Stop auto benzina e Diesel nel 2035: arriva l’ok dall’Europarlamento

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Ora è ufficiale: dal 2035 in Europa non potranno più essere vendute nuove auto a benzina o Diesel. Tutte le nuove immatricolazioni dovranno essere esclusivamente elettriche. Una decisione storica quella presa dall’Europarlamento, che segue l’accordo trovato nei mesi scorsi tra i Ministri degli stati membri.

Ora, affinché il tutto venga definitivamente ufficializzato, manca l’approvazione del Consiglio dell’Unione Europea. A seguito del quale, avverrà la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e da quel momento la proposta si trasformerà in direttiva ufficiale.

Cosa succederà

Questo significa che dal 2035 saremo obbligati ad andare in giro con le sole auto elettriche? In realtà no. La decisione dell’Europarlamento parla di nuove immatricolazioni. Questo significa che, nel caso vogliate acquistare un’auto nuova, questa dovrà essere necessariamente elettrica. E a ben vedere, non si avranno alternative considerando che, ovviamente, tutti i costruttori offriranno a listino solo modelli a batteria proprio per rispettare tale norma.

Continuerà a vivere di vita propria il mercato dell’usato. Di conseguenza rimarrà la possibilità di circolare con auto benzina o Diesel pre-2035 o di acquistarne una di seconda mano.

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Stop ma non per tutti

Esistono tuttavia delle eccezioni. I costruttori che producono meno di 1.000 auto all’anno, infatti, potranno continuare a proporre auto benzina e Diesel. Mentre chi ne costruisce da 1.000 a 10.000 all’anno sarà sempre soggetto allo stop, ma non dovrà rispettare le due tappe intermedie previste dalla UE.

Ovvero, la riduzione delle emissioni di CO2 dei nuovi modelli pari al 15% entro il 2025 e del 55% entro il 2030.

California: dal 2035 stop alla vendita di auto endotermiche

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La California si allinea all’Unione Europea per quanto riguarda i veicoli a emissioni zero. Lo stato americano ha infatti approvato l’addio alle vetture con motore termico nel 2035.  Il governatore californiano, Gavin Newsom, assicura che la normativa “Advanced Clean Cars II” sancirà la fine del motore a combustione interna e che “per i nostri ragazzi passare all’automobile elettrica sarà una cosa naturale. Sarà come cambiare il vecchio telefono fisso con uno smartphone; come cambiare canale alla televisione”.

Questa decisione può ricoprire un ruolo chiave in tutto il Paese: la California è lo stato con il mercato automobilistico più grande degli Usa e, di solito, altri Stati tendono a seguirne le orme. Non a caso alcuni governatori hanno già dichiarato di essere intenzionati ad allinearsi alla California.

Le prossime tappe

La legge approvata dal Carb, acronimo di California Air Resources Board, prevede una serie di passaggi intermedi: almeno il 35% delle automobili vendute deve essere a zero emissioni entro il 2026 e questa percentuale deve arrivare al 68% prima della fine del decennio.

Questi i vari passaggi in sintesi:

  • 2026: vendite vetture elettriche pari al 35% del totale
  • 2030: vendite vetture elettriche pari al 68% del totale
  • 2035: vendite vetture elettriche pari al 100% del totale

Secondo la nuova normativa potranno essere vendute anche le auto ibride plug-in con almeno 50 miglia di autonomia in elettrico, ma non dovranno rappresentare più del 20% delle vendite delle case automobilistiche. La legge recentemente approvata stabilisce anche il limite minimo di almeno 150 miglia di autonomia per le vetture elettriche. Inoltre fra il 2026 e il 2035, le automobili a combustione saranno regolamentate in maniera più rigida. Ovviamente la legge si riferisce soltanto ai veicoli nuovi: le vetture a benzina già in circolazione potranno continuare a essere utilizzate.

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Un passo importante, ma potrebbe non essere sufficiente

John Bozzella, presidente dell’Alliance for Automotive Innovation, l’associazione di quasi tutte le Case automobilistiche presenti negli Stati Uniti, guarda il problema da un punto di vista più ampio.

“Il rispetto dei requisiti imposti dalla legge dello stato della California sono di per sé realistici e realizzabili – le sue dichiarazioni in un’intervista – ma ci sono tanti fattori da tenere presenti. Oltre all’inflazione, si deve considerare anche la disponibilità di automobili sul mercato, l’andamento dei prezzi dei modelli in arrivo e la diffusione delle colonnine di ricarica”.

Stop auto benzina e diesel dal 2035: la Germania dice no

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La Germania si schiera apertamente contro la decisione del Parlamento Europeo di vietare la vendita di auto nuove con motore benzina e diesel in Europa a partire dal 2035. Il ministro delle finanze, Christian Lindner, dice che il governo non rispetterà la scelta comunitaria che impone lo stop ai veicoli a combustione. “La decisione dell’UE sui limiti di flotta per le automobili non è purtroppo aperta alla tecnologia. Invece i carburanti sintetici sono un’alternativa neutrale dal punto di vista climatico per il motore a combustione interna, che continuerà a essere utilizzato a livello globale per molto tempo. Dobbiamo preservarlo per i nostri posti di lavoro” le parole di Lindner sul proprio account Twitter.

Il ministro tedesco è convinto che il divieto ai veicoli endotermici provocherebbe lo stop del processo di innovazione e sviluppo, dato che dopo il 2035 vaste zone del mondo non avranno ancora le infrastrutture per le auto elettriche. La messa al bando dei motori tradizionali nel vecchio continente costringerà le case automobilistiche ad abbandonare queste auto, che però continuerebbero ad avere mercato altrove, arrecando danno all’industria automobilistica tedesca. Lindner si è dichiarato anche contrario agli incentivi per l’acquisto di automobili ibride ed elettriche, ritenendo più giusto la ripartizione del denaro in qualcosa di più utile ai cittadini, come una riforma fiscale.

Dal 2035 stop alla vendita di auto con motore endotermico in Italia

Favorevole all’elettrico, ma niente divieti assoluti

La Bdi, associazione degli industriali tedeschi, è stata il teatro dell’intervento di Lindner, che ha specificato che ci saranno ancora nicchie di mercato in cui i motori endotermici saranno ammessi. Il ministro non ha risparmiato critiche al Parlamento Europeo, definendo la decisione sbagliata e sottolineando che il governo tedesco si trova in disaccordo con la legislazione comunitaria. Allo stesso tempo Lindner, che appartiene al Partito Liberale Democratico tedesco, adesso alla maggioranza insieme a Spd e ai verdi, ha affermato che il disaccordo con la decisione comunitaria non vuol dire che la Germania non continuerà a recitare un ruolo chiave nella transizione ecologica e nella diffusione delle auto elettriche. Tuttavia all’interno del governo tedesco ci sono delle divisioni, con la ministra dell’Ambiente che si dice assolutamente favorevole alla decisione comunitaria sul blocco alle auto a combustione.

La decisione finale arriverà in autunno

L’iter per l’approvazione finale della norma dell’Europarlamento è ancora lungo: adesso è la volta del confronto tra le commissioni competenti del Parlamento europeo e successivamente tra Consiglio Europeo, Commissione e Parlamento. La decisione definitiva verrà presa il prossimo autunno.

Dal 2035 stop alla vendita di auto con motore endotermico in Italia

Dal 2035 stop alla vendita di auto con motore endotermico in Italia

L’Italia dice stop alla vendita di auto nuove con motore a combustione interna entro il 2035, mentre per i furgoni e i veicoli da trasporto commerciale leggeri ci sarà tempo fino al 2040. E’ la decisione presa dal Cite, Comitato interministeriale per la Transizione ecologica. L’Italia si allinea alla proposta della Commissione Europea che ha come obiettivo il taglio delle emissioni inquinanti e per ridurre i gas serra del 55% entro il 2030.

Non solo auto elettriche

Il percorso di riduzione delle emissioni va oltre l’elettrificazione e apre le porte anche ad altre alternative. “Bisogna mettere in campo tutte le soluzioni funzionali alla decarbonizzazione dei trasporti – si legge nella nota del Cite – in una logica di ‘neutralità tecnologica’ valorizzando non solo i veicoli elettrici, ma anche le potenzialità dell’idrogeno, nonché riconoscendo, per la transizione, il ruolo imprescindibile dei biocarburanti, in cui l’Italia sta costruendo una filiera domestica all’avanguardia”.

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Deroghe per le auto sportive

E’ allo studio anche una deroga per le auto di grossa cilindrata come Lamborghini e Ferrari, che da sempre basano il loro fascino sul rombo dei loro motori. “Per quanto riguarda i costruttori di nicchia, misure specifiche potranno essere eventualmente valutate con la Commissione europea all’interno delle regole comunitarie” precisa la nota ufficiale.

Il nodo posti di lavoro

La sterzata verso i veicoli a zero emissioni, inevitabilmente, si rifletterà sul mondo del lavoro, come ha precisato all’assemblea della Cna il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. “La scelta di andare verso l’auto elettrica ha una conseguenza, già stimata e precisata: oltre la metà della manodopera che attualmente lavora nella filiera dell’automotive, nel motore a combustione, non lavorerà più in quel settore. Questo è un discorso che è giusto porre, senza fare del terrorismo industriale”. Il ministro ha aggiunto che “dobbiamo cambiare anche il tipo di cultura con cui affrontiamo questi temi. Formazione continua vuol dire che, durante la propria vita, bisogna anche immaginare di cambiare lavoro. Non esiste più il posto a tempo indeterminato, fisso. Esisteranno lavori che, in qualche modo, devono anche seguire le trasformazioni in corso”. Secondo l’associazione europea della componentistica, Clepa, l’Italia nel 2040 rischia di perdere circa 73.000 posti di lavoro, di cui 67.000 già nel periodo che va dal 2025 al 2030.