Michelin: quando gli pneumatici sono “green”

Auto elettriche e pneumatici: come sono fatte le gomme per le vetture green 2

L’abbassamento delle emissioni di CO2, voluto dall’Europa per contrastare il riscaldamento globale, riguarda tutta la filiera dell’auto, compresi i produttori di componenti e accessori. In particolare, le aziende costruttrici di pneumatici sono impegnate da tempo nella realizzazione di prodotti “puliti” con materiali sostenibili e nel far diventare i processi industriali più efficienti.

Michelin è tra le aziende più attive nella riduzione dell’impatto ambientale e ha varato il piano “All Sustainable Strategy” per ottenere la neutralità nelle emissioni di CO2 entro il 2050. Il colosso francese ha messo a punto un piano intermedio con scadenza 2030 per contenere l’impatto ambientale del 50% rispetto al 2010 e portare al 40% l’impiego di materie sostenibili nella struttura e nella mescola dei propri pneumatici.

Materiali sostenibili e pneumatici più efficienti

La strategia aziendale consiste in un insieme di progetti che hanno l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale in tutto il ciclo di vita degli pneumatici, a partire dalla ricerca di materiali sostenibili, all’estrazione “pulita” delle materie prime, fino all’uso di energia rinnovabile nei processi industriali. Nel piano Michelin ricoprono grande importanza gli pneumatici a basso indice di rotolamento, che agevolano la riduzione del consumo di carburante nelle auto tradizionali e di energia elettrica in quelle a zero emissioni. Va ricordato che gli pneumatici incidono per il 20% sul consumo di una vettura e avere gomme efficienti può consentire un risparmio notevole. In quest’ottica si inquadrano i nuovi pneumatici e.Primacy (per auto e suv) e Pilot Sport EV (la prima gomma sportiva per auto elettriche ad alte prestazioni) che contengono varie innovazioni tecnologiche dedicate all’ambiente.

pneumatici-ricostruiti

Un taglio a consumi ed emissioni con e.Primacy

Viene realizzato nella fabbrica di Cuneo quello che è il primo pneumatico sul mercato contrassegnato con la Dichiarazione Ambientale di Prodotto: è disponibile in più di 56 misure differenti e punta su prestazioni ed efficienza. La bassa resistenza di rotolamento permette di diminuire il consumo di carburante (fino a 0,21 l/100km) e di energia elettrica (fino a 30 km in più di autonomia) e di ridurre le emissioni di CO2 di 174 kg prendendo in considerazione l’intero ciclo vita.

Pilot Sport EV fa rendere di più le auto elettriche

Michelin Pilot Sport EV nasce per accrescere le prestazioni dinamiche delle auto sportive a batteria senza intaccare i livelli di autonomia. È stato messo a punto grazie all’esperienza della Formula E ed è in vendita in oltre 16 misure, da 18 a 22 pollici. La tecnologia ElectricGrip Compound è una delle innovazioni dello pneumatico premium: si tratta dell’impiego di una mescola più dura nella parte centrale del battistrada e una più efficiente sulla spalla al fine di contenere il consumo di energia nelle distanze più lunghe e consentire un chilometraggio maggiore.

Case produttrici più attente all’ambiente

Michelin non è sola. Anche gli altri produttori più importanti di pneumatici, già da diversi anni, sono impegnati nella riduzione dell’impatto ambientale, con la graduale eliminazione degli oli aromatici usati nella composizione della mescola che sono stati sostituiti con amalgamanti di origine naturale. Questa tecnica è stata usata per la nuova generazione di Michelin Energy Saver, per i nuovi Cinturato Pirelli e i modelli stradali di Yokohama.

Accanto all’utilizzo di materie di origine naturali, le aziende produttrici sono impegnate in prima linea in attività agricole come la coltivazione di caucciù, spesso caratterizzata da disboscamento selvaggio o coltivazione intensiva, progetti di riforestazione e salvaguardia delle riserve naturali. Il rinfoltimento delle aree verdi è una delle azioni più efficaci per centrare l’obiettivo della neutralità nelle emissioni di CO2. È impossibile cancellare le emissioni dalle attività produttive, ma possono essere bilanciate piantando alberi che durante il naturale ciclo vita assorbono quantità corrispondenti a quelle prodotte dagli stabilimenti.

Con Pirelli Care gli pneumatici si controllano con il telefono

Con Pirelli Care gli pneumatici si controllano con il telefono

Pirelli Care è il nuovo servizio che permette di acquistare gli pneumatici o anche soltanto di gestirne la salute pagando un canone mensile fisso. È possibile sottoscrivere l’abbonamento su internet o tramite la specifica applicazione per smartphone che, dopo aver analizzato le esigenze dell’automobilista, indica in automatico il tipo di gomma più adatto.

L’obiettivo di Pirelli Care è rendere più agevole l’acquisto e la gestione degli pneumatici tramite web o applicazione. Gli automobilisti sprovvisti di una copertura assicurativa accessoria come carro attrezzi e polizza pneumatici, hanno ora la possibilità di ricorrere a questo abbonamento che consente di usufruire di servizi che avrebbero un costo superiore se richiesti singolarmente in officina. La garanzia sugli pneumatici e l’assistenza stradale Europ Assistance sono infatti sempre incluse, anche nell’abbonamento base.

Pressione pneumatici: ecco come controllare la pressione delle gomme

I tre piani

Il servizio Pirelli è diviso in tre fasce, a seconda delle esigenze dell’automobilista.

  • Piano Easy: si rivolge a chi non ha necessità di acquistare gli pneumatici e include una serie di servizi al costo di 5 euro al mese. L’abbonamento comprende il soccorso stradale su tutto il territorio europeo, il check-up del veicolo, riparazioni in caso di forature e la sanificazione dell’auto.
  • Piano Smart: il secondo livello prevede anche un set di gomme, oltre a servizi come montaggio/smontaggio, equilibratura, garanzia su pneumatici per danni riparabili o irreparabili e fino alla sostituzione dell’intero set e il cambio stagionale. Con un piccolo sovrapprezzo è previsto anche il deposito delle gomme per chi sceglie di inserire pneumatici estivi e invernali.
  • Piano Superior: include uno o più set di pneumatici e tutti i servizi del piano Smart, anche il check-up del veicolo (controllo pressione pneumatici, verifica livello dei liquidi, dell’efficienza dell’impianto luci, scadenza della revisione ecc.), un controllo completo dell’assetto (verifica della convergenza, della campanatura e dell’incidenza, anteriore e posteriore, con azzeramento del sensore dell’angolo di sterzo dell’auto) e una sanificazione del veicolo.

Come conservare gli pneumatici al cambio di stagione

Come funziona

Per attivare Pirelli Care su internet è sufficiente registrarsi sul sito ufficiale; altrimenti è possibile scaricare l’app da App Store per dispositivi Apple e da Google Play Store per smartphone Android. Il passo successivo è scegliere il piano desiderato, dopo bisogna indicare tipo di auto e il proprio stile di guida, per consentire al sistema di suggerire la gomma più adatta. Inoltre è possibile scegliere servizi aggiuntivi, come il deposito stagionale degli pneumatici per chi opta per il piano Superior, al costo aggiuntivo di 8 euro al mese.

Quando abbiamo ultimato la scelta dei servizi e degli pneumatici, il sistema ci porta nella pagina conclusiva del preventivo, dove sono elencati tutti i servizi scelti e il costo mensile da sostenere. Come ultimo atto veniamo reindirizzati sul sito Pirelli per effettuare la registrazione dell’account e selezionare il metodo di pagamento.

Durata pneumatici: ogni quanti km vanno cambiati?

Quanto durano gli pneumatici e quando è necessario sostituirli?

Elemento di contatto fra la strada e l’auto, le gomme sono al centro di una domanda ricorrente posta dagli automobilisti: quanto durano gli pneumatici e quando è necessario sostituirli?

Sino a non molto tempo fa, la maggior parte degli automobilisti era convinta che la durata delle gomme auto dipendesse direttamente dalla data di fabbricazione.

L’ingresso sul mercato europeo della marcatura DOT, infatti, ha spinto molti a credere che ci fosse una stretta correlazione fra la data di produzione del pneumatico e la sua usura. In realtà, tale marcatura è stata imposta per rendere rintracciabile il lotto di provenienza.

INDICE
Ogni quanto cambiare le gomme?
Quanti km durano le gomme invernali?
Quanti km durano le gomme 4 stagioni?
Quanti km durano le gomme estive?
Pneumatici induriti: dopo quanto tempo?
Come controllare l’usura degli pneumatici
ABS e usura pneumatici

L’usura degli pneumatici di un veicolo dipende da moltissimi fattori ed è per questo molto difficile stabilire a priori ogni quando cambiarli. Ad influenzare la durata delle gomme auto sono per lo più due fattori:

  • le condizioni di utilizzo, che comprendono le modalità di carico dell’auto, il mantenimento della corretta pressione delle gomme, la velocità media a cui si viaggia, il tipo di strade percorse, la frequenza di urti subiti e l’esposizione degli pneumatici a determinate condizioni climatiche;
  • lo stato dell’immagazzinamento, prima e dopo dell’acquisto.

Solitamente, i principali marchi specializzati nella produzione di pneumatici consigliano di effettuare un controllo una volta all’anno, una volta superati i cinque anni dall’acquisto. Inoltre, considerato il deterioramento a cui vanno incontro gli pneumatici con il semplice passare del tempo, è bene sostituire le gomme dopo 10 anni di utilizzo, indipendentemente dalla loro condizione specifica.

Ma ci sono anche indicazioni relative alla distanza percorsa: a seconda della qualità e dalle condizioni d’uso delle gomme queste devono essere sostituite dopo aver percorso tra i 20.000 e i 50.000 km. Questa misura è però piuttosto variabile, visto che dipende non solo dalla qualità delle strade percorse, ma anche dallo stile di guida del conducente. Per questo è bene controllare con una certa frequenza lo stato di usura degli pneumatici, assicurandosi che lo spessore della scultura del battistrada non scenda sotto gli 1,6 millimetri (limite legale in Italia).

La durata media degli pneumatici invernali è simile a quella degli altri tipi di gomme, ed è compresa tra i 5 e i 10 anni. In ogni caso, gli pneumatici invernali vanno sostituiti quando lo spessore del battistrada è inferiore a 1,6 mm o quando lo pneumatico presenta fori, tagli, deformazioni o, ancora, zone particolarmente usurate.

Si consiglia di prestare particolare attenzione alla conservazione degli pneumatici invernali perché può influenzarne notevolmente la durata, scegliendo per lo stoccaggio un luogo non troppo umido e la cui temperatura non vari notevolmente.

Oltre all’usura, poi, per sapere quando cambiare le gomme invernali è sempre bene avere a mente la data del 15 maggio, termine ultimo per effettuare la sostituzione con quelli estivi.

Gli pneumatici 4 stagioni si configurano come le gomme del compromesso, molto popolari fra i conducenti che non intendono cambiare gli pneumatici della proprio auto a seconda della stagione.

In molti, però si chiedono se convengano veramente e soprattutto quale sia la durata delle gomme 4 stagioni in km.  La risposta è semplice: tendenzialmente questi pneumatici hanno una durata inferiore di circa il 10-15% rispetto a quelli stagionali specifici. Infatti, le stesse caratteristiche che ne consentono l’uso sia col sole che con la neve le rendono più esposte all’usura specialmente nel periodo estivo.

Per le gomme estive vale lo stesso discorso fatto per quelle invernali. La durata media degli questi pneumatici è compresa tra i 5 e i 10 anni, a seconda dei fattori che ne influenzano l’usura.

Un primo indicatore dell’usura delle proprie gomme è l’indurimento progressivo delle stesse. Infatti, con il passare degli anni gli pneumatici tendono a “seccarsi”, diventando meno elastici e uniformi. Oltre che al tatto, l’indurimento delle gomme risulta evidente anche a prima vista: quando avviene si possono osservare crepe che percorrono l’intera superficie dello pneumatico. Normalmente, anche a causa dell’indurimento progressivo, è necessario sostituire gli pneumatici dopo circa 10 anni dall’acquisto.

Per controllare l’usura degli pneumatici la prima cosa da fare è osservare attentamente il battistrada, il quale costituisce la zona del pneumatico a diretto contatto con l’asfalto. Lo stato delle scanalature, le imperfezioni e le disomogeneità della gomma incidono sulla sicurezza complessiva dell’auto, e quindi del conducente e dei passeggeri a bordo.

Una normativa europea stabilisce, inoltre, quale deve essere lo spessore minimo della scultura del battistrada (ovvero la profondità delle scanalature) degli pneumatici prima: il cambio gomme auto deve avvenire quando la scultura del battistrada ha raggiunto una profondità di 1,6 mm.

Per controllare se gli pneumatici del proprio veicolo rientrano in questo limite si utilizza solitamente un tassello in gomma, spesso proprio 1,6 mm, posto sul fondo di una delle scanalature del battistrada: quando lo spessore della scanalatura raggiunge il livello dell’indicatore significa che il pneumatico deve essere sostituito.

L’indicatore di usura è facilmente individuabile osservando il fianco del battistrada: esso può essere reperito in linea con il codice TWI, un triangolo o il logo del marchio. Alcuni produttori hanno previsto sugli pneumatici anche indicatori intermedi, raggiunti i quali le gomme non garantiscono più le prestazioni ottimali.

Per controllare l’usura del pneumatico si può usare anche il calibro di profondità, uno strumento efficace e reperibile in tutti gli autoricambi, che misura con esattezza la profondità delle scanalature del battistrada in più punti.

Molte persone si chiedono se l’ABS, il sistema antibloccaggio delle ruote che consente di migliorare le frenate in condizioni di scarsa aderenza al manto stradale, funzioni anche in caso di ruote usurate. La risposta è sì: l’ABS infatti agendo su tutte e quattro le ruote e impedisce loro di bloccarsi anche in caso ruote vecchie. Chiaramente, però, degli pneumatici molto usurati possono in ogni caso compromettere le capacità dell’auto nel tenere la strada e nel frenare.

Se è giunta l’ora di effettuare il cambio gomme auto, potete trovare un’ottima selezione di gomme 4 stagioni, invernali ed estive su ebay.it.

Cose da sapere

Quanti chilometri durano gli pneumatici?

La durata chilometrica degli pneumatici è molto variabile. In linea di massima, chi utilizza l’auto soprattutto per lavoro, dovrebbe sostituire gli pneumatici una volta compiuto un tragitto compreso fra 20.000 e 50.000 km.

Dopo quanto tempo vanno cambiati gli pneumatici?

Non esiste un limite di tempo definito che stabilisca quando cambiare gli pneumatici, tuttavia è consigliato di procedere alla sostituzione dopo 10 anni di utilizzo degli stessi, anche quando essi non hanno raggiunto la soglia d’usura prevista dalla normativa.

Come si controlla lo stato di usure del pneumatico?

Per controllare l’usura si utilizza solitamente un tassello in gomma, spesso 1,6 mm, posto sul battistrada: quando quest’ultimo raggiunge il livello dell’indicatore significa che il pneumatico deve essere obbligatoriamente sostituito.

L’ABS agisce anche quando gli pneumatici sono usurati?

Sì, l’ABS agendo su tutte e quattro le ruote impedisce loro di bloccarsi anche su asfalto bagnato o ruote usurate.

Quando vanno cambiati gli pneumatici invernali?

La data da tenere a mente è quella del 15 maggio, termine ultimo per sostituire gli pneumatici invernali con quelli estivi.

Auto elettriche e pneumatici: come sono fatte le gomme per le vetture green

Auto elettriche e pneumatici: come sono fatte le gomme per le vetture green 2

Gli pneumatici rappresentano uno degli elementi più importanti di un’automobile. Sono l’elemento di contatto tra l’auto e la strada e proprio per questo, uno dei più importanti strumenti di sicurezza a bordo di un veicolo. Ma non solo. Le gomme, infatti, sono ciò che permette ad un’automobile di esprimere tutto il suo potenziale prestazionale. Insomma, senza le gomme, le automobili non potrebbero esistere e oggi, con il sempre maggiore numero di auto elettriche circolanti, gli pneumatici si sono evoluti, proprio per rispondere alle esigenze e alle caratteristiche tecniche delle nuove auto a batteria. Vediamo quindi come sono fatte le gomme per le auto elettriche.

Auto elettriche e pneumatici: come sono fatte le gomme per le vetture green

La questione peso

Per quanto a prima vista un’auto elettrica possa sembrare simile ad una ad alimentazione tradizionale, in realtà questa è molto diversa per moltissimi fattori, su tutti il peso. Mediamente un’elettrica pesa il 20/30% in più rispetto ad un’auto a benzina o diesel di pari categoria. Questo perché il pacco batterie da solo pesa mediamente 300/400 kg. Un peso notevole che va inevitabilmente a scaricarsi tutto sugli pneumatici. Per questo motivo i costruttori di gomme propongono per le elettriche coperture dotate di una struttura rinforzata, utile anche in considerazione del fatto che questo peso extra sulle elettriche spesso si concentra molto in basso, andando così a modificare il tradizionale lavoro di una gomma su strada. Per questo motivo la struttura interna è realizzata con maglie in tessuti e filamenti metallici particolarmente resistenti e anche il tallone, ovvero la parte di raccordo tra battistrada e fianco, viene realizzato con mescole diverse.

Si viaggia in silenzio

Altro importante aspetto da tenere in considerazione quando si parla di pneumatici per auto elettriche è la silenziosità. Le auto a batteria si muovono quasi senza emettere alcun rumore. Di conseguenza, è importante mettere a punto pneumatici altrettanto silenziosi. Cosa più facile a dirsi che a farsi naturalmente. In generale si lavora molto sul disegno del battistrada oltre che sulla tipologia di mescola, e soprattutto, sulla dimensione delle gomme: più sono strette e più saranno silenziose. Il tutto per assicurare un basso coefficiente di rotolamento che, inoltre, ha anche importanti impatti sull’autonomia.

Auto elettriche e pneumatici: come sono fatte le gomme per le vetture green 1

Occhio all’autonomia

Ecco, proprio l’autonomia è un altro aspetto molto importante nello sviluppo di uno pneumatico per un’auto elettrica. Come sappiamo bene, l’autonomia è il principio intorno al quale ruota tutto il funzionamento di un modello a batteria. Riuscire a preservarne il più possibile è fondamentale per rendere l’auto quanto più efficiente possibile. Per questo motivo, i produttori di pneumatici tendono a scegliere mescole leggermente più dure, per limitare quella congenita perdita di energia che si genera con il normale rotolamento degli pneumatici sull’asfalto.

Prestazioni sotto controllo

Ma a complicare ulteriormente le cose ci pensano le prestazioni delle auto elettriche. Solitamente associate a modelli lenti e poco performanti, le auto elettriche sono invece in grado di garantire prestazioni notevoli grazie alla disponibilità di coppia già da zero giri e quindi nel momento stesso in cui si preme il piede destro sull’acceleratore. Per questo, i costruttori devono mettere a punto gomme sì resistenti, sì silenziose, sì resistenti al rotolamento, ma anche molto performanti, in grado di scaricare quindi a terra tutta la potenza e la coppia che un motore elettrico è in grado di generare. Il che, di solito porta necessariamente a dei compromessi. Per modelli molto sportivi si tende a sacrificare il silenzio e l’autonomia per garantire prestazioni superiori, mentre su modelli pensati per la città si fa l’opposto.

Gomme estive: quando montarle?

Quando montare gli pneumatici estivi?

Il cambio delle gomme a seconda delle stagioni è regolato da leggi specifiche, che indicano le date esatte in cui passare dagli pneumatici invernali a quelli estivi. Quest’anno la sostituzione è fissata per il 15 aprile: a partire da questa data si avranno 30 giorni di tempo, e quindi fino al 15 maggio 2022, per montare le gomme estive. Al netto delle esenzioni, scaduto questo termine chi continuerà a viaggiare con pneumatici invernali sarà passibile di multe e sanzioni.

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INDICE
Quando montare le gomme estive?
Cambio gomme estive: obbligo ed esenzioni
Come riconoscerli?
Sigla pneumatici estivi
Come conservarli?

Come accennato, è la legge a fissare le date per la sostituzione degli pneumatici. In particolare, quest’anno la finestra temporale per poter effettuare il cambio da gomme invernali a quelle estive va dal 15 aprile al 15 maggio 2022.

Secondo le statistiche, circa il 50% dei conducenti che si spostano sul territorio italiano non effettua il cambio nei tempi prestabiliti e rischia multe salate. Chi non monta gli pneumatici stagionali per tempo può incorrere in una sanzione compresa fra 422 e 1.695 euro, a cui si aggiunge la possibilità di ritiro della carta di circolazione, con conseguente obbligo di prova e visita presso la motorizzazione di pertinenza.

L’obbligo di sostituzione dei pneumatici invernali con quelli estivi non ricade però su tutti i tipi di gomme. Infatti, gli pneumatici invernali (cioè quelli che riportano la marcatura M+S) che posseggono un codice di velocità uguale o superiore a quello indicato sulla carta di circolazione della vettura sulla quale sono montati, possono non essere sostituiti ed essere utilizzati per tutto l’arco dell’anno.

Per questo motivo, in realtà l’obbligo di sostituzione si applica solo ai pneumatici invernali che abbiano un codice di velocità inferiore rispetto a quello previsto sul libretto di circolazione del veicolo su cui sono montati. Per visionare qual è il codice di velocità previsto sul libretto di circolazione della propria auto, basta osservare l’ultima lettera indicata a seguito delle misure degli pneumatici ammessi sul mezzo (più la lettera è in fondo all’alfabeto, più è alto il codice di velocità).

Distinguere gli pneumatici estivi da quelli invernali non è complicato se si sa a cosa guardare. A fare la differenza tra i due tipi di pneumatici è, infatti, il disegno presente sul battistrada, ovvero la parte del pneumatico a contatto con il suolo. Le gomme invernali possiedono un battistrada profondamente scanalato e disseminato di lamelle su tutta la superficie, necessarie per consentire allo pneumatico di avere una maggiore “presa” su strada in condizioni di neve e ghiaccio.

Gli pneumatici estivi, al contrario, sono ottimizzati per affrontare il caldo stagionale e ridurre le difficoltà durante gli acquazzoni improvvisi. Per farlo non hanno bisogno di alcuna lamella: ad essere necessarie sono invece le scanalature longitudinali e trasversali, le prime ottime per raccogliere l’acqua e le seconde per espellerla. Inoltre, ai bordi sono presenti smussature tassellate, per migliorare la manovrabilità e diminuire gli effetti dell’aquaplaning.

Oltre al disegno del battistrada, si possono anche guardare le marcature specifiche presenti sullo pneumatico, che indicano le sue capacità. Ad esempio, la sigla M+S, che sta per fango e neve (Mud&Snow), sarà utilizzata per lo più su pneumatici quattro stagioni o invernali.

Cambio gomme estive 2018: date, costi e normative 1

Guardare alle marcature delle gomme può essere utile a distinguere tra invernali ed estive, ma non esiste un vero e proprio simbolo distintivo specifico. Di solito si individuano le gomme estive quando è assente la sigla Mud & Snow (M+S), ovvero quella che identifica uno pneumatico come idoneo a circolare su fango e neve.

Avere più set di gomme per la propria vettura da usare in stagioni diverse impone anche di disporre di un luogo idoneo per conservarle quando si dismettono. Forse non tutti lo sanno, ma le condizioni dell’ambiente in cui vengono tenute le gomme quando sono inutilizzate possono influire parecchio sulla loro durata, che può essere allungata mettendo in pratica alcuni accorgimenti.

Per prima cosa, è sempre bene portare la pressione degli pneumatici inutilizzati a 0,5 bar in più rispetto a quanto indicato. Il luogo di stoccaggio deve essere poi protetto dai raggi solari ed in generale dai raggi UV, oltre ad essere fresco, asciutto e privo di umidità. Ovviamente gli pneumatici devono anche essere tenuti lontani da oli o solventi per non accelerarne l’usura.

Inoltre, nel momento in cui si smontano le gomme dalla vettura, è meglio contrassegnarle con la posizione in cui si trovano (posteriore/anteriore, destra/sinistra): questo faciliterà il montaggio al momento del bisogno. Una volta rimossi, si può optare per conservare gli pneumatici con i loro cerchi oppure senza di essi. Nel primo caso è possibile impilarli uno sull’altro, mentre nel secondo le gomme senza cerchi devono essere appese separatamente o poste l’una affianco all’altra.

Infine, prima del montaggio delle gomme è sempre consigliato un controllo: la verifica della presenza di anomalie, difetti o tagli può evitare di avere brutte sorprese una volta rimontati gli pneumatici.

Manutenzione pneumatici: i controlli da effettuare

Consigli utili per la manutezione degli pneumatici

Gli pneumatici sono una componente fondamentale di qualsiasi veicolo e giocano un ruolo decisivo nell’ambito della sicurezza stradale: infatti, le gomme rappresentano l’unico punto di contatto tra un veicolo e il suolo. Preservarne l’efficienza è quindi essenziale e qui potete trovare un piccolo approfondimento su come mantenere in buono stato i vostri pneumatici.

INDICE
 Rotazione pneumatici
 Equilibratura gomme
 Convergenza auto fai da te
 Pressione gomme
 Cambiare pneumatici da soli

Qualsiasi pneumatico si usura in maniera diversa a seconda della posizione in cui viene montato sul veicolo: davanti, dietro, a destra o a sinistra. Un’operazione molto importante è dunque lo scambio periodico delle gomme tra gli assi, operazione che rende uniforme il loro consumo e di conseguenza ne garantisce una migliore efficacia, a tutto vantaggio della sicurezza.

Per assicurarsi i massimi benefici, la rotazione dovrebbe essere effettuata ad intervalli regolari: normalmente la rotazione avviene ogni 10.000/15.000 km, ma può essere anche più frequente nel caso in cui il veicolo sia sottoposto a carichi pesanti.

Infine, bisogna ricordare che gli pneumatici anteriori hanno la tendenza a consumarsi molto più velocemente. Qualora si proceda alla loro sostituzione senza cambiare le gomme posteriori, è consigliato montare il nuovo set al retrotreno, spostando le posteriori all’avantreno. Così facendo la vettura risulterà più stabile.

L’equilibratura degli pneumatici, che consiste nel bilanciare in modo uniforme i pesi della gomma evitando zone più pesanti di altre, è un’operazione volta ad evitare fenomeni di usura precoce. Rendendo omogenei gli pneumatici, l’equilibratura elimina possibili vibrazioni e fornisce un’adeguata protezione a sospensioni, cuscinetti e sistema di sterzo. Normalmente questo intervento di manutenzione degli pneumatici viene eseguito nel momento in cui si decide di andare a sostituire uno pneumatico, e vede l’impiego di particolari contrappesi di bilanciatura.

Quando uno pneumatico non è bilanciato e presenta un’area più pesante rispetto alle altre, si consuma in modo irregolare, precoce e sollecitando maggiormente l’avantreno. Anche in questo caso, l’operazione dovrebbe essere effettuata ogni 10.000 km; tuttavia, nel caso di una vettura sportiva, è preferibile ricorrervi già al raggiungimento dei 5.000 chilometri.

Per convergenza degli pneumatici si intende la regolazione meccanica delle ruote al fine di allinearle. Questa operazione viene svolta per uniformare l’usura degli pneumatici, migliorare la tenuta di strada e rendere la guida confortevole e stabilizzare la direzionalità rettilinea.

Ci sono vari occasioni in cui può verificarsi un mancato allineamento: potrebbe essere la conseguenza di un contatto delle gomme con un marciapiede o con una buca piuttosto profonda. Non sempre lo spostamento di pochi millimetri della regolazione della convergenza produce rumori, vibrazioni o provoca un comportamento anomalo del veicolo. Tuttavia, il battistrada è destinato a consumarsi più rapidamente e in modo disomogeneo, inficiando anche la tenuta di strada e quindi la sicurezza.

Per verificare il corretto allineamento è sufficiente scegliere un rettilineo pianeggiante poco trafficato, e lasciare per pochi secondi il volante. Se la vettura tende a spostarsi verso i lati della carreggiata, meglio optare per l’intervento di un gommista.

Tra gli interventi di manutenzione degli pneumatici non può essere sottovalutata l’importanza del controllo della pressione, che si può facilmente misurare con il sensore pressione. Infatti, se le gomme di un veicolo sono gonfiate correttamente si riduce il rischio di perdita di controllo. Inoltre, viaggiare con degli pneumatici a bassa pressione ha come conseguenza un maggior consumo di carburante.

Pressione pneumatici: ecco come controllare la pressione delle gomme

Per la massima sicurezza, bisognerebbe sottoporre gli pneumatici della propria auto a un controllo periodico della pressione almeno una volta ogni 30 giorni, e in generale prima di partire per lunghi viaggi. In più, per garantire una misurazione corretta, è opportuno procedere al controllo a pneumatici freddi.

Ogni modello di auto richiede una pressione delle gomme specifica, a cui è possibile risalire leggendo il capitolo dedicato sul manuale d’uso e manutenzione del veicolo. L’indicazione può anche essere trovata sull’etichetta della portiera o all’interno dello sportellino del carburante. Se scoprite che la pressione delle gomme è troppo bassa, potete procedere a gonfiarle da soli servendovi di un compressore volumetrico oppure farlo gratuitamente presso la maggior parte delle stazioni di servizio.

Anche se di solito la sostituzione dei pneumatici viene affidata al proprio gommista di fiducia, il cambio delle gomme è un’operazione che è possibile svolgere anche da soli se si hanno a disposizione gli strumenti adatti: bastano un cric idraulico e la giusta chiave per i bulloni.

In ogni caso,  se si opta per cambiarsi autonomamente gli pneumatici è sempre utile rivolgersi ad uno specialista per le operazioni di allineamento ed equilibratura. Questo onde evitare di sbagliare e trovarsi con una vettura dalla manovrabilità compromessa e delle gomme dall’usura anomala, a scapito della sicurezza.

 

Come conservare gli pneumatici? Tutto su porta pneumatici e stoccaggio

Come conservare gli pneumatici al cambio di stagione

Ad ogni cambio di stagione, gli automobilisti si chiedono come effettuare il cambio gomme per poter circolare senza incorrere in sanzioni. ma c’è un altro elemento sul quale riporre attenzione una volta effettuato il cambio gomme stagionale, ovvero come conservare le gomme invernali o estive, in attesa del momento di rimontarle. Ecco quindi qui di seguito la spiegazione passo a passo su come conservare adeguatamente le gomme, sia estive che invernali.

INDICE
Come conservare gli pneumatici: le accortezze
Porta gomme auto da box
Scaffali porta gomme auto
Sacchi per conservare pneumatici
Come appendere le gomme in garage
Come conservare pneumatici senza cerchio
Come rovinare le gomme auto: cosa NON fare
Pulizia gomme: ecco cosa fare

Prima di procedere allo smontaggio delle gomme un suggerimento da seguire è quello di gonfiare le stesse e indicare il posizionamento sulla vettura così da procedere all’inversione una volta che si dovranno montare nuovamente sull’auto. Così facendo si potrà godere di un consumo omogeneo del battistrada. Analogamente è sempre consigliato effettuare un lavaggio accurato degli pneumatici con acqua pressurizzata, così da eliminare sporco e residui chimici che possono intaccare il battistrada. Completata questa operazione è fondamentale procedere alla asciugatura delle gomme.

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Per evitare che gli pneumatici smontati rischino di deformarsi a contatto con il terreno, è sempre utile dotarsi di un porta gomme auto da box. In commercio sono presenti numerose tipologie in grado di soddisfare tutte le necessità. Quelli più comuni sono a mensola, e consentono di posizionare le gomme auto senza che queste tocchino terra, ma sono presenti anche sistemi a torre, che consentono di impilare gli pneumatici uno sopra l’altro senza che questi tocchino tra loro.

La tipologia di porta gomme auto casalingo è lo scaffale. Questo può essere sia a parete che a terra ed in commercio sono presenti soluzioni di diverse misure, così da accogliere differenti tipologie di gomme auto. Lo scaffale consentirà la conservazione degli pneumatici in tutta sicurezza, dato che la porzione di battistrada a contatto con la lamiera sarà minima e quindi non ci sarà il rischio di deformazione della gomma.

Per i più scrupolosi sono presenti in commercio anche appositi sacchi per conservare gli pneumatici la cui finalità è quella di ridurre l’evaporazione degli oli dalle mescole di gomma ed aumentare, di conseguenza, la durata degli pneumatici. Oltre a proteggere dall’azione dei raggi UV, i sacchi per conservare pneumatici sono dotati anche di comode maniglie che si rivelano utili per trasportare gli stessi nei porta gomme auto.

Se gli spazi a disposizione in garage non sono enormi è possibile conservare le gomme in sospensione. In questo caso sarà necessario appendere le gomme al soffitto o alla parete avendo cura di assicurare il gancio o il cavo ai raggi del cerchio senza che tocchi lo pneumatico per non deformarlo.

I suggerimenti che abbiamo fornito sino ad ora sono tutti relativi alla conservazione delle gomme installate sui cerchi, ma è possibile conservare gli pneumatici anche senza il cerchio ruota. In questo caso, però, una volta rimosse dai cerchioni le gomme non dovranno mai essere appese o impilate una sopra l’altra, pena la deformazione delle stesso, ma dovranno essere conservate in posizione verticale avendo cura di ruotarle almeno una volta al mese.

A parte l’eccessiva vecchiaia e un chilometraggio esagerato, un altro modo per causare il deterioramento degli pneumatici è mantenere l’auto ferma a lungo: rischiamo infatti di ritrovarle ovalizzate. Questa deformazione può diventare semi-permanente nel caso in cui lo stop dell’auto vada oltre il primo mese.  Ciò che accade viene definito nel gergo flat spottingil battistrada si appiattisce a causa del peso dell’auto nel punto in cui le gomme poggiano sulla strada.

Attenzione però se vogliamo rimediare gonfiando gli pneumatici a una pressione maggiore. Non dobbiamo comunque superare il limite massimo per non incorrere in scoppi o altri danni accidentali. Un altro errore frequente che rende i pneumatici ovalizzati, come detto, è quello di appenderli quando sono smontati, invece che conservarli a terra o impilati.

Ulteriori abitudini che danno luogo a pneumatici rovinati sono quelle che riguardano la negligenza nella manutenzione. Occorre infatti evitare di: gonfiare poco le gomme, controllando la pressione 1 volta al mese; invertire la posizione dall’anteriore al posteriore, cosa che invece ne aumenta la durata;  dimenticarsi di procedere all’equilibratura, per evitare anche l’usura delle sospensioni.

Come abbiamo anticipato in precedenza,prima di conservare le gomme è fondamentale procedere alla loro accurata pulizia. Basterà utilizzare acqua e sapone e dotarsi di un pennello per poter pulire anche gli intagli del battistrada, rimuovendo di conseguenza anche lo sporco ed i detriti più ostinati.

Una volta terminata la pulizia, è importantissimo asciugare con estrema attenzione le gomme auto prima di conservarle, così da evitare il formarsi di muffe. I più pignoli potranno cospargere gli pneumatici con talco industriale, in modo tale da migliorarne la conservazione.

Cose da sapere

Come pulire le gomme auto prima dello stoccaggio?

Prima di conservare le gomme è fondamentale procedere alla loro accurata pulizia. Basterà acqua e sapone e un pennello per pulire anche gli intagli del battistrada rimuovendo così anche lo sporco ed i detriti più ostinati. Una volta terminata la pulizia è importantissimo asciugare con estrema attenzione le gomme auto prima di conservarle così da evitare il formarsi di muffe.

Cosa fare prima di smontare le gomme per il cambio stagionale?

Prima di procedere allo smontaggio delle gomme un suggerimento da seguire è quello di gonfiare le stesse e indicare il posizionamento sulla vettura così da procedere all’inversione una volta che si dovranno montare nuovamente sull’auto. Così facendo si potrà godere di un consumo omogeneo del battistrada.

Come conservare le gomme auto?

Per evitare che gli pneumatici smontati si deformino a contatto con il terreno è sempre utile dotarsi di un porta gomme auto da box. La tipologia di porta gomme auto casalingo  più diffusa è lo scaffale. Per i più scrupolosi sono presenti in commercio anche appositi sacchi per conservare gli pneumatici la cui finalità è quella di ridurre l’evaporazione degli oli dalle mescole di gomma ed aumentare, di conseguenza, la durata degli pneumatici

Si possono appendere le gomme in garage?

Se gli spazi a disposizione in garage non sono enormi è possibile conservare le gomme in sospensione. In questo caso sarà necessario appendere le gomme al soffitto o alla parete avendo cura di assicurare il gancio o il cavo ai raggi del cerchio senza che tocchi lo pneumatico per non deformarlo.

Si possono conservare le gomme senza cerchi?

Si, è possibile conservare gli pneumatici anche senza il cerchio ruota. In questo caso, però, una volta rimosse dai cerchioni le gomme non dovranno mai essere appese o impilate una sopra l’altra, pena la deformazione delle stesso, ma dovranno essere conservate in posizione verticale avendo cura di ruotarle almeno una volta al mese

Come smaltire gli penumatici : cosa sapere su ritiro e smaltimento

Come smaltire gli pneumatici e tutelare l'ambiente

I vostri pneumatici hanno perso sicurezza, efficienza ed efficacia? State pensando di montare un nuovo set di gomme sulla vostra automobile? In tal caso, una volta acquistato un nuovo treno di gomme, quello vecchio non può essere semplicemente gettato nell’indifferenziata. Vi spieghiamo passo a passo quali obblighi sono da rispettare scrupolosamente per quanto riguarda lo smaltimento pneumatici usati. Scopriamo cosa dice la normativa.

INDICE
Gomme usate: la normativa
Smaltimento pneumatici fuori uso
Smaltimento pneumatici in discarica: è possibile?
Cos’è e come funziona il contributo smaltimento gomme
Ritiro pneumatici gratis: come funziona? 
Riciclo pneumatici usati: alcune idee
Come trovare il gommista più vicino a me

La normativa vigente che regola lo smaltimento pneumatici usati è contenuta nel Decreto Ministeriale n. 82 del 2011. Questa disciplina ha come obiettivo primario la gestione degli pneumatici fuori uso (PFU) al fine di ottimizzarne il recupero, prevenire la formazione dei rifiuti e proteggere l’ambiente.

I soggetti designati come responsabili dal decreto per ciò che riguarda la gestione degli pneumatici fuori uso sono le ditte specializzate. Altri articoli del decreto si concentrano su come verranno determinate le quantità di pneumatici fuori uso da gestire e i relativi contributi economici, chi dovrà riscuotere  i contributi ambientali e le modalità per ripartire i costi di gestione, chi sono gli organi deputati al controllo e le sanzioni in caso di inadempienze.

Possiamo capire come mai la legge sia così rigida solo tenendo conto di quanto le gomme siano effettivamente rifiuti altamente inquinanti e soggetti a combustione. L’articolo 228 del Decreto Legislativo numero 152/06 S.M.I obbliga infatti i produttori di gomme ad occuparsi anche della fase di smaltimento, mantenendo equilibrio fra pneumatici venduti e smaltiti. Per chi viola questa norma, la sanzione amministrativa sarà commisurata alla gravità e alle conseguenze dell’inadempienza.

Il ritiro degli pneumatici usati, primo passo dello smaltimento, deve essere effettuato dal gommista senza pagare alcun supplemento di costo oltre la manodopera. Il costo dello smaltimento, a partire del 2011, è incluso nel prezzo di acquisto degli pneumatici anche nel caso in cui questo sia avvenuto online. Ovviamente il rivenditore non trattiene per sé questa cifra ma la versa alla casa che ha prodotto gli pneumatici e dalla quale li ha acquistati. La casa produttrice invia ai consorzi di smaltimento i contributi PFU (Pneumatici Fuori Uso) e questi ritirano gli pneumatici dai gommisti.

Si può credere, erroneamente, di potersi disfare degli pneumatici usati in autonomia, magari portando il set di gomme in discarica. In realtà non funziona così. L’unico soggetto autorizzato allo smaltimento degli pneumatici fuori uso è il gommista il quale, una volta ritirate le gomme usate, dovrà contattare l’azienda comunale per i rifiuti e concordare il corretto smaltimento.

In ogni caso si faccia attenzione al divieto di abbandonare ed eliminare in maniera illegale e noncurante gli pneumatici. Il rischio più grande, per l’ambiente e la salute di tutti, è che finiscano bruciati.

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Il Decreto 11 aprile 2011 n. 82 dispone il pagamento di un contributo a carico del cliente finale finalizzato alla copertura dei costi necessari per lo smaltimento degli pneumatici fuori uso, che consiste nel prelievo degli pneumatici e nel trasporto presso appositi centri di stoccaggio dove avvengono le operazioni di frantumazione e recupero degli pneumatici usati.

Dopo varie modifiche di legge, il contributo ambientale per lo smaltimento PFU è stabilito in misura variabile in base al tipo di pneumatico, poiché i costi di smaltimento cambiano in base al peso e alle dimensioni dello stesso; ovvero a seconda che siano piccoli, medi e grandi. In media, comunque, lo smaltimento delle quattro ruote comporta la spesa di 10-12 euro.sa

Per gli pneumatici piccoli, con peso compreso tra 0 e 35 kg, il PFU varia tra 0,58 € e 7,56 €; per gli pneumatici medi, con peso compreso tra 35 e 155 kg, il PFU varia tra 11 € e 29,33 €; per gli pneumatici grandi, il PFU varia tra 44,47 € e 228,08 €.

Che l’acquisto avvenga online o meno, quando si procede all’installazione di un nuovo set di gomme,  sarà sempre il gommista a provvedere al ritiro degli pneumatici usati. Lo stesso che effettuerà l’operazione di montaggio del nuovo treno. Come detto, si può stare tranquilli per quanto riguarda il ritiro: è totalmente gratuito.

Il riuso è un’alternativa intelligente al riciclaggio. Se non ci si vuole disfare degli pneumatici usati, con un po’ di fantasia, è possibile inventarsi nuove funzioni per riutilizzare le gomme in mille altri modi. Se però cercate ispirazione, potete pensare a trasformare le gomme in fioriere colorate, semplicemente dipingendo accuratamente tutta la superficie esterna con colori accesi; oppure si possono creare degli interessanti pouf o tavoli da giardino, adottando tavole in compensato che possano fungere da sostengo per il cuscino, o da base da appoggio per il tavolino.

Ora che conoscete la normativa e i dettagli sullo smaltimento degli pneumatici, non resta che recarsi presso il gommista più vicino. Come trovarlo? Se non usate abitualmente le mappe del telefono, a cui potete chiedere aiuto digitando “gommista vicino a me”, potete utilizzare le PagineGialle, anche in versione online, oppure affidarvi ad un sito web specializzato dopo averlo trovato sul motore di ricerca.

 

Cose da sapere

Cosa prevede la normativa sullo smaltimento dei pneumatici?

Il  Decreto Ministeriale n. 82 del 2011 disciplina la gestione degli pneumatici fuori uso (PFU) al fine di ottimizzarne il recupero, prevenire la formazione dei rifiuti e proteggere l’ambiente.

Come funziona lo smaltimento dei pneumatici fuori uso?

Lo smaltimento degli pneumatici usati deve essere effettuato dal gommista senza pagare alcun supplemento di costo oltre la manodopera. Il costo dello smaltimento è incluso nel prezzo di acquisto degli pneumatici anche nel caso in cui questo sia avvenuto online. Il rivenditore versa questa cifra alla casa produttrice, che invia ai consorzi di smaltimento i contributi PFU (Pneumatici Fuori Uso) e questi ritirano gli pneumatici dai gommisti.

Si possono smaltire in autonomia i pneumatici fuori uso?

No, non è possibile: l’unico soggetto autorizzato allo smaltimento degli pneumatici fuori uso è il gommista il quale, una volta ritirate le gomme usate, dovrà contattare l’azienda comunale per i rifiuti e concordare il corretto smaltimento.

Cos’è il contributo smaltimento gomme?

Il Decreto 11 aprile 2011 n. 82 dispone il pagamento di un contributo a carico del cliente finale finalizzato alla copertura dei costi necessari per lo smaltimento degli pneumatici fuori uso. Il contributo ambientale per lo smaltimento PFU è stabilito in misura variabile in base al tipo di pneumatico  poiché i costi di smaltimento cambiano in base al peso e alle dimensioni dello stesso.

Obbligo pneumatici invernali: ecco cosa dice la legge

Quando montare gli pneumatici invernali?

15 novembre, una data ormai nota a tutti gli automobilisti. Proprio in questo giorno scatta l’obbligo del cambio gomme invernali che costringe all’abbandono delle gomme estive ormai non più adatte ad affrontare tratti stradali condizionati da scarsi livelli di aderenza a causa delle condizioni meteo rigide.

INDICE
Pneumatici invernali: quali sono?
Come riconoscere le gomme da neve
Codice velocità gomme termiche
Obbligo gomme invernali: periodo e date
Normativa pneumatici invernali/a>
Cambio gomme invernali: le sanzioni
I vantaggi delle gomme invernali
Montaggio gomme invernali: come fare

Quando si parla di gomme invernali si intende quella tipologia di pneumatici caratterizzati da un disegno del battistrada specifico, con solchi più profondi, utile ad estrarre un maggior quantitativo d’acqua in caso di pioggia. Gli pneumatici invernali sono dotati anche di mescole più morbide rispetto alle gomme estive in grado di assicurare una migliore aderenza anche in caso di temperature dell’asfalto molto fredde.

Per verificare di avere adottato sulla propria vettura gomme invernali sarà sufficiente leggere la dicitura riportata sulla spalla dello pneumatico. Le gomme da neve si riconoscono dalla sigla M+S, acronimo di Mud+Snow, che indica la possibilità per gli pneumatici invernali di affrontare sia terreni fangosi che innevati. In alcuni casi è presente anche il simbolo del fiocco di neve riservato, però, solo agli pneumatici che hanno superato specifici test invernali.

Montare le gomme invernali sulla propria auto comporta anche il rispetto di determinati limiti di velocità riportati proprio sulla spalla degli pneumatici. Qui, infatti, sono presenti delle lettere dell’alfabeto  che indicano a quale velocità massima è possibile circolare con quel particolare tipo di gomme da neve. I codici sono i seguenti:

  • Q (velocità massima consentita 160 km/h)
  • R (massimo 170 km/h)
  • S (massimo 180 km/h)
  • T (massimo 190 km/h)
  • H (massimo 210 km/h)
  • V (massimo 240 km/h)
  • ZR (velocità consentita superiore ai 240 km/h)

L’obbligo di montare gomme invernali scatta con l’arrivo della stagione fredda per consentire a gran parte degli automobilisti di trovarsi alla guida di auto dotate di pneumatici adatti anche a situazioni meteorologiche avverse. Il termine ultimo per adottare gomme invernali scatta il 15 novembre di ogni anno e si conclude il 15 aprile. A partire da questa data si dovrà procedere all’installazione delle gomme estive.

Il nostro Codice della Strada, all’articolo 6, disciplina il cambio gomme invernali sia sulle vetture che sui mezzi pesanti, ma sono poi gli enti gestori delle singole tratte stradali a stabilire se questo obbligo debba essere applicato o meno. Sarà quindi fondamentale, prima di mettersi in viaggio, verificare che sulla tratta stradale che si dovrà percorrere sia obbligatoria l’adozione delle gomme invernali.

In caso si venga fermati da una pattuglia e non si sia rispettato l’obbligo di gomme invernali si possono rischiare multe salate. La sanzione minima nei centri abitati va da 41 a 169 euro, mentre sulle autostrade e strade extraurbane, principali o assimilate, la sanzione va da un minimo di 85 ad un massimo di 338 euro. Oltre alla sanzione pecuniaria è prevista anche la decurtazione di tre punti sulla patente di guida.

Il cambio gomme invernali non è un capriccio voluto dal legislatore, ma una scelta dettata da ragioni di sicurezza ed economiche. L’adozione di gomme invernali, infatti, comporta una maggior aderenza della vettura in condizioni di asfalto freddo, bagnato, fangoso o innevato. Inoltre la capacità di frenata dell’auto dotata di pneumatici invernali è decisamente superiore, su fondi a scarsa aderenza, a quella di un modello analogo dotato di gomme estive a tutto vantaggio della sicurezza.

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Per montare le gomme invernali sarà sufficiente recarsi dal proprio gommista di fiducia e far compiere a lui l’operazione dato che, una volta installato lo pneumatico, oltre al gonfiaggio dello stesso alla pressione corretta, dovrà essere effettuata l’equilibratura delle quattro gomme. Dato che l’utilizzo delle gomme invernali è limitato in un determinato periodo di tempo, ad ogni cambio gomme è bene riporre quelle sostituite in un luogo asciutto così da aumentare la durata degli pneumatici a tutto vantaggio del portafogli.

Cose da sapere

Quando scatta l’obbligo di montare le gomme invernali?

In Italia le gomme invernali sono obbligatorie dal 15 novembre al 15 aprile di ogni anno. Si ha poi tempo un mese per cambiare gli pneumatici invernali con quelli estivi, cioè fino al 15 maggio.

Come riconoscere le gomme invernali?

I pneumatici da neve devono riportare sul fianco il simbolo gomme invernali “M+S” (abbreviazione di “Mud & Snow”); in alternativa potranno comparire le scritte MS, M/S, M-S o M&S. La presenza delle diciture “da neve”, “all season”, “all weather” o “termiche”, “invernali” non ha invece validità, potendo far scattare sanzioni in caso di controllo.

Quali sanzioni sono previste in caso di violazione dell’obbligo di gomme invernali?

Chi, nel periodo e nelle zone in cui è obbligatorio l’utilizzo di gomme da neve, dovesse circolare senza, è punibile con una sanzione pecuniaria, di ammontare diverso a seconda del tipo di strada percorsa. Le sanzioni scattano 30 giorni dopo l’entrata in vigore dell’obbligo.  Oltre a multe di ammontare maggiore può scattare anche il ritiro del libretto.

Pneumatici 4 stagioni: come scegliere i migliori

Pneumatici 4 stagioni: caratteristiche e prestazioni

Con l’arrivo della stagione invernale milioni di automobilisti sono costretti ad effettuare il cambio gomme per montare quelle adatte ad affrontare terreni resi scivolosi da pioggia, fango e neve. Le gomme 4 stagioni sono una ottima via di mezzo tra gli pneumatici estivi e quelli invernali e consentono di circolare tutto l’anno senza l’obbligo del cambio gomme.

INDICE
Cosa sono le gomme 4 stagioni
Come capire se le gomme sono 4 stagioni
Simbolo gomme 4 stagioni
Cosa significa m+s?
Gomme quattro stagioni: normativa
Gomme invernali o quattro stagione: quali scegliere?
Come scegliere i migliori pneumatici 4 stagioni
Prezzi gomme 4 stagioni

Con la definizione di gomme auto 4 stagioni si intende quella particolare tipologia di pneumatici studiati per offrire ottime performance sia nel periodo invernale che in quello estivo. Grazie alla particolare tecnologia del battistrada, le gomme 4 stagioni offrono un ottimo livello di aderenza in ogni condizioni di asfalto e consentono all’automobilista di non essere costretto due volte l’anno al cambio pneumatici per passare dalle gomme estive alle invernali e viceversa.

Per evitare di cadere in errore ed essere certi di acquistare gomme 4 stagioni si devono tenere a mente alcune caratteristiche specifiche di questi pneumatici. Basterà guardare il battistrada per accorgersi di una maggiore profondità dello stesso rispetto alle gomme estive, mentre sul fianco delle gomme 4 stagioni è presente una sigla, M+S, che indica la tipologia di pneumatico “all season”.

Per essere certi di acquistare pneumatici 4 stagioni si dovrà guardare con attenzione la spalla della gomma. Qui, oltre ad essere indicata la misura dello pneumatico e la marca, sarà presente anche la sigla M+S che indica espressamente come quella sia una gomma 4 stagioni. In alcuni casi può essere presente la sigla 4S, con la quale si indicano appunto le quattro stagioni. Su alcuni modelli di gomme 4 stagioni, oltre a questa sigla, può essere presente anche il simbolo del fiocco di neve rappresentato all’interno di una montagna con tre cime. Questo, in realtà, è il simbolo caratteristico degli pneumatici invernali e delle gomme termiche, utilizzato per attestare la buona tenuta della gomma anche in condizioni estreme, come strada ghiacciata ed innevata, e ad una temperatura al di sotto dei 7°C.

Se vi state chiedendo cosa significa la sigla M+S la risposta è presto detta. Con le due lettere ed il simbolo matematico, infatti, si indicano le parole inglese Mud e Snow, ovvero fango e neve.

Ciò che differenzia i modelli più recenti di pneumatici 4 stagioni dai modelli tradizionali è la possibilità di poter essere utilizzati in ogni periodo dell’anno. La conformazione strutturale del loro battistrada fa in modo che questo particolare tipo di pneumatico sia in grado di garantire la giusta aderenza al manto stradale a prescindere dalle condizioni meteo esterne.

Il nostro Codice della Strada, all’articolo 122  comma 8 del Regolamento, dispone l’obbligo di utilizzare catene da neve o pneumatici da neve in presenza del determinato segnale di obbligo. Gli automobilisti dotati di gomme 4 stagioni hanno però la possibilità di circolare liberamente perché questa tipologia di pneumatici, secondo la normativa italiana, è in grado di sostituire le catene da neve. Il Ministero dei Trasporti ha quindi evidenziato la perfetta uguaglianza tra l’uso degli pneumatici 4 stagioni e le catene da neve montate.

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Per capire se convenga montare gomme 4 stagioni o gomme invernali si deve considerare la tipologia di utilizzo della propria vettura. Le gomme 4 stagioni, infatti, sono maggiormente indicate a chi percorre pochi chilometri l’anno dato che le specifiche tecniche del battistrada comportano un deterioramento rapido rispetto ad una gomma estiva.

Le gomme invernali, invece, sono indicate per chi utilizza frequentemente la propria vettura. Al termine del periodo di obbligo, sarà sufficiente effettuare il cambio gomme, montare quelle estive e riporre quelle invernali in modo certosino per poterle riutilizzare senza problemi al ritorno della stagione fredda.

Non esiste una regola generale che consenta di stabilire a priori quale siano le migliori gomme 4 stagioni presenti in commercio. Ovviamente, grazie alla continua ricerca ed al costante sviluppo, le aziende più note proporranno sul mercato prodotti sempre più performanti in ogni condizione di asfalto.

Il nostro consiglio è quello di essere costantemente aggiornati sulle ultime novità presenti in rete e di chiedere informazioni al gommista di fiducia per effettuare la scelta più adeguata alle proprie esigenze.

Le gomme 4 stagioni hanno un prezzo mediamente più alto rispetto agli pneumatici estivi o a quelli prettamente invernali. In linea di massima, considerando solo le marche più note, si può affermare come il prezzo per le gomme 4 stagioni parta da circa 50 euro a pneumatico per arrivare a sfiorare anche i 250 euro. Ovviamente nella valutazione del prezzo devono considerarsi le misure della gomma 4 stagioni e la tecnologia adottata per il battistrada.

Cose da sapere

Cosa sono i pneumatici 4 stagioni?

Le gomme auto 4 stagioni sono una particolare tipologia di pneumatici studiati per offrire ottime performance sia nel periodo invernale che in quello estivo. Grazie alla particolare tecnologia del battistrada, le gomme 4 stagioni offrono un ottimo livello di aderenza in ogni condizioni di asfalto.

Come si riconoscono i pneumatici 4 stagioni?

Basterà guardare il battistrada per accorgersi di una maggiore profondità dello stesso rispetto alle gomme estive, mentre sul fianco delle gomme 4 stagioni è presente una sigla, M+S, che indica la tipologia di pneumatico “all season”.

Cosa significa la sigla M+S sui pneumatici 4 stagioni?

Con le due lettere ed il simbolo matematico, infatti, si indicano le parole inglese Mud e Snow, ovvero fango e neve

Come scegliere se montare i pneumatici 4 stagioni?

Le gomme 4 stagioni sono maggiormente indicate a chi percorre pochi chilometri l’anno dato che le specifiche tecniche del battistrada comportano un deterioramento rapido rispetto ad una gomma estiva. Le gomme invernali, invece, sono indicate per chi utilizza frequentemente la propria vettura.

Quanto costano le gomme 4 stagioni?

Le gomme 4 stagioni hanno un prezzo mediamente più alto rispetto agli pneumatici estivi o a quelli prettamente invernali. In linea di massima, si può affermare come il prezzo per le gomme 4 stagioni parta da circa 50 euro a pneumatico per arrivare a sfiorare anche i 250 euro.