Porsche Taycan: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Porsche Taycan: esterni

Quello dell’elettrificazione è un concetto sempre più centrale nella moderna evoluzione del settore dell’auto. Oggigiorno, infatti, nemmeno i brand storicamente legati alla produzione di modelli ad alte prestazioni possono esimersi dalla progettazione e lo sviluppo di nuovi modelli a basso impatto ambientale.

Anche Porsche , quindi, accanto ai tanti modelli sportivi ad alimentazione tradizionale, offre oggi un modello 100% elettrico, il primo nella storia del costruttore tedesco: la Taycan. Cinque le varianti messe a punto dal brand di Stoccarda, con potenze che vanno da 326 a 761 CV.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Porsche Taycan:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 4
 Bagagliaio da 366 l
 Alimentazioni Elettrica
 Classe
 Cv/kW (da) 326/240
 Prezzo (da) 89.251 €

 

INDICE
Novità 2022
 Dimensioni
 Interni
 Esterni
 Motorizzazioni
 Consumi
 Configuratore
Perché comprarla
 Prezzi

Debutta il model year 2023 per la Porsche Taycan, che porta all’esordio interessanti novità soprattutto per quanto riguarda il powertrain e l’efficienza generale del modello. Tanto per cominciare, il sistema di recupero dell’energia è stato aggiornato ed ora riesce a recuperare maggiore energia in condizione di rilascio e frenata. In modalità Range e Normal, inoltre, i modelli dotati di trazione integrale sono in grado di staccare completamente il motore anteriore per contenere i consumi.

Porsche Taycan: prezzo, dimensioni e caratteristiche 2

Aggiornamenti arrivano anche sul fronte infotainment, con il Porsche Communication Management e il Porsche Connect che vengono rivisti soprattutto nella grafica e sui modelli più recenti offrono la compatibilità wireless con Android Auto. Affinato anche il livello di intervento dei vari sistemi Adas presenti a bordo. Per aggiornare la Taycan al MY23 è sufficiente prendere un appuntamento presso un concessionario Porsche e portare la vettura in officina.

Sviluppata sulla piattaforma dedicata J1, la Porsche Taycan è stata pensata per essere una vera e propria gran turismo a quattro porte. Lunga poco meno di cinque metri, nonostante le forme affusolate tipiche dei modelli più sportive, offre comunque spazio in abbondanza anche a chi viaggia dietro, merito in primis al passo che sfiora i tre metri. Buona anche se non ai vertici della categoria la capacità di carico. Si va da un minimo di 366 litri ad un massimo di 407 litri.

Dimensioni
Lunghezza 4.960 mm
Larghezza 1.970 mm
Altezza 1.380 mm
Passo 2.900 mm

La Porsche Taycan, come il resto della produzione del costruttore tedesco, segue i canoni stilistici del brand. Sulla berlina elettrica di Stoccarda però, questi sono stati evoluti in chiave digitale. La Taycan è una nativa 2.0 e gli interni ne sono la perfetta dimostrazione. L’abitacolo è un tripudio di schermi, a partire da quello del quadro strumenti, che mantiene i diversi elementi circolari tipici di Porsche ma li propone tutti in chiave digitale, permettendo così al conducente di modificarne la grafica e le informazioni a piacimento. Accanto a questo, al centro della plancia spicca la presenza dello schermo del sistema di infotainment, posizionato subito sopra un altro schermo a sviluppo verticale sul tunnel centrale, dal quale è possibile gestire il sistema di ventilazione. Basta infatti “pizzicare” i flussi d’aria sullo schermo per modificare l’apertura delle bocchette di aerazione presenti a bordo.

La novità più interessante presente a bordo della Porsche Taycan è rappresentata da un sistema di infotainment dedicato al passeggero. Questo è dotato delle stesse funzioni del sistema principali e consente al passeggero di modificare, ad esempio le tappe del navigatore oppure i media in riproduzione.

Gli esterni della Porsche Taycan evolvono i tipici tratti stilistici di Porsche, proponendo uno stile dal sapore futuristico. L’assenza degli ingombri rappresentati dal tradizionale powertain endotermico ha permetto ai tecnici Porsche di abbassare notevolmente le linee della Taycan. Il frontale risulta così molto rastremato, mentre la parte posteriore scende in maniera progressiva richiamando le linee della sportiva 911.

Proprio la parte posteriore è quella più fortemente evocativa del DNA Porsche, con la lunga striscia luminosa a Led che corre per l’intera lunghezza della vettura, ereditata direttamente dall’ultima generazione della 992. La linea bassa e affilata della carrozzeria, inoltre, offre diversi vantaggi tecnici. Su tutti un baricentro molto basso, che migliora notevolmente la dinamica di guida del modello.

La versione entry level della Porsche Taycan è dotata di un motore elettrico sull’asse posteriore , che eroga 326 CV normalmente ma che con l’overboost raggiunge fino a 408 CV. Inoltre, se si sceglie la variante Plus (con pacco batterie più potente), la potenza sale a 380 CV (486 CV in overboost).

Le altre quattro le versioni della gamma sono spinte da due motori elettrici, uno montato sull’asse anteriore e uno su quello posteriore. Si parte dalla Taycan 4S, che eroga 435 CV (con overboost fino a 530 CV) e una coppia di 640 Nm. Anche in questo caso è possibile scegliere la variante Plus che porta la potenza a 490 CV (con picco di 571 CV con overboost).

Si sale di potenza con la Taycan GTS, che sprigiona ben 517 CV (598 CV con overboost), e con la versione Turbo, con i suoi 625 CV (680 CV di picco) e 850 Nm. Al vertice dell’offerta si posiziona la Turbo S da 625 CV (761 CV di picco) e ben 1.050 Nm di coppia.

Porsche Taycan: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Tutte le Porsche Taycan sono alimentate da una batteria aglio ioni di litio da 93,4 kWh, ad eccezione della Taycan e della 4S “base” che montano una batteria da 79,2 kWh. Questa ha un’autonomia di 335 – 408 km, che salgono a 389–464 km nel caso della 4S Plus. La Turbo percorre 383–452 km con un “pieno” di energia, mentre la più potente Turbo S si ferma a 390–416 km.

In questo caso, è la variante GTS a detenere il record di autonomia: il nuovo software di gestione dell’energia, che Porsche conta di esportare anche sugli altri modelli dal prossimo anno, consente alla supercar di raggiungere i 504 km di autonomia..

Porsche Taycan, ecco i dettagli dell'elettrica ad alte prestazioni 2

A proposito di batteria, in poco più di cinque minuti la ricarica ad alta potenza in corrente continua garantisce una percorrenza di 100 km e per “rifornire” fino all’80 % sono sufficienti 22 minuti con una potenza massima di 270 kW.

La Porsche Taycan è disponibile in cinque versioni:

  • Taycan: rappresenta la versione entry level della gamma.
  • 4S: condivide con la versione Taycan la batteria più piccola della gamma.
  • GTS: allestimento sportiveggiante, con una particolare attenzione alla manovrabilità e al piacere di guida.
  • Turbo: ha una ricca dotazione di serie.
  • Turbo S: top di gamma pensata per i clienti più sportivi.

Taycan: modello d’attacco a listino, condivide con la 4S la batteria da 79,2 kWh con 431 km di autonomia. Con la Performance Battery Plus  si sale a 408 CV con percorrenze fino a 484 km. Le prestazioni però non cambiano, infatti la vettura copre i 0-100 km/h in 5,4 secondi. A livello di dotazione sono previsti i cerchi aerodinamici da 19″, le pinze dei freni nere e i paraurti comuni a quelli della Taycan 4S, così come i fari a Led, i sedili con otto regolazioni elettriche e i rivestimenti parziali di pelle.

4S: rispetto a Turbo e Turbo S questa versione ha look molto simile ma prestazioni leggermente inferiori. L’auto è disponibile con due tagli di batteria, con potenze specifiche da 72,9 e 93,4 kWh. La prima versione, denominata Performance, ha 530 CV di potenza, la seconda, Performance Plus, arriva a 571 CV. La vettura ha sempre due motori elettrici, la quello al posteriore ha un rotore più piccolo, da 13 cm anziché 21. A guadagnarne è il bagagliaio, la cui capienza passa da 365 a 404 litri. L’auto, a livello di dotazione, ha Climatizzazione a controllo remoto compreso precondizionamento della batteria, infotainment compatibile con i protocolli Apple ClarPlay e Android Auto e il pacchetto completo dedicato alla sicurezza attiva.

GTS: questo allestimento è dotato di un equipaggiamento completo, che però pone l’accento sull’agilità e sul piacere di guida. Il telaio offre ancora più stabilità con l’impostazione specifica per i modelli GTS e il Porsche Active Suspension Management (PASM), il sistema di regolazione elettronica degli ammortizzatori che adatta la forza di smorzamento alle condizioni della strada e allo stile di guida. Incluso anche il volante sportivo multifunzione GT dotato di interruttore Mode per la selezione di 5 modalità di guida, inclusa la modalità Sport Plus con impostazione del telaio orientata alla performance, il Porsche Active Aerodynamics, il controllo della temperatura della batteria ad alte prestazioni nonché il cronometro Sport Chrono con quadrante specifico per GTS in 2 colori a scelta. Inclusi nel prezzo anche sedili sportivi adattivi, pacchetti interni in allluminio colore nero, Performance battery Plus, Porsche Torque Vectoring Plus, pacchetto interni GTS, Allestimento in Race-Tex con finiture in pelle colore nero, elementi Sport Design, badge esterni GTS in colore nero, Fari Matrix LED con grafica 3D.

Turbo: in questa versione sono presenti di serie BOSE Surroud Sound System con 14 altoparlanti incluso subwoofer, amplificatori a 14 canali 710 Watt, Climatizzazione a controllo remoto compreso precondizionamento della batteria, Filtro per polveri sottili ai carboni attivi, Porsche Connect con Apple CarPlay, Consolle centrale con touch control, Display curvo da 16,8 pollici, Interni in pelle, Lane Keep Assist incluso riconoscimento segnali stradali e Sedili comfort anteriori (14 vie, elettrici) con pacchetto Memory.

Turbo S: la versione top di gamma della Porsche Taycan include di serie Cruise control compreso limitatore velocità adattivo, ParkAssist (anteriore e posteriore) con segnale di avvertimento acustico e visibile, Cerchi da 21″ Mission E Design, Sportellino di ricarica ad azionamento elettrico lato guidatore e lato passeggero, Interno leather-free, Modulo di comunicazione LTE con SIM card integrata, accesso Internet e scomparto smartphone, Porsche Communication Management e Sedili sportivi adattivi anteriori (18 vie, elettrici) con pacchetto Memory.

Porsche Taycan: prezzo, dimensioni e caratteristiche

  • Tecnologia: la Taycan rappresenta una delle elettriche tecnologicamente più evolute oggi in commercio.
  • Prestazioni: tutta la gamma assicura performance di tutto livello. Con la Turbo S si scatta da 0 a 100 km/h in meno di 3″.
  • Ecologia: grazie al suo powertrain completamente elettrificato, la Taycan ha un impatto ambientale molto basso.

Di seguito ecco il listino prezzi della Porsche Taycan aggiornato a luglio 2022:

Porsche Taycan Prezzo
Porsche Taycan 91.969 €
Porsche Taycan 4S 112.896 €
Porsche Taycan GTS 139.445 €
Porsche Taycan Turbo 161.552 €
Porsche Taycan Turbo S 195.712 €

Porsche: non solo elettrico nel prossimo futuro

Porsche 911 Turbo S: prezzo, dimensioni e caratteristiche 9

Porsche scommette sui carburanti sintetici. Lo storico marchio tedesco si è schierato in prima linea nella ricerca di alternative alla benzina tradizionale. La casa produttrice ha deciso di unirsi a vari finanziatori che hanno investito 240 milioni di euro in una start-up che punta a produrre e-fuel sfruttando l’energia eolica. Porsche ha messo nel progetto 68,5 milioni di euro, acquisendo il 12,5% delle azioni della Hif Global, la società che sta ultimando un impianto a Punta Arenas, nella Patagonia cilena. La struttura, che sorgerà in Sud America, avrà il compito di produrre carburanti sintetici partendo dall’elettricità ottenuta da idrogeno e anidride carbonica attraverso energia eolica.

Manca poco all’apertura dell’impianto

Il sito cileno aprirà i battenti a breve e nei piani di Hif Global dovrebbe essere il primo di dodici impianti sparsi per il mondo, dall’Australia al Texas per un investimento complessivo che si aggira intorno ai 40 miliardi di euro. L’azienda è convinta di poter essere in grado di produrre circa 150.000 barili di carburante al giorno utilizzando 25 GW di energie rinnovabili e 25 milioni di tonnellate di anidride carbonica. Questo progetto rappresenta una novità non trascurabile alla luce dei costi elevati e delle procedure molto inquinanti per la produzione degli attuali carburanti sintetici.

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Porsche 911 Turbo S: prezzo, dimensioni e caratteristiche 4

Non solo Porsche

Michael Steiner, consigliere d’amministrazione di Porsche con delega alla ricerca e sviluppo, farà parte del consiglio di amministrazione di Hif. Nella start-up hanno investito anche altre realtà internazionali come i fondi EIG Global Energy Partners e Baker Hughes e altri soggetti tra i quali gli azionisti di maggioranza della Andes Mining & Energy of Chile e Gemstone Investments.

Il futuro dei carburanti sintetici

Porsche è convinta che gli e-fuel possano essere utili anche in futuro: il marchio tedesco li ritiene fondamentali per raggiungere il Carbon Zero. Inoltre questi carburanti alternativi si prestano per la 911 (e per gli altri modelli iconici del presente e del passato), permettendo agli automobilisti di allungare la vita utile delle loro amate auto con motore endotermico.

Auto elettrica: non solo per risparmiare

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Siamo abituati ad associare l’auto elettrica all’immagine di modelli lenti e fatti per consumare poco, in grado di muoversi prevalentemente in città. Tuttavia, grazie alla moderna tecnologia sul fronte delle batterie, le auto elettriche riescono ad essere anche particolarmente performanti. Anzi, a dirla tutta le auto “alla spina” in molti casi sanno essere anche più veloci e prestazionali rispetto a molti modelli spinti dai tradizionali motori endotermici.

Tesla Model S: prezzo, dimensioni, caratteristiche 8

Occhio al peso

Il motivo di tali prestazioni è da ricercare nella stessa natura dei motori elettrici. Questi, infatti, sono in grado di offrire il massimo del loro potenziale prestazionale già da zero giri. Questo significa che basta premere a fondo il piede destro sul pedale dell’acceleratore per sentire l’auto lanciarsi in avanti con decisione e senza la minima esitazione. Certo, resta il problema del peso. Abbiamo detto più volte che un’auto elettrica pesa circa 300 kg in più rispetto ad un omologo modello con motore benzina o diesel. Tuttavia, l’aumento di peso viene generalmente compensato proprio dalla capacità delle elettriche di offrire tutta la potenza disponibile in maniera immediata, mentre, per ottimizzare la dinamica di guida, il pacco batterie viene posizionato al centro della vettura, tra i due assali e molto in basso, proprio per abbassare il baricentro e migliorare così l’handling del modello.

Porsche Taycan: esterni

Elettrico VS benzina

Per capire meglio di cosa sono capaci le elettriche oggigiorno, prendendiamo ad esempio la Porsche Taycan Turbo e la Porsche Panamera Turbo S. La prima è spinta da due motori elettrici per una potenza totale di 680 CV per 850 Nm di coppia ed è alimentata da una batterie con una capacità di 93 kWh. È in grado di scattare da 0 a 100 km/h in 3,2 secondi e di raggiungere una velocità massima di 260 km/h. La Panamera, invece, è alimentata da un propulsore V8 biturbo con una potenza di 630 CV e 820 Nm di coppia, che le permettono di scattare da 0 a 100 km/h in 3,1 secondi e di correre fino ad una velocità massima di 315 km/h. Le differenze, quindi, sono minime tra le due auto, a riprova dunque di quanto anche le elettriche possano essere prestazionali.

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Anche le supercar

Ma se sono le performance assolute che si cercano, allora bisogna puntare su una supercar. Anche questa particolare fetta di mercato, infatti, si sta progressivamente elettrificando e oggi sono già molte le supercar completamente elettriche disponibili o che lo saranno a breve. Tra le più estreme troviamo la Rimac Nevera, che grazie ai suoi 4 motori elettrici è in grado di sviluppare 1.914 CV per 2.360 Nm di coppia. Quanto basta per scattare da 0 a 100 km/h in 1,97 secondi e di raggiungere i 412 km/ h. Tra le elettriche più prestazionali non poteva di certo mancare una Tesla, che risponde alla Rimac con la Roadster, che con il kit Rocket (costituito da due “razzi” ad aria compressa di derivazione aerospaziale), è capace di raggiungere i 100 km/h con partenza da ferma in appena 1,1 secondi.

Porsche Cayenne E-Hybrid, più autonomia con il model year 2021

Porsche Cayenne E-Hybrid, più autonomia con il model year 2021 1

Con il model year 2021 la nuova versione della Porsche Cayenne E-Hybrid mantiene inalterato il design e l’insieme dei contenuti tecnologici. A cambiare è invece il powertrain della variante ibrida plug-in che viene dotato di un nuovo pacco batteria da 17,9 kWh.

Fino a 56 chilometri in elettrico

La nuova Cayenne E-Hybrid verrà equipaggiata con un nuovo pacco batteria che passa da 14,1 a 17,9 kWh. Stando a quanto dichiarato dalla Casa di Stoccarda, l’autonomia in modalità 100% elettrica dovrebbe migliorare del 30% rispetto ai valori della versione precedente.

Porsche Cayenne E-Hybrid, più autonomia con il model year 2021 2

Con la batteria completamente carica, la Cayenne E-Hybrid da 462 CV può percorrere fino a 56 chilometri in modalità a zero emissioni mentre la variante S E-Hybrid da 680 CV si dovrebbe fermare a 42 chilometri. Porsche ha anche dichiarato che le versioni coupé possono contare su valori di autonomia leggermente superiori.

Cambia la logica di gestione

Oltre all’aumento della capacità della batteria Porsche ha comunicato che le versioni ibride plug-in dotate di pacchetto Sport Chrono hanno subito qualche variazione nelle diverse modalità di guida disponibili. La funzione E-Charge, ad esempio, andrà a ricaricare le batterie fino ad una capacità massima dell’80%, riducendo il tempo di ricarica e andando a preservare la durata dell’accumulatore.
Porsche Cayenne E-Hybrid, più autonomia con il model year 2021
La rinnovata logica di gestione del sistema propulsivo ha coinvolto anche le modalità Sport e Sport Plus che, per garantire la presenza continua di un boost da parte dell’unità elettrica, vanno a ricaricare il pacco batteria con una potenza di 12 kW.

Anni ’60: 5 auto che hanno fatto la storia

Anni ’60: 5 auto che hanno fatto la storia 7

Gli Anni ’60 sono quelli del “miracolo economico”: il Paese cresce sotto tutti gli aspetti, c’è ottimismo, entusiasmo e voglia di benessere e a testimoniarlo, proprio nel 1960 esce quello che è considerato un po’ il manifesto del nuovo decennio, il film “La dolce vita”, di Federico Fellini, con Anita Ekberg e Marcello Mastroianni, che porta alla celebrità anche un altro simbolo della ripresa, benché a sole due ruote, come la Vespa.

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Ed è ancora una volta l’auto a simboleggiare meglio di ogni altra cosa questo trend: il parco circolante in Italia, che nel 1956 aveva a malapena raggiunto il milione di vetture, nel ’69 arriverà a superare i 9 milioni, una cifra destinata a raddoppiare ancora nei dieci anni successivi. Me non è soltanto il numero ad essere significativo: dopo le berline e le utilitarie che hanno portato le quattro ruote in casa degli italiani, questo è il periodo delle auto veloci, delle granturismo e delle spider.

Ecco allora 5 auto che secondo noi hanno fatto la storia degli anni Sessanta.

INDICE
 Jaguar E-Type
 Porsche 911
 Lamborghini Miura
 Alfa Romeo Spider
 Fiat 124

La migliore dimostrazione di quello che attende il mondo dell’auto in questo decennio arriva nella primavera del ’61 quando al Salone di Ginevra debutta la Jaguar E-Type ed è amore a prima vista più o meno per tutti: coupé dalle forme insolite e per questo affascinati, disegnata da Malcolm Sawyer insieme allo stesso fondatore della Casa, Sir William Lyons, ha un cofano lunghissimo, l’abitacolo arretrato e una coda arrotondata con un pratico portellone ed è la degna erede dell’affascinante serie XK del dopoguerra nata intorno al formidabile motore 6 cilindri bialbero.

Sulla “E” arriva nella sua veste migliore, con 3,8 litri e 265 CV, alloggiato su un telaio nuovo e raffinato e dotato di sospensioni posteriori indipendenti e freni a disco che sostengono prestazioni di prim’ordine tra cui una velocità di punta di 240 km/h.

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Neanche un mese più tardi arriva la spider, mentre tre anni dopo il motore sale di cilindrata, passando a 4,2 (più avanti la terza serie terrà anche a battesimo il primo V12 della Casa), mentre un nuovo cambio interamente sincronizzato rimedia al maggior difetto lamentato dalla clientela assieme all’abitabilità un po’ limitata.

Il prezzo non è certo per tutte le tasche, 4,3 milioni di lire, ma risulta notevolmente più basso delle granturismo dell’epoca con cui la E-Type si confronta alla pari, contribuendo alla popolarità di un’auto che nel nostro Paese rivelerà il “sigillo” venendo scelta per diventare l’auto del fascinoso ladro Diabolik nel fumetto di successo creato dalle sorelle Giussani nel ‘62.

Le auto destinate alla leggenda non arrivano soltanto dalla Gran Bretagna, anzi: appena due anni dopo la Jaguar E-type, anche la Germania sfodera uno dei suoi assi con la Porsche 911, ultima creazione di quella fucina di ingegneri di talento che è l’omonima famiglia. Ognuno dei Porsche, nelle tre generazioni che si sono avvicendate dall’inizio del secolo,  ha infatti la sua vettura-simbolo: per Ferdinand I è il Maggiolino nel ‘36, per Ferdinand Anton “Ferry” è la 356 lanciata subito dopo la guerra facendo debuttare i Porsche come costruttori, in sostituzione della quale all’inizio degli Anni ’60 Ferdinand Alexander “Butzi” Porsche crea appunto la 911. Coupé dalla caratteristica forma “a cucchiaio”, debutta alla fine del ’63 come 901, nome poi corretto in risposta alle obiezioni di Peugeot che aveva registrato tutte le sigle di tre cifre con lo zero al centro.

Anni ’60: 5 auto che hanno fatto la storia 6

Linea, motore 6 cilindri boxer (il primo è un due litri da 160 CV) montato a sbalzo sul posteriore sono le caratteristiche con cui attraverserà tutto il secolo mantenendo intatta l’impostazione di base e tutto il fascino,  proposta in innumerevoli varianti con potenza sempre maggiore.

Le sue rivali vanno dalle coupé tradizionali alle berlinette a motore centrale come la Dino Ferrari, con le quali si misura anche nel prezzo che è di oltre 22mila marchi tedeschi, anche se la sua particolare impostazione tecnica non è priva di difetti dinamici, come l’instabilità ad alte velocità dovute alla forma della carrozzeria. Ma il sasso è stato lanciato. Negli anni, con innumerevoli evoluzioni, Porsche riuscirà a fare di questa architettura imperfetta una vera pietra miliare dell’automobilismo.

Parlando di sportive da sogno e volendo restare in Italia, il primo pensiero va normalmente a Ferrari che a metà Anni ’60 è affermato sia in ambito sportivo che come costruttore di magnifiche granturismo. Eppure uno dei miti di quegli anni non arriva da Modena ma nasce poco distante, a Sant’Agata Bolognese, dove soli sue ani prima Ferruccio Lamborghini, stimato produttore di trattori, proprio a causa di un celebre diverbio con il  “Drake” di Maranello, ha iniziato a costruire auto sportive.

Ed è appena al secondo tentativo che l’azienda crea quello che sarà ricordato come il suo capolavoro, la Miura: splendida berlinetta a due posti, con motore V12 posteriore e trasversale, esordisce per la verità senza carrozzeria e senza nome, al Salone di Torino del ’65 dove la casa espone il telaio completo di meccanica, poi vestito dal giovane e talentuoso Marcello Gandini, in forze alla Bertone.

Anni ’60: 5 auto che hanno fatto la storia 1

La Miura che debutta “finita” nel ‘66 è un’auto potente e di carattere: con lei Ferruccio inizia a battezzare le auto con nomi ispirati al mondo delle corride, come del resto aveva fatto scegliendo un toro (il suo segno zodiacale) per il marchio della sua azienda. Come un toro si fa condurre con docilità ma può diventare impegnativa da domare una volta scatenato il suo motore di 4 litri e 350 CV, che diventeranno 370 e 385 sulle successive evoluzioni S ed SV, richiedendo sensibilità ed esperienza, anche se buona parte dei clienti, vip, attori e industriali, la sceglie per la sua immagine non scontata.

Averla non è facile, anzi, le richieste sono destinate a venir soddisfatte solo  in parte, con una produzione che rimarrà complessivamente sotto gli 800 esemplari. Il mito si costruisce anche così.

Il ’66 vede la nascita cdi quella che per oltre 30 anni e 4 generazioni (6 se consideriamo le due successive a trazione anteriore) diventerà la spider italiana per eccellenza e l’icona del marchio Alfa Romeo. Un modello longevo che evolverà la linea, sempre comunque opera di Pininfarina, e i motori conservando però invariata la base, derivata dall’altrettanto fortunata berlina Giulia del ‘62, e l’impostazione meccanica fino al ‘95.

Che sia un fenomeno popolare lo testimonia il modo in cui viene chiamata: la Casa la battezza semplicemente Spider mentre il pubblico le assegna ben due soprannomi il primo dei quali, “Duetto”, è il risultato di un concorso indetto dalla Casa stessa, sarà usato per designare tutta la dinastia .

Anni ’60: 5 auto che hanno fatto la storia 3

Il secondo , “Osso di seppia”, è invece riferito esplicitamente alla prima serie e si deve alla forma tondeggiante e affusolata della carrozzeria alle quali seguiranno la “Coda Tronca” del ’70, la “Aerodinamica” dell’83, e infine l’ultimo restyling dell’89, tutte con motori quattro cilindri da 1,3 a 2 litri e retrotreno  a ponte rigido.

Presenza destinata a diventare comune sulle strade per tre decenni, vanta ance parecchie comparsate cinematografiche, la prima e più nota nel film “Il laureato” del 1967 con Dustin Hoffman, che ne fa la più famosa spider italiana insieme alla Lancia Aurelia B24 guidata da Vittorio Gassman ne “Il sorpasso” pochi anni prima.

Anni ’60: 5 auto che hanno fatto la storia

Mentre i giovani italiani e americani sognano le coupé Jaguar e le spider Alfa Romeo, Fiat si preoccupa delle loro famiglie a cui propone in quello stesso ’66 una classica, rassicurante berlina. La 124 nasce proprio per soddisfare i bisogni della classe media ala ricerca di un’auto solida che sostituisca l’amata ma ormai un po’ obsoleta 1100 (la quale fa comunque in tempo a concedersi un’ultima serie con il modello R) con qualcosa di altrettanto familiare, appunto, ma più al passo con i tempi. Così è.

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Le forme sono semplici ma piacevoli, squadrate quanto basta da concedere pur con misure non sovrabbondanti, appena 4,03 metri di lunghezza per 1,63 di larghezza, una ampio abitacolo e un grande bagagliaio. Semplice ma concreta, la 124 è eletta Auto dell’anno 1967 e nuovo riferimento per il pubblico, che può sceglierla anche nella versione  Familiare propriamente detta, ovvero giardinetta, senza dimenticare le derivate Coupé e Spider (la seconda in particolare destinata a duna gloriosa carriera anche sportiva) e in breve tempo diventa la preferita dai tassisti, da enti pubblici, aziende ecc…

Non è tutto: mentre, ancora in Italia, il suo progetto viene sfruttato per creare l’ammiraglia 125, che è letteralmente una 124 di taglia un po’ più generosa, una serie di accordi internazionali ne avviano la produzione in vari paesi europei e non, dalle più celebri varianti Seat e Lada (che andrà avanti per decenni) ad altre meno note in Asia, Africa e America del Sud.

Anni ’60: 5 auto che hanno fatto la storia 5

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