cambio. La Peugeot 508 Hybrid viene proposta di serie con il cambio automatico e-EAT8.

Per conservare la carica

A proposito della batteria della 508 Hybrid, questa può essere caricata attraverso una normalissima presa di corrente domestica. In questo caso, però, per raggiungere il 100% della carica bisognerà attendere fino a circa 7 ore. Per abbattere i tempi, meglio quindi utilizzare una colonnina fast, che permette di raggiungere la massima capacità di carica dell’accumulatore in circa 2 ore.

Peugeot 508,Hybrid, ammiraglia “alla spina” 4

Sempre in tema batteria, è particolarmente interessante la modalità di guida e-save, che permette di scegliere quanta autonomia mantenere per, eventualmente, sfruttarla nel momento in cui si raggiunge un centro abitato. Si può scegliere se conservare 10 o 20 km, oppure l’intera capacità della batteria.

Spazio in abbondanza

Nonostante la presenza del motore elettrico e della batteria, lo spazio a bordo della 508 ibrida non cambia rispetto alle varianti ad alimentazione “tradizionale”. La batteria, infatti, è montata sotto la panca posteriore, lasciando quindi invariato lo spazio a disposizione di passeggeri e bagagli. Il vano di carico, infatti, conserva una capacità minima di 487 litri sulla berlina e di 530 litri sulla SW.

Peugeot 508,Hybrid, ammiraglia “alla spina” 2

La nuova Peugeot 508 Hybrid è già in vendita a un prezzo di partenza di 46.880 euro per la variante di carrozzeria berlina e 47.880 euro per quella familiare. In entrambi i casi, si ha accesso agli incentivi statali sull’acquisto di auto a basso impatto ambientale che, nel caso della 508 plug-in arrivano fino a 2.500 euro.

Cambio sequenziale: ecco come funziona e tutte le caratteristiche

Cambio sequenziale

L’evoluzione tecnologica che ha investito il mondo automotive ha riguardato non solo l’ingresso sulle vetture di componenti in grado di rendere le auto perennemente connesse, vedi i sistemi di infotainment, ma, soprattutto, di sistemi in grado di alleviare lo stress alla guida come il cambio sequenziale. Scopriamo come funziona e su quali vetture è presente.

INDICE
Come funziona il cambio sequenziale
Cambio sequenziale Smart
Cambio sequenziale Renault
Cambio sequenziale BMW
Cambio sequenziale Ford
Differenza tra sequenziale e automatico

L’evoluzione del cambio automatico ha portato i vari costruttori a dotare alcuni modelli presenti in gamma del cambio sequenziale. Questa terminologia indica una particolare modalità di funzionamento del cambio automatico, ossia quella che consente al guidatore di decidere quando cambiare marcia.

A differenza che con un tradizionale cambio automatico, in presenza di un cambio sequenzialeil guidatore non dovrà premere alcun pedale della frizione per effettuare il passaggio di rapporto, ma sarà sufficiente spostare la leva posta sul tunnel centrale, o azionare i paddle dietro il volante, per compiere il cambio marcia.

Sulla maggior parte dei modelli spostando la leva del cambio verso l’alto si sale di rapporto, mentre tirando la leva verso il basso si effettua una scalata. Se, invece, l’auto è dotata di cambio sequenziale con paddle al volante sarà sufficiente tirare verso di sé la levetta di destra per salire di marcia oppure quella di sinistra per scalare rapporto.

La Smart è una delle vetture più popolari dotata di cambio sequenziale. Sarà sufficiente utilizzare la leva posta sul tunnel centrale per decidere in quale momenti effettuare il cambio marcia, ma se si vuole demandare questo compito all’elettronica di bordo sarà possibile inserire il funzionamento del cambio automatico e godersi una guida in totale relax.

Uno dei vantaggi dell’utilizzo del cambio sequenziale è dato dalla possibilità di decidere autonomamente quando effettuare il passaggio di marcia evitando così l’intervento della centralina di bordo.

La Renault ha voluto offrire su tutta la propria gamma il cambio automatico EDC, proponendo così una alternativa valida al cambio manuale.

Il cambio EDC a doppia frizione è un fiore all’occhiello del costruttore transalpino. Secondo la Renault, infatti, questo dispositivo riesce unire tutto il relax di un classico automatico all’efficienza di un cambio manuale.

I ricordi passati di consumi elevati per le auto dotate di cambio automatico sono ormai un ricordo. Inoltre il sistema EDC ha anche la possibilità di essere utilizzato come cambio sequenziale con paddle al volante seppure nelle versioni più sportive della gamma, ovvero le RS.

Il cambio sequenziale, come detto, consente al guidatore di decidere quando effettuare il passaggio di marcia ed è quindi il dispositivo ideale per tutte quelle vetture che fanno della sportività il proprio marchio di fabbrica.

Cambio sequenziale BMW

Tra le Case in grado di creare vetture decisamente sportive c’è senza ombra di dubbio la BMW. Il costruttore tedesco ha affascinato milioni di automobilisti con le sue auto dotate di motori 6 cilindri in linea e trazione posteriore, e negli ultimi anni ha proposto sul mercato lo Steptronic.

Con questa denominazione è indicato il cambio sequenziale made in BMW dotato di convertitore di coppia. Il guidatore avrà la possibilità di scegliere se far fare tutto alla propria vettura, e quindi utilizzare il cambio automatico, oppure decidere lui quando effettuare il cambio marcia, e utilizzare i paddle posti dietro le razze del volante, per estrarre il massimo delle performance dal propulsore grazie alle 8 marce disponibili.

La Casa americana ha introdotto nei listini, come alternativa al cambio manuale, un dispositivo automatico denominato Powershift.

Questo è dotato di due frizioni a secco che innescano due cambi manuali accoppiati e robotizzati ed hanno compiti separati: la prima serve i rapporti dispari, mentre la seconda i rapporti pari.

Entrambe sono regolate da una centralina robotizzata che alterna automaticamente le marce analizzando la velocità del veicolo e la pressione sull’acceleratore: se la velocità aumenta, la marce salgono, viceversa, quando la velocità diminuisce, le marce scalano automaticamente.

Anche il sistema Powershift può essere utilizzato come cambio sequenzialelasciando scegliere al guidatore quando effettuare il passaggio di marcia, ma la rapidità di cambiata garantita dal doppia frizione potrebbe far propendere per un utilizzo prettamente automatico.

Le auto con cambio sequenziale sono ormai una presenza costante nei listini dei costruttori e non è più raro trovare per strada vetture dotate di questa tecnologia.

Spesso, tuttavia, si confonde la funzione di cambio sequenziale con quella propria del cambio automatico. In realtà la differenza tra le due modalità di funzionamento è netta e semplice da comprendere.

Le auto dotate di cambio automatico sono tutte quelle macchine nelle quali la funzione di passaggio di marcia è affidata esclusivamente al’elettronica, mentre nelle auto dotate di cambio sequenziale, nonostante la possibilità di sfruttare il cambio automatico, sarà il conducente che potrà decidere di attivare il cambio sequenziale a prendere lui il comando quando si tratterà di salire di rapporto o scalare di marcia neutralizzando così l’intervento della centralina della vettura.

Con entrambi i dispositivi, quindi, non sarà presente il pedale della frizione, ma in una vettura dotata di cambio sequenziale sarà il guidatore a scegliere a quale regime di rotazione del motore effettuare il cambio marcia ottimale.

BMW Serie 1: nata per essere la numero… 1

BMW Serie 1 2011

Per i costruttori Premium, il segmento C è quasi sempre l’entry Level, anche se va detto che la maggior parte di loro ci ha messo un po’ ad entrarci. BMW lo aveva approcciato timidamente con due generazioni di Serie 3 Compact, prima di realizzare la sua prima vera compatta con la BMW Serie 1. Che quando è uscita, nel 2003, era anche l’unica a trazione posteriore, un primato mantenuto per le prime due generazioni prima di cedere allo schema “tuttoavanti” con l’attuale, in commercio dal 2019.

Derivata solo in parte dalla Serie 3, la BMW Serie 1 al debutto si presentava come una due volumi dalle forme un po’ tozze e dal design forse più riuscito nel posteriore che non nel frontale, cosa che comunque non ne ha limitato il successo.

Lunga 4,22 metri, offriva spazi e abitabilità adeguati anche se non abbondanti, “difetto” anche questo perdonabile ad un modello che di fatto rendeva accessibile l’ambito brand dell’Elica ad un pubblico assai più vasto.

INDICE
 BMW Serie 1 E87 (2004-2013)
 BMW Serie 1 F20 (2011)
 BMW Serie 1 F40 (2019)

bmw serie 1 usate
bmw serie 1 usate

All’inizio, l’offerta dei motori della BMW Serie 1 si è articolata su 4 cilindri a benzina e gasolio, tutti piuttosto raffinati anche se nel periodo di massimo splendore dei Diesel è ai secondi che è andato il grosso delle preferenze. Il tutto anche grazie agli sforzi della Casa che ha mantenuto i suoi propulsori sempre un passo avanti per prestazioni e avanguardia tecnologica, preoccupandosi di adeguare tempestivamente, e spesso anche in anticipo, alle normative ambientali, tanto che a metà 2007 l’intera gamma turbodiesel era già dotata di filtro anti particolato.

Anche per questo, il mercato dell’usato pullula di Serie 1 118d e 120d, entrambe basate sullo stesso propulsore da 2 litri ma rispettivamente con 122 e 163 CV, potenze destinate a crescere nel tempo. Non economica, con il prezzo base che al debutto si attestava poco sotto i 24.000€ per la 116i Eletta a benzina, oggi la Serie 1 E87 si trova facilmente nelle già citate versioni turbodiesel a prezzi che vanno dai 4.000 ai 6.000€, anche se i chilometraggi non scendono quasi mai sotto i 120.000 km e spesso superano i 200.000.

Meno gettonati, almeno all’inizio i modelli “base” 116i e 116d, entrambi da… 116 CV, che come tutti i modelli d’accesso dei modelli “aspirazionali”, tendeva ad essere un po’ ignorata (al  punto che se ne trovano poche e quelle meglio conservate costano sui 6.000 euro come le più potenti a gasolio).

Idem per gli allestimenti della BMW Serie 1: dei tre livelli proposti, Eletta, Attiva e Futura, a raccogliere il grosso delle preferenze erano gli ultimi due, spesso arricchiti con abbondanti di opzioni e accessori. 

bmw serie 1 usate
bmw serie 1 usate

BMW Serie 1 restyling (2007)

I modelli prodotti da metà 2007 offrono una scelta maggiore: con il restyling di metà carriera, oltre alla variante a 3 porte (E81) sono arrivate anche le migliorie generali del programma EfficientDynamics, con soluzioni per aumentare l’efficienza e ridurre i consumi, dai sistemi start/stop al recupero energetico in frenata. Poco gettonati i top di gamma, come il 6 cilindri benzina della 130i e il diesel 123d, sempre 2.0 ma con sovralimentazione a doppio stadio e 204 CV, oltre 100 CV/litro, che era da record per l’epoca anche se inizialmente ha patito qualche problema di affidabilità.

BMW Serie 1 M E82 (2007)

A settembre di quel 2007 la Serie 1 ha introdotto anche la coupé (sigla E82), forse la più accattivante stilisticamente grazie alla riuscita linea del tetto e della coda, seguita a novembre dalla Cabriolet (E88). Non diffusissima, anche perché prediligevano i motori più spinti, oggi si trovano con meno di 7.000€ soprattutto nella versione 123d, ma molto sfruttate. Per entrambe il top era la 135i, con motore 6 cilindri 3.0 sovralimentato da ben 306 CV che sulla Coupè ha fatto da base alla variante estrema, la Serie 1 M con 340 CV, 450 Nm di coppia e 0-100 in 4”9 (4 decimi in meno della 135i) nonché telaio profondamente rivisitato e carreggiate allargate. Inutile cercarla tra le usate però: prodotta in poco più di 6.300 esemplari, era un pezzo da intenditori e dunque da collezione già alla nascita.

La seconda generazione ha debuttato nel tardo 2011: derivata direttamente dalla Serie 3, con sigla di progetto F20, era lunga 4,32 metri, 10 cm più della precedente e con passo allungato di 4 cm, maturata sia nel look sia nei contenuti, disponeva già sui modelli più potenti del nuovo cambio automatico a 8 rapporti e anche della trazione integrale xDrive, e offriva il meglio anche in fatto di connettività. Nuovi i nomi degli allestimenti, un “base” anonimo seguito da Urban e Sport.

Quanto alle varianti di carrozzeria, ha confermato la versione a 3 porte (F21, dal giugno successivo) ma ha “perso” coupé e cabrio, diventate Serie 2 a seguito della nuova strategia di namig adottata dalla Casa anche se di fatto restavano sue derivate. Cuore della gamma ancora i turbodiesel, più potenti con la BMW 120d, passata a 184 poi 190 CV, e la doppio turbo ribattezzata BMW 125d con 218 e poi 225 CV.  Per questo modello, le varianti più disponibili come usato diventano le BMW 116i e BMW 116d, rintracciabili con prezzi intorno ai 9.000.

bmw serie 1 usate
bmw serie 1 usate

Dall’altro lato del listino, sono arrivate anche le BMW Serie M tra cui la BMW M135i 320, poi diventata BMW M140i (340 CV) anche a quattro ruote motrici. La trazione integrale xDrive, inizialmente per la 135i appunto e per la 120d, più avanti si sarebbe potuta avere anche sulla 118d, combinazione di cui si trovano vetture non troppo sfruttate a meno di 15.000 euro, mentre la 120d xDrive difficilmente si scende sotto ai 20.000.

Insomma, certi Diesel sono ancora assai richiesti, come confermano i dati di fine 2019 che hanno visto scendere le quote del gasolio nel mix delle auto nuove ma lo confermano in buona salute su quello dell’usato, dove i passaggi sono aumentati dello 0,2% su un mercato cresciuto dell’1,2%, e la quota supera il 50%.

bmw serie 1 usate
bmw serie 1 usate

 

I SUV usati più sicuri sotto i 30.000€

Volvo XC60: esterni

Buone notizie! Quando si tratta di acquistare un SUV usato, avere un budget limitato non significa dover rinunciare alla sicurezza .automobile.it ha predisposto una guida dei sei SUV più sicuri che hanno ricevuto ben cinque stelle nei crash test da entrambi le valutazioni indipendenti di ANCAP e della Guida per l’acquirente 2018/19 della Monash University.

HYUNDAY SANTA FE (2009-2011)

La Santa Fe di seconda generazione è uscita nel 2006, ma noi andremo direttamente al modello aggiornato di fine 2009 (MY10) che ha migliorato la protezione del passeggero, facendo così volare decisamente la Hyundai da una valutazione a quattro stelle a una a cinque stelle piena.

Tra le novità in fatto di sicurezza troviamo i sensori di rollover che, in caso di rischio di ribaltamento, azionano gli airbag laterali e a cortina.

Gli airbag a cortina coprono tutte e tre le file dei sedili di questo SUV a sette posti e tutti i modelli della gamma MY10 hanno sensori posteriori, poggia testa anteriori e gli abituali sistemi di controllo trazione e di stabilità.

Purtroppo la telecamera posteriore è presente solo nella variante Highlander, mentre i sensori anteriori sono disponibili come accessorio opzionale su tutti i modelli.

Le implementazioni del MY10 hanno migliorato l’offerta della Santa Fe che già beneficiava di un corpo (tipo auto) più grande e forte rispetto al modello originale con struttura in telaio (modello a quattro ruote motrici).

MITSUBISHI OUTLANDER (2008–2012)

Da quando nel 2012 è stata lanciata sul mercato la terza generazione di Outlander è possibile trovarne ancora qualcuna in circolazione (naturalmente più recente è meglio).

Un budget massimo di 30.000 € ti permetterà di prendere in considerazione anche la seconda generazione di SUV di Mitsubishi, prodotta dal 2006 al 2012. Per fortuna questo modello ha al suo attivo diverse funzionalità di sicurezza e una valutazione a cinque stelle sui crash test.

Mitsubishi Outlander

Inoltre, i modelli Outlander successivi al dicembre 2007 hanno di serie sistemi elettronici di controllo della stabilità (prima solo sui modelli V6).

Si raccomanda un controllo accurato degli allestimenti dell’Outlander visto che gli airbag laterali e a cortina erano standard solo sulle varianti XLS e VRX.

Questa generazione di Outlander è caratterizzata da un sistema a trazione integrale che permette al guidatore di cambiare modalità durante la marcia, dalla trazione anteriore (per un maggior risparmio energetico) al retrotreno 4WD, così come al AWD Lock al 50% per diminuire la velocità sul fuoristrada.

mitsubishi outlander usate
mitsubishi outlander usate

VOLKSWAGEN TIGUAN (2008–2012)

Oltre a essersi assicurata i più alti risultati nei crush test e aver scalato le classifiche dell’usato sicuro la Volkswagen Tiguan offre un senso di sicurezza per la sua grande maneggevolezza.

Tutti i modelli fino al 2011 si caratterizzano per il sistema di guida a trazione integrale VW 4 Motion che era al 90% una guida a trazione anteriore, azionando le ruote motrici posteriori solo in caso di necessità o su terreni scivolosi.

A partire dal 2008, tutti i modelli Tiguan sono dotati di sei air bag, sistema elettronico di controllo di stabilità, luci di emergenza automatiche in caso di frenaggio improvviso e la capacità di frenaggio di una singola ruota per migliorare la trazione.

Un budget di 30.000 € ha la potenzialità di garantirti un modello 147TSI che, a parte il motore turbo a benzina della Golf GTI, include anche sensori di parcheggio posteriori e il sistema di monitoraggio della pressione delle gomme (opzionale sulle varianti inferiori).

volkswagen tiguan usate
volkswagen tiguan usate

VOLVO XC60 (2008–2009)

Il SUV di taglia media di Volvo, XC60, è stato il primo veicolo con tecnologia capace di portare l’auto a uno stop completo nel caso in cui il guidatore non riesca a evitare un impatto imminente con un altro veicolo. Chiamato City Safety, il sistema usa un sensore laser posizionato sopra il parabrezza per monitorare il traffico fino a una distanza di otto metri, a condizione che la velocità sia pari o inferiore ai 15 km/h. Comunque tale tecnologia è in grado di ridurre la gravità di incidenti a velocità più elevate. Altri sistemi di sicurezza della XC60 comprendono un sistema di guida a trazione integrale, controllo di discesa in caso di terreni scoscesi con pendenze e il Roll Stability Control che controlla stabilità e trazione.

Se ti è possibile cerca un modello XC60 dotato di Drive Assist Pack che comprende il sistema di comando adattivo della velocità di crociera, il sistema di avviso di deviazione dalla corsia, il rilevamento dell’angolo cieco e l’avviso di eventuale colpo di sonno.

volvo xc60 usate
volvo xc60 usate

Top 10 auto usate più ricercate nel 2019

Le migliori auto usate da acquistare nel 2020

Non sapete quale auto usata comprare? Per aiutarvi nella scelta, potreste dare un’occhiata alla classifica delle auto usate più ricercate in Italia secondo i dati che abbiamo raccolto su automobile.it.

L’Osservatorio mensile Findomestic di gennaio, realizzato dalla società di credito al consumo del gruppo Bnp Paribas in collaborazione con Doxa, ha messo in luce la propensione degli italiani che nell’acquisto della propria automobile hanno un occhio di riguardo per l’usato. Ma quali sono i modelli più ricercati e quali versioni dello stesso modello conviene acquistare?

Nel presentare la top 10 delle auto più ricercate del 2019 abbiamo stilato anche una serie di suggerimenti per scegliere il modello migliore per chi sta attualmente cercano un’automobile usata da acquistare.

Ecco la classifica:

Classifica Marca e Modello
1 Fiat Panda 2° serie
2 Volkswagen Golf VI
3 Volkswagen Tiguan 2° serie
4 Dacia Duster 2° serie
5 Mercedes Classe A 3° serie
6 Audi Q3 restyling 1° serie
7 Dacia Sandero 2° serie
8 Volkswagen T-Roc
9 Volvo XC40
10 Volkswagen Polo

Fiat Panda 2° serie (2003-2012)

La Fiat Panda è a tutti gli effetti l’utilitaria italiana per eccellenza. Nata nell’ormai lontano 1980, sul mercato dell’usato se ne trovano un po’ di tutti i tipi ma quella su cui puntare se si cerca una vettura di seconda mano valida ancora oggi nell’utilizzo quotidiano, è la seconda serie.

Prodotta fra il 2003 e il 2012, la seconda generazione della Panda ha stravolto i canoni stilistici del modello, divenendo più comoda e spaziosa. In dieci anni di carriera è stata declinata in molte versioni. Oltre a quella “standard” erano disponibili anche quella 4×4, per chi aveva bisogno di muoversi su tutti i terreni e 100hp per gli animi più sportivi.

Oggi la versioni migliore di Fiat Panda usata su cui puntare è quella alimentata dal propulsore benzina di 1.2 litri, magari in allestimento Emotion, il più ricco disponibile. Ideale per muoversi in città senza preoccuparsi di dover fare troppo spesso visita al distributore. Il tutto, a un prezzo medio che ad oggi si aggira intorno ai 5.000 euro per un esemplare ben tenuto e con non troppi chilometri.

fiat panda usate
fiat panda usate

Le varianti Diesel sono ancora ottime, il 1.3 Multijet era un propulsore di tutto rispetto, brillante nell’erogazione e parco nei consumi, ma le attuali norme antinquinamento non gli permettono più di circolare in molti comuni in determinati periodi.

Volkswagen Golf VI (2012-2019)

Con alle spalle una storia lunga quasi cinquant’anni, la Volkswagen Golf si è guadagnata di diritto un posto tra le compatte più longeve nella storia dell’automobilismo. Ancora oggi, la tedesca è tra le più vendute nel suo segmento e questo fa sì che il mercato dell’usato pulluli di offerte interessanti.

Prodotta in variante due volumi o station wagon, la Golf è disponibile benzina, Diesel, ibrida e anche a metano, a trazione anteriore o integrale e con potenze fino a 300 CV. Visto l’imminente debutto dell’ottava generazione, la migliore Golf usata su cui puntare in questo momento è la settima serie prodotta tra il 2012 e il 2019. Tra i benzina il 1.4 TSI da 122 CV è brillante e non particolarmente assetato, ma se si può contare su un budget più alto si può puntare su qualche esemplare più recente, con il nuovo 1.5 TSI da 130 CV già omologato Euro 6.

Discorso analogo per i Diesel: se si scelgono esemplari dal 2015 in avanti, si rientra già nella normativa Euro 6. Se si vuole contenere i costi di esercizio, invece, allora la scelta migliore è il metano. Con un pieno si fanno senza fatica oltre 300 km.

Volkswagen Tiguan 2° serie (2016-oggi)

Realizzata sulla medesima piattaforma della Golf, la Tiguan rappresenta l’alternativa ideale per chi cerca una vettura di dimensioni compatte, ma dalla buona abitabilità e con una notevole capacità di carico. La prima serie è stata presentata nel 2007 e sottoposta a un restyling nel 2011, ma la Tiguan usata su cui puntare è la seconda generazione, arrivata in commercio nel 2016 e attualmente ancora in commercio.

Punto forte del modello è indubbiamente lo spazio che assicura non soltanto ai passeggeri, ma anche ai bagagli. Il vano di carico, infatti, ha una capacità di 615 litri e grazia alla forma regolare risulta particolarmente sfruttabile. Così come la Golf, anche la Tiguan è disponibile a trazione anteriore o integrale.

Per quanto riguarda i motori, invece, la parte del leone nelle vendite l’hanno fatta le unità Diesel, in particolare il 2.0 TDI da 150 CV. Sul mercato dell’usato se ne trovano diversi esemplari a prezzi compresi tra 22.000 e 25.000 euro in base all’allestimento. Per chi necessita di ancora più spazio e della comodità dei sette posti, c’è la variante Allspace, ma in questo caso i prezzi salgono leggermente, con una media di circa 28.000 euro.

Dacia Duster 2° serie (2018-oggi)

Quando è stata presentata nel 2010, la Dacia Duster ha rappresentato una sorta di “fenomeno sociale”, reinterpretando il concetto di SUV in chiave più “economica”. Con un prezzo di attacco di poco superiore ai 10.000 euro, le vendite sono fin da subito volate e nel corso degli anni il modello è stato aggiornato soprattutto dal punto di vista tecnico con l’aggiunta di nuove motorizzazioni per aumentare quanto più possibile le possibilità di scelta per i clienti.

Nel 2018 è stata lanciata la seconda generazione, con la quale la Duster ha compiuto un notevole passo avanti non soltanto dal punto di vista stilistico, ma anche dei contenuti, portando al debutto materiali più ricercati e risolvendo le piccole criticità evidenziate dalla prima serie (come il posizionamento troppo basso dello schermo del navigatore, giusto per citarne una). Grazie alla sovralimentazione il piccolo 1.0 TCe a tre cilindri non risulta sottodimensionato sulla Duster. Spinge bene e non consuma troppo.

Con il 1.6 SCe a GPL si risparmia alla pompa, ma occhio alle prestazioni, che rispetto al 1.0 turbo calano notevolmente. In ultimo i Diesel: il 1.5 dCi da 110 CV (poi aggiornato a 116 CV) consuma pochissimo ed è brillante, anche se un po’ rumoroso. I prezzi di un esemplare usato di seconda generazione si aggirano intorno ai 13.000 euro, indipendentemente dalla motorizzazione.

Mercedes Classe A 3° serie (2012-2018)

La Classe A è il modello con il quale, a partire dal 1997 Mercedes ha cominciato ad allargare la sua gamma verso il basso. È stata la prima vettura della Stella dotata di trazione anteriore e una delle prime auto compatte a montare l’ESP. Da allora sono passati molti anni e la Classe A si è evoluta, arrivando oggi alla sua quarta generazione, che ha portato al debutto soluzioni inedite soprattutto dal punto di vista dell’infotainment grazie al sistema MBUX.

Ora, qual è la Classe A usata da scegliere se si cerca un modello usato? Escludendo le prime due generazioni in quanto troppo datate, l’ultimissima presentata nel 2018 ha prezzi ancora molto alti e a meno che non si cerchi un modello tecnologicamente all’ultimo grido, conviene puntare sulla terza generazione. In vendita tra il 2012 e il 2018, con un leggero restyling nel 2015, è disponibile con diverse motorizzazioni e potenze fino a 380 CV. La più equilibrata e in linea con l’anima premium del modello è la 200 CDI con 136 CV. Un motore “rotondo” e poco assetato se non si esagera sul gas.

Per chi predilige i benzina, tralasciando la sportiva 45 AMG, la 250 da 211 CV risulta più abbordabile, pur mantenendo un certo piglio sportivo. I prezzi nel caso del Diesel si aggirano intorno ai 15.000 euro, mentre per il benzina si sale a una media di 24.000 euro.

Audi Q3 restyling 1° serie (2016-2018)

Se si è alla ricerca di un’auto premium compatta, ma con tutto il fascino dei moderni SUV, la soluzione potrebbe essere l’Audi Q3. Il modello a “ruote alte” della Casa dei Quattro Anelli ha fatto il suo debutto sul mercato nel 2011 ed è ancora in commercio dopo essere passato per un restyling (nel 2016) e il lancio della seconda generazione (nel 2018). Come la sorella A3 dalla quale deriva, viene proposto in abbinamento a diversi propulsori e l’ultima serie, inoltre, è disponibile anche Sportback, con carrozzeria coupé.

audi q3 usate
audi q3 usate

Spulciando tra le varie offerte di Audi Q3 usata in vendita, quelle migliori riguardano la prima serie. E sono proprio questi i modelli sui quali puntare oggi, magari già interessati dal restyling del 2016 che sul fronte Diesel offrono già motorizzazioni Euro 6. Il 2.0 TDI da 150 CV, infatti, è l’unità a gasolio che meglio si sposa con la Q3 e se scelta nella versione S tronic con cambio automatico a sette rapporti, pare fatta appositamente per macinare chilometri.

Molto buono l’handling pur trattandosi di un modello alto da terra. Il merito è della buona taratura dell’assetto che se da una parte risulta un po’ più rigida rispetto a quella di alcuni competitor, dall’altra assicura una buona precisione tra le curve. I prezzi si aggirano intorno ai 24.000 euro.

Dacia Sandero 2° serie (2012-oggi)

La Sandero è il modello Dacia più venduto al mondo. Tuttavia, nel nostro mercato non è mai riuscito a fare breccia nel cuore degli automobilisti italiani. Questo almeno fino al lancio della seconda generazione nel 2012. La seconda serie del modello rumeno si è evoluta tanto sotto il profilo estetico, quanto sotto quello della qualità e dei contenuti. Certo, all’interno molte delle plastiche continuano a restare piuttosto rigide, ma in compenso la precisione degli assemblaggi è migliorata. Detto questo, non bisogna dimenticare che stiamo parlando di un modello il cui prezzo di attacco (sul nuovo) è di poco meno di 8.000 euro.

Molti gli esemplari di seconda generazione oggi disponibili sul mercato dell’usato. Un’ottima scelta potrebbe essere rappresentata dalla versione Stepway, che rispetto alle Sandero standard si caratterizza per il design dal “sapore di offroad”, enfatizzato dalla presenza delle modanature in plastica che corrono tutt’intorno alla carrozzeria e le barre sul tetto.

I motori disponibili sono tre, tutti ovviamente di origine Renault, un Diesel 1.5 da 95 CV e due benzina, un 1.0 aspirato da 73 CV e un 0.9 turbo da 90 CV. Ed è proprio quest’ultimo quello su cui puntare con prezzi che al momento si aggirano intorno agli 11.000 euro.

Volkswagen T-Roc (2018-oggi)

Per chi cerca un modello con tutte le qualità tipiche di una Golf, ma non vuole rinunciare al fascino dei modelli più alti da terra, la T-Roc può rappresentare l’alternativa ideale. Il SUV compatto di Wolfsburg si caratterizza per la linea quasi da coupé e, soprattutto, per l’ottima dinamica di guida.

Indipendentemente dal motore che si sceglie, la T-Roc si muove tra le curve esattamente come una più bassa Golf. Una qualità per niente scontata su un modello a “ruote alte”. Detto questo, la T-Roc è arrivata sul mercato nel 2018 ma nonostante la giovane età è già possibile trovare un discreto numero di esemplari di T-Roc usata in vendita.

volkswagen t-roc usate
volkswagen t-roc usate

Il listino è costituito da due motori TSI (1.0 e 1.5) e da due TDI (1.6 e 2.0). Per dovere di cronaca, a questi si aggiunge la versione R spinta dal 2.0 TSI da 300 CV. Il motore su cui puntare, anche se non si fanno molti chilometri, è il 1.6 TDI da 116 CV, che nonostante i relativamente pochi cavalli a disposizione, non sembra mai sotto sforzo e vanta anche consumi molto contenuti. Tra gli allestimenti, il miglior compromesso tra prezzo e dotazioni è rappresentato dall’Advanced a un prezzo medio di circa 23.000 euro.

Volvo XC40 (2018-oggi)

Arrivata nel 2018, l’XC40 è il modello con il quale Volvo si è lanciata nel segmento dei SUV compatti di fascia premium. Caratterizzato da un design minimal in linea con il corso stilistico degli ultimi prodotti del costruttore svedese, l’XC40 sfoggia anche una notevole abitabilità interna e proprio nell’anno del suo esordio ha conquistato l’ambito premio di auto dell’anno.

Punto di forza del SUV più piccolo del costruttore svedese è non solo il grande comfort che è in grado di garantire, ma anche l’intelligente sfruttamento degli spazi interni. Il bagagliaio da 460 litri, infatti, ha una forma regolare e il piano di carico è “modulabile” per dividere in maniera più ordinata gli oggetti che si ha necessità di trasportare.

Tante le motorizzazioni disponibili, tutte a quattro cilindri, ma quella che meglio si sposa con le caratteristiche della vettura è la D4 con motore Diesel di 2 litri da 190 CV abbinata di serie al cambio automatico, altra scelta obbligatoria su una vettura pensata per macinare chilometri in tutta comodità. Per quanto riguarda gli allestimenti, invece, il Business Plus rappresenta la via di mezzo ideale tra prezzo e contenuti, offrendo di serie anche il navigatore satellitare e il portellone posteriore ad apertura automatica. Il tutto a un prezzo medio di 35.000 euro.

Volkswagen Polo 5° serie (2009-2017)

Anche la Volkswagen Polo, così come la sorella maggiore Golf, ha alle spalle una storia molto lunga, cominciata nel lontano 1975 e giunta ai giorni nostri passando per sei diverse generazioni. L’ultima, presentata nel 2017 è sicuramente la serie più matura. È la più grande e spaziosa nella storia del modello, ma attualmente gli esemplari usati hanno quotazioni ancora abbastanza alte. Meglio allora puntare sulla penultima generazione, in commercio dal 2009 al 2017, scegliendo possibilmente gli esemplari interessati dal restyling del 2014.

Proprio come la Golf, l’offerta di motori è molto ampia. Quello da scegliere potrebbe essere il 1.2 TSI, che nonostante la presenza di soli tre cilindri, grazie alla sovralimentazione sa essere comunque molto vivace e anche le vibrazioni che solitamente affliggono i modelli dotati di propulsori di questo tipo, qui sono molto contenute. I prezzi, per un esemplare non troppo chilometrato e con un allestimento abbastanza ricco come il Comfortline, si aggirano intorno agli 11.000 euro. Per i più sportivi c’è anche la GTI, ma occhio a scegliere quelle spinte dal 1.8 TSI in luogo del precedente 1.4 TSI che negli anni aveva dimostrato poca affidabilità.

polo usate
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