Manutenzione auto 2023: aumenta il conto dal meccanico

Auto elettriche e riparazioni: come lavorano i meccanici 2

Portare l’auto dal meccanico e dal carrozziere costerà di più quest’anno. A illustrare la situazione è Federcarrozzieri, l’associazione delle autocarrozzerie italiane, che lancia un duplice allarme sia per l’aumento dei costi delle riparazioni di autovetture e motocicli, sia per l’aumento dei tempi di attesa per i cittadini.

Già lo scorso anno si erano registrati rincari per le riparazioni dovuti all’aumento dei costi dei materiali di consumo delle carrozzerie per colpa del caro-energia e del rincaro dei pezzi di ricambio, che incide più o meno per il 70% del costo medio delle riparazioni. Per il 2023 sono previsti ulteriori aumenti, con i costi degli interventi che saliranno in media del 15% rispetto ai primi mesi del 2022.

Il dettaglio dei costi

Il Centro Studi Federcarrozzieri fornisce uno studio sui rincari relativi alle riparazioni più comuni, dovuti al caro-energia e ai maggiori costi dei pezzi di ricambio. Per esempio aggiustare il paraurti posteriore di una piccola utilitaria danneggiato dopo un tamponamento costerà in media 1.950 euro contro i circa 1.700 euro di inizio 2022, con un aumento del 14,7%. Sostituire un parabrezza di una citycar passerà da una media di 1.120 euro a 1.300 euro circa (+16%); mentre nel caso di danneggiamento delle porte laterali di un Suv di alta gamma il costo passerà dai 9.700 euro dei primi mesi del 2022 agli 11.200 euro del 2023 (+15,4%).

Ai rincari, per gli automobilisti, si aggiunge anche l’aumento dei tempi di attesa che può arrivare fino al 20% in più rispetto all’anno scorso. La crisi delle materie prime e della componentistica ha aumentato le difficoltà di approvvigionamento di ricambi e materiali, dilatando i tempi di riconsegna del veicolo. Tempi che aumentano ulteriormente per le auto con più tecnologia, che hanno bisogno di più tempo per il loro ripristino.

Auto elettriche e riparazioni: come lavorano i meccanici 1

Parola di presidente

“A fronte di tale situazione, un numero crescente di consumatori si rivolge a carrozzieri improvvisati privi di qualsiasi autorizzazione, che per marginalizzare i costi ricorrono a ricambi di costo e qualità inferiore, spesso eseguendo lavori in modo approssimativo per ridurre i tempi, con conseguenze sia sulla qualità del servizio, sia sulla sicurezza stradale” è l’allarme lanciato dal presidente di Federcarrozzieri Davide Galli, che invita gli automobilisti a seguire le linee guida che l’associazione ha contribuito a compilare. Le disposizioni contengono varie tutele per l’automobilista: fin dal preventivo delle riparazioni le officine devono fornire informazioni sui ricambi identificati ciascuno con il proprio codice, permettendo in questo modo al consumatore di sapere esattamente che pezzo verrà montato, il prezzo e la specifica tipologia. In più il preventivo deve contenere il numero di ore di manodopera, la tariffa della manodopera, il costo dei materiali per la verniciatura, dei materiali di consumo e, per la tutela dell’ambiente, i costi di smaltimento dei rifiuti.

Riparazioni più care del 30% per le auto elettriche

La spesa aumenta ancora di più quando si tratta di auto elettriche. Al momento le vetture a batteria in Italia rappresentano solo il 2,6% delle immatricolazioni, dato che ci colloca all’ultimo posto in Europa: gli elevati costi di acquisto e gestione scoraggiano gli automobilisti italiani. Per riparare guasti e danni che riguardano anche la trasmissione e l’alimentazione, e quindi non solo la carrozzeria, in un’elettrica i costi aumentano del 18% o addirittura del 30% rispetto alle vetture a benzina o diesel.

“Le auto elettriche, appena entrano in una carrozzeria, devono essere messe in sicurezza, e per fare questo occorre almeno un addetto abilitato con patentino Pes-Pav – dice Davide Galli, presidente di Federcarrozzieri – Procedura che inevitabilmente comporta spese maggiori per gli operatori e di conseguenza per gli automobilisti. In più c’è l’elettronica particolare che caratterizza queste vetture e che determina attività più lunghe e costose per smontaggio, rimontaggio, sostituzione, programmazione, ricalibrazione, ecc. Le carrozzerie dovranno aggiornarsi per far fronte al cambiamento del mercato, ricorrendo a personale sempre più specializzato e a strumentazione sempre più complessa, con un incremento notevole dei costi a loro carico che determinerà, di conseguenza, un aumento esponenziale dei costi di riparazione delle autovetture”.

Assicurazione auto 2023: con il nuovo anno i prezzi si alzano

Assicurazione auto a rate

Il 2023 è iniziato con un rialzo record dei prezzi Rc auto (Responsabilità Civile Autoveicoli). Stando ai dati dell’Osservatorio Auto di febbraio 2023, elaborato da Segugio.it, a gennaio il premio medio dell’assicurazione auto è stato di 381,4 euro, facendo registrare un aumento del 3,2% rispetto al mese precedente. Confrontandolo con gennaio 2022, quando il prezzo medio ammontava a 327,9 euro, possiamo notare un rialzo del 16,3%, il più consistente registrato dall’Osservatorio negli ultimi cinque anni.

I rialzi a livello regionale e provinciale

Gli aumenti sono stati superiori al 12% ovunque, ma ci sono notevoli differenze tra regione e regione. Al primo posto della poco piacevole classifica c’è la Lombardia (+19,9%), dove il premio medio è passato dai 270 euro di gennaio 2022 ai 323,7 euro di gennaio 2023; a seguire Puglia e Umbria con un rialzo del 19,6%. Le regioni meno colpite dai rincari sono Campania, Calabria e Trentino-Alto Adige, dove l’incremento si è fermato, rispettivamente, al 12,1%, 12,2% e 12,5%.

Osservando le dieci province più popolose, possiamo notare che al Sud i rincari sono stati più contenuti, specialmente a Salerno (+10,9%), Napoli (+12,2%) e Palermo (+14,9%). Ai primi posti della classifica degli aumenti troviamo le province della Lombardia, insieme alla capitale: Brescia (+23,2%), Roma (+19,6%), Bergamo (+19,1%) e Milano (+19%).

assicurazione-auto-temporanea

Assoutenti non ci sta

L’associazione per la tutela dei consumatori vuole vederci chiaro. “L’aumento dei prezzi dell’Rc auto – le parole di Furio Truzzi, presidente di Assoutenti – appaiono ingiustificati. Presenteremo una segnalazione ad Antitrust e mister prezzi affinché acquisiscano i dati sul territorio e verifichino se gli aumenti dell’ultimo mese possano realizzare fenomeni speculativi a danno degli assicurati. Le nostre previsioni sugli aumenti delle tariffe Rc auto si sono purtroppo avverate, con le compagnie di assicurazione che hanno mantenuto la parola e applicato rincari ai propri clienti. Questi aumenti non rispondono alle dinamiche di mercato, anche in relazione alle forti differenze territoriali, con la Lombardia che sfiora il +20% di aumento annuo”.

Perché in Italia l’assicurazione costa tanto

Le cause dei prezzi elevati sono molteplici. Circa il 6% degli italiani (quasi 3 milioni secondo l’Ivass, l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) guida attualmente un’auto non assicurata a cui va aggiunta anche la graduale ripresa dell’uso quotidiano della vettura da parte di tanti automobilisti, dopo gli anni di restrizioni per la pandemia, e l’aumento degli incidenti sulle strade, soprattutto tra i più giovani. L’evasione assicurativa, stando ai numeri di Ania, l’Associazione nazionale delle imprese assicuratrici, si traduce ogni anno in un mancato incasso di premi per circa un miliardo di euro, che le compagnie recuperano suddividendolo sui premi dei conducenti assicurati. Altre cause che portano ai prezzi elevati delle polizze auto in Italia sono le frodi assicurative, i costi degli incidenti (per ogni sinistro causato con colpa i premi aumentano del +27% secondo Ivass) e un funzionamento non ottimale del sistema bonus-malus, che le compagnie assicurative vorrebbero rivedere.

Consigli per risparmiare sulla polizza auto

Gli aumenti elevati dell’Rc auto, insieme agli altri rincari, rischia di pesare eccessivamente sulle tasche degli automobilisti. In una situazione come quella attuale, la caccia al risparmio diventa fondamentale. Vediamo allora alcuni accorgimenti per provare a contenere le spese.

  • Può essere utile valutare le offerte di altre compagnie al momento del rinnovo: secondo uno studio elaborato da Ivass (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) le compagnie applicano uno sconto fra il 12 e il 19% ai nuovi assicurati rispetto a chi rinnova a parità di altre condizioni.
  • Un altro strumento a disposizione dell’automobilista a caccia del risparmio è la comparazione delle assicurazioni auto, su siti come Segugio.it e Facile.it, che permette di valutare varie offerte e trovare quella più adatta al proprio budget. Secondo i numeri dell’Osservatorio, è possibile risparmiare oltre il 50% nel 27,5% dei casi e tra il 25 e il 50% nel 65,2% dei casi. Una ricerca elaborata da Segugio.it dice che il periodo migliore per effettuare una comparazione sul portale è circa 25 giorni prima della scadenza della polizza, quando il premio tendenzialmente è più contenuto.

Mercato auto febbraio 2023: la crescita continua

ad Aprile immatricolazioni auto +6,47% su anno

Ancora un mese positivo per il mercato dell’auto in Italia. Febbraio fa seguito a gennaio e, con 130.365 nuove immatricolazioni, registra un 17,5% in più rispetto allo stesso periodo del 2022. I primi due mesi del 2023 vanno in archivio con 258.689 vetture nuove vendute: +18,2% rispetto alle 218.768 immatricolazioni di gennaio e febbraio dell’anno scorso. Sui numeri in rialzo ha influito certamente il parziale ripristino delle forniture da parte delle case produttrici, con le linee di produzione che, nella maggior parte dei casi, sono tornate a regime.

Auto ibride ancora regine del mercato

Le auto a benzina si confermano le preferite dagli italiani, con una quota di mercato del 26,1%, seguite da quelle diesel con il 19,2%. Numeri che ricalcano quelli dello scorso gennaio. Poche novità rispetto al mese precedente anche per le auto a Gpl, con il 10,1% delle nuove immatricolazioni, e quelle a metano, praticamente sparite dal mercato con lo 0,2% per colpa dell’aumento del costo del carburante. Le auto ibride continuano a prendersi la quota più grande con il 36,5%, ripartita in questo modo: 9,8% per le full hybrid e 26,7% per le mild hybrid. Numeri ancora contenuti per le auto plug-in con il 4,2% del venduto e le elettriche con il 3,7%: segno che il bonus auto 2023 non è sufficiente per far aumentare le vendite di questo tipo di vetture.

Volkswagen T-Roc: prezzo, dimensioni e caratteristiche 17

Le auto a benzina più vendute a febbraio 2023

  • Volkswagen T-Roc (2.472)
  • Citroen C3 (2.153)
  • Volkswagen T-Cross (1.821)
  • Volkswagen Polo (1.573)
  • Opel Corsa (1.376)
  • Dacia Sandero (1.123)
  • Toyota Aygo X (1.114)
  • Jeep Renegade (999)
  • Fiat 500X (968)
  • Kia Picanto (945)

Peugeot 3008: prezzo, dimensioni e caratteristiche 16

Le auto diesel più vendute a febbraio 2023

  • Peugeot 3008(1.814)
  • Jeep Renegade (1.659)
  • Volkswagen T-Roc (1.225)
  • Fiat 500X (1.196)
  • Volkswagen Tiguan (1.176)
  • Dacia Duster (1.028)
  • Citroen C3 (955)
  • Jeep Compass (892)
  • Audi Q3 (866)
  • Opel Corsa (865)

Dacia Sandero: prezzo, dimensioni e prova su strada 2

Le auto Gpl più vendute a febbraio 2023

  • Dacia Sandero (3.450)
  • DR 5.0 (1.722)
  • Dacia Duster (1.576)
  • Renault Captur (1.464)
  • Renault Clio (944)
  • DR 4.0 (523)
  • Dacia Jogger (500)
  • Evo 3 (385)
  • Fiat 500 (367)
  • Kia Stonic (319)

Seat Ibiza: prezzi, dimensioni e caratteristiche 11

Le auto a metano più vendute a febbraio 2023

  • Seat Ibiza (58)
  • Seat Leon (53)
  • Seat Arona (37)
  • Volkswagen Polo (27)
  • Skoda Octavia (25)
  • Volkswagen Golf (22)
  • Lancia Ypsilon (9)
  • Skoda Kamiq (8)
  • Audi A3 (6)
  • Fiat Panda (5)

<

div>

Fiat Panda Hybrid: prezzo, dimensioni e caratteristiche 5
Fiat Panda

Le auto ibride più vendute a febbraio 2023

  • Fiat Panda (7.603)
  • Toyota Yaris Cross (3.469)
  • Fiat 500 (3.295)
  • Ford Puma (2.522)
  • Lancia Ypsilon (2.169)
  • Nissan Qashqai (2.158)
  • Ford Focus (2.016)
  • Hyundai Tucson (1.458)
  • Toyota C-HR (1.283)
  • Kia Sportage (1.135)

Jeep Compass ibrida: prezzo, dimensioni e prova su strada

Le auto plug-in più vendute a febbraio 2023

  • Jeep Compass (617)
  • Ford Kuga (537)
  • Jeep Renegade (463)
  • Lynk&Co 01 (422)
  • Volvo XC40 (301)
  • Mazda CX-60 (186)
  • Alfa Romeo Tonale (167)
  • Cupra Formentor (160)
  • Peugeot 3008 (144)
  • Range Rover Evoque (141)

Tesla Model Y: esterni

Le auto elettriche più vendute a febbraio 2023

  • Tesla Model Y (1.116)
  • Fiat 500 (538)
  • smart fortwo (409)
  • Renault Megane (403)
  • Renault Twingo (203)
  • Tesla Model 3 (192)
  • Peugeot 208 (158)
  • Audi Q4 (147)
  • MG4 (134)
  • Polestar 2 (111)

Incentivi wallbox e colonnine: arriva la proroga fino al 2024

Toyota Lexus elettrica: ricarica

Gli incentivi per wallbox e colonnine di ricarica dei veicoli elettrici presto saranno nuovamente disponibili. La misura era stata approvata lo scorso agosto dal governo Draghi, ma era rimasta bloccata in attesa del decreto attuativo. Anche se nel testo c’era scritto che l’incentivo poteva essere richiesto soltanto fino al 31 dicembre 2022, l’attuale governo e il parlamento hanno risolto il problema della scadenza con il decreto Milleproroghe. Il bonus prevede un contributo dell’80% su acquisto e installazione di un’infrastruttura, con i limiti di prezzo di 1.500 euro a persona e 8.000 euro se si tratta di un condominio.

Proroga per 2023 e 2024

L’incentivo è stato approvato in via definitiva da Senato e Camera con il ddl di conversione, che ne stabilisce la proroga al 2023 e 2024, con un fondo di 40 milioni all’anno, per un totale di 120 milioni tenendo in considerazione anche il 2022. Mancano gli ultimi due passi per la piena operatività: l’approvazione del decreto attuativo e l’istituzione della piattaforma per poter richiedere il bonus, ma gli automobilisti interessati possono tirare un sospiro di sollievo.

Le moto elettriche

Stando alle prime bozze, il governo avrebbe dovuto pensare anche al bonus per l’acquisto di moto elettriche. Si era parlato di destinare 5 milioni di euro all’anno a moto e scooter a batteria, togliendoli al fondo 2023-2024 per i veicoli termici. Nel testo finale non c’è traccia di questo provvedimento, che per ora non è stato preso in considerazione.

Lexus elettrica 2020: profilo

Come funzionano i fondi del Pnrr

Restando in tema di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici, vediamo anche come ottenere gli incentivi previsti dal Pnrr per le imprese che installano colonnine, quali aziende hanno diritto e a quanto ammonta il fondo previsto. L’obiettivo del Pnrr è la creazione di 21.255 nuove colonnine per la ricarica di auto elettriche entro il 2025, ripartite in questo modo: 13.755 punti di ricarica in città e 7.500 fast e ultrafast in superstrada, vale a dire le strade extraurbane principali e secondarie, escluse le autostrade. I luoghi dove installare le infrastrutture (Idr) sono stabiliti da due decreti del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase): uno per le superstrade e l’altro per i centri urbani. La somma totale destinata alle colonnine è 741 milioni di euro, erogati sotto forma di incentivi a fondo perduto. Il governo ha sbloccato i primi 713 milioni: quasi 360 per le infrastrutture in superstrada e circa 353 milioni per i punti di ricarica in città.

Chi può beneficiarne e a quali condizioni

Imprese o Rti (Raggruppamenti temporanei di imprese) potranno avere accesso al fondo, dopo aver presentato una “istanza di ammissione” e dimostrato “di aver gestito infrastrutture di ricarica operative sul territorio dell’Unione europea, in misura pari ad almeno il 5% del numero di infrastrutture di ricarica per cui hanno presentato istanza e che sono stati selezionati”. Il bonus sarà elargito sotto forma di “contributo in conto capitale”, per un massimo del 40% delle spese ammissibili.

“I soggetti beneficiari – si legge ancora il decreto – non hanno individualmente accesso a un finanziamento di importo maggiore del 30% dello stanziamento complessivo di ciascun bando previsto per ciascuna delle annualità (…) anche nel caso di partecipazione in Rti”. Le spese ammissibili riguardano i costi sostenuti per “acquisto e messa in opera” di infrastrutture da almeno 175 kW in superstrada e 90 kW in città, comprese “installazione, impianti e opere edili strettamente necessarie”. I tetti massimi sono 81.000 euro a Idr in superstrada e 50.000 euro a Idr in città.

Spese di progettazione, direzione lavori, sicurezza e collaudi e costi affrontati per il rilascio delle autorizzazioni sono finanziati “nel limite massimo del 10% del costo totale ammissibile per la fornitura e la messa in opera della infrastruttura di ricarica”. Il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase) chiarisce che gli incentivi non sono cumulabili con altri bonus pubblici o “regimi di sostegno comunque denominati, qualificabili come aiuti di Stato, destinati alla realizzazione delle medesime infrastrutture di ricarica”.

incentivi-auto-2019

Come inoltrare la domanda

Otterranno il bonus tutti i progetti “avviati successivamente alla data di presentazione dell’istanza di ammissione al beneficio” e che rispetteranno i requisiti tecnici richiesti. La selezione avverrà “in forma telematica” tra il 2023 e il 2024, seguendo un sistema di punti che prevede un massimo di 100.

Per accedere alle risorse, le imprese e le Rti dovranno presentare domanda di ammissione nei tempi previsti da un decreto attuativo, con due indicazioni da riportare: “la riduzione percentuale del costo specifico massimo ammissibile (…)” che si chiede, compresa tra l’1,25% e il 50% e il numero di punti di ricarica che si ha intenzione di installare, comunque non inferiore al minimo richiesto dal ministero.

Dopo aver ottenuto i finanziamenti, le imprese e le Rti dovranno attivare le colonnine entro 12 mesi. Questa scadenza può essere prorogata di tre mesi, ma soltanto per installare il 5% dei punti di ricarica e solo dietro istanza motivata presentata al Mase fino a tre mesi prima della scadenza. Il ministero ha 30 giorni di tempo per decidere. In ogni caso, le colonnine dovranno essere operative entro il 31 dicembre 2025.

Revoca degli incentivi

Ovviamente sono previsti anche casi di revoca, anche se per ora ne sono indicati pochi. Il primo si verifica se nell’istanza di ammissione o durante il procedimento spuntano “dichiarazioni mendaci”, o nel caso in cui le imprese e le Rti esibiscano “atti contenenti dati non rispondenti a verità”. Un altro caso si concretizza quando il soggetto beneficiario non rispetta i termini previsti.

In tutte queste situazioni, la restituzione delle somme ricevute dovrà avvenire entro 60 giorni. Le verifiche sono a carico del Mase, “anche delegando il soggetto gestore”: lo stesso che dovrò coadiuvare il ministero nel corso delle procedure. Sarà individuato in un momento successivo e sarà operativo dopo la firma di una convenzione. Gli altri dettagli saranno stabiliti con un provvedimento attuativo, da emanare entro 30 giorni dall’entrata in vigore dei due decreti.

Ford Ecosport: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Ford Ecosport, ora è anche Active

Nata nel 2013 come modello globale in grado di competere nell’affollato segmento dei crossover, la Ford EcoSport è stata sottoposta ad un profondo intervento di restyling nel 2018 che le ha donato uno stile più incline ai gusti europei, pur mantenendo un’impostazione da veicolo adatto ad ogni terreno. A migliorare è stata soprattutto la qualità, vero neo della prima serie. Il Suv compatto è oggi disponibile esclusivamente con propulsore benzina da 125 CV.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Ford Ecosport:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 334/1.238 litri
 Alimentazioni Benzina
 Classe Euro 6.2
 Cv/kW (da) 125/92
 Prezzo (da) 24.750 €
INDICE
 Dimensioni
 Esterni
 Interni
 Motori
 Allestimenti
 Consumi
Perché comprarla
 Prezzo

La Ford Ecosport si inserisce nel segmento dei SUV compatti grazie alle sue dimensioni contenute che la rendono ideale anche per la guida cittadina. La lunghezza è quella tipica di un’utilitaria, 4 metri e 10 centimetri, e l’abitabilità è buona per quattro persone. La larghezza (senza considerare gli specchietti) e l’altezza, invece, misurano rispettivamente 177 cm e 165 cm. In media con le altre vetture del settore la capienza del bagagliaio, che può ospitare da un minimo 334 a un massimo di 1.238 litri.

Dimensioni
Lunghezza 4.096 mm
Larghezza 1.765 mm
Altezza 1.650 mm
Passo 2.519 mm

 

ford ecosport usate
ford ecosport usate

Il design della Ford Ecosport subisce notevolmente l’impronta globale del progetto della Casa dell’ovale blu. L’aspetto è squadrato e pratico, ideale per quei Paesi emergenti che badano più alla sostanza che all’apparenza, ma le linee sono state pulite rispetto alla prima versione del 2013. La parte anteriore si caratterizza per la presenza dell’imponente griglia esagonale dove spicca al centro il classico logo Ford. La fanaleria è divisa in due sezioni. Quella superiore presenta un taglio aggressivo e filante, mentre quella inferiore ha un look quadrangolare.

La zona laterale ha una linea di cintura bassa, a tutto vantaggio della luminosità dell’abitacolo, ed i passaruota sono decisamente generosi e meritano cerchi di dimensioni importanti che le regalano un aspetto importante. Nella nuova versione Active, inoltre, i passaruota sono in plastica nera, per enfatizzare la vocazione fuoristradistica del modello.

Gli interni della Ford Ecosport tradiscono il carattere globale della vettura. Le plastiche della plancia sono dure e robuste, ed il disegno della stessa è estremamente semplice e lineare. Spicca al centro il display da 8″ dedicato all’infotainment, con sistema SYNC 2.5 (in opzione sistema SYNC 3), uno dei migliori oggi sulla piazza, che ha consentito ai designer Ford di eliminare buona parte dei tasti presenti sul precedente modello.

Buona quindi la qualità percepita e non mancano comfort e sistemi di sicurezza di ultima generazione. A bordo infatti troviamo, tra gli altri, il Cruise Control, il sistema di riconoscimento segnali stradali e quello di monitoraggio della pressione degli pneumatici, l’assistenza alla frenata d’emergenza, il controllo elettronico della stabilità e il controllo elettronico della trazione.

Come già accennato, ad oggi l’unica unità disponibile per la Ford Ecosport è l’1.0 benzina Ecoboost da 125 CV e 170 Nm. Questo viene abbinato di serie al cambio manuale a 6 rapporti e al sistema Start & Stop.

Il consumo medio dichiarato da Ford per la rinnovata Ecosport con motore 1.0 da 125 CV si attesta sui 6,2-6,9 litri ogni 100 km, calcolati su ciclo combinato WLTP.

Sono quattro gli allestimenti disponibili per la rinnovata Ford Ecosport:

  • Titanium: allestimento già molto ricco per essere quello di accesso alla gamma.
  • ST-Line Design: aggiunge qualche comfort, come il clima automatico.
  • ST-Line: dedicato ai clienti più sportivi, differisce soprattutto per lo stile.
  • Active: top di gamma per chi ama il look offroad

Titanium: include di serie cerchi in lega da 17″, SYNC 2.5 con radio Touchscreen 8″ e 6 speakers + DAB , 2 prese USB, computer di bordo con schermo da 4,2″ a colori, Cruise Control, ABS, EBD, riconoscimento segnali stradali, monitoraggio della pressione degli pneumatici, assistenza alla frenata d’emergenza, controllo elettronico della stabilità, controllo elettronico della trazione, fari Led diurni, retrovisori elettrici e riscaldabili, attacchi ISOFIX, Start&Stop, servosterzo elettrico, indicatore cambio di marcia, volante ergonomico in pelle regolabile in altezza e profondità, pomello del cambio in pelle, fari automatici on/off, tergicristalli con sensore pioggia, interni in Sensico Premium Touch parziale, fari fendinebbia anteriori con dettagli cromati.

ST-Line Design: aggiunge di serie cerchi in lega da 17” bruniti ST-Line, sospensioni sportive, climatizzatore automatico, privacy glass.

ST-Line: aggiunge sensori di parcheggio posteriori, sedili in pelle parziale con impunture rosse, Volante in pelle con impunture rosse, Pomello del cambio in pelle con impunture rosse, Tappetini anteriori e posteriori con impunture rosse, Tetto a contrasto.

Active: aggiunge cerchi in lega da 17” bruniti Active, interni in Sensico Premium Touch totale, tetto a contrasto, fari fendinebbia anteriori con dettagli neri.

ford ecosport usate
ford ecosport usate

  • Design: lo stile della Ecosport è curato e accattivante, soprattutto nelle versioni ST-Line ed Active.
  • Motore: il 1.0 da 125 CV è ricco di carattere anche se non proprio parco nei consumi.
  • Spazio: Nonostante le dimensioni contenute, a bordo si viaggia comodi.

Di seguito ecco il listino prezzi della Ford Ecosport aggiornato ad marzo 2023:

Ford Ecosport benzina Prezzo
1.0 EcoBoost 125 CV Titanium 24.750 €
1.0 EcoBoost 125 CV ST-Line Design 25.000 €
1.0 EcoBoost 125 CV ST-Line/Active 25.750 €

ford ecosport usate
ford ecosport usate

DR 1.0: prezzi, dimensioni e scheda tecnica

DR 1.0: prezzi, dimensioni e scheda tecnica 12

DR presenta la DR 1.0 EV, una citycar con l’obiettivo di cambiare le carte in tavola per la mobilità urbana. A prima vista, sembra avere tutto ciò che serve per affermarsi sul mercato italiano: dimensioni compatte, interni curati, quattro posti e una buona autonomia. Si tratta di una vettura che si posiziona al di sotto della già piccola DR 3.0, diventando così la citycar di punta del marchio molisano. Ma non è solo una questione di dimensioni: la DR 1.0 EV è una vettura completamente elettrica, il che la rende un’opzione ancora più interessante per chi vuole muoversi a impatto zero.

Di seguito ecco la scheda tecnica di DR 1.0:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 4
 Bagagliaio 110/630 litri
 Alimentazioni Elettrica
 Classe Euro 6D
 CV/kW (da) 61/45
 Prezzo (da) 25.900 €

 

INDICE
 Dimensioni
 Interni
 Esterni
 Motori
 Consumi
 Allestimenti
 Perché comprarla
 Prezzo

 

La DR 1.0 EV, con i suoi 320 centimetri di lunghezza, rappresenta una valida alternativa alle storiche concorrenti del segmento A, su tutte la Smart fortwo, rispetto alla quale la DR ha un asso nella manica. Nonostante la sua maggiore lunghezza, infatti, la DR 1.0 è in grado di trasportare fino a quattro persone. Inoltre, la larghezza di soli 167 centimetri, l’altezza di 155 e il passo di 215 centimetri conferiscono a questa vettura una buona maneggevolezza nelle manovre di parcheggio, anche in spazi ristretti. Il bagagliaio, seppur non particolarmente capiente, è comunque sufficiente per le esigenze di una citycar, con una capacità di 110 litri, espandibili a 630 litri con la ribaltamento dei sedili posteriori.

Dimensioni
Lunghezza 3.200 mm
Larghezza 1.670 mm
Altezza 1.550 mm
Passo 2.150 mm

 

Gli interni della DR 1.0 EV sono caratterizzati da una serie di dotazioni che rendono il comfort di bordo un punto di forza del veicolo. Tra queste troviamo un sistema di infotainment con un ampio schermo touch da 9,7″ che supporta sia Android Auto che Apple CarPlay, un quadro strumenti completamente digitale e un caricatore senza fili per smartphone. Inoltre, i sedili sono dotati di poggiatesta integrato e gli schienali posteriori possono essere abbattuti per aumentare la capacità di carico del bagagliaio. La funzione di freno di stazionamento elettrico con auto hold, il climatizzatore manuale controllabile anche dal display touchscreen e la modalità di guida Sport completano la dotazione di bordo.

In termini di personalizzazione, gli interni presentano un design simile alla vettura originale dalla quale questa DR deriva, ovvero la Chery eQ1, con alcune modifiche di dettaglio, come l’aggiunta di inserti in tonalità azzurra sul volante e sulla plancia, a sottolineare l’anima completamente elettrica del veicolo. In definitiva, gli interni della DR 1.0 EV offrono una combinazione di comfort, tecnologia e sicurezza che la rendono una city car ideale per gli spostamenti urbani

Gli esterni della DR 1.0 EV derivano dalla vettura cinese Chery eQ1, soprannominata la “Smart cinese”. La DR 1.0 EV presenta un design identico alla sua gemella asiatica, con una lunghezza di 3,2 metri, una carrozzeria in alluminio e materiali compositi e un abitacolo a quattro posti, anche se i posti posteriori sono piuttosto limitati. La gamma colori offre quattro opzioni, tre delle quali bicolore: nera, bianca con tetto nero, verde con tetto bianco e rossa con tetto bianco.

Nel complesso, la principale variazione risiede nella griglia frontale, che risulta leggermente più grande e presenta il logo del marchio molisano in basso a sinistra, come da consuetudine. Inoltre, la DR 1.0 è dotata di sospensioni sofisticate per la sua categoria, che includono un sistema MacPherson all’anteriore e un Multilink al posteriore, completato da una barra stabilizzatrice. L’impianto frenante è costituito da quattro freni a disco. La vettura è equipaggiata con cerchi in lega da 15 pollici, sui quali sono montati pneumatici di dimensioni 165/65R15.

A spingere la DR 1.0 EV provvede un motore elettrico sincrono a magneti permanenti montato sull’asse posteriore da 61 CV per una coppia di 150 Nm, che garantisce discrete prestazioni. La batteria agli ioni di litio da 31 kWh contribuisce a mantenere il peso del veicolo in 1.050 kg in ordine di marcia e 1.275 kg a pieno carico. Infine, la Casa di Macchia d’Isernia dichiara una velocità massima di 120 km/h, un’accelerazione da 0 a 50 km/h in 5 secondi e uno 0-100 km/h in 17 secondi.

Per quanto riguarda i consumi, la DR 1.0 EV è equipaggiata con una batteria agli ioni di litio da 31 kWh lordi, che le conferisce un’autonomia di 210 km secondo il ciclo di omologazione Wltp. La capacità netta della batteria non è specificata dal costruttore. La vettura dispone di una presa CCS Combo2, che permette di effettuare la ricarica sia alle colonnine a corrente alternata, con una potenza di ricarica massima di 6,6 kW, che a quelle a corrente continua, con una carica di 40 kW. La ricarica completa (0-100%) richiede circa 6 ore e mezza tramite le colonnine a corrente alternata, mentre per la carica del 20-80% bastano 3,9 ore. Utilizzando le colonnine a corrente continua, invece, il tempo di ricarica dal 20% all’80% si riduce a soli 35 minuti, che diventano 50 minuti per la carica completa (0-80%). La garanzia della batteria è di 8 anni o 100.000 km.

DR 1.0 è offerta in un unico allestimento, che al marchio piace definire “full optional”:

  • DR 1.0: l’allestimento unico della city-car elettrica con 4 opzioni di colore disponibili.

DR 1.0: l’allestimento unico comprende infotainment con display da 9,7″ compatibile con Android Auto e Apple CarPlay, quadro strumenti digitale, caricabatterie wireless per smartphone, sedili con poggiatesta incorporato, schienali posteriori abbattibili, freno di stazionamento elettrico con funzione auto hold, climatizzatore manuale, modalità di guida Sport, bagagliaio apribile da remoto, traversa antintrusione sulle portiere, Abs con Ebd, sistema elettronico di controllo della stabilità, freni anteriori a disco ventilati, freni a discoposteriori, sospensioni MacPherson indipendenti, sistema posteriore Sistema Multilink indipendenti con barra stabilizzatrice antirollio, cerchi di lega da 15 pollici 165/65 R15.

  • Maneggevolezza: grazie alle dimensioni contenute è agile anche nei percorsi urbani.
  • Dotazione/prezzo: gli equipaggiamenti sono relativamente ricchi rispetto al prezzo.
  • Design: l’estetica di DR 1.0 è fresca e originale.

Di seguito ecco il listino prezzi di DR 1.0 aggiornato ad febbraio 2023:

DR 1.0 Elettrica Prezzo
1.0 EV 64 CV 25.900 €

Finanziamenti auto 2023: impennata dei costi

Finanziamento auto: come funziona?

Noleggio, leasing, leasing operativo o abbonamento mensile super-flessibile? Siamo nell’epoca in cui l’auto, più che acquistata, viene finanziata, noleggiata, condivisa e presa a tempo. A cosa va incontro, nel 2023, chi decide di prendere una vettura con una di queste formule?

L’aumento dei tassi deciso dalla Bce (la Banca centrale europea) fa salire il costo del denaro al 3% che si ripercuote anche sui prestiti chiesti per le auto. Stando a uno studio di Fabi (Federazione Autonoma Bancari Italiani) per acquistare un’auto da 25.000 euro interamente a rate, con un finanziamento da 10 anni, il costo totale passa da 37.426 euro a 42.986 euro, con una differenza complessiva di 5.560 euro (+15%) rispetto al 2021. Come detto, ci sono varie formule di finanziamento per l’acquisto di una vettura e presentano notevoli differenze tra loro. Di seguito passiamo in rassegna tutte le offerte per aiutare l’automobilista a scegliere quella che più fa al caso suo.

<

div>

Qual è la differenza tra leasing e noleggio a lungo termine? 1
man signing car loan agreement contract

Noleggio o leasing: dipende dal valore dei beni

Gli esperti sono concordi nell’affermare che se il bene da acquistare mantiene il proprio valore e rimane fungibile, come ad esempio le macchine utensili e i macchinari, è più conveniente optare per il leasing. Per i beni strumentali a rapida obsolescenza, come le automobili, è meglio il noleggio a lungo termine. Il motivo della scelta è che con il leasing è previsto il diritto di riscatto finale, non l’obbligo, a un prezzo prestabilito; mentre nel caso di noleggio a lungo termine il riscatto non è previsto, anche se il venditore ha la facoltà di concederlo.

Noleggio e leasing fra rate e anticipo

Quasi sempre in caso di leasing bisogna versare un anticipo consistente, che può arrivare anche fino al 30% del prezzo di listino, e pagare la differenza con rate non sempre costanti. Se si opta per il noleggio è possibile assicurarsi offerte senza anticipo, con rate più alte e canoni fissi per tutto il periodo scelto.

La fiscalità

Il leasing prevede una deduzione fiscale in un periodo pari a 2/3 del periodo d’ammortamento con rata deducibile ai fini Ires. Il noleggio consente una deducibilità base del 20% e una detraibilità Iva dal 40 al 100% a seconda dell’uso, ma per un ammontare massimo annuo un po’ vecchio.

I servizi inclusi

In questo caso ci sono notevoli differenze. Il leasing non include nessun costo legato all’auto: il bollo, all’assicurazione, la manutenzione e l’assistenza restano a carico dell’utilizzatore della vettura bene. Il noleggio, invece, include praticamente tutti i servizi accessori, anche se per problemi burocratici bollo e cambio gomme non sempre sono compresi e l’assicurazione prevede alcune franchigie. Ovviamente restano esclusi, e di conseguenza a carico dell’automobilista, il carburante o i kilowatt in caso di auto elettriche.

Finanziamento auto tasso zero: ecco cosa sapere

Il chilometraggio

La situazione si ribalta quando si parla di chilometri. Al momento di quantificare il canone di noleggio risulta fondamentale la stima dei chilometri che si pensa di percorrere ogni anno. Ogni chilometro in più si paga; mentre si riscuote una piccola quota se ne vengono percorsi meno rispetto al pattuito. Nel leasing, invece, il chilometraggio non ha importanza, perché alla fine la vettura dovrebbe diventare di proprietà dell’utilizzatore.

Cosa è il leasing operativo

Si tratta di uno strumento finanziario che, in più, offre la possibilità di aggiungere alcuni servizi. In altre parole è un noleggio con l’aspetto finanziario più trasparente. Per questo motivo è la formula più usata per le auto aziendali in Germania, dove non esiste il noleggio a lungo termine. Bmw lo propone anche in Italia: WHY-BUY EVO prevede un canone che comprende alcuni servizi a scelta dell’utilizzatore.

Tra noleggio e leasing spunta la “subscription”

La novità del noleggio mensile super-flessibile potrebbe essere la soluzione migliore per tutti. Questa formula viene proposta da numerose case: alcune, tra cui Lynk & Co, offrono quasi esclusivamente la “subscription”. L’automobilista, tutti i mesi, deve pagare un canone più alto di quelli di noleggio a lungo termine e leasing, ma può interrompere il pagamento in qualsiasi momento con meno di 15 giorni di preavviso. Ci sono alcune soluzioni come CarCloud di Drivalia che dà la possibilità anche di cambiare tipo di auto e/o motorizzazione ogni mese. Il tutto senza anticipo e senza controlli sul merito creditizio, ma utilizzando per il pagamento, come nel breve termine, la carta di credito.

rifornimento 2023: i costi per un pieno continuano a salire

Shell torna in Italia: non solo carburanti, spazio anche alle auto elettriche 1

I carburanti, o per essere più precisi il loro prezzo, sono da sempre una nota dolente per tutti gli automobilisti italiani. Dallo scorso gennaio lo sono ancora di più, con il governo che ha deciso per la cancellazione dello sconto accise da 18,3 centesimi al litro. A seguito di questo provvedimento i prezzi alla pompa hanno subito un inevitabile rialzo. Inoltre la situazione resta incerta a causa del conflitto fra Russia e Ucraina e, nelle prossime settimane, andrà tenuta sotto osservazione l’oscillazione dei prezzi a seguito del bando europeo, e di conseguenza anche italiano, al petrolio russo. Al momento le scorte accumulate nei mesi precedenti in vista della misura contro la Russia, hanno permesso ai prezzi di non aumentare in maniera esagerata. Al momento la benzina al self service è venduta a un prezzo medio di 1,863 euro/litro e il diesel a 1,848 euro/litro.

Prezzi maggiorati all’incirca di 15 centesimi sul servito: la benzina passa a un costo medio di 2,005 euro/litro; mentre cala lievemente la media del diesel servito a 1,993 euro/litro. Il Gpl viene venduto tra 0,799 e 0,829 euro/litro e il metano tra 1,859 e 2,119 euro. Alla luce di questa situazione, la parola d’ordine per ogni automobilista è risparmiare. Di seguito indichiamo alcune soluzioni per spendere meno e per trovare le stazioni di rifornimento più economiche.

benzina-nel-diesel

App per tutte le esigenze

Le app per smartphone possono essere uno strumento molto utile per cercare il distributore con i prezzi più bassi. Ci sono app che permettono di tenere traccia del carburante e di ricevere un avviso quando i prezzi scendono sotto una determinata soglia. “Prezzi Benzina”, “Gaspal”, “Gasoline Now”, “GasLow”, “Fuel Flash” e “Risparmia sui prezzi benzina” sono alcune tra le app più interessanti per trovare e confrontare i prezzi dei carburanti e sono disponibili sia per smartphone Android che per iPhone.

“Distributori Metano, GPL e Colonnine by Ecomotori” e “Carburante più economico” sono due applicazioni esclusive per i dispositivi Android; mentre per i possessori di iPhone e iPad ci sono “Benzina” e “iCarburante”. Non ci sono solo le app specifiche. Anche le applicazioni di navigazione hanno alcune funzioni di ricerca dei distributori più convenienti. Google Maps, da qualche tempo, offre i prezzi dei carburanti, anche se non in tutte le zone. Waze, Sygic GPS Navigation e TomTom GO Navigation sono dotate della stessa funzione di Google Maps. Un’altra opzione è rappresentata dalle app con funzione di registro spese, per il carburante e non solo. Fuelio, Drivvo e IlPieno2, anche se non sono specializzate nella ricerca dei benzinai più convenienti, hanno alcune funzioni specifiche che possono aiutare l’automobilista.

Il sito ufficiale del ministero

Lo strumento ufficiale del ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) si chiama “Osservaprezzi carburanti” e si trova sul sito internet www.carburanti.mise.gov.it. Questa pagina, come spiega lo stesso Mimit “consente di consultare in tempo reale i prezzi di vendita dei carburanti effettivamente praticati presso gli impianti di distribuzione situati nel territorio nazionale, così come comunicati dai gestori dei punti di vendita settimanalmente o nei casi di aumenti infrasettimanali”. L’automobilista ha cinque diversi parametri di ricerca per trovare la stazione di rifornimento più conveniente vicino a casa: in zona, per area geografica, su percorso, per tratta autostradale e per impianto.

Con l'HVOlution di Eni comincia la seconda vita del Diesel 1

Alcune accortezze per consumare meno

Oltre alle app di pagamento e alcune tessere e carte fedeltà, che consentono di accumulare punti per premi o cashback su altre spese o direttamente sul carburante, ci sono ulteriori opzioni e accorgimenti che possono permettere all’automobilista di risparmiare. Per fare rifornimento è consigliabile non fermarsi al primo distributore che capita, ma di arrivare a quello con i prezzi più conveniente situato nelle vicinanze. Molto spesso le cosiddette “pompe bianche” o “no logo”, le stazioni di servizio indipendenti fuori dalla rete di compagnie di distribuzione più grandi, propongono prezzi più bassi della media.

Il self service, o rifornimento fai da te, è sempre più economico rispetto al servito, e permette di risparmiare circa il 4% sul prezzo di benzina e gasolio. Evitare, se non si è costretti, di fare rifornimento in autostrada, dove di solito i prezzi sono più alti anche del 10-20% rispetto a quelli che si trovano sulle viabilità ordinaria. Infine, dato che molti distributori aumentano il prezzo dei carburanti il fine settimana, sarebbe meglio ricordarsi di fare rifornimento durante i giorni infrasettimanali.

Costi 2023: salgono i pedaggi in autostrada

L’anno nuovo ha portato un regalo poco gradito agli automobilisti: l’atteso e temuto aumento dei pedaggi autostradali. L’ufficialità è arrivata con una nota del Mit, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che quantifica i rincari. Rispetto allo scorso gennaio viaggiare in autostrada costa il 2% in più e dal prossimo primo luglio il pedaggio aumenterà di un ulteriore 1,34%. Questi rialzi riguarderanno esclusivamente le tratte gestite da Autostrade per l’Italia. Il ministro Salvini spiega, mediante la nota del Mit, di aver scongiurato “un aumento che sfiorava il 5% e che in Italia i rincari sulle tratte interessate sono inferiori all’inflazione”.

Il documento rilasciato dal Mit contiene anche qualche buona notizia per gli automobilisti: viene confermato lo stop agli aumenti sulle Autostrade A24/A25 Roma-L’Aquila Teramo e diramazione Torano Pescara, con approfondimenti da parte del Ministero per un’eventuale riduzione. Gli aumenti sui tratti autostradali gestiti da Autostrade per l’Italia arrivano dopo cinque anni di stop. Aiscat, Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori, sottolinea che gli ultimi rincari risalgono al 2018 “diversamente da quanto previsto dalla normativa vigente”, come si legge nella nota diramata dall’associazione.

Tesla Model Y: la piccola Tesla che dovrebbe costare meno di 40 mila dollari 5

Qualche vantaggio

Inoltre, gli aumenti tariffari medi proposti dalle concessionarie sono inferiori rispetto a quelli già concessi in altre nazioni europee dotate di sistemi concessori e regolatori simili, come per esempio la Francia con un +4,7% e la Spagna con un +4%. Piccola consolazione per gli automobilisti italiani, che almeno hanno la possibilità di conoscere in anticipo l’importo da pagare per un viaggio in autostrada.

Internet offre varie opportunità per calcolare l’entità del pedaggio e anche le app per smartphone Android e iPhone non sono da meno. In entrambi i casi si tratta di strumenti molto semplici da usare, anche se non sempre precisi al centesimo. Passiamo in rassegna gli strumenti più efficaci per calcolare la tariffa da pagare e, in questo modo, evitare sgradite sorprese.

I siti per calcolare le tariffe

Il modo più ovvio per calcolare il pedaggio è collegarsi ai siti delle varie società concessionarie, che offrono ampia informazione e sezioni dedicate per quantificare il costo del viaggio. Sul sito di Autostrade per l’Italia troviamo la pagina “pedaggio” che consente di effettuare il calcolo aggiornato agli ultimi aumenti del pedaggio autostradale. Lo stesso servizio viene offerto anche dalle altre società come Bre.Be.Mi, Pedemontana, autostrada del Brennero ecc. che nei rispettivi siti web mettono anche informazioni su eventuali cantieri, chiusure e scioperi.

Queste pagine web sono utilissime, ma l’automobilista deve pianificare alla perfezione il tragitto. Sui siti internet delle concessionarie è necessario inserire con esattezza i caselli di ingresso e uscita e non limitarsi a indicare la località di partenza, ma l’esatto svincolo. Fanno eccezione alcuni capoluoghi come Milano, Roma e Torino. Lo stesso limite è presente anche in altri siti e app. Nel caso di viaggi complessi con tratte non comunicanti tra loro, per calcolare il pedaggio autostradale l’automobilista dovrebbe dividere il viaggio in segmenti e cercare il costo di ogni singola tratta.

 1

Le app per trovare il costo del pedaggio

Ci sono app e portali che danno una mano all’automobilista che non conosce con precisione il casello autostradale di ingresso o di uscita del viaggio che ha intenzione di intraprendere. ViaMichelin può calcolare l’itinerario completo da specifici indirizzi, indicando nel dettaglio sia il costo del carburante che quello dei pedaggi autostradali e fornendo anche una statistica sul bilanciamento tra le due voci di spesa. ViaMichelin funziona come un navigatore: propone in automatico percorsi alternativi più rapidi, panoramici o economici, con tempi e costi confrontabili all’istante. Se si tratta di un viaggio complesso, sotto la voce “pedaggi” della pagina “costo dettagliato” vengono indicate le tariffe di ogni singola tratta. Infine, l’automobilista può affinare i parametri specificando la classe e il tipo di veicolo, l’alimentazione e il costo del carburante.

L’ultimo aggiornamento permette a Google Maps di segnalare i costi delle tratte autostradali, anche se con stime, molto spesso vicine all’effettiva prezzo da pagare, e non con dati aggiornati come i siti delle concessionarie o ViaMichelin. Anche Waze, il navigatore satellitare social, quando calcola il percorso più breve riporta il prezzo del pedaggio in base alle informazioni provenienti dalla community e teoricamente aggiornate in tempo reale grazie al lavoro dei map editor.

Con l’HVOlution di Eni comincia la seconda vita del Diesel

Con l'HVOlution di Eni comincia la seconda vita del Diesel

Dal 2035 in Europa non sarà più possibile acquistare auto a motore termico. Il provvedimento è stato preso per ridurre le emissioni di CO2, optando per veicoli elettrici e a idrogeno. Ma ci sono anche soluzioni alternative: gli eFuels e i biocarburanti rappresentano una realtà concreta già oggi. I biocarburanti si differenziano dagli eFuels per due aspetti: non sono sintetici e derivano da scarti vegetali. E questa alternativa “green” ai carburanti tradizionali è disponibile già oggi grazie a Eni, che ha avviato la vendita in Italia del proprio biodiesel HVOlution (Hydrotreated Vegetable Oil, cioè olio vegetale idrogenato) in 50 stazioni di servizio, che a marzo diventeranno 150.

Cos’è HVOlution

Si tratta di un biocarburante formato al 100% da olio vegetale idrogenato puro. È un gasolio rinnovabile prodotto da materie prime di scarto e residui vegetali e da oli generati da colture che non sono in competizione con la filiera alimentare. Non è un carburante a zero impronta carbonica anche se è prodotto con il 100% di materie prime rinnovabili, ma l’azienda assicura che è in grado di ridurre le emissioni di CO2 tra il 60 e il 90%. Per poter produrre HVOlution Eni ha stretto accordi di valorizzazione di scarti e rifiuti e partnership internazionali in vari Paesi dell’Africa, come Mozambico, Kenya e Congo.

L’azienda è impegnata nello sviluppo di una serie di agri-hub dedicati alla produzione di oli vegetali sfruttando aree degradate e terreni marginali, non adatti alle colture alimentari. Dal Kenya è giunto alla raffineria Eni di Gela, in Sicilia, il primo carico di olio vegetale prodotto nella struttura di Makueni; a Venezia, invece, è approdato un carico iniziale di oli di frittura esausti. Con questo processo di lavorazione Eni punta a coprire, entro il 2025, il 35% del fabbisogno delle proprie bioraffinerie.

Con l'HVOlution di Eni comincia la seconda vita del Diesel 1

Quali auto possono già utilizzarlo

La compatibilità del motore di una vettura con HVOlution, indicato con il codice EN 15940 (XTL), è consultabile nel libretto di manutenzione del veicolo: al momento possono utilizzare il biocarburante di Eni le vetture di ultima generazione. Sono compatibili le auto diesel del gruppo Volkswagen: tutti i TDI, sia da 2 litri che da 3 litri, sia 4 cilindri che V6; diversi diesel Toyota, come quelli che equipaggiano il van Proace o i nuovi pick-up Hilux e i diesel di Stellantis, in particolare quelli di Peugeot e Citroen.

Prima di essere messo in commercio HVOlution è stato sperimentato in contesti speciali, come la movimentazione di passeggeri a ridotta mobilità nelle strutture aeroportuali e i veicoli commerciali impiegati nella logistica. Non solo: il nuovo biocarburante di Eni, dal 2016, rappresenta il 15% del carburante Eni Diesel+, disponibile in circa 3.500 stazioni di servizio italiane.

Dove trovare HVOlution e quanto costa

Il nuovo gasolio vegetale di Eni è già in vendita, in Italia, in 50 stazioni di servizio predisposte, alle quali se ne aggiungeranno altre 100 entro fine marzo, per un totale di 150 distributori. Per trovare i punti di rifornimento che hanno il biocarburante è sufficiente consultare il sito Enistation.com e inserire nei campi HVOlution. Il prezzo, al momento, è vicino a quello di Diesel+, più o meno 1,910 euro/litro.