Volkswagen elettrica: ecco tutti i modelli, le novità e i prezzi

Volkswagen elettrica: ecco tutti i modelli, le novità e i prezzi 2

Una Volkswagen elettrica non è ormai pura utopia ma una concreta realtà. Nel listino del costruttore tedesco, oltre che nel mercato dell’usato, sono disponibili alcuni modelli totalmente elettrificati basati su versioni di successo come la mitica Golf e la Up!.

La casa di Wolfsburg, inoltre, ha annunciato nel proprio piano industriale il lancio di 30 nuove auto elettriche entro il 2025, includendo anche vetture dei brand controllati dal gruppo Volkswagen. Il costruttore ha anche espresso la volontà di produrre internamente le batterie che andranno ad alimentare la Volkswagen elettrica dei prossimi anni, rinunciando quindi ad usufruire di fornitori esterni.

In attesa di scoprire i modelli che rinnoveranno la gamma della casa di Wolfsburg in futuro, vediamo quelli attualmente disponibili.

INDICE
 Volkswagen Up! elettrica
 Volkswagen Golf elettrica
 Volkswagen ID.3
 Volkswagen ID.4
 Volkswagen Crafter elettrico

La city car di successo del brand tedesco vuole diventare la vettura ideale per la guida cittadina grazie alla opzione del motore elettrico e una delle principali novità Volkswagen 2019. La Volkswagen e up non differisce nel corpo vettura dalla versione con motorizzazione tradizionale. La lunghezza, infatti, è di soli 3 metri e 60 centimetri, mentre il passo di 2407 millimetri regala una buona abitabilità a 4 passeggeri grazie anche ad un sapiente sfruttamento dello spazio interno.

L’abitacolo della Volkswagen up elettrica si differenzia dalle sorelle con motori tradizionali grazie al dash pad «shark skin» e l’illuminazione interna blu, mentre la disposizione dei comandi rimane invariata con l’impianto di infotainment posizionato al centro della plancia. La presenza delle batterie non ruba spazio al bagagliaio regolabile su due altezze e la capienza rimane sempre di 250 litri, ideale per l’utilizzo prevalentemente cittadino.

Gli esterni della Volkswagen e up non si discostano dal modello tradizionale, anche se alcuni dettagli fanno subito capire di trovarsi di fronte ad una Volkswagen elettrica.

Il frontale, dal muso corto, presenta grandi gruppi ottici dal design squadrato che puntano decisi verso il centro dove spicca il logo Volkswagen. La griglia del radiatore è elegantemente coperta da un elemento in tinta con la carrozzeria ai cui lati sbucano luci LED a “C” che donano un tocco di modernità e sottolineano il carattere elettrico della Volkswagen e up. La fiancata è pulita, con passaruota ben marcati ed una linea di cintura alta, mentre il retro presenta il caratteristico portellone in cristallo sottolineato da una striscia blu posizionata alla base per identificare la up come Volkswagen elettrica.

L’anima della Volkswagen e up è il motore elettrico è alimentato da una batteria agli ioni di litio da 18,7 kWh alloggiata nel sotto scocca. La coppia massima di 210 Nm è disponibile sin dall’avvio del motore da 82 CV (60 kW) di potenza massima e 55 CV (40 kW) di potenza continua, con una velocità di punta di 130 km/h e un consumo medio di 11,7 kWh ogni 100 km. Grazie al recupero dell’energia di frenata, la batteria si ricarica anche mentre la vettura è in marcia. Con questa tecnologia avete a disposizione 4 livelli di frenata: dalla decelerazione minima fino a quella massima per il maggior recupero possibile d’energia.

Punto dolente della Volkswagen e up è l’autonomia ridotta. Se utilizzata esclusivamente per la guida cittadina, i 160 Km di autonomia consentono di utilizzare la Volkswagen elettrica senza patemi, mentre per le gite fuori porta non si rivela la compagna di viaggio ideale.

I prezzi della Volkswagen e up partono da 27.000 euro, ma grazie all’ecobonus introdotto dal mese di marzo è possibile usufruire di uno sconto sul prezzo di listino pari a 6.000 euro rottamando un’altra vettura.

auto elettriche
auto elettriche

La Golf è senza dubbio il modello simbolo della casa tedesca ed il punto di riferimento tra le vetture del segmento C. Giunta alla settima serie, la Golf ha incluso in listino anche un modello eco friendly diventando così la prima Volkswagen elettrica di questo segmento.

La Volkswagen e Golf mantiene le stesse dimensioni del modello tradizionale da cui deriva e si presenta con una lunghezza di 4 metri e 26 centimetri ed un passo di 2620 millimetri che garantisce una elevata abitabilità interna a cinque passeggeri.

L’abitacolo della Volkswagen eGolf è rifinito con grande cura e presenta materiali di alta qualità in grado di soddisfare sia il tatto che la vista. Le cuciture blu presenti sul volante e l’illuminazione blu negli inserti decorativi dei pannelli delle porte sottolineano il fatto di trovarsi alla guida di una Volkswagen elettrica. Il display touchscreen a colori da 9,2″ offre una panoramica chiara delle principali informazioni, quali autonomia, consumo di energia e statistiche sul recupero di energia, mentre l’Active Info Display da 12,3″, di serie, e l’indicatore di performance aiutano a tenere sotto controllo le principali funzionalità della vettura.

Il design degli esterni della Volkswagen e Golf presenta linee nette e pulite decisamente affascinanti. Il frontale è dominato dagli affilati gruppi ottici a LED e la zona ai lati del paraurti presenta luci e LED a “C” che caratterizzano il look della Volkswagen elettrica. Altro elemento tipico della Volkswagen e Golf è dato dai cerchi in lega lenticolari “Astana” da 16″ dal peso ridotto. Grazie anche a gli pneumatici con resistenza al rotolamento ed allo spoiler sul tetto specifico con flap laterali, migliorano le qualità aerodinamiche e contribuiscono ad aumentare l’autonomia.

Il motore della Volkswagen e-Golf esprime una potenza di 136 CV ed una coppia di 290 Nm. Consente di accelerare da 0 a 100 km/h in soli 9,6 e di raggiungere una velocità massima autolimitata di 150 km/h. L’autonomia dichiarata è di 300 Km, ma è per aumentarla è possibile stabilire la quantità di energia recuperata mediante diverse modalità di recupero dell’energia in frenata: dal ritardo massimo, per un recupero ottimale dell’energia in frenata, al ritardo minimo, che permette invece di recuperare un livello inferiore di energia.

Le opzioni di ricarica della nuova batteria agli ioni di litio da 35,8 kWh sono molteplici.  Utilizzando una normale presa di corrente della rete elettrica domestica, occorrono circa 17 ore per una ricarica completa, mentre se si utilizza una wallbox a corrente alternata il tempo di ricarica scende a 5 ore. Il modo più rapido per ricaricare la Volkswagen eGolf è quello di sfruttare la corrente continua nelle stazioni di carica pubbliche, che permettono di ricaricare la batteria all’80% della capacità in soli 45 minuti se si utilizza il sistema di ricarica combinato CCS.

L’unica versione della Volkswagen e Golf presente in listino è in vendita al prezzo di 40.650 euro e può usufruire dell’ecobonus fino a 6.000 euro in caso di rottamazione.

auto elettriche
auto elettriche

Presentata durante il Salone di Francoforte 2019, la Volkswagen ID.3 segna il nuovo futuro della casa di Wolfsburg. La nuova berlina, oltre all’integrale propulsione elettrica, presenta un design completamente innovativo in linea con la nuova identità Volkswagen. Difatti, proprio durante il Salone di Francoforte, la casa tedesca ha presentato la sua futura immagine con il nuovo logo della casa.

L’ID.3 è ha una lunghezza di 4,26m, una larghezza di 1,81m e un’altezza di 1,55m. La principale novità è il passo di 2,76 metri, ovvero 14cm in più rispetto al passo della Golf. Questo rende la comodità a bordo molto più confortevole con tanto spazio per le ginocchia di chi siede dietro. Anche il bagagliaio presenta una buona capienza di circa 380 litri.

Ma quando sarà possibile acquistarle? e qual è il prezzo di lancio? La Volkswagen ID.3 è attesa su strada a metà 2020, e verrà commercializzata con un prezzo di partenza sotto i 30.000€, per arrivare fino a quasi 40.000 per due versioni più accessoriate: 1° Plus e Max.

Sempre al Salone di Francoforte, Volkswagen ha voluto stuzzicare i propri fan con la presentazione del prototipo della Volkswagen ID.4, il SUV completamente elettrico della famiglia delle ID, la futura gamma Volkswagen.

La Volkswagen ID.4 sarà disponibile sia con la trazione integrale, grazie alla presenza dei due motori elettrici posizionati sui due assi della vettura, che con la semplice trazione anteriore così da seguire la tendenza dei vari SUV con motore termico presenti sulle strade di tutti i giorni.

Ma quando inizierà la sua commercializzazione? sempre secondo le indiscrezioni circolate al Salone dell’auto di Francoforte 2019, la versione base della  ID.4 dovrebbe arrivare a fine 2020, mentre la versione coupé un anno dopo.

auto elettriche
auto elettriche

Quando si parla di Volkswagen elettrica non ci si deve limitare soltanto alle vetture adibite al trasporto di passeggeri. La Casa di Wolfsburg, infatti, ha di recente introdotto sul mercato anche il Volkswagen e Crafter, il veicolo commerciale interamente elettrico ed a zero emissioni.

Grazie al motore elettrico posizionato anteriormente, ed alle batterie disposte lungo il pianale, il Volkswagen e Crafter può vantare una potenza di 136 cavalli ed una coppia di 290 Nm. L’autonomia del veicolo commerciale tedesco è di 173 Km, un valore adeguato per un utilizzo quotidiano, ma è soprattutto la possibilità di poter accedere ai centri cittadini senza dover sottostare ai numerosi blocchi del traffico che rende il Volkswagen e Crafter una scelta furba.

Decisamente ricca la dotazione di serie che include il ParkPilot dotato di sistema di protezione delle fiancate, la telecamera multifunzione anteriore, la telecamera posteriore, il sistema di frenata anti collisione multipla, il side wind assist che fornisce supporto in presenza di forti raffiche di vento e i proiettori con tecnologia LED.

La ricarica tramite wallbox consente di rigenerare la batteria fino all’80% in 5 ore con una potenza di ricarica massima di 7,2 kW, mentre nelle stazioni di carica CCS pubbliche è possibile ricaricare fino all’80% le batterie al litio in appena 45 minuti.

La presenza delle batterie nella parte inferiore del pianale non incide sulla capacità di carico, pari 10,7 metri cubi ed a 1,72 tonnellate di portata utile. I prezzi del Volkswagen e Crafter, IVA esclusa, partono da 70.000 euro.

 

Hyundai i10: la citycar coreana si svela al Salone di Francoforte

Hyundai i10: la citycar coreana si svela al Salone di Francoforte

L’edizione 2019 del Salone di Francoforte non ha visto presenti soltanto vetture dotate di trazione esclusivamente elettrica, ma anche auto ben più vicine alle richieste degli automobilisti di tutti i giorni. Tra queste si è fatta certamente notare la nuova Hyundai i10.

La Casa coreana ha mostrato in anteprima al Salone di Francoforte la versione rinnovata della sua compatta di successo, riscuotendo subito molto interesse grazie ad un design decisamente dinamico frutto di linee nette.

Hyundai i10 - Frontale

Molta parte del carattere aggressivo della nuova Hyundai i10 è data dal frontale, dove spiccano sia i fari dal disegno cattivo che puntano verso il centro del muso, sia la mascherina di ampie dimensioni che ingloba anche i fendinebbia circolari. Le numerose prese d’aria presenti sul paraurti anteriore amplificano la vocazione sportiva della i10.

Hyundai i10 - Fiancata

La fiancata si fa apprezzare per un design dei passaruota molto marcato, specialmente quello posteriore che in questo modo amplifica la sensazione di dinamicità della vettura. Il posteriore è forse la parte più sobria della Hyundai i10 grazie ad un disegno quadrangolare dei fanali che ben si integra con le linee del portellone.

Hyundai i10 - Posteriore

Il passo allungato rispetto alla versione precedente garantisce un maggior spazio interno per i passeggeri. L’abitacolo presenta materiali gradevoli sia al tatto che alla vista, mentre al centro della plancia è presente in posizione rialzata il monitor da 8’’ dedicato al sistema di infotainment. Tra gli equipaggiamenti di sono inclusi la frenata automatica, il rilevamento della stanchezza del conducente, il riconoscimento dei limiti di velocità e la gestione automatica dei fari abbaglianti.

Hyundai i10 - Interni

Per quel che riguarda la gamma motori, la nuova Hyundai i10 sarà disponibile al lancio con due propulsori benzina. Il primo è il 1.0 MPI a tre cilindri da 67 CV, mentre il secondo è un 1.2 quattro cilindri da 84 CV. La più sportiva Hyundai i10 N, svelata sempre a Francoforte, porterà in dote il ben più grintoso motore 1.0 turbo T-GDi da 100 CV.

Hyundai i10 - Interni Infotainment

Salone di Francoforte: Hyundai svela la i30 N Project C

Hyundai i30 N Project C - Retro

Il Salone di Francoforte ha consentito alla Hyundai di presentare non solo la rinnovata i10, citycar dall’anima sportiva, ma anche la i30 N Project C, versione speciale realizzata in sole 600 unità derivata dalla hot-hatch coreana.

La berlina di Casa Hyundai ha ricevuto un trattamento relativamente alla meccanica così da diventare ancora più aggressiva.

Hyundai i30 N Project C - Esterni

Il motore è lo stesso 2.0 litri turbo da 275 cavalli e 353 Nm di coppia della i30 N, ma sono adesso presenti nuovi parametri per le varie modalità di guida, così da sfruttare al massimo il propulsore. Analogamente, è anche possibile modificare elementi quali la risposta dello sterzo e il sound del motore così da godere appieno dell’esperienza sportiva della Hyundai i30 N Project C.

Hyundai i30 N Project C - Laterale

Le altre modifiche tecniche effettuate dalla Casa coreana hanno riguardato l’assetto, ribassato di 8 millimetri grazie all’adozione di nuove molle e ammortizzatori ricalibrati.

Il peso è stato ridotto di 50 Kg rispetto alla i30 N grazie all’impiego, sia nell’abitacolo che nella carrozzeria, di materiali plastici rinforzati in fibra di carbonio. Altro elemento fondamentale per la “cura dimagrante” della Hyundai i30 N Project C è dato dai nuovi cerchi OZ da 19 pollici.

Hyundai i30 N Project C - Frontale

Il nome della Hyundai i30 N Project C è presto spiegato. La “N” indica il Nurburgring, ovvero il circuito dove la hot-hatch coreana è stata sviluppata, mentre la “C” è riferita all’Area C all’interno del centro ricerca e sviluppo della Casa dove l’auto è nata, “Carbon Fiber”, ovvero la fibra di carbonio utilizzata sia per gli interni che per gli esterni e “Center of Gravity”, che indica l’altezza da terra diminuita.

Il design degli interni non si discosta dalla i30N. L’unica differenza è data dai dettagli Deep Orange e dalla targhetta identificativa con la numerazione progressiva degli esemplari.

Hyundai i30 N Project C - Interni

Salone di Francoforte: Volkswagen ID.4 in anteprima

Salone di Francoforte: Volkswagen ID.4

Dopo aver svelato al mondo in via ufficiale la attesissima ID.3, la Volkswagen ha stuzzicato la fantasia dei presenti al Salone di Francoforte, esponendo un prototipo di un’altra vettura della famiglia ID, la ID.4. Nonostante la carrozzeria sia stata ampiamente camuffata con sticker gialli in grado di disorientare gli osservatori, è possibile scorgere un frontale dall’aspetto simile, se non addirittura più gradevole, alla ID.3.

La Volkswagen ID.4, a differenza della berlina, è un SUV di medie dimensioni realizzato come sempre sulla piattaforma MEB destinata ai veicoli 100% elettrici. Nonostante non siano state fornite informazioni ufficiali, secondo i rumors circolati al Salone di Francoforte 2019 sarà realizzata anche una versione con carrozzeria SUV – Coupé della Volkswagen ID.4 così da non lasciare scoperta nessuna nicchia di mercato.

Salone di Francoforte: Volkswagen ID.4 in anteprima

La Volkswagen ID.4 sarà disponibile sia con la trazione integrale, grazie alla presenza dei due motori elettrici posizionati sui due assi della vettura, che con la semplice trazione anteriore così da seguire la tendenza dei vari SUV con motore termico presenti sulle strade di tutti i giorni.

Per la Casa tedesca, inoltre, la Volkswagen ID.4 rappresenterà un modello di fondamentale importanza perché sarà il primo veicolo elettrico globale. Il SUV a zero emissioni, infatti, sarà commercializzato non solo in Europa, ma anche negli Stati Uniti e in Cina.

Salone di Francoforte: Volkswagen ID.4 in anteprima

Quando arriverà sul mercato? Al momento non è trapelato dai vertici Volkswagen ma, sempre secondo le indiscrezioni circolate al Salone dell’auto di Francoforte, la versione “tradizionale” della Volkswagen ID.4 dovrebbe arrivare a fine 2020, mentre quella con carrozzeria coupé un anno dopo.

Si conclude l’era del Maggiolino Volkswagen: una storia a cavallo di due secoli

Si conclude l'era del Maggiolino Volkswagen: una storia a cavallo di due secoli

Il gioco è bello quando dura poco”. A volte, anche i proverbi, anche quelli più popolari vengono messi a dura prova dalla realtà dei fatti. Non sempre, anzi quasi mai – ma quando il destino ci regala la possibilità di contestare addirittura la “proverbiale saggezza popolare”, significa che siamo davanti a qualcosa di davvero speciale. Come l’inizio della storia del Maggiolino; come la sua vita, anno dopo anno; e come la sua fine: oggi. Un’auto che è “speciale”, punto. Indipendentemente dall’angolazione da cui decideremo di guardarla – che sia l’inizio o la fine di questa storia conta poco. La fine è di qualche giorno fa, con la produzione del Maggiolino definitivamente interrotta. Lo sapevamo da parecchio, ma oggi è successo davvero ed è un po’ come quei giorni che non vorresti mai arrivassero. Con l’unica grande certezza che i 21 milioni e più di Maggiolini sparsi per il mondo – sapranno ben consolarci ad ogni avvistamento su qualche strada lontana o vicina del mondo. Una Storia con la “S” maiuscola, che merita sempre di essere raccontata o ricordata e che vogliamo riassumere così. Per chi non la conoscesse; per chi la volesse sentire ancora.

Una storia unica e interessante perché lunga come due i secoli che ha cavalcato, intensa e pulita nonostante lo sporco di chi l’ha commissionata e voluta. Tutto inizia infatti nel 1934 quando Adolf Hitler durante il Salone di Berlino annuncia la propria visione di automobile: fondamentalmente non più appannaggio dei ricchi, ma destinata anche al “popolo”. Una visione che va anche oltre e che sconfina addirittura nell’immaginare le caratteristiche dell’auto ideale. Per metterla in pratica il Fuhrer chiama nientemeno che Ferdinand Porsche, a cui chiede di dar vita ad una “Volks Wagen” – letteralmente traduzione di – “auto del popolo”. Ma non solo, Hitler va oltre e chiede – o meglio “impone” – anche la scheda tecnica che l’auto del popolo avrebbe dovuto avere, compresa la velocità massima, i consumi. Pure il prezzo era indicato dal dittatore tedesco.

Dal 1934 si arriva quindi al ‘36 quando Ferdinand Porsche propone ben tre “concept” tra cui due berline e una convertibile. Approvato quindi il design di quello che si appresta a diventare il Maggiolino, nonché primo modello firmato ufficialmente “Volkswagen” – si è successivamente individuata la miglior area per edificarne la fabbrica. La scelta cadde sulla regione della Bassa Sassonia nei pressi del castello di Wolfsburg del Conte Schulenberg che, tra l’altro, si vide espropriare la terra per far posto a quella destinata a diventare una delle fabbriche più vaste e produttive del mondo: la Volkswagen. La nascita del brand tedesco, quello che oggi conosciamo tutti è quindi legata a doppio filo proprio con il Maggiolino. Con l’avvio della produzione del Maggiolino, il Fuhrer, continua a metter bocca sull’evoluzione del progetto fino al punto di decretarne addirittura il nome. L’acronimo scelto da Hitler per il Maggiolino fu KDF Wagen, letteralmente “Kraft Durch Freude Wagen” – che suonava un po’ come “Auto della forza attraverso la gioia”. Un nome nitidamente brutto e insensato tanto quanto il cervello brutto e insensato (tanto per usare un eufemismo) di chi lo aveva partorito. Anche lo stesso Porsche avanzò i propri “dubbi” sulla scelta del nome, ma va detto come Adolf Hitler sfoggiasse notoriamente metodi “persuasivi” decisamente “efficaci”. L’auto più simpatica di sempre portava quindi con sé anche il nome più brutto di sempre, almeno tra quelli mai affibbiati ad un’automobile.    

La KDF Wagen debuttò quindi nel 1939 in occasione del Salone di Berlino, guadagnandosi con merito il titolo di “Regina del Salone”. Non tanto perché voluta e “messa lì” dallo stesso Hitler, ma proprio per il livello tecnologico e innovativo che quella vetturetta era in grado di esprimere. Il mitico ingegner Ferdinand Porsche aveva lavorato affinché il progetto KDF fosse davvero facile e funzionale. Sotto la lamiera della vettura batteva un cuore Boxer a benzina da 1,2 litri di cilindrata raffreddato ad aria, una vera chicca quest’ultima per quegli anni. Con il motore messo dietro fu lo spazio degli interni a guadagnarci – con un bel bagagliaio sotto il cofano anteriore e un’abitabilità per cinque passeggeri da record, anche in rapporto a molte automobili del giorno d’oggi. 

Ma proprio nell’anno del lancio, nel 1939 iniziava la Seconda Guerra Mondiale, proprio a causa di chi volle dar vita ad un’auto come il Maggiolino. Va da sé che in quei mesi la fabbrica di Wolfsburg fu costretta ad interrompere la produzione del KDF Wagen convertendo la linea di produzione da civile a militare. Uno switch produttivo che nella sfortuna e miseria di quel periodo del secolo scorso fece davvero bene alla vettura teutonica. Il Maggiolino fu infatti ammesso alla più grande prova su strada di tutti i tempi. Questo perché la meccanica del KDF trovò posto su numerosi mezzi militari dislocati dal caldo dell’Africa meridionale al gelo della Russia. Due i veicoli che videro la luce in quel buio periodo storico: lo Schwimmwagen e la Kubelwagen. Molto interessante era sicuramente la prima delle due, capace di galleggiare e muoversi in acqua fino a 5-6 nodi, circa 10 Km/h.

Nel 1945 finalmente finisce la guerra e della fabbrica di Wolfsburg resta in piedi ben poco. Abbastanza però per dar vita ad un piccolo immenso miracolo industriale. A gestire le operazioni è il tedesco Heinz Nordhoff, messo a capo della fabbrica dagli inglesi vittoriosi nell’appena concluso conflitto mondiale. Nordhoff, con l’aiuto degli operai rimasti a disposizione e con i pochi materiali risparmiati dai bombardamenti degli alleati, riesce a far ripartire la linea di produzione del KDF Wagen, che finalmente potrà anche cambiare nome! In Germania sarà Kafer. Poco dopo la metà degli Anni ‘40 sono appena qualche centinaia le unità prodotte, che diventano però quasi 20 mila nel 1948, sfiorando i 50 mila pezzi entro la fine del ‘49. E così, con un crescendo costante nei 25 anni successivi. 

E fu così che anche l’Italia conobbe il Maggiolino, nome scelto dalla pubblicità per la linea originale che ricordava le forme del simpatico insetto. Ma fu ogni Nazione a scegliere il nomignolo con cui chiamare quello che da noi era Maggiolino. In Germania e Austria era il Kafer; in USA e Gran Bretagna, il Beetle; in Spagna, Messico e nel Sud America ispanico avevamo il Vocho; in Brasile diventava Fusca – mentre i francesi lo chiamavano Coccinelle. Mille facce della stessa medaglia a cui tutti gli appassionati di auto devono molto e che oggi esce definitivamente di scena, ma che grazie a quei quasi 22 milioni di pezzi sparsi ai quattro angoli del mondo non smetterà mai di farci girare la testa. Ciao “Maggiolo”, Grazie, siamo certi che questo è solo l’ennesimo Arrivederci

Nuova Twingo: una veste sempre più urban

Nuova Twingo: una veste sempre più urban

La nuova Twingo cambia look, sia all’interno che all’esterno, mostrandosi in una veste sempre più urban. Quest’ultima versione inaugura nuovi motori SCe e TCe, rispettivamente da 65 cv e 95 cv, quest’ultimo anche con trasmissione automatica EDC. Il nuovo motore SCe 65, disponibile con trasmissione manuale a 5 rapporti, è adatto anche ai neopatentati e rende la guida piacevole con un’attenzione per consumi ed emissioni: 4,4 L/100KM con emissioni di 100 g/km.

Grazie alla sua silhouette compatta, 3,6 metri di lunghezza, la nuova Twingo riesce a muoversi con agilità nel traffico cittadino, riuscendo a farsi parcheggiare anche negli spazi più ristretti.

Maggiore connettività a bordo, con il sistema multimediale Renault Easy Link, rinnovato nel sistema operativo, nella grafica e nell’interfaccia utente. Touchscreen da 7’’ ad alta risoluzione al centro della consolle, e compatibilità con Apple CarPlay® e Android Auto®.

Nuovi anche i gruppi ottici con luci diurne a LED e gli indicatori di direzione a forma di “C”, si rinnova la veste grafica della calandra, che contribuisce alla sensazione visiva di un veicolo più largo, grazie alle prese d’aria dinamiche laterali.

Nuovo l’assetto ribassato di 1 cm e i cerchi in lega da 16’’. Due colorazioni inedite sottolineano la personalità della nuova Twingo: il Giallo Mango e il Bianco Quarzo. Tre invece i livelli di allestimento previsti: DUEL e DUEL2, in continuità rispetto al precedente modello, ed INTENS, il nuovo top di gamma.

Puoi trovare la tua Renault Twingo anche fra i numerosi annunci di automobile.it!

Seat Mii: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Seat Mii: esterni

Citycar compatta e sfiziosa, dalle dimensioni ideali per affrontare il traffico urbano, la Seat Mii nasce grazie alla condivisione del pianale e delle componenti con la VW Up! e la Skoda Citigo. Nonostante la stretta parentela con le altre vetture del gruppo Volkswagen, gode di un carattere tutto suo. Scopriamo le caratteristiche.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Seat Mii:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 4
 Bagagliaio 213
 Alimentazioni Benzina / Metano
 Classe Euro 6D – Temp
 Cv/kW (da) 60/44
 Prezzo (da) 11.280 €

seat mii usate
seat mii usate

INDICE
 Dimensioni
 Esterni
 Interni
 Motori
 Allestimenti
 Consumi
 Prezzo

Il corpo vettura della Seat Mii presenta una lunghezza di 3 metri e 56 centimetri. Questa misura la rende ideale come citycar. Chi siede sul divanetto posteriore non è costretto a particolari sacrifici, mentre la capienza del bagagliaio di 213 litri è idonea soltanto per la spesa quotidiana.

Dimensioni
Lunghezza 3.600 mm
Larghezza 1.640 mm
Altezza 1.480 mm
Passo 2.420 mm

seat mii usate
seat mii usate

Dove la Seat Mii si differenzia maggiormente dalle sue “cugine” è certamente il design della carrozzeria. Il frontale, infatti, richiama il family feeling della altre vetture della Casa spagnola e presenta una piccola griglia trapezoidale, al cui centro spicca il logo Seat, abbracciata da fari dalle dimensioni generose. Nella fiancata si apprezzano sia il grande spazio dedicato ai finestrini, così da ampliare l’illuminazione naturale dell’abitacolo, che la pulizia generale delle lamiere, mentre il posteriore vede il piccolo portellone cinto dai fanali a sviluppo verticale.

La condivisione delle componenti con la Volkswagen Up! e con la Skoda Citigo si nota soprattutto nell’abitacolo della Seat Mii. Il design degli interni, infatti, non brilla certamente per originalità essendo piuttosto rigoroso, ma i comandi sono tutti a portata di mano e ben studiati. La possibilità di posizionare lo smartphone a sbalzo ed in posizione orizzontale al centro della plancia consente di avere un navigatore portatile a bordo. Nonostante le misure ridotte, quattro passeggeri viaggiano più che comodi.

La gamma motori disponibile nel listino della Seat Mii vede la presenza esclusivamente di un unico motore a benzina. Nella variante con alimentazione a metano, il 1.0 tre cilindri esprime una potenza di 68 cavalli, mentre nella versione “classica” i cavalli disponibili sono soltanto 60.

Nel listino della Seat Mii sono previsti tre distinti allestimenti:

  • Style: la versione di partenza della citycar spagnola offre di serie Climatizzatore manuale, Docking station per supporto smartphone fino a 5,5″ con ingresso USB aggiuntivo, Hill Hold Control, Servosterzo, Alzacristalli elettrici anteriori (lato guida con doppio comando), Cerchi in acciaio con copricerchi 14″ Urban, Correttore assetto fari, Maniglie portiere e retrovisori in tinta carrozzeria, Vetri posteriori oscurati, Cielo abitacolo in tessuto nero, Computer di bordo, Interni in tessuto, Sedile guida e volante regolabili in altezza, Airbag guida, Airbag passeggero, DriveMii App, Impianto radio con schermo a colori, Bluetooth, 2 altoparlanti, ingressi SD/USB.
  • Chic: la versione intermedia presenta di serie Beats Audio Sound System con 6 altoparlanti e subwoofer, Climatronic, Hill Hold Control, Cerchi in lega 15″ machined Atom Grey, Luci diurne, Computer di bordo, Sedile posteriore abbattibile separatamente, ESC (controllo elettronico stabilità), Airbag laterali testa-torace conducente e passeggero, ABS, Controllo elettronico della trazione, Impianto radio con schermo a colori, Bluetooth, 2 altoparlanti, ingressi SD/USB.

FR Line: la versione top di gamma include di serie Beats Audio Sound System con 6 altoparlanti e subwoofer, Climatronic, Cerchi in lega da 16″ machined Design Grey, Colore Bianco / Rosso Tornado, Logo FR Line su griglia frontale e portellone posteriore, Specchietti esterni verniciati in Atom Grey, Stickers laterali e posteriori FR Line black, Tetto in colore di contrasto Nero Assoluto, Vetri posteriori oscurati, Battitacco personalizzato con logo “FR Line”, Dash pad centrale nero lucido con bordature rosse, Leva del cambio in pelle con cuciture rosse, Sedili personalizzati “FR Line”, Volante sportivo in pelle con inserti Nero Lucido e impunture rosse, Impianto radio con schermo a colori, Bluetooth, 2 altoparlanti, ingressi SD/USB.

La massa contenuta della Seat Mii consente alla citycar spagnola di essere decisamente parca nei consumi. Il piccolo 1.0 tre cilindri da 60 cavalli promette percorrenze simili a quelle di un diesel e pari a 23,3 Km/l. Per la versione a metano il dato dichiarato dalla casa è di 5,7 litri per 100 Km.

Di seguito ecco indicato il listino prezzi della Seat Mii aggiornato al 2019:

Seat Mii Prezzo
Mii 1.0 5p. Style 11.280
Mii 1.0 5p. Chic 12.480
Mii 1.0 5p. FR Line 13.430

Se la descrizione della Seat Mii ha scatenato la vostra curiosità è giunto il momento di consultare la sezione dedicata alla vettura spagnola di automobile.it dove troverete centinaia di annunci della piccola citycar spagnola.

seat mii usate
seat mii usate

 

Mercedes GLC, ecco il restyling 2019

Mercedes GLC, ecco il restyling 2019

di ALESSIO MACALUSO, Giornalista

A quattro anni dal lancio sul mercato, per la Mercedes GLC 2019 è giunto il momento di un meritato restyling. Il SUV di medie dimensioni della casa di Stoccarda si ritrova infatti oggi a metà della propria fortunata carriera e prima di trasformarsi in un modello tutto nuovo tra qualche anno ne approfitta per rifarsi il trucco. Un maquillage che va oltre semplici ritocchi estetici, che comunque gli regalano un’anima ancor più votata al mondo dell’off-road, ma anche un momento in cui “riempirsi la pancia” di una buona dose di sana tecnologia. A beneficiare degli aggiornamenti saranno entrambe le interpretazioni di Mercedes GLC, sia con carrozzeria “normale” che quella Coupé

mercedes glc usate
mercedes glc usate

Mercedes GLC esterni

Il look del restyling della nuova Mercedes GLC 2019 si conferma marcatamente sportivo con superfici tondeggianti e dettagli in cui non mancano le cromature, basti guardare la zona anteriore e posteriore. Tutto nuovo a tal proposito è il disegno dei gruppi ottici – così come cambia la calandra che regala al SUV tedesco un’aria ancor più da fuoristrada. La versione Coupé è invece più votata alla sportività, pur mantenendo un’impronta elegante. Il gioco, lo stesso che avevamo già visto sulla carrozzeria pre-restyling sembra essere riuscito anche stavolta.

Si vanno quindi a combinare gli elementi tipici di una vettura con carrozzeria Coupé con quelli di un SUVLa zona superiore della vettura, ad esempio, scivola in basso verso il posteriore proprio come fanno le Coupé, ma il tutto fa da tetto ad una fiancata alta, dalla silhouette sfacciatamente SUV. Su tutte le Mercedes GLC debuttano poi i nuovi fari con tecnologia a LED High Performance – di serie per tutta la gamma – ad illuminare un gruppo ottico dal disegno inedito, più sottile e di dimensioni ridotte. Il risultato è la firma delle luci diurne a LED dal tratto accentuato e tutto sommato più personale che in passato. La stessa tecnologia d’illuminazione si fa apprezzare per i fari posteriori mentre, mettendo mano al portafogli e attingendo dalla lista degli optional, è possibile installare le luci ancor più preformanti Multibeam LED, di serie sugli allestimenti più ricchi e costosi.

Mercedes GLC interni

Salendo a bordo della rinnovata Mercedes GLC è il solito mix tra tradizione e modernità a dettare legge. Gli interni si fanno notare per la scelta di materiali pregiati come diverse tipologie di legno a “poro aperto”, a far da contenitore alla tecnologia di tasti e funzioni. Tra tutti spicca l’infotainment del sistema MBUX, un must ormai su tutta la gamma delle vetture della casa di Stoccarda. Sempre più raffinato, l’assistente vocale Mercedes stupisce per le sempre rinnovate funzioni di cui è capace, a volte più semplici e intuitive da raggiungere di quanto non si creda.

Basta un “Hey Mercedes, portami a casa” o “regola il clima a X gradi” per essere accontentati. Se questo sembra troppo abbiamo poi il tradizionale sistema touch, ma anche i comandi gestuali, buoni ad esempio per regolare il volume della radio. In più l’MBUX di questa Mercedes GLC si gode anche la funzione di Realtà Aumentata dell’ambiente attorno la vettura che, integrata con il sistema di navigazione, snocciola ulteriori info utili alla navigazione.

mercedes glc usate
mercedes glc usate

Mercedes GLC sicurezza e tecnologia

Ma è passando al capitolo dei sistemi di sicurezza che assistiamo ad un deciso e concreto miglioramento. Si parte con il sistema battezzato Distronic abbinato ovviamente al Cruise Control con l’elettronica che in modo assolutamente non invasivo si occupa non solo di mantenere la distanza di sicurezza dal veicolo che ci precede, ma anche di viaggiare all’interno della corsia di marcia agendo sullo sterzo. Non solo, la velocità con cui ci muoviamo è controllata in modo automatico adeguandosi all’approssimarsi di un incrocio o di una curva. Molto interessante è anche il sistema che “sorveglia” le svolte a destra o sinistra in prossimità degli incroci. E’ infatti l’elettronica a vigilare nel caso non sia il guidatore, frenando la nostra GLC nel caso sopraggiungano veicoli dal senso opposto di marcia. 

Al piacere di guida concorrono poi altre soluzioni, come ad esempio il sistema che gestisce l’assetto con tanto di sospensioni meccaniche Dynamic Body Control e regolazione dell’ammortizzazione. Per farla più facile di quanto non sembri, è la vettura che gestisce singolarmente ogni ruota – in base alle condizioni di guida reali, tenendo conto anche della velocità e delle condizioni della strada. 

Sulla falsa riga di quest’ultimo sistema, anche sulla nuova generazione di Mercedes GLC abbiamo il Dynamic Select che ci consente tramite un apposito tasto di adeguare l’auto al nostro stile di guida. I setup più divertenti ed appaganti sono senz’altro Sport e Sport+ con i quali otteniamo un irrigidimento del telaio e della risposta delle sospensioni. Ma non mancano i classici Comfort che ammorbidisce gli ammortizzatori attenuando le asperità del fondo stradale o Eco che imposta automaticamente una serie di parametri volti al risparmio di carburante. 

Ma considerato il segmento di appartenenza della Mercedes GLC sono chiaramente le soluzioni votate alla vita in off road quelle più accattivanti. Due le modalità previste dai tecnici tedeschi Offroad e Offroad+. Il primo programma si adatta meglio allo sterrato meno compatto come è la sabbia, ma anche la ghiaia o la neve; il secondo, più tecnico – saprà tirarci d’impaccio anche dalle situazioni più impegnative giocando un ruolo fondamentale ad esempio su tratti rocciosi o quando le pendenze guadagnano una percentuale davvero elevata.  

mercedes glc usate
mercedes glc usate

Mercedes GLC motori

Molto variegata come da sempre ci ha abituati la casa di Stoccarda è infine la gamma delle motorizzazioni che avremo a disposizione sulla nuova GLC 2019. In tutto avremo quindi a che fare con cinque motorizzazioni, due delle quali a benzina e tre a gasolio. Per la prima alimentazione avremo quindi in listino la GLC 200 4Matic e la GLC 300 4Matic con potenze rispettivamente di 197 e 258 CV. Per quello che è il comparto diesel si partirà invece con la GLC 200 d 4Matic da 163 CV per arrivare alla più corposa e rotonda versione targata GLC 300 d 4Matic che di cavalli ne conta 245.

In mezzo, con la motorizzazione che probabilmente incontrerà il favore maggiore del pubblico italiano troveremo invece la Mercedes GLC 220 d 4 Matic da 194 CV di potenza. Proprio questa unità, assieme all’altra diesel più compatta 200 d, è quella che si esibisce nel miglior dato di efficienza con consumi di gasolio in media di 5,2 – 5,4 litri per 100 Km di percorrenza. 

Mercedes GLC prezzo

La vettura è prossima al debutto nelle concessionarie con un listino prezzi già ufficializzato anche per il mercato italiano che viaggerà a cavallo tra i 48.505 e i 57.395 Euro.

mercedes glc usate
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Kia e-Soul: pronto il debutto della Soul elettrica

Kia Soul e-Soul: pronto il debutto della Soul elettrica

di ALESSIO MACALUSO, Giornalista

La Kia Soul elettrica, anche se ufficialmente faremmo meglio a chiamarla con il proprio nome ufficiale, all’anagrafe Kia e-Soul – è una di quelle auto che rappresentano la rivoluzione dei nostri tempi. Il perché è presto detto e sta nella scelta da parte del quartier generale del brand coreano di proprietà Hyundai di commercializzare la nuova Soul esclusivamente nella sua variante elettrificata.

Una mossa coraggiosa se vogliamo, ma che segue le logiche di un trend dal quale, volenti o nolenti, non ci si può più tirare indietro. Una filosofia, quella di piazzare una spina elettrica al posto di un tradizionale serbatoio di benzina o gasolio che a quanto pare sta facendo sempre più breccia nella testa e nelle idee degli automobilisti europei. Molto più – ad esempio – che tra i colleghi americani. Basti sapere che negli USA, la terza generazione della nuova Kia Soul, vedrà la luce equipaggiata anche da tradizionali motori termici. Qui nella vecchia Europa, no. E un motivo, forse più di uno, ci sarà.

A mettere ruota negli show room della casa coreana già nella seconda metà di quest’anno ci penseranno quindi due versioni 100% elettriche: una mid range da 39,2 kWh ed una, più generosa, da 64 kWh in chiave long range. Discreto il lavoro di ottimizzazione portato a casa dai tecnici Kia che con queste due varianti hanno migliorato di circa il 30% l’efficienza energetica della nuova e-Soul rispetto al modello attualmente commercializzato. 

auto elettriche
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Kia e-Soul esterni

Ma vediamo com’è fatta la rinnovata vettura elettrica targata Kia. Con la Soul abbiamo conosciuto il primordiale concetto di crossover formato segmento B, quello che per intenderci viaggia con modelli da 410 cm di lunghezza o poco più. Una fetta di mercato fino a poco tempo fa forse un po’ snobbata dalle case automobilistiche, più concentrate sullo sviluppo di SUV di dimensioni maggiori.

Va però detto che con gli anni il B-SUV o il B crossover è diventato sempre più alla moda e gradito al pubblico, tanto che molti brand hanno scelto di tapparne prestamente il vuoto commerciale, vedi ad esempio il recente debutto della Volkswagen T-Cross, tanto per citare la più nota. Il look della Kia e-Soul 2019 resta quindi fedele alle precedenti generazioni, pur restituendo dettami stilistici chiaramente più attuali e moderni. Un design che ha poco a che fare con i compromessi e che porta l’occhio di chi lo guarda a due uniche conclusioni: o si ama, oppure no.

Sul modello che verrà arrivano quindi più moderni gruppi ottici a LED che si estendono “idealmente” su tutta la zona frontale. I paraurti, sia quelli anteriori che posteriori sono stati completamente rinnovati e hanno il duplice ruolo di essere non solo gradevoli allo sguardo, ma che grazie alla superficie liscia e levigata migliorano l’efficienza e l’aerodinamica.

Spostandoci di lato scopriamo le dimensioni della Kia e-Soul. Per quanto riguarda la lunghezza abbiamo a che fare con 419 cm (più 5,5 cm rispetto al modello finito in cantina); mentre il passo cresce di 3 cm e si porta alla tonda cifra di 260 cm. Ricordiamo che il passo è lo spazio che corre tra la ruota anteriore e quella posteriore e che determina il destino dell’abitabilità di chi siede all’interno della vettura.

La fiancata corre verso la zona posteriore e va chiudersi con un montante a “pinna di squalo”; più in basso le ruote, dotate di nuovi cerchi in lega da 17 pollici a cinque razze. E chiudiamo con la zona posteriore dove a dettare legge – per dimensioni ed impatto estetico – troviamo l’ampio portellone. Attorno ci accolgono finiture in nero lucido, ma anche forme più arrotondate rispetto al passato e – come per quelli anteriori, nuovi fari con tecnologia a LED

Sempre in tema di esterni, la gamma della Kia e-Soul conta su sette colori destinati alla carrozzeria che possono essere ulteriormente combinati con altrettante varianti bi-color destinate a “far staccare” non solo il tetto, ma anche le calotte degli specchietti esterni. Inoltre, per la clientela che ama le personalizzazioni in salsa SUV, Kia ha previsto (a pagamento) un pacchetto ad hoc battezzato SUV Pack che comprende passaruota più marcati, inserti alla base degli sportelli e un “para motore” installato nella zona inferiore del paraurti anteriore. 

kia soul usata
kia soul usata

Kia e-Soul interni

La vivacità proposta fuori non poteva non essere ripresa anche per l’interno della Kia e-Soul. Praticamente infinite sono le personalizzazioni disponibili sia per quanto riguarda gli abbinamenti cromatici che per quel che concerne la scelta dei materiali a disposizione.

Si va quindi da accostamenti ad un colore fino a variazioni sul tema sempre bi-color – il tutto servendosi di rivestimenti che possono essere in tessuto e pelle, sia vera che sintetica. Fra le opzioni più interessanti per coloro che non sanno proprio rinunciare al carattere sportivo della propria automobile, abbiamo anche un Red Pack che combina la pelle nera con cuciture rosse in salsa racing sia sui sedili che sui rivestimenti degli sportelli. Tra i gadget meno utili di sempre, ma proprio per questo accattivante e originale abbiamo (sempre a pagamento) il Sound Mood Lighting che diffonde una luce soffusa sui pannelli delle portiere. Questa può essere fissa, ma anche andare a tempo con la musica che stiamo ascoltando. In tutto possiamo contare su otto colorazioni possibili e sei temi differenti per illuminare l’abitacolo della nostra Soul elettrica.    

Kia e-Soul motore

Ultimo, ma non ultimo parliamo adesso del cuore che muove la nuova Soul elettrica. Come dicevamo all’inizio Kia ha scelto di dotare la nuova e-Soul di due declinazioni di potenza e autonomia, proprio per accontentare un pubblico ancora più vasto. Partiamo con la versione cosiddetta mid range da 39,2 kWh. Per “lei” un motore elettrico da 100 kW, l’equivalente di 136 CV per i nostalgici del termico – e una coppia massima di ben 395 Nn. Di fatto abbiamo a che fare con un incremento di potenza, rispetto ad una Kia Soul elettrica usata, di addirittura il 23%.

Migliora così anche l’autonomia che con una singola ricarica ci consente di viaggiare per non meno di 277 Km. La sorellina maggiore long range da 64 kWk fa ovviamente meglio. A muoverla ci pensa un motore in questo caso da 150 kW (leggi 204 CV di potenza) e la medesima coppia della versione più compatta, mentre l’autonomia supera la soglia psicologica dei 400 Km chiudendo il proprio viaggio a 452 Km. Di lei conosciamo anche il dato sull’accelerazione, accreditato di 7,9 secondi per il tradizionale sprint da 0 a 100 Km/h.

E il capitolo tempistiche di ricarica? Grazie al sistema di ricarica rapido, di serie su entrambe le motorizzazioni, è possibile limitare ad appena 42 minuti il tempo per la rigenerazione della batteria nel passaggio tra il 20 e l’80%. Per farlo è sufficiente avere una colonnina di ricarica rapida da 100 kW.  

Kia e-Soul prezzo

Quanto al prezzo della Kia e-Soul 2019 ancora tutto tace sul fronte dell’ufficialità e dovremo presumibilmente attendere di essere nei pressi del periodo di lancio per conoscere i listini. Un’idea però, guardando all’attuale modello possiamo farcela, indicando una forbice che potrebbe vedere un prezzo di partenza sotto la soglia dei 40 mila Euro.

auto elettriche
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Jaguar SUV: ecco i modelli migliori ed i prezzi 2019

Jaguar I Pace: esterni

Fino a pochi anni fa pensare ad una Jaguar Suv sembrava un’eresia. La Casa inglese, infatti, si è sempre contraddistinta per aver creato vetture che hanno lasciato il segno nel mondo sportivo e berline dal grande fascino e dalle finiture estremamente ricercate. L’ingresso dei costruttori rivali nel mercato degli Sport Utility Veichle ha però spinto la casa inglese a creare delle Jaguar Suv davvero interessanti e dal design tipicamente british. Scopriamo tutti i modelli presenti nel listino del costruttore inglese.

SUV Jaguar: prezzo

Quando si prendono in considerazione le Jaguar Suv, si deve sempre tenere a mente che si tratta di modelli della fascia alta del mercato. Il blasone del marchio inglese, le rifiniture lussuose degli interni e le peculiarità sportive dei motori, specie di quelli benzina, si pagano cari al momento di firmare l’assegno per l’acquisto.

Una vettura come la E-Pace, ovvero il Jaguar Suv compatto, ha un prezzo di partenza di 38.450 euro nella versione dotata di motore 2.0 litri diesel da 150 cavalli, ma si arriva facilmente a superare la soglia dei 60.000 euro per la E-Pace alimentata con il 2.0 litri benzina da 249 cavalli nell’allestimento R-Dynamic HSE. Salendo di livello, e passando alla Jaguar Suv di rappresentanza, ovvero la F-Pace, i prezzi aumentano ulteriormente.

Il Jaguar Suv di fascia alta, infatti, ha un cartellino del prezzo di 48.750 euro, anche in questo caso per la versione dotata di motore diesel 2.0 da 163 cavalli nell’allestimento Pure, ma se si vuole avere il top di gamma, ovvero la F-Pace dotata del benzina 5.0 V8 da 551 cavalli, allora si deve essere pronti a firmare un assegno da ben 104.700 euro.

Chi volesse mettersi alla guida del primo Jaguar Suv elettrico, la I-Pace, sappia che anche in questo caso i prezzi non sono propriamente a buon mercato. La versione di partenza costa 82.460 euro, mentre la top di gamma sfiora quota 97.000 euro.

jaguar suv usate
jaguar suv usate

Suv Jaguar: modelli

Dopo aver parlato dei prezzi dei tre Jaguar Suv presenti nel listino del costruttore britannico, è adesso il momento di scoprire nel dettaglio le peculiarità delle singole vetture.

Jaguar E-Pace

La Jaguar E-Pace è il secondo modello di Jaguar Suv prodotto dalla Casa inglese. La nicchia dei SUV compatti di lusso non poteva essere ignorata dal brand britannico che ha realizzato un modello di grande fascino, caratterizzato dalla impeccabile qualità degli interni, sapientemente rifiniti, e da motori in grado di regalare prestazioni sportive nonostante la massa non indifferente della vettura.

Le dimensioni della Jaguar Suv più piccola della gamma sono pari a 4 metri e 40 centimetri di lunghezza e ben 1 metro e 98 centimetri di larghezza. L’abitacolo ospita comodamente cinque passeggeri, mentre il bagagliaio ha una capienza notevole, se rapportata al corpo vettura, pari a 577 litri.

Gli interni della Jaguar Suv E-Pace sono rifiniti con grande cura. I materiali utilizzati appagano sia la vista che il tatto e gli accoppiamenti tra i vari elementi sono esenti da critiche. La plancia ha un design piuttosto sobrio ma con grande attenzione alla tecnologia. Il virtual cockpit ed il display dedicato all’infotainment fanno bella mostra all’interno dell’abitacolo, mentre la disposizione dei comandi è stata studiata con grande attenzione all’ergonomia.

Le linee esterne sono opera della sapiente matita di Ian Callum. Il designer della Jaguar è riuscito a realizzare un SUV compatto con molti richiami alle altre vetture del brand inglese. Il frontale presenta un muso molto alto al cui centro spicca la classica mascherina quadrangolare. Ai lati di questa sono presenti gruppi ottici dalle linee aggressive che conferiscono grande carattere alla Jaguar Suv, mentre nel paraurti abbondano le griglie di raffreddamento dedicate al motore. La fiancata è piuttosto pulita ed i passaruota importanti sono dotati delle immancabili protezioni in plastica che aumentato alla vista l’altezza da terra della vettura. Il posteriore è forse l’elemento meglio riuscito nel design della Jaguar Suv, ed il merito è di una coda molto snella grazie a tagli sapienti delle lamiere e gruppi ottici sottili e ben inseriti nel disegno complessivo.

La gamma motori della E-Pace è vasta. Tra i benzina si parte dal 2.0 da 200 cavalli abbinato alla trazione integrale per poi salire, restando nella medesima cilindrata, alle versioni con potenze da 249 e 300 cavalli. Chi fosse interessato alle motorizzazioni diesel può trovare ampia scelta nel listino della E-Pace. La versione di partenza è il 2.0 da 150 CV, ma lo stesso propulsore è disponibile anche nella versione da 179 e 241 cavalli. I prezzi della piccola Jaguar Suv partono da 38.450 euro.

jaguar suv usate
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Jaguar F-Pace

La F-Pace ha segnato la storia della Casa inglese per essere diventata la prima Jaguar Suv prodotta del brand d’oltremanica.

Le dimensioni della F-Pace sono importanti. La lunghezza, infatti, misura ben 4 metri e 74 centimetri, mentre la larghezza del Jaguar Suv sfiora i due metri e si ferma a quota 194 cm. Cinque passeggeri viaggiano comodamente e coccolati in un abitacolo decisamente ben rifinito. La plancia presenta una linea piuttosto tradizionale, ma il virtual cockpit, l’ampio monitor dedicato all’infotainment e la disposizione dei tasti nella consolle centrale donano alla F-Pace un look moderno e contemporaneo. La capienza del bagagliaio di ben 650 litri con il divanetto in posizione consente di affrontare weekend fuori porta senza dover risparmiare con le valigie.

Il design della Jaguar Suv è decisamente ben riuscito, soprattutto nel frontale. La matita di Ian Callum è stata in grado di minimizzare l’imponenza del muso grazie a linee affusolate e dinamiche. La grande griglia quadrangolare è abbracciata da sottili fari a LED che donano un aspetto aggressivo all’anteriore, mentre la fiancata, molto pulita, presenta un gioco di pieni e vuoti alla base delle portiere che crea un piacevole movimento delle linee. Il posteriore è altrettanto ben realizzato e vede una coda alta resa tale da un lunotto particolarmente inclinato.

La gamma motori della Jaguar Suv top di gamma riesce a soddisfare anche gli animi più sportivi. Tra i motori benzina si parte dal 2.0 litri declinato nelle versioni da 250 e 300 CV, abbinato alla trazione integrale, per poi arrivare al 5.0 V8 da 550 cavalli destinato alla top di gamma SVR. Tra i diesel, invece, si può scegliere tra il 2.0 litri disponibile nelle varianti di potenza da 163, 180 e 241 CV, anche in questo caso abbinato alla trazione integrale, ed il 3.0 da 300 cavalli. I prezzi della Jaguar F-Pace partono da 48.750 euro.

jaguar suv usate
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Jaguar I-Pace

L’ultimo modello di Jaguar suv presente nel listino della Casa inglese è la I-Pace. Questa vettura ha segnato una ulteriore svolta nella storia della Jaguar poiché si tratta della prima auto del brand britannico 100% elettrica.

Ciò che colpisce al primo sguardo della Jaguar suv elettrica sono le dimensioni. Il corpo vettura della I-Pace, infatti, fa registrare una lunghezza di 4 metri e 68 centimetri, ma grazie ad una larghezza di poco superiore ai 2 metri e ad una altezza ridotta, il suv elettrico risulta essere slanciato e ben equilibrato.

Anche in questo caso i designer della Casa inglese hanno fatto centro con il look. L’anteriore presenta la classica calandra quadrangolare abbracciata da fari a sviluppo orizzontale che puntano decisi verso il centro e donano un carattere aggressivo, mentre la fiancata colpisce sia per il passo di quasi 3 metri, che per le dimensioni ridotte del cofano anteriore. Molto ben eseguito il lavoro di design del lato B della Jaguar suv elettrica grazie ad una coda accennata, che dona slancio all’insieme, ben sottolineata da fari affilati.

L’abitacolo della Jaguar I-Pace stupisce per la grande dotazione tecnologica. Oltre al virtual cockpit, infatti, a centro plancia sono presenti due display dedicati all’infotainment ed all’impianto di aria condizionata.

Il vero punto di forza della Jaguar suv elettrica è il motore, anzi i motori. Sono infatti presenti due motori elettrici, uno sull’asse anteriore ed uno su quello posteriore, che regalano alla I-Pace la trazione integrale ed una potenza complessiva di 234 cavalli. Le batterie agli ioni di litio sono posizionate sotto il pavimento dell’abitacolo e garantiscono una autonomia dichiarata di 430 Km. Per la ricarica completa, qualora venga effettuata da una presa 220 V e con 7 kW, servono 13 ore, mentre se la medesima operazione viene compiuta da una colonnina di ricarica rapida sono sufficienti soltanto 40 minuti per ottenere l’80% di ricarica. Il prezzo della Jaguar I-Pace non è alla portata di tutti, si parte infatti da 82.460 euro.

jaguar suv usate
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