Volkswagen: dopo l’auto è il momento dei servizi

Volkswagen ID, molto più di un’auto elettrica

Si scrive Mission T, ma si legge rivoluzione. Volkswagen si è lanciata nella sfida più grande: trasformarsi da costruttore di auto in un colosso dei servizi per la mobilità, con l’elettrico al centro di tutto il nuovo modo di produrre auto. Poco dopo il lancio dei primi modelli della famiglia ID, per il gruppo di Wolfsburg è già tempo di guardare oltre.

La portata della svolta epocale è data dai numeri della stessa Volkswagen: un gigante da 11 milioni di veicoli venduti all’anno con 670mila posti di lavoro e dodici marchi, tra auto, moto e mezzi pesanti, a cui vanno aggiunti migliaia di azionisti. Cifre che rendono bene l’idea di una delle più grandi trasformazioni della storia.

Mission T come Tesla

 La casa americana è da sempre nel mirino di Herbert Diess, CEO del colosso tedesco, che nell’aprile 2020 ha aperto la riunione con i top manager del gruppo con questa domanda: “Cosa dobbiamo fare nei prossimi sei mesi per raggiungere Tesla nel 2024 in termini di tecnologia?”. Questa è stata la prima pietra della nuova mission Volkswagen. Tutto passa da Audi,  che avrà il compito di sviluppare una serie di auto elettriche iper efficienti. Per questo è stato deciso di creare Artemis, un team estraneo alle logiche aziendali; una specie di esperimento per utilizzare nuovi metodi di lavoro, più moderni e snelli, con l’idea di applicarli in futuro all’intero gruppo Volkswagen.

Audi e-tron GT: prezzo, dimensioni e caratteristiche 7

Artemis seguirà la logica che da sempre è alla base di Tesla: il veicolo visto come un sistema complesso da valutare in tutta la sua interezza. Di conseguenza Audi cercherà di integrare il software con il powertrain e la meccanica: il primo veicolo basato su questo approccio vedrà la luce nel 2024 e userà componenti provenienti dalle vetture realizzate sulla piattaforma PPE di Porsche (Taycan) e Audi (e-tron GT). Per la produzione di questi modelli sarà necessaria una profonda riorganizzazione aziendale in stile start-up. Andranno ripensate l’organizzazione del lavoro e l’interazione tra le varie divisioni aziendali a cui si dovrà aggiungere la creazione di nuove unità da zero. In pratica, il vecchio modo di fare auto andrà in pensione per lasciare spazio alla sburocratizzazione dei processi e allo snellimento delle fasi decisionali.

L’invasione delle auto a guida autonoma

 Entro dieci anni si completerà il passaggio alle zero emissioni e sarà il momento del boom della guida autonoma. Diess è convinto che questo tipo di vetture siano più sicure e convenienti e che Volkswagen possa trionfare nella sfida della produzione di “auto intelligenti”. A patto che il cambiamento venga visto come opportunità fin da subito e che il colosso tedesco si trasformi in una digital company in grado di gestire e dialogare con milioni di “computer con le ruote”, fornendo servizi e assistenza.

VW FORD

È già futuro con dieci nuovi modelli elettrici

 Il viaggio verso il futuro per il gruppo tedesco è iniziato subito dopo lo scandalo delle emissioni truccate con “Transform 2025 – Strategy for the New Volkswagen”. La prima decisione fu quella di non usare la piattaforma del gruppo (MQB) per i nuovi modelli elettrici e di puntare sulla nuova MEB, una base interamente dedicata alle vetture a zero emissioni con l’obiettivo di sfruttare al massimo i vantaggi dell’elettrico. I risultati si vedranno a breve, con cinque marchi del gruppo che lanceranno dieci nuovi modelli basati su questa piattaforma, a cui va aggiunta Ford che ha deciso di adottare la MEB per la propria gamma elettrica.

Stellantis investe 30 miliardi sull’elettrificazione della gamma

Stellantis investe 30 miliardi sull'elettrificazione della gamma 1

Stellantis pensa in grande e mette la mobilità a zero emissioni al centro della produzione dei prossimi anni. Il gruppo internazionale ha presentato il proprio piano industriale che prevede investimenti per oltre 30 miliardi di euro nell’elettrificazione e nello sviluppo dei un nuovo software entro il 2025, puntando a mantenere il 30% di efficienza in più rispetto alla media del settore. L’obiettivo è quindi quello di diventare leader di mercato nei settore dei veicoli a basse emissioni. Da oggi al 2030, l’obiettivo è che i veicoli elettrificati arrivino a rappresentare più del 70% delle vendite in Europa e oltre il 40% di quelle negli Stati Uniti.

Filiera a impatto zero

Il percorso di elettrificazione abbraccia tutta la filiera produttiva dei marchi appartenenti a Stellantis. Con la propria strategia di approvvigionamento delle batterie per i veicoli elettrici, il gruppo prevede di assicurarsi oltre 130 GWh di capacità entro il 2025 e oltre 260 GWh entro il 2030. Il fabbisogno di batterie e componenti per EV sarà soddisfatto grazie a cinque “gigafactory” in Europa e in Nord America, a cui si aggiungeranno altri contratti di fornitura e partnership a supporto della domanda totale. La terza “gigafactory” europea di Stellantis sorgerà in Italia, a Termoli, entro il 2025 e si affiancherà a quella francese (a Douvrin entro il 2023) e quella tedesca (Kaiserslautern entro il 2025), che offriranno al gruppo una iniziale capacità di 50 GWh l’anno.

Stellantis investe 30 miliardi sull'elettrificazione della gamma

Per contenere i costi

Inoltre Stellantis ha firmato un memorandum d’intesa con due partner attivi nell’estrazione di litio geotermico dalle brine in Nord America e in Europa per assicurarsi un approvvigionamento sostenibile di litio, identificato come la materia prima per batterie più critica in termini di disponibilità. Queste sinergie permetteranno anche di abbassare i costi. L’obiettivo è quello di ridurre i costi dei pacchi batterie di oltre il 40% tra il 2020 e il 2024 e di un ulteriore 20% o più entro il 2030. Tutti gli aspetti del pacco batterie possono concorrere alla riduzione dei costi: l’ottimizzazione generale del pacco, la semplificazione del formato dei moduli, l’aumento delle dimensioni delle celle e i progressi nella chimica delle batterie.

Le piattaforme

Andando poi nello specifico dei modelli che varranno, Stellantis ha rivelato che utilizzerà quattro nuove piattaforme.

  • STLA Small: per modelli compatti, citycar e SUV di segmento B con un’autonomia fino a 500 km.
  • STLA Medium: dedicata a vetture premium, principalmente di segmento C e D, sia SUV sia berline  con un’autonomia fino a 700 km.
  • STLA Large: per ammiraglie e vetture sportive, comprese le “eMuscle car” americane annunciate da Dodge con un’autonomia fino a 800 km.
  • STLA Frame: per pick-up e veicoli commerciali con un’autonomia fino a 800 km.

Le nuove piattaforme sono state progettate per essere il più possibile versatili e flessibili. La STLA Large può ospitare modelli con lunghezze comprese tra i 4,7 e i 5,4 metri e con larghezze tra gli 1,9 e i 2,03 metri. Su questa piattaforma nasceranno otto modelli in cinque anni, mentre in totale, con le quattro piattaforme, una volta a regime, saranno prodotte due milioni di auto elettriche all’anno.

Fiat 500 elettrica: prezzo, dimensioni e caratteristiche 5

I motori

Stellantis ha intenzione di produrre tre nuovi motori elettrici. Il più piccolo (EDM #1), riservato alla STLA Small, eroga una potenza di 95 CV, quello di mezzo (EDM #2), utilizzato su STLA Small, Medium e Large, ha potenze comprese tra i 170 e 245 CV, mentre il terzo (EDM #3), impiegato sulle piattaforme Medium, Large e Frame, va da 204 a 450 CV. Quest’ultimo sarà compatibile anche con schemi propulsivi da 800 volt.

Le batterie

Il gruppo ha scelto di puntare su due composizioni chimiche diverse: batterie senza nichel e senza cobalto con una densità alla cella compresa tra i 400 e i 500 Wh/l dedicate ai modelli piccoli, a cui si aggiungono batterie agli ioni di litio con nichel e manganese che garantiranno densità alla cella di circa 600-700 Wh/l.

I vari tagli proposti:

  • STLA Small: 37-82 kWh, autonomia fino a 500 km
  • STLA Medium: 87-104 kWh, autonomia fino a 700 km
  • STLA Large: 101-118 kWh, autonomia fino a 800 km
  • STLA Frame: 159-200 kWh, autonomia fino a 800 km

Entrambi i tipi di batterie arriveranno nel 2024 e avranno un anodo di grafite: le prime avranno un’architettura tradizionale, con celle raggruppate in moduli; le seconde, invece, sin da subito saranno composte da un unico grande modulo. In questo modo Stellantis conta di ridurre i costi del 40% tra il 2020 e il 2024 e di un ulteriore 20% nel 2030. Nel 2026, inoltre, il Gruppo rinnoverà completamente le batterie. Sui due tipi sarà introdotta un’architettura cell-to-pack che permetterà di incrementare la densità e di ridurre ulteriormente costi e ingombri. Sempre fra cinque anni, l’azienda introdurrà anche le batterie allo stato solido.

Renault: ora punta tutto su piattaforme e batterie

Renault: ora punta tutto su piattaforme e batterie 1

In Renault il futuro è oggi: la casa francese conferma la svolta “green” e continua a puntare con decisione sulle zero emissioni. L’obiettivo del piano industriale da qui al 2030 è produrre veicoli elettrici competitivi, sostenibili e popolari, avvalendosi di varie partnership e puntando su una profonda riorganizzazione aziendale, su nuove tecnologie che permettano di abbassare i costi e sulla seconda vita delle batterie.

Dal 2009 a oggi il gruppo ha già investito cinque miliardi di euro nell’elettrificazione e ne investirà altri dieci nei prossimi cinque anni con l’obiettivo di dimezzare i costi delle batterie nei prossimi dieci anni, costo che attualmente è già dimezzato rispetto a dieci anni fa. La casa francese punta ad affermarsi come gruppo più verde in Europa con il mix più “green” del mercato europeo nel 2025, con oltre il 65% delle vendite realizzate con veicoli elettrici ed elettrificati e fino al 90% di veicoli elettrici nel 2030.

Renault: ora punta tutto su piattaforme e batterie 2

Arriva la ElectryCity

La Renault ElectriCity riunirà i tre stabilimenti Renault di Douai, Maubeuge e Ruitz oltre a un ampio ecosistema di fornitori con l’obiettivo ambizioso di proporre veicoli elettrici “made in France”. Dal 2024, la ElectriCity userà batterie a costi competitivi prodotte dalla Gigafactory di Envision-AESC a Douai. La nuova struttura contribuirà alla creazione di 700 nuovi posti di lavoro entro la fine del 2024 e, insieme a Envision-AESC e Verkor, il gruppo Renault creerà complessivamente 4.500 posti di lavoro diretti in Francia entro il 2030. A pieno regime la ElectriCity dovrebbe produrre 400.000 veicoli all’anno entro il 2025 con un costo di produzione ridotto a circa il 3% del valore del veicolo.

Renault: ora punta tutto su piattaforme e batterie 3

Le nuove piattaforme

La casa francese utilizzerà due piattaforme modulari dedicate ai veicoli elettrici per offrire un alto rendimento e un’autonomia ottimale a un costo competitivo. Le vetture di segmento C e D verranno realizzate sulla piattaforma CMF-EV, che esordirà l’anno prossimo con la Megane elettrica e che nel 2025 sarà utilizzata per la produzione di 700.000 veicoli l’anno. Per il segmento B, la piattaforma CMF-BEV consentirà al Gruppo Renault di proporre veicoli elettrici accessibili. Questa piattaforma ridurrà il costo del 33% rispetto all’attuale generazione di ZOE. Debutterà nel 2025 con la Renault 5 e, quando sarà a pieno regime, potrà produrre tre milioni di citycar a zero emissioni all’anno.

Motori ancora più efficienti e compatti

Renault continuerà a montare il motore elettrico basato sulla tecnologia dei motori sincroni a rotore avvolto (EESM Electrically Excited Synchronous Motor) che ha sviluppato fin dall’inizio. Questo tipo di propulsore è più efficiente in condizioni di guida autostradale e a medio carico e ottimizza i consumi di energia sul percorso misto. Nel 2024 la casa francese monterà la nuova generazione di EEMS, più compatti ed efficienti. Sfruttando la collaborazione con STMicroelectronics, i nuovi motori saranno inseriti in un sistema “all-in-one” che a partire dal 2025 comprenderà anche un sistema chiamato “one box” che include tutta l’elettronica di potenza. Il sistema “all-in-one” è più compatto del 45% rispetto al powertrain classico e riduce i costi del 30%. Inoltre è compatibile con l’architettura a 800 volt e permette di contenere anche gli sprechi di energia del 45%, con un aumento dell’efficienza che porta un incremento medio dell’autonomia intorno ai 20 km. La casa francese ha firmato una partnership anche con la start-up Whylot per un e-motor a flusso assiale che a partire dal 2025 sarà applicato ai gruppi motopropulsori ibridi, con l’obiettivo di abbassare del 5% i costi, riducendo, al tempo stesso, fino a 2,5 g le emissioni di CO2. Questo nuovo motore potrebbe essere montato anche sulle auto elettriche pure.

Renault: ora punta tutto su piattaforme e batterie

Le batterie

In questo campo il gruppo francese si distingue dagli altri produttori: userà soltanto batterie NMC (Nichel, manganese e cobalto) che sfrutteranno due tipi di celle. Quelle di fascia alta, caratterizzate da una maggiore densità energetica e le altre, meno evolute, che saranno montate sulle citycar, la Renault 5 e la Renault 4. Con queste batterie la casa francese sarà in grado di offrire vari servizi accessori, tra cui il vehicle to grid che permette di ritrasmettere l’energia dalla batteria dei veicoli alla rete elettrica.

Piano industriale Nissan: il futuro è a zero emissioni

Piano industriale Nissan: il futuro è a zero emissioni

Nissan rilancia prepotentemente sulla mobilità elettrica. La casa giapponese ha annunciato il Nissan EV36Zero, un Electric Vehicle Hub che darà vita al primo ecosistema di produzione di veicoli elettrici al mondo, nel proprio impianto di Sunderland, nel Regno Unito.

Il piano, lanciato dal brand giapponese e dal partner Envision AESC, produttore di batterie leader a livello mondiale e Sunderland City Council, prevede un investimento complessivo da un miliardo di sterline e raggruppa tre elementi connessi fra loro: la produzione di veicoli elettrici, le energie rinnovabili e la produzione di batterie, con l’obiettivo di creare un nuovo modello a 360 gradi per la produzione automobilistica a zero emissioni, traghettando il marchio verso l’obiettivo di una produzione carbon neutral entro il 2050, senza tralasciare lo step intermedio previsto per il 2035 quando ogni modello a listino sarà proposto anche in variante 100% elettrica.

Nuovo centro d’eccellenza a Sunderland

Questi progetti creeranno 6.200 posti di lavoro “green” in Nissan e nella sua rete di fornitori nel Regno Unito. Il marchio giapponese ha iniziato a produrre veicoli a Sunderland nel luglio del 1986: da allora lo stabilimento è diventato il più grande impianto nella storia dell’industria automobilistica britannica, con 46.000 posti di lavoro. Attualmente a Sunderland vengono prodotti i modelli Nissan Qashqai, Juke e Leaf: il 70% delle vetture vengono esportate nell’Europa continentale, il 20% nel Regno Unito e il restante 10% in altri mercati mondiali, dal Sud America all’Australia e dai Paesi Nordici al Sud Africa.

Piano industriale Nissan: il futuro è a zero emissioni 2

Una Gigafactory dedicata

Il punto di partenza di EV36Zero ruota intorno a Envision AESC, fornitore delle batterie per la Leaf e la NV200 dal 2012, che realizzerà una Gigafatory accanto allo stabilimento Nissan di Sunderland con una capacità iniziale di 9 GWh, con un potenziale investimento futuro di 1,8 miliardi di sterline da parte della stessa Envision AESC, generando fino a 25 GWh e creando 4.500 nuovi posti di lavoro “green” qualificati entro il 2030, con un potenziale fino a 35 GWh. Nell’immediato il nuovo impianto creerà 750 nuovi posti di lavoro e consoliderà i 300 attuali, consentendo a Nissan di contenere i costi delle batterie e riducendo di conseguenza i prezzi delle vetture elettriche, grazie alla nuova batteria Gen5, caratterizzata da una densità del 30% maggiore rispetto agli attuali accumulatori.

Piano industriale Nissan: il futuro è a zero emissioni 1

Completamente autosufficiente

Il secondo punto su cui si basa EV36Zero è la realizzazione di una “microgrid” (una specie di rete elettrica locale come quella che stanno creando Apple e Tesla) di elettricità 100% rinnovabile, che permetterà di risparmiare 55.000 tonnellate di carbonio all’anno. Il progetto iniziale prevede la possibilità di creare fino a dieci parchi solari e incorporare i parchi Nissan già esistenti, con una produzione totale stimata di 132 MW. È prevista anche la connessione diretta alla rete di energia, per alimentare a zero emissioni sia l’impianto Nissan, sia le aziende automobilistiche situate nell’adiacente International Advanced Manufacturing Park. Questo piano prevede un investimento di 80 milioni di sterline e comprende un sistema di stoccaggio da 1 MW, realizzato con batterie Nissan EV/ Envision AESC di seconda vita in modo da immagazzinare l’energia in eccesso generata durante le ore diurne e utilizzarla in un secondo momento per equilibrare i picchi di richiesta energetica.

L’erede della Leaf

Il piano annunciato da Nissan prevede anche il lancio dell’erede della Leaf, un crossover di nuova generazione completamente elettrico. La casa giapponese investirà fino a 423 milioni di sterline per produrre nel Regno Unito un’autovettura che segnerà un ulteriore consolidamento dell’alleanza con Renault. Il nuovo veicolo avrà le proporzioni di un crossover e sarà sviluppato sulla piattaforma CMF-EV con una capacità produttiva che potrà raggiungere le 100.000 unità. Progettato per il mercato globale, il nuovo crossover sarà distribuito nei paesi europei tradizionalmente serviti dallo stabilimento Nissan di Sunderland.

Colonnina in concessionaria: come installarla e perché

Ricarica auto elettrica: ecco i prezzi e i tempi per la ricarica

Il futuro della mobilità tende sempre più verso le zero emissioni, con conseguenti vantaggi in termini di impatto ambientale, grazie all’azzeramento del gas serra e al miglioramento della qualità dell’aria nelle città.

Alla luce di questi cambiamenti, le concessionarie auto devono adeguarsi per restare al passo coi tempi e offrire quanti più servizi possibili per fidelizzare il cliente. Gli showroom saranno via via rivoluzionati dall’avanzare sul mercato dei veicoli a zero emissioni e installare in concessionaria le colonnine per la ricarica delle auto elettriche può essere una mossa vincente, tanto che già oggi nei loro punti vendita ufficiali molti costruttori come Porsche, Audi e Renault, giusto per fare qualche esempio, offrono dei punti di ricarica per i loro clienti.

Montare una colonnina è semplice ed economico, non richiede procedure particolarmente complesse e anche qualsiasi concessionario multi marche può offrire questo servizio ai propri clienti. Vediamo come muoversi.

Auto elettrica o ibrida? Ecco tutte le differenze

La normativa

Il parcheggio della concessionaria viene classificato come “luogo privato aperto a terzi“, assimilato dalla normativa italiana ai luoghi pubblici. Le stazioni di ricarica devono quindi essere conformi al Modo 3 della normativa internazionale IEC 61851-1. Questo assicura la massima sicurezza per le persone che utilizzano la stazione e per i veicoli elettrici che si ricaricano.
L’installazione della stazione di ricarica non richiede autorizzazioni o permessi da parte di Enti; questa diventa infatti un impianto aziendale, installato e gestito in autonomia dall’azienda.

Toyota Lexus elettrica: ricarica

Le colonnine

Esistono diverse tipologie di colonnine disponibili sul mercato, tutte quante dotate di presa di Tipo 2. Da inizio 2013 infatti, i vari Paesi membri dell’Unione Europea hanno adottato uno standard unico per le ricariche delle auto elettriche, per cui tutte le stazioni di ricarica devono avere la stessa tipologia di presa (Tipo 2 IEC62196) e devono essere interoperabili. Installare oggi una colonnina non espone quindi al rischio di obsolescenza del dispositivo.

  • Wallbox: sono le stazioni di ricarica da montare su una parete e, solitamente sono dotate di un solo attacco per la ricarica. Di conseguenza, devono essere installate in numero pari al numero di posti auto che si desidera attrezzare. Hanno una potenza che va da 3,7 a 22 kW e prezzi a partire da circa 500 euro.
  • Colonnine con presa fissa: sono pensate per l’installazione a terra e non sono dotate di cavo di ricarica. Per rifornire di energia un veicolo, quindi, bisogna utilizzare il cavo in dotazione all’auto. Anche in questo caso le potenze sono comprese tra 3,7 e 22 kW, mentre i prezzi partono da circa 1.000 euro.
  • Colonnine con presa integrata: sono identiche alle colonnine con presa fissa, ma sono dotate di cavo di ricarica integrato, in modo da non dover utilizzare quello in dotazione all’auto. I prezzi in questo caso partono da circa 600 euro.
  • Colonnine fast: sono quelle dotate di una potenza di ricarica superiore ai 22 kW e possono essere dotate di diversi standard di ricarica: chademo e CCS combo 2 in DC e Tipo 2 in AC.

Sono molti i gestori che offrono questo tipo di servizio. Basta scegliere quello più congeniale alle proprie esigenze e lasciare che si occupino loro dell’analisi sulla linea elettrica dell’azienda e della successiva posa della colonnina. E il gioco è fatto.

Auto elettriche: tutto quello che c’è da sapere

Auto elettrica o ibrida? Ecco tutte le differenze 3

Il futuro dell’automobile va sempre più verso la riduzione delle emissioni. L’auto elettrica a prima vista può sembrare uguale a qualsiasi altra vettura ad alimentazione “tradizionale” ma, sottopelle, è molto diversa. Per muoversi non ha bisogno di carburanti fossili e si ricarica come un telefono cellulare: la ricarica può essere effettuata con le colonnine presenti sul territorio oppure con una presa elettrica domestica.

Nel corso degli anni il processo di “elettrificazione” dell’auto ha fatto passi da gigante: con questa parola si intende la progressiva introduzione di sistemi di propulsione elettrici in grado di affiancare o sostituire quelli tradizionali. Un processo che ha dato vita alle auto ibride ed elettriche. Queste due categorie di veicoli comprendono varie soluzioni, a seconda del grado di elettrificazione, che indica il ruolo della parte elettrica rispetto a quella tradizionale. Vediamo le diverse opzioni.

Suzuki Swift: esterni

Mild-hybrid

Rappresenta il primo livello di elettrificazione e a voler essere precisi, si tratta di un sistema “borderline”. Questo perché, in realtà, la parte elettrica non esercita un ruolo attivo nella trazione del veicolo, ma si limita a supportare il lavoro del motore endotermico assolvendo alla funzione di generatore e starter che permette il funzionamento del sistema start&stop. Rispetto al motorino classico, è in grado di gestire la ricarica della batteria sostituendo l’alternatore. In più, con cambio automatico o robotizzato, questi sistemi sono in grado di anticipare lo spegnimento del motore principale quando l’auto non è ancora ferma, al di sotto di una velocità che solitamente non supera i 12 km/h. Inoltre, il sistema ibrido è in grado di dare un “boost” di potenza in fase di accelerazione, quando la batteria è sufficientemente carica.

Toyota Prius: esterni

Full hybrid

Nelle full hybrid il motore elettrico e quello a scoppio lavorano insieme più o meno alla pari per garantire migliore efficienza o maggiori prestazioni e hanno una modalità di marcia totalmente elettrica che consente all’auto di muoversi a zero emissioni. Nelle fasi passive, e in alcuni casi anche durante la marcia, il motore elettrico recupera energia per conservare la batteria entro un determinato stato di carica. Generalmente l’autonomia in elettrico di questi modelli non supera i 4/5 km e non possono essere ricaricate “alla spina”.

Hyundai Ioniq: prezzi, dimensioni e caratteristiche 5

Plug-in hybrid

Queste vetture sono caratterizzate dalla sigla PHEV e rappresentano l’evoluzione delle full hybrid e hanno come obiettivo quello di aumentare l’utilizzo della parte elettrica mediante la possibilità di ricaricare la batteria anche da una sorgente esterna, di fatto aumentando l’autonomia e riducendo la necessità di ricorrere al motore a combustione interna. Rispetto alle full hybrid hanno una batteria di dimensioni maggiori, generalmente dai 10 ai 15 kWh, e permettono di percorrere in media 50 km in modalità completamente elettrica.

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Tesla Model 3, ora fa più strada e costa meno

Elettriche

Caratterizzate dalle sigle EV o BEV (Battery Electric Vehicle), sono veicoli a trazione esclusivamente elettrica, che sfruttano l’energia stipata all’interno di una batteria per muoversi e che per essere ricaricata ha bisogno di essere collegata ad una una sorgente esterna. Le elettriche sfruttano spesso più di un motore per assicurare, ad esempio, la presenza della trazione integrale o semplicemente prestazioni superiori.

Elettriche range extended

Sono auto elettriche in tutto e per tutto anche se a bordo hanno un motore tradizionale con funzione di generatore di corrente. La batteria si ricarica con la spina, ma se la riserva si riduce in marcia c’è la possibilità di attivare il motore a scoppio per produrre nuova energia e aumentare l’autonomia. Dato che il motore funziona a regime costante, i livelli di inquinamento sono ridotti e controllati.

Hyundai Nexo: esterni

Elettriche fuel cell

Per tanti aspetti sono a metà strada tra le auto elettriche pure e le range extended. Anche se hanno trazione elettrica, usano comunque un combustibile: l’idrogeno. All’interno del motore, questo viene messo a contatto con l’aria in apposite celle sprigionando energia elettrica, che viene poi immagazzinata in apposite batterie e da qui mandata alle ruote per dare trazione al veicolo. In teoria è la soluzione più ecologica ed è considerata una delle più interessanti strade da percorrere verso un futuro a zero emissioni, poiché l’idrogeno può essere ricavato da processi ecologici ed energie rinnovabili. Di contro, attualmente i costi di produzione e la difficoltà di stoccaggio dell’idrogeno a bordo a temperature e pressioni adeguate rappresentano un limite per questa tipologia di vetture.

Come funziona un’auto elettrica

La propulsione elettrica si basa su tre elementi fondamentali: il motore, la batteria e l’unità di gestione della potenza (inverter), ovvero il dispositivo che gestisce i flussi di energia e trasforma la corrente continua in alternata e viceversa secondo le esigenze di motore e batteria. Se la confrontiamo con le auto tradizionali, la batteria sostituisce il serbatoio. La differenza più grande sta nel fatto che in un sistema elettrico il vero motore è la stessa batteria: sostituendo la batteria con una più potente, aumentano performance e autonomia dell’auto.

Automatica senza il cambio

Nelle auto elettriche spicca l’assenza della trasmissione: il motore elettrico fornisce tutta la coppia motrice di cui è capace nel momento stesso in cui si mette in movimento, e potendo raggiungere regimi superiori ai 10.000 giri, è in grado di assicurare un range di velocità adeguato senza bisogno di un cambio con più rapporti. Il motore elettrico, quindi, è collegato alle ruote tramite un riduttore a ingranaggi dal rapporto fisso. Dato che per arrestare un motore elettrico è sufficiente interrompere il flusso di corrente, non c’è bisogno di una frizione che scolleghi la trasmissione. Ci sono solo due pedali (acceleratore e freno) e un comando per selezionare la marcia avanti o indietro, la posizione di “folle” e quella di parcheggio. Anche la strumentazione è diversa: accanto all’indicatore di velocità c’è una specie di voltmetro che raffigura graficamente l’energia erogata.

Si ricarica lasciando l’acceleratore

Il segreto per consumare e inquinare meno è ottimizzare l’energia recuperando anche quella che di solito andrebbe dispersa. Nelle elettriche (ma anche nelle ibride) quando si lascia l’acceleratore il motore inverte il suo funzionamento trasformando l’energia cinetica che riceve dal movimento delle ruote in corrente da restituire alla batteria. Questa resistenza determina anche un effetto frenante che rallenta velocemente l’auto e permette di limitare il consumo dell’impianto frenante.

Due prese di corrente

Le prese per ricaricare la batteria di un’auto elettrica, di solito, sono due: una per la ricarica da fonti domestiche che si collega alle comuni prese di corrente, e una seconda per impianti ad alto voltaggio che permettono di ottenere una ricarica più veloce.

Indagine Findomestic: per gli italiani l’auto resta un bene da possedere

Indagine Findomestic: per gli italiani l'auto resta un bene da possedere

Italiani e automobili: un connubio fortissimo che diventa ancora più stretto in tempi di emergenza sanitaria. Il divorzio dalla macchina sembra impossibile, ma l’automobile di domani non dovrà più essere come quella di oggi se vuole soddisfare ancora i consumatori. Ipertecnologica, più economica e sostenibile: così la sognano gli automobilisti del futuro. Questo è quanto emerge, in sintesi, dal focus auto 2021 condotto dall’Osservatorio Findomestic in Italia e in altri 14 Paesi: Belgio, Brasile, Cina, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Olanda, Polonia, Portogallo, Spagna, Stati Uniti, Sudafrica e Turchia.

Amore e odio

Il 79% degli intervistati condanna l’auto per l’impatto sull’ambiente, ma 6 su 10 non potrebbero farne comunque a meno e oggi più che mai la considerano indispensabile per evitare i mezzi pubblici e muoversi in modo “sicuro”. L’automobilista italiano, dopo un anno di pandemia, non vive più l’auto all’insegna della passione (appena il 4%) e ritiene che la macchina abbia un ruolo “fin troppo importante” nella società (59%). Il 90% degli italiani vive una vera e propria “dipendenza” dall’auto per i propri spostamenti quotidiani, oggi ridotti all’essenziale a causa delle restrizioni. Il 46% ha diminuito gli spostamenti nel tempo libero e oltre la metà, il 52%, ha limitato l’uso dell’auto per il fine settimana e le vacanze. L’88% degli italiani intervistati si è mostrato “green”, dichiarando di essere disposto a utilizzare ancora meno l’auto in città e a usare di più mezzi di trasporto ecologici come biciclette o monopattini per salvare il pianeta, ma anche per combattere lo stress accumulato fra traffico e parcheggi introvabili.

Meglio made in Italy ed ecologica

Il 77% di chi ha intenzione di acquistare un’auto nei prossimi 12 mesi ha dichiarato che darà priorità al “made in Italy”. Per l’86% degli intervistati italiani l’auto del futuro è elettrica; mentre insieme agli spagnoli siamo i più orientati all’acquisto di un’auto ibrida (43% e 42%). Gli italiani restano sempre attaccati all’automobile, anche se il rapporto con la vettura sta cambiando: su una scala da 1 a 10 conta un gradimento medio di 7,3 punti, immediatamente dopo casa (8,4) e smartphone (7,5).

Cosa pensano dell’auto fuori dall’Italia

Il 69% degli intervistati in Europa e il 72% nel mondo, condannano l’automobile per l’impatto sull’ambiente. Dopo un anno di pandemia, il 21% in Europa e il 25% nel mondo continuano a vivere l’auto come passione, mentre il 51% nel vecchio continente e il 56% nel resto del mondo ritengono che la vettura abbia un ruolo “fin troppo importante” nella società. Cinesi (93%), sudafricani e brasiliani (entrambi 91%) vivono una vera e propria “dipendenza” dall’auto (83% media Europa, 85% media mondo) per gli spostamenti quotidiani. Il 55% degli automobilisti nel mondo ha ridotto l’uso dell’auto per fine settimana e vacanze e l’82% ha dichiarato di essere disposto a spostarsi in città con mezzi di trasporto ecologici.

Guida all'acquisto di un'auto ibrida 2

Futuro elettrico

Oltre l’80% in Europa e nel mondo ritiene che l’elettrico possa risolvere i problemi di inquinamento dell’aria e acustici e poco meno (il 75% in Europa e il 79% nel mondo) addirittura quello del riscaldamento globale. Cinesi e britannici sono i più numerosi a voler passare all’auto elettrica (27 % e 28 % rispetto al 17% degli italiani e della media globale). Olandesi e sudafricani sono i più numerosi a difendere la benzina (43% e 44% contro il 9% degli italiani e il 28% della media mondo). I turchi sono gli unici o quasi rimasti a sostenere il diesel (28% rispetto al 14% dell’Italia e della media mondo). Infine, tre intervistati su quattro a livello globale hanno dichiarato l’intenzione di privilegiare l’acquisto di un’auto prodotta o assemblata nel proprio Paese. I più nazionalisti sono i turchi: l’88% privilegerà un veicolo prodotto o assemblato in patria, seguiti da spagnoli (86%) e giapponesi (85%).

Renault Twingo E-Tech electric: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Renault Twingo E-Tech electric: prezzi, dimensioni e caratteristiche 4

La Renault Twingo E-Tech electric è la city car completamente elettrica di Renault, con batterie da 22 kWh. Si tratta di una vettura che spicca tra le vetture da città per la sua agilità garantita dal raggio di sterzata di appena 3,4 metri. Un’auto giovane e con tante possibilità di personalizzazione legate, oltre che alla scelta della versione (Zen, Intens o Vibes), soprattutto ai caratteri di stile, come le colorazioni di interni ed esterni. Twingo E-Tech è l’elettrica alla francese minimale, ma stilosa, adatta a muoversi silenziosamente e agevolmente in città.

Ecco la scheda tecnica della Renault Twingo E-Tech electric:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 174/980 litri
 Alimentazioni elettrica
 Classe
 CV/kW (da) 82/60
 Prezzo (da) 22.950 €

 

INDICE
Novità 2021
Dimensioni
Esterni
Interni
Motorizzazioni
Configuratore
Consumi
Perché comprarla
Prezzo

In uno dei segmenti più vivaci del mercato, quello delle city-car, la Twingo E-Tech electric si presenta con la carta vincente di un motore reattivo e ad impatto zero, anche se sull’insonorizzazione dal rotolamento degli pneumatici si poteva fare di più. Rispetto alla versione a motore termico gli esterni sono simili, così come gli interni dallo stile minimal. La differenza sta tutta nel motore completamente elettrico, con un’autonomia che può arrivare fino a 270 km.

Sul fronte degli ingombri, la Twingo E-Tech electric registra dei dati da super compatta, proprio a misura di città. La lunghezza si aggira intorno ai 3,6 metri, mentre per la larghezza la misura è di 1,6 metri circa. L’altezza supera 1,5 metri e il passo misura poco meno di 2,5 metri. Qui le dimensioni nello specifico:

Dimensioni
Lunghezza 3.615 mm
Larghezza 1.646 mm
Altezza 1.541 mm
Passo 2.492 mm

La linea della Twingo E-Tech electric parlano un linguaggio frizzante e giovane, in cui la personalizzazione ricopre un ruolo molto importante. In particolare, sull’allestimento speciale Vibes, sono presenti elementi inediti come la calandra con i nuovi inserti bianchi, i cerchi in lega diamantati bianchi da 16’’ accompagnati dai copri-dadi arancioni. A rendere ulteriormente riconoscibile questa versione di Twingo E-Tech ci pensano gli speciali adesivi Vibes e i badge della gamma Zero Emissions su posteriore e montanti centrali.

La firma ottica è la stessa su tutte le versioni, composta dai fari diurni a Led “C-SHAPE”. Per quanto concerne le tinte, la scelta si amplia oltre i quattro colori standard (Bianco Dreams, Cosmic Grey, Giallo Mango e Nero Etoilè), arrivando ad offrire anche le tinte speciali (Rosso Passion, Bianco Quarzo, Blue Ocean e Orange Valencia).

Aprendo le portiere quello che si presenta è un abitacolo dal design smart e minimale. Il guidatore tiene fra le mani un volante che sulle versioni Intens e Vibes è rivestito in pelle. I tanti vani portaoggetti e le molte possibilità di personalizzazione di colori e sellerie, fra cui quelle in tessuto/pelle TEP specifiche Vibes grigie con finiture arancioni, fanno degli interni della Twingo E-Tech uno spazio organizzato e confortevole.

Dal lato infotainment, la Twingo E-Tech risponde con una plancia compresa di sistema multimediale EASY LINK da 7’’, compatibile con Android Auto e Apple CarPlay, affiancato da un quadro strumenti digitale monocromatico, da cui controllare soprattutto l’autonomia delle batterie. Con la versione Intens si aggiunge il sistema di navigazione, mentre con Vibes è possibile aggiungere 1 subwoofer ai 4 altoparlanti di serie. Infine, per quanto riguarda gli ADAS sono degni di nota l’avviso di spostamento dalla corsia e i sensori per il parcheggio, manca però un sistema di frenata automatica per le emergenze, sempre importante in città.

In fatto di propulsori, l’equipaggiamento di serie prevede un motore da 82 CV, ossia 62kW, in grado di raggiungere una coppia massima di 160 Nm, resa immediatamente disponibile dalla prontezza di risposta tipica delle unità elettriche. La velocità massima si attesta ai 135 km/h, mentre l’accelerazione 0-50 km/h si raggiunge in 4 secondi, con un’accelerazione progressiva e lineare.

Gli allestimenti disponibili sono tre:

  • Zen: rappresenta l’allestimento di accesso alla gamma.
  • Intens: riconoscibile per i cerchi in lega da 15” “Altana” e il pacchetto Adas più evoluto.
  • Vibes: si distingue per lo stile più ricercato

Zen: ABS con assistenza alla frenata di emergenza e sistema elettronico di controllo della stabilità (ESP), Accensione automatica fari e tergicristalli, Airbag frontali, laterali testa-torace, conducente e passeggero anteriore, Alzacristalli anteriori elettrici, Caricatore di bordo Caméléon™ per ricarica in corrente alternata (AC) fino a 22 kW, Cavo di ricarica Modo 3 con presa Tipo 2, Cerchi in acciaio da 15” con copriruota “Makao”, Climatizzatore automatico, Comandi al volante, Computer di bordo Z.E., Controllo pressione pneumatici, ECO Mode, Fari diurni a LED “C-SHAPE”, Funzione B Mode con 3 livelli di frenata rigenerativa, Interni Color Ivory (base del cambio, profilo plancia, profilo aeratori, inserti volante), Kit riparazione pneumatici, Limitatore di velocità, Pre-equipaggiamento allarme, Protezioni laterali nero opaco, Sellerie in tessuto Black, Servosterzo elettrico, Sistema multimediale EASY LINK 7″ con radio DAB, compatibile con Android Auto™ ed AppleCarPlay™ – 4 altoparlanti, Spoiler posteriore in tinta carrozzeria, Alert sonoro per i pedoni.

Intens: Cerchi in lega da 15” “Altana”, Cruise Control, Griglia calandra anteriore con inserti blu, Parking Camera, Privacy Glass, Protezioni laterali in tinta carrozzeria con modanature cromate, Sellerie in tessuto/pelle TEP, Sensori di parcheggio posteriori, Sistema multimediale EASY LINK 7″ con navigazione connessa e radio DAB, compatibile con Android Auto™ ed AppleCarPlay™ – 4 altoparlanti, Stripping laterali Z.E., Vani portaoggetti posteriori, Vano portaoggetti sotto sedili posteriori, Volante in pelle.

Vibes: Badge “Vibes” su protezioni laterali, Base leva cambio arancione, Cerchi in lega da 16” “Monega” diamantati bianchi, Decoro plancia bianco e arancione, Light Stripping “Vibes”: linee arancioni e grigie o bianche e grigie lungo il profilo laterale, Griglia calandra anteriore con inserti bianchi, senza fari fendinebbia, Lane Departure Warning (avviso superamento corsia), Sellerie in tessuto/pelle TEP specifiche “Vibes”: grigie con finiture arancioni, Sistema multimediale EASY LINK 7″ Premium con navigazione connessa e radio DAB, compatibile con Android Auto™ ed AppleCarPlay™ – 4 altoparlanti e 1 subwoofer, Soglie porta “Vibes”, Tappetini esclusivi con bordo arancione.

Naturalmente, l’immagazzinamento dell’energia elettrica in batterie da 22 kWh permette delle emissioni nulle in termini di CO2. D’altra parte, anche grazie alla frenata rigenerativa, la quale permette di recuperare fino a 30/35 kw, i consumi registrano valori di 160-165 Wh/km su ciclo misto WLTP. I tempi di ricarica completa vanno dai 90 minuti con colonnina e caricatore da 22 kW, fino alle 12-15 ore con la shucko casalinga da 2,3 kW. L’autonomia, invece, è di 270 km.

  • Dimensioni: una city car compatta che, anche grazie alla posizione posteriore del motore, recupera un discreto spazio nell’abitacolo e un buon volume di bagagliaio.
  • Motori: il motore elettrico la rende la Twingo E-Tech perfetta per la mobilità urbana a zero emissioni.
  • Personalizzazioni: la grande varietà di look fra cui è possibile scegliere permette di “cucirsi” addosso la Twingo E-Tech.

Di seguito ecco il listino prezzi della Renault Twingo E-Tech Electric aggiornato a maggio 2021:

Renault Twingo E-Tech Electric Prezzi
Zen 22.950 €
Intens 24.150 €
Vibes 25.150 €

 

Ford-Volkswagen: c’è l’accordo sulle auto elettriche e sui commerciali

Cambiano gli scenari nel mercato dell’auto dopo l’accordo tra Volkswagen e Ford, annunciato due anni fa al salone dell’auto di Detroit e siglato l’anno scorso. Questa collaborazione, che non prevede compartecipazioni azionarie e che quindi vedrà ancora i due marchi farsi concorrenza, nasce con l’obiettivo di ridurre i costi di sviluppo, consentendo una più ampia distribuzione globale di veicoli elettrici e commerciali e di migliorare le posizioni sul mercato di entrambe le Case.

La partnership riguarda principalmente le auto elettriche e i veicoli commerciali, ma prevede una collaborazione anche sulle tecnologie dedicate alla guida autonoma. Volkswagen, in particolare, condividerà con Ford la propria piattaforma MEB per le vetture 100% elettriche (è quella che ha esordito con la ID.3 e su cui prendono vita ID.4, Skoda Enyaq, Cupra Born e Audi Q4 e-tron). La Casa americana la utilizzerà per le vetture a batteria di Segmento A, B e C, Suv inclusi, e nei prossimi sei anni conta di vendere oltre 600mila vetture basate proprio su questa piattaforma. In questo modo i tedeschi, che dal canto loro prevedono di vendere 1,5 milioni di auto elettriche nel 2025, avranno la possibilità di ammortizzare gli ingenti investimenti stanziati per la transizione energetica vendendo a terzi (oltre a Ford, potrebbero esserci altre Case interessate). Restando al tema della collaborazione Ford-Volkswagen, le due Case condivideranno batterie, motori, dispositivi di aiuto attivo alla guida, gruppi sospensioni e centraline di controllo dei sistemi di propulsione a zero emissioni.

VW FORD

La prima Ford su base MEB nel 2023

L’accordo tra i due marchi dovrebbe materializzarsi già nei prossimi anni, quando nelle concessionarie Ford sarà in vendita il primo veicolo realizzato su piattaforma MEB. Sarà prodotto a Colonia, in Germania, e sarà un veicolo compatto dai grandi volumi. Una cosa diversa dalla fresca Mustang Mach-E, prima elettrica di nuova generazione marchiata Ford che è nata al di fuori di questa alleanza. La nuova auto, che aprirà ufficialmente la nuova strategia Ford per il Vecchio Continente, dove punta a vendere solo auto a zero emissioni entro il 2030, sarà probabilmente un crossover di Segmento B che, grazie proprio alla nuova piattaforma, vanterà abitabilità da categoria superiore (Focus o addirittura Mondeo). Per quanto riguarda la batteria, la nuova creatura di Ford dovrebbe offrire tra 400 e i 500 km di autonomia e la ricarica rapida, con la capacità di tornare all’80% in poco più di mezz’ora.

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Veicoli commerciali leggeri

A fronte di questo, Volkswagen potrà sfruttare tecnologie Ford per i veicoli commerciali. Il primo modello dovrebbe essere un pick-up di medie dimensioni, progettato e prodotto da Ford e venduto anche da Volkswagen a partire dall’anno prossimo in qualità di erede dell’attuale Amarok. A questo si aggiungeranno un furgone per le consegne urbane, basato sul Volkswagen Caddy, e un furgone più grande, da una tonnellata, creato sempre da Ford.

Ford-Volkswagen: c’è l’accordo sulle auto elettriche e sui commerciali

Guida autonoma

La guida autonoma è l’altro punto al centro dell’alleanza. Il primo passo concreto è già stato compiuto con l’ingresso di Volkswagen nel capitale della Argo AI – destinata a diventare la più importante realtà mondiale nel campo della guida autonoma – con un investimento complessivo, da 2,3 miliardi di euro.

Colonnine ricarica auto elettriche: come funzionano e dove trovarle

colonnina-ricarica-auto-elettriche

La mobilità elettrica ormai è una realtà. I costruttori stanno investendo risorse ingenti per proporre sul mercato modelli a zero emissioni con autonomia sempre maggiore ed i consumatori stanno rispondendo positivamente a questo cambiamento epocale. Sulle strade, poi, si stanno moltiplicando le colonnine di ricarica elettrica. Scopriamo come funzionano.

 INDICE
 Colonnine ricarica auto elettriche: cosa sono
 Colonnine elettriche pubbliche e private: le differenzea
 Colonnine elettriche: le modalità di ricarica
 Stazioni ricarica auto elettriche
 Colonnine ricarica auto elettriche autostrada
 App per colonnine elettriche
 Abbonamento ricarica auto elettrica: i costi
 Distributori energia elettrica auto

Con la definizione di colonnina di ricarica auto elettriche si definiscono tutti quei dispositivi presenti su strada presso i quali è possibile effettuare il pieno di energia alle batterie della vettura. Non esiste una forma standard per queste colonnine, e la ricerca sta studiando anche sistemi ad induzione che in futuro potranno consentire agli automobilisti di fare a meno del cavo di ricarica.

Esistono due tipologie di colonnine elettriche: pubbliche e private. Le prime sono installate da fornitori di energia e gestori di rete e possono essere posizionate nelle strade pubbliche oppure nei parcheggi pubblici situati presso gli aeroporti o le stazioni ferroviarie, mentre le seconde sono quelle allacciate alla rete locale e presenti presso le abitazioni, i posteggi dei negozi, dei ristoranti, degli hotel e così via.

Al momento la tecnologia prevede quattro differenti modalità di ricarica:

1) Ricarica lenta (6-8 h) a 16 A, (corrente alternata) ammessa solamente in ambiente domestico privato. È possibile utilizzare una semplice presa domestica o una presa industriale fino a 32 A;

2) Ricarica lenta (6-8 h) a 16 A, (corrente alternata) ammessa in ambiente domestico e pubblico. Sul cavo di alimentazione del veicolo è presente un dispositivo denominato Control Box (Sistema di sicurezza PWM) che garantisce la sicurezza delle operazioni durante la ricarica. Le prese utilizzabili sono quelle domestiche o industriali fino a 32 A;

3) Ricarica lenta (6-8 h) a 16 A o mediamente rapida (30 min – 1 h) a 63 A, 400V (Modalità con sistema di sicurezza PWM), ammessa in ambiente domestico e pubblico. La ricarica deve avvenire tramite un apposito sistema di alimentazione dotato di connettori specifici;

4) Ricarica ultra rapida (5-10 min) in corrente continua fino a 200 A, 400 V, ammessa solamente in ambiente pubblico. Con questo sistema è possibile ricaricare i veicoli in alcuni minuti, il caricabatterie è esterno al veicolo

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Conoscere in anticipo dove si trovano le colonnine elettriche per la ricarica è un aspetto fondamentale per un corretto utilizzo della vettura. Solo così, infatti, si potrà programmare correttamente un viaggio senza l’ansia di restare a secco di energia.

Per sapere dove sono posizionate le colonnine di ricarica elettrica si potranno consultare sia i numerosi siti web o le app dedicate così da avere sempre a portata di mano ed in tempo reale tutte le informazioni.

Come abbiamo accennato in precedenza, conoscere in anticipo dove sono posizionate le colonnine elettriche si rivela ad oggi ancora fondamentale per effettuare un viaggio in autostrada.

Al momento lo sviluppo delle colonnine di ricarica sulla rete autostradale sta proseguendo spedito e grazie ad un emendamento alla Legge di Bilancio del 2021 è stato previsto l’obbligo di installazione di colonnine di ricarica veloce ogni 50 Km sulla rete autostradale.

La possibilità di consultare tramite il proprio smartphone dove si trova la colonnina elettrica più vicina è senza dubbio una delle maggiori comodità apprezzate dai possessori di auto elettriche.

Sono numerose le app disponibili sugli store virtuali:

  • JuicePass

L’applicazione di Enel X è una delle migliori app in circolazione sui servizi di ricarica. Disponibile gratuitamente su Apple Store e Play Store, JuicePass permette agli utenti di visualizzare e prenotare le colonnine nella zona oltre a monitorare da remoto il processo di ricarica ed effettuare il pagamento.

  • Plug&Go

L’applicazione Plug&Go di Edison, disponibile gratuitamente sia per iOS sia per Android permette di filtrare le colonnine in base a diversi parametri come il tipo di connettore, la potenza e la disponibilità.

  • e-Moving

L’applicazione del gestore A2A che opera tra Milano e Brescia consente agli utenti di visualizzare sulla mappa le diverse colonnine e il loro stato.

  • Open Charge Map

Open Charge Map permette all’utente di visualizzare le colonnine di tutti i gestori delle stazioni di ricarica di tutto il mondo. Sebbene sia veramente completa da questo punto di vista, questa applicazione, disponibile solo in lingua inglese, non consente di prenotare i punti di ricarica e di effettuare i pagamenti.

  • Nextcharge

Questa applicazione permette di visualizzare sulla mappa le colonnine di diversi gestori di ricarica. Una volta scelta la colonnina, l’utente può prenotarla, sbloccarla e pagare direttamente dall’applicazione dopo aver collegato una carta di credito o un conto Paypal. L’applicazione Nextcharge è disponibile gratis su Play Store e App Store.

  • PlugShare

Scaricabile gratuitamente da App Store e Play Store, Plugshare offre in linea di massima gli stessi servizi di Nextcharge. Gli utenti possono visualizzare più di 300.000 colonnine di ricarica sparse in tutto il mondo.

Dire addio al petrolio ed abbattere notevolmente i costi di gestione è uno dei grandi vantaggi delle auto elettriche. La ricarica di energia, però, non è gratuita ma sono previsti dei costi fissi. Se si opta per la ricarica pubblica è necessario sottoscrivere un abbonamento con un costo mensile di 25 euro che garantisce ricariche illimitate, mentre per la ricarica privata si potrà scegliere se sfruttare la rete domestica oppure sottoscrivere un canone di noleggio per un contatore aggiuntivo del costo medio di 60 euro mensili.

Sono numerosi i distributori di energia elettrica presenti nel nostro Paese. Tra i più importanti abbiamo Enel, presente su tutto il territorio nazionale, A2A, specifica per l’area di Milano e Brescia, Route220 attraverso la piattaforma Evway presente nel nord e centro Italia, Ressolar, Silfi, nel Comune di Firenze, Hera, nei comuni di Modena ed Imola, Class Onlus, in Lombardia, Charge Point, Deval, in Val d’Aosta ed Alperia, in Alto Adige. Vediamoli nel dettaglio:

  • ENEL X

La spin off del colosso italiano dell’energia può contare su più di 10.000 colonnine di ricarica sparse sul territorio europeo, 8.000 delle quali diffuse in Italia. Enel X mette a disposizione dei clienti 4 tipi diversi di colonnine con potenze che vanno dai 22 kW agli oltre 50 kW delle High Power Charger. Sono sempre 4 le tariffe disponibili: due in abbonamento (Flat Small e Flat Large) e due a consumo (Base e Premium). Le prime due hanno un costo rispettivamente di 25 e 45 euro con una soglia di ricarica che va da 60 kWh al mese a 120 kWh al mese. Le tariffe a consumo hanno invece un costo a kWh che varia da 0,40 a 0,79 € in base alla colonnina scelta, Con la Premium, pagando 25 euro di costo fisso aggiuntivo, è possibile prenotare il punto di ricarica desiderato.

  • DUFERCO ENERGIA

La società ligure dispone di oltre 10.000 colonnine sparse sul territorio nazionale. Il contratto Due Energia Flat ha un costo di 25€/mese + IVA (minimo 24 mesi) e permette di caricare un massimo di 300 kWh al mese. A disposizione dei clienti anche la tariffa a consumo Due Energia Ricaricabile che parte da un prezzo di 40€+IVA per 100 kWh fino ad arrivare a 140+IVA per 400 kWh.

  • BECHARGE

Circa 2.000 colonnine distribuite sul territorio nazionale e 3 tipi di tariffe differenti. Il costo a consumo è di 0,45€/kWh mentre, in abbonamento, Be Charge mette a disposizione la tariffa Be 50, 21 €/mese per 50 kWh, e Be Super100, 38€/mese per 100 kWh.

  • HERA

Un’altra delle aziende presenti in Liguria che mette a disposizione per chi ha già un contratto di fornitura domestica di luce e gas con Hera, una trentina di punti di ricarica. La tariffa a consumo costa 0,40 €/kWh + 2€ fissi al mese mentre la tariffa Flat in abbonamento prevede un costo di 20€ al mese con 40 kWh di energia disponibile.

  • A2A

Il gestore lombardo A2A mette a disposizione dei suoi clienti un totale di 75 colonnine di ricarica sparse tra Milano e Brescia. Dopo il costo di attivazione di 30 euro tramite il sito, gli utenti ricevono una e-Moving Card necessaria per la ricarica. Il costo è di 15,10 €/trimestre senza nessuna soglia di kWh.

  • NEOGY

Nata dall’unione tra Alperia e Dolomiti Energia, Neogy opera sia sul territorio nazionale sia su quello europeo grazie a particolari accordi di interoperabilità con altri gestori. La tariffa a consumo prevede il pagamento iniziale di 35 euro e un costo al kWh che varia da 0,45 ai 0,70 € in base alla potenza di ricarica della colonnina (dai 22 kW ai 100 kW). A disposizione dei clienti anche una tariffa a tempo, Direct Payment, che ha un costo di 0,06 €/minuto nelle colonnine da 22 kW e 0,55 €/minuto in quelle da 50 kW o più.

  • EVWAY

La piattaforma Evway permette ai suoi clienti di usufruire delle stazioni di ricarica di diversi gestori, sfruttando l’interoperabilità dei punti di ricarica. La tariffa a consumo per la ricarica in corrente alternata AC è di 0,40 €/kWh che salgono a 0,45 €/kWh nelle stazioni a corrente continua DC per una ricarica più rapida.

  • TESLA

La Casa automobilistica di Palo Alto ha sviluppato una propria rete di ricarica Supercharger che prevede un costo di ricarica di 0,30 €/kWh per i possessori di una Tesla.

  • IONITY

La joint venture nata dall’unione di diverse Case automobilistiche europee e non solo offre una delle più grandi infrastrutture di ricarica europee con punti di ricarica fino a 350 kW di potenza. Le tariffe variano in base alla marca del veicolo che si vuole ricaricare. Da 0,29 a 0,33 €/kWh per i possessori di una Mercedes, Audi e Porsche fino a 0,79 €/kWh per una marca che non rientra nella partnership.

Cose da sapere

Cosa sono le colonnine di ricarica auto elettriche?

Con la definizione di colonnina di ricarica auto elettriche si definiscono tutti quei dispositivi presenti su strada presso i quali è possibile effettuare il pieno di energia alle batterie della vettura. Non esiste una forma standard per queste colonnine, e la ricerca sta studiando anche sistemi ad induzione che in futuro potranno consentire agli automobilisti di fare a meno del cavo di ricarica.

Quali sono le modalità di ricarica delle auto elettriche alle colonnine?

1) Ricarica lenta (6-8 h) a 16 A, (corrente alternata) ammessa solamente in ambiente domestico privato.

2) Ricarica lenta (6-8 h) a 16 A, (corrente alternata) ammessa in ambiente domestico e pubblico. Le prese utilizzabili sono quelle domestiche o industriali fino a 32 A;

3) Ricarica lenta (6-8 h) a 16 A o mediamente rapida (30 min – 1 h) a 63 A, 400V (Modalità con sistema di sicurezza PWM), ammessa in ambiente domestico e pubblico.

4) Ricarica ultra rapida (5-10 min) in corrente continua fino a 200 A, 400 V, ammessa solamente in ambiente pubblico. Con questo sistema è possibile ricaricare i veicoli in alcuni minuti, il caricabatterie è esterno al veicolo.

Ci sono colonnine di ricarica auto elettriche in autostrada?

Al momento lo sviluppo delle colonnine di ricarica sulla rete autostradale sta proseguendo spedito e grazie ad un emendamento alla Legge di Bilancio del 2021 è stato previsto l’obbligo di installazione di colonnine di ricarica veloce ogni 50 Km sulla rete autostradale.

Quanto costa l’abbonamento per la ricarica delle auto elettriche?

Se si opta per la ricarica pubblica è necessario sottoscrivere un abbonamento con un costo mensile di 25 euro che garantisce ricariche illimitate, mentre per la ricarica privata si potrà scegliere se sfruttare la rete domestica oppure sottoscrivere un canone di noleggio per un contatore aggiuntivo del costo medio di 60 euro mensili.