Come si guida un’auto elettrica, tutto ciò che c’è da sapere

Fiat 500 elettrica, arriva anche la 3+1 1

Il passaggio all’auto elettrica sta modificando il nostro approccio al mondo delle quattro ruote sotto tutti i punti di vista. Nonostante un’elettrica resti di fatto una vettura così come siamo sempre stati abituati a vederla ed interpretarla ad eccezione dell’assenza del tradizionale motore endotermico, guidare una EV oggi rappresenta un’esperienza molto diversa rispetto a quella che si prova al volante di un modello a benzina o diesel. Con un’elettrica occorre adattarsi un po’, tenendo in considerazione aspetti ai quali, con auto dotate di altri tipi di alimentazione, non si pensa nemmeno. Ecco allora qualche consiglio utile per mettersi al volante di un’auto elettrica in serenità.

Ci si muove in silenzio

Sembrerà scontato, ma sulle prime la silenziosità che contraddistingue un’auto elettrica può destabilizzare. Il fatto di muoversi non solo nel silenzio più assoluto e nella totale assenza di vibrazioni rappresenta un plus importante sul fronte del comfort a bordo. Si viaggia in maniera più tranquilla e rilassata, ma in tutta questo silenzio possono nascondersi delle insidie. Può capitare, infatti, che pedoni e ciclisti possano non accorgersi del sopraggiungere dell’auto, creando situazioni di potenziale pericolo. Pericolo in realtà in parte schivato dai moderni avvisatori acustici che emettendo un suono particolare alle basse velocità permette di percepire l’arrivo dell’auto.

Porsche Taycan: esterni

Occhio alle prestazioni

Dimenticatevi dello stereotipo secondo il quale le auto elettriche sono tutte lente. In realtà, buona parte delle EV in commercio sono in grado di prestazioni degne di una supercar. Per questo motivo, può essere importante approcciarsi in maniera progressiva all’auto, cominciando a muoversi in modo progressivo. Su un’elettrica, infatti, la spinta arriva tutta insieme nel momento in cui si mette il piede destro sull’acceleratore a partire da zero giri.

Frena e non solo

Ma l’elemento al quale occorre fare più attenzione quando si guida un’auto elettrica è la frenata. Le moderne auto elettriche, infatti, sono in grado di recuperare energia ogni volta che si rallenta o si frena. Questo non avviene direttamente tramite l’impianto frenante, ma attraverso lo stesso motore elettrico, che invertendo il proprio funzionamento, invece di mandare energia alle ruote, trasforma in chilometri di autonomia l’energia cinetica generata dalle ruote. Questa fase di recupero può essere anche molto decisa, tanto da arrivare ad arrestare completamente il veicolo senza che si debba intervenire direttamente sul pedale del freno. Una caratteristica unica delle auto elettriche, alla quale occorre di certo fare l’abitudine.

Guida predittiva

Proprio per questo motivo, al volante di un’elettrica è consigliabile adottare uno stile di guida predittivo. In prossimità di un semaforo, ad esempio, occorre rilasciare il gas con largo anticipo, approfittando della distanza che divide dallo stop per permettere al sistema di recuperare energia. Ad ogni modo, vuoi per la silenziosità che accompagna la marcia di un’auto elettrica, ma al volante viene poi naturale trovarsi a guidare in maniera fluida, tranquilla e rilassata. Il che non può che avere risvolti positivi sui consumi di energia, che a loro volta si riflettono sull’autonomia.

Mini Cooper SE: esterni

Programmare i percorsi

La ancora scarsa diffusione di colonnine di ricarica sul territorio nazionale e non solo, obbliga ad affrontare le trasferte più lunghe in maniera diversa rispetto a quanto si farebbe con un’auto ad alimentazione tradizionale. Con un’elettrica occorre non soltanto calcolare bene le distanze da percorrere e programmare le soste per le ricariche, ma valutare anche (se possibile) anche la conformazione della strada per evitare quanto più possibile salite o eccessivi dislivelli che potrebbero comportare un picco nella richiesta di potenza.

Attenzione al clima

Su un’auto elettrica tutto può influenzare l’autonomia, compreso il climatizzatore d’estate o il sistema di riscaldamento d’inverno. Questi, infatti, prendono l’energia necessaria al loro funzionamento direttamente dalla batteria. Occorre quindi fare attenzione a quanto e come li si usa, per evitare spiacevoli sorprese. Esiste però un trucchetto per evitare di sprecare energia inutilmente. Buona parte delle moderne auto elettriche permettono di riscaldare o raffreddare l’abitacolo prima di entrare in auto attraverso un’apposita app. In questo modo, l’energia necessaria per ventilare gli interni viene presa direttamente dalla presa di corrente (o dalla colonnina) alla quale l’auto è collegata.

Fiat 500 elettrica: prezzo, dimensioni e caratteristiche 4

Niente cambio

Da qualche anno a questa parte, il cambio automatico sta vivendo una vera e propria “età dell’oro”. Un tempo esclusivo appannaggio dei modelli più lussuosi, oggi è possibile sceglierlo anche sulle più piccole ed economiche auto da città. Le auto elettriche vanno addirittura oltre tutto questo dal momento che il cambio non ce l’hanno proprio.  Per essere precisi, sono dotate di un riduttore a ingranaggi dal rapporto fisso, che trasmette la potenza alle ruote motrici. L’interfaccia con il conducente, però, resta praticamente il medesimo dei cambi automatici tradizionali, con la classica leva che permette di passare dalle posizioni Drive, Neutral e Retro. A queste le elettriche aggiungono la posizione Brake, che aumenta la forza rigenerativa del motore elettrico quando si lascia l’acceleratore.

Cosa tenere sotto controllo

L’abitacolo delle moderne auto elettriche è del tutto simile a quello di qualsiasi altra auto, fatta eccezione per il quadro strumenti. Questo, infatti, riporta informazioni diverse dal momento che molti elementi come il contagiri, su un’auto alla spina sono superflui. Qui maggiore spazio è lasciato all’indicatore dello stato di carica della batteria e all’autonomia residua, due informazioni da tenere sempre sotto controllo quando si è al volante. Utili, infine, sono gli indicatori dei flussi di energia e dello stile di guida che aiutano a capire se si sta guidando in maniera parsimoniosa o meno.

Come superare l’esame della patente: tutti i consigli e trucchi

Consigli quiz patente

Prepararsi per l’esame di teoria per la patente crea sempre una certa apprensione. Si può essere degli ottimi conducenti dotati di grandi doti di guida, ma se non si conoscono le norme che regolamentano la guida su strada rimarrà una chimera poter conseguire la patente. Esistono però dei trucchi per il quiz patente, o per meglio dire dei consigli, da seguire per superare senza stress l’esame.

INDICE
Esame della patente ed emergenza Covid-19
Trucchi quiz patente: le parole rivelatrici
Come superare l’esame di guida teorico: i trabocchetti da riconoscere
Come superare l’esame teorico della patente: attenzione ai sinonimi
Trucchi quiz patente per riconoscere i segnali
Come superare l’esame di guida: consigli pratici per la preparazione

L’emergenza sanitaria determinata dalla pandemia da COVID-19 ha avuto un impatto anche sui termini previsti originariamente per sostenere l’esame di teoria. A causa di “ingorghi burocratici” causati dalla chiusura temporanea degli uffici della Motorizzazione Civile e dall’impossibilità di lavorare in presenza, è stato prorogato il termine per superare l’esame di teoria della patente.

In particolare, chi ha presentato la domanda per sostenere l’esame di teoria tra il primo gennaio 2021 e il 31 marzo 2022 ha tempo un anno, invece dei soliti 6 mesi, per sostenere l’esame, a decorrere dalla data di accettazione della domanda. Per le domande presentate dopo la fine di marzo 2022, vista la conclusione dello stato di emergenza sanitaria, si ritorna invece alle normali scadenze: si hanno 180 giorni per sostenere l’esame a decorrere dalla data di presentazione e accettazione della domanda.

C’è anche un’altra novità comportata dalla fine dello stato di emergenza: a partire dal 1° aprile 2022 non è più necessario il green pass per accedere ai pubblici uffici. Quindi, trattandosi gli esami teorici della patente di guida di atti pubblici, anche per questi decade l’obbligo di pass vaccinale.

Per essere certi di superare senza intoppi l’esame di teoria esistono dei trucchi da tenere sempre a mente, che possono guidare nella soluzione del quiz.

Ad esempio, se nel testo sono presenti domande contenenti le parole “mai”, “sempre”, “solo”, “comunque”, “in ogni caso”, allora nella maggior parte dei casi la risposta sarà falsa. Quando invece vi trovate davanti le parole “reato”, “sostituisce” e “segnale complementare” le domande saranno tendenzialmente vere, così come nel caso in cui nel quesito siano presenti due negazioni.

Ancora, se nella domanda sono presenti le parole “spinterogeno”, “luci d’ingombro”, “cerchi”, “cerchioni”, “provincia”, “albero di trasmissione”, “coppa”, “denso”, “fluido”, la risposta giusta sarà probabilmente “falso”.

Nell’esame della patente sono frequenti le domande trabocchetto. Oltre alle parole indicate sopra, da tenere a mente per andare a colpo sicuro con la risposta corretta, si dovrà fare attenzione non soltanto all’utilizzo del plurale e del singolare nel quesito, ma anche all’utilizzo di sinonimi che possono far cadere in errore.

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Come accennato, al momento di sostenere il quiz dell’esame di guida teorico è fondamentale ricordarsi di alcuni termini presenti nelle domande che possono sembrare simili ma che non sono sinonimi tra loro. Esempi eccellenti sono, ad esempio, le parole “carreggiata” e “corsia“, ma anche termini come “attraversamento ferroviario” e “attraversamento tranviario”, “attraversamento pedonale (o ciclabile)” e “passaggio pedonale (o ciclabile)”, “freno a mano” e “freno di servizio“.

Ricordate poi che qualora nella domanda sia presente la parola “ovvero” questa è sempre intesa nel suo significato avversativo, quindi nel senso di  “oppure” e non “cioè”.

I segnali stradali sono centinaia, ma esistono alcuni piccoli suggerimenti che consentiranno di memorizzarli senza difficoltà. In particolare, può essere utile catalogare i segnali in base alla loro forma.

Quelli di forma circolare possono indicare un divieto o un obbligo: se hanno il bordo rosso, lo sfondo bianco e il simbolo nero allora ci troviamo davanti a segnali di divieto, se sono bianchi su sfondo blu indicano invece obbligo. I segnali di forma triangolare, invece, indicano pericolo: infatti, i segnali di precedenza sono normalmente triangolari. Esistono però delle eccezioni a quest’ultima regola: esempio emblematico è il segnale di stop, dalla caratteristica forma ottagonale per distinguerlo da tutti gli altri.

quiz patente

A prescindere dai trucchi che abbiamo indicato in precedenza per superare l’esame teorico della patente, che possono rivelarsi utili in situazioni di dubbio o difficoltà, il consiglio migliore che possiamo fornire è quello di esercitarsi senza sosta così da arrivare pronti e preparati il giorno dell’esame.

Online sono presenti numerosi siti che consentono di simulare il quiz della prova teorica, ma è anche possibile acquistare e consultare manuali cartacei così da avere sempre a disposizione un ottimo alleato per prepararsi.

Cose da sapere

Quali sono le parole da riconoscere nelle domande della patente per non sbagliare risposta?

Se nel testo della domanda sono presenti le parole “mai”, “sempre”, “solo”, “comunque”, “in ogni caso”, nella maggior parte dei casi la risposta sarà falsa, mentre se sono presenti le parole “reato”, “sostituisce” e “segnale complementare” le domande saranno vere così come se nella domanda saranno presenti due negazioni. Ancora, se nella domanda sono presenti le parole “spinterogeno”, “luci d’ingombro”, “cerchi”, “cerchioni”, “provincia”, “albero di trasmissione”, “coppa”, “denso”, “fluido”, la risposta corretta sarà falsa.

Quali sono i sinonimi ai quali prestare attenzione nei quiz della patente?

Tra i trucchi quiz patente da tenere a mente è fondamentale ricordarsi di alcuni termini presenti nelle domande che possono sembrare simili ma che non sono sinonimi come, ad esempio, carreggiata e corsia; attraversamento ferroviario e attraversamento tranviario, attraversamento pedonale (o ciclabile) e passaggio pedonale (o ciclabile), freno a mano e freno di servizio. Ricordate poi che qualora nella domanda sia presente la parola “ovvero” questa significa oppure e non cioè, così come il “carrello appendice” non è mai la risposta esatta.

Quali sono i trucchi per riconoscere i segnali nei quiz della patente?

I segnali stradali sono centinaia, ma esistono alcuni piccoli suggerimenti che consentiranno di memorizzarli senza difficoltà. I segnali di forma triangolare indicano pericolo; quelli di forma circolare indicano un divieto o un obbligo, a seconda se abbiano il bordo rosso, lo sfondo bianco e il simbolo nero (segnali di divieto) oppure siano bianchi su sfondo blu (obbligo), mentre i segnali di precedenza sono normalmente triangolari, anche se non tutti: esempio emblematico è il segnale di stop, addirittura ottagonale.

Auto elettriche: come guidarle?

MINI Cooper SE: prezzo, dimensioni e caratteristiche 3

Superati i timori su autonomia ridotta e tempi di ricarica lunghissimi (due luoghi comuni che vengono sfatati giorno dopo giorno) ci si accinge finalmente all’acquisto di un’auto elettrica. E poi, una volta al volante, si scopre che è parecchio diversa da una vettura a benzina o a gasolio. Perché non ha il cambio (a meno che non abbiate acquistato una Porsche Taycan o qualche esotica supercar), scarica a terra tutta la coppia in modo fulmineo a partire da zero giri, ha baricentro molto basso e… non fa rumore.

Non lascia disorientati, ma costringe a qualche accortezza. Ecco allora tutti i consigli per guidare un’auto a zero emissioni.

INDICE
 Come si accende un’auto elettrica
 Come si accelera con un’auto elettrica
 Attenti ai limiti di velocità
 Come si frena con un’auto elettrica
 Come si affrontano viaggi lunghi con un’auto elettrica

Una volta raggiunto il posto guida, si deve premere il pulsante di start per accendere l’auto. Sulle Tesla no, perché si accendono in automatico quando rilevano la presenza di una persona a bordo, ma non è questo il punto. Il punto è che un’auto elettrica, una volta accesa, è esattamente come un’auto elettrica spenta: perfettamente silenziosa.

Alcune per far capire che sono pronte a partire illuminano tutto il quadro strumenti, altre accendono una spia con scritto “Ready”, altre emettono una musichetta. Insomma, provano a catturare in qualche modo l’attenzione del conducente, che se inesperto di fronte a questo tipo di auto, non è raro possa premere di nuovo il tasto di accensione spegnendo la macchina.

Start and stop: scopriamo vantaggi e funzionamento

Superato il primo scoglio, non resta che inserire la marcia e partire. Anche se, ricordate, le auto elettriche non hanno un cambio vero e proprio. Eppure, per gestire le varie modalità di guida (Parking, Drive, Retro), hanno spesso una leva che ricorda molto da vicino quella di una trasmissione automatica tradizionale.

Inserita la marcia, si preme sul pedale dell’acceleratore. E qui, di nuovo, l’auto elettrica mette in mostra la propria natura. Per quanto si pensi che le vetture a batteria siano pensate per risparmiare e per non inquinare, basta guidarne una per accorgersi subito che sono generalmente molto scattanti. Il motore, infatti, non ha ritardi nel trasferire coppia e potenza alle ruote: lo fa in modo istantaneo ed eroga il massimo della trazione fin dal minimo.

Quindi, il consiglio, è quello di accelerare con cautela, in modo da non essere sbalzati in avanti con inutili sprechi di energia e una bella sforbiciata al comfort. Sarà proprio imparando ad accelerare in modo progressivo che si potrà godere dell’enorme fluidità con cui un’auto a zero emissioni si lascia condurre.

Tesla Model X esterni

Un’auto elettrica, si è detto, non fa rumore. Tanto che una legge Europea ha obbligato le Case a dotare i nuovi modelli di un suono artificiale che devono emettere fino a 20 km/h. Poi, fruscii e rumori di rotolamento, iniziano a rendere udibile l’auto anche ai più distratti. Provate ad avventurarvi nel parcheggio di un centro commerciale affollato alla ricerca di un posto per capire quanto vorreste che anche la vostra auto fosse più rumorosa.

C’è un secondo problema, oltre a quello dei pedoni che sbucano all’improvviso senza guardare, ed è quello inerente i limiti di velocità. L’auto elettrica è scattante, silenziosa e senza cambio. Facile trovarsi ad andare oltre il consentito se non si presta attenzione al tachimetro.

C’è un aspetto della guida di un’auto elettrica che è davvero differente da una vettura con motore a combustione interna. È la frenata. Su una vettura a batteria, quando si frena, si sfrutta l’energia cinetica dell’auto per ricaricare la batteria. Avviene anche quando si lascia l’acceleratore. Si avverte un attrito maggiore delle componenti meccaniche e si rallenta molto più in fretta. Sfruttare al massimo queste fasi permette di gestire in modo molto più efficiente la batteria e, in sintesi, di percorrere più strada.

La frenata rigenerativa, questo il nome del fenomeno, può essere generalmente impostata su vari livelli e, se messa al massimo, rallenta l’auto in modo talmente vistoso da poter rendere inutile la pressione sul pedale del freno (si chiama one pedal drive). Per guidare correttamente un’auto elettrica, conviene sempre prevedere dove ci si vorrà fermare e alzare il piede dall’acceleratore con anticipo, in modo da sfruttare una fase di rilascio più duratura. Viceversa, inutile se non dannoso, arrivare al semaforo o allo stop a velocità sostenuta e poi premere bruscamente il freno per arrestarsi in tempo utile.

Nuova Renault Zoe: la mobilità elettrica cambia

La guida “one pedal” dà i frutti più consistenti in città. È nella guida urbana, infatti, che l’auto elettrica consuma meno energia. Dove invece il consumo energetico è maggiore è in autostrada. Eppure, grazie a batterie sempre più capienti e powertrain efficienti, le auto elettriche possono ormai essere usate anche per viaggi lunghi, magari con qualche accortezza.

La prima, fondamentale, è quella di programmare il tragitto. Lo si può fare prima di partire, controllando lo stato di carica dell’auto al via, le condizioni di traffico, la presenza di colonnine sulla strada. Nel caso, si può anche prenotare una ricarica in modo da raggiungere la stazione di rifornimento evitando brutte sorprese.

Lexus elettrica 2020: app

Tutte queste operazioni possono essere svolte attraverso le app dedicate alla guida a zero emissioni che le Case hanno sviluppato per gestire al meglio i propri modelli a batteria anche in remoto. Sono comode, facili da utilizzare, e dialogano perfettamente con i sistemi di infotainment presenti a bordo, in modo che una volta in moto sia il navigatore dell’auto a gestire la marcia.