Alfa Romeo Giulietta: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Giulietta Alfa Romeo

Nonostante gli anni sulle spalle, l’Alfa Romeo Giulietta continua a rappresentare una valida alternativa per tutti coloro alla ricerca di una due volumi di dimensioni compatte, che desiderano un modello pratico nell’utilizzo quotidiano, ma dal carattere sportivo. In attesa della nuova generazione, la gamma motori è stata snellita. Ecco come è fatta la Giulietta.

Di seguito la scheda tecnica dell’Alfa Romeo Giuletta:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 350/1.150 litri
 Alimentazioni Benzina / Diesel
 Classe 6D-TEMP
 Cv/kW (da) 120/88
 Prezzo (da) 22.100 €
INDICE
 Dimensioni
 Interni
 Esterni
 Motori
 Consumi
 Allestimenti
Perché comprarla
 Prezzi

La lunghezza di 4 metri e 35 centimetri consente all’Alfa Romeo Giulietta di ospitare comodamente cinque persone a bordo, mentre l’equilibrio delle linee è garantito dalla larghezza di 1 metro e 80 e dall’altezza di 147 centimetri. Notevole la capacità di carico del bagagliaio per una vettura di queste dimensioni, ben 350 litri.

Dimensioni
Lunghezza 4.350 mm
Larghezza 1.800 mm
Altezza 1.460 mm
Passo 2.630 mm

alfa romeo giulietta usate
alfa romeo giulietta usate

L’abitacolo dell’Alfa Romeo Giuletta colpisce per la spaziosità. I materiali utilizzati sono di buona fattura e nelle versioni più sportive non mancano elementi che richiamano il carbonio per sottolineare l’anima corsaiola della vettura. Il cruscotto presenta, come da tradizione, il contachilometri ed il contagiri inseriti in due elementi circolari distinti, mentre al centro della plancia è posizionato il monitor dell’infotainment.

A livello di accessori per l’Alfa Romeo Giulietta sono disponibili diversi pack di accessori. Tra questi spiccano i Pack Veloce Rosso e Pack Veloce Giallo Corsa, per personalizzare ulteriormente la Giulietta con soluzioni estetiche più votate al gradimento del pubblico sportivo. Interessante anche il Pack Convenience, dedicato agli “alfisti” che badano più alla sostanza del comfort e della connettività di bordo. All’appello rispondono anche il Pack Tech e il Pack Carbon Look.

All’esordio abbiamo la colorazione della carrozzeria battezzata Verde Visconti, così come sono stati introdotti cerchi in lega dal design inedito e nuovi pellami per i rivestimenti degli interni. Confermate quindi tutte le caratteristiche dinamiche che hanno fatto la fortuna di questa vettura. 

In generale lo stile in questi anni non è stato eccessivamente stravolto. Il frontale si sviluppa intorno al classico stemma Alfa Romeo, mentre nella parte posteriore spiccano i fari a Led a sviluppo orizzontale. Molto movimentata la fiancata fatta di linee morbide in grado di unire tocchi di sportività ad altri più eleganti.

Tutti rispettosi delle norme antinquinamento Euro 6d Temp, le unità che equipaggiano la Giulietta sono tre. L’unico benzina è il 1.4 da 120 CV di potenza. Due invece i diesel: il 1.6 JTDm, sempre da 120 unità, anche con cambio automatico e il 2.0 JTDm da 170 CV solo con cambio automatico TCT. 

I consumi dichiarati dalla Casa del biscione per l’Alfa Romeo Giulietta non fanno certamente gridare al miracolo, almeno per quel che riguarda il benzina 1.4 turbo da 120 CV. Questo propulsore, infatti, promette percorrenze nell’ordine dei 13,9 Km/l, mentre la versione a gasolio è decisamente più parca nei consumi e percorre ben 21,3 Km/l.

Quattro gli allestimenti disponibili per l’Alfa Romeo Giulietta:

  • Giulietta: senza un nome specifico, rappresenta la versione di accesso alla gamma.
  • Sprint: è l’allestimento dedicato ai clienti più sportivi.
  • Ti: sigla storica per la versione caratterizzata da dettagli satinati
  • Veloce: riservata al diesel più potente

Giulietta: Interni in tessuto bicolore Nero / Grigio chiaro, Sedile lato guida con bracciolo e vano porta oggetti integrato, Volante multifunzione in tecnopelle con comandi radio e telefono al volante, Cerchi in acciaio da 16″.

Sprint: Sedili sportivi in tessuto e Alcantara con cuciture rosse a contrasto, Cuciture rosse a contrasto su volante sportivo tagliato, cuffia cambio e freno a mano, Pedaliera sportiva e batticalcagno in alluminio, Alfa dual zone automatic climate control con bocchetta aria posteriore, Cerchi in lega da 18”bruniti diamantati.

Ti: Nuova mostrina plancia in antracite spazzolato, Paraurti ant. e posteriore con modanature in argento satinato, Cerchi in lega da 17” a turbina.

Veloce: Sedili sportivi in tessuto e Alcantara con cuciture gialle a contrasto, Cuciture gialle a contrasto su volante sportivo tagliato, cuffia cambio e freno a mano, Cerchi in lega da 18” a 5 fori nero, Impianto audio Bose.

alfa romeo giulietta usate
alfa romeo giulietta usate

  • Design: nonostante gli anni sulle spalle, lo stile della Giulietta continua ad essere al passo con i tempi.
  • Dinamica di guida: come ci si aspetta da ogni Alfa che si rispetti, anche la Giulietta assicura un buon handling.
  • Prezzo: buono il prezzo di attacco. Il listino si apre poco sopra i 22.000 euro.

Di seguito i prezzi dell’Alfa Romeo Giulietta aggiornati a novembre 2020:

Alfa Romeo Giulietta Benzina Prezzo
Giulietta 1.4 Turbo 120cv Giulietta 22.100

 

Alfa Romeo Giulietta Diesel Prezzo
Giulietta 1.6 JTDM 120cv Giulietta 23.600
Giulietta 2.0 JTDM 170cv TCT Veloce 30.950

alfa romeo giulietta usate
alfa romeo giulietta usate

 

Alfa Mito: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Alfa Mito esterni

L’Alfa Mito ha stregato migliaia di automobilisti grazie ad una linea senza tempo, attuale anche ad 11 anni di distanza dalla nascita. L’abitabilità è buona per i passeggeri anteriori, mentre il bagagliaio non brilla per capienza. Fuori dai listini ormai da diverso tempo, la Mito continua ad avere una linea molto attuale. Per questo motivo il mercato dell’usato del modello continua ad essere molto vivo.

Di seguito ecco la scheda tecnica dell’Alfa Mito:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 270/950
 Alimentazioni Benzina / Diesel / GPL
 Classe 6
 Cv/kW (da) 77/55
 Prezzo (da) 4.200 € (usato)

 

INDICE
 Dimensioni
 Interni
 Esterni
 Motori
 Consumi
 Allestimenti
 Prezzi usato

L’Alfa Mito presenta delle dimensioni tipiche delle berline del segmento B. Basata sul pianale denominato Small, sul quale è nata anche la Punto, la vettura del biscione ha un corpo vettura di 4 metri e 6 centimetri di lunghezza, mentre l’aspetto sportivo è dato dall’altezza di soli 145 centimetri. Il passo di 2511 mm, e la presenza di sole 3 porte, non agevola certamente l’abitabilità dei passeggeri posteriori costretti a qualche sacrificio per accedere nell’abitacolo.

Dimensioni
Lunghezza 4.060 mm
Larghezza 1.720 mm
Altezza 1.450 mm
Passo 2.511 mm

L’abitacolo dell’Alfa Mito presenta molti punti in comune con quello della Punto, ma a differenza della berlina di casa Fiat, gli interni sono meglio rifiniti e con alcuni dettagli ad effetto carbonio che donano un aspetto racing alla vettura.

La plancia è avvolgente ed i quadranti del cruscotto tondeggianti sono ben in vista, mentre al centro della stessa è presente il piccolo monitor dell’infotainment disponibile anche nella versione da 7’’.  Il manettino DNA presente sul tunnel centrale consente di cambiare carattere alle prestazioni dell’auto adeguando il comportamento alle condizioni dell’asfalto.

Il design dell’Alfa Mito è stato influenzato pesantemente dal capolavoro 8C Competizione. Il frontale è dominato dal classico scudetto triangolare, marchio di fabbrica della casa di Arese, mentre i fari ovali conferiscono grande carattere alla vettura.

La fiancata vede una finestratura piccola con i cristalli a vista, mentre i passaruota sono ben marcati ed evidenziano ulteriormente il carattere sportivo della berlina, ma richiedono cerchi dalle misure importanti per essere riempiti a dovere. Molto ben riuscito il posteriore dove i due fari circolari si sposano alla perfezione con il look complessivo.

L’ultima gamma motori presente nei listini dell’Alfa Mito consentiva una scelta tra benzina, diesel e GPL. Per quel che riguarda i propulsori a benzina era presente esclusivamente il 1.4 litri disponibile sia nelle varianti da 77, 140 e 170 cavalli, che in quella da 120 ma solo per la doppia alimentazione benzina – GPL. Tra i diesel era presente soltanto il 1.3 JTDm anche in questo caso disponibile nelle versioni da 90 e da 95 cavalli.

Interessanti i consumi dichiarati dalla casa per l’Alfa Mito. Le versioni benzina da 77 cavalli promettono una percorrenza di 17,9 Km/l, dato che sale a 18,5 per quelle da 140 CV, mentre le versioni a gasolio sono decisamente parche ed offrono un consumo medio di 3,2 litri per 100 Km. Più alt i valori per le versioni a GPL, 12,3 Km/l, ma in questo caso il maggior consumo si ammortizza con la minore spesa di acquisto del carburante.

Alfa Mito: allestimenti

Sono tre gli allestimenti disponibili per l’ultima edizione dell’Alfa Mito:

  • Urban: la versione di partenza offre di serie Climatizzatore, Controllo automatico velocità, Servosterzo, Cerchi in lega, Correttore assetto fari, Retrovisori elettrici, Spoiler posteriore, TPMS (Sensore pressione pneumatici), Tergilunotto, Vetri elettrici anteriori, Comandi radio/telefono al volante, GSI (Gear Shift Indicator), Trip Computer con display Matrix, ABS, Airbag guida, Airbag laterali, Airbag passeggero, Airbag per la testa, Airbag per le ginocchia, Alfa Romeo con Electronic Q2, Appoggiatesta posteriori, Chiave con transponder, Chiusura centralizzata, Controllo elettronico della stabilità, Controllo elettronico della trazione, DST – Dynamic Steering Torque, Dynamic Steering Torque, Immobilizzatore, Pretensionatore cinture e Brake assistant.
  • Veloce: la versione intermedia include nel prezzo di partenza Servizi Live U-Connect, Climatizzatore manuale, Cerchi in lega 17″ antracite lucidi a 5 fori con pneumatici 215/45, Finiture antracite lucide su calandra, maniglie, specchietti, cornici fari anteriori e posteriori, Finiture antracite lucide su calandra, maniglie, specchietti, cornici fendinebbia, Paraurti sportivo specifico, Pinze freni Brembo maggiorate, rosse con scritta “Alfa Romeo” bianca, Proiettori con finizione Carbon Look,
    Proiettori fendinebbia anteriori, Batticalcagno in alluminio, Comandi cambio al volante, Pedaliera sportiva in alluminio, Quadro strumenti sportivo con grafiche bianche, Sedili sportivi in tessuto e Alcantara con cuciture rosse, Cambio sequenziale/automatico a doppia frizione TCT a 6 marce e Start&Stop.
  • Veloce S: la versione top di gamma offre di serie Climatizzatore automatico bizona, Sensori di parcheggio posteriori, Calotte specchi , V frontale e trattamento fari Carboon look, Cerchi in lega da 18” a 5 fori nero opaco con logo elettrosaldato con pneumatici 215/40, Pinze freno rosse, Proiettori con finizione Carbon Look, Sticker laterali Rosso Alfa, Bracciolo anteriore con vano portaoggetti, Batticalcagno in alluminio, Comandi cambio al volante, Pedaliera sportiva in alluminio, Plancia e pannelli porta con trattamento Carbon look, Sedili sportivi in tessuto e Alcantara con cuciture rosse, Cambio sequenziale/automatico a doppia frizione TCT a 6 marce, ESC con Electronic Q2 e DST, Pack Carbon Look Veloce, Pack Tech, Pack Visibility, Sedile posteriore 3 posti, sdoppiato con 3 appoggiatesta e Volante sportivo in pelle con cuciture rosse e comandi radio/telefono.

Su automobile.it sono presenti centinaia di annunci relativi all’Alfa Mito con prezzi di partenza al di sotto dei 5.000 euro. Nel corso della sua carriera sono stati molti i motori disponibili. La versione GPL permetteve di risparmiare molto alla pompa. Discorso simile per il 1.3 Multijet, che però non brillava per prestazioni. Il motore sicuramente più interessante per la Mito è anche quello più sportivo. Stiamo parlando del 1.4 turbo da 170 CV della versione Veloce (prima Quadrifoglio). Se siete così fortunati da trovare un esemplare con i sedili a guscio firmati Sabelt non fatevela scappare.

 

Alfa Romeo Giulia e Stelvio: arriva il nuovo 2.0 da 250 CV

Alfa Romeo Giulia e Stelvio: arriva il nuovo 2.0 da 250 CV 2

C’è aria di novità in casa Alfa Romeo, che dopo aver lanciato il Model Year 2020 su Giulia e Stelvio, annuncia un’altra importante novità per i suoi due modelli di punta. Si tratta del nuovo propulsore 2.0 turbo benzina da 250 CV. Una potenza “intelligente” che rappresenta uno scalino intermedio fra le già disponibili varianti da 200 e 280 CV. Il suo punto di forza? I consti di gestione più contenuti, rientrando nella potenza limite del superbollo.

Meno potente, ma più economica

Con 30 CV in meno alla variante più potente del 2.0 disponibile sia per la Giulia, sia per la Stelvio, la nuova variante da 250 CV assicura un risparmio annuo superiore ai 400 euro sui costi di gestione. L’unità viene offerta nel solo allestimento Veloce su entrambi modelli.

Alfa Romeo Giulia e Stelvio: arriva il nuovo 2.0 da 250 CV 1

Questo si caratterizza per i cerchi in lega da 19 pollici, l’estrattore posteriore più pronunciato e i sedili sportivi negli interni. Il 2.0 da 250 CV, inoltre, sulla Giulia viene abbinato alla sola trazione posteriore, mentre sulla Stelvio alla sola trazione integrale Q4.

Dotazioni e prezzi

Dall’ultimo Model Year 2020 inoltre, le nuove Alfa Romeo Giulia e Stelvio 2.0 da 250 CV ereditano la rinnovata dotazione di sicurezza, che può contare sulla presenza del Cruise Control Adattivo, del sistema di mantenimento della corsia e naturalmente sulla frenata automatica d’emergenza.

Alfa Romeo Giulia e Stelvio: arriva il nuovo 2.0 da 250 CV

I prezzi restano allineati a quelli della variante da 280 CV. Per la Giulia il listino si apre da 57.900 euro, mentre per la Stelvio da 65.200 euro.

 

Anni ’60: 5 auto che hanno fatto la storia

Anni ’60: 5 auto che hanno fatto la storia 7

Gli Anni ’60 sono quelli del “miracolo economico”: il Paese cresce sotto tutti gli aspetti, c’è ottimismo, entusiasmo e voglia di benessere e a testimoniarlo, proprio nel 1960 esce quello che è considerato un po’ il manifesto del nuovo decennio, il film “La dolce vita”, di Federico Fellini, con Anita Ekberg e Marcello Mastroianni, che porta alla celebrità anche un altro simbolo della ripresa, benché a sole due ruote, come la Vespa.

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Ed è ancora una volta l’auto a simboleggiare meglio di ogni altra cosa questo trend: il parco circolante in Italia, che nel 1956 aveva a malapena raggiunto il milione di vetture, nel ’69 arriverà a superare i 9 milioni, una cifra destinata a raddoppiare ancora nei dieci anni successivi. Me non è soltanto il numero ad essere significativo: dopo le berline e le utilitarie che hanno portato le quattro ruote in casa degli italiani, questo è il periodo delle auto veloci, delle granturismo e delle spider.

Ecco allora 5 auto che secondo noi hanno fatto la storia degli anni Sessanta.

INDICE
 Jaguar E-Type
 Porsche 911
 Lamborghini Miura
 Alfa Romeo Spider
 Fiat 124

La migliore dimostrazione di quello che attende il mondo dell’auto in questo decennio arriva nella primavera del ’61 quando al Salone di Ginevra debutta la Jaguar E-Type ed è amore a prima vista più o meno per tutti: coupé dalle forme insolite e per questo affascinati, disegnata da Malcolm Sawyer insieme allo stesso fondatore della Casa, Sir William Lyons, ha un cofano lunghissimo, l’abitacolo arretrato e una coda arrotondata con un pratico portellone ed è la degna erede dell’affascinante serie XK del dopoguerra nata intorno al formidabile motore 6 cilindri bialbero.

Sulla “E” arriva nella sua veste migliore, con 3,8 litri e 265 CV, alloggiato su un telaio nuovo e raffinato e dotato di sospensioni posteriori indipendenti e freni a disco che sostengono prestazioni di prim’ordine tra cui una velocità di punta di 240 km/h.

Anni ’60: 5 auto che hanno fatto la storia 8

Neanche un mese più tardi arriva la spider, mentre tre anni dopo il motore sale di cilindrata, passando a 4,2 (più avanti la terza serie terrà anche a battesimo il primo V12 della Casa), mentre un nuovo cambio interamente sincronizzato rimedia al maggior difetto lamentato dalla clientela assieme all’abitabilità un po’ limitata.

Il prezzo non è certo per tutte le tasche, 4,3 milioni di lire, ma risulta notevolmente più basso delle granturismo dell’epoca con cui la E-Type si confronta alla pari, contribuendo alla popolarità di un’auto che nel nostro Paese rivelerà il “sigillo” venendo scelta per diventare l’auto del fascinoso ladro Diabolik nel fumetto di successo creato dalle sorelle Giussani nel ‘62.

Le auto destinate alla leggenda non arrivano soltanto dalla Gran Bretagna, anzi: appena due anni dopo la Jaguar E-type, anche la Germania sfodera uno dei suoi assi con la Porsche 911, ultima creazione di quella fucina di ingegneri di talento che è l’omonima famiglia. Ognuno dei Porsche, nelle tre generazioni che si sono avvicendate dall’inizio del secolo,  ha infatti la sua vettura-simbolo: per Ferdinand I è il Maggiolino nel ‘36, per Ferdinand Anton “Ferry” è la 356 lanciata subito dopo la guerra facendo debuttare i Porsche come costruttori, in sostituzione della quale all’inizio degli Anni ’60 Ferdinand Alexander “Butzi” Porsche crea appunto la 911. Coupé dalla caratteristica forma “a cucchiaio”, debutta alla fine del ’63 come 901, nome poi corretto in risposta alle obiezioni di Peugeot che aveva registrato tutte le sigle di tre cifre con lo zero al centro.

Anni ’60: 5 auto che hanno fatto la storia 6

Linea, motore 6 cilindri boxer (il primo è un due litri da 160 CV) montato a sbalzo sul posteriore sono le caratteristiche con cui attraverserà tutto il secolo mantenendo intatta l’impostazione di base e tutto il fascino,  proposta in innumerevoli varianti con potenza sempre maggiore.

Le sue rivali vanno dalle coupé tradizionali alle berlinette a motore centrale come la Dino Ferrari, con le quali si misura anche nel prezzo che è di oltre 22mila marchi tedeschi, anche se la sua particolare impostazione tecnica non è priva di difetti dinamici, come l’instabilità ad alte velocità dovute alla forma della carrozzeria. Ma il sasso è stato lanciato. Negli anni, con innumerevoli evoluzioni, Porsche riuscirà a fare di questa architettura imperfetta una vera pietra miliare dell’automobilismo.

Parlando di sportive da sogno e volendo restare in Italia, il primo pensiero va normalmente a Ferrari che a metà Anni ’60 è affermato sia in ambito sportivo che come costruttore di magnifiche granturismo. Eppure uno dei miti di quegli anni non arriva da Modena ma nasce poco distante, a Sant’Agata Bolognese, dove soli sue ani prima Ferruccio Lamborghini, stimato produttore di trattori, proprio a causa di un celebre diverbio con il  “Drake” di Maranello, ha iniziato a costruire auto sportive.

Ed è appena al secondo tentativo che l’azienda crea quello che sarà ricordato come il suo capolavoro, la Miura: splendida berlinetta a due posti, con motore V12 posteriore e trasversale, esordisce per la verità senza carrozzeria e senza nome, al Salone di Torino del ’65 dove la casa espone il telaio completo di meccanica, poi vestito dal giovane e talentuoso Marcello Gandini, in forze alla Bertone.

Anni ’60: 5 auto che hanno fatto la storia 1

La Miura che debutta “finita” nel ‘66 è un’auto potente e di carattere: con lei Ferruccio inizia a battezzare le auto con nomi ispirati al mondo delle corride, come del resto aveva fatto scegliendo un toro (il suo segno zodiacale) per il marchio della sua azienda. Come un toro si fa condurre con docilità ma può diventare impegnativa da domare una volta scatenato il suo motore di 4 litri e 350 CV, che diventeranno 370 e 385 sulle successive evoluzioni S ed SV, richiedendo sensibilità ed esperienza, anche se buona parte dei clienti, vip, attori e industriali, la sceglie per la sua immagine non scontata.

Averla non è facile, anzi, le richieste sono destinate a venir soddisfatte solo  in parte, con una produzione che rimarrà complessivamente sotto gli 800 esemplari. Il mito si costruisce anche così.

Il ’66 vede la nascita cdi quella che per oltre 30 anni e 4 generazioni (6 se consideriamo le due successive a trazione anteriore) diventerà la spider italiana per eccellenza e l’icona del marchio Alfa Romeo. Un modello longevo che evolverà la linea, sempre comunque opera di Pininfarina, e i motori conservando però invariata la base, derivata dall’altrettanto fortunata berlina Giulia del ‘62, e l’impostazione meccanica fino al ‘95.

Che sia un fenomeno popolare lo testimonia il modo in cui viene chiamata: la Casa la battezza semplicemente Spider mentre il pubblico le assegna ben due soprannomi il primo dei quali, “Duetto”, è il risultato di un concorso indetto dalla Casa stessa, sarà usato per designare tutta la dinastia .

Anni ’60: 5 auto che hanno fatto la storia 3

Il secondo , “Osso di seppia”, è invece riferito esplicitamente alla prima serie e si deve alla forma tondeggiante e affusolata della carrozzeria alle quali seguiranno la “Coda Tronca” del ’70, la “Aerodinamica” dell’83, e infine l’ultimo restyling dell’89, tutte con motori quattro cilindri da 1,3 a 2 litri e retrotreno  a ponte rigido.

Presenza destinata a diventare comune sulle strade per tre decenni, vanta ance parecchie comparsate cinematografiche, la prima e più nota nel film “Il laureato” del 1967 con Dustin Hoffman, che ne fa la più famosa spider italiana insieme alla Lancia Aurelia B24 guidata da Vittorio Gassman ne “Il sorpasso” pochi anni prima.

Anni ’60: 5 auto che hanno fatto la storia

Mentre i giovani italiani e americani sognano le coupé Jaguar e le spider Alfa Romeo, Fiat si preoccupa delle loro famiglie a cui propone in quello stesso ’66 una classica, rassicurante berlina. La 124 nasce proprio per soddisfare i bisogni della classe media ala ricerca di un’auto solida che sostituisca l’amata ma ormai un po’ obsoleta 1100 (la quale fa comunque in tempo a concedersi un’ultima serie con il modello R) con qualcosa di altrettanto familiare, appunto, ma più al passo con i tempi. Così è.

Anni ’60: 5 auto che hanno fatto la storia 4

Le forme sono semplici ma piacevoli, squadrate quanto basta da concedere pur con misure non sovrabbondanti, appena 4,03 metri di lunghezza per 1,63 di larghezza, una ampio abitacolo e un grande bagagliaio. Semplice ma concreta, la 124 è eletta Auto dell’anno 1967 e nuovo riferimento per il pubblico, che può sceglierla anche nella versione  Familiare propriamente detta, ovvero giardinetta, senza dimenticare le derivate Coupé e Spider (la seconda in particolare destinata a duna gloriosa carriera anche sportiva) e in breve tempo diventa la preferita dai tassisti, da enti pubblici, aziende ecc…

Non è tutto: mentre, ancora in Italia, il suo progetto viene sfruttato per creare l’ammiraglia 125, che è letteralmente una 124 di taglia un po’ più generosa, una serie di accordi internazionali ne avviano la produzione in vari paesi europei e non, dalle più celebri varianti Seat e Lada (che andrà avanti per decenni) ad altre meno note in Asia, Africa e America del Sud.

Anni ’60: 5 auto che hanno fatto la storia 5

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Sistema di infotainment auto: cos’è e qual è il migliore

Sistema di infotainment auto: cos'è e qual è il migliore 4

Se una volta nell’acquisto di un’auto si guardava alle prestazioni, allo spazio o all’aspetto esteriore, oggi, sempre di più, si prende in considerazione anche il pacchetto di tecnologia che offre. I sistemi di infotainment, così, stanno assumendo un ruolo primario anche nella scelta della vettura. E l’impegno delle Case nello sviluppo di apparecchi sempre più moderni e ricchi lo dimostra chiaramente.

Se fino a qualche anno fa, l’aggiornamento delle funzioni dei sistemi di infotainment, come la navigazione, poteva essere effettuato portando la vettura nel centro d’assistenza ufficiale della Casa automobilistica, oggi, alcuni brand offrono gli aggiornamenti OTA (Over-the-Air) che permettono di aggiornare da remoto tutte le centraline all’interno della vettura (dalla navigazione al powertrain passando per le centraline che gestiscono le sospensioni adattive).

INDICE
 Infotainment auto: cos’è?
 Sistemi di infotainment Apple e Android
 Come funziona Android Auto?
 App compatibili Apple CarPlay
 Meglio Android Auto o Apple CarPlay? Le differenze
 Infotainment: sistemi nativi preinstallati

Quando parliamo di infotainment auto, intendiamo la possibilità di comandare comodamente dall’abitacolo della propria vettura tutti quei sistemi come il navigatore satellitare, la radio, i dispositivi per la riproduzione di DVD e anche il proprio smartphone tramite comandi semplici e intuitivi. Con i sistemi di infotainment è quindi possibile svolgere una molteplicità di operazioni senza distrarsi dalla guida.

Grazie ai comandi vocali si possono inviare messaggi o mail, ricevere ed effettuare telefonate evitando di incorrere in infrazioni al Codice della Strada. Oltre a queste operazioni, effettuabili grazie alla connessione internet del sistema infotainment, è anche possibile tenere sotto controllo lo stato della propria auto per quel che riguarda, ad esempio, la pressione delle gomme.

Ma quali sono le tecnologie che rendono possibile effettuare questa molteplicità di operazioni? Esistono diverse opzioni possibili, da quelle preinstallate nelle auto di ultima generazione – i sistemi nativi di infotainment – ai sistemi Apple CarPlay e Android Auto.

Sistema di infotainment auto: cos'è e qual è il migliore 5

La corsa alla dotazione dei sistemi di infotainment ha spinto anche produttori fuori dal mondo automotive, come Apple e Android, ad investire in questo mercato. I due principali produttori di sistemi operativi per smartphone hanno sfruttato le loro conoscenze per rendere i propri device sempre connessi con le vetture.

La Casa della mela ha sviluppato il sistema denominato Apple CarPlay, mentre Android Auto è quello sviluppato dalla società concorrente. Una volta connesso il proprio smartphone con uno dei due sistemi è possibile visualizzare sul monitor dell’infotainment della propria auto la maggior parte delle app installate nel telefono.

Vengono quindi visualizzate le icone per le chiamate, per i sistemi di messaggistica, per la musica, Google Maps, quelle riservate al navigatore satellitare, Spotify o Waze – nel caso in cui queste ultime siano presenti sul proprio smartphone.

Sistema di infotainment auto: cos'è e qual è il migliore 1

Capire come funziona Android Auto è decisamente semplice. Il possessore di un telefono con sistema operativo Android può connettere il proprio smartphone all’infotainment della propria vettura grazie alla tecnologia realizzata da Google nel 2015. Questa consente di comunicare tramite comandi vocali, effettuare e ricevere chiamate, inviare e ricevere messaggi e anche navigare con Google Maps.

Per poter fare tutto ciò è necessario avere un telefono Android 5.0 o successivo, un cavo USB e il sistema Android Auto installato nel proprio infotainment. Basta poi scaricare l’app Android Auto da Google Play e collegare lo smartphone al sistema infotainment con il cavo USB per effettuare la prima configurazione, e successivamente utilizzare al massimo tutte le app disponibili.

Per i possessori di iPhone è possibile far dialogare il proprio smartphone con l’infotainment dell’auto tramite CarPlay. Per poter utilizzare CarPlay è necessario avere un iPhone con il sistema operativo iOS 7.1 o successivi. Bisogna poi connettere lo smartphone all’infotainment tramite cavo USB o wireless e iniziare la prima configurazione del sistema. Effettuata questa operazione apparirà l’assistente vocale iPhone, Siri, sullo schermo centrale, dove sarà proiettata la schermata del telefono. Anche in questo caso, così come per Android Auto, è possibile chiamare e ricevere telefonate, inviare e ricevere messaggi, utilizzare le funzioni di navigazione e ascoltare musica tramite iTunes.

La domanda tra quale dei due sistemi sia il migliore divide da sempre i sostenitori delle due aziende. Android Auto ha tra le proprie peculiarità quella di una connessione dello smartphone al sistema di infotainment molto veloce e intuitiva. Basta infatti collegare il telefono alla vettura con il cavetto USB e in pochi secondi la schermata home dello smartphone viene riprodotta sullo schermo dell’infotainment.

Sistema di infotainment auto: cos'è e qual è il migliore 3

Identica procedura e facilità di connessione è quella prevista per il sistema Apple CarPlay, ma sfruttando questo sistema si ha un vantaggio in più: poter godere di icone delle app di dimensioni maggiori, e quindi più facilmente leggibili rispetto a quelle di Android Auto.

Per uscire da Apple CarPlay o da Android Auto e tornare alla schermata del sistema di infotainment prodotto dalla casa automobilistica è sufficiente cliccare sull’icona con il logo del costruttore. L’unica differenza è che per Android Auto, sotto all’icona del logo, è presente la scritta “esci”, mentre Apple CarPlay riporta il nome della casa costruttrice.

Se si è in procinto di cambiare vettura e si vuole sapere se questa sarà dotata di connettività Apple CarPlay o Android Auto, è sufficiente visitare i siti web delle due compagnie e consultare l’elenco di vetture omologate per questa connessione.

A questo punto sorge spontanea una domanda: “Qual è il sistema migliore tra Apple CarPlay e Android Auto?”. La risposta è del tutto soggettiva: la motivazione che può far propendere per l’uno piuttosto che per l’altro sistema è la stessa che avrà spinto ad acquistare uno smartphone dotato di sistema operativo Android piuttosto che per uno con iOS.

Sistema di infotainment auto: cos'è e qual è il migliore 6

Le vetture più moderne sono dotate di sistemi di infotainment preinstallati tramite i quali gestire numerose funzioni come radio, navigatore e climatizzatore. L’evoluzione di questi sistemi è stata decisamente rapida e, se all’inizio erano presenti tasti fisici per comandare l’infotainment di bordo, adesso questi sono spariti per far spazio ai comandi gestuali, vocali e al touch screen.

Gli schermi dei sistemi di infotainment moderni presentano dimensioni decisamente maggiori rispetto al passato e grafiche molto più dettagliate. Le informazioni consultabili tramite questi sistemi, inoltre, sono aumentante notevolmente e adesso è possibile avere notizie in tempo reale sia sul traffico che sul meteo.

 1. Sistema di infotainment Tesla IVI

A svettare in cima è il sistema di infotainment di una vettura che ha fatto dell’innovazione il proprio cavallo di battaglia, la Tesla. Il sistema IVI della Tesla ha ottenuto l’86% di pareri favorevoli da parte dei proprietari della vettura americana. L’enorme monitor touch screen da 15 pollici presente a centro plancia è il vero e proprio centro di comando della berlina.

Sono assenti del tutto i tasti fisici, cosa che potrebbe disorientare in un primo momento, ma la loro mancanza è sopperita da un sistema di comandi vocali davvero ben realizzato e da un ottimo feedback del touchscreen.

Tesla Model 3 interni

2. Sistema di infotainment BMW iDrive

La seconda posizione della classifica vede la presenza dell’iDrive della BMW. L’infotainment delle vetture tedesche ha ricevuto l’80% dei consensi e di recente è stato aggiornato alla versione 7.0. Il nuovo sistema è utilizzabile tramite comandi vocali e grazie alla presenza del BMW Intelligent Personal Assistant la vettura è in grado di riconoscere automaticamente le preferenze del guidatore relative a impostazioni di guida, luci interne, temperatura dell’aria e tragitti maggiormente frequentati.

L’X5 e l’X7 del 2019 introducono una nuova versione di Drive (chiamata versione 7.0) con uno schermo touchscreen da 12,3 pollici e un quadro strumenti di uguali dimensioni. La Serie 3 2019, la Serie 8 2019 e la 24 2019 hanno iDrive 7.0 anche se con uno schermo da 10,25 pollici. BMW sta inoltre introducendo una nuova funzionalità simile ad Alexa chiamata Intelligent Personal Assistant. Disponibile nelle serie 3 e 8, oltre a Z4 e X7, la tecnologia di riconoscimento vocale è in grado di soddisfare molte richieste effettuate dai passeggeri. La Casa dell’Elica ha anche implementato gli aggiornamenti OTA da remoto per tutte le centraline presenti nella vettura.

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3. Sistema di infotainment Genesis Display

Il terzo posto nella classifica è occupato dal Genesis Display, sistema di infotainment adottato dalle vetture del gruppo Genesis in Italia presente con Hyundai che ha soddisfatto il 77% dei possessori. La versione top di gamma presenta un sistema di navigazione con schermo touch da 8 pollici che integra tutte le funzioni di navigazione e infotainment, inclusi Apple CarPlay e Android Auto. Tramite il sistema di infotainment è possibile accedere alle opzioni LIVE Services: alle informazioni aggiornate in tempo reale su meteo, traffico, autovelox e ricerche online per luoghi d’interesse e parcheggi disponibili.

Sistema di infotainment auto: cos'è e qual è il migliore 10

4. Sistema infotainment Sync3 Ford

Alla quarta posizione della classifica Consumer Reports è presente il sistema Sync3 di Ford, che controlla tutte le modalità relative all’intrattenimento oltre al navigatore. L’infotainment auto è comandato da un monitor touchscreen da 8 pollici ad alta risoluzione e capacitivo con funzione pinch & swipe. È possibile comandare il proprio smartphone sia attraverso il controllo vocale delle app del catalogo AppLink, sia grazie al supporto per i sistemi Apple CarPlay e AndroidAuto, con i quali si può telefonare, navigare online, inviare e ricevere messaggi, ascoltare musica e ottenere indicazioni stradali in base al traffico.

ford ka interni

5. Sistema di infotainment Fiat UConnect

Al quinto posto della classifica spicca il sistema di infotainment di Casa Fiat chiamato UConnect. La quarta generazione è stata apprezzata dal 72% dei proprietari che hanno elogiato sia la facilità di utilizzo tramite tasti fisici, che la comodità di accedere alle funzioni principali, quali audio e ventilazione, senza particolari complessità. La versione top di gamma dell’infotainment UConnect presenta uno schermo da 8’’ con grafica rinnovata, comandi multi touch e possibilità di connettere il proprio smartphone sia tramite Android Auto che Apple CarPlay.

Fiat 500X interni

6. Sistema di infotainment Alfa Connect

Il restyling MY2020 di Giulia e Stelvio ha portato con sé importanti aggiornamenti a livello di infotainment. I display da 6,5 e 8 pollici, gestibili solamente tramite un controller rotativo sulla console centrale, offrono adesso la compatibilità con le funzioni Apple CarPlay e Android Auto, mentre la navigazione rimane optional su entrambi i sistemi.

Sistema di infotainment auto: cos'è e qual è il migliore 7

7. Sistema infotainment Audi MMI Touch Response

La maggior parte dei modelli meno recenti della Casa dei Quattro Anelli utilizza un sistema di infotainment chiamato MMI, che presenta una manopola con pulsanti di scelta rapida necessaria per accedere a tutte le informazioni sul display. I nuovi modelli proposti da Audi, soprattutto negli allestimenti più costosi, consentono anche ai conducenti di interagire con il sistema di infotainment tramite Virtual Cockpit, un quadro strumenti digitale da 12,3 pollici che si può gestire dai comandi sul volante.

Questa nuova tecnologia permette al guidatore di tenere sotto controllo molte informazioni, dalla navigazione ai dati sulla guida, senza distogliere lo sguardo dalla strada in uno schermo con grafica nitida e luminosa. Questa soluzione è stata adottata di serie in vetture sportive incentrate sul guidatore, come la TT e la R8, che non hanno uno schermo centrale nella plancia centrale ma forniscono tutte le informazioni tramite il cruscotto digitale.

Sistema di infotainment auto: cos'è e qual è il migliore 9

A6, A7, A8, Q3 ed e-tron sono solo alcuni dei modelli che utilizzano il sistema di infotainment MMI Touch Response, con feedback tattile sui due schermi nella plancia centrale. Il display principale è 10,1 pollici e viene utilizzato per la navigazione, il sistema multimediale e i supporti di Apple CarPlay e Android Auto mentre quello inferiore da 8,6 pollici serve per controllare il clima e inserire informazioni come gli indirizzi di navigazione. A disposizione dei clienti Audi anche la possibilità di collegare il sistema di infotainment della propria vettura con l’account Amazon per sfruttare le funzionalità di Alexa.

8. Sistema infotainment Mercedes MBUX

I modelli della Casa di Stoccarda vengono equipaggiati con il nuovo sistema di infotainment chiamato MBUX. A seconda del modello in cui è implementato, questo sistema viene dotato di schermi touchscreen di dimensioni differenti dai 7 ai 12,3 pollici e supporta le funzioni Apple CarPlay e Android Auto. A questo si aggiungono comandi vocali per attivare il servizio “Hey, Mercedes” che riesce a soddisfare le richieste dell’utente.

Sistema di infotainment auto: cos'è e qual è il migliore 8

Anni ’50: 5 auto che hanno fatto la storia

Anni '50: le auto che hanno fatto la storia

La conquista delle libertà negli anni ’50 passa attraverso l’automobile. Gli sfarzi di due decenni prima sono un ricordo tra le macerie appena sgomberate dell’ultima guerra, ma sia nei paesi più toccati tra cui l’ltalia, sia in quelli dove il conflitto ha lasciato meno devastazione, la gente ha voglia di benessere.

Proprio l’auto non è vista come una semplice necessità, da soddisfare senza troppa attenzione a forma e contenuti, c’è infatti voglia di oggetti piacevoli, gratificanti per gli occhi e per il gusto del possesso che accompagna la ricostruzione sulla strada verso il miracolo economico.

E non vale solo per il pubblico più abbiente, anche per quello con meno possibilità ma comunque desideroso di qualcosa in grado di appagarlo, un’ambizione che proprio a metà degli anni 50 inizia ad essere finalmente soddisfatto.

Ecco allora 5 auto che secondo noi hanno fatto la storia degli anni Cinquanta.

INDICE
 Mercedes 300 SL
 Alfa Romeo Giulietta
 Citroen DS
 Fiat 500
 Mini

Il 1954 è l’anno della Mercedes 300 SL. Basta guardarla per accorgersi che non è un’auto come le altre. Le portiere che si aprono verticalmente, dall’inconfondibile andamento che le vale il soprannome Gullwing, “ala di gabbiano”, derivano da un’esigenza tecnica, quella di rivestire un telaio a traliccio tubolare derivato da quello delle SLR da corsa.

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Anche il motore a 6 cilindri in linea da 3 litri è destinato a fare la storia: deriva da quello utilizzato sull’ammiraglia 300, ma con in più l’iniezione diretta, usata per la prima volta su un’auto stradale, che gli permette di sprigionare 215 CV, ed è montato nel cofano leggermente ruotato per contribuire a tenere bassa la linea del cofano.

Le prestazioni sono notevoli, così come è notevole la possibilità di determinarle scegliendo il rapporto al ponte tra 5 differenti coppie coniche, altra caratteristica che l’accomuna ad un’auto da corsa. La velocità massima può quindi andare dai 220 km/h per chi sceglie la soluzione più “corta “ e reattiva, e fino a 250 km/h per chi invece privilegia l’allungo.

I punti deboli sono principalmente due, un retrotreno un po’ scorbutico malgrado il differenziale autobloccante ZF,  e un accesso all’abitacolo piuttosto complicato specie per il pubblico non giovanissimo che può permettersi di spendere i circa 30-32.000 marchi (poco meno del doppio della più tranquilla ma già esclusiva 190 SL introdotta nel ‘55) necessari ad acquistarla. A entrambi i difetti si pone rimedio nel ’57 trasformando la 300 SL in Roadster con porte convenzionali e telaio modificato e dotando il ponte posteriore a semiassi oscillanti di una molla centrale.

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Nella primavera del 1955 in Italia esordisce l’attesa Alfa Romeo Giulietta, una berlina che contrariamente alle abitudine, causa qualche ritardo nello sviluppo si è fatta precedere dalla riuscitissima Coupé Sprint. Il che non rappresenta un limite al suo successo, anzi: lunga appena 4 metri e con un peso di soli 900 kg, la Giulietta è la prima berlina compatta Alfa, spinta da un vivace 1.3 da 50 CV destinati ad aumentare nelle evoluzioni successive fino a toccare i 74 con l’ultima TI, capace di raggiungere i 155 km/h.

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La carrozzeria, pur sportiva, non tralascia gli elementi più alla moda come le cromature e le pinne posteriori, inizialmente appena accennate e poi enfatizzate sulla seconda serie del ’59. La Giulietta concretizza i sogni di molti italiani, offrendo una vettura agile e veloce ma con quattro porte, un abitacolo comodo, un bagagliaio spazioso e, ciliegina sula torta, un prezzo relativamente accessibile per chi ha negli occhi e nelle orecchie le glorie delle Alfa d’anteguerra.

Pochi mesi dopo, al Salone di Parigi del  ’55 la scena è tutta per la Citroen DS: se il suo destino è diventare un’icona, capace di apparire come un’oggetto fuori dal tempo anche molti decenni dopo, è merito di chi l’ha disegnata: l’estro di Flaminio Bertoni, artista puro prestato al mondo dell’auto e capace di concepire la forma senza preoccuparsi troppo dei vincoli tecnici, ha determinato una linea quasi aeronautica.

Anni '50: 5 auto che hanno fatto la storia 2

A farla entrare nella storia sarà però anche la genialità di alcune soluzioni tecniche sviluppate al solo scopo di posizionarla tra le vetture di prestigio, diversamente dalla 2CV, uscita nel ’48 con una missione più popolare. Il più celebre è la sospensione idropneumatica, che la rende confortevole sugli ostacoli dandole anche stabilità, tenuta di strada e la possibilità di variare l’altezza da terra. Un telaio talmente versatile da consentire l’impiego di questa vettura anche nelle competizioni tra le quali è annoverata anche una storica partecipazione al rally di Montecarlo del ’56 con vittoria di classe.

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Il suo punto debole, oltre ad un dondolio non gradito a tutti, è il motore: non perché il 1.9 a 4 cilindri dell’esordio, ereditato dalla Traction Avant, sia inadeguato, ma perché appare l’unico elemento convenzionale in una vettura innovativa sotto tutti gli aspetti, un gap causato da problemi di sviluppo del 6 cilindri boxer inizialmente previsto.

E se è vero che la 600 a partire dal ’55 ha motorizzato l’Italia, si più dire che la Fiat 500, lanciata appena due anni dopo, debba riuscire nell’intento di motorizzare gli italiani, soprattutto i più giovani. Con lei, grazie all’inventiva di Dante Giacosa, si realizza il sogno di una vetturetta “minima” a cui i dirigenti Fiat pensavano già da parecchio.

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Lunga appena tre metri, spinta da un piccolo ma inesauribile motore due cilindri da 499 cc raffreddato ad aria con 13 CV, diventerà per moltissimi italiani “la macchina”, in grado di accogliere intere famiglie con bagagli e percorrere pazientemente l’Italia intera negli esodi vacanzieri, diventando anche un’arma nella competizioni su strada e pista grazie alle elaborazioni di specialisti come Abarth e Giannini.

Anni '50: le auto che hanno fatto la storia

Eppure, subito non entusiasma: per il prezzo di 490.000 lire, l’equivalente di un anno di stipendio di un operaio tredicesima compresa, è giudicata troppo spartana, con accessori, e comandi ridotti al minimo, poco rifinita e poco potente (tocca a malapena gli 85 km/h), tanto che la casa deve prendere provvedimenti pochi mesi dopo il lancio, abbassando il prezzo, rinvigorendo il motore fino a 15 CV e proponendo una variante meglio accessoriata a cui seguiranno nel decennio successivo le popolarissime F ed L.

Negli Anni ’90, a 15 anni dall’uscita, sarà onorata da una prima erede anche se molto differente, mentre il revival vero e proprio arriverà nel 2007.

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La risposta inglese alla 500 si chiama Mini ed è frutto della matita di Alec Issigonis, un altro ingegnere capace di coniugare innovazione ed economia con un talento per l’economia.

A volere a tutti i costi un’auto piccole ma “vera” in questi anni è nientemeno che i presidente della BMC, infastidito dalla moltitudine di microcar e bubble car che popolano l’Inghilterra dopo il conflitto, e la vetturetta che arriva nel ’59, oltre ad essere a tutti gli effetti un’auto pratica e persino spaziosa, presenta anche la novità della trazione anteriore, soluzione ancora in gran parte inedita. Issigonis la adopera per ottimizzare lo spazio e semplificare la meccanica, che prevede anche un’unica coppa per motore (un 4 cilindri di 848 cc e circa 35 CV) e cambio che sono lubrificati dal medesimo olio.

Anni '50: 5 auto che hanno fatto la storia

La Mini debutta con due marchi e due nomi, venduta come Austin Seven e Morris Mini Minor, e diventa l’utilitaria preferita dalle signore inglesi. Almeno fino a che un certo John Cooper non inizierà a metterci le mani sopra, realizzando le celeberrime versioni elaborate 1.0, 1.1 e 1.3 S, quest’ultima capace di vincere ben quattro Rally di Montecarlo, uno dei quali (quello del ’66) revocato per colpa dei fari supplementari non omologati…

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La sua carriera proseguirà praticamente senza interruzioni, con il passaggio di Mini a vero e proprio brande una dinastia moderna sviluppata sotto BMW che prenderà il posto della classica all’inizio del nuovo millennio.

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Alfa Romeo Giulia GTA, supercar a quattro porte

Alfa Romeo Giulia GTA, supercar a quattro porte

A quindici anni dalla sua ultima comparsa, la sigla GTA torna a risplendere sul portellone posteriore di un modello firmato Alfa Romeo. Stiamo parlando della Giulia GTA, la versione più prestazionale della famiglia Giulia, sviluppata partendo dalla base tecnica della Giulia Quadrifoglio. I tecnici Alfa sono intervenuti su tutti gli aspetti della vettura, dal motore all’assetto, fino all’aerodinamica, con un solo obiettivo, fare della Giulia GTA, una supercar a tutti gli effetti. Ma con quattro porte.

Aerodinamica firmata Sauber

Basta uno sguardo veloce per riconoscere la nuova Alfa Romeo Giulia GTA. Rispetto alla Quadrifoglio le carreggiate sono state allargate di 50 mm e ora ad inglobare i nuovi cerchi da 20″ con monodado ci pensano dei passaruota rivisti che all’anteriore accolgono una più ampia griglia per lo sfogo dell’aria. A proposito di aria, dell’aerodinamica della Giulia GTA se n’è occupata direttamente la Sauber, che ha messo a punto uno splitter anteriore più pronunciato e in grado di aumentare il carico dell’avantreno, oltre a nuove minigonne e un rinnovato alettone posteriore.

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Cambia naturalmente anche l’assetto, che ora può fare affidamento su nuove molle, nuovi ammortizzatori e nuove boccole. Il tutto per rendere la Giulia GTA quanto più precisa e coinvolgente possibile nella guida.

La Giulia più potente di sempre

Novità, naturalmente, anche sul fronte propulsore. Il ben noto motore 2.9 V6 della Quadrifoglio, sulla Giulia GTA è stato portato fino a 540 CV, che ora sono chiamati a spingere una massa complessiva di 1.520 kg, ovvero 100 kg in meno rispetto alla Quadrifoglio.

Alfa Romeo Giulia GTA, supercar a quattro porte 5

Una cura dimagrante che porta in dote risvolti positivi non soltanto dal punto di vista della guidabilità e delle performance, con uno scatto da 0 a 100 km/h che si risolve in appena 3,6 secondi. A dare voce al V6, inoltre, ora ci pensa un nuovo sistema di scarico firmato Akrapovič.

GTAm, pensata per la pista

Per gli animi più sportivi, poi, c’è la Giulia GTAm, versione “track oriented” della Giulia GTA, dalla quale si differenzia per la presenza di un’ala posteriore di maggiori dimensioni e uno splitter anteriore più pronunciato.

Alfa Romeo Giulia GTA, supercar a quattro porte 4

La potenza non cambia, mentre negli interni scompare la panca posteriore, sostituita da un rollbar. La Giulia GTA e la Giulia GTAm verranno prodotte in totale in 500 esemplari, 250 per ciascuna versione.

Kia Stinger: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Stinger, l'ammiraglia sportiva Kia

Con la Kia Stinger, Kia è atterrata per la prima volta nel segmento delle ammiraglie premium, che da sempre sono state presidiate dalle tedesche. Si tratta di una grande berlina sportiva con il look sportivo/coupé. Il frontale largo e basso, oltre alle fiancate filanti, danno uno slancio fuori dal comune alla vettura.

Ecco la scheda tecnica della Kia Stinger:

Numero Posti Bagagliaio Alimentazioni
5 406/1114 litri Benzina/Diesel
Classe CV/kW (da) Prezzo (da)
Euro 6 200/147 51.000 €

 

INDICE
 Dimensioni
 Interni
 Esterni
 Motori
 Consumi
 Allestimenti
 Prezzi

La Kia Stinger ha la base per entrare di prepotenza nel segmento delle “automobili importanti”: le ammiraglie gran turismo di lusso.

Dimensioni
Lunghezza 4.830 mm
Larghezza 1.870 mm
Altezza 1.400 mm
Passo 2.910 mm

Kia Stinger ‘sorprende al primo appuntamento’ anche grazie ai suoi interni, funzionali, spaziosi e ricchi di ottime finiture. Il posto di guida, come del resto quello del passeggero è comodo, avvolgente, votato alla guida sportiva e dotato di 10 regolazioni elettriche, memory system e supporto lombare.

Dietro si sta comodissimi in quattro, anche se c’è spazio – seppur molto piccolo – per un quinto passeggero. Sconsigliato sedersi sui sedili posteriori se si è più alti di 1.85 m. Il vero must è però la capacità del vano porta bagagli, che è di 406 litri che diventano 1.114 litri abbattendo i sedili posteriori.

Sinuosità nelle linee esterne ed eleganza senza fronzoli nelle rifiniture interne contraddistinguono lo stile della Stinger del gruppo coreano, con muso basso e cattivo in stile ‘Tiger nose‘, reso ancora più aggressivo dalle due prese d’aria poste sul cofano motore. Si fanno notare anche le due prese d’aria nell’anteriore e nella zona bassa delle portiere, utili oltre che per l’estetica, anche per far respirare i freni. Sinuose e slanciate le fiancate, che si allungano fino al posteriore, creando un piccolo spoiler, mentre la coda è molto compatta ed illuminata con la tecnologia Led. Comode le luci alle maniglie.

La GT Line monta un motore 2.2 turbo diesel che si dimostra equilibrato e fluido, abbinato ad un cambio automatico a otto rapporti, in grado di gestire a dovere la coppia e conferire alla vettura un’ottima ripresa, fluida e senza strappi. Cinque le opzioni di guida del cambio automatico, dalla ‘Eco‘ utilizzata per risparmiare carburante alla ‘Smart‘, dalla ‘Comfort‘, adatta al traffico cittadino e caratterizzata da un’accelerazione progressiva alle modalità ‘Sport‘ e ‘Sport+‘.

Quanto ai consumi, considerate le caratteristiche dell’auto, con una guida accorta è difficile far meglio di 8 km /l (9,4 km/l il dato dichiarato).

Tutte le funzioni della vettura di punta dell’ovale rosso sono gestite tramite uno schermo touch grande (8 pollici) e comodo, con integrazione Apple CarPlay, Android Auto e Head Up display. La Stinger è equipaggiata anche da un ottimo head off display, da un cruise control adattivo, avviso di uscita involontaria dalla carreggiata, allerta angolo cieco, fari adattivi, telecamera a 360° consultabile anche durante la marcia e frenata d’emergenza assistita con riconoscimento dei pedoni. Dispositivi che, insieme ai 7 airbag, hanno fatto guadagnare alla Kia Stinger le 5 stelle EuroNCAP.

La Stinger viene proposta in Italia in soli due allestimenti:

  • GT Line per la motorizzazione diesel, che prevede la possibilità di scelta tra la trazione posteriore o quella integrale
  • GT per quella a benzina, che è disponibile solo con la trazione integrale.

Gli optional disponibili sono solo la possibilità di scelta tra oltre 19 colorazioni e tetto apribile. Anche per la Kia Stinger sono confermati i 7 anni di garanzia della Casa.

Ecco i prezzi della Kia Stinger aggiornati al 2019:

Kia Stinger Prezzo (da)
Stinger 3.3 T-GDI GT AUTO 4WD benzina 57.000
Stinger 2.2 CRDI GT LINE AUTO diesel 49.000

 

Ecco tutte le novità auto più attese del 2018

Ecco tutte le novità auto più attese del 2018 2

In termini di novità auto, il 2018 sembra presentarsi come un anno davvero florido. Molti dei più importanti brand, nazionali e non, sono in procinto di lanciare sul mercato dei modelli totalmente nuovi oppure dei semplici restyling di alcune delle loro vetture più rappresentative.

Per quanto concerne i costruttori italiani, Alfa Romeo e Fiat si preparano a rinnovare la loro gamma dei SUV, categoria che vedrà delle novità auto per il 2018 anche per BMW, con il marchio tedesco che però non si limiterà soltanto agli Sport Utility Vehicle, ma che lancerà anche altri modelli in differenti categorie. Tra gli altri brand tedeschi, Audi e Volkswagen lanceranno alcune nuove vetture, per le quali la casa dai quattro anelli sembra, ancora una volta, pronta a concentrarsi sulla tecnologia. Le novità auto del 2018 provenienti dal mercato giapponese, invece, coinvolgono sicuramente Toyota, pronta ad aggiornare alcune automobili che, seppur in modo nettamente differente, hanno contribuito alla storia, più o meno recente, della casa del Sol Levante.

Ma analizziamo allora, per singola marca, quelle novità auto per il 2018 che abbiamo finora soltanto accennato, così da capire meglio cosa si prospetta nel mercato dell’auto.

Novità Alfa Romeo 2018, ecco la Stelvio Quadrifoglio

Casa da sempre legata a filo diretto con la ricerca delle prestazioni e delle emozioni di guida, lo storico brand italiano si appresta a coinvolgere in tale logica il primo SUV dall’Alfa, la Stelvio. La novità di Alfa Romeo del 2018, pertanto, sarà la versione ad alte prestazioni del suo primo Sport Utility Vehicle, che avrà il nome di Stelvio Quadrifoglio. È proprio quest’ultimo suffisso che contraddistingue appunto i modelli più sportivi firmati Alfa. La novità di Alfa Romeo per il 2018 si distingue per il suo design sportivo e aggressivo. Le prese d’aria sono più grandi, il cofano ha degli sfoghi per agevolare il raffreddamento del motore, sotto le portiere scorrono delle minigonne e le marmitte sono ben quattro.

All’estetica si aggiunge un motore totalmente rivisto, dal suono potente, che permette delle prestazioni da vera sportiva.  Ma ecco alcuni numeri della novità auto 2018 di Alfa Romeo:

  • Motore 6 cilindri biturbo;
  • Cilindrata di 2.981 cc;
  • 510 cv di potenza;
  • 283 Km/h di velocità massima;
  • Accelerazione 0-100 Km/h in 3,8 secondi;
  • Prezzo di listino a partire da 95.000. 

Ecco tutte le novità auto più attese del 2018

Novità Fiat 2018, restyling in arrivo per la 500X

A quattro anni dalla messa in commercio, il marchio di Torino ha deciso di rinnovare il suo SUV compatto, la 500X. Più che di vera e propria novità di Fiat per il 2018, quindi, si può parlare di un restyling di quello che recentemente è stato uno dei suoi modelli di maggior successo. L’aggiornamento dovrebbe riguardare soprattutto il complesso dei fari, sia all’anteriore sia al posteriore, con questi che dovrebbero riprendere nel disegno quelli già adottati sugli altri modelli della gamma 500, oltre che utilizzare la tecnologia al LED.

Le novità di Fiat per il 2018 applicate alla 500X, poi, potrebbero riguardare anche gli interni e l’infotainment, in modo particolare con un aggiornamento del sistema multimediale. Per la Fiat 500X, introdotta sul mercato 4 anni addietro, è arrivato il momento di un primo restyling di lieve entità sotto il profilo estetico, ma aggiornamenti importanti riguardano la meccanica. Sarà presentata ad inizio di settembre a Torino e subito dopo messa in vendita.

Oltre alla 500X “model year 2019” si parla della variante crossover 500L: entrambi i modelli disporranno di una versione ibrida dopo che nel 2020 arriverà la 500 elettrificata, in due varianti, mild hybrid e full eletric. Nel 2022 Fiat presenterà il remake della 500 Giardiniera. Si attende l’annuncio del piano programmatico 2018-2022 al Capital Market Day, il 17 settembre a Maranello: si parla di una Ferrari dedicata al compianto Sergio Marchionne, una “one-off” per i collezionisti del Cavallino.

Ecco tutte le novità auto più attese del 2018 1

Novità Audi 2018: SUV e tecnologia

Sicuramente più consistenti le novità di Audi per il 2018. Il marchio tedesco, infatti, si prepara a presentare ben due modelli completamente nuovi, l’Audi E-Tron Quattro e l’Audi Q8, due SUV, quindi, ma con caratteristiche differenti. Audi il 23 agosto svelerà la PB18, prototipo di una supercar elettrica che vuole omaggiare le numerose vittorie nelle gare di durata. L’Audi in gran copia: Q3, Q8 e A3.

  • Audi E-Tron. Potrebbe essere la “vera” novità tra le auto del 2018, essendo uno Sport Utility Vehicle elettrico a trazione integrale, dotato anche di sistema di ricarica rapida, capace di raggiungere i 210 Km/h e di erogare una potenza di 370 kw. Il design della novità 2018 di Audi dovrebbe, poi, richiamare molto quello della E-Tron Quattro Concept, inserendosi così per dimensioni tra la Q5 e il Q7, e assicurando una linea alquanto futuristica. Questo modello rappresenta, quindi, il concreto impegno della casa di Ingolstandt a fornire una mobilità a emissioni zero;
  • L’Audi Q8, altra novità tra le auto del 2018 firmata dalla casa dai quattro anelli, avrà invece lo stesso pianale della Q7, ma si differenzierà da questa per le forme, che la inseriscono in quella nicchia di mercato popolata dai così detti SUV-coupè. Tale modello andrà pertanto a far concorrenza alla BMW X6 e alla Mercedes-Benz GLE Coupè.

Ecco tutte le novità auto più attese del 2018 2

Nuovi modelli e restyling: le novità BMW del 2018

Due SUV, una berlina e una spider sportiva, dovrebbe bastare questo per assegnare a BMW il titolo di brand più attivo in fatto di novità auto del 2018. La prima Mercedes che vedremo in autunno è la GLE, sarà più lunga di 8 cm (493 in totale) e avrà uno stile affinato. Poi l’AMG A 35 con un motore da 300 cv. La EQC sarà il primo suv elettrico di Mercedes, atteso nella seconda metà del 2019, 400 cv e 400 km di autonomia.

  • BMW X4. La casa di Monaco di Baviera aggiorna il suo Sport Utility Vehicle aumentandone le dimensioni: è più lungo di 8 cm rispetto alla prima edizione, il tutto a vantaggio dell’abitabilità, e ridisegnando frontale e posteriore.
  • BMW X2. È questa la reale novità di BMW per il 2018, un SUV dalla linea di una coupè, ma dalle dimensioni contenute. Il risultato è un’auto dall’aspetto dinamico e sportivo, che strizza l’occhio ai più giovani. Molte le versioni disponibili con motorizzazioni sia ad alimentazione benzina sia diesel.
  • BMW Serie 3. Subisce un leggero restyling la più piccola delle berline di Monaco, non è pertanto una vera e propria novità di BMW per il 2018, ma subisce comunque degli interventi che ne aggiornano la linea e la rendono più abitabile.
  • BMW Z4. Torna la rivale della Mercedes-Benz SLK che, seppur aggiornata nel design, mantiene gli elementi tipici della sua linea, cofano lungo, coda tronca e la configurazione a due posti secchi. Il grande cambiamento è il tetto, si passa dall’hard top alla capote in tela.

Per sfidare Range Rover e Bentley Bentayga, BMW sfoggerà poi la X7, più grande di X5 e X6. Dopo la berlina BMW Serie 3 sarà il turno della station wagon Touring. Arriverà invece nel 2019 la terza generazione della X6. Si parla anche della BMW Z4 con tetto in tela, trazione posteriore e della X5 attesa in autunno.

Pronta al debutto la nuova BMW X2

Le novità Volkswagen per il 2018: T-ROC, T-Cross e nuove motorizzazioni

Come per le altre case, anche le novità di Volkswagen previste per il 2018 sono per lo più concentrate sul segmento dei SUV, nello specifico su due modelli in particolare.

Volkswagen T-Roc. Si tratta di un SUV compatto, sviluppato attorno al concetto di sportività. L’auto è difatti ben piazzata, merito dei passaruota e dei paraurti ampi, ma con la coda filante, grazie al lunotto posteriore inclinato, che attribuisce allo stesso tempo un senso di dinamicità.

Nuova Volkswagen T-Roc 7

La prima delle due novità auto del 2018 firmate della casa di Wolfsburg è poi disponibile con motore benzina, prezzi che variano dai 22.850 € ai 27.250 €, e con propulsore diesel, con prezzi dai 30.400 € ai 34.400 €.

Volkswagen T-Cross. È parente stretta della SEAT Arona, con cui condivide il pianale, ed è di conseguenza un SUV dalle dimensioni ridotte, ponendosi difatti come entry level della gamma. Sarà probabilmente presentata ufficialmente al Salone di Ginevra di quest’anno.

Tra le novità auto del 2018 del brand tedesco si annovera anche l’inserimento della sportiva versione GTI su due dei suo modelli più “piccoli”, la up! e la Polo.

L’intramontabile Land Cruiser ma non solo: le novità Toyota nel 2018

La casa giapponese ha sviluppato la nuova versione del SUV che, oramai, è per lei un vero e proprio simbolo, la Land Cruiser, che abbiamo provato per voi su strada. La novità firmata Toyota per il 2018 è pertanto un fuoristrada duro e puro, un’auto grande, robusta e inarrestabile, che guadagna ora anche qualche centimetro di lunghezza al fine di aumentare la comodità riservata ai suoi passeggeri. Rivisitato in alcuni dettagli estetici, la Toyota Land Cruiser trova le vere innovazioni nell’elettronica che, agendo contemporaneamente su più componenti dell’auto, è ora capace di mettere a disposizioni ben 5 modalità di guida differenti. I prezzi del SUV giapponese variano a seconda della versione, 3 o 5 porte, e sono compresi tra 41.300 € e 54.300 € per la prima, e tra 55.000 € e 67.200 € per la seconda.

Le novità auto del 2018 di Toyota, però, comprendono anche il face lift della Aygo, praticamente un restyling riservato all’anteriore, alla coda e agli interni della citycar giapponese, per la quale sono però contemplati anche degli interventi al motore e all’assetto. Ma la vera esclusiva, in merito alle novità di Toyota del 2018, è la probabile presentazione al Salone di Ginevra della concept car che anticiperà la nuova Supra, la leggendaria sportiva cara agli amanti di Fast and Furious.

Tutte le altre novità auto 2018

  • In ottobre sarà in vendita la quarta generazione del fuoristrada Suzuki Jimny che ha debuttato al Salone di Tokyo.
  • Via le camuffature dalla Porsche 911 serie 992, è più muscolosa. A pochi giorni dalla presentazione del facelift della Porsche Macan sono stati portati a termine con successo i test. Per la Cayenne sarà disponibile nel prossimo anno anche il Coupè, motori a 6 e 8 cilindri, a benzina o ibridi. Test positivo sulle strade della Sardegna con Boxter e Cayman nelle versioni 718 GTS, prezzi rispettivamente di 81.500 e 79.500 euro.
  • Land Rover proporrà ad inizio del prossimo anno la prima elettrica (potrebbe chiamarsi Road Rover, prima di una gamma di auto con la…scossa).
  • Dal 2019 Seat lancerà un SUV a 7 posti, la Seat Tarraco, lungo 474 cm con motori benzina e diesel fino a 190 cv.
  • A fine anno la Hyundai i30N sarà anche Fastback.
  • Aggiornamento per la nuova Skoda Fabia, potenze da 75 a 110 cv, già in listino (da 14.720 a 19.720 euro) ma anche SW (da 15.170 a 20.520 euro).
  • L’elettrica Renault Zoe, nell’autunno del 2019 utilizzerà una inedita piattaforma. La casa francese sta preparando il suo primo modello di crossover. A Goodwood alzati i veli sulla nuova Toyota Supra (in vendita a metà del 2019). Per la DS3 Crossback, debutto in ottobre.
  • La quarta generazione della Ford Focus sembra dire “Suv? No grazie!”. Provata sulle strade della Provenza questo modello suscita interesse. Cresciuto poco fuori ma tanto dentro l’abitacolo. È lunga 4,378 m la cinque porte, mentre la SW si concede ben 108 mm in più a 4,668 m. Abitabilità migliorata, bagagliaio di 375 litri sulla berlina e 608 litri sulla SW. Motori benzina e diesel poi arriveranno le ibride. Offerta benzina da 100 e 125 cv, sul diesel da 95 fino a 150 cv, cambi manuali a 6 marce o automatico a 8 rapporti. I prezzi da 20 a oltre 34.000 euro.

Le Alfa Romeo più belle di tutti i tempi

Le Alfa Romeo più belle di tutti i tempi

Per scoprire le più amate auto d’epoca firmate Alfa Romeo, bisogna ripercorrere la lunga strada della storica azienda italiana, partendo dagli esordi datati 1910 per arrivare al 2018, quando Alfa Romeo ha lanciato il primo Suv Alfa nella sua storia, l’Alfa Romeo Stelvio. A pochi anni dalla sua fondazione − con il nome di Alfa − la casa fa debuttare nel settore delle competizioni le 40-60 HP, che nel 1913 e nel 1920 vincono la Parma-Poggio di Berceto. Nel 1914 viene poi prodotta la 40-60 HP Aerodinamica (anche nota con il nome di Siluro Ricotti), che può considerarsi la prima fra “le più belle di sempre”, per le innovative linee aerodinamiche e per la carenatura realizzata con pannelli rivettati dall’Azienda Castagna. Con un motore da 6.082 cc e una potenza di 70 cv, la Siluro Ricotti si lascia oggi ammirare al Museo di Arese. Si tratta di una pioniera, che ha anticipato l’arrivo di vetture importanti come l’Alfa Romeo 8C: una 8 cilindri realizzata su progetto di Vittorio Jano nel 1930 e prodotta fino al 1939. In quegli anni − segnati dalle vittorie conseguite nella Mille Miglia, nelle competizioni Targa Florio e nella 24 Ore di Le Mans − vengono realizzate tre versioni dell’auto. La prima, in produzione fino al 1935, monta un propulsore da 2300 cc. Nel 1933 viene rilasciato il modello da competizione 8C 2600, mentre dal 1936 al 1939 tocca all’ultima serie 8C 2900 Mille Miglia con propulsore da 2.900 cc. Appartiene a questo stesso periodo un’altra “creatura” che, per eleganza e fascino, può essere annoverata di diritto fra le più belle di sempre della casa del Biscione: si tratta della 8C 2900B Le Mans, prodotta nel 1928 per la competizione da cui prende il nome, e guidata dall’equipaggio Sommer-Biondetti. Realizzata sulla base della 8C, ha 8 cilindri in linea e un motore da 2.926 cc. La vettura viene successivamente allestita nella versione Berlinetta dalla Touring, che utilizza un telaio in acciaio rivestito di alluminio e predispone lunotto e finestrini in materia plastica. Amata dai collezionisti per l’estetica seducente, vince il Concorso Eleganza a Pebble Beach, in California, nel 2008. L’anno successivo, si impone con le sue linee sinuose anche a Villa d’Este, dove ottiene il premio “best in show”.

Alfa Romeo 8C 2900

Alfa Romeo 8C

L’Alfa 8C, in tutte le sue configurazioni, rimane ancora oggi il grande sogno di tutti gli amatori delle Alfa Romeo. Per ammirarne un’altra 8C − rivisitata in chiave moderna − bisogna attendere il modello Competizione presentato a Francoforte nel 2003: una macchina potente e bellissima − prodotta in serie limitata, con appena 500 esemplari − che monta un 8v da 450 cv. Richiama le icone degli anni Trenta disegnate da Vittorio Jano, e la dicitura “Competizione” è un riconoscimento dedicato alla 6C 2500 Competizione − auto con cui i piloti Fangio e Zanardi arrivano terzi nella Mille Miglia in 14h 02′ 05″, mantenendo una velocità media di 119 km/h. L’Alfa Romeo 8C Competizione, destinata a rimanere scolpita nella memoria collettiva, è la terza macchina che inseriamo nella rosa delle più belle del Biscione. È un’auto performante che unisce passato e presente: le linee anteriori ricalcano, in parte, l’Alfa Romeo 33 Stradale, mentre i gruppi ottici posteriori ricordano quelli della Giulia TZ. La supercar ospita un propulsore V8 da 4691 cc che sviluppa una potenza di 450 cv a 7000 giri. Sedili sportivi in pelle, guscio in carbonio, volante a tre razze e pedaliera in alluminio sono altri affascinantissimi particolari. L’auto passa da 0 a 100 km/h in 4,2 secondi e raggiunge una velocità massima di 292 km/h; la cilindrata è di 4.691 cc e il cambio a 6 rapporti è gestito attraverso i bilancieri posti dietro il volante.

Alfa Romeo 8c

Alfa Romeo Montreal

Ma accanto alle auto da corsa, l’Alfa Romeo realizza anche modelli da strada eleganti e ricercati che si presentano con il cofano lungo e l’abitacolo piccolo: basta dare loro una sola occhiata per coglierne tutta la potenza! Bella ed emozionante, ad esempio, è l’auto presentata sul finire degli anni Sessanta all’Esposizione Universale di Montreal. La casa partecipa all’evento, appunto, con il prototipo Alfa Romeo Montreal, che monta la meccanica della Giulia su una carrozzeria Bertone disegnata da Marcello Gandini. Le sue linee comunicano grinta e velocità al primo sguardo: il cofano si presenta prominente e abbassato e i fari sono nascosti dalle griglie. Il montante è provvisto di feritoie che snelliscono il design, mentre la coda è alta e corta. Il grande successo che riscuote all’Esposizione spinge i vertici del Biscione ad avviarne la produzione, montando però l’8 cilindri dell’Alfa Romeo 33 Stradale: questo comporta alcune radicali modifiche meccaniche ed estetiche. Dopo la presentazione del coupé al Salone di Ginevra nel 1970, prende il via la produzione e arrivano le nuove vetture dotate di alzacristalli elettrici e condizionatore. La cilindrata è di 2.593 cc, il cambio dispone di 5 rapporti ZF e sono presenti quattro freni a disco autoventilanti e servofreno − per l’epoca, un assetto decisamente all’avanguardia! La Montreal è una sportiva a due posti più due, che arriva a 100 km/h in 7 secondi e ha una velocità massima di 224 km/h. Nel rispetto delle norme anti-inquinamento americane degli anni Sessanta, viene dotata di un sistema di iniezione meccanica realizzato dall’Azienda Spica. La coupé Alfa Romeo Montreal presenta le seguenti dimensioni: 1.20 metri di altezza, 4.20 metri di lunghezza e 1.60 metri di larghezza. La bella plancia accoglie i comandi elettrici dei vetri, degli indicatori di direzione e del condizionatore. Lo specchietto retrovisore − unico − è posto dal lato di chi guida. Come altre “colleghe” del tempo, è dotata di starter che agevola l’avvio del motore: una volta partiti, il cambio regala performance di alta precisione. Le linee equilibrate ed eleganti la rendono la quinta auto tra quelle che possono essere considerate le più belle. Ma la produzione si ferma a soli 3.925 esemplari. La Montreal, vettura decisamente prestigiosa penalizzata dalla crisi petrolifera degli anni Settanta, è ancora oggi un capolavoro di estetica e di meccanica.

Alfa Romeo 6C 1750 GS

Tra le macchine d’epoca più emblematiche della casa, è impossibile poi dimenticare la Alfa Romeo 6C 1500 SS: appartenente alla serie Alfa 6C, fu prodotta in differenti versioni dal 1924 al 1950. Gli “alfisti” si appassionano presto a questa 6 cilindri che inizialmente sprigiona una potenza di 44 cv. In breve tempo, con il passaggio dal motore monoalbero alla testata con doppio albero a camme, si arriva all’Alfa Romeo 6C 1500 SS da 1.487 cc: vettura più spinta che permette a Giuseppe Campari di vincere la Mille Miglia nel 1928. Nel biennio che segue (1929 e 1930), il trionfo viene replicato con la 6C 1750 SS − guidata dai piloti Campari e Ramponi − e con la 6C 1750 GS − con la coppia Nuvolari-Guidotti. Negli stessi anni sono prodotte anche le configurazioni Sport e Turismo. Le cilindrate continuano ad aumentare fino ad arrivare alla 6C 2500, l’ultimo modello presentato. La Freccia Oro è una berlina a 5 posti con cambio a 4 marce, che raggiunge i 155 km/h. Elegante e ricercata, nella versione speciale 6C 2500 Super Sport (SS) si aggiudica la Coppa d’oro al Concorso Eleganza Villa d’Este nel 2011. La versione Super Sport è un coupé a due porte con cilindrata di 2.443 cc e con velocità massima di 177 km/h. La meccanica comprende un motore a 6 cilindri, la trazione posteriore e i freni a tamburo idraulici.

Giulietta Spider

Arriviamo così a un’altra auto-icona del marchio: la bella e vivace Giulietta Spider, prodotta tra il 1959 e il 1962. Disegnata da Franco Martinengo dietro commissione della carrozzeria torinese Pininfarina − e ispirata alla Lancia Aurelia Spider −, presenta linee da cabriolet e interni con finiture curate nel dettaglio; nel corso della produzione, il parabrezza panoramico viene sostituito da quello piatto. La Giulietta Spider decappottabile dispone di 65 cv, che diventano 90 nella versione Veloce: la prima serie vede un’elegante moquette ricoprire il tunnel e la leva del cambio con cuffia alla base. Il tachimetro arriva a 180 nella Spider e a 220 nella Veloce. Il motore è un 4 cilindri da 1.290 cc e la trazione è posteriore: la versione viene allestita con carburatori a doppio corpo Solex 35 mentre nella Veloce i carburatori sono gli Weber 40 DCOE3. Nel 1959 prende il via la seconda serie con il passo maggiorato (2250 mm), che impone un nuovo disegno del tetto, mentre le luci posteriori sono complete di indicatori laterali di direzione. Cambiano gli interni: il sedile è regolabile e il cambio ha un assetto più corto. Le variazioni apportate al motore permettono di raggiungere una maggiore velocità: infatti, mentre la Spider passa da 0 a 100 km/h in 14 secondi, alla Veloce ne bastano 11. Con la terza serie, datata 1961, diventano evidenti le modifiche stilistiche ai fari posteriori (più grandi) e ai parafanghi (più larghi). Gli interni presentano rivestimenti più eleganti e un differente specchietto retrovisore; cambia, inoltre, l’ubicazione del posacenere cromato, che viene ora a trovarsi sulla plancia. Dal 2010 l’Alfa Romeo 147 viene sostituita dalla nuova Alfa Romeo Giulietta, che, staccandosi dallo stile delle Alfa allora in produzione, riprende le linee della Giulietta e della Giulia degli anni Cinquanta e Sessanta.

Nel 2017 la Giulietta SS Prototipo disegnata da Franco Scaglione si è aggiudita il titolo di Best of Show al Concorso d’Eleganza Villa d’Este. Da questo prototipo furono poi prodotti poi 1.350 circa esemplari fino al 1962.

Alfa Romeo Giulietta Speciale

Giulia Alfa Romeo GTA

Le diverse versioni GTA ci hanno presentato vetture che sono rimaste nella storia dell’automobilismo, oltre che per le prestazioni, anche per la bellezza “regale” del design esterno ed interno. Le Gran Turismo Alleggerito sono diventate un mito e tutte meritano di essere ricordate. È impossibile non menzionare la Giulia Alfa Romeo GTA presentata al Salone di Amsterdam nel 1965. La vettura progettata dall’ing. Carlo Chiti − direttore di Autodelta − viene prodotta sulla base della coupé Giulia GT, che a sua volta derivava la propria meccanica da quella della Giulia. Le linee non variano, ma viene profondamente modificato l’assetto interno, da cui scompaiono le poltrone posteriori (sostituite da una seduta più piccola). Il problema di quest’auto era infatti il poco spazio disponibile per gli occupanti del sedile di dietro, che risultava inferiore a quanto richiesto dal regolamento delle competizioni europee. Al Salone dell’Automobile di Amsterdam, nel 1965, viene presentata una vettura dal peso nettamente inferiore ai 950 kg della Giulia Sprint GT: la nuova Alfa Romeo GTA ne pesa, infatti, solo 745. A questo alleggerimento hanno contribuito tanto i vetri in plexiglass quanto le lamiere in Peraluman 2 (una lega composta da alluminio, manganese e zinco, che fa perdere alla vettura ben 200 kg). I propulsori da 1.570 cc e i carburatori Weber DCOE 45, poi, la rendono ancora più scattante. Tra il 1966 e il 1972 la Giulia GTA vince i campionati europei Turismo aggiudicandosi 4 titoli Piloti e 5 Costruttori. Nel 1967 viene realizzata la versione SovraAlimentata (SA), con motore che sprigiona 220 CV a 7.500 giri/minuto e fa segnare al tachimetro una velocità massima di 230 km/h. Volendo partecipare anche a competizioni in cui è richiesta una cilindrata inferiore, nel 1968 i vertici dell’Alfa Romeo presentano la GTA 1300 Junior con motore 1.300 da 165 cv. La potenza cresce a 180 cv, grazie all’adozione della testa a sedici valvole con cui raggiunge i 180 cv a 9300 giri. La trazione è posteriore e il cambio dispone di 5 marce. Fino al 1975 vengono prodotti 447 esemplari della vettura, di cui 300 da competizione. Oltre ad aver collezionato numerosi premi, questo modello ha anche battuto diverse auto da competizione di potenza superiore − come è accaduto, per esempio, sul circuito spagnolo di Jarama con la Ford Capri. La storia di questa Alfa Romeo prosegue con l’arrivo della GTAm sviluppata da Autodelta, che utilizza la 1750 GT Veloce per realizzare le nuove 1750 e 2000 GTAm. L’iniezione diventa indiretta e la cilindrata è di 1779 cc con potenza di 210 cv: nel 1970 le auto si fregiano del titolo europeo. I successivi sviluppi vedono la GTAm con 2.000 cc e una potenza che arriva a 230 cv.

Alfa Romeo Duetto

Una delle più belle vetture di tutti i tempi rimane l’Alfa Romeo Duetto, prodotta in 4 serie dal 1966 al 1994. Realizzata sul pianale della Giulia, ma con passo accorciato, guadagna maggiore agilità: la lunghezza passa così da 4,25 a 4,12 metri. Le linee ricordano un cefalopode, poiché presentano fiancate convesse, con la parte posteriore e quella anteriore entrambe arrotondate. Nella versione Osso di Seppia, il propulsore è da 1600 cc. Ma nel 1967 esce dagli stabilimenti la versione con il motore da 1.779 cc: si tratta della 1750 Spider Veloce, cui si accompagna una versione meno potente − la 1300 Junior. La serie a Coda Tronca è realizzata tra il 1969 e il 1982: le nuove linee sono influenzate dalle moderne teorie aerodinamiche che comportano anche una modifica del parabrezza. Contagiri, contachilometri e consolle centrale richiamano le mitiche vetture sportive degli anni Settanta. La versione 1600 viene prodotta fino al 1982, e sostituita dalla terza serie dotata di spoiler, fari posteriori maggiorati e paraurti che avvolgono il muso della vettura. Il cruscotto, prima a due palpebre, diventa ad una palpebra sola e ospita tutti gli strumenti. Le motorizzazioni sono 1.600 (102 cv) e 2.000 (128 cv), e l’hard top è uno degli optional. Nel 1989 subentra la quarta serie della Alfa Romeo Duetto con interessanti novità stilistiche − come il paraurti integrato −, scompare lo spoiler e ai gruppi ottici viene data una linea più attuale. Gli interni sono beige o neri e alle tinte classiche della carrozzeria si aggiunge il giallo. In totale sono state prodotte oltre 18.000 vetture in tre versioni.

Alfa Romeo Zagato

Il campionario delle Alfa Romeo più belle comprende anche vetture come la RZ − versione roadster della SZ, costruita utilizzando il telaio della Alfa 75. Dotata di cerchi in lega e assetto ribassato, si presenta con un retro-auto alto e un muso basso e grintoso. La Zagato è una cabriolet prodotta dal 1992 al 1993 ricca di colori vibranti − come il rosso Alfa, il giallo e il nero −, che propone interni declinati nelle tinte panna, bordeaux e nero. La meccanica della vettura è composta da un propulsore da 2.959 cc e V6 a iniezione elettronica; l’accelerazione da 0 a 100 km/h copre un tempo di 7,8 secondi e la velocità massima raggiunge i 228 km orari. Con cambio a 5 marce e trazione posteriore, è stata prodotta in 278 esemplari.

Alfa Romeo Zagato

Alfa Romeo 156 Sportwagon GTA

Ed eccoci all’ultima della lista (ma non certo per importanza): la 156 Sportwagon GTA, lanciata nel 2002. Dotata di trazione anteriore, ha un motore 3.2 V6 che permette di passare in soli 6 secondi da 0 a 100 km/h, mentre la sua velocità massima arriva a 250 km/h. Si tratta di una familiare che evoca le supercar per l’efficienza dell’impianto frenante e per la precisione dello sterzo. I parafanghi maggiorati, i fendinebbia disposti verso l’esterno e i proiettori neri le conferiscono un look grintoso e “rock”. Allo stesso modo, nell’interno, il volante a tre razze, la pedaliera sportiva e i sedili da competizione ne sottolineano la matrice sportiva.