Mercedes SLC: congedo roadster con la Final Edition

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La Mercedes-Benz presenterà due novità al Salone di Ginevra: la Mercedes SLC – Final Edition e la Mercedes SL – Grand Edition. Queste due versioni speciali verranno lanciate sul mercato a partire dal 22 febbraio.

La Mercedes SLC esce di produzione dopo otto anni sul mercato, e il suo addio è caratterizzato da uno stile top di gamma AMG, con dotazioni e finiture esclusive.

Per quello che riguarda i prezzi: la SLC sarà proposta a 41.537 euro, mentre la SL avrà prezzi a partire da 114.820 euro.

Mercedes SLC: Final Edition

Per ripercorrere la storia di quest’auto e congedare l’attuale generazione della roadster, la Final Edition viene riproposta dello stesso colore giallo con cui debuttò 23 anni fa, con il nome di SLK.

Sarà disponibile nelle seguenti motorizzazioni:

  • 2.0 turbo SLC 180 da 156 CV;
  • SLC 200 da 184 CV;
  • SLC 300 da 245 CV;
  • sei cilindri 3.0 litri AMG SLC 43 da 390 CV.

Cerchi in lega, interni in pelle nappa black-silver pearl, con impunture alpaca grey a contrasto. Il volante, la cuffia del cambio e i poggiatesta sono rifiniti con carbon leather.

Mercedes SL: Grand Edition

Dal nome di questa nuova versione si comprende quanto gli allestimenti siano esclusivi. La Mercedes SL è prevista nelle versioni sei cilindri SL 400 da 367 CV e otto cilindri SL 500 da 455 CV, in cinque tinte. Le finiture sono cromate e argento opaco e, oltre al nero, sono previsti i colori metallizzati bianco diamante, nero ossidiana e due diverse nuances di grigio.

Di serie, troviamo anche il climatizzatore e la funzione massaggio, l’assetto sportivo ribassato di 10 mm, il sistema di assistenza al parcheggio e quello di assistenza alla guida.

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Nuova Alfa Romeo: possibile debutto del C-SUV a Ginevra

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Il Salone di Ginevra 2019 potrebbe essere la vetrina di presentazione del SUV compatto targato Alfa Romeo. L’Alfa Romeo C-SUV potrebbe fare, infatti, il suo debutto, molto prima dell’avvio della produzione che avverrà a inizio 2020. Questa nuova Alfa Romeo affiancherà la Giulietta.

Nonostante il largo anticipo rispetto alla commercializzazione, la kermesse svizzera potrebbe essere l’appuntamento ideale per mostrare un prototipo del SUV e rilanciare il brand.

La nuova Alfa Romeo potrebbe ispirarsi alla Jeep Renegade, anche per i motori. Verrà utilizzato infatti lo stesso pianale, così pure quello della Fiat 500X. Il SUV compatto sfrutterà una piattaforma a trazione anteriore, con varianti anche a trazione integrale, inoltre, potrebbe essere messa sul mercato una versione ibrida plug-in.

L’Alfa Romeo C-SUV avrà il compito di rinnovare ed ampliare la gamma delle auto proposte dal Biscione che attualmente presenta i modelli Giulietta, Giulia, Stelvio e 4C. Con questo nuovo SUV compatto di segmento C l’Alfa Romeo genererebbe nuovi volumi di vendite e offrirebbe un’alternativa di scelta oggi tanto in voga.

Dopo un’assenza dalle scene durata due anni, Alfa Romeo potrebbe tornare a sorprendere i propri sostenitori con una novità molto attesa. Si tratta solo di attendere ancora qualche giorno per capire se avverrà o meno quello che i rumors anticipano.

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Ford Focus ST: la nuova versione sportiva

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L’inizio delle vendite è fissato per l’estate, ma già sappiamo di più sulla Ford Focus ST, una versione sportiva, potente ma adatta anche al traffico cittadino, grazie al selettore delle modalità di guida e disponibile anche con il motore EcoBlue.

La nuova Ford Focus ST rappresenta il perfetto equilibrio tra comfort e prestazioni sportive e verrà proposta con carrozzeria cinque porte o station wagon.

Due le motorizzazioni: il benzina a 4 cilindri 2.3 turbo da 280 CV e il diesel 2.0 da 190 CV. Il 2.3 litri EcoBoost può avere in opzione l’automatico a 7 marce ed eroga una potenza di 280 CV a 5.500 giri/min e una coppia di 420 Nm compresa tra i 3.000 e i 4.000 giri/min, con scatto 0-100 km/h di 6 secondi.

Il 2.0 EcoBlue diesel può essere invece la scelta di quanti preferiscono una berlina dinamica, ma con un occhio al risparmio, il cambio è manuale a 6 marce.

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Quanto allo stile, la Ford Focus ST presenta un look abbastanza sobrio per essere una sportiva. Ad una prima occhiata può risultare molto simile alla ST Line. Unico vezzo, lo spoiler: un alettone posteriore elemento di design che fornisce la giusta grinta all’auto, distinguendola da una tradizionale city car.

Tra le possibili configurazioni, la Ford Focus ST propone due nuances per la carrozzeria: Ford Performance Blue e Orange Fury, due colori accesi e vibranti che bene si sposano con una vettura così sportiva. Quanto alle dotazioni tecnologiche, l’infotainment sfrutterà il sistema SYNC 3 con compatibilità Apple Car Play e Android Auto.

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La Ford Focus ST è equipaggiata con differenziale elettronico a slittamento limitato. Inoltre, con l’Electric Brake Booster (EBB), è possibile regolare la dinamica di frenata e settarla sul tipo di guida selezionata.

Sarà disponibile in tutta Europa nell’estate 2019, ma non sono stati ancora divulgati i prezzi.

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Nuova Seat Leon: arriva l’alimentazione a metano

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La nuova Seat Leon ha aggiornato la sua gamma motori grazie alla versione bifuel a metano con motore 1.5 TGI che, con l’introduzione di un terzo serbatoio, è ora in grado di garantire una maggiore autonomia. Il nuovo motore è disponibile sia per il modello cinque porte, sia per la station wagon. È possibile ordinare la Seat Leon 2019 negli allestimenti Style, Business e FR, a partire da 24.415 euro.

La nuova Seat Leon 2019 sorprende anche nella versione con l’automatico a doppia frizione. Alla base vi è un aggiornamento del quattro cilindri 1.5 TSI Evo che equipaggia diversi modelli del gruppo Volkswagen. Rispetto al precedente motore, ossia l’1.4 TGI, questo 1.5 TGI è in grado di erogare 20 CV in più, arrivando a 130 CV. Esattamente come nelle versioni a benzina, anche questo nuovo modello a metano può essere acquistato con cambio manuale a sei rapporti, o in alternativa con cambio automatico a sette marce.

Nella nuova Seat Leon targata 2019, è migliorata la combustione, e i pistoni rivestiti di nichel-cromo possiedono nuovi segmenti che sono stati studiati e realizzati appositamente per l’impiego del gas naturale. Come accennavamo all’inizio, in questo nuovo modello a metano della Seat Leon 2019, figurano ben tre serbatoi – due di materiale composito e uno d’acciaio di 17 Kg circa – che permettono di percorrere fino a 500 km, anche con cambio manuale.

Inoltre, se ci si ritrova a corto di gas durante il viaggio, è comunque possibile percorrere altri 150 Km, grazie all’unità convertita per la doppia alimentazione benzina-metano, con serbatoio di 9 litri.

I prezzi della nuova Seat Leon 1.5 TGI a Metano partono da 24.415 euro della versione Style, fino a 28.865 euro della ST 1.5 TGI 130 CV Dsg FR.

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Biodiesel: che cos’è e per cosa si utilizza

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Il biodisel è un carburante ottenuto da fonti rinnovabili e può essere utilizzato puro sulle vetture moderne qualora sia espressamente indicato dai costruttori. Vediamo cos’è e come è distribuito in Italia.

Biocarburante

Quando si parla di biodiesel si intende un combustibile ottenuto da fonti rinnovabili, come gli oli vegetali, grazie ad un procedimento chimico di transesterfificazione degli oli vegetali con alcol etilico o metilico.  Una volta compiuta questa procedura chimica, il biodiesel si presenta sottoforma di liquido di colore ambrato con una viscosità simile a quella del gasolio.

Il biodisel può essere utilizzato in quelle vetture che montano propulsori a gasolio di ultima generazione, mentre per le auto di più antica concezione l’utilizzo è sconsigliato perché si potrebbero formare residui che a lungo andare possono ostruire le linee di alimentazione del motore.

Quando il biodiesel viene utilizzato come additivo al gasolio si ottengono alcuni benefici per il propulsore, come un migliore potere lubrificante.

Biocombustibile

Se paragonato al comune gasolio, il biodiesel presenta alcuni vantaggi. Tra questi si segnalano la riduzione del 50% delle emissioni di ossido di carbonio e di biossido di carbonio, la riduzione di emissioni di idrocarburi aromatici ad anelli condensati, la assenza di emissioni di diossido di zolfo e la riduzione di emissione di polveri sottili.

Nonostante i vantaggi in termini di qualità dell’aria siano notevoli, esistono anche degli svantaggi come le maggiori emissioni di ossidi di azoto del gasolio, ma anche problematiche di carattere sociale. Le terre coltivate per le fonti rinnovabili del biodiesel, infatti, vedono un innalzamento del prezzo delle materie prime oltre ad un rischio di aumento di erosione del suolo.

Secondo alcuni è l’olio vegetale di scarto la miglior fonte di olio per la produzione del biodiesel, ma le forniture disponibili sono decisamente meno della quantità di combustibile derivato dal petrolio che viene bruciato per i trasporti e il riscaldamento domestico in tutto il mondo. Secondo l’Environmental Protection Agency (EPA) degli Stati Uniti, i ristoranti degli USA producono circa 13,6 milioni di litri (3 milioni di galloni) di olio da cucina di scarto all’anno, mentre ad esempio in Italia si consumano annualmente 39 miliardi di litri di gasolio e benzina.

Anche se sarebbe economicamente vantaggioso usare gli oli vegetali di scarto per produrre il biodiesel, si preferisce, per questioni di mero vantaggio economico, utilizzarli per realizzare prodotti come il sapone. Per avere una fonte veramente rinnovabile di olio, dovrebbero essere considerate coltivazioni apposite. Le piante sarebbero una fonte sostenibile per la produzione di biodiesel poiché utilizzano la fotosintesi per convertire parte dell’energia del sole in energia chimica e parte di questa energia viene immagazzinata nel biodiesel e rilasciata quando bruciata.

In alcuni casi i costi di produzione del biodiesel rendono competitivo il prezzo rispetto al gasolio ma, l’attuale produzione mondiale di grassi animali e oli vegetali necessari per produrlo, non è sufficiente a rimpiazzare i combustibili fossili.

Per valutare se il dispendio energetico per produrre un litro di biodiesel sia vantaggioso occorre fare riferimento al rapporto tra energia ottenuta e energia spesa.

Biodiesel Italia

In Italia esistono produzioni medie di biodiesel da colza e girasole pari a 966 litri per ettaro. Il biodiesel, in Italia è commercializzato soprattutto nel settore del riscaldamento, mentre come combustibile da autotrazione è impiegato prevalentemente da parte di aziende di trasporto.

Nel nostro paese è cresciuto il consumo di biocarburanti. In poco più di dieci anni, grazie ai sistemi di sostegno pubblici, l’impiego è cresciuto di oltre il 600% passando da 177mila a oltre 1,2 milioni di tonnellate. La crescita ha avuto inizio a partire dal 2008, anno in cui si sono sentiti i primi effetti della legge che ha imposto obblighi “green” per produttori e distributori di diesel e di benzina.

Biodiesel: che cos’è e per cosa si utilizza

La produzione di biodiesel in Italia è stata contingentata per il 2005 a 200.000 tonnellate, perché il costo di fabbricazione è più alto di quello del gasolio e, per renderlo competitivo, viene detassato. Aumenti di produzione, già previsti per legge, allo scopo di miscelarlo obbligatoriamente in piccolissime percentuali al gasolio di origine petrolifera, sono state poi bloccati dal governo Monti che, al fine di risparmiare fondi pubblici, ha ridotto dalle 300.000 tonnellate previste per il 2013 a 200.000 tonnellate in sede di approvazione della Legge finanziaria per l’anno 2013. Inoltre, le competenze in materia di biocarburanti sono state trasferite dal 01.01.2013 dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali al Ministero dello Sviluppo Economico, che le può esercitare anche tramite il Gestore Servizi Energetici.

Un sempre maggior numero di stazioni di servizio sta rendendo il biodiesel disponibile ai consumatori e un numero crescente di grosse compagnie di trasporto usa una percentuale di biodiesel nel loro combustibile. In Italia il biodiesel non è disponibile presso le stazioni di servizio, ma può essere miscelato al gasolio fino al 7% per migliorarne il potere lubrificante.

Alcuni produttori italiani di colza hanno proceduto alla spremitura ed al filtraggio dell’olio di colza in proprio per poi utilizzarlo per dei motori diesel modificati per un uso continuo dell’olio di colza.

Questi motori modificati ed alimentati ad olio di colza tuttavia, sono utilizzati solo per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile. Il processo funziona in questo modo: il consorzio di agricoltori consegna ed installa presso altre aziende agricole od abitazioni in zone prevalentemente rurali dei motori diesel modificati per essere alimentati solo ad olio di colza.

Questi motori sono collegati da un lato ad un generatore di elettricità che funziona costantemente giorno e notte tutto l’anno e dall’altro ad una cisterna di olio di colza sufficiente per alimentare il motore per un periodo di tempo molto lungo.

Come corrispettivo a chi ospita l’impianto viene garantito l’uso gratuito dell’acqua calda derivante dal circuito di raffreddamento dei motori e ceduta una piccola quota dell’energia prodotta a scopo di autoconsumo. La restante parte dell’energia elettrica prodotta viene invece ceduta al gestore dell’energia.

Distributori biodiesel

Come detto, il biodiesel in Italia è commercializzato soprattutto nel settore del riscaldamento, mentre come combustibile da autotrazione è impiegato prevalentemente da parte di aziende di trasporto. Può essere utilizzato puro su quei modelli che prevedono esplicitamente nei loro libretti d’uso il suo impiego oppure, su quelli che non lo contemplano, previo alcuni minimi accorgimenti. Il biodiesel in miscela con il gasolio, anche in percentuali ridotte, può essere usato in tutti i motori diesel.

Cercando sul web è possibile trovare un elenco di distributori biodiesel. In Lombardia, ad esempio, sono presenti nelle località di Palazzolo Sull’Oglio (BS), Broni (PV), Pegognaga (MN), Milano, Lurate Caccivio (CO) Bergamo, mentre nelle altre regioni italiane è possibile trovarlo in località quali Santa Maria Di Licodia (CT), Copparo (FE), Forlì, Ravello (SA), La Martella (MT), Cagli (PU), Partinico (PA), Fiume Veneto (PN), Città Di Castello (PG), Sansepolcro (AR).

É bene segnalare inoltre che dalla fine dello scorso anno, nelle stazioni di servizio, sono cambiate le denominazioni delle etichette dei carburanti per l’esigenza di uniformare le stesse ed evitare confusione nei rifornimenti tra un Paese e l’altro. Accanto ai tradizionali super, diesel, gpl o altri, sono quindi presenti nuove etichette di forma circolare per la benzina, mentre per i diesel hanno la forma quadrata e di rombo per i combustibili gassosi.

Le lettere con le quali sono indicati i carburanti sono la ‘E’, la ‘B’ più un numero posto per indicare la loro percentuale ecologica. Per la benzina il numero indicherà la percentuale di etanolo contenuta, ad esempio E5, E10 o E85, con riferimento al 5, 10 o 85% di combustibile ‘verde, mentre per il diesel, le sigle B7 o B10 si riferiscono a contenuti di biodiesel rispettivi del 7 e del 10%. La dicitura XTL, invece, è propria del gasolio sintetico non derivante dalla raffinazione del greggio.

SUV Mercedes: ecco i modelli migliori, quelli più economici ed i prezzi

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L’offerta di SUV da parte di tutti costruttori non accenna a diminuire, complice una domanda sempre più estesa da parte del mercato. I SUV mercedes rientrano nella categoria premium per quel che riguarda questo specifico settore grazie a modelli che uniscono un design degli esterni sempre molto elegante ad una dotazione tecnologica al passo con i tempi che punta tutto sulla connettività e sull’interazione uomo-macchina, e ad una dotazione di sistemi di sicurezza tra i più avanzati.

I SUV mercedes, inoltre, sono offerti anche nella declinazione crossover, incontrando così i gusti di quella fascia di mercato che vuole veicoli dall’impostazione tipica degli off road ma con dimensioni ideali per il contesto urbano. Scopriamo i modelli più interessanti.

INDICE
 Mercedes GLC
 Mercedes GLA
 Mercedes GLS
 Mercedes GLB
 SUV Mercedes: prezzi
 SUV Mercedes usati

La Mercedes GLC SUV ha rimpiazzato nei listini del costruttore tedesco la GLK presentandosi con un corpo dove sono le linee morbide a farla da padrone oltre a dimensioni importanti. Il SUV Mercedes, infatti, non si può certamente definire compatto vista la lunghezza complessiva di quattro metri e sessantacinque centimetri e questa misura, aiutata anche dal passo di ben 2873 millimetri, regala una ottima abitabilità interna agli occupanti. Decisamente sfruttabile il bagagliaio che può vantare una capienza di 550 litri con il divanetto in posizione e 1600 litri con il divanetto abbassato.

mercedes benz suv
mercedes benz suv

L’abitacolo, come da tradizione per la Casa della stella, è un luogo estremamente confortevole e sapientemente rifinito. I materiali utilizzati sia per la plancia che per i rivestimenti sono di grande qualità ed appagano sia la vista che il tatto. Le bocchette di aerazione presentano il classico design aeronautico ormai familiare su tutte le vetture della gamma, mentre al centro della plancia, in posizione a sbalzo, spicca il monitor dedicato all’infotainment di bordo.

Le linee esterne, come detto, sono morbide ed eleganti, lontane da quelle nette e decise della precedente GLK. L’unico appunto che si può muovere ai designer tedeschi riguarda forse la mancanza di un pizzico di coraggio nel design della fiancata. Dei passaruota maggiormente marcati avrebbero snellito l’immagine generale.

Come sempre ampia la gamma di motori disponibile per il suv Mercedes. Tra i benzina si segnalano il 2.0 litri da 211 cavalli riservato ai modelli 250, mentre per le versioni marchiate AMG la scelta varia tra il 3.0 litri da 367 cavalli e il performante 4.0 da ben 476 cavalli di potenza. Tra i motori diesel si parte dal 2.2 litri declinato nelle due varianti da 170 e 204 cavalli, per poi passare al 3.0 da 258 cavalli disponibile per le versioni 350.

Con motori del genere non ci si può attendere una vettura particolarmente parsimoniosa nei consumi. Le versioni benzina con il 2.0 da 211 cavalli promettono percorrenze nell’ordine dei 13,3 Km/l, mentre il valore sale fino a 16,9 Km/l per le GLC dotate di motori diesel da 258 cavalli.

mercedes glc usate
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Gli allestimenti disponibili sono quattro, Executive, Business, Sport ed Exclusive e la versione top di gamma è praticamente completa di tutto. Sono presenti, infatti, accessori come l’aria condizionata, i cerchi in lega, il cambio automatico, il cruise control, il navigatore satellitare, i sensori di parcheggio, i sedili in pelle ed il dispositivo per la frenata automatica di emergenza.

La galassia dei SUV Mercedes si compone anche di veri e propri crossover adatti anche ad un utilizzo prevalentemente urbano grazie a dimensioni più contenute. Tra queste spicca la Mercedes GLA, il SUV Mercedes più piccolo presente nei listini del costruttore tedesco.

Basata sulla piattaforma della Classe A, la Mercedes GLA SUV presenta alcune differenze degne di nota. La lunghezza del corpo vettura, infatti, è pari a quattro metri e quarantadue centimetri, mentre la capacità di carico del bagagliaio è di ben 421 litri con il divanetto posteriore in posizione ampliabile sino a 1235 litri.

Il design richiama quello della precedente generazione della Classe A. Nel frontale l’ampia mascherina è cinta da gruppi ottici a led dal look quadrangolare, mentre sul cofano due nervature implicano un richiamo ai modelli gloriosi del passato della Casa. La fiancata è molto pulita ed impreziosita da un gioco di pieni e vuoti che regala un buon dinamismo alle linee, mentre la caratterizzazione da SUV Mercedes è conferita sia dall’assetto rialzato che dalle protezioni in plastica grezza dei passaruota. Il posteriore presenta dei gruppi ottici a sviluppo orizzontale che si integrano molto bene nel portellone mentre alla sommità del lunotto è presente un piccolo spoiler che conferisce un’immagine leggermente sportiva.

L’abitacolo, anche in questo caso, è sapientemente realizzato grazie all’utilizzo di materiali di primissima qualità. La plancia presenta un rivestimento effetto carbonio molto piacevole sia alla vista ed al tatto e si caratterizza per il tablet dedicato all’infotainment posizionato a sbalzo in posizione centrale.

mercedes gla usate
mercedes gla usate

Come sempre ampia la gamma motori disponibile per questo SUV Mercedes. I motori benzina sono offerti con il 1.6 litri declinato nelle due versioni di potenza da 122 cavalli e 156 cavalli, mentre i propulsori più pepati sono tutti 2.0 litri con potenze che partono da 184 cavalli per poi salire a quota 211 ed arrivare al top di gamma, la AMG, con ben 381 cavalli di potenza. Meno ampia la scelta per il più parsimonioso diesel. La versione da 2.2 litri, infatti, è disponibile con 136 o 170 cavalli.

La voce consumi del SUV Mercedes vede i benzina da 122 cv promettere percorrenze nell’ordine dei 14,5 Km/l, mentre i diesel sono decisamente più indicati a chi percorre parecchia strada grazie a consumi medi di 18,2 Km/l.

mercedes gla usate
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La regina dei SUV Mercedes è senza dubbio la GLS. Imponente nelle forme, la Mercedes GLS SUV ha preso il posto della precedente GL confermandosi come uno dei punti di riferimento nel mercato dei SUV premium.

Le dimensioni esterne sono davvero importanti e non lasciano indifferenti. La lunghezza della Mercedes GLS SUV, infatti, è di cinque metri e tredici, mentre l’altezza tocca il valore di un metro ed ottantacinque. L’abitacolo ospita fino a sette passeggeri grazie anche un passo decisamente importante e superiore ai tre metri di lunghezza.

Gli interni esprimono lo stato dell’arte di Casa Mercedes. Pelle, radica e plastiche di ottima fattura regalano agli occupanti una sensazione di lusso e benessere di altissimo livello. Al centro della plancia spicca lo schermo a sfioramento di 8 pollici parzialmente integrato del sistema multimediale Comand Online.

I motori sono adeguati alla massa importante del SUV Mercedes. Tra i benzina si può optare per un 3.0 litri da 333 cavalli, un 4.7 litri da 455 cavalli e l’esuberante 5.5 da 585 cavalli riservato alla versione AMG, mentre tra i diesel è disponibile unicamente il 3.0 da 258 cavalli ideale per tenere a bada i consumi.

mercedes benz suv
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Il nuovo SUV della casa di Stoccarda che mancava sta arrivando e sarà disponibile dal 2020:è il Mercedes GLB 2020. La “B” che fa capire il tipo di SUV con cui avremo a che fare, a metà tra la Mercedes GLA ed il Mercedes GLC. SUV realizzato sul pianale della Mercedes Classe B, rispetto alla quale vanta però dimensioni e spazi decisamente più ampi. Qui tutti i dettagli del nuovo arrivato di casa Mercedes: 

I SUV Mercedes che abbiamo preso in considerazione hanno dei prezzi sicuramente non popolari ma adeguati al blasone del marchio. La Mercedes GLA SUV, infatti, è offerta con un prezzo di partenza di 30.820 euro ma basta aggiungere qualche optional alla lista dei desideri per svuotare rapidamente il proprio portafogli.

Più cara la Mercedes GLC SUV che parte da ben 50.014 euro e supera quota 100.000 euro nella versione AMG, mentre la top di gamma, la Mercedes GLS SUV si pone al vertice come SUV Mercedes premium grazie ad un prezzo di acquisto che parte da ben 83.520 euro.

Se il sogno di acquistare un SUV Mercedes nuovo può sembrare proibitivo ai più, è possibile rivolgersi al mercato dell’usato per trovare il SUV Mercedes adatto alle proprie finanze.

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Su automobile.it sono presenti numerosi annunci di SUV Mercedes usati a prezzi decisamente interessanti. La Mercedes GLA SUV, ad esempio, si trova in vendita con chilometraggi ragionevoli, anche sotto i 100.000 Km, a prezzi che partono da 19.700 euro, mentre la Mercedes GLC SUV, anche in questo caso con pochissimi chilometri all’attivo, parte da 35.000 euro circa. Ottime offerte anche per quel che riguarda la Mercedes GLS SUV. Modelli con tre anni e meno di 100.000 km sono in vendita a partire da 54.000 euro.

 

DS 3 Crossback: inizia la commercializzazione del nuovo B-SUV

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DS 3 Crossback – secondo modello della nuova generazione – targato DS Automobiles è pronto per la commercializzazione, con consegne previste per la fine della stagione primaverile. Il nuovo B-SUV, simbolo dello stile high-tech, dispone di 5 motori termici che verranno affiancati da una motorizzazione 100% elettrica.

DS 3 Crossback La Première

Il lancio di questo nuovo modello sarà caratterizzato dalla commercializzazione di un’edizione limitata, dallo stile esclusivo, denominata La Première, nelle nuances Nero Perla, Bianco Perla, Grigio Artense o Grigio Platinum e selleria rivestita in pelle nappa rosso rubino.

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A bordo, la DS 3 Crossback, offre equipaggiamenti d’avanguardia, come il DS Drive Assist e l’Active Safety Brake, ossia la frenata di emergenza automatica fino a 140 km/h.

In arrivo la versione 100% elettrica

Questa nuova DS 3 viene proposta con motorizzazioni benzina ancora più potenti: PureTech 130 e PureTech 155, abbinate al cambio automatico di nuova generazione a 8 rapporti. E ancora, due motorizzazioni Diesel Euro 6.2: il BlueHDi da 130 CV Automatico e il BlueHDi 100 con cambio manuale a 6 rapporti.

Alla fine del 2019 è inoltre prevista l’introduzione di una motorizzazione totalmente elettrica, con DS 3 Crossback E-Tense: 0 g di emissioni di CO2 in fase di marcia e la possibilità di ricaricare l’80% della batteria in 30 minuti, per una guida fluida, dinamica e silenziosa.

3 livelli di allestimento

Per quello che riguarda gli allestimenti, DS 3 Crossback offre una gamma suddivisa in tre livelli.

So Chic e Performance Line si rivolgono a quella tipologia di cliente che desidera unire eleganza e raffinatezza ad una sportività di fondo. L’allestimento livello Business è invece destinato ai clienti che utilizzano l’auto anche per lavoro, e che hanno quindi esigenze di stile e funzionalità.

Quanto ai prezzi di listino della DS 3, in Italia questo nuovo B-SUV arriverà nei concessionari a Maggio 2019, con un pezzo di partenza di 26.200 euro.

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Face ID: in futuro il riconoscimento facciale anche per le auto

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Quanto sarebbe comodo e tecnologicamente avanzato potersi avvicinare alla propria auto e sbloccare (così come bloccare) le portiere, semplicemente grazie al riconoscimento facciale? Questa nuova frontiera delle novità tecnologiche nel mondo dell’automotive, potrebbe essere esplorata dalla Apple che sta lavorando ad un brevetto che pone al centro della sperimentazione un sistema simile al più noto Face ID, pensando alla possibilità di impiegare la tecnologia dei propri dispositivi smartphone per interagire con l’auto.

Il brevetto Apple denominato System and Method for Vehicle Authorization (Sistema e metodo per l’autorizzazione del veicolo), descrive una tecnologia di autenticazione biometrica mobile che potrebbe basarsi, appunto, sul sistema Face ID per blocco e sblocco della vettura.

Ma come funziona il Face ID? La casa di Cupertino vorrebbe proporre, tramite il proprio Apple Face ID, dei metodi di apertura a distanza delle portiere, molto più sicuri di quelli attualmente disponibili. Nel brevetto della Apple, infatti, è previsto che la vettura venga aperta esclusivamente al momento del riconoscimento facciale del suo proprietario, o chi per lui. Il plus che Apple vorrebbe fornire consiste inoltre nel livello di personalizzazione delle impostazioni basic-individuali come riscaldamento, posizionamento del sedile, infotainment, regolazione volante, regolazione sedile etc…

Stando a questo si legge dal brevetto l’intenzione è quella di potenziare il livello di sicurezza che la maggior parte delle chiavi con telecomando attualmente assicurano. Questo basso livello rende la vettura, di fatto, molto vulnerabile. Ma se questa fosse capace di riconoscere il proprietario, sarebbe possibile assicurare una più elevata protezione.

Il brevetto è stato depositato dalla Apple nel febbraio del 2017 ma è stato pubblicato solo di recente dall’ente brevetti statunitense. Non vi è alcuna certezza riguardo alle possibilità, oltre che alle intenzioni, di effettiva realizzazione. Spesso i brevetti non trovano applicazione concreta, ma c’è da sperare in positivo dal momento che la tecnologia, in questo settore, è già parecchio avanti.

Questo nuovo brevetto Apple potrebbe fornire una decisa accelerazione all’utilizzo delle soluzioni biometriche. Hyundai, per esempio, sembra che intenda presentare entro il 2019 una vettura basata sul riconoscimento delle impronte digitali del proprietario.

Nuova Toyota Aygo: ecco gli allestimenti x-wave orange e x-cite

Toyota Aygo esterni

L’Aygo si rinnova grazie a due nuovi allestimenti che verranno presentati in occasione della kermesse automobilistica svizzera che si terrà a Ginevra dal 7 marzo. La nuova Toyota Aygo svelerà due nuove special edition: x-wave orange ed x-cite, modelli dotati di dettagli interni ed esterni davvero esclusivi.

Non si tratta solo di un restyling estetico però, in quanto le novità introdotte sono rivolte anche ad ottenere migliori prestazioni, per una guida ancora più facile e piacevole.

Stile, design e comfort

Look accattivante anche per questa nuova Toyota Aygo che conserva la sua iconica firma “X” frontale, ma presenta una rivisitazione dei gruppi ottici Keen Look, con Luci Diurne (DRL) integrate. Dinamismo nelle linee ma anche stabilità e agilità per questa vettura compatta.

Anche il confort di bordo è ulteriormente migliorato, grazie all’impiego di nuovi materiali fonoassorbenti che consentono di isolare il rumore proveniente dal motore o dal fondo stradale.

AYGO x-wave orange

Questo modello è disponibile nella versione bianca con tetto apribile in tela color Orange e rifiniture Pop Orange. L’allestimento prevede anche fendinebbia, vetri posteriori oscurati e cerchi in lega neri da 15’’ con ring coprimozzo arancione.

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Salendo a bordo della nuova Toyota Aygo troviamo la console centrale e la plancia che mostrano inserti Piano Black, mentre le bocchette di ventilazioni laterali e la cornice del cambio sono arancioni, e infine i sedili che risultano impreziositi da rifiniture in pelle.

AYGO x-cite

La special edition x-cite presenta invece una livrea bicolore Orange con tetto nero, fendinebbia, vetri posteriori oscurati e cerchi in lega Glossy Black da 15”.

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Gli interni sono rifiniti con inserti Gloss Black che troviamo sulla console centrale e sulla plancia, oltre alla cornice cromata per la leva del cambio e le bocchette laterali arancioni, infine i sedili ricoperti in tessuto Manhattan. Di serie vi sono il climatizzatore automatico, comandi audio al volante e il sedile del guidatore regolabile in altezza. I sedili in pelle sono un optional.

Il sistema multimediale presenta un Display Audio da 7 pollici e supporta le applicazioni Apple CarPlay e Android Auto, è inoltre equipaggiato con telecamera posteriore.

Sempre di serie anche il Toyota Safety Sense: un sistema capace di mettere insieme tecnologie di sicurezza che aiutano a prevenire e a ridurre le possibili collisioni, predisponendo il guidatore alla frenata attraverso un alert visivo e sonoro.

Il sistema di Pre-Collisione (PCS) infatti, consente di rilevare la presenza di auto davanti al veicolo e di ridurre il rischio di tamponamento. Vi è inoltre il sistema di Avviso Superamento Corsia (LDA) capace di monitorare la segnaletica orizzontale, aiutando a prevenire incidenti causati dall’allontanamento dalla carreggiata, anche qui l’avviso avviene tramite alert visivo e acustico.

Il motore

Sulla nuova Toyota Aygo è presente il motore VVT-i da 998 cc, 3 cilindri, 12 valvole DOHC conforme agli standard EURO 6.2 relativi alle emissioni, ulteriormente rivisto per abbinare il giusto bilanciamento tra consumi e potenza. La versione standard ottiene consumi pari a 24,4 km/l, che si traducono in emissioni di CO2 pari a 93 g/km.

Queste special edition assicurano un’accelerazione 0-100 km/h in 13,8 secondi, con una velocità massima di 160 km/h.

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Subaru: in anteprima a Ginevra gli e-boxer per l’Europa

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In anteprima al Salone di Ginevra 2019 – e in occasione di una conferenza stampa dedicata che si terrà il 5 marzo – la Subaru svelerà i primi veicoli MHEV per l’Europa.

I due modelli della Subaru 2019 sono equipaggiati con l’e-BOXER, sigla utilizzata per identificare la versione ibrida tradizionale del crossover XV (e-BOXER Hybrid) commercializzato in Giappone. In Europa, invece, questa denominazione indicherà le varianti mild-hybrid (MHEV). L’ e-Boxer, il primo motore ibrido della Subaru, sarà proposto su due modelli e abbinerà un motore a cilindri contrapposti – boxer – a un’unità elettrica.  Questo motore verrà classificato come mild hybrid ossia quel tipo di ibrido in cui la componente elettrica serve per recuperare energia in rilascio e supportare il motore a benzina.

La Subaro ibrida in questa nuova versione avrà quindi: il motore boxer, sovralimentato, la trazione integrale simmetrica e una componente elettrica da inserire nell’equazione. Il fatto che venga utilizzata la sigla e-boxer potrebbe far pensare che si andrà in una direzione diversa rispetto alle soluzioni ibride lanciate su altri mercati, come quello del nord America, per esempio.

L’unica immagine diffusa relativa allo schema e-boxer mette in mostra sul retrotreno il modulo elettrico, la batteria è posizionata al di sopra del telaio supplementare, a cui risultano ancorate le sospensioni e il differenziale: tutto questo fa pensare ad una elettrificazione dell’asse posteriore.

Si dovrà attendere ora che Subaru ufficializzi il nome di questi due modelli. Al momento, l’auto ibrida più recente è il crossover XV. Per il mercato europeo, invece, la soluzione potrebbe essere un ibrido “leggero”.

Ulteriore novità per Subaru al Salone di Ginevra, sarà la presentazione del restyling della station wagon Levorg. Con l’occasione verrà mostrata infatti l’ultima versione con un cofano anteriore ridisegnato ed equipaggiata con il motore Boxer 2.0L aspirato.

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