Polonia contro lo stop di benzina e diesel e va in tribunale

Dal 2035 stop alla vendita di auto con motore endotermico in Italia

Lo stop alle auto termiche in Europa a partire dal 2035 potrebbe finire in tribunale. La Polonia non ci sta e annuncia l’intenzione di presentare ricorso alla Corte di Giustizia dell’Unione europea. Ripercorrendo le ultime tappe della vicenda, dobbiamo ricordare che alla fine dello scorso marzo c’era stato l’ok definitivo del Consiglio europeo dopo l’accordo tra Ue e Germania sugli e-fuel per salvare le vetture nuove con motore endotermico. Un via libera giunto dopo non poche proteste di vari Stati membri, poco convinti dalla misura comunitaria. Adesso, dopo poco più di due mesi, è la Polonia a tornare alla carica. Anna Moskwa, ministra polacca dell’ambiente, ribadisce la linea del proprio governo, da sempre contrario al pacchetto Fit for 55 e insiste sulla mancanza di uno studio approfondito sulle conseguenze dal punto di vista industriale e sociale della misura. “Non siamo d’accordo con questo e altri documenti del pacchetto Fit for 55 – le parole di Moskwa – Faremo ricorso alla Corte di giustizia dell’Unione europea e ci auguriamo che anche altri Stati membri si uniscano alla nostra strategia”.

Le prossime mosse

Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Reuters, nei prossimi giorni potrebbe arrivare la mozione annunciata dalla Polonia, da sempre contraria alla messa al bando dei carburanti tradizionali per far posto, a partire dal 2035, ai soli veicoli a batteria e a quelli alimentati con e-fuel e idrogeno. Tali perplessità erano state espresse anche da altri Paesi, come Germania, Italia e Romania, anche se alla fine sono soltanto i tedeschi ad aver ottenuto una piccola vittoria con l’apertura da parte della Commissione europea agli e-fuel, i carburanti sintetici ritenuti neutri dal punto di vista climatico anche se non a impatto zero.

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Germania arrabbiata per i ritardi

Come detto, l’accordo raggiunto a marzo prevede anche una proposta di deroga al divieto alla vendita di motori endotermici, ma solo se alimentati con e-fuel. La Commissione europea, fino a questo momento, non ha rispettato i patti, scatenando le proteste della Germania. “La dichiarazione della Commissione e i passaggi successivi erano un prerequisito obbligatorio per l’approvazione da parte della Germania della revisione del regolamento – afferma Volker Wissing, ministro tedesco dei Trasporti – Resta la fiducia negli impegni pubblici della Commissione, ma mi aspetto che quanto annunciato venga attuato tempestivamente”. La risposta di Bruxelles non si è fatta attendere: il documento, inizialmente previsto per lo scorso 4 maggio, è slittato per colpa di problemi tecnici e dovrebbe arrivare entro l’estate.

L’Italia insiste per i bio-fuel

Nell’elenco degli Stati non soddisfatti dalle decisioni comunitarie figura anche l’Italia, che insiste sui bio carburanti, soluzione portata avanti da Eni, ma che fino a ora non ha convinto perché non ha fornito prove sulle zero emissioni di gas serra. Parallelamente il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha annunciato l’intenzione di puntate sugli e-fuel con l’investimento di 4 miliardi di euro del Pnrr destinati all’idrogeno.

Stop benzina e diesel 2035: ora è ufficiale

Dal 2035 stop alla vendita di auto con motore endotermico in Italia

Ora c’è l’ufficialità: l’Europa decreta lo stop alla vendita di nuove auto a benzina e diesel dal 2035. Resta uno spiraglio per le vetture termiche grazie al via libera anche ai motori a combustione alimentati da e-fuel, come proposto dalla Germania. Bocciati, per il momento, i biocarburanti promossi dall’Italia, che continuerà ancora a riproporli.

Con questa decisione, dal 2035 in Europa le uniche auto nuove messe in vendita saranno quelle a zero emissioni, ovvero le 100% elettriche, quelle a idrogeno o quelle alimentate con carburanti sintetici, esclusi quelli di origine fossile. Il bando dell’Unione europea non riguarda le vetture già circolanti, che potranno continuare a essere vendute in tutti gli stati membri.

Italia, Bulgaria e Romania si sono astenute dal voto dopo il mancato accoglimento delle richieste sulla proroga dei tempi per la decisione definitiva sui biocarburanti. La Polonia ha votato no allo stop alle auto con motori endotermici: le spese per l’elettrificazione non possono ricadere sugli automobilisti e sui cittadini e chiede alla Commissione lo stanziamento di incentivi per abbassare il prezzo finale delle vetture.

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L’auto in Europa nei prossimi anni

Il bando alle vetture endotermiche rientra nel pacchetto di riforme climatiche Fit for 55, che prevede la riduzione delle emissioni di CO2 in Europa del 55%, rispetto ai livelli del 1990, entro il 2030. Sono previsti due grandi passaggi per il 2030 e il 2035, a cui si aggiunge quello del 2025. Nello specifico abbiamo il taglio del 15% delle emissioni nel 2025, rispetto ai livelli del 2021; il taglio del 55% delle emissioni nel 2030, il 50% per i furgoni, sempre rispetto ai livelli del 2021 e il taglio del 100% delle emissioni nel 2035.

Via libera agli e-fuel

La decisione comunitaria tiene in vita i motori termici, a patto che siano alimentati da carburanti climaticamente neutri. Al momento la Commissione europea ha aperto solo agli e-fuel, dopo aver accolto le richieste della Germania, che si è adoperata per salvare l’investimento da 100 milioni di dollari di Porsche nei carburanti sintetici. Il prossimo passo dell’esecutivo Ue è la preparazione di una proposta di regolamento sugli e-fuel, da completare entro il prossimo autunno. Se non dovesse essere approvato, sarà ripresentato successivamente in modo da beneficiare della clausola di revisione al 2026, quando Bruxelles dovrà analizzare i progressi registrati dai carburanti alternativi in termini di sostenibilità ambientale.

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Spiragli per i biocarburanti

L’Italia, come detto, non ci sta e, dopo essersi astenuta dal voto al Consiglio Ue, insiste sui biofuel. “Ci adopereremo, nell’ambito delle procedure di approvazione degli atti legislativi indicati dalla Commissione europea, per far considerare anche i biocarburanti tra i combustibili neutri in termini di CO2. Riteniamo la previsione nella dichiarazione della Commissione dei soli carburanti sintetici un’interpretazione troppo restrittiva”, le parole del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. La clausola di revisione al 2026 offre una speranza concreta ai biocarburanti, anche se è difficile che fra tre anni l’industria automobilistica faccia retromarcia rispetto all’elettrificazione. Deluso anche Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti: “L’approccio ideologico della Commissione si è limitato ad aprire agli e-fuel – dice il ministro – ma confidiamo che gli esperti sappiano dimostrare anche la piena sostenibilità dei biocarburanti. L’anno prossimo ci saranno nuovo Parlamento e nuova Commissione: la partita non è finita”.

Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, è più ottimista. “Il motore endotermico sopravvivrà accanto a quello elettrico anche dopo il 2035. Il fatto stesso che sia un combustibile, in questo caso sintetico, che mantiene la produzione del motore endotermico, è per noi un elemento importante, perché ci garantisce un’intera filiera produttiva” conclude Urso.

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Va bene il bando ai motori inquinanti voluto dall’Unione europea, ma solo a determinate condizioni. Al Forum AutoMotive di Milano, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha ribadito la posizione dell’Italia. “Se passa la richiesta di includere gli e-fuel avanzata dalla Germania e la nostra per i biocarburanti, potremmo dare un assenso di massima – ha dichiarato il ministro – in modo da garantire un futuro al motore endotermico anche dopo il 2035, sfruttando anche l’idrogeno. La via maestra rimane l’elettrico, ma senza il 2035 come data fissa per lo stop al termico. L’Italia deve avere il tempo di accompagnare il sistema produttivo nella transizione”.

Secondo il ministro, il passaggio alle zero emissioni ha bisogno di più tempo. “Centinaia di migliaia di lavoratori sono impiegati nella produzione – ha aggiunto Pichetto – mentre il nostro sistema distributivo dovrà essere totalmente reimpostato. L’elettrico non può costituire l’unica alternativa. Il mondo va avanti, la ricerca va avanti: ci sono e-fuel, biocarburanti e altre tecnologie, come l’idrogeno. Dobbiamo andare al di là delle tifoserie pro e contro l’elettrico. L’Unione Europea rappresenta un modello di consorzio in cui ognuno ragiona e porta avanti i propri interessi. Sono stupito dalla retromarcia del vicepresidente esecutivo della Commissione europea Frans Timmermans rispetto al futuro solo elettrico”.

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Rivedere gli incentivi

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha toccato anche il tema degli eco-incentivi. “Va fatta una valutazione per renderli più efficaci, vanno costruiti su un disegno di mercato che punti alla decarbonizzazione. In che modo modificare gli aiuti statali? È una domanda da rivolgere al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Per me è più importante togliere dalla strada i mezzi Euro 0, Euro 1 ed Euro 2, piuttosto che vendere auto elettriche”.

Modificare la fiscalità per le flotte

Le flotte aziendali sono un tema caldo nel mondo automotive. Il ministro Pichetto auspica una modifica della fiscalità delle auto aziendali “mediante un allineamento a quello che accade in Europa sul fronte della detraibilità dell’Iva delle flotte che possono apportare un contributo significativo alla decarbonizzazione”.

Stop auto benzina e Diesel nel 2035: arriva l’ok dall’Europarlamento

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Ora è ufficiale: dal 2035 in Europa non potranno più essere vendute nuove auto a benzina o Diesel. Tutte le nuove immatricolazioni dovranno essere esclusivamente elettriche. Una decisione storica quella presa dall’Europarlamento, che segue l’accordo trovato nei mesi scorsi tra i Ministri degli stati membri.

Ora, affinché il tutto venga definitivamente ufficializzato, manca l’approvazione del Consiglio dell’Unione Europea. A seguito del quale, avverrà la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e da quel momento la proposta si trasformerà in direttiva ufficiale.

Cosa succederà

Questo significa che dal 2035 saremo obbligati ad andare in giro con le sole auto elettriche? In realtà no. La decisione dell’Europarlamento parla di nuove immatricolazioni. Questo significa che, nel caso vogliate acquistare un’auto nuova, questa dovrà essere necessariamente elettrica. E a ben vedere, non si avranno alternative considerando che, ovviamente, tutti i costruttori offriranno a listino solo modelli a batteria proprio per rispettare tale norma.

Continuerà a vivere di vita propria il mercato dell’usato. Di conseguenza rimarrà la possibilità di circolare con auto benzina o Diesel pre-2035 o di acquistarne una di seconda mano.

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Stop ma non per tutti

Esistono tuttavia delle eccezioni. I costruttori che producono meno di 1.000 auto all’anno, infatti, potranno continuare a proporre auto benzina e Diesel. Mentre chi ne costruisce da 1.000 a 10.000 all’anno sarà sempre soggetto allo stop, ma non dovrà rispettare le due tappe intermedie previste dalla UE.

Ovvero, la riduzione delle emissioni di CO2 dei nuovi modelli pari al 15% entro il 2025 e del 55% entro il 2030.

California: dal 2035 stop alla vendita di auto endotermiche

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La California si allinea all’Unione Europea per quanto riguarda i veicoli a emissioni zero. Lo stato americano ha infatti approvato l’addio alle vetture con motore termico nel 2035.  Il governatore californiano, Gavin Newsom, assicura che la normativa “Advanced Clean Cars II” sancirà la fine del motore a combustione interna e che “per i nostri ragazzi passare all’automobile elettrica sarà una cosa naturale. Sarà come cambiare il vecchio telefono fisso con uno smartphone; come cambiare canale alla televisione”.

Questa decisione può ricoprire un ruolo chiave in tutto il Paese: la California è lo stato con il mercato automobilistico più grande degli Usa e, di solito, altri Stati tendono a seguirne le orme. Non a caso alcuni governatori hanno già dichiarato di essere intenzionati ad allinearsi alla California.

Le prossime tappe

La legge approvata dal Carb, acronimo di California Air Resources Board, prevede una serie di passaggi intermedi: almeno il 35% delle automobili vendute deve essere a zero emissioni entro il 2026 e questa percentuale deve arrivare al 68% prima della fine del decennio.

Questi i vari passaggi in sintesi:

  • 2026: vendite vetture elettriche pari al 35% del totale
  • 2030: vendite vetture elettriche pari al 68% del totale
  • 2035: vendite vetture elettriche pari al 100% del totale

Secondo la nuova normativa potranno essere vendute anche le auto ibride plug-in con almeno 50 miglia di autonomia in elettrico, ma non dovranno rappresentare più del 20% delle vendite delle case automobilistiche. La legge recentemente approvata stabilisce anche il limite minimo di almeno 150 miglia di autonomia per le vetture elettriche. Inoltre fra il 2026 e il 2035, le automobili a combustione saranno regolamentate in maniera più rigida. Ovviamente la legge si riferisce soltanto ai veicoli nuovi: le vetture a benzina già in circolazione potranno continuare a essere utilizzate.

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Un passo importante, ma potrebbe non essere sufficiente

John Bozzella, presidente dell’Alliance for Automotive Innovation, l’associazione di quasi tutte le Case automobilistiche presenti negli Stati Uniti, guarda il problema da un punto di vista più ampio.

“Il rispetto dei requisiti imposti dalla legge dello stato della California sono di per sé realistici e realizzabili – le sue dichiarazioni in un’intervista – ma ci sono tanti fattori da tenere presenti. Oltre all’inflazione, si deve considerare anche la disponibilità di automobili sul mercato, l’andamento dei prezzi dei modelli in arrivo e la diffusione delle colonnine di ricarica”.

Stop auto benzina e diesel dal 2035: la Germania dice no

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La Germania si schiera apertamente contro la decisione del Parlamento Europeo di vietare la vendita di auto nuove con motore benzina e diesel in Europa a partire dal 2035. Il ministro delle finanze, Christian Lindner, dice che il governo non rispetterà la scelta comunitaria che impone lo stop ai veicoli a combustione. “La decisione dell’UE sui limiti di flotta per le automobili non è purtroppo aperta alla tecnologia. Invece i carburanti sintetici sono un’alternativa neutrale dal punto di vista climatico per il motore a combustione interna, che continuerà a essere utilizzato a livello globale per molto tempo. Dobbiamo preservarlo per i nostri posti di lavoro” le parole di Lindner sul proprio account Twitter.

Il ministro tedesco è convinto che il divieto ai veicoli endotermici provocherebbe lo stop del processo di innovazione e sviluppo, dato che dopo il 2035 vaste zone del mondo non avranno ancora le infrastrutture per le auto elettriche. La messa al bando dei motori tradizionali nel vecchio continente costringerà le case automobilistiche ad abbandonare queste auto, che però continuerebbero ad avere mercato altrove, arrecando danno all’industria automobilistica tedesca. Lindner si è dichiarato anche contrario agli incentivi per l’acquisto di automobili ibride ed elettriche, ritenendo più giusto la ripartizione del denaro in qualcosa di più utile ai cittadini, come una riforma fiscale.

Dal 2035 stop alla vendita di auto con motore endotermico in Italia

Favorevole all’elettrico, ma niente divieti assoluti

La Bdi, associazione degli industriali tedeschi, è stata il teatro dell’intervento di Lindner, che ha specificato che ci saranno ancora nicchie di mercato in cui i motori endotermici saranno ammessi. Il ministro non ha risparmiato critiche al Parlamento Europeo, definendo la decisione sbagliata e sottolineando che il governo tedesco si trova in disaccordo con la legislazione comunitaria. Allo stesso tempo Lindner, che appartiene al Partito Liberale Democratico tedesco, adesso alla maggioranza insieme a Spd e ai verdi, ha affermato che il disaccordo con la decisione comunitaria non vuol dire che la Germania non continuerà a recitare un ruolo chiave nella transizione ecologica e nella diffusione delle auto elettriche. Tuttavia all’interno del governo tedesco ci sono delle divisioni, con la ministra dell’Ambiente che si dice assolutamente favorevole alla decisione comunitaria sul blocco alle auto a combustione.

La decisione finale arriverà in autunno

L’iter per l’approvazione finale della norma dell’Europarlamento è ancora lungo: adesso è la volta del confronto tra le commissioni competenti del Parlamento europeo e successivamente tra Consiglio Europeo, Commissione e Parlamento. La decisione definitiva verrà presa il prossimo autunno.