Michelin: quando gli pneumatici sono “green”

Auto elettriche e pneumatici: come sono fatte le gomme per le vetture green 2

L’abbassamento delle emissioni di CO2, voluto dall’Europa per contrastare il riscaldamento globale, riguarda tutta la filiera dell’auto, compresi i produttori di componenti e accessori. In particolare, le aziende costruttrici di pneumatici sono impegnate da tempo nella realizzazione di prodotti “puliti” con materiali sostenibili e nel far diventare i processi industriali più efficienti.

Michelin è tra le aziende più attive nella riduzione dell’impatto ambientale e ha varato il piano “All Sustainable Strategy” per ottenere la neutralità nelle emissioni di CO2 entro il 2050. Il colosso francese ha messo a punto un piano intermedio con scadenza 2030 per contenere l’impatto ambientale del 50% rispetto al 2010 e portare al 40% l’impiego di materie sostenibili nella struttura e nella mescola dei propri pneumatici.

Materiali sostenibili e pneumatici più efficienti

La strategia aziendale consiste in un insieme di progetti che hanno l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale in tutto il ciclo di vita degli pneumatici, a partire dalla ricerca di materiali sostenibili, all’estrazione “pulita” delle materie prime, fino all’uso di energia rinnovabile nei processi industriali. Nel piano Michelin ricoprono grande importanza gli pneumatici a basso indice di rotolamento, che agevolano la riduzione del consumo di carburante nelle auto tradizionali e di energia elettrica in quelle a zero emissioni. Va ricordato che gli pneumatici incidono per il 20% sul consumo di una vettura e avere gomme efficienti può consentire un risparmio notevole. In quest’ottica si inquadrano i nuovi pneumatici e.Primacy (per auto e suv) e Pilot Sport EV (la prima gomma sportiva per auto elettriche ad alte prestazioni) che contengono varie innovazioni tecnologiche dedicate all’ambiente.

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Un taglio a consumi ed emissioni con e.Primacy

Viene realizzato nella fabbrica di Cuneo quello che è il primo pneumatico sul mercato contrassegnato con la Dichiarazione Ambientale di Prodotto: è disponibile in più di 56 misure differenti e punta su prestazioni ed efficienza. La bassa resistenza di rotolamento permette di diminuire il consumo di carburante (fino a 0,21 l/100km) e di energia elettrica (fino a 30 km in più di autonomia) e di ridurre le emissioni di CO2 di 174 kg prendendo in considerazione l’intero ciclo vita.

Pilot Sport EV fa rendere di più le auto elettriche

Michelin Pilot Sport EV nasce per accrescere le prestazioni dinamiche delle auto sportive a batteria senza intaccare i livelli di autonomia. È stato messo a punto grazie all’esperienza della Formula E ed è in vendita in oltre 16 misure, da 18 a 22 pollici. La tecnologia ElectricGrip Compound è una delle innovazioni dello pneumatico premium: si tratta dell’impiego di una mescola più dura nella parte centrale del battistrada e una più efficiente sulla spalla al fine di contenere il consumo di energia nelle distanze più lunghe e consentire un chilometraggio maggiore.

Case produttrici più attente all’ambiente

Michelin non è sola. Anche gli altri produttori più importanti di pneumatici, già da diversi anni, sono impegnati nella riduzione dell’impatto ambientale, con la graduale eliminazione degli oli aromatici usati nella composizione della mescola che sono stati sostituiti con amalgamanti di origine naturale. Questa tecnica è stata usata per la nuova generazione di Michelin Energy Saver, per i nuovi Cinturato Pirelli e i modelli stradali di Yokohama.

Accanto all’utilizzo di materie di origine naturali, le aziende produttrici sono impegnate in prima linea in attività agricole come la coltivazione di caucciù, spesso caratterizzata da disboscamento selvaggio o coltivazione intensiva, progetti di riforestazione e salvaguardia delle riserve naturali. Il rinfoltimento delle aree verdi è una delle azioni più efficaci per centrare l’obiettivo della neutralità nelle emissioni di CO2. È impossibile cancellare le emissioni dalle attività produttive, ma possono essere bilanciate piantando alberi che durante il naturale ciclo vita assorbono quantità corrispondenti a quelle prodotte dagli stabilimenti.

Con Pirelli Care gli pneumatici si controllano con il telefono

Con Pirelli Care gli pneumatici si controllano con il telefono

Pirelli Care è il nuovo servizio che permette di acquistare gli pneumatici o anche soltanto di gestirne la salute pagando un canone mensile fisso. È possibile sottoscrivere l’abbonamento su internet o tramite la specifica applicazione per smartphone che, dopo aver analizzato le esigenze dell’automobilista, indica in automatico il tipo di gomma più adatto.

L’obiettivo di Pirelli Care è rendere più agevole l’acquisto e la gestione degli pneumatici tramite web o applicazione. Gli automobilisti sprovvisti di una copertura assicurativa accessoria come carro attrezzi e polizza pneumatici, hanno ora la possibilità di ricorrere a questo abbonamento che consente di usufruire di servizi che avrebbero un costo superiore se richiesti singolarmente in officina. La garanzia sugli pneumatici e l’assistenza stradale Europ Assistance sono infatti sempre incluse, anche nell’abbonamento base.

Pressione pneumatici: ecco come controllare la pressione delle gomme

I tre piani

Il servizio Pirelli è diviso in tre fasce, a seconda delle esigenze dell’automobilista.

  • Piano Easy: si rivolge a chi non ha necessità di acquistare gli pneumatici e include una serie di servizi al costo di 5 euro al mese. L’abbonamento comprende il soccorso stradale su tutto il territorio europeo, il check-up del veicolo, riparazioni in caso di forature e la sanificazione dell’auto.
  • Piano Smart: il secondo livello prevede anche un set di gomme, oltre a servizi come montaggio/smontaggio, equilibratura, garanzia su pneumatici per danni riparabili o irreparabili e fino alla sostituzione dell’intero set e il cambio stagionale. Con un piccolo sovrapprezzo è previsto anche il deposito delle gomme per chi sceglie di inserire pneumatici estivi e invernali.
  • Piano Superior: include uno o più set di pneumatici e tutti i servizi del piano Smart, anche il check-up del veicolo (controllo pressione pneumatici, verifica livello dei liquidi, dell’efficienza dell’impianto luci, scadenza della revisione ecc.), un controllo completo dell’assetto (verifica della convergenza, della campanatura e dell’incidenza, anteriore e posteriore, con azzeramento del sensore dell’angolo di sterzo dell’auto) e una sanificazione del veicolo.

Come conservare gli pneumatici al cambio di stagione

Come funziona

Per attivare Pirelli Care su internet è sufficiente registrarsi sul sito ufficiale; altrimenti è possibile scaricare l’app da App Store per dispositivi Apple e da Google Play Store per smartphone Android. Il passo successivo è scegliere il piano desiderato, dopo bisogna indicare tipo di auto e il proprio stile di guida, per consentire al sistema di suggerire la gomma più adatta. Inoltre è possibile scegliere servizi aggiuntivi, come il deposito stagionale degli pneumatici per chi opta per il piano Superior, al costo aggiuntivo di 8 euro al mese.

Quando abbiamo ultimato la scelta dei servizi e degli pneumatici, il sistema ci porta nella pagina conclusiva del preventivo, dove sono elencati tutti i servizi scelti e il costo mensile da sostenere. Come ultimo atto veniamo reindirizzati sul sito Pirelli per effettuare la registrazione dell’account e selezionare il metodo di pagamento.

Durata pneumatici: ogni quanti km vanno cambiati?

Quanto durano gli pneumatici e quando è necessario sostituirli?

Elemento di contatto fra la strada e l’auto, le gomme sono al centro di una domanda ricorrente posta dagli automobilisti: quanto durano gli pneumatici e quando è necessario sostituirli?

Sino a non molto tempo fa, la maggior parte degli automobilisti era convinta che la durata delle gomme auto dipendesse direttamente dalla data di fabbricazione.

L’ingresso sul mercato europeo della marcatura DOT, infatti, ha spinto molti a credere che ci fosse una stretta correlazione fra la data di produzione del pneumatico e la sua usura. In realtà, tale marcatura è stata imposta per rendere rintracciabile il lotto di provenienza.

INDICE
Ogni quanto cambiare le gomme?
Quanti km durano le gomme invernali?
Quanti km durano le gomme 4 stagioni?
Quanti km durano le gomme estive?
Pneumatici induriti: dopo quanto tempo?
Come controllare l’usura degli pneumatici
ABS e usura pneumatici

L’usura degli pneumatici di un veicolo dipende da moltissimi fattori ed è per questo molto difficile stabilire a priori ogni quando cambiarli. Ad influenzare la durata delle gomme auto sono per lo più due fattori:

  • le condizioni di utilizzo, che comprendono le modalità di carico dell’auto, il mantenimento della corretta pressione delle gomme, la velocità media a cui si viaggia, il tipo di strade percorse, la frequenza di urti subiti e l’esposizione degli pneumatici a determinate condizioni climatiche;
  • lo stato dell’immagazzinamento, prima e dopo dell’acquisto.

Solitamente, i principali marchi specializzati nella produzione di pneumatici consigliano di effettuare un controllo una volta all’anno, una volta superati i cinque anni dall’acquisto. Inoltre, considerato il deterioramento a cui vanno incontro gli pneumatici con il semplice passare del tempo, è bene sostituire le gomme dopo 10 anni di utilizzo, indipendentemente dalla loro condizione specifica.

Ma ci sono anche indicazioni relative alla distanza percorsa: a seconda della qualità e dalle condizioni d’uso delle gomme queste devono essere sostituite dopo aver percorso tra i 20.000 e i 50.000 km. Questa misura è però piuttosto variabile, visto che dipende non solo dalla qualità delle strade percorse, ma anche dallo stile di guida del conducente. Per questo è bene controllare con una certa frequenza lo stato di usura degli pneumatici, assicurandosi che lo spessore della scultura del battistrada non scenda sotto gli 1,6 millimetri (limite legale in Italia).

La durata media degli pneumatici invernali è simile a quella degli altri tipi di gomme, ed è compresa tra i 5 e i 10 anni. In ogni caso, gli pneumatici invernali vanno sostituiti quando lo spessore del battistrada è inferiore a 1,6 mm o quando lo pneumatico presenta fori, tagli, deformazioni o, ancora, zone particolarmente usurate.

Si consiglia di prestare particolare attenzione alla conservazione degli pneumatici invernali perché può influenzarne notevolmente la durata, scegliendo per lo stoccaggio un luogo non troppo umido e la cui temperatura non vari notevolmente.

Oltre all’usura, poi, per sapere quando cambiare le gomme invernali è sempre bene avere a mente la data del 15 maggio, termine ultimo per effettuare la sostituzione con quelli estivi.

Gli pneumatici 4 stagioni si configurano come le gomme del compromesso, molto popolari fra i conducenti che non intendono cambiare gli pneumatici della proprio auto a seconda della stagione.

In molti, però si chiedono se convengano veramente e soprattutto quale sia la durata delle gomme 4 stagioni in km.  La risposta è semplice: tendenzialmente questi pneumatici hanno una durata inferiore di circa il 10-15% rispetto a quelli stagionali specifici. Infatti, le stesse caratteristiche che ne consentono l’uso sia col sole che con la neve le rendono più esposte all’usura specialmente nel periodo estivo.

Per le gomme estive vale lo stesso discorso fatto per quelle invernali. La durata media degli questi pneumatici è compresa tra i 5 e i 10 anni, a seconda dei fattori che ne influenzano l’usura.

Un primo indicatore dell’usura delle proprie gomme è l’indurimento progressivo delle stesse. Infatti, con il passare degli anni gli pneumatici tendono a “seccarsi”, diventando meno elastici e uniformi. Oltre che al tatto, l’indurimento delle gomme risulta evidente anche a prima vista: quando avviene si possono osservare crepe che percorrono l’intera superficie dello pneumatico. Normalmente, anche a causa dell’indurimento progressivo, è necessario sostituire gli pneumatici dopo circa 10 anni dall’acquisto.

Per controllare l’usura degli pneumatici la prima cosa da fare è osservare attentamente il battistrada, il quale costituisce la zona del pneumatico a diretto contatto con l’asfalto. Lo stato delle scanalature, le imperfezioni e le disomogeneità della gomma incidono sulla sicurezza complessiva dell’auto, e quindi del conducente e dei passeggeri a bordo.

Una normativa europea stabilisce, inoltre, quale deve essere lo spessore minimo della scultura del battistrada (ovvero la profondità delle scanalature) degli pneumatici prima: il cambio gomme auto deve avvenire quando la scultura del battistrada ha raggiunto una profondità di 1,6 mm.

Per controllare se gli pneumatici del proprio veicolo rientrano in questo limite si utilizza solitamente un tassello in gomma, spesso proprio 1,6 mm, posto sul fondo di una delle scanalature del battistrada: quando lo spessore della scanalatura raggiunge il livello dell’indicatore significa che il pneumatico deve essere sostituito.

L’indicatore di usura è facilmente individuabile osservando il fianco del battistrada: esso può essere reperito in linea con il codice TWI, un triangolo o il logo del marchio. Alcuni produttori hanno previsto sugli pneumatici anche indicatori intermedi, raggiunti i quali le gomme non garantiscono più le prestazioni ottimali.

Per controllare l’usura del pneumatico si può usare anche il calibro di profondità, uno strumento efficace e reperibile in tutti gli autoricambi, che misura con esattezza la profondità delle scanalature del battistrada in più punti.

Molte persone si chiedono se l’ABS, il sistema antibloccaggio delle ruote che consente di migliorare le frenate in condizioni di scarsa aderenza al manto stradale, funzioni anche in caso di ruote usurate. La risposta è sì: l’ABS infatti agendo su tutte e quattro le ruote e impedisce loro di bloccarsi anche in caso ruote vecchie. Chiaramente, però, degli pneumatici molto usurati possono in ogni caso compromettere le capacità dell’auto nel tenere la strada e nel frenare.

Se è giunta l’ora di effettuare il cambio gomme auto, potete trovare un’ottima selezione di gomme 4 stagioni, invernali ed estive su ebay.it.

Cose da sapere

Quanti chilometri durano gli pneumatici?

La durata chilometrica degli pneumatici è molto variabile. In linea di massima, chi utilizza l’auto soprattutto per lavoro, dovrebbe sostituire gli pneumatici una volta compiuto un tragitto compreso fra 20.000 e 50.000 km.

Dopo quanto tempo vanno cambiati gli pneumatici?

Non esiste un limite di tempo definito che stabilisca quando cambiare gli pneumatici, tuttavia è consigliato di procedere alla sostituzione dopo 10 anni di utilizzo degli stessi, anche quando essi non hanno raggiunto la soglia d’usura prevista dalla normativa.

Come si controlla lo stato di usure del pneumatico?

Per controllare l’usura si utilizza solitamente un tassello in gomma, spesso 1,6 mm, posto sul battistrada: quando quest’ultimo raggiunge il livello dell’indicatore significa che il pneumatico deve essere obbligatoriamente sostituito.

L’ABS agisce anche quando gli pneumatici sono usurati?

Sì, l’ABS agendo su tutte e quattro le ruote impedisce loro di bloccarsi anche su asfalto bagnato o ruote usurate.

Quando vanno cambiati gli pneumatici invernali?

La data da tenere a mente è quella del 15 maggio, termine ultimo per sostituire gli pneumatici invernali con quelli estivi.