Volkswagen Golf 8: futuro sempre più sportivo

Volkswagen Golf: futuro sempre più sportivo 3

Fin dal lancio della prima generazione nel 1975, le varianti sportive pensate per gli appassionati della Volkswagen Golf hanno sempre rappresentato una costante per il modello. La prima GTI ha fatto il suo debutto proprio sulla primissima serie della compatta tedesca e da allora, Volkswagen ha costantemente alimentato lo sviluppo delle varianti ad alte prestazioni del modello, assecondando di volta in volta l’andamento e la richiesta del mercato. Scegliendo soluzioni sempre al passo con i tempi.

Dolo la prima GTI a benzina, infatti, nel 1982 venne lanciata la Golf GTD, la prima che pur mantenendo il DNA sportivo tipico delle Golf GTI, non rinunciava alla “parsimoniosità” del Diesel. Ma i tempi cambiano e l’evoluzione non si ferma mai e così nel 2014 è stato il momento della Golf GTE, la prima Golf sportiva ibrida. Oggi,  a 45 anni di distanza dal lancio della prima GTI, queste tre mitiche sigle confluiscono anche nella nuovissima Volkswagen Golf di ottava generazione.

INDICE
 Golf GTI
 Golf GTD
 Golf GTE
 Golf GTX

Golf 8 sportive: gli elementi in comune

Le tre versioni sportive della nuova Volkswagen Golf hanno elementi di design in comune come la grande griglia a nido d’ape nella parte frontale che integra i fendinebbia a LED o i cerchi in lega di serie da 17 pollici su cui montano pneumatici da 225/40.

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Altri elementi in comune tra i tre allestimenti sono la presenza di minigonne laterali più larghe di colore nero, i sedili sportivi con poggiatesta integrato e le pinze freno rosse. L’assetto accomuna anche le due varianti ad alimentazione tradizionale, GTI e GTD, che sono state abbassate di 15 mm rispetto a quelle meno potenti e alla GTE.

La versione a benzina, ovvero la Golf GTI, si differenzia dalle altre due grazie ad alcuni elementi caratteristici nel design come lo scarico che si sdoppia in due terminali (uno per parte), il rivestimento dei sedili con inserti rossi e grigi e la banda luminosa del cofano che si illumina di rosso.

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Parlando di meccanica, la GTI è spinta da un 2 litri turbo benzina a iniezione diretta da 245 CV e 370 Nm di coppia. L’unità può essere abbinata ad una trasmissione manuale a 6 marce o al famoso cambio DSG a doppia frizione a 7 rapporti. La trazione anteriore è supportata da un nuovo differenziale con frizione multidisco che ottimizza la gestione della potenza sulle singole ruote. La velocità massima è limitata a 250 km/h mentre lo 0-100 km/h viene coperto in soli 6 secondi.

Rispetto alla variante a benzina, la Diesel Golf GTD si differenzia per l’impianto di scarico con due terminali posizionati sul lato sinistro, la banda luminosa di colore argento sul cofano e finiture dei sedili di colore grigio.

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Sotto il cofano, troviamo un quattro cilindri da 2 litri a gasolio in grado di erogare fino a 200 CV e 400 Nm di coppia, abbinato di serie al cambio automatico DSG a 7 rapporti. Per diminuire le emissioni di CO2, questo powertrain è stato dotato di due catalizzatori SCR. Lo scatto da 0-100 km/h viene effettuato in circa 7 secondi con la velocità massima che sfiora i 244 km/h.

Nell’era dell’elettrificazione, anche il modo di vivere la sportività cambia e così debutta la nuova Golf GTE, variante plug-in della compatta tedesca che si caratterizza per le tante finiture blu su carrozzeria e sedili. La GTE è spinta da un motore termico da 1,4 litri turbo benzina da 150 CV abbinato ad un motore elettrico per una potenza complessiva di 245 CV.

Volkswagen Golf: futuro sempre più sportivo

Il tutto viene alimentato da una nuova batteria agli ioni di litio da 13 kWh che consente di percorrere fino a 60 km in elettrico ad una velocità massima in EV di 130 km/h. Il cambio, invece, è un DSG a 6 marce. L’accelerazione da 0-100 km/h viene compiuta in meno di 7 secondi per arrivare ad una velocità massima di 225 km/h.

A proposito di “sportività 2.0”, anche per quanto riguarda i prossimi modelli 100% elettrici Volkswagen ha pensato a delle varianti sportive. Recentemente il costruttore di Wolfsburg ha registrato il nome GTX, che in futuro verrù utilizzato per identificare le versioni ad alte prestazioni dei modelli appartenenti alla famiglia ID.

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La prima vettura che riceverà questa denominazione sarà, con tutta probabilità, la ID.4, sul mercato entro fine 2020.

Anni ’70: 5 auto che hanno fatto la storia

Anni ’70: 5 auto che hanno fatto la storia 9

Partiti con ottimi auspici, gli Anni ’70 sono letteralmente spaccati in due dalla crisi petrolifera. La crescita economica non si ferma ma l’austerity obbliga anche gli italiani, che avevano appena iniziato a lasciarsi alle spalle le economie del periodo bellico, a familiarizzare con il concetto di risparmio energetico, a centellinare gli spostamenti e a rinunciare alle gite in auto domenicali. Il mondo delle quattro ruote, colpito in pieno, corregge il tiro adottando programmi tecnici per la riduzione dei consumi, oltre che modelli più compatti ed efficienti. Anche lo sviluppo dei motori Diesel riceve una prima spinta che si concretizzerà un paio di decenni più tardi.

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I Settanta sono anche gli anni in cui l’industria inizia ad assestarsi, i marchi piccoli vengono assorbiti da quelli più importanti, che invece si avviano a dare vita averi e propri colossi dell’auto. Inoltre, su mercati come il nostro si affacciano le prime auto giapponesi. Il gusto per le auto genera eccessi: da una parte le vetture estremamente razionali per le famiglie, dall’altra le sportive sempre più potenti. E alcuni modelli destinati a creare famiglie molto longeve nascono proprio in questi anni.

Ecco allora 5 auto che secondo noi hanno fatto la storia degli anni Settanta.

INDICE
 Citroen SM
 Fiat 128
 Fiat 126
 Volkswagen Golf
 Lamborghini Countach

Non tutte le auto simbolo degli Anni ’70 danno vita a dinastie ma hanno comunque la capacità, come si suol dire, di “definire il momento”: una di queste, svelata al Salone di Ginevra nel marzo del ’70, porta il marchio Citroën ma sotto il cofano scalpita un cuore italiano, un V6 progettato da quella Maserati che da appena due anni, al termine di una serie di vicissitudini (non ancora finite) è passato sotto il controllo della Casa francese. Si chiama SM, sigla che sta appunto per Sport Maserati, ed è “figlia” della DS da cui eredita l’impostazione meccanica tuttoavanti e le sospensioni idropneumatiche.

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Si dice che l’idea fosse venuta ai dirigenti Citroën poco dopo aver lanciato la stessa DS nel’55, con l’intenzione di concorrere con le granturismo tedesche e consacrarsi come costruttore di alto livello. Il motore,  con due alberi per bancata e molte parti in alluminio, ha una cilindrata di 2,7 litri e 170 CV (poi 3 litri e  180 CV) che bastano a portare questa sportivona da quasi 5 metri e 1.500 kg a velocità mai inferiori ai 205 km/h e farla scattare da 0-100 in non più di 11 secondi anche nelle versioni con il più lento cambio automatico.

In aggiunta, la SM ha alcune “chicche” come lo sterzo a rapporto variabile e richiamo automatico e i fari che ruotano in curva. Ostacolata dalla crisi petrolifera che non favorisce le auto potenti e assetate, ma anche da un prezzo lievitato rapidamente (dai 42.000 franchi del lancio a oltre 50.000 in meno di un anno) uscirà di scena nel ’75 senza un’erede ma con quasi 13.000 esemplari costruiti a dare testimonianza di sé.

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In casa Fiat, il decennio inizia con una rivoluzione tecnica: debutta infatti, o per meglio dire ha debuttato nella primavera del ’69, quella trazione anteriore a lungo inseguita dagli ingegneri di Mirafiori, a cominciare da Dante Giacosa, ma rimandata negli anni a causa di qualche inconveniente durante le prove…

Fatta collaudare alla Autobianchi con la Primula, è arrivata con la 128, una berlina compatta che rimpiazza direttamente la 1100 piazzandosi tra la 124 e la 500 e si affaccia al decennio con in tasca il titolo di Auto dell’Anno ’70 e un prezzo di partenza di 875.000 lire, 10mila lire in meno del prezzo di lancio della 1100 R di tre anni prima.

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La novità, rispetto a quasi tutti i non molti modelli a trazione anteriore già in commercio, è il motore disposto trasversalmente che riduce l’ingombro consentendo di avanzare l’abitacolo. Ecco perché con i suoi 3 metri e 85 di lunghezza, la 128 ha un padiglione ampi, un terzo volume netto e generoso e una con anteriore e posteriore quasi simmetrici.

Un nuovo 1.1 con albero a camme in testa e 55 CV è l’unica opzione all’inizio, più generosa quella delle carrozzerie che prevede berline a 2 e 4 porte, una Familiare e poco dopo anche la Coupé, con un 1.3 che sarà offerto anche sulla berlina nella vivace versione Rally. Manca solo una scoperta, che arriva in modo “indiretto” nel ’72 con la X1/9, una delle spider più originali e divertenti del periodo che utilizza proprio la meccanica delle 128 più potenti.

Il ’72 è l’anno in cui arriva anche la Fiat 126, chiamata a sostituire l’amatissima 500 anche se in realtà questa la affiancherà ancora per tre anni con la sua ultima serie, la R, chiudendo la carriera dopo 18 anni e oltre 5 milioni di esemplari venduti. La 126 ne conserva l’impostazione generale ma modernizza tutto il resto, iniziando dalla struttura monoscocca.

Aggiorna anche il motore bicilindrico, potenziato a 23 CV. Le misure crescono un pochino, la nuova piccola è lunga di 13 cm (tocca i 3,10 metri), è più larga di 6 e lievemente più alta , ma sono soprattutto le forme squadrate ad aumentare lo spazio, insieme ad alcune soluzioni scelte per incrementare la sicurezza (come il serbatoio che lascia il cofano anteriore e si sposta sotto il divano posteriore).

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Raggiungerà l’apice della praticità nel 1987 con la Bis, dotata di motore “a sogliola” che libera altro spazio nella parte posteriore e che adotta un portellone proprio per accedervi. Inoltre, la Fiat 126 diventerà un efficace termometro dell’inflazione, con un prezzo iniziale di 795mila lire che già nel ’76, per le meglio accessoriate Personal, tocca i due milioni.

L’apprezzamento non manca, anche se non risulterà amata quanto l’antenata, avrà una carriera altrettanto lunga e che concluderà con oltre 4 milioni e mezzo di unità. Circa tre quarti di queste arriverà però dalla Polonia, dove è costruita dal ’73 in due stabilimenti ai quali dal ’79 sarà affidata l’intera produzione anche per i mercati occidentali. In quel Paese, dove lo sviluppo economico è arrivato dopo, la 126 è l’auto della motorizzazione di massa e dunque, una piccola rivoluzione.

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A proposito di rivoluzione, anche Volkswagen ne realizza una bella grossa proprio a metà del decennio quando, dopo venticinque anni passati a proporre varianti del Maggiolino e modelli derivati basati sulla stessa architettura, tra il ’73 e il ’75 segna un epocale cambio di rotta lanciando tre modelli basati su un moderno schema a motore e trazione anteriori destinato a diventare un caposaldo del marchio per tutti gli anni a venire.

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E nel’74, un anno dopo la Passat e uno prima della Polo, nasce la Golf, tedesca oltre ogni ragionevole dubbio ma che deve più di qualche cosa all’Italia: la linea di Giorgio Giugiaro (uno dei primi lavori portati a termine sotto la sua nuova società Italdesign), con elementi come il cofano spiovente e il lunotto inclinato che ritroveremo in altri suoi successi, e la meccanica per la quale i tecnici di Wolfsburg si sono fortemente ispirati alla Fiat 128.

Due anni dopo, la neonata Golf genera un’altra pietra miliare, la GTI: con motore 1.6 da 110 CV e cambio a 4 marce. Sarà evoluta negli anni, adottando unità sempre più grandi e potenti fino ad arrivare a dei 2 litri turbo a iniezione diretta e oltre il doppio dei cavalli, ma un paio di dettagli caratteristici, come il profilo rosso nella mascherina e i sedili rivestiti in tessuto scozzese: se li porterà dietro per tutte le generazioni successive e sono ancora adottati ai giorni nostri.

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La sportiva più adrenalinica degli anni ’70 (e forse anche dei 10 successivi) sarà ricordata anche per il nome quasi impronunciabile: Lamborghini Countach. È l’arma con cui Lamborghini sostituisce quell’autentica icona che è stata la Miura e sfida il gotha delle supercar a motore posteriore, come le Ferrari BB e De Tomaso Pantera (toh!, tutte italiane di nascita…).

Il mondo cerca di dare un’intonazione inglese al nome che invece di pronuncia “cuntàcc” ed è una parola in dialetto piemontese che vuol dire “accidenti” e che secondo varie versioni sarebbe scappata allo stesso Nuccio Bertone – o a qualcuno dei suoi – nel vedere la linea disegnata da Marcello Gandini. In effetti, anche a distanza di anni sarà quasi impossibile, guardandola, non lasciarsi scappare qualche esclamazione simile, visto che nei lunghi anni della sua presenza sul mercato (fino all’89) linea e prestazioni cresceranno in modo prepotente.

Anni ’70: 5 auto che hanno fatto la storia

Al debutto come concept, che avviene nel ’71, la linea è invece pulitissima e caratterizzata dalla forma a cuneo, conservata nella lunga gestazione che porta fino alla produzione vera e propria soltanto tre anni più tardi, nel ’74. Dietro l’abitacolo, il primo V12 longitudinale ha una cubatura di 4 litri e 375 CV, ma crescerà fino a superare i 5 litri e i 450 CV dando vita ad una sportiva ricca di fascino anche se bisognosa di una certa esperienza alla guida.

Una curiosità è costituita dallo scenografico alettone a freccia, un’opzione che molti esemplari montano: non ha nessuna particolare utilità aerodinamica e si dice non piaccia troppo nemmeno alla stessa Lamborghini ma faccia letteralmente impazzire i clienti.

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Volkswagen Nivus: tutto pronto per il lancio nel nuovo suv compatto

Volkswagen Nivus: tutto pronto per il lancio nel nuovo suv compatto 1

I SUV sono ormai il fenomeno del momento. Non solo sul nostro mercato, ma anche fuori dai confini europei. Anche in Sudamerica i modelli a “ruote alte” stanno incontrando un notevole successo e presto tra i modelli compatti appartenenti a questa categoria arriverà anche la nuova Volkswagen Nivus.

La piattaforma è la Mqb

Si tratta di un SUV di dimensioni compatte sviluppato sulla piattaforma Mqb del Gruppo Volkswagen, che dopo una prima fase ci commercializzazione in Sudamerica potrebbe arrivare anche in Europa. Di lei, al momento, si sa ancora poco, ma pare molto probabile l’utilizzo del più piccolo dei motori della famiglia TSI, il 1.0, abbinato alla sola trazione anteriore.

Volkswagen Nivus: tutto pronto per il lancio nel nuovo suv compatto

Dal teaser al momento disponibile è possibile intuire le linee che caratterizzeranno il nuovo Volkswagen Nivus. Si tratterà di un modello di dimensioni compatte, con la carrozzeria che strizza l’occhio ai modelli coupé. Davanti il family feeling stilistico con altri modelli di casa Volkswagen è evidente, pur non trovando una parentela diretta con le linee di alcun modello attualmente in produzione.

Volkswagen ID.4: arriva il SUV elettrico

Volkswagen ID.4: arriva il SUV elettrico

La famiglia dei modelli elettrici della gamma ID di Volkswagen è pronta ad allargarsi con l’arrivo della nuova ID.4. Si tratta del primo SUV completamente elettrico del costruttore tedesco, pensato per dare ulteriore slancio al processo di elettrificazione che il brand di Wolkfsbourg e di azzeramento delle emissioni inquinanti nel processo produttivo entro il 2050.

Aerodinamica al top

Esattamente come la sorella ID.3, anche la nuova Volkswagen ID.4 nasce sulla piattaforma MEB, appositamente sviluppata dal Gruppo Volkswagen per i modelli 100% elettrici. Anche in questo caso, quindi, la caratteristica principale della vettura è rappresentata dagli sbalzi anteriori e posteriori molto contenuti e da un passo invece molto generoso. Questo non soltanto per poter ospitare le batterie sotto il pianale, ma anche per poter garantire un miglior bilanciamento dei pesi e maggiore spazio a disposizione dei passeggeri.

Volkswagen ID.4: arriva il SUV elettrico 1

Un grande lavoro, poi, è stato svolto a livello aerodinamico. I tecnici tedeschi hanno modellato la carrozzerie per ridurre quanto più possibile il coefficiente aerodinamico della Volkswagen ID.4, al fine di poter raggiungere un’autonomia con una carica completa nell’ordine dei 500 km.

In vendita entro fine anno

La nuova Volkswagen ID.4 entrerà in commercio entro la fine dell’anno. Nella prima fase di commercializzazione sarà disponibile unicamente in abbinamento alla trazione posteriore, ma non si esclude l’arrivo anche di varianti a trazione integrale, magari con lo stesso sistema di batterie modulari della più piccola ID.3.

Volkswagen Touareg V8 TDI: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Volkswagen Touareg TDI V8: massima potenza grazie al super diesel

Il Touareg è il SUV più grande di casa Volkswagen. In quanto modello di punta, quindi, non poteva mancare dal listino un motore dalle caratteristiche uniche rispetto agli altri in listino, in grado di donare un tocco di esclusività in più al SUV tedesco. La gamma del nuovo Touareg si allarga così con l’ingresso a listino della variante V8 TDI.

Si tratta della versione più potente disponibile, alimentata, appunto, da un propulsore Diesel a otto cilindri in grado di sviluppare una potenza massima di 421 CV e ben 900 Nm di coppia già a partire da appena 1.000 giri. Un motore in grado di assicurare prestazioni di rilievo, rispettando naturalmente la vigente normativa Euro 6d-TEMP.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Volkswagen Touareg V8 TDI:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio min. 810 litri
 Alimentazioni Diesel
 Classe Euro 6D-Temp
 Cv/kW  421/310
 Prezzo (da) 97.700€

 

INDICE
 Dimensioni
 Interni 
 Esterni 
 Motorizzazioni
 Configuratore
 Prezzi

Nessuna differenza estetica per la variante più potente della Volkswagen Touareg. Il V8 TDI, infatti, si distingue dalle altre versioni a listino unicamente sotto il profilo tecnico. La dimensioni restano le stesse: 4,88 metri  di lunghezza, 1,98 metri di larghezza e 1,72 metri di altezza.

Volkswagen Touareg TDI V8: massima potenza grazie al super diesel

A proporzioni esterne tanto generose, corrispondono spazi interni altrettanto generosi. All’interno del Touareg V8 TDI trovano comodamente posto fino a 5 persone. Anche dietro si viaggia in souplesse e il bagagliaio, in configurazione standard, assicura una capienza di ben  810 litri .

Dimensioni
Lunghezza 4.880 mm
Larghezza 1.980 mm
Altezza 1.720 mm
Passo 2.904 mm

Gli interni del nuovo Touareg V8 TDI, così come di tutti gli altri Touareg a listino, sono un tripudio di tecnologia. Il passo avanti rispetto alla precedente generazione è notevole e trova la sua massima espressione nel grande schermo del sistema di infotainment al centro della plancia che raggiunge una diagonale di ben 15 pollici. Questo, oltre alle varie funzioni del sistema multimediale e del navigatore, accoglie anche tutte le funzioni del sistema di climatizzazione eliminando, di conseguenza, quasi tutti i tasti fisici dalla plancia.

Accanto al grande schermo del sistema di infotainment, poi, sul Volkswagen Touareg trova posto anche l’Innovision Cockpit, la strumentazione digitale con Active Info Display da 12,3 pollici con grafica personalizzabile.

Volkswagen Touareg TDI V8: massima potenza grazie al super diesel

 

Da vera ammiraglia, ovviamente, anche la scelta di materiali, oltre a quella dei tanti inserti tra i quali è possibile scegliere per personalizzare gli interni della propria Touareg. Tanti poi i sistemi di assistenza alla guida disponibili, tra i quali spicca il cruise control adattivo con assistenza alla guida in colonna fino a 60 km/h e il sistema di assistenza all’attraversamento degli incroci, in grado di monitorare il traffico trasversale. A questi, poi, si somma anche il Nightvision, che trasmette le immagini catturate da una telecamera a infrarossi sullo schermo del quadro strumenti per aumentare la visibilità.

A migliorare la dinamica della nuova Volkswagen Touareg V8 poi, provvedono le quattro ruote sterzanti attive e il sistema di gestione attivo del rollio che “sostiene” maggiormente l’auto in curva, evitando il coricamento altrimenti inevitabile per un’auto che ferma l’ago della bilancia oltre le 2 tonnellate.

volkswagen touareg usate
volkswagen touareg usate

Come le dimensioni, così anche lo stile della Touareg V8 TDI resta identico a quello delle altre Touareg in gamma. I designer tedeschi, nel tracciare le linee del loro SUV più grande a listino, si sono ispirati ai gusti della clientela cinese ai quali è principalmente dedicato il modello.

Volkswagen Touareg TDI V8: massima potenza grazie al super diesel

Davanti, infatti, a farla da padrona è la grande calandra con elementi cromati che include anche i gruppi ottici con tecnologia Led Matrix, capace di modificare il proprio fascio di luce in base alle condizioni del traffico che circonda la vettura. Dietro, invece, i fari si assottigliano rispetto alla precedente generazione e anch’essi sfruttano la moderna tecnologia Led.

Unica motorizzazione per il Touareg più potente a listino è il V8 TDI. Si tratta di un’unità dalla cubatura di 4 litri capace di sviluppare una potenza di 421 CV 3.500 e 5.000 giri al minuto e una coppia di ben 900 Nm già disponibili a partire da appena 1.000 giri.

Nonostante i tanti chili che è costretta a portarsi dietro, per raggiungere i 100 km/h con partenza da fermo le bastano 4,9 secondi, mentre la velocità massima è autolimitata a 250 km/h.

volkswagen touareg usate
volkswagen touareg usate

La nuova Touareg V8 TDI è disponibile in un unico allestimento:

  • Advanced: la versione top di gamma offre di serie Climatronic a 4 zone, Controllo automatico della velocità, Park Pilot, Radio DAB+, Telecamera multifunzionale, Cerchi in lega “Osorno” 8 J x 19”, Cristalli posteriori oscurati, Mancorrenti cromati, Specchietti retrovisori esterni regolabili e riscaldabili elettricamente, Bracciolo anteriore, Sedile guida regolabile in altezza, Adaptive Cruise Control, Fatigue Detection, Front Assist, Lane Assist, Riconoscimento segnale stradale, App – Connect, Connectivity Pack, Easy Open / Close Pack, Elegance Pack, Interni in palle “Vienna” con sedili Top Comfort, Navigatore satellitare “Discovery Premium”, Memory Pack.

 

Di seguito ecco il listino prezzi della Volkswagen Touareg  V8 TDI aggiornato al 2020:

Volkswagen Touareg Prezzi
Touareg 4.0 V8 TDI Advanced 97.700

 

volkswagen touareg usate
volkswagen touareg usate

Ecco tutte le novità auto più attese del 2018

Ecco tutte le novità auto più attese del 2018 2

In termini di novità auto, il 2018 sembra presentarsi come un anno davvero florido. Molti dei più importanti brand, nazionali e non, sono in procinto di lanciare sul mercato dei modelli totalmente nuovi oppure dei semplici restyling di alcune delle loro vetture più rappresentative.

Per quanto concerne i costruttori italiani, Alfa Romeo e Fiat si preparano a rinnovare la loro gamma dei SUV, categoria che vedrà delle novità auto per il 2018 anche per BMW, con il marchio tedesco che però non si limiterà soltanto agli Sport Utility Vehicle, ma che lancerà anche altri modelli in differenti categorie. Tra gli altri brand tedeschi, Audi e Volkswagen lanceranno alcune nuove vetture, per le quali la casa dai quattro anelli sembra, ancora una volta, pronta a concentrarsi sulla tecnologia. Le novità auto del 2018 provenienti dal mercato giapponese, invece, coinvolgono sicuramente Toyota, pronta ad aggiornare alcune automobili che, seppur in modo nettamente differente, hanno contribuito alla storia, più o meno recente, della casa del Sol Levante.

Ma analizziamo allora, per singola marca, quelle novità auto per il 2018 che abbiamo finora soltanto accennato, così da capire meglio cosa si prospetta nel mercato dell’auto.

Novità Alfa Romeo 2018, ecco la Stelvio Quadrifoglio

Casa da sempre legata a filo diretto con la ricerca delle prestazioni e delle emozioni di guida, lo storico brand italiano si appresta a coinvolgere in tale logica il primo SUV dall’Alfa, la Stelvio. La novità di Alfa Romeo del 2018, pertanto, sarà la versione ad alte prestazioni del suo primo Sport Utility Vehicle, che avrà il nome di Stelvio Quadrifoglio. È proprio quest’ultimo suffisso che contraddistingue appunto i modelli più sportivi firmati Alfa. La novità di Alfa Romeo per il 2018 si distingue per il suo design sportivo e aggressivo. Le prese d’aria sono più grandi, il cofano ha degli sfoghi per agevolare il raffreddamento del motore, sotto le portiere scorrono delle minigonne e le marmitte sono ben quattro.

All’estetica si aggiunge un motore totalmente rivisto, dal suono potente, che permette delle prestazioni da vera sportiva.  Ma ecco alcuni numeri della novità auto 2018 di Alfa Romeo:

  • Motore 6 cilindri biturbo;
  • Cilindrata di 2.981 cc;
  • 510 cv di potenza;
  • 283 Km/h di velocità massima;
  • Accelerazione 0-100 Km/h in 3,8 secondi;
  • Prezzo di listino a partire da 95.000. 

Ecco tutte le novità auto più attese del 2018

Novità Fiat 2018, restyling in arrivo per la 500X

A quattro anni dalla messa in commercio, il marchio di Torino ha deciso di rinnovare il suo SUV compatto, la 500X. Più che di vera e propria novità di Fiat per il 2018, quindi, si può parlare di un restyling di quello che recentemente è stato uno dei suoi modelli di maggior successo. L’aggiornamento dovrebbe riguardare soprattutto il complesso dei fari, sia all’anteriore sia al posteriore, con questi che dovrebbero riprendere nel disegno quelli già adottati sugli altri modelli della gamma 500, oltre che utilizzare la tecnologia al LED.

Le novità di Fiat per il 2018 applicate alla 500X, poi, potrebbero riguardare anche gli interni e l’infotainment, in modo particolare con un aggiornamento del sistema multimediale. Per la Fiat 500X, introdotta sul mercato 4 anni addietro, è arrivato il momento di un primo restyling di lieve entità sotto il profilo estetico, ma aggiornamenti importanti riguardano la meccanica. Sarà presentata ad inizio di settembre a Torino e subito dopo messa in vendita.

Oltre alla 500X “model year 2019” si parla della variante crossover 500L: entrambi i modelli disporranno di una versione ibrida dopo che nel 2020 arriverà la 500 elettrificata, in due varianti, mild hybrid e full eletric. Nel 2022 Fiat presenterà il remake della 500 Giardiniera. Si attende l’annuncio del piano programmatico 2018-2022 al Capital Market Day, il 17 settembre a Maranello: si parla di una Ferrari dedicata al compianto Sergio Marchionne, una “one-off” per i collezionisti del Cavallino.

Ecco tutte le novità auto più attese del 2018 1

Novità Audi 2018: SUV e tecnologia

Sicuramente più consistenti le novità di Audi per il 2018. Il marchio tedesco, infatti, si prepara a presentare ben due modelli completamente nuovi, l’Audi E-Tron Quattro e l’Audi Q8, due SUV, quindi, ma con caratteristiche differenti. Audi il 23 agosto svelerà la PB18, prototipo di una supercar elettrica che vuole omaggiare le numerose vittorie nelle gare di durata. L’Audi in gran copia: Q3, Q8 e A3.

  • Audi E-Tron. Potrebbe essere la “vera” novità tra le auto del 2018, essendo uno Sport Utility Vehicle elettrico a trazione integrale, dotato anche di sistema di ricarica rapida, capace di raggiungere i 210 Km/h e di erogare una potenza di 370 kw. Il design della novità 2018 di Audi dovrebbe, poi, richiamare molto quello della E-Tron Quattro Concept, inserendosi così per dimensioni tra la Q5 e il Q7, e assicurando una linea alquanto futuristica. Questo modello rappresenta, quindi, il concreto impegno della casa di Ingolstandt a fornire una mobilità a emissioni zero;
  • L’Audi Q8, altra novità tra le auto del 2018 firmata dalla casa dai quattro anelli, avrà invece lo stesso pianale della Q7, ma si differenzierà da questa per le forme, che la inseriscono in quella nicchia di mercato popolata dai così detti SUV-coupè. Tale modello andrà pertanto a far concorrenza alla BMW X6 e alla Mercedes-Benz GLE Coupè.

Ecco tutte le novità auto più attese del 2018 2

Nuovi modelli e restyling: le novità BMW del 2018

Due SUV, una berlina e una spider sportiva, dovrebbe bastare questo per assegnare a BMW il titolo di brand più attivo in fatto di novità auto del 2018. La prima Mercedes che vedremo in autunno è la GLE, sarà più lunga di 8 cm (493 in totale) e avrà uno stile affinato. Poi l’AMG A 35 con un motore da 300 cv. La EQC sarà il primo suv elettrico di Mercedes, atteso nella seconda metà del 2019, 400 cv e 400 km di autonomia.

  • BMW X4. La casa di Monaco di Baviera aggiorna il suo Sport Utility Vehicle aumentandone le dimensioni: è più lungo di 8 cm rispetto alla prima edizione, il tutto a vantaggio dell’abitabilità, e ridisegnando frontale e posteriore.
  • BMW X2. È questa la reale novità di BMW per il 2018, un SUV dalla linea di una coupè, ma dalle dimensioni contenute. Il risultato è un’auto dall’aspetto dinamico e sportivo, che strizza l’occhio ai più giovani. Molte le versioni disponibili con motorizzazioni sia ad alimentazione benzina sia diesel.
  • BMW Serie 3. Subisce un leggero restyling la più piccola delle berline di Monaco, non è pertanto una vera e propria novità di BMW per il 2018, ma subisce comunque degli interventi che ne aggiornano la linea e la rendono più abitabile.
  • BMW Z4. Torna la rivale della Mercedes-Benz SLK che, seppur aggiornata nel design, mantiene gli elementi tipici della sua linea, cofano lungo, coda tronca e la configurazione a due posti secchi. Il grande cambiamento è il tetto, si passa dall’hard top alla capote in tela.

Per sfidare Range Rover e Bentley Bentayga, BMW sfoggerà poi la X7, più grande di X5 e X6. Dopo la berlina BMW Serie 3 sarà il turno della station wagon Touring. Arriverà invece nel 2019 la terza generazione della X6. Si parla anche della BMW Z4 con tetto in tela, trazione posteriore e della X5 attesa in autunno.

Pronta al debutto la nuova BMW X2

Le novità Volkswagen per il 2018: T-ROC, T-Cross e nuove motorizzazioni

Come per le altre case, anche le novità di Volkswagen previste per il 2018 sono per lo più concentrate sul segmento dei SUV, nello specifico su due modelli in particolare.

Volkswagen T-Roc. Si tratta di un SUV compatto, sviluppato attorno al concetto di sportività. L’auto è difatti ben piazzata, merito dei passaruota e dei paraurti ampi, ma con la coda filante, grazie al lunotto posteriore inclinato, che attribuisce allo stesso tempo un senso di dinamicità.

Nuova Volkswagen T-Roc 7

La prima delle due novità auto del 2018 firmate della casa di Wolfsburg è poi disponibile con motore benzina, prezzi che variano dai 22.850 € ai 27.250 €, e con propulsore diesel, con prezzi dai 30.400 € ai 34.400 €.

Volkswagen T-Cross. È parente stretta della SEAT Arona, con cui condivide il pianale, ed è di conseguenza un SUV dalle dimensioni ridotte, ponendosi difatti come entry level della gamma. Sarà probabilmente presentata ufficialmente al Salone di Ginevra di quest’anno.

Tra le novità auto del 2018 del brand tedesco si annovera anche l’inserimento della sportiva versione GTI su due dei suo modelli più “piccoli”, la up! e la Polo.

L’intramontabile Land Cruiser ma non solo: le novità Toyota nel 2018

La casa giapponese ha sviluppato la nuova versione del SUV che, oramai, è per lei un vero e proprio simbolo, la Land Cruiser, che abbiamo provato per voi su strada. La novità firmata Toyota per il 2018 è pertanto un fuoristrada duro e puro, un’auto grande, robusta e inarrestabile, che guadagna ora anche qualche centimetro di lunghezza al fine di aumentare la comodità riservata ai suoi passeggeri. Rivisitato in alcuni dettagli estetici, la Toyota Land Cruiser trova le vere innovazioni nell’elettronica che, agendo contemporaneamente su più componenti dell’auto, è ora capace di mettere a disposizioni ben 5 modalità di guida differenti. I prezzi del SUV giapponese variano a seconda della versione, 3 o 5 porte, e sono compresi tra 41.300 € e 54.300 € per la prima, e tra 55.000 € e 67.200 € per la seconda.

Le novità auto del 2018 di Toyota, però, comprendono anche il face lift della Aygo, praticamente un restyling riservato all’anteriore, alla coda e agli interni della citycar giapponese, per la quale sono però contemplati anche degli interventi al motore e all’assetto. Ma la vera esclusiva, in merito alle novità di Toyota del 2018, è la probabile presentazione al Salone di Ginevra della concept car che anticiperà la nuova Supra, la leggendaria sportiva cara agli amanti di Fast and Furious.

Tutte le altre novità auto 2018

  • In ottobre sarà in vendita la quarta generazione del fuoristrada Suzuki Jimny che ha debuttato al Salone di Tokyo.
  • Via le camuffature dalla Porsche 911 serie 992, è più muscolosa. A pochi giorni dalla presentazione del facelift della Porsche Macan sono stati portati a termine con successo i test. Per la Cayenne sarà disponibile nel prossimo anno anche il Coupè, motori a 6 e 8 cilindri, a benzina o ibridi. Test positivo sulle strade della Sardegna con Boxter e Cayman nelle versioni 718 GTS, prezzi rispettivamente di 81.500 e 79.500 euro.
  • Land Rover proporrà ad inizio del prossimo anno la prima elettrica (potrebbe chiamarsi Road Rover, prima di una gamma di auto con la…scossa).
  • Dal 2019 Seat lancerà un SUV a 7 posti, la Seat Tarraco, lungo 474 cm con motori benzina e diesel fino a 190 cv.
  • A fine anno la Hyundai i30N sarà anche Fastback.
  • Aggiornamento per la nuova Skoda Fabia, potenze da 75 a 110 cv, già in listino (da 14.720 a 19.720 euro) ma anche SW (da 15.170 a 20.520 euro).
  • L’elettrica Renault Zoe, nell’autunno del 2019 utilizzerà una inedita piattaforma. La casa francese sta preparando il suo primo modello di crossover. A Goodwood alzati i veli sulla nuova Toyota Supra (in vendita a metà del 2019). Per la DS3 Crossback, debutto in ottobre.
  • La quarta generazione della Ford Focus sembra dire “Suv? No grazie!”. Provata sulle strade della Provenza questo modello suscita interesse. Cresciuto poco fuori ma tanto dentro l’abitacolo. È lunga 4,378 m la cinque porte, mentre la SW si concede ben 108 mm in più a 4,668 m. Abitabilità migliorata, bagagliaio di 375 litri sulla berlina e 608 litri sulla SW. Motori benzina e diesel poi arriveranno le ibride. Offerta benzina da 100 e 125 cv, sul diesel da 95 fino a 150 cv, cambi manuali a 6 marce o automatico a 8 rapporti. I prezzi da 20 a oltre 34.000 euro.