Bollo auto Campania 2023: tutto quello che c’è da sapere

La materia del bollo auto non è regolata in modo univoco sull’intero territorio perché questo è un tributo regionale e, per questa ragione, è regolamentato delle singole amministrazioni regionali. In questa breve guida spieghiamo tutti i dettagli e le esenzioni previste per il bollo auto 2023 in Campania. 

BOLLO AUTO 2022: SCARICA LA GUIDA

INDICE
Calcolo bollo auto
Pagamento bollo auto
Domiciliazione bollo auto
Verifica bollo auto
Scadenza bollo auto
Esenzione bollo auto

Gli automobilisti residenti in Campania hanno la possibilità di conoscere in anticipo quanto dovranno versare per l’importo complessivo del bollo auto. Si potrà consultare sia il servizio messo a disposizione della Regione Campania in collaborazione con ACIsia il documento PDF con le tariffe in vigore dal 1° gennaio 2023 disponibile sul sito della Regione e che riportiamo di seguito: 

Classe di emissioni Costo entro 100 kW Costo oltre 100 kW
Euro 0 3,63 €/kW 5,45 € per ogni kW extra
Euro 1 3,51 €/kW 5,27 € per ogni kW extra
Euro 2 3,39 €/kW 5,08 € per ogni kW extra
Euro 3 3,27 €/kW 4,91 € per ogni kW extra
Euro 4-5-6 3,12 €/kW 4,69 € per ogni kW extra

Anche la Regione Campania, così come molte altre regioni italiane, consente ai cittadini residenti numerose modalità di pagamento del bollo auto

  • Il servizio online della piattaforma PagoPa
  • La domiciliazione banciaria
  • le Delegazioni ACI con un costo dell’operazione pari a €2,37
  • le Agenzie Sermetra
  • le altre Agenzie di pratiche auto presenti sul territorio
  • gli Uffici Postali, mediante pagamento online allo sportello (per conoscere ulteriori modalità di pagamento presso Poste Italiane, cerchi su internet “poste italiane bollo auto” e continui la navigazione secondo le informazioni che compaiono a video)
  • Internet Banking e Sportelli Bancomat (ATM) delle Banche che erogano il servizio
  • ACI Bollonet, servizio online disponibile sul sito ACI
  • Le Tabaccherie autorizzate
  • Il sito Telepass
  • app IO

Una grande agevolazione per il pagamento bollo auto Campania è quella della domiciliazione bancaria, ovvero il sistema di addebito diretto sul proprio conto ogni volta che si deve pagarr la rata. Usufruendo di questo sistema si potrà godere della riduzione dell’importo complessivo del 10% per ciascun periodo d’imposta e si eviterà di incorrere nelle sanzioni previste per ritardato pagamento. Per attivare la domiciliazione bancaria è sufficiente compilare l’apposito modulo, che si può scaricare qui, e mandarlo all’indirizzo domiciliazione.tassaauto@regione.campania.it. 

A differenza della Regione Lombardia, la Regione Campania non prevede ancora una sezione specifico sul proprio portale dove è possibile consultare l’avvenuto versamento del bollo auto. I residenti dovranno quindi utilizzare i servizi messi a disposizione dell’Automobile Club Italia. 

Il pagamento del primo bollo auto regione Campania deve essere effettuato entro l’ultimo giorno del mese di immatricolazione. Tuttavia se questa è avvenuta negli ultimi dieci giorni del mese si può pagare anche nel corso del mese successivo a quello di immatricolazione. Il pagamento è dovuto a decorrere dal mese in cui avviene l’immatricolazione conteggiando per intero la prima mensilità anche se l’immatricolazione è avvenuta nell’ultimo giorno del mese. I bolli delle annualità successive devono essere corrisposti entro il mese successivo alla scadenza. Per non dimenticarsi di pagare il bollo e rischiare di incorrere in sanzioni, ci si può iscrivere gratuitamente al servizio Ricorda la Scadenza messo a disposizione da ACI, che avvisa quando i termini di pagamenti stanno per scadere, oppure ricorrere alla domiciliazione bancaria.

La Regione Campania prevede diverse esenzioni dal pagamento della tassa automobilistica in alcuni casi specifici:

  • Veicoli di portatori di handicap, con con limitazione di cilindrata: fino a 2000 cc per i veicoli a benzina, benzina/GPL, benzina/metano, benzina/idrogeno e ibridi benzina/elettrico; fino a 2800 cc per i veicoli diesel, diesel/GPL, diesel/idrogeno e ibridi gasolio/elettrico; fino a 150 kW per i veicoli elettrici.
  • Veicoli ultratrentennali non circolanti. Nel caso di veicoli ultratrenntennali circolanti (ma non adibiti ad uso professionale) la tassa è calcolata su base forfettaria annuale: 31,24 euro per gli autoveicoli; 12,50 euro per i motoveicoli.
  • Gli autoveicoli e i motoveicoli, di età compresa tra 20 e 29 anni con Certificato di Rilevanza Storico-collezionistico usufruiscono di una riduzione del 50% sull’importo del bollo.
  • I veicoli elettrici godono dell’esenzione dal pagamento del bollo auto per 5 anni, a decorrere dalla data di prima immatricolazione. Dopodiché per gli autoveicoli elettrici occorre corrispondere una tassa pari a 1/4 dell’importo previsto per i corrispondenti veicoli a benzina, così come per quelli ad alimentazione monovalente a GPL o metano. Per motocicli ed i ciclomotori elettrici, dopo la scadenza dei 5 anni di esenzione la tassa automobilistica deve essere corrisposta per intero.
  • I veicoli con motorizzazione ibrida elettrica o idrogeno sono esentati dal pagamento del bollo per 3 anni a decorrere dalla data di prima immatricolazione.

Inoltre, nell’ambito degli ecoincentivi regionali, i veicoli acquistati in sostituzione di autovetture di categoria da euro 0 a euro 4 avviate sono esentate dal pagamento della tassa automobilistica per un periodo di: 

  • sette anni in caso di alimentazione esclusivamente elettrica (fino a 150 kW di potenza)
  • cinque anni in caso di alimentazione ibrida-elettrica (fino a 2000 cc benzina/elettrica, fino a 2800 cc gasolio/elettrica)
  • tre anni in caso di alimentazione ibrida metano (fino a 200 cc)
Al termine del periodo di esenzione le auto elettriche saranno tenute al pagamento di un importo pari ad un quarto di quanto dovuto per un’auto a benzina di pari cilindrata, mentre per le auto ibride l’importo si ridurrà della metà.

Bollo auto Regione per Regione

Diversamente è regolamentato il settore delle auto ibride. La Regione Campania ha infatti previsto, a decorrere dall’anno 2014, che i proprietari di veicoli con alimentazione ibrida benzina-elettrica o con alimentazione benzina-idrogeno, immatricolati per la prima volta siano esentati dal pagamento del bollo auto per il primo periodo fisso e per le due annualità successive. 

Cose da sapere

Come pagare il bollo auto Campania?

È possibile pagare la tassa automobilistica tramite i servizi online messi a disposizione dall’ACI, gli uffici postali e le tabaccherie. Inoltre, per i residenti della regione Campania è disponibile l’addebito su conto corrente.

Come calcolare il bollo auto Campania?

Il bollo auto può essere calcolato tramite l’apposita sezione presente sul sito dell’ACI o tramite il documento PDF messo a disposizione anche sul sito della regione Campania che mostra le tariffe in vigore dal 1° gennaio 2023.

A chi rivolgersi per domande sul bollo auto Campania?

Per qualsiasi informazioni e assistenza sulla tassa automobilistica, gli utenti possono telefonare al numero dell’ACI 081.007.0860 attivo dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00 o rivolgersi agli uffici ACI sparsi sul territorio.

Bollo auto Toscana 2023: calcolo, pagamento, verifica

Come risparmiare sull'assicurazione auto

Come nelle altre regioni italiane, anche in Toscana il pagamento del bollo auto è previsto per i proprietari dei veicoli iscritti al Pubblico Registro amministrativo (PRA), per gli usufruttuari o per gli utilizzatori a titolo di locazione finanziari.

Anche in Toscana, inoltre, sono previste agevolazioni o esenzioni per particolari categorie di veicoli o di utilizzatori. Abbiamo quindi raccolto tutte le principali informazioni riguardo il bollo auto 2023 nella regione in questa pratica guida. Ecco tutto ciò che c’è da sapere.

INDICE
Calcolo bollo auto 
Pagamento bollo auto 
Verifica pagamento bollo auto 
Scadenza bollo auto 
Esenzione bollo auto 

Per il calcolo del bollo auto è possibile sfruttare il servizio offerto sul sito dell’Automobile Club Italia, inserendo il tipo di veicolo, la Regione di residenza dell’intestatario e la targa del veicolo. Oltre a questo, nella sezione del sito ACI dedicata alla Regione Toscana, si può trovare il tariffario della tassa automobilistica in PDF che riporta i costi in vigore dal 1° gennaio 2023. Inoltre, ricordiamo che  le vetture con potenza superiore a 100 kW (136 CV) sono soggette al superbollo.

Classe di emissioni Costo entro 100 kW Costo oltre 100 kW
Euro 0 3,47 €/kW 5,45 € per ogni kW extra
Euro 1 3,35 €/kW 5,37 € per ogni kW extra
Euro 2 3,23 €/kW 5,08 € per ogni kW extra
Euro 3 3,12 €/kW 4,91 € per ogni kW extra
Euro 4-5-6 2,71 €/kW 4,26 € per ogni kW extra

Per pagare il bollo, i residenti in Toscana possono contare su diverse modalità. Come in molte altre regioni, il versamento della tassa automobilistica può essere effettuato presso le delegazioni ACI, presso le tabaccherie e le Agenzie di pratiche auto autorizzate (Isaco, PTAvant, Stanet, Agenzia Italia Net Service), presso gli sportelli ATM abilitati e presso gli Uffici postali. Si può pagare anche nei punti vendita SISAL, Lottomatica e Banca 5. In alternativa è possibile ricorrere a forme di pagamento online.

Pagamento bollo auto online Toscana

Anche nel caso in cui si scelga di pagare il bollo online si hanno varie opzioni, che si appoggiano tutte sul sistema di pagamenti verso la pubblica amministrazione PagoPa. Innanzitutto, in Toscana è possibile pagare la tassa tramite la piattaforma regionale dei pagamenti IRIS inserendo il Codice Fiscale dell’intestatario del veicolo, il numero della targa e il tipo di veicolo. In alternativa, il bollo auto può essere pagato online tramite il servizio pagoBollo di ACI, utilizzando le app Satispay e IO oppure grazie ai  servizi di home banking degli istituti di credito che aderiscono all’iniziativa PSP.

Guida al calcolo del bollo auto: come sapere quanto pagare 1

Domiciliazione bollo auto Toscana

La Regione Toscana per il momento non prevede la domiciliazione bancaria come metodo di pagamento per la tassa automobilistica.

Il sito dell’ACI ha messo a disposizione un nuovo servizio per richiedere la verifica sui pagamenti effettuati, andando ad inserire semplicemente qualche dato relativo al veicolo. inoltre, è possibile conoscere la propria posizione tributaria anche tramite il portale della Regione Toscana dedicato al pagamento del bollo auto e grazie al sito dell’Agenzia delle Entrate che permette di controllare i versamenti del bollo effettuati tramite intermediari abilitati. Infine, per conoscere la propria posizione tributaria relativa al pagamento del bollo, ci si può rivolgere a uno degli sportelli ACI sul territorio.

Il pagamento del bollo va effettuato entro il mese successivo alla data di scadenza relativa all’anno precedente. Per quanto riguarda il primo pagamento, deve essere effettuato per intero entro la fine del mese in cui si è acquistata l’auto o di quello successivo nel caso in cui la registrazione al PRA avvenga negli ultimi dieci giorni del mese.

Per non dimenticarsi di pagare, è possibile sottoscrivere il servizio Ricorda la Scadenza messo a disposizione da ACI, a cui è possibile iscriversi gratuitamente e che avvisa in automatico, mediante sms o email, della scadenza del termine di pagamento della tassa automobilistica regionale per l’anno in corso e dell’importo da versare. Un servizio simile è disponibile anche sul portale della Regione Toscana.

La Regione Toscana prevede riduzioni ed esenzioni dal pagamento della tassa automobilistica in alcuni casi specifici:

  • Veicoli di portatori di handicap, con con limitazione di cilindrata: fino a 2000 cc per i veicoli a benzina, benzina/GPL, benzina/metano, benzina/idrogeno e ibridi benzina/elettrico; fino a 2800 cc per i veicoli diesel, diesel/GPL, diesel/idrogeno e ibridi gasolio/elettrico; fino a 150 kW per i veicoli elettrici. L’istanza per l’esenzione dev’essere presentata entro 90 giorni dai termini di pagamento.
  • Veicoli ultratrentennali non circolanti. Nel caso di veicoli ultratrenntennali circolanti (ma non adibiti ad uso professionale) la tassa è calcolata su base forfettaria annuale: 29,82 euro per gli autoveicoli; 11,93 euro per i motoveicoli.
  • Gli autoveicoli e i motoveicoli, di età compresa tra 20 e 29 anni con Certificato di Rilevanza Storico-collezionistico usufruiscono di una riduzione del 50% sull’importo del bollo.
  • I veicoli elettrici godono dell’esenzione dal pagamento del bollo auto per 5 anni, a decorrere dalla data di prima immatricolazione. Dopodiché per gli autoveicoli elettrici occorre corrispondere una tassa pari a 1/4 dell’importo minimo previsto per i corrispondenti veicoli a benzina Euro 6 (2,71 €/kW, indipendentemente dalla potenza), così come per quelli ad alimentazione monovalente a GPL o metano. Per motocicli ed i ciclomotori la tassa automobilistica deve essere corrisposta per intero.
  • I veicoli ibridi elettrici, GPL o metano, godono di una riduzione nell’importo del bollo. In particolare, i proprietari di questi veicoli sono tenuti a pagare l’importo minimo previsto per la categoria Euro 6, ovvero 2,71 euro/kW, indipendentemente dalla potenza del veicolo.

LEGGI ORA:

Cose da sapere

Come pagare il bollo auto in Toscana?

Il pagamento del bollo auto può essere effettuato mediante gli uffici postali, tabaccherie e sportelli ATM che aderiscono al sistema di pagamento pagoPA, la piattaforma regionale IRIS, servizi di homebanking di banche che aderiscono all’iniziativa PSP o attraverso app come Satispay e IO.

Come calcolare il bollo auto in Toscana?

Per calcolare l’importo dovuto è possibile consultare il servizio sul sito dell’ACI o il tariffario in PDF disponibile sul sito della Regione.

A chi rivolgersi per domande sul bollo auto in Toscana?

Per informazioni e assistenza sulla tassa automobilistica, è possibile rivolgersi al numero 055.438.3584 dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00, inviare una mail all’indirizzo avvisibollo@regione.toscana.it oppure compilare l’apposito form su www.regione.toscana.it/richiamabollo

 

 

Ecco cosa sono i sensori di parcheggio e come funzionano

Sensori di parcheggio

Per rendere sempre più agevole una manovra talvolta difficile o rischiosa nei sempre più stretti parcheggi delle nostre città, tra i vari optional che si sono fatti largo negli ultimi anni troviamo i sensori di parcheggio. Inoltre, la sempre maggiore diffusione dei Suvdi cui è complicato calcolare gli ingombri in fase di posteggio, ha reso via via più necessario evitare di colpire accidentalmente ostacoli o altre automobili parcheggiate danneggiando o graffiando anche la propria. I sensori di parcheggio sono stati creati proprio per preservare la carrozzeria in sinergia con altri dispositivi come le telecamere a 360° o la frenata automatica d’emergenza, in grado di funzionare anche in retromarcia.

INDICE
 Sensori di parcheggio: cosa sono
 Come funzionano
 Impianto sensori di parcheggio: solo un optional?
 Montaggio sensori di parcheggio
 Quanto costano?
 Quali scegliere?
 I moderni sistemi di assistenza al parcheggio

Quando parliamo di sensori di parcheggioin senso stretto, indichiamo i dispositivi apposti sui paraurti anteriore e posteriore in grado di emettere onde ultrasoniche quando intercettano l’ostacolo più vicino e inviare efficacemente le informazioni ad una scheda elettronica. La loro posizione cerca di nonintaccare il design della vettura, mentre il segnale acustico che producono si fa più intenso man mano che ci si avvicina all’ostacolo. I sensori di parcheggio si sono evoluti nel tempo fino a diventare uno dei più avanzati sistemi di assistenza alla guida, soprattutto lavorando congiuntamente a telecamere e Adas differenti.

I sensori funzionano tramite onde ultrasoniche che inviano alla centralina. Questa, definita controller, elabora le informazioni ed è collegata ad un altoparlante che emette a sua volta toni intermittenti con intensità e frequenza variabile per avvisare il conducente della variabilità della distanza e dell’approssimarsi del contatto. Talvolta, tramite l’utilizzo di Led, si attivano anche segnali luminosi.

È possibile installare i sensori di parcheggio sia sul paraurti anteriore che su quello posteriore. Il funzionamento dei due sistemi non differisce di molto, se non per il fatto che il sensore posteriore si attiva quando si innesta la retromarcia, avvisa solitamente il conducente a partire da 1,5 metri di distanza dall’ostacolo. Avvicinandosi, il segnale diventa via via più continuo ed intenso, fino ad un massimo di 40 centimetri circa dall’ostacolo.

Certo, i sensori di parcheggio possono sembrare ancora superflui al giorno d’oggi. Seppure inseriti nelle liste degli optional di vari costruttori da anni, nonché negli equipaggiamenti di serie delle vetture di fascia superiore o negli allestimenti più dotati, può capitare di non possederli al momento dell’acquisto e di pentirsene in seguito. In questo caso, è possibile porre rimedio con varie soluzioni aftermarket decisamente funzionali. Si possono mettere i sensori di parcheggioanche dopo l’acquisto dell’auto se questa ne è sprovvista? La risposta è sì e le offerte presenti online sono numerose ed adatte a tutte le tasche.

Una volta acquistato l’impianto desiderato, non sarà complesso passare al montaggio dei sensori di parcheggio anteriori e posteriori. Innanzitutto, è consigliabile verniciare i sensori in tinta col paraurti, per evitare effetti antiestetici. Poi, utilizzando un metro lineare occorre misurare 50-70 cm da terra per disegnare la linea dei sensori, come riferimento per posizionarli correttamente. In seguito, è necessario forare il paraurti, due volte nella parte centrale e due volte per ogni lato, individuare il cavo collegato alla luce della retromarcia e inserire un cavo nell’occhiello collegato al fanale. Nel cofano posteriore è inoltre importante riservare uno spazio per allocare la centralina, collegando successivamente i cavi dei singoli sensori. Completate le operazioni all’esterno, bisogna installare lo schermo interfaccia dei sensori di parcheggio sul cruscotto. Il cavo del display deve passare sotto la pedaliera e sarà quindi necessario smontare il cruscotto. È infine raccomandabile fare una prova dei sensori per assicurarsi che il sistema funzioni correttamente.

Il costo dei sensori di parcheggio varia a seconda che questo dispositivo venga scelto nella lista degli optional al momento dell’acquisto della vettura oppure successivamente. Nel primo caso i prezzi variano dai 350 euro per la Fiat 500 elettrica, con sensori di parcheggio esclusivamente posteriori, ai 670 euro per quelli della BMW Serie 2 Gran Coupé. Possono aumentare, però se si aumenta la qualità dei sensori: per esempio, sempre per 500 elettrica i sensori parcheggio 360° DRONE VIEWS costano 800 euro. Se, invece, volete spendere decisamente meno, sul mercato dell’aftermarket sono disponibili sensori auto ugualmente efficaci che partono da 80 euro per i soli sensori di parcheggio posteriori, fino ad arrivare ai 110 euro per un dispositivo completo anche dei sensori anteriori.

Sul mercato sono presenti numerose tipologie di sensori di parcheggio, dotati di tecnologia wireless o elettromagnetici. Andiamo ad analizzarle.

Sensori di parcheggio wireless

I sensori di parcheggio wireless, come dice la stessa sigla, funzionano senza fili e non richiedono quindi la foratura dei paraurti della vettura. Basterà posizionare i sensori di parcheggio wireless su un porta targa dedicato in grado di assicurarne l’alimentazione. All’interno, invece, Il display si collega all’accendisigari della vettura e riceve informazioni dai sensori di parcheggio proprio tramite la tecnologia Wi-Fi. Purtroppo, le opinioni su questi sensori di parcheggio wireless non sono del tutto favorevoli. Sono meno precisi dei sensori standard ed in alcuni casi le interferenze sul segnale possono renderli inutili.

Sensori di parcheggio elettromagnetici

Sempre evitando di praticare fori, al posto dei sensori ad ultrasuoni, si può apporre all’interno del paraurti una striscia adesiva con la medesima funzione, ovvero i sensori di parcheggio elettromagnetici. La striscia adesiva, all’inserimento della retromarcia, viene attivata dalla centralina elettronica e genera un campo elettromagnetico. In presenza di ostacoli il campo elettromagnetico avvisa la centralina che attiva il display e il segnale acustico per informare il conducente. Il prezzo, d’altra parte, è superiore rispetto alla soluzione standard.

Lavorando con telecamere posteriori o a 360°, decine di sensori e sistemi come la frenata assistita, l’assistente al parcheggio è in grado di fare molto più che semplicemente avvisare il conducente di un ostacolo che si avvicina. Sulla Mercedes Classe C All Terrain, per esempio, l’Active Parking Assist include sensori di parcheggio e telecamera per la retromarcia assistita. Su un modello come BMW Serie 2 Gran Coupé troviamo poi fra gli optional il Park Distance Control sia anteriore che posteriore, in grado di collaborare con il Parking Assist per gestire le manovre in ingresso ed in uscita al posto del conducente. Il sistema frena automaticamente se si avvicina ad un ostacolo ed è attivabile mediante tasto dedicato nella consolle centrale, da tenere premuto durante tutte le fasi del parcheggio.

Come esempio di versione ancora più avanzata della stessa tecnologia, si può infine citare il Pacchetto Remote Park Assist plus offerto per esempio su Audi A7. Questa versione permette un controllo da remoto, tramite app myAudi, dell’ingresso e dall’uscita da uno spazio di parcheggio. Anche qui, il conducente sarà costretto a monitorare l’operazione mantenendo premuto il pulsante sullo smartphone per tutta la sua durata. Di fatto, con quest’ultimo sistema, potrete scendere dall’automobile prima di parcheggiare o risalirci dopo che la vettura è uscita autonomamente dal parcheggio.

L’unione europea tentenna sullo stop del 2035

1

Thierry Breton, commissario europeo al Mercato interno e all’Industria, frena sullo stop alla vendita di automobili e furgoni con motori termici dal 2035. Le sue parole arrivano pochi giorni dopo l’accordo definitivo tra Europarlamento e Consiglio Ue sul bando alle vetture tradizionali. Il politico francese è spaventato da quella che chiama “la più grande trasformazione industriale che l’Europa abbia mai affrontato”. E i numeri del settore non fanno altro che legittimare le preoccupazioni: “l’automotive garantisce 12,7 milioni di posti di lavoro diretti e indiretti in Europa – sottolinea Breton – pari al 6,6% dell’occupazione totale dell’Ue”. L’obiettivo è la conferma di queste cifre.

L'unione europea tentenna sullo stop del 2035

Il 2026, nuova data fondamentale

“Le mie preoccupazioni sono sempre state rivolte ai consumatori e ai lavoratori”, aggiunge il commissario, che prevede la possibile “distruzione di circa 600.000 posti di lavoro a livello europeo”. Per evitare questo scenario Breton propone la clausola di intervento al 2026, anno in cui sarà possibile valutare i reali effetti delle politiche comunitarie. In quella data, se fosse necessario, si potrebbe prendere in considerazione un rallentamento dell’elettrificazione totale, dando spazio a biocarburanti ed e-fuel, a patto che si dimostrino sul serio a zero emissioni.

Un nuovo organo di controllo

Il politico francese vuole istituire un gruppo formato da tutte le componenti del settore automobilistico: industria, produttori di elettricità, sindacati e consumatori. L’organo si incontrerà ogni tre mesi per monitorare e valutare gli eventuali progressi verso l’elettrificazione. “Bisogna tenere sotto controllo l’evolversi della situazione – spiega Breton – per poter avere il tempo, in caso di necessità, di intervenire e prendere in considerazione opzioni tecnologiche diverse”. Il gruppo dovrà tracciare le strategie per garantire una maggiore produzione di energia rinnovabile, portare avanti l’installazione delle colonnine di ricarica, procurarsi le materie prime per le batterie, riqualificare i lavoratori del settore e ridurre i costi di acquisto iniziali delle vetture, “al momento ancora proibitivi per la maggior parte dei cittadini europei”, fa notare Breton. Il commissario ha anche in mente di dedicare un fondo specifico alla conversione del settore automotive, al fine di ottenere una transizione corretta, soprattutto in aree come quella “intorno a Torino o altre in Germania che accuseranno un forte impatto”.

Hyundai Kona elettrica: prezzi, caratteristiche e scheda tecnica 8

Deve crescere il made in Ue

Breton punta il dito contro gli Stati Uniti, accusati di protezionismo dell’industria dell’auto elettrica con l’Inflation Reduction Act, l’insieme di riforme ambientali e sanitarie che prevede incentivi legati al “made in Usa” per chi acquista vetture a batteria. La misura ha già avuto effetto. “Varie aziende hanno iniziato a dirottare Oltreoceano parti significative della catena del valore europea”, rivela il commissario, che ha intenzione di controbattere con una normativa sulle materie prime critiche, che sarà presentata nel primo trimestre del 2023. L’Europa deve cambiare strategia per non rimanere schiacciata tra Usa e Cina.

Verso l’Euro 7

La Commissione tira dritto sullo standard Euro 7, anche se dal 2035 è già stato deciso lo stop ai motori endotermici. È lo stesso Breton a spiegare i motivi di questa decisione. “Nel 2050 ci sarà ancora almeno il 20% di vetture con motore a combustione sulle strade – conclude – c’è il rischio che il target del 2035 debba slittare e, inoltre, molti veicoli tradizionali saranno usati nel resto del mondo ancora per molto tempo”.

Come funziona il leasing auto senza anticipo?

Come funziona il leasing auto senza anticipo: ecco cosa devi sapere

Sempre più automobilisti scelgono oggigiorno di abbandonare l’auto di proprietà e preferire il noleggio. Sono al contempo aumentate le offerte basate su queste formule di locazione. Di solito è necessario versare un anticipo alla firma del contratto, ma i Costruttori e le agenzie di noleggio propongono anche il leasing auto senza anticipo.

Questa particolare formula di locazione consente di noleggiare l’auto per un lungo periodo di tempo e di vedere incluse nel canone mensile, senza acconti, tutte le spese fisse legate alla vettura. Con un pagamento mensile ci si occuperà così di manutenzione, bollo, assicurazione e quant’altro. Infine, al termine del contratto, si potrà decidere se riscattare o meno la vettura pagando una maxirata finale.

Auto in leasing senza anticipo

Il leasing auto senza anticipo differisce rispetto alle forme tradizionali proprio perché richiede un canone mensile fisso, senza importi aggiuntivi, già dall’inizio del contratto. Noleggiare un’auto in leasing senza anticipo porta in più il vantaggio di avere un unico canone mensile comprensivo di tutte le spese che talvolta gravano notevolmente sul portafoglio del proprietario di un’auto. Parliamo qui sia della manutenzione che delle spese per il bollo e l’RCA. Scegliendo questa formula di noleggio, inoltre, è possibile cambiare il mezzo con una certa frequenza e quindi poter scegliere, alla scadenza del leasing, di portarsi a casa una vettura nuova, diversamente da chi opta per l’acquisto dell’automobile.

Leasing auto usata senza anticipo

Il leasing auto senza anticipo, inoltre, non si applica solamente per le vetture nuove, ma anche per quelle usate. Sarà quindi possibile, per chi fosse interessato, ricorrere alla formula del leasing per un’auto usata senza anticipo avendo così la possibilità di ridurre parzialmente il costo della rata mensile rispetto a quella che si verserebbe per una vettura nuova.

Optare per il leasing sull’auto usata comporta dei vantaggi e degli svantaggi. Fra i pro troviamo una rata mensile relativamente contenuta, le spese secondarie incluse nel canone, la possibilità di avere ogni due o tre anni un’altra vettura e infine il fatto che l’auto non si svaluti e non sia pignorabile. I contro sono invece rappresentati dai costi del finanziamento, dalle mancate detrazioni fiscali – a meno che non si possegga una partita IVA – e infine dalle spese di istruttoria, che sono spesso elevate.

Come funziona il leasing auto senza anticipo: ecco cosa devi sapere 1

Noleggio auto e leasing senza anticipo: le differenze

Spesso quando si parla di leasing auto senza anticipo si confonde questa formula contrattuale con quella del noleggio a lungo termine, ma tra noleggio auto e leasing senza anticipo in realtà esiste una differenza rilevante. Nel noleggio auto, infatti, a fronte del pagamento di un canone mensile, al termine del contratto il consumatore non avrà mai la possibilità di riscattare il veicolo, mentre nel leasing auto senza anticipo, alla scadenza del contratto indicata dalle parti, il cliente avrà la facoltà di scegliere se porre fine al contratto di leasing, cambiarlo per un’altra vettura, prolungarlo, o concluderlo riscattando il mezzo previo pagamento di una maxi rata finale. Scegliendo il leasing, il cliente non acquista la proprietà del veicolo, ma soltanto il suo utilizzo temporaneo.

noleggio a lungo termine
noleggio a lungo termine

Leasing auto tra privati senza anticipo

Negli anni passati il leasing era una forma contrattuale riservata principalmente ai soggetti muniti di partita IVA, quindi liberi professionisti o agenti di commercio, in grado di poter defalcare i costi del leasing dalla dichiarazione dei redditi. Il leasing auto tra privati senza anticipo, però, sta prendendo sempre più piede anche senza la possibilità per un privato di poter ottenere le detrazioni fiscali per l’utilizzo del veicolo. Spesso si propende per questa formula contrattuale, e non per un finanziamento finalizzato all’acquisto della vettura perché, a fronte di una rata mensile di importo superiore rispetto a quella prevista per un contratto di finanziamento, possono essere incluse le spese inerenti i tagliandi, la manutenzione, la copertura assicurativa ed anche il bollo auto. Il leasing auto tra privati senza anticipo, inoltre, viene spesso scelto da chi ha la necessità, o la voglia, di cambiare frequentemente la vettura senza quindi procedere al riscatto al termine del contratto.

I vantaggi fiscali del leasing senza anticipo

Così come tutti i contratti di leasing, quelli senza anticipo comportano anch’essi dei vantaggi fiscali per chi è possessore di partita IVA. I benefici fiscali sono rappresentati principalmente dalla detrazione dei costi al 20% e dalla deducibilità dell’IVA al 40%; quest’ultima può arrivare al 100% se può essere dimostrato l’uso esclusivo aziendale.

Subentro leasing auto senza anticipo

Nel leasing auto senza anticipo esiste anche la possibilità di far subentrare un nuovo soggetto rispetto all’utilizzatore iniziale del veicolo. Il subentro consiste infatti in un accordo tra concedente, utilizzatore e subentrante con il quale quest’ultimo prende il posto dell’utilizzatore obbligandosi al suo posto al rispetto delle condizioni contrattuali sancite nel contratto originale. Vi è la possibilità che il subentrante possa godere di rate di importo leggermente minore rispetto a quelle previste nel rapporto tra utilizzatore e concedente, ma affinché questo accada è necessario l’espresso consenso proprio del concedente. Il subentro leasing auto senza anticipo comporta inoltre l’obbligo per il subentrante di versare un importo all’utilizzatore. Tale somma si calcola decurtando dal valore nominale della vettura in leasing nel momento in cui avviene il subentro, la cifra relativa alle rate ancora da versare e il prezzo previsto per il riscatto. Con il subentro leasing auto senza anticipo vi sono dei vantaggi per il soggetto che cede il contratto. L’utilizzatore, infatti, qualora non fosse più interessato al possesso di quella determinata vettura, può rinunciare alla prosecuzione del contratto senza essere costretto a pagare una rata di importo elevato per la chiusura anticipata del contratto di leasing.

noleggio a lungo termine
noleggio a lungo termine

Prezzi e offerte di un leasing auto senza anticipo

Nel mondo del leasing auto è progressivamente in crescita il numero di offerte dedicate al leasing auto senza anticipo. Sia le finanziarie che le case automobilistiche sono sempre più propense ad offrire possibilità diverse per l’acquisto del diritto di utilizzo temporaneo.

Una city car media come Fiat Panda con 1.0 Hybrid può costare anche meno di 200 euro al mese: 179 euro con iva inclusa e anticipo zero per la precisione. Con quest’offerta, per esempio, la durata del finanziamento è di 48 mesi, e si pagano solamente i km percorsi. A volte le caratteristiche dell’offerta possono differire: sempre a 199 euro possiamo infatti avere una Lancia Ypsilon con 1.0 Gold Hybrid, ma con un limite di 1.000 km percorribili. Quest’ultima opportunità prevede, inltre, il diritto di prelazione al momento della rivendita dell’auto.

Optando invece per auto più performanti e importanti, come una JEEP Compass con 1.3 Limited PHEV Hybrid, il prezzo del canone mensile può lievitare fino a 459 euro. Un’Alfa Romeo Stelvio, infine, equipaggiato con un 2.2 Super Business Diesel, può costare anche 539 euro al mese. Questo tipo di offerte sono consultabili su siti come Leasys.com, Hertz.it o altre finanziarie nel settore automobilistico.

Eliminare graffi auto: come fare e quali prodotti usare?

La carrozzeria della vettura può anche essere solida e resistente, ma resta delicata per quanto riguarda il rischio di graffi. Salvaguardare la verniciatura non è difficile, ma servono attenzioni particolari per non dover correre ai ripari quando è troppo tardi. In commercio, in ogni caso, esistono prodotti in grado di far sparire abrasioni e rigature varie senza spendere una fortuna. Scopriamo allora come eliminare i graffi auto.

INDICE
Graffi auto: come avvengono?
Lavare sempre l’auto prima di eliminare i graffi auto
Rimuovere graffi auto: è possibile?
Come valutare la profondità dei graffi auto
Pasta abrasiva: per quali tipi di graffi usarla
Polish graffi: quando usarlo e come funziona
Lucidatura auto fai da te
Funziona togliere graffi auto con dentifricio?
Togliere graffi auto profondi: come fare?

Spesso sono disattenzioni imputabili agli altri automobilisti ad arrecare i graffi sulla propria auto. Basta la semplice apertura di uno sportello in maniera inavvertita per ritrovarsi la carrozzeria graffiata e rovinata. Oppure, anche in maniera più banale, basta del semplice pietrisco raccolto mentre si è alla guida, o strisciare per sbaglio l’orologio contro la vettura. Sono tutti normali rischi quotidiani che possono causare graffi. Si può procedere con il fai da te per la rimozione, ma dipende dalla loro profondità.

La prima cosa da fare se si vogliono rimuovere i graffi auto è cominciare da un accurato lavaggio della vettura. Così facendo si evidenzieranno al massimo i graffi presenti e si potranno utilizzare i prodotti specifici senza il rischio di rovinare ulteriormente la carrozzeria.

Rimuovere i graffi dalla propria auto e riportarla alle condizioni iniziali non è impossibile, ma il successo delle soluzioni fai da te dipende soprattutto dalla profondità delle rigature e dalla loro estensione. Esistono prodotti dedicati che possono evitare di doversi avvalere di uno specialista, ma è bene sempre porre una serie di cure particolari prima di provare da soli a riparare i danni.

Dopo il lavaggio della vettura, basterà passare la mano sulla parte della carrozzeria graffiata per valutare la profondità dello stesso. Se questo sarà a livello superficiale si potrà procedere col fai da te con i prodotti dedicati. In caso contrario ci si dovrà rivolgere ad uno specialista con costi decisamente superiori.

GUARDA I NOSTRI VIDEO 

Solamente in caso di graffio poco profondo sarà possibile rimediare utilizzando la pasta abrasiva. Prima di applicare il prodotto sulla parte interessata, ricordatevi sempre di lavare la carrozzeria, così da rimuovere sporco e detriti. Stendendola con movimenti circolari, passate la pasta abrasiva sul punto interessato, fino a quando il graffio non sarà sparito. Infine, basterà un panno in microfibra per assicurarsi di aver rimosso gli ultimi residui. Il risultato sarà quello di una carrozzeria praticamente nuova.

Recentemente è possibile trovare in commercio al dettaglio anche il polish auto. Un prodotto che unisce le proprietà della pasta abrasiva e della cera lucidante. Per l’applicazione si dovranno seguire le regole già spiegata: pulire l’auto, applicare il polish graffi su un batuffolo di cotone e passare il prodotto sulla parte interessata con delicatezza e in maniera uniforme. Completata l’operazione, per ridonare brillantezza alla carrozzeria, è possibile utilizzare un apposito polish lucidante.

Anche nel caso si utilizzi la semplice pasta abrasiva per rimuovere i graffi, è sempre opportuno procedere alla lucidatura della carrozzeria. Così facendo si rimuoveranno gli eventuali aloni lasciati dal prodotto e il colore della superficie trattata sarà più uniforme.

Sfatiamo subito questa leggenda metropolitana. Non è consigliabile rimuovere i graffi utilizzando il dentifricio perché, qualora siano presenti cristalli grossolani di sale si rischierebbe di aggravare il danno sulla carrozzeria. Meglio spendere qualche euro in più ed acquistare prodotti per graffi auto specifici.

Se il graffio sulla vettura sarà profondo, e non si potrà procedere con la semplice pasta abrasiva, si dovrà mettere in conto tempistiche più lunghe ed abilità più particolari. La parte di carrozzeria danneggiata, infatti, deve essere carteggiata completamente, il graffio stuccato e poi carteggiato per rendere la riparazione invisibile. In ultimo, per finire il lavoro, è necessario applicare la stessa esatta tipologia di vernice già presente sugli altri pennelli. Ben si capisce come rivolgersi a uno specialista, di conseguenza, sia la scelta più sicura per evitare danni ulteriori e collaterali.

Cose da sapere

Quali possono essere le cause dei graffi auto?

Lamiere o i paraurti si possono danneggiare durante un parcheggio oppure si può trovare il proprio veicolo graffiato da una manovra errata di un altro guidatore. Altre cause dei graffi auto possono essere disattenzioni quali un contatto tra l’orologio e le lamiere, oppure un sassolino che impatta contro la carrozzeria durante la marcia.  Ultima causa sono gli atti vandalici.

Come si valuta la profondità del graffio auto?

Dopo aver pulito la carrozzeria ed eliminato ogni residuo di sporco si dovrà provvedere a passare la mano sulla parte dove insiste il graffio per valutarne la profondità. Se questo sarà a livello superficiale, sarà possibile effettuare la rimozione del graffio in autonomia con prodotti quali la pasta abrasiva, mentre se il danno avrà intaccato la carrozzeria in profondità sarà necessario rivolgersi ad uno specialista.

Come si usa la pasta abrasiva?

Prima di tutto bisogna pulire la superficie interessata dal danno e poi applicare la pasta abrasiva su un panno morbido, o anche su del cotone, e passare il prodotto con movimenti concentrici e delicati per qualche istante. Successivamente si dovrà rimuovere la pasta abrasiva con un panno pulito ed infine utilizzare una pezza umida per ripulire definitivamente la superficie interessata.

Come si usa il polish graffi?

Il polish graffi è un ibrido tra la classica pasta abrasiva e la cera lucidante: sarà fondamentale applicarlo su un batuffolo di cotone e passare il prodotto delicatamente sulla superficie interessate. Per completare il lavoro a regola d’arte è consigliabile utilizzare dopo questo trattamento un polish lucidante.

Si può usare il dentifricio per rimuovere i graffi?

Sfatiamo subito questa leggenda metropolitana. Non è consigliabile rimuovere i graffi utilizzando il dentifricio perché, qualora siano presenti cristalli grossolani di sale si rischierebbe di ampliare il danno sulla carrozzeria. Meglio spendere qualche euro in più ed acquistare prodotti specifici.

Incentivi auto Euro 6: tutte le novità per il 2022

Fiat Panda 2020: ecco tutte le novità 9

Finalmente è arrivato il nuovo DPCM che stanzia i fondi per finanziare gli incentivi per lacquisto di vetture Euro 6 nuove anche nel 2022. La misura regola il contributo in base alle emissioni di CO2 del veicolo che si intende comprare, che può essere di qualsiasi motorizzazione purché a basse emissioni, e in base alla disponibilità o meno di un’auto da rottamare. Scopriamo tutti i dettagli. 

LEGGI ORA: Incentivi auto ibride ed elettriche, come funzionano

LEGGI ORA: Incentivi regionali, tutto quello che dovete sapere

INDICE
 Incentivi auto Euro 6 usate: le novità 2022
Incentivi auto Euro 6 nuove: le novità 2022
Auto euro 6: quali sono?
Le migliori macchine euro 6 da acquistare
Auto euro 6 economiche
Ecobonus auto diesel

Fino allo scorso anno era possibile godere di un incentivo per l’acquisto di vetture usate. Il governo aveva previsto tre differenti fasce di emissioni – 0/60 g/Km di CO2, 61/90 g/kM di CO2 e 91/160 g/Km di C02 – alle quali corrispondevano rispettivamente un incentivo di 2.000, 1.000 e 750 euro. La legge di Bilancio 2022 non ha confermato questa misura, prevedendo incentivi soltanto per l’installazione di colonnine elettriche e per la sostituzione del motore termico della propria auto con uno elettrico, o per l’acquisto di una vettura nuova a basse emissioni. Si spera in una misura specifica che arrivi nel corso dell’anno. 

Fascia di emissioni veicolo Incentivo previsto nel 2021
Da 0 a 60 g/km di CO2 2.000 euro
Da 61 a 90 g/km di CO2 1.000 euro
Da 91 a 160 g/km di CO2 750 euro

La nuova Legge di Bilancio 2022 ha rinnovato gli incentivi per l’acquisto di auto a basse emissioni, legando in alcuni casi il contributo alla rottamazione di un veicolo inquinante. Il governo ha previsto tre differenti fasce di emissioni per differenziare i contributi: 0/20 g/Km di CO2, 21/60 g/kM di CO2 e 61/135 g/Km di C02. 

Chi acquista un veicolo di prima fascia, ovvero che emette da 0 a 20 g/km di CO2, ha diritto a un contributo di 3.000 €, somma che sale a 5.000 € in caso di rottamazione di un’auto inquinante (Euro 0-5). In questa categoria emissiva rientrano i veicoli elettrici e le più efficienti vetture ibride plug-in.

Per chi compra un veicolo della seconda fascia emissiva, che comprende principalmente vetture plug-in con emissioni di CO2 comprese tra 21 e 60 g/km, è previsto un incentivo di 4.000 € con auto da rottamare. Il contributo scende a 2.000 € se non si possiede una vecchia auto inquinante da sostituire.

Infine, per la terza fascia, che include quelle vetture che emettono da 61 a 135 g/km di CO2, è previsto un contributo esclusivamente in caso di rottamazione di un veicolo maggiormente inquinante, per un ammontare di 2.000 €. In questa categoria rientrano auto di tutte le motorizzazioni: ibride, benzina, diesel, metano, GPL.

Sono previsti anche dei tetti di spesa: il prezzo del veicolo non può superare i 35.000 € se di prima o di terza fascia, mentre il tetto si alza a 45.000 € in caso di mezzo di seconda fascia. Questi limiti sono calcolati escludendo IVA, IPT e messa su strada.

g/km CO2 Motorizzazione Incentivo 2022
Tetto di spesa
  con rottamazione senza rottamazione escluso IVA, IPT e messa su strada
0-20 elettrica, plug-in 5.000 € 3.000 € 35.000 €
21-60 plug-in 4.000 € 2.000 € 45.000 €
61-135 ibride, benzina, diesel, metano, GPL 2.000 € 35.000 €

Con la dicitura auto Euro 6 si intendono tutte quelle vetture immatricolate dal mese di settembre 2015. Queste, poi, si differenziano nelle sottocategorie Euro 6A, 6B, 6C, e 6D-Temp. Per poter beneficiare degli incentivi previsti sino allo scorso anno era necessario che le emissioni fossero ricomprese tra 0 e 160 g/Km, ma quest’anno il limite si è abbassato a 135 g/km.

GUARDA I NOSTRI VIDEO

A prescindere dall’assenza degli incentivi, vediamo quali sono attualmente le migliori auto Euro 6 presenti sul mercato: 

  • Alfa Romeo Giulia
  • Audi A3
  • Toyota CH-R
  • BMW Serie 3

Alfa Romeo Giulia: il modello che ha fatto esultare gli amanti del marchio per il ritorno alla trazione posteriore è un capolavoro di stile ed ingegneria. Il DNA sportivo del Biscione è intatto ed è esaltato dai motori benzina e diesel disponibili. I prezzi partono da 47.000 euro. 

Audi A3: l’ultima generazione della berlina della Casa dei quattro anelli si presenta con un look molto aggressivo figlio di linee tese ed affilate. All’interno dell’abitacolo c’è tanta tecnologia così come sotto il cofano dove spicca l’ibrido con potenze fino a 250 CV. Si parte da 28.750 euro. 

Toyota CH-R: il crossover della Casa giapponese continua ancora oggi ad essere un punto di riferimento nella sua categoria. Lo stile futurista non sente assolutamente il peso degli anni, mentre le motorizzazioni ibride da 2.0 litri promettono consumi contenuti. I prezzi partono da 30.500 euro. 

BMW Serie 3: l’ultima generazione della storica berlina tedesca ha fatto storcere il naso agli appassionati della Casa per via di quel doppio rene XXL che non fa nulla per passare inosservato. Le motorizzazioni disponibili, benzina e ibride, fanno però dimenticare presto il dettaglio di stile. Si parte da 39.100 euro. 

Se quelle indicate in precedenza sono vetture di fascia medio alta, è possibile trovare ottime auto Euro 6 a prezzi ben più alla portata di tutti: 

Auto Euro 5 economiche Prezzo (da)
Dacia Sandero  9.050
Fiat Panda 14.300
Ford Fiesta 17.050
Lancia Ypsilon 14.800 €

Dacia Sandero: l’ultima generazione della vettura rumena ha conquistato subito il mercato non solo grazie allo stile rinnovato sia degli esterni che degli interni, ma anche grazie ad un rapporto qualità prezzo davvero imbattibile. 

Fiat Panda: vero e proprio mito per la Casa italiana, la Panda è giunta alla terza generazione ed ancora oggi continua ad essere un best seller grazie anche all’introduzione della motorizzazione mild hybrid perfetta per contenere i consumi in città. 

Ford Fiesta: fresca di restyling, che ha rinnovato soprattutto il frontale, l’ultima generazione della berlina di casa Ford è ancora oggi il punto di riferimento nel segmento e le motorizzazioni mild hybrid promettono tanto brio al volante senza incidere sui consumi. 

Lancia Ypsilon: nonostante sia sul mercato ormai da diversi anni, la Ypsilon continua ad essere una delle vetture preferite dal mercato. Il merito è tutto di una linea indovinata, interni curati e motori briosi e parchi nei consumi. Anche in questo caso è disponibile un mild hybrid da 69 CV. 

Anche le auto diesel Euro 6 più efficienti godono degli incentivi governativi riservati alle auto a basse emissioni: nonostante la campagna di demonizzazione contro questi motori, le unità più recenti si sono rivelate poco inquinanti e sempre parche nei consumi. Il futuro del diesel, però, sembra essere segnato nel nostro Paese e molte amministrazioni hanno già messo al bando la circolazione di queste vetture anche se dotate dei motori Euro 6.  

Cose da sapere

Auto Euro 6 quali sono?

Tutte le auto immatricolate dal 1° settembre 2015 rientrano per le legge nella classe Euro 6. Per le auto immatricolate prima di tale data è necessario verificare caso per caso. Scopri di più sulle classi ambientali.

Quali sono le auto Euro 6 coperte dagli incentivi?

La legge di Bilancio 2022 ha confermato gli incentivi per le auto Euro 6 che emettono fino a 135 g/km di CO2, prevedendo incentivi soltanto per l’installazione di colonnine elettriche per la sostituzione del motore termico della propria auto con uno elettrico. Si spera in una misura specifica che arrivi nel corso dell’anno. 

Quali sono le migliori auto Euro 6 da comprare?

A prescindere dall’assenza degli incentivi, le migliori auto Euro 6 presenti sul mercato sono Alfa Romeo Giulia (da 47.000 euro)Audi A3 (da 28.750 euro)Toyota CH-R (da 30.500 euro) BMW Serie 3  (da 39.100 euro).

ESP: che cos’è e cosa significa?

L’ESP, o controllo elettronico della stabilità, è uno dei dispositivi più utili e preziosi che possiamo trovare a bordo delle nostre auto. Il suo compito è evitare vari tipi di incidenti e aiutare a mantenere il controllo dell’auto anche in situazioni sfavorevoli, come il terreno bagnato o scivoloso. A seconda del costruttore è indicato anche con altre sigle come ESC, DSC, VDC ecc…

La sua importanza è tale che già nel 2011 l’Unione Europea lo ha reso obbligatorio su tutti i nuovi modelli di automobili e veicoli commerciali leggeri (con massa totale fino a 3,5 t) entrati in produzione da quel momento mentre in altri come Gli Usa e il Giappone lo era già da qualche anno. Ci sono però anche dei casi in cui può essere utile disattivarlo. Ecco come funziona, quando è opportuno escluderlo e cosa fare in caso di guasto.

INDICE
 ESP auto: cos’è e come è fatto
 Spia ESP accesa : cosa fare?
 Controllo elettronico della stabilità: come funziona
ESP auto guasto: cosa fare
 Quando disattivare l’ESP auto?

L’ESP, sigla che sta per Electronic Stability Program, è stato inventato da Bosch a metà degli Anni ’90. Si può dire che rappresenti uno sviluppo ulteriore del sistema antibloccaggio freni, il noto ABS, e del controllo di trazione (TCS o TRC). Forma infatti con questi un unico sistema di sicurezza che agisce attraverso dispositivi che controllano i freni e “dialoga” anche con il motore.

L’Esp da riceve ed elabora i dati provenienti da numerosi sensori, iniziando da quelli che misurano il numero di giri delle ruote per proseguire con quelli che controllano posizione dello sterzo, accelerazione, più importante di tutti, la rotazione dell’auto sul suo asse verticale. Il suo sistema è composto da questi sensori, da una centralina di controllo e dagli attuatori idraulici (gli stessi che “lavorano” anche per l’ABS come abbiamo detto) che permettono di agire separatamente sul freno di ciascuna ruota.

Quando l’ESP entra in funzione, la spia con l’immagine dell’auto che slitta si accende e inizia a lampeggiare, smettendo soltanto alla fine dell’intervento. In questi casi non serve fare nulla se non mantenere la calma e lasciare che L’ESP completi il suo intervento. Se possibile, si può aiutarlo evitando di muovere il volante in modo frenetico o di frenare bruscamente.

Se la spia si accende senza apparente necessità o rimane accesa all’avviamento, è per segnalare un’anomalia. Significa che qualcosa nel sistema non funziona a dovere e l’ESP potrebbe non essere in grado di svolgere il suo compito. Più avanti trovate le indicazioni su come comportarsi in questi casi.

SCOPRI I NOSTRI VIDEO CON FJONA

Grazie al controllo continuo dei sensori, la centralina è in grado di “accorgersi” immediatamente di quando l’auto sta per avere un comportamento anomalo. Basta che accenni a sottosterzare o sovrasterzare, cioè spostarsi di lato in un modo che non corrisponde al movimento del volante, o che le ruote perdano aderenza e inizio a girare troppo velocemente, per allertare il sistema.

Quando succede, l’ESP interviene in poche frazioni di secondo per rimettere l’auto nella corretta traiettoria e restituire il controllo al conducente. Per farlo, aziona anzitutto il freno di una singola ruota (o più di una se occorre) in modo che questa faccia da perno e riporti l’auto nella posizione corretta. Contemporaneamente comanda alla centralina del motore di ridurre i giri e la potenza per far riprendere alle ruote la giusta aderenza e continuare la marcia.

<

div>

Ford Puma: prezzi, dimensioni e caratteristiche 10

Se la spia si accende da sola senza che ci sia una situazione di pericolo, significa che qualcosa non funziona come dovrebbe. Su molte auto questo segnale è accompagnato da un messaggio nel display centrale del quadro che conferma il malfunzionamento. Può trattarsi di u odei sensori o della centralina stessa, ma in quel momento l’ESP non garantisce più di poter svolgere il suo compito.

Quando è così, occorre portare l’auto in un’officina specializzata prima possibile per individuare e risolvere il problema. Nel frattempo, il conducente deve guidare con maggiore cautela e prestare ancora più attenzione alla strada perché ha una protezione in meno.

L’ESP è progettato per fornire aiuto in quasi tutte le situazioni, ma ci sono casi in cui la sua azione può essere controproducente. Se si deve superare una rampa innevata o scivolosa, o uscire da una zona di terreno con scarsa aderenza, può essere utile disattivarlo. In queste situazioni, infatti, occorre lasciar pattinare un po’ le ruote per fare in modo che l’auto non perda slancio e riesca ad avanzare, mentre l’intervento dell’ESP non lo permetterebbe.

Per sapere come disattivarlo si consiglia di leggere bene il libretto di uso e manutenzione. Molti modelli hanno un semplice tasto, per altri bisogna farlo attraverso dei menu del computer di bordo a vettura rigorosamente ferma. Le auto più sofisticate hanno programmi per la disattivazione parziale dell’ESP, che si riattiva oltre una certa soglia di sicurezza, quindi per “staccarlo” del tutto ci vuole una pressione prolungata. Le istruzioni vi diranno come fare.

Cose da sapere

Cos’è l’ESP?

L’ESP identifica il controllo elettrico della stabilità ed è una componente fondamentale per la sicurezza dei passeggeri e dell’automobilista. La finalità dell’ESP è quella di stare perennemente in allerta per prevenire e controllare una possibile sbandata durante la guida.

Come funziona l’ESP?

In caso di sbandata, la centralina dell’ESP interviene sulla potenza del motore e sui freni, in modo da generare una forza che contrasti la sbandata e corregga la traiettoria, favorendo così la ripresa del controllo del mezzo da parte dell’automobilista. L’ESP interviene sulle ruote anteriori o posteriori a seconda che ci si imbatta in un sovrasterzo o in un sottosterzo oltre ad agire direttamente sui freni e sul motore per diminuire i giri delle ruote stesse.

Cosa fare in caso di ESP guasto?

In questi casi il problema è spesso dovuto alla rottura, o a un difetto, di uno dei molti sensori che compongono il dispositivo, mentre in eventi più rari il guasto può riguardare la centralina. Considerando l’importanza di avere un controllo elettronico della stabilità perfettamente funzionante, in caso di ESP guasto è bene rivolgersi immediatamente a un’officina specializzata.

Quando si deve disattivare l’ESP auto?

Solitamente il controllo di stabilità dovrebbe sempre essere attivo, ma ci sono alcuni casi nei quali è consigliabile disattivarlo, come ad esempio  se si deve affrontare un tratto stradale in salita ricoperto da uno strato di neve  o un terreno cedevole. Im questi casi è bene disattivare l’ESP poiché a seguito dello slittamento delle ruote motrici il sistema potrebbe intervenire e bloccare l’auto.

Le migliori auto GPL del 2021/2022: ecco i prezzi e i vantaggi

Fiat Panda Hybrid: prezzo, dimensioni e caratteristiche 11

Acquistare un’auto GPL si rivela una soluzione vincente per chi è alla ricerca di una vettura dai costi di gestione contenuti ma non vuole cedere alla tentazione dell’ibrido o dell’elettrico. 

Il GPL è una tipologia di alimentazione bi-fuel che da la possibilità di sfruttare non solo la classica benzina verde ma anche il cosiddetto Gas Propano Liquido. L’utilizzo di questo gas naturale per alimentare i motori delle nostre automobili è stato favorito anche dalla ricerca di nuove soluzioni che potessero garantire un minor impatto ambientale del parco circolante.

Oggi, considerato anche il blocco delle auto diesel, le auto GPL rappresentano una valida alternativa insieme alle auto a metano, alle auto ibride o ibride plug-in e alle auto elettriche.

Scopriamo i modelli migliori presenti in commercio. 

LEGGI ORA: Incentivi auto 2021, ecco come funzionano

INDICE
Auto GPL 2022
Auto GPL 2021
Auto GPL 2021 vs auto GPL 2020
Meglio GPL o Metano?
Auto GPL economiche
City car GPL
Migliori auto gpl usate
Costo GPL
Revisione auto GPL
Bollo auto GPL

Anche se ormai i costruttori stanno puntando sempre più risorse ed energie sull’elettrico, il prossimo anno non mancheranno le novità auto GPL. Vediamo le più attese: 

  • Ford Fiesta restyling 
  • Fiat Panda restyling 

Ford Fiesta: l’ultima generazione dell’utilitaria dell’Ovale Blu si è da poco svelata nel restyling di metà carriera che ha diviso gli appassionati del marchio. Il frontale è adesso ammorbidito rispetto al passato, mentre gli interni hanno ricevuto una iniezione di tecnologia. Sotto il cofano è presente il benzina 1.1 da 75 CV. Prezzi ancora da comunicare. 

Fiat Panda: la piccola di casa Fiat è attesa ad un ennesimo restyling che ne dovrebbe svecchiare il frontale portando in dono anche il nuovo logo del costruttore a caratteri cubitali. Immancabile il motore bifuel da 1.2 litri in grado di macinare chilometri e garantire affidabilità. Anche in questo caso i prezzi sono ancora da comunicare. 

82.808: è questo il numero di auto GPL immatricolate nel 2021 da gennaio a settembre nel nostro Paese. Scopriamo i modelli più venduti. 

  • Dacia Sandero 
  • Dacia Duster 
  • Renault Captur 
  • Renault Clio 
  • Fiat Panda 
  • Hyundai i20 
  • Kia Sportage 
  • DR 4.0 
  • DR Evo 
  • Kia Rio 

Dacia Sandero: l’ultima generazione dell’utilitaria rumena si è rivelata un grande successo commerciale ed ha svettato nella classifica delle auto GPL più vendute del 2021. Il motore 1.0 da 100 CV si rivela adeguato alla massa e brioso. I prezzi partono da 13.200 euro. 

Dacia Duster: altra vettura della Casa rumena presente in classifica, la Duster è il SUV low cost per chi all’apparenza preferisce la sostanza. Anche in questo caso sotto il cofano è presente un motore da 1.0 litri disponibile nelle potenze di 91 e 101 CV. Si parte da 13.850 euro. 

Renault Captur: il crossover della Casa francese occupa l’ultimo gradino del podio e si conferma una delle vetture preferite dal mercato grazie ad uno stile fluido e ben realizzato ed un motore 1.0 TCe da100 cv sempre pronto e poco assetato. I prezzi partono da 22.000 euro. 

Renault Clio: l’utilitaria transalpina ha colpito nel segno ancora una volta, merito di un lavoro davvero ben eseguito dal centro stile che ha deciso di focalizzare la propria attenzione anche sugli interni. Il motore 1.0 TCe da 100 CV è lo stesso adottato sulle Dacia e sulla Captur. I prezzi partono da 19.505 euro. 

Fiat Panda: intramontabile. Non si può descrivere in altro modo la citycar della Casa italiana giunta alla terza edizione. In attesa che arrivi sul mercato il restyling che ne prolungherà la carriera, la Panda è ancora saldamente presente nella top 5 delle auto GPL più vendute grazie alla motorizzazione bifuel basata sul solido 1.2 Fire da 69 CV. Si parte da 15.200 euro. 

Hyundai i20: l’ultima generazione dell’utilitaria coreana ha stupito tutti con un design davvero aggressivo, forse meno riuscito nella parte posteriore. Grande attenzione riservata all’abitacolo, curato e connesso, mentre sotto il cofano il 1.2 da 84 CV si rivela piacevole alla guida. I prezzi partono da 19.250 euro. 

Kia Sportage: SUV di grande successo grazie ad uno stile decisamente sportivo ed immediatamente gradito dal mercato, la Sportage si conferma una delle migliori auto GPL grazie al motore 1.6 da 126 CV abbinato esclusivamente alla trazione anteriore. Si parte da 27.500 euro. 

DR 4.0: la Casa molisana è leader nel settore delle auto GPL e la DR4 è una delle vetture più apprezzate di questo settore grazie ad un ottimo rapporto qualità prezzo. Lo stile è aggressivo e i richiami al mercato cinese si vedono tutti, mentre il motore 1.5 è disponibile nelle potenze di 114 o 149 CV. I prezzi partono da 18.900 euro. 

DR Evo: altra proposta di casa DR è la EVO. Linee pulite e per nulla appariscenti la differenziano dalle altre proposte presenti in listino. Pratici e robusti gli interni, dove non manca però un buon sistema di infotainment. In questo caso la motorizzazione GPL disponibile è il 1.6 da 126 CV. Si parte da 15.900 euro. 

Kia Rio: l’ultima generazione dell’utilitaria coreana si presenta con uno stile molto personale ed aggressivo soprattutto nel frontale. La concorrenza del segmento B è affrontata senza paura grazie alla motorizzazione GPL da 1.2 litri ed 82 CV assolutamente adeguata alla massa dell’auto. I prezzi partono da 15.950 euro. 

Analizzando le classifiche di vendita del 2021, e confrontandole con quelle del 2020, si può notare come sia stata la Fiat Panda a perdere parecchie posizioni. La citycar italiana, sul secondo gradino del podio lo scorso anno, sconta sicuramente il fatto di essere ormai data ed infatti la concorrenza di modelli più recenti come Clio e Captur, lo scorso anno in quinta e sesta posizione, si è fatta sentire. 

Colpisce, però, il monopolio Dacia in vetta alla classifica. Se lo scorso anno la Casa rumena aveva ottenuto il primo posto nella classifica di vendita 2020 grazie alla Duster, quest’anno, complice l’introduzione sul mercato della nuova Sandero, il costruttore controllato da Renault ha messo le mani sui primi due gradini del podio. 

Il dubbio se sia migliore un’auto GPL o una metano è sempre presente quando ci si appresta ad acquistare un modello con alimentazione bifuelDi sicuro una vettura alimentata a GPL offre dei vantaggi maggiori. Il prezzo del metano è inferiore a quello del GPL, ma le prestazioni al volante delle vetture a metano sono decisamente poco brillanti e la ripresa non può assolutamente definirsi paragonabile a quella di una vettura alimentata a GPL. Inoltre chi sceglierà un’auto a metano deve essere consapevole che la sostituzione delle bombole deve essere effettuata ad intervalli di 4/5 anni a differenza dei 10 anni richiesti per il GPL. 

auto ecologiche usate
auto ecologiche usate

Anche controllando nel listino del nuovo è possibile trovare molte auto GPL economiche con prezzi tutt’altro che proibitivi. Vediamo le più interessanti: 

Auto GPL economiche Prezzo (da)
Dr Evo3 da 18.340 
Lancia Ypsilon da 17.450 €
 Mahindra KUV 100  da 14.690 €

Dr Evo3: il SUV assemblato dalla compagnia molisana si presenta con uno stile imponente e linee dure che non passano certamente inosservate. La contaminazione cinese si avverte tutta, anche negli interni, ma se si è alla ricerca di un SUV alimentato a GPL a buon prezzo è certamente una delle scelte da tenere in considerazione. Il motore è il 1.5 da 107 CV. 

Lancia Ypsilon: l’utilitaria chic della Casa torinese continua ancora oggi, a distanza di anni dall’ingresso sul mercato, ad essere particolarmente apprezzata. Il leggero restyling cui è stata sottoposta ha ringiovanito il frontale e gli interni. Sotto il cofano trova spazio il 1.2 da 69 CV. 

Mahindra KUV 100: il marchio indiano non è ancora molto noto nel nostro Paese, ma ciò non significa che le sue vetture siano totalmente assenti dalle nostre strade. Il KUV 100 è crossover compatto con misure da citycar in grado di coniugare esigenze differenti. Il motore 1.2 da 83 CV è parco e brillante. 

Sono molte le citycar alimentate a GPL presenti nei listini dei costruttori. Vediamo alcuni dei modelli più stuzzicanti in commercio: 

  • Kia Picanto 
  • Mitsubishi Space Star 
  • Hyundai i10 

Kia Picanto: la citycar della Casa coreana è giunta alla terza generazione e si presenta con uno stile gradevole ed in linea con il family feeling delle altre vetture del gruppo. Gli interni sono molto curati e spaziosi, nonostante le dimensioni, mentre sotto il cofano il 1.0 da 65 CV è la scelta migliore tra brio al volante e costi di gestione contenuti. I prezzi partono da 14.500 euro. 

Mitsubishi Space Star: la Casa giapponese è senza dubbio più nota per SUV e crossover, ma la piccola citycar giunta alla seconda generazione può essere considerata una vettura adatta alle esigenze quotidiane grazie alle sue dimensioni contenute. Duplice la scelta di motori disponibile: 1.0 e 1.2 sempre da 71 CV.  14.950 euro è il prezzo di partenza. 

Hyundai i10: giunta alla seconda generazione la i10 ha il difficile compito di replicare il successo della vettura che l’ha preceduta. Lo stile è ancora più affilato, come ormai da tradizione per la Casa coreana, e gli interni sono curati e spaziosi. Il 1.0 da 65 CV è equilibrato. Si parte da 15.250 euro. 

Se si vuole risparmiare sul costo di acquisto una buona prassi è quella di controllare le migliaia di offerte dell’usato presenti nella sezione dedicata di automobile.it. Vediamo la proposte più interessanti. 

Auto GPL usate Prezzo (da)
Fiat Tipo da 13.300 
Ford Focus da 4.500 €
Alfa Romeo Giulietta da 12.000 €

Fiat Tipo: la berlina italiana si è rivelata un vero e proprio successo commerciale andando ad incontrare le richieste del pubblico alla ricerca di una vettura concreta e piacevole da guidare. Il motore 1.4 da 95 CV è equilibrato per la massa dell’auto.  

Ford Focus: la berlina della Casa dell’Ovale blu è diventata un punto fermo per il costruttore americano. Se si vuole risparmiare decisamente sul prezzo di acquisto è possibile controllare le numerose offerte dell’usato dove i modelli del 2008, con motore da 2.0 litri e 145 CV,  sono in vendita a cifre inferiori ai 5.000 euro. 

Alfa Romeo Giulietta: altro modello di grande successo, la Giulietta è ormai giunta a fine carriera e se si vuole entrare in possesso della berlina del Biscione è imprescindibile controllare il mercato dell’usato. La motorizzazione GPL 1.4 Turbo da 120 CV mantiene il DNA Alfa Romeo. I prezzi per esemplari del 2015 si aggirano sui 12.000 euro. 

GUARDA I NOSTRI VIDEO

 

Come abbiamo detto in precedenza, scegliere una vettura alimentata a GPL significa riuscire a tenere sotto controllo i costi di gestione. Ultimamente il prezzo del Gas di Petrolio Liquefatti (il cui acronimo è proprio GPL) ha subìto dei leggeri ritocchi e si aggira sui 0,74 centesimi al litro. Ad ogni modo è sempre notevolmente inferiore al costo della benzina verde che attualmente, al self, è venduta a 1,75 euro al litro. 

Non ci sono differenze sostanziali per quel che riguarda la revisione di un’auto GPL rispetto ad una alimentata a benzina. Anche in questo caso dopo la prima immatricolazione si dovrà procedere alla prima revisione trascorsi quattro anni. Le successive revisioni, invece dovranno essere effettuate ad intervalli biennali.  

Oltre a garantire costi di rifornimento contenuti, una auto GPL porta con sé anche il vantaggio di godere di esenzioni e riduzioni inerenti il bollo auto. Ogni regione ha stabilito le proprie determinazioni a riguardo e quindi sarà necessario controllare il sito dell’ACI o dell’Agenzia delle Entrate per conoscere con certezza se si è obbligati o meno a pagare il bollo in misura ridotta. 

Cose da sapere

Quale auto GPL comprare?

Le 5 migliori auto GPL del 2021 secondo automobile.it sono:Dacia Sandero (da 13.200 euro), Dacia Duster (da € 13.850), Renault Capture (€ 22.000), Renaul Clio (19.505 euro) e Fiat Panda (da 15.200 euro)

Ogni quanti anni bisogna fare la revisione delle bombole?

Il serbatoio degli impianti GPL deve essere sostituito nel corso del decimo anno dell’immatricolazione del veicolo. Negli anni precedenti vengono svolti i classici controlli di manutenzione dei filtri e delle valvole.

Quando conviene acquistare auto GPL?

In generale, le auto GPL sono particolarmente indicate per chi percorre molti chilometri all’anno. Il costo del GPL infatti è inferiore di circa il 50% rispetto a quello della benzina e consente di ammortizzare velocemente il maggior importo versato per l’acquisto della vettura.

Meglio GPL o Metano?

Dipende dall’utilizzo che si dovrà fare della propria vettura. Come abbiamo detto, le auto a GPL garantiscono performance più simili a quelle dei tradizionali motori a benzina e possono contare su una miglior infrastruttura per il rifornimento a livello nazionale.

Tutto quello che c’è da sapere sul cruise control

Tutto quello che c'è da sapere sul cruise control 3

L’evoluzione tecnologica ha fatto passi da gigante in campo automobilistico e tra gli accessori in grado di rendere più confortevole la vita a bordo c’è senza dubbio il cruise control. Scopriamo cos’è e come funziona.  

INDICE
 Cos’è il cruise control?
 Come funziona?
 Cruise control adattivo e cruise control non adattivo: le differenze/a>
 Cruise control con funzione freno: è sicuro?
 Autostrada e cruise control
 Cruise control in città
 Cruise control e guida autonoma
 Si può aggiungere il cruise control al cambio automatico?

Con la definizione cruise control si intende un dispositivo elettronico tramite il quale è possibile impostare una velocità di marcia predefinita. Il cruise control si rivela molto comodo nei lunghi viaggi autostradali perché impostando la velocità prevista dal Codice della Strada si potrà far riposare il piede destro senza bisogno di tenerlo costantemente sul pedale dell’acceleratore dato che sarà la centralina dell’auto a svolgere questo compito.

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Il funzionamento del cruise control è piuttosto semplice da capire. Sul volante di una vettura dotata di questo dispositivo, o su una leva posizionata nel piantone dello sterzo, sono presenti i tasti tramite i quali impostare il cruise control. Per attivare il dispositivo si dovrà premere il tasto “SET” e successivamente premere i pulsanti “+” e “-“ fino a visualizzare sul computer di bordo la velocità desiderata. Se si vorrà riprendere il controllo dell’acceleratore sarà sufficiente premere il pedale del freno, mentre se si vorrà effettuare un sorpasso si potrà premere sul pedale del gas ed una volta compiuta la manovra il cruise control tornerà a funzionare autonomamente. 

Quello di cui abbiamo parlato sino ad ora è il cruise control “standard”, ma in commercio è presente anche il cruise control adattivo. Con questa definizione si indica un dispositivo che oltre a consentire di impostare la velocità di marcia che si preferisce tenere, dà la possibilità di stabilire anche la distanza da mantenere dal veicolo che precede. Il cruise control adattivo, quindi, modera l’accelerazione in base alla distanza del veicolo che si ha di fronte grazie alla presenza di un radar frontale che rileva l’effettiva distanza tra i due veicoli.  

Il cruise control adattivo prevede anche la funzione del freno, ossia la vettura riduce la velocità in caso di ostacoli incontrati sulla traiettoria di marcia. Certo, trovarsi le prime volte alla guida di una vettura che svolge questa funzione in autonomia può lasciare spiazzati, ma grazie ai progressi compiuti dalla tecnologia negli ultimi anni si può affermare come il cruise control sia sicuro ed in ogni caso è consentito al conducente di riprendere il controllo semplicemente premendo il pedale del freno o della frizione.  

Come anticipato brevemente in precedenza, l’utilità del cruise control si apprezza soprattutto in autostrada. Chi è costretto a percorrere quotidianamente distanze importanti sa come l’affaticamento del piede destro costantemente sul gas sia un problema di non poco conto. Grazie al cruise control si potrà invece riposare l’arto lasciando che sia la vettura a mantenere la velocità di crociera costante senza alcun intervento da parte del guidatore.  

Se è vero che il cruise control si fa apprezzare soprattutto in autostrada, è altrettanto vero che i dispositivi più recenti offrono un gran comfort anche in città. Questi, infatti, possono essere dotati anche dellafunzione di marcia in colonnache consente di arrestare completamente il veicolo quando si è in coda e di ripartire automaticamente non appena il veicolo che precede riprende ad avanzare. 

Se si parla di cruise control viene subito in mente anche la guida autonoma. Attualmente le vetture dotate di questo dispositivo, insieme ad altri ADAS, vengono classificate come auto con un Livello 2 di guida autonoma. Se si pensa alla guida autonoma vera e propria, però, il percorso da compiere è ancora lungo. Alcuni costruttori, come Tesla, sono già avanti nella sperimentazione di questo dispositivo, ma le complicazioni legate alla regolamentazione nei diversi Paesi rischiano di far slittare l’entrata in produzione delle vetture dotate di guida autonoma. 

Se si vuole godere appieno del cruise control la cosa migliore è abbinare questo dispositivo ad una vettura dotata di cambio automatico. Tuttavia è possibile anche installare questo componente anche aftermarket. Per verificare che l’installazione sia fattibile, ed economicamente conveniente, la macchina deve essere dotata di cambio automatico, di acceleratore elettronico e predisposta per l’installazione del cruise control. Nei veicoli più vecchi non conviene effettuare questa modifica perché comporterebbe una spesa elevata, mentre sulle vetture moderne si potrà scegliere tra un cruise control messo in vendita dalla Casa costruttrice o un modello universale. 

Cose da sapere

Cos’è il cruise control?

Il cruise control è un dispositivo elettronico tramite il quale è possibile impostare una velocità di marcia predefinita. Il cruise control si rivela molto comodo nei lunghi viaggi autostradali perché impostando la velocità prevista dal Codice della Strada si potrà far riposare il piede destro.

Come si utilizza il cruise control?

Sul volante di una vettura dotata di questo dispositivo, o su una leva posizionata nel piantone dello sterzo, sono presenti i tasti tramite i quali impostare il cruise control. Per attivarlo si dovrà premere il tasto “SET” e poi i pulsanti “+” e “-“ fino a visualizzare sul computer di bordo la velocità desiderata. Se si vorrà riprendere il controllo dell’acceleratore sarà sufficiente premere il pedale del freno.

Quali sono i vantaggi del cruise control?

L’utilità del cruise control si apprezza soprattutto in autostrada. Chi è costretto a percorrere quotidianamente distanze importanti sa come l’affaticamento del piede destro costantemente sul gas sia un problema di non poco conto. Grazie al cruise control si potrà invece riposare l’arto lasciando che sia la vettura a mantenere la velocità di crociera costante senza alcun intervento da parte del guidatore.  

Cos’è il cruise control adattativo?

Il cruise control adattivo è un dispositivo che oltre a consentire di impostare la velocità di marcia, dà la possibilità di stabilire anche la distanza da mantenere dal veicolo che precede. Il cruise control adattivo, quindi, modera l’accelerazione in base alla distanza del veicolo che si ha di fronte grazie alla presenza di un radar frontale che rileva l’effettiva distanza tra i due veicoli.  

Che differenza c’è tra cruise control e guida autonoma?

Attualmente le vetture dotate di cruise control, insieme ad altri ADAS, vengono classificate come auto con un Livello 2 di guida autonoma. Se si pensa alla guida autonoma vera e propria, però, il percorso da compiere è ancora lungo, perché le complicazioni legate alla regolamentazione nei diversi Paesi rischiano di far slittare l’entrata in produzione delle vetture dotate di guida autonoma.