Cosa sono i sistemi di sicurezza ADAS?

ADAS: tutto sui sistemi avanzati di assistenza alla guida

Fra un semplice ausilio alla guida e un complesso sistema di guida autonoma, in vari livelli, c’è una grossa differenza. Si parla, ad ogni modo, dei sistemi di sicurezza Adas, ossia l’insieme dei dispositivi presenti sull’auto che permettono di aumentare sia il comfort che la sicurezza a bordo. Il progresso tecnologico su questo fronte è inarrestabile e così gli investimenti dei colossi dell’automotive nel settore sono in continua crescita.

INDICE
 Sistemi ADAS: cosa sono
 Cruise control
 Avviso di collisione
 Mantenimento di carreggiata
 Sistema riconoscimento segnali
 Sistema riconoscimento pedoni
 ADAS obbligatori nel 2022
 Prevenzione e sicurezza
 I 5 livelli di guida autonoma

Quando si parla di “sistema ADAS” si intendono letteralmente i sistemi avanzati di assistenza alla guida, sempre più presenti e numerosi sulle vetture di nuova omologazione. Fra gli esempi attualmente più diffusi sul mercato troviamo  i sensori pioggia, il sensore crepuscolare, il cruise control adattivo, la frenata automatica d’emergenza, i sensori di parcheggio, l’avviso di cambio corsia o il riconoscimento automatico della segnaletica stradale. Ogni nuovo sistema elettronico di aiuto alla guida che verrà sviluppato per ridurre al minimo i rischi di incidente ed agevolare la vita a bordo dell’automobile andrà ad allargare l’offerta di Adas sul mercato.
Mercedes Classe C All Terrain: prezzi, dimensioni e prova su strada

Il cruise control adattivo (ACC) consente il controllo automatico della velocità. Basterà aver impostato la velocità di crociera desiderata e la distanza di sicurezza preferita. Grazie a questo dispositivo sarà quindi l’auto ad accelerare e frenare in base alle condizioni di traffico presenti ed il conducente avrà la possibilità di rilassarsi al posto di guida mantenendo sempre sotto controllo la situazione.

Tra i sistemi di sicurezza per l’auto presenti ormai anche sulle utilitarie più recenti, l’avviso di collisione frontale e posteriore funziona grazie presenza di una videocamera o di un radar auto posto nella zona anteriore. Questo sistema di sicurezza ADAS riconosce le situazioni di pericolo ed avvisa con un segnale acustico il guidatore. Il sistema di avviso di collisione posteriore ha il medesimo funzionamento in caso di tamponamento, e prima dell’impatto attiva i sistemi di sicurezza per preparare gli occupanti della vettura alla collisione. In alcune versioni, è anche in grado di attivare la frenata automatica d’emergenza.

ADAS: tutto sui sistemi avanzati di assistenza alla guida 1

Altri sistemi di sicurezza auto che si stanno diffondendo sempre più rapidamente sulle moderne vetture sono quelli relativi al mantenimento di carreggiata. Anche in questo caso il cervello del veicolo interagisce con le telecamere ed i radar piazzati sulla vettura e riconosce la linea di demarcazione della carreggiata avvisando il guidatore quando la oltrepassa. Un esempio concreto viene dall’utilizzo in autostrada, dove il sistema ADAS interviene quando il conducente oltrepassa la linea di carreggiata senza aver prima utilizzato l’indicazione di direzione. Il sistema ADAS di mantenimento della carreggiata più avanzato è il Lane Keeping System che, oltre ad avvisare il conducente del superamento della linea di corsia, riporta automaticamente il veicolo nella carreggiata.

Il sistema di riconoscimento della segnaletica stradale, altresì detto Traffic sign recognition è fra i più recentiADAS introdotti sui veicoli di ultima generazione. Può individuare divieti di accesso, limiti di velocità, divieti di sorpasso e altri simili, comunicando poi con il sistema di infotainment i dati provenienti dalla telecamera spesso apposta nella zona superiore interna del parabrezza. In caso di infrazione avvisa il conducente tramite  un allarme visivo e sonoro.

I sistemi AEB sono ormai diffusissimi e avvisano il conducente in caso di rischio di urtare un pedone e, quando necessario, attivano la frenata d’emergenza. Queste funzionalità, tuttavia, lavorano peggio al buio: il rischio che si azionino in ritardo aumenta in assenza di una buona luminosità. Ad ogni modo, la combinazione di una telecamera e di un radar per captare le informazioni esterne alla vettura possono aumentare l’efficacia dell’AEB.

Dal 2022 gli ADAS, ossia i sistemi di sicurezza e assistenza alla guida, sono diventati obbligatori in tutta Europa. Uno studio OCSE rivela infatti come le cause degli incidenti siano al 93% imputabili a un fattore umano. Per ridurre il numero di sinistri e aumentare la sicurezza stradale, a partire dal 7 luglio 2022 l’UE ha stabilito una lista obbligatoria di ADAS auto da inserire negli equipaggiamenti di serie.

La lista si compone di 7 sistemi. Si va dall’Intelligent Speed Assistance con possibilità di sblocco manuale al blocco motore con etilometro, anche se qui l’obbligatorietà riguarda solo la predisposizione della vettura all’installazione del sistema. Si prosegue poi con l’avviso di stanchezza del conducente, il mantenimento della carreggiata, la Frenata automatica di emergenza, concludendo infine con il sistema EDR (Event Data Recorder), cioè una scatola nera.

La decisione di introdurre gli ADAS obbligatori è legata alle stime fatte dalla Commissione Europea, secondo cui questi sistemi di assistenza alla guida potranno prevenire circa 25.000 morti e 140.000 feriti sulle strade europee tra il 2022 ed il 2038.

A quanti si staranno chiedendo se con gli ADAS il costo delle auto aumenterà, l’UE risponde mettendo a disposizione un plafond di 450 milioni di euro da erogare agli Stati membri affinché collaborino all’applicazione del regolamento, evitando così l’aumento dei prezzi in listino.

Quando si parla di guida autonoma ci si riferisce al risultato del lavoro congiunto svolto da buona parte di questi Adas. La loro combinazione può essere classificata in una scala di 5 livelli che definiscono una crescente automazione, come stabilito dalla SAE (Society of Automotive Engineers) nel 2014. A differenza del quinto livello, i primi quattro sono già stati raggiunti da vetture esistenti. Ad ogni modo, è bene ricordarlo, nessun sistema in commercio esclude ancora del tutto il guidatore dal controllo del mezzo.

Cosa sono i sistemi di sicurezza ADAS? 1

Al livello 0 di guida autonoma il guidatore è in controllo completo e costante dei movimenti della vettura e delle modalità di guida. A partire dal livello 1, i sistemi adas possono eventualmente controllare sterzo e velocità reagendo alle informazioni esterne, mentre il guidatore controlla il resto. Ci si riferisce qui a sistemi come il mantenimento di corsia “base” e il cruise control adattivo. Il livello 2 definisce una parziale automazione della guida in cui il sistema può gestire autonomamente sterzo e velocità.  Nel livello 3 di guida autonoma, invece, il conducente deve reagire tempestivamente quando il sistema lo richiede, mentre il resto del tempo si guida con automazione condizionata su tutti gli aspetti dinamici di guida. In autostrade o superstrade, per quanto non sia ancora permesso dalla legge in strade pubbliche, i sistemi di livello 3 possono far procedere un auto senza interventi da parte del conducente. Dal livello 4 si entra nell’alta automazione, dove il sistema è in grado di rispondere a situazioni dinamiche anche senza intervento richiesto dal conducente. Se per questo livello esistono solo prototipi, per l’ultimo, il quinto, non esistono ancora esemplari, nemmeno in prova. Il livello 5 rappresenta sostanzialmente la guida totalmente autonoma. Il conducente diventerebbe su queste vetture assolutamente superfluo.

 

La cybersecurity sempre più al centro delle nuove auto

Le automobili di ultima generazione sono un concentrato di tecnologia, tanto da poter essere considerate dei veri e propri computer con le ruote. A bordo delle nostre moderne automobili l’elettronica la fa da padrona controllando, tra le altre cose, accensione, sistemi di assistenza alla guida e servizi cloud. La cybersecurity sta diventando una parola fondamentale anche per l’automotive, che potrebbe avere seri problemi davanti alla minaccia di un attacco da parte degli hacker. Per ovviare a questo inconveniente è nato in Italia il Global Automotive Security Test Center.

Un centro per la sicurezza

Il Global Automotive Security Test Center è stato ideato dalla NTT Data, multinazionale giapponese leader nel settore dell’informatica con oltre 5.000 dipendenti in Italia, e offre la possibilità ai clienti di effettuare alcuni test di sicurezza sulle cosiddette “auto connesse” per prevenire o individuare attacchi cyber in corso. Marco Garelli, Head of Automotive di NTT Data Italia, illustra questo progetto messo a punto in collaborazione con Marelli e C2A Security. “Vogliamo applicare le nostre competenze maturate nel mondo della cybersecurity al settore delle auto connesse – afferma Garelli – Grazie al Centro di test diventiamo un punto di riferimento a livello internazionale per proteggere i veicoli da attacchi cyber e garantire la sicurezza dei guidatori”.

Adas obbligatori

L’intelligenza artificiale per i test

Come funzionano i test di sicurezza? Il Centro userà il “System Level Fuzz Testing”, una tecnica che permette di individuare bug e vulnerabilità nel software delle centraline delle automobili. In più, l’automobilista può anche effettuare la “Anomaly Detection”, che trova eventuali problemi di comunicazione tra le centraline della vettura. È una tecnologia all’avanguardia: per mezzo dell’intelligenza artificiale è in grado di segnalare eventuali attacchi in corso e inviare un allarme a una centrale di controllo che, in questo modo, può intervenire in maniera tempestiva.

Le 10 cose che devi assolutamente includere nel tuo kit invernale auto

Le 10 cose che devi assolutamente includere nel tuo kit invernale auto 3

Con l’arrivo dell’inverno è fondamentale per ogni automobilista preparare il proprio veicolo alle intemperie della stagione. È quindi utile avere sempre a bordo tutti gli strumenti che permettono di porre rimedio ai problemi o agli inconvenienti che si possono incontrare viaggiando con condizioni meteo ostili, come neve o ghiaccio. Per questo, abbiamo raccolto in questa piccola guida gli accessori che devi assolutamente includere nel tuo kit auto per l’inverno: scoprili nella nostra checklist.

INDICE
Telo antighiaccio
Raschietto
Antigelo universale
Detergente antighiaccio
Catene da neve
Pala pieghevole
Guanti e berretto
Torcia
Bandiera SOS
Kit pronto soccorso
Kit riparazione gomme

Ogni kit invernale per auto che si rispetti deve avere assolutamente un telo antighiaccio. Questo elemento si rivela fondamentale quando, non avendo un box auto, si è costretti a posteggiare la tua vettura all’aperto nei rigidi mesi invernali. Il telo non ti farà perdere tempo a raschiare via il ghiaccio dal parabrezza e ti consentirà di metterti subito in viaggio, anche in caso di neve o temperature particolarmente basse.

Un altro elemento essenziale da includere nel vostro kit invernale per auto è il raschietto per rimuovere il ghiaccio dai cristalli dell’auto. Il raschietto è infatti utile anche per chi possiede un telo antighiaccio, che spesso copre solo il parabrezza. Questo strumento vi permetterà, invece, di essere sempre in grado di rimuovere il ghiaccio accumulato sui vetri dell’auto, anche finestrini laterali e lunotto posteriore.

Il freddo clima invernale è il nemico di ogni auto. Per proteggere la tua vettura è quindi fondamentale includere nel kit auto per l’inverno un flacone di liquido antigelo così da tutelare l’efficienza del motore. Infatti, se i fluidi dell’auto si raffreddano troppo possono creare svariati problemi alle componenti meccaniche del veicolo, che risulteranno meno lubrificate (quindi più soggette all’usura) o potrebbero essere danneggiate dall’espansione del liquido congelato. Di norma, il liquido antigelo deve essere essere miscelato all’acqua del radiatore mediamente ogni 2-4 anni, ma si consiglia comunque di metterlo anche più spesso in caso di viaggi lunghi.

Quando le temperature invernali diventano decisamente rigide, è importante avere nel proprio kit invernale per auto un detergente antigelo per parabrezza in grado di pulire e rimuovere lo sporco efficacemente dal parabrezza della tua vettura senza il rischio che congeli. In alternativa, a un normale detergente per parabrezza si possono miscelare degli antigelo specifici, che impediscono il congelamento del liquido.

Specialmente nelle regioni più fredde è sempre bene portare con sé delle catene da neve, da applicare alle ruote motrici della propria vettura per migliorare la tenuta anche su strade ghiacciate o innevate. Se si ricorre alle catene da neve, è bene ricordarsi che quando queste sono montate si può viaggiare ad un massimo di 50 km/h.

Qualora la neve ti sorprendesse e ti facesse impantanare, toglierla a mani nude per liberare il veicolo potrebbe non essere praticabile. Per questo, nel tuo kit auto non può mancare una pala pieghevole, più comoda da trasportare e non occupa troppo spazio sul veicolo. Questo pratico accessorio ti consentirà di spalare la neve che blocca le ruote per permetterti di tornare rapidamente alla guida.

Sembra scontato, ma non sempre un kit invernale per auto contiene un paio di guanti ed un berretto. Questa accoppiata potrebbe rivelarsi salvifica in diverse situazioni: un malfunzionamento del riscaldamento, l’auto ferma a causa di un guasto, in attesa di soccorsi o per una riparazione fai da te. Tutte eventualità in cui ti aiuterà a non patire le rigide temperature invernali.

Altro elemento importante, ma spesso sottovalutato, è la presenza di una torcia nel tuo kit auto. Se, infatti, fosse necessario aprire il cofano della tua vettura nel cuore della notte per verificare la presenza di un eventuale guasto, la torcia si rivelerà un alleato prezioso per controllare minuziosamente tutte le componenti. A maggior ragione, dunque, questa diventa utile nelle brevi giornate invernali, quando la maggior parte delle persone si trova a dover viaggiare con il buio praticamente tutti i giorni.

Potrebbe non sembrare molto importante, ma la bandiera di SOS può preservare l’incolumità tua e degli altri utenti della strada, rivelandosi imprescindibile in ogni kit invernale per auto. Grazie a questo dispositivo potrai infatti segnalare la tua posizione agli altri automobilisti di passaggio, soprattutto in strade particolarmente isolate o con visibilità ridotta, comunicando così immediatamente la tua richiesta di aiuto e rendendo nota la tua posizione.

Un automobilista previdente deve prendersi cura non solo della propria auto, ma anche della sua incolumità. Ecco perché è importantissimo avere sempre con sé un kit di pronto soccorso per auto, specialmente in inverno, quando le strade ghiacciate e il meteo avverso rendono più pericolosa la guida. Sul web si trovano numerose opzioni adatte ad ogni tasca ed esigenza. Un kit di pronto soccorso per auto completo deve contenere cerotti per il trattamento di piccole ferite, bende, garze per il trattamento di ferite più estese o esposte, 1 coperta isotermica, fazzolettini umidi per la pulizia della pelle priva di ferite e, infine, guanti usa e getta.

Oltre ai 10 accessori specifici per l’inverno, un altro elemento che è sempre bene ricordare di portare con sè è il kit per la riparazione delle gomme. Infatti, le auto odierne sono spesso prive del ruotino di scorta e quando si fora una ruota è fondamentale ripristinare immediatamente il danno. I kit di riparazione gomme per auto attualmente in commercio contengono nella confezione sia il sigillante per coprire il buco, sia un compressore da collegare alla presa dell’accendisigari, per gonfiare nuovamente la gomma.

Con il Piano Nazionale per la Sicurezza Stradale niente più vittime della strada

Con il Piano Nazionale per la Sicurezza Stradale niente più vittime della strada

Compie un ulteriore passo in avanti il percorso per rendere più sicure le nostre strade. Lo scorso mese di aprile il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (Mit) aveva approvato il Piano Nazionale per la Sicurezza Stradale (PNSS) 2030, che ha come obiettivo la riduzione del 50% entro il 2030 di vittime e feriti gravi degli incidenti stradali rispetto al 2019 e il completo azzeramento entro il 2050.

Nei giorni scorsi il programma è entrato in una nuova fase, grazie alla costituzione del Comitato per l’indirizzo e il coordinamento delle attività per l’attuazione del PNSS 2030, avvenuta con il decreto firmato dal ministro Enrico Giovannini. Per l’attuazione del Piano sono stati stimati 1,4 miliardi di euro ripartiti tra fondi nazionali e cofinanziamento degli enti locali.

Le funzioni del Comitato

È lo stesso Mit a spiegare i compiti del nuovo organo, che dovrà occuparsi di “definire e promuovere le azioni necessarie per raggiungere gli ambiziosi obiettivi del Piano” si legge nella nota ministeriale, che specifica anche che “l’obiettivo del Comitato è di coadiuvare il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili affrontando in modo coordinato tutte le tematiche della sicurezza stradale attraverso il coinvolgimento dei vari livelli di Governo”, dall’Unione Europea fino alle amministrazioni pubbliche.

Il Comitato dovrà anche valutare gli interventi e verificare l’impatto delle misure attuate con la raccolta dei dati di incidentalità e la diffusione delle informazioni su traffico e mobilità. Oltre a questo, avrà anche il compito di occuparsi della formazione e l’aggiornamento degli operatori del settore e di migliorare l’efficienza degli interventi di emergenza e soccorso.

Chi fa parte del nuovo organo

L’ente è presieduto dal ministro Giovannini ed è formato dai rappresentanti dei ministeri (Economia e Finanze, Salute, Interno, Istruzione, Università e Ricerca, Sviluppo Economico), delle Regioni, delle Province Autonome di Trento e Bolzano e degli Enti Locali. Inoltre, il Comitato può richiedere l’apporto di altre istituzioni e di esperti a seconda delle tematiche specifiche.

Le novità non si fermano qui: il ministro Giovannini ha costituito anche l’Osservatorio nazionale per la sicurezza stradale che collaborerà con il Comitato fornendo informazioni e dati aggiornati sulla sicurezza stradale e valutando l’avanzamento verso gli obiettivi previsti dal PNSS.

Le auto elettriche sono pericolose? Ecco tutta la verità

Le auto elettriche sono pericolose? Ecco tutta la verità

Come per ogni tecnologia che arriva sul mercato, anche l’auto elettrica è stata additata dai “tecno-scettici” come pericolosa. Certo, gli esempi di auto elettriche andate in fiamme anche in maniera spontanea non mancano, ma da qui a definire un’elettrica pericolosa, il passo è davvero molto lungo. In questo articolo, quindi, intendiamo analizzare tutte le possibili situazioni di pericolo per un’auto a batteria e, laddove possibile, sfatare tanti falsi miti.

Sicure tanto quanto un’auto “tradizionale”

Andiamo dritti al sodo: un’auto elettrica può prendere fuoco? Sì, ma non più di quanto non possa andare a fuoco una normale auto dotata di un propulsore “tradizionale”. A rappresentare un potenziale pericolo per le auto elettriche sono le alte temperature di esercizio. Proprio per questo motivo, tutti i modelli “alla spina” sono dotati di un sofisticato sistema di raffreddamento appositamente pensato per mantenere le temperature del pacco batteria entro un certo limite. Ma allora i casi di incendio di cui alle volte si sente parlare a cosa sono dovuti? Il più delle volte a malfunzionamenti dell’impianto di raffreddamento o per sovraccarichi del sistema.

Le auto elettriche sono pericolose? Ecco tutta la verità 1

La batteria è sempre isolata

Incendi a parte, in molti sostengono che le auto elettriche possano essere più pericolose rispetto a quelle ad alimentazione “tradizionale” anche in caso di incidente. Ma anche sta volta, ci troviamo a dover classificare questo come semplice luogo comune. Proprio per rendere le auto elettriche più sicure anche in caso di incidente, gli ingegneri tendono a montare i pacchi batteria al centro dell’auto in modo da tenerli il più lontani possibile dai principali punti di impatto. Inoltre, per scongiurare ulteriori rischi, le batterie sono custodite all’interno di apposite vasche rinforzate che, in caso di impatto salvaguardano l’integrità dell’accumulatore. E come se questo non bastasse, in caso di incidente grave, su tutte le elettriche si attiva un particolare sistema di sicurezza che disattiva immediatamente l’alimentazione per permettere ai soccorritori di intervenire senza correre rischi.

Nessun rischio nemmeno sotto l’acqua

L’ultimo mito che intendiamo sfatare è quello dell’acqua. C’è infatti chi sostiene che ricaricare un’auto elettrica all’aperto sotto la pioggia possa essere pericoloso. Anche in questo caso non si tratta che di una comune diceria. Tutti i sistemi elettrici della vettura, infatti, sono attentamente isolati, cavi di ricarica compresi. Per questo motivo, ricaricare l’auto ad una colonnina pubblica anche sotto la pioggia non comporta nessun rischio. Certo, a patto che il cavo di ricarica sia integro e non danneggiato. Altrimenti si incorrerebbe nei medesimi rischi ai quali si sarebbe esposti caricando il cellulare con un cavo di ricarica sfilacciato, solo ad una tensione decisamente maggiore.

Come guidare sulla neve in tutta sicurezza

I migliori trucchi per guidare sulla neve in tutta sicurezza 3

Con l’arrivo della stagione invernale può capitare spesso di trovarsi a fare i conti con l’asfalto innevato. Sapere come guidare sulla neve in sicurezza è fondamentale per affrontare situazioni critiche senza alcuna difficoltà. 

INDICE
 Guidare sulla neve
 Come guidare sulla neve: l’obbligo di catene
 Guida sulla neve senza catene
 Come guidare sulla neve con gli pneumatici invernali
 Come guidare sulla neve in discesa
 Come guidare sulla neve con il cambio automatico

Sapere come guidare con la neve è fondamentale per gestire i movimenti dell’auto su un asfalto con scarsa di aderenza. Vediamo quali sono i punti principali per guidare in tutta sicurezza.  

  • Guidare dolcemente  
  • Adottare catene da neve o pneumatici invernali 
  • Anticipare i movimenti dell’auto 
  • Usare il freno motore 
  • Aumentare la distanza di sicurezza 

Guidare dolcemente: evitare movimenti bruschi sul volante sarà fondamentale per mantenere il controllo della vettura. Girare lo sterzo dolcemente, così come utilizzare con delicatezza il pedale del gas, sarà utile per guidare sulla neve in tutta sicurezza. 

Adottare catene da neve o pneumatici invernali: dal 15 novembre entra in vigore l’obbligo di avere a disposizione in auto le catene da neve. Queste devono essere applicate in caso di asfalto innevato per aumentare la presa a terra degli pneumatici e guidare così in tutta sicurezza. 

Anticipare i movimenti dell’auto: in condizioni di asfalto innevato è sempre opportuno ridurre la velocità di percorrenza ed anticipare le manovre di frenata e sterzata rispetto a quello che si farebbe in condizioni di asfalto asciutto. 

Usare il freno motore: una buona pratica per ridurre la velocità dell’auto in condizioni di neve è quella di frenare usando il freno motore. Scalare di marcia dolcemente e non toccare i freni consentirà una maggiore direzionalità dell’auto. 

Aumentare la distanza di sicurezza: date le condizioni di scarsa aderenza sarà sempre fondamentale ricordarsi di tenere una distanza di sicurezza dalle vetture che precedono per evitare di tamponarle in caso di frenata improvvisa.

Nel nostro Paese dal 15 novembre al 15 aprile vige l’obbligo, su determinati tratti stradali, di avere a disposizione le catene da neve. Grazie a queste, infatti, sarà possibile percorrere le strade innevate in totale sicurezza, ma sarà l’automobilista che dovrà valutare quando montare le catene da neve a seconda delle condizioni dell’asfalto. È bene ricordare che violare l’obbligo di catene comporta sanzioni importanti. Se si è fermati dalle forze dell’ordine in un centro abitato dove vige tale obbligo la sanzione varia da un minimo di 41 ad un massimo di 168 Euro, mentre chi viola l’obbligo di catene da neve a bordo circolando fuori dai centri abitati può incorrere in una sanzione che va da un minimo di 84 sino ad un massimo di 335 Euro.

n alternativa alle catene da neve è possibile guidare anche sfruttando le gomme termiche. Queste garantiscono una buona presa sull’asfalto grazie alla particolare composizione del battistrada dotato di lamelle che, flettendosi e toccandosi tra loro durante il rotolamento sul manto stradale, producono calore aumentando di conseguenza l’aderenza.

Anche nel caso in cui non si adottino le catene da neve ma si decida di utilizzare gli pneumatici invernali valgono gli stessi consigli forniti in precedenza. Sarà fondamentale moderare la velocità, non effettuare frenate brusche, addolcire il proprio stile di guida accelerando con delicatezza così come nel ruotare il volante si dovrà essere particolarmente cauti anticipando di molto i movimenti del mezzo. Infine, se la macchina è dotata del controllo di trazione è meglio disinserirlo, ma solo per la partenza così da agevolarla.

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Una situazione particolarmente critica è quella della guida sulla neve in discesa. In questo caso è sempre necessario anticipare le manovre e guidare con particolare prudenza. La velocità dovrà essere per forza di cose moderata gestendo il volante con grande cautela, mentre per le frenate è preferibile rallentare l’auto sfruttando il freno motore così da non perdere direzionalità all’anteriore. 

L’utilizzo del freno motore è una prerogativa delle auto dotate di cambio manuale, ma se si possiede una vettura dotata di cambio automatico come si guida sulla neve? Se si è al volante di una vettura di moderna generazione dotata di cambio automatico si potrà premere il pulsante contraddistinto dal fiocco di neve per far sì che la centralina dell’auto capisca di adattare i cambi marcia e le scalate ad un fondo innevato. Ovviamente, nonostante i dispositivi di assistenza alla guida rendano tutto più semplice, la prudenza al volante deve essere sempre massima e si dovranno seguire i consigli indicati in precedenza validi anche per le auto con cambio automatico. 

Cose da sapere

Quali accorgimenti adottare per guidare sulla neve in sicurezza?

Sapere come guidare con la neve è fondamentale per gestire i movimenti dell’auto su un asfalto povero di aderenza. Vediamo quali sono i punti principali per guidare in tutta sicurezza.  

  • Guidare dolcemente  
  • Adottare catene da neve o pneumatici invernali 
  • Anticipare i movimenti dell’auto 
  • Usare il freno motore 
  • Aumentare la distanza di sicurezza 

Cosa prevede l’obbligo di catene da neve?

Dal 15 novembre al 15 aprile vige l’obbligo, su determinati tratti stradali, di avere a disposizione le catene da neve. Grazie a queste, infatti, sarà possibile percorrere le strade innevate in totale sicurezza, ma sarà l’automobilista che dovrà valutare quando montare le catene da neve a seconda delle condizioni dell’asfalto. 

Come si guida sulla neve con gli pneumatici invernali?

Anche nel caso in cui si decida di utilizzare gli pneumatici invernali sarà fondamentale moderare la velocità, non effettuare frenate brusche, addolcire il proprio stile di guida accelerando con delicatezza così come nel ruotare il volante si dovrà essere particolarmente cauti anticipando di molto i movimenti del mezzo. Infine, se la macchina è dotata del controllo di trazione è meglio disinserirlo, ma solo per la partenza così da agevolarla. 

Come si guida sulla neve in discesa?

Una situazione particolarmente critica è quella della guida sulla neve in discesa. In questo caso è sempre necessario anticipare le manovre e guidare con particolare prudenza. La velocità dovrà essere per forza di cose moderata gestendo il volante con grande cautela, mentre per le frenate è preferibile rallentare l’auto sfruttando il freno motore così da non perdere direzionalità all’anteriore. 

Come si guida sulla neve con un’auto con cambio automatico?

Se si è al volante di una vettura di moderna generazione dotata di cambio automatico si potrà premere il pulsante contraddistinto dal fiocco di neve per far sì che la centralina dell’auto capisca di adattare i cambi marcia e le scalate ad un fondo innevato. Ovviamente, nonostante i dispositivi di assistenza alla guida rendano tutto più semplice, la prudenza al volante deve essere sempre massima e si dovranno seguire i consigli indicati in precedenza validi anche per le auto con cambio automatico. 

Autovelox mobili e fissi: cosa sono e come funzionano

Prima o poi è capitato a tutti di ricevere a casa una multa per eccesso di velocità rilevata tramite autovelox. Le strade che percorriamo quotidianamente sono controllate da questi sistemi che possono essere mobili o fissi. Scopriamo come funzionano.

INDICE
Autovelox: cosa sono e a cosa servono
Tipi di autovelox e dove si trovano
Autovelox fisso: come funziona?
Autovelox mobile: come funziona?
Autovelox: come funziona di notte?
Sistema Vergilius: come funziona l’autovelox tutor
Multe autovelox: le sanzioni previste
Tolleranza autovelox

Con la definizione autovelox si intende un sistema che consente di determinare la velocità di un’automobile basato sull’emissione e ricezione di una coppia di raggi laser paralleli e invisibili che attraversano la strada perpendicolarmente.

L’autovelox è dotato anche di una macchina fotografica completa di dispositivo per la sovraimpressione automatica dei dati dell’infrazione posizionata all’altezza del rilevatore di velocità la cui funzione è quella di rilevare la targa del veicolo che viola il limite di velocità. La funzione dell’autovelox è quella di deterrente, così da obbligare i guidatori a rispettare i limiti imposti su ogni determinato tratto stradale.

Le forze dell’ordine possono  utilizzare due tipologie di autovelox: fisso e mobile. Il primo è solitamente  posizionato sia su strade  urbane o extraurbane, che su autostrade, mentre il secondo si trova montato sulle auto-civette delle forze dell’ordine e funziona anche in movimento così da consentire agli agenti di fermare il trasgressore per contestare immediatamente l’infrazione.

L’autovelox fisso, come si deduce dalla definizione, è un sistema di rilevamento della velocità posizionato in modo stabile su determinate sedi stradali ed è collocato all’interno di un box posizionato al lato della carreggiata la cui presenza deve essere segnalata con specifici cartelli. Al superamento del limite di velocità consentito l’autovelox scatta una foto alla targa della vettura. Il funzionamento avviene anche di notte grazie all’ausilio del flash.

L’autovelox mobile, a differenza di quello fisso, funziona grazie alla presenza di una pattuglia di forze dell’ordine. Esistono due tipologie di autovelox mobile: il Videovelox ed il Telelase. Il primo è installato sulle vetture di pattuglia e funziona in maniera praticamente identica all’autovelox fisso, rilevando la velocità istantanea del veicolo e registrando la targa su un supporto video. Il secondo, invece, viene utilizzato nei posti di blocco e funziona tramite una pistola laser che emette un fascio ad alta frequenza nella direzione delle auto di passaggio. Qualora venga rilevata una velocità superiore a quella consentita, la sanzione viene consegnata immediatamente al conducente.

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Come abbiamo anticipato in precedenza, l’autovelox è in grado di funzionare anche di notte con scarsa illuminazione. Le forze dell’ordine sono dotate sia di sistemi con flash che di sistemi ad infrarossi. Nel primo caso, al superamento del limite di velocità, si noterà immediatamente un bagliore, indice che l’autovelox ha scattato la foto, mentre nel secondo l flash non scatta, ma la foto viene comunque realizzata anche se l’automobilista non può notare immediatamente l’infrazione commessa.

Oltre all’autovelox fisso e mobile sulla maggior parte delle nostre autostrade è presente una terza tipologia denominata Vergilius. In questo caso il funzionamento del tutor è differente rispetto ai primi due modelli perché non viene rilevato l’immediato superamento del limite di velocità, ma viene registrata targa e orario di passaggio del veicolo in due punti di rilevamento e calcolata la velocità media nel tratto compreso tra questi due punti. Il sistema Vergilius, inoltre, è in grado di rilevare anche la velocità istantanea di tutti i mezzi. Con questo autovelox si impone all’automobilista il mantenimento costante del limite di velocità previsto sul tratto autostradale.

Il nostro Codice della Strada prevede sanzioni salate per il superamento dei limiti di velocità il cui importo cresce in proporzione alla gravità della violazione. Se si superano i limiti massimi di velocità di non oltre 10 km/h la multa avrà un importo da 42 a 173 euro, mentre se si superano i limiti di velocità oltre 10 km/h e non oltre 40 km/h, la multa varierà da 173 a 695 euro oltre alla decurtazione di 3 punti dalla patente. Se si superano i limiti di oltre 40 km/h e non oltre 60 km/h, la multa sarà compresa tra 544 e 2.174 euro, oltre alla detrazione di 6 punti dalla patente e la sospensione della patente stessa da uno a tre mesi. Infine chi supera i limiti massimi di velocità di oltre 60 km/h si vedrà recapitata una multa da 847 a 3.389 euro, oltre alla sottrazione di 10 punti dalla patente ed alla sospensione della stessa da sei a dodici mesi.

Considerando che il rilevamento delle velocità viene effettuato con autovelox, il nostro legislatore ha previsto un margine di tolleranza trattandosi di dispositivi soggetti ad una certa percentuale di errore. Per velocità fino a 100 Km/h è prevista una riduzione pari a 5 Km/h, mentre al di sopra di tale velocità la tolleranza è del 5% del valore eccedente. Oltre a ciò, esiste anche un arrotondamento realizzato per difetto, quindi in presenza di decimali si opta per il numero intero più basso.

Cose da sapere

Cos’è l’autovelox?

L’autovelox è un sistema che consente di determinare la velocità di un’automobile, basato sull’emissione e ricezione di una coppia di raggi laser paralleli e invisibili che attraversano la strada perpendicolarmente. L’autovelox è dotato anche di una macchina fotografica e di un dispositivo per la sovraimpressione automatica dei dati dell’infrazione.

Come funzionano gli autovelox fissi?

L’autovelox fisso è un sistema di rilevamento della velocità posizionato in modo stabile su determinate sedi stradali ed è collocato all’interno di un box posizionato al lato della carreggiata. Al superamento del limite di velocità consentito l’autovelox scatta una foto alla targa della vettura. Il funzionamento avviene anche di notte grazie all’ausilio del flash.

Come funzionano gli autovelox mobili?

L’autovelox mobile funziona grazie alla presenza di una pattuglia di forze dell’ordine. Il Videovelox  è installato sulle vetture di pattuglia e funziona in maniera praticamente identica all’autovelox fisso, rilevando la velocità istantanea del veicolo e registrando la targa su un supporto video. Il Telelase, invece, viene utilizzato nei posti di blocco e funziona tramite una pistola laser che emette un fascio ad alta frequenza nella direzione delle auto di passaggio.

Gli autovelox funzionano di notte?

L’autovelox è in grado di funzionare anche di notte con scarsa illuminazione. Le forze dell’ordine sono dotate sia di sistemi con flash che di sistemi ad infrarossi.

Cos’è il sistema Vergilius?

Il sistema Vergilius registra targa e orario di passaggio del veicolo in due punti di rilevamento e calcola la velocità media nel tratto compreso tra questi due punti. Il sistema Vergilius è poi in grado di rilevare anche la velocità istantanea di tutti i mezzi. Con questo autovelox si impone all’automobilista il mantenimento costante del limite di velocità previsto sul tratto autostradale.

ABS auto: cos’è e come funziona il sistema antibloccaggio

Il progresso tecnologico ha contribuito in modo determinante ad aumentare la sicurezza delle vetture. Su quelle moderne, ormai da parecchi anni, è presente l’ABS, il sistema antibloccaggio fondamentale per avere sempre la direzionalità dell’avantreno in caso di frenata improvvisa.

INDICE
 Cos’è l’ABS
 ABS: significato
 ABS auto: come funziona?
  Spia ABS accesa, cosa fare?
 ABS e impianto frenante: quando fare la revisione

Con la sigla ABS si indica un sistema di assistenza alla frenata la cui funzione principale è quella di evitare che le ruote si blocchino quando la frenatura avviene su terreni scivolosi o in maniera violenta. Grazie all’ABS viene diminuita la forza della frenata indipendentemente dalla pressione esercitata sul pedale, e così facendo si ottiene una maggiore aderenza delle gomme ed un miglior controllo.

L’ABS è stato inventato dalla Volvo, ma la commercializzazione è merito di Bosch che già nel 1965 aveva sviluppato un dispositivo in grado di evitare il bloccaggio delle ruote in frenata. La sigla ABS è l’acronimo del termine tedesco “Antiblockiersystem“, cioè “sistema antibloccaggio”, e spiega esattamente il compito svolto dal sistema.

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Il funzionamento dell’ABS è garantito da sensori posizionati sulle singole ruote che si interfacciano con una centralina elettronica. Questa calcola la velocità di rotazione di ogni singola ruota e qualora rilevi il bloccaggio di una o più ruote in frenata, interviene sulla pompa idraulica per diminuire la forza di frenata. In questo caso sarà quindi la centralina a dosare correttamente la  forza frenante evitando la perdita di direzionalità del mezzo.

Nel momento in cui entra in azione l’ABS l’automobilista avvertirà una vibrazione nel pedale del freno. Sarà fondamentale non diminuire la pressione sul pedale per annullare l’entrata in funzione del dispositivo.

Al momento dell’accensione del motore, sul cruscotto di ogni vettura dotata di ABS si illuminerà la spia, solitamente di colore rosso, dedicata all’ABS. In caso di corretto funzionamento questa si spegnerà automaticamente dopo qualche istante, mentre, in caso di malfunzionamento, resterà illuminata ed indicherà un malfunzionamento del sistema. In questo caso è opportuno recarsi immediatamente presso una officina per verificare il problema.

Per essere certi che l’impianto frenante e l’ABS siano sempre in perfetta efficienza è opportuno procedere ad un controllo periodico di entrambi i sistemi. Questo vale non solo per le componenti meccaniche dei freni, come dischi e pastiglie, che inevitabilmente si usurano con l’utilizzo, ma anche per quelle elettroniche dell’ABS, come il collegamento tra i sensori ed i cavi. Ad ogni tagliando, quindi, è sempre valido il consiglio di far analizzare lo stato di usura di entrambi i dispositivi per essere certi di trovarsi alla guida di una vettura che garantisca la massima sicurezza.

Cose da sapere

Cos’è l’ABS?

Con la sigla ABS si indica un sistema di assistenza alla frenata la cui funzione principale è quella di evitare che le ruote si blocchino quando la frenatura avviene su terreni scivolosi o in maniera violenta.

Come funziona l’ABS?

Il funzionamento dell’ABS è garantito da sensori posizionati sulle singole ruote che si interfacciano con una centralina elettronica. Questa calcola la velocità di rotazione di ogni singola ruota e qualora rilevi il bloccaggio di una o più ruote in frenata, interviene sulla pompa idraulica per diminuire la forza di frenata. Sarà la centralina a dosare correttamente la  forza frenante evitando la perdita di direzionalità del mezzo.

Cosa significa se la spia dell’ABS rimane accesa?

Al momento dell’accensione del motore, sul cruscotto di ogni vettura dotata di ABS si illuminerà la spia, solitamente di colore rosso, dedicata all’ABS. In caso di corretto funzionamento questa si spegnerà automaticamente dopo qualche istante, mentre, in caso di malfunzionamento, resterà illuminata ed indicherà un malfunzionamento del sistema.

Quando fare la revisione dell’ABS?

Per essere certi che l’impianto frenante e l’ABS siano sempre in perfetta efficienza è opportuno procedere ad un controllo periodico di entrambi i sistemi. Questo vale non solo per le componenti meccaniche dei freni, come dischi e pastiglie, che inevitabilmente si usurano con l’utilizzo, ma anche per quelle elettroniche dell’ABS, come il collegamento tra i sensori ed i cavi.

Cambio gomme invernali: date, costi e normativa per il 2020/2021

Cambio gomme estive 2018: date, costi e normative 1

Dal 15 ottobre al 14 novembre 2020 è possibile montare gli pneumatici invernali. L’obbligo di montare gomme invernali scatta dal 15 novembre 2020.

A partire dal 15 aprile 2021, entra in vigore l’obbligo di cambiare le gomme invernali, ma sono a disposizione ulteriori 30 giorni per adeguarsi. Il termine ultimo è quindi quello del 15 maggio 2021.

INDICE
Cambio gomme invernali
Cambio gomme estive
Sanzioni previste
Esenzioni
Differenze tra gomme estive e invernali
Costo cambio gomme
Come risparmiare

Quando farlo? Ogni anno a partire dal 15 novembre scatta l’obbligo in gran parte d’Italia di effettuare il cambio pneumatici invernali. Si possono invece iniziare a montare a partire dal 15 ottobre.

Con questa disposizione viene imposta agli automobilisti l’adozione di gomme recanti la dicitura M+S, ovvero Mud and Snow (fango e neve) per poter circolare su strada senza incorrere in sanzioni, oppure di avere a disposizione nel bagagliaio le catene da neve da utilizzare in caso di necessità.

GUARDA I NOSTRI VIDEO CON FJONA

Per le gomme invernali il periodo in cui dovranno essere obbligatoriamente adottate decorre dal 15 novembre e termina il 15 aprile dell’anno successivo. Il cambio con le gomme estive, quindi, deve avvenire a partire dal 15 aprile ed entro il 15 maggio di ogni anno.

È obbligatorio cambiare le gomme prima dell’estate? Sì! Se montate gomme invernali la legge prevede l’obbligo di installare pneumatici adeguati alla stagione estiva. Quindi il cambio gomme estive è obbligatorio! Ci sono però delle eccezioni all’obbligatorietà sul cambio gomme.

Stando al dettato della normativa, disciplinata dal nostro Codice della Strada, l’automobilista che circola su strade in cui vige l’obbligo delle gomme invernali, sprovvisto di questa tipologia di pneumatici o di catene a bordo, rischia una sanzione da 41 a 168 euro se viene fermato mentre circola nei centri abitati e da 84 a 355 euro se l’accertamento avviene al di fuori. L’agente accertatore può inoltre disporre il fermo del veicolo finché questo non viene messo in regola.

Ci sono due eccezioni importanti. Primo, l’obbligo non vale per chi monta un set di gomme 4 stagioni. Secondo, se le vostre gomme hanno un indice di velocità uguale o superiore a quello indicato dalla carta di circolazione, allora potete utilizzarle tutto l’anno. Riconoscere l’indice di velocità è facile: è un codice alfabetico presente sul fianco di uno dei vostri pneumatici. Esso corrisponde alla velocità massima alla quale un pneumatico può viaggiare: per esempio, il codice Q corrisponde ad una velocità massima di 160 km/h, mentre il codice T di 190 km/h.

È un vero obbligo? Sì! L’obbligo sul cambio gomme estive deve essere rispettato, altrimenti si incorre in sanzioni amministrative che partono da un minimo di 422 euro e arrivano a un massimo di 1.682 euro e ritiro del libretto di circolazione.

La principale differenza consiste nei tasselli che nelle gomme estive sono pieni a differenza degli pneumatici invernali (i sottili intagli infatti permettono di far presa sulla neve). In più, gli estivi sono dotati di tre scanalature longitudinali che permettono di fronteggiare meglio l’asfalto bagnato e il rischio di aquaplaning. Infine, la miscela delle gomme è diversa: gli pneumatici estivi hanno meno gomma naturale, che, presente in percentuali maggiori in quelli invernali, rende i battistrada più elastici.

Che vantaggi ci sono a montare gli pneumatici estivi? Risparmio e prestazioni! Non incorrendo infatti nel surriscaldamento, gli pneumatici estivi hanno prestazioni decisamente migliori e quindi un minor consumo di carburante. Aumenta, inoltre, anche la sicurezza: le gomme estive hanno una migliore tenuta di strada sia su fondo asciutto che bagnato.

Il cambio gomme stagionale implica tre voci di costo: 1. l’acquisto delle gomme; 2. il montaggio; 3. la custodia delle gomme. Per uno pneumatico estivo si va da un minimo di 70 euro (low cost) e si arriva a 140 euro per marche premium come Bridgestone o Pirelli. Il prezzo del montaggio varia da città a città: il costo minimo che abbiamo riscontrato noi di automobile.it è di 30 euro, ma ci siamo visti chiedere anche 70/80 euro da alcuni gommisti milanesi. Infine, per la custodia la media si aggira intorno ai 40 euro.

Ecco quattro consigli che abbiamo raccolto per voi per risparmiare al momento del cambio gomme.

  1. Se si possiede un’auto piccola e si percorrono pochi chilometri, è conveniente ricorrere agli pneumatici quattro stagioni.
  2. Se avete spazio (un garage o una cantina vanno più che bene), potete custodire voi i vostri pneumatici e risparmiare 40 euro al mese.
  3. Confrontate i prezzi online: ci sono molti siti che oggi vendono gomme online e alcuni offrono non solo il miglior prezzo ma anche ottimi strumenti per la comparazione dei prezzi. Prima di recarvi dal vostro gommista di fiducia, perdete qualche minuto in rete e fatevi un’idea dei prezzi.
  4. Potete pensare di acquistare pneumatici usati: sempre più consumatori scelgono gomme usate per la propria auto. In questo caso però vi consigliamo di ispezionare con attenzione le gomme prima dell’acquisto e di valutare il loro livello di usura. Controllate sempre la differenza di prezzo rispetto agli pneumatici nuovi; se è minima, non esitate a optare per quest’ultima soluzione.

 

Cose da sapere

Quando cambiare le gomme invernali?

L’obbligo di montare gomme invernali quest’anno scatta il 15 novembre, in gran parte d’Italia di effettuare il cambio pneumatici invernali. Si possono invece iniziare a montare già dal 15 ottobre 2020.

Quando mettere le gomme estive?

La sostituzione delle gomme invernali con quelle estive deve essere fatta entro il 15 aprile 2021, ma sono a disposizione ulteriori 30 giorni per adeguarsi. Il termine ultimo è quindi quello del 15 maggio 2021.

Quanti anni si possono tenere gli pneumatici?

In linea di massima, chi utilizza l’auto soprattutto per lavoro, dovrebbe sostituire gli pneumatici della propria vettura una volta compiuto un tragitto compreso fra 20.000 e 40.000 km. Leggi il nostro approfondimento qui.

Quanti km si possono percorrere con pneumatici 4 stagioni?

Gli pneumatici 4 stagioni hanno una durata inferiore di circa il 10-15% rispetto a pneumatici stagionali specifici, usurandosi più velocemente nel periodo estivo. Si consiglia quindi di cambiarli ogni 20.000/30.000 km.

 

Check up auto: le 5 cose da controllare prima di un viaggio in montagna

Check up auto: le 5 cose da controllare prima di un viaggio in montagna

Con l’arrivo dell’inverno, i weekend sono l’occasione giusta per prendere la tua auto e metterti in viaggio per raggiungere una delle molteplici e incantevoli destinazioni di montagna. Prima di partire, però, è meglio effettuare un check up della tua auto specifico per l’inverno, per affrontare il viaggio in tutta sicurezza. In questa guida troverai i 5 consigli da seguire per non farti trovare impreparato.

1. Controllo degli pneumatici

Se sei un automobilista prudente e rispettoso del Codice della Strada, sarai certamente consapevole che dal 15 novembre dell’anno corrente sino al 15 aprile dell’anno successivo, su alcuni tratti stradali, vige l’obbligo di montare sulla tua autovettura pneumatici invernali o essere munito di catene da neve da montare all’occorrenza.

Gli pneumatici invernali ti garantiranno di affrontare l’asfalto innevato o fangoso in tutta sicurezza grazie alla presenza di una particolare mescola che assicura una presa ottimale in condizioni di aderenza precaria. Tuttavia, prima di partire per il tuo viaggio, è necessario che tu verifichi in primo luogo il livello di usura degli pneumatici. Un check up auto che si rispetti, infatti, non può prescindere dall’avere in dotazione gomme in ottimo stato, il cui battistrada non sia inferiore ad uno spessore di 1.6 millimetri, e gonfiate alla giusta pressione. Sappi che le basse temperature influiscono sulle prestazioni dei pneumatici.

2. Controllo dei liquidi

Altro passaggio fondamentale per effettuare un perfetto check up invernale della tua auto riguarda il controllo dei liquidi. In primo luogo verifica il livello dell’olio del motore, così da provvedere ad un eventuale rabbocco nel caso in cui il lubrificante sia sotto il livello di guardia. Ricordati di controllare il livello dell’olio motore ogni 2.000 chilometri e di effettuare il cambio dell’olio ogni 10.000 km percorsi.

Utilizza poi un liquido antigelo al posto della semplice acqua per il sistema refrigerante del motore, in modo da evitare che le temperature comportino la creazione di ghiaccio.

Check up auto: le 5 cose da controllare prima di un viaggio in montagna 1

3. Controllo della batteria

Un check up completo dell’auto non può prescindere poi dal controllo dello stato della batteria. Questo elemento, infatti, è spesso dimenticato dagli automobilisti e in molti casi può creare non pochi grattacapi a chi non abbia preso le precauzioni necessarie.

Se i liquidi della tua batteria non solo al livello massimo, potrai rabboccarli semplicemente svitando con un cacciavite i tappi di accesso di carico per il rabbocco per poi versare acqua distillata nelle celle di carico. Usa sempre dei guanti quando compi questa operazione per non entrare in contatto con i liquidi corrosivi presenti nella batteria.

Se vuoi prolungare la vita della batteria, puoi inoltre utilizzare semplici trucchi come accendere l’auto con i fari spenti, o attendere qualche secondo prima di spegnere la tua vettura, con tutti i dispositivi spenti, per consentire alla batteria di ricaricarsi leggermente e lavorare con meno fatica all’avvio seguente.

Se vuoi cambiare la batteria, puoi trovarla su ebay.it a prezzi molto vantaggiosi.

4. Controllo dei freni

Dare per scontato che lo stato dei freni sia sempre ottimale è uno dei più grandi errori che si commette quando si effettua un check up invernale dell’auto. Se vuoi viaggiare in tutta sicurezza, controlla sempre l’usura delle pastiglie e lo stato dei dischi e non dimenticare di controllare il livello dell’olio dell’impianto frenante. Effettuare questi controlli ti consentirà di avere sempre una risposta pronta da parte del pedale del freno.

5. Controllo del parabrezza e dei tergicristalli

Ultimo controllo da effettuare per realizzare un check up completo dell’auto riguarda la visibilità. Quando lasci la tua auto posteggiata all’esterno, esposta alle rigide temperature della montagna, può spesso capitare di trovare il parabrezza ricoperto da una patina di ghiaccio. Per evitare di perdere tempo nel rimuovere questo strato usa uno spray antighiaccio o un raschietto, e non dimenticare di sostituire le spazzole dei tergicristalli per tempo, così da poter godere di una ottima visibilità in presenza di qualsiasi evento atmosferico.