Conviene comprare auto nuova o usata? Ecco pro e contro

Automobile: meglio acquistare il nuovo o l'usato?

L’acquisto di un’auto è sempre un momento molto delicato perché, a fronte di un investimento spesso importante, si deve individuare la vettura che soddisfi al meglio le proprie esigenze. Altro grande dilemma che spesso ci si pone è se convenga acquistare un’auto nuova o usata. Vediamo i pro e i contro delle due scelte.

INDICE
Conviene comprare auto nuova o usata: come valutare l’acquisto
Nuovo o usato? I vantaggi e gli svantaggi dell’usato
Un’auto km 0 è nuova o usata?
Conviene comprare auto nuova? Ecco pro e contro
Pro e contro acquisto auto usate: un riepilogo
Pro e contro acquisto auto nuove: un riepilogo

Il primo elemento che si deve tenere in considerazione quando ci si chiede se convenga acquistare una macchina nuova o usata è il budget a disposizione. Sulla scorta di questo dato si potrà valutare se propendere per il nuovo oppure acquistare un’auto usata, magari di categoria superiore con optional e motorizzazioni più invitanti.

Ad ogni modo, per valutare con attenzione l’acquisto, bisogna capire che utilizzo si farà della vettura, quanti chilometri si percorreranno annualmente e per quanto tempo si vorrà tenere l’auto prima di rivenderla. Qualora siate soliti cambiare con frequenza l’auto il consiglio è di puntare sull’usato per evitare che la svalutazione intacchi il capitale investito inizialmente.

L’acquisto di un’auto usata si rivela certamente conveniente rispetto ad un modello nuovo perché non si subirà il deprezzamento immediato dell’Iva pari al 22%. La svalutazione, ovviamente, sarà poi progressiva con il passare del tempo, così come per una vettura nuova. Uno degli svantaggi dell’usato è rappresentato dalla difficoltà di trovare vere e proprie occasioni. Trovare modelli tenuti in maniera ineccepibile dal precedente proprietario, magari custoditi in box al chiuso così da tutelare carrozzeria ed interni, richiede tempo ed un pizzico di fortuna.

Nell’ultimo decennio si è fatta largo la vendita di auto a Km0. Spesso non si conosce la differenza tra queste e le vetture usate, ma si tratta di due tipologie di vetture totalmente difformi. Le auto Km 0, infatti, sono delle vere e proprie vetture nuove acquistate in stock dalle concessionarie e, solitamente, dotate di numerosi accessori. Tecnicamente sono delle vetture usate proprio perché di proprietà della concessionaria, ma con un chilometraggio irrisorio ed un prezzo di vendita notevolmente inferiore rispetto ad un’auto nuova.

L’acquisto di un’auto nuova offre sia punti a favore che elementi negativi. Ovviamente il prezzo di acquisto è decisamente superiore a quello previsto per una vettura usata o a Km 0, ma è possibile usufruire di incentivi governativi o promozioni delle Case che consentono di ridurre notevolmente l’importo finale richiesto per il modello desiderato.

Tra i pro delle auto nuove è da sottolineare come queste, oltre a non aver avuto alcun proprietario precedente che possa aver maltrattato la meccanica, possano essere allestite secondo i gusti personali così da avere tra le mani una creazione quasi sartoriale. Tra i contro, l’elemento di maggior spicco è la svalutazione immediata dell’IVA subito dopo l’acquisto.

Di seguito ecco un riepilogo dei pro e dei contro relativi all’acquisto di un’auto usata:

PRO

  • Il prezzo di acquisto è più basso rispetto ad un’auto nuova e la svalutazione più lenta – il proprietario precedente ha già assorbito l’effetto del deprezzamento nel corso dei primi due anni di vita della vettura.
  • Se l’auto è stata usata poco, potrebbe essere ancora sotto garanzia o poter usufruire di programmi specifici di assistenza – molti produttori garantiscono l’auto per 5 anni o 100.000 chilometri; La Hyundai è stata la prima ed estendere la garanzia a 7 anni o 200.000 chilometri.
  • Puoi usare l’auto liberamente e non stare sempre sulle spine come per quelle nuove – nel caso di graffi o ammaccature, qualche macchia alla tappezzeria, specie se hai figli o trasporti animali, riesci a passarci sopra con stile.
  • Puoi comprare un’auto più sicura, più spaziosa, più potente, con equipaggiamenti migliori e più grande allo stesso prezzo di una nuova, di segmento inferiore.
  • Se compri un’auto di seconda mano da un concessionario con un programma di usato garantito, la vettura è quasi come nuova, con programmi di assistenza a lungo termine.
  • Se cambi auto con frequenza (ogni due anni circa), l’usato ha più senso perché le vetture di seconda mano perdono valore più lentamente.
  • Se compri un’auto da un privato ci sono meno costi di avviamento
  • L’assicurazione è decisamente più economica. Bonus!

CONTRO

  • Affidabilità e libretto di assistenza. Magari il proprietario di un’auto usata ti venderà una vettura che non gli ha mai dato un grattacapo da quando è uscita dalla fabbrica, questo però non è una garanzia che non si guasterà qualcosa a distanza di una settimana dal passaggio di proprietà. Per stare tranquilli è bene controllare il libretto di manutenzione e verificare gli interventi fatti. Controlla che i tagliandi siano stati effettuati secondo le scadenze consigliate dalla casa produttrice e, qualora non siano stati eseguiti da un concessionario ufficiale, è bene verificare che sia almeno un’officina autorizzata per quella marca.
  • Hai minori possibilità di scelta in quanto a modello, tipo di motorizzazione e colore.

Di seguito ecco un riepilogo relativo all’acquisto di un’auto nuova:

PRO

  • L’auto non è stata usata né abusata da un precedente proprietario, in altre parole si sa esattamente da dove proviene: la fabbrica. Per contro se si compra l’usato, o si ha la fortuna di trovare una vettura tenuta come un gioiellino con tutti gli interventi programmati e documentati, oppure sussiste sempre il rischio che qualcosa vada storto prima o poi.  Senza estensioni di garanzia o similari, può essere un azzardo oneroso.
  • L’auto è garantita dal produttore e spesso è accompagnata da un programma di manutenzione personalizzato abbinato all’assistenza su strada. Questo elemento è un vantaggio inconfutabile, perché copre sia eventuali problemi di affidabilità che di sicurezza dei passeggeri.
  • Se intendi tenere la stessa auto molto a lungo, tipo dieci anni o più, forse è meglio orientarsi sul nuovo.
  • Puoi personalizzarla scegliendo colore, motorizzazione, finiture e altro.
  • Le macchine nuove sono più sicure e consumano meno carburante rispetto a quelle usate.

CONTRO

  • Il prezzo d’acquisto è alto e l’auto si svaluta molto rapidamente specie nel corso del primo anno di vita.
  • I costi di assicurazione sono maggiori.
  • E tutti gli optional che hai fatto aggiungere? Quando deciderai di rivenderla, non faranno la differenza!

Cose da sapere

Quali sono i principali vantaggi e svantaggi di acquistare un’auto usata?

L’acquisto di un’auto usata si rivela certamente conveniente rispetto ad un modello nuovo perché non si subirà il deprezzamento immediato dell’iva pari al 22%. Uno degli svantaggi dell’usato è rappresentato dalla difficoltà di trovare vere e proprie occasioni. Trovare modelli tenuti in maniera ineccepibile dal precedente proprietario richiede tempo ed un pizzico di fortuna.

Quali sono i principali vantaggi e svantaggi di acquistare un’auto nuova?

Il prezzo di acquisto di un’auto nuova è decisamente superiore a quello previsto per una vettura usata, ma è possibile usufruire di incentivi governativi o promozioni delle Case. Tra i pro delle auto nuove è da sottolineare come queste, oltre a non aver avuto alcun proprietario precedente, possano essere allestite secondo i gusti personali. Tra i contro, l’elemento di maggior spicco è la svalutazione immediata dell’IVA subito dopo l’acquisto.

Usato o nuovo? Come scegliere?

Il primo elemento da prendere in considerazione è il budget a disposizione. Sulla scorta di questo dato si potrà valutare se propendere per il nuovo oppure acquistare un’auto usata, magari di categoria superiore con optional e motorizzazioni più invitanti. Inoltre bisogna capire che utilizzo si farà della vettura, quanti chilometri si percorreranno annualmente e per quanto tempo si vorrà tenere l’auto prima di rivenderla.

Che differenza c’è tra un’auto usata e una a km 0?

Le auto Km 0, infatti, sono delle vere e proprie vetture nuove acquistate in stock dalle concessionarie e, solitamente, dotate di numerosi accessori. Tecnicamente sono delle vetture usate proprio perché di proprietà della concessionaria, ma con un chilometraggio irrisorio ed un prezzo di vendita notevolmente inferiore rispetto ad un’auto nuova.

Vacanze in auto: i controlli da effettuare prima di partire

In Italia e in auto: ecco le vacanze estive 2020 secondo gli italiani

Tempo d’estate, tempo di vacanze. In piena emergenza sanitaria, anche quest’anno, tantissimi italiani useranno la propria macchina per raggiungere la meta prescelta. Prima di intraprendere il viaggio però, a maggior ragione se la distanza da percorrere è notevole, è opportuno effettuare alcuni controlli sulla vettura, affidandosi ai professionisti esperti di una concessionaria o un’officina vicino casa.

Ma quali sono i controlli da effettuare prima di partire? Ve li illustriamo nella guida qui di seguito.

  • I freni. L’impianto frenante è una delle componenti più importanti di un’auto, soprattutto dal punto di vista della sicurezza. Per questo motivo, si trova al primo posto nella nostra lista. Prima di partire è bene controllare lo stato di usura delle pastiglie ed eventualmente cambiarle. Un occhio va buttato anche sui dischi. Se questi presentano uno scalino marcato sul bordo esterno, allora è meglio procedere alla sostituzione anche di questi.

Mini Cooper: motore

  • Pneumatici. Per legge la profondità minima del battistrada è di 1,6 mm, al di sotto di questa misura gli pneumatici non sono sicuri e aumenta il rischio di incidenti. È importante anche regolare la convergenza e controllare l’equilibratura degli pneumatici. Inoltre la pressione è fondamentale per una corretta tenuta di strada e anche per contenere i consumi di carburante. In generale, comunque, è consigliabile sostituire le gomme ogni due anni, a prescindere dall’usura del battistrada, per poter contare sempre sul massimo dell’efficienza di queste.
  • I liquidi. È importantissimo controllare il livello dell’olio, del liquido refrigerante e di quello dei tergicristalli. La mancanza di olio incide sulla perfetta lubrificazione del propulsore, mentre la mancanza del liquido refrigerante rischia di portare le temperature di esercizio del motore troppo in alto. In entrambi i casi, il rischio è quello di fondere il motore. Per viaggiare ancora più sicuri è bene dare una controllata anche al liquido dei freni e, se possibile, anche quello del cambio, soprattutto se si tratta di trasmissioni automatiche.
  • La batteria. Molto importante è anche controllare lo stato di carica della batteria da 12 Volt. Una batteria vecchia e con un livello di carica ormai basso, potrebbe non avere più energia sufficiente per permettervi di mettere in moto il veicolo, rischiando così di “allungare” il vostro soggiorno al mare.

Pressione pneumatici: ecco come controllare la pressione delle gomme

  • Le luci. Il corretto funzionamento di fari, indicatori di direzione e luci posteriori garantisce la nostra sicurezza e permette di evitare multe salate. In caso di fari alogeni, l’eventuale sostituzione delle lampadine bruciate può essere facilmente effettuato a casa. Discorso diverso, invece, nel caso di gruppi ottici allo xeno o a Led.
  • Parabrezza e tergicristalli. Danni o irregolarità sul parabrezza devono far scattare un campanello d’allarme: per non rischiare va fatto vedere a degli  esperti, che provvederanno alla riparazione immediata nel caso di crepe e scheggiature o alla sostituzione in caso di danni più gravi. I tergicristalli, invece, sono fondamentali in caso di pioggia e per rimuovere lo sporco dal parabrezza: un primo controllo possiamo farlo da soli, iniziando con una semplice pulizia delle spazzole. Anche l’eventuale sostituzione di queste può essere facilmente effettuata da soli.

Self driving cars, il futuro della guida è l’autonomia

Volvo 360c, la nuova concept car con guida autonoma 1

08Auto a guida autonoma, un sogno o una realtà che sta per concretizzarsi? Sono molti, infatti, i costruttori che stanno scommettendo su questa tecnologia, ma le normative dei singoli Paesi, spesso, non viaggiano allo stesso ritmo dell’evoluzione tecnologica.

INDICE
Guida autonoma: un pò di storia
Self driving cars: come funzionano?
Livelli guida autonoma
Auto a guida autonoma: cosa dice il Codice della Strada
Tesla guida autonoma e auto a guida autonoma Google: a che punto siamo?
Auto a guida autonoma in commerci

Se pensate che l’auto a guida autonoma sia una conquista recente vi sbagliate di grosso. Bisogna infatti tornare indietro a quasi 100 anni fa per risalire al primo esempio di auto senza conducente, la Linrrican Wonder. Si è dovuto attendere poi fino al 1985 per ammirare un prototipo realizzato dalla General Motors, la Firebird III, dotato di guida autonoma, mentre l’anno successivo è stata la Mercedes a presentare il furgone VaMoRs, in grado di guidare senza l’ausilio del conducente attraverso la rielaborazione di dati esterni captati da telecamere e sensori.

Nel 1994 sempre la Casa tedesca ha presentato i modelli Vamp e Vita-2 ed ha testato la guida autonoma facendo percorrere ai due mezzi mille chilometri su un’autostrada di Parigi a tre corsie arrivando a toccare 130 Km/h, mentre nel 1998 è Alberto Broggi, dell’Università di Parma, a realizzare Argo, una Lancia Thema modificata in grado di percorrere quasi duemila chilometri in sei giorni in completa autonomia.

Gli anni più recenti hanno visto poi varie Case quali General Motors, Ford, Volkswagen, Mercedes-Benz, Audi, Toyota, Nissan, Volvo e Bmw, Google e Tesla stringere alleanze ed impegnare ingenti risorse nello sviluppo della guida autonoma.

Il funzionamento delle auto a guida autonoma è demandato interamente alla tecnologia. Per fare in modo che il conducente non intervenga sui comandi è presente un software che, in collaborazione con telecamere e sensori, riesce a “vedere” le altre autovetture ed eventuali ostacoli, quindi rallenta,  accelera ed effettua anche sorpassi intervenendo su motore e freni. Il sistema è presieduto da GPS, radar e da 12 sensori a ultrasuoni per intercettare qualsiasi cosa si muova intorno alla macchina fino ai 5 metri

Quando si parla di guida autonoma si deve tenere a mente che esistono differenti livelli, dallo zero al quinto, con i quali si identificano i sistemi di assistenza alla guida in grado di intervenire in caso di mancato input del conducente.

Livello 0 Occorre sia l’attenzione costante del guidatore sia l’esecuzione, di tutte le manovre di guida. Il sistema avverte soltanto il driver di eventuali malfunzionamenti o situazioni di pericolo
Livello 1 L’automobile prende alcune iniziative: imprime accelerazioni laterali (sterzando) o longitudinali (frenando/accelerando); il guidatore deve comunque prestare costantemente attenzione
Livello 2 L’automobile è in grado di azionare, in alcuni casi (come gli incidenti), sia lo sterzo sia l’acceleratore e il freno. Il guidatore deve comunque essere pronto ad intervenire
Livello 3 L’automobile è in grado di azionare sia lo sterzo sia l’acceleratore e il freno. L’automobile monitora l’ambiente circostante ma il guidatore deve comunque essere pronto ad intervenire
Livello 4 Il guidatore può delegare totalmente al veicolo la guida in situazioni definite. La presenza del guidatore è sempre richiesta ma è più di controllo che di backup in caso di emergenza
Livello 5 Completa autonomia. L’automobile riesce ad affrontare tutte le situazioni e non è richiesta la presenza del guidatore. Questo scenario potrebbe rivoluzionare le abitudini di guida.

Uno dei maggiori problemi relativi alla diffusione delle auto a guida autonoma è dato dalla lentezza con la quale i vari Paesi stanno adattando le proprie leggi a questa tecnologia. Il problema di fondo deriva dal comprendere chi debba ritenersi responsabile in caso di incidente.

Il nostro Codice della Strada al momento non ha disciplinato questa materia, e probabilmente passerà ancora parecchio tempo prima che si arrivi ad una svolta in tal senso, mentre in Inghilterra il ministero dei Trasporti sta lavorando ad una modifica del Codice della Strada che permetterà alle vetture dotate del sistema Alks (Automated Lane Keeping System) di essere definite a guida autonoma. Secondo i piani stabiliti dal dipartimento dei Trasporti, i proprietari di auto dotate di Alks saranno legalmente autorizzati a lasciare che la loro auto guidi da sola sulle autostrade a velocità fino 60 km/h.

Una delle Case che sta seriamente spingendo sulla guida autonoma è Tesla. Il costruttore americano, diventato punto di riferimento nel mercato delle elettriche, ha sempre creduto in questa tecnologia dotando le proprie vetture di Autopilot. Elon Musk ha di recente affermato che entro la fine del 2021 tutte le Tesla potranno godere del Livello 5 di guida autonoma. Bisogna però capire se i vari Paesi saranno pronti entro l’anno a legiferare in materia.

Meno notizie in merito, invece, si hanno da Google che ha sviluppato il progetto Waymo, ma gli amministratori della società californiana credono fortemente in questo mercato e di recente hanno anche attaccato Tesla affermando come il dispositivo dell’azienda di Musk non sia un vero e proprio sistema di guida autonoma, quanto di assistenza alla guida che richiede sempre la vigilanza del conducente. Vedremo nei prossimi anni chi avrà ragione.

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Scorrendo i listini si possono trovare già adesso in commercio numerose auto dotate di guida autonoma. Ovviamente non parliamo di vetture in grado di guidare senza l’intervento del conducente, ma di mezzi dotati di ADAS di Livello 2 o superiore. Ecco due esempi:

  • Audi A8
  • Tesla Model 3

Audi A8: l’ammiraglia tedesca si fa notare su strada non solo per il suo design elegante, ma anche per un concentrato di tecnologia da far impallidire i rivali. I tecnici della Casa tedesca avevano a lungo studiato anche sistemi di guida autonoma di Livello 3, ma hanno di recente gettato la spugna alla luce dei ritardi dei vari Paesi nel legiferare in materia.

Tesla Model 3: la vettura elettrica può contare su otto videocamere che forniscono una visibilità a 360 gradi attorno all’auto in un raggio di 250 metri e dodici sensori a ultrasuoni che consentendo il rilevamento di oggetti duri e morbidi. Il sistema radar fornisce ulteriori dati sull’ambiente circostante su una lunghezza d’onda in grado di vedere attraverso la pioggia forte, la nebbia, la polvere e persino al di là delle auto precedenti.

Cose da sapere

Come funzionano le auto a guida autonoma?

Per fare in modo che il conducente non intervenga sui comandi è presente un software che, in collaborazione con telecamere e sensori, riesce a “vedere” le altre autovetture ed ostacoli, quindi rallenta,  accelera ed effettua anche sorpassi. Il sistema è presieduto da GPS, radar e da 12 sensori a ultrasuoni per intercettare qualsiasi cosa si muova intorno alla macchina fino ai 5 metri.

Quali sono i livelli di guida autonoma?

Esistono differenti livelli, dallo zero al quinto, con i quali si identificano i sistemi di assistenza alla guida in grado di intervenire in caso di mancato input del conducente.

Cosa dice il Codice della Strada sulle auto a guida autonoma?

Il nostro Codice della Strada al momento non ha disciplinato questa materia, e probabilmente passerà ancora parecchio tempo prima che si arrivi ad una svolta in tal senso, mentre in Inghilterra il ministero dei Trasporti sta lavorando ad una modifica del Codice della Strada che permetterà alle vetture dotate del sistema Alks di essere definite a guida autonoma.

Quali sono le auto a guida autonoma in commercio?

Scorrendo i listini si possono trovare già adesso in commercio numerose auto dotate di guida autonoma. Ovviamente non parliamo di vetture in grado di guidare senza l’intervento del conducente, ma di mezzi dotati di ADAS di Livello 2 o superiore, come l’Audi A8 e la Tesla Model 3.

Indagine Findomestic: per gli italiani l’auto resta un bene da possedere

Indagine Findomestic: per gli italiani l'auto resta un bene da possedere

Italiani e automobili: un connubio fortissimo che diventa ancora più stretto in tempi di emergenza sanitaria. Il divorzio dalla macchina sembra impossibile, ma l’automobile di domani non dovrà più essere come quella di oggi se vuole soddisfare ancora i consumatori. Ipertecnologica, più economica e sostenibile: così la sognano gli automobilisti del futuro. Questo è quanto emerge, in sintesi, dal focus auto 2021 condotto dall’Osservatorio Findomestic in Italia e in altri 14 Paesi: Belgio, Brasile, Cina, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Olanda, Polonia, Portogallo, Spagna, Stati Uniti, Sudafrica e Turchia.

Amore e odio

Il 79% degli intervistati condanna l’auto per l’impatto sull’ambiente, ma 6 su 10 non potrebbero farne comunque a meno e oggi più che mai la considerano indispensabile per evitare i mezzi pubblici e muoversi in modo “sicuro”. L’automobilista italiano, dopo un anno di pandemia, non vive più l’auto all’insegna della passione (appena il 4%) e ritiene che la macchina abbia un ruolo “fin troppo importante” nella società (59%). Il 90% degli italiani vive una vera e propria “dipendenza” dall’auto per i propri spostamenti quotidiani, oggi ridotti all’essenziale a causa delle restrizioni. Il 46% ha diminuito gli spostamenti nel tempo libero e oltre la metà, il 52%, ha limitato l’uso dell’auto per il fine settimana e le vacanze. L’88% degli italiani intervistati si è mostrato “green”, dichiarando di essere disposto a utilizzare ancora meno l’auto in città e a usare di più mezzi di trasporto ecologici come biciclette o monopattini per salvare il pianeta, ma anche per combattere lo stress accumulato fra traffico e parcheggi introvabili.

Meglio made in Italy ed ecologica

Il 77% di chi ha intenzione di acquistare un’auto nei prossimi 12 mesi ha dichiarato che darà priorità al “made in Italy”. Per l’86% degli intervistati italiani l’auto del futuro è elettrica; mentre insieme agli spagnoli siamo i più orientati all’acquisto di un’auto ibrida (43% e 42%). Gli italiani restano sempre attaccati all’automobile, anche se il rapporto con la vettura sta cambiando: su una scala da 1 a 10 conta un gradimento medio di 7,3 punti, immediatamente dopo casa (8,4) e smartphone (7,5).

Cosa pensano dell’auto fuori dall’Italia

Il 69% degli intervistati in Europa e il 72% nel mondo, condannano l’automobile per l’impatto sull’ambiente. Dopo un anno di pandemia, il 21% in Europa e il 25% nel mondo continuano a vivere l’auto come passione, mentre il 51% nel vecchio continente e il 56% nel resto del mondo ritengono che la vettura abbia un ruolo “fin troppo importante” nella società. Cinesi (93%), sudafricani e brasiliani (entrambi 91%) vivono una vera e propria “dipendenza” dall’auto (83% media Europa, 85% media mondo) per gli spostamenti quotidiani. Il 55% degli automobilisti nel mondo ha ridotto l’uso dell’auto per fine settimana e vacanze e l’82% ha dichiarato di essere disposto a spostarsi in città con mezzi di trasporto ecologici.

Guida all'acquisto di un'auto ibrida 2

Futuro elettrico

Oltre l’80% in Europa e nel mondo ritiene che l’elettrico possa risolvere i problemi di inquinamento dell’aria e acustici e poco meno (il 75% in Europa e il 79% nel mondo) addirittura quello del riscaldamento globale. Cinesi e britannici sono i più numerosi a voler passare all’auto elettrica (27 % e 28 % rispetto al 17% degli italiani e della media globale). Olandesi e sudafricani sono i più numerosi a difendere la benzina (43% e 44% contro il 9% degli italiani e il 28% della media mondo). I turchi sono gli unici o quasi rimasti a sostenere il diesel (28% rispetto al 14% dell’Italia e della media mondo). Infine, tre intervistati su quattro a livello globale hanno dichiarato l’intenzione di privilegiare l’acquisto di un’auto prodotta o assemblata nel proprio Paese. I più nazionalisti sono i turchi: l’88% privilegerà un veicolo prodotto o assemblato in patria, seguiti da spagnoli (86%) e giapponesi (85%).

Cambio automatico: come funziona e come si usa

Come funziona e qual è il migliore cambio automatico?

In passato chi sceglieva un’auto con cambio automatico veniva deriso, reo di non saper utilizzare un manuale. Oggi, invece, il cambio automatico sta conquistando sempre più automobilisti grazie ad un comfort impagabile e tecnologia di primo livello.

INDICE
Cambio automatico: come funziona
Come si usa il cambio automatico
Cambio automatico lettere
Cambio automatico: pro e contro
Tipi di cambio automatico
Cambio semiautomatico
Cambio robotizzato
Cambio automatico doppia frizione
Cambio automatico a convertitore di coppia
Cambio a variazione continua

Il vantaggio del cambio automatico rispetto al manuale è quello di non dover essere costretti ad utilizzare il pedale della frizione e cambiare marcia. A tutto questo, infatti, penserà direttamente la centralina che deciderà in totale autonomia quando effettuare il passaggio di marcia a seconda del regime di giri del motore raggiunto. Così facendo l’automobilista avrà la possibilità di far riposare il piede sinistro non essendo presente il pedale della frizione.

L’utilizzo del cambio automatico è totalmente differente rispetto ad un manuale. Qui, come, detto sarà assente il pedale della frizione, mentre la leva del cambio potrà essere spostata in determinate posizioni indicate da lettere. Vediamo quali sono.

Spostando la leva del cambio automatico in “P” si bloccherà l’albero di trasmissione. Questa scelta deve essere effettuata ogni volta che si arresta la vettura.

Posizionando la leva del cambio automatico in “N”, ovvero neutral, si andrà in folle, mentre per effettuare la retromarcia sarà obbligatorio posizionare la leva sulla lettera “R”.

Per procedere alla guida si dovrà invece posizionare la leva del cambio automatico sulla lettera “D” che indica drive.

Il passaggio della leva da una lettera all’altra deve necessariamente avvenire a veicolo fermo.

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Scegliere una vettura con cambio automatico significa abbracciare una filosofia differente di guida rispetto ad una con cambio manuale. L’assenza del pedale della frizione, infatti, regala un comfort di guida inarrivabile per le seconde, ed i sistemi di ultima generazione, come gli automatici a doppia frizione, consentono tempi di cambiata inavvicinabili per i manuali.

Il punto a sfavore del cambio automatico riguarda il prezzo, dato che a parità di allestimento e di motorizzazione una vettura con questo sistema può costare un migliaio di euro un più rispetto ad una con cambio manuale.

Grazie al costante lavoro di ricerca e sviluppo ed alla evoluzione tecnologica, il mondo dell’auto ha presentato negli ultimi anni differenti tipologie di cambio automatico. Vediamo quali sono.

Questa tipologia di cambio automatico elimina il pedale della frizione, ma lascia al guidatore la scelta di cambiare marcia. Il semiautomatico si fa apprezzare per consumi ridotti, prestazioni simili a quelle di un manuale e cambi marcia quasi impercettibili nei sistemi a doppia frizione.

Il cambio robotizzato è quel dispositivo dove il passaggio da un rapporto all’altro avviene automaticamente. È la centralina, infatti, che si occupa di azionare la frizione e di innestare le marce dopo averle eventualmente selezionate. Questa tipologia di cambio ha due modalità di funzionamento: la prima è totalmente automatica, e in questo caso la centralina decide autonomamente quando cambiare e quale rapporto inserire, mentre la seconda è manuale e consente al guidatore di scegliere il momento in cui effettuare il passaggio a un rapporto inferiore o superiore.

Questo cambio è il più evoluto e si caratterizza per la presenza di due frizioni, come si può intuire dal nome. Una frizione è dedicata ai rapporti dispari ed una a quelli pari, ed entrambe  sono collegate a due alberi di trasmissione che ruotano contemporaneamente. Il cambio a doppia frizione garantisce velocità di cambiate assolute ed inarrivabili da un sistema manuale.

In passato questo sistema non ha fatto buona pubblicità al cambio automatico a causa di passaggi di marcia per nulla rapidi e costi eccessivi, ma oggi la situazione è decisamente cambiata. Il funzionamento di questi dispositivi è presto spiegato: la coppia motrice si trasferisce tramite un convertitore idraulico posizionato tra motore e cambio e, grazie a delle valvole, si provoca una differenza di pressione di olio che consente il cambio marcia.

Questa tipologia di cambio automatico si caratterizza per la presenza di una coppia di pulegge attorno alle quali è avvolta una cinghia. In base ai giri del motore le pulegge si spostano e in questo modo varia il diametro della cinghia. Il sistema è adottato da Toyota e consente al motore di funzionare sempre al regime di coppia massima a tutto vantaggio dei consumi.

Cose da sapere

Come funziona il cambio automatico?

Il vantaggio del cambio automatico rispetto al manuale è quello di non dover essere costretti ad utilizzare il pedale della frizione e cambiare marcia. A tutto questo, infatti, penserà direttamente la centralina che deciderà in totale autonomia quando effettuare il passaggio di marcia.

Come si usa il cambio automatico?

L’utilizzo del cambio automatico è totalmente differente rispetto ad un manuale. Qui sarà assente il pedale della frizione, mentre la leva del cambio potrà essere spostata in determinate posizioni indicate da lettere.

Quali sono i pro e i contro del cambio automatico?

L’assenza del pedale della frizione regala un comfort di guida inarrivabile per le auto a cambio manuale, ed i sistemi di ultima generazione, consentono tempi di cambiata inavvicinabili per i manuali. Il punto a sfavore del cambio automatico riguarda il prezzo, dato che a parità di allestimento e di motorizzazione una vettura con questo sistema può costare un migliaio di euro un più rispetto ad una con cambio manuale.

Quali sono le tipologie principali di cambio automatico?

Grazie al costante lavoro di ricerca e sviluppo ed alla evoluzione tecnologica, il mondo dell’auto ha presentato negli ultimi anni differenti tipologie di cambio automatico. Vediamo quali sono: cambio semiautomatico, robotizzato, cambio automatico doppia frizione, a convertitore di coppia e a variazione continua.

Compilazione CID in caso di incidente: le istruzioni

È uno degli eventi che nessun automobilista vorrebbe mai vivere, ma in qualche occasione si è sfortunati protagonisti. Stiamo parlando degli incidenti stradali, situazioni nelle quali è opportuno mantenere la lucidità e conoscere tutti i passi per compilare il CID correttamente.

INDICE
Cos’è il CID e dove trovarlo
Com’è fatto il modulo CID
Compilazione CID: cosa fare dopo un incidente
CID assicurazione: a chi consegnare il modulo dopo l’incidente
Perché conviene compilare il modulo di constatazione amichevole di incidente?
CID online: come compilare il modello elettronico

Il modulo CID, oggi conosciuto come CAI, è un modello necessario per denunciare un incidente automobilistico. Questo deve essere compilato dai soggetti coinvolti nell’incidente che hanno così la possibilità di appurare la dinamica del fatto. L’automobilista coinvolto nel sinistro senza colpa otterrà grazie alla constatazione amichevole il risarcimento danni da parte della compagnia assicurativa risparmiando molto tempo. Il modulo è presente nei documenti del contratto assicurativo che devono essere sempre a bordo dell’auto.

Il modulo CID è composto da quattro fogli e soltanto il primo dovrà essere compilato in caso di incidente. Qui sono presenti due colonne di diverso colore separate da una parte in bianco all’interno della quale devono essere riportate le circostanze dell’incidente, una ricostruzione grafica dello stesso e le firme dei due soggetti coinvolti.

Subito dopo l’incidente, qualora siano coinvolte solo due vetture, si potrà procedere alla compilazione del CID. Nella parte superiore del documento dovranno essere indicati data, luogo dell’incidente, presenza o meno di soggetti feriti, i veicoli coinvolti e la presenza di eventuali testimoni del sinistro. Nelle colonne identificate con i colori azzurro e giallo, invece, dovranno essere riportati i dati anagrafici dei soggetti coinvolti, l’indicazione dei veicoli oggetto del sinistro stradale ed i dati delle rispettive compagnie assicuratrici. Nella colonna di mezzo, di colore bianco, dovranno essere sbarrate con una X le circostanze previste nello stesso modulo oltre alla rappresentazione grafica dell’incidente. Lo spazio sottostante dovrà essere firmato dai soggetti coinvolti nel sinistro.

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Terminata la compilazione del modulo CID, questo dovrà essere consegnato alla propria compagnia assicurativa entro 3 giorni dalla data dell’incidente. L’assicurazione, una volta ricostruita la dinamica del sinistro, provvederà al risarcimento danni entro 30 giorni dall’avvenuta denuncia.

La convenienza di compilare il modulo CID è presto detta. Seguendo questa pratica, infatti, si potranno accelerare le pratiche per la liquidazione dei danni subiti nell’incidente. Se nel sinistro non si sono rilevati danni a persone ma soltanto ai mezzi è sempre conveniente compilare il CID così da poter ottenere il risarcimento danni in tempi brevi.

Oltre al modello cartaceo è possibile compilare anche il CID elettronico. In questo caso sarà sufficiente scaricare l’app della propria compagnia assicurativa, effettuare la registrazione, inserire i dati della propria polizza assicurativa ed i recapiti dell’agente e successivamente completare l’invio del modulo CID virtuale in pochi e semplici passi. Il modello elettronico elimina il rischio di scrivere inesattezze come, invece, potrebbe avvenire con il modello cartaceo.

Cose da sapere

Cos’è il CID?

Il modulo CID è un modello necessario per denunciare un incidente automobilistico. Questo deve essere compilato dai soggetti coinvolti nell’incidente che hanno così la possibilità di appurare la dinamica del fatto.  Il modulo è presente nei documenti del contratto assicurativo che devono essere sempre a bordo dell’auto.

Come si compila il CID?

Nella parte superiore del documento dovranno essere indicati data, luogo dell’incidente, presenza o meno di soggetti feriti, i veicoli coinvolti e la presenza di eventuali testimoni del sinistro. Nelle colonne identificate con i colori azzurro e giallo, dovranno essere riportati i dati anagrafici dei soggetti coinvolti, l’indicazione dei veicoli oggetto del sinistro stradale ed i dati delle rispettive compagnie assicuratrici. Nella colonna di mezzo, di colore bianco, dovranno essere sbarrate con una X le circostanze previste nello stesso modulo oltre alla rappresentazione grafica dell’incidente.

Perché conviene compilare il CID dopo un incidente?

Se nel sinistro non si sono rilevati danni a persone ma soltanto ai mezzi è sempre conveniente compilare il CID così da poter ottenere il risarcimento danni in tempi brevi.

A chi si consegnano le copie del CID?

Terminata la compilazione del modulo CID, questo dovrà essere consegnato alla propria compagnia assicurativa entro 3 giorni dalla data dell’incidente. L’assicurazione, una volta ricostruita la dinamica del sinistro, provvederà al risarcimento danni entro 30 giorni dall’avvenuta denuncia.

Come si compila il CID online?

Basta scaricare l’app della propria compagnia assicurativa, effettuare la registrazione, inserire i dati della propria polizza assicurativa ed i recapiti dell’agente e successivamente completare l’invio del modulo CID virtuale in pochi e semplici passi.

Accessoti auto: ecco gli indispensabili e i più particolari

I 10 accessori più richiesti in un'automobile

Scegliere gli accessori per la propria auto è un momento fondamentale dell’acquisto di una vettura nuova perché si andrà a personalizzare la macchina in base alle proprie esigenze. Essere consapevoli che spendere qualcosa in più all’acquisto per poi non pentirsi di non aver scelto quell’accessorio è da sempre una delle regole principali che accompagna tutti gli automobilisti.

 

 

INDICE
 Accessori utili per auto: i gadget indispensabili
 Accessori invernali auto
 Accessori auto per neve
 Accessori auto particolari: ecco i gadget più strani
 Accessori auto donna: gadget al femminile
 Accessori auto da viaggio
 Accessori hi tech per auto
 Accessori per la pulizia dell’auto

Ormai tutte le vetture di moderna concezione offrono come accessori, ed in molti casi anche di serie, gli ADAS. Gli ausili alla guida come la frenata assistita, il mantenimento di corsia o il controllo adattivo della velocità sono diventati ormai accessori auto indispensabili perché semplificano notevolmente la vita a bordo del conducente.

Anche sistemi come i sensori di parcheggio, l’accensione automatica di fari e tergicristalli o l’indicatore di perdita di pressione degli pneumatici sono tra gli accessori per auto divenuti ormai irrinunciabili.

Prendersi cura della propria vettura nel periodo invernale è una pratica che dovrebbe essere sempre rispettata. Tra gli accessori auto dedicati alla stagione più rigida il più importante è il telo antighiaccio, utile quando non si possegga un box auto e non si voglia perdere tempo ogni mattina per raschiare via dal parabrezza il ghiaccio.

Il raschietto è un altro accessorio invernale dell’auto indispensabile per chi vive in località dove le temperature diventano particolarmente rigide nel corso dell’inverno, così come analogamente indispensabile è il liquido antigelo fondamentale per preservare le componenti del motore.

Nei mesi invernali è sempre opportuno non farsi trovare impreparati dalle condizioni atmosferiche avverse. Per questo motivo, tra gli accessori auto immancabili a bordo, è fondamentale avere a disposizione le catene da neve. Grazie a queste, infatti, si potrà circolare anche su un manto stradale coperto da una coltre bianca senza il rischio di non avere trazione.

Ugualmente fondamentale, poi, è la presenza di una pala pieghevole, utile per spalare la neve presente vicina alle ruote della vettura ed avere così la possibilità di liberare il veicolo e ripartire senza pensieri.

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Volendo è possibile sbizzarrirsi nella ricerca di accessori auto strani ed esclusivi. Molte case di personalizzazione si rivolgono ad un target di mercato senza problemi di spesa per proporre accessori come il kit per il drink, dedicato a tutti coloro che vogliono sempre avere a disposizione bicchieri e bottiglie personalizzate da utilizzare in un picnic esclusivo o l’umidificatore per sigari, accessorio indispensabile per i fortunati proprietari di una Rolls Royce.

Anche il mondo degli accessori auto dedicati al pubblico femminile è sempre più vasto. Si va dalle cover per le cinture di sicurezza, così da rendere ricercato l’abbinamento di colori del dispositivo, a quelle per il volante, anche se in questo caso è fondamentale non cercare colori troppo azzardati per non cadere nel kitsch. Infine sono sempre più diffuse le ballerine pieghevoli, utilissime per potersi mettere alla guida dopo aver messo da parte le ben più scomode scarpe coi tacchi.

Affrontare un viaggio in auto è sempre una esperienza piacevole, ma per evitare che le ore trascorse nell’abitacolo si trasformino in una sofferenza è indispensabile avere a disposizione degli accessori fondamentali come la borsa termica o il cuscino da viaggio, utilissimo per consentire ai passeggeri di poter schiacciare un pisolino coccolati nella comodità dei sedili. In caso di viaggi lunghi, può essere molto utile un frigorifero da viaggio ricaricabile via USB o con pannello solare.

Tutte le vetture moderne sono ormai ricche di gadget tecnologici, ma ciò non significa che non si debbano aver a bordo degli accessori auto hi tech. Il cavetto USB per la ricarica del telefono è ormai diventato indispensabile, così come lo è il supporto per smartphone, utilissimo per avere il proprio dispositivo sempre a vista. Per le vetture più anziane è poi possibile acquistare un ricevitore Bluetooth da collegare alla presa jack dell’autoradio per poter ascoltare in streaming dal telefono la propria musica preferita.

Tenere in ordine e puliti gli interni dell’auto così come la carrozzeria è una pratica che molti automobilisti spesso sottovalutano. Tra gli accessori auto utili per la pulizia della vettura non possono assolutamente mancare i panni o i guanti in microfibra, necessari per evitare graffi sulla carrozzeria, o ancora kit di pulizia esterni fondamentali per rimuovere grasso, sporco e moscerini e far tornare a brillare la vettura. Ultimo accessorio auto da tenere sempre a portata di mano è un tubetto di pasta abrasiva, necessario per rimuovere in pochi istanti i piccoli graffi all’ordine del giorno.

Cose da sapere

Quali sono gli accessori auto che non possono mancare su un veicolo?

Tutte le vetture di moderna concezione offrono come accessori, ed in molti casi di serie, gli ADAS come la frenata assistita, il mantenimento di corsia o il controllo adattivo della velocità. Anche sistemi come i sensori di parcheggio, l’accensione automatica di fari e tergicristalli o l’indicatore di perdita di pressione degli pneumatici sono tra gli accessori per auto divenuti irrinunciabili.

Quali sono gli accessori auto indispensabili di inverno?

Tra gli accessori auto dedicati alla stagione più rigida il più importante è il telo antighiaccio, utile quando non si possegga un box auto. Il raschietto è un altro accessorio invernale dell’auto indispensabile per chi vive in località dove le temperature diventano particolarmente rigide nel corso dell’inverno, così come analogamente indispensabile è il liquido antigelo fondamentale per preservare le componenti del motore.

Quali sono gli accessori auto più utili per le donne?

Anche il mondo degli accessori auto dedicati al pubblico femminile è sempre più vasto. Si va dalle cover per le cinture di sicurezza, così da rendere ricercato l’abbinamento di colori del dispositivo, a quelle per il volante. Sono sempre più diffuse le ballerine pieghevoli, utilissime per potersi mettere alla guida dopo aver messo da parte le ben più scomode scarpe coi tacchi.

Quali sono gli accessori auto indispensabili in viaggio?

Affrontare un viaggio in auto è sempre una esperienza piacevole, ma per evitare che le ore trascorse nell’abitacolo si trasformino in una sofferenza è indispensabile avere a disposizione degli accessori fondamentali come la borsa termica o il cuscino da viaggio. In caso di viaggi lunghi, può essere molto utile un frigorifero da viaggio ricaricabile via USB o con pannello solare.

Quali sono gli accessori hi-tech più diffusi per l’auto?

Il cavetto USB per la ricarica del telefono è ormai diventato indispensabile, così come lo è il supporto per smartphone. Per le vetture più anziane è poi possibile acquistare un ricevitore Bluetooth da collegare alla presa jack dell’autoradio per poter ascoltare in streaming dal telefono la propria musica preferita.

 

 

 

Cambio gomme invernali: date, costi e normativa per il 2020/2021

Cambio gomme estive 2018: date, costi e normative 1

Dal 15 ottobre al 14 novembre 2020 è possibile montare gli pneumatici invernali. L’obbligo di montare gomme invernali scatta dal 15 novembre 2020.

A partire dal 15 aprile 2021, entra in vigore l’obbligo di cambiare le gomme invernali, ma sono a disposizione ulteriori 30 giorni per adeguarsi. Il termine ultimo è quindi quello del 15 maggio 2021.

INDICE
Cambio gomme invernali
Cambio gomme estive
Sanzioni previste
Esenzioni
Differenze tra gomme estive e invernali
Costo cambio gomme
Come risparmiare

Quando farlo? Ogni anno a partire dal 15 novembre scatta l’obbligo in gran parte d’Italia di effettuare il cambio pneumatici invernali. Si possono invece iniziare a montare a partire dal 15 ottobre.

Con questa disposizione viene imposta agli automobilisti l’adozione di gomme recanti la dicitura M+S, ovvero Mud and Snow (fango e neve) per poter circolare su strada senza incorrere in sanzioni, oppure di avere a disposizione nel bagagliaio le catene da neve da utilizzare in caso di necessità.

GUARDA I NOSTRI VIDEO CON FJONA

Per le gomme invernali il periodo in cui dovranno essere obbligatoriamente adottate decorre dal 15 novembre e termina il 15 aprile dell’anno successivo. Il cambio con le gomme estive, quindi, deve avvenire a partire dal 15 aprile ed entro il 15 maggio di ogni anno.

È obbligatorio cambiare le gomme prima dell’estate? Sì! Se montate gomme invernali la legge prevede l’obbligo di installare pneumatici adeguati alla stagione estiva. Quindi il cambio gomme estive è obbligatorio! Ci sono però delle eccezioni all’obbligatorietà sul cambio gomme.

Stando al dettato della normativa, disciplinata dal nostro Codice della Strada, l’automobilista che circola su strade in cui vige l’obbligo delle gomme invernali, sprovvisto di questa tipologia di pneumatici o di catene a bordo, rischia una sanzione da 41 a 168 euro se viene fermato mentre circola nei centri abitati e da 84 a 355 euro se l’accertamento avviene al di fuori. L’agente accertatore può inoltre disporre il fermo del veicolo finché questo non viene messo in regola.

Ci sono due eccezioni importanti. Primo, l’obbligo non vale per chi monta un set di gomme 4 stagioni. Secondo, se le vostre gomme hanno un indice di velocità uguale o superiore a quello indicato dalla carta di circolazione, allora potete utilizzarle tutto l’anno. Riconoscere l’indice di velocità è facile: è un codice alfabetico presente sul fianco di uno dei vostri pneumatici. Esso corrisponde alla velocità massima alla quale un pneumatico può viaggiare: per esempio, il codice Q corrisponde ad una velocità massima di 160 km/h, mentre il codice T di 190 km/h.

È un vero obbligo? Sì! L’obbligo sul cambio gomme estive deve essere rispettato, altrimenti si incorre in sanzioni amministrative che partono da un minimo di 422 euro e arrivano a un massimo di 1.682 euro e ritiro del libretto di circolazione.

La principale differenza consiste nei tasselli che nelle gomme estive sono pieni a differenza degli pneumatici invernali (i sottili intagli infatti permettono di far presa sulla neve). In più, gli estivi sono dotati di tre scanalature longitudinali che permettono di fronteggiare meglio l’asfalto bagnato e il rischio di aquaplaning. Infine, la miscela delle gomme è diversa: gli pneumatici estivi hanno meno gomma naturale, che, presente in percentuali maggiori in quelli invernali, rende i battistrada più elastici.

Che vantaggi ci sono a montare gli pneumatici estivi? Risparmio e prestazioni! Non incorrendo infatti nel surriscaldamento, gli pneumatici estivi hanno prestazioni decisamente migliori e quindi un minor consumo di carburante. Aumenta, inoltre, anche la sicurezza: le gomme estive hanno una migliore tenuta di strada sia su fondo asciutto che bagnato.

Il cambio gomme stagionale implica tre voci di costo: 1. l’acquisto delle gomme; 2. il montaggio; 3. la custodia delle gomme. Per uno pneumatico estivo si va da un minimo di 70 euro (low cost) e si arriva a 140 euro per marche premium come Bridgestone o Pirelli. Il prezzo del montaggio varia da città a città: il costo minimo che abbiamo riscontrato noi di automobile.it è di 30 euro, ma ci siamo visti chiedere anche 70/80 euro da alcuni gommisti milanesi. Infine, per la custodia la media si aggira intorno ai 40 euro.

Ecco quattro consigli che abbiamo raccolto per voi per risparmiare al momento del cambio gomme.

  1. Se si possiede un’auto piccola e si percorrono pochi chilometri, è conveniente ricorrere agli pneumatici quattro stagioni.
  2. Se avete spazio (un garage o una cantina vanno più che bene), potete custodire voi i vostri pneumatici e risparmiare 40 euro al mese.
  3. Confrontate i prezzi online: ci sono molti siti che oggi vendono gomme online e alcuni offrono non solo il miglior prezzo ma anche ottimi strumenti per la comparazione dei prezzi. Prima di recarvi dal vostro gommista di fiducia, perdete qualche minuto in rete e fatevi un’idea dei prezzi.
  4. Potete pensare di acquistare pneumatici usati: sempre più consumatori scelgono gomme usate per la propria auto. In questo caso però vi consigliamo di ispezionare con attenzione le gomme prima dell’acquisto e di valutare il loro livello di usura. Controllate sempre la differenza di prezzo rispetto agli pneumatici nuovi; se è minima, non esitate a optare per quest’ultima soluzione.

 

Cose da sapere

Quando cambiare le gomme invernali?

L’obbligo di montare gomme invernali quest’anno scatta il 15 novembre, in gran parte d’Italia di effettuare il cambio pneumatici invernali. Si possono invece iniziare a montare già dal 15 ottobre 2020.

Quando mettere le gomme estive?

La sostituzione delle gomme invernali con quelle estive deve essere fatta entro il 15 aprile 2021, ma sono a disposizione ulteriori 30 giorni per adeguarsi. Il termine ultimo è quindi quello del 15 maggio 2021.

Quanti anni si possono tenere gli pneumatici?

In linea di massima, chi utilizza l’auto soprattutto per lavoro, dovrebbe sostituire gli pneumatici della propria vettura una volta compiuto un tragitto compreso fra 20.000 e 40.000 km. Leggi il nostro approfondimento qui.

Quanti km si possono percorrere con pneumatici 4 stagioni?

Gli pneumatici 4 stagioni hanno una durata inferiore di circa il 10-15% rispetto a pneumatici stagionali specifici, usurandosi più velocemente nel periodo estivo. Si consiglia quindi di cambiarli ogni 20.000/30.000 km.

 

Comprare un’auto dal concessionario: ecco le domande da fare

Le domande da fare al tuo concessionario auto 1

Acquistare un’auto, nuova o usata che sia, è un passo importante che segna indelebilmente la vita di ogni soggetto e dato che spesso le cifre in ballo sono elevate  è bene arrivare preparati in concessionaria per porre tutte le domande corrette e non lasciare nulla al caso.

INDICE
 Arrivare preparati in concessionaria
Chiedere sempre il test drive
Chiedere i dettagli sul finanziamento
Chiedere il contratto 

Un tempo per avere contezza di tutte le ultime novità nel campo automobilistico ed anche per conoscere pregi e difetti di vetture appartenenti allo stesso segmento era necessario attendere le uscite in edicola delle riviste specializzate.

Oggi, grazie all’avvento di internet, è possibile essere informati in tempo reale sia consultando i siti specializzati, sia ammirando spettacolari prove su strada corredate da video curati nei minimi dettagli.

Sul web, poi, sono presenti numerosi forum in grado di consigliare nella guida all’acquisto evidenziando anche quelli che in alcuni casi possono essere dei veri e propri difetti congeniti della vettura.

Prima di andare in concessionaria, quindi, è sempre bene studiare nel dettaglio la vettura che si vuole acquistare così da tenere testa al venditore ed assecondare esclusivamente le proprie necessità.

Ok, si possono leggere migliaia di recensioni di un determinato modello oppure si possono guardare centinaia di video per capire come si comporta la vettura su strada, ma prima di firmare il contratto di acquisto è buona regola effettuare un test drive dell’auto.

Vista l’emergenza COVID-19 è opportuno fissare un appuntamento per il test drive così da avere a disposizione la motorizzazione che si intende scegliere e, soprattutto, accomodarsi in un abitacolo sanificato.

Effettuate un test drive quanto più approfondito possibile per capire se davvero quell’auto fa al caso vostro o se, invece, è meglio continuare la ricerca per trovare la vettura ideale.

Nella maggior parte dei casi, prima di procedere all’acquisto di un’auto sarà necessario sottoscrivere un contratto di finanziamento.

Anche in questo caso è sempre buona regola quella di chiedere delucidazioni in merito a tutte le clausole e, soprattutto, leggere con attenzione il contratto di finanziamento così da evitare spiacevoli sorprese.

Fate mettere per iscritto il TAN ed il TAEG richiesto per il finanziamento e valutate se la concessionaria può applicare condizioni vantaggiose dettate dalla Casa madre come, ad esempio, il finanziamento a tasso zero o senza anticipo.

Altro passaggio da compiere prima di procedere al pagamento del saldo della vettura è quello relativo al contratto di acquisto dell’auto.

Nella maggior parte dei casi sarà il concessionario che procederà a fornire al cliente una copia all’interno della quale saranno specificate tutte le clausole contrattuali incluse quelle inerenti la garanzia biennale.

Se il concessionario dovesse omettere questo passaggio provvedete voi stessi a richiedere una copia del contratto di acquisto e prima di procedere alla firma analizzate bene ogni singolo punto così da evitare spiacevoli sorprese.

 

Auto elettriche: come guidarle?

MINI Cooper SE: prezzo, dimensioni e caratteristiche 3

Superati i timori su autonomia ridotta e tempi di ricarica lunghissimi (due luoghi comuni che vengono sfatati giorno dopo giorno) ci si accinge finalmente all’acquisto di un’auto elettrica. E poi, una volta al volante, si scopre che è parecchio diversa da una vettura a benzina o a gasolio. Perché non ha il cambio (a meno che non abbiate acquistato una Porsche Taycan o qualche esotica supercar), scarica a terra tutta la coppia in modo fulmineo a partire da zero giri, ha baricentro molto basso e… non fa rumore.

Non lascia disorientati, ma costringe a qualche accortezza. Ecco allora tutti i consigli per guidare un’auto a zero emissioni.

INDICE
 Come si accende un’auto elettrica
 Come si accelera con un’auto elettrica
 Attenti ai limiti di velocità
 Come si frena con un’auto elettrica
 Come si affrontano viaggi lunghi con un’auto elettrica

Una volta raggiunto il posto guida, si deve premere il pulsante di start per accendere l’auto. Sulle Tesla no, perché si accendono in automatico quando rilevano la presenza di una persona a bordo, ma non è questo il punto. Il punto è che un’auto elettrica, una volta accesa, è esattamente come un’auto elettrica spenta: perfettamente silenziosa.

Alcune per far capire che sono pronte a partire illuminano tutto il quadro strumenti, altre accendono una spia con scritto “Ready”, altre emettono una musichetta. Insomma, provano a catturare in qualche modo l’attenzione del conducente, che se inesperto di fronte a questo tipo di auto, non è raro possa premere di nuovo il tasto di accensione spegnendo la macchina.

Start and stop: scopriamo vantaggi e funzionamento

Superato il primo scoglio, non resta che inserire la marcia e partire. Anche se, ricordate, le auto elettriche non hanno un cambio vero e proprio. Eppure, per gestire le varie modalità di guida (Parking, Drive, Retro), hanno spesso una leva che ricorda molto da vicino quella di una trasmissione automatica tradizionale.

Inserita la marcia, si preme sul pedale dell’acceleratore. E qui, di nuovo, l’auto elettrica mette in mostra la propria natura. Per quanto si pensi che le vetture a batteria siano pensate per risparmiare e per non inquinare, basta guidarne una per accorgersi subito che sono generalmente molto scattanti. Il motore, infatti, non ha ritardi nel trasferire coppia e potenza alle ruote: lo fa in modo istantaneo ed eroga il massimo della trazione fin dal minimo.

Quindi, il consiglio, è quello di accelerare con cautela, in modo da non essere sbalzati in avanti con inutili sprechi di energia e una bella sforbiciata al comfort. Sarà proprio imparando ad accelerare in modo progressivo che si potrà godere dell’enorme fluidità con cui un’auto a zero emissioni si lascia condurre.

Tesla Model X esterni

Un’auto elettrica, si è detto, non fa rumore. Tanto che una legge Europea ha obbligato le Case a dotare i nuovi modelli di un suono artificiale che devono emettere fino a 20 km/h. Poi, fruscii e rumori di rotolamento, iniziano a rendere udibile l’auto anche ai più distratti. Provate ad avventurarvi nel parcheggio di un centro commerciale affollato alla ricerca di un posto per capire quanto vorreste che anche la vostra auto fosse più rumorosa.

C’è un secondo problema, oltre a quello dei pedoni che sbucano all’improvviso senza guardare, ed è quello inerente i limiti di velocità. L’auto elettrica è scattante, silenziosa e senza cambio. Facile trovarsi ad andare oltre il consentito se non si presta attenzione al tachimetro.

C’è un aspetto della guida di un’auto elettrica che è davvero differente da una vettura con motore a combustione interna. È la frenata. Su una vettura a batteria, quando si frena, si sfrutta l’energia cinetica dell’auto per ricaricare la batteria. Avviene anche quando si lascia l’acceleratore. Si avverte un attrito maggiore delle componenti meccaniche e si rallenta molto più in fretta. Sfruttare al massimo queste fasi permette di gestire in modo molto più efficiente la batteria e, in sintesi, di percorrere più strada.

La frenata rigenerativa, questo il nome del fenomeno, può essere generalmente impostata su vari livelli e, se messa al massimo, rallenta l’auto in modo talmente vistoso da poter rendere inutile la pressione sul pedale del freno (si chiama one pedal drive). Per guidare correttamente un’auto elettrica, conviene sempre prevedere dove ci si vorrà fermare e alzare il piede dall’acceleratore con anticipo, in modo da sfruttare una fase di rilascio più duratura. Viceversa, inutile se non dannoso, arrivare al semaforo o allo stop a velocità sostenuta e poi premere bruscamente il freno per arrestarsi in tempo utile.

Nuova Renault Zoe: la mobilità elettrica cambia

La guida “one pedal” dà i frutti più consistenti in città. È nella guida urbana, infatti, che l’auto elettrica consuma meno energia. Dove invece il consumo energetico è maggiore è in autostrada. Eppure, grazie a batterie sempre più capienti e powertrain efficienti, le auto elettriche possono ormai essere usate anche per viaggi lunghi, magari con qualche accortezza.

La prima, fondamentale, è quella di programmare il tragitto. Lo si può fare prima di partire, controllando lo stato di carica dell’auto al via, le condizioni di traffico, la presenza di colonnine sulla strada. Nel caso, si può anche prenotare una ricarica in modo da raggiungere la stazione di rifornimento evitando brutte sorprese.

Lexus elettrica 2020: app

Tutte queste operazioni possono essere svolte attraverso le app dedicate alla guida a zero emissioni che le Case hanno sviluppato per gestire al meglio i propri modelli a batteria anche in remoto. Sono comode, facili da utilizzare, e dialogano perfettamente con i sistemi di infotainment presenti a bordo, in modo che una volta in moto sia il navigatore dell’auto a gestire la marcia.