5 – Alfa Romeo Stelvio

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Quinta posizione nella classifica delle auto più sognate dagli italiani per l’Alfa Romeo Stelvio. Il primo SUV della casa di Arese ha attirato l’attenzione degli automobilisti perché è riuscito ad unire in un corpo vettura rialzato l’anima sportiva tipica delle auto del biscione. La piattaforma di partenza è quella della Alfa Romeo Giulia ed anche lo stile richiama il family feeling inaugurato con la berlina sportiva. Il frontale, imponente, vede la presenza del classico scudo Alfa abbracciato da aggressivi fari a LED, mentre le prese d’aria alla base del paraurti richiamano lo stile trilobo del passato.

La fiancata è molto pulita e presenta una rotondità importante in corrispondenza della coda dove il richiamo alla Giulia è evidente nel disegno dei fari. Gli interni rispecchiano il blasone del marchio ed offrono materiali di qualità elevata che appagano sia il tatto che la vista. Interessante la gamma motori con propulsori, sia benzina che diesel, adatti a soddisfare le velleità sportive.  Degna di nota la versione denominata Quadrifoglio dotata del 2.9 biturbo in grado di erogare la bellezza di 510 cavalli e toccare la velocità massima di 283 Km/h. I prezzi partono da 47.200 euro.

4 – Toyota Yaris

Toyota Yaris 2019

La Toyota Yaris non è riuscita a salire sul podio delle auto più sognate dagli italiani, ma ha comunque ottenuto un gran numero di preferenze dimostrando come il “piccolo genio” continui ancora ad essere una vettura realizzata con grande sapienza dai tecnici giapponesi. La terza generazione dell’utilitaria Toyota presenta uno stile maturo e deciso.

Il frontale si caratterizza per una grande bocca del radiatore che conferisce un’immagine aggressiva e fari a LED che puntano decisi verso il centro del muso, mentre la fiancata è molto pulita, quasi sobria, e presenta una lavorazione spigolosa delle lamiere in corrispondenza delle portiere posteriori così da vivacizzare il design.

Gli interni, a differenza degli esterni, sono fin troppo minimalisti. La plancia, infatti, si mostra con un look lineare, sobrio ed offre, oltre ai classici elementi del cruscotto, un monitor dedicato all’infotainment al centro della stessa. Il 2% del campione degli intervistati ha indicato la Toyota Yaris come vettura preferita regalando il quarto posto nella classifica delle auto più sognate dagli italiani. I prezzi partono da 13.740 euro.

3 – Fiat Panda

Il podio delle auto più sognate dagli italiani si completa con un’altra vettura tricolore che ha ottenuto un grandissimo successo commerciale, la Fiat Panda. L’utilitaria del gruppo FCA è giunta alla terza generazione rinnovando la tradizione di casa Fiat nel realizzare auto compatte ed economiche e si è presentata al pubblico con uno stile piacevole e dimensioni ideali per affrontare il traffico cittadino.

Le linee squadrate della prima serie sono state adesso smussate. Il frontale presenta grandi fari quadrangolari che, abbinati al muso corto, conferiscono un’immagine simpatica, mentre la fiancata, a differenza dell’antenata, presenta le portiere di accesso anche ai sedili posteriori ed un terzo elemento della finestratura in corrispondenza del montante C che contribuisce ad aumentare la luminosità nell’abitacolo.

Gli interni sono realizzati con plastiche resistenti e di buona qualità, ma iniziano ad accusare il peso degli anni specie per l’assenza di un sistema di infotainment. Spicca, comunque, la posizione rialzata della leva del cambio che aumenta il comfort nella guida cittadina. La Fiat Panda ha ottenuto il terzo posto nella classifica delle auto più sognate dagli italiani grazie al 2% delle preferenze. I prezzi partono da 10.650 euro.

2 – Fiat 500

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Al secondo posto delle auto più sognate degli italiani troviamo un’altra vettura che ha conquistato il cuore di migliaia di automobilisti, la Fiat 500. La citycar italiana è tornata sul mercato nel 2007 richiamando le linee dell’antenata ed il colpo di fulmine è stato immediato. Il frontale presenta un muso corto caratterizzato da una doppia linea di fari tondi ed il logo Fiat incastonato in un baffo cromato, mentre la fiancata mostra dei passaruota ben evidenziati, ancora più marcati nelle versioni Abarth, ed una nervatura che percorre in tutta lunghezza la carrozzeria così da snellirne l’aspetto.

Gli interni sono altrettanto personali e ben rifiniti. La plancia, infatti, è impreziosita da una striscia in plastica dello stesso colore degli esterni ed al centro presenta un rinnovato monitor dedicato all’infotainment, mentre i dettagli cromati presenti anche sulle portiere richiamano alla memoria il modello che ha contribuito a motorizzare l’Italia. Tutte queste caratteristiche hanno consentito alla Fiat 500 di piazzarsi sul secondo gradino del podio delle auto più sognate dagli italiani con il 3% delle preferenze. I prezzi partono da 13.600 euro.

Toyota Hilux: in arrivo a settembre il nuovo pick up

Toyota Hilux: in arrivo a settembre il nuovo pick up

A settembre arriverà anche in Italia: parliamo della Toyota Hilux, il nuovo pick-up della casa automobilistica giapponese.

Gli allestimenti prevedono i sistemi di assistenza alla guida Toyota Safety Sense nelle configurazioni Double ed Extra Cab, entrambe dotate di un esclusivo design interno total black con dettagli cromati su cruscotto, volante e cambio; cerchi in lega da 18’’ bicolore e rifiniture in nero e grigio scuro per i componenti esterni.

Avanzata tecnologia di sicurezza per questa Toyota Hilux, grazie al Toyota Safety Sense che è dotato di:

  • Sistema Pre-Collisione che riesce a rilevare la presenza di pedoni e ciclisti;
  • Cruise Control Adattivo con riconoscimento della segnaletica stradale;
  • Sistema di Avviso Superamento Corsia con Brake Induced Steering ossia la possibilità di correggere la traiettoria;
  • Servosterzo.

La nuova edizione speciale Hilux 2019 e la gamma di modelli Hilux aggiornati, saranno disponibili in tutta Europa da agosto.

Ford Puma: arriva il piccolo SUV ibrido

Ford Puma: arriva il piccolo SUV ibrido 1

Nuova arrivo in casa Ford: parliamo della Ford Puma, il piccolo SUV progettato su piattaforma Fiesta, lunga circa 430 cm.

La nuova Ford Puma, a metà tra le caratteristiche della Kuga e quelle di Ford Ecosport, promette spazio e comfort grazie all’ottima abitabilità e alla capienza del bagagliaio, di ben 456 litri.

Un SUV ibrido (in futuro forse anche a gasolio) che monterà un benzina 1.0 litri a 3 cilindri EcoBoost, con potenza 155 CV. La tecnologia micro ibrida con sistema a 48 V garantirà un buon rapporto prestazioni/consumi.

La Ford Puma avrà un 1.5 EcoBlue da 95, 120 e 150 CV, con trazione anteriore e cambi manuali a 6 marce ed automatici.

Il lancio della nuova vettura di casa Ford dovrebbe avvenire entro l’estate, con vendite a partire dall’autunno 2019. Prezzo di partenza: 22.500 euro, negli allestimenti normale, Active, Business, Titanium, ST Line e Vignale.

Case automobilistiche francesi: ecco i brand ed i modelli

Citroën C3

Parlare delle case automobilistiche francesi significa analizzare e ripercorrere la storia dell’automobilismo. I numerosi costruttori transalpini, infatti, hanno realizzato nel corso dei vari anni numerosi modelli di grandissimo successo e, in alcune occasioni, sono stati in grado di regalare agli amanti delle auto alcune tra le vetture più iconiche mai prodotte.

Le case automobilistiche francesi, inoltre, hanno segnato la storia dell’automotive non solo grazie a carrozzerie dalle forme senza tempo, ma anche grazie a soluzioni tecniche spesso rivelatesi all’avanguardia.

Auto francesi

Un tempo note al grande pubblico per il grande lusso e comfort su strada, le macchine francesi sono adesso apprezzate soprattutto nel segmento medio del mercato, quello dominato da utilitarie e berline. In questa fascia le case automobilistiche francesi continuano a fare la voce grossa grazie a modelli particolarmente riusciti ed in grado di farsi rispettare in settori di mercato decisamente affollati ed agguerriti.

Bugatti

Non sono soltanto i costruttori “generalisti” ad aver fatto la storia dell’automobilismo transalpino. Le case automobilistiche francesi, infatti, trovano l’apice della loro espressione in un marchio simbolo di lusso e sportività, Bugatti. Le radici di questa azienda risalgono alla volontà di Ettore Bugatti di realizzare automobili francesi dalle grandi prestazioni sportive.

Fondata nel 1903, l’azienda ha vissuto fortune alterne ed ha sfornato modelli entrati di diritto nell’immaginario collettivo. Nel 1998 è stata acquistata dal gruppo Volkswagen ed ha trovato nuova linfa grazie ai capitali tedeschi riuscendo a regalare al mondo hypercar da sogno come la Veyron o la Chiron, auto realizzate con cura artigianale ed in grado di superare la soglia dei 400 Km/h di velocità massima.

Se la Bugatti è la punta di diamante tra le case automobilistiche francesi, meritano cmq una grande considerazione anche costruttori “generalisti” come Peugeot, Renault e Citroen che hanno contribuito a scrivere pagine importanti della storia automotive grazie a modelli divenuti iconici ed entrati di diritto nell’immaginario collettivo di ogni appassionato delle quattro ruote.

Renault

Fondata nel 1898 dai fratelli Marcel e Fernand Renault, la casa della Losanga ha vissuto una storia travagliata soprattutto durante il periodo della seconda guerra mondiale. Terminato il conflitto, 16 gennaio 1945 la   è divenuta un’azienda pubblica, ma si è dovuta attendere sino agli anni 70 affinché il brand transalpino conquistasse il favore del pubblico con due modelli divenuti iconici, la Renault 4 e la Renault 5.

Quest’ultima ha segnato un decennio diventando uno dei modelli simbolo della Casa. Arrivata sul mercato nel 1972, ha subito ottenuto un grande successo di mercato grazie ad una linea piacevole, caratterizzata da grandi fari squadrati all’anteriore e da una inedita fanaleria a sviluppo verticale al posteriore.

Rimasta in listino sino al 1984, la Renault 5 ha colpito l’immaginario degli appassionati con la irriverente versione Turbo. La R5 Turbo era una piccola bomba dotata di motore 4 cilindri da 1.4 litri montato in posizione posteriore centrale, trazione posteriore, una potenza di ben 160 cavalli ed una velocità massima superiore ai 200 Km/h.

La Renault è riuscita a replicare il successo della R5 con altre due vetture che hanno subito conquistato ampie fette di mercato, la Supercinque e la Clio.

Proprio quest’ultima è divenuta un’auto simbolo tra le macchine francesi e di recente è stata presentata la quinta generazione dell’utilitaria Renault. Se gli esterni possono trarre in inganno, e far pensare ad un semplice restyling, la quinta serie della Clio è in realtà una vettura totalmente rinnovata.

Il frontale richiama il recente linguaggio stilistico della Casa e vede la presenza di grandi fari a LED con disegno a “C” ben integrati con la mascherina movimentata al cui centro spicca il grande logo Renault, mentre la fiancata riprende quanto visto nella precedente versione con forme morbide e sinuose.

Gli interni hanno beneficiato di un importante rinnovamento e presentano rivestimenti morbidi sulla plancia, sulle portiere e sulla console centrale. Moderno lo smart cockpit con doppio display per strumentazione e infotainment comprensivo di schermo verticale da 9,3”, mentre il quadro strumenti digitale è su display TFT da 7” o 10”.

Non è soltanto la Clio uno dei modelli che ha segnato la storia della Renault. Il costruttore transalpino si è messo in luce tra le case automobilistiche francesi anche per altri modelli iconici ed attualmente presenti in listino come l’Espace, la Scenic o la Megane, segnando per prima la strada con veicoli spesso innovativi ed in grado di creare nuove nicchie di mercato.

Peugeot

La Casa del Leone, oggi parte del gruppo PSA, ha legato il proprio nome alle competizioni sportive per spiccare tra le case automobilistiche francesi.

Vetture come l’indimenticabile Peugeot 205 Turbo 16 o la Peugeot 206 WRC hanno consentito al costruttore transalpino di conquistare numerosi allori iridati e sfruttare questi successi per la promozione dei propri modelli, ma la Peugeot, oltre al mondo dei rally, può vantare ben 3 vittorie alla prestigiosa 24 Ore di Le Mans nel 1992 e nel 1993 con la 905 e nel 2009 con la 908 HDi grazie alla quale riesce a sconfiggere la corazzata Audi.

Anche la Peugeot, così come la Renault, ha creato modelli iconici che hanno riscontrato un grande successo di mercato. La 205, ad esempio, ha consentito alla casa francese di lottare ad armi pari con gli altri costruttori ed imporsi nelle vendite registrando un successo senza precedenti con ben 5 milioni di esemplari venduti.

La sua erede, la Peugeot 206, ha raccolto con coraggio una eredità pesante ed anche in questo caso il riscontro del mercato è stato ottimo con numerosi milioni di esemplari venduti in tutto il mondo.

Gli anni 2000 hanno visto la Peugeot entrare con successo anche nell’affollato settore dei SUV e delle crossover realizzando modelli dal grande fascino, come la 3008 e la 5008, in grado di dare nuova luce alle automobili francesi in un periodo di turbolenze societarie risolto egregiamente dall’amministratore delegato Carlos Tavares.

Citroen

Nata nel 1919, e giunta al suo centenario, la Citroen può considerarsi una delle case automobilistiche francesi più innovative sia per quel che riguarda la ricerca tecnologica che per le modalità di comunicazione.

Il fondatore, André Citroen, è stato uno dei primi ad utilizzare la pubblicità per massificare le vendite della sua azienda ed accanto agli espedienti più tradizionali, sono rimaste impresse nella mente trovate pubblicitarie decisamente stravaganti come quella di scrivere il nome Citroen sulla Torre Eiffel grazie all’utilizzo di ben duecentomila lampadine collegate fra loro da cento chilometri di filo elettrico.

Tra le numerosissime macchine francesi realizzate dalla Citroen, due hanno segnato la storia della casa: la 2CV e la DS. La prima è rimasta in produzione per ben 42 anni diventando una vettura simbolo del movimento hippy così come il Maggiolino ed il Bulli, mentre la seconda ha consacrato la casa francese grazie ad una linea senza tempo ed inimitabile e soluzioni tecniche come le sospensioni idropneumatiche in grado di mantenere costante l’altezza da terra della vettura.

Dopo un periodo di crisi nel corso degli anni 70, concluso con l’ingresso nel gruppo PSA, la Citroen conosce un momento d’oro negli anni 2000 grazie al successo di modelli come la C3 che, nelle prime due versioni, richiamavano nel design alcuni dei dettagli che avevano reso popolare la 2CV.

La terza generazione dell’utilitaria francese, ha rivoluzionato il precedente look ponendosi sul mercato con un stile da SUV in miniatura che ha immediatamente riscontrato il gradimento del pubblico.

Nel 2014 la Citroen ha deciso di creare un brand premium da affiancare alla linea di modelli standard ed ha denominato questo marchio DS.

DS

L’arrivo sul mercato, nel 2010, della Citroen DS3 ha fatto capire alla Casa francese di potersi inserire nel segmento premium con modelli dal design ricercato e dalle finiture di grande livello, e la conferma di poter lottare ad armi pari con i rivali è giunta con l’arrivo della DS4 e della DS5.

Dal 2014 il marchio DS Automobiles diviene ufficialmente un’entità autonoma ed al Salone di Ginevra del 2015 viene presentata la prima vettura a non recare più il marchio Citroen, la DS5, ma il successo di vendite delle vetture del brand non ha rispettato le aspettative della dirigenza.

Per questo motivo il management del brand DS ha deciso di virare verso il più profittevole settore dei SUV con la DS7 Crossback, crossover di medie dimensioni caratterizzato da un design estremamente ricercato ed un abitacolo rifinito con cura quasi artigianale.

Venturi

La nostra carrellata sulle case automobilistiche francesi si conclude con un marchio meno noto, Venturi. Fondata dagli ingegneri Claude Poiraud e Gerard Godfroy nel 1984, a seguito dell’acquisizione da parte del monegasco Gildo Pallanca Pastor 2001 ha la sua sede legale nel Principato di Monaco.

I primi due modelli prodotti dalla Venturi, la 200 Coupé e la 200 Spider, montavano inizialmente un 6 cilindri da 2.5 litri in grado di erogare 200 CV di potenza, ma il successo commerciale non è mai arrivato.

Altro modello della Venturi da ricordare nonostante le vendite modeste è la 300 Atlantique, in grado di raggiungere i 280 Km/h grazie ad una potenza di 281 CV. Rimase in produzione fino al 1998 con soli 57 esemplari venduti.

Il passaggio di proprietà avvenuto nel 2001 ha segnato una svolta per la Venturi. Il marchio, infatti, viene oggi utilizzato per commercializzare automobili sperimentali dotate di motori elettrici e dal 2014 partecipa con un proprio team al campionato mondiale di Formula E.

Servosterzo: ecco le differenze tra idraulico ed elettrico

Servosterzo: differenza tra idraulico ed elettrico

Tutte le vetture moderne sono ormai dotate di un meccanismo che ha reso decisamente più rilassante la guida, il servosterzo. Grazie a questo dispositivo, infatti, si deve applicare una forza minore al volante per poter girare le ruote. Scopriamo come funziona il servosterzo e quali sono le differenze tra quello elettrico e quello idraulico.

Servosterzo elettrico

Uno dei benefici che ogni automobilista apprezza del servosterzo è la minor forza richiesta per ruotare il volante. Il servosterzo utilizza una sorgente di energia esterna la cui funzione è quella di ridurre la forza necessaria a sterzare le ruote.

I benefici del servosterzo si apprezzano soprattutto nella fase di parcheggio poiché, a vettura ferma, gli pneumatici generano un maggiore attrito col terreno rispetto alle situazioni di moto e rendono più pesante muovere lo sterzo.

Quando si parla di servosterzo elettrico si intende un dispositivo che utilizza un motorino elettrico collegato al piantone dello sterzo, e gestito da una centralina, tramite il quale viene assistita l’azione sterzante sulla base delle informazioni provenienti da un sensore. Con questo sistema, inoltre, si ottiene una maggiore precisione di guida perché la risposta dello sterzo dipende dalla velocità della vettura: più questa aumenta, minore è l’assistenza del servosterzo.

Grazie al servosterzo elettrico si ottiene un maggiore risparmio di energia rispetto a quello idraulico sia per il rendimento maggiore del motore elettrico sia per la possibilità di essere disattivato in assenza di azione sterzante.

Il servosterzo elettrico, inoltre, in caso di avaria, segnala immediatamente il problema attraverso l’accensione di una spia luminosa posta sul quadro degli strumenti.  In caso di malfunzionamento sarà possibile continuare a guidare la propria vettura ma, ovviamente, lo sforzo richiesto per ruotare il volante sarà superiore.

Alcune vetture, infine, utilizzano un servosterzo con la funzione dual drive. In Casa Fiat questo dispositivo è stato adottato nel 1999 in occasione del lancio della seconda serie della Punto e consente, tramite la pressione di un pulsante sulla plancia indicato con la scritta “city”, di poter alleggerire ulteriormente la forza richiesta per ruotare il volante.

Servosterzo idraulico

Il servosterzo idraulico è nato in origine per essere utilizzato sui veicoli pesanti, come ad esempio trattori o autocarri, per poi essere utilizzato sulle berline di grossa cilindrata.

Questo sistema è ancora oggi diffuso anche se il corrispettivo elettrico ha una maggiore applicazione sulle vetture.

Il servosterzo idraulico è composto da un serbatoio dell’olio, una pompa a ingranaggi che lavora a circa 70 bar ed è azionata dal motore, un distributore con quattro luci normalmente sempre chiuse, un dispositivo di comando del distributore, posizionato nel piantone, nel quale è presente una vite globoidale, un cilindro operatore al cui interno scorre su uno stelo uno stantuffo che divide il cilindro in due camere ed a un’estremità è collegato ai leveraggi dello sterzo mentre all’altra estremità è collegato al telaio ed una valvola limitatrice di pressione al fine corsa dello sterzo.

Il servosterzo idraulico funziona nel seguente modo: col volante fermo, l’olio inviato dalla pompa al distributore non trova accesso al cilindro operatore in quanto le luci del distributore sono tutte chiuse, e torna al serbatoio attraverso un tubo di recupero, mentre quando si effettua una sterzata, la rotazione del volante comanda il dispositivo che aziona il distributore a esso collegato, facendogli aprire due delle quattro “luci”, che attraverso un tubicino conducono l’olio in una delle due camere del cilindro operatore.

Quest’aumento di pressione nella camera sposta in direzione opposta lo stantuffo che così agisce sui leveraggi delle ruote, e ne agevola notevolmente la sterzata imposta dalla direzione del volante. Quando una camera si riempie, l’altra si svuota essendo in collegamento col circuito di recupero. La valvola limitatrice di pressione si aziona solo se e quando si arriva al fine corsa dello sterzo, e riporta in automatico l’olio al circuito di recupero senza rimandarlo nel cilindro.

Tra i pregi del servosterzo idraulico vi è un maggior feeling di guida rispetto a quello elettrico, mentre i lati negativi di questo dispositivo riguardano il peso ed il costante assorbimento di energia dato che la pompa è sempre in funzione.

 

Fiat 500 e: indiscrezioni sull’elettrica 2020

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Nuove indiscrezioni si rincorrono a proposito della Fiat 500 e che dovrebbe essere lanciata nel 2020, in occasione del Salone di Ginevra, con vendite al via entro l’estate dello stesso anno.

Il prezzo di uscita sul mercato è di 30 mila euro, per questo nuovo modello elettrico di city car che avrà, si dice, delle dimensioni maggiori rispetto ai predecessori.

Nuova piattaforma e batterie da 40-45 kWh per questa novità Fiat che dovrebbero garantire un’autonomia di circa 350 km, con una potenza di 115-130 CV.

Per quello che riguarda gli interni la nuova Fiat 500 2020 potrebbe sfoggiare dei top di gamma. L’ammiraglia del segmento A potrebbe essere più abbordabile grazie all’ecobonus che farebbe scendere il prezzo fino a 25 mila euro.

La ricarica può essere sia casalinga che rapida, per un tempo massimo di mezz’ora circa.

Next step: la versione sportiva della nuova Fiat 500 elettrica, proposta forse con marchio Abarth. Abarth 595E (questo forse il nome) potrebbe essere vostra a partire dall’autunno 2020, con un prezzo che si aggira intorno ai 40 mila euro. 

Salone di Shanghai 2019: Volkswagen Teramont X

Volkswagen Teramont X al Salone di Shanghai 2019

Lo sforzo dei tedeschi di Volkswagen al Salone di Shanghai 2019 è decisamente evidente. Sullo stand della casa di Wolfsburg è senz’altro questa Volkswagen Teramont X uno dei modelli più fotografati. La X alla fine serve a identificare la versione coupé del SUV tedesco ed entrambe rappresentano le varianti in vendita sul mercato cinese “dell’americano” Volkswagen Atlas. Di fatto, va detto come ancora si tratti di una versione formato “concept car”, anche se vedendola dal vivo si ha la sensazione di essere ormai arrivati al modello definitivo.

Pressoché identico al modello con due portiere in più, questa versione X vede gran parte delle novità concentrate su parte finale della fiancata e zona posteriore. Dietro al Volkswagen Teramont X si fa quindi notare il lunotto inclinato con tanto di inediti montanti laterali. Varia anche il disegno del portellone posteriore così come quello dei fari e del paraurti. Il tutto per condire di un pizzico di sportività un mezzo che per stazza va un po’ “aiutato” in tal senso. Cambiano quindi anche le dimensioni, con la Volkswagen Teramont X che chiude la lunghezza a 490 cm, poco meno del modello “hatchback”.

Come dicevamo, le novità in fatto di look nella parte anteriore sono meno evidenti, ma non mancano. A cominciare dal paraurti, che ospita prese d’aria di dimensioni maggiorate, inserite nella griglia centrale che richiama gli stilemi stilistici delle ultime generazioni dei modelli targati Volkswagen.  Per questo si notano i fari più stretti, un po’ in stile Volkswagen Touareg. Quanto all’assortimento di motorizzazioni, Volkswagen non si è ancora sbilanciata. Ma sul mercato cinese avremo probabilmente un quattro cilindri da 2 litri di cilindrata e un più rotondo due litri e mezzo con architettura V6. Quest’ultimo, declinato con due differenti “cavallerie”.

Grossomodo dovremmo quindi avere a che fare con l’offerta motori già venduti sul mercato americano con il Volkswagen Atlas.