Candelette auto: cosa sono e a cosa servono

Candelette auto: cosa sono e a cosa servono 1

Anche se ogni automobilista ha il suo meccanico di fiducia, è sempre bene sapere come funziona il proprio veicolo per poterlo mantenere nella migliore delle condizioni possibili. Una delle componenti spesso più sconosciute sono le candelette presenti sulle vetture diesel. In questa breve guida, rispondiamo a tutte le domande su questi elementi fondamentali per il corretto funzionamento dei propulsori a gasolio.

 INDICE
Cosa sono le candelette?
A cosa servono le candelette?
Candelette: emissioni e rumore
Spia candelette 
Quando controllare e come cambiare le candelette 

In breve, le candelette presenti sui veicoli diesel sono degli elementi incandescenti posti vicino agli iniettori dei motori a gasolio, che favoriscono l’accensione del carburante a motore freddo. Queste vengono alimentate direttamente dall’impianto elettrico dell’auto, entrando in funzione e riscaldandosi velocemente nel momento in cui si mette in moto. Le candelette diesel non vanno quindi confuse con le candele d’accensione dei propulsori a ciclo Otto, che producono una scintilla per incendiare il combustibile.

Così su due piedi, le candelette potrebbero sembrare inutili: infatti, i motori a gasolio funzionano grazie alla combustione spontanea del diesel quando viene compresso. Tuttavia, quando le temperature sono molto rigide, l’autocombustione del gasolio può non essere così immediata.

Proprio questo è il compito delle candelette: riscaldandosi molto in un breve lasso di tempo (tra i 3 e i 5 secondi) facilitano la combustione del diesel, garantendo una veloce accensione del motore in ogni condizione, anche quando la temperatura esterna è molto bassa.

In realtà, nei motori diesel di ultima generazione le candelette potrebbero anche non essere impiegate, dal momento che i propulsori moderni possono avviarsi autonomamente anche in caso di temperature esterne particolarmente basse. Tuttavia, i costruttori hanno optato per mantenerle perché queste svolgono altre due importanti funzioni. Per primo, riescono ad aumentare l’efficienza del motore, che grazie ad esse si accende con più facilità contribuendo a ridurre le emissioni. Secondo, la maggior facilità di accensione implica una minore rumorosità, aumentando il comfort di bordo.

Se possiedi una vettura con motore diesel avrai certamente notato che nel cruscotto è presente una spia gialla che sembra una molla (in foto): quella è la spia delle candelette. Se queste funzionano correttamente, la spia si accenderà esclusivamente al momento dell’avvio del motore, restando accesa solo per qualche secondo.

Infatti, la spia si accende per segnalare che le candelette sono entrate in funzione, riscaldandosi e aiutando nella fase di accensione del motore a freddo. Si spegne, invece, quando il propulsore ormai caldo non ha più bisogno del supporto di altri elementi incandescenti, innescando solo con la pressione la combustione del diesel.

Qualora il simbolo delle candelette dovesse accendersi nel corso della marcia, fai attenzione: significa che queste non stanno funzionando correttamente e pertanto si deve procedere a farle controllare.

Normalmente, questi elementi hanno una durata molto prolungata, circa 100.000 km, e in caso di problemi puoi scegliere due soluzioni per la sostituzione: rivolgerti ad un meccanico o il fai da te. Nel secondo caso, ecco tutti i passi da seguire per controllare le candelette diesel. Se hai un tester a disposizione, posiziona il puntale rosso sul segnale positivo della batteria e quello nero sulla singola candeletta. Se, quando avrai compiuto questa operazione, non sentirai alcun suono provenire dal tester, dovrai sostituire le candelette. Sarà sufficiente usare uno spray lubrificante per agevolare lo smontaggio e una chiave a bussola lunga per poterle raggiungere.

È importante smontare tutte le candelette nello stesso momento, anche se il tester ha rilevato il malfunzionamento di una sola, in modo da evitare il ripresentarsi del problema dopo pochi chilometri e fare in modo che la vettura disponga della stessa resistenza interna per tutte le candelette. Il costo candele auto non è eccessivo ed in genere si aggira sui 15 euro ciascuna. Ovviamente, qualora l’operazione di sostituzione candelette dovesse essere compiuta da un meccanico è necessario aggiungere a questo importo anche quello della mano d’opera.

Cambio olio motore: a cosa serve, quando farlo e costi

Ogni quanto cambiare l'olio al motore della propria auto

Per garantire la piena efficienza della propria vettura e così estenderne al massimo la vita è fondamentale una regolare manutenzione. Tra le pratiche più importanti da rispettare per proteggere le componenti essenziali di un’auto troviamo la sostituzione dell’olio del motore, da effettuarsi periodicamente per evitare usura eccessiva e malfunzionamenti del “cuore” di ogni veicolo. In questa piccola guida trovate tutto ciò che c’è da sapere per procedere al cambio olio auto.  

INDICE
Olio auto: cos’è e a cosa serve
Cambio olio auto: ogni quanto farlo?
Spia olio macchina: cosa vuol dire quando è accesa?
Come cambiare l’olio motore
Quanto olio va nel motore?
Cambio olio motore diesel
Cambio olio motore benzina
Cambio olio: costo
Tipo olio motore
Filtro olio motore: quando cambiarlo

Quando parliamo di olio auto ci riferiamo al liquido necessario a lubrificare le componenti meccaniche del propulsore. L’olio del motore è composto essenzialmente da una base idrocarburica e da una serie di additivi, presenti in genere dal 10 al 30%, che possono essere di origine minerale, sintetica o semi-sintetica: la scelta di una miscela piuttosto che un’altra dipenderà sostanzialmente dall’età dell’auto e dal tipo di alimentazione. Quest’olio, quindi, protegge le superfici metalliche dalla corrosione, mantiene puliti i componenti con i quali entra in contatto per creare meno residui di combustione possibili e contribuisce a regolare la temperatura del propulsore. 

È buona prassi cambiare con una certa frequenza l’olio motore del proprio veicolo: in genere, si consiglia di effettuare un ricambio completo ogni 15.000 km percorsi. Tuttavia, come spesso accade, indicazioni più precise e specifiche per ogni tipo di vettura sono contenute nel libretto d’uso e manutenzione dell’auto. Inoltre, si consiglia di controllare regolarmente il livello di olio motore presente, così da evitare problemi al propulsore in caso di quantità insufficiente del lubrificante. 

Un’indicazione importante sulla quantità di olio motore della nostra auto ci viene data dalla spia dell’olio che troviamo nel cruscotto di tutte le auto. Come abbiamo accennato in precedenza, il controllo del livello dell’olio motore è fondamentale per evitare che le componenti meccaniche subiscano danneggiamenti.

Olio motore auto: quando cambiarlo? Ecco tutti i consigli da seguire

La spia rossa, dalla caratteristica forma di un’antica lampada ad olio, si accende quando la pressione dell’olio è insufficiente. A quel punto, è bene fermare il mezzo che si conduce il prima possibile e procedere al più presto al rabbocco (o all’eventuale sostituzione) dell’olio motore.

Il cambio olio motore è una operazione che può essere effettuata sia in autonomia sia rivolgendosi presso una officina di fiducia, ma spesso si sceglie per questa seconda opzione dato che il procedimento è abbastanza macchinoso. Per prima cosa è necessario aprire il cofano e rimuovere il tappo dell’olio. Poi, bisogna procedere al sollevamento della vettura sfruttando un ponte idraulico, uno strumento che non è così facile trovare in casa ad uso privato.

Compiuta anche questa operazione, si passa a svitare il bullone di drenaggio presente nella coppa dell’olio, per far colare il lubrificante residuo in un recipiente precedentemente posizionato al di sotto del mezzo. A questo punto è necessario sostituire il filtro olio motore, installandone un nuovo.

Una volta terminate tutte queste operazioni si può avvitare nuovamente il bullone di drenaggio e versare l’olio motore nuovo nell’apposita sede. L’olio vecchio raccolto nel recipiente, invece, deve essere necessariamente portato presso un centro di raccolta di oli esausti, dato che lo smaltimento in autonomia è severamente vietato.  

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Controllare che la quantità di olio motore sia sufficiente sul proprio veicolo è un’operazione semplice e che si consiglia di eseguire con una certa frequenza. Per prima cosa è necessario indossare dei guanti protettivi per evitare residui difficili da lavare via. Poi, bisogna tirare fuori l’asta di livello dalla coppa dell’olio (riconoscibile dall’estremità ad anello che spunta dal blocco motore) e pulirla bene con un fazzoletto di carta.

Olio motore auto: quando cambiarlo? Ecco tutti i consigli da seguire 1

Dopodiché, l’asta deve essere rimessa al suo posto per qualche secondo e nuovamente tirata fuori. A quel punto si può esaminare il livello dell’olio: se raggiunge lo spazio tra le due tacchette di livello ve n’è una quantità sufficiente. Inoltre, per non incorrere una misurazione sbagliata, bisogna sempre ricordarsi di non girare sottosopra l’asta di livello, dato che l’olio colerebbe verso il basso risultando di più di quanto non sia.

In generale, se si possiede una vettura alimentata a diesel il cambio olio potrà essere effettuato ad intervalli chilometrici più ampi rispetto ad un analogo modello a benzina. Come sempre si consiglia di controllare le indicazioni fornite nel libretto di uso e manutenzione, ma in linea di massima possiamo affermare che il cambio dell’olio per i motori a gasolio possa essere effettuato ogni 25.000 – 30.000 km percorsi.

Al contrario, i veicoli a benzina necessitano di cambiare l’olio motore con maggiore frequenza: in generale, per queste vetture è buona prassi effettuare il cambio ogni 15.000 Km. Ovviamente tutto dipende anche dall’utilizzo che si fa della vettura. Nel caso in cui la si usi sporadicamente,  si consiglia di procedere al cambio olio motore ogni anno, anche se non sono stati raggiunti i 15.000 km, così da avere la certezza di godere di un lubrificante perfettamente fluido. 

La sostituzione dell’olio motore non ha, normalmente, un costo eccessivo, che però varia molto in base al tipo di olio scelto e a seconda che si decida di cambiarselo da soli o appoggiandosi a un’officina. In linea di massima, il nostro consiglio è di non risparmiare sulla qualità del lubrificante, dato che un olio di qualità scadente potrebbe influire notevolmente sull’efficienza e sull’usura del propulsore, causando danni ingenti e costosi da riparare. In commercio esistono varie tipologie di prodotti, con una fascia di prezzo che va da 10 a 30 euro. Se ci si rivolge ad un’officina, al prezzo dell’olio bisogna poi aggiungere anche quello della manodopera, per un totale complessivo che normalmente si aggira sui 100 euro. 

In commercio si trovano diverse tipologie di olio motore, con differenti gradi di viscosità riportati sulla confezione, che variano in base alla miscela usata. Dopo aver letto le specifiche indicate sul libretto di uso e manutenzione si dovrà acquistare la stessa tipologia di olio prevista dalla Casa produttrice. Per essere certi di non sbagliare si deve prestare attenzione al numero iniziale seguito della lettera W, che indica la viscosità a freddo dell’olio, e al numero finale, che invece indica la viscosità a caldo e quindi la massima temperatura d’esercizio per la quale si può utilizzare quel tipo di lubrificante. Inoltre, come già accennato, si consiglia di non risparmiare sulla qualità del lubrificante, data la sua importanza nel corretto funzionamento del propulsore.

Il filtro olio motore ha una funzione fondamentale perché, grazie alla sua particolare composizione, raccoglie le particelle di scarto generate durante la combustione. Il filtro olio motore ha quindi lo scopo di tenere pulito il lubrificante e la sua sostituzione è consigliata ogni volta che si cambia l’olio auto. Esistono vari tipi di filtri olio motore: magnetico, a centrifuga, a sedimentazione o ancora meccanico. Se l’auto ha almeno 10 anni il nostro consiglio è di cambiare il filtro ogni 10.000 km, ma in ogni caso è sempre bene far controllare all’officina di fiducia lo stato del filtro olio motore per decidere quando e se sostituirlo. 

Cose da sapere

A cosa serve l’olio motore?

L’olio motore è un elemento fondamentale per lubrificare le componenti meccaniche del propulsore ed è composto da una base idrocarburica e da una serie di additivi. L’olio motore protegge le superfici metalliche dalla corrosione, mantiene puliti i componenti con i quali entra in contatto per creare meno residui di combustione possibili e contribuisce a regolare la temperatura del propulsore.

Ogni quanto cambiare l’olio motore?

È buona prassi controllare regolarmente il livello di olio motore presente così da evitare problemi al propulsore in caso di presenza insufficiente del lubrificante. Per sapere ogni quanto cambiare l’olio motore sarà necessario controllare quanto riportato nel libretto di uso e manutenzione della vettura. In genere è opportuno procedere al cambio olio auto ogni 15.000 km, ma in caso di vetture diesel si possono aspettare anche 25-30.000 km.

Come si cambia l’olio motore?

Il cambio olio motore si può effettuare in autonomia o presso una officina di fiducia. Basta aprire il cofano e rimuovere il tappo dell’olio, quindi svitare il bullone di drenaggio presente nella coppa dell’olio e far colare il lubrificante residuo in un recipiente precedentemente posizionato. Successivamente sarà necessario sostituire il filtro olio motore ed installarne un nuovo. Compiute queste operazioni si potrà avvitare nuovamente il bullone di drenaggio e versare l’olio motore nuovo sull’apposita sede controllando con l’asticella la quantità introdotta. 

Quanto costa cambiare l’olio motore?

In commercio esistono varie tipologia di prodotti con una fascia di prezzo da 10 a 30 euro. Se ci si rivolgerà ad una officina di fiducia, oltre al prezzo dell’olio, si dovrà aggiungere anche quello della manodopera ed il totale complessivo potrebbe aggirarsi sui 100 euro. 

Ogni quanto si deve cambiare il filtro motore?

Il filtro olio motore ha quindi lo scopo di tenere pulito il lubrificante e la sua sostituzione è consigliata ad ogni cambio olio auto.  Se l’auto ha almeno 10 anni il nostro consiglio è di cambiare il filtro ogni 10.000 km, ma in ogni caso è sempre bene far controllare all’officina di fiducia lo stato del filtro olio motore per decidere quando e se sostituirlo. 

Auto elettrica: quanto costa la manutenzione

Auto elettrica: ecco come funziona la ricarica wireless 5

La meccanica “semplificata” rispetto ad un’auto ad alimentazione tradizionale rappresenta un importante vantaggio quando si tratta di costi legati alla manutenzione delle moderne auto elettriche. Tuttavia, non bisogna dimenticare che anche le auto a batteria sono soggette ad un’usura molto simile a quella di un’auto benzina o diesel per molte altre componenti. Di conseguenza, gli intervalli di manutenzione, almeno in termini di tempo o percorrenza chilometrica non sono poi così diversi.

Il risparmio è sul lungo periodo

Su un’auto elettrica le componenti da controllare ed eventualmente sostituire durante un tagliando sono tendenzialmente minori rispetto ad un’auto tradizionale. Questo incide inevitabilmente sui costi che per le vetture a batteria è generalmente inferiore nell’ordine del 30%. Questo soprattutto se si ragiona sul lungo periodo, includendo nel calcolo quegli interventi più impattanti in termini di costo, ai quali va incontro un’auto ad alimentazione tradizionale, come ad esempio la distribuzione o la sostituzione della frizione, giusto per fare qualche esempio.

Auto elettrica: ecco come funziona la ricarica wireless 6

Meno elementi da controllare

All’atto pratico, gli interventi che vengono effettuati durante un tagliando su un’auto elettrica sono, almeno per quanto concerne le prime soglie chilometriche, il controllo dei vari livelli, lo stato di usura di gomme e freni e la sostituzione dei filtri e dei materiali di consumo del climatizzatore. La batteria, che per molti rappresenta motivo di preoccupazione in sede di tagliando, in realtà viene generalmente garantita dal costruttore per 8 anni o chilometraggi che vanno da 100.000 fino a 300.000 km. Di conseguenza, la batteria è una voce di spesa microscopica nel costo totale dei tagliandi.

Attenzione al peso

Ma allora sono tutte rose e fiori? Non esattamente. Un’auto elettrica, come abbiamo ripetuto più volte, pesa molto di più rispetto ad un’auto ad alimentazione tradizionale di pari categoria. Questo si traduce in una maggiore usura di tutti quegli elementi direttamente a contatto con la strada o di collegamento tra essa e il veicolo. Stiamo parlando delle gomme e delle sospensioni. Queste sono due componenti che richiedono un controllo particolarmente scrupoloso, per poter viaggiare sempre in sicurezza.

Auto elettrica: ecco come funziona la ricarica wireless 4

Freni “infiniti”

Una nota a parte va dedicata ai freni. Dal momento che le auto elettriche possono contare sul sistema di recupero dell’energia cinetica in fase di rilascio, gli impianti frenanti vengono sollecitati pochissimo. Ci sono automobilisti in grado di percorrere anche 1000.000 km con lo stesso treno di pastiglie. Questo perché il recupero dell’energia, se usato in maniera efficace, è davvero in molti casi in grado di sostituire del tutto l’impianto frenante tradizionale.

Impianto GPL: costi, durata e manutenzione

impianto gpl

Il prezzo dei carburanti al distributore può cambiare in fretta, e di molto. Tuttavia, uno dei carburanti che, ad oggi, sembra meno soggetto alle fluttuazioni del mercato è il GPL, quindi, l’acquisto di un’auto a GPL si rivela spesso la soluzione ideale per contenere i costi alla pompa. Nonostante un pieno di gas convenga rispetto a un rifornimento di benzina o diesel, tuttavia, bisogna pensare anche alle spese di manutenzione. Questo articolo spiega come farlo.

INDICE
Impianto GPL: come funziona
Installazione impianto GPL
Costo impianto GPL
Impianto GPL: a chi conviene?
Impianto gpl auto diesel
Manutenzione auto GPL e revisione: info e costi
Quando dura l’impianto gas auto?

Le vetture alimentate a GPL sono dotate di una bombola con funzione di serbatoio. All’interno di questo è contenuto il gas che viene vaporizzato allo stato liquido tramite un vaporizzatore: la sigla sta appunto per Gas di Petrolio Liquefatto. Il GPL, quindi, viene inviato a degli ugelli posti a monte del collettore di aspirazione del sistema di regolazione dell’acceleratore che provvede alla regolazione della quantità di miscela GPL-aria in entrata.

Per installare un impianto GPL ci si dovrà rivolgere necessariamente ai centri specializzati presenti su tutto il territorio nazionale. Questi si accerteranno del corretto funzionamento dell’impianto elettrico e dell’accensione prima di procedere all’operazione.  Il serbatoio del GPL andrà posizionato nel vano bagagli, ma qualora questo abbia forma toroidale è possibile piazzarlo nel vano dedicato alla ruota di scorta così da non sottrarre capacità di carico.

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L’installazione di un impianto GPL può essere effettuata su tutte le vetture a benzina. I costi variano a secondo della tipologia di motore, del marchio dell’auto e dell’omologazione del propulsore.  La forbice di prezzo va da un minimo di 800 euro sino ad un massimo di 1.800 euro. Scopriamo in dettagli:

  •  800 € per un’auto a carburatore o iniezione Euro 0 o  1;
  • 1.200 € per un’auto a iniezione con controllo della carburazione Euro 0 o 1;
  • 1.700 € per un’auto catalizzata con sistema a iniezione gassosa;
  • 2.000 € per un’auto catalizzata con impianto a iniezione sequenziale.

Questi prezzi non comprendono extra per il serbatoio toroidale, pari a circa 100 €, per l’indicatore di livello (50 €), e per il collaudo (130 €). Inoltre, dal momento che l’installazione richiederà, in un’officina specializzata, circa 3 giorni, occorre considerare il costo di un’auto a noleggio per la sostituzione in caso di necessità.

auto gpl usate
auto gpl usate

Impianto GPL a 450 €: è possibile?

450€ rappresenta solitamente il costo della sostituzione decennale della bombola GPL. E’ possibile invece installare un impianto nuovo allo stesso prezzo? Come abbiamo visto, il prezzo dell’installazione va dagli 800€ ai 2.000€. Nel caso in cui si possegga un automobile con sistema di iniezione Euro 0 o Euro 1 e si abbia il tempo e la pazienza di ricercare occasioni sulla rete, accettando anche impianti di seconda mano, 450€ diventa un prezzo difficile, ma raggiungibile.

A fronte di una spesa comunque importante per l’installazione, l’impianto GPL si rivela particolarmente indicato per tutti quegli automobilisti che devono percorrere decine di migliaia di Km l’anno e vogliono tenere sotto controllo i costi del carburante. Se non si dà troppa importanza alle prestazioni dell’auto, e si hanno punti di rifornimento comodi, è decisamente una scelta da tenere in conto.

Considerando come le vetture possono circolare anche nei centri storici in caso di blocco del traffico, l’installazione dell’impianto GPL si rivela una scelta vincente anche nei confronti delle vetture dotate di motore diesel.

Infine, il GPL può convenire anche all’ambiente. Dal momento che è un carburante povero di zolfo, produce meno residui di combustione, riducendo così l’impatto sull’inquinamento atmosferico.

È possibile procedere all’installazione di un impianto GPL anche su vetture diesel, specie quando si tratta di autobus o camion. D’altronde, questa è una scelta davvero poco diffusa fra gli automobilisti, dato che con questa tipologia di alimentazione solamente il 20/30% del carburante è costituito da GPL, mentre il restante è gasolio. I consumi, di conseguenza, saranno sempre contenuti, ma non come quelli previsti per la classica alimentazione a benzina.

La manutenzione dell’impianto GPL è fondamentale per fare in modo che il sistema funzioni sempre correttamente senza compromettere le prestazioni della vettura. Si dovranno quindi sempre tenere puliti gli iniettori e la loro pulizia potrà avvenire sia smontandoli manualmente che tramite additivi chimici che elimineranno lacche, depositi solforosi, ammoniaca, inquinanti e altri residui incombusti legati alla scarsa qualità del GPL utilizzato.

Per l’impianto GPL non è prevista revisione, ma le bombole devono essere sostituite dopo 10 anni di utilizzo dalla data del collaudo in caso di installazione successiva alla prima immatricolazione, mentre dopo 10 anni dalla prima immatricolazione in caso di allestimento originario e previsto sulla carta di omologazione.

Non esiste una durata prestabilita per l’impianto GPL auto, mentre l’unica scadenza che possiamo fornire è quella relativa alla sostituzione delle bombole che, come detto in precedenza, deve avvenire ogni 10 anni. Ad ogni modo una manutenzione accurata consentirà di poter prolungare l’utilizzo dell’impianto per molto tempo.

auto gpl usate
auto gpl usate

Cose da sapere

Come installare un impianto GPL auto?

Per installare un impianto GPL ci si dovrà rivolgere necessariamente ai centri specializzati presenti su tutto il territorio nazionale. Questi si accerteranno del corretto funzionamento dell’impianto elettrico e dell’accensione prima di procedere all’operazione.

Quanto costa installare un impianto GPL auto?

L’installazione di un impianto GPL può essere effettuata su tutte le vetture a benzina. I costi variano a secondo della tipologia di motore e vanno da un minimo di 800 euro sino ad un massimo di 2.000 euro.

A chi conviene installare l’impianto GPL auto?

L’impianto GPL si rivela particolarmente indicato per tutti quegli automobilisti che devono percorrere decine di migliaia di Km l’anno e vogliono tenere sotto controllo i costi del carburante.

Si può installare un impianto GPL su un auto diesel?

È possibile procedere all’installazione di un impianto GPL anche su vetture diesel, ma questa è una scelta davvero poco diffusa dato che con questa tipologia di alimentazione solamente il 20/30% del carburante è costituito da GPL, mentre il restante è gasolio.

Come funziona la manutenzione di un impianto GPL auto?

Si dovranno sempre tenere puliti gli iniettori e la loro pulizia potrà avvenire sia smontandoli manualmente che tramite additivi chimici che elimineranno lacche, depositi solforosi, ammoniaca, inquinanti e altri residui incombusti legati alla scarsa qualità del GPL utilizzato.

Manutenzione pneumatici: i controlli da effettuare

Consigli utili per la manutezione degli pneumatici

Gli pneumatici sono una componente fondamentale di qualsiasi veicolo e giocano un ruolo decisivo nell’ambito della sicurezza stradale: infatti, le gomme rappresentano l’unico punto di contatto tra un veicolo e il suolo. Preservarne l’efficienza è quindi essenziale e qui potete trovare un piccolo approfondimento su come mantenere in buono stato i vostri pneumatici.

INDICE
 Rotazione pneumatici
 Equilibratura gomme
 Convergenza auto fai da te
 Pressione gomme
 Cambiare pneumatici da soli

Qualsiasi pneumatico si usura in maniera diversa a seconda della posizione in cui viene montato sul veicolo: davanti, dietro, a destra o a sinistra. Un’operazione molto importante è dunque lo scambio periodico delle gomme tra gli assi, operazione che rende uniforme il loro consumo e di conseguenza ne garantisce una migliore efficacia, a tutto vantaggio della sicurezza.

Per assicurarsi i massimi benefici, la rotazione dovrebbe essere effettuata ad intervalli regolari: normalmente la rotazione avviene ogni 10.000/15.000 km, ma può essere anche più frequente nel caso in cui il veicolo sia sottoposto a carichi pesanti.

Infine, bisogna ricordare che gli pneumatici anteriori hanno la tendenza a consumarsi molto più velocemente. Qualora si proceda alla loro sostituzione senza cambiare le gomme posteriori, è consigliato montare il nuovo set al retrotreno, spostando le posteriori all’avantreno. Così facendo la vettura risulterà più stabile.

L’equilibratura degli pneumatici, che consiste nel bilanciare in modo uniforme i pesi della gomma evitando zone più pesanti di altre, è un’operazione volta ad evitare fenomeni di usura precoce. Rendendo omogenei gli pneumatici, l’equilibratura elimina possibili vibrazioni e fornisce un’adeguata protezione a sospensioni, cuscinetti e sistema di sterzo. Normalmente questo intervento di manutenzione degli pneumatici viene eseguito nel momento in cui si decide di andare a sostituire uno pneumatico, e vede l’impiego di particolari contrappesi di bilanciatura.

Quando uno pneumatico non è bilanciato e presenta un’area più pesante rispetto alle altre, si consuma in modo irregolare, precoce e sollecitando maggiormente l’avantreno. Anche in questo caso, l’operazione dovrebbe essere effettuata ogni 10.000 km; tuttavia, nel caso di una vettura sportiva, è preferibile ricorrervi già al raggiungimento dei 5.000 chilometri.

Per convergenza degli pneumatici si intende la regolazione meccanica delle ruote al fine di allinearle. Questa operazione viene svolta per uniformare l’usura degli pneumatici, migliorare la tenuta di strada e rendere la guida confortevole e stabilizzare la direzionalità rettilinea.

Ci sono vari occasioni in cui può verificarsi un mancato allineamento: potrebbe essere la conseguenza di un contatto delle gomme con un marciapiede o con una buca piuttosto profonda. Non sempre lo spostamento di pochi millimetri della regolazione della convergenza produce rumori, vibrazioni o provoca un comportamento anomalo del veicolo. Tuttavia, il battistrada è destinato a consumarsi più rapidamente e in modo disomogeneo, inficiando anche la tenuta di strada e quindi la sicurezza.

Per verificare il corretto allineamento è sufficiente scegliere un rettilineo pianeggiante poco trafficato, e lasciare per pochi secondi il volante. Se la vettura tende a spostarsi verso i lati della carreggiata, meglio optare per l’intervento di un gommista.

Tra gli interventi di manutenzione degli pneumatici non può essere sottovalutata l’importanza del controllo della pressione, che si può facilmente misurare con il sensore pressione. Infatti, se le gomme di un veicolo sono gonfiate correttamente si riduce il rischio di perdita di controllo. Inoltre, viaggiare con degli pneumatici a bassa pressione ha come conseguenza un maggior consumo di carburante.

Pressione pneumatici: ecco come controllare la pressione delle gomme

Per la massima sicurezza, bisognerebbe sottoporre gli pneumatici della propria auto a un controllo periodico della pressione almeno una volta ogni 30 giorni, e in generale prima di partire per lunghi viaggi. In più, per garantire una misurazione corretta, è opportuno procedere al controllo a pneumatici freddi.

Ogni modello di auto richiede una pressione delle gomme specifica, a cui è possibile risalire leggendo il capitolo dedicato sul manuale d’uso e manutenzione del veicolo. L’indicazione può anche essere trovata sull’etichetta della portiera o all’interno dello sportellino del carburante. Se scoprite che la pressione delle gomme è troppo bassa, potete procedere a gonfiarle da soli servendovi di un compressore volumetrico oppure farlo gratuitamente presso la maggior parte delle stazioni di servizio.

Anche se di solito la sostituzione dei pneumatici viene affidata al proprio gommista di fiducia, il cambio delle gomme è un’operazione che è possibile svolgere anche da soli se si hanno a disposizione gli strumenti adatti: bastano un cric idraulico e la giusta chiave per i bulloni.

In ogni caso,  se si opta per cambiarsi autonomamente gli pneumatici è sempre utile rivolgersi ad uno specialista per le operazioni di allineamento ed equilibratura. Questo onde evitare di sbagliare e trovarsi con una vettura dalla manovrabilità compromessa e delle gomme dall’usura anomala, a scapito della sicurezza.

 

Tagliando auto: ogni quanto farlo, quanto costa e cosa comprende

Tagliando auto: dove farlo, cosa prevede e quanto costa

Prendersi cura della propria vettura è fondamentale per essere certi di avere un’auto sempre in perfetta efficienza. Il tagliando auto è una pratica da rispettare scrupolosamente alle scadenze programmate. Scopriamo come effettuare i vari controlli. 

INDICE
Cos’è il tagliando auto
Tagliando auto: cosa comprende?
Ogni quanto si fa il tagliando auto 
Costo tagliando auto
Costo tagliando auto diesel
Le Case più economiche
Primo tagliando auto: quando farlo

Quando si parla di tagliando auto si intende una verifica periodica delle componenti di una vettura da effettuare ad intervalli prestabiliti dalla Casa costruttrice e finalizzata a mantenere la massima efficienza meccanica del mezzo in relazione allo stato di usura complessivo. Rispettando gli intervalli di manutenzione previsti dalla Casa si potrà contare su una maggiore affidabilità della propria auto. Questi, però, non sono identici per tutte le vetture, ma variano a seconda dello specifico modello solitamente sono indicati nel suo manuale di uso e manutenzione. 

Sono molteplici i controlli e gli interventi che vengono effettuati nel corso del tagliando auto. In primo luogo viene effettuato un esame visivo per verificare la necessità o meno di sostituire componenti usurate e successivamente si passa alcontrollo dei liquidi, come quello del radiatore, dell’olio motore, dei freni, il liquido lavavetri ed il refrigerante. Altro intervento previsto nella maggior parte dei tagliandi auto è la sostituzione del filtro dell’olio, dell’aria e anche quello dell’abitacolo. Infine l’intervento si concluderà con la verifica dello stato di usura degli pneumatici ed il controllo di trasmissione, climatizzatoremarmitta, ammortizzatori, sospensioni e impianto frenante. 

Come anticipato, non esiste un termine unico di riferimento valido per tutte le vetture per capire quando si deve fare il tagliando auto. Sono le singole Case che prevedono gli intervalli di tempo o chilometrici entro i quali è opportuno recarsi presso le officine per effettuare i controlli. In linea generale, tuttavia, si può affermare come per le auto nuove sia corretto procedere al primo tagliando dopo un anno o 10.000. Le vetture che fanno uso di lubrificanti standard potranno essere sottoposte a tagliando ogni 20.000 Km, mentre quelle che utilizzano lubrificanti “longlife” ogni 30.000/50.000 Km. 

Anche in questo caso è impossibile fornire una cifra ufficiale perché il costo del tagliando auto varia a seconda della marca della vettura, del modello e della tipologia di interventi richiesti. In linea generale si può dire che per una utilitaria moderna il primo tagliando, a meno di interventi imprevisti, si aggira sui 200 euro ed in questa cifra solitamente sono inclusi la sostituzione dell’olio motore e del relativo filtro, la sostituzione filtro dell’aria e dell’abitacolo ed il controllo dei livelli tutti i fluidi. 

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Le auto diesel si rivelano più economiche rispetto ai modelli a benzina per quel che riguarda le spese di carburante, ma i costi relativi al tagliando sono leggermente più elevati per le frequenze maggiori con cui tale controllo è richiesto. In generale il costo del tagliando auto diesel si aggira sui 250 euro se non è necessario sostituire pezzi usurati.  

In tempi come quelli attuali dove in molti fanno attenzione alle spese è importante sapere quali sono i costi medi per il tagliando auto previsti dalle varie Case. Tra i più economici si segnala la Toyota, con una spesa media di 230, la Suzuki, con una spesa media per il tagliando di 240 euro, e marchi generalisti come Dacia, Fiat, Peugeot e Seat che in media richiedono un importo di 250 euro per il costo del tagliando.  

Un momento delicato per chiunque acquisti un’auto nuova è quello relativo al primo tagliando. In questo caso si può spesso cadere in errore nel capire quando debba essere effettuato. Buona pratica è quella di recarsi presso l’officina autorizzata per procedere al primo tagliando auto entro il primo anno dall’immatricolazione indipendentemente dai chilometri percorsi. 

Cose da sapere

Cos’è il tagliando auto?

Il tagliando auto è un controllo periodico cui deve essere sottoposta la vettura ad intervalli previsti dalla Casa costruttrice. Durante il tagliando auto l’officina procederà ad effettuare una serie di verifiche fondamentali per valutare lo stato delle varie componenti ed in caso procederà alla loro sostituzione.

Quali controlli si prevedono durante il tagliando auto?

Il tagliando auto inizia con un esame visivo per verificare la necessità o meno di sostituire alcuni componenti e poi procedere con il controllo dei liquidi e alla sostituzione del filtro dell’olio, dell’aria e anche quello dell’abitacolo. Si passa poi all’analisi degli pneumatici ed alla verifica della trasmissione, del climatizzatore, della marmitta, degli ammortizzatori, delle sospensioni e dell’impianto frenante.

Ogni quanto si deve fare il tagliando auto?

In generale l’intervallo di tempo con cui effettuare il tagliando è di un anno o 10.000/20.000 Km per le vetture che fanno uso di lubrificanti standard o che circolano in condizioni d’utilizzo gravose, mentre per le vetture che utilizzano lubrificanti “longlife” gli intervalli possono anche arrivare a 2 anni o 30.000/50.000 Km. Di regola il primo tagliando per un’auto nuova è di 12 mesi o 10.000 Km, mentre per un’auto usata è sempre bene controllare quanto previsto dalla Casa nel libretto di uso e manutenzione.

Quanto costa il tagliando auto?

Non si può fare una stima esatta del costo del tagliando auto perché sul conto finale andranno ad incidere non solo la marca ed il tipo di vettura, ma anche la quantità di elementi da sostituire e le ore di lavoro da impiegare. Possiamo dire che le spese standard sono quelle relative alla sostituzione  dell’olio motore e del relativo filtro, alle quali bisogna aggiungere il filtro dell’aria e dell’abitacolo. Quasi tutte le officine includono nel costo del tagliando il controllo dei livelli di tutti i fluidi.

Quali sono le case automobilistiche più economiche per il tagliando auto?

Volendo stilare una classifica delle Case più economiche con il tagliando auto troviamo nelle prime posizioni la Toyota con 230 euro di media, seguita da Suzuki con 240 euro e da Dacia, Fiat, Kia, Lancia, Peugeot, Renault e Seat tutte con una media di 250 euro per il tagliando auto.

Auto e inverno: ecco come proteggere la macchina dal freddo

Auto a prova d'inverno: come proteggerla dal gelo in 4 mosse 2

L’arrivo della stagione invernale rappresenta una dura prova per le auto. Le temperature rigide, infatti, possono mettere a rischio non solo la carrozzeria, ma anche le componenti meccaniche della vettura. Utilizzare alcuni accorgimenti, tuttavia, può rivelarsi utile per preservare l’auto anche in inverno. 

INDICE
 Telo antighiaccio auto
 Come prevenire il ghiaccio sul parabrezza
 Come togliere la neve ghiacciata dal parabrezza
 Liquidi e antigelo auto
 Pneumatici invernali

Chi abita in luoghi particolarmente freddi, e non ha a disposizione un box auto, lo sa bene: trovare al mattino la propria auto ricoperta da uno strato di ghiaccio è una bella seccatura. Per ovviare a questo problema è possibile adottare un telo antighiaccio auto. In commercio sono presenti numerosi prodotti appartenenti a differenti tipologie di prezzo e realizzati con materiali che possono proteggere carrozzeria e vetri della vettura. La coperta per auto è realizzata in diverse misure così da essere adatta ad ogni tipologia di vettura, dalla citycar al SUV.  

Altra seccatura che si deve affrontare nel periodo invernale è quella relativa alla presenza, ed alla rimozione, del ghiaccio sul parabrezza. Anche in questo caso non capita di rado di dover perdere tempo al mattino utilizzando il raschietto per rimuovere il ghiaccio e potersi mettere in marcia. Per prevenire questo problema è possibile adottare alcuni accorgimenti. Il primo è quello di dotare la vettura di un telo antighiaccio così da preservare non solo il parabrezza, ma anche la carrozzeria. In alternativa è possibile spruzzare sul parabrezza un liquido antigelo che impedirà la formazione del ghiaccio e vi consentirà di non dover utilizzare al mattino il raschietto.  

Qualora non abbiate utilizzato questo prodotto, o non abbiate coperto l’auto con un apposito telo, si potrà rimuovere il ghiaccio dal parabrezza versando dell’acqua tiepida. Fate però attenzione con la temperatura perché se questa fosse eccessivamente calda si rischia di danneggiare il parabrezza. In alternativa si può utilizzare il condizionatore indirizzando il getto d’aria calda direttamente sul parabrezza ghiacciato. 

Un proprietario attento non deve solo pensare a proteggere la carrozzeria ed il parabrezza della propria auto, ma anche “coccolare” le componenti meccaniche è fondamentale nei mesi invernali. Per questa ragione è necessario utilizzare un olio motore specifico per le basse temperature e consigliato nel libretto di uso e manutenzione della vettura. Inoltre sarà altrettanto importante adottare un liquido antigelo per evitare che i liquidi di raffreddamento del motore e del lavaggio del parabrezza e del lunotto possano congelare. 

Ultimo consiglio, ma non per ordine di importanza, è quello di adottare pneumatici invernali. In commercio sono presenti numerose tipologie e per legge, su determinate tratte stradali, è possibile circolare solo con gomme invernali dal 15 novembre fino al 15 aprile. Gli pneumatici invernali sono dotati di una speciale mescola che si scalda più velocemente e garantisce una aderenza maggiore su fondi a scarso grip così da aumentare in maniera considerevole la sicurezza di chi è alla guida.  

Cose da sapere

A cosa serve il telo antighiaccio auto?

Chi abita in luoghi particolarmente freddi, e non ha a disposizione un box auto, lo sa bene: trovare al mattino la propria auto ricoperta da uno strato di ghiaccio è una bella seccatura. Per ovviare a questo problema è possibile adottare un telo antighiaccio auto. In commercio sono presenti numerosi prodotti appartenenti a differenti tipologie di prezzo e realizzati con materiali che possono proteggere carrozzeria e vetri della vettura. 

Come togliere il ghiaccio dal parabrezza?

Qualora non abbiate coperto l’auto con un apposito telo, si potrà rimuovere il ghiaccio dal parabrezza versando dell’acqua tiepida. Fate però attenzione con la temperatura perché se questa fosse eccessivamente calda si rischia di danneggiare il parabrezza. In alternativa si può utilizzare il condizionatore indirizzando il getto d’aria calda direttamente sul parabrezza ghiacciato. 

Quali liquidi si possono utilizzare in inverno per proteggere il motore?

In inverno è necessario utilizzare un olio motore specifico per le basse temperature e consigliato nel libretto di uso e manutenzione della vettura. Inoltre sarà altrettanto importante adottare un liquido antigelo per evitare che i liquidi di raffreddamento del motore e del lavaggio del parabrezza e del lunotto possano congelare. 

Quando si montano i pneumatici invernali e perché?

Per legge, su determinate tratte stradali, è possibile circolare solo con gomme invernali dal 15 novembre fino al 15 aprile. Gli pneumatici invernali sono dotati di una speciale mescola che si scalda più velocemente e garantisce una aderenza maggiore su fondi a scarso grip così da aumentare in maniera considerevole la sicurezza di chi è alla guida.  

Temperatura congelamento gasolio, benzina e GPL: ecco cosa sapere sul motore in inverno

4 consigli per la manutenzione invernale del motore

Con l’arrivo della stagione invernale avere cura della propria auto è ancora più importante perché le temperature rigide possono mettere a dura prova le componenti meccaniche.

Scopriamo alcune piccole accortezze da seguire per avere un motore sempre in perfetta efficienza. 

INDICE
Temperatura congelamento gasolio
Temperatura congelamento benzina: serve ancora riscaldare l’auto?
Temperatura congelamento GPL: come comportarsi in inverno
Olio invernale e liquido antigelo
Manutenzione motore elettrico

A differenza dei motori benzina, i motori diesel soffrono notevolmente le temperature invernali. Il gasolio, infatti, rischia di congelare quando la colonnina di mercurio scende sotto lo zero. Per evitare questo problema si può acquistare un carburante con additivi che garantisce una maggiore resistenza al punto di congelamento, oppure un additivo da aggiungere al gasolio quando si effettua il pieno. Bisogna però fare attenzione a miscelare il liquido antigelo al carburante avendo cura di rispettare le giuste proporzioni. 

Per chi avesse una vettura con qualche anno sulle spalle una accortezza da prendere quando ci si mette alla guida nei mesi invernali è quella di far riscaldare il motore prima di partire. Far girare il motore da fermi consentirà di far salire le temperature portando al giusto regime d’esercizio tutte le componenti. L’utilizzo di un olio con specifiche consigliate dalla Casa costruttrice sarà un ulteriore alleato nel preservare le componenti meccaniche del motore perché garantirà uno scorrimento ottimale di tutti gli ingranaggi in gioco.  

La pratica di far scaldare il motore prima di partire, invece, non è più consigliata sulle vetture moderne perché i motori attuali sono progettati per entrare rapidamente in temperatura. Far girare il motore da fermi, quindi, si rivelerebbe soltanto come uno spreco inutile di benzina. 

Identiche accortezze devono essere adoperate anche per le vetture dotate di motore alimentato a GPL. Queste, solitamente, possono presentare nei mesi invernali problemi relativi all’accensione perché il Gas Propano Liquido tende a essere sensibile all’abbassarsi delle temperature. Tuttavia queste vetture sono dotate di doppia alimentazione benzina – GPL, pertanto in partenza sarà sufficiente scegliere la prima alimentazione per poi passare alla seconda una volta raggiunte le temperature di esercizio ottimali. 

Per effettuare una manutenzione corretta della propria vettura durante i mesi invernali è sempre una buona pratica adottare il liquido antigelo. Grazie a questo additivo, che dovrà essere versato all’interno del serbatoio del liquido refrigerante, si eviterà il congelamento del liquido di raffreddamento e si potranno prevenire eventuali danni alle componenti del motore. Ulteriore accortezza è quella di utilizzare un olio invernale con caratteristiche specifiche per affrontare le temperature più rigide. La viscosità è caratterizzata da un numero seguito dalla lettera W: 0W, 5W, 10W, 15W, 20W, 25W. La lettera W è l’iniziale della parola Winter, mentre il numero rappresenta l’indice di viscosità dell’olio alle basse temperature. Più basso è il primo numero, più fluido sarà l’olio alle basse temperature. 

Discorso a parte deve essere fatto per le auto elettricheQui non si dovrà prestare particolare attenzione alla manutenzione data l’assenza delle componenti classiche di un motore termico, ma si dovrà tenere in considerazione come l’autonomia delle batterie risenta delle temperature rigide. Il consiglio è quello di tenere la vettura collegata alla presa di ricarica sino a poco prima della partenza, così da avere le batterie in temperatura ed evitare crolli nell’autonomia, ed evitare di preriscaldare l’abitacolo tramite il condizionatore per intaccare ulteriormente l’autonomia residua. 

Cose da sapere

Come effettuare la manutenzione invernale del motore per le auto diesel?

 Il gasolio rischia di congelare quando la colonnina di mercurio scende sotto lo zero: per evitare questo problema si può acquistare un carburante con additivi che garantisce una maggiore resistenza al punto di congelamento, oppure un additivo da aggiungere al gasolio quando si effettua il pieno. 

È necessario riscaldare il motore prima di partire per le macchine a benzina?

Se l’auto ha qualche anno sulle spalle far riscaldare il motore prima di partire consentirà di far salire le temperature portando al giusto regime d’esercizio tutte le componenti. L’utilizzo di un olio con specifiche consigliate dalla Casa costruttrice sarà un ulteriore alleato nel preservare le componenti meccaniche del motore.  La pratica di far scaldare il motore prima di partire, invece, non è più consigliata sulle vetture moderne.

Come effettuare la manutenzione invernale del motore per le auto GPL?

Le vetture dotate di motore alimentato a GPL possono presentare nei mesi invernali problemi relativi all’accensione perché il Gas Propano Liquido tende a essere sensibile all’abbassarsi delle temperature. Tuttavia queste auto sono dotate di doppia alimentazione benzina – GPL, perciò in partenza sarà sufficiente scegliere la prima alimentazione per poi passare alla seconda una volta raggiunte le temperature di esercizio ottimali. 

A cosa serve il liquido antigelo?

Grazie al liquido antigelo, che dovrà essere versato all’interno del serbatoio del liquido refrigerante, si eviterà il congelamento del liquido di raffreddamento e si potranno prevenire eventuali danni alle componenti del motore. 

Quali accortezze utilizzare con le auto elettriche in inverno?

L’autonomia delle batterie delle auto elettriche può risentire delle temperature rigide. Il consiglio è quello di tenere la vettura collegata alla presa di ricarica sino a poco prima della partenza, così da avere le batterie in temperatura ed evitare crolli nell’autonomia ed evitare di preriscaldare l’abitacolo tramite il condizionatore per intaccare ulteriormente l’autonomia residua. 

Controlli periodici: come fare la manutenzione auto per un veicolo sempre sicuro

I controlli periodici da effettuare per un'auto sicura

Effettuare una manutenzione regolare della propria auto è sempre consigliato perché in questo modo, oltre ad essere certi di avere una vettura in perfetta efficienza e sicura, si potrà prolungare la vita dell’auto nel tempo.  I controlli periodici più importanti, i tagliandi e le revisioni, sono appuntamenti fondamentali per valutare le condizioni dell’auto e per far sì che tutti gli apparati concorrano a garantire le massime performance possibili. Questi appuntamenti non vanno assolutamente trascurati, anche per evitare di incappare in sanzioni o nella perdita del diritto alla garanzia di fabbrica.

INDICE
Manutenzione auto: perché fare controlli periodici
Manutenzione ordinaria auto
Manutenzione freni auto
Messa a punto auto: controllo e sostituzioni filtri
Controllo auto: pressione e consumo degli pneumatici
Costi manutenzione auto
Manutenzione auto elettriche
Manutenzione auto gpl
Manutenzione auto ibride
Manutenzione motore benzina
Manutenzione ordinaria auto diesel

Acquistare una vettura, nuova o usata che sia, comporta anche degli oneri come la regolare manutenzione auto. Spesso ci si dimentica di effettuare controlli banali come il livello dei liquidi o lo stato di usura degli pneumatici e questa sbadataggine può avere ripercussioni perché si può rischiare di danneggiare il motore o mettersi al volante di un’auto con poca aderenza su strada in condizioni di bagnato. Effettuare controlli periodici, quindi, è una pratica da seguire con costanza per la propria sicurezza e per evitare di dover affrontare spese di riparazione ben più onerose. 

Chiarita l’importanza di effettuare una manutenzione periodica per preservare la durata delle componenti meccaniche dell’auto e offrire standard di sicurezza sempre adeguati, è adesso arrivato il momento di capire quali sono i controlli periodici da fare per la manutenzione auto ordinaria: 

  • Livelli dei Liquidi
  • Freni e pasticche
  • Filtri
  • Sospensioni
  • Impianto Luci
  •  Motore e cinghia di trasmissione
  • Scarichi
  • Filtro antipolline e impianto di condizionamento
  • Carrozzeria

Ad intervalli regolari è opportuno controllare lo stato di usura dei freni dell’auto. Questi rappresentano un elemento di fondamentale importanza per la sicurezza e la manutenzione è estremamente importante. Ad intervalli regolari di circa 15.000 Km dovrebbe essere controllato l’impianto frenante per verificare lo stato di usura di dischi e pastiglie, ma se alla guida si avverte uno strano rumore non appena si pesta il pedale del freno è opportuno effettuare immediatamente la manutenzione. 

Altro aspetto da non sottovalutare per una corretta manutenzione auto è il controllo e la sostituzione dei filtri. Sulle vetture diesel, ad esempio un filtro del gasolio in perfetta efficienza è di fondamentale importanza perché protegge da eventuali impurità contenute nel carburante. Solitamente la sostituzione di questi filtri va effettuata ogni 30.000 Km. Non sottovalutate poi il filtro antipolline importantissimo per poter godere di aria pura nell’abitacolo. La sua sostituzione intorno ai 20.000 Km consente di mantenere un’atmosfera confortevole e soprattutto salubre in auto, a beneficio di guidatore e passeggeri. 

Ulteriore elemento da non trascurare è lo stato degli pneumatici. È buona prassi controllare mensilmente la pressione delle gomme così da evitare un consumo anomalo del battistrada. Inoltre è sempre opportuno verificare lo stato di usura degli pneumatici ed eseguire l’incrocio delle gomme posteriori con quelle anteriori ogni 10.000 Km per prolungare la vita degli pneumatici. 

Spesso si tende a rinviare la manutenzione auto perché non si vuole sostenere la spesa necessaria. Così facendo, però, si rischia di dover pagare un conto salato più avanti nel tempo perché la manutenzione ordinaria consente di prevenire eventuali problematiche. Un esempio concreto è quello relativo alla cinghia di distribuzione. Questa deve essere cambiata ad intervalli regolari stabiliti dalla Casa costruttrice. Il costo di questa operazione si aggira sul centinaio di euro, ma se si decidesse di posticipare la sostituzione e la cinghia dovesse rompersi il motore potrebbe essere da buttare completamente con una spesa prevista di parecchie migliaia di euro. 

La sempre maggiore diffusione di veicoli a zero emissioni sulle strade di tutti i giorni ha portato all’attenzione la questione relativa alla manutenzione auto elettricheIl motore elettrico presenta meno componenti rispetto ad uno termico, ed inoltre non sono presenti liquidi da rabboccare. Anche i freni subiscono una usura minore complici i sistemi di recupero dell’energia. La manutenzione auto elettriche, pertanto, è decisamente più economica rispetto a quella prevista per le auto dotate di motore endotermico ed il risparmio può anche superare il 50%. 

Anche le vetture GPL sono molto diffuse sul nostro territorio e per queste auto è prevista una manutenzione specifica. Ogni 15.000 Km è buona norma provvedere alla verifica dell’assenza di perdite dall’impianto, alla sostituzione del filtro in fase gas del Gpl, alla pulizia del filtro GPL in fase liquida e controllare anche gli iniettori, le candele e la sonda lambda. Il costo della manutenzione auto GPL è leggermente più caro rispetto a quello previsto per una vettura dotata di motore a benzina. Il serbatoio GPL, invece, va sostituito ogni 10 anni. 

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Nonostante la presenza di un motore elettrico associato a quello termico, la manutenzione auto ibride non differisce da quella prevista per una classica vettura dotata di unità endotermica. I controlli periodici da effettuare saranno identici e si potrà anche risparmiare qualcosina dato che l’impianto frenante, utilizzato per la rigenerazione, sarà meno stressato rispetto a quello presente su una classica vettura termica. 

Per le vetture dotate di motore benzina è buona prassi effettuare una manutenzione ordinaria ad intervalli non superiori ai 20.000 Km. In questa occasione sarà necessario procedere alla sostituzione del filtro dell’olio e  l’olio del motore ed alla sostituzione del filtro dell’aria per l’abitacolo. Allo scoccare dei 60.000 Km sarà necessario procedere alla sostituzione del liquido freni, mentre raggiunti i 90.000 Km è opportuno effettuare la sostituzione della cinghia di distribuzione. 

Differenti, invece, sono i controlli e le tempistiche richieste per la manutenzione delle auto diesel. Il filtro carburante andrà sostituito ogni 30.000 Km, mentre il filtro antiparticolato, denominato FAP, deve essere costantemente tenuto in perfetta efficienza per evitare che si intasi. Per questa ragione è sempre opportuno effettuare i cicli di rigenerazione del ciclo quando richiesti dalla vettura e non spegnere mai il motore durante questa operazione. Infine, ogni 25.000 Km, è necessario procedere alla sostituzione del liquido AdBlue. 

Cose da sapere

Quali sono i controlli periodici più importanti per la manutenzione ordinaria dell’auto?

I controlli periodici per l’auto prevedono di controllare ad intervalli regolari: i livelli dei liquidi, freni e pasticche, filtri, sospensioni, impianto luci, motore e cinghia di trasmissione, gli scarichi, il filtro antipolline e l’impianto di condizionamento e la carrozzeria 

Ogni quanto si effettua la manutenzione freni auto?

Ad intervalli regolari di circa 15.000 Km dovrebbe essere controllato l’impianto frenante per verificare lo stato di usura di dischi e pastiglie, ma se alla guida si avverte uno strano rumore non appena si pesta il pedale del freno è opportuno effettuare immediatamente la manutenzione. 

Ogni quanto si effettua il controllo e la sostituzione dei filtri?

Sulle vetture diesel,  un filtro del gasolio in perfetta efficienza è di fondamentale importanza perché protegge da eventuali impurità contenute nel carburante. Solitamente la sostituzione di questi filtri va effettuata ogni 30.000 Km. Non sottovalutate poi il filtro antipolline importantissimo per poter godere di aria pura nell’abitacolo. La sua sostituzione intorno ai 20.000 Km consente di mantenere un’atmosfera confortevole e soprattutto salubre in auto, a beneficio di guidatore e passeggeri. 

Ogni quanto è necessario controllare gli pneumatici?

Ulteriore elemento da non trascurare è lo stato degli pneumatici. È buona prassi controllare mensilmente la pressione delle gomme così da evitare un consumo anomalo del battistrada. Inoltre è sempre opportuno verificare lo stato di usura degli pneumatici ed eseguire l’incrocio delle gomme posteriori con quelle anteriori ogni 10.000 Km per prolungare la vita degli pneumatici. 

Quali sono i controlli periodici da effettuare sulle auto elettriche?

Il motore elettrico presenta meno componenti rispetto ad uno termico, ed inoltre non sono presenti liquidi da rabboccare. Anche i freni subiscono una usura minore complici i sistemi di recupero dell’energia. La manutenzione auto elettriche, pertanto, è decisamente più economica rispetto a quella prevista per le auto dotate di motore endotermico ed il risparmio può anche superare il 50%. 

Quali sono i controlli periodici da effettuare sulle auto GPL?

Ogni 15.000 Km è buona norma provvedere alla verifica dell’assenza di perdite dall’impianto, alla sostituzione del filtro in fase gas del Gpl, alla pulizia del filtro GPL in fase liquida e controllare anche gli iniettori, le candele e la sonda lambda. Il costo della manutenzione auto GPL è leggermente più caro rispetto a quello previsto per una vettura dotata di motore a benzina. Il serbatoio GPL, invece, va sostituito ogni 10 anni. 

Filtri condizionatore auto: ecco come fare la manutenzione

Manutenzione, pulizia e sanificazione dell'aria condizionata

L’utilizzo del climatizzatore auto si accentua soprattutto con l’arrivo dell’estate, quando le temperature torride rendono invivibile la guida sotto il sole cocente. Per poter godere di condizionatore in perfetta efficienze è fondamentale effettuare la pulizia e l’igienizzazione periodica di tutte le componenti. Vediamo come procedere.

INDICE
Pulizia filtri condizionatore: perché effettuarla?
Ogni quanto pulire filtri aria condizionata
Ogni quanto cambiare filtro aria auto
Come pulire i filtri del condizionatore: la guida fai da te
Igienizzante climatizzatore: cos’è?e
Schiuma igienizzante per condizionatori
Come pulire le bocchette auto

Soprattutto in questo periodo funestato dalla pandemia da COVID-19, procedere alla pulizia ed all’igienizzazione del condizionatore auto si rivela fondamentale per evitare che all’interno dell’abitacolo circolino batteri e virus potenzialmente pericolosi. La pulizia dei filtri è quindi necessaria per garantire che l’aria all’interno dell’abitacolo rimanga sana e non inquinata.

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Non esiste una tempistica prestabilita per la pulizia dei filtri dell’aria condizionata auto, ma è buona prassi procedere a questa operazione almeno una volta l’anno o quantomeno ogni 10.000 Km. Così facendo si potrà utilizzare il condizionatore in tutta sicurezza e non si avvertiranno sgradevoli odori all’interno dell’abitacolo.

Anche in questo caso non esiste un limite di utilizzo per i filtri dell’aria condizionata, ma almeno una volta l’anno è bene controllare il loro stato. Il filtro aria auto, infatti, è soggetto a usura e se si utilizzasse il condizionatore  auto in questo caso la funzione di protezione da polline, batteri e virus sarebbe notevolmente compromessa.

Per procedere alla pulizia del filtro aria condizionata non è sempre necessario rivolgersi ad uno specialista, ma si può anche procedere con il fai da te. Il metodo più semplice è quello di controllare il libretto di uso e manutenzione della vettura per sapere dove è posizionato il filtro, estrarlo e poi procedere alla sua pulizia utilizzando un aspirapolvere o l’aria compressa così da rimuovere detriti ed impurità. In alternativa è possibile procedere ad una pulizia più approfondita ed alla igienizzazione dei filtri.

Per potersi trovare alla guida di una vettura sanificata è sempre bene recarsi presso una officina specializzata e procedere alla igienizzazione del condizionatore così da ridurre notevolmente i rischi di diffusione di virus e batteri. Il procedimento di igienizzazione verrà svolto tramite l’utilizzo di ozono con un macchinario specifico che erogherà il gas direttamente nelle bocchette del climatizzatore. La durata dell’operazione di igienizzazione dura circa 15 minuti ed al termine della stessa si dovrà far arieggiare l’abitacolo per circa un minuto.

Chi volesse procedere alla igienizzazione del condizionatore in autonomia potrà acquistare la schiuma igienizzante. Questa viene venduta in bombolette pressurizzate dotate di una sonda che dovrà essere inserita in ognuna delle bocchette di aerazione. Sarà sufficiente spruzzare la schiuma ed una volta che questa avrà raggiunto l’esterno si potrà passare alla bocchetta successiva. Prima di avviare il condizionatore auto si dovrà attendere che la schiuma igienizzante si sia asciugata.

Ovviamente procedere alla pulizia dei filtri e dell’impianto del climatizzatore auto e tralasciare la pulizia delle bocchette renderebbe tutto il lavoro praticamente inutile. Per essere sicuri di un risultato impeccabile si dovrà passare una spugna imbevuta di detergente nei singoli interstizi ed attendere che il prodotto si asciughi prima di avviare il condizionatore. Si potrebbe anche utilizzare l’aria compressa per rimuovere sporco e polvere, ma non consigliamo questo metodo perché il getto metterà soltanto in circolo lo sporco nell’abitacolo e non lo eliminerà.

Cose da sapere

Perché è importante sanificare l’impianto dell’aria condizionata?

Sottoporre l’impianto aria condizionata d igienizzazione è fondamentale, perché è proprio nelle bocchette del climatizzatore che spesso si annidano batteri ed impurità potenzialmente nocivi. La pratica di igienizzazione da seguire è quella effettuata con ozono e per essere sicuri di compiere la procedura corretta è fondamentale rivolgersi a ditte specializzate.

Ogni quanto bisogna pulire i filtri dell’aria condizionata?

Così come per gli impianti di casa, anche il filtro aria condizionata auto deve essere pulito almeno una volta l’anno specie considerando che la propria vettura è a contatto con tutte le impurità presenti su strada.

Ogni quanto bisogna sostituire i filtri dell’aria condizionata?

Non esiste un limite di utilizzo per i filtri dell’aria condizionata, ma almeno una volta l’anno è bene controllare il loro stato. Il filtro aria auto, infatti, è soggetto a usura e se si utilizzasse il condizionatore in questo caso la funzione di protezione da polline, batteri e virus sarebbe notevolmente compromessa.

Come si puliscono i filtri dell’aria condizionata?

Per pulire i filtri dell’aria condizionata si può utilizzare una schiuma  igienizzante che va spruzzata nei condotti di aspirazione della ventola, dopo aver lasciato il condizionatore per una decina di minuti alla massima potenza.

Come si puliscono le bocchette dell’aria condizionata?

Si dovrà passare una spugna imbevuta di detergente nei singoli interstizi ed attendere che il prodotto si asciughi prima di avviare il condizionatore. Si potrebbe anche utilizzare l’aria compressa per rimuovere sporco e polvere, ma non consigliamo questo metodo perché il getto metterà soltanto in circolo lo sporco nell’abitacolo e non lo eliminerà.