Fabbrica Bentley: dove nascono le ammiraglie inglesi

Fabbrica Bentley: dove nascono le ammiraglie inglesi 3

Tutti i modelli Bentley a listino vengono prodotti nello stabilimento di Crewe, immerso nelle campagne della contea di Cheshire, in Inghilterra. Lo storico marchio inglese, per molti anni “gemello” di Rolls-Royce, oggi fa parte del gruppo Volkswagen. Continental GT, Flying Spur e Bentayga che, da sola, rappresenta quasi il 45% delle vendite totali del brand di lusso inglese, escono dalla storica fabbrica, sempre più lanciata nella transizione verso l’industria sostenibile. Entro pochi anni l’impianto sfornerà soltanto auto di lusso elettriche, ma già oggi si sta trasformando per far conciliare lusso, ricercatezza e artigianalità con processi produttivi a basso impatto ambientale.

Numeri in costante crescita

Il sito occupa una superficie complessiva di 521.000 metri quadri di cui 167.000 adibiti alla produzione; mentre i dipendenti impiegati sono 3.500. Oggi la fabbrica di Crewe produce circa 85 vetture al giorno, tante quante venivano ultimate, fino al 2000, in un mese. A questi risultati si è arrivati grazie a cospicui investimenti: la produzione complessiva di Bentley, che alla fine degli Anni ’90 aveva raggiunto le 39.000 unità totalizzate in 80 anni, è salita a 200.000 nel 2020.

Fabbrica Bentley: dove nascono le ammiraglie inglesi 1

Dagli aerei alle auto

L’impianto di Crewe è nato grazie a Rolls-Royce, che nel 1931 aveva acquisito Bentley. La costruzione del sito risale al 1938 e all’inizio produceva motori e componenti aeronautici, attività principale di Rolls-Royce. La produzione automobilistica passò dall’impianto di Derby a Crewe alla fine della Seconda Guerra Mondiale, nel 1945, e prese il via con la Bentley MK VI, auto già lanciata nel 1938. È il primo dei modelli gemelli prodotti dai due brand, distinti da nome, marchio e finitura: quello Rolls-Royce si chiamava Wraith.

Con la separazione dei due marchi inglesi, uno passato a BMW e l’altro a l Gruppo Volkswagen alle soglie del nuovo millennio, la fabbrica di Crewe è entrata a far parte dell’imponente rete del gigante di Wolfsburg, anche se fino al 2002 ha continuato a produrre le ultime auto in comune con Rolls-Royce della vecchia produzione. Successivamente Volkswagen lo ha confermato come polo di eccellenza: tutti i modelli, compresi quelli che nascono sulle piattaforme del gruppo tedesco, hanno continuato a essere prodotti interamente in Inghilterra. La sola eccezione è stata la berlina Continental Flying Spur, che nel 2005 e 2006 è stata assemblata anche nella “fabbrica di vetro” di Dresda, in attesa del potenziamento delle linee produttive di Crewe.

Fabbrica Bentley: dove nascono le ammiraglie inglesi

Obiettivo emissioni zero

Gli investimenti nella fabbrica sono partiti nel 2002 con 500 milioni di euro destinati al potenziamento della capacità produttiva, oggi quintuplicata rispetto al passato, e al graduale processo di riduzione dell’impatto ambientale con l’obiettivo di arrivare ad azzerare le emissioni di CO2 entro il 2030, quando tutta la produzione Bentley sarà interamente elettrica. Nell’ottobre del 2019 la struttura e la sede di Crewe hanno ottenuto la certificazione PAS 2060 da Carbon Trust, dopo il completamento del passaggio alla fornitura di energia elettrica da fonti rinnovabili a cui è stata aggiunta quella prodotta “in loco” tramite i pannelli solari.

A inizio 2019 il marchio inglese ha installato coperture a pannelli fotovoltaici su circa 1.400 posti auto dai quali ricava 2,7 MW l’anno a cui vanno sommati oltre 20.800 moduli solari sul tetto dei vari fabbricati per altri 7,7 MW, sufficienti, stando alle stime degli esperti, ad assicurare il fabbisogno energetico di più di 1.700 famiglie. Per quanto riguarda le emissioni, Bentley ha completato l’acquisizione di crediti ottenuti con il processo di interscambio Gold Standard, che permette di compensare le emissioni reali inevitabilmente prodotte dai processi costruttivi dell’impianto acquistando “quote di aria pulita”.

Fabbrica Bentley: dove nascono le ammiraglie inglesi 2

Due nuovi centri per la mobilità del futuro

All’inizio di quest’anno, il brand inglese ha inaugurato i nuovi Quality Center ed Engineering Center, che dovranno traghettare Bentley nella nuova era attraverso elettrificazione e sostenibilità. Per i nuovi centri sono stati stanziati 35 milioni di sterline, su un investimento totale di 2,5 miliardi, e comprendono una linea di assemblaggio Bev simulata, un centro di integrazione software, test metrologici, un laboratorio di prototipazione e di sviluppo dei materiali. L’impegno non si limita alla sola attività di fabbrica, ma riguarda tutta la filiera, compresi i materiali pregiati. Nel 2021 Bentley è diventata la prima casa automobilistica a entrare nel Leather Working Group, che riunisce produttori, commercianti ed esperti della manifattura della pelle nata per offrire prodotti di qualità certificata e garantita anche sulle procedure e sull’impatto ambientale.

Bentley: tutte le novità in arrivo nel 2023

Bentley EXP 100 GT: esterni

Nonostante sia da sempre dedita alla produzione di auto di lusso e ad alte prestazioni, anche Bentley non può sottrarsi al processo di elettrificazione che da qualche anno sta investendo il mondo dell’auto. Per questo motivo, dopo la rivoluzione apportata dalla Bentayga, primo Suv del costruttore inglese (e oggi modello trainante dell’intera produzione, che da solo rappresenta oltre il 50% delle vendite) proprio la Bentayga è stato il primo modello ad essere declinato in un’inedita variante ibrida. Ora, con il nuovo anno, il processo di elettrificazione di Bentley entrerà nel vivo con il lancio di nuovi modelli elettrificati. Ma non solo.

  • Bentley Continental GT Hybrid
  • Bentley Batur

Bentley Continental GT: prezzo, dimensioni e caratteristiche 13

Bentley Continental GT Hybrid

La prima novità a vedere la luce nel corso dell’anno sarà la nuova Bentley Continental GT Hybrid. Questa nuova motorizzazione andrà ad affiancarsi alla variante V8 e W12 e sarà disponibile anche per la Continental GTC, ovvero la versione cabrio della gran turismo inglese. Il powertrain ibrido plug-in della Continental è costituito da un propulsore V6 di 3 litri sovralimentato tramite un turbocompressore. Ad alimentare la parte elettrica, invece, provvede una batteria agli ioni di litio da 18 kWh che permette di percorrere fino a 40 km in modalità completamente elettrica. Questa da energia ad un motore elettrico il cui lavoro congiunto con il propulsore V6 assicura una potenza di sistema di 543 CV.

Bentley: tutte le novità in arrivo nel 2023

Bentley Batur

Dopo la cabrio Bacalar, il reparto speciale Mulliner di Bentley nel corso del 2023 presenterà un secondo modello in serie super-limitata, prodotto in appena 18 esemplari. Si tratta della Bentley Batur, una coupé a quattro posti spinta dal poderoso W12 biturbo del costruttore di Crewe, che in questa configurazione è in grado di sviluppare una potenza massima di 740 CV. Si tratta di un modello molto importante per Bentley, che di fatto anticipa le linee dei futuri modelli del brand britannico. Il prezzo: a partire da 2 milioni di euro.

 

Bentley Flying Spur, ora anche con il V8

Bentley Flying Spur, ora anche con il V8

La famiglia della Bentley Flying Spur si amplia e accanto alla variante con il classico propulsore W12 debutta ora l’inedita variante spinta dal più piccolo V8 del Gruppo Volkswagen. Nonostante le dimensioni più contenute però, anche con questa unità la Flying Spur è comunque in grado di prestazioni di tutto rispetto.

Piccoli ritocchi

A livello estetico la si riconosce per piccoli dettagli. Negli esterni, infatti, spiccano i cerchi in lega da 20 pollici dal disegno specifico, i badge sulle fiancate e, soprattutto, i quattro scarichi sdoppiati nella coda.

Bentley Flying Spur, ora anche con il V8 1

Gli interni sono quelli di sempre, caratterizzati dalla grande cura che da sempre contraddistingue i prodotti Bentley, non soltanto dal punto di vista dei materiali scelti, ma anche nell’attenzione agli assemblaggi. Tante poi le personalizzazioni disponibili, che rendono l’abitacolo della Flying Spur, un ambiente totalmente configurabile su misura.

Prestazioni da vera sportiva

Il propulsore V8 della nuova Bentley Flying Spur è caratterizzato da una cubatura di 4 litri. Sovralimentato con due turbocompressori è in grado di erogare una potenza massima di 550 CV e 770 Nm di coppia .

Bentley Flying Spur, ora anche con il V8 2

L’unità, abbinata alla trazione integrale è in grado di far scattare la Flying Spur da 0 a 100 km/h in 4,1 secondi e di raggiungere una velocità massima di 318 km/h. Il tutto contenendo i consumi rispetto alla W12 grazie al peso inferiore di 100 kg e al sistema di disattivazione dei cilindri ai carichi parziali.