Valutazione auto usata da targa: ecco cosa puoi scoprire

Qual è il miglior metodo di pagamento per comprare un’auto usata?

Essere in grado di effettuare un valutazione di un’auto usata o della propria vettura non è da tutti, e questo può rappresentare un ostacolo qualora si voglia avere una stima indicativa in caso di acquisto o vendita. La valutazione auto tramite la targa è un modo facile e veloce per risolvere il dubbio. Scopriamo come funziona. 

INDICE
Valutazione auto usata da targa: perché fare questa verifica?
Valutazione auto con targa: ecco quali dati puoi scoprire
Anno immatricolazione da targa
Scoprire allestimento auto da targa
Valutazione auto usata da targa gratis: esiste davvero?
Valutazione auto usata da targa: perché affidarsi a dei professionisti
Valutazione auto da targa: le differenze tra Carfax e Aci

Acquistare un’auto usata comporta alcuni accorgimenti. Oltre a dover individuare il veicolo più adatto alle proprie esigenze si dovrà anche individuare il valore corretto di mercato dell’auto individuata. Effettuare una valutazione auto in base alla targa consente di conoscere una stima orientativa così da poter capire se il prezzo richiesto è in linea con quelli di mercato. 

Nel corso degli anni si sono moltiplicati i servizi online in grado di effettuare una valutazione auto semplicemente fornendo il numero di targa della vettura. Tramite questo servizio si potrà risalire ad una interessante quantità di informazioni quali: 

  • Marca 
  • Modello 
  • Anno di immatricolazione 

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Tramite la targa auto si può risalire all’anno di immatricolazione della vettura. Questo è uno degli elementi fondamentali nella valutazione del valore di una macchina perché una macchina con parecchi anni sulle spalle, a meno che non sia d’epoca o storica, avrà una quotazione inferiore rispetto ad una con meno anni. 

Con il solo numero di targa non è possibile risalire anche all’allestimento, perché sarebbe necessario conoscere anche il numero di telaio. Ad ogni modo si potrà risalire all’anno di produzione e verificare quali allestimenti erano disponibili a listino in quel determinato periodo storico. 

Nonostante i molti siti presenti promettano una valutazione auto gratis, sono pochi quelli che effettivamente mantengono la parola e consentano di ottenere una valutazione quanto più vicina al valore reale del modello. In molti casi infatti si tratta di valutazioni approssimative e per avere una valutazione realistica è necessario effettuare un pagamento.

Come abbiamo anticipato in precedenza, sul web sono numerosi i siti in grado di promettere valutazioni auto gratuite. Tuttavia è sempre bene affidarsi a dei professionisti per avere la sicurezza di conoscere il valore effettivo della propria vettura. Il servizio offerto da automobile.it e CARFAX garantisce la sicurezza di una valutazione corretta. A fronte di un costo irrisorio pari a 18 euro si potrà accedere ad una banca dati internazionale e in continuo aggiornamento dove si potranno trovare tutte le informazioni dettagliate sull’auto a differenza dei servizi offerti gratuitamente in rete. 

Il servizio CARFAX offre una garanzia sia a chi acquista, perché potrà conoscere nel dettaglio la storia della vettura di suo interesse, sia di chi vende, perché potrà dimostrare di non avere nulla da nascondere in merito alle effettive condizioni del mezzo. A fronte del prezzo leggermente superiore ad una visura effettuata presso l’ACI, il servizio CARFAX consente di conoscere i dati relativi al chilometraggio e eventuali danni o incidenti subiti dal veicoloo ancora quelli relativi alle revisioni e ai tagliandi effettuati. Infine, mentre con una visura ACI è possibile conoscere il prezzo dell’auto in base all’importo dell’ultima compravendita ottenuta, con CARFAX il prezzo è sempre aggiornato ai trend del mercato. 

Cose da sapere

Quali informazioni si possono scoprire attraverso la targa di un’automobile?

Attraverso il numero di targa è possibile risalire alla marca, modello ed anno di immatricolazione di un’auto. Inserendo il numero di telaio è possibile anche risalire al tipo di allestimento.

Come si può scoprire l’anno di immatricolazione di un’auto dalla targa?

Basta andare su uno dei portali dedicati alla valutazione auto, come automobile.it, e inserire il numero di targa per risalire all’anno di immatricolazione dell’auto e stabilire il valore del veicolo.

Perché utilizzare CARFAX per la valutazione auto usate?

A fronte del prezzo leggermente superiore ad una visura effettuata presso l’ACI, il servizio CARFAX, disponibile sul sito automobile.it, consente di conoscere i dati relativi al chilometraggio e eventuali danni o incidenti subiti dal veicoloo ancora quelli relativi alle revisioni e ai tagliandi effettuati. Infine, con CARFAX il prezzo è sempre aggiornato ai trend del mercato. 

Targa prova: ora si può usare anche sulle auto già immatricolate

Targa prov

La targa prova potrà essere usata anche sulle auto usate e già immatricolate. Il via libera arriva dal Decreto Infrastrutture, approvato recentemente dal Consiglio dei ministri che in questo modo ha fatto chiarezza su una questione molto dibattuta nell’ultimo anno.

La targa prova è uno strumento di fondamentale importanza per officine, concessionari, carrozzieri e produttori di pneumatici, che fino al 2020 ha permesso loro di circolare senza problemi su vetture usate, ma non assicurate, per effettuare le prove necessarie per svolgere il proprio lavoro. L’anno scorso la Corte di Cassazione ha stabilito che la targa prova può essere utilizzata soltanto sui veicoli non ancora immatricolati, mettendo in difficoltà i soggetti del settore e i rivenditori, obbligati a stipulare una specifica assicurazione per poter consentire ai potenziali acquirenti di provare un’autovettura.

targa portabile

Vent’anni di dubbi e polemiche

Il Codice della strada, aggiornato con il DPR 474 del 2001, prevede l’uso della targa prova, ma non evita dubbi e controversie. Pochi anni dopo il ministero dei Trasporti prova a fare chiarezza con la nota del 4 aprile 2004, che prevede la possibilità di usare la targa prova anche sulle vetture immatricolate. Nuovo capitolo nel 2018, con la circolare del 30 maggio emessa dal ministero degli Interni che dichiara che la pratica dei concessionari non corrisponde interamente a quanto previsto dal Codice della strada. Ancora una sterzata l’anno scorso, con la sentenza 17665 del 25 agosto 2020 della Cassazione che vieta l’uso della targa prova sulle vetture già immatricolate, creando difficoltà agli operatori del settore. Adesso a fare chiarezza è arrivato il decreto Infrastrutture che aggiornerà il decreto del Presidente della Repubblica del 24 novembre 2001, n. 474.

Il testo del decreto Infrastrutture

L’autorizzazione all’utilizzo della targa di prova di cui all’articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 2001, n. 474, può essere utilizzata per la circolazione su strada dei veicoli non immatricolati e di quelli già muniti della carta di circolazione di cui agli articoli 93, 110 e 114 o del certificato di circolazione di cui all’articolo 97, anche in deroga agli obblighi previsti dall’articolo 80 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n.285, qualora detti veicoli circolino su strada per esigenze connesse a prove tecniche, sperimentali o costruttive, dimostrazioni o trasferimenti, anche per ragioni di vendita o di allestimento. Ai fini della circolazione di cui al primo periodo, resta comunque fermo l’obbligo di copertura assicurativa da parte del titolare dell’autorizzazione alla circolazione di prova, ai sensi delle vigenti disposizioni in materia di responsabilità civile verso terzi. Dei danni cagionati dal veicolo in circolazione di prova, anche se munito della carta o del certificato di circolazione, risponde, ove ne ricorrono i presupposti, l’assicuratore dell’autorizzazione alla circolazione di prova. Con decreto del Presidente della Repubblica, adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, si provvede all’aggiornamento del decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 2001, n. 474, anche al fine di stabilire le condizioni e il numero massimo di autorizzazioni alla circolazione di prova rilasciabili ad ogni titolare in ragione del tipo di attività esercitata e del numero di addetti.