Le 5 auto elettriche più veloci al mondo

Le 5 auto elettriche più veloci al mondo

Per molto tempo siamo stati abituati ad associare le auto elettriche a modelli generalmente molto lenti, pensati tendenzialmente per un utilizzo urbano. Ma i powertrain elettrici, pur senza emettere alcun suono, sono in grado in realtà di assicurare prestazioni degne (se non superiori) delle più blasonate supercar. Grazie alla coppia istantanea e alla gestione elettronica della potenza, le moderne auto elettriche sono capaci di scattare da 0 a 100 km/h in un battito di ciglia.

La nostra Top 5

Abbiamo quindi raccolto i cinque modelli a batteria più veloci nel raggiungere i 100 km/h con partenza da fermo, che è oggi possibile acquistare. Il mondo delle elettriche esula dai tradizionali “segmenti di mercato” e così, non stupisce che nelle primissime posizioni, accanto a modelli dichiaratamente sportivi, trovino posto anche berline concettualmente pensate anche per fare il classico e tranquillo tragitto casa-lavoro. Ma andiamo con ordine.

Le 5 auto elettriche più veloci al mondo 1

Rimac Nevera

Al primo posto la creatura del giovane brand croato: la Rimac Nevera. Si tratta si un vero e proprio mostro su quattro ruote con due soli posti e un’incredibile potenza di ben 1.914 CV. Un numero esorbitante generato da una batteria da 120 kWh e distribuita su tutte e quattro le ruote attraverso ben quattro motori elettrici che permettono al modello di raggiungere i 100 km/h con partenza da fermo in appena 1,97 secondi. Anche la velocità massima non è da meno: 412 km/h. Praticamente un record per le elettriche.

  • Potenza: 1.914 CV
  • 0-100 km/h: 1,97 secondi
  • V-max: 412 km/h

Tesla Model S: prezzo, dimensioni, caratteristiche 4

Tesla Model S

Al secondo posto della nostra classifica troviamo una “tranquilla” berlina. Si tratta della Tesla Model S, che nella variante Plaid si trasforma in una vera e propria supercar in formato famiglia e a zero emissioni. A sua disposizione ci sono 1.020 Cv, che bastano a lanciare la tre volumi di palo alto da 0 a 100 km/h in soli 2,1 secondi. Di tutto rispetto anche la velocità massima, che si attesta sui 322 km/h.

  • Potenza: 1.020 CV
  • 0-100 km/h: 2,1 secondi
  • V-max: 322 km/h

Tesla Model X: prezzi, dimensioni e caratteristiche 12

Tesla Model X

E dopo una berlina, in questa top 5 c’è spazio anche per un Suv. Si tratta della Tesla Model X. La variante più estrema del Suv di Elon Musk è spinta da ben tre motori molto particolari, con rivestimento in fibra di carbonio, in grado di sviluppare insieme una potenza massima di ben 1.020 CV, sufficienti a spingere la Model X da 0 a 100 km/h in appena 2,6 secondi. Un record assoluto per la categoria.

  • Potenza: 1.020 CV
  • 0-100 km/h: 2,6 secondi
  • V-max: 262 km/h

Maserati GranTurismo Folgore: prezzi, dimensioni e caratteristiche 5

Masertati GranTurismo Folgore

Spazio ad un po’ di orgoglio tutto italiano. La Maserati GranTurismo Folgore sarà in vendita a partire dal prossimo anno e appena arriverà nelle concessionarie, sarà tra le elettriche più veloci sul mercato. Batteria da circa 90 kWh, tre motori elettrici e ben 1.200 CV di potenza massima, per uno scatto da 0 a 100 km/h in soli 2,7 secondi. Il tutto, mentre si corre guida immersi nel lusso e nell’eleganza che solo Maserati sa regalare.

  • Potenza: 1.200 CV
  • 0-100 km/h: 2,7 secondi
  • V-max: 230 km/h

Porsche Taycan: esterni

Porsche Taycan

Chiude la nostra speciale classifica un’altra berlina con tanta voglia di essere una supercar. Si tratta della Porsche Taycan in versione Turbo S. Si tratta della più potente della gamma e grazie alla trazione integrale e al cambio a due rapporti (una vera rarità tra le elettriche) è capace di raggiugere i 100 km/h in soli 2,8 secondi. Il tutto con famiglia e bagagli al seguito.

  • Potenza: 761 CV
  • 0-100 km/h: 2,8 secondi
  • V-max: 260 km/h

Incentivi auto: perché non funzionano

Hyundai Kona elettrica: prezzi, caratteristiche e scheda tecnica 8

Ad ormai qualche mese dal varo dei nuovi incentivi messi in campo dal governo per rilanciare e sostenere la vendita di vetture a basso impatto ambientale, pare piuttosto chiaro che l’obiettivo non sia stato centrato.
Il problema non sono tanto i fondi in termini di quantità di denaro stanziato, quanto i limiti imposti per l’erogazione di questi.

Incentivi auto: la situazione attuale

Ma andiamo per gradi ed analizziamo la situazione servendoci dei dati disponibili sul sito del Mise. I fondi per la prima fascia di emissioni, quella sugli autocarri e sulle auto con emissioni comprese tra i 61 e i 135 g/km di CO2, é andata esaurita quasi subito. Al contrario, quella per le auto con emissioni comprese tra 21-60 g/km di CO2 (quella pensata per le plug-in per intenderci) e ancor più quella dedicata alla fascia 0-20 g/km di CO2, studiata in primo luogo per le elettriche, restano ancora quasi intatte in termini di budget. Nello specifico, per la fascia 21-60 g/km di CO2 restano ancora 198.053.250 euro, mentre per quella 0-20 g/km di CO2 ne restano 177.091.000 euro.

  • Fascia 61 e i 135 g/km CO2: terminata
  • Fascia 21-60 g/km CO2: 198.053.250 € residui (stanziati 213.750.000 €)
  • Fascia 0-20 g/km CO2: 177.091.000 € residui (stanziati 209.000.000 €)

Tesla: i Supercharger aprono anche alle auto elettriche di altri marchi 1

Incentivi auto: soglia di spesa troppo bassa

Il motivo del mancato successo degli incentivi auto 2022 é da ricercare nel posizionamento di questi. Per quanto concerne l’auto elettrica, questi sono erogabili unicamente a fronte dell’acquisto di un veicolo nuovo con un prezzo non superiore ai 35.000 euro + IVA. Una cifra decisamente troppo bassa, che esclude dal bonus una fetta enorme dei veicoli oggi disponibili. Basti pensare che in questa digli a di prezzo rientrano appena il 30% dei veicoli elettrici oggi in commercio.

Incentivi auto: non per tutti

Ma non é tutto. Un altro elemento che ha condizionato notevolmente il successo di questa nuova tornata di incentivi é rappresentato dalla non disponibilità di questi per le flotte e le persone giuridiche. Un elemento questo che ha inciso moltissimo in un paese come il nostro in cui, il peso delle flotte e dei noleggi é pari ad un terzo dell’intero volume di mercato. Nel primo semestre del 2022 le auto aziendali hanno avuto una quota di mercato pari al 6%, il noleggio a lungo termine del 21,2% e quello a breve termine del 4,5%.

Incentivi auto: i cinque modelli elettrici con più autonomia da comprare

Hyundai Kona elettrica: prezzi, caratteristiche e scheda tecnica 2

I nuovi incentivi governativi 2022 sono stati riproposti allo scopo di accelerare la transizione ecologica e di aiutare gli automobilisti a sostituire la loro vettura termica con una meno inquinante. Parlando di auto elettriche, uno dei maggiori scogli all’acquisto è rappresentato, oltre che dal prezzo, dall’autonomia.

Sono molti, infatti, coloro che temono di non riuscire ad arrivare a destinazione o di non trovare una colonnina per ricaricare la propria auto in tempi ragionevoli. Tanto che si parla proprio da ansia da autonomia e ansia da ricarica. È anche vero, però, che la maggior parte delle persone che si convincono a passare a un’auto a batteria, scoprono poi di aver sollevato problemi di facile soluzione, salvo casi particolari.

La nostra top five

Guardando a quanto è presente sul mercato oggi, inoltre, si scopre che nell’ecobonus, che è richiedibile solo per l’acquisto di un’auto elettrica che costa meno di 35.000 euro più Iva (tradotto: 42.700 euro Iva inclusa), modelli che percorrono tanti chilometri con una sola ricarica non mancano. Ecco un elenco dei primi cinque in ordine di percorrenza.

Hyundai Kona elettrica: prezzi, caratteristiche e scheda tecnica 4

Hyundai Kona EV

È stata una delle prime auto elettriche a presentarsi sul mercato quando questo tipo di alimentazione ha iniziato a prendere piede, almeno sulla carta, tra gli automobilisti. Lo dimostra il fatto che la Hyundai Kona è già arrivata al momento del facelift, operazione alla quale si è sottoposta di recente. L’elettrica coreana è disponibile a listino con due tagli di batteria – da 39,2 kWh e da 64 kWh – e, con il più generoso, pur contando su prestazioni di rilievo, considerando che eroga 204 CV di potenza e 395 Nm di coppia, percorre, secondo quanto dichiarato in fase di omologazione WLTP, 484 km con una sola ricarica.

  • Batteria: 64 kWh
  • Autonomia: 484 km
  • Prezzo con incentivi: 39.600 euro
  • Prezzo con incentivi più rottamazione: 37.600 euro

Kia e-Niro: prezzi, dimensioni e caratteristiche 12

Kia e-Niro

Frutto della stessa operazione che ha portato alla nascita della Hyundai Kona, la Kia e-Niro condivide con la cugina la meccanica e la piattaforma. Anch’essa sul mercato da tempo, si accinge al salto generazionale con un modello completamente rinnovato. Per ora, però, a listino c’è la prima generazione, che con il pacco batteria da 64 kWh promette un’autonomia di 452 km. Prezzo di partenza: 40.850 euro, ma con incentivi e rottamazione si scende sotto i 36.000 euro. Per la precisione, 35.850 euro.

  • Batteria: 64 kWh
  • Autonomia: 455 km
  • Prezzo con incentivi: 37.850 euro
  • Prezzo con incentivi più rottamazione: 35.850 euro

Kia e-soul

Kia Soul

Terza rappresentante della specie, la Kia Soul fa anch’essa parte della gamma a zero emissioni progettata dal gruppo Hyundai-Kia. La Soul, a differenza di Kona e Niro, con la terza generazione è solo più elettrica (le altre due sono modelli multialimentazione a tutti gli effetti con anche versioni ibride e termiche). Vista la base comune, anch’essa ha due tagli di batteria e anch’essa, con quello più grande, sfoggia una capienza di 64 kWh. Forme squadrate e dimensioni diverse abbassano l’autonomia a 452 km.

  • Batteria: 64 kWh
  • Autonomia: 452 km
  • Prezzo con incentivi: 37.950 euro
  • Prezzo con incentivi più rottamazione: 35.950 euro

Volkswagen ID.3: prezzo, dimensioni e caratteristiche 2

Volkswagen ID.3

L’auto della rivoluzione a zero emissioni per il gruppo Volkswagen, la ID.3 è il primo modello ad essere arrivato sul mercato con la piattaforma MEB, che per auto elettriche è stata progettata fin dall’origine. L’auto, proprio grazie alla piattaforma su cui nasce, offre una batteria modulare: si può scegliere tra tre tagli diversi, da 45, da 58 e da 77 kWh, ma con la più grande si sfora la soglia che dà accesso all’incentivo. Scegliendo la batteria da 58 kWh si può fare affidamento su percorrenze di 419 km, naturalmente sempre tenendo conto del dato omologato.

  • Batteria: 58 kWh
  • Autonomia: 419 km
  • Prezzo con incentivi: 36.950 euro
  • Prezzo con incentivi più rottamazione: 34.950 euro

Cupra Born: prezzi, dimensioni e caratteristiche 15

Cupra Born

Sorella della Volkswagen ID.3, la Cupra Born sfrutta anch’essa la piattaforma MEB. Base comune porta per forza di cose a prestazioni simili. L’auto, anch’essa a trazione posteriore e anch’essa con 204 CV di potenza, ha un’autonomia di 417 km. A differenza della ID.3, per sottolineare una maggiore vocazione sportiva, offre una funzione boost che non cambia le percorrenze ma che a richiesta alza la potenza a 231 CV. Costa 1.000 euro.

  • Batteria: 58 kWh
  • Autonomia: 417 km
  • Prezzo con incentivi: 36.700 euro
  • Prezzo con incentivi più rottamazione: 34.700 euro

Incentivi auto: i cinque migliori modelli elettrici da comprare

Fiat 500 elettrica: prezzo, dimensioni e caratteristiche 40

Con la nuova tornata di incentivi, le vetture maggiormente prese in esame dal governo sono state (ovviamente) quelle elettriche. L’obiettivo, con questa nuova infornata di bonus, è quello di spingere gli automobilisti italiani a scegliere vetture quanto più possibile elettrificate o, possibilmente, elettriche. Per questo motivo, proprio alle vetture “alla spina” è stato destinato il bonus più alto.

Per i veicoli rientranti nella fascia di emissione che va da 0 a 20 grammi di CO2 al chilometri è stato infatti previsto un incentivo di 3.000 euro per l’acquisto di una vettura nuova. Se poi di ha una vettura da rottamare appartenente alla classe di emissione Euro 4 o inferiore, il bonus sale fino a 5.000 euro. Il tutto, però, subordinato ad un prezzo di listino dell’auto che si intende comprare non superiore a 35.000 euro più Iva, ovvero 42.700 euro.

La nostra Top Five

Ecco quindi i cinque modelli secondo noi più interessanti da acquistare sfruttando il bonus. Questo, tenendo presente che il tetto massimo di spesa è stato abbassato rispetto allo scorso anno: una manovra che ha fatto si che molti altri modelli molto interessanti siano rimasti fuori non solo dalla nostra top five, ma anche dagli stessi incentivi governativi.

Dacia Spring: prezzo, dimensioni e caratteristiche 3

Dacia Spring

Il primo modello che vi suggeriamo è anche uno dei più economici in assoluto oggi sul mercato delle elettriche. Si tratta della Dacia Spring. La piccola rumena a batteria è un modello pratico e concreto, pensato per muoversi prevalentemente in città. Sacrificando qualcosa in termini di comfort e contenuti, la Spring riesce a tenere molto basso il peso, potendo così contare su ottimi consumi.

  • Batteria: 27.4 kWh
  • Autonomia: 225 km
  • Prezzo con incentivi: 15.650 euro

Fiat 500 elettrica: prezzo, dimensioni e caratteristiche 47

Fiat 500e

La Fiat 500 elettrica è sicuramente una delle auto a batteria più cool del momento. Disponibile con due tagli di batteria e con carrozzeria a due o tre porte, assicura un alto livello di qualità percepita, unita ad una serie di contenuti tecnologici inediti per il modello che, di fatto, rispetto alle varianti ad alimentazione tradizionale rappresenta davvero un’auto a se stante.

  • Batteria: 23,8 kWh – 42 kWh
  • Autonomia: 180 km – 320
  • Prezzo con incentivi:  da 22.000 euro

Nissan Leaf: prezzi, dimensioni e caratteristiche 4

Nissan Leaf

La Nissan Leaf è stata una delle capostipiti nel segmento delle vetture elettriche e non solo: è stata anche una delle antesignane del concetto di “elettrica a buona mercato”, in grado di trasformare l’auto elettrica da sfizio per pochi a concreta alternativa per una mobilità più sostenibile alla portata di molti. Tanto lo spazio a bordo e con una dinamica di guida in grado di restituire un ottimo comfort, può anche contare su una buona autonomia.

  • Batteria: 40 kWh
  • Autonomia: 378 km
  • Prezzo con incentivi: 27.200 euro

Hyundai Kona elettrica: prezzi, caratteristiche e scheda tecnica 4

Hyundai Kona

Il costruttore coreano è uno dei più attivi sul fronte dell’elettrificazione. Proprio la gamma della Kona, infatti, viene declinata un po’ in tutti i livelli di ibridazione disponibili, arrivando fino all’elettrico puro. In questa configurazione il Suv coreano è disponibile con due tagli di batteria e in abbinamento a quello più potente assicura una dinamica di guida inaspettata mente sportiva.

  • Batteria: 39,2 kWh – 64 kWh
  • Autonomia: 305 km – 484 km
  • Prezzo con incentivi: da 37.600 euro

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Skoda Enyaq iV, l'elettrica per tutte le necessità 2

Skoda Enyaq IV

Con i suoi 4,65 metri di lunghezza, la Skoda Enyaq assicura un’abitabilità da record grazie anche e soprattutto all’ottima gestione degli spazi interni e ad un vano di carico che in configurazione standard assicura una capacità di 585 litri. Tre i tagli di batteria disponibili, ma soltanto i due più piccoli rientrano negli incentivi.

  • Batteria: 55 kW – 70 kWh
  • Autonomia: 361 km – 412 km
  • Prezzo con incentivi: da 33.000 euro

Incentivi auto: prorogata a 270 giorni la consegna della vettura

Finanziamento auto tasso zero: ecco cosa sapere

C’è più tempo per l’immatricolazione di auto nuove che beneficiano degli incentivi statali. Il governo ha esteso da 180 a 270 giorni i termini per la conferma dell’operazione e la comunicazione degli estremi dell’acquisto. In questo modo l’esecutivo ha messo una pezza ai tempi di consegna delle auto, sempre più dilatati a causa della crisi dei microchip e del conflitto in Ucraina.

“Abbiamo dato seguito a un’esigenza sollevata da più parti”, le parole del ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, che ha sottolineato che la modifica contenuta nel decreto sulle semplificazioni fiscali “non prevede spese . L’attuale situazione oggettiva di carenza di alcune componenti ha reso necessario un provvedimento di urgenza per un termine generale più ampio”.

Incentivi auto: prorogata a 270 giorni la consegna della vettura

Cosa cambia per chi acquista un’auto

Dopo l’intervento del Governo, dalla firma del contratto all’immatricolazione dell’auto possono passare nove mesi e non più sei. Grazie all’aggiornamento della norma, i termini per la conferma dell’operazione e per la comunicazione del numero di targa dell’auto nuova consegnata, nonché del codice fiscale dell’impresa costruttrice o importatrice del veicolo, decorrenti dalla prenotazione, passano da 180 a 270 giorni.

Il regolamento sugli incentivi prevedeva che i veicoli acquistati con gli aiuti statali dovevano essere immatricolati entro 180 giorni dalla data dell’ordine. In caso di mancata immatricolazione, si rischiava di perdere il contributo. In condizioni normali, la scadenza dei sei mesi sarebbe stata più che sufficiente, ma la guerra in Ucraina e soprattutto la crisi dei chip hanno obbligato le case automobilistiche a ricalcolare i piani di produzione delle vetture, con il conseguente allungamento dei tempi di consegna delle automobili. Questa situazione ha spinto varie associazioni di categoria a chiedere l’intervento del governo per la rimozione del limite dei 180 giorni inserito nel regolamento sugli incentivi 2022.

Ecobonus esaurito per la fascia 61-135 g/km di CO2

Gli incentivi per le automobili nella fascia 61-135 g/km di CO2 sono terminati dopo pochi giorni dall’entrata in vigore. Resta ancora l’ecobonus per veicoli 100% elettrici e plug-in.

  • Auto 0-20 g/km di CO2 (fino a 35.000 euro + Iva): 3.000 euro senza rottamazione; 5.000 euro con rottamazione (220 milioni di euro per il 2022)
  • Auto 21-60 g/km di CO2 (fino a 45.000 euro + Iva): 2.000 euro senza rottamazione; 4.000 euro con rottamazione (225 milioni di euro per il 2022).

Incentivi auto 2022: come chiedere il bonus

bonus-malus-rca

Dopo mesi di discussioni e rinvii, gli incentivi auto 2022 sono realtà. La cifra stanziata per quest’anno ammonta a 650 milioni di euro. Di seguito alcuni consigli su come acquistare un’automobile nuova usufruendo del bonus statale.

Il limite dei 180 giorni

Per beneficiare degli incentivi, l’auto deve essere immatricolata entro 180 giorni dalla prenotazione del contributo. In pratica chi acquista una vettura nuova deve sperare che il veicolo ordinato, e inserito dal concessionario nel portale delle prenotazioni del Mise, arrivi in tempo per essere targato entro i sei mesi previsti. I tempi di consegna ricoprono un’importanza fondamentale: ultimamente si sono allungati e a volte superano i sei mesi. Questi ritardi sono dovuti alla crisi dei chip, a cui si è aggiunta la carenza di cablaggi per auto elettriche che vengono prodotti principalmente in Ucraina. La mancanza di materie prime ha indotto alcuni costruttori a non accettare nuovi ordini per alcune auto elettriche.

6 step per comprare un’auto nuova da un concessionario

Firmare il contratto in anticipo

Per aggirare i lunghi tempi di consegna delle vetture nuove è possibile firmare il contratto di acquisto prima dell’entrata in vigore degli incentivi 2022, concordando con il venditore l’immediata prenotazione all’apertura della piattaforma web e la possibilità di annullare il contratto per firmarne un altro in caso di ritardi di consegna e immatricolazione. A questo proposito va ricordato che gli incentivi auto ci saranno anche nel 2023 e nel 2024. Gli automobilisti che hanno prenotato gli incentivi 2021 lo scorso novembre sono preparati ad annullare il contratto e a firmarne un altro, con il bonus 2022, se l’auto non dovesse arrivare entro i 180 che scadono a fine maggio. In entrambi i casi è fondamentale aggiungere una clausola che vincola l’acquisto della nuova vettura all’effettiva prenotazione dell’incentivo statale.

Acquistare un’auto in pronta consegna

Un’altra soluzione per accaparrarsi gli incentivi 2022 è comprare un veicolo disponibile in concessionaria e in pronta consegna. L’immatricolazione arriverebbe subito dopo la prenotazione del bonus, che varia da 2.000 a 5.000 euro. In questo caso, però, bisogna stare attenti: molto spesso le vetture disponibili nei saloni sono poche e vengono vendute a prezzi più alti e senza sconti. I ritardi nelle consegne rendono queste auto più appetibili grazie alla disponibilità immediata.

Una vettura in pronta consegna può raggiungere un prezzo maggiorato che annulla il vantaggio economico dell’incentivo statale, soprattutto se si acquistano auto a benzina, diesel, Gpl e metano che possono avere al massimo un bonus di 2.000 euro con rottamazione. Bisogna anche tenere in considerazione che le auto in esposizione, nella maggior parte dei casi, sono full optional e rischiano di superare il limite di spesa previsto per gli incentivi (35.000 euro e 45.000 euro – senza Iva e optional inclusi – a seconda della fascia di CO2).

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Attenti ai cali di prezzo “su misura”

Chi ha intenzione di acquistare un’automobile e vuole usufruire degli incentivi 2022 farebbe bene a tenere d’occhio i listini ufficiali dei produttori. Negli ultimi giorni alcuni modelli che superavano di poco il limite di 35.000 e di 45.000 euro (Iva esclusa) sono stati scontati in modo da poter rientrare nel bonus adottato dal governo. Nelle prossime settimane la stessa sorte potrebbe toccare a quelle vetture che al momento non rientrano nei limiti. Per non lasciarsi sfuggire l’occasione, il consiglio è di guardare spesso i siti internet ufficiali delle varie case automobilistiche e di andare dal concessionario.

Come è fatta un’auto elettrica

Auto elettrica: la batteria del futuro è allo stato solido

Fino a qualche tempo fa, era più facile incontrare per strada una supercar piuttosto che un’auto elettrica e molto spesso queste riuscivano ad attirare più sguardi di una Ferrari o una Lamborghini. Questo perché, inizialmente, i costruttori sceglievano design molto estrosi e futuristici per i loro modelli elettrici. Oggi però, le cose sono profondamente diverse e tutti i brand hanno scelto un approccio più “tradizionale” al design delle auto elettriche, questo per rendere più semplice e progressivo il passaggio alla mobilità a zero emissioni. Di fatto, però, le similitudini con un’auto ad alimentazione tradizionale si fermano qui, perché sottopelle, le auto elettriche sono profondamente diverse.

Ambiano sottopelle

Tanto per cominciare, le moderne auto elettriche tendono ad essere sviluppate su piattaforme appositamente sviluppate per fare posto unicamente a powertrain elettrici. Questo permette di ottimizzare molto gli spazi in favore del comfort dei passeggeri. Dal momento che la meccanica di un’auto elettrica è decisamente più compatta rispetto a quella di un’auto benzina o diesel, utilizzando una piattaforma “elettrica nativa” è possibile assicurare più spazio alla zona dell’abitacolo, a tutto vantaggio dello spazio a bordo.

Auto elettrica: la batteria del futuro è allo stato solido 2

I tre elementi fondamentali

Ma andiamo sul tecnico e vediamo come è fatta un’auto elettrica. Gli elementi che costituiscono una moderna EV sono di fatto tre: la batteria, il motore (o i motori nel caso dei modelli più potenti) e l’elettronica di potenza.

  • La batteria: è quella chiamata ad immagazzinare l’energia destinata a far muovere l’auto. Contrariamente con quanto accade sulle normali auto con motore endotermico, sulle elettriche ciò che determina le prestazioni del veicolo non è unicamente il motore, ma anche la stessa batteria. Le dimensioni e la capacità di questa determineranno non soltanto l’autonomia del veicolo, ma anche le prestazioni stesse.
  • Il motore: il propulsore di un’auto elettrica è profondamente diverso rispetto a quello di un’auto tradizionale, tanto nelle componenti, quanto nel funzionamento. Tanto per cominciare, è in grado di fornire tutta la potenza disponibile fin da 0 giri e potendo lavorare fino a regimi molto alti, anche superiori ai 10.000 giri, non necessità di un cambio, che qui è sostituito da un riduttore a ingranaggi dal rapporto fisso. A voler essere precisi, alcune auto elettriche sono dotate di un cambio, ma parliamo solo di modelli ad alte prestazioni, come la Porsche Taycan. Il motore è poi quello preposto anche al recupero dell’energia in fase di rilascio e frenata. In questi momenti, il propulsore inverte il suo funzionamento, trasformando così l’energia cinetica in chilometri in più di autonomia.
  • L’elettronica di potenza: anche nota come inverter, è la parte dell’auto elettrica chiamata a che gestisce i flussi di energia e trasforma la corrente continua in alternata e viceversa secondo le esigenze di motore e batteria.

Nissan Leaf: prezzi, dimensioni e caratteristiche 6

Diverse anche dentro

Altre piccole differenze su un’auto elettrica rispetto ad un modello benzina o diesel sono rappresentate dalla presenza di uno sportellino per la ricarica, solitamente posizionato nella parte anteriore del veicolo per facilitare il collegamento del veicolo ad una colonnina. Molti modelli sono dotati di due prese, una per la ricarica lenta, come quella domestica, e una per la ricarica fast alle colonnine. Cambiano leggermente anche gli interni, soprattutto la strumentazione, che sulle elettriche non mostra elementi come i giri motore, sostituendoli con altri più funzionali alla guida a zero emissioni, come l’indicatore dell’autonomia residua e quello sullo stile di guida, per tenere sempre sotto controllo il proprio livello di efficienza al volante.

Auto elettrica: quanto costa davvero ricaricare?

Ricarica auto elettrica: ecco i prezzi e i tempi per la ricarica

Le auto elettriche costano di più delle auto tradizionali. Ma le auto elettriche costano anche di meno delle auto tradizionali. Come è possibile? Dipende da che punto si guarda alla questione. Una vettura alimentata a batteria ha un prezzo di listino generalmente più alto di un’equivalente modello con motore diesel o benzina. Gli incentivi, rinnovati anche per questo 2022, servono anche a ristabilire una parità fino a quando innovazioni tecniche ed economie di scala non la renderanno possibile.

Ma una volta acquistata, un’auto elettrica costa meno di un’auto cosiddetta ICE (Internal Combustion Engine). Sia per la minore manutenzione, sia per la riduzione della spesa sul “carburante”. Ma quanto costa l’energia necessaria per viaggiare con un’auto a batteria?

Ricarica pubblica o privata

Partiamo da una considerazione generale. Per ricaricare la batteria di una vettura a zero emissioni ci sono due strade: la ricarica privata o la ricarica pubblica. Nel primo caso, come si intuisce, si sfrutta la normale rete elettrica domestica, nel secondo ci si attacca a colonnine gestite da vari provider di energia.

La ricarica a casa, tramite wallbox o tramite semplice presa di corrente, ha un costo che, tenendo conto dei recenti rincari, si aggira intorno ai 25 e i 30 centesimi di euro per kWh. Più caro è il costo della ricarica pubblica, che varia molto da operatore a operatore, anche in base alla potenza erogata dalla colonnina. Diciamo che il range di spesa va da 40 a 80 centesimi di euro per kWh. In realtà, per avere una fotografia abbastanza realistica di quanto si spende, considerando che chi ha un’auto elettrica di solito sfrutta abbonamenti o convenzioni, si può considerare 45 centesimi un valore medio attendibile.

accordo Enel-Honda per ricarica intelligente auto elettriche

Facciamo due calcoli

Il conto di quanto si spende per una ricarica completa, dunque, è presto fatto: basta moltiplicare il costo dell’energia di casa o dell’infrastruttura pubblica per i kWh di capacità della batteria dell’auto elettrica che si vuole prendere in considerazione per avere un valore abbastanza preciso di quanto si spende per un pieno. A quel punto, si guarda il valore dell’autonomia dell’auto in questione per capire quanto si spende per percorrere 100 km e fare così un raffronto con vetture tradizionali.

Facciamo qualche esempio partendo dalla ricarica domestica. Per una smart EQ fortwo: l’elettrica più compatta del mercato, per percorrere 100 km si spendono circa 3,5 euro. Poco di più, 3,6 euro circa, si spendono con una Fiat 500 elettrica mentre il costo sale a 3,7 euro circa se si prende in considerazione un’elettrica di fascia medio alta come la Tesla Model 3. Un Suv come la Volkswagen ID.4, nelle sue versioni di punta, arriva a 4,1 euro. Le stesse auto, rivolgendosi alla ricarica pubblica, arrivano rispettivamente a 5,25 (smart), 5,4 (500), 5,5 (Model 3) e 6,1 euro (ID.4).

Tesla: i Supercharger aprono anche alle auto elettriche di altri marchi

Conviene davvero?

Da tenere a mente, però, che chi guida un’auto elettrica ha la tendenza a non ricaricare esclusivamente a casa o alla colonnina pubblica ma, verosimilmente, si rivolge all’una o all’altra in base alle situazioni. Questo implica che vada a spendere, in base al modello, cifre comprese tra i valori indicati sopra.

Ma prendiamo alcune vetture equivalenti ad alimentazione tradizionale. La Volkswagen Tiguan, ad esempio, che rappresenta l’alternativa ICE alla ID.4 all’interno della gamma della Casa di Wolfsburg. Nella sua versione 1.5 TSI da 150 CV a benzina dichiara un consumo di 6,5 l/100 km mentre nella sua versione 2.0 TDI 1150 CV a gasolio si attesta intorno ai 5,5 l/100 km. Con i prezzi attuali dei carburanti per percorrere 100 km si devono mettere in conto rispettivamente 11 euro e 9,5 euro.

Un’utilitaria come la Fiat Panda, che è l’auto più venduta in Italia, nella sua versione 1.0 Hybrid Red (non è più disponibile con alimentazione strettamente termica), con un consumo di 5 l/100 km deve far mettere in conto almeno 8,5 euro per percorrere 100 km.

Insomma, tutto sommato, viaggiare in elettrico, salvo casi estremi (come ad esempio il fatto di ricaricare esclusivamente presso colonnine pubbliche ad alta potenza e senza alcun tipo di abbonamento) conviene parecchio.

Incentivi auto 2022: le novità della Legge di Bilancio

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Il governo ha approvato i nuovi incentivi 2022 per le auto a basse emissioni, che permettono di risparmiare sull’acquisto di un nuovo veicolo ecologico soprattutto se contemporaneamente si rottama un vecchio mezzo inquinante (Euro 0-5).  A differenza degli anni scorsi, però, quest’anno non sono previsti contributi per l’acquisto di auto usate, indipendentemente dalla classe emissiva. Continuano, invece, i sussidi per chi sceglie di installare una colonnina elettrica o per eseguire il retrofit elettrico.

INDICE
Nuovi incentivi auto: cosa dice la Legge di Bilancio 2022
 Incentivi colonnine elettriche 2022
 Il bonus fiscale per l’installazione di motori elettrici
Incentivi auto 2021: gli ecobonus dello scorso anno
 Incentivi rottamazione auto 2021
 Che fine ha fatto l’ecotassa?
 Incentivi auto elettriche

L’ultimo DPCM stanzia i fondi necessari a coprire gli incentivi per l’acquisto di auto a basse emissioni per tutto il triennio 2022-2024, legando in alcuni casi il contributo alla rottamazione di un veicolo inquinanteIl governo ha previsto tre differenti fasce di emissioni per differenziare i contributi: 0/20 g/Km di CO2, 21/60 g/kM di CO2 e 61/135 g/Km di C02. 

Chi acquista un veicolo di prima fascia, che emette da 0 a 20 g/km di CO2, ha diritto a un contributo di 3.000 €, somma che sale a 5.000 € in caso di rottamazione di un’auto inquinante (Euro 0-5). In questa categoria emissiva rientrano i veicoli elettrici puri e le più efficienti vetture ibride plug-in.

Per l’acquisto di un veicolo della seconda fascia emissiva, che comprende principalmente vetture plug-in con emissioni di CO2 comprese tra 21 e 60 g/km, è previsto un incentivo di 4.000 € se con auto da rottamare. Il contributo, però, scende a 2.000 € se non si possiede una vecchia auto inquinante da sostituire.

Infine, per la terza fascia, che include quelle vetture che emettono da 61 a 135 g/km di CO2, è previsto un contributo esclusivamente in caso di rottamazione di un veicolo maggiormente inquinante, per un ammontare di 2.000 €. In questa categoria rientrano auto di tutte le motorizzazioni: ibride, benzina, diesel, metano, GPL.

Sono previsti anche dei tetti di spesa: il prezzo del veicolo non può superare i 35.000 € se di prima o di terza fascia, mentre il tetto si alza a 45.000 € in caso di mezzo di seconda fascia. Questi limiti sono calcolati escludendo IVA, IPT e messa su strada.

g/km CO2 Motorizzazione Incentivo 2022
Tetto di spesa
  con rottamazione senza rottamazione escluso IVA, IPT e messa su strada
0-20 elettrica, plug-in 5.000 € 3.000 € 35.000 €
21-60 plug-in 4.000 € 2.000 € 45.000 €
61-135 ibride, benzina, diesel, metano, GPL 2.000 € 35.000 €

Infine, nel decreto il governo ha stanziato delle risorse anche per incentivi ai veicoli commerciali di categoria N1 e N2, con contributi che vanno dai 4 ai 12 mila euro a seconda della categoria e della classe emissiva.

Ben diversa, invece, è la questione in merito agli incentivi per l’installazione di colonnine elettriche poiché la legge di Bilancio ha prorogato fino al 2024 il bonus con un incentivo pari al 40% delle spese sostenute per l’acquisto e l’installazione di colonnine e infrastrutture di ricarica per auto elettriche. L’80% dei fondi è destinato agli interventi delle imprese, con valore complessivo inferiore a 375 mila euro, mentre alle installazioni richiedenti cifre superiori è destinato il 10%. Per le persone fisiche, invece, i fondi a disposizione sono pari a 9 milioni di euro. 

Inoltre, l’installazione delle colonnine elettriche nella propria residenza viene anche coperta dal Bonus 110%: nel caso si acceda il bonus eseguendo uno degli interventi trainanti necessari (come il cappotto termico dell’edificio), si può inserire nel progetto anche l’installazione di una stazione di ricarica, ottenendo un rimborso di importo maggiore della spesa.

Altra misura confermata, e prorogata fino al 31 dicembre 2022, è quella relativa al retrofit elettrico. Con questo termine si intende l’installazione di un motore elettrico al posto di uno termico, diesel o benzina. Il bonus fiscale previsto è pari al 60% della spesa totale per un contributo massimo di 3.500 €. Inoltre è previsto anche un contributo pari al 60% delle spese relative all’imposta di bollo per l’iscrizione al Pubblico registro automobilistico, all’imposta di bollo e all’imposta provinciale di trascrizione. 

Sino allo scorso anno, oltre agli incentivi previsti per l’acquisto di auto nuove a basse emissioni, si poteva usufruire di ecobonus per l’acquisto di vetture usate poco inquinanti. Lo scopo del legislatore è stato quello di svecchiare il parco auto circolante nel nostro Paese e spingere gli automobilisti verso vetture meno inquinanti.

Quest’anno, tuttavia, le vetture usate non rientrano più tra i veicoli coperti dagli incentivi per le auto ecologiche. Inoltre, i contributi previsti per quest’anno hanno dei massimali più bassi dello scorso anno, a causa dei minori fondi stanziati.

Nello specifico, nel 2021 per l’acquisto di una vettura con emissioni da 0 a 20 g/Km, e contestuale rottamazione, era previsto un incentivo pari a 10.000 euro, mentre l’importo calava a 6.000 euro senza rottamazione, Per le vetture con emissioni da 21 a 60 g/Km l’incentivo variava da 6.500 euro con rottamazione sino a 4.500 senza rottamazione, mentre per l’ultima categoria di auto, con emissioni da 61 a 135 g/Km, l’unico incentivo possibile era quello di 3.500 euro esclusivamente con rottamazione. 

Per l’acquisto di auto usate rientranti nella classe di emissioni da 0 a 60 g/km, in caso di rottamazione, l’incentivo disponibile era pari a 2.000 euro, mentre calava rispettivamente a 1.000 e 750 euro per l’acquisto di auto usate rientranti nella classe di emissione 61-90 g/Km e 91-160 g/Km. In entrambi casi è necessaria la rottamazione.  

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Nella nuova legge di Bilancio 2022 non è stata inclusa la cosiddetta ecotassa. Questa rappresentava un balzello da pagare una tantum al momento dell’acquisto che andava a colpire le vetture maggiormente inquinanti costringendo il proprietario a versare un importo da 1.100 euro a 2.500 euro. L’esclusione dell’ecotassa dalla legge di Bilancio non ha però impedito che questa misura potesse essere riproposta. In effetti, una specie di ecotassa è presente anche nel nuovo Decreto Energia approvato a fine marzo, ma non se ne conoscono ancora i dettagli.

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L’acquisto di auto elettriche viene incentivato anche quest’anno grazie ai finanziamenti governativi. I veicoli a impatto zero rientrano nella prima fascia emissiva, che permette di accedere a un contributo di importo variabile tra i 3.000 € e, in caso di rottamazione di un vecchio mezzo inquinante, i 5.000 €. Per accedere a questo contributo, tuttavia, la spesa per il nuovo veicolo non deve superare i 35.000 € (IVA, IPT e messa su strada escluse). L’importo dell’incentivo è più basso rispetto ai precedenti pacchetti di sussidi per l’acquisto di auto elettriche, ma è comunque piuttosto sostanzioso.

Cose da sapere

Sono previsti incentivi auto per il 2022?

Nella Legge di Bilancio 2022 sono stati previsti nuovi incentivi per l’acquisto di auto elettriche, ibride, plug-in ed Euro 6 di nuova generazione. Previsti anche gli incentivi relativi all’installazione di colonnine elettriche e una proroga dei termini per usufruire dell’incentivo al retrofit elettrico. Spariscono, invece, i finanziamenti per l’acquisto di veicoli usati a basse emissioni.

Cosa prevedono gli incentivi sulle colonnine elettriche?

La legge di Bilancio ha prorogato fino al 2024 il bonus con un incentivo pari al 40% delle spese sostenute per l’acquisto e l’installazione di colonnine e infrastrutture di ricarica per auto elettriche. Per le persone fisiche, invece, i fondi a disposizione sono pari a 9 milioni di euro. Inoltre, l’installazione di colonnine elettriche è anche uno degli interventi coperti dal Bonus 110%.

Cosa prevedono gli incentivi sull’installazione di motori elettrici?

Gli incentivi fiscali relativi al cosiddetto retrofit sono stati prorogati fino al 31 dicembre 2022. Con questo termine si intende l’installazione di un motore elettrico al posto di uno termico. Il bonus fiscale previsto è pari al 60% per una spesa massima ammissibile di 3.500 euro

Incentivi auto 2022: al via con un fondo da 650 milioni di euro

Ecobonus

Dopo tanta attesa arriva finalmente l’ok del governo agli incentivi per l’acquisto di auto nuove con un bonus che, ancora una volta, viene assegnato sulla base del livello di emissioni del veicolo e della presenza o meno di una vettura da rottamare.

Sono stati stanziati ben 650 milioni di euro per far fronte ai nuovi incentivi, che da metà maggio circa potranno essere applicati a qualsiasi tipo di automobile, indipendentemente dal tipo di alimentazione. Quindi, non rientrano soltanto i modelli completamente elettrici o ibridi, ma anche quelli benzina e diesel.

I contenuti del Dpcm

Anche per questa nuova tornata di incentivi, il bonus viene calcolato sulla base del livello di emissioni del veicolo che si intende acquistare. Questo, infatti, viene erogato unicamente per modelli con livelli di emissioni comprese tra 0 e 135 g/km di CO2. Ma non è tutto: per poter accedere agli incentivi, l’auto che si intende acquistare non deve avere un prezzo superiore a 35.000 euro IVA esclusa per modelli con emissioni comprese tra 0 e 20 g/km e tra 61 e 135 g/km e di 45.000 euro sempre IVA esclusa per vetture con emissioni comprese tra 21 e 60 g/km. L’ulteriore sconto previsto se si rottama un’auto usata, invece, si ha nel caso in cui si intenda rottamare un’auto di proprietà da almeno 12 mesi e rientrante nella fascia di omologazione da Euro 0 a Euro 5.

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Fascia 0-20 g/km

I modelli che con più facilità rientrano nei nuovi incentivi 2022 sono naturalmente quelli elettrici e plug-in, quelli cioè che rientrano nella fascia di emissioni 0-20 g/km. Per le prime è stato stanziato un fondo di 220 milioni, mentre per le seconde di 225 milioni. Queste vetture hanno accesso ad un bonus di 5.000 euro in caso di rottamazione, che scende a 3.000 euro in caso non si abbia un veicolo usato da rottamare. Il tutto però, con un tetto massimo di spesa di 35.000 euro IVA esclusa.

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Fascia 21-60 g/km

Il secondo scaglione degli incentivi 2022 è quello rappresentato ad ogni unicamente da alcuni modelli plug-in, in grado di rientrare nella fascia 21-60 g/km di CO2. Per queste vetture lo sconto in caso di rottamazione è di 4.000 euro che scende a 2.000 euro senza rottamazione. Il tutto a fronte di una spesa massima di 45.000 euro IVA esclusa.

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Fascia 61-135 g/km

Per l’ultimo scaglione, quello con emissioni comprese fra 61 e 135 g/km di CO2, sono stati stanziati 170 milioni di euro. In questa fascia rientrano moltissime vetture con un livello di elettrificazione più leggero, ma anche tanti modelli benzina, diesel, GPL e metano. In questo caso l’incentivo ammonta a 2.000 euro ma solo in caso di rottamazione. Il tutto a fronte di una spesa massima di 35.000 euro IVA esclusa.

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Tabella riassuntiva

Ecco lo schema degli incentivi auto 2022.

Emissioni 0-20 g/km 21-60 g/km  61-135 g/km
Limite di spesa 35.000 euro IVA esclusa 45.000 euro IVA esclusa 35.000 euro IVA esclusa
Bonus senza rottamazione 3.000 euro 2.000 euro
Bonus con rottamazione 5.000 euro 4.000 euro 2.000 euro