Come risparmiare sull’assicurazione auto: la guida

Come risparmiare sull'assicurazione auto

Il costo dell’assicurazione in Italia, specie se raffrontato a quello di altri Paesi europei, continua ad essere una voce decisamente influente nel budget necessario per mantenere una vettura, ma seguendo alcuni semplici consigli è possibile risparmiare sull’assicurazione RC Auto. Ecco una piccola guida che raccoglie tutti i nostri suggerimenti in merito.

INDICE
Cambiare conviene sempre
Mettere a confronto diversi preventivi
Risparmio assicurazione auto: le compagnie online
Preventivo assicurazione auto: le voci che incidono sul premio
L’opzione guida esclusiva e lo scoperto franchigia
Risparmiare sull’assicurazione auto con la scatola nera
Assicurazione temporanea

Il primo suggerimento da seguire per riuscire a risparmiare sull’assicurazione auto è quello di cambiare spesso compagnia. Ci si può affidare alle società tradizionali per compiere questa operazione, ma dato la presenza di diverse assicurazioni online è consigliabile effettuare il cambio con una di queste dato che i costi saranno decisamente inferiori. Prima di procedere, però, controllate scrupolosamente il contratto di assicurazione per capire cosa sia incluso nei costi e cosa no.

Per poter risparmiare sull’assicurazione auto è fondamentale conoscere in anticipo la spesa annuale che si dovrà sostenere e tutte le agenzie delle varie società presenti sul territorio saranno in grado di fornirvi questa risposta in base alla tipologia di vettura, provincia e città di residenza e classe di merito. Oltre al preventivo tradizionale è possibile ottenere anche un preventivo online sfruttando i numerosi siti presenti sul web dedicati a questo scopo.

Verifica bollo auto: il check anche online

Come abbiamo anticipato in precedenza, chi vuole ottenere il massimo risparmio sulla assicurazione RC Auto deve guardare con interesse alle compagnie online. Queste, infatti, sono in grado di proporre prezzi altamente concorrenziali per i premi grazie alla assenza di sedi fisiche e la possibilità di operare senza la necessità di riconoscere la provvigione agli agenti. La sottoscrizione della polizza avverrà da casa tramite pc e con semplici e pochi passaggi. L’unico consiglio è quello di controllare con attenzione la compagnia scelta per evitare di cadere in truffe sempre più frequenti di società assicuratrici inesistenti.

Quando si richiede il preventivo assicurazione auto ci sono alcune voci che incidono sul prezzo finale quali:

  • l’età dell’assicurato
  • eventuali sinistri precedenti
  • la potenza della vettura
  • il luogo di residenza del richiedente.

Ovviamente una condotta di guida immacolata e priva di incidenti incide sul prezzo finale del preventivo, così come l’età del soggetto che richiede il preventivo perché in caso di neopatentato questo partirebbe dalla classe di merito più alta con un conseguente aumento di costi. Infine anche la provincia di residenza ha una rilevanza nel preventivo finale.

Cos’è il primo bollo auto: ecco come e dove pagarlo

Se si è diffidenti verso le assicurazioni online esistono altri modo per risparmiare sul costo annuale della polizza auto come ad esempio l’opzione scoperto franchigia. Tuttavia scegliere questa opzione può rivelarsi controproducente in caso di incidente perché si rischia di dover pagare di tasca propria parte del risarcimento. Altra modalità con la quale si può risparmiare sull’assicurazione auto è l’opzione guida esclusiva applicabile quando il contraente è anche il proprietario del mezzo. L’assicurazione risarcirà i danni anche se al momento del sinistro vi sarà un soggetto diverso alla guida, ma successivamente si rivarrà sul proprietario contraente.

L’ultimo suggerimento per poter risparmiare sull’assicurazione auto è quello di far installare la scatola nera fornita dalla compagnia sulla propria vettura. Questo dispositivo è stato pensato per mettere un freno alle numerose frodi alle assicurazioni verificatesi negli anni passati e consente di tracciare un profilo del conducente grazie al quale si potranno valutare i costi anche per i rinnovi futuri.

Quando si parla di assicurazione auto temporanea si intende un copertura assicurativa identica alla classica RCA ma della durata inferiore alle canoniche dodici mensilità. Il periodo temporale di validità potrà essere sia giornaliero che mensile, trimestrale o semestrale e deve essere concordato con la compagnia preventivamente.

Il principale vantaggio offerto dall’assicurazione auto temporanea è dato dalla possibilità di non dover sottoscrivere un contratto annuale qualora si utilizzi il proprio veicolo per periodi decisamente brevi. Per esempio, chi possiede un motoveicolo potrebbe decidere di utilizzarlo solo nella stagione estiva, quando le condizioni meteo sono più favorevoli. In questo caso, quindi, i costi richiesti saranno inferiori rispetto a quelli previsti per le polizze di 12 mesi.

Chi opta per un’assicurazione auto temporanea normalmente paga di più, mensilmente, rispetto ad una polizza annuale, ma è la scelta ideale per chi vuole godersi la propria cabrio o moto soltanto nei mesi estivi per poi tenerla in garage nella stagione invernale. Infatti, anche se il costo mensile è superiore a quello di una polizza di 12 mesi, il prezzo totale di un’assicurazione temporanea è comunque superiore a quello di una annuale.

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Cose da sapere

Perché è possibile risparmiare con le assicurazioni online?

Le assicurazioni online sono in grado di proporre prezzi altamente concorrenziali per i premi grazie alla assenza di sedi fisiche e la possibilità di operare senza la necessità di riconoscere la provvigione agli agenti. La sottoscrizione della polizza avverrà da casa tramite pc e con semplici e pochi passaggi.

Quali sono le voci che incidono sul premio?

Una condotta di guida immacolata e priva di incidenti incide sul prezzo finale del preventivo, così come l’età del soggetto che richiede il preventivo perché in caso di neopatentato questo partirebbe dalla classe di merito più alta con un conseguente aumento di costi. Infine anche la provincia di residenza ha una rilevanza nel preventivo finale.

Quali opzioni permettono di risparmiare sull’assicurazione auto?

L’opzione scoperto franchigia permette di risparmiare sul costo della polizza, ma scegliere questa opzione può rivelarsi controproducente in caso di incidente perché si rischia di dover pagare di tasca propria parte del risarcimento. Altra modalità con la quale si può risparmiare sull’assicurazione auto è l’opzione guida esclusiva applicabile quando il contraente è anche il proprietario del mezzo.

Come pagare meno il bollo auto: esenzioni e agevolazioni

Come pagare un bollo auto economico o non pagarlo affatto

Il bollo auto è una tassa annuale dovuta da tutte le persone che possiedono un veicolo in circolazione, di importo variabile a seconda della potenza, delle emissioni e della regione di residenza. Se si vuole risparmiare sul bollo, quindi, il modo migliore è quello di acquistare un’auto senza troppi cavalli ed ecologica. Alcune categorie di veicoli e di conducenti, però, possono beneficiare di agevolazioni o esenzioni dalla tassa auto, come i veicoli elettrici o quelli storici. Scopriamo tutti i dettagli. 

BOLLO AUTO 2022: SCARICA LA GUIDA

INDICE
Esenzione veicoli elettrici
Riduzioni ed esenzioni veicoli ibridi
Esenzione bollo auto storiche
Esenzione veicoli destinati ai disabili

Come accennato, per incentivare l’acquisto di veicoli a zero emissioni di CO2, in tutte le regioni italiane è ormai prevista l’esenzione dal pagamento del bollo auto per almeno cinque annualità per i mezzi elettrici al 100%, a decorrere dalla prima immatricolazione. Anche le vetture a idrogeno godono della stessa esenzione. A seconda della regione di residenza del conducente, inoltre, allo scadere del periodo di esenzione solitamente i veicoli elettrici godono di ulteriori riduzioni sul bollo, anche del 75% in meno rispetto all’importo totale. Queste misure, però, sono differenti da da regione a regione ed è quindi fondamentale accertarsi degli sgravi previsti caso per caso. 

Bollo auto Regione per Regione

Particolari agevolazioni sono previste per i veicoli con alimentazione ibrida. Per esempio, molte regioni garantiscono un periodo di esenzione dal pagamento del bollo auto per chi acquista un’auto ibrida elettrica, di solito della durata di tre anni. La maggior parte delle regioni, poi, pratica delle tariffe ridotte allo scadere di questo termine, in alcuni casi validi anche per veicoli con alimentazione GPL o metano. Anche in questo caso, però, la materia non è regolata uniformemente ma varia da regione a regione. 

In tutte le regioni italiane, sono esenti dal pagamento del bollo le auto storiche ultratrentennali, purché non destinate ad uso professionale. Qualora si utilizzi lauto su strade o aree pubbliche si dovrà però pagare la tassa di circolazione il cui importo varia da regione a regione, ma che si aggira sui 25-32 euro l’anno.

Inoltre, varie regioni prevedono una riduzione del 50% sull’importo della tassa auto anche per i veicoli ultraventennali, purché dotati di certificato di rilevanza storica. Anche in questo caso consigliamo di consultare tra le nostre guide specifiche quella dedicata vostra regione di residenza per tutti i dettagli.

Le persone disabili che possano beneficiare delle agevolazioni previste dalla Legge 104 sono esentati dal pagamento del bollo auto in modo permanente. L’applicazione di questa norma varia leggermente da regione a regione, ma solitamente l’esenzione si ha per tutti i veicoli la cui cilindrata non sia superiore a 2.0 litri se lauto è alimentata a benzina e a 2.8 litri se diesel, e in alcuni casi esiste anche un tetto a 150 kW per le auto elettriche. 

Cose da sapere

È possibile risparmiare sul bollo auto?

Il bollo auto viene calcolato in base alla potenza del motore e all’inquinamento che produce. Il primo parametro penalizza gli automobilisti che hanno vetture con potenza superiore ai 185 kW: per chi ha un’auto di questo tipo è necessario, infatti, pagare il superbollo. Il secondo parametro riguarda la classe ambientale e prevede un importo che cambia con il variare di questa. Di conseguenza una vettura altamente inquinante come una Euro 0 pagherà di più di un’auto recente, mentre il bollo delle auto ecologiche avrà un costo inferiore. Il consiglio, quindi, riguarda la scelta al momento dell’acquisto: comprando una vettura con una potenza inferiore al limite indicato e di classe Euro 4, Euro 5 o Euro 6 si può sicuramente risparmiare. 

Quali sono le agevolazioni sul bollo per le auto GPL?

Particolari agevolazioni sono previste per le vetture alimentate a GPL. In considerazione del loro impatto ambientale ridotto, molte regioni prevedono una scoutistica specifica rispetto agli analoghi modelli benzina e diesel, o addirittura lesenzione per un termine solitamente quinquennale. Anche in questo caso la materia non è regolata uniformemente ma varia da regione a regione. 

Quali esenzioni sono previste per il bollo auto dei veicoli storici?

Le auto storiche sono esenti dal pagamento del bollo. Qualora si utilizzi lauto su strade o aree pubbliche si dovrà però pagare la tassa di circolazione il cui importo varia da 25,82 a 31,24 euro a seconda della regione. 

I conducenti disabili sono esenti dal pagamento del bollo auto?

I soggetti portatori di handicap che possano beneficiare delle agevolazioni previste dalla Legge 104 sono esentati dal pagamento del bollo auto. In questo caso questa misura è prevista solo per un veicolo di proprietà purché la cilindrata del motore non sia superiore a 2.0 litri se lauto è alimentata a benzina ed a 2.8 litri se diesel. 

Macchine ibride: cosa sono e come funzionano?

Toyota Yaris 2020: faro

Da rarità ad istituzione, le auto ibride si sono progressivamente ritagliate una fetta crescente di mercato. Fra le motivazioni di questa diffusione troviamo sicuramente gli incentivi governativi e la possibilità di poter circolare anche in caso di blocchi del traffico. Grazie alle più recenti soluzioni tecnologiche sul fronte dei powertrain, inoltre, le moderne auto ibride sono davvero in grado di rappresentare una valida alternativa ai modelli ad alimentazione tradizionale.

INDICE
 Macchina ibrida: cosa significa?
 Auto ibride: come funzionano?
 Tipi di auto ibride
 Mild Hybrid
 Macchina Full Hybrid
 Plug in Hybrid
 Auto ibrida: quanto consuma?
 Auto ibrida: come si ricarica?
 Macchine ibride: gli incentivi
 Top 5: le ibride più ricercate su automobile.it

Quando si parla di auto ibrida si parla di una vettura nella quale il motore endotermico è affiancato da un’unità elettrica collegata ad un pacco batterie, spesso agli ioni di litio, che funziona autonomamente o in serie col motore a benzina o diesel. L’energia sprigionata nella frenata viene incanalata per ricaricare la batteria. Altre modalità di ricarica includono invece l’utilizzo di una frazione dell’energia sviluppata dal motore endotermico o direttamente il collegamento ad una presa di corrente esterna. Esistono, infine, auto ibride in grado di sfruttare solamente la trazione elettrica o meno. In ogni caso possono essere a trazione integrale oppure anteriore o posteriore.

Le auto ibride basano la propria tecnologia su un motore elettrico che lavora affiancato ad uno termico. L’utilizzo dell’elettrico permette di recuperare l’energia cinetica che verrebbe sprecata nelle fasi di frenata e di decelerazione per poi riutilizzarla per supportare o per escludere completamente, in base al grado di ibridizzazione del powertrain, il propulsore termico.

auto ibride usate
auto ibride usate

Esistono tre differenti tipologie di powertrain ibridi in commercio: mild hybrid, full hybrid e plug-in hybrid.

  • Il mild-hybrid, che è anche quello più diffuso, ha un motore elettrico di piccole dimensioni, azionato nella maggior parte dei casi da una cinghia. Questo funziona da alternatore/starter, motogeneratore e fornisce supporto al propulsore termico nelle fasi di accelerazione. Durante le fasi di veleggiamento e frenata, il motore ad alimentazione tradizionale fa girare il motogeneratore, ricaricando così il pacco batteria di piccole dimensioni. Cosa importante, questo sistema non è in grado di muovere l’auto solo grazie al motore elettrico.
  • Il secondo, il full-hybrid, permette di sfruttare in maniera combinata il motore termico e l’unità elettrica, aumentando così l’efficienza del propulsore. Rispetto al mild hybrid il sistema full hybrid permette di muoversi in modalità 100% elettrica ma per pochissimi chilometri.
  • Il plug-in, invece, vede la presenza di batterie con capacità maggiore rispetto ai modelli indicati in precedenza e consente di percorre diversi chilometri in modalità elettrica, anche più di 50 km. Questo sistema si distingue inoltre per la possibilità di ricaricare alla spina il pacco batteria oltre alla classica rigenerazione dell’energia cinetica in frenata.

Di seguito una grafica riassuntiva:

ibride funzionamento
ibride funzionamento

 

La auto mild hybrid si trovano sul gradino più basso dell’elettrificazione. L’ibrido “leggero” ha infatti batterie di piccole dimensioni e una propulsione elettrica dalla potenza ridotta e utilizzata solo in alcune fasi, sempre e solo in supporto del motore endotermico. Ad ogni modo, in città riescono a ridurre i consumi di circa il 10% rispetto ai rispettivi modelli a benzina o diesel.

Le full hybrid sono in grado di combinare il lavoro del motore termico con  quello elettrico per aumentare al massimo l’efficienza del powertrain. L’autonomia e le prestazioni sono limitate dalla potenza della batteria, caricata esclusivamente con il recupero di energia in rilascio, quindi grazie al lavoro del motore termico e alla rigenerazione dell’energia in frenata. Mantenendosi a velocità ridotte permettono di percorrere una manciata di chilometri in elettrico, contribuendo a contenere i consumi.

Le auto ibride plug-in rappresentano la via di mezzo fra un’auto endotermica e una elettrica. Sono dotate di due o più motori, funzionano come le Full Hybrid ma hanno la possibilità di viaggiare anche in modalità elettrica per molti più chilometri. Le moderne Mercedes plug-in (come la Classe C) hanno ormai raggiunto i 90 km di autonomia in elettrico. Riescono a recuperare energia in frenata ma per portare al 100% la ricarica occorre collegarle ad una fonte di corrente esterna come una colonnina.

Attenzione però, le plug-in sono molto più pesanti rispetto alle varianti endotermiche da cui derivano. Di conseguenza, se le si usa senza mai caricare la batteria si finirà col consumare molto più carburante rispetto al medesimo modello alimentato da un motore a benzina tradizionale

 

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Il maggior vantaggio della tecnologia ibrida è dato dal poter contare su consumi decisamente più contenuti rispetto ad analoghi modelli dotati del solo motore termico. Ovviamente ci sono grandi differenze a seconda del tipo di tecnologia utilizzata, ma in linea generale un modello mild-hybrid garantisce un risparmio di carburante tra l’8 ed il 25%, mentre un full hybrid tra il 20 ed il 45%. Ancora più parche nei consumi le plug-in hybrid grazie alla possibilità di poter percorrere in media fino a 50 Km in modalità 100% elettrica.

Anche in questo caso, per poter rispondere correttamente, bisogna valutare il tipo di tecnologia adottata sulla vettura. Per le auto con motorizzazioni mild e full hybrid la ricarica avviene in tutte le fasi di  decelerazione e frenata evitando così qualsiasi intervento esterno, mentre per le plug-in sarà necessario collegare la vettura ad una presa di corrente come se si trattasse di una elettrica pura.

Fino all’anno scorso era possibile ricevere in caso di rottamazione un bonus pari a ben 10.000 euro per l’acquisto di una vettura ad emissioni zero.

Gli incentivi statali programmati per il 2022, invece, sono ancora in fase di definizione, mentre quelli regionali variano a seconda delle amministrazioni. In vista della transizione verde del settore automotive, il governo ha istituito un fondo finanziato con un miliardo all’anno per il 2022 e per ciascuno degli anni dal 2023 al 2030. Il sistema di incentivi seguirà una classificazione dei livelli di emissione di CO2, e la parte più consistente degli investimenti sarà dedicata alle auto da 0 a 60 g/km di CO2. In questa prima categoria troviamo  alcune ibride plug-in. Per esempio, Rav4 Plug-in emette 22 g/km Co2. L’altra fascia comprende veicoli che emettono da 61 fino a 135 g/Km di Co2. Troviamo in questa alcune auto definite full o mild hybrid, come la Yaris Cross (da 122 g/km Co2) di Toyota.

Nel senso più largo del termine, gli incentivi sono anche rappresentati dal permesso accordato da alcune regioni e/o città di non pagare la sosta sulle strisce blu e gli accessi alle ZTL. Infine, in alcune aree in Italia, il bollo non si paga prima dei 5 anni dall’acquisto e in generale la manutenzione presenta costi minori, per esempio sui freni.

La curiosità verso le auto ibride ha spinto numerosi automobilisti ad effettuare ricerche approfondite su automobile.it. Scopriamo la classifica delle 5 vetture ibride più ricercate.

1 – Fiat 500: la citycar della Casa italiana è stata aggiornata nelle motorizzazioni ed offre adesso un propulsore da 1.0 litri e 70 CV che si dimostra decisamente parco nei consumi. Lo stile rimane indiscutibilmente retrò sia negli esterni, che negli interni dove, però, un tocco di modernità è offerto dall’ampio monitor dedicato al sistema di infotainment Uconnect. I prezzi partono da 16.250 euro per l’allestimento Cult.

2 – Lancia Ypsilon: anche per la citycar chic della Casa torinese è arrivato il momento di abbracciare la tecnologia ibrida. Sotto il cofano trova spazio un motore mild-hybrid da 70 CV che, abbinato al sistema Start&Stop, promette consumi davvero contenuti. Piccoli ritocchi estetici degli esterni sono arrivati grazie ad un recente restyling che ha interessato soprattutto l’anteriore, mentre gli interni godono finalmente del sistema di infotainment Uconnect. Si parte da 13.450 euro per l’allestimento Silver.

3- Mazda 3: berlina dallo stile affascinante e fluido la Mazda 3 è anche una ottima alternativa ibrida alle regine del segmento grazie al motore Skyactiv da 2.0 litri dotato di tecnologia mild hybrid ed in grado di erogare 122, 150 o 186 CV di potenza. I prezzi per l’affascinante vettura giapponese nell’allestimento Evolve partono da 24.100 euro.

4 – Peugeot 508: la berlina francese ha colpito nel segno grazie ad un design estremamente efficace in grado di far voltare le teste anche ad anni di distanza. Gli interni non sono da meno ed ospitano in un comfort assoluto 5 passeggeri, mentre sotto il cofano la tecnologia plug-in hybrid trova il massimo punto di espressione nella versione Sport Enginereed da ben 360 CV. I prezzi per l’allestimento Allure e motore da 225 CV partono da 47.250 €.

5 – Volkswagen Golf: l’ultima generazione della vettura di riferimento del segmento C si conferma ancora una volta la regina del settore. Lo stile, forse, potrà dividere e non affascinare come in passato, ma basta aprire le portiere per essere catapultati in un abitacolo futurista e spazioso dove i tasti fisici sono praticamente banditi. Le motorizzazioni ibride contano sia su unità dotate di tecnologia mild che plug-in hybrid con potenze da 110 a 245 CV. I prezzi partono da 28.800 euro.

Cose da sapere

Come funzionano le auto ibride?

Un’auto ibrida sfrutta la combinazione di due differenti tipi di energia per generare il moto delle ruote: elettrica e chimica. Infatti queste vetture propongono powertrain dotati di un motore termico e di almeno un’unità elettrica.

Cosa vuol dire full hybrid?

Le full hybrid sono in grado di combinare il motore termico a quello elettrico per aumentare al massimo l’efficienza del powertrain. L’autonomia e le prestazioni sono limitate dalla potenza della batteria, caricata esclusivamente con il recupero di energia in rilascio.

Cosa significa mild hybrid?

La mild hybrid usano il motore elettrico solo in alcune fasi, come la messa in moto e la marcia a velocità molto bassa.

Cosa vuol dire ibrida plug-in?

Le auto ibride plug-in funzionano come le Full Hybrid ma hanno la possibilità di viaggiare anche in modalità elettrica per 50/70 km in base al tipo di modello e alla capcità della batteria utilizzata. Quest’ultima, inoltre, può essere ricaricata anche alla spina.

Quali erano gli incentivi previsti fino al 2021 per le auto ibride?

Le auto ibride godevano degli incentivi governativi purché avessero emissioni comprese tra 21 e 60 g/Km di CO2. In caso di rottamazione si aveva diritto ad un incentivo pari a 6.500 euro, mentre senza rottamazione lo sconto applicato sul prezzo di acquisto era pari a 3.500 euro.

Leasing auto: che cos’è e come funziona

Come funziona il leasing auto per i privati

Per lungo tempo l’auto è stata considerata non soltanto uno strumento utile ma anche un simbolo di benessere, un oggetto da possedere anche se, tolti casi particolari, difficilmente conserva il suo valore nel tempo. Per questo, oltre all’acquisto, in tempi recenti si sono affermate alcune formule alternative che permettono di utilizzare l’auto per un periodo prestabilito.

Il Leasing è una di queste soluzioni: si tratta della più vecchia delle alternative all’acquisto oggi disponibili, inizialmente disponibile soltanto per professionisti e aziende ma oggi aperta anche a privati, da poco è stata affiancata dal noleggio a lungo e a breve termine, concetti simili ma non uguali. Ecco cosa c’è da sapere su Leasing.

INDICE
Cos’è il leasing?
Leasing auto per privati
Prezzi e offerte auto in leasing
Macchine in leasing: conviene davvero?
Leasing auto e noleggio a lungo termine

Per Leasing si intende una formula che consente di utilizzare un dato bene, in questo caso un veicolo, per un periodo prestabilito pagando un canone mensile, ed era inizialmente riservato ad aziende o professionisti in possesso di Partita IVA. Le rate mensili equivalgono a parte del prezzo del veicolo compresa una quota di interessi. A seconda del contratto possono includere anche i costi di manutenzione e assicurazione, che altrimenti vanno sottoscritti e pagati a parte dal cliente fruitore.

Durante questo periodo, che può variare da 24 a 48 mesi, il cliente usufruisce del mezzo come se questo fosse suo, anche se la proprietà rimane della società di leasing, che la concede in locazione. Al termine del contratto è possibile scegliere se riscattare il veicolo pagando il valore residuo ed entrandone in possesso, oppure stipulare un nuovo contratto per un nuovo veicolo.

Da qualche anno, le società di Leasing e le finanziarie legate alle stese Case auto o alle concessionarie hanno esteso la possibilità del leasing anche a clienti senza partita IVA. Questi contratti prevedono il versamento di un anticipo e la stipula di un accordo che predefinisce durata e chilometraggio annuo o complessivo del contratto, spese e costi, Anche i privati a fine contratto possono scegliere se riscattare il veicolo pagando una maxirata finale, terminare semplicemente il rapporto o stipularne un altro per un nuovo veicolo.

I momenti principali del contratto di leasing auto per privati sono:

  • Preventivo: le parti stipulano un preventivo di spesa che include la durata del contratto, l’anticipo (se previsto), l’importo delle rate mensili e l’importo della maxirata finale in caso di riscatto.
  • Conclusione del contratto: il contratto di leasing si conclude normalmente alla scadenza pattuita tra le parti ed il cliente provvederà alla riconsegna della vettura, ma qualora il cliente non rispetti il pagamento delle rate mensili l’operatore finanziario potrà richiedere la risoluzione del contratto e la restituzione del veicolo.
  • Eventuale riscatto: giunti al termine del contratto di leasing il privato ha la possibilità di riscattare la macchina, versando una cifra corrispondente al valore residuo.

noleggio a lungo termine
noleggio a lungo termine

Il leasing classico per un’utilitaria come ad esempio una Fiat Panda può partire da poco più di 150 euro al mese, a cui però vanno aggiunte le altre spese, che spalmate portano il totale a un po’ più di 200 euro. Passando a un veicolo di categoria superiore, un’utilitaria come una Renault Clio, ci si avvicina ai 300 euro, mentre per una compatta magari di marca premium come una Mercedes Classe A o GLA, il canone lievita e si arriva facilmente a 400-500 euro e senza andare su versioni top di gamma.

Va però sottolineato che oggi le offerte delle Case stesse e delle società intermediarie si stanno spostando sempre più verso formule di noleggio a lungo termine che mischiano un po’ due generi, eliminando la rata inziale e offrendo canoni che comprendono anche i costi accessori. Per avere una panoramica completa delle differenze, vi rimandiamo all’ultimo capitolo di questo articolo.

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Il leasing auto per privati può risultare particolarmente conveniente a chi ha esigenze simili a quelle di un’azienda, a chi percorre parecchia strada (ma attenzione, i contratti hanno limiti di chilometraggio e chi li supera deve pagare dei supplementi) ed è interessato a cambiare spesso l’auto ma non vuole avere i problemi connessi alla rivendita e alla svalutazione del mezzo di proprietà. I privati non hanno gli stessi benefici fiscali delle aziende, ad esempio non hanno diritto a detrazioni.

Le differenze tra leasing e noleggio sta nel fatto che il leasing nasce come contratto d’acquisto parziale con usufrutto, mentre il noleggio è un affitto semplice che quindi non prevede l’anticipo né la possibilità di riscattare l’auto alla fine del contratto. Inoltre, nel canone di noleggio sono compresi i costi di assicurazione e manutenzione e spesso anche la disponibilità di un treno di gomme invernali e relativo montaggio, servizi che di base il Leasing non include anche se oggi alcuni contratti hanno iniziato a offrire questa opzione. Con l’ulteriore vantaggio di mettersi al riparo da eventuali rincari e aumenti per il periodo di durata del contratto.

Leasing auto Noleggio a lungo termine
La rata include solo l’utilizzo della vettura, i rischi per danno e usura sono sull’utilizzatore Il canone comprende tutte le spese ordinarie e straordinarie
Al termine del contratto si può riscattare il mezzo Impossibilità di riscattare la vettura
Maxi rata iniziale Nessuna maxi rata iniziale

 

Cosa da sapere

Cos’è il leasing?

Il leasing è un contratto mediante il quale un operatore finanziario acquista una vettura per conto di un cliente, concedendogli l’utilizzo a fronte del pagamento di un canone mensile e di un anticipo.

A chi conviene il leasing?

Il leasing auto per privati conviene se siete persone abituate a cambiare veicolo ogni due/tre anni, non volete immobilizzare il vostro capitale, e non volete subire la svalutazione.

Quanto costa il leasing?

Il costo del leasing è variabile, in quanto dipende dagli accordi presi con l’operatore finanziario e il tipo di costi coperti dal canone mensile.

A chi spettano assicurazione, bollo e tagliandi nel leasing?

La tassa di proprietà del veicolo spetta sempre al locatore, così come assicurazione e i tagliandi. Per quanto riguarda eventuali multe, queste saranno ricevute dalla società di noleggio che le girerà direttamente al locatario.

Passaggio di proprietà auto: calcolo, costi e i documenti necessari nel 2022

Come risparmiare per il passaggio di proprietà dell'auto

L’automobile è un bene mobile (appunto) e registrato. Questo significa che quando la si acquista si ottiene anche il relativo certificato di proprietà. E quando la si acquista usata, si deve adempiere al relativo passaggio di proprietà che certifica il fatto che un precedente proprietario ha ceduto la vettura a un proprietario nuovo.

Quando il veicolo di seconda mano è acquistato presso una concessionaria la faccenda è semplice, perché sarà il venditore stesso ad accompagnare il cliente durante tutta la procedura per adempiere agli obblighi di legge e sciogliere i nodi burocratici.

Ma se la compravendita di un’auto di seconda mano avviene tra privati cittadini, allora ci sono due strade. Ci si può affidare a un’agenzia di pratiche auto o ci si può muovere in autonomia. Nel primo caso, come accade in concessionaria, sarà l’agenzia a occuparsi di tutto. Nel secondo caso si dovrà chiaramente provvedere da soli. La procedura per effettuare il passaggio di proprietà non è così complicata, ma è bene sapere alcune cose che possono semplificare la vita.

Prima di tutto, ci si deve ricordare che, dal momento della sottoscrizione del contratto, c’è un periodo di 60 giorni entro i quali si deve procedere alla modifica del libretto di circolazione, che deve essere aggiornato con l’inserimento dei dati del proprietario subentrante. Ma andiamo nel dettaglio.

INDICE
Cosa serve?
Costo passaggio di proprietà auto
Come calcolare il passaggio di proprietà?
Dove costa meno?
Il documento unico di circolazione
Dove fare il passaggio di proprietà?
Tutti i documenti necessari
Mini passaggio di proprietà

La prima cosa da sapere per affrontare la procedura del passaggio di proprietà riguarda i documenti necessari per le pratiche. Non sono molti. Bastano:

  • Carta d’identità dell’acquirente (o altro documento);
  • Marca da bollo da 16 euro.

Una volta muniti di documento di riconoscimento e marca da bollo ci si deve recare presso un ufficio della motorizzazione o, in alternativa, al Pubblico Registro Automobilistico (PRA) e compilare due moduli. Volendo, si possono anche scaricare online e compilarli a casa. I due moduli sono:

  • Documento con richiesta di passaggio di proprietà;
  • Documento per l’aggiornamento dei dati riportati sul libretto di circolazione.

La cosa importante da tenere a mente è che entrambi i documenti devono riportare obbligatoriamente sia la firma dell’acquirente sia quella del venditore. Si può quindi decidere di recarsi presso gli uffici dove si vogliono depositare i documenti insieme. In alternativa, la pratica può essere portata avanti soltanto dall’acquirente, che in questo caso dovrà munirsi di firma autenticata del venditore. Anche per questa operazione è richiesto il pagamento di una marca da bollo da 16 euro.

Una volta consegnata tutta la documentazione allo sportello dell’ufficio di competenza, il gioco è fatto. La finalizzazione del passaggio avviene nel giro di qualche giorno lavorativo, con la consegna del Certificato di Proprietà aggiornato.

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Per capire quanto costa il passaggio di proprietà auto, si dovrà tenere presente che per la trascrizione è necessario versare:

  • Bollo per aggiornamento Carta di Circolazione: 16 euro
  • Bollo per trascrizione al PRA: da 32 euro
  • Emolumenti al PRA: 27 euro
  • Diritti di motorizzazione: 10,2 euro
  • IPT (Tassa Provinciale di Trascrizione): viene calcolata in base alla potenza dell’auto e varia in base alla provincia di residenza, che può avere un costo compreso tra 3,51 e 4,56 euro al kW.

Quanto detto finora si applica nel caso la vettura che viene acquistata sia dotata di Certificato di Proprietà tradizionale (cartaceo). Diverso è il caso invece del Certificato di Proprietà Digitale, che è stato introdotto nel 2015, che richiede una procedura simile sia nelle operazioni da compiere sia nei costi finali, ma che necessita della cosiddetta “materializzazione”, che fortunatamente è gratuita.

Come detto, il passaggio di proprietà richiede il pagamento di una parte di costi fissi e una parte di costi variabili. Per la questione dei costi variabili, che sono legati alla potenza della vettura che si acquista, ci sono una serie di aspetti da tenere presenti.

  • Per vetture con potenza fino a 53 kW, il costo fisso dell’IPT è di 150,81 euro.
  • Per vetture con potenze superiori ai 53 kW, per ogni kW in più si paga un sovraprezzo pari a 3,5119 euro che però può essere aumentato fino a un massimo del 30% su disposizione della Provincia, arrivando a un massimo di 4,56 euro.

Vendere un’auto usata: tutti i passaggi da seguire

Quanto costa, quindi, il passaggio di proprietà? I costi fissi, tra marche da bollo, competenze e tributi, ammontano a 85,2 euro. A questo si aggiungono i 150,81 di IPT, che rappresentano la quota minima che si può spendere per la tassa provinciale di trascrizione senza maggiorazioni legate a potenza o aumenti decisi dalle singole Province. Da un rapido calcolo, quindi, si capisce che l’importo minimo ammonta a 236,01 euro.

Questo agendo in autonomia, metodo che permette di risparmiare al massimo ma che richiede un po’ di attenzione su procedure e pagamenti. In alternativa ci si può rivolgere a quale agenzia di consulenza automobilistica, che chiaramente chiederà il proprio contributo per il servizio.

Dal primo gennaio 2020, con l’entrata in vigore del Decreto legislativo n. 98/2017, è stata avviata la progressiva introduzione del Documento Unico di Circolazione e di Proprietà del veicolo (DU), in sostituzione della Carta di Circolazione e del Certificato di Proprietà del veicolo (CDP cartaceo o CDPD digitale). Il DU è costituito dall’attuale modello di Carta di Circolazione nel quale sono annotati anche i dati relativi alla situazione giuridico patrimoniale del veicolo presenti nel Pubblico Registro Automobilistico. Il DU viene rilasciato dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (MIMS).

Come per la carta di circolazione, il DU è il documento necessario per la circolazione del veicolo che il conducente deve sempre portare a bordo del mezzo per poter circolare. Dal 1° ottobre 2021, data di entrata a regime dei nuovi processi del DU, per tutte le operazioni che comportano il rilascio dei documenti di circolazione verrà sempre rilasciato il DU al posto della Carta di Circolazione e del CDPD.

Per i veicoli iscritti al PRA precedentemente al 1° ottobre 2021 e non ancora dotati di DU, il DU verrà rilasciato in occasione della prima operazione effettuata per la quale è previsto il rilascio di un nuovo DU:

  • trasferimento di proprietà
  • reimmatricolazione
  • rinnovo di iscrizione
  • rilascio DU a seguito di carta di circolazione e/o CdP smarrito, deteriorato o rubato.

Per i veicoli iscritti al PRA prima del 1° ottobre 2021, la Carta di Circolazione e il Certificato di Proprietà continueranno ad essere validi fino a quando non verrà rilasciato un nuovo DU.

Il passaggio di proprietà “Fai da te” può essere fatto in Comune, in Motorizzazione o presso l’ACI

  • Per il passaggio di proprietà auto in Comune sarà necessario che il venditore si rechi presso uno degli uffici preposti alla autenticazione della firma. In questo caso sarà necessario pagare un importo pari a 16 euro necessari per l’applicazione della relativa marca da bollo. Effettuata questa operazione, l’acquirente avrà 60 giorni di tempo per chiedere il nuovo certificato di proprietà al PRA e aggiornare la carta di circolazione presso la Motorizzazione Civile.
  • Per il passaggio di proprietà presso la Motorizzazione, lo stesso passaggio dovrà avvenire contestualmente all’autentica così da garantire l’aggiornamento dei dati del nuovo proprietario dell’auto.
  • Per il passaggio di proprietà auto presso l’ACI, dopo l’autenticazione della firma, sarà necessario provvedere, entro 60 giorni, alla registrazione del passaggio di proprietà presso l’unità territoriale ACI – Pubblico Registro Automobilistico (PRA), che rilascerà il certificato di proprietà digitale aggiornato e, successivamente, richiedere l’aggiornamento della carta di circolazione all’ufficio provinciale della Motorizzazione Civile. Se l’autentica della firma avviene presso lo Sportello Telematico dell’Automobilista, sarà obbligatorio richiedere la immediata registrazione del passaggio di proprietà.

Ecco, infine, un utile prospetto dei documenti necessari per il passaggio di proprietà auto:

  • Certificato di proprietà originale del veicolo;
  • Fotocopia e originale del documento di identità e del codice fiscale dell’acquirente e del venditore;
  • Fotocopia e originale della carta di circolazione;
  • Eventuale dichiarazione sostitutiva con cui l’acquirente dichiara la residenza, se diversa da quella indicata nel documento di identità;
  • Eventuali deleghe, necessarie qualora l’acquirente nomini un delegato per effettuare il passaggio di proprietà della sua auto.

Il mini passaggio di proprietà, conosciuto anche come minivoltura, si fa quando si vende la propria auto a una concessionaria. Il mini passaggio di proprietà consente al venditore di risultare esente da ogni responsabilità nei confronti del veicolo. La pratica è necessaria vista lo stato temporaneo in cui si viene a trovare l’auto, che passa di mano alla concessionaria per un periodo limitato prima di essere venduta a un successivo acquirente.

Il mini passaggio di proprietà risulta conveniente anche perché non prevede il versamento dell’Imposta Provinciale di Trascrizione e dimezza gli emolumenti ACI.

Da un punto di vista pratico, per effettuare il mini passaggio di proprietà si deve presentare la stessa documentazione necessaria a un passaggio di proprietà tradizionale. Ci si recherà quindi allo Sportello Telematico dell’Automobilista con i seguenti documenti:

  • Certificato di proprietà
  • Nota di presentazione al PRA
  • Fotocopia di un documento di identità
  • Carta di circolazione (o fotocopia)
  • Atto unilaterale di vendita comprensivo della marca da bollo del valore di 16 euro con firma autenticata del venditore oppure atto bilaterale, con apposte le firme autenticate di venditore e acquirente

Cose da sapere

Quanto costa il passaggio di proprietà?

Ha un costo base di 224,41 € che deriva dalla somma delle marche da bollo, competenze, tributi e quant’altro pari a circa 74 € e dell’imposta di registro variabile non inferiore a 150,41 €.

Dove costa meno il passaggio di proprietà?

Per risparmiare si può optare per il fai da te sbrigando la pratica in totale autonomia senza rivolgersi alle agenzie di consulenza automobilistica.

Come fare il passaggio di proprietà?

Generalmente il passaggio di proprietà auto si può fare o in Comune o presso la Motorizzazione Civile. n alternativa, si potrà effettuare il passaggio di proprietà auto presso l’ACI.

Che cos’è il documento unico di circolazione?

È un solo certificato che contiene sia il libretto di circolazione emesso dalla Motorizzazione civile sia la certificazione che attesta la proprietà del veicolo rilasciata dall’ACI.

Auto ibride plug-in, come funzionano e perché convengono

Ormai è un dato di fatto: i costruttori hanno deciso di virare con forza sull’elettrico. Questo non significa che i motori termici saranno abbandonati a favore di quelli a zero emissioni, ma che in commercio arriveranno ancora più offerte di auto ibride. Tra le più interessanti ci sono le plug-in hybrid. Scopriamole insieme. 

LEGGI ORA: Incentivi auto ibride, come funzionano

INDICE
Cosa sono le auto ibride plug in
Plug in hybrid, come funziona?
Qual è la differenza tra full hybrid e plug in?
Auto plug in ibride: le novità 2022
Auto ibride plug in 2021
Le migliori auto ibride plug-in per marca
BMW plug-in
Volvo plug-in
Peugeot ibride plug-in
Toyota ibride plug in
I vantaggi delle macchine ibride plug in

Quando si parla di auto ibride plug-in si intende una categoria specifica di vetture ibride. Grazie alla particolare tecnologia adottata, infatti, un’auto plug-in ha la possibilità di percorrere una determinata quantità di chilometri in modalità 100% elettrica a tutto vantaggio di consumi ed emissioni.  

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Il funzionamento delle auto ibride plug-in non è particolarmente complesso da spiegare. Questa tipologia di vetture è dotata di uno o due motori elettrici, di supporto all’unità termica, ed un pacco batterie di capienza maggiore rispetto a quello delle auto full hybrid. Selezionando la modalità di guida dedicata si potrà guidare a zero emissioni per un breve tratto (in media una cinquantina di Km) avendo così la possibilità di accedere anche nelle ZTL vietate ai veicoli tradizionali. 

ibride funzionamento
ibride funzionamento

L’attuale offerta di auto ibride è davvero ampia e bisogna capire con attenzione le differenze tra le diverse tecnologie. Un’auto plug-in hybrid, infatti, vincola il proprietario alla ricarica delle batterie tramite collegamento con presa alla rete elettrica a differenza di una vettura full hybrid dove la ricarica delle batterie avviene autonomamente in fase di frenata con un sistema di recupero di energia 

Anche il prossimo anno vedrà l’arrivo sul mercato di decine e decine di modelli dotati di tecnologia plug-in ibrida. Scopriamo le vetture più interessanti. 

  • Kia Sportage 
  • Jeep Grand Cheerokee 
  • Alfa Romeo Tonale 

Kia Sportage: la Casa coreana sta sfornando con gran velocità modelli nuovi e sempre più contenuti nelle emissioni ed il prossimo anno toccherà alla nuova Sportage. Lo stile sarà di rottura, come visto sui modelli più recenti, mentre la versione plug-in porterà in dote una batteria da 13,8 kWh per un’autonomia elettrica di circa 50 km. 

Jeep Grand Cherokee: prosegue l’elettrificazione in casa Jeep. Dopo Compass e Renegade nel 2022 sarà il turno della Grand Cherokee di offrire in listino anche una versione ibrida plug-in. Il motore utilizzato sarà un 2.0 turbo benzina a quattro cilindri coadiuvato da 2 motori elettrici per un totale di 375 CV e un’autonomia elettrica di circa 40 km. 

Alfa Romeo Tonale: il SUV di taglia media di casa Alfa Romeo arriverà finalmente sul mercato il prossimo anno e segnerà una svolta per il marchio di Arese perché offrirà in listino per la prima volta dei motori ibridi. La Tonale plug-in hybrid dovrebbe sfruttare la stessa unità già presente sulla Renegade 4xe e portare in dote un 1.3 turbobenzina abbinato ad una unità elettrica per una potenza complessiva di circa 250 CV. 

Anche quest’anno le auto ibride plug-in hanno conquistato una fetta di mercato sempre maggiore convincendo un numero crescente di consumatori. Scopriamo i modelli più interessanti attualmente in commercio.

Auto ibride plug in 2021  Prezzo (a partire da)
Ford Kuga 36.350
Audi A3 Sportback 30.950 €
Hyundai Ioniq  30.100 €
Kia Ceed Sportwagon 35.500 €
Jeep Compass 44.650 €
Jeep Renegade 39.500 €
Cupra Leon 38.400 €
Renault Captur 33.500 €
Citroen C5 Aircross  42.100 €
Range Rover Evoque 55.750

Ford Kuga: l’ultima generazione del SUV della Casa americana è stato rivoluzionato non solo nello stile, adesso fluido ed elegante, ma anche nei contenuti. Sotto il cofano, infatti, è presente l’ibrido plug-in da 225 che assicura fino a 50 Km in modalità 100% elettrica. 

Audi A3 Sportback: lo stile aggressivo e moderno rende la berlina della Casa dei quattro anelli immediatamente desiderabile, ma oltre all’apparenza c’è molta sostanza. L’ibrido plug-in offre 204 CV di potenza e promette consumi davvero contenuti. 

Hyundai Ioniq: non solo elettrica, ma anche ibrida plug-in. La berlina coreana è la vettura simbolo dell’anima green del costruttore e in versione ibrida offre un motore termico 1.6 aspirato abbinato ad un’unità elettrica per una potenza complessiva di 141 CV e 265 Nm. 

Kia Ceed Sportwagon: lo stile elegante e fluido degli esterni consente alla station wagon coreana di farsi immediatamente notare su strada. Sotto il cofano spicca la motorizzazione ibrida plug-in da 1.5 litri e 141 CV di potenza. 

Jeep Compass: il SUV della Casa americana punta ad ampliare la sua fascia di pubblico grazie all’introduzione in listino del motore plug-in hybrid. Il 1.3 turbo 4 cilindri è coadiuvato da una unità elettrica ed offre una potenza totale di 190 o 240 CV e fino a 50 Km di autonomia a zero emissioni. 

Jeep Renegade: anche il SUV di taglia media ha ricevuto in dote la stessa motorizzazione ibrida plug-in della “sorella” maggiore. Anche in questo caso si può scegliere tra le due potenze disponibili di 190 o 240 CV. 

Cupra Leon: la berlina spagnola punta tutto su uno stile affilato che strizza l’occhio alla sportività ed offre una interessante motorizzazione ibrida plug-in da 1.4 litri in grado di scaricare su strada la bellezza di 204 CV. 

Renault Captur: il crossover della Casa giapponese ha riscontrato un ottimo successo di mercato grazie ad un design davvero convincente, ma non solo. Anche i contenuti tecnici sono di ottimo livello come il motore plug-in hybrid da 1.6 litri e 160 CV. 

Citroen C5 Aircross: crossover di taglia media dallo stile decisamente personale, la C5 Aircross offre una grande spazio interno e, soprattutto, un comfort di livello superiore. La gamma motori vede la presenza in listino di un’unità plug-in hybrid 4 cilindri da 1.6 litri e 224 CV. 

Range Rover Evoque: la seconda generazione del crossover chic della Casa inglese si è presentata con uno stile ulteriormente migliorato ed ancora più raffinato ed una ampia gamma di motori plug-in hybrid da 1.5 litri e ben 309 CV di potenza. 

Volendo analizzare i modelli proposti dai costruttori più importanti si possono notare modelli di auto ibride plug-in davvero interessanti. 

  • BMW Serie 2 Active Tourer 
  • BMW Serie 3 
  • BMW Serie 5 

BMW Serie 2 Active Tourer: monovolume compatta pensata per chi ha necessità importanti di spazio ma non vuole rinunciare al lusso ed alla sportività, è offerta anche con motore ibrido plug-in in grado di offrire una autonomia in modalità elettrica di 80 KM. I prezzi partono da 36.500 euro. 

BMW Serie 3: la berlina sportiva per eccellenza è entrata nella fase dell’elettrificazione ed oggi è offerta anche con motori ibridi plug-in con potenze di 258 CV ed autonomia elettrica di 60 KM. Si parte da 50.950 euro. 

BMW Serie 5: altra offerta della Casa tedesca nel mercato delle berline plug-in ibride è caratterizzata da uno stile certamente gradevole, privo del discusso doppio rene XXL, e da motorizzazioni plug-in hybrid quattro cilindri turbo dalla potenza complessiva di 252 CV. I prezzi partono da 62.790 euro. 

  • Volvo S90  
  • Volvo V60  
  • Volvo XC40  

Volvo S90: berlina elegante, raffinata, che si fa immediatamente notare per la pulizia del design e per la cura quasi maniacale dei dettagli, è offerta anche in versione plug-in hybrid con motori da 2.0 litri, abbinati alla trazione integrale, e potenze di 303 e 425 CV. Si parte da 52.100 euro. 

Volvo V60: station wagon in tipico stile svedese, la V60 punta tutto su qualità, capacità di carico e stile estremamente raffinato. Disponibile solo con motori ibridi, nelle versioni plug-in hybrid il 2.0 litri offre 350 o 455 CV. Si parte da 41.600 euro. 

Volvo XC40: SUV di medie dimensioni decisamente adatto alla guida cittadina e dal design estremamente personale, la XC40 offre un motore ibrido plug-in da 1.5 litri declinato nelle potenze di 129 e 180 CV. I prezzi partono da 47.950 euro. 

  • Peugeot 308 
  • Peugeot 508 

Peugeot 308: rinnovata di recente nel design, ed adesso dotata di un frontale esageratamente aggressivo, la berlina di segmento C del costruttore francese è offerta anche con un interessante motorizzazione ibrida plug-in da 1.6 litri e 225 CV. 36.750 euro il prezzo d’attacco. 

Peugeot 508: berlina di rappresentanza che colpisce per un look davvero ben eseguito ed in grado di rivaleggiare con le concorrenti più blasonate, oltre allo stile offre tanta sostanza grazie al motore plug-in hybrid da 1.6 litri e 290 CV che tiene a bada i consumi. I prezzi partono da 48.950 euro. 

Toyota RAV4: unico modello dotato di tecnologia plug-in hybrid nel listino del costruttore giapponese, la Toyota RAV4 è stata rivoluzionata nella sua ultima generazione con uno stile decisamente controcorrente. I contenuti sotto il cofano sono davvero di livello grazie al motore da 2.5 litri e 304 CV con batterie ricaricabili alla spina. I prezzi partono da 55.500 euro. 

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Toyota RAV4

Passare ad un’auto dotata di motore ibrido plug-in comporta numerosi vantaggi. Oltre al netto risparmio di carburante rispetto ad un analogo modello dotato del solo motore termico, è possibile usufruire di incentivi davvero sostanziosi per l’acquisto. Nello specifico in caso di acquisto di un’auto ibrida con rottamazione della vettura in possesso si può ottenere uno sconto di 6.500 euro, mentre l’importo scende a 3.500 senza rottamazione. Altro vantaggio offerto dalle auto ibride plug-in è quello di poter circolare nelle ZTL in modalità 100% elettrica, mentre la possibilità di posteggiare gratis nelle strisce blu varia da comune a comune, anche se la maggior parte delle amministrazioni delle città più importanti ha deciso di favorire i proprietari delle auto plug-in hybrid. 

Cose da sapere

Sono previsti incentivi per le auto ibride plug-in?

Sì, le auto ibride plug-in, essendo le più ecologiche tra le diverse tipologie di ibride, spesso rientrano nella categoria di vetture che emettono meno di 60 g/km di CO2 e perciò possono beneficiare di un incentivo fino a € 6.500.

Come funzionano le auto ibride plug-in?

Le auto ibride plug-in abbinano ad un motore termico una o due unità elettriche. Grazie alla maggiore capacità del pacco batteria rispetto alle full hybrid le ibride ricaricabili alla spina possono percorrere fino a 50/70 km in modalità completamente elettrica e si ricaricano in circa 3/4 ore.

Come si ricarica un’auto ibrida plug-in?

Le ibride plug-in possono essere ricaricate presso una colonnina di ricarica pubblica o presso la propria abitazione, dove però è consigliabile installare una wallbox.

Quali sono le migliori auto ibride plug-in?

Secondo automobile.it le migliori ibride plug-in sono: Ford Puma, Audi A3 Sportback e Hyundai Ioniq.

Auto ibrida: conviene acquistarla? Ecco pro e contro

Quando conviene acquistare un'auto ibrida?

Il mondo dell’auto è sempre più ibrido. Questa tecnologia, che fino ad una decina di anni fa sembrava futuristica ed irraggiungibile, adesso è presente praticamente su tutte le vetture e sempre più automobilisti la stanno abbracciando facendo crescere continuamente le quote di mercato grazie anche agli incentivi statali ancora presenti.

INDICE
 I vantaggi dell’auto ibrida
  Auto ibride, pro e contro
 Auto ibrida in autostrada
 Meglio un motore ibrido o diesel?
 Ibrida o gpl?
 In conclusione, l’auto ibrida conviene o no?
 Auto ibrida: quando non conviene
 Ibrida usata: conviene?
 Incentivi e altri vantaggi dell’ibrido

Scegliere un’auto ibrida significare abbracciare una filosofia green. Il principale vantaggio di questa tecnologia, infatti, è quello di essere maggiormente amica dell’ambiente grazie ad emissioni di CO2 decisamente ridotte rispetto ad un analogo modello dotato di motore tradizionale. Altro vantaggio si riscontra nel portafogli, dato che le auto ibride, specie le plug-in, promettono percorrenze chilometriche al pari, se non superiori, ai diesel. Infine, in molti centri cittadini, l’accesso alle vetture ibride è concesso a differenza delle auto dotate di motore a combustione.

Tra i punti a favore delle auto ibride c’è sicuramente da considerare la minor sete di benzina da parte dei motori elettrificati. Il risparmio di carburante è significativo, anche se l’incremento di peso dovuto al sistema ibrido si fa sentire. La possibilità di usufruire degli incentivi statali, pari a 6.500 euro in caso di rottamazione, si pone come secondo punto a favore delle auto ibride, anche se si deve considerare che il prezzo di partenza di queste vetture è più alto rispetto ad un analogo modello dotato di motore termico.

Dove l’auto ibrida non si rivela efficace è in autostrada. Su questi tratti, infatti, il motore elettrico non riesce ad entrare in funzione e supportare quello termico rivelandosi praticamente inutile. Se l’utilizzo che farete dell’auto è prevalentemente autostradale è meglio orientarsi su altre tipologie di motori.

Chi deve percorrere parecchi chilometri l’anno è sempre tentato dalla scelta del diesel, ma prima di compiere questa decisione è bene confrontare il risparmio garantito dalle auto ibride. A sfavore del diesel, però, pendono i continui blocchi alla circolazione estesi anche alle Euro 6. Per questa ragione è sempre preferibile puntare su un motore ibrido in caso di acquisto.

auto ibride usate
auto ibride usate

Per tenere sotto controllo i costi di gestione il GPL si rivela ancora oggi una delle alternative più valide. Le vetture alimentate a GPL, così come le ibride, possono circolare anche in presenza di blocchi del traffico. Se si percorre parecchia autostrada il GPL è la scelta migliore.

Come detto in precedenza, per capire se convenga o meno l’auto ibrida si deve valutare l’utilizzo che si farà del mezzo. Se si percorreranno prevalentemente strade urbane o extraurbane, allora l’ibrido sarà da scegliere senza esitazione e si potrà anche valutare con attenzione la tecnologia plug-in per riuscire a muoversi a zero emissioni per alcune decine di Km.

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Se l’utilizzo della vettura è prevalentemente autostradale allora l’auto ibrida non sarà da prendere in considerazione. In questo caso è meglio puntare su GPL, metano o anche diesel per contenere i costi di gestione a fronte di una spesa iniziale per l’acquisto più elevata rispetto ad una vettura benzina.

Vista la presenza sempre maggiore di auto ibride nei listini non è raro trovare vere e proprie occasioni anche nel mercato dell’usato con prezzi notevolmente inferiori e molto più abbordabili rispetto al nuovo. Prima di procedere all’acquisto, però, è opportuno verificare che i sistemi ibridi siano perfettamente funzionanti per evitare di trovarsi ad affrontare spese impreviste e spesso costose. Il consiglio è quello di rivolgersi presso concessionarie che trattano l’usato per godere della garanzia legale.

Il nostro Governo, ormai dal 2019, ha previsto degli incentivi per spingere gli automobilisti a rottamare i veicoli più inquinanti e passare alle auto ibride. Nello specifico, per poter usufruire del bonus, l’auto ibrida dovrà rientrare nella fascia di emissioni compresa tra 21 e 60 g/Km di CO2. In caso di rottamazione si potrà avere diritto ad un incentivo pari a 6.500 euro, mentre senza rottamazione lo sconto applicato sarà pari a 3.500 euro. Tra gli altri vantaggi dell’ibrido si segnalano:

  • Sconti sull’RC Auto: alcune compagnie assicurative offrono sconti ai possessori di auto ibride;
  • Tassa Regionale: in molte regioni italiane, è prevista un’esenzione dal bollo sulle auto ibride nuove, fino a 5 anni dal loro acquisto;
  • Circolazione nei centri urbani: diversi municipi italiani “premiano” i guidatori di auto ibride, offrendo loro aree di parcheggio gratuito o permettendogli l’accesso in zone a traffico limitato.

auto ecologiche usate
auto ecologiche usate

Cose da sapere

Quali sono i pro e i contro della auto ibride?

Tra i punti a favore delle auto ibride c’è sicuramente da considerare il risparmio di carburante e la possibilità di usufruire degli incentivi statali, pari a 6.500 euro in caso di rottamazione. Tuttavia deve considerare che il prezzo di partenza di queste vetture è più alto rispetto ad un analogo modello dotato di motore termico.

Meglio un’auto ibrida o diesel?

Chi deve percorrere parecchi chilometri l’anno è sempre tentato dalla scelta del diesel, ma prima di compiere questa decisione è bene confrontare il risparmio garantito dalle auto ibride. A sfavore del diesel, però, pendono i continui blocchi alla circolazione estesi anche alle Euro 6.

Meglio un’auto ibrida o GPL?

Per tenere sotto controllo i costi di gestione il GPL si rivela ancora oggi una delle alternative più valide. Le vetture alimentate a GPL, così come le ibride, possono circolare anche in presenza di blocchi del traffico. Se si percorre parecchia autostrada il GPL è la scelta migliore.

Quando scegliere un’auto ibrida e quando non conviene?

Per capire se convenga o meno l’auto ibrida si deve valutare l’utilizzo che si farà del mezzo. Se si percorreranno prevalentemente strade urbane o extraurbane, allora l’ibrido sarà da scegliere senza esitazione, se invece l’utilizzo della vettura è prevalentemente autostradale allora l’auto ibrida non sarà da prendere in considerazione.

Quali sono gli incentivi e i vantaggi previsti per le auto ibride?

Per usufruire degli incentivi, l’auto ibrida dovrà rientrare nella fascia di emissioni compresa tra 21 e 60 g/Km di CO2. In caso di rottamazione si potrà avere diritto ad un incentivo pari a 6.500 euro, mentre senza rottamazione lo sconto sarà pari a 3.500 euro. Tra gli altri vantaggi dell’ibrido si segnala poi la possibilità di risparmiare sul bollo, che non si paga per i primi cinque anni.

Cosa sono le auto km 0 e quali sono le più vendute in Italia?

Che cosa sono le auto Km 0? 6

Oltre al nuovo, quando ci si appresta a comprare una vettura è sempre bene prendere in considerazione anche le auto a Km 0. Queste, infatti, consentono di portare a casa un modello praticamente uscito di fabbrica ma a prezzi decisamente convenienti.

auto km 0 più ricercate

INDICE
Auto a km 0: cosa significa?
Quali sono le auto chilometri zero più vendute
Auto a chilometri zero: quanto si risparmia?
Auto a km 0 vs auto nuove
Acquisto auto km 0: cosa controllare
Acquisto auto km 0 e passaggio di proprietà
Auto aziendali e km 0: la differenza

Con la definizione di auto a Km 0 si intendono tutte quelle vetture già immatricolate dalla concessionaria, magari utilizzate per l’esposizione in showroom, pronte per essere consegnate. Il loro prezzo di acquisto è decisamente inferiore a quello di una vettura nuova perché, teoricamente, vengono valutate come vetture usate, ma in realtà sono auto nuove con meno di 100 Km e solitamente ricche di accessori.

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Per orientarvi nella scelta ed effettuare il giusto acquisto, nella nostra infografica troverete la classifica delle 10 auto a Km 0 più vendute, di cui potrete scoprire tutte le caratteristiche nelle schede che seguono. Vediamo i 5 modelli più ricercati.

  • Jeep Renegade (da 24.250 €)
  • Fiat Panda (da 13.900 €)
  • Fiat 500X (da 21.000 €)
  • Jeep Compass (da 29.850 €)
  • Fiat 500L (da 19.950 )

Jeep Renegade: il SUV della Casa americana ha conquistato i consumatori per via di uno stile decisamente convincente e per una ampia gamma di motorizzazioni che di recente si è ampliata con una variante ibrida plug-in.

Fiat Panda: la citycar per eccellenza è giunta alla terza generazione e continua ad attirare le preferenze di migliaia di automobilisti per l’ottimo rapporto qualità-prezzo e per i costi di gestione contenuti. Da poco è disponibile anche una motorizzazione mild-hybrid.

Fiat 500X: basata sulla medesima piattaforma della Renegade, la Fiat 500X si differenzia dalla “cugina” per uno stile che richiama quello vintage presente sulla più piccola 500. A differenza della Jeep, però, i motori disponibili sono solo benzina e diesel.

Jeep Compass: il SUV top di gamma della Casa americana occupa il quarto posto della classifica delle auto a Km 0 più vendute ed adesso è offerto anche con un interessante motore ibrido plug-in in grado di erogare fino a 240 CV di potenza.

Fiat 500L: una monovolume che ancora oggi continua a fare colpo in quella fascia di mercato alla ricerca di praticità e di stile. La Fiat 500L si piazza in quinta posizione tra le auto a Km 0 più vendute ed è offerta con motorizzazioni benzina e diesel.

auto km 0 più ricercate

Indicare a priori il risparmio concreto garantito da un’auto a Km 0 non è facile, ma in media il prezzo di acquisto rispetto ad un analogo modello nuovo è inferiore del 20-25%. Gli sconti, poi, possono aumentare ulteriormente se il modello è da molto tempo fermo in concessionaria o ridursi qualora la richiesta sia elevata e se l’immatricolazione sia inferiore ai 6 mesi.

Che cosa sono le auto Km 0? 7

La differenza principale tra un’auto a Km 0 e una nuova è data dalla possibilità di scelta di allestimenti ed optional. Per le prime ci si dovrà accontentare di quanto presente, mentre per le seconde si potrà creare la vettura praticamente su misura. E’ bene poi avere presente che la garanzia delle auto a Km 0 è di soli 12 mesi, mentre per le auto nuove è di due anni.

offerte auto km 0
offerte auto km 0

Trattandosi di vetture tecnicamente usate, prima di procedere all’acquisto di un’auto a Km 0 è bene effettuare alcune verifiche. Se, ad esempio, il mezzo è stato tenuto all’aperto nel parco auto della concessionaria bisognerà valutare attentamente la condizione della carrozzeria, delle gomme e delle guarnizioni. Analogamente si dovrà controllare scrupolosamente la differenza di prezzo rispetto ad un identico modello nuovo che, in media, sarà inferiore del 20%.

Auto Km 0: quali sono le più ricercate in Italia?

Le auto a km 0 sono equiparate alle auto nuove ed il passaggio di proprietà spetta al concessionario che vende l’auto. Il costo, solitamente, viene incluso all’interno di quello complessivo ma questo non fa venire meno la convenienza di queste vetture rispetto agli omologhi modelli nuovi.

Quando si parla di auto aziendali si intendono vetture già immatricolate intestate a società che le acquistano spesso con la formula del leasing e le utilizzano per un anno o due. Queste sono auto usate a tutti gli effetti, piuttosto accessoriate, ma con all’attivo parecchi chilometri visto l’utilizzo prevalentemente lavorativo cui sono dedicate.

Cose da sapere

Cosa sono le auto a km 0?

Le auto a Km 0 sono quelle vetture già immatricolate dalla concessionaria, magari per l’esposizione in showroom, pronte per la consegna. Il loro prezzo di acquisto è inferiore a quello di una vettura nuova perché sono valutate come auto usate, ma in realtà sono vetture nuove con meno di 100 Km e ricche di accessori.

Quanto si risparmia acquistando un’auto a km 0?

In media il prezzo di acquisto rispetto ad un analogo modello nuovo è inferiore del 20-25%. Gli sconti, poi, possono aumentare ulteriormente se il modello è da molto tempo fermo in concessionaria o ridursi qualora la richiesta sia elevata e se l’immatricolazione sia inferiore ai 6 mesi.

Cosa controllare  quando si acquista un’auto a km 0?

Se il mezzo è stato tenuto all’aperto nel parco auto della concessionaria bisognerà valutare attentamente la condizione della carrozzeria, delle gomme e delle guarnizioni. Analogamente si dovrà controllare scrupolosamente la differenza di prezzo rispetto ad un identico modello nuovo che, in media, sarà inferiore del 20%.

Come funziona il passaggio di proprietà con le auto a km 0?

Le auto a km 0 sono equiparate alle auto nuove ed il passaggio di proprietà spetta al concessionario che vende l’auto. Il costo, solitamente, viene incluso all’interno di quello complessivo ma questo non fa venire meno la convenienza di queste vetture rispetto agli omologhi modelli nuovi.

Qual è la differenza tra auto aziendali e a km 0?

Quando si parla di auto aziendali si intendono vetture già immatricolate intestate a società che le acquistano spesso con la formula del leasing e le utilizzano per un anno o due. Queste sono auto usate a tutti gli effetti, piuttosto accessoriate, ma con all’attivo parecchi chilometri.

Meglio acquistare un’auto diesel o benzina?

Diesel o benzina? La domanda del secolo!

Diesel o benzina? Da sempre è stata questa la domanda che ha messo in crisi gli automobilisti in procinto di acquistare una vettura, nuova o usata. Oggi, però, complici anche scelte politiche spesso azzardate, sembra essere chiaro che il futuro del diesel non sia così luminoso.

INDICE
Il futuro del diesel come carburante
Meglio diesel o benzina?
Consuma più benzina o diesel?
Differenza tra diesel e benzina: i motori
Meglio acquistare un’auto diesel o benzina? Come scegliere

Dopo lo scandalo dieselgate del 2015, è iniziata una crociata contro le vetture alimentate a gasolio, accusate di essere eccessivamente inquinanti. La Comunità Europea ha chiesto ai costruttori di adeguarsi a parametri di emissioni sempre più stringenti ed in molti casi utopici, mentre città italiane come Roma hanno disposto lo stop assoluto alle auto diesel a partire dal 2024. Altre, come Milano, hanno invece introdotto delle ZTL sempre più importanti che hanno obbligano i proprietari di questi mezzi ad abbandonare queste motorizzazioni a favore di quelle benzina, ibride o elettriche.

A prescindere da quelle che saranno le decisioni politiche del futuro, se ci si chiede cosa sia meglio tra un motore benzina ed uno diesel si debbono tenere in considerazione numerosi parametri. Di sicuro i motori diesel sono maggiormente indicati nei confronti di quegli automobilisti che percorrono molti chilometri l’anno grazie ad un consumo di carburante inferiore e costi alla pompa del gasolio inferiori.

I motori benzina moderni, però, hanno quasi raggiunto l’efficienza di quelli diesel ed hanno dalla loro il vantaggio di godere di una manutenzione meno problematica e di non sottostare alle limitazioni al traffico decise dalle giunte comunali.

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A livello di consumi non c’è storia tra le due motorizzazioni. I motori diesel promettono un consumo ancora inferiore rispetto ai motori benzina, anche se il costo di acquisto di una vettura dotata di questo propulsore è decisamente più alto di un analogo modello a benzina. In passato, poi, la differenza di prezzo tra i due carburanti era accentuata, mentre oggi si aggira in media sui 10 centesimi al litro e questo è un altro motivo per valutare con attenzione i motori benzina.

La differenza principale fra motori benzina e diesel è nel modo in cui avviene la combustione: la miscela aria/benzina infatti si accende tramite una scintilla, prodotta dalla candela, mentre la miscela aria/gasolio si accende in seguito alla compressione da parte del pistone.

In passato i motori diesel davano la sensazione di essere più potenti in virtù della coppia motrice alta che riuscivano a sviluppare anche a velocità moderate, ma attualmente anche i motori benzina di recente costruzione possono godere di una coppia notevole dovuta all’adozione del turbo che garantisce un maggior numero di Nm ad un numero di giri inferiori. In materia di emissioni, infine, i motori a benzina  hanno raggiunto oggi un livello tale di “pulizia” che li rende la scelta obbligata in caso di acquisto.

Per valutare se convenga acquistare un’auto diesel o benzina è sempre opportuno avere ben chiaro l’utilizzo che si fa della vettura. Se si percorrono molti chilometri l’anno, prevalentemente su autostrada, allora il diesel sarà una scelta obbligata, ma nel valutare questo acquisto si dovrà tenere in considerazione, oltre al maggiore prezzo di listino dell’auto, anche un costo maggiore inerente la manutenzione ed ad una svalutazione importante rispetto ad un analogo modello benzina dovuta ai numerosi blocchi alla circolazione che spesso inibiscono il transito anche dei diesel Euro 6 nei centri cittadini.

Cose da sapere

È meglio acquistare un’auto diesel o benzina?

I motori diesel sono indicati per chi percorre molti chilometri l’anno grazie ad un consumo di carburante inferiore e costi  del gasolio inferiori. I motori benzina moderni, però, hanno quasi raggiunto l’efficienza di quelli diesel ed hanno dalla loro il vantaggio di godere di una manutenzione meno problematica e di non sottostare alle limitazioni al traffico.

Consuma più un’auto diesel o benzina?

I motori diesel promettono un consumo ancora inferiore rispetto ai motori benzina, anche se il costo di acquisto di una vettura dotata di questo propulsore è decisamente più alto di un analogo modello a benzina.

Come decidere se acquistare un’auto diesel o benzina?

Se si percorrono molti chilometri l’anno, prevalentemente su autostrada, il diesel sarà una scelta obbligata, ma nel valutare questo acquisto si dovrà tenere in considerazione il maggiore prezzo di listino dell’auto, un costo maggiore inerente la manutenzione e una svalutazione importante rispetto ad un analogo modello benzina dovuta ai numerosi blocchi alla circolazione.

Qual è la differenza tra un motore diesel e un motore benzina?

La differenza principale fra motori benzina e diesel è nel modo in cui avviene la combustione: la miscela aria/benzina infatti si accende tramite una scintilla, prodotta dalla candela, mentre la miscela aria/gasolio si accende in seguito alla compressione da parte del pistone.

Confronto benzina diesel gpl metano: quale alimentazione scegliere per la tua nuova auto

Renault Captur

Mai come adesso i consumatori hanno una imponente varietà di motorizzazioni tra cui scegliere. Auto a benzina, diesel, ibride, elettriche, a metano ed a GPL consentono di poter acquistare una vettura con un propulsore adeguato alle esigenze personali.

INDICE
Quando scegliere un’auto a benzina
Auto diesel: hanno ancora un futuro?
Quando conviene il gpl
Perché scegliere il metano

Buona parte dei listini dei costruttori vede la presenza di vetture con motorizzazioni benzina. I progressi compiuti dalle Case con questi propulsori sono stati notevoli nel corso degli ultimi anni.

La necessità di contenere consumi ed emissioni ha portato ad un downsizing della cilindrata associato al ritorno in auge del turbocompressore. Questa scelta tecnica ha consentito di avere motori brillanti e poco assetati. Vediamo i modelli più interessanti:

  • Ford Fiesta
  • Citroen C4
  • Jeep Renegade
  • Peugeot 208

Ford Fiesta: l’ultima generazione dell’utilitaria della Casa dell’Ovale Blu ha convinto non solo per il look, ma anche per le motorizzazioni 3 cilindri Ecoboost da 95 a 200  CV in grado di esaltare le ottime doti del telaio. I prezzi partono da 20.900 euro.

Citroen C4: l’ultima nata in casa Citroen si caratterizza per uno stile decisamente controcorrente a metà tra un SUV ed una coupé. Sotto il cofano trova spazio il 1.2 benzina PureTech da 131 CV di potenza che si rivela adeguato alla massa della vettura e particolarmente brioso. I prezzi partono da 22.900 euro.

Jeep Renegade: un design muscolare unito a dimensioni compatte sono valse alla Jeep Compass un incredibile successo di mercato. Chi è solito utilizzare l’auto in città può puntare su una duplice scelta di motori benzina. Si parte dal 1.0 tre cilindri da 120 CV per arrivare al 1.3 quattro cilindri da 150 CV. Il prezzo di listino per la versione  Longitude è di 24.250 euro.

Peugeot 208: votata come auto dell’anno 2020, la Peugeot 208 ha colpito subito per uno stile contemporaneo degli esterni e futurista degli interni. Al volante si rivela divertente da guidare grazie ai motori benzina PureTech con potenze da 75 a 131 CV. I prezzi partono da 15.700 euro.

I dati di mercato non mentono. Le quote di vendita delle auto diesel nell’ultimo anno sono crollate miseramente, complici le scelte normative adottate sia a livello comunitario che nazionale che hanno penalizzato questa tipologia di motorizzazioni.

Chi acquista un’auto diesel nuova sa da subito che la svalutazione del mezzo sarà importante dopo pochissimo tempo e che potrà incorrere in blocchi del traffico nonostante si trovi alla guida di una Euro 6.

Ci sarà un futuro per il diesel? Ad oggi sembra che per questi propulsori sia arrivato il momento di cedere il passo a tecnologie meno inquinanti.

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Se si vogliono mantenere i costi di gestione sotto controllo la scelta del GPL sembra l’ideale. Il costo del carburante, infatti, è inferiore di circa la metà rispetto alla benzina, anche se il consumo è superiore. Chi deve percorrere grandi distanze può prendere in considerazione diverse soluzioni, come ad esempio:

  • Dacia Sandero
  • Fiat Panda
  • Renault Captur

Dacia Sandero: la nuova generazione della Dacia Sandero si caratterizza per uno stile molto ricercato e contemporaneo che fa invecchiare di colpo la serie precedente. Sotto il cofano è presente una motorizzazione benzina-GPL da 1.0 litro e 100 CV con prezzi che partono da 12.600 euro.

Fiat Panda: vettura iconica tra le citycar, la Fiat Panda continua a confermarsi nei primi posti della classifica di vendita del nostro Paese grazie ad una meccanica collaudata ed una ampia gamma di motori. La versione alimentata a GPL sfrutta l’eterno Fire 1.2 da 69 CV. I prezzi partono da 15.000 euro.

auto gpl usate
auto gpl usate

Renault Captur: la seconda generazione del crossover compatto ha affinato ulteriormente il proprio stile senza perdere contatto con il design ben riuscito della serie precedente. La motorizzazione GPL utilizza un motore 1.0 TCE da 100 CV adeguato alla massa della vettura. Si parte da 21.650 euro.

L’offerta delle vetture alimentate a metano non è molto ampia sul nostro mercato, così come ridotta è anche la presenza di distributori specializzati. Di sicuro il costo del metano, inferiore di 2/3 rispetto a quello della benzina, è un incentivo sufficiente per far propendere per questa motorizzazione. Ecco alcuni modelli da prendere in considerazione:

  • Seat Arona
  • Audi A3
  • Skoda Scala

Seat Arona: il SUV della Casa spagnola ha rappresentato un ottimo successo di mercato grazie ad un linguaggio stilistico molto convincente ed una ampia offerta di motorizzazioni. La versione dotata di alimentazione a metano sfrutta il propulsore 1.0 TGI da 100 CV. I prezzi partono da 19.900 euro.

auto metano usate
auto metano usate

Audi A3: l’ultima generazione della Audi A3 si caratterizza per un design aggressivo ed affilato in linea con il linguaggio stilistico recentemente visto su altri modelli della Casa. Le versioni a metano puntano sul motore 1.5 G-tron in grado di erogare 131 CV. I prezzi di listino partono da 31.900 euro.

Skoda Scala: ancora una vettura del Gruppo VW presente in questo elenco. La Skoda Scala nasce sulla stessa piattaforma della Polo, ma si differenzia dall’utilitaria tedesca per uno stile particolarmente rigoroso . Il 1.0 G-Tec da 90 CV è il motore prescelto per la doppia alimentazione benzina-metano. I prezzi partono da 22.730 euro.

Cose da sapere

Perché scegliere una macchina a benzina?

La necessità di contenere consumi ed emissioni ha portato ad un downsizing della cilindrata associato al ritorno in auge del turbocompressore. Questa scelta tecnica ha consentito di avere motori brillanti e poco assetati. I modelli più interessanti i commercio sono: Ford Fiesta (da 20.900 euro), Citroen C4 (da 22.900 euro), Jeep Renegade (da 24.250 euro) e Peugeot 208 (da 15.700 euro).

Conviene ancora acquistare un’auto diesel?

Chi acquista un’auto diesel nuova sa da subito che la svalutazione del mezzo sarà importante dopo pochissimo tempo e che potrà incorrere in blocchi del traffico nonostante si trovi alla guida di una Euro 6.

Quando scegliere un’auto GPL?

Se si vogliono mantenere i costi di gestione sotto controllo la scelta del GPL è l’ideale. Il costo del carburante, infatti, è inferiore di circa la metà rispetto alla benzina, anche se il consumo è superiore. Chi deve percorrere grandi distanze può prendere in considerazione diverse soluzioni, come la Dacia Sandero (da 12.600 euro), la Fiat Panda (da 15.000 euro) e la Renault Capture (da 21.650 euro).

Perché scegliere il metano?

L’offerta delle vetture alimentate a metano non è molto ampia sul nostro mercato, così come ridotta è anche la presenza di distributori specializzati. Di sicuro il costo del metano, inferiore di 2/3 rispetto a quello della benzina, è un incentivo sufficiente per far propendere per questa motorizzazione. Tra i modelli migliori sul mercato possiamo citare la Seat Arona (da 19.900 euro), l’Audi A3 (da 31.900 euro) e la Skoda Scala (da 22.730 euro).