Porsche Cayenne Coupé: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Nuova Porsche Cayenne Coupé, praticamente una 911 3

Il segmento dei SUV coupé sta riscuotendo sempre più successo nel mercato automobilistico. Da quando BMW ha esordito nel 2007 con la prima generazione di X6, anche altri costruttori, seguendo le mode e i gusti degli automobilisti, hanno deciso di ampliare la loro gamma con modelli di SUV dalla carrozzeria più slanciata. Uno di questi è Porsche che, con il lancio sul mercato nel 2019 della terza generazione di Cayenne, ha dato vita alla versione Coupé, variante con linee più slanciate e un design più sportivo. Basata sulla piattaforma MLB di Volkswagen, la Cayenne Coupé nasconde dietro alle sue forme il vero DNA della Casa di Stoccarda con prestazioni di altissimo livello.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Porsche Cayenne Coupé:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 4/5
 Bagagliaio 525-1.507 litri
 Alimentazioni Benzina/Plug-in
 Classe Euro 6d-Temp
 Cv/kW (da) 340/250
 Prezzo (da) 93.798 €
INDICE
Novità 2023
 Dimensioni
 Esterni
 Interni
 Motori
 Consumi
 Allestimenti
Perché comprarla
 Prezzi

Il 18 aprile al Salone di Shanghai Porsche ha finalmente presentato la nuova nuova Cayenne, che rappresenta un’evoluzione significativa della supercar, sia nella variante normale che coupé. Già ad un primo sguardo ci si accorge che il restyling è stato fatto guardando alla Taycan. Sul frontale vengono introdotti i fari Led Matriz, sul retro dei gruppi ottici con un’inedita grafica 3D, mentre entrando nell’abitacolo la scena è tutta del Porsche Driver Experience: si tratta della configurazione a tre display già vista sulla cugina elettrica, uno per il virtual cockpit (12,6″), uno per l’infotainment (12,3″) e uno dedicato all’intrattenimento del passeggero (10,9″).

Con l’aggiornamento è stato rivisto anche l’assetto, che viene dotato di PASM con ammortizzatori a controllo elettronico e molle tradizionali. Ma è nuovo anche il volante, derivato da quello della 911, così come la disposizione dei comandi del cambio automatico e del climatizzatore. A proposito, quest’ultimo è in grado di attivare autonomamente la funzione di ricircolo dell’aria prima di una galleria grazie alle informazioni fornitegli dal GPS. Pure i cerchi sono stati ridisegnati, di dimensioni che variano tra i 20″ e i 22″.

Numerose, infine, le novità riguardanti i motori. La Cayenne base verrà spinta dal benzina 3.0 da 6 cilindri già presente in gamma, che è stato ottimizzato per raggiungere i 353 CV. La variante S, invece, cambia powertrain e passa al 4.0 da 8 cilindri biturbo da 474 CV (+34 CV rispetto all’attuale Cayenne S). Resta uguale, invece, la parte endogena del powertrain ibrido del modello plug-in: in questo caso il lavoro di potenziamento viene fatto sul motore elettrico, permettendo di raggiungere i 470 CV (+8 CV). La nuova generazione della sportiva coupé è attesa da luglio, nelle varianti Cayenne, Cayenne S e Cayenne E-Hybrid, con prezzi che partono dai 96.985 euro.

Le dimensioni di questo modello Coupé sono molto simili a quelle della sorella Cayenne mentre cambia completamente l’impatto visivo con montanti e parabrezza molto più inclinati. La Cayenne Coupé è lunga 4,94 metri, larga 2 metri e alta 168 cm, circa 20 millimetri in meno rispetto alla versione normale. Sebbene sia più bassa, l’abitabilità interna non peggiora grazie alla seduta posteriore ribassata di 3 centimetri.

Dimensioni
Lunghezza 4.942 mm
Larghezza 1.997 mm
Altezza 1.676 mm
Passo 2.895 mm

Guardandola da fuori, si nota subito che la versione con carrozzeria coupé riprende in alcuni elementi di design l’estetica dell’ultima generazione di Cayenne. La principale differenza, come abbiamo detto, risiede nelle superfici più allungate e nelle forme più sinuose, con il lunotto posteriore che scende verso la coda della vettura e il parabrezza più inclinato. La parte anteriore e quella posteriore sono collegate, di serie, da un tetto panoramico in vetro che ha una superficie trasparente di quasi 1 metro quadrato. Come optional, è possibile anche avere il tetto in fibra di carbonio che fa risparmiare 21 kg, favorendo le prestazioni e la riduzione dei consumi.

Il look sportivo, inoltre, è sottolineato da cerchi in lega da 20” di serie che possono arrivare fino a 22” come optional. Il portellone posteriore è stato invece ridisegnato per poter alloggiare la targa sul fascione. Inoltre, è presente la classica banda luminosa dei nuovi modelli che collega i due gruppi ottici posteriori. Da segnalare anche la presenza, già di serie nella versione entry level, dello spoiler attivo sul posteriore.

Se la parte anteriore dell’abitacolo risulta pressoché identica a quella della sorella maggiore, la seduta posteriore della Cayenne Coupé porta con sé una delle novità di questa vettura. Il divanetto posteriore presenta una configurazione inedita composta da una coppia di sedili singoli. A richiesta, senza dover aggiungere soldi, è possibile richiedere l’aggiunta di un quinto posto che risulta più stretto e meno imbottito. Il bagagliaio offre una capacità che varia dai 625 litri ai 1.540 litri quando si abbattono i sedili posteriori.

L’interno della Cayenne Coupé offre materiali e rifiniture di alta qualità. Ad impreziosire il tutto, ci pensa il sistema di infotainment a disposizione. Il cruscotto è composto da 5 sezioni circolari: 4 di queste sono schermi digitali da 7 pollici in cui si possono tenere sotto controllo informazioni sulla guida e sul sistema multimediale mentre la quinta è il contagiri analogico posizionato al centro. Al centro della plancia, in posizione orizzontale, si trova lo schermo da 12,3″ mentre più in basso spicca la consolle che ospita la leva del cambio automatico. Nelle versioni ibride, attraverso gli schermi touchscreen, è possibile tenere sotto controllo le principali informazioni sullo stato della batteria e sulle informazioni di ricarica.

Il SUV della Casa tedesca viene offerto a listino in sei motorizzazioni. Le versioni a benzina sono 5: Coupé, S Coupé, GTS Coupé, Turbo Coupé e Turbo GT Coupé. La prima monta un V6 da 3,0 litri in grado di erogare 340 CV, mentre la seconda è equipaggiata con 2,9 litri sempre V6 da 440 CV. Le ultime tre sono basate sullo stesso propulsore, un 4,0 litri 8 cilindri, declinato in una versione da 460 CV per la GTS, in una da 550 CV per la Turbo e in una da 640 CV per la Turbo GT.

La gamma prevede anche due modelli spinti da un powertrain ibrido plug-in. La E-Hybrid Coupé abbina al V6 da 3 litri un motore elettrico da 136 CV, per una potenza combinata di 462 CV e una coppia di 700 Nm. La Turbo S E-Hybrid Coupé è la versione top di gamma di questo modello, con una potenza di 680 CV, superiore a quella di tutte le varianti di 911, ad eccezione della GT2 RS. Il powertrain è composto dal V8 a benzina della Turbo e dal motore elettrico da 136 cavalli. Tutte le versioni sono dotate di trazione integrale e cambio automatico Tiptronic S a 8 rapporti.

I consumi della Porsche Cayenne Coupé variano molto in base al tipo di versione scelta. Secondo i dati dichiarati da Porsche, per i motori a benzina si va dagli 11,6-12,5 litri ogni 100 km del modello Coupé ai 13,5-14,1 litri ogni 100 km delle più potenti GTS e Turbo, passando per i 12-12,9 litri ogni 100 km di S Coupé.

Nelle versioni ad alimentazioni ibrida plug-in i consumi vengono davvero abbattuti: si scende a 3,2-3,7 litri ogni 100 km per la E-Hybrid e a 3,8-4,1 litri ogni 100 km per la Turbo S E-Hybrid. I modelli ibridi, inoltre, dispongono di una batteria da  14,1 kWh che garantisce un’autonomia in elettrico di circa 40 chilometri.

La Porsche Cayenne Coupé viene offerta in sei allestimenti, uno per motorizzazione più la Platinum Edition:

  • Coupé: l’allestimento di accesso alla gamma, con un’ottima dotazione di base.
  • S Coupé: si sale di livello con il propulsore da 440 CV e cerchi da 20″ Sport.
  • GTS Coupé: aggiunge un tocco di sportività grazie a sospensioni con assetto ribassato di 20 mm e un’impostazione del PASM ancora più sportiva.
  • Turbo Coupé: si distingue per un impianto frenante specifico e diversi elementi da top di gamma, come i cerchi da 21″.
  • Turbo GT Coupé: l’apice della gamma benzina, con motore da 660 CV e il meglio delle dotazioni Porsche.
  • E-Hybrid Coupé: allestimento di accesso alla gamma ibrida plug-in, con impianto frenante carboceramico.
  • Turbo S E-Hybrid Coupé: versione top di gamma, con tutto il meglio delle dotazioni Porsche.
  • Platinum Edition: pacchetto speciale che può essere abbinato agli allestimenti Coupé, S Coupé ed E-Hybrid Coupé.

Coupé: la versione entry level offre un’ampia dotazione di serie che comprende Cerchi da 20″ Cayenne Design in lega leggera monoblocco a 10 razze, il pacchetto sport Chrono con il selettore della modalità di guida (Normal, Sport, Sport Plus e Individual), gruppi ottici principali a LED, freni a disco anteriori da 350 mm e posteriori da 330 mm con pinze freno nere, ParkAssist con telecamera, Sistema multimediale PCM con Apple CarPlay, modulo telefono LTE, Porsche Car Connect, Sistema di chiusura centralizzata con telecomando, Avviso e assistenza alla frenata incluso rilevamento pedoni, Avvio della vettura senza impiego attivo della chiave, Impostazioni personalizzate del guidatore per climatizzazione, audio e comunicazione, sistemi di assistenza e altri sistemi vettura personalizzabili, Cruise control (30-240 km/h) con limitatore di velocità, Cofano motore con powerdome, Paraurti a barre trasversali ad elevata resistenza con 2 elementi di deformazione, con due sedi dotate di alloggiamenti filettati per l’anello di traino in dotazione, Carrozzeria allargata nella zona posteriore, Tetto panoramico fisso, Maniglie porta verniciate nel colore della carrozzeria, Portellone posteriore con spoiler sul tetto integrato, Porsche Active Aerodynamics (PAA) con spoiler posteriore adattivo, Sedili sportivi, Volante sportivo multifunzione con paddle, Climatizzatore automatico con regolazioni separate della temperatura per guidatore e passeggero, funzione automatica di ricircolo aria con sensore di qualità dell’aria e regolazione separata dell’aria lato guidatore e passeggero, pulsante AC-MAX e sensore di umidità, Sospensioni in acciaio con PASM, PSM, Dischi freno con diametro: anteriori 350 mm, posteriori 330 mm, autoventilanti, pinze freno in nero.

S Coupé: rispetto alla versione precedente, la S Coupé propone una carrozzeria leggermente allargata nella zona posteriore, i cerchi in lega sempre da 20″ ma con disegno Cayenne Sport, i dischi freno anteriori più grandi da 390 mm e le pinze dei freni in colore grigio titanio. A questa dotazione si aggiunge anche il sistema di accensione automatica dei fari che dispone anche della funzione Coming Home.

GTS Coupé: questo allestimento propone cerchi da 21″ RS Spyder Design in nero satinato con passaruota allargato nel colore esterno, con coprimozzi con stemma Porsche a colori, dischi freno posteriori più grandi da 358 mm, Sospensioni in acciaio con assetto ribassato di 20 mm e impostazione del PASM ancora più sportiva, Porsche Torque Vectoring plus. Presente anche l’impianto di scarico sportivo con due doppi terminali sportivi, sinistro e destro in nero (lucido).

Turbo Coupé: oltre al motore da 550 CV, rispetto alla S, propone le sospensioni pneumatiche con sistema di regolazione dell’assetto e dell’altezza da terra, i Cerchi in lega monoblocco da 21″ Cayenne Turbo, titanio scuro lcon superfice lucidata e passaruota maggiorati nel colore esterno, il Porsche Dynamic Light System e il sistema audio BOSE con potenza in uscita di 710 Watt. Per quanto riguarda l’impianto frenante, le pinze freno sono di colore bianco (anteriori a 10 pistoncini invece di 6) mentre i freni a disco aumentano nelle dimensioni: 415 mm all’anteriore e 365 mm al posteriore.

Turbo GT Coupé: rispetto a Turbo Coupé aggiunge il propulsore da 640 CV, Cerchi da 22 pollici in alluminio forgiato GT Design verniciato in Neodimio satinato, Pneumatici Performance, Pacchetto Sport Chrono incluso pulsante di risposta Sport rosso, Pinze anteriori fisse monoblocco in alluminio a 10 pistoncini, Pinze posteriori fisse monoblocco in alluminio a 4 pistoncini, interni in Alcantara.

E-Hybrid Coupé: oltre alle differenze nel tipo di alimentazione, la versione d’ingresso dell’ibrido plug-in propone una dotazione di serie molto simile a quella della Coupé a benzina se non per qualche elemento di design e per l’impianto frenante maggiorato. Le pinze freno di colore verde acido mordono dischi da 360 mm all’anteriore e 358 mm al posteriore. A questo si aggiunge il sistema di recupero dell’energia in frenata. Il selettore del pacchetto Chrono Sport offre due modalità in più: E-Power e Hybrid Auto. A disposizione il caricatore a bordo da 3,6 kW. L’impianto frenante è di tipo carboceramico con dischi da 440 mm all’anteriore e 410 mm al posteriore.

Turbo S E-Hybrid Coupé: la versione più potente di questo modello, in aggiunta alla E-Hybrid e alla Turbo, offre il sistema Porsche Torque Vectoring Plus, i cerchi in lega leggera da 21” AeroDesign e il caricatore on-boarda da 7,2 kW.

Platinum Edition: il pacchetto Platinum Edition è abbinabile agli allestimenti Coupé, S Coupé e E-Hybrid Coupé, e aggiunge dotazioni speciali come terminali di scarico sportivi, scritta Porsche integrata all’interno della striscia a led posteriore, finiture dei finestrini laterali in nero, cinture di sicurezza in colore Crayon, elementi di design satinati sulle prese d’aria anteriori, soglie d’ingresso delle porte in alluminio spazzolato con il logo “Platinum Edition”, pacchetto alluminio testurizzato e finiture color argento.

  • Plug-in: i modelli ibridi della gamma permettono di coniugare la potenza di una supercar con una maggiore sostenibilità.
  • Stile: un look e un carattere unici, inconfondibilmente Porsche.
  • Prestazioni: i potentissimi propulsori regalano un’esperienza di guida molto vicine a quelle di una supercar ben più bassa da terra.

Di seguito ecco il listino prezzi della Porsche Cayenne Coupé aggiornato ad aprile 2023:

Porsche Cayenne Coupé benzina Prezzo
Coupé 340 CV 93.798 €
S Coupé 440 CV 111.257 €
GTS Coupé 460 CV 128.703 €
Turbo Coupé 550 CV 162.681 €
Turbo GT Coupé 640 CV 212.592 €
Porsche Cayenne Coupé plug-in Prezzo
E-Hybrid Coupé 462 CV 106.364 €
Turbo S E-Hybrid Coupé 680 CV 193.059 €

Porsche 911 Turbo S, la più potente di sempre

Porsche 911 Turbo S: prezzo, dimensioni e caratteristiche 4

La nuova Porsche 911 Turbo S incarna in sé tutto lo spirito sportivo della Casa di Stoccarda senza tralasciare quel look tanto elegante, quanto sportivo, che da sempre caratterizza il modello. La versione top di gamma in termini di prestazioni e prezzo della gamma 911 (tralasciando le pistaiole RS non ancora presentate) sviluppa una potenza massima di 650 CV ed è dotata di un sistema di aerodinamica attivo studiato ad hoc. La Turbo S 2020 viene offerta in due varianti di carrozzeria: coupé e cabriolet.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Porsche 911 Turbo S:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 4
 Bagagliaio 128 litri
 Alimentazioni Benzina
 Classe Euro 6-D Temp
 CV/kW (da) 650/478
 Prezzo (da) 224.559 €

 

INDICE
 Dimensioni
 Esterni
 Interni
 Motorizzazioni
 Consumi
 Configuratore
 Prezzo

Come le precedenti generazioni della  Porsche 911 Turbo S, anche il modello del 2020 si differenzia per la carrozzeria di dimensioni più grandi rispetto a quello delle sorelle Carrera e Carrera S. In particolare aumentano la larghezza della parte anteriore e di quella posteriore, rispettivamente di 45 e 20 millimetri per un valore totale di 1.900 millimetri.

Un’altra modifica effettuata dagli ingegneri Porsche per migliorare le performance dinamiche della vettura e garantire una maggiore agilità è l’aumento della carreggiata anteriore e di quella posteriore di 42 e 10 millimetri. Inoltre, con il sistema PASM (Porsche Active Suspension Mangement) è possibile ridurre l’altezza da terra di ulteriori 10 millimetri.

Dimensioni
Lunghezza 4.535 mm
Larghezza 1.900 mm
Altezza 1.303 mm
Passo 2.450 mm

La nuova Porsche 911 Turbo S riesce a coniugare perfettamente il suo design elegante, tipico della serie 911, con un look da vera sportiva grazie ad elementi dedicati che ne sottolineano il carattere aggressivo. La sezione frontale della vettura è stata completamente rinnovata nelle forme grazie all’introduzione di un nuovo paraurti anteriore che include lo spoiler anteriore attivo, i sensori e le telecamere dei sistemi di sicurezza e le prese d’aria maggiorate che ospitano le alette aerodinamiche attive del PAA (Porsche Active Aerodynamics). I fari sono a Led con tecnologia Matrix a 4 punti.

Il look sportivo, inoltre, è sottolineato dai cerchi in lega da 20” all’anteriore con pneumatici 255/35 e da 21” al posteriore con pneumatici 315/30. Come da tradizione poi, la vista laterale è dominata dalla presenza delle prese d’aria che, oltre a incanalare l’aria per il sistema di raffreddamento, aumenta l’apporto d’aria al sistema di aspirazione. Nella parte posteriore, infine, spicca la striscia a Led che corre lungo la larghezza della vettura e l’alettone attivo.

La versione cabriolet è caratterizzata dalla presenza della classica capote in tela, con 3 elementi in magnesio, retraibile nel vano posto dietro all’abitacolo fino ad una velocità di 50 km/h.

Gli interni della Porsche 911 Turbo S seguono lo stile proposto dalle sorelle Carrera con la plancia che si sviluppa orizzontalmente. La qualità dei materiali e delle finiture è impreziosita dalla presenza di inserti in carbonio opaco e da dettagli di colore argento. Dietro il volante multifunzione che ospita il selettore della modalità di guida, trova posto il quadro strumenti con il classico contagiri centrale che viene affiancato da due schermi TFT da 7 pollici.

Nella parte centrale della plancia, invece, spicca  lo schermo touch da 10,9 pollici del Porsche Communication Management. Il tunnel centrale ospita il selettore del cambio PDK a 8 rapporti, appositamente studiato per questo modello.

Il modello top di gamma della generazione 992 di Porsche è equipaggiato in tutte e due le carrozzerie con un rinnovato motore boxer a 6 cilindri da 3,8 litri, dotato di nuovi iniettori piezoelettrici e di un rivoluzionario sistema di aspirazione. Grazie anche alla doppia sovralimentazione fornita da due turbocompressori VGT con turbine e compressori maggiorati ed un sofisticato sistema di regolazione delle palette, il powertrain della Turbo S è in grado di erogare una potenza massima di 650 CV a 6.750 giri e 800 Nm di coppia massima in un range che va da 2.500 a 4.000 giri.

Per scaricare a terra tutta questa potenza, la 911 Turbo S è equipaggiata con un sistema di trazione integrale impreziosito dal controllo elettronico della trazione PTM (Porsche Traction Management). Per scattare da 0 a 100 km/h bastano 2,7 secondi grazie al launch control, mentre la velocità massima è di 330 km/h.

Nonostante la sua indole puramente sportiva, la 911 Turbo S promette consumi tutto sommato ragionevoli. I dati dichiarati da Porsche, secondo il ciclo di omologazione WLTP, parlano di un valore che si aggira intorno ai 12,3 l/100km per la versione coupé e ai 12,5 l/100km per la cabriolet nel ciclo combinato.

La Porsche 911 Turbo S viene offerta in un unico allestimento molto ricco nelle dotazioni, indipendentemente dal tipo di carrozzeria scelta. Qui di seguito, una lista dei principali optional proposti.

  • 911 Turbo S

L’allestimento standard della Turbo S propone di serie i freni carboceramici con pinze di colore giallo, il pacchetto Sport Chrono con l’applicazione Porsche Track Precision, i terminali di scarico doppo di colore nero lucido, i gruppi ottici anteriori a LED con tecnologia Matrix, il climatizzatore automatico bizona, i sedili sportivi adattivi con regolazione completamente elettrica su 18 vie differenti. A questi si aggiungono il ParkAssist anteriore e posteriore con telecamera, il cruise control, l’impianto audio BOSE con 12 altoparlanti e il sistema multimediale con due schermi TFT da 7 pollici compatibile con Apple CarPlay e Android Auto e radio DAB.

Di seguito i prezzi di listino della Porsche 911 Turbo S:

Prezzo
Porsche 911 Turbo S 224.559
Porsche 911 Turbo S Cabriolet 238.467

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Anni ’80: 5 auto che hanno fatto la storia

Anni '80: 5 auto che hanno fatto la storia 10

Gli Anni ’80 sono quelli del trionfo dell’elettronica, che esiste ma non è ancora così diffusa negli oggetti di uso quotidiano. Il merito è delle missioni spaziali di 10 anni prima che hanno inaugurato il concetto di digitale ma è in questo decennio che vengono create a poca distanza strumenti come personal computer, lettore CD, telefono cellulare e anche internet.

Ci vorrà ancora un po’ perché siano davvero alla portata di tutti, ma è qui che si inizia a familiarizzare con l’idea. Stessa cosa per le auto, per cui il computer sostituisce il tavolo da disegno in fase di progettazione, ma che iniziano anche a veder spuntare qualche display qua e là.

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L’altro fenomeno che qui si consolida è l’automazione della produzione, finalizzata ormai a volumi sempre più ambiziosi. In Italia si superano il milione e mezzo di auto immatricolate e se ne producono poche di meno, nel 1982 circolano poco meno di 20 milioni di vetture con una media di uno ogni 3 abitanti circa, nel ’69 erano quasi una ogni 6. E anche in questo contesto nascono modelli estremamente razionali, pronti a invadere le strade di ogni città, accanto ad altri che sono pura emozione, fatti per dominarle.

Ecco allora 5 auto che secondo noi hanno fatto la storia degli anni Ottanta.

INDICE
 Fiat panda
 Audi Quattro
 BMW Serie 3
 Fiat Uno Turbo
 Ferrari F40

La prima Auto dell’Anno del decennio è la Lancia Delta, lanciata nel ’79 e ancora ben lontana dal mostrare tutto ciò di cui sarà capace, e l’anno dopo ci manca poco che un’altra auto italiana faccia doppietta: vince la Ford Escort terza generazione, ma dietro di lei per appena una quindicina di punti si piazza una piccola Fiat che il mercato eleggerà molto presto vera reginetta: parliamo della Fiat Panda, che debutta in un momento non semplice come sostituta della 126. Con lei il modello d’accesso alla gamma Fiat cresce,  non solo dimensionalmente, e si converte alla trazione anteriore che sui modelli superiori, con la 127 e la Ritmo (erede della 128), è ormai affermata.

Anni '80: 5 auto che hanno fatto la storia 9

L’evoluzione è necessaria per contrastare alcune francesine essenziali ma spaziose come Renault 4 e Citroen LN. Lo stile è firmato Italdesign, che non si limita a disegnare una carrozzeria semplice e razionale, ma studia con cura gli interni, progettando sedili anteriori a sdraio e un divano posteriore in tela teso tra due barre metalliche come un’amaca, che grazie a un sistema di incastri possono essere abbattuti trasformando gli interni in una sorta di grande letto. La versione base 30 monta il bicilindrico 650 della 126, mentre sulla più potente 45 troviamo il 4 cilindri 900 della 127.

Nel 1983 nasce la versione 4×4, con motore 950 da 48 CV e una trasmissione inseribile fornita dall’austriaca Steyr-Puch che ne farà una delle più efficacie ed economiche fuoristrada sul mercato. Un restyling nel 1986 aggiorna la carrozzeria, gli interni e il telaio con il debutto dell’assale posteriore Omega che sostituisce (tranne sulle 4×4), quello rigido a balestre della prima ora. I motori lasciano il posto ai nuovi Fire che cresceranno fino a 1.1 e 54 CV e affiancati da un Diesel da 37 CV. Manca qualcosa? Sì: con la Elettra del 1990, la Panda sarà la prima Fiat elettrica ad essere costruita in (piccola) serie.

Il 1980 è anche l’anno in cui Audi fa il salto di qualità che la porterà a diventare un marchio premium dall’immagine fortemente innovativa: un risultato perseguito con grande volontà e che ha la chiave della svolta nella coupé quattro, presentata a Ginevra proprio quell’anno. L’obiettivo è sviluppare la trazione integrale, a cui la Casa si è avvicinata progettando un veicolo fuoristrada dal quale alcuni tecnici lungimiranti hanno intuito il potenziale che le quattro ruote motrici hanno in termini di sicurezza e prestazioni anche per le vetture stradali.

I tecnici sviluppano quindi un powertrain ad alte prestazioni pensato per l’impiego sportivo formato da un 5 cilindri turbo da 2,2 litri della Audi 100 portato grazie all’aggiunta dell’intercooler da 170 a 200 CV, e da una sofisticata trazione con tre differenziali (centrale e posteriore bloccabili) che nel tempo sarà raffinata.

Anni '80: 5 auto che hanno fatto la storia

Lo montano su una speciale variante della Audi 80 Coupé, che viene ribattezzata semplicemente “Quattro”. Non è solo un’auto veloce, è l’arma che permette ad Audi di conquistare quel grande palcoscenico che è il Campionato del Mondo Rally, iniziando a vincere gare dall’81 e conquistando nel giro di pochi anni tre titoli costruttori e due piloti, ma soprattutto costringendo tutti i rivali a seguire l’esempio.

Le Audi a trazione integrale corrono anche in pista praticamente in ogni specialità ma soprattutto la trazione quattro inizia a diffondersi nella produzione di serie, arrivando alla soglia del ventunesimo secolo a coprire oltre la metà dell’intera gamma dei Quattro Anelli.

Anni '80: 5 auto che hanno fatto la storia 2

Audi non è l’unica Casa tedesca che cerca un posto al sole: anche BMW punta a guadagnare fette di mercato e il consenso del pubblico anche nel settore delle berline medie che sembrano essere l’ossessione dei costruttori premium. Proprio nell’82 Mercedes lancia la 190, vettura che oltre alla taglia più snella è anche la prima berlina sportiva.

BMW è in quel segmento già dagli Anni ’70, con la prima Serie 3 E23, che ha ripreso il testimone dalle valide berline della Serie 02 ma ancora migliorabile sotto l’aspetto dello spazio e del comportamento. A risolvere la situazione arriva la nuova Serie 3 (generazione E30), più moderna nel look ma soprattutto più raffinata nel telaio e più comoda.

Anni '80: 5 auto che hanno fatto la storia 3

Ottima interprete del momento, è la prima a tenere a battesimo la variante sportiva M3 (con un 4 cilindri da 2,3 litri e 200 CV a cui seguiranno in futuro eredi a 6 e 8 cilindri), ma soprattutto allarga l’offerta di carrozzerie aggiungendo alla due porte quella a quattro e anche la prima station wagon  Touring, nata per iniziativa di un carrozziere e poi adottata dalla Casa, probabilmente senza immaginare che di lì a una trentina d’anni le familiari sarebbero arrivate a rappresentare oltre il 60% delle vendite della Serie 3 su molti mercati mondiali…

E non è tutto: con le 325i, 325Xi e 324d e td debuttano in questa classe di modelli BMW i motori a sei cilindri, il Diesel e la trazione integrale, tutte novità destinate ad avere un futuro importante a Monaco di Baviera.

Anni '80: 5 auto che hanno fatto la storia 6

Appena due anni e si torna in Casa Fiat: è ora di regalare una variante sportiva alla Fiat Uno, arrivata nell’83 a sostituire la 127 e gradita, ancora una volta grazie alla matita di Giugiaro e della sua Italdesign ad un pubblico eterogeneo che va dalle famiglie ai giovani. Stavolta non si limita a qualche cavallo in più ma punta in alto: sono gli anni delle piccole tutto pepe che dividono il pubblico: da una parte la Renault 5 GT Turbo, dall’altra la già iconica Golf GTI e Peugeot 205 GTI, che puntano invece su aspirati da 1,6 a 1,8 litri.

Anni '80: 5 auto che hanno fatto la storia 12

Fiat opta per la prima soluzione e appronta un 1.3 con turbocompressore IHI  e per la prima volta, iniezione elettronica. La potenza è da record, perché mai prima d’ora una vettura Fiat di questa classe ha raggiunto i 100 CV, addirittura 105 nella versione non catalizzata che raggiunge la velocità di 200 km/h e ferma il cronometro a 8,3 secondi nello 0-100.

Siamo solo all’inizio: la Uno Turbo i.e. costa 14,5 milioni di lire ed ha un abbigliamento non troppo esasperato, ma ha quei pochi tocchi che la rendono riconoscibile, iniziando dallo spoiler posteriore e dai cerchi in lega leggera da 13”, a cui si aggiungeranno con il listino dell’88 i fendinebbia, incastonati nei paraurti rifiniti con una riga rossa (la Golf ha fatto scuola) e l’Antiskid, primo sistema antipattinamento antenato dei futuri ASR ma gravato da qualche difetto di gioventù, tanto che  non di rado viene disinstallato.

Con la seconda serie dell’89 il motore passa a 1,4 litri, riceve un nuovo turbo Garrett e cresce in potenza fino a 116 CV per uno 0-100 da 7”7. Il motore turbo si rivedrà sulla Punto GT, ma come si sul dire, è un’altra storia.

Anni '80: 5 auto che hanno fatto la storia 11

Abbiamo detto che negli Anni ’80 prestazioni fa rima con turbo e la dimostrazione la offre il costruttore di auto sportive per eccellenza, Ferrari, con la Ferrari F40. La Casa del Cavallino, che non si è mai fatta lusingare dai motori sovralimentati, in questo decennio li sperimenta in Formula 1 poi su strada, dapprima per ridare u po’ di verve alla 208 (’82) e poi nell’84 per creare la sua prima vera supercar, la 288 GTO, un capolavoro in 272 esemplari con motore V8 biturbo da 400 CV, seguita da 5 vetture sperimentali da competizione chiamate 288 GTO Evoluzione.

Anni '80: 5 auto che hanno fatto la storia 7

Proprio da questa esperienza, nel 1987, prende vita la F40, che arriva  a celebrare appunto i quarant’anni del marchio, (il nome è suggerito dal giornalista Gino Rancati) e rappresenta anche l’addio del patron Enzo, che si spegnerà l’anno dopo. Rispetto alla GTO, la F40 non è un modello in edizione limitata, o meglio, dovrebbe esserlo ma i 400 esemplari pianificati diventano presto 1.000 e poi, con l’omologazione per gli Usa, si prosegue fino a superare i 1.300. Il suo V8 biturbo da 3 litri, con quattro alberi a camme, 48V e due iniettori per ogni cilindro (considerando che l’iniezione è comunque indiretta) scarica sulle ruote posteriori 475 CV e la spinge a 326 km/h mentre lo 0-100 si liquida in 4,1 secondi.

Spartana, quasi un’auto da corsa prestata alla strada, e con potenza brutale senza alcun filtro (niente Abs né servosterzo), costa poco meno di 400 milioni di lire anche se prima ancora che esca di produzione passa già di mano per cifre fino a 5 volte superiori. Dopo di lei si tornerà agli aspirati, ma a 12 cilindri.

Anni '80: 5 auto che hanno fatto la storia 8

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