Audi A1: prezzo, dimensioni e caratteristiche

nuova Audi A1 Sportback, si amplia l'offerta

Presente sul mercato dal 2010, l’Audi A1 è giunta alla sua seconda generazione. È una vettura di segmento B premium, pensata per un utilizzo prettamente urbano. Realizzata sulla medesima piattaforma della Volkswagen Polo, con la quale condivide numerose componenti meccaniche, Audi A1 si distingue dalla sorella per la cura dei particolari, tipica della Casa dei Quattro Anelli. Audi A1 è disponibile in due versioni: sportback e citycarver, quest’ultima con un look più fuoristradistico.

Di seguito ecco la scheda tecnica dell’Audi A1:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 335/1.090 litri
 Alimentazioni Benzina
 Classe Euro 6D – Temp
 Cv/kW (da) 95/70
 Prezzo (da) 22.200 €

 

INDICE
Novità 2021
Dimensioni
Esterni
Interni
Motorizzazioni
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzo

Audi ha recentemente annunciato il lancio del Model Year 2021 della piccola A1. Poche le novità in arrivo. A livello estetico non cambierà nulla, mentre farà il suo debutto la terza generazione del sistema di infotainment Mib 3, che assicurerà un maggiore livello di connessione con gli smartphone e con la rete. Novità anche sul fronte motori. Le unità disponibili resteranno quelle attualmente a listino, ma saranno aggiornate secondo le più recenti normative antinquinamento.

L’Audi A1 è una vettura di segmento B, la lunghezza supera di poco la soglia dei 4 metri, mentre il passo di 2.563 mm consente di ospitare piuttosto comodamente anche cinque passeggeri. Buona la capienza del bagagliaio pari a 335 litri, aumentata rispetto alla precedente generazione. Nel listino della Audi A1 denominata sportback è presente anche la versione citycarver. Rispetto a sportback, questa versione si differenzia per dettagli off road specifici come l’assetto rialzato, cerchi in lega specifici e le protezioni dei passaruota ormai presenti su tutti i crossover. Le dimensioni di citycarver variano solo di pochi millimetri rispetto alla sportback.

Dimensioni
Lunghezza 4.030 mm
Larghezza 1.740 mm
Altezza 1.410 mm
Passo 2.563 mm

audi a1 usate
audi a1 usate

Il look dell’Audi A1 non passa certamente inosservato. I tratti distintivi delle vetture della Casa tedesca ci sono tutti, a partire dalla enorme calandra single frame che orna il frontale e alla cui sommità sono ora presenti tre piccole feritoie. La zona anteriore richiama il family feeling Audi con i fari, che possono essere anche a LED, affilati e che puntano verso la calandra, mentre la fiancata presenta dei giochi di pieni e vuoti che donano un bel movimento alle lamiere.

Dietro spiccano i fari a sviluppo orizzontale, mentre il portellone presenta un taglio netto sopra la zona della targa che divide in maniera decisa la parte superiore e quella inferiore della vettura. Come già detto Audi A1 è disponibile anche in versione citycarver dalla caratterizzazione estetica da SUV, soprattutto nei passaruota con protezioni in plastica, cerchi in lega specifici e rinforzi sotto i paraurti anteriori e posteriori.

Tipicamente Audi gli interni della A1. La plancia presenta un look moderno fatto di linee nette e decise. Davanti al guidatore troviamo il digital cockpit da 10,25” che può essere sostituito dal virtual cockpit. A centro plancia lo schermo per la gestione dell’infotainment disponibile in dimensione a partire da 8,8”che può arrivare fino a 10,1” nella configurazione più completa dotata di navigatore.

Abbandonate le bocchette di aerazione circolari della precedente generazione, queste sono adesso di disegno rettangolare e inserite con molta eleganza nel design complessivo della plancia.

La Audi A1 non ha una gamma motori molto ampia. Sono previsti, infatti, esclusivamente propulsori benzina disponibili in due differenti cilindrate. La prima è il 1,0 litri 3 cilindri declinato nelle potenze di 95 CV e 110 CV, mentre la seconda è il 1.5 TFSI da 150 CV. La versione citycarver ha le stesse motorizzazioni, la versione più potente da un litro di cilindrata ha 116 CV  invece di 110 CV. Dal punto di vista delle trasmissioni Audi A1 è disponibile con cambio manuale a cinque oppure sei marce e con un’automatico doppia frizione a sette rapporti.

Audi A1 è disponibile in cinque allestimenti nella versione sportback e in tre per la citycarver

  • Base: come il nome lascia intuire si tratta dell’allestimento di accesso alla gamma, ma nonostante questo offre già una discreta dotazione. (Anche per Citycarver)
  • Admired: propone una ricca dotazione anche dal punto di vista tecnologico. (Anche per Citycarver)
  • Admired Advanced: basata sulla medesima versione Admired, la Advanced aggiunge un pacchetto estetico dedicato
  • S Line: è l’allestimento pensato per i clienti più sportivi.
  • Identity Black: è basata sull’allestimento S Line, rispetto al quale aggiunge elementi come il tetto a contrasto.
  • Identity Contrast: Basato sull’allestimento Admired, è una versione dedicata alla sola Citycarver e si riconosce per i cerchi da 18 pollici e il tetto a contrasto.

Base: la versione di partenza offre di serie Climatizzatore manuale, Interfaccia Bluetooth, Radio MMI plus con MMI touch response, Cerchi in lega di alluminio a 5 razze, Panca posteriore ribaltabile e divisibile 40:20:40, Volante multifunzionale in pelle a 3 razze, Sensore pioggia/luci.

Admired: in questo allestimento troviamo di serie Climatizzatore automatico, Sistema di ausilio al parcheggio posteriore, Cerchio in lega di alluminio da 17″, 5 razze a stella, Interni in look alluminio, Vetri elettrici anteriori e posteriori, Specchietti esterni ripiegabili e regolabili elettricamente, riscaldabili, con funzione cordolo.

Admired Advanced: salendo di livello è incluso nel prezzo di partenza Audi smartphone interface, Cerchio in lega di alluminio da 17″, 5 doppie razze design S parzialmente lucidi, Cornice al singleframe in grigio alluminio opaco, Diffusore posteriore in nero titanio opaco, Griglia al singleframe in nero titanio, Listelli in alluminio alle portiere anteriori, Prese d’aria laterali anteriori in nero opaco, Profili laterali allo spoiler anteriore in nero opaco.

S Line: la versione top di gamma offre di serie Spoiler al tetto S line, Cornice al singleframe in grigio alluminio opaco, Cornice alle prese d’aria laterali anteriori in nero titanio, Diffusore posteriore in nero titanio opaco, Griglia al singleframe in nero titanio, Inserto allo spoiler anteriore in grigio titanio opaco, Listelli in alluminio alle portiere anteriori, Paraurti anteriore, appendici laterali e paraurti posteriore in colore carrozzeria e design S line, Prese d’aria laterali anteriori in nero opaco, Sospensioni sportive.

Identity Black: in più a S line edition cerchi lega 18, Look nero, tetto a contrasto

Identity Contrast: oltre Admired cerchi lega 18, Look nero, tetto a contrasto.

  • Qualità: l’attenta selezione dei materiali e l’attenzione negli assemblaggi sono un marchio di fabbrica per Audi. Anche sulla piccola A1
  • Stile: anche il design è molto ricercato e con la seconda generazione la A1 diventa più “mascolina”.
  • Versioni: la Citycarver strizza l’acchio agli amanti dei SUV. Un valore aggiunto non comune in questo segmento di mercato.

L’Audi A1 si dimostra una vettura davvero parca nei consumi. Nonostante la presenza del solo motore benzina, la tecnologia TFSI consente di ridurre la richiesta di carburante. La versione un litro da 95 CV promette percorrenze nell’ordine dei 4,8 litri per 100 chilometri e 110 grammi di CO2. I dati sono leggermente superiori per il motore da un litro con 110 CV con 4,9 litri e 112 grammi di CO2. I

dati dei consumi non raggiungono valori preoccupanti neppure per il più potente 1,5 litri da 150 CV che si accontenta di 5,0 litri per 100 chilometri con 114 grammi di CO2. Leggermente più alti i consumi e le emissioni di citycarver, dovuti ad un’aerodinamica meno favorevole. Il motore da 95 CV richiede 4,9 litri per 100 chilometri, quello da 116 CV arriva a 5,2 litri e il 150 CV a 5,3 litri.

audi a1 usate
audi a1 usate

Di seguito ecco indicato il listino prezzi dell’Audi A1 aggiornato a Novembre 2020:

Audi A1  Prezzo
A1 sportback 25 TFSI 22.200 euro
A1 sportback 30 TFSI 22.950 euro
A1 sportback 35 TFSI S tronic 27.200 euro
A1 citycarver 25 TFSI 24.300 euro
A1 citycarver 30 TFSI 25.050 euro
A1 citycarver 35 TFSI 27.450 euro

audi a1 usate
audi a1 usate

Audi Q8 TFSI e quattro, il Suv-coupé diventa plug-in

Audi Q8 TFSI e quattro, il Suv-coupé diventa plug-in

Con l’arrivo dell’ibrido plug-in la famiglia della Audi Q8 è ora ufficialmente al completo. Si chiama Q8 TFSI e quattro ed è la variante “alla spina” della Suv-coupé tedesca. Viene proposta in due livelli di potenza, mentre il powertrain ibrido permette un’autonomia in elettrico che sfiora i 50 km.

Due livelli di potenza

Ad alimentare la nuova Audi Q8 TFSI e quattro provvede il 3.0 benzina V6 turbo da 340 CV, abbinato a un motore elettrico e naturalmente alla trazione integrale, e ad una batteria da 17,8 kWh. Due le versioni disponibili. La prima ha una potenza di sistema di 381 CV, mentre la seconda arriva fino a quota 462 CV, entrambe con un picco di coppia di 600 Nm.

Audi Q8 TFSI e quattro, il Suv-coupé diventa plug-in 1

La velocità massima in modalità 100% elettrica è di 135 km/h, mentre l’autonomia è di 48 km per la versione meno potente e di 49 km per quella da 462 CV. Il consumo di carburante, invece, si attesta su un valore compreso tra 2,8 e 3,1 l/100 km per entrambe le versioni.

Nessuna modifica estetica

Tra le modalità di guida si conferma la presenza delle posizioni: Auto, Comfort, Dynamic, Efficiency, Individual, Allroad e Offroad. A queste, poi, si sommano le modalità di guida legate alla parte elettrificata ovvero Auto, Hold e Charge.

Audi Q8 TFSI e quattro, il Suv-coupé diventa plug-in 2

Nessuna differenza, invece, dal punto di vista estetico. Anche nella variante plug-in la Q8 punta su uno stile massiccio ma dai tratti dal sapore sportiveggiante. Gli interni, invece, sono un tripudio di tecnologia, con schermi dedicati non solo al quadro strumenti, ma anche all’infotainment e alle regolazioni del climatizzatore

Audi A3 Sportback plug-in, fa 67 km in elettrico

Audi A3 Sportback plug-in, fa 67 km in elettrico

Dopo la variante a metano, la famiglia della nuova Audi A3 Sportback si amplia con l’ingresso a listino della versione plug-in pensata per chi intende avvicinarsi al mondo della mobilità elettrificata in maniera progressiva, senza il classico “patema da autonomia”.

Fuori non cambia

A livello estetico la nuova Audi A3 Sportback plug-in non si discosta dalle altre varianti della media tedesca a listino. Il frontale resta dominato dalla grande calandra single frame, mentre il posteriore ha un aspetto più massiccio che in passato grazie ai passaruota più ampi rispetto alla precedente generazione.

Audi A3 Sportback plug-in, fa 67 km in elettrico 1

Le dimensioni non variano. a cambiare è la capacità del bagagliaio, che scende a 280 litri, per fare spazio alla batteria. Abbattendo gli schienali della seconda fila di sedili, comunque, la capacita cresce raggiungendo i 1.100 litri.

Potente ma parsimoniosa

Le novità più interessanti legate alla nuova Audi A3 Sportback, però, sono quelle che si nascondono sottopelle. Il powertrain della tedesca è costituito da un motore 1.4 turbo a benzina da 150 CV, abbinato a un motore elettrico da 80 kW, per una potenza di sistema di 204 CV, che assicurano prestazioni di tutto rispetto. Lo scatto da 0 a 100 km/h viene effettuato in 7″6, mentre la velocità massima è di 227 km/h.

Audi A3 Sportback plug-in, fa 67 km in elettrico 2

Ad alimentare l’unità elettrica provvede una batteria agli ioni di litio da 13 kWh, che permette alla A3 plug-in di percorrere fino a 67 km in modalità 100% elettrica. Per la ricarica viene fornito un cavo da 230 Volt, con una capacità massima di 2,9 kW che permette di fare il “pieno” di energia in quattro ore. Il consumo medio, invece, si aggira intorno a 1,4 e 1,5 l/100 km. In ultimo i prezzi, che partono da 39.200 euro.

 

Audi Q5 Sportback, anche il Suv medio diventa coupé

Audi Q5 Sportback, anche il Suv medio diventa coupé 1

A poca distanza dall’annuncio del restyling, la gamma della Audi Q5 si amplia con l’ingresso a listino dell’inedita variante Sportback. L’offerta dei Suv-coupé del costruttore dei Quattro Anelli si allarga, vedendo la Q5 affiancarsi alla più piccola Q3 Sportback e alla più grande Q8.

Cambia dietro

La maggior parte delle modifiche estetiche della nuova Audi Q5 Sportback si concentrano naturalmente nella parte posteriore. Qui il tetto ha un andamento maggiormente discendente rispetto alla versione standard, dalla quale però eredita la tecnologia Oled per i gruppi ottici. Davanti, invece, le linee sono quelle di sempre, con la scena dominata dalla grande calandra che ora cresce ulteriormente nelle dimensioni.

Audi Q5 Sportback, anche il Suv medio diventa coupé

A proposito di dimensioni, nonostante la nuova forma del tetto dentro si viaggia molto comodi e di centimetri  ce n’è in abbondanza anche per chi trova posto sulla seconda fila di sedili. Buona anche la capacità del bagagliaio, che può contare su una capienza di 510 litri in configurazione standard, che diventano 1.480 litri abbattendo gli schienali dei sedili posteriori.

Un solo motore

Al momento del debutto, la nuova Audi Q5 Sportback sarà disponibile unicamente in abbinamento al propulsore diesel 2.0 TDI da 204 CV  e 400 Nm di coppia offerto di serie con la trazione integrale quattro e il cambio automatico sette marce a doppia frizione S tronic.

Audi Q5 Sportback, anche il Suv medio diventa coupé 2

Si tratta di un’unità dotata di sistema mild-hybrid che permette alla nuova Audi Q5 Sportback di accedere ad una serie di sgravi fiscali, oltre che di contenere sensibilmente consumi ed emissioni. Più avanti la gamma si completerà con l’arrivo a gasolio più prestazionali e con le varianti benzina e plug-in.

Audi A3: arriva la g-tron a metano

Audi A3: arriva la g-tron a metano 1

A pochi mesi dal lancio delle versioni benzina e Diesel, la gamma della nuova Audi A3 si amplia con l’arrivo della variante a metano. Il connubio tra Audi e l’alimentazione a metano è di lunga data e rappresenta una scelta pressoché obbligata per chiunque cerchi un modello premium ma dai bassi costi di gestione.

Nessuna novità estetica

A livello estetico le differenze della Audi A3 g-tron con le altre versioni a listino sono praticamente nulle. Il linguaggio stilistico anche della variante a metano è quello dell’ultima serie della due volumi tedesca, fatto di linee tese e delle particolari bombature in prossimità delle ruote che enfatizzano il carattere sportivo del modello.

Audi A3: arriva la g-tron a metano

Nessuna novità nemmeno negli interni, dove si conferma la qualità tipica del brand Audi. Qualche piccola differenza spicca nel quadro strumenti, che resta sempre digitale, ma sulla g-tron ha una grafica leggermente diversa per portare all’attenzione del conducente anche i dati inerenti il consumo di metano. Le differenze invece si fanno più evidenti nel bagagliaio, che per via delle bombole del metano ha una capacità in configurazione standard limitata a 280 litri.

Fino a 445 km con un pieno

Ad alimentare la nuova Audi A3 g-tron provvede il rinnovato propulsore TSI da 1,5 litri, che ora eroga una potenza massima di 131 CV e 200 Nm di coppia. L’unità a quattro cilindri viene abbinata di serie al cambio automatico a doppia frizione e sette rapporti S tronic, unica scelta disponibile per il modello. Buone le prestazioni: per raggiungere i 100 km/h con partenza da fermo occorrono 9,7 secondi, mentre la velocità massima è di 211 km/h.

Audi A3: arriva la g-tron a metano 2

La nuova Audi A3 a metano è un modello monovalente, infatti, il serbatoio di benzina ha una capacità di soli 9 litri, mentre le tre bombole di metano assicurano una capacità di 18 kg, che permettono di percorrere fino a 445 km. Il tutto, garantendo un risparmio in termini di consumi nell’ordine del 6% rispetto alla precedente generazione del modello.

Audi A3 – Le migliori auto a metano

In attesa dell’arrivo della variante a metano anche della nuova Audi A3, la generazione uscente resta ancora a listino ed è possibile trovare qualche esemplare nuovo nelle concessionarie. Fin dal lancio la A3 G.-Tron ha rappresentato quasi una scelta obbligata per coloro che cercavano una vettura di dimensioni compatte e a metano, ma di classe premium.

Come è fatta

Disponibile nella sola variante di carrozzeria Sportback, ovvero quella a cinque porte, l’Audi A3 G-Tron assicura tutta la qualità e la ricercatezza tecnologica delle altre varianti a listino, con l’aggiunta di un powertrain che, combinando l’autonomia del serbatoio di benzina con quello delle bombole di metano, permette di percorrere fino a 1.300 km. Un dato di tutto rispetto anche per chi non vive in prossimità di un distributore di metano.  Si tratta di un modello monovalente, ovvero pensato per muoversi unicamente a metano e commutando automaticamente a benzina quando le bombole sono vuote.

Ottimo il lavoro svolto in Audi sul fronte contenimento pesi, dal momento che l’ago della bilancia con la G-Tron sale solo di 50 kg rispetto alla variante benzina. Il bagagliaio, invece, perde 100 litri di capacità di carico

LEGGI ORA: Audi A3: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Quanto costa

Come dicevamo, la A3 G-Tron non è più in produzione, ma in attesa della nuova generazione, si trovano ancora degli stock nuovi in concessionaria a prezzi di partenza intorno ai 30.000 euro. Il motore della A3 a Metano è un 1.5 sovralimentato a quattro cilindri capace di sviluppare 131 CV di potenza massima e 200 Nm di coppia, sufficienti a rendere la guida molto brillante. Sul fronte usato, si trovano molti esemplari in vendita, ma occhio al chilometraggio.

Sul sito di automobile.it si trovano diversi esemplari usati a partire da  circa 13.000 euro.

auto metano usate
auto metano usate

Audi A5 – Le migliori auto a metano

audi a5 esterni

Se si cerca una berlina di grandi dimensioni e di fascia premium alimentata a metano, l’unica proposta oggi disponibile sul mercato è rappresentata dalla Audi A5. Disponibile unicamente nella variante Sportback, la A5 a metano unisce tutta la qualità e i contenuti tipici dei modelli Audi, con tutti i vantaggi in termini economici rappresentati dal metano.

Come è fatta

L’Audi A5 è una berlina che nelle linee rimanda al mondo delle coupé. L’andamento discendente del tetto nella parte posteriore accentua il carattere sportivo del modello, anche se toglie un po’ di spazio all’interno per chi siede dietro. In generale, comunque, l’abitacolo risulta molto spazioso e anche il vano di carico, pur perdendo qualche litro di capacità rispetto alle varianti benzina o diesel, assicura comunque una capienza minima di 390 litri.

Ottimo il livello di connettività assicurato dall’ultima evoluzione del sistema di infotainment MIB di Audi. Al top, poi, la qualità, tanto dal punto di vista dei materiali scelti per i rivestimenti, quanto per la precisione e la cura degli assemblaggi.

LEGGI ORA: Audi A5: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Quanto costa

I prezzi della Audi A5 a metano nuova partono da poco più di 49.400 euro. Ad alimentare il modello provvede un motore 2 litri turbo da 170 CV e 270 Nm di coppia. Trattandosi di una vettura monovalente il serbatoio della benzina ha una capacità di soli 7 litri, mentre quello del metano di 17,3 litri. Ottime le prestazioni visto il tipo di alimentazione: lo scatto da 0 a 100 km/h viene compiuto in 8,4 secondi, mentre la velocità massima è di 224 km/h. Per chi vuole risparmiare, il mercato dell’usato è ricco di offerte.

Sul sito di automobile.it si trovano esemplari di ultima generazione con pochi chilometri sulle spalle a partire da poco meno di 40.000 euro.

auto metano usate
auto metano usate

Audi Q5: le novità del restyling 2021

Audi Q5: le novità del restyling 2021 3

A tre anni esatti dal lancio, la seconda generazione di Audi Q5 riceve il restyling di metà carriera, che la aggiorna nello stile e nei contenuti, con design e tecnologia inediti. Q5 2021 offre però novità anche sotto il cofano, con nuovi e migliorati motori e varianti ibride, per una gamma che si completerà nei mesi successivi al lancio, previsto per la fine dell’anno.

Nuova firma luminosa davanti, OLED dietro

Il frontale della Q5 2021 è stato rinfrescato aumentando ancora le dimensioni della calandra e delle prese d’aria, ma le vere novità sono nei fari: arricchiti di nuove luci diurne che modificano il disegno caratteristico. A richiesta possono essere dotati di tecnologia di illuminazione attiva Matrix Led.

Quelli posteriori portano invece nel segmento D i rivoluzionari OLED, già visti sull’ammiraglia Audi A8. Si tratta di luci dinamiche con diodi organici che permettono di personalizzare il motivo luminoso e realizzano funzioni di illuminazione automatica.

Interni, ecco il MIB di terza generazione

L’abitacolo è stato ritoccato esaltando ancora di più l’orizzontalità delle linee e alzando ancora il livello tecnologico del sistema di infotainment. Ora si basa sul sistema MIB3 e si completa con il display centrale da 12,3 pollici e a richiesta, il Virtual Cockpit  dalle grafiche selezionabili tra tre modelli e l’head-up display.

La connettività è integrata dalla funzione Car-to-X, che consente di dialogare con le infrastrutture intelligenti dove presenti, e dall’assistente vocale Amazon Alexa.

Motori, si parte con i TDI, anche mild-hybrid

La gamma Q5 2021 accoglie motori rinnovati e nuove varianti dotata di tecnologia mild-hybrid a 12 o 48V fino ad arrivare alle ibride Plug-in. Al lancio,  il listino partirà con il 2 litri turbodiesel da 204 CV, alleggerito e perfezionato, siglato 40 TDI, anche in variante mild-hybrid. Secondo la Casa può far risparmiare fino a 0,3 litri ogni 100 km grazie al motore/generatore elettrico che recupera energia  in frenata. Attivo fino a 22 km/h, può anche fa veleggiare l’auto mantenendo brevemente l’andatura con il Diesel spento da 55 fino a 160 km/h.

Audi Q5: le novità del restyling 2021 2

Successivamente al lancio saranno introdotte altre due varianti del 2.0 TDI, un 3.0 V6 TDI  mild-hybrid a 48V e due benzina 2.0 con  tecnologia ibrida plug-in siglati TFSI e. Tra le opzioni, saranno inoltre disponibili vari assetti, da quello sportivo ribassato a quello regolabile a controllo elettronico, e lo sterzo progressivo.

Anni ’80: 5 auto che hanno fatto la storia

Anni '80: 5 auto che hanno fatto la storia 10

Gli Anni ’80 sono quelli del trionfo dell’elettronica, che esiste ma non è ancora così diffusa negli oggetti di uso quotidiano. Il merito è delle missioni spaziali di 10 anni prima che hanno inaugurato il concetto di digitale ma è in questo decennio che vengono create a poca distanza strumenti come personal computer, lettore CD, telefono cellulare e anche internet.

Ci vorrà ancora un po’ perché siano davvero alla portata di tutti, ma è qui che si inizia a familiarizzare con l’idea. Stessa cosa per le auto, per cui il computer sostituisce il tavolo da disegno in fase di progettazione, ma che iniziano anche a veder spuntare qualche display qua e là.

SCOPRI 5 AUTO MEMORABILI DEGLI ANNI SETTANTA

L’altro fenomeno che qui si consolida è l’automazione della produzione, finalizzata ormai a volumi sempre più ambiziosi. In Italia si superano il milione e mezzo di auto immatricolate e se ne producono poche di meno, nel 1982 circolano poco meno di 20 milioni di vetture con una media di uno ogni 3 abitanti circa, nel ’69 erano quasi una ogni 6. E anche in questo contesto nascono modelli estremamente razionali, pronti a invadere le strade di ogni città, accanto ad altri che sono pura emozione, fatti per dominarle.

Ecco allora 5 auto che secondo noi hanno fatto la storia degli anni Ottanta.

INDICE
 Fiat panda
 Audi Quattro
 BMW Serie 3
 Fiat Uno Turbo
 Ferrari F40

La prima Auto dell’Anno del decennio è la Lancia Delta, lanciata nel ’79 e ancora ben lontana dal mostrare tutto ciò di cui sarà capace, e l’anno dopo ci manca poco che un’altra auto italiana faccia doppietta: vince la Ford Escort terza generazione, ma dietro di lei per appena una quindicina di punti si piazza una piccola Fiat che il mercato eleggerà molto presto vera reginetta: parliamo della Fiat Panda, che debutta in un momento non semplice come sostituta della 126. Con lei il modello d’accesso alla gamma Fiat cresce,  non solo dimensionalmente, e si converte alla trazione anteriore che sui modelli superiori, con la 127 e la Ritmo (erede della 128), è ormai affermata.

Anni '80: 5 auto che hanno fatto la storia 9

L’evoluzione è necessaria per contrastare alcune francesine essenziali ma spaziose come Renault 4 e Citroen LN. Lo stile è firmato Italdesign, che non si limita a disegnare una carrozzeria semplice e razionale, ma studia con cura gli interni, progettando sedili anteriori a sdraio e un divano posteriore in tela teso tra due barre metalliche come un’amaca, che grazie a un sistema di incastri possono essere abbattuti trasformando gli interni in una sorta di grande letto. La versione base 30 monta il bicilindrico 650 della 126, mentre sulla più potente 45 troviamo il 4 cilindri 900 della 127.

Nel 1983 nasce la versione 4×4, con motore 950 da 48 CV e una trasmissione inseribile fornita dall’austriaca Steyr-Puch che ne farà una delle più efficacie ed economiche fuoristrada sul mercato. Un restyling nel 1986 aggiorna la carrozzeria, gli interni e il telaio con il debutto dell’assale posteriore Omega che sostituisce (tranne sulle 4×4), quello rigido a balestre della prima ora. I motori lasciano il posto ai nuovi Fire che cresceranno fino a 1.1 e 54 CV e affiancati da un Diesel da 37 CV. Manca qualcosa? Sì: con la Elettra del 1990, la Panda sarà la prima Fiat elettrica ad essere costruita in (piccola) serie.

Il 1980 è anche l’anno in cui Audi fa il salto di qualità che la porterà a diventare un marchio premium dall’immagine fortemente innovativa: un risultato perseguito con grande volontà e che ha la chiave della svolta nella coupé quattro, presentata a Ginevra proprio quell’anno. L’obiettivo è sviluppare la trazione integrale, a cui la Casa si è avvicinata progettando un veicolo fuoristrada dal quale alcuni tecnici lungimiranti hanno intuito il potenziale che le quattro ruote motrici hanno in termini di sicurezza e prestazioni anche per le vetture stradali.

I tecnici sviluppano quindi un powertrain ad alte prestazioni pensato per l’impiego sportivo formato da un 5 cilindri turbo da 2,2 litri della Audi 100 portato grazie all’aggiunta dell’intercooler da 170 a 200 CV, e da una sofisticata trazione con tre differenziali (centrale e posteriore bloccabili) che nel tempo sarà raffinata.

Anni '80: 5 auto che hanno fatto la storia

Lo montano su una speciale variante della Audi 80 Coupé, che viene ribattezzata semplicemente “Quattro”. Non è solo un’auto veloce, è l’arma che permette ad Audi di conquistare quel grande palcoscenico che è il Campionato del Mondo Rally, iniziando a vincere gare dall’81 e conquistando nel giro di pochi anni tre titoli costruttori e due piloti, ma soprattutto costringendo tutti i rivali a seguire l’esempio.

Le Audi a trazione integrale corrono anche in pista praticamente in ogni specialità ma soprattutto la trazione quattro inizia a diffondersi nella produzione di serie, arrivando alla soglia del ventunesimo secolo a coprire oltre la metà dell’intera gamma dei Quattro Anelli.

Anni '80: 5 auto che hanno fatto la storia 2

Audi non è l’unica Casa tedesca che cerca un posto al sole: anche BMW punta a guadagnare fette di mercato e il consenso del pubblico anche nel settore delle berline medie che sembrano essere l’ossessione dei costruttori premium. Proprio nell’82 Mercedes lancia la 190, vettura che oltre alla taglia più snella è anche la prima berlina sportiva.

BMW è in quel segmento già dagli Anni ’70, con la prima Serie 3 E23, che ha ripreso il testimone dalle valide berline della Serie 02 ma ancora migliorabile sotto l’aspetto dello spazio e del comportamento. A risolvere la situazione arriva la nuova Serie 3 (generazione E30), più moderna nel look ma soprattutto più raffinata nel telaio e più comoda.

Anni '80: 5 auto che hanno fatto la storia 3

Ottima interprete del momento, è la prima a tenere a battesimo la variante sportiva M3 (con un 4 cilindri da 2,3 litri e 200 CV a cui seguiranno in futuro eredi a 6 e 8 cilindri), ma soprattutto allarga l’offerta di carrozzerie aggiungendo alla due porte quella a quattro e anche la prima station wagon  Touring, nata per iniziativa di un carrozziere e poi adottata dalla Casa, probabilmente senza immaginare che di lì a una trentina d’anni le familiari sarebbero arrivate a rappresentare oltre il 60% delle vendite della Serie 3 su molti mercati mondiali…

E non è tutto: con le 325i, 325Xi e 324d e td debuttano in questa classe di modelli BMW i motori a sei cilindri, il Diesel e la trazione integrale, tutte novità destinate ad avere un futuro importante a Monaco di Baviera.

Anni '80: 5 auto che hanno fatto la storia 6

Appena due anni e si torna in Casa Fiat: è ora di regalare una variante sportiva alla Fiat Uno, arrivata nell’83 a sostituire la 127 e gradita, ancora una volta grazie alla matita di Giugiaro e della sua Italdesign ad un pubblico eterogeneo che va dalle famiglie ai giovani. Stavolta non si limita a qualche cavallo in più ma punta in alto: sono gli anni delle piccole tutto pepe che dividono il pubblico: da una parte la Renault 5 GT Turbo, dall’altra la già iconica Golf GTI e Peugeot 205 GTI, che puntano invece su aspirati da 1,6 a 1,8 litri.

Anni '80: 5 auto che hanno fatto la storia 12

Fiat opta per la prima soluzione e appronta un 1.3 con turbocompressore IHI  e per la prima volta, iniezione elettronica. La potenza è da record, perché mai prima d’ora una vettura Fiat di questa classe ha raggiunto i 100 CV, addirittura 105 nella versione non catalizzata che raggiunge la velocità di 200 km/h e ferma il cronometro a 8,3 secondi nello 0-100.

Siamo solo all’inizio: la Uno Turbo i.e. costa 14,5 milioni di lire ed ha un abbigliamento non troppo esasperato, ma ha quei pochi tocchi che la rendono riconoscibile, iniziando dallo spoiler posteriore e dai cerchi in lega leggera da 13”, a cui si aggiungeranno con il listino dell’88 i fendinebbia, incastonati nei paraurti rifiniti con una riga rossa (la Golf ha fatto scuola) e l’Antiskid, primo sistema antipattinamento antenato dei futuri ASR ma gravato da qualche difetto di gioventù, tanto che  non di rado viene disinstallato.

Con la seconda serie dell’89 il motore passa a 1,4 litri, riceve un nuovo turbo Garrett e cresce in potenza fino a 116 CV per uno 0-100 da 7”7. Il motore turbo si rivedrà sulla Punto GT, ma come si sul dire, è un’altra storia.

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Abbiamo detto che negli Anni ’80 prestazioni fa rima con turbo e la dimostrazione la offre il costruttore di auto sportive per eccellenza, Ferrari, con la Ferrari F40. La Casa del Cavallino, che non si è mai fatta lusingare dai motori sovralimentati, in questo decennio li sperimenta in Formula 1 poi su strada, dapprima per ridare u po’ di verve alla 208 (’82) e poi nell’84 per creare la sua prima vera supercar, la 288 GTO, un capolavoro in 272 esemplari con motore V8 biturbo da 400 CV, seguita da 5 vetture sperimentali da competizione chiamate 288 GTO Evoluzione.

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Proprio da questa esperienza, nel 1987, prende vita la F40, che arriva  a celebrare appunto i quarant’anni del marchio, (il nome è suggerito dal giornalista Gino Rancati) e rappresenta anche l’addio del patron Enzo, che si spegnerà l’anno dopo. Rispetto alla GTO, la F40 non è un modello in edizione limitata, o meglio, dovrebbe esserlo ma i 400 esemplari pianificati diventano presto 1.000 e poi, con l’omologazione per gli Usa, si prosegue fino a superare i 1.300. Il suo V8 biturbo da 3 litri, con quattro alberi a camme, 48V e due iniettori per ogni cilindro (considerando che l’iniezione è comunque indiretta) scarica sulle ruote posteriori 475 CV e la spinge a 326 km/h mentre lo 0-100 si liquida in 4,1 secondi.

Spartana, quasi un’auto da corsa prestata alla strada, e con potenza brutale senza alcun filtro (niente Abs né servosterzo), costa poco meno di 400 milioni di lire anche se prima ancora che esca di produzione passa già di mano per cifre fino a 5 volte superiori. Dopo di lei si tornerà agli aspirati, ma a 12 cilindri.

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Sistema di infotainment auto: cos’è e qual è il migliore

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Se una volta nell’acquisto di un’auto si guardava alle prestazioni, allo spazio o all’aspetto esteriore, oggi, sempre di più, si prende in considerazione anche il pacchetto di tecnologia che offre. I sistemi di infotainment, così, stanno assumendo un ruolo primario anche nella scelta della vettura. E l’impegno delle Case nello sviluppo di apparecchi sempre più moderni e ricchi lo dimostra chiaramente.

Se fino a qualche anno fa, l’aggiornamento delle funzioni dei sistemi di infotainment, come la navigazione, poteva essere effettuato portando la vettura nel centro d’assistenza ufficiale della Casa automobilistica, oggi, alcuni brand offrono gli aggiornamenti OTA (Over-the-Air) che permettono di aggiornare da remoto tutte le centraline all’interno della vettura (dalla navigazione al powertrain passando per le centraline che gestiscono le sospensioni adattive).

INDICE
 Infotainment auto: cos’è?
 Sistemi di infotainment Apple e Android
 Come funziona Android Auto?
 App compatibili Apple CarPlay
 Meglio Android Auto o Apple CarPlay? Le differenze
 Infotainment: sistemi nativi preinstallati

Quando parliamo di infotainment auto, intendiamo la possibilità di comandare comodamente dall’abitacolo della propria vettura tutti quei sistemi come il navigatore satellitare, la radio, i dispositivi per la riproduzione di DVD e anche il proprio smartphone tramite comandi semplici e intuitivi. Con i sistemi di infotainment è quindi possibile svolgere una molteplicità di operazioni senza distrarsi dalla guida.

Grazie ai comandi vocali si possono inviare messaggi o mail, ricevere ed effettuare telefonate evitando di incorrere in infrazioni al Codice della Strada. Oltre a queste operazioni, effettuabili grazie alla connessione internet del sistema infotainment, è anche possibile tenere sotto controllo lo stato della propria auto per quel che riguarda, ad esempio, la pressione delle gomme.

Ma quali sono le tecnologie che rendono possibile effettuare questa molteplicità di operazioni? Esistono diverse opzioni possibili, da quelle preinstallate nelle auto di ultima generazione – i sistemi nativi di infotainment – ai sistemi Apple CarPlay e Android Auto.

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La corsa alla dotazione dei sistemi di infotainment ha spinto anche produttori fuori dal mondo automotive, come Apple e Android, ad investire in questo mercato. I due principali produttori di sistemi operativi per smartphone hanno sfruttato le loro conoscenze per rendere i propri device sempre connessi con le vetture.

La Casa della mela ha sviluppato il sistema denominato Apple CarPlay, mentre Android Auto è quello sviluppato dalla società concorrente. Una volta connesso il proprio smartphone con uno dei due sistemi è possibile visualizzare sul monitor dell’infotainment della propria auto la maggior parte delle app installate nel telefono.

Vengono quindi visualizzate le icone per le chiamate, per i sistemi di messaggistica, per la musica, Google Maps, quelle riservate al navigatore satellitare, Spotify o Waze – nel caso in cui queste ultime siano presenti sul proprio smartphone.

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Capire come funziona Android Auto è decisamente semplice. Il possessore di un telefono con sistema operativo Android può connettere il proprio smartphone all’infotainment della propria vettura grazie alla tecnologia realizzata da Google nel 2015. Questa consente di comunicare tramite comandi vocali, effettuare e ricevere chiamate, inviare e ricevere messaggi e anche navigare con Google Maps.

Per poter fare tutto ciò è necessario avere un telefono Android 5.0 o successivo, un cavo USB e il sistema Android Auto installato nel proprio infotainment. Basta poi scaricare l’app Android Auto da Google Play e collegare lo smartphone al sistema infotainment con il cavo USB per effettuare la prima configurazione, e successivamente utilizzare al massimo tutte le app disponibili.

Per i possessori di iPhone è possibile far dialogare il proprio smartphone con l’infotainment dell’auto tramite CarPlay. Per poter utilizzare CarPlay è necessario avere un iPhone con il sistema operativo iOS 7.1 o successivi. Bisogna poi connettere lo smartphone all’infotainment tramite cavo USB o wireless e iniziare la prima configurazione del sistema. Effettuata questa operazione apparirà l’assistente vocale iPhone, Siri, sullo schermo centrale, dove sarà proiettata la schermata del telefono. Anche in questo caso, così come per Android Auto, è possibile chiamare e ricevere telefonate, inviare e ricevere messaggi, utilizzare le funzioni di navigazione e ascoltare musica tramite iTunes.

La domanda tra quale dei due sistemi sia il migliore divide da sempre i sostenitori delle due aziende. Android Auto ha tra le proprie peculiarità quella di una connessione dello smartphone al sistema di infotainment molto veloce e intuitiva. Basta infatti collegare il telefono alla vettura con il cavetto USB e in pochi secondi la schermata home dello smartphone viene riprodotta sullo schermo dell’infotainment.

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Identica procedura e facilità di connessione è quella prevista per il sistema Apple CarPlay, ma sfruttando questo sistema si ha un vantaggio in più: poter godere di icone delle app di dimensioni maggiori, e quindi più facilmente leggibili rispetto a quelle di Android Auto.

Per uscire da Apple CarPlay o da Android Auto e tornare alla schermata del sistema di infotainment prodotto dalla casa automobilistica è sufficiente cliccare sull’icona con il logo del costruttore. L’unica differenza è che per Android Auto, sotto all’icona del logo, è presente la scritta “esci”, mentre Apple CarPlay riporta il nome della casa costruttrice.

Se si è in procinto di cambiare vettura e si vuole sapere se questa sarà dotata di connettività Apple CarPlay o Android Auto, è sufficiente visitare i siti web delle due compagnie e consultare l’elenco di vetture omologate per questa connessione.

A questo punto sorge spontanea una domanda: “Qual è il sistema migliore tra Apple CarPlay e Android Auto?”. La risposta è del tutto soggettiva: la motivazione che può far propendere per l’uno piuttosto che per l’altro sistema è la stessa che avrà spinto ad acquistare uno smartphone dotato di sistema operativo Android piuttosto che per uno con iOS.

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Le vetture più moderne sono dotate di sistemi di infotainment preinstallati tramite i quali gestire numerose funzioni come radio, navigatore e climatizzatore. L’evoluzione di questi sistemi è stata decisamente rapida e, se all’inizio erano presenti tasti fisici per comandare l’infotainment di bordo, adesso questi sono spariti per far spazio ai comandi gestuali, vocali e al touch screen.

Gli schermi dei sistemi di infotainment moderni presentano dimensioni decisamente maggiori rispetto al passato e grafiche molto più dettagliate. Le informazioni consultabili tramite questi sistemi, inoltre, sono aumentante notevolmente e adesso è possibile avere notizie in tempo reale sia sul traffico che sul meteo.

 1. Sistema di infotainment Tesla IVI

A svettare in cima è il sistema di infotainment di una vettura che ha fatto dell’innovazione il proprio cavallo di battaglia, la Tesla. Il sistema IVI della Tesla ha ottenuto l’86% di pareri favorevoli da parte dei proprietari della vettura americana. L’enorme monitor touch screen da 15 pollici presente a centro plancia è il vero e proprio centro di comando della berlina.

Sono assenti del tutto i tasti fisici, cosa che potrebbe disorientare in un primo momento, ma la loro mancanza è sopperita da un sistema di comandi vocali davvero ben realizzato e da un ottimo feedback del touchscreen.

Tesla Model 3 interni

2. Sistema di infotainment BMW iDrive

La seconda posizione della classifica vede la presenza dell’iDrive della BMW. L’infotainment delle vetture tedesche ha ricevuto l’80% dei consensi e di recente è stato aggiornato alla versione 7.0. Il nuovo sistema è utilizzabile tramite comandi vocali e grazie alla presenza del BMW Intelligent Personal Assistant la vettura è in grado di riconoscere automaticamente le preferenze del guidatore relative a impostazioni di guida, luci interne, temperatura dell’aria e tragitti maggiormente frequentati.

L’X5 e l’X7 del 2019 introducono una nuova versione di Drive (chiamata versione 7.0) con uno schermo touchscreen da 12,3 pollici e un quadro strumenti di uguali dimensioni. La Serie 3 2019, la Serie 8 2019 e la 24 2019 hanno iDrive 7.0 anche se con uno schermo da 10,25 pollici. BMW sta inoltre introducendo una nuova funzionalità simile ad Alexa chiamata Intelligent Personal Assistant. Disponibile nelle serie 3 e 8, oltre a Z4 e X7, la tecnologia di riconoscimento vocale è in grado di soddisfare molte richieste effettuate dai passeggeri. La Casa dell’Elica ha anche implementato gli aggiornamenti OTA da remoto per tutte le centraline presenti nella vettura.

BMW Serie 3 Touring: dal 2020 anche ibrida plug-in

3. Sistema di infotainment Genesis Display

Il terzo posto nella classifica è occupato dal Genesis Display, sistema di infotainment adottato dalle vetture del gruppo Genesis in Italia presente con Hyundai che ha soddisfatto il 77% dei possessori. La versione top di gamma presenta un sistema di navigazione con schermo touch da 8 pollici che integra tutte le funzioni di navigazione e infotainment, inclusi Apple CarPlay e Android Auto. Tramite il sistema di infotainment è possibile accedere alle opzioni LIVE Services: alle informazioni aggiornate in tempo reale su meteo, traffico, autovelox e ricerche online per luoghi d’interesse e parcheggi disponibili.

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4. Sistema infotainment Sync3 Ford

Alla quarta posizione della classifica Consumer Reports è presente il sistema Sync3 di Ford, che controlla tutte le modalità relative all’intrattenimento oltre al navigatore. L’infotainment auto è comandato da un monitor touchscreen da 8 pollici ad alta risoluzione e capacitivo con funzione pinch & swipe. È possibile comandare il proprio smartphone sia attraverso il controllo vocale delle app del catalogo AppLink, sia grazie al supporto per i sistemi Apple CarPlay e AndroidAuto, con i quali si può telefonare, navigare online, inviare e ricevere messaggi, ascoltare musica e ottenere indicazioni stradali in base al traffico.

ford ka interni

5. Sistema di infotainment Fiat UConnect

Al quinto posto della classifica spicca il sistema di infotainment di Casa Fiat chiamato UConnect. La quarta generazione è stata apprezzata dal 72% dei proprietari che hanno elogiato sia la facilità di utilizzo tramite tasti fisici, che la comodità di accedere alle funzioni principali, quali audio e ventilazione, senza particolari complessità. La versione top di gamma dell’infotainment UConnect presenta uno schermo da 8’’ con grafica rinnovata, comandi multi touch e possibilità di connettere il proprio smartphone sia tramite Android Auto che Apple CarPlay.

Fiat 500X interni

6. Sistema di infotainment Alfa Connect

Il restyling MY2020 di Giulia e Stelvio ha portato con sé importanti aggiornamenti a livello di infotainment. I display da 6,5 e 8 pollici, gestibili solamente tramite un controller rotativo sulla console centrale, offrono adesso la compatibilità con le funzioni Apple CarPlay e Android Auto, mentre la navigazione rimane optional su entrambi i sistemi.

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7. Sistema infotainment Audi MMI Touch Response

La maggior parte dei modelli meno recenti della Casa dei Quattro Anelli utilizza un sistema di infotainment chiamato MMI, che presenta una manopola con pulsanti di scelta rapida necessaria per accedere a tutte le informazioni sul display. I nuovi modelli proposti da Audi, soprattutto negli allestimenti più costosi, consentono anche ai conducenti di interagire con il sistema di infotainment tramite Virtual Cockpit, un quadro strumenti digitale da 12,3 pollici che si può gestire dai comandi sul volante.

Questa nuova tecnologia permette al guidatore di tenere sotto controllo molte informazioni, dalla navigazione ai dati sulla guida, senza distogliere lo sguardo dalla strada in uno schermo con grafica nitida e luminosa. Questa soluzione è stata adottata di serie in vetture sportive incentrate sul guidatore, come la TT e la R8, che non hanno uno schermo centrale nella plancia centrale ma forniscono tutte le informazioni tramite il cruscotto digitale.

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A6, A7, A8, Q3 ed e-tron sono solo alcuni dei modelli che utilizzano il sistema di infotainment MMI Touch Response, con feedback tattile sui due schermi nella plancia centrale. Il display principale è 10,1 pollici e viene utilizzato per la navigazione, il sistema multimediale e i supporti di Apple CarPlay e Android Auto mentre quello inferiore da 8,6 pollici serve per controllare il clima e inserire informazioni come gli indirizzi di navigazione. A disposizione dei clienti Audi anche la possibilità di collegare il sistema di infotainment della propria vettura con l’account Amazon per sfruttare le funzionalità di Alexa.

8. Sistema infotainment Mercedes MBUX

I modelli della Casa di Stoccarda vengono equipaggiati con il nuovo sistema di infotainment chiamato MBUX. A seconda del modello in cui è implementato, questo sistema viene dotato di schermi touchscreen di dimensioni differenti dai 7 ai 12,3 pollici e supporta le funzioni Apple CarPlay e Android Auto. A questo si aggiungono comandi vocali per attivare il servizio “Hey, Mercedes” che riesce a soddisfare le richieste dell’utente.

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