Sigle pneumatici: come leggere l’etichetta delle gomme auto

Come leggere gli pneumatici? Tutto sul linguaggio delle gomme

Gli pneumatici sono l’unico punto di contatto tra la vettura e la strada e la loro scelta deve essere valutata attentamente. Le sigle pneumatici indicano differenti tipologie di gomme adatte ad ogni esigenza. Scopriamo cosa significano.

INDICE
Misure pneumatici auto: come si leggono?
La marcatura DOT e la data delle gomme/a>
Tutte le sigle dei pneumatici
Come leggere l’etichetta pneumatici

In commercio esistono differenti tipologie di pneumatici adatte a cerchi di tutte le dimensioni. Nella spalla della gomma sono indicate le misure specifiche che devono essere ben conosciute prima di procedere all’acquisto.

Se, ad esempio, si prende in considerazione degli pneumatici con la sigla 225/55 R 17 97 W, questa indicherà larghezza, altezza, misura del cerchio e indice di carico. Nello specifico 225 indica la larghezza della gomma in millimetri, 55 l’altezza del fianco messa in rapporto percentuale con la larghezza del pneumatico, 17 la misura del cerchio e 97 il carico massimo che il singolo pneumatico può sopportare da sgonfio. La lettera W, infine, indica la velocità massima che un pneumatico può raggiungere in sicurezza. I valori di riferimento sono compresi fra “A” e “Y”, dove “A” è il più basso ed “Y” il più alto. W indica la velocità massima di 270 Km/h.

Altra buona pratica da seguire prima di procedere all’acquisto delle gomme è quella di verificare la data degli pneumatici.

Per conoscere la data di costruzione delle gomme si dovrà leggere la sigla DOT, acronimo di Department of Transportation. Qui saranno indicati il codice dello stabilimento (prime due cifre), il codice delle misure (successive due cifre), l’identificativo del costruttore (opzionale e composto da 4 lettere) e la data di produzione del singolo pneumatico (ultime quattro cifre).

Per venire a conoscenza della data di costruzione sarà sufficiente leggere le ultime quattro cifre che compongono la marcatura DOT.

Sulla spalla di un pneumatico sono presenti numerose sigle. Quella più in evidenza è la marca del costruttore, mentre le altre indicheranno il modello, la destinazione d’uso, l’indicatore di usura, la sigla relativa alla tipologia (invernale, estivo o quattro stagioni) ed infine la sigla tubeless che indica l’assenza di camera d’aria.

Tra tutte queste sigle, quella cui prestare maggiore attenzione è quella relativa alla tipologia perché in determinati periodi dell’anno, in alcuni territori del nostro Paese, è obbligatorio adottare pneumatici estivi o invernali.

GUARDA I NOSTRI VIDEO

L’etichetta europea sugli pneumatici fornisce informazioni su aspetti ambientali e di sicurezza delle gomme e consente di effettuare con facilità un confronto tra differenti pneumatici in termini di aderenza sul bagnato, resistenza al rotolamento e rumorosità.

Per quanto riguarda l’aderenza sul bagnato indica la tenuta di strada in caso di pioggia, così come lo spazio di frenata. La scala di valore è compresa fra le lettere “A” e “G” e pneumatici con aderenza sul bagnato di classe A posseggono un’aderenza maggiore di circa il 30% rispetto a quelle di classe “G”.

Con riferimento alla resistenza al rotolamento si indica l’efficienza energetica del pneumatico poiché questo fattore incide sul consumo di carburante per il 20%. Anche in questo caso la scala di valori riportata nell’etichetta è compresa fra la lettera “A” e la lettera “G”, dove “A” indica il massimo dell’efficientamento energetico e “G” il minimo.

Infine, con riferimento alla rumorosità, viene indicato l’inquinamento ambientale prodotto all’esterno dal rotolamento degli pneumatici. Questo valore è misurato in decibel ed è riportato sull’etichetta mediante tre barre. Se ne è presente solo una allora ci si troverà di fronte ad uno pneumatico silenzioso, mentre due barre indicano un pneumatico discretamente rumoroso ed infine tre barre segnalano uno pneumatico conforme alla direttiva ma ben più rumoroso degli altri disponibili.

Cose da sapere

Come si leggono le misure dei pneumatici?

Facciamo un esempio con degli pneumatici con la sigla 225/55 R 17 97 W, questa indicherà larghezza, altezza, misura del cerchio e indice di carico. 225 indica la larghezza della gomma in millimetri, 55 l’altezza del fianco messa in rapporto percentuale con la larghezza del pneumatico, 17 la misura del cerchio e 97 il carico massimo che il singolo pneumatico può sopportare da sgonfio. La lettera W, infine, indica la velocità massima che un pneumatico può raggiungere in sicurezza.

Come si legge la data dei pneumatici?

Per conoscere la data di costruzione delle gomme si dovrà leggere la sigla DOT (Department of Transportation). Qui saranno indicati il codice dello stabilimento (prime due cifre), il codice delle misure (successive due cifre), l’identificativo del costruttore (opzionale e composto da 4 lettere) e la data di produzione del singolo pneumatico (ultime quattro cifre).

Cosa indicano le sigle sulla spalle delle gomme?

Quella più in evidenza è la marca del costruttore, mentre le altre indicheranno il modello, la destinazione d’uso, l’indicatore di usura, la sigla relativa alla tipologia (invernale, estivo o quattro stagioni) ed infine la sigla tubeless che indica l’assenza di camera d’aria.

Che tipo di indicazioni fornisce l’etichetta dei pneumatici?

L’etichetta europea sugli pneumatici fornisce informazioni su aspetti ambientali e di sicurezza delle gomme e consente di effettuare con facilità un confronto tra differenti pneumatici in termini di aderenza sul bagnato, resistenza al rotolamento e rumorosità.

Come scegliere le gomme invernali migliori per la tua auto

5 consigli per scegliere le gomme invernali migliori per la tua auto 2

Con la fine della stagione estiva e l’arrivo di quella fredda scatta l’obbligo per buona parte degli automobilisti italiani di procedere alla sostituzione delle gomme estive per adottare quelle invernali sulle proprie auto così da circolare nella massima sicurezza anche su fondi scivolosi. Di seguito ecco alcuni consigli per capire come scegliere le migliori gomme invernali per la propria vettura.

INDICE
Le migliori gomme invernali per auto: guida all’acquisto
Pneumatici invernali: attenzione allo spessore
Come scegliere le gomme invernali: il simbolo
I migliori pneumatici invernali
Quando si montano le gomme termiche
Gomme invernali per tutte le stagioni

Quando ci si appresta a fornire consigli sulle gomme invernali si deve avere presente innanzitutto la differenza tra gomme da neve e gomme termiche. Le prime non sono ormai più disponibili in commercio perché sono state sostituite dalle seconde, decisamente più performanti su fondi scivolosi.

Le gomme termiche presentano un battistrada dotato di una mescola specifica che, unita a delle piccole lamelle, si riscalda più velocemente con garantendo così una migliore aderenza in presenza di asfalto freddo.

In Italia l’obbligo di adottare gomme invernali scatta dal 15 novembre e cessa il 15 aprile dell’anno successivo, ma questo non è in vigore su tutto il territorio nazionale. Per il montaggio e lo smontaggio delle gomme invernali il nostro Codice della Strada concede una tolleranza di 30 giorni.

A differenza delle gomme estive gli pneumatici invernali si caratterizzano per uno spessore specifico del battistrada che, come abbiamo visto in precedenza, ha la capacità di riscaldarsi più velocemente così da garantire una migliore aderenza su fondi scivolosi e freddi. Per essere certi di guidare sempre in condizioni di massima sicurezza è fondamentale controllare lo spessore delle gomme termiche. Se questo, infatti, è inferiore ad 1,6 millimetri si dovranno sostituire gli pneumatici invernali per evitare di incorrere in sanzioni e di trovarsi alla guida di una vettura difficile da controllare.

Per capire come scegliere le gomme termiche si deve sempre fare riferimento ai simboli impressi sulla spalla dello pneumatico. La scritta “M+S”, infatti, indica la caratteristica “mud and snow” (cioè fango e neve) ed è propria delle gomme invernali. Su queste, inoltre, può essere anche presente il simbolo di un fiocco di neve, ma la differenza è relativa esclusivamente al rispetto dell’omologazione americana.

Praticamente tutti i costruttori hanno nei propri cataloghi gomme termiche e spesso si può entrare in confusione per capire quali siano le migliori gomme invernali per auto. Per non sbagliare la scelta si deve sempre tenere a mente l’utilizzo che si fa della propria vettura.

Se, infatti, l’auto viene usata prevalentemente per lunghi viaggi allora ci si dovrà orientare su pneumatici Touring pensati proprio per massimizzare il comfort di guida, mentre se quando ci si siede al volante non si può rinunciare al brivido delle prestazioni allora sarà fondamentale orientarsi verso pneumatici performance.

Tra i primi spiccano il Continental WinterContact TS 860, il Michelin Alpin A4, adatto a tipologie differenti di vetture compatte e familiari, e l’Hankook W452 Winter i*cept RS 2, mentre tra i secondi in cima alla lista delle nostre preferenze si posiziona il Pirelli Winter 210 Snowcontrol Serie III seguito dal Goodyear Ultra Grip Performance e dal classico Pirelli Cinturato Winter.

Come abbiamo anticipato in precedenza l’obbligo di montare le gomme invernali scatta a partire dal 15 novembre per poi concludersi il 15 di aprile, ma agli automobilisti sono concessi 30 giorni di tolleranza per procedere al montaggio ed allo smontaggio delle gomme termiche.

Tale obbligo non vige, però, su tutto il tratto stradale nazionale ma saranno gli enti proprietari a prescrivere, tramite ordinanza, che i veicoli siano muniti ovvero abbiano a bordo mezzi antisdrucciolevoli o pneumatici invernali idonei alla marcia su neve o su ghiaccio.

Per evitare di trovarsi costretti ad effettuare il montaggio delle gomme termiche nei termini previsti dal Codice della Strada è possibile scegliere una valida alternativa come le gomme all season. Questi pneumatici garantiscono la stessa tenuta di strada delle gomme invernali, grazie ad un battistrada dotato di intagli maggiorati nella sezione centrale, ma consentono anche una ottima performance in curva sull’asciutto grazie alla particolare lavorazione della spalla.

Le gomme per tutte le stagioni sono quindi la soluzione definitiva? Dipende sempre dall’uso che si fa della propria vettura perché il loro degrado aumenta nei mesi estivi e se si è amanti della velocità non sono del tutto indicate per esaltare le performance della vettura.

GUARDA I NOSTRI VIDEO CON FJONA

Manutenzione auto: come farla ripartire dopo lo stop da Coronavirus

Come caricare la batteria della macchina? Ecco i 3 step da seguire

Tempo di quarantena e di pausa forzata. Almeno per la stragrande maggioranza degli italiani, costretti a casa e lontano dalla propria auto, ferma anch’essa in garage o parcheggiata in strada. Ma cosa conviene fare per ritrovare la macchina in buona salute una volta finito il periodo di emergenza sanitaria? Ecco alcuni consigli utili.

LEGGI ORA: Patente, revisione, collaudo, RC Auto: tutte le novità del decreto Cura Italia per gli automobilisti

I consigli per fare ripartire l’auto dopo un lungo periodo di fermo

Se l’auto rimante ferma a lungo, può capitare di riscontrare qualche problema al momento dell’accensione, sopratutto se il veicolo è un po’ avanti negli anni. Ecco che cosa consigliamo di fare:

  • Caricare la batteria se scarica
  • Controllare la pressione
  • Fare un pieno di benzina/diesel “premium”
  • Lavare l’auto

Scopriamo i dettagli.

Il sintomo principale della batteria scarica è la mancata accensione dell’auto . Qualora la messa in moto richieda più tempo del normale o, ancora, se le spie di anomalia presenti nel cruscotto rimangono, significa che è giunto il momento di cambiarla. Se ci si trova con la batteria auto scarica si può cercare di ricaricare il dispositivo per poter tornare alla guida della propria vettura.

La prima cosa da fare nel momento in cui ci si appresterà a rimettere in moto l’auto è controllare la pressione delle gomme. Questo perché una lunga sosta, inevitabilmente, comporta una variazione a livello di gonfiaggio pneumatici, che oltre a diminuire il comfort di marcia, può incidere anche sulla sicurezza, andando a modificare in modo significativo l’aderenza. Le pressioni corrette si trovano indicate nel libretto di uso e manutenzione dell’auto.

Altra cosa da fare: un bel pieno di carburante “premium”: 100 ottani o gasolio “costoso” per i turbodiesel. Questo perché in questo modo si ha una combustione migliore, che aiuta a smaltire eventuali sporcizie o residui accumulati durante il periodo di stop forzato.

Infine, sarebbe buona cosa dare una bella lavata alla vostra vettura, dentro e fuori.  Il lavaggio auto a mano è senza dubbio la scelta più economica perché sarete voi stessi ad occuparvi della pulizia della carrozzeria e dell’abitacolo. Sarà sufficiente dotarsi di acqua, spugna, sapone liquido, detergente per vetri, un’aspirapolvere ed un panno in microfibra, per compiere questa operazione.

Procedete al lavaggio auto in una zona ombreggiata per evitare che il rapido asciugarsi del sapone lasci aloni e, una volta effettuato il risciacquo, procedete ad asciugare la carrozzeria con un panno in microfibra, evitando di lasciare residui di acqua. Attenzione però: vi ricordiamo che l’autolavaggio in strada come negli spazi privati è proibito dall’articolo 15 del Codice della Strada.

In questo periodo di emergenza sanitaria a causa della diffusione del COVID-19 sono tante le precauzioni prese per cercare di contenere il contagio. In questo, la corretta pulizia dell’abitacolo della propria auto gioca un ruolo di primaria importanza. Per questo abbiamo raccolto alcuni consigli per la sanificazione dell’auto.

I consigli per tenere l’auto ferma per un lungo periodo

Se siete obbligati a lasciare l’auto ferma per un lungo periodo di tempo, è bene prendere qualche accorgimento prima per evitare poi brutte sorprese. Questi i nostri consigli:

  • Parcheggiare lontano dagli alberi
  • Se avete parcheggiato in piano, non tirare il freno a mano
  • Non staccate la batteria
  • Proteggete plancia e sedili con parasole

Vediamoli nel dettaglio.

Se avete un box privato o una rimessa al coperto è presto detto: non avete di che preoccuparvi. Se invece dovete lasciare l’auto sulle strisce (anche blu, visto che la sosta a pagamento è stata sospesa in quasi tutte le città italiane), abbiate l’accortezza di non piazzarvi sotto gli alberi o molto vicino alle rotaie del tram. Foglie, resina e regalini da parte di pennuti rinvigoriti dalla primavera da una parte e polvere dei freni dei mezzi pubblici dall’altra potrebbero causare non pochi inconvenienti a carrozzeria e superfici vetrate. Attenzione perché i danni potrebbero essere anche permanenti, soprattutto su certe vernici particolarmente delicate. Meglio andare un po’ più lontano da casa e fare due passi ma lasciare l’auto in un posto meno rischioso.

Sempre sul tema, ricordate poi di parcheggiare in piano, lasciando inserita una marcia bassa – meglio la prima o la retro – ma senza tirare il freno a mano. Questo, infatti, agendo meccanicamente su dischi o tamburi, lasciato in funzione per molto tempo potrebbe bloccarsi, restando attaccato anche una volta abbassata la leva e rovinando il sistema frenante una volta che si deciderà di ripartire. È lo stesso rischio che si corre quando si incappa in temperature molto rigide ma… non è il periodo.

Staccare la batteria? Ci sono diverse scuole di pensiero. Il nostro suggerimento è quello di non staccarla, soprattutto se l’auto è recente, potrebbe infatti causare danni alla centralina. Se la vostra vettura ha più di 5/10 anni e decidete di staccare la batteria, però, ricordatevi due cose. Prima di tutto, recuperate prima il codice dell’autoradio, in modo da non ritrovarsi con il sistema resettato. E poi, valutate il rischio di disinserire (staccando la batteria questo accade) sia le centraline (che comandano chiusura centralizzata, finestrini elettrici, apertura a pulsante) sia l’antifurto.

Al contrario: per evitare che la luce diretta del sole rovini plancia e sedili, meglio usare il caro vecchio parasole. Se manca e non potete procurarvelo, un lenzuolo piegato, un vecchio asciugamano da mare possono essere validi sostituti.

Come gonfiare le gomme dell’auto correttamente

Come gonfiare le gomme dell'auto correttamente

Non commettere errori nel gonfiare i pneumatici auto significa garantirne un consumo più omogeneo e una durata prolungata. Per ottenere tale risultato occorre tuttavia seguire alcune regole fondamentali. Vediamo quali.

INDICE
Gonfiare le gomme auto correttamente
Quanto gonfiare le gomme?
Come gonfiare le gomme auto

Gonfiare le gomme ai valori corretti è fondamentale non solo per prolungarne la durata, ma soprattutto per garantire la massima sicurezza alla guida. Un errore all’apparenza banale, come gonfiare i pneumatici dell’auto in maniera inopportuna, può infatti peggiorare la guidabilità del veicolo e provocare comportamenti anomali che cambiano in presenza di valori pressori inferiori o superiori alla norma.

Per evitare di commettere questo errore è sempre necessario utilizzare un misuratore di pressione gomme. Grazie alla scala riportata su questo strumento sarà possibile effettuare il gonfiaggio gomme in maniera corretta rispettando i valori di pressione raccomandati.

Ogni automobile, com’è noto, viene equipaggiata con pneumatici di misura e caratteristiche tecniche adeguate alla sua potenza e alle sue dimensioni. Le pressioni consigliate sul libretto d’uso e manutenzione o sull’apposita etichetta applicata sulla carrozzeria (solitamente nella cornice interna dello sportello del guidatore) possono dunque differire fra un veicolo e l’altro anche a parità di gomme.

Ciò significa che due veicoli diversi, sebbene equipaggiati con le stesse gomme, possono riportare dei range di pressione del tutto differenti. Insieme alla distrazione, questa caratteristica rappresenta inoltre una delle cause più comuni degli errori di gonfiaggio dei pneumatici.

Per scoprire se è necessario gonfiare i pneumatici, ci si può servire del sensore di pressione, uno strumento piccolo ma efficiente, che permette di monitorare in ogni momento lo stato pressorio delle ruote fornendo una rilevazione precisa.

La pressione delle gomme si misura in un valore chiamato “bar”: se per la maggior parte degli pneumatici, il valore corretto si aggira intorno ai 2.0 e 3.0 bar, è sempre opportuno verificare l’etichetta applicata sulla carrozzeria e le condizioni stradali e meteorologiche. Per esempio, in caso di gomme invernali, il valore è diverso: si suggerisce di aumentare il valore normale di 0.2 bar, per via delle condizioni climatiche fredde che condizioneranno la pressione dello pneumatico facendola abbassare leggermente.

Le gomme troppo sgonfie presentano un’impronta a terra maggiorata a causa dell’afflosciamento della spalla, da cui consegue un aumento dell’usura laterale e del rischio di forature. Esse aumentano anche le possibilità di perdere il controllo del veicolo nelle manovre d’emergenza o alle alte velocità, provocando, di conseguenza, un aumento del rischio d’incidenti. Come se non bastasse, circolare con le gomme sgonfie provoca inoltre un maggior consumo di carburante e un degrado precoce del battistrada esterno, facendo così lievitare i costi di manutenzione dell’auto.

Viceversa, una pressione eccessiva dei pneumatici causa una riduzione della loro impronta a terra. Quest’ultima, a sua volta, comporta l’usura precoce del centro del battistrada, l’ovalizzazione delle gomme e, soprattutto, la perdita di aderenza in curva o sulle superfici scivolose.

Prima di gonfiare i pneumatici dell’auto bisogna innanzitutto procedere alla lettura dei range di pressione consigliati sul libretto di manutenzione o sull’apposito adesivo presente sul veicolo. Come regola generale, inoltre, è fondamentale non superare, in eccesso o in difetto, i valori riportati sulla spalla del pneumatico.

In entrambi i casi, infatti, si incide negativamente sulla durata del pneumatico, oltre ad esporsi a rischi relativi ad una scarsa aderenza al fondo stradale e a maggiori costi per il consumo del carburante.

Al fine di garantire un gonfiaggio rapido e ottimale, è opportuno servirsi di un compressore volumetrico (disponibile anche nelle comuni stazioni di servizio) dotato di un’apposita pistola con manometro e di un adattatore compatibile con le comuni valvole Schrader. Gli pneumatici devono poi essere gonfiati rigorosamente a freddo, in quanto il calore prodotto dal rotolamento provoca un aumento della pressione interna, impedendo la corretta misurazione e calibrazione della stessa.

Per gonfiare ognuna delle gomme (inclusa quella di scorta) basta invece rimuovere il cappuccio della valvola, collegare il compressore e azionarlo per pochi istanti, avendo cura di verificare l’aumento di pressione desiderato sul manometro.

La pressione è espressa in bar e viene indicata da due numeri. Il primo si riferisce agli pneumatici anteriori e l’altro a quelli posteriori. Ovviamente, nel gonfiare pneumatici si deve sempre utilizzare la stessa pressione sia per le gomme dell’asse anteriore che per quelle dell’asse posteriore.

 

Cos’è il sensore pressione pneumatici e come funziona?

Cos'è il sensore pressione pneumatici e come funziona?

Piccolo ma efficiente, il sensore di pressione degli pneumatici permette di monitorare in ogni momento lo stato pressorio delle ruote fornendo una rilevazione precisa.

INDICE
Cos’è?
Come funziona?
Come usarlo?

La sigla utilizzata per indicare il nuovo sensore di pressione degli pneumatici, introdotto con la normativa del 1 novembre 2014, è TPMS, che sta per Tire Pressure Monitoring System. Uno dei vantaggi di questo innovativo strumento tecnologico sta nella possibilità di monitorare la pressione di ogni singolo pneumatico in maniera indipendente. Sapere in tempo reale quale sia la pressione delle gomme dell’auto può rivelarsi senza dubbio un elemento fondamentale per la propria sicurezza su strada.

Dalla pressione degli pneumatici, siano essi invernali o estivi, dipende, infatti, il livello di attrito e di aderenza rispetto al manto stradale, il che a sua volta assicura il giusto equilibrio tra buone prestazioni dell’auto ed elevato livello di sicurezza. Non è inoltre un mistero il legame esistente tra la pressione delle gomme ed il consumo di carburante. Ciò significa che un controllo di routine dello stato complessivo degli pneumatici della propria vettura può garantire anche un risparmio economico piuttosto significativo.

Sempre secondo la normativa introdotta a livello europeo il 1 novembre del 2014, le auto nuove messe in circolazione devono montare un sistema TPMS per poter essere in regola. Sono presenti sul mercato diversi modelli di TPMS, che possono essere classificati sostanzialmente in due categorie:

  • Diretti. I TPMS diretti sono contraddistinti dalla presenza di un sensore su ognuna delle 4 ruote, da cui partono le informazioni inviate al monitor centrale.
  • Indiretti. I sistemi indiretti invece sono privi di sensori ma sono in grado di calcolare la pressione dello pneumatico facendo riferimento alla velocità di rotazione della ruota.

Grazie al loro differente meccanismo di rilevamento, i sensori di pressione diretti sono in grado di garantire un valore più preciso ed accurato. L’alimentazione elettrica del sistema è affidata ad una batteria integrata, la cui vita media si aggira tra i 6 e i 7 anni.

Il controllo della pressione ottimale degli pneumatici della propria auto rientra nelle operazioni di manutenzione da eseguire con una certa periodicità. Grazie alla presenza del sistema TPMS si può disporre in qualunque momento del valore pressorio, provvedendo a portarlo al livello ottimale, in caso di necessità. I sensori di pressione vengono montati a livello della valvola o bloccati all’interno del battistrada degli pneumatici, dove catturano il valore pressorio e lo inviano direttamente alla centralina di controllo, che a sua volta riporta il dato ricevuto su di un indicatore a scala.

Nel caso in cui la pressione rilevata superi in un senso o nell’altro il range consigliato, può scattare un segnale d’allarme, che invita il conducente a prendere le dovute misure di sicurezza. In caso contrario, qualora la pressione sia inferiore al livello consigliato, è necessario procedere a gonfiare le gomme. Il sistema TPMS è in grado di registrare anche la temperatura delle gomme ed ha il vantaggio di non dover essere riprogrammato in caso di sostituzione degli pneumatici.

Come riutilizzare vecchi pneumatici?

Come riutilizzare vecchi pneumatici?

Dalla strada alla discarica: la vita degli pneumatici sembra risolversi così per la maggior parte dei consumatori, dopo che hanno capito che è neccessario sostituire le gomme delle loro auto, e questo sembra esser ancor più vero se si pensa che sono oltre 2 milioni gli pneumatici che ogni anno vengono gettati via come comuni rifiuti. Il danno all’ambiente è evidente, ma è possibile rimediare.

Tra i trend del 2020, data la dirompenza del messaggio di Greta Thunberg e il successo dei FridayForFuture, c’è sicuramente l’attenzione per l’ambiente. In tutti i settori l’eco sostenibilità è diventata un aspetto con cui fare i conti: fra questi vi sono anche il settore dei pneumatici. Vediamo quindi come riutilizzare vecchi pneumatici ispirandoci ad alcune idee creative. Se non avete ancora comprato gli pneumatici nuovi, potete trovarli su ebay.it/pneumatici-per-auto.

Come fare fioriere con pneumatici o vasi pensili

Uno dei modi più semplici per riutilizzare gli vecchi pneumatici usurati è quello di trasformarli in fioriere. Il primo consiglio utile per raggiungere il vostro scopo è quello di lavarli accuratamente. Ovviamente, a seconda dei colori che contraddistinguono il vostro spazio all’aperto, potrete decidere anche di verniciarli. Se avete intenzione di costruire un vaso pensile, allora non dovrete far altro che fissare un chiodo al muro per appendervi la gomma.

A questo punto create dei buchi sulla parte bassa dello pneumatico, indispensabili a drenare l’acqua, e riempite l’incavo in basso con il terriccio più idoneo alla tipologia di piante che volete piantare. Nel caso in cui vi state chiedendo come fare fioriere con pneumatici usati da posare in giardino, allora dopo aver lavato e verniciato la gomma, inchiodate su un lato un foglio di compensato. La fioriera è pronta non resta che riempirla di terra.

Fioriere con pneumatici

Come riciclare pneumatici usati: trasformateli in pouf o tavoli d’appoggio

Gli pneumatici usati possono trasformarsi in bellissimi pouf. Per la costruzione di un pouf avrete bisogno di due gomme. Posizionate i due pneumatici uno sull’altro e con un trapano fate dei buchi utili a fissare delle lunghe viti: bloccateli con dei dadi per rendere la struttura più solida. Verniciate poi la gomma: questo farà sì che il pouf sia in linea con lo stile del resto della casa.

Completate la struttura fissando un cuscino in gommapiuma ad un cerchio di compensato, e foderate il tutto con la stoffa che preferite. Il cuscino realizzato andrà incollato ad un cerchio di compensato più grande: questo passaggio lo renderà più stabile. Infine fissate con della colla bioadesiva la struttura del cuscino alle gomme.

Se desiderate invece dar vita ad un tavolino, realizzate con gli pneumatici la medesima struttura prodotta per il pouf: sostituite però il cuscino con una lastra di vetro, una lamina di legno o anche uno specchio. Incollate, infine, il pianale alla struttura delle gomme.

Come riutilizzare i vecchi pneumatici: trasformateli in una cuccia

Se avete un cane o un gatto, potete trasformare i pneumatici in un comodo giaciglio. La struttura è semplice: basta avere una gomma, lavata e verniciata a vostro piacimento. Per costruire la cuccia ideale, chiudete un lato della gomma con un foglio di compensato. Ora avete un contenitore che basterà riempire con calde coperte per coccolare il vostro cucciolo.

Fare esercizi con gli pneumatici

Col il progressivo diffondersi degli allenamenti funzionali, capita sempre più spesso di vedere utilizzati vecchi pneumatici durante nelle sale fitness o all’aria aperta. Allenarsi con gli pneumatici – pratica che prende il nome di “Tire Training” – serve in particolare per incrementare la forza resistente e la potenza. Dal semplice ribaltamento della ruota al salto dentro e fuori dal buco della gomma, gli esercizi con gli pneumatici possono anche essere divertenti!

Esercizi con pneumatici