Tabella euro auto: come verificare la classe ambientale

tabella euro auto

Negli scorsi anni, la lotta contro il cambiamento climatico ha costretto il settore dell’automotive a progettare vetture sempre più ecologiche ed efficienti. E, allo stesso tempo, anche i consumatori sono stati incentivati all’acquisto di auto sostenibili: una delle strategie trovate a questo scopo è stata l’introduzione delle classi ambientali Euro, che permettono di regolare il traffico dei veicoli e i contributi per l’acquisto in base alla categoria emissiva. Infatti, scegliere un’auto Euro 6 significa poter usufruire non solo degli incentivi all’acquisto, ma anche essere certi di poter circolare nei centri cittadini nei giorni di blocco del traffico. Ma come si può verificare a quale classe ambientale Euro appartiene il proprio veicolo? Scopriamolo in questa guida.

INDICE
 Tabella auto 1 2 3 4 5 6: cos’è la classe ambientale auto?
 Auto Euro 6
 Auto Euro 6 benzina
 Auto Euro 6 diesel
 Auto Euro 5
 Auto Euro 4
 Auto Euro 3
 Auto Euro 2
 Auto Euro 1
 Auto Euro 0
 Verifica classe ambientale auto: come si fa?

Con la classe ambientale auto si indica la categoria emissiva a cui appartiene un determinato veicolo. Si è iniziato a parlare di classi ambientali poiché, per rendere il parco auto europeo più sostenibile, negli scorsi anni l’Unione Europea ha iniziato a implementare dei regolamenti sempre più stringenti per quanto riguarda le emissioni delle autovetture. In particolare, l’UE ha introdotto una serie di standard, identificati con la sigla Euro- seguita da un numero, che i produttori di auto devono rispettare per commerciare i loro veicoli e che con il passare degli anni richiedono livelli di sostenibilità sempre più alti.  

Per esempio, tutti i veicoli prodotti dopo il 2009 devono rispettare gli standard imposti dalla normativa Euro 5, quelli arrivati dopo il 2014 devono rientrare nei livelli di sostenibilità previsti dalla normativa Euro 6. Le classi Euro vanno dalla Euro 0 alla Euro 6:  ed ovviamente più il numero è basso e più l’auto è inquinante, mentre più il numero è alto minore sarà l’emissione di CO2 nell’aria.

Normativa Entrata in vigore
EURO 0
EURO 1 1993
EURO 2 1997
EURO 3 2001
EURO 4 2006
EURO 5 2009
EURO 6 2015

Conoscere la classe Euro della propria auto è fondamentale per sapere quando si può o non si può circolare, e negli ultimi anni il divieto di circolazione durante alcuni blocchi del traffico è stato esteso a tutte le vetture con rientranti nella categoria da Euro 0 sino ad Euro 4.

Le auto Euro 6 sono tutte quelle immatricolate a partire dal 1° settembre 2015. All’interno di questa categoria si sono poi aggiunte le sottocategorie Euro 6A, 6B, 6C e 6D-Temp che si differenziano tra di loro per il quantitativo di emissioni accertato in fase di omologazione. E’ bene sottolineare che in caso di acquisto di auto Euro 6, sia elettriche (con emissioni comprese tra 0 e 60 g/km di CO2) che endogene (con emissioni comprese tra 61 e 135 g/km di CO2), si potrà godere di un incentivo governativo di un importo che oscilla tra i 2.000 e i 5.000 euro, dipendendo dalla categoria emissiva del veicolo e dall’eventuale rottamazione di una vettura vecchia inquinquinante.

Allo stato attuale le auto benzina dotate di motore tradizionale rientrano negli standard della normativa Euro 6 e possono ancora circolare senza problemi in caso di blocchi del traffico. Infatti, grazie al progresso tecnologico, queste vetture continuano a dimostrarsi poco inquinanti e mantengono un buon valore dell’usato a differenza delle omologhe auto diesel.

La lotta al diesel, al contrario, prosegue senza interruzioni di colpi. Questi motori sembrano essere considerati dai legislatori gli unici responsabili dell’inquinamento cittadino e spesso vengono colpiti da provvedimenti molto stringenti anche a fronte di emissioni davvero contenute. Non è raro, infatti, trovarsi di fronte a blocchi del traffico che penalizzano anche i proprietari di auto diesel Euro 6 ingiustamente equiparate a modelli a gasolio ben più inquinanti.

In questa categoria rientrano tutte le vetture omologate dopo il 1° settembre 2009, ma con un eccezione per quelle che erano già a listino all’entrata in vigore della norma, che hanno potuto essere immatricolate fino al primo gennaio 2011 nonostante non rispettassero gli standard Euro 5. Chi è proprietario di queste auto può godere di una certa tranquillità, in quanto, in generale, può circolare senza restrizioni. Solo le auto diesel Euro 5 fanno eccezione, visto che anche questa categoria viene spesso colpita dai blocchi del traffico per ridurre l’inquinamento cittadino. La produzione di vetture Euro 5 è stata interrotta nel 2014 per il passaggio allo standard Euro 6.

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Rientrano nella classe ambientale Euro 4 tutte le vetture immatricolate a partire dal 1° gennaio del 2006 e fino al 2009. Queste sono state realizzate seguendo la stessa direttiva adottata per le Euro 3, la 98/69B, ma con l’aggiunta di un’ulteriore riduzione delle emissioni di CO2, per contrastare l’inquinamento atmosferico all’interno delle città. Ad oggi, nella maggior parte dei casi, le auto Euro 4 possono circolare anche in caso di blocchi del traffico, ma a breve sono destinate a finire nell’occhio del ciclone.

Tutte le auto immatricolate dopo il primo gennaio 2001 sono omologate Euro 3. Questa classe ambientale è stata introdotta con la direttiva 98/69, adottata nel 199, e con questa omologazione il limite massimo di monossido di carbonio (CO) è stato portato a 2,30 g/km per le auto a benzina e a 0,64 g/km per i veicoli diesel, mentre le emissioni di particolato sono state limitate a 0,05 g/km.

La classe ambientale Euro 2 designa le auto immatricolate dopo il 1° gennaio 1997, quando l’entrata in vigore della direttiva 94/12 impose un ulteriore riduzione delle emissioni di CO2 ai veicoli prodotti. I limiti previsti per le emissioni di monossido di carbonio sono passati da 2,72 a 2,20 g/km, mentre per il particolato sono scesi da 0,14 a 0,08 g/km.

Le vetture classificate come Euro 1 sono tutte quelle immatricolate a partire dal primo gennaio 1993 e realizzate secondo la direttiva europea 91/441, che ha costretto le aziende a montare sulle macchine le marmitte catalitiche, oppure per i modelli diesel l’alimentazione a iniezione. Per queste vetture il limite di emissioni di monossido di carbonio è di 2,72 g/km e di 0,14 g/km per quelle di particolato.

Le auto Euro 0 sono tutte quelle immatricolate prima del 31 dicembre 1992 che utilizzano benzine al piombo e nessun tipo di sistema di filtraggio dei gas di scarico. Per queste vetture è inibita la circolazione in modo permanente in molte città italiane.

Per conoscere la classe ambientale della propria vettura è possibile consultare in tutta semplicità il Portale dell’Automobilista, messo a disposizione dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile. Basterà cliccare sul link dedicato ai servizi online, selezionare successivamente il titolo “verifica classe ambientale veicolo”, ed inserire il tipo di veicolo ed il numero di targa: in questo modo potete conoscere la classe di omologazione della vostra vettura. Per chi non fosse a proprio agio con internet sarà possibile conoscere la classe ambientale auto semplicemente controllando il libretto di circolazione al punto V.9 per le vetture più recenti e nel riquadro 2 per quelle con parecchi anni sulle spalle.

Cose da sapere

Quali sono le auto Euro 6?

Quando si parla di auto Euro 6 ci si riferisce a tutte quelle vetture immatricolate a partire dal mese di settembre 2015. All’interno di questa categoria esistono però diverse omologazioni, in base al livello di emissioni.

Quali sono gli incentivi per l’acquisto di auto Euro 6?

Sono previsti incentivi fino a € 3.500 se si rottama un veicolo con più di 10 anni di vita. Scopri di più sugli incentivi auto 2020.

Come si controlla la classe ambientale dell’auto?

Basta collegarsi al sito internet ilportaldellautomobilista.it  ed inserire il tipo di veicolo ed il numero di targa nella sezione dedicata, oppure controllare la classe ambientale dell’auto sul libretto di circolazione.

 

Incentivi auto Euro 6: tutte le novità per il 2022

Fiat Panda 2020: ecco tutte le novità 9

Finalmente è arrivato il nuovo DPCM che stanzia i fondi per finanziare gli incentivi per lacquisto di vetture Euro 6 nuove anche nel 2022. La misura regola il contributo in base alle emissioni di CO2 del veicolo che si intende comprare, che può essere di qualsiasi motorizzazione purché a basse emissioni, e in base alla disponibilità o meno di un’auto da rottamare. Scopriamo tutti i dettagli. 

LEGGI ORA: Incentivi auto ibride ed elettriche, come funzionano

LEGGI ORA: Incentivi regionali, tutto quello che dovete sapere

INDICE
 Incentivi auto Euro 6 usate: le novità 2022
Incentivi auto Euro 6 nuove: le novità 2022
Auto euro 6: quali sono?
Le migliori macchine euro 6 da acquistare
Auto euro 6 economiche
Ecobonus auto diesel

Fino allo scorso anno era possibile godere di un incentivo per l’acquisto di vetture usate. Il governo aveva previsto tre differenti fasce di emissioni – 0/60 g/Km di CO2, 61/90 g/kM di CO2 e 91/160 g/Km di C02 – alle quali corrispondevano rispettivamente un incentivo di 2.000, 1.000 e 750 euro. La legge di Bilancio 2022 non ha confermato questa misura, prevedendo incentivi soltanto per l’installazione di colonnine elettriche e per la sostituzione del motore termico della propria auto con uno elettrico, o per l’acquisto di una vettura nuova a basse emissioni. Si spera in una misura specifica che arrivi nel corso dell’anno. 

Fascia di emissioni veicolo Incentivo previsto nel 2021
Da 0 a 60 g/km di CO2 2.000 euro
Da 61 a 90 g/km di CO2 1.000 euro
Da 91 a 160 g/km di CO2 750 euro

La nuova Legge di Bilancio 2022 ha rinnovato gli incentivi per l’acquisto di auto a basse emissioni, legando in alcuni casi il contributo alla rottamazione di un veicolo inquinante. Il governo ha previsto tre differenti fasce di emissioni per differenziare i contributi: 0/20 g/Km di CO2, 21/60 g/kM di CO2 e 61/135 g/Km di C02. 

Chi acquista un veicolo di prima fascia, ovvero che emette da 0 a 20 g/km di CO2, ha diritto a un contributo di 3.000 €, somma che sale a 5.000 € in caso di rottamazione di un’auto inquinante (Euro 0-5). In questa categoria emissiva rientrano i veicoli elettrici e le più efficienti vetture ibride plug-in.

Per chi compra un veicolo della seconda fascia emissiva, che comprende principalmente vetture plug-in con emissioni di CO2 comprese tra 21 e 60 g/km, è previsto un incentivo di 4.000 € con auto da rottamare. Il contributo scende a 2.000 € se non si possiede una vecchia auto inquinante da sostituire.

Infine, per la terza fascia, che include quelle vetture che emettono da 61 a 135 g/km di CO2, è previsto un contributo esclusivamente in caso di rottamazione di un veicolo maggiormente inquinante, per un ammontare di 2.000 €. In questa categoria rientrano auto di tutte le motorizzazioni: ibride, benzina, diesel, metano, GPL.

Sono previsti anche dei tetti di spesa: il prezzo del veicolo non può superare i 35.000 € se di prima o di terza fascia, mentre il tetto si alza a 45.000 € in caso di mezzo di seconda fascia. Questi limiti sono calcolati escludendo IVA, IPT e messa su strada.

g/km CO2 Motorizzazione Incentivo 2022
Tetto di spesa
  con rottamazione senza rottamazione escluso IVA, IPT e messa su strada
0-20 elettrica, plug-in 5.000 € 3.000 € 35.000 €
21-60 plug-in 4.000 € 2.000 € 45.000 €
61-135 ibride, benzina, diesel, metano, GPL 2.000 € 35.000 €

Con la dicitura auto Euro 6 si intendono tutte quelle vetture immatricolate dal mese di settembre 2015. Queste, poi, si differenziano nelle sottocategorie Euro 6A, 6B, 6C, e 6D-Temp. Per poter beneficiare degli incentivi previsti sino allo scorso anno era necessario che le emissioni fossero ricomprese tra 0 e 160 g/Km, ma quest’anno il limite si è abbassato a 135 g/km.

GUARDA I NOSTRI VIDEO

A prescindere dall’assenza degli incentivi, vediamo quali sono attualmente le migliori auto Euro 6 presenti sul mercato: 

  • Alfa Romeo Giulia
  • Audi A3
  • Toyota CH-R
  • BMW Serie 3

Alfa Romeo Giulia: il modello che ha fatto esultare gli amanti del marchio per il ritorno alla trazione posteriore è un capolavoro di stile ed ingegneria. Il DNA sportivo del Biscione è intatto ed è esaltato dai motori benzina e diesel disponibili. I prezzi partono da 47.000 euro. 

Audi A3: l’ultima generazione della berlina della Casa dei quattro anelli si presenta con un look molto aggressivo figlio di linee tese ed affilate. All’interno dell’abitacolo c’è tanta tecnologia così come sotto il cofano dove spicca l’ibrido con potenze fino a 250 CV. Si parte da 28.750 euro. 

Toyota CH-R: il crossover della Casa giapponese continua ancora oggi ad essere un punto di riferimento nella sua categoria. Lo stile futurista non sente assolutamente il peso degli anni, mentre le motorizzazioni ibride da 2.0 litri promettono consumi contenuti. I prezzi partono da 30.500 euro. 

BMW Serie 3: l’ultima generazione della storica berlina tedesca ha fatto storcere il naso agli appassionati della Casa per via di quel doppio rene XXL che non fa nulla per passare inosservato. Le motorizzazioni disponibili, benzina e ibride, fanno però dimenticare presto il dettaglio di stile. Si parte da 39.100 euro. 

Se quelle indicate in precedenza sono vetture di fascia medio alta, è possibile trovare ottime auto Euro 6 a prezzi ben più alla portata di tutti: 

Auto Euro 5 economiche Prezzo (da)
Dacia Sandero  9.050
Fiat Panda 14.300
Ford Fiesta 17.050
Lancia Ypsilon 14.800 €

Dacia Sandero: l’ultima generazione della vettura rumena ha conquistato subito il mercato non solo grazie allo stile rinnovato sia degli esterni che degli interni, ma anche grazie ad un rapporto qualità prezzo davvero imbattibile. 

Fiat Panda: vero e proprio mito per la Casa italiana, la Panda è giunta alla terza generazione ed ancora oggi continua ad essere un best seller grazie anche all’introduzione della motorizzazione mild hybrid perfetta per contenere i consumi in città. 

Ford Fiesta: fresca di restyling, che ha rinnovato soprattutto il frontale, l’ultima generazione della berlina di casa Ford è ancora oggi il punto di riferimento nel segmento e le motorizzazioni mild hybrid promettono tanto brio al volante senza incidere sui consumi. 

Lancia Ypsilon: nonostante sia sul mercato ormai da diversi anni, la Ypsilon continua ad essere una delle vetture preferite dal mercato. Il merito è tutto di una linea indovinata, interni curati e motori briosi e parchi nei consumi. Anche in questo caso è disponibile un mild hybrid da 69 CV. 

Anche le auto diesel Euro 6 più efficienti godono degli incentivi governativi riservati alle auto a basse emissioni: nonostante la campagna di demonizzazione contro questi motori, le unità più recenti si sono rivelate poco inquinanti e sempre parche nei consumi. Il futuro del diesel, però, sembra essere segnato nel nostro Paese e molte amministrazioni hanno già messo al bando la circolazione di queste vetture anche se dotate dei motori Euro 6.  

Cose da sapere

Auto Euro 6 quali sono?

Tutte le auto immatricolate dal 1° settembre 2015 rientrano per le legge nella classe Euro 6. Per le auto immatricolate prima di tale data è necessario verificare caso per caso. Scopri di più sulle classi ambientali.

Quali sono le auto Euro 6 coperte dagli incentivi?

La legge di Bilancio 2022 ha confermato gli incentivi per le auto Euro 6 che emettono fino a 135 g/km di CO2, prevedendo incentivi soltanto per l’installazione di colonnine elettriche per la sostituzione del motore termico della propria auto con uno elettrico. Si spera in una misura specifica che arrivi nel corso dell’anno. 

Quali sono le migliori auto Euro 6 da comprare?

A prescindere dall’assenza degli incentivi, le migliori auto Euro 6 presenti sul mercato sono Alfa Romeo Giulia (da 47.000 euro)Audi A3 (da 28.750 euro)Toyota CH-R (da 30.500 euro) BMW Serie 3  (da 39.100 euro).

Euro 7: nuova data per la decisione definitiva

1

Slitta al 20 luglio la decisione sulle regole degli standard Euro 7, inizialmente attesa per la fine del 2021 e già rinviata al 5 aprile. La Commissione Europea ha comunicato la nuova data nella quale saranno resi noti i parametri sulle emissioni che dovranno prendere il posto dell’attuale Euro 6. I continui rinvii creano problemi ai produttori di auto: lo standard Euro 7 dovrebbe entrare in vigore nel 2025, lasciando alle case automobilistiche meno di due anni e mezzo per uniformarsi.

La Commissione Europea ha provato a giustificare l’ennesimo ritardo con il fatto che, per la prima volta nella storia, sta regolamentando contemporaneamente autovetture, furgoni e camion.

Grandi investimenti

Per sviluppare nuovi motori ci vogliono soldi e tempo e se si accorcia il calendario, ai costruttori non resta che smettere di investire sui propulsori a combustione per dedicarsi esclusivamente all’elettrico. Soluzione molto probabile considerato lo stop ai motori endotermici a partire dal 2035 in Europa, anche se il ministro della transizione ecologica Cingolani si è affrettato a puntualizzare che questa data è solamente indicativa.

La Vda (associazione tedesca dell’industria automobilistica) ha lanciato il grido d’allarme: stando alle prime bozze degli standard Euro 7, i motori a combustione non sarebbero più ammessi. I regolamenti rigidi sulle emissioni sono stati ammorbiditi nella bozza dell’aprile 2021, ma l’apertura ancora non è sufficiente.

Nissan ha deciso di giocare d’anticipo e ha annunciato lo stop allo sviluppo dei motori termici mentre BMW è orientata a seguire il colosso giapponese a partire dal 2030. Questa scelta si aggiunge all’abbandono delle citycar (il segmento A) adottato da tanti costruttori a seguito dell’entrata in vigore degli standard Euro 6: le auto più piccole del mercato non sono più remunerative dati gli alti costi di sviluppo dei nuovi motori.

<

div>

Il commento delle associazioni

“Siamo veramente dispiaciuti per questo importante ritardo” ha commentato la Agves (Advisory Group on Vehicle Emission Standards) in una lettera aperta al commissario europeo per il mercato libero Thierry Breton. “È molto preoccupante per la nostra industria europea di controllo delle emissioni perché implicherà ulteriori ritardi nel processo di adozione dell’Euro 7, compresa la sua possibile data di attuazione”.

Con motivazioni diverse anche l’associazione ecologista Transport & Environment si aggiunge alle critiche sullo slittamento. “Dato che il lavoro preparatorio è completo, T&E non vede alcuna giustificazione per un tale ritardo al di là della pressione dell’industria automobilistica” si legge su Automotive News. Inoltre l’associazione ha chiesto il mantenimento della data del 5 aprile perché “aumenterà le possibilità che le nuove regole Euro 7 entrino in vigore entro il 2025, assicurando così che si applichino ad almeno un decennio di motori a combustione interna e ad almeno un ciclo di produzione del veicolo, riducendo in questo modo l’onere della nuova regolamentazione per le case automobilistiche”.