Rottamazione auto: costi, certificato e come fare

I documenti necessari per rottamare un'auto

La legge italiana impone che la rottamazione auto avvenga in centri di raccolta autorizzati. In alternativa, nel caso in cui il veicolo sia ceduto per acquistarne un altro, è possibile rivolgersi al concessionario, automercato o succursale della relativa casa costruttrice.

Cosa serve per rottamare un’auto? Ecco la procedura da seguire e i costi da sostenere.

INDICE
Come si rottama un’auto
Costo rottamazione auto
Rottamazione auto: gli incentivi in caso di affitto
Documenti rottamazione auto
Rottamare un’auto non di proprietà
Demolizione auto a costo zero: è possibile?
Certificato di rottamazione: cos’è e a cosa serve

La rottamazione di un’auto spesso precede l’acquisto di un veicolo nuovo. A prescindere dalla presenza degli incentivi messi in campo dal governo o dalle Case, il proprietario della vettura da rottamare dovrà recarsi in concessionaria con il veicolo ed affidarlo all’operatore, insieme a tutti i documenti necessari.

Quest’ultimo si occuperà di tutte le pratiche burocratiche richieste per il completamento dell’operazione, di rilasciare il certificato di rottamazione e di registrare presso il PRA  la cessata circolazione dell’auto.

Se, invece, la rottamazione non avviene contemporaneamente all’acquisto di una nuova vettura, il proprietario è obbligato per legge a  recarsi presso un demolitore autorizzato. Anche in questo caso, al termine della demolizione, verrà rilasciato il certificato di rottamazione dell’auto.

La demolizione di una vettura non è priva di spese. Il costo rottamazione auto comporta il pagamento dellimposta di bollo di circa 32 euro.

La spesa complessiva, poi, sale a 48 euro se si utilizza il modello NP3B ed inoltre bisogna versare all’ACI un emolumento di 13,50 euro all’incirca.

Prima di procedere alla rottamazione è sempre opportuno procedere ad una visura per verificare la presenza o meno di un fermo amministrativo. In questo caso il costo è decisamente irrisorio, appena 7 euro

Al fine di svecchiare il parco auto  circolante, e fornire una ripresa ad un settore fortemente colpito dalla pandemia, il nostro governo ha previsto anche per il 2021 degli incentivi alla rottamazione di importo variabile.

Se si acquista una vettura con emissioni di CO2 da 0 a 20 g/Km si potrà ottenere uno sconto sul prezzo di acquisto pari a 10.000 euro, mentre l’importo scende a 6.500 euro per le vetture con emissioni da 21 a 60 g/Km di CO2 e 3.500 per quelle da 61 a 135 g/Km di Co2.

La spinta, quindi, è quella di invogliare il mercato verso le vetture più “green” con una forte scoutistica applicata alle auto elettriche e ibride.

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Quando si consegna la vettura per procedere alla rottamazione si deve consegnare anche la carta di circolazione ed il certificato di proprietà. Se l’automobilista non è il proprietario della vettura, tra i documenti della rottamazione auto dev’essere presente anche un titolo idoneo come, ad esempio, l’accettazione dell’eredità, o, in alternativa la dichiarazione sostitutiva di atto notorio firmata dal proprietario.

Ricevuti i documenti, l’operatore del centro demolizioni svolge la pratica presso gli uffici del PRA e quindi affida all’interessato la ricevuta dell’avvenuta comunicazione. Questa sarà completa di codice di accesso che consente di visualizzare il Certificato di Demolizione Digitale.

Come abbiamo visto in precedenza, la rottamazione di un’auto non di proprietà è possibile purché prima si proceda all’accettazione di eredità, qualora si entri in possesso mortis causa, o di una dichiarazione sostitutiva di atto notorio firmata dal proprietario.

Se si vuole usufruire degli incentivi per acquistare un’auto nuova le Case non impediscono di rottamare un’auto non di proprietà, ma è sempre bene informarsi con i singoli concessionari per capire quali limiti vengano applicati al caso concreto.

Sì, è possibile rottamare l’auto gratis, a costo zero, ovvero senza pagare né emolumenti ACI né imposta di bollo.

Questa possibilità, tuttavia, è riservata solo ad auto che siano complete di elementi essenziali quali carrozzeria, motore, centraline e catalizzatore. Ad ogni modo, un costo da pagare per la rottamazione resta, ovvero quello dovuto per la cancellazione dal PRA e per le spese di trasporto.

Alcuni autodemolitori, infine, propongono la rottamazione gratis. Possono guadagnare infatti vendendo i pezzi di una vettura in stato decente a prezzo vantaggioso..

Al momento della rottamazione dell’auto deve essere rilasciato al proprietario il certificato di rottamazione. Questo documento, infatti, solleva il proprietario da ogni responsabilità civile, penale e amministrativa connessa alla proprietà del veicolo.

A partire dalla data di consegna del veicolo, registrata nel certificato viene a cessare l’obbligo del pagamento del bollo auto. Inoltre, grazie a questo certificato, è possibile interrompere o trasferire l’assicurazione ad un altro veicolo.

È fondamentale, infine, conservare il Certificato di Rottamazione, perché, in caso di notifica di eventuali multe prese dalla data di presa in carico in avanti, permette di dimostrare che non si era più intestatari del veicolo.

Cose da  sapere

Come si rottama un’auto?

In caso di acquisto di un veicolo nuovo, il proprietario della vettura da rottamare dovrà recarsi in concessionaria con il veicolo ed affidare lo stesso con tutti i documenti del caso all’operatore, che si occuperà di effettuare tutte le pratiche burocratiche. Se, invece, la rottamazione non avviene in caso di acquisto di una nuova vettura, il proprietario dovrà recarsi presso un demolitore autorizzato che procederà all’operazione rispettando le norme vigenti.

Quanto costa rottamare un’auto?

Il costo rottamazione auto comporta il pagamento dellimposta di bollo di circa 32 euro.La spesa complessiva, poi, sale a 48 euro se si utilizza il modello NP3B ed inoltre bisogna versare all’ACI un emolumento di 13,50 euro all’incirca.

Quali sono gli incentivi sulla rottamazione in caso di acquisto?

Se si acquista una vettura con emissioni di CO2 da 0 a 20 g/Km si potrà ottenere uno sconto sul prezzo di acquisto pari a 10.000 euro, mentre l’importo scende a 6.500 euro per le vetture con emissioni da 21 a 60 g/Km di CO2 e 3.500 per quelle da 61 a 135 g/Km di Co2.

Quali documenti sono necessari per rottamare un’auto?

Nel momento in cui si consegna la vettura per procedere alla rottamazione si dovrà consegnare anche la carta di circolazione ed il certificato di proprietà. Se l’automobilista non è il proprietario della vettura, tra i documenti della rottamazione auto dovrà essere presente anche un titolo idoneo come, ad esempio, l’accettazione dell’eredità oppure una dichiarazione sostitutiva di atto notorio firmata dal proprietario.

Revisione dell’auto: ogni quanto farla, normativa e sanzioni

La normativa sulla revisione auto: ogni quanto farla, costi e sanzioni

La normativa sulla revisione periodica auto ha introdotto un nuovo obbligo: dal 31 marzo 2019, infatti, dopo le varie verifiche alla vettura effettuate dai meccanici autorizzati, dovrà essere consegnato il certificato di revisione, un documento che contiene sia i dati identificativi dell’auto che quelli relativi alle verifiche, compreso anche il chilometraggio. Questo è il documento ufficiale che i centri di revisione, ACI e Motorizzazione dovranno rilasciare ai proprietari delle vetture, una volta terminati tutti i controlli.

Con l’introduzione di questo certificato si vuole cercare di porre un freno alle frodi nazionali ed europee sul chilometraggio delle auto. I dati indicati verranno poi riversati nel Documento unico dell’auto che a sua volta sarà caricato online sul Portale dell’Automobilista. Consultando il sito sarà quindi possibile conoscere il reale chilometraggio di un’auto in vendita.

INDICE
Nuova proroga scadenza revisione auto
Revisione auto: ogni quanto farla?
Revisione: quanto costa?
Prima revisione auto: cosa prevede la normativa
Revisione auto dopo 10 anni: cosa sapere
Verifica storico revisioni auto
Mancata revisione auto: sanzioni e punti patente

Negli anni passati il Governo aveva previsto delle proroghe sulla revisione auto. per fronteggiare l’emergenza Covid-19. Dopo aver recepito il regolamento UE 2021/267 del 16 febbraio 2021 si è deciso di prorogare la scadenza della revisione auto di 10 mesi per tutti i controlli che ricadevano nel periodo compreso tra il 1° settembre 2020 e il 30 giugno 2021. 

Ormai la maggior parte dei veicoli sono tornati nel regime ordinario: le proroghe per l’emergenza Covid rimaste in vigore sono ormai poche.

Il 31 gennaio scade quella per chi aveva il termine originario fissato a marzo 2021. Entro il 28 febbraio tocca a chi aveva la scadenza normale ad aprile 2021, entro il 31 marzo a chi l’aveva a maggio 2021 ed entro il 30 aprile a chi l’aveva a giugno 2021. Nessuna proroga per chi ha scadenze originarie da luglio 2021 in poi.

La prima revisione di un auto nuova deve sostenuta dopo 4 anni  dall’immatricolazione. Tutte le autovetture immatricolate da più di 4 anni, dovranno effettuare la revisione ogni due anni. In particolare, la normativa del Ministero dei Trasporti stabilisce che la revisione dell’auto debba avvenire entro 24 mesi dall’ultima revisione: quindi, se la vecchia revisione è stata fatta a marzo 2020, la nuova revisione deve avvenire entro marzo 2022.

Bisogna tenere presente che queste scadenze sono applicate a tutte le autovetture, gli autoveicoli indicati come mezzi per trasporto promiscuo, gli autocaravan e infine gli autoveicoli con massa inferiore ai 3.500 kg, adibiti ad usi speciali o per il trasporto di cose. Tale calendario di scadenze deve essere seguito anche da tutti i ciclomotori e i motocicli a partire dal 2003.

Se invece i veicoli da revisionare posseggono un numero di posti maggiore di nove e sono destinati al trasporto di persone, la revisione deve essere effettuata ogni anno. Allo stesso modo, annualmente è necessario revisionare taxi, vetture adibite al noleggio con autista, e tutti i mezzi per il trasporto di cose o per usi speciali con massa superiore ai 3.500 kg (in pieno carico). Oltre a questi mezzi sono inclusi nella revisione annuale anche gli autobus, autocaravan e rimorchi (di peso superiore ai 3.500 kg) ed infine le autoambulanze e le vetture atipiche.

Ogni quanto si fa la revisione auto GPL

Come per tutte le altre autovetture, la prima revisione auto per i veicoli alimentati GPL è prevista 4 anni dopo la prima immatricolazione e, successivamente, ogni biennio. Il termine ultimo per effettuare la revisione per un mezzo GPL è l’ultimo giorno del mese dell’ultima revisione. Inoltre, ogni 10 anni devono essere sostituite le bombole del GPL.

Ogni quanto si fa la revisione auto d’epoca

Secondo la normativa vigente, la revisione periodica auto d’epoca deve essere eseguita ogni due anni. La norma riguarda tutti i veicoli ai quali è stato riconosciuto un interesse collezionistico o storico. Chi possiede un autoveicolo immatricolato dopo il 1° gennaio del 1960, può rivolgersi indistintamente ad un’officina autorizzata o ad un centro revisioni, mentre le vetture immatricolate prima di quella data possono essere sottoposte a revisione solo presso gli uffici della Motorizzazione Civile di pertinenza.

I costi per effettuare la revisione della macchina oscillano fra poco più di 46 euro e poco meno di 79 €. Di fatto chi sceglie di portare il proprio mezzo presso un’officina autorizzata dovrà versare un totale di 78,75 €, di cui 54,95 €  per la revisione, 12,09 € di IVA, 10,20 per i diritti Motorizzazione e 1,51 € per il bollettino PagoPa. Chi preferisce effettuare la revisione periodica auto presso un ufficio della Motorizzazione Civile, dovrà versare invece 45 € per la revisione, più 1,51 € per il versamento. Dovrà, inoltre, sbrigare le pratiche burocratiche, fra cui la compilazione del modello MC 2100.

La normativa è molto chiara su questo punto: la prima revisione di un auto nuova deve essere sostenuta dopo 4 anni dall’immatricolazione, per tutte le vetture. Questo significa che se il veicolo nuovo viene immatricolato a marzo 2022, la prima revisione dovrà avvenire entro e non oltre marzo 2026.

Infatti, l’articolo 80, comma 3, del Codice della Strada dispone “per le autovetture, per gli autoveicoli adibiti al trasporto di cose o ad uso speciale di massa complessiva a pieno carico non superiore a 3,5 t e per gli autoveicoli per trasporto promiscuo, la revisione entro quattro anni dalla data di prima immatricolazione e successivamente ogni due anni”.

Nessuna categoria di veicolo prevede la possibilità di revisione ad intervalli di 10 anni. Infatti, raggiunti i 10 anni dall’immatricolazione ogni veicolo sarà stato revisionato 4 volte: la prima volta a 4 anni dalla data di prima immatricolazione e le successive 3 a cadenza biennale. L’unica eccezione sono le bombole per il GPL, che vanno sostituite ogni 10 anni.

Costo della revisione auto, dove conviene farla?

Per verificare quando è stata fatta l’ultima revisione del proprio veicolo è sufficiente andare sul Portale dell’Automobilista, messo a disposizione dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile. Qui, nell’apposita sezione, si può conoscere la data di ultima revisione della propria vettura, indicando semplicemente il tipo di veicolo e la targa.

Una volta chiarito ogni quanto si fa la revisione, è bene avere presente cosa si rischia in caso di mancata verifica periodica. Chi circola con un mezzo privo della revisione periodica auto va incontro ad una sanzione amministrativa di una somma variabile fra 173 e 694 €. Se il mezzo risulta possedere a suo carico altre mancate revisioni, tale sanzione può raddoppiare. L’autorità che ha colto in flagrante il conducente alla guida di un mezzo non revisionato annota sul libretto che il veicolo non può circolare, sino a quando la revisione della macchina non sarà stata eseguita. La circolazione del mezzo è consentita solo nel giorno in cui è previsto l’appuntamento presso il centro di revisione o presso la Motorizzazione.

Chi prova a circolare comunque con un mezzo sospeso e viene fermato nuovamente dall’autorità può ricevere un’ulteriore multa, compresa fra 1.998 e 7.993 €. A questo punto il mezzo subisce un fermo di 90 giorni in caso di reiterazione si procede alla confisca del mezzo. Una multa ingente è commutata anche a chi mente, dichiarando di aver effettuato la revisione dell’auto: essa è compresa fra i 430 e i 1.731 €, ed è accompagnata dal ritiro della carta di circolazione.

Cose da sapere

Ogni quanto bisogna fare la revisione?

La prima revisione di un auto nuova deve sostenuta dopo 4 anni  dall’immatricolazione e successivamente ogni due anni.

Quanto costa la revisione auto?

Il prezzo varia a seconda del officina scelta per fare la revisione. Il posto più economico (ma dove più lunga è l’attesa) è sicuramente la Motorizzazione civile, dove la revisione può essere sostenuta per 46,51 €. In tutti gli altri casi (officine autorizzate, delegazioni ACI etc), il costo è di 78,75 €.

Come verificare la data dell’ultima revisione auto?

Per verificare quando è stata fatta l’ultima revisione del proprio veicolo è sufficiente andare sul Portale dell’Automobilista, messo a disposizione dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile, e nell’apposita sezione indicare tipo di veicolo e numero di targa.

Tagliando auto: ogni quanto farlo, quanto costa e cosa comprende

Tagliando auto: dove farlo, cosa prevede e quanto costa

Prendersi cura della propria vettura è fondamentale per essere certi di avere un’auto sempre in perfetta efficienza. Il tagliando auto è una pratica da rispettare scrupolosamente alle scadenze programmate. Scopriamo come effettuare i vari controlli. 

INDICE
Cos’è il tagliando auto
Tagliando auto: cosa comprende?
Ogni quanto si fa il tagliando auto 
Costo tagliando auto
Costo tagliando auto diesel
Le Case più economiche
Primo tagliando auto: quando farlo

Quando si parla di tagliando auto si intende una verifica periodica delle componenti di una vettura da effettuare ad intervalli prestabiliti dalla Casa costruttrice e finalizzata a mantenere la massima efficienza meccanica del mezzo in relazione allo stato di usura complessivo. Rispettando gli intervalli di manutenzione previsti dalla Casa si potrà contare su una maggiore affidabilità della propria auto. Questi, però, non sono identici per tutte le vetture, ma variano a seconda dello specifico modello solitamente sono indicati nel suo manuale di uso e manutenzione. 

Sono molteplici i controlli e gli interventi che vengono effettuati nel corso del tagliando auto. In primo luogo viene effettuato un esame visivo per verificare la necessità o meno di sostituire componenti usurate e successivamente si passa alcontrollo dei liquidi, come quello del radiatore, dell’olio motore, dei freni, il liquido lavavetri ed il refrigerante. Altro intervento previsto nella maggior parte dei tagliandi auto è la sostituzione del filtro dell’olio, dell’aria e anche quello dell’abitacolo. Infine l’intervento si concluderà con la verifica dello stato di usura degli pneumatici ed il controllo di trasmissione, climatizzatoremarmitta, ammortizzatori, sospensioni e impianto frenante. 

Come anticipato, non esiste un termine unico di riferimento valido per tutte le vetture per capire quando si deve fare il tagliando auto. Sono le singole Case che prevedono gli intervalli di tempo o chilometrici entro i quali è opportuno recarsi presso le officine per effettuare i controlli. In linea generale, tuttavia, si può affermare come per le auto nuove sia corretto procedere al primo tagliando dopo un anno o 10.000. Le vetture che fanno uso di lubrificanti standard potranno essere sottoposte a tagliando ogni 20.000 Km, mentre quelle che utilizzano lubrificanti “longlife” ogni 30.000/50.000 Km. 

Anche in questo caso è impossibile fornire una cifra ufficiale perché il costo del tagliando auto varia a seconda della marca della vettura, del modello e della tipologia di interventi richiesti. In linea generale si può dire che per una utilitaria moderna il primo tagliando, a meno di interventi imprevisti, si aggira sui 200 euro ed in questa cifra solitamente sono inclusi la sostituzione dell’olio motore e del relativo filtro, la sostituzione filtro dell’aria e dell’abitacolo ed il controllo dei livelli tutti i fluidi. 

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Le auto diesel si rivelano più economiche rispetto ai modelli a benzina per quel che riguarda le spese di carburante, ma i costi relativi al tagliando sono leggermente più elevati per le frequenze maggiori con cui tale controllo è richiesto. In generale il costo del tagliando auto diesel si aggira sui 250 euro se non è necessario sostituire pezzi usurati.  

In tempi come quelli attuali dove in molti fanno attenzione alle spese è importante sapere quali sono i costi medi per il tagliando auto previsti dalle varie Case. Tra i più economici si segnala la Toyota, con una spesa media di 230, la Suzuki, con una spesa media per il tagliando di 240 euro, e marchi generalisti come Dacia, Fiat, Peugeot e Seat che in media richiedono un importo di 250 euro per il costo del tagliando.  

Un momento delicato per chiunque acquisti un’auto nuova è quello relativo al primo tagliando. In questo caso si può spesso cadere in errore nel capire quando debba essere effettuato. Buona pratica è quella di recarsi presso l’officina autorizzata per procedere al primo tagliando auto entro il primo anno dall’immatricolazione indipendentemente dai chilometri percorsi. 

Cose da sapere

Cos’è il tagliando auto?

Il tagliando auto è un controllo periodico cui deve essere sottoposta la vettura ad intervalli previsti dalla Casa costruttrice. Durante il tagliando auto l’officina procederà ad effettuare una serie di verifiche fondamentali per valutare lo stato delle varie componenti ed in caso procederà alla loro sostituzione.

Quali controlli si prevedono durante il tagliando auto?

Il tagliando auto inizia con un esame visivo per verificare la necessità o meno di sostituire alcuni componenti e poi procedere con il controllo dei liquidi e alla sostituzione del filtro dell’olio, dell’aria e anche quello dell’abitacolo. Si passa poi all’analisi degli pneumatici ed alla verifica della trasmissione, del climatizzatore, della marmitta, degli ammortizzatori, delle sospensioni e dell’impianto frenante.

Ogni quanto si deve fare il tagliando auto?

In generale l’intervallo di tempo con cui effettuare il tagliando è di un anno o 10.000/20.000 Km per le vetture che fanno uso di lubrificanti standard o che circolano in condizioni d’utilizzo gravose, mentre per le vetture che utilizzano lubrificanti “longlife” gli intervalli possono anche arrivare a 2 anni o 30.000/50.000 Km. Di regola il primo tagliando per un’auto nuova è di 12 mesi o 10.000 Km, mentre per un’auto usata è sempre bene controllare quanto previsto dalla Casa nel libretto di uso e manutenzione.

Quanto costa il tagliando auto?

Non si può fare una stima esatta del costo del tagliando auto perché sul conto finale andranno ad incidere non solo la marca ed il tipo di vettura, ma anche la quantità di elementi da sostituire e le ore di lavoro da impiegare. Possiamo dire che le spese standard sono quelle relative alla sostituzione  dell’olio motore e del relativo filtro, alle quali bisogna aggiungere il filtro dell’aria e dell’abitacolo. Quasi tutte le officine includono nel costo del tagliando il controllo dei livelli di tutti i fluidi.

Quali sono le case automobilistiche più economiche per il tagliando auto?

Volendo stilare una classifica delle Case più economiche con il tagliando auto troviamo nelle prime posizioni la Toyota con 230 euro di media, seguita da Suzuki con 240 euro e da Dacia, Fiat, Kia, Lancia, Peugeot, Renault e Seat tutte con una media di 250 euro per il tagliando auto.

Costo della revisione auto, dove conviene farla?

Costo della revisione auto, dove conviene farla?

Il costo della revisione auto – che deve essere effettuato ogni due anni e che è regolato da un’apposita normativa – dipende innanzitutto dal luogo in cui si esegue.

La revisione auto è un controllo obbligatorio a cui sottoporre periodicamente la propria auto per verificare che la vettura possa circolare sulla pubblica strada in condizioni di sicurezza, e che le sue emissioni inquinanti e rumorose non superino i livelli stabiliti dalla legge.

Il Governo, con il decreto Cura Italia, aveva stabilito delle proroghe per la revisione auto dei veicoli, ma ormai le proroghe per l’emergenza Covid rimaste in vigore sono poche.

Il 31 gennaio scade quella per chi aveva il termine originario fissato a marzo 2021. Entro il 28 febbraio tocca a chi aveva la scadenza normale ad aprile 2021, entro il 31 marzo a chi l’aveva a maggio 2021 ed entro il 30 aprile a chi l’aveva a giugno 2021. Nessuna proroga per chi ha scadenze originarie da luglio 2021 in poi.

INDICE
Quanto costa?
Costo presso la motorizzazione
Costo presso un’officina
Coronavirus: proroga revisioni

La revisione auto deve essere effettuata a scadenze rigorose: la prima revisione di un’auto deve essere sostenuta dopo 4 anni dalla prima immatricolazione, mentre tutte le autovetture immatricolate da più di 4 anni, dovranno effettuare la revisione auto ogni due anni. Il prezzo revisione auto varia a seconda che questa verifica venga effettuata presso la Motorizzazione Civile piuttosto che presso una officina autorizzata.

Nella tabella di seguito è indicato chiaramente quanto costa fare la revisione auto, a seconda di dove si effettui il controllo:

Costo Revisione Auto 2020 Prezzo
Motorizzazione Civile € 45
Officine Autorizzate € 66,88

Sarà capitato a tutti di revisionare l’auto presso un ufficio della Motorizzazione Civile così come presso una delle officine autorizzate sparse sul territorio italiano. Se avete provato a fare la revisione in entrambi i luoghi saprete che il prezzo revisione auto differisce sensibilmente, così come i tempi d’attesa.

Le Officine Autorizzate ad eseguire la revisione dell’auto, presenti sul territorio italiano, sono circa 5.000 contro le sedi della Motorizzazione Civile che corrispondono agli uffici provinciali.

La differenza in euro fra i due luoghi si concretizza in poco più di 20 euro. Presso i centri autorizzati il costo della revisione dell’auto è pari a 66,88 euro contro quello della Motorizzazione Civile che è pari a 45 euro.

Il costo presso le Officine autorizzate è così suddiviso:

  • € 45 costo revisione
  • € 9,90 costo IVA
  • € 10,20 diritti fissi

A prima vista sembrerebbe che rivolgersi alla Motorizzazione sia il modo migliore per risparmiare. Se quest’affermazione è realistica in termini economici lo è meno in quanto a tempo, vediamo perché.

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Se si sceglie di effettuare il controllo periodico presso gli uffici della Motorizzazione Civile ci si chiede sempre, oltre a quali documenti portare con sé, quanto costi questa operazione. Quando si opta per la revisione della propria autovettura presso l’ufficio più vicino della Motorizzazione Civile, è necessario esser pronti ad eseguire alcune procedure burocratiche. La prima cosa da fare una volta giunti in sede è compilare il modello MC 2100. In realtà è possibile giungere presso la Motorizzazione con il modulo già compilato: basta scaricarlo online, stamparlo ed inserirvi i dati richiesti. Inoltre è indispensabile aver versato 45 euro sul conto corrente 9001 corrispondente al Dipartimento dei Trasporti Terrestri, equivalente al prezzo revisione auto.

Quando ci si presenta presso la sede della motorizzazione, inoltre, è necessario portare con sé il libretto di circolazione: a questo punto l’operatore fornirà il giorno dell’appuntamento per eseguire la revisione. Disbrigo dei pagamenti a parte, chi sceglie quest’opzione è bene che sappia che deve recarsi presso la Motorizzazione con settimane d’anticipo: dal momento in cui si richiede l’appuntamento al giorno in cui esso viene fissato, solitamente trascorrono diversi giorni.

A differenza di quanto avviene rivolgendosi alla Motorizzazione Civile, revisionare l’auto in un centro autorizzato rappresenta un’operazione più veloce. Non ci saranno versamenti da eseguire personalmente, visto che si occuperà di tutto il responsabile dell’officina stessa. Il Per questa revisione auto il costo complessivo è pari a 66,88 euro, in questo caso è così ripartito: 45 euro saranno versate al Dipartimento dei Trasporti Terrestri ai quali si aggiungono 9,90 euro, corrispondenti all’IVA, calcolata al 22%. A questi 54,90 euro si devono sommare altri 10,20 euro di diritti e 1,80 euro del costo del bollettino postale. Visto che si occuperà di tutto l’officina, il titolare non dovrà far altro che recarsi presso il centro con l’auto da revisionare munita di libretto di circolazione: solitamente la revisione viene effettuata in giornata o al massimo nei giorni immediatamente successivi.

La differenza di prezzo revisione auto tra l’operazione compiuta presso la Motorizzazione Civile e quella effettuata presso una officina autorizzata non è eccessiva, ma la cifra spesa in più per la seconda opzione può far avere benefici in termini di tempo. Ricordiamo infine che, secondo la nuova normativa, una volta compiuta la revisione auto dovrà essere consegnato il certificato di revisione contenente sia i dati identificativi dell’auto, inclusi i chilometri percorsi al momento della revisione, che quelli relativi alle verifiche.

L’introduzione di questo certificato si è resa necessaria per arginare la pratica delle vetture di seconda mano vendute con un chilometraggio inferiore a quello reale. Collegandosi al Portale dell’Automobilista, infatti, ed inserendo i dati della vettura oggetto della compravendita, sarà possibile verificare il reale chilometraggio dell’auto.

Se già con il precedente Decreto Cura Italia il governo aveva introdotto la proroga per le revisioni in scadenza entro il 31 luglio 2020, posticipandole al 31 ottobre 2020, con il Decreto Semplificazioni le date slittano ancora di più.

Revisioni in scadenza entro il 31 agosto 2020

  • Il termine ultimo per effettuare la revisione della vettura è sette mesi dopo la scadenza.

Revisione in scadenza tra il 31 agosto e il 30 settembre 2020

  • Il termine ultimo per effettuare la revisione è il 31 dicembre 2020

Revisioni in scadenza tra il 1°ottobre e il 31 dicembre 2020

  • Gli automobilisti avranno tempo fino al 28 febbraio 2021 per mettere in regola le proprie vetture.

Come si controlla la scadenza della revisione dell’auto

Come si controlla la scadenza della revisione dell'auto

Avere la possibilità di controllare quando è stata effettuata la revisione di un veicolo può essere funzionale a diversi scopi. In primis tale verifica rappresenta un promemoria importante per i proprietari di una vettura, grazie al quale è possibile rammentare qual è la data dell’ultima revisione e di conseguenza anche capire la scadenza revisione auto, regolato da un’apposita normativa.

Inoltre, tale controllo risulta significativo anche per tutti coloro i quali sono in procinto di acquistare un’auto usata: esso consente, infatti, di conoscere i chilometri posseduti dal mezzo al momento dell’ultima revisione, dato divenuto oggi ancora più veritiero grazie all’introduzione del nuovo certificato di revisione.

INDICE
Proroga scadenza revisione auto
Controllo revisione auto: a cosa serve?
Calcolo scadenza revisione auto: come fare
Verifica revisione auto: quando fidarsi dei chilometri inseriti

Negli anni passati il Governo aveva previsto delle proroghe sulla revisione auto. per fronteggiare l’emergenza Covid-19. Dopo aver recepito il regolamento UE 2021/267 del 16 febbraio 2021 si è deciso di prorogare la scadenza della revisione auto di 10 mesi per tutti i controlli che ricadevano nel periodo compreso tra il 1° settembre 2020 e il 30 giugno 2021. 

Ormai la maggior parte dei veicoli sono tornati nel regime ordinario: le proroghe per l’emergenza Covid rimaste in vigore sono ormai poche.

Il 31 gennaio scade quella per chi aveva il termine originario fissato a marzo 2021. Entro il 28 febbraio tocca a chi aveva la scadenza normale ad aprile 2021, entro il 31 marzo a chi l’aveva a maggio 2021 ed entro il 30 aprile a chi l’aveva a giugno 2021. Nessuna proroga per chi ha scadenze originarie da luglio 2021 in poi.

Come molti automobilisti sanno, la revisione dell’auto consiste in un controllo obbligatorio, indispensabile a verificare l’idoneità del mezzo a circolare. Durante tale controllo, il tecnico accerta lo stato della meccanica e della carrozzeria del mezzo, oltre ai suoi livelli di sicurezza durante la marcia.

Controllare la revisione auto online consente di avere un quadro chiaro del mezzo stesso, in quanto ad ogni revisione l’accertatore inserisce i dati, le condizioni del veicolo e i chilometri posseduti.

Dopo le varie verifiche alla vettura effettuate dai meccanici autorizzati, verrà poi consegnato il certificato di revisione, un documento contenente i dati identificativi dell’auto, quelli relativi alle verifiche ed anche il chilometraggio della vettura sottoposta a revisione. Queste informazioni si rivelano molto importanti per chi è in procinto di acquistare un’auto usata: se un acquirente vorrà effettuare la verifica revisione auto da targa basterà inserire la targa di un veicolo per accedere a queste informazioni, finora considerate sensibili.

Per verificare la scadenza revisione auto basterà collegarsi al sito ufficiale del Portale dell’Automobilista. Una volta nella Homepage è necessario raggiungere la sezione dei “Servizi Online” e da qui la funzione di “Verifica Ultima Revisione”. La schermata che si apre richiede la compilazione di pochi campi. Dopo aver inserito la tipologia del mezzo e la targa corrispondente, basta avviare la ricerca. La schermata indicherà il tipo di mezzo, la sua targa, la data dell’ultima revisione, l’esito della revisione ed infine i chilometri posseduti dal veicolo in quel momento.

Per conoscere quindi quando eseguire la nuova revisione non si dovrà far altro che calcolare 2 anni esatti dall’ultimo controllo: la revisione è ritenuta valida entro i limiti di legge se eseguita a due anni dall’ultima e comunque entro l’ultimo giorno del mese corrispondente.

Se ad esempio, l’ultima revisione è stata effettuata l’11 ottobre 2020, la prossima dovrà essere completata entro il 31 ottobre 2022. Generalmente, il costo per la revisione auto va dai 45 e ai 70 euro.

Controllare la revisione auto online, quindi, è una procedura estremamente semplice e veloce che in pochi click consente di conoscere tutti i dati della propria vettura o di quella usata che si vuole acquistare.

Se in passato poteva essere complesso verificare la veridicità dei chilometri percorsi da un’automobile, a partire dal 31 marzo 2019 questo controllo è diventato decisamente più agevole e veritiero. Da questa data, infatti, una volta effettuata la revisione verrà rilasciato il certificato di revisione, un documento che contiene sia i dati identificativi dell’auto che quelli relativi alle verifiche, compreso anche il chilometraggio.

Con l’introduzione di questo certificato, che verrà rilasciato al proprietario della vettura, si vuole ottenere una banca dati veritiera relativa al chilometraggio delle vetture. I dati indicati nel certificato di revisione vengono inseriti nel Documento unico dell’auto che a sua volta sarà caricato online sul Portale dell’Automobilista.

Consultando il sito sarà quindi possibile conoscere non solo il reale chilometraggio di un’auto in vendita, ma anche verificare la scadenza revisione auto.

Portale dell'Automobilista

Rinnovo patente: quanto costa e come funziona

Alle prese con il rinnovo della patente? Ecco come fare 1

Una delle scadenze difficili da ricordare che devono affrontare tutti gli automobilisti riguarda il rinnovo patente. Spesso, infatti, ci si dimentica di rinnovare un documento fondamentale per poter circolare su strada e le conseguenze possono essere spiacevoli, ma grazie a questa guida non ci saranno più dubbi sul rinnovo della patente B.

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INDICE
Rinnovo patente Covid
Rinnovo patente: le diverse tipologie
Quando costa rinnovare la patente
Rinnovo patente asl
Aci rinnovo patente
Documenti per rinnovo patente
Rinnovo patente: ogni quanti anni?
Rinnovo patente dopo 80 anni
Visita rinnovo patente, come funziona?

Con il prolungamento dello stato di emergenza Covid sono state previste nuove scadenze per il rinnovo della patente. Nello specifico le patenti di guida scadute tra il 31 gennaio 2020 ed il 31 maggio 2022 sono valide fino al 29 giugno 2022. 

Per quanto riguarda la circolazione negli altri Paesi membri dell’UE con patenti di guida rilasciate in Italia, l’unica proroga ancora valida riguarda i i 10 mesi a disposizione di chi ha un documento con scadenza nel periodo 1° aprile-giugno 2021. È però consigliabile informarsi prima di partire, perché i singoli Stati possono emanare disposizioni diverse.

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Quella di cui abbiamo parlato sino ad ora è la patente più diffusa, la B, necessaria per condurre le autovetture, ma il rinnovo patente varia a seconda della tipologia della stessa con limiti più stringenti per quanto riguarda gli autotrasportati sottoposti a rinnovi con intervalli di tempo inferiori rispetto agli automobilisti. I possessori di patente C o D, ad esempio, dovranno effettuare il rinnovo ogni 5 anni, e non ogni 10, sino al compimento dei 65 anni di età. 

Tipo di patente
RINNOVO PATENTE A ogni 10 anni (fino ai 50 anni di età)
ogni 5 anni (tra i 50 e i 70 anni)
ogni 3 anni (dai 70 anni in poi)
RINNOVO PATENTE B ogni 10 anni (fino ai 50 anni di età)
ogni 5 anni (tra i 50 e i 70 anni)
ogni 3 anni (dai 70 anni in poi)
RINNOVO PATENTE C ogni 5 anni (fino ai 65 anni di età)
ogni 2 anni (dopo i 65 anni di età)
RINNOVO PATENTE D ogni 5 anni (fino ai 60 anni di età)
ogni anno (dopo i 60 anni di età)

Il costo per il rinnovo della patente non è eccessivo. In genere la spesa oscilla tra i 100 ed i 130 euro ed in questa somma sono compresi i costi per la visita medica, oscillanti tra 60 e 90 euro, nonché 16 euro necessari per l’applicazione della marca da bollo10,20 euro di diritti di Motorizzazione ed infine 6,8 euro di spese di spedizione della patente tramite posta assicurata. 

Il rinnovo della patente può essere effettuato presso la ASL di competenzaQui si verrà sottoposti ad una visita medica il cui scopo è quello di verificare che l’automobilista non sia affetto da malattie che possano comportare un rischio per la guida. Il medico dovrà quindi accertare la presenza dei requisiti psicofisici necessari per mettersi al volante. 

Se non si vogliono attendere i tempi necessari per sostenere la visita presso la ASL, è possibile effettuare il rinnovo patente presso l’ACI. Qui si verrà sottoposti ad una identica visita medica che avrà il compito di accertare lo stato psicofisico dell’automobilista e sarà la stessa ACI e gestire tutte le pratiche inerenti la documentazione necessaria. Il costo di questa scelta, però, è leggermente superiore al rinnovo patente effettuato autonomamente presso l’ASL. 

Prima di procedere al rinnovo patente è necessario avere presente quali documenti siano necessari prima della visita medica. Si dovranno avere con sé:

  • i bollettini inerenti i versamenti effettuati al Ministero dei Trasporti e per l’imposta di bollo
  • la patente in scadenza
  • un documento di identità in corso di validità
  • il codice fiscale
  • due foto tessere
  • le eventuali certificazioni che indichino la presenza di patologie o l’obbligo di indossare occhiali da vista.  

Se si vuole scoprire quando scade la patente è sufficiente controllare la parte frontale del documento di guida. Al punto 4a è infatti indicata la data di rilascio della patente, mentre al punto 4b è indicata la prima scadenza dello stesso. Per i soggetti fino a 50 anni di età il rinnovo deve essere effettuato ogni 10 anni, mentre per i soggetti tra 50 e 70 anni questo deve essere effettuato ogni 5. Per i guidatori con età compresa tra 70 e 80 anni il rinnovo va effettuato ogni 3 anni.

Per i guidatori over 80 il rinnovo della patente dovrà essere effettuato ad intervalli ristretti. Nello specifico ci si dovrà sottoporre a visita medica ogni due anni così da verificare il mantenimento delle capacità psicofisiche fondamentali per mettersi alla guida in sicurezza. 

Una volta che si è ottenuto dal proprio medico di famiglia il certificato anamnestico dove vengono indicate le eventuali patologie, il medico della ASL sottoporrà il paziente alla visita oculistica e a quella dell’udito. Il candidato dovrà dimostrare di possedere un’acutezza visiva per i due occhi di almeno sette decimi con almeno due decimi per l’occhio più debole e di percepire il senso di una conversazione a non meno di due metri. Vengono anche effettuati controlli sui valori della pressione del sangue e sul battito cardiaco nonché domande di carattere psicologico. Se la visita dà esito positivo verrà rilascia immediatamente il certificato che attesta il possesso dei requisiti psicofisici minimi richiesti per il conseguimento della patente di guida. 

Cose da sapere

Quanto costa il rinnovo della patente?

Il costo totale per il rinnovo della patente si aggira tra i € 100 e i € 130. I costi fissi sono: € 16 per la marca da bollo, € 10,20 per i diritti della Motorizzazione e € 6,8 per la spedizione della patente. A questi va aggiunto il costo della visita medica tra i € 60 e i € 90.

Dove si rinnova la patente scaduta?

La visita per il rinnovo patente può essere effettuata presso una ASL, presso la Motorizzazione Civile o presso un’autoscuola.

Ogni quanti anni si deve rinnovare la patente?

La nostra legislazione prevede un rinnovo della patente di guida ogni 10 anni fino al raggiungimento dei 50 anni di età, mentre per chi ha un’età compresa tra i 50 e i 70 anni, il rinnovo va effettuato ogni 5 anni.

COVID-19: sono previste proroghe per le patenti scadute?

Con il prolungamento dello stato di emergenza Covid sono state previste nuove scadenze per il rinnovo della patente. Le patenti di guida scadute tra il 31 gennaio 2020 ed il 31 maggio 2021 sono valide fino al 31 marzo 2022, quelle scaduta tra l’1 giugno 2021 ed il 30 giugno 2021 sono valide fino a 10 mesi dopo la scadenza normale, quelle con scadenza tra l’1 luglio 2021 ed il 31 dicembre 2021 sono valide fino al 31 marzo 2022. 

Garanzia auto usate e nuove, ecco tutto quello che devi sapere

Come funziona la garanzia per le auto nuove, usate e Km 0

L’acquisto di un’auto, nuova o usata che sia, comporta anche alcuni diritti in capo al consumatore relativamente alla garanzia. Il Codice del Consumo ed il Codice Civile tutelano l’acquirente in modi differenti. Scopriamo come. 

INDICE
Garanzia auto: la normativa
Cos’è la garanzia legale di conformità
Garanzia auto usate: ecco come funziona
Garanzia auto usate privati
Garanzia auto usate da concessionari
Usato garantito: cos’è e quali vantaggi offre sulla garanzia
Quali sono le case automobilistiche che offrono l’usato garantito
Garanzia auto nuova, come funziona?
Cosa copre la garanzia auto km 0?

Così come per i beni di consumo, anche per l’acquisto di auto è prevista una garanzia legale di conformità utile a tutelare l’automobilista in caso di prodotto difettoso, che funzioni male e che non risponda all’uso dichiarato dal venditore. Il Codice del Consumo stabilisce in 24 mesi la durata dalla garanzia auto in caso di acquisto di vettura nuova. 

Quando si parla di garanzia legale di conformità si intende la tutela del consumatore, prevista dal Codice del Consumo, in caso acquisto di prodotti difettosi, che funzionino male o non rispondano all’uso dichiarato dal venditore o al quale quel bene è generalmente destinato. In presenza di un vizio di conformità, il consumatore ha diritto, a sua scelta, alla riparazione o sostituzione del bene difettoso da parte del venditore, senza addebito di spese.Se la sostituzione o la riparazione non sono possibili il consumatore ha comunque diritto alla riduzione del prezzo o ad avere indietro una somma, commisurata al valore del bene, a fronte della restituzione al venditore del prodotto difettoso.

Anche in caso di acquisto di vettura usata il consumatore è tutelato con la presenza di una garanzia. Questa, come detto, ha una durata di 24 mesi ma può essere ridotta sino a 12, ed emerge a carico del venditore nel momento in cui emergono problematiche che diminuiscono la possibilità di utilizzo del mezzo o il suo valore. La garanzia auto usate copre tutti i danni relativi alle componenti meccaniche della vettura, all’impianto elettrico e alla carrozzeria, mentre non include gli elementi soggetti alla naturale usura nel corso del tempo e gli eventuali danneggiamenti procurati dal nuovo proprietario dopo l’acquisto dell’auto.

ACQUISTO AUTO USATE: SCARICA LA CHECKLIST

Differente è la disciplina che regola la garanzia auto usate in caso di acquisti da privato. In questo caso, infatti, non è obbligatoria ma lo diventa solo nel caso in cui sia coinvolto anche un mediatore. Se manca questa figura l’auto dovrà essere comunque priva di vizi occulti e non dovranno essere taciute circostanze pregiudizievoli, ma in caso di vizi ci si potrà rivolgere all’autorità giudiziaria facendo leva sugli articoli 1490 e seguenti del Codice Civile e non su quelli previsti dal Codice del Consumo. 

In caso di acquisto di auto usata da un concessionario si è maggiormente tutelati perché questo dovrà obbligatoriamente offrire una garanzia sul mezzo oggetto della compravendita. Anche in questo caso la durata della garanzia è di 24 mesi, concordabili a 12, ed il concessionario è obbligato a consegnare all’acquirente un’auto conforme al contratto di vendita e mettere lo stesso nelle condizioni di valutare oggettivamente l’effettivo stato del veicolo.

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Alcune Case offrono ai clienti il cosiddetto usato garantito. Questo rappresenta una tutela ulteriore rispetto a quella prevista dal Codice del Consumo e offre un servizio aggiuntivo alla garanzia legale che va ad integrare quest’ultima. I vantaggi previsti con l’usato garantito devono essere redatti per iscritto così che l’acquirente possa conoscere quali siano i servizi aggiuntivi subito dopo la firma del contratto. Tra i vantaggi previsti con l’usato garantito solitamente si hanno il soccorso stradale H24, la disponibilità di una vettura  sostitutiva in caso di fermo dell’auto e la copertura da 12 a 36 mesi. 

Sono molti i costruttori che offrono condizioni esclusive per l’usato garantito tali da ingolosire la clientela: 

  • Fiat Autoexpert 
  • Toyota Approved 
  • Audi Prima Scelta Plus 
  • Ford Approved 

Fiat Autoexpert: la Casa italiana propone il programma Autoexpert per il proprio usato garantito. Oltre alla garanzia standard di 12 mesi è possibile, alla scadenza, estendere tale garanzia a pagamento fino a 24 o 36 mesi. Inoltre è incluso un servizio di assistenza stradale disponibile 24h su 24 e 365 giorni all’anno in tutta Europa e il servizio di auto sostitutiva e di assistenza al passeggero. 

Toyota Approved: la Casa giapponese, che ha fatto dell’ibrido la propria bandiera, prevede per tutte le vetture ibride certificate una garanzia di 12 mesi, con copertura completa anche per le componenti ibride, l’assistenza stradale  H24 e il chilometraggio illimitato. 

Audi Prima Scelta Plus: il costruttore tedesco, oltre ad effettuare oltre 110 controlli sulle vetture usate ed alla certificazione del chilometraggio, offre una garanzia fino a 48 mesi per tutte le vetture con anzianità inferiore a 96 mesi e chilometraggio inferiore a 150.000 km. 

Ford Approved: per le vetture con massimo 5 anni e meno di 120.000 Km la Casa americana offre 75 controlli accurati, 12 mesi di garanzia legale a chilometraggio illimitato e un servizio di assistenza e mobilità attivo 24 ore su 24 valido sul territorio europeo che include l’assistenza stradale, il veicolo di cortesia e i servizi accessori. 

Ovviamente anche in caso di acquisto di auto nuova è possibile godere della garanzia legale. In questo caso la durata non può essere inferiore a 24 mesi durante i quali l’auto può essere restituita al concessionario in caso di malfunzionamenti o difetti di fabbrica. Sarà obbligo dell’acquirente notificare al concessionario il difetto ed a seconda della problematica da affrontare sarà possibile optare per la manutenzione o la sostituzione del componente difettoso senza che il proprietario della vettura sborsi un euro. 

Anche per le auto Km 0 è presente la garanzia legale. Questa ha una durata di 24 mesi dalla data di consegna del veicolo ed a rispondere dei vizi sarà anche in questo caso il venditore e non la casa produttrice. Nel caso di acquisto di auto a km 0 con un chilometraggio superiore a quello dichiarato, l’acquirente potrà restituire l’auto e ottenere oltre al rimborso del prezzo di acquisto anche un risarcimento danni. In alternativa le parti potranno stabilire un prezzo inferiore rispetto a quello inizialmente pattuito. 

 

offerte auto km 0
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Cose da sapere

Cosa copre la garanzia auto usate?

La garanzia auto usate compre l’acquirente in caso di difetti di conformità del veicolo, rispetto a quanto scritto nel contratto.

Cos’è la garanzia di conformità?

La garanzia legale di conformità sui beni di consumo, che vale anche per l’acquisto di automobili, tutela il consumatore in caso di acquisto di prodotti difettosi, che funzionano male o non rispondono all’uso dichiarato dal venditore.

Cosa copre la garanzia per auto nuove?

La garanzia auto nuova prevede un periodo di 24 mesi nei quali l’auto può essere restituita al concessionario in caso di malfunzionamenti o difetti di fabbrica.

Cos’è l’usato garantito?

L’usato garantito rappresenta una tutela ulteriore rispetto a quella prevista dal Codice del Consumo e offre unservizio aggiuntivo alla garanzia legale che va ad integrare quest’ultima. Tra i vantaggi previsti con l’usato garantito solitamente si hanno il soccorso stradale H24, la disponibilità di una vettura  sostitutiva in caso di fermo dell’auto e la copertura da 12 a 36 mesi.

Le auto usate acquistate da privati sono coperte da garanzia legale?

n questo caso la garanzia legale non è obbligatoria ma lo diventa solo nel caso in cui sia coinvolto anche un mediatore. Se manca questa figura l’auto dovrà essere comunque priva di vizi occulti e non dovranno essere taciute circostanze pregiudizievoli, ma in caso di vizi ci si potrà rivolgere all’autorità giudiziaria facendo leva sugli articoli 1490 e seguenti del Codice Civile. 

Arriva il Documento Unico per la circolazione e la proprietà

Arriva il Documento Unico per la circolazione e la proprietà

Il libretto di circolazione emesso dalla Motorizzazione civile e la certificazione che attesta la proprietà del veicolo rilasciata dall’Aci non saranno più due documenti separati ma un solo certificato: è quanto stabilito dal D.Lgs. n.98 del 2017 e rappresenta un’importante innovazione per auto, moto e rimorchi.

La proposta della Ministra per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione M.A. Madia è stata approvata dal Consiglio dei Ministri nel maggio del 2017. Dal 1° luglio 2018 tutte le nuove automobili, ma anche i nuovi motoveicoli e i rimorchi, sono quindi muniti di una sola carta di circolazione, chiamato anche Foglio Unico di circolazione.

Non sono interessati a queste disposizioni le microcar e i ciclomotori, mezzi per i quali non ci sarà alcun cambiamento. I documenti rilasciati prima che entrassero in vigore le disposizioni e quelli prodotti dall’entrata in vigore del decreto fino al 1° luglio 2018 continueranno, invece, a mantenere la loro validità. Ma cos’è il Documento unico e soprattutto perché è stato istituito?

Nuova carta di circolazione

L’approvazione del Governo per l’adozione del nuovo libretto di circolazione è dovuta a motivi che riguardano l’ottimizzazione dei costi inerenti la produzione, l’archiviazione e il controllo da parte dell’Amministrazione.

La nuova carta di circolazione conterrà sia i dati che riguardano la proprietà sia quelli che riportano le caratteristiche del mezzo: saranno infatti riportati i dati tecnici e la situazione giuridica del veicolo oltre agli estremi relativi alla cessazione della circolazione per demolizione o per esportazione. Sul certificato, inoltre, verranno scritti i fermi giudiziari e amministrativi e le ipoteche.

Documento unico: cos’è

Il Documento unico, sistema già in uso in altri Paesi UE, permetterà allo Stato di risparmiare poiché non dovrà più amministrare due documenti per ogni veicolo. La nuova carta di circolazione, sintesi del vecchio libretto e del certificato di proprietà, è redatta secondo il modello europeo e in base a quanto sancito dalla direttiva 1999/37/CE. Gli step dell’iter burocratico hanno previsto alcuni passaggi tra cui la vigilanza sugli atti del PRA che passa dalla Presidenza del Consiglio al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Libretto di circolazione: cosa succede

I veicoli attualmente circolanti (cioè tutti quelli immatricolati prima del 1° luglio 2018) saranno accompagnati dal foglio di circolazione e dal certificato di proprietà finché non si verificherà un cambio di proprietario o finché non subentreranno modifiche tecniche o giuridiche per le quali sarà necessario ottenere una carta di circolazione aggiornata che verrà rilasciata dalla Motorizzazione Civile. Per avere il Documento unico l’automobilista dovrà presentare la domanda alla Motorizzazione o, in alternativa, allo Sportello Telematico dell’Automobilista (STA).

 Nuovo libretto di circolazione: quali sono i costi?

In occasione della prima immatricolazione o di un trasferimento di proprietà verrà prodotta una sola istanza di rilascio, ma l’interrogativo che si pongono migliaia di automobilisti è: quanto costa la nuova carta di circolazione?

Il documento prevede, infatti, l’unificazione sia dei compensi dell’imposta di bollo che quello dei compensi del PRA e della Motorizzazione. Grazie all’unificazione si elimineranno i due bolli (per un costo totale di 32 euro) e si ridurrà anche la tariffa PRA (Pubblico Registro Automobilistico) per l’iscrizione o la trascrizione del veicolo all’Aci, che scende da 27 a 20 euro, per un risparmio complessivo di 39 euro.

Qualcosa cambia anche per chi non paga il bollo: l’art. 96 del Codice della Strada prevede che se la tassa automobilistica non è pagata da tre anni, dopo la notifica al proprietario si arriva alla radiazione della vettura. In passato questa procedura prevedeva numerosi passaggi. L’ACI trasmetteva la comunicazione al PRA il quale, a sua volta, provvedeva alla radiazione ed alla comunicazione alla Motorizzazione che, infine, si occupava del ritiro di targhe e libretto. Dal 1° luglio 2018 la prassi diventa più semplice e la radiazione avviene automaticamente con il passaggio della comunicazione dall’ACI alla Motorizzazione Civile.